GIVA - Periodico di Informazione - Marzo 2018

 

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GIVA - Periodico di Informazione - Marzo 2018

Popular Pages


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Aprile 2018 Mensile di approfondimento e divulgazione. Anno fondazione G.I.V.A. 2008 Questo bollettino non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene pubblicato senza alcuna periodicità, non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 07/03/2011 1

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Pag. 3: Lunario Pag. 4: L’editoriale Non è la prima volta Pag. 5: Cultura Che fine ha fatto la sfida alla sostenibili- tà Pag. 7: Dai Comitati La donna nel volontariato Pag. 8: Il medico consiglia Il colesterolo buono o cattivo? Pag. 9: Chef Yacuzzu Cavatelli ai carciofi; Agnello al forno Pag. 10: Chef Yacuzzu Insalata d’arance; Pignolata messinese Pag. 11: I fiori d’Aprile Pag. 12: Sedi G.I.V.A. Presidenza Nazionale Alessandro Previti http: www.associazionegiva.eu Direttore: Giacomo Di Vincenzo Ricerche storiche: DiViGi Art Director: DiViGi Redazione: P.zza G. Campagna 98043 Rometta (Me) 3389094217 0909963157 0908968971 Grafica: Clara Mondo grafica@associazionegiva.eu BAR Philadelphia Corso Francesco Saija, 109 98043—Rometta Marea (ME) Redattori: Antonino Oliva Clara Mondo Giacomo Di Vincenzo Vincenzo Macaione redazione@associazionegiva.eu 2

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Ariete dal 21 marzo al 20 aprile Toro dal 21 aprile al 20 maggio S. Caterina da Siena ( 29 Aprile ). Caterina Benincasa Domenicana del terzo ordine regolare, dette le “mantellate”, nasce a Siena nel 1347 e muore a Roma nel 1380, dedicò tutta la sua vita oltre che alla carità al ripristino dell’antica purezza dell’ordine; nel 1376 si recò ad Avignone per convincere il Papa Gregorio XI a rientrare a Roma, si adoperò per concludere lo scisma creato con l’elezione di Urbano IV, nel 1375, quando risiedeva nella chiesa di Santa Cristina in Pisa, ricevette le stigmate; fu canonizzata nel 1461 e dichiarata da Papa Pio XII patrona d’Italia con S Francesco d’Assise (1939) E’ d’obbligo menzionare una delle feste più importante per i cattolici, la Pasqua. La Pasqua è stata ed è tutt’oggi una delle feste principali ebraiche, ripresa, a seguito degli eventi accaduti, dai cristiani ovviamente con interpretazioni del tutto diverse. Tale ricorrenza, per gli ebrei, risale al VI sec. a. C. e ricorda la fuga dall’Egitto e la celebrazione delle meraviglie compiute da Dio in favore del suo popolo. Il re Giosia ( VII sec. a.C. ) dopo aver apportato delle innovazioni al vecchio rito, ( Il Re 23.21.22 ) ordinò a tutto il popolo “Celebrate la Pasqua in onore del Signore vostro Dio con rito descritto nel libro di questo patto” riferito qui di sopra, e si identifica col testo normativo di DEUTERONOMIO 16. 1 e segg. in cui la festa è costituita con il sacrificio di bestiame. Per i cristiani la Pasqua è la commemorazione della morte e della resurrezione di Gesù avvenuta durante la settimana della Pasqua ebraica. Il giorno della resurrezione di Gesù è avvenuta la domenica che segue il plenilunio dell’equinozio primaverile; tuttavia, l’organizzazione cattolica cristiana ha rinviato di una settimana la celebrazione della Pasqua per il fatto che la celebrazione è legata al plenilunio dell’equinozio di primavera, pertanto, nel calendario solare la Pasqua è necessariamente mobile spostando le date dal 22 marzo al 25 aprile. 3

