Catanzaro city magazine febbraio 2018

 

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Mensile di informazione, attualità, cultura , sport e servizi

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CATANZARO CITY MAGAZINE Elisabetta Motta, il talento e l'arte di scrivere d'amore! Luigi Tassoni, l'Europa e la mia città Il maestro Saverio Rotundo, detto "U Ciaciu":il valore della semplicità CATANZARO MA G A Z I N E mensile indipendente di informazione | anno VI | n. 51 | febbraio 2018 | € 1 GULFIFOICRIAARLII Domenico Cavallaro, l'imprenditore prestato alla politica

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CC AA TT AA NN Z Z A AR RO O M A MG AA GZ AI NZ EI N E 2 N. 4N.9 5 1| D| IF CE EB MB RB AR I E O | | 22 00 11 78

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S OMMARIO 4EDITORIALE 6UN TUFFO TRA SOLIDARIETÀ E GOLIARDIA 8UN CITTADINO PARTECIPE 6 Anno VI - n.ro 51 - febbraio 2018 PERIODICO MENSILE INDIPENDENTE Testata registrata al Tribunale di Catanzaro il 16/4/2013, n.ro 314 Iscrizione al ROC* n.ro 25364 del 13/02/2015 (*) Registro degli operatori di comunicazione Tiratura 3500 copie Numero chiuso in redazione il 15/01/2018 Mensile di informazione, attualità, cultura, sport, rubriche e servizi utili. NON RICEVE NESSUNA SOVVENZIONE. La collaborazione è libera e gratuita, gli articoli rispecchiano l’ideologia e il pensiero degli autori, i quali se ne assumono piena responsabilità. Garantiamo a tutti, diritto di replica. La redazione si riserva di rifiutare articoli non idonei alla linea editoriale del giornale. Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica sono riservati. È vietata la pubblicazione e l’uso anche parziale di testi, illustrazioni e foto con qualsiasi mezzo meccanico, elettronico, o per mezzo di fotocopie. Tutto il materiale ricevuto (testi e fotografie), anche se non pubblicato, non sarà restituito. Direttore editoriale: PINO RUGGIU Tel. 335.470145 pinoruggiu.posta@gmail.com Direttore responsabile: PINO RANIERI Tel. 347.5354137 hulixe@virgilio.it I collaboratori a questo numero la cui partecipazione è libera e occasionale, non sono membri della redazione e cedono a titolo gratuito ogni tipo di diritto, ivi compreso quello d’autore, dell’articolo pubblicato. L’Editore si dichiara pienamente disponibile a valutare le eventuali spettanze di terzi per la pubblicazione di immagini e testi di cui non sia stato possibile reperire la fonte. Grafica e impaginazione: AGENZIA RUGGIU Tel. 335.470145 agenziaruggiu@gmail.com www.ruggiu.blogspot.it Abbonamenti: ANNUALE: (11 n.ri) € 25,00*; Sostenitore/SILVER: €100,00* (11 n.ri); Sostenitore/GOLD: € 200,00* (11 n.ri); Sostenitore/PLATINUM: € 300,00 (11 n.ri)*. (*): L'importo comprende IVA e spese di spedizione. Il versamento dovrà essere intestato a: GIUSEPPE ANTONIO RUGGIU EDITORE Modalità di pagamento: ● BONIFICO BANCARIO BANCOPOSTA Cod. IBAN: IT97 O 0760104400000044106292 Causale: Nome/cognome/tipo abbonamento ● RICARICA POSTAPAY N.ro: 5333 1710 0223 5303 Causale: Nome/cognome/tipo abbonamento Per l’attivazione si prega di inviare i dati precisi dell’intestatario dell’abbonamento, unitamente alla ricevuta di versamento, alla seguente mail: redazionecitymagazine@gmail.com Editore: TITANI EDITORI Via Monte Giberto 47 - 00138 Roma Stampa: Printered VUOI FARE PUBBLICITÀ? Telefona al 335.470145 pubblicitacitymagazine@gmail.com N.B. È possibile consultare tutti i numeri arretrati, presso la Biblioteca Comunale N. 5 1 | F E B B R A I O | 2 0 1 8 12 12INTERVISTA A DOMENICO CAVALLARO 14"U CIACIU" 16LUIGI TASSONI, L'EUROPA E LA MIA CITTÀ 16 26NICOLA CERAVOLO, MAI PIÙ COME TE 28LA VITA, SECONDO SAVERIO G. PETITTO 29A VOLTE RITORNANO 20 34QUANDO MORIRE ERA UN LUSSO PER POCHI 37ORARI BUS E TRENINI 38TURNI FARMACIE 3 9 LA TEMPESTA È PERFETTA 10 MA CHE PIANTO QUESTE PIANTE CHE PIANTATE! 11 SOVERATO, "VOLONTARINSIEME" 14 18 INCONTRO CON ELISABETTA MOTTA 20 CALABRIA ANTICA IN MINIATURA 22 RISTORANTE L'OLIMPO, IL MENU DEGLI DEI 18 30 LA FOTOGRAFIA PER UMBERTO F. LOSTUMBO 31 LA CHIESA DELL'IMMACOLATA 32 TUTTI A CASA 22 CATANZARO MA G A Z I N E

