FotoCarpi14 DAL TRAMONTO ALL'ALBA

 

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Catalogo della mostra fotografica del progetto DAL TRAMONTO ALL'ALBA

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Mostra fotografica dal 7 al 22 giugno 2014 SALA DEI CERVI / PALAZZO DEI PIO / CARPI

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Città di Carpi Appuntamento con la fotografia 2014 Dal tramonto all’alba L’immaginazione metaforica indotta dalla notte è madre d’intensi sentimenti. Le ore notturne sono quelle del tempo sospeso, perché ogni trama collettiva è interrotta dal tramonto all’alba. Al gruppo di lavoro del Gruppo Fotografico Grandangolo BFI l’elaborazione del concept tematico è iniziata parlando dell’immaginario collettivo in materia di comportamenti liberatori e trasgressivi compiuti in ambito pubblico ma alla fine nei lavori svolti ha prevalso lo sguardo sulla la vita privata in molti casi autobiografica. Pertanto nel complesso delle opere compiute per il tema dato è rappresentata un’appassionata rassegna degli stati d’animo contemporanei, vissuti dalle diverse generazioni d’appartenenza, dei fotografi che hanno partecipato al progetto. Sono 18 i soci del Gruppo Fotografico Grandangolo BFI che hanno concluso con un proprio lavoro il progetto fotografico “Dal tramonto all’alba”, tra loro 8 sono fotografe. Il ruolo dei Coordinatori artistici si è rivelato determinante per raggiungere il risultato finale e la rotazione tra i soci di questo ruolo si è rivelato un meccanismo di crescita molto efficace nel creare consapevolezza progettuale diffusa e un bel senso di responsabilità tra i partecipanti. Il modello culturale che ha animato il fare insieme è stato lo stimolo continuo dato alla libera espressione della soggettività, è per questo che si nota una forte novità tra un’opera e l’altra. Questo risultato è stato ottenuto senza calcolo, semplicemente lasciando andare gli autori dove si sentivano chiamati. E’ giunto il momento di accorgersi del valore culturale per la società ed educativo per i partecipanti che progetti come questo sono portatori. Essi sono i frutti straordinari del calore umano che solo il “mondo piccolo” della provincia riesce a dare. Breve riflessione sulle opere: Col video di stile concettuale “Il tramonto e l’alba”, Danilo Baraldi interpreta il tema valorizzando il suo senso simbolico. Lo fa attraverso l’esecuzione del disegno da parte di una bambina dei due momenti topici, nei quali i valori simbolici dell’immaginario collettivo sono interpretati dalla sensibilità infantile. Lisa Barbieri con “Pigiama Party” ci rivela come, nel contesto della tradizionale ritualità infantile nel condividere la notte, con l’uso diffuso dei media anche tra i ragazzi stia nascendo una nuova umanità che vive con estrema naturalezza la concreta relazione umana insieme a quella astratta dello spazio dei flussi del WEB.