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Antonino Oliva Il Volontario Articolo pervenuto dal Comitato Provinciale di Messina P que, nell’ultima riunione, ci simo. iù di una persona, quan- siamo detti: <<“ce la mette- Chissà se vedendo noi, do abbiamo esternato la no- remo tutta”>>. conoscendo le nostre attività stra volontà a riprendere Qualcuno, meno atten- di Volontariato e Solidarietà, l’attività di informazione - to, può far scaturire questa sentono il bisogno di ester- con questo bollettino, ci ha nostra necessità in un atto di nare la propria disponibilità. espresso la propria perples- mero esibizionismo, ma Vi In passato questo è successo sità, asserendo che non ne possiamo assicurare che così e vogliamo sperare che suc- riusciva a comprenderne be- non è. Non abbiamo il biso- ceda anche oggi e in futuro. ne la reale motivazione. gno di atteggiarci, quando Questa è la vera moti- In effetti, in tutti questi anni organizziamo una manife- vazione che ci spinge ad della nostra Attività Associa- stazione, una dimostrazione, esternalizzare il nostro mo- tiva e di Volontariato, abbia- quando partecipiamo ad una do di essere, non certo per mo sempre ritenuto utile emergenza. vanità. Vogliamo sperare an- rendere partecipi le persone La motivazione, inve- cora in tutte quelle persone circa i nostri impegni, i no- ce, è da ricercare in altre in- che sentono il bisogno di stri progetti, le nostre aspi- tenzioni, meno personalisti- darsi agli altri, nonostante la razioni. che e soggettive, anche se un nostra Società corre sempre Non sempre ci siamo pizzico di egoismo, forse, c’è nella direzione opposta. riusciti a mantenere saldo - se di egoismo possiamo Noi crediamo che an- questo nostro impegno, vuoi parlare. cora di queste persone ce ne perché vincolati anche dalle In qualche occasione ci siano e siano tante. nostre faccende personali e siamo resi conto che molte Noi ci vogliamo ancora familiari, vuoi perché le no- iniziative che vorremmo riprovare. A queste persone stre attività associative ci as- portare avanti non riuscia- vogliamo dire : <<”Abbiamo sorbono molto tempo. Per mo a realizzarle, non per bisogno di Voi, dateci una questo, in più occasioni, e mancanza di volontà o capa- mano”>>. per un certo lasso di tempo, cità, ma semplicemente per- Noi siamo qui ad siamo stati costretti ed inter- ché siamo “SOLI”, perché aspettarVi a braccia aperte. romperne la stesura. siamo “POCHI”. Antonino OLIVA Ma oggi siamo di nuo- E allora ecco che nasce vo qui, pronti a riprendere la nostra necessità di diffon- l’informazione, nella speran- dere quello che facciamo, za che l’impegno dei Volon- quello che realizziamo, al so- tari intenti alla formazione lo fine di sensibilizzare quel- di questo Gruppo di Lavoro, le persone che, nel proprio prevalga su tutti gli altri ca- conscio, nutrono ancora un richi associativi. Noi comun- minimo di amore per il pros- 4