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EDITORIALE SIAMO SUL PEZZO? CATANZARO ■■■ Di febbraio si dice che è corto e amaro. Corto lo è certamente visto il numero di giorni che lo com- pongono, ma amaro non direi, visto che è il mese che celebra il Carnevale, la "festa del popolo", il "luogo" del riso e della follia, dello scherzo, della materialità e dell’abbondanza, e per quanto mi riguarda anche la festa che consente a tutti quelli che indossano una maschera tutto l'anno, di essere finalmente a proprio agio. Il termine, come sapete, deriva da "carnem levare", abolire la carne, perche' anticamente indicava il ban- chetto d'addio alla carne che si teneva subito prima della Quaresima, periodo di astinenza e digiuno, credo anche metaforico. A pensarci, suona strano che, in contrapposizione, sempre in questo stesso mese si celebri anche la ricorrenza di San Valentino, la festa degli innamorati, in cui tutto si può dire, meno che si osservi un certo tipo di astinenza e di digiuno. Noi, comunque, non ci siamo fatti prendere alla sprovvista e abbiamo deciso di festeggiarlo a modo nostro con la deliziosa intervista a Elisabetta Motta, curata con il consueto garbo, dalla nostra Sabrina Mantelli, che troverete a pagina 18. Non si poteva scegliere, per l'occasione, personaggio migliore, visto che ci troviamo di fronte ad una talentuosa traduttrice e autrice catanzarese, che vive da tempo a Roma, ed è specializzata nel genere "romance". L'obiettivo che ci poniamo è quello di essere sempre aggiornati e al passo con i tempi, cercando con co- stanza di "stare sul pezzo", come dicono i bravi giornalisti, e di offrire il meglio a tutti i nostri lettori, sia ai "fedelissimi", sia a quelli che ci scoprono per caso, quando per esempio si trovano a frequentare uno dei tantissimi posti, come bar, parrucchierie, alberghi, sale d'aspetto di medici, di notai, ecc., luoghi in cui, da tempo, portiamo il nostro giornale per metterlo a disposizione degli avventori. Ma siccome ci è stato riferito che il giornale veniva quasi subito trafugato, impedendo ad altri di poterne usufruire, abbiamo pensato di realizzare un adesivo, che riporta testualmente la seguente dicitura: "Questo è un giornale di cortesia ed è a tua disposizione per farti compagnia e informarti. Dopo averlo letto, si prega di rimet- terlo al suo posto, qualcun altro aspetta di leggerlo". Questo "bollino" è ben visibile sulla copertina di tutte le copie che destiniamo a questo servizio, come po- tete notare dalla foto in alto, scattata presso uno dei locali in cui è reperibile la nostra rivista, precisamente il "Bar Comunale". Adesso pare che il mensile Catanzaro City Magazine, venga diligentemente riposto appena letto! Un piccolo segno di civiltà! Prima di concludere, volevo segnalarvi, a pagina 16, anche la mia intervista a Luigi Tassoni, che nonostante vanti uno come me tra le sue amicizie, è in realtà un personaggio dall'altissimo spessore culturale. Dulcis in fundo, vi consiglio di non perdere l'intervista, a pagina 14, sempre a cura della nostra Sabrina, realizzata ad uno dei personaggi più rappresentativi della città dei Tre Colli, al quale siamo tutti affezionati: "U Ciaciu". Buona lettura.● Pino Ruggiu (pinoruggiu.posta@gmail.com) MA G A Z I N E 4 N. 5 1 | F E B B R A I O | 2 0 1 8

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P.zza AnitaN. 4 8 | N O V E M B CR AE Garibaldi,T |A N2 Z0 A1 R7 O 67 - Qu5artiere Lido - Tel. 0961 34795

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Z O OM ■■■ Un folto pubblico ha partecipato, lo scorso primo gennaio, al consueto tuffo di capodanno, che si è svolto dalla spiaggia adiacente il lungomare del quartiere marinaro, organizzato dal sodalizio “Calabria un mare d’amore”, capi- tanato dal neo presidente Antonino Transtevere, e dall'associazione "Calabria che rema", rappresentata da Camillo Crivaro. Un centinaio i partecipanti, tra uomini, donne e tanti giovani di tutte le età, che mano nella mano, alle dodici in punto, hanno dato il benvenuto al nuovo anno con un tuffo collettivo. Un primo dell’anno che, come spesso accade, nella prima mattinata è apparso freddo ma non gelido e con molte nuvole in agguato, che non facevano presagire nulla di buono. Ma si sa, la fortuna aiuta gli audaci e come per miracolo all’ora stabilita il cielo si è schiarito lasciando spazio ad un tiepido sole che ha in parte mitigato l’impatto con l’acqua, agli intrepidi gladiatori di “Calabria un mare d’amore” e alle numerose persone, che quest’anno si sono addirittura moltiplicate per par- tecipare all’inaugurale, quanto ormai tradizionale, tuffo di capodanno. Giunta oramai alla sua decima edizione, questa manifestazione ha cambiato pelle, non è più solo un momento di goliardia, ma un vero e proprio evento sociale, che mette in evidenza due temi importanti: il primo è quello di stimolare i calabresi ad amare di più la propria terra e condividerne fraternamente i valori, il secondo che è quello della solidarietà, non solo con gesti simbolici, ma anche con atti concreti. Infatti, come ogni anno, le derrate alimentari raccolte grazie agli sponsor, sono servite per assicurare pasti caldi nelle mense dei poveri, dando a UNqueste persone la percezione di non essere soli almeno per un giorno, proprio TUFFO TRA nel periodo delle feste natalizie, dove nessuno dovrebbe restare solo. “Dobbiamo dare forza e sostegno a chi ha bisogno - afferma Mario Caccavari, socio fondatore di “Calabria un mare d’amore”, che ogni anno lancia messaggi di solidarietà e vicinanza a chi vive dei momenti difficili, come quello di quest’anno dedicato ai terremotati - con l’esempio e con la buona volontà, si può rinascere sempre superando tutti gli ostacoli, non arrendetevi, non abbattetevi. Noi, siamo con voi, sarete ospiti graditi e festeggeremo questo inizio di ■■■ Dalla spiaggia di Lido, il sodalizio “Calabria un mare d’amore” saluta il nuovo anno con un grande “bagno” anno combattendo il malaffare e la corruzione, per non vedere più terre morte”. di pubblico e di partecipantiIl presidente Transtevere, cita una bella frase di Corrado Alvaro: "Ognuno deve essere protagonista del tempo in cui vive". E poi afferma:“Noi pensiamo di essere protagonisti di questa realtà, perché dobbiamo promuovere, il nostro di ROSARIO FITTANTE mare e la nostra terra, ma anche la pace e la solidarietà, siamo orgogliosi del risultato ottenuto, e la grande partecipazione di oggi ci dice che siamo sulla CATANZARO MA G A Z I N E 6 N. 5 1 | F E B B R A I O | 2 0 1 8

