Kleis Magazine #anno 2 #numero 38 - ottobre 2011

 

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Kleis Magazine #anno 2 #numero 38 - ottobre 2011

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kleis magazine web.marketing@kleis.it giovanni cappellotto 20 ottobre 2011 quali benefici porta un buon sito al tuo business 19 ott 2011 07:38a.m pubblicitario ma di sostanza e che devi farti riconoscere come un autorità nel tuo campo specifico agli occhi dei motori di ricerca che trovano la corrispondenza tra quello che proponi e le chiavi per le quali il tuo sito è cercato dagli utenti 3 ­ crei un altro canale di vendita questo è l aspetto meno compreso un sito online è spesso visto come una estensione dell attività ed in molte situazioni il timore che vada in conflitto con gli altri canali di vendita supera la valutazione dei benefici possibili ma nella realtà il sito web non è un appendice più o meno organizzata è un vero e propri canale di vendita che ha le sue regole ed i suoi modi espressivi quanto più sei in grado di gestirlo in modo significativo tanto più importante è il successo che puoi ottenere 4 ­ costruisci autorevolezza non è vero che devi avere un sito web per trovare il tuo pubblico le campagne di mail marketing le puoi fare in altro modo il passa parola esiste da sempre se sei un azienda hai anche una rete vendita ben strutturata ma il pubblico che cerca le informazioni in rete vuole sapere molte cose che nemmeno sai di poter dare sei abbastanza bravo da avere un buon sito web sei in grado di mantenere a lungo la tua presenza la presenza in rete equivale ad una conferma sociale e genera fiducia nelle persone che cercano qualcosa far sapere ai clienti dove trovare le informazioni su di te far conoscere che sei pronto a risolvere i problemi hai bisogno di costruire autorevolezza e senza queste cose ti trovi con uno svantaggio enorme 5 ­ costruisci la tua mailing list la lista è vita non la lista fatta a caso non la lista per le dem che ha un altro scopo ma la tua lista fatta con clienti e visitatori che si sono iscritti di loro volontà e che terrai aggiornati su quello che stai facendo il tuo sito web rende tutto più facile più veloce meno incerto ed incentiva altri navigatori a registrarsi lavora quindi per creare un sito dove gli utenti si fidano ed utilizzalo per costruire la tua lista insieme con il tuo sito web potrebbe essere uno dei tuoi più forti strumenti di vendita la questione è legata alle piccole e medie aziende e a cosa fanno sul web ci sono sicuramente molte aziende che vanno benissimo anche senza alcun sito web ma spesso sarebbe da chiedersi cosa potrebbero fare di più se ne avessero uno fatto bene e quando si dice sito web non si pensa certo alla riduzione online delle brochure aziendali che purtroppo rappresenta ancora oggi un modo molto diffuso di pensare al sito aziendale un buon sito web è uno strumento che ha lo scopo di informare il pubblico aumentare la conoscenza del brand e convertire visitatori in utenti 1 ­ smetti di essere invisibile le persone che cominciano una ricerca online prima di comperare un prodotto sono ormai il 60 del totale secondo le più diffuse ricerche e cresce l effetto robo research online buy offline le persone interrogano i motori di ricerca e si scambiano segnalazioni sui social network se non sei presente sul web non hai alcuna possibilità di far vedere che esisti e non entri nemmeno nei pensieri del tuo potenziale cliente non può davvero permetterti di essere invisibile 2 ­ controlli la tua posizione davvero farsi trovare dai clienti è una sfida avvincente e difficile quello che serve imparare è che non si tratta solo di snocciolare un elenco più o meno lungo di keywords confidando nella riuscita della tua campagna capisci che costruire links equivale a costruire relazioni durature che la creazione di un brand non è un fatto 1

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web.marketing@kleis.it 20 ottobre 2011 francesco gavello blog marketing tips web blogosfera le aziende sui social media sono sorde 19 ott 2011 05:30a.m o almeno questo è ciò che emerge dall ultimo studio di maritz research and evolve24 in cui si rileva come più del 70 dei brand su twitter non risponda alle critiche provenienti dai loro stessi clienti premessa il report si può visualizzare da qui ed è prodigo di dati merita una lettura era la scorsa settimana quando su twitter è iniziato a circolare questo stesso dato risalendo alle fonti si può scoprire come dietro quel numerino piuttosto significativo peraltro si nascondono altri interessanti ragionamenti la cosa che forse colpisce di più è l aspettativa il 51 degli utenti che hanno in qualche modo manifestato il proprio problema al brand via twitter non si aspettava in alcun modo una risposta quasi metà degli utenti che criticano un brand su twitter non si fanno grandi illusioni di essere ascoltati e un pochino ti fa pensare ti fa pensare a come gestire una criticità sia molto complicato mano a mano che la tua azienda cresce come sia difficile salvo aggrapparsi a qualche mente illuminata in posizione tattica vendere una corretta gestione dei clienti scontenti che cercano soddisfazione tramite un social network o almeno questo è quello che mi immagino mettendomi nei panni del consulente di turno che cerca di sensibilizzare l argomento forse quando il roi non è direttamente calcolabile decidere di investire ore/uomo solo per scovare e supportare tutti coloro che ci criticano online sembra come andare a stuzzicare un alveare e già mi immagino quanto possa sembrare rassicurante invece cercare di convogliare le critiche verso sistemi più tradizionali un bel call center magari forse una mail o un form da compilare per benino mentre ciò che l utente sa fare meglio ovvero condividere le proprie esperienze anche negative con la propria cerchia di contatti viene ignorato molto più di quanto si possa pensare qualcuno genialmente la chiama sindrome da buon compleanno la sindrome da buon compleanno sai quando arriva il giorno del tuo compleanno su facebook centinaia di persone riescono a farsi vive uscendo dalle pieghe del È interessante notare anche come la metà di questi utenti con un leggero incremento al crescere dell età si dica pressoché certo che il brand finisca comunque per leggere la loro lamentela utenti in qualche modo coscienti della situazione e del loro essere ignorati un panorama che fa il paio con un secondo studio questa volta di econsultancy in cui si svela come solo il 5 dei brand su facebook risponda ai messaggi che i propri clienti lasciano ogni giorno in bacheca per amor di statistica questo valore è correttamente rapportato alla diverse dimensioni delle pagine fan tempo per augurarti fortuna e gloria cit elargendo sorrisi e pacche sulle spalle virtuali poi il giorno dopo il silenzio È un po ciò che fanno i brand di cui sopra quando si tratta di dare il benvenuto a un nuovo utente vuoi che sia la bio di twitter o la welcome page di facebook è tutto rose e fiori qualcosa del tipo siamo straordinariamente felici di averti tra noi francesco la tua presenza conta molto per noi e tu come cliente sei tutto fino a quando le cose non vanno male e c è da ascoltare queste persone sono altamente motivate spesso più arrabbiate della media e frustrate dal loro non essere in grado di farsi ascoltare davvero conviene fare orecchie da mercante quanto potrebbe guadagnare in quella moneta così eterea ma assolutamente spendibile 2