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Giacomo Di Vincenzo Il Volontario Articolo pervenuto dal Comitato Provinciale di Messina (ASviS “alleanza per lo sviluppo sostenibile) “Dalla crescita economica, al superamento delle disparità e alla tutela dell’ambiente come motore del benessere. Quando si parla di sviluppo, le persone, in genere, pensano all’opportunità di nuovi posti di lavoro e redditi migliori mettendo in secondo piano la sostenibilità, oggi non è più possibile pensare allo sviluppo sostenibile senza tener conto che; questioni ambientali, capitale umano, ed economia sono gli aspetti fondamentali per una crescita sana. Oggi ci dimentichiamo del comportamento dissennato dello sfruttamento delle risorse naturali senza tenere conto del capitale umano da inserire nel processo di sviluppo, se a queste grave mancanze aggiungiamo le variazioni climatiche non ci deve sorprendere se dal 2008 ad oggi più di 157 milioni di persone hanno lasciato il proprio paese, le proprie case, i propri cari, dando la responsabilità primaria al surriscaldamento del Pianeta, dimenticandoci, che in questo processo l’elemento primario è stato provocato da un dissennato sistema produttivo e di consumi del quale oggi abbiamo sotto i nostri occhi tutti i suoi limiti. Le diseguaglianze sono il male da combattere perché nessuno può o deve essere lasciato indietro, in quanto, questi inevitabilmente rallenteranno la crescita “la storia ce lo insegna” creando squilibri allo sviluppo, e spesso con l’aggravante che queste persone aumenteranno sempre di più. Qual è il rimedio a tutto ciò? La risposta sta nella consapevolezza di cosa trattiamo quando parliamo di sviluppo sostenibile e di traguardi condivisi a livello globale, nazionali, regionali, comunali. La crescita economica, lo sviluppo umano e sociale, la tutela dell’ambiente e alla lotta al cambiamento climatico saranno questioni da affrontare in maniera solidale con approccio multidisciplinare a livello nazionale, regionale ed in modo specifico a livello comunale, in quanto, questo ente è il più vicino alle esigenze degli ultimi; quindi rafforzare la coesione sociale in un territorio significa ridurre disparità, disuguaglianze e soprattutto esclusione sociale. Sarà nostro compito di volontari, parte integrante dei sei milioni di volontari attivi in Italiani, cercare la soluzione per migliorare le condizioni di vita degli ultimi, la nostra missione deve essere, in accordo con gli enti preposti, i servizi comunali, la scuola, e quant’altro, quello di trovare soluzioni, assistere la parte più debole, con accordi di principio con gli 5

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organi comunali, la scuola, (perché senza una crescita culturale si è come menomati) con le industrie, con gli organi economici che non dovrà farci pensare ad una elemosina ma, ad uno stimolo per far migliorare le condizioni di chi è ultimo; quelli che oggi chiamiamo “servizi di prossimità”, con un denominatore comune: essere non profit ed avere come interlocutori primari le municipalità ed enti, di cui sopra e le persone in povertà. Si diceva “ lavorare con e non solo per “ che significa dare un ruolo attivo a chi e destinato il servizio di assistenza, e non soltanto beneficiario . Alcune proposte contenute nel rapporto ASviS dal titolo “L’Italia e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile” illustrati alla Camera dei Deputati, ci danno lo specchio di un Italia che è ancora, purtroppo, molto lontana dagli impegni assunti all’Onu, anche se conosciuti da tutti noi: “Oltre 4,5 milioni di poveri assoluti; tasso di occupazione femminile inferiore al 50%; 2 milioni di giovani che non studiano e non lavorano; investimento sulla ricerca 1,2% circa del Pil; tasso di abbandono della scuola dei figli di famiglie meno agiate del 27,3% e del 2,7% di famiglie con genitori laureati; la classe media e quasi scomparsa, si passa dai ricchi ai poveri e questo crea squilibrio nell’area Ocse; del degrado ambientale siamo tutti a conoscenza di quanto accade; e non dimentichiamoci del degrado morale, mi riferisco alla disuguaglianza di genere, come se le donne fossero di serie B. Noi non possiamo restare insensibili a tutto questo, tradiremmo la nostra vocazione che ci impone di adoperarci per gli ultimi. La nostra coscienza non ci consentirà di girarci da un’altra parte perché, se lo facessimo, mancheremmo il confronto con noi stessi e tutto il nostro operato andrebbe in frantumi; non saremmo più credibili ne come volontari ne come uomini che compongono la società civile che si fonda su tre parole evidenziati nell’incipit di questo mio scritto ( Dalla crescita economica, al superamento della disparità e alla tutela dell’ambiente come motore del benessere ). Il direttore Giacomo DI VINCENZO 6

