CODIPRA OPUSCOLO INFORMATIVO N. 1 ANNO 2018

 

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OPUSCOLO INFORMATIVO N. 1 - ANNO 2018

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ANNO XVI - N. 1 - I TRIMESTRE 2018 POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN A.P. D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27.02.2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1 - DCB TRENTO AUT. TRIB. TRENTO N. 1161 DEL 12.02.2003 - PER. TRIM. LE CONTIENE I.R. All’interno troverete il Questionario conoscitivo, uno strumento utile per individuare, raccogliere e analizzare il Sistema di gestione per la qualità e per valutarne possibili miglioramenti DELLA PROVINCIA DI TRENTO news AVVISO DI CONVOCAZIONE ASSEMBLEE PARZIALI dal 5 al 14 marzo 2018 Ilde2diGfav0’fgarcnii1egaclorini7noiciznnlaaioiiepèesemgdcnpatpsrihaiompoiteffelcmaorlearoaetthrvlligoluct’cstaoaeiinooounndlgiirilnnaietnruicaàibohvpzacstideiiooenodlodiselcnselnttgiealsuovialiorlmaiarldasmgneasPzteieotrtAitpGnalaerrocCrteteeoeoao,onnsrbslgntdtctleelirieiuoiodn,nannlrplnionateasosuredcrvhcolsrrioidoiaaadenelrunenmlntuaoelapnstfz,eRferopoiseinuoileaecsdiettnertcoetivteeirhenrrienaottideoogiaiemsatm,trpàllofib’icosrivcneuorenooitttlcsleettetaaoo.radbtorrdeueieltci.tiepntesàainscgeuoeita,gnolaalet,ive Sintesi Bilancio Consuntivo 2017 Attività economiche 2018 DATI DEFINITIVI CAMPAGNA 2017

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Periodico del Consorzio Difesa Produttori Agricoli Co.Di.Pr.A. ANNO XVI - N. 1 news Co.Di.Pr.A. periodico dell’Associazione Esercente l’impresa giornalistica: Agriduemila s.r.l. - Via Kufstein, 2 - 38121 TN Direttore responsabile: Piero Flor Direttore editoriale: Andrea Berti Consulenza editoriale: Francesca Negri-CommFabriK Costo abbonamento annuo 2,00 € Pagamento assolto tramite versamento quota associativa. Redazione e Segreteria: Via Kufstein, 2 - 38121Trento - tel. 0461/915908, fax 0461/915893 Progetto grafico e impaginazione: CommFabriK Srl Stampa: Tipolitografia Alcione - Gardolo (Trento) L’editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti fotografici senza riuscire a reperirli. Ovviamente a piena disposizione per assolvere a quanto dovuto nei loro confronti. IN QUESTO NUMERO Cari Associati…...............................................................................pag. 4 Regolamento OMNIBUS riforma di medio termine.......................................................pag. 6 P.E.I. Partenariati Europei per l’Innovazione Climate and Agriculture 4.0............pag. 10 Fondo Mutualistico IST (Income Stabilisation Tool) Latte...................................pag. 14 I numeri 2017 delle avversità atmosferiche calamitose in Trentino..........................pag. 18 Le novità per l’agricoltore e il nuovo Piano Assicurativo 2018.......................................................................pag. 23 Questionario conoscitivo.....................................................pag. 27 Fondo di Mutualità Sotto Soglia....................................pag. 31 Convocazione assemblee parziali 2018...................pag. 34 Assicurarsi si deve, assicurarsi conviene.................pag. 36 Convegno ASNACODI e CESAR.......................................pag. 38 Sintesi di Bilancio.......................................................................pag. 41 Considerazioni sui dati di bilancio...............................pag. 45 Avversità Atmosferiche, confronto tra i principali parametri assicurativi – 2001/2017 ...pag. 47 Sistema di gestione qualità...............................................pag. 50 Valutazioni e suggerimenti dei soci Co.Di.Pr.A. ....................................................................pag. 51 PriAetnersCcicepmoelof’bndionoptnnmtetiensrvirrtlnGtnadcsoo’aiseIeagtnpaoligesmdrgrsn2oiibvesiaucnhcrnbe0tivirooitzlvaliatceeo1ueioir,enitoobtd7slpgndàfsianlsniaiptlte’èlcnueoiaisuiilhamcadatesragareteioitgraregdrelaevaielarllearinetitedcniazitRrcmoctchaoaeitiioooioetmitseulnpeànloldccsatnntephpohovueailr.tonarmaoitrillleGeoctontraingluoaist,dtrprnncecuaaefrdorioooorolafer,nzuoufssenll.ieiide,etesetctpeegotf,àsinlarolaeovonrnesudlagcaclrodoeteeponoisitiganldetendslafalaaairoiteointltni,limionueevairzeltieecdeiooieni 3