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web.marketing@kleis.it 20 ottobre 2011 chiamata credibilità un brand semplicemente facendosi vivo al momento giusto scarica il mio ebook gratuito 21 cose che dovresti sapere riguardo al tuo blog offerta bonus riservata agli iscritti al feed rss copyright © francesco gavello puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all articolo originale link al post originale le aziende sui social media sono sorde in un weekend che significano una quota di mercato di unità vendute fra l 1,3 e l 1,6 e una discesa dal 2.8 al 2,2 sul monte utenti complessivo ma nonostante questi tristi numeri io credo che microsoft possa tagliablog passo a windows phone mango 19 ott 2011 12:03a.m arrivare nell arco di 2-3 anni a diventare un player importante nel settore del mobile perché lo credo ricordiamoci innanzitutto che microsoft ha siglato un deal da più di un miliardo di dollari con nokia nokia avrà anche perso il treno degli smartphone ma è nel cuore di moltissimi utenti e conserva legami importanti con parecchi carrier telefonici immagino che a brevissimo spunterà il mango nei punti vendita dei vari tim vodafone co inoltre a livello di marketing già un anno fa microsoft destinò un budget di 400 milioni di dollari da spendere per windows phone 7 e pare che solo in uk metterà sul piatto altri 20 milioni di sterline in pubblicità per spingere mango nei prossimi mesi immagino spot a pioggia in tv sui giornali e spero sul web nel periodo natalizio cosa mi sento di consigliare a microsoft ebbene sì dopo 5 anni e 3 iphone il primo un glorioso 2g son passato da poche ore a windows phone mango e la colpa sia ben chiaro non è la prematura dipartita di steve jobs i vari fanboy di apple che fortuna non esserlo non approveranno mai la mia mossa ma io sono un curioso desideroso di provare cose nuove di sentire sempre 2 campane prima di farmi una idea precisa e quindi eccomi qui con un htc radar nel tentativo di capire quanto è buono il mango di microsoft lasciando stare gli aspetti tecnici di interfaccia grafica e di usabilità dello smartphone ­ d altra parte questo non è un blog che parla di telefonia mobile ­ vorrei invece concentrarmi sull aspetto più markettaro del nuovo windows phone come illustra horace dediu su asymco windows phone è in un limbo nell ultimo trimestre ­ ma in quel periodo la versione 7.5 ovvero mango non era ancora stata rilasciata ­ si stima abbia venduto fra 1,4 e 1,7 milioni di telefoni molti meno dei soli iphone 4s · fate anzi fate sviluppare app a raffica se l obiettivo ­ e credo che l obiettivo sia questo no ­ è conquistare quote di mercato anche erodendo utenti a ios/android non ha alcun senso che non esista ­ per esempio ­ instagram per windows phone così come dropbox o viber andate dai developer organizzate più contest tipo questo showcase seminari gratuiti pagate gli sviluppatori in qualche modo ma tirate fuori tutte le app per cui gli utenti delle altre piattaforme vanno pazzi avete poco più di 30.000 app ­ che è già un bel risultato ­ ma fate in modo che diventino in breve tempo 300.000 e soprattutto che nel marketplace siano presenti le 1.000 top app di ios e android · integrate skype e subito l avete comprata mesi fa non ha senso che non sia integrata in windows phone skype ha un installato mostruoso su pc fisso inserirla in windows phone è la morte sua · continuate a lavorare sul percorso di convergenza fra fisso e mobile avete un vantaggio immane sui competitor quello di avere il sistema operativo ­ ovvero windows sia esso xp vista o 7 ­ presente in praticamente tutte le case del pianeta e di avere software come word excel e power point utilizzati in praticamente tutte le 3

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web.marketing@kleis.it 20 ottobre 2011 aziende rendere i 2 mondi completamente trasparenti e interoperabili potrebbe essere la mossa vincente anche in ottica di windows 8 che dovrà necessariamente essere un sistema operativo trasversale ah e se via avanzano 2 soldi in tasca comprate rim blackberry copyright © tagliablog puoi ripubblicare i contenuti di questo post solo parzialmente e solo inserendo un link al post originale post correlati · killer app nel mercato mobile · pubblicità su mobile piccoli schermi grandi performance · nfc e l internet delle cose ma quanto sono attente le aziende a ciò che si dice di loro in rete il 23 dice di monitorare le conversazioni attraverso strumenti professionali spider e software di sentiment analysis il 34 lo fa manualmente mentre il 43 ha deciso che è meglio non sapere il comportamento di fronte ad una lamentela sui social media è variabile il 25 risponde pubblicamente il 32 preferisce farlo in privato il 19 inoltra la richiesta al servizio clienti e il 24 non sempre risponde i feedback ricevuti sugli spazi di conversazione hanno influenzato le strategie aziendali il 48 ammette di no il 25 dice di tenerli in considerazione e un incoraggiante 4 afferma di si vincos blog ricerca sda bocconi aziende italiane e customer experience attraverso i social network 18 ott 2011 10:23a.m l osservatorio business intelligence centro di ricerca di sda bocconi ha realizzato un interessante survey su 1080 aziende italiane o filiali italiane di aziende estere dal titolo customer experience social network i social network sono considerati molto importanti per il 38 degli intervistati abbastanza per un altro 38 e poco per il 24 il 39 delle aziende è già presente su qualche social network e il 32 sta valutando ma c è anche un 29 di aziende che non ci pensa neanche a impelagarsi nella gestione della propria presenza online sia perché considerata non utile per il business sia perché spaventati dall impossibilità di controllare le dinamiche della rete gli intervistati sembrano evidenziare che non solo si fa fatica a capire l importanza dell ascolto ma anche a cogliere le vere opportunità dei social network ad esempio alla domanda sulla possibile integrazione tra social e servizio clienti il 54 risulta favorevole il 46 contrario e tra questi c è un 10 che pensa che servano solo ad intrattenere i fan tweet potresti apprezzare 1 aziende italiane solo il 32 usa i social media professionalmente 2 blog e social network in italia ­ ricerca larica 3 social media policy uno strumento necessario per le aziende 4