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Clara Mondo Il Volontario Articolo pervenuto dal Comitato Provinciale di Messina I riescono a trovare tempo ed energia per n questo articolo vogliamo appro- farsi carico dei problemi altrui. fondire l’importanza della donna nel I ruoli che le donne nel volontariato rive- mondo del volontariato e della pro- stono sono soprattutto legati all’assisten- tezione civile. zialismo, alla creatività, al sociale, ecc. L’argomento in questione è molto ampio Ma, ad oggi, questo sta iniziando a came complesso. Iniziamo dal dire che oggi, biare, sempre più spesso si vedono donin Italia le donne impegnate nel volonta- ne alla direzione di associazioni o operariato sono più della metà di tutti i volon- tive sul campo durante le emergenze di tari. protezione civile (antincendio, interventi La crisi economica che ha colpito il no- alluvionali, ecc.). stro Paese ha indebolito ancora più i di- Vorrei chiudere questo articolo con una ritti dei cittadini più deboli, tra questi le citazione di Oscar Wilde: “La forza delle donne. Ad oggi solo la metà delle donne donne deriva da qualcosa che la psicolo- italiane lavora fuori casa e guadagna me- gia non può spiegare. Gli uomini posso- no rispetto ad un collega maschio. no essere analizzati, le donne …… solo Ma la fatica della donna è legata anche al adorate”. ruolo femminile che riveste all’interno della famiglia (madri, nonne, mogli). La Clara MONDO donna, oltre al lavoro di cura della casa, si sovraccarica di lavoro a favore dei membri della propria famiglia. Tutto questo “lavoro non riconosciuto e remunerato” stranamente aumenta nella donna il desiderio di sentirsi utile alla comunità, di vivere esperienze ed emozioni nuove, imparare, partecipare, mettersi alla prova, di rendere attiva la propria vita anche fuori dagli impegni familiari. Cecilia Proprio per questo bisognerebbe avere un occhio di riguardo per le donne del volontariato che, dopo essersi fatte carico della famiglia, del lavoro, della casa, Natalia 7

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Il Volontario Dott. Vincenzo Macaione Medico Chirurgo Specializzato in Neurologia Professore Associato di Biochimica Clinica Università Degli Studi di Messina Quotidianamente siamo bombardati da messaggi allarmanti riguardo al pericolo rappresentato dal colesterolo presente nel nostro sangue. E’ bene fare un po' di chiarezza. Il colesterolo non è un veleno, né una sostanza tossica o pericolosa di per sé. Anzi, tutto il contrario: il colesterolo è una molecola fondamentale per il normale funzionamento di importanti meccanismi nel nostro corpo. Per esempio, il colesterolo è un importante componente delle membrane delle nostre cellule; è la base per la formazione dei Sali biliari, che ci permettono di digerire i grassi; è il punto di partenza per la formazione di diversi ormoni, che regolano svariate funzioni. E’ così importante che il nostro corpo non si limita ad introdurlo con l’alimentazione ma è capace di formarlo anche da solo. Il colesterolo non circola libero nel sangue ma viene trasportato all’interno di lipoproteine chiamate LDL e HDL; le LDL lo trasportano a tutti gli organi che ne hanno bisogno, mentre le HDL raccolgono il colesterolo in eccesso e lo portano al fegato per eliminarlo. E qui può insorgere il problema: se per qualche motivo (predisposizione gene- tica, altre malattie) ci sono troppe LDL in circolo e poche HDL, il colesterolo in eccesso può finire nelle pareti delle arterie e formare dei rigonfiamenti (placche) pericolosi per la salute perché facilitano l’insorgenza di malattie cardio-vascolari. In conclusione quindi, non è il colesterolo di per sé ad essere pericoloso, ma lo può diventare a causa di una sua scarsa eliminazione. E’ buona norma quindi controllare sia i livelli del colesterolo totale che quelli di LDL e HDL. Il modo migliore per valutare la situazione è dividere il valore del colesterolo totale per il valore delle HDL (il risultato deve essere inferiore a 5 per i maschi e 4,5 per le femmine) e dividere il valore delle LDL per quello delle HDL (1,5 rischio basso— 3,2 rischio medio—6,1 rischio alto). Dott. Vincenzo MACAIONE 8