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Con “La finestra sul mondo” Fabio Bertani ci rappresenta una sequenza programmata di scatti ad intervalli di tempo regolari dal tramonto all’alba. E’ un’opera concettuale capace di potenziare la nostra percezione, attraverso il media fotografico, e condurci dentro le atmosfere notturne che, sullo sfondo metafisico dell’evento planetario, racconta l’ordinario di una notte qualsiasi. Giovanni Bovi con “Ore piccole” narra uno spaccato autobiografico incentrato sul mutamento di stile della propria vita dovuta alla sua recente paternità. Il suo bimbo è un nuovo legame naturale inalienabile che chiede accudimento e, incurante dei disagi indotti, ingenuamente impone il ritmo delle proprie necessità che cambia la notte dei propri genitori. “L’isola che non c’è” di Claudia Cavazzuti ci rappresenta il mondo fantastico col quale l’infanzia esorcizza la metafora del notturno e pone in evidenza l’azione importante dell’immaginare che i bimbi ci insegnano. Valeria Cremaschi con “Sette minuti dopo la mezzanotte” narra gli stati d’animo sentiti in un determinato momento del passaggio da una giornata all’altra. La notte apre, con il suo tempo sospeso, uno spazio di libertà in cui i sentimenti prevalgono e la coscienza si alimenta di ciò che abbiamo saputo porci a fianco nel letto. E’ la camera da letto sorpresa come Nonluogo (spazio di passaggio) che Massimo Fazzi ci rappresenta con “Into the bed room”. Nella sequenza temporale sono rappresentati i segni delle ritualità monotone che il quotidiano collettivo prevede. Egli riporta così alla nostra coscienza il senso dell’assenza di un tempo giusto per l’uomo, quello necessario per ritrovarsi nelle diverse dimensioni individuale e di coppia. “Dream Machine” di Francesco Ferrari pone in evidenza il nostro vivere la notte a tempo. La sveglia elettronica anche nel buio ci ricorda quanto ci resta al risveglio, quindi quanto siamo solo per noi prima di rituffarci nel rumore del giorno. La mano che cerca l’altro… e lo trova! Questa è la lettura metaforica del tema che con “Mano nella mano” Elisa Forni ci propone attraversando il tramonto dell’età giovanile fino all’alba di quella adulta, attraverso l’esperienza della procreazione che trasforma il punto di vista dal quale intendere la vita. “L’Età dell’oro” di Ilenia Gasparini, ispirata all’opera di Gustav Klimt “Le tre età della donna”, affronta il tema con un pensiero metaforico, riferito all’anzianità, alla giovinezza, all’infanzia della donna. Il lavoro connota il pensiero di quell’opera pittorica con un forte realismo, attualità ed identità emiliana.

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Andrea Goldoni con “Triplo turno” rivela la realtà non marginale di chi lavora dal tramonto all’alba, mettendo l’accento sui diversi valori simbolici che assume la notte nell’uomo impegnato in attività lavorative. “Piccole eclissi” di Renza Grossi con una raffinata sequenza fotografica ci rivela gli opposti stati d’animo dell’essere nel buio e nella luce: il buio della notte consente l’incontro silenzioso ed intimo con le cose, mentre la luce del giorno col suo rumore trasforma la percezione del mondo e del Sé. Con “Sogno” Claudio Montali affronta lo smarrimento umano davanti al dramma della morte. Nel suo racconto surreale la protagonista attraversa inutilmente le risposte delle religioni e si ritrova sola a cercare una risposta con gli umili strumenti della quotidianità. Katty Nucera con “Dal tramonto all’alba, profumo di pane” racconta il mestiere del fornaio che notoriamente lavora nella notte. Nel suo portfolio pone in evidenza la maestria artigiana che contraddistingue questo antico mestiere e rappresenta il profumo del pane con la bellezza formale delle proprie immagini. Stefania Lasagni con “L’aggiustatempo” entra nell’intimità che la notte riserva all’appassionato artigiano che ripara orologi. E’ intensa la metafora dell’anziano che ha il piacere di rimettere in moto queste macchine misura tempo ma che non può intervenire sul suo tempo esistenziale. Con “Girotondo di stelle” Niccolò Ronchetti ci riporta a vedere il grande spettacolo notturno dei moti stellari rispetto alla terra. Essa porta alla nostra coscienza la vertigine dello spazio infinito, come solo una fotografia può fare se esposta per ore nel buio della notte: la stella polare sembra il centro della nostra galassia. Andrea Taddia ci rivela la condizione del clochard con “Modena 130214”. Il suo reportage rappresenta il suo punto di vista sulla condizione dei senza fissa dimora che trascorrono la notte nella stazione di Modena e dell’intervento che il volontariato conduce per assicurare loro un conforto. “L’ultima corsa. La città che scompare” è la metafora scelta da Valter Turchi per scoprire l’umanità underground che vive la condizione del notturno artificiale della metropolitana. La sua fotografia si interroga su come l’uomo vive il tempo vuoto del metrò.