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web.marketing@kleis.it 20 ottobre 2011 giovanni cappellotto 3 suggerimenti seo importanti per uno shop online 18 ott 2011 06:08a.m la descrizione deve attirare il cliente e convincerlo all acquisto 2 ­ scrivi una ottima meta description la meta description è il testo che è mostrato nei risultati di ricerca due scopi della meta description 1 posizionare bene il prodotto nei risultati di ricerca quando includi parole chiave rilevanti 2 attirare il visitatore nel negozio ha lo stesso scopo di un capo ben disposto in vetrina di un negozio capisci bene cosa vende il negozio e ti attira all interno come modificare la tua meta description dipende da come il tuo negozio è stato costruito o da che programmi utilizzi per gestire il tuo negozio ma se si conosce il codice html la meta description appare nel codice dell header del tuo sito web molti commercianti cominciano la loro attività online vendendo su marketplace come ebay quando l attività ha successo e cresce è normale che si pensi a diventare proprietari delle proprie risorse comincia così la ricerca per costruire il proprio shop online la molla principale è la volontà di liberarsi del giogo delle tariffe che si sentono come un peso tuttavia lo svantaggio principale che si conosce solo quando si esce da una struttura a traffico guidato come un marketplace è che diventare proprietari del proprio traffico significa necessariamente strutturarsi in modo tale da intercettare il traffico qualificato per le proprie necessità e questa operazione deve essere continua costante e ben organizzata lo si è detto più volte il commerciante costruisce la propria pagina con un intento che deve incontrare le intenzioni di acquisto del potenziale cliente e convincerlo all acquisto questa operazione potrebbe essere anche chiamata ottimizzazione seo e qui ci sono alcuni suggerimenti importanti 1 le descrizioni dei prodotti devono essere ricche di contenuti il modo che hanno i motori di ricerca per stabilire una graduatoria dei siti passa necessariamente attraverso il testo contenuto nel sito sempre tenendo presente i concetti di intento del cliente e scopo della pagina il motore di ricerca determina una sorta di indice di appetibilità la classifica delle parole chiave quella che puoi vedere sullo strumento per le parole chiave di google non è alchimia ma il modo in cui i navigatori cercano quello che loro interessa il consiglio è descrivere il prodotto con almeno 250 parole che contengano le chiavi con cui i clienti cercano il prodotto attenzione a non sovraccaricare di parole chiave la descrizione 3 ­ contenuti originali e freschi sai bene quanto i motori di ricerca amino i contenuti originali ma dovresti anche sapere che un contenuto fresco è pure ricercato ed apprezzato quando aggiorni un contenuto il motore sa che il tuo sito non è statico macontinuamente aggiornato ci sono molti modi per aggiornare i contenuti di un sito web si va dalla semplice riscrittura delle descrizioni di alcuni prodotti ogni due settimane allo spostamento di alcuni blocchi di testo all aggiunta di commenti e di feedback se mai qualcuno ti ha detto che gestire uno shop online non richiede lavoro ed applicazione scordati chi te l ha detto ed applicati al tuo negozio e un lavoro duro ma va fatto se vuoi ottenere risultati scrivere un blog per aumentare il posizionamento nei motori di ricerca non ho inserito questo nei consigli precedenti un blog dimostra passione per il tuo lavoro e per i prodotti che vendi la maggior parte dei prodotti in vendita sono facili da tematizzare per un blog consigli tendenze gallerie di foto non servono nemmeno post lunghi e sofisticati ma solo capaci di trasmettere il tuo interesse per il prodotto che vendi e le persone che lo comperano ma se proprio non ritieni utile il tuo blog usa bene la pagina su facebook evitando di parlare solo di te e delle tue magnifiche offerte 5

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web.marketing@kleis.it 20 ottobre 2011 tagliablog ecco perché gli editori amano tanto i tablet 18 ott 2011 12:02a.m uno studio di bbc.com e starcom mediavest ha appurato che i tablet fanno meraviglie nell ambito del consumo di notizie i possessori di tablet leggono infatti più notizie da più fonti e su più argomenti rispetto a chi non possiede un tablet inoltre si rivolgono più spesso alle fonti dirette piuttosto che basarsi sugli aggregatori per quanto riguarda i contenuti consumati sui tablet lo studio si è concentrato sulle news una categoria che ha subito profondi cambiamenti nell era digitale e emerso che il 78 dei possessori di tablet seguono un maggior numero e una maggior varietà di notizie di quanto non facessero prima anche la pubblicità sembra assumere un aspetto migliore quando passa attraverso lo schermo di un tablet mindy una delle persone intervistate ammette di non amare gli annunci pubblicitari che la raggiungevano quando usava il notebook mentre ora dice che on the tablet i didn t have that experience lauren un altra delle intervistate enfatizza l aspetto di rilevanza e personalizzazione degli annunci sui tablet che risultano quindi più cliccosi e condivisibili con i propri contatti ecco dunque spiegato perché gli editori ­ soprattutto quelli tradizionali ­ amano tanto ipad co e spesso vedono nei tablet l ultima ancora di salvezza liberamente tratto da love of control has made tablets indispensable di jon mitchell gli intervistati hanno riferito che i tablet hanno migliorato considerevolmente il loro modo di fruire le notizie l 81 ha risposto che i tablet rendono più interessante e divertente seguire le notizie e il 78 ritiene che i tablet migliorano nettamente l experience complessiva della fruizione di notizie una delle cose più apprezzate è il livello di customizzazione e controllo che il tablet riesce ad offrire l 85 degli intervistati apprezza la semplicità nel personalizzare e interagire con i contenuti creati specificatamente per tablet copyright © tagliablog puoi ripubblicare i contenuti di questo post solo parzialmente e solo inserendo un link al post originale post correlati · the daily il test definitivo per l editoria su ipad · l ipad cambierà l editoria online · se avessi un ora al giorno da dedicare a internet 6

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web.marketing@kleis.it 20 ottobre 2011 luca de biase by silvano on october 16 2011 5:34 pm mi fa piacere pensavo di essere l unico imbranato io per ora ho accantonato il tutto anche se penso che molte cose avendo in parte settato e seguito le informazioni che mi sono state richieste saranno automatiche silvano by fabio on october 16 2011 9:15 pm update icloud non è facilissimo 17 ott 2011 05:30p.m if i could icloud my stuff la mia esperienza sulla complicatezza del passaggio a icloud non è solitaria in questo post riporto i commenti giunti dopo il precedente post contengono un po di consigli e segnalazioni qualche gesto di solidarietà e alcuni sorrisini di superiorità degli utenti di google ricordo che stiamo parlando solo icloud by apple non di cloud in generale intanto quello che ho capito 1 la verità sta nella cloud parola di jobs e l utopia finale il sistema cui si tende significa che quello che è sul server si impone sui terminali e li coordina l ultimo aggiornamento aggiunto su un terminale modifica la cloud e dunque gli altri terminali in teoria 2 attualmente soprattutto i calendari non vanno a posto facilmente gli appuntamenti sul server si scrivono bene ma sui terminali si sovrappongono e duplicano 3 il problema sta nella gestione dei dati che arrivano dai terminali quando non si parte da zero ma si cerca di mettere insieme terminali che sono gia pieni di dati 4 il mac si trova meglio con la cloud di quanto non si trovi l iphone eppure dovrebbe essere proprio il contrario 5 se togli dal cellulare il collegamento al calendario di icloud cancelli anche il calendario che avevi da sempre amorevolmente mantenuto sull iphone avevo backuppato tutto prima di fare qualunque cosa ovviamente non ho perso dati solo tempo e non mi sono avvicinato alla verità che sta nella cloud si e aggiunto un fatto strano aggiornando il cellulare via itunes con il wifi il calendario si riempie di dati corretti ma gli appuntamenti cosi segnati non si possono modificare dal cellulare se tutto va bene ok se qualcosa si intoppa sono problemi non c è un unico posto dove mettere in ordine tutti i settaggi sicuramente non era facile farlo per la apple ma dalla apple ci si aspetta che si occupino delle cose difficili per rendere la vita facile a noi imparare come funziona è fondamentale per poter mantenere il controllo dei dati vabbè dunque con pazienza si va avanti nella ricerca non avendo tanto tempo la cosa si sta allungando i colleghi di nòva sicuramente se ne occuperanno discolure collaboro con nòva ma ecco i contributi dei commentatori il post dell altro giorno i post che hanno contribuito dario bonacina andrea contino mantellini gian maria brega goozo anche io pensavo di aver fatto casino registrando un account icloud prima di capire che potevo far migrare l account mobileme esistente e pagato in effetti poi migrando l account mobileme ho disponibili 25gb invece di 5 e attenzione a chi è nella mia condizione credo davvvero che la sottoscrizione si rinnoverà automaticamente in seguito ho notato diversi problemi dalle disconnessioni del client web alla mancata sincronizzazione dei promemoria qualche incertezza nella sincronizzazione dei contatti e un po di confusione con le immagini collegate ad essi email calendari e note sembrano a posto penso non si tratti solo di sovraccarico dei server imho by emiliano carlucci on october 17 2011 12:14 am ho 3 mac 1 iphone e 1 samsung galaxy s2 per lavoro uso il samsung e il cloud di google nessun problema di sincronizzazione con big g a ogni azienda il suo by edwood on october 17 2011 11:05 am concordo sono anni che sincronizzo senza problemi outlook su pc con cellulari e smartphone vari compreso l iphone4 ma l attivazione di icloud mi ha generato in vero casino a parte le dupli-triplicazioni mi ha cancellato tutti tutti gli elementi dai contenitori locali ma chi gli ha detto di farlo per spostarli in icloud quindi a parte il terrore iniziale quando ho aperto outlook non avevo piu ne un appuntamento ne un attivita in vista poi per fortuna ho scoperto che esistevano le voci attivita in icloud e calendario in icloud c e una cosa che mi infastidisce non posso mettere i promemoria alle attivita perche outlook mi dice che la cartella in cui si trovano non le supporta e quindi devo rinunciare ai promemoria d ora in poi by roberto dadda on october 17 2011 11:31 am io faccio le stesse cose da anni con i servizi di google senza il minimo problema bob by gegiskhan on october 17 2011 12:37 pm io invece non ho avuto problemi 1 iphone 4 1 mac book air 1 pc aziendale con windows outlook 7