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Z O OM SOLIDARIETÀ E GOLIARDIA strada giusta". Interviene anche Camillo Crivaro, vice presidente del sodalizio “Calabria un mare d’amore” e socio di "Calabria che rema", che esprime così la propria soddisfazione: "Quest’anno ho visto ancora più entusiasmo degli altri anni, e questo mi fa molto piacere. Il messaggio che noi cerchiamo di lanciare è sempre quello della condivisione e dell’unione fra tutti noi calabresi e oggi possiamo dire di esserci in parte riusciti, perchè da Catanzaro, a Crotone, da Cirò, a Reggio Calabria, ci siamo simbolicamente presi mano nella mano, tutti insieme e ci siamo tuffati nel bel mare calabrese, per un abbraccio di fratellanza di tutta la Calabria, regione che dobbiamo imparare ad amare e a rispettare. Il fatto che ogni anno ci sia sempre più gente, vuole testimoniare che questo sentimento, pian piano si sta diffondendo sempre di più". Alla manifestazione hanno partecipato, anche i canoisti, con in testa Francesco Mazzacoco e gli atleti di Calabria Swim Race. A dare sostegno a questo simbolico evento, gli chef stellati Antonio e Luca Abbruzzino, assieme ai loro collaboratori, che si sono poi tuffati con la consueta divisa bianca da chef. Era presente anche l’atleta catanzarese Francesco Giampà, reduce dalla gara dei diecimila metri di nuoto, nel “Trofeo Ugo Pugliese”, tenutasi a Crotone lo scorso mese di luglio. Un’altra bella pagina di sport “sociale” è stata scritta da questa pregevole associazione. L’iniziativa si è poi conclusa con il consueto fuoco sulla spiaggia e con il lancio della bottiglia della pace, con un simbolico ma significativo messaggio augurale al mondo per il nuovo anno. ● N. 5 1 | F E B B R A I O | 2 0 1 8 7 CATANZARO MA G A Z I N E

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Z O OM UN CITTADINO PARTECIPE ■■■ Nelle ultime feste natalizie, un progetto privato ha “ illuminato” il Parco Gaslini, nel quartiere Lido di ELISA GIOVENE ■■■ Per un buon andamento urbano, la collaborazione tra cittadino ed amministrazione, ha sempre rappresentato un ottimo iter per giungere a risultati soddisfacenti. Una collaborazione, che senza dubbio non può che apportare dei benefici in virtù di una città regolata dall’ordine civico, ma anche in virtù di quelle pianificazioni espletate al fine di curare l’aspetto di alcune zone. Si ricorderà infatti, come nel quartiere lido di Catanzaro, proprio il cittadino ha talvolta provveduto a ripulire da rifiuti lasciati da incivili la foce del Corace o la stessa Pineta di Giovino. Ma l’intervento del cittadino, non si limita a contrapporre l’inciviltà di alcuni, ma si manifesta anche con eventi “ludici” mirati ad allietare o , perché no, anche abbellire la stessa città. Proprio in queste ultime feste di Natale, vari sono stati gli interventi dei cittadini, che hanno fatto sì che il proprio quartiere di appartenenza fosse addobbato con festose luci natalizie. Da evidenziare, a tal proposito, la particolare idea di un residente del quartiere marinaro, il signor Giuseppe Bianco, che ha sempre preso a cuore le varie situazioni che interes- sano la città ed infatti in quest’ultimo Natale ha voluto dare una svolta significativa con un suo personale intento, che è perfettamente riuscito. L’idea da lui proposta e posta al vaglio dell’amministrazione comunale, trovò un partecipato ed immediato consenso. Il progetto, nato proprio in virtù delle feste natalizie, proponeva di realizzare delle luminarie particolari riproducendo soggetti marini e natalizi, scegliendo come location di esposizione, il Parco Gaslini. L’attuazione di tale proposta, oltre alla disponibilità del Comune, con la concessione dell’area, dell’energia elettrica e di alcuni servizi, ebbe anche quella dell’associazione SeaSide Cultura, di tanti cittadini con libere offerte, nonché il sostegno di numerosi commercianti che si adoperarono a coadiuvarne l’impresa. Un’impresa, seguita in maniera impeccabile e con vera passione, dal signor Bianco. Le luminarie, di ottima fattura artigianale, da subito suscitarono grandi consensi e nella serata inaugurale, tenutasi nel periodo pre-natalizio, un folto pubblico era lì ad ammirarle, soprattutto i bambini. Cavallucci marini, stelle, delfini, pesci, varie le tipologie create in maniera esemplare e lo stesso sindaco Sergio Abramo, soddisfatto, ne confermò il successo dichiarando che la compartecipazione può dare, indubbiamente, dei risultati eccezionali. La collaborazione fra cittadino ed amministrazione può dunque rappresentare una nuova via, al fine di operare entrambi per un unico fine: il valore della città. Un valore, che può elevare lo status urbano a volte non confacente alle aspettative dei cittadini. Non è da sottovalutare, pertanto, la potenzialità di ogni cittadino, un tramite che può far nascere nuovi progetti da allargare a tutta la città. ● CATANZARO MA G A Z I N E 8 N. 5 1 | F E B B R A I O | 2 0 1 8