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Conclusioni. Al Gruppo Fotografico Grandangolo BFI, il progetto fotografico annuale è diventato lo spazio esistenziale nel quale esprimere, con serenità, il proprio sentito in merito al tema affrontato. E’ un modo per contrastare la cultura dell’individualismo, caratterizzante la nostra società, con un modello di relazioni umane in cui vige il rispetto dell’alterità che viene resa visibile nelle opere realizzate. In quest’atmosfera di reciproco ascolto e comprensione, l’uomo si educa alla fiducia nell’altro e all’equilibrata stima di Sé. Emerge con evidenza la concretezza dei valori espressi nei lavori. In essi grande rilievo assume il ruolo della vita di coppia, quella familiare, ma anche i ritmi del quotidiano, il lavoro, la solidarietà, i misteri che ci presenta la natura, l’arte e infine l’attenzione ai buoni sentimenti che costruiscono la felicità individuale e collettiva. Silvano Bicocchi Direttore Dipartimento Cultura FIAF

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Coordinatori GABRIELE BARTOLI Tanti sono i dubbi che assillano l'autore durante il lavoro ad un progetto a portfolio. A seconda della sensibilità di ognuno, possono riguardare: la ricerca della chiave di lettura per sviluppare il lavoro, l'editing delle immagini per una narrazione efficace, le dimensioni di stampa, fino all'allestimento per l'esposizione in mostra. Il compito del coordinatore artistico è quello di affiancare l'autore con suggerimenti o consigli in modo “discreto”ma profondo allo stesso tempo. Più questo rapporto sarà solido più il lavoro risulterà efficace. VALERIA CREMASCHI Guardare le singole immagini, le opere nella loro completezza. Interrogarsi e interrogare, discutere, scoprire, capire i lavori che vengono proposti. Penso che questo sia il compito del coordinatore. Ci si libera in qualche modo dei propri punti fermi e preconcetti per potersi soffermare sul linguaggio, la storia e la narrazione che compone il portfolio ed entrare all’interno della storia. Un’esperienza che cambia il proprio modo di lavorare e di guardare; un progetto che ci aiuta a crescere sia come singoli individui che come gruppo. MICHELE GRASSI La soddisfazione di crescere e veder crescere nella fotografia grazie a quest'esperienza negli anni continua e si accresce. La fase di preparazione é un punto di partenza per tutti, si cerca di comunicare sempre più efficacemente ciò che si è appreso ed imparato, spese volte neppure da molto tempo. È un modo per riordinare le idee, per preparare lo zaino di te stesso e degli amici fotografi, tutti insieme mentre una nuova avventura si sta compiendo. La fase di realizzazione è come sempre preziosa da vivere, un costante stupore e trionfo delle idee, del superamento dei propri limiti, dei cambi di rotta, dei piani alternativi, di dubbi e incertezze, della ripresa dopo una caduta, della realizzazione finale dopo una lunga fatica. E ancora una volta, il panorama è incredibilmente completo, ed il tema dell'anno in corso è declinato, superato e sconvolto in un sol colpo. STEFANIA LASAGNI Il momento più difficile di questa esperienza da coordinatore è indubbiamente arrivato …riempire questa pagina bianca… Perché lo debbo fare “da sola”. Mentre quasi nulla in questi mesi dedicati al progetto è stato svolto dai coordinatori o dagli autori “da soli”. Giusto gli scatti delle foto (e a volte nemmeno quelli). Condivisione, credo che sia la parola chiave, il punto di forza del nostro gruppo fotografico. Dalla proposta del tema, all’approfondimento, dalla visione delle prime immagini fino alla stampa delle foto per la mostra, confrontarsi con il gruppo è il nostro modus operandi. Ognuno può apportare, con la propria esperienza o con la freschezza e l’entusiasmo del nuovo arrivato, il suo personale contributo ai progetti. Il punto di vista personale si arricchisce, nel dialogo, di nuovi significati e chiavi di lettura.

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Danilo Baraldi Lisa Barbieri Fabio Bertani Giovanni Bovi Claudia Cavazzuti Valeria Cremaschi Massimo Fazzi Francesco Ferrari Elisa Forni Ilenia Gasparini Andrea Goldoni Renza Grossi Stefania Lasagni Claudio Montali Katty Nucera Niccolò Ronchetti Andrea Taddia Valter Turchi

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DANILO BARALDI – Il tramonto e l’alba

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LISA BARBIERI – Pigiama Party

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FABIO BERTANI – La finestra sul mondo

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