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web.marketing@kleis.it 20 ottobre 2011 ho letto le guide prima di impostare ed è funzionato tutto a meraviglia è una goduria scattare le foto quando si è in giro e appena seduti davanti al pc trovarle già lì per il resto si è sincronizzato tutto ma ci ha messo qualche ora chiedo non è che i vostri problemi o mancanze siano dovuti al tempo imho i nostri upload verso internet e quindi icloud non sono propriamente fulmini by edwood on october 17 2011 12:46 pm @gegiskhan riesci a mettere anche i promemoria in outlook nei tuoi nuovi appuntamenti te li accetta senza fare storie @lucadebiase ci ho meso 2 ore a configurare tutto con un po di perseveranza ne uscirai vincitore · marinella bellinvia mi spiace ma non sono d accordo anch io ho imac iphone e ipad e tutto e andato alla grande forse hai seguito male le sequenze hai aggiornato il sistema operativo · fiorella buzzi io neanche so di cosa stai parlando ma prova a guardare qui · http www.dottorsalute.info/2011/10/16/icloud-un-tool-perproblemi-e-malfunzionamenti dedagroup_ict dedagroup ictnetwork lucadebiase ho capito il passaggio su icloud non è poi tanto facile blog.debiase.com/2011/10/ok-ho to cloud or not to cloud · antonio prigiobbo achille470 achille broggi · luca de biase certo ho aggiornato il sistema operativo e mi @lucadebiase use google io ho tutto su gcalendartel desktop a casa e lavoro con google music ho la musica con google dica i documenti pareva di avere seguito sequenze sensate qualche consiglio · marinella bellinvia rileggendo il tuo blog mi sembra di capire che non hai aggiornato l ipad e che hai creato un nuovo account su itunes se ne avevi già uno potevi usare quello forse il problema è lì damianofedeli damiano fedeli rt @lucadebiase ho capito il passaggio su icloud non è poi tanto facile dopo una nottata intera di tentativi stessa conclusione · paolo priolo ecco in questi casi forse sarebbe utile un customer fabriziac fabrizia cioffi care in tal senso una cloud gestita da una tlc darebbe maggior assistenza al cliente se ci sono novita ci aggiorniamo commenti e consigli benvenuti @lucadebiase stessi problemi tutto meno che intuitivo antongiuliobua antongiulio bua lucadebiase ho capito il passaggio su icloud non è poi tanto facile blog.debiase.com/2011/10/ok-ho credevo di essere l unico ignorante conforto alessandro mencarini avendo già i dati tutti nuvolosi su google il passaggio alla 10.7.2 è stato indolore ho provato icloud per 10 minuti e poi basta not interested almeno per ora ieri alle ore giorgio sebastiano tornando al post il passaggio al cloud è soprattutto mentale ho portato al cloud due società la prima molto dinamica e con persone tutte molto motivate ha richiesto 16 e ribadisco 16 ore di lavoro la seconda motivata ma più conservatrice sta passando lentamente poi una terza cui sto provando a cercare di portare la intranet sul cloud anche a dimostrazione di risparmi pazzeschi e vantaggi sostanziali sta traccheggiando non si fidano hanno paura soprattutto non vogliono spendere per idee meglio il buon vecchio ferro ecco se proprio vuoi scrivere qualcosa sui tuoi articoli di pure che una società è pronta per il cloud quando è strikeluke luca maggioni @lucadebiase forse l inghippo sta qui ow.ly/1yimgy andreaswierer andreas wierer 8

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web.marketing@kleis.it 20 ottobre 2011 disposta a pagare un idea per il suo valore effettivo in un italia di palazzinari la vedo dura» francesco lunelli mi pare che il post di luca non sai così generico sul concetto di cloud quanto sul fatto che icloud non sia di utilizzo così immediato come si penserebbe per un prodotto apple a mio parere icloud ha una serie di svantaggi rispetto ad altre proposte analoghe sul mercato l unico vantaggio che dovrebbe avere sarebbe quello di essere immediata semplice e plug&play per gli utenti apple mi par di capire che non sia così il discorso sulla cloud generica credo meriti approfondimento molto maggiore giorni e addirittura consiglia di non avere troppi amici per poterli gestire tutta roba strategica e molto dettagliata come quando ci viene detto che un 23 di motivazione ad iscriversi a facebook è rimanere informato su iniziative/aziende/personaggi/enti come se un iniziativa o un personaggio fossero la stessa cosa come se dialogare con vasco rossi fosse la stessa cosa nel sapere quando ci sarà la sagra del mio paese land of confusion ma a fronte di questi e altri dati cara azienda noti qualcosa di interessante per te chi ha realizzato la ricerca cuoa te lo suggerisce quindi con la dovuta attenzione e cura dell utente le pagine aziendali in facebook diventano un potente ed efficace strumento a disposizione di aziende ma anche enti istituzioni etc l aspetto cruciale è rappresentato da una corretta comunicazione che coinvolga l utente/fan che gli riconosca l importanza di aver associato il proprio nome a quello della pagina che gli riconosca correttamente ruolo e intelligenza per cui non gli vanno indirizzati messaggi troppo o esclusivamente commerciali e che merita invece un dialogo trasparente e diretto ma dai e io che credevo che l utente fosse un celebroleso idiota da bombardare con spot per fare cassa che rottura sto facebook meglio allora che torni fuori dai social media dove i miei utenti sono degli idioti da trattare come delle macchine da soldi da spennare la ricerca in coerenza con il suo procedere non dice alcune cosette importanti quali · l affollamento di like fanpage e l aumentare di amici intasa la bacheca e la casella email in modo proporzionale all aumento degli stessi il che significa più uso facebook meno seguo le fanpage e i loro contenuti perchè tendono a sovraccaricarmi di informazioni · 6 cose su 7 espresse nel cosa vuole l utente dalla fan page le si ottengono con performance di granlunga ma proprio di grandgrangranlunga migliori con strumenti dedicati quali newsletter/rss/blog · gli utenti fan non sono crmcizzati e per tale ragione l azienda non li controlla regalandoli di fatto a facebook senza motivo plausibile · ogni utente è un bene prezioso dove l ho gia sentito se si fosse analizzato il tasso di informazioni seguite dagli utenti facebook col passare del tempo in relazione ad un certo numero di aziende seguite i bravi ricercatori avrebbero scoperto una cosa incredibile che la fanpage di cuoa non viene seguita se non da una minoranza dei suoi fan con un tasso di interesse a decrescere non tanto perchè non dice cosa utili ma perchè l affollamento informativo crea selezione e oscuramento delle notizie meno interessanti per la massa che sono quelle che generano meno commenti like viral search advertising blog di andrea cappello facebook aziende e utenti ricerca cuoa 17 ott 2011 05:20p.m tutti a creare fan page tutti a fare engagment tutti a dire ci sono anch io bene ma se non hai ancora capito cara azienda cosa ti serve realmente faccialibro puoi seguire i suggerimenti della recente ricerca cuoa su facebook e aziende perchè cara azienda un utente diventa tuo fan 1 72 per hobby e interesse 2 56 essere informati sulle novità dell azienda 3 48 interesse professionale 4 31 senso di appartenenza 5 22 offerte speciali 6 16 poter interagire con l azienda 7 7 cercar lavoro la ricerca dice altre cose molto interessanti profonde o poco note come che agli utenti piace interagire con i like che si collegano tutti i 9