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Z O OM LA TEMPESTA È PERFETTA! ■■■ Le grandi mareggiate nel quartiere Lido di ALBERTO COCCO ■■■ Il 13 gennaio del 2009 a Catanzaro il cielo è cupo e minaccioso. Da giorni una pioggia insistente e battente si rovescia sui terrazzi e le case, le vie e le piazze di Catanzaro: crea numerosi allagamenti nel centro storico e chiama in causa l’intervento dei Vigili del Fuoco. Ma lo spettacolo orrido si palesa all’improvviso e lontano dall’abitato, quando il vento diventa una bufera ed il mare si ingrossa in un modo spaventoso, ergendosi come una terribile creatura mitologica. Le onde diventano gigantesche, mentre tutto è silenzio, rotto dal fragore dei flutti, che si avvicinano con veemenza alla costa. È solo un attimo. Alcuni fotogrammi rubati al tempo ed allo spazio da un fotografo amatore, capitato forse per caso al quartiere Lido - e forse spaventato da quello spettacolo o eccitato dalla tempesta, come i surfers audaci e romantici di “Un Mercoledì da Leoni” - per riprendere le immagini impressionanti della natura in collera, che si infrange contro le deboli difese del litorale. Poco prima di mezzogiorno, ad un tratto si palesa un’onda gigantesca, a poche decine di metri dalle fragili difese di un muro. I lampioni della luce di Piazzale Battisti sono alti sette metri: ed è facile calcolare la terribile portata di una cresta alta dodici-tredici metri, che prende la rincorsa sul mare, molto agitato da una forza misteriosa. Un muro d’acqua senza precedenti si rovescia sulle strutture, travolgendo ogni ostacolo ed abbattendo qualsiasi resistenza della terraferma. L'eloquente sequenza fotografica, cattura il critico istante in cui l'onda sta per infrangersi sul lungomare. La mareggiata del 2009 è un giorno indimenticabile per il territorio catanzarese: supera il confronto con altre giornate di tempesta a forza otto e nove, che la memoria dei vecchi e dei lupi di mare della città custodisce con gelosa attenzione e ricchezza di particolari. Le immagini agghiaccianti delle gigantesche onde, arrivano alle prime pagine dei quotidiani nazionali e sono teatro di servizi dei telegiornali, che sottolineano il miracoloso bilancio privo di vittime, anche se i danni sono ingenti e chiamano in causa l’intervento della Regione Calabria, sensibile ad una simile emergenza. Pochi anni più tardi la giornata quasi si ripete. Il primo giorno del dicembre 2013 è il turno del ciclone Nettuno. Un’altra impressionante mareggiata va ad infrangersi contro il lungomare del quartiere marinaro, generando altri danni. Ancora una volta la sorte è benigna: nessun malcapitato è travolto dalle onde alte nove metri, che superano il parapetto. Al largo il mare in tempesta è di forza otto ed intrappola per ore in una spaventosa sensazione di montagne russe i passeggeri di una nave della Tirrenia, che arrivano a destinazione con grande ritardo. L’ecosistema del pianeta è cambiato. Anche se il mare aperto di Catanzaro ha conosciuto grandi marosi, queste eccezionali prove di forza delle onde sono uno spettacolo inedito e preoccupante, che domanda difese più robuste per il futuro. In qualche modo, le due tempeste degli ultimi anni e le immagini spaventose delle onde titaniche si consegnano alla storia del capoluogo. ● N. 5 1 | F E B B R A I O | 2 0 1 8 9 CATANZARO MA G A Z I N E

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AMBIENTE MA CHE PIANTO QUESTE PIANTE CHE PIANTATE! ■■■ Quartiere S.Maria, impiantate esili querce rosse in via Conti Falluc di DAVIDE OLIVERIO ■■■ Prendersi cura dei diversi quartieri del Capoluogo, vuole dire aver riguardo nei confronti dei cittadini che ogni giorno vigilano e vivono il territorio. Questa volta ci siamo occupati di Santa Maria, quartiere situato nella zona sud della città, in particolare di via Conti Falluc, arteria ultimamente sotto la lente di ingrandimento per via della sua trasformazione. È facile notare che il viale alberato che costeggia la fiumarella è stato riammodernato. Quello che a prima vista salta all’occhio è la mancanza degli alberi di pioppo. L’amministrazione Comunale ha deciso di riqualificare il viale e sostituire gli alberi presenti con delle querce rosse impiantate da Calabria Verde. Abitare o attraversare quella zona, specialmente nel periodo della fioritura, era spiacevole, infatti il pioppo è solito rilasciare della “lanuggine”: la cosiddetta neve dei pioppi. A diverse persone, i piumini cotonosi rilasciati da questi alberi durante la primavera, portavano fastidio, specialmente se allergici. La trasformazione voluta dall’Amministrazione avviene anche perché ultimamente via Conti Falluc versava in uno stato di abbandono, e i suoi alberi risultavano essere potenzialmente pericolosi. Il popolo del web sensibile a questa causa, fa sentire la propria voce. In diversi commenti notiamo che non ha gradito la scelta degli alberi ritenuti idonei per la sostituzione, argomentando che in Italia alcune tipologie di pioppo crescono spontaneamente, mentre le querce in questione, quelle rosse, sono tipiche dell’America Settentrionale. Nelle immagini, si notano le timide querce rosse presenti in via Conti Falluc. Ricordiamo altresì che l’habitat ideale per far crescere la quercia è la montagna, anche in collina potrebbe attecchire, ma in una zona di almeno 600 metri dal livello del mare. Poi le querce producono le ghiande e i frutti, potrebbero otturare le vie di fuga dell’acqua adiacenti alla fiumarella, ma naturalmente stiamo parlando di un futuro lontano visto l’esiguità degli arbusti. Forse il popolo del web avrebbe preferito un albero autoctono, tipico della nostra regione, per valorizzare e accrescere ciò che di spontaneo vive e si sviluppa in Calabria. ● CATANZARO MA G A Z I N E 10 N. 5 1 | F E B B R A I O | 2 0 1 8