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Cari Associati…. C di Giorgio Gaiardelli Presidente Co.Di.Pr.A. ome di consueto, con il primo numero di questo magazine vengono convocate le Assemblee Parziali che si terranno nei diversi comprensori Straordinarie per estensione e catastrofalità sono state le gelate della seconda metà di aprile che hanno colto le colture in una fase (nell’allegato a questo giornale è molto delicata e vulnerabile a causa pubblicato il calendario completo) dell’anticipo vegetativo, procurando dove saranno eletti i delegati perdite eccezionalmente pesanti. all’assemblea del nostro L’annata ha continuato a Consorzio. È un momento presentare eventi estremi, di grande rilevanza per il sia per quanto riguarda le nostro essere e appartenere grandinate sia per il vento forte a un organo associativo, a che hanno colpito vaste zone cui è affidato l’impegno della della nostra provincia, in alcuni casi salvaguardia del benessere delle proprio quelle risparmiate dal gelo imprese agricole e della sostenibilità economica delle principali filiere operanti primaverile. Il risultato è stato purtroppo Giorgio Gaiardelli una perdita produttiva doppia rispetto a in Trentino. quanto avvenuto fin dalla nascita della moderna Una responsabile partecipazione degli associati agricoltura trentina. è il necessario contributo al successo delle tante Fortunatamente gli agricoltori trentini hanno nostre iniziative, specialmente quelle che dovremo maturato nel tempo un atteggiamento responsabile efficacemente porre in atto nei prossimi anni. e convito riguardo l’adesione agli strumenti di Gestione del Rischio che Co.Di.Pr.A. mette a loro l’iennpioùCvacozo.Dinoiv.nPeern.Aei.elhin’moattiptlse’rooenblsiiumeezteiatonigvntrooiiciddnoielfpelalevearossmrseeioggdculeiiioarllrteeei disposizione interpretando al meglio le provvidenze che la normativa comunitaria destina a sostegno del mondo rurale; conferma di questo, è anche l’adesione a forme di assicurazione complete: il 95% delle coperture provinciali prevede la garanzia multirischio comprensiva di tutte le avversità atmosferiche, compreso il gelo. Questo ha permesso alle imprese agricole di ottenere adeguati risarcimenti dei danni subiti da Questi incontri, voglio ribadire, sono importanti per parte delle Compagnie di assicurazione (oltre 143 condividere e confrontarsi sulle scelte associative milioni di euro). fin qui operate, sugli sviluppi prossimi e futuri, sul Un’evoluta Gestione del Rischio in agricoltura non sistema di tutela che dovremo porre in atto, sulle può limitarsi a esaurire il suo compito nel solo ambito novità del quadro normativo comunitario e nazionale aziendale, ma deve necessariamente estendere la sua che governano il nostro settore, sui tanti progetti operatività anche nel più ampio contesto di filiera. Le messi in cantiere e sui risultati di bilancio conseguiti provvidenze dei Fondi Mutualistici specifici, a favore che ritengo confortanti e soddisfacenti. degli associati conferenti di Cooperative e Cantine, a L’anno appena trascorso ha visto il verificarsi di salvaguardia dei costi fissi che le stesse non riescono numerose manifestazioni calamitose che hanno ad ammortizzare a causa dei mancati conferimenti interessato in modo gravissimo la quasi totalità delle dovuti ai diversi infausti accadimenti atmosferici del produzioni della nostra provincia. 2017, hanno permesso la liquidazione di ulteriori 11 4