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web.marketing@kleis.it 20 ottobre 2011 adatti molto meglio per il colloquio sociale tra le persone su temi più attuali e di vita quotidiana tra cui e soprattutto le cazzate conclusioni condividi se non controllo gli utenti come faccio a comunicare loro con efficacia senza rompergli le scatole e trattandoli tutti allo stesso modo senza poterne monitorare il comportamento e le reazioni la ricerca naturalmente non lo dice e come potrebbe andando in contrasto pesante con le sue stesse conclusioni quando parla di efficacia comunicativa facebook potente ed efficacie strumento a disposizione delle aziende dimostrando ancora una volta che chi parla di social network poco ne sa della pratica reale e delle best pratiche di comunicazione azienda/utente mostrando un amore ceco per quello che ha davanti facebook in questo caso ma non per l intero contesto comunicativo efficacie e multicanale tutti concetti i commenti tra le righe della ricerca che portan molte correggo quelle quattro che investono sull online aziende a gettare soldi dalla finestra per essersi affidata agli specialisti degli strumenti di comunicazione e non agli specialisti della comunicazione online da cui i primi dovrebbero dipendere il post se c è una cosa una che facebook serve principalmente alle aziende è poter permettere ai propri utenti di comunicare in modo immediato e virale con la stessa non tanto e solo per ascoltarli come la conclusione della ricerca dice ma per poterli fare esprimere l ascolto è fondamentale tanto quando lo stimolo alla conversazione e l ascolto non è facebook-dipendente se limitato a sè stesso e soprattutto non è necessario per tutti i tipi di aziende e soprattutto non va realizzato nello stesso modo e visto che facebook ha delle regole che limitano il modo di comunicare e di soddisfare le esigenze informative degli utenti allora perchè concentrare la potenza della comunicazione nel limitato modo di fare sito web di facebook con la sua fanpage e non a casa mia dove posso realizzare un contesto comunicativo integrato ai social ma più gestito controllato efficacie utile rispettoso fruttifero pluridirezionale contestualizzato diversificato e ben fatto e perchè non permettere a ognuno di potersi relazionare con l azienda come preferisce utilizzando e limitando eventualmente facebook ad instradatore di tale opportunità che si può concretizzare altrove appunto nel sito del cliente in un forum con la newsletter con twitter etc l esempio citato da cuoa di barilla va quasi nella giusta direzione esiste la multicanalità esempio giusto conclusioni un pò meno la disamina è terribile lo so la ricerca contiene anche tante altre informazioni alcune utili ma è il modo di gestire tali dati inserendo contenuti critici parziali e disamine limitate e decontestualizzate che proprio non mi va non mi va non mi va in ogni caso un plauso a lorenzo amadei e claudia zarabara realizzatori della ricerca per l amore che dimostrano per la materia amazon fa concorrenza agli editori 17 ott 2011 04:50p.m nel corso di questo autunno amazon pubblicherà direttamente più di cento libri di carta e in formato elettronico questa progressiva trasformazione della società da distributore a editore preoccupa le case editrici che temono di essere tagliate fuori e di conseguenza di assistere a una riduzione dei loro ricavi nelle prossime settimane spiegano sul new york times amazon pubblicherà 122 nuovi libri tra romanzi saggi e manuali per la selezione dei titoli la società si è affidata principalmente a laurence kirshbaum un grande esperto di case editrici che aveva lavorato per time warner book e che era stato assunto da amazon lo scorso maggio grazie al lavoro di kirshbaum la società potrà pubblicare direttamente alcuni libri di grande interesse come una attesa biografia sulla regista e attrice penny marshall per ottenere i diritti per la pubblicazione del libro si dice siano stati pagati 800mila dollari il numero di nuove pubblicazioni e le quantità di denaro fino a ora investite confermano l interesse di amazon nel mondo editoriale «tutti hanno paura di amazon se sei una libreria amazon è lì da un pezzo a farti concorrenza se sei un editore un giorno ti sveglierai scoprendo che amazon è diventata una tua concorrente e se sei un agente amazon ti potrebbe fregare un affare perché offre agli autori l opportunità di pubblicare direttamente e di tagliarti fuori È la solita strategia del divide et impera» spiega richard curtis per lungo tempo agente di diverse società editrici i responsabili di amazon al momento minimizzano spiegando che la maggior parte degli editori è molto felice delle opportunità commerciali che offre la società il sito vende ogni giorno centinaia di migliaia di libri offrendo buoni margini di guadagno alle case editrici 10