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E V E NT I “Eri piccola così” di Fred Buscaglione da parte dei ragazzi di “Ali d’Aquila”, non nuovi alle rielabora- zioni sceniche che diventano veri e propri musical d’autore. Nel mezzo c’è stato il commovente coro dell’Afadi, poi ancora il gruppo scout “Agesci”, di Satriano, a stupire i presenti, con tanto di simula- zione di un incidente, al quale porre rimedio con i mezzi di fortuna in cui gli scout sono dei maestri, ed infine i brillanti “Sognattori”, con i loro sketch che li portano ad essere apprezzati nelle case di cura e nei luoghi di dolore ai quali hanno deciso di indirizzare gratuitamente la loro professionalità. Ogni associa- zione ha avuto la sua meritata presentazione su vi- deo, e la targa che il CSV di Catanzaro - per mano del presidente Luigi Cuomo - ha ritenuto di dover riconoscere per l’assiduità dell’impegno profuso nel tempo che ha preceduto la festa. Ad avvicendarsi sul palco anche il direttore del CSV, Stefano Morena, e la referente dell’area promozione del CSV, Giulia Menniti, i quali hanno messo in luce come l’inizia- tiva sia da inserirsi all’interno del contenitore del “5 dicembre” che contempla tutti gli eventi internazio- nali per ricordare la Giornata del Volontariato voluta SOVERATO, "VOLONTARINSIEME" dall’Assemblea delle Nazioni Unite. E poi ancora, il vicesindaco Pietro Matacera ed il consigliere Emanuele Amoruso, in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Soverato, che a “Volontarinsieme” ha accordato il suo patrocinio; il volontario ■■■ Si è svolta la II edizione dell'evento solidale Giuseppe Chiaravalloti, che ha dato il supporto tecnico ed organizzativo alla manifestazione, e la Articolo e foto di GIANNI ROMANO “guest star” della serata, il pianista e cantante Marcello Cirillo, volto noto di trasmissioni televisive quali “I fatti vostri”, che ha ripercorso vecchi e nuovi ■■■ Soverato città del volontariato, un cuore grande e attento ai bisogni delle persone, con tante associazioni del territorio che giorno dopo giorno, danno risposte in tema di disagio, alleviando dove possibile le sofferenze delle famiglie con disabili. Sulla seconda edizione di “Volontarinsieme” è calato il sipario, non senza aver lasciato emozioni a fiumi, sia tra i sodalizi partecipanti che tra i curiosi che, sin dalla mattina, hanno fatto visita agli stand e alla sera, hanno preso posto tra le file del teatro comunale. L’inaspettato sole ha così permesso alle associazioni di rendere operativi i propri stand disseminati lungo il viale d’ingresso del teatro di Soverato: il gruppo Emmaus ha potuto avviare il laboratorio di cucina e di riciclo; Ama Calabria, Afadi e Ali d’Aquila, hanno potuto esporre i manufatti originali realizzati dai ragazzi con disabilità; la Don Pellicanò, a bor- do della sua “bike bar”, ha deliziato i visitatori con i centrifugati e le macedonie di frutta preparati apposta per l'occasione dai giovani con disagio mentale. Per tutta la giornata, il camper della salute dell’Avis ha permesso a tutte le ultraquarantenni, di effettuare gratuitamente l’esame Moc. C’è stato poi, lo spettacolo finale, presentato dal bravo Corrado Corradini, che ha condensato lo spirito con il quale la seconda edizione - dopo quella del mese di settembre 2015 - è stata programmata, in sei mesi di incontro, in cui il CSV della provincia di Catanzaro ha fatto da collante e da pungolo. Il risultato è stato “da manuale”: la creatività che caratterizza il territorio del soveratese è venuta fuori sin dalla realizzazione scenografica, colorata ed accogliente, ad opera dei Creativi Indipendenti Davolesi, ma anche nella rivisitazione, da cabaret, di successi con la base del solo pianoforte. Dopo quella di Paolo Vallesi, la scelta è ricaduta su un artista completo e sensibile alle tematiche sociali, nonché conterraneo, perchè cresciuto a Caulonia, che si porta dietro i ricordi legati a Soverato, il luogo più vicino della costa che garantiva un po’ di “movimento” ai giovani calabresi alla ricerca di altro. Per lui, così come per tanti altri, l’”altro” è arrivato attraverso la passione per la musica, ma lontano dalla propria terra. “Ci vuole più coraggio a rimanere”, è stato il suo commento, mentre i ragazzi dell’Afadi e di Ali d’Aquila lo circondavano con affetto, entusiasti della sua musica e delle sue parole di incoraggiamento, che tanto bene hanno fatto anche a tutti i presenti, venuti in massa per dare sostegno al mondo del volontariato del territorio, da domani già operativo, in silenzio e senza riflettori, come sempre.● N. 5 1 | F E B B R A I O | 2 0 1 8 11 C A T A N Z A R O MA G A Z I N E