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milioni di euro. Per quanto riguarda il riconoscimento dei contributi comunitari, a favore degli agricoltori, previsti per le assicurazioni agevolate per gli anni 2015 e 2016, finalmente con non poche difficoltà AGEA sta chiudendo l’iter ammnistrativo. Possiamo comunque evidenziare che si tratta di ritardi di erogazione di disponibilità finanziarie certe. La causa di questa inefficienza va ricercata nelle regole del PSRN proposte dall’Italia in sede comunitaria all’avvio della PAC e delle conseguenti farraginose procedure amministrative poste in atto da AGEA Co.Di.Pr.A. si è fatto carico del problema, che avrebbe potuto causare pesanti ripercussioni sui bilanci delle nostre aziende agricole, anticipando tali contributi (oltre 60 milioni di euro). La credibilità e la patrimonializzazione del Consorzio hanno permesso l’ottenimento di finanziamenti bancari a condizioni estremamente vantaggiose: a settembre 2017 è stato richiesto a tutti gli agricoltori il riconoscimento del debito, con possibilità di pagamento del 15% e saldo a seguito chiusura domanda di contributo. Grazie, comunque, anche all’impegno della nostra Provincia e delle associazioni agricole trentine siamo riusciti ad attivare una collaborazione coordinata con AGEA che ha permesso delle procedure pilota e sperimentali, uniche in Italia, per la risoluzione di gran parte delle anomalie presenti a sistema. Per limitata parte residua, si dovranno attivare eventualmente singole domand­ e di riesame. A metà dicembre è stato approvato il Regolamento OMNIBUS (Reg. UE n. 2393/2017) che apporta significative e sostanziali migliorie ad alcune misure dell’attuale PAC; tra queste c’è la Gestione del Rischio. Le modifiche apportate testimoniano come la Gestione del Rischio stia diventando uno degli asset strategici della Politica Agricola Comunitaria. Al proposito, tra l’altro, salutiamo con favore l’innalzamento della contribuzione, per le assicurazioni più estensive, al 70%, come la riduzione del limite della soglia al 20%. Co.Di.Pr.A., conscio che la catastrofalità che ha interessato lo scorso anno la provincia di Trento condizionerà inevitabilmente il confronto con il mondo assicurativo pro rinnovo 2018, confida e si impegna, comunque, per il consolidamento generale del sistema di tutele che ha permesso in tutti questi ultimi anni di rispondere in modo adeguato alle necessità di protezione delle nostre imprese agricole. A tal riguardo, posso anticiparvi che gli inevitabili aumenti di tariffa saranno in buona parte ammortizzati dai nuovi benefici previsti dall’OMNIBUS, annullando l’aumento del costo assicurativo 2018 sugli agricoltori. Permettetemi infine di esprimere un caloroso e sentito pensiero di ringraziamento al Consiglio di Amministrazione, ai Sindaci, al direttore Andrea Berti e a tutto il personale di Co.Di.Pr.A. per il costante sostegno e collaborazione, e per essere sempre presenti in questa importante esperienza professionale e umana. Non di meno va tutto il nostro ringraziamento all’Assessore Michele Dallapiccola, al Dirigente del Dipartimento Territorio, Agricoltura, Ambiente e Foreste Romano Masè, al Dirigente del Servizio Agricoltura Fabrizio Dagostin e al Responsabile di Appag Pietro Molfetta per l’immancabile e costante attenzione e supporto che hanno riservato alla nostra struttura. Concludo richiamandomi alle considerazioni iniziali, sollecitando la partecipazione di tutti alle Assemblee Parziali che dovranno eleggere i delegati, espressione di specifici interessi e realtà territoriali, delegati che saranno poi chiamati a esprimersi in sede assembleare sulle scelte determinati il nostro modo di operare a concreto supporto dello sviluppo e successo dell’agricoltura trentina. Ricordo, che tra l’altro, quest’anno verranno nominati i nuovi sindaci del nostro Consorzio e rinnovati alcuni Comitati di Gestione dei Fondi di Mutualità. 5

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Regolamento OMNIBUS riforma di medio termine L’ dell’On. Paolo De Castro Primo Vice Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo approvazione della parte agricola del regolamento cosiddetto “OMNIBUS” è stata il pezzo forte di questa legislatura europea per quanto concerne il settore agroalimentare. Un’opportunità che è diventata tale e poi è stata concretizzata grazie al determinante contributo del Parlamento europeo. In riferimento alla Politica agricola comune (PAC), la proposta di regolamento avanzata dalla Commissione circa un anno e mezzo fa conteneva solo piccoli aggiustamenti e una timida apertura sul fronte della gestione dei rischi. Abbiamo ritenuto queste proposte insufficienti. Sia perché non consentivano di superare le difficoltà incontrate dagli agricoltori europei nell’applicazione delle misure varate nel 2013 con la riforma Ciolos, sia perché le proposte presentate non apparivano all’altezza delle sfide che i sistemi agroalimentari stanno affrontando. In più abbiamo ritenuto di dover lavorare per correggere il passo indietro che la Commissione proponeva sull’agricoltore attivo, ribaltando il principio, faticosamente sancito solo qualche anno fa, che le risorse della PAC devono essere destinate a chi l’attività agricola la pratica effettivamente. La necessità di modificare, in alcuni casi anche profondamente, il sistema di regole varato nel 2013 è divenuta convinzione in seno alla Commissione agricoltura (COMAGRI) del Parlamento europeo quando il lavoro svolto dai relatori (oltre a me, i colleghi Albert Dess e Michel Dantin), ha iniziato a prendere consistenza. Una corposa mole di proposte di modifica, finalizzate soprattutto a promuovere la semplificazione delle misure PAC è stata così riversata nel processo decisionale, riscuotendo un consenso diffuso tra gli agricoltori e molti Stati membri. La stessa Commissione europea, del resto, su molte delle proposte di modifica si è espressa prima in modo contrario, poi possibilista e infine favorevole. Su alcune indubbiamente il dibattito è stato più intenso, ma credo che sia stato trovato un punto di equilibrio che soddisfa gli agricoltori e restituisce un bell’esempio di lavoro svolto dall’Europarlamento. Più che emendare una proposta della Commissione, gli eurodeputati ne hanno fatta una propria e l’hanno portata, grazie al processo di co-decisione, a compimento. Con un approccio coraggioso, ma allo stesso tempo consapevole. A dimostrarlo è la recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea che conferma la legittimità dell’intuizione del Parlamento europeo, oggi divenuta norma, di rafforzare le prerogative contrattuali delle organizzazioni dei produttori, delle loro associazioni e delle cooperative per riequilibrare i poteri lungo la filiera. Un’idea che aveva fatto fibrillare più di qualche scrivania della Commissione europea. La portata delle innovazioni introdotte fa sì che questo lavoro si configuri come una vera e propria riforma di medio termine della politica agricola comune. Dal punto di vista istituzionale, il fatto che la parte agricola sia stata stralciata dal Regolamento OMNIBUS per consentirne l’immediata entrata in vigore certifica il protagonismo del Parlamento europeo sul terreno 6