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web.marketing@kleis.it 20 ottobre 2011 È comunque indubbio che amazon stia sperimentando una nuova strada tesa a mettere direttamente in comunicazione l autore con il lettore senza ulteriori passaggi intermedi una strada difficile da percorrere che mette in discussione anche il lavoro di selezione dei titoli e che potrebbe incidere sulla qualità delle pubblicazioni ma che offre anche grandi opportunità per cambiare un modello rimasto sostanzialmente invariato da secoli amazon ha iniziato a dare a tutti i suoi autori sia che li pubblichi direttamente o meno accesso diretto alle statistiche di vendita del servizio nielsen bookscan che tiene traccia di quanti libri vengono venduti in singoli mercati locali sta introducendo un tipo di comunicazione uno a uno tra gli autori e i loro fan che di solito si verificava solo nei giri di presentazione dei libri ha reso un romanzo storico tedesco misconosciuto un best seller senza che ci fosse una singola recensione di un critico la recente introduzione di kindle fire il primo tablet di amazon e il rinnovo dei kindle tradizionali potrebbe accelerare questo processo il ceo della società jeff bezos ha confermato di voler creare nuovi contenuti appositamente per i suoi lettori di ebook condizione che potrebbe allontanare ulteriormente gli editori tradizionali e i metodi di produzione promozione e consegna dei libri il new york times propone l esempio di kiana davenport una scrittrice hawaiana la cui carriera sta scricchiolando nel 2010 aveva firmato un accordo con una divisione dell editrice penguin per la pubblicazione di un romanzo storico ricevette 20mila dollari come anticipo per il libro in programma per l estate successiva nel frattempo davenport decise di fare una raccolta di racconti e di pubblicarli come ebook direttamente online con amazon di recente penguin ha scoperto la pubblicazione e ha chiesto all autrice di rimuoverla perché riteneva andasse contro il contratto di esclusiva firmato tra le parti davenport si è rifiutata di rimuovere l ebook così la casa editrice ha deciso di non pubblicarle il romanzo storico e pensa di farle causa per recuperare l anticipo «stanno cercando di fare qualcosa di esemplare se pubblichi un libro per i fatti tuoi e lo distribuisci con amazon lo fai a tuo rischio e pericolo» spiega il legale che rappresenta gli interessi della scrittrice le case editrici temono che grazie al passaparola e alla condivisione dei contenuti online amazon riesca anche a produrre best seller in grado di competere con i loro scrittori di punta alcuni autori potrebbero decidere di passare alla società pubblicando con tempi più rapidi e meno vincoli i loro libri svuotando i cataloghi delle società editrici tradizionali feed de kerckhove sugli eredi di steve jobs 17 ott 2011 03:05p.m articolo pubblicato sull inserto affari e finanza del quotidiano la repubblica del 17 ottobre 2011 «il prossimo jobs mah fra i vari nomi forse direi zuckerberg però vorrei farvi notare una cosa quando jobs diceva stay hungry si riferiva anche alla volontà di arricchirsi ecco io conosco diversi personaggi fantastici che non saranno mai icone popolari non perché siano meno intelligenti di jobs ma semplicemente perché non gliene importa niente di diventare miliardari» iconoclasta e controcorrente come sempre derrick de kerkhove è considerato il maggior massmediologo oggi vivente allievo di marshall mcluhan dirige l istituto di cultura e tecnologia intitolato al maestro nell università di toronto accetta divertito il gioco che gli proponiamo ma non senza puntualizzare alcune notazioni che gli stanno a cuore «vede io sono laico per vocazione i fanatismi mi spaventano anche quando ne è oggetto un eroe indubitabilmente positivo come jobs ecco un eroe non un dio l ultima volta che avevo visto qualcosa del genere è stato quando è morto michael jackson e allora mi viene voglia di augurarmi che non ci sia mai un nuovo steve jobs» allora facciamo così parliamo di personaggi in grado di influenzare l evoluzione della tecnologia anzi qualcosa di più proprio lei ha appena pubblicato the augmented mind un libro in cui descrive le modificazioni addirittura chimiche del cervello di fronte all esplosione dell universo multimediale «diciamo più che modifiche che la tecnologia dell informazione stimola aree dormienti della personalità umana attiva centri neuronali che magari non pensiamo di avere a me è successo la prima volta nel 1973 guarda caso proprio con mcluhan stavo preparando la mia tesi in letteratura francese sulla commedia del diciottesimo secolo ero impantanato da mesi non riuscivo ad andare avanti mcluhan era il mio relatore e a un certo punto mi sbloccò dicendomi guarda che la tragedia non era una forma d arte aristocratica dell ancien régime ma una strategia inventata dagli antichi greci per aiutare la gente a superare socialmente e psicologicamente il devastante trauma di imparare a leggere e scrivere insomma era un modo per far riflettere il popolo per aprirgli la mente e infatti nella francia nel xviii secolo la gente pensò e arrivò l illuminismo vede perché sono laico?» laicamente però lei ha fatto il nome di zuckerberg «mi sembra diciamo il più lanciato il che è anche sorprendente perché in fondo il social network non lo ha inventato lui l ha copiato pari pari da myspace» già perché myspace è fallita mentre facebook trionfa «secondo me per alcuni errori che ha fatto primo fra tutti quello di concentrarsi solo sulla musica era un social network che sembrava 11

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web.marketing@kleis.it 20 ottobre 2011 riservato a chi era appassionato di musica e niente più facebook invece si è abilmente allargato su ogni settore fino a diventare addirittura uno strumento d informazione avrei qualche perplessità su questo perché ci vedo sempre il pericolo che nonostante tutto ci sia sotto un pensiero unico la mente deve essere permanentemente accesa e pronta a cogliere qualsiasi impulso e stimolo che gli venga da fonti il più possibile plurali e diverse fra loro» e invece chi sono i personaggi occulti di cui parlava all inizio quelli che non emergono perché non hanno la mentalità industriale «il primo nome che mi viene in mente è joichi ito il nuovo direttore del media lab dell mit il più preparato e brillante fra quanti analizzano il ruolo di internet nella società le interrelazioni la libertà la privacy ma come lui ce ne sono diversi altri in giro per il mondo l importante è essere o diventare davvero globali» nel senso di essere riconosciuti e identificabili in qualsiasi parte del pianeta «più o meno tutti siamo globalizzati perché abbiamo lo smartphone in tasca ma pochi diventano globali attenzione possono esserci delle distorsioni e mi dispiace dover citare ancora una volta mcluhan ma lui era stato il primo a capire per esempio le insidie della televisione bisogna alzare delle difese e queste si chiamano sviluppo delle menti e della società quanto meno una società è avanzata tanto più chiunque vada in tv per il solo fatto di esserci ha ragione credo che tutti dobbiamo riflettere su questo assunto» insomma si può diventare globali anche senza essere eroi positivi «certo voi avete un esempio in casa berlusconi tutto il mondo lo conosce e più che positivo sembra un eroe della commedia del grottesco» e.occ all efficienza e alla produttività aziendale e farlo scegliendo un dispositivo che abbia in sè un potenziale di visione e leadership future tali da rassicurare i decisori it manager e direttori degli acquisti sulla bontà di una scelta l elemento vincente a fronte della vasta offerta oggi disponibile è come il tablet viene percepito a livello strategico e organizzativo conta soprattutto la percezione dei responsabili it la loro vocazione conservatrice e la preoccupazione di evitare di portarsi in casa altri problemi da gestire il mercato del tablet per l impresa è ancora immaturo sia nell offerta che nella domanda l offerta è tale da confermare e a volte rafforzare i dubbi della struttura it la domanda è condizionata dalla scarsa conoscenza sulle potenzialità e applicazioni dei nuovi dispositivi all interno di architetture informatiche che hanno richiesto anni per trovare una loro sistematizzazione e ottimizzazione all azienda e in particolare all it non rimane che fare dei test e sperimentare attraverso progetti pilota le nuove tecnologie nei vari ambiti nei quali esse potrebbero generare vantaggi e benefici la sperimentazione dei nuovi dispositivi richiede una elevata focalizzazione sulle finalità business associate al loro utilizzo in un ramo o ambito aziendale non può essere una sperimentazione solo di tipo tecnico ma coinvolgere gli innovatori che per primi hanno portato in azienda o suggerito il tablet come strumento di lavoro per individuare aspettative bisogni e soprattutto utilizzi possibili da un punto di vista lavorativo primi ad essere coinvolti dovrebbero essere il direttore commerciale il direttore marketing e il direttore delle risorse umane un attività di brainstorming aperta potrebbe far emergere nuove idee per le vere e proprie fasi di test e/o progetto pilota suggerire quali modelli applicativi e quali applicazioni realizzare e individuare immediati utilizzi pratici nei vari processi aziendali il coinvolgimento di persone che già usano tablet diversi e con piattaforme di sistema diverso permette anche alla struttura it di poter fare dei confronti tecnologici e di funzionalità a partire dai bisogni soddisfatti prima ancora che dalle caratteristiche tecniche di ogni dispositivo o sistema operativo fondamentale non costringere test e sperimentazioni all interno di paradigmi e logiche di management dell it e di implementazione radizionali il tablet e i fenomeni sociali che lo caratterizzano obbligano a ripensare regole modelli policy servizi supporto approvvigionamneto e gestione ecc i progetti pilota e la sperimentazione devono essere finalizzati a comprendere e quantificare i rischi associati ad un tablet percepito ancora come non adeguato ai bisogni e alle policy it aziendali i test devono essere mirati a fornire risposte in grado di eliminare/limitare le preoccupazioni sulla sicurezza del dispositivo dei dati e delle applicazioni ma anche a verificarne utili usa-case aziendali nei vari ambiti possibili di applicazione e uso nel fare questo l it può recuperare un ruolo importante e determinare il ruolo che le nuove tecnologie giocheranno nella situazione aziendale corrente e in quella futura feed tablet in azienda in modo indolore 17 ott 2011 01:25p.m una diferenza sostanziale tra l iphone e l ipad è che mentre il primo è penetrato in azienda lentamente il secondo lo ha fatto subito oggi nessun cio o responsabile it ha potuto evitare di riflettere su un potenziale utilizzo più o meno strategico dell ipad e dei tablet nella propria organizzazione non lo ha potuto per il fenomeno della consumerizzazione che ha visto molti dirigenti e/o manager introdurre sul lavoro i nuovi dspositivi anche per un utilizzo aziendale ma anche perchè il tablet rappresenta un vero spartiacque tencologico a livello di informatica utente ciò che cambia rispetto a piattaforme tecnologiche precedenti è la connettività la user interface la trasportabilità la disponibilità di applicazioni e la sua utilità per la persona nel suo duplice ruolo di consumatore/individuo e di dipendente di un azienda da un punto di vista aziendale il problema non sono la tecnologia il dispositivo e le sue funzionalità ma compiere una scelta utile 12