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L'I N T E R V I S T A CDAOVMAELNLIACROO, L'IMPRENDITORE PRESTATO ALLA POLITICA ■■■ Prosegue, con successo, la serie di incontri con i rappresentanti delle giunta comunale di PINO RUGGIU ■■■ Il nuovo assessore allo Sport e all'Ambiente del Comune di Catanzaro, è Domenico Cavallaro subentrato da poche settimane al dimissionario Giampaolo Mungo. L’imprenditore 57enne, coniugato e padre di due splendide figlie, è nato a Roma, ma è residente a Catanzaro da sempre. Laureato in Economia e commercio all’Università “La Sapienza” di Roma, è iscritto all’Albo dei revisori contabili. In passato è stato componente del consiglio direttivo di Assindustria e ha rivestito i ruoli di consulente, responsabile, dirigente o amministratore delegato nell’ambito di varie società private. Dal 2009 è legale rappresentante di un ente di formazione professionale. Ho avuto il piacere di conoscere personalmente il dott. Cavallaro alcuni anni fa, in quanto in passato ho avuto modo di fornirgli alcuni lavori da lui richiesti alla mia agenzia pubblicitaria, e devo proprio dire che sin da subito ho avuto la netta impressione di trovarmi di fronte ad un professionista competente dotato di grandi capacità imprenditoriali, e anche (cosa non comune) molto ben voluto dai suoi stessi e numerosi dipendenti. Quando l’ho contattato per proporgli di fissare un appuntamento, allo scopo di realizzare l’intervista che leggerete in questo articolo, per via dell'umiltà che lo contraddistingue, non mi sono affatto meravigliato nel sentirlo esordire con queste testuali parole: “Con piacere, ma perché io? Sono l’ultimo arrivato!”. Di rimando, ho risposto al nuovo delegato della giunta Abramo che reputo l’ambito di sua competenza, di grandissimo interesse per la cittadinanza, e che pertanto ho ritenuto opportuno dare il meritato spazio, sulle pagine del nostro giornale, al delicato lavoro che è stato chiamato a svolgere. Dopo alcuni bre- vi convenevoli, concordiamo ora e luogo e così mi riceve nel suo luminoso e accogliente ufficio che si trova presso la ESI SUD, nota e affermata azienda catanzarese, che offre consulenza tecnica e servizi integrati alle imprese private e pubbliche. Dopo essermi seduto, sollecitato dal suo gentile invito ad accomodarmi, non ho esitato a rivolgergli la prima inevitabile domanda: Dott. Cavallaro, lei è un noto e apprezzato imprenditore, cosa l’ha spinto a scendere in campo nel mondo della politica? «La mia esperienza lavorativa si è svolta fino a questo momento, esclusivamente nel settore del privato, e prima d’ora non ho mai avuto la minima intenzione di scendere in campo nell’ambito politico. Ma negli ultimi tempi, qualcosa dentro di me è cambiato. Ero stanco di sentire le lamentele di coloro che ripetono di continuo, come un mantra, che il livello della politica è caduto in basso, che ai posti di comando ci sono sempre le stesse persone, le quali tuttavia non fanno assolutamente nulla per cercare di cambiare la situazione. Spinto probabilmente anche da queste motivazioni, lo scorso aprile, d’un tratto, ho iniziato CATANZARO MA G A Z I N E 12 N. 5 1 | F E B B R A I O | 2 0 1 8

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L'I N T E R V I S T A ad avvertire un forte desiderio di dedicarmi alla politica, dalla quale devo ammettere, sono stato sempre in qualche modo attratto. Credo che “lamentarsi”, ahimè, sia lo sport preferito dalla maggior parte di noi cittadini, e siamo anche molto bravi a manifestare il nostro disappunto quando qualcosa non va, ma poi, quando arriva il momento di “metterci la faccia”, come si suol dire, di rischiare in prima persona e impiegare il nostro prezioso tempo alla risoluzione di una problematica, siamo altrettanto abili nel defilarci. Sarebbe invece auspicabile che ognuno di noi si dedicasse con un po’ d’impegno alla comunità di cui fa parte. Io non sono nato a Catanzaro, ma sono profondamente innamorato del nostro capoluogo che considero “la mia città” a tutti gli effetti. Lei pensi che alcuni anni fa, quando ero un funzionario della Telecom, ho rifiutato un vantaggioso avanzamento di carriera, che avrebbe comportato per me, com’è facile intuire, anche un aumento di stipendio, perché l’incarico propostomi prevedeva tra le condizioni il trasferimento, in un’altra località. Mi crede se le dico che pur di non partire ho preferito addirittura lasciare quell’azienda? Oggi posso dire di non essermene affatto pentito. Ora ho deciso di mettere a disposizione la grande esperienza che ho maturato nel campo imprenditoriale, e sono certo che riuscirò a dare il mio fattivo contributo alla comunità. Ho quindi accettato di buon grado il compito di gestire gli importanti assessorati che mi sono stati affidati». Prima d’ora ha svolto altri incarichi istituzionali? «Mai. Appena laureato ho insegnato nelle scuole, ho lavorato in aziende private, ho svolto incarichi in collegi sindacali e in consigli d’amministrazione e sono stato un funzionario per dieci anni presso la Telecom. La mia carriera è stata caratterizzata da numerose esperienze, ma tutte concretizzate sempre e solamente nel privato». Può spiegarci in cosa consiste il suo ruolo in seno alla giunta comunale? «Il mio ruolo sarà quello di occuparmi di tutte problematiche legate all’igiene, all’ambiente e allo sport, e più precisamente ho ricevuto le deleghe alla promozione dello sport, impiantistica sportiva, ambiente e ciclo dei rifiuti, parchi e giardini». Cosa caratterizzerà il suo mandato? «Quando il mio mandato giungerà alla sua naturale conclusione, spero con tutto il cuore che la gente si ricordi di me e di quello che ho fatto. Non essendo un politico nel vero senso della parola, credo nei risultati tangibili. Le assicuro che entusiasmo e dedizione, caratterizzeranno sempre il mio operato». A cosa sta dando priorità? «Voglio assolutamente migliorare il servizio della raccolta differenziata. Sono però cosciente del fatto che, purtroppo, si potranno ottenere dei risultati significativi solo quando noi cittadini per primi, impareremo a differenziare. Durante le ultime feste natalizie abbiamo assistito ad un vero e proprio scempio: rifiuti di ogni tipo sono stati gettati in qualsiasi ora del giorno e della notte, e in qualsiasi posto. Le persone che assumono una simile e disdicevole condotta, sono poi magari le stesse che, anche esprimendosi attraverso i social, alimen- tano polemiche lamentandosi dell’inefficienza del Comune. Questo malcostu- me imperante, ci ha costretto a richiedere un maggior sacrificio alla SIECO, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti, e che si è resa immediatamente disponibile. Mi permetta di cogliere l’occasione per ringraziare questa azienda e principalmente i suoi collaboratori per il grande impegno dimostrato in queste settimane di festa». Rimanendo nell’ambito della differenziata, com’è stata la risposta dei cittadini rispetto a questo nuovo sistema di raccolta dei rifiuti? «Nonostante tutto, devo dire la risposta è stata in linea di massima positiva, anche se è bene precisare che una parte della popolazione è stata più recettiva dell’altra. Insomma, per dirla tutta, alcuni ignorano completamente le disposi- zioni contenute nelle normative di settore!». Ci sono quindi zone che hanno risposto meglio di altre? «Le confermo che la maggioranza dei cittadini, conferisce i propri rifiu- ti, con la dovuta correttezza, ma per altri, mi scusi il gioco di parole, c’è un vero… “rifiuto” ! È mia abitudine svegliarmi molto presto, e nelle prime ore del mattino, mi trovo già fuori casa. Questa mia consuetudine, mi ha permesso di constatare come sia una vera e propria realtà l’esistenza di zone, intese come vie, dove il conferimento è corretto e la pulizia regna sovrana, mentre ve ne sono altre dove c’è chi crede di poter fare quello che gli pare e scarica di tutto in ogni angolo. Ma per quest’ultimi sono in arrivo tempi duri, perché a parte le “foto-trappola”, già in vigore, stiamo addestrando il personale addetto al con- trollo, che prima sarà impegnato a formare e informare, e poi inevitabilmente a sanzionare». Quali sono i problemi urgenti da affrontare per rendere Catanzaro fi- nalmente competitiva in questo settore? «Crediamo fermamente che il cammino intrapreso sia quello giusto, ma ancora c’è molta strada da fare. Non disperiamo, perché ci sono margini di mi- glioramento e la SIECO, come ho già messo in evidenza, si è resa ampiamente disponibile. Saremo fermi e risoluti, e non guarderemo in faccia nessuno, ma prima di prendere delle iniziative, che se necessario saranno anche drastiche, trovo che sia importante informare meglio i cittadini, perché a mio avviso, an- cora il messaggio non è stato recepito al 100%. È prevista anche la realizzazione di “ isole ecologiche” per il conferimento pubblico, ma la loro localizzazione va studiata per bene, perché non devono essere invasive e non devono deturpare l’ambiente. A breve aprirà un centro di raccolta, che sarà sito in viale Magna Graecia, dove un tempo avevano sede i Mercati Generali. A questo punto c’è solo da chiedersi quale sarà la risposta del cittadino. Noi faremo di tutto per formare ed informare dettagliatamente la cittadinanza, ma poi passeremo alla sanzioni. Mi preme comunque evidenziare che gli attuali risultati sono comun- que lusinghieri, non possiamo certo dire che la nostra sia una città sporca, anche se ci sono ancora importanti obiettivi da raggiungere». Parliamo della sua delega allo sport. Cosa è previsto in questo ambito in un prossimo futuro? «In futuro ho intenzione di favorire le attività sportive del capoluogo stando vicino alle associazioni stesse, ma ritengo sia opportuno regolamentarle, anche mediante l’istituzione di un vero e proprio albo. Per ottenere patrocini ed eventuali contributi, sarà necessario essere muniti di un certo numero di requisiti e sarà indispensabile che vengano proposte attività sportive utili alla collettività. Inoltre si vuole anche che siano principalmente rivolte ai giovani». (...) (segue a pag. 36) m N. 5 1 | F E B B R A I O | 2 0 1 8 13 C A T A N Z A R O MA G A Z I N E