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delle politiche agricole. Dal punto di vista dei contenuti, questa riforma di metà percorso ha un duplice valore. In primo luogo è la risposta, portata a casa con caparbietà, alla probabile se non inevitabile posticipazione della riforma della PAC alla prossima legislatura europea. Secondo aspetto, non meno importante, abbiamo fissato un punto di partenza sul quale innestare il ragionamento sul futuro delle politiche agricole, che si integra con le riflessioni contenute nella recente Comunicazione della Commissione sulla PAC post 2020. Vediamo insieme le principali novità introdotte dalla riforma in vigore dal 1 gennaio scorso. Pur comprendendo le difficoltà amministrative incontrate negli Stati membri nell’applicazione della nuova disciplina, il Parlamento ha difeso il principio che a essere beneficiari degli aiuti PAC debbano essere solo gli agricoltori professionali. Abbiamo così mantenuto la definizione di agricoltore attivo, con la possibilità di deroghe specifiche strumentali a contenere il carico amministrativo degli SM. Per quanto concerne i pagamenti diretti, il Parlamento ha fatto proposte con l’obiettivo di semplificare un carico di impegni troppo oneroso per i beneficiari degli aiuti e per le autorità nazionali con compiti di controllo e verifica. Siamo intervenuti per razionalizzare un complesso apparato di impegni, mantenendo intatta la valenza ambientale e collettiva dei pagamenti diretti. Per quanto riguarda il greening, il Parlamento ha lavorato soprattutto sulla diversificazione delle colture e sulle aree di interesse ecologico. Sul primo tema sono state apportate semplificazioni rilevanti per le colture sommerse (riso), per le quali si allentano i limiti originariamente imposti. Inoltre, per tutti gli agricoltori che investono oltre il 75% della propria superficie agricola in leguminose e foraggere e per tutti coloro che lasciano a riposo oltre il 75% della loro superficie l’obbligo viene cancellato, indipendentemente dall’ampiezza dell’azienda. L’obbligo di stabilire aree di interesse ecologico viene eliminato per tutti coloro che lasciano a riposo oltre il 75% della loro superficie e viene valorizzato il ruolo ambientale delle colture azoto-fissatrici. Il secondo obiettivo è stato quello di valorizzare il ruolo dei giovani agricoltori nei pagamenti diretti, dando nuovo vigore e intensità al cosiddetto pagamento giovani introdotto nel 2013, che seppure condivisibile nelle intenzioni, secondo il Parlamento restava ancora troppo timido negli effetti. Gli Stati membri potranno raddoppiare, dal 25 al 50% del pagamento di base, il valore del pagamento supplementare per i giovani agricoltori. Si mantengono e rafforzano gli impegni sugli aiuti accoppiati, dando la possibilità agli agricoltori di incrementare i propri livelli produttivi e agli Stati Membri di rivedere annualmente i settori beneficiari, 7

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Via Dell’Indusria, 4 - 47100 Forlì - Tel. 0543/720547 - Fax 0543/794140 ♦ La macchina per tagliare l’erba nelle rampe ♦ Adatta a tutti i tipi di trattore ♦ Siamo a disposizione per prove e dimostrazioni ♦ Montaggio anteriore per un’ottima manovrabilità e visibilità ♦ Funzionante con l’impianto idraulico del trattore ♦ Possibilità di montare diversi utensili (spollonatore girorami-erpice-dischi) ♦ Possibilità di montare spruzzo nel diserbo in contemporanea con la lavorazione ww8 w.calderoniweb.it PEENRCOODVLISIOTEGÀRICBOO info@calderoniweb.it