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Ricette per il pranzo di Pasqua Ingredienti: Ricette per 4 persone Difficoltà ** Preparazione 1 h Pasta Cavatielli gr. 400; carciofi n° 4; piselli sgranati gr. 100; prezzemolo un ciuffo; limone 1; burro gr. 100; grana reggiano gr. 100; brodo vegetale q.b.; olio extra vergine q.b. ; sale, pepe. Preparazione: Mondare i carciofi fino al cuore, tagliarli a spicchi e metterli in acqua acidulata con il succo del limone, farli sbollentare in acqua salata, lasciandoli al dente; mettere in un tegame metà del burro e farlo sciogliere con un pochino di olio, aggiungete i carciofi ben scolati e fateli insaporire per 2 - 3 minuti, aggiungere i piselli aggiustare di sale e pepe e allungate il tutto con un mestolo di brodo e lasciare cuocere per 30 minuti circa, se fosse necessario aggiungere del brodo caldo, poco, tanto da tenere morbido il contenuto; nel frattempo mettete a cuocere la pasta, colatela al dente, aggiungete il formaggio grattugiato e il burro rimasto, versate l’intingolo ai carciofi e piselli mescolate per bene, fate le porzioni sui piatti che ricoprirete con una pioggia di prezzemolo tritato finissimo; buon appetito. Ricetta per 4 persone Difficoltà *** Ingredienti: preparazione 1 notte + 1 h e mezza Agnellone coscia 2,5 kg. ; patate gr. 700 ; strutto bianco gr. 140 ; cipolle rosse n° 2 ; rosmarino q.b. ; salvia q.b. ; bacche di ginepro q.b. ; chiodo di garofano n° 1 ; ginger ; vino rosso ; pepe e sale. Preparazione: In una capiente terrina mettere l’agnellone in pezzi e copritelo con la cipolla ridotta a fettine, il rosmarino, la salvia, le bacche di ginepro, il chiodo di garofano, una grattata di ginger e ricoprite con vino rosso (Nerello Mascalese sarebbe il più indicato); ricoprite i recipiente con un panno di lino e lasciatelo riposare tutta la notte in luogo fresco. Cottura: cospargete una teglia con dei fiocchi di strutto, adagiatevi l’agnellone dopo averlo scolato bene; ricopritelo con le patate tagliate a spicchi, le cipolle affettate, un rametto di rosmarino e uno di salvia, pepe e sale; finite con altri fiocchetti di strutto. Mettere in forno a 180° per circa 1h e 30. Durante la cottura bagnarlo con il vino della macerazione filtrato. Servire caldo 9