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LA C U C IN A D I C A M I L L A ■■■ Come molti telespettatori avranno notato, la trasmissione televisiva “La Cucina di Camilla”, da qualche tempo, ha arricchito il suo titolo con l’aggiunta della dicitura “in tour”: le puntate quest’anno saranno girate non solo all’interno degli studi televisivi di Esperia Tv, ma anche nelle località più suggestive della Calabria, alla scoperta di ricette, tradizioni, personaggi e bellezze naturali. Durante l’appuntamento dedicato al capoluogo calabrese, le telecamere del programma sono giunte davanti al Complesso Monumentale del San Giovanni, per “fare irruzione” nella “Galleria Arte dell’Abbandono”. Questo luogo ricco di fascino è lo studio del professor Saverio Rotundo, detto “U Ciaciu”, il geniale artista catanzarese famoso nel mondo per le sue meravigliose sculture in ferro realizzate con materiali abbandonati. Nato nel 1923, il maestro di- ■■■ Incontro con il maestro Saverio Rotundo, geniale artista catanzarese, molto famoso per le sue meravigliose sculture in ferro, realizzate con materiali abbandonati a cura di SABRINA MANTELLI e CAMILLA PAVONE "U CIACIU" mostra fin da giovanissimo uno straordinario talento come scultore, e da autodidatta, coltiva la sua passione per l’arte contemporanea. Solo in età adulta, quando la sua attività produttiva ha già dato i suoi frutti, si iscrive all'Accademia di Belle Arti, presso la quale frequenterà tutti i corsi, per poi conseguire il diploma. Grazie al suo originale modo di interpretare il processo creativo, diventa l’ideatore della cosiddetta “arte dell’abbandono”, legata al recupero: inizia a costruire opere utilizzando oggetti di scarto, come scatole di latta, ingranaggi, ferri vecchi gettati nella spazzatura, manichini ed elettrodomestici, che raccoglie girovagando spesso anche di notte, per le vie di Catanzaro. E che accumula principalmente nel suo laboratorio sito nel centro storico. Nascono così sculture e installazioni di ogni genere che spesso trovano collocazione lungo le strade cittadine, come ad esempio “La Musa Guida”, fatta con ferri di cavallo, candele di autovetture e cerchioni, per molto tempo alloggiata presso una delle rotatorie, in prossimità di uno degli svincoli della statale 106 di S. Maria. Queste creazioni, con le quali partecipa a eventi culturali in tutta Europa, gli permettono di essere conosciuto e apprezzato in Italia e all’estero, e di ricevere numerosi premi sia a livello nazionale che internazionale. I suoi meriti artistici, spesso messi in discussione in passato, attualmente sono riconosciuti ovunque. Oggi, davanti alla galleria, si possono leggere su di un cartellone le parole con cui “il nostro mago del ferro” è stato omaggiato da Vittorio Sgarbi. “Saverio è la cosa più fantasiosa di tutta la Calabria… Lui è l’ultima delle meraviglie. Il Barocco che non c’è stato in Calabria l’ha inventato Saverio…” Al termine delle riprese per il programma, io e Camilla abbiamo intervistato l’artista. Maestro Rotundo, lei è anche conosciuto come “U Ciaciu”, o “Il Ciacio”. Da dove nasce il suo celebre soprannome? «È legato a un episodio che riguarda mio padre… Francesco Rotundo, questo era il suo nome, era stato appena congedato dal servizio di leva, e stava rientrando in Calabria, quando i carabinieri CATANZARO MA G A Z I N E 14 N. 5 1 | F E B B R A I O | 2 0 1 8