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in chiave anti-ciclica. L’intervento sugli strumenti per la gestione del rischio, che oggi appartengono al pilastro PAC dello sviluppo rurale, è stato un altro fatto importante: le misure adottate nella riforma del 2013 si sono rivelate insufficienti per promuovere l’accesso degli agricoltori a strumenti assicurativi, fondi di mutualità e al meccanismo di stabilizzazione del reddito (Income Stabilization Tool, IST). La proposta della Commissione di creare un meccanismo di stabilizzazione del reddito per settori e di abbassare dal 30 al 20% la soglia di perdita di reddito prevista per accedervi era un buon punto di partenza. Il Parlamento è riuscito diminuire la soglia di perdita di produzione necessaria per l’attivazione di polizze assicurative del raccolto, dall’attuale 30% al 20%, alzando il contributo pubblico al premio dal 65 al 70%, introducendo la possibilità di utilizzare indici economici per la misurazione delle perdite. Sempre nell’ambito dello sviluppo rurale altre modifiche alla PAC hanno l’obiettivo di rafforzare gli effetti delle provvidenze per il primo insediamento dei giovani, la partecipazione ai regimi di qualità e gli investimenti effettuati dagli agricoltori nell’ambito dei piani di sviluppo rurale. Per quanto riguarda le misure di mercato, lo sforzo è andato nella direzione di dare maggiore forza contrattuale alle formule organizzative degli agricoltori. Così Organizzazioni dei Produttori (OP) e Associazioni di OP (AOP) operanti nel settore lattiero caseario potranno avvalersi della contrattualizzazione scritta obbligatoria, e le misure del pacchetto latte vengono estese oltre il 2020 e diventano permanenti. Tali prerogative vengono inoltre estese a tutti i produttori e a tutte le OP e AOP. Queste formule organizzative vengono rafforzate dall’accordo e viene, in linea generale, consolidato il loro protagonismo all’interno delle relazioni contrattuali di filiera, derogando finalmente il settore agricolo dalle regole sulla concorrenza che riguardano la produzione, la vendita e la trasformazione dei prodotti agricoli, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno un trasferimento di proprietà del prodotto dagli agricoltori all’OP. Soprattutto su quest’ultimo punto abbiamo riscontrato le difficoltà maggiori. Ma a conferma di quanto le misure introdotte nella riforma di medio termine a tutela delle OP e delle AOP, fossero non solo necessarie, ma anche equilibrate e in pieno rispetto del diritto della concorrenza, è arrivata recentemente anche una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea. Sulla base di un ricorso presentato da organizzazioni di produttori francesi, la sentenza stabilisce infatti che una concertazione sui prezzi e sui quantitativi tra più organizzazioni di produttori agricoli e associazioni di tali organizzazioni può essere consentita all’interno di una medesima organizzazione di produttori o di una medesima associazione di organizzazioni di produttori se risponde in maniera proporzionata agli obiettivi assegnati a tale organizzazioni o associazione. 9

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P.E.I. Partenariati Europei per l’Innovazione Climate and Agriculture 4.0 C a cura della Redazione o.Di.Pr.A. intende interpretare il ruolo di organismo associativo che si occupa con responsabilità di accompagnare l’evoluzione e la crescita dell’agricoltura trentina con iniziative volte alla salvaguardia del suo reddito da tutti quei fenomeni esterni che ne possono compromettere la sua stabilità (tutti i fattori di rischio: atmosferici, biotici e di mercato), anche come propositore di iniziative innovative e sperimentali. Possiamo con soddisfazione comunicarvi che il nostro SsvtailbRuiiplsipzcozhaidzoiiossneoemludpzeirolenrpei iddùideGitseotseatsizoeienpneeddraellael progetto I.T.A. 2.0. (Innovation Tecnology Agriculture), che ha partecipato nel 2016 al bando provinciale relativo ai “Gruppi Operativi nell’ambito dei P.E.I.” – Fase 2, risulta tra gli ammessi e pertanto tra quelli finanziati. Anche se le diverse fasi di approvazione del P.E.I. si sono protratte nel corso di tutto l’anno passato, Co.Di.Pr.A. ha comunque sperimentalmente avviato con successo alcune iniziative: in particolare quelle che hanno riguardato la diffusione delle tutele verso i fattori biotici. Infatti, sia per quanto riguarda la Drosophila Suzukii sia per la Peronospora della vite, sono state costruite e poste in atto coperture innovative, non presenti a livello nazionale. Per maggiori informazioni riguardo a questo progetto vi invitiamo a leggere l’articolo, al riguardo, pubblicato nell’opuscolo 1 del 2017. A fronte delle disastrose perdite di produzione causate dal gelo nel 2017, che hanno posto sotto stress tutto il sistema di filiera del settore melicolo in particolare, Co.Di.Pr.A. ha partecipato in qualità di promotore, l’anno passato, a un altro bando provinciale P.E.I. (Partenariati Europei per l’Innovazione) con un progetto denominato “Climate and Agriculture 4.0’”. Il tema affrontato non poteva essere che la sostenibilità produttiva frutticola e viticola in ambiente e clima montano suscettibile alle gelate. In questi ultimi 30 anni, a causa dei mutamenti climatici in Provincia di Trento stiamo assistendo al fenomeno di anticipo del risveglio vegetativo delle colture e di conseguenza delle fioriture, tali da esporre le stesse a un maggiore rischio gelo; rischio aumentato, in questi ultimi anni, anche per il ripetersi di fenomeni di gelo primaverile. Questi due fattori combinati tra loro, anticipo vegetativo e fenomeni estremi di gelo primaverile, hanno causato rilevanti perdite di produzione sia nelle zone frutticole (mele in particolare) sia in quelle viticole, mettendo a dura prova la sostenibilità economica delle imprese agricole trentine. In particolare, negli anni 2012, 2014, 2016 le gelate primaverili hanno prodotto significativi danni, interessando zone circoscritte, con manifestazioni che hanno riguardato più l’aspetto qualitativo dei frutti che quello quantitativo; nel 1997 e ancor più nel 2017 gli eventi gelo, invece, hanno assunto l’aspetto catastrofale causando la perdita della quasi totalità della produzione di intere aree agricole della nostra provincia. Il sistema frutticolo trentino attualmente fa uso, in alcune zone e in modo parziale, sistemi di difesa attiva antibrina utilizzando quasi esclusivamente l’irrigazione 10