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Insalata di accompagnamento all’agnello. Ricetta per 4 persone Difficoltà * Preparazione 30 minuti Ingredienti: Arance n° 6 ; Aringhe affumicate n° 2 ; Noci gr. 100 ; Cipolle scalogne n° 4 ; finocchi n° 2 ; Olio extra vergine q.b. ; pepe e sale. Preparazione: Scottare le aringhe sulla griglia, spellarle e ridurle a pezzetti; sbucciare le arance avendo cura di togliere tutta la parte bianca, tagliarle a fettine; tagliare le cipolle a Julien, tritare i gherigli di noci grossolanamen- te, tagliare a fettine sottilissime i cuori di finocchi; mettere in una insalatiera tutti gli ingredienti, ben me- scolati, lasciando da parte un po’ di gherigli di noci, condire bene con olio e sale e cospargerli con il resto dei gherigli di noci . Vini consigliati: Per il primo un Bianco di Casteldaccia, di colore giallo paglierino delicatamente profumato, asciutto, vellutato, tratto da uve Catarratto e Inzolia grd. 12/ 13 temperatura d’uso 8/10°. Per l’agnellone un Rosso di Casteldaccia, tratto da uve Perricone, Nerello Mascalese, di colore rosso acceso, profumo delicato, vellutato, leggermente tannico, gr 12,5/13 temperatura d’uso 18/20° Ingredienti: per la pasta: farina OO gr. 500; rum cucchiai n° 3; uova n° 8; strutto cucchiai n° 2; per la glassa di limone: limoni n° 2; zucchero gr. 300; albumi d’uovo n° 3; vermouth cucchiaino 1; per la grassa di cioccolato: burro gr. 100; uova n° 3; zucchero gr. 200; cacao amaro gr. 200 Preparazione: Impastare la farina con le uova, lo strutto e i cucchiai di rum, lavorateli in modo da ottenere un composto morbido, spianateli in modo da ottenere tanti grissini, tagliateli a pezzetti. Imburrate una teglia e disponete i pezzetti di pasta lasciandoli appena dorare in forno. A parte preparate le glasse; Per la glassa di limone: montate a neve gli albumi, unite lo zucchero, il vermouth e il succo dei limoni, amalgamate bene il tutto. Per la glassa di cioccolato: frullate le uova con lo zucchero, aggiungete lo zucchero lavorato a crema (bagnomaria) e in fine il cacao. In un vassoio disponete la metà dei pezzetti di pasta dorata mescolati con la glassa di limone e accanto quelli mescolati con la glassa di cioccolato. Lasciate riposare in frigorifero in modo che si solidifichi e dopo servitela accompagnata da un ottima malvasia di Pantelleria. 10

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Come tutti sappiamo la primavera inizia il 21 di marzo, ma è nel mese di aprile che esplode la meravigliosa fioritura di piante e boccioli di ogni forma e colore. La Calla Fiore raffinato per eccellenza: esso è adatto sia per ornare la casa, sia per il giardino, sia per gli addobbi delle cerimonie. E’ un fiore piuttosto delicato. Se abbiamo seminato le nostre calle a piena terra, mettiamole all’ombra ed innaffiamole ogni 2 o 3 giorni dirigendo il getto d’acqua sulle radici. Se invece le teniamo in casa, bisogna scegliere un terriccio molto drenante e non sottoporle alla luce del sole. Le Viole Le viole vanno collocate a mezz’ombra e bagnate una volta al giorno. Le viole vengono utilizzate: • Come piante ornamentali in giardini, aiuole, bordure o per la coltura in vaso su terrazzi. • Nell’industria confettiera per produrre fiori freschi cristallizzati nello zucchero. • In profumeria per estrarne l’essenza. • Per la produzione di pecorini dolci. La Begonia Questa pianta ha bisogno di poche e semplici accortezze. Per far sì che abbia una buona fioritura bisogna sistemarla in un luogo soleggiato, ma dove i raggi non siano troppo diretti, altrimenti si formano tante piccole macchioline scure. Sia per la coltivazione in giardino che per quella in vaso, il terriccio andrà sempre arricchito con del concime naturale e dovrà essere ben umido. I Tulipani Esplodono in bellezza nel mese di aprile: li ritroviamo in natura in colori accesi e vivaci, dalle gradazioni del bianco, del rosa, del giallo e del rosso e vanno collocati in un'aiuola molto esposta alla luce solare, avendo cura di eseguire l'innaffiatura due volte a settimana. Il Geranio E’ la scelta più indicata se si ha poco tempo da dedicare al giardino, ma non si vuole rinunciare al verde. Fiorisce durante tutto l'anno, ma specialmente in questo mese. E’ un fiore versatile, adattabile e disponibile in un'infinita varietà di colori. Bisogna interrarlo a pieno sole ed innaffialo non più di una volta alla settimana. Ricordiamo anche che, ogni quindici giorni, è bene irrorare le loro radici con il tuorlo di un uovo, in modo tale dare alla pianta la giusta quantità di vitamine. 11

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