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web.marketing@kleis.it 20 ottobre 2011 oneweb20 luca de biase facebook un business per le aziende ma negato ai dipendenti 17 ott 2011 11:36a.m l atteggiamento delle imprese verso i social network sta cambiando ma con vistose contraddizioni lenti nel valutare il business e fin troppo zelanti nel negarlo ai dipendenti una lettura incrociata di alcune statistiche porta a questa conclusione gli italiani vanno matti per facebook però se presi singolarmente perché quando si tratta del rapporto delle aziende e dei loro dipendenti si torna a dinamiche quasi fordiste scarsa innovazione e pretesa di controllo l osservatorio business intelligence dell università bocconi di milano ha registrato nell ultimo anno un deciso passo in avanti delle imprese a sfruttare le potenzialità commerciali dei social media guardati con diffidenza fino a poco tempo fa in una ricerca di andrea albanese customer experience and social network pdf tre quarti delle 1080 aziende intervistate considera facebook twitter linkedin strumenti di feedback del marchio del prodotto e un 4 ha dichiarato persino di aver cambiato strategia dopo alcuni commenti su facebook e like certo c è ancora moltissimo da fare mancano le figure professionali per gestire queste informazioni il 34 delle aziende si affida ancora a ricerche manuali ignorando i motori appositamente pensati per le ricerche di mercato e mancano i servizi adeguati per sfruttare le occasioni ma si può dire che il dado è tratto non per tutti però l italia è anche uno dei paesi dove è più complicato per i dipendenti di un azienda accedere ai social network kaspersky società di sicurezza informatica ha affermato che quasi tre quarti delle aziende tricolore bloccano l accesso ai principali social network dalla rete interna l italia batte tutti in quanto a intolleranza seguono spagna 76 gran bretagna 71 francia 64 e germania 63 le ragioni sono facili da intuire controllare il dipendente evitare perdita di produttività tuttavia non ci sono statistiche che mostrino una relazione tra l uso dei social network e la qualità del lavoro anzi molti esperti della materia ritengono che questo blocco peggiori il rapporto del lavoratore con il suo ambiente e non lo metta comunque al riparo da comportamenti a rischio meglio un corso di aggiornamento sui rischi per la privacy dei social network ipotesi sull editoria per guardare oltre amazon 17 ott 2011 09:45a.m un pezzo di david streitfeld sul new york times segnala il panico che si sta diffondendo tra gli editori di libri americani per effetto dell aggressiva politica di amazon sui loro autori amazon sembra intenzionata a disintermediare la filiera produttiva editoriale mettendo direttamente sotto contratto gli autori per sostenere la sua soluzione di self-publishing con la quale chi scrive un libro lo può pubblicare e vendere senza passare da editori agenti librerie e quindi ottenere una quota molto maggiore del valore aggiunto generato con il suo lavoro non è che ci volesse molta intelligenza per capire che sarebbe successo se ne parla dal 1995 certo con l avvento degli ereader o tablet di successo dal kindle all ipad il processo sembra aver subito un accelerazione significativa l ipotesi strategica deriva dalla storia dell editoria È un ipotesi centrata sulla tecnologia secondo adrian johns la filiera editoriale come oggi la conosciamo è partita dalla tecnologia della stampa gli stampatori avevano scoperto di poter pubblicare con successo non solo i libri di pubblico dominio come la bibbia ma anche i libri di attualità a partire dal cinquecento e fino a tutto il settecento proprio gli stampatori riuscirono a ottenere il riconoscimento da parte dello stato del diritto esclusivo temporaneo della pubblicazione di certe opere scritte partendo dalla tecnologia e arrivando al copyright costruirono la loro industria oggi gli editori tradizionali non controllano più la tecnologia tentano di salvaguardare il copyright come principio ma non possono obbligare gli autori a cederlo proprio a loro la competizione tra gli editori si è complicata con l arrivo di nuovi protagonisti come amazon che guardacaso sono quelli che controllano lo sviluppo della nuova tecnologia per pubblicare leggere distribuire e vendere i libri si direbbe che la tecnologia sia il punto di partenza dell industria editoriale ovviamente la cultura e la produzione autoriale si appoggiano in parte su questa industria ma hanno una dinamica 13