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sopra chioma. Il principio fisico del metodo si basa sulla proprietà dell’acqua di liberare calore, passando dallo stato liquido a quello solido. È quindi la trasformazione in ghiaccio dell’acqua che libera energia sotto forma di “calore latente” (80 cal/g) che impedisce alla temperatura di scendere. La formazione di ghiaccio sui fiori mantiene la temperatura attorno a 0 °C. Tale difesa attiva risulta comunque oggi insufficiente in quanto interessa una piccola parte di produzione agricola complessiva e ha come fattore limitante la scarsa disponibilità della risorsa acqua. Le attuali tecnologie forniscono altri sistemi di difesa antibrina come i miscelatori d’aria (ventole) e irrigazione sotto chioma con micro splinker. La tecnica che prevede l’installazione di ventilatori ha allo scopo di mescolare l’aria più calda che si trova negli strati più alti e di convogliarla sul terreno evitando che quella fredda ristagni negli avvallamenti. Questa soluzione, pur avendo dimostrato la sua efficacia in diverse zone nazionali e continentali, trova nella nostra realtà una circoscritta possibilità di utilizzo per la complessa orografia del nostro territorio. La tecnica dell’irrigazione sotto chioma, pur appoggiandosi sui medesimi principi di quella sopra chioma (reazione esotermica per passaggio di stato), non prevede la distribuzione dell’acqua sugli organi vegetativi della pianta, bensì la bagnatura delle biomasse presenti sul terreno (strati erbosi e residui di potature). Risulta, rispetto a quella sopra chioma, più dispendiosa in termini di acqua consumata e meno efficace negli effetti difensivi contro il gelo, pur richiedendo costi di impianto più contenuti rispetto agli irrigatori sopra chioma. Le tecniche utilizzate per la melicoltura (irrigazione e ventilazione), opportunamente adattate, possono essere applicate con successo anche alla vite. Una conoscenza puntuale del rischio gelo diviene fondamentale per indirizzare l’agricoltore verso quelle tecniche produttive che attenuino la sensibilità della vite ai danni da gelo, come la scelta dei vitigni e i tipi di allevamento (quelli che prevedono il posizionamento dei tralci a frutto più elevati sono più resistenti di quelli collocati più in basso). Per la vite, inoltre, tra le fasi fenologiche da monitorare e mappare c’è anche quella del riposo vegetativo, per gli abbassamenti estremi di temperatura invernali. Al fine di trovare un sistema combinato che sfrutti al meglio le potenzialità delle diverse tecniche di difesa attiva, è necessario effettuare un monitoraggio del territorio agricolo trentino, sia da punto di vista agronomico/climatico (per individuare i diversi gradienti di sensibilità al rischio gelo comprendendone le dinamiche evolutive del clima passato, presente e futuro), sia per quanto riguarda le specificità orografiche e geopedologiche, al fine di identificare il sistema di difesa attiva più idoneo per le diverse aree e colture. I criteri di spazializzazione dei dati meteoclimatologici, come sopra illustrato, possono differire anche significativamente per le diverse variabili meteo-climatologiche, e la loro mappatura su un territorio topograficamente e climaticamente complesso (come quello in esame) richiede procedure specifiche e dedicate. Tale mappatura dovrà essere collocata all’interno di una piattaforma informatica dinamica, che dovrà esprimere, per singola micro area, non solo gli indici e tsmdrppuSeeeeilanalrttlrteteelàitanorapcro-fsircootpi-losrniabmtmrcziiitigioaapuatdiailontialzalifztoovauagrazn-miircaoiahantbeeicilai 11

