L'arte del coro dicembre 2017

 

Embed or link this publication

Description

Numero dicembre 2017

Popular Pages


p. 1

L’Arte del Coro Quadrimestrale di coralità, arte e cultura dell’Associazione Corale “Benedetto Marcello” anno III – n. 3 – dicembre 2017

[close]

p. 2

L’ARTE DEL CORO Quadrimestrale di coralità, arte e cultura fondato da Maria Teresa Carloni Anno III – n. 3 – dicembre 2017 Direttore della Rivista Luigi Ciuffa Direttore Artistico Giancarlo Catelli Redazione Tutti gli associati Hanno collaborato a questo numero: Alessandra Carloni Giovanni Carosi Loredana Errigo Chiara Felice Alfreda Incelli Augusto Livieri Federica Stacchi Associazione Corale “Benedetto Marcello” www.coralebenedettomarcello.it mail: info@coralebenedettomarcello.it 2

[close]

p. 3

Sommario EDITORIALE DI LUIGI CIUFFA LA MUSICA NELLE ARTI FIGURATIVE ICONOGRAFIA MUSICALE: IL BAROCCO DI ALESSANDRA CARLONI 4 6 LA CAPPELLA MUSICALE DI SAN TOMMASO A LIPSIA LA STORIA DELLA CHIESA DI SAN TOMMASO DI GIOVANNI CAROSI SAN TOMMASO A LIPSIA, STORIA E ARCHITETTURA DI CHIARA FELICE LA MUSICA SACRA NELLA LITURGIA LUTERANA TEDESCA DI LOREDANA ERRIGO E AUGUSTO LIVIERI LA MUSICA, IL CORO E GLI ORGANI NELLA CHIESA DI SAN TOMMASO DI ALFREDA INCELLI LA SCUOLA DI SAN TOMMASO E IL THOMANERCHOR DI GIANCARLO CATELLI JOHANN SEBASTIAN BACH A LIPSIA DI GIANCARLO CATELLI 10 12 15 18 21 25 UN MUSICISTA DA RICORDARE JOHANN KUHNAU DI FEDERICA STACCHI JOHANN KUHNAU - “TRISTIS ES ANIMA MEA” DI LUIGI CIUFFA 29 31 LO SAPEVATE CHE… LA NOMINA DI JOHANN SEBASTIAN BACH A LIPSIA, 1723 DI FEDERICA STACCHI LA CASA – MUSEO DI BACH A LIPSIA DI ALESSANDRA CARLONI CASA MENDELSSHON A LIPSIA DI ALESSANDRA CARLONI 35 37 39 3

[close]

p. 4

A MARIA TERESA EDITORIALE di Luigi Ciuffa Siamo ormai giunti alla pubblicazione dell'ultimo numero dell'anno 2017 e sorge spontaneo presentarne un bilancio, specie se si considera che è il primo anno in cui è venuta a mancare la fondatrice della rivista, la nostra cara Maria Teresa. Tuttavia, come dissi già nel momento in cui ne assunsi la direzione, la via da lei tracciata ha permesso di continuare l'opera con buoni risultati, anche se sono naturalmente i lettori a giudicarne l’efficacia. Certamente un grande ringraziamento va a tutti i membri della redazione, che hanno lavorato con entusiasmo, costanza ed 4 impegno. Nel contempo, esprimo l'auspicio di continuare tutti in questo lavoro con dedizione, spirito di ricerca e desiderio costante di miglioramento, per raggiungere risultati sempre più gratificanti. In questo numero, oserei dire forse più ricco del solito, l'argomento centrale è la Cappella musicale di S. Tommaso a Lipsia e dunque l'opera di J. S. Bach nel fecondo periodo in cui ne fu Kantor. L'approfondita trattazione prettamente musicale è integrata e completata, come al solito, dagli interessantissimi articoli sulla storia, l'architettura, l'arte in genere del periodo e la liturgia

[close]

p. 5

luterana, che è alla base della maggior parte della produzione musicale sacra di Bach e dei musicisti tedeschi in genere. È d'obbligo inoltre un breve resoconto sulla 26° edizione della Rassegna Corale "Sui colli di Roma", organizzata dall'Associazione Corale Benedetto Marcello e dedicata a Maria Teresa Carloni, svoltasi sabato 21 Ottobre u.s. presso la Chiesa Nostra Signora di Coromoto a Roma. Hanno partecipato l'Ensemble vocale "Canto ergo sum" di Spoleto, diretta dal M° Mauro Presazzi ed il “Nuovo Ensemble Vocale” di Roma diretto dal M° Antonio Rendina, che si è avvalso all'organo della preziosa collaborazione del M° Federico Vallini. Il numeroso pubblico presente, tra cui i maestri Teresa Procaccini e Valentino Miserachs, ha potuto assistere ad esecuzioni musicali di buon livello, che hanno spaziato dall'epoca rinascimentale a quella moderna e contemporanea. Al termine, i cori riuniti hanno eseguito il Cantate Domino del M° Miserachs, diretti dall'autore stesso. E' stata senza ombra di dubbio una piacevole serata all'insegna della buona musica e dell'amicizia, nel ricordo di Maria Teresa Carloni. Impeccabile l'organizzazione della rassegna a cura dell'Associazione e molto naturali ed amabili le conversazioni prevalentemente a carattere musicale nel dopo concerto, che si sono instaurate tra direttori, coristi e coloro del pubblico che