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web.marketing@kleis.it 20 ottobre 2011 relativamente indipendente e possono spostarsi da un industria a un altra da un modello di business a un altro per gli editori invece la tecnologia è decisiva perché chi controlla la tecnologia ha le carte vincenti per controllare il flusso del denaro oggi gli editori hanno la chance di difendersi ma solo imparando la tecnologia e cominciando a innovare a loro volta altrimenti saranno soppiantati dai nuovi innovatori della tecnologia per la pubblicazione in questo caso la filiera editoriale attualmente conosciuta si spaccherà in molte diverse funzioni scelta e valutazione del valore qualitativo delle opere marketing editing titoli e copertine forme di archiviazione e così via non c è ragione perché queste funzioni spariscano anzi dovranno crescere non c è ragione perché non continuino a essere svolte dai vecchi editori ridimensionati ma non c è ragione perché non vengano svolte anch esse da nuovi soggetti l editoria tradizionale dopo quindici anni di internet si stupisce ancora delle conseguenze dell innovazione tecnologica È ora che smetta di stupirsi e cominci a innovare la competenza degli editori è ancora enorme e preziosa nel tempo alle funzioni industriali e commerciali hanno aggiunto una rara capacità di influire spesso positivamente sulla produzione culturale sono diventati a loro volta protagonisti dell avanzamento culturale questa competenza non andrà dispersa perché anche i nuovi potenziali soggetti emergenti nasceranno da quella storia ma non è sicuro che l equilibrio culturale migliore sia quello in cui da una parte ci sono pochissime piattaforme globali e dall altra ci sono miriadi di piccoli soggetti che fanno gli autori gli scopritori di talenti i recensori i consulenti di marketing e così via un buon equilibrio richiederebbe forme di aggregazione più ampie non solo dalla parte della commercializzazione ma anche dalla parte della produzione di idee probabilmente in ogni caso da innovare c è molto penso per esempio alle forme di memorizzazione che il sistema della biblioteca con gli scaffali di libri garantivano e che invece si volatilizzano con i reader che a loro volta contengono metafore di scaffali molto meno efficaci per chi debba ricordare dove ha letto che cosa i reader sono fantastici invece per selezionare e ritrovare le sottolineature e le citazioni anche se si può fare molto di più di quanto si faccia ora per aiutare la memoria a non abbandonarsi completamente all idea che tanto tutto è registrato in una macchina il pensiero ha bisogno di ricordare non solo di sapere come ritrovare ci sono innovazioni nella gestione della conoscenza ma anche nella valutazione delle autorità culturali emergenti che poche piattaforme tenderanno sempre a dare attraverso formule più o meno quantitative e che invece richiederebbero a loro volta percorsi qualitativi più attenti sono solo piccole idee sui filoni di indagine che si possono sviluppare del resto l archiviazione della conoscenza e il suo riutilizzo sono decisivi per non abbassare il livello complessivo della cultura e qui c è tecnologia da innovare per adesso le piattaforme surfano sulla superfice del fenomeno l innovazione profonda è ancora tutta da fare ma qualcuno di certo ci sta lavorando e quindi per gli editori tradizionali nell ipotesi qui formulata non c è più moltissimo tempo da perdere imho giovanni cappellotto 10 anni di ebay in italia da aste online a primo sito di ecommerce in italia 17 ott 2011 09:33a.m qual è la realtà di ebay in italia nell anno del suo decimo compleanno le tappe di ebay in italia dal 2001 ad oggi · 2001 nasce ebay italia · 2003 compaiono i primi negozi online · 2004 1 milione di utenti registrati · 2005 introdotto paypal.it · 2007 5 milioni di utenti registrati · 2008 protezione paypal estesa secondo le regole previste da paypal · 2010 ebay diventa mobile · 2011 programma venditori affidabilità top e offerte del giorno i numeri di ebay.it oggi · 39.000 venditori professionali · 13 milioni di inserzioni in 6.700 categorie · 96 delle inserzioni sono oggetti nuovi solo il 4 sono oggetti usati · il valore degli oggetti venduti nel 2010 supera il pil di 16 paesi 14

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web.marketing@kleis.it 20 ottobre 2011 · ogni 55 secondi c è un acquisto via mobile · 700 mila utenti sono over 60 questi dati sono stati presentati a milano il 13 e 14 ottobre 2011 nel corso di un incontro con i grandi venditori italiani considerando che ce ne sono ormai molti che superano il milione di euro di volume d affari · pagamento immediato con paypal · consegna immediata ebay seleziona i prodotti da mettere come offerte del giorno o della settimana secondo queste caratteristiche ma soprattutto con l obiettivo di creare delle partnership di lungo periodo con venditori che siano in grado di sostenere questa particolare attività non quindi vendite spot occasionali ma ricerca di offerte che si alimentano secondo un programma di crescita stabilito nel tempo strumenti di gestione delle vendite e partnership globale ebay è ad un punto di svolta importante e spinge sul fatto che collega venditori e consumatori mettendo a disposizione strumenti di incontro ma non è un concorrente dei venditori non compete sullo stesso terreno per questo motivo unito alle opportunità che si possono creare con la vendita su ebay le aziende che vogliono vendere online non dovrebbero prescindere da un analisi del mercato su ebay e dalla costruzione di una loro presenza ben organizzata in italia ebay.it cresce in percentuale nel 2010 più della crescita dell ecommerce totale un mercato potenziale come quello italiano chiede sempre più scelta assortimento prezzo e varietà di prodotti venditori affidabilità top con il programma venditori affidabilità top ebay cerca di migliorare l esperienza d acquisto complessiva del cliente sul marketplace il programma non è legato al volume d affari del venditore ma alla soddisfazione del cliente espressa con la valutazione dettagliata del venditore in quattro aree della vendita e del servizio post vendita un venditore affidabilità top ha il 25 di maggiore visibilità e sulla base delle esperienze già provate in ebay.co.uk ed in ebay.de può raggiungere un 15 di incremento delle vendite problemi da risolvere i problemi importanti da risolvere in questa area sono due 1 preservare l opinione del cliente e la sua libertà di valutare tutto il processo d acquisto 2 sterilizzare i comportamenti distruttivi di una minoranza di clienti che se non sono individuati correttamente rischiano di invalidare il sistema e di penalizzare fortemente i venditori offerte del giorno ­ daily deals con le offerte del giorno ebay.it si pone alla pari del regno unito e della germania proponendo acquisti immediati a prezzi fortemente scontati per vendite giornaliere o settimanali oggi le condizioni per partecipare ai deals sono · prodotti fashion o high tech fortemente scontati · buona disponibilità l impegno di ebay.it è di introdurre molto presto l inserzione a scelta in italia e di focalizzarsi nella crescita del traffico delle opportunità di vendita e degli strumenti che facciano coincidere la domanda del cliente con le intenzioni di vendita del venditore attenzione alla crescita del mobile ebay è leader delle applicazioni mobile sia per la messa in vendita che per l acquisto e la ricerca via mobile in italia le vendite via mobile crescono grazie anche alla diffusione capillare degli smartphone senza dimenticare che in uk c è una vendita su ebay mobile ogni due secondi e che negli stati uniti applicazioni come milo e red laser connettono vendite online e vendite offline nel mondo italia compresa l obiettivo del gruppo ebay che comprende molte attività che spaziano dai pagamenti online con paypal ai servizi alle imprese con magento gsi commerce ai siti di vendite immediate e comparazione di prezzi è costruire un sistema di relazioni tali da diventare un partner indispensabile per l ecommerce i pilastri sono sicuramente ebay il più grande marketplace al mondo paypal e tutto quanto ruota attorno al progetto x-commerce e allo sviluppo aperto di applicazioni web che facciano crescere il numero delle transazioni online foto credit ebay.it 15

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