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le informazioni alla base di questo progetto (gradiente del rischio gelo e compatibilità di sistema di difesa attiva), ma anche contenere i molteplici dati utilizzati per esprimere tali indicazioni. In particolare: l meteorologiche (minime, massime, medie, storiche e puntuali anche nella declinazione relativa alle diverse fasi fenologiche delle colture): temperatura, piovosità, umidità, radiazione, evapotraspirazione; l geopedologiche morfologiche: esposizione, giacitura del terreno, quote, struttura del terreno, analisi del suolo; l agronomiche: coltura, varietà, sesto e sistema d’impianto, anno di impianto, varietà, portainnesto, rese storiche; l rischiosità: danni da gelo storici (anche per le altre avversità da banche dati assicurativi). Non si esclude, a tendere, l’implementazione con dati provenienti dai satelliti del progetto comunitario Copernicus (Sentinel 1 e 2) come gli indici vegetativi (LAI, IDVI, DVI). L’intersecazione e il processamento dei dati, anche per una più agevole messa in relazione degli stessi, deve necessariamente prevedere un bilanciamento tra i dati “a terra” e quelli provenienti da mezzi di indagine su larga scala come satelliti e radar. Pertanto sarà necessario un potenziamento puntuale dell’attuale rete di stazioni meteo, anche dotandole di nuovi sistemi di rilevamento dalla stratificazione delle temperature (come torrette che misurano la temperatura in una scansione da 0 a 25 metri di altezza), al fine di creare un reticolo adeguato, omogeneo e uniforme sul territorio. Non necessariamente, pertanto, questo dovrà riguardare esclusivamente le aree agricole, in quanto, spesso, la genesi e la metamorfosi dei fenomeni trovano origine in diverse situazioni e contesti climatici, lontani dalle aree interessate dalle coltivazioni, la cui conoscenza è fondamentale per una più completa e precisa interpretazione degli stessi. Per una sostenibilità futura, il sistema di Gestione del Rischio, a fronte dell’acuirsi dei fenomeni meteorologici estremi, dovrà prevedere azioni di mitigazione dei vari fattori esogeni di instabilità produttiva, per collocare quella parte di rischio residua, incontrollabile dai sistemi di difesa attiva, negli strumenti, comunitariamente previsti ossia fondi mutualistici e assicurazione. Questo progetto ha proprio lo scopo di mettere in relazione sinergica le due componenti di difesa, attiva a passiva, per un migliore ed economico utilizzo delle stesse, nel nuovo contesto di mutazione climatica. Inoltre un’analisi meticolosa delle caratteristiche delle diverse realtà agronomiche ambientali potrà orientare al meglio la Pubblica Amministrazione nel distribuire le risorse finanziarie dedicate al sostegno delle reddittività delle nostre imprese agricole a fronte dell’acuirsi dei rischi atmosferici nella nostra provincia (PSR). In una logica stringete di priorità, il progetto è inizialmente orientato verso la difesa dall’avversità gelo, ma, scopo finale, dovrà necessariamente riguardare la tutela complessiva delle nostre produzioni da tutte le diverse componenti climatiche avverse come la siccità, gli eccessi di umidità e di calore. Fa parte di questa iniziativa la creazione di una banca dati (che potrà essere integrata con quella pubblica SIAP) contenente le informazioni 12

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sopra menzionate per singola unità produttiva, costantemente aggiornata, a disposizione degli imprenditori agricoli, per articolare e programmare, in modo sempre più preciso ed efficace, le loro attività agronomiche (trattamenti fitosanitari, concimazioni e altro). Tale banca dati potrà costituire inoltre una sorta di cruscotto a disposizione di altri enti – Consorzi di Bonifica, di miglioramento, irrigui nonché di Cantine ed enti associativi di assistenza tecnica – per indirizzarne e orientarne, scelte e iniziative. La conoscenza degli aspetti pedologici delle varie zone e delle sue specifiche capacità di trattenere la soluzione circolante nei terreni, l’evapotraspirazione delle diverse colture, sono elementi fondamentali per impostare un adeguato e sostenibile sistema di distribuzione dell’acqua. È evidente, pertanto, che parte non secondaria di questa iniziativa, che di fatto ne sottende il significato, è la miglior utilizzazione della preziosa risorsa acqua, non solo in termini di quantità utilizzata, ma di una sua più idonea distribuzione, legata alle differenti necessità della pianta, nelle sue diverse fasi fenologiche, per migliorare l’aspetto qualitativo delle produzioni. Altro aspetto correlato, è quello della difesa fitosanitaria, per un suo utilizzo ambientalmente compatibile e adeguato in termini economici e di efficacia. Infatti l’interpolazione e la messa a disposizione dei dati meteo/ambientali, legati alla conoscenza della fase vegetativa della coltura, sono fattori che determinano il miglior utilizzo dei trattamenti fitosanitari e della loro eco sostenibilità. Con queste caratteristiche il P.E.I. Climate and Agriculture 4.0 partecipa al bando provinciale 2018. Co.Di.Pr.A. esercita il ruolo di capo fila amministrativo, sono inoltre partener del progetto: FBK (Fondazione Bruno Kessler), FEM (Fondazione Edmund Mach), APOT (Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini), Federazione provinciale dei Consorzi Irrigui e di miglioramento fondiario e CIF (Consorzio di Innovazione Frutta). Questo progetto si inserisce, e ne coglie molti principi e finalità, nel programma europeo Horizon 2020. 13