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LA C U C IN A D I C A M I L L A fermarono il treno su cui viaggiava, comunicando in anteprima che era scoppiata la prima guerra mondiale. Fu richiamato alle armi, ma scappò dal convoglio, e raggiunse Catanzaro. Poco tempo dopo i gendarmi lo cercarono a casa sua, presso la “scesa gradoni”. In città non si sapeva ancora nulla del conflitto, perché i giornali allora uscivano ogni 15 giorni! Mio padre fuggì nuovamente, e mentre correva, salutava affannosamente chiunque incontrasse: “Ciao, ciao, ciao… parto, parto… siamo in guerra”. Ma non fu creduto da nessuno. “Cicciarello è uscito pazzo!”: era questo il commento degli amici, che ben presto si dovettero ricredere. Da quei “Ciao, ciao” ripetuti, nacque il soprannome “il Ciacio”, assegnato a mio padre, e poi ereditato da me». Quando è nata la sua passione per l’arte? «A circa dodici anni ho iniziato a frequentare la «Mi ha sempre affascinato perché è un animale selvatico. Il primo cavallo che ho realizzato è stato un destriero con la testa umana. Uno dei miei professori dell’Accademia, mi chiese il suo significato. E io gli dissi che la mia opera voleva ricordare che l’aratro è trascinato dall’uomo, non dal cavallo: questa risposta mi fece guadagnare un voto più alto». Com’è nata l’idea di raccogliere materiali di rifiuto e trasformarli in opere artistiche? «Ho iniziato a farlo perché vedevo in giro persone che credevano di essere dei “padreterni”, capaci di realizzare capolavori. Ma l’arte è fatta anche di umiltà e di semplicità, e io ho voluto dimostrarlo, costruendo le mie opere con ciò che trovavo in giro per caso». Nella "Galleria Arte dell’Abbandono", sono conservati gli oggetti di scarto che ha raccolto festazione detta la “Settembrata Anacaprese”. Lì ho esposto alcune mie opere, come la scultura in rame e ferro “Il Calciatore agguerrito”, e ho incontrato Arnaldo Pomodoro. Siamo diventati amici e mi ha anche regalato uno dei suoi quadri. Ma tra noi non sono mancati i momenti goliardici: una sera, durante una cena, ha pensato bene di “incoppolarmi” sulla testa un’enorme scodella con dentro un’insalata di pomodoro!». Vittorio Sgarbi ha di recente visitato il suo studio. Cos’è avvenuto durante questo incontro? «L’ultima volta che è stato qui, ha portato via con sé la mia statua di Mussolini… oltre a un bel po' di funghi! - ride divertito - La mia opera “Pietà per Mussolini”, è stata scelta per l’EXPO 2015, e Sgarbi poi l’ha portata a Salò (N.B. Il MuSa, Museo di Salò, ha ospitato fino al mese di novembre 2017 l’e- Sulla pagina facebook “La Cucina di Camilla” troverete il link per vedere la puntata di cui il Maestro Saverio Rotundo detto “U Ciaciu” è protagonista. “La Cucina di Camilla” vi aspetta sul prossimo numero di Catanzaro City Magazine, con nuovi ospiti e ricette originali... Avanti tutta! bottega di un fabbro chiamato Pullano Carmine, in via De Grazia. È da lui che ho imparato a lavorare i metalli. E fin da subito ho sentito che io, il ferro, l'avevo “nel sangue”! Un giorno il commendatore Cafasi, vedendo le mie sculture, disse al mio maestro: “Carminè, questo ti supera, è bene che tu lo sappia”! Eppure, il primo anno, sono stato bocciato all’Accademia di belle Arti - prosegue sorridendo, mentre a noi verrebbe proprio da esclamare: “Nemo profeta in patria”! - ora invece due dei miei lavori sono esposti al Complesso Monumentale del San Giovanni». In molte delle sue opere ha raffigurato un cavallo. Cosa rappresenta per lei questo animale? negli anni… «E ancora adesso li raccolgo… ecco, in tasca… ne ho la testimonianza! - il maestro Rotundo a questo punto ci sorprende, estraendo da una delle sacche della sua giacca una lattina di Pepsi-Cola L’ho presa stamattina, mentre aspettavo l’autobus. La userò per realizzare uno dei miei pannelli fatti con le lattine vuote pressate…». Durante la sua lunga carriera, ha conosciuto molti artisti internazionali. Ha stretto amicizia con qualcuno di loro? «Oltre a Mimmo Rotella, che era molto legato a me, ho conosciuto tanti celebri artisti, specie nell’isola di Capri, dove ogni anno si svolge una mani- sposizione del “Museo della Follia. Da Goya a Bacon”, una mostra itinerante a cura di Vittorio Sgarbi, in cui era presente l’opera del Ciacio). Adesso è ancora in giro per l’Italia... e aspetto solo che ritorni!». Forse non tutti lo sanno, ma negli anni ottanta si è presentato alle elezioni per diventare consigliere comunale: come ricorda questa esperienza? «Non ce l’ho fatta per soli tre voti, ma il mio comizio è stato davvero simpatico, pensate che c’è chi l’ha addirittura registrato! “Da voi non pretendo la vittoria, perché non è degli uomini ma di Dio! ”: queste parole facevano parte del mio discorso. Ed è ciò che penso tuttora. Io non pretendo nulla da Catanzaro, è la mia terra e la porto nel cuore». ● N. 5 1 | F E B B R A I O | 2 0 1 8 15 C A T A N Z A R O MA G A Z I N E

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