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Fondo Mutualistico IST (Income Stabilisation Tool) Latte L’ di Andrea Berti Direttore Co.Di.Pr.A. obiettivo dell’attuale PAC è quello di sviluppare e ampliare le soluzioni di Gestione del Rischio, nell’ottica di arrivare ad un mix di strumenti agevolati che permettano la difesa contributi comunitari destinati allo strumento Fondo Mutualistico anche per quanto riguarda quello stabilito per gli IST. Unitamente con il Consorzio di del reddito degli agricoltori da Bolzano, per agevolare l’avvio di tutti gli elementi di instabilità questo necessario strumento, e del risultato economico, che in collaborazione con ISMEA si possono aggregare in abbiamo dato vita a un progetto tre macro fattori: climatico per la costituzione di un Fondo (Avversità Atmosferiche), Mutualistico IST del latte. biotico (fitopatie e epizoozie), Il settore del latte ha subito di mercato (volatilità dei prezzi negli ultimi anni forti pressioni agricoli). e turbolenze causate dall’estrema La Gestione del Rischio della PAC volatilità del prezzo di mercato. prevede tre forme di tutela da tali rischi: quella che contempla l’utilizzo dello Andrea Berti Situazione che spesso a posto molti allevamenti nella condizione di abbandono strumento assicurativo, quella che disciplina i Fondi della attività, minando fortemente la tenuta Mutualistici e infine quella che introduce l’innovativo dell’intera filiera. IST (Income Stabilisation Tool – Strumento per la Un elemento limitante, oltre evidentemente alla stabilizzazione del reddito). mancanza di un Piano Nazionale Fondi Mutualistici, è la strutturale difficoltà di individuare per le Il Relgaeocll’oausmtitleiitznuztzooiodOdniMeeinlNddrIeeBicldUli’dISpSitpeToersarielmztciteeaontlrtcdieaoarllàleoe aziende agricole l’elemento contabile costi e conseguentemente l’individuazione del reddito. Reddito che costituisce l’elemento base di protezione del Fondo. Su questo aspetto è positivamente intervenuto l’OMNIBUS che ha ammesso per la ricostruzione degli elementi contabili l’utilizzo di parametri. Inoltre l’OMNIBUS ha ammesso a contribuzione l’IST a livello Annualmente il Ministero promulga un Piano settoriale, quindi prendendo in considerazione non Assicurativo Agricolo Nazionale (PAAN), che tutta l’attività produttiva di un’azienda agricola, ma costituisce la norma attuativa della forma di solo quella di un determinato settore, in questo caso, Gestione del Rischio, effettuata attraverso il la sola produzione di latte vaccino. riscorso all’assicurazione. Langue invece ancora la Il Progetto, nella sua prima forma elaborativa, normativa nazionale per intercettare e utilizzare i risponderebbe ai criteri qui di seguito elencati. 14

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Calcolo dei ricavi aziendali Per la quantificazione dei ricavi, si potranno utilizzare i documenti fiscali e contabili disponibili, come le fatture aziendali di vendita ai primi acquirenti (conferimenti alla latteria/caseificio sociale) o l’eventuale unica fattura cumulativa e riepilogativa a saldo, con espresso riporto a storno delle pregresse fatture di acconto. Tali importi dovranno essere integrati con la somma degli eventuali premi/aiuti pubblici come sotto meglio definiti e degli eventuali indennizzi assicurativi strettamente connessi con l’esercizio della produzione di latte e di foraggio e di altre produzioni destinate all’alimentazione del bestiame da latte. In particolare dovranno essere considerati nel calcolo il premio unico del primo pilastro, il premio accoppiato latte e i premi a superficie del secondo pilastro, attestati e certificati dagli Organismi pagatori di competenza con le modalità che verranno definite con la predisposizione degli applicativi informatici di supporto in SGR (Sistema di gestione dei rischi). Il criterio di attribuzione dei ricavi dovrà essere quello di “competenza economica”. Calcolo dei costi aziendali Per quanto concerne i costi di produzione si è ritenuto, nel rispetto di quanto previsto dal PSRN, di considerare i soli costi diretti e specificamente quelli riferiti e collegati alla produzione di latte, considerando quindi anche i costi sostenuti dall’azienda per la produzione di foraggi e mangimi e altre voci direttamente connesse, quali ad esempio i costi di rimonta. A titolo di esempio: l acqua ed energia per l’esercizio della produzione di latte e di foraggio; l acquisto di animali destinati alla linea latte esclusivamente nell’ambito della rimonta; l fieno, mangimi, farine e integratori alimentari; l carburanti per l’esercizio della produzione di latte e di foraggio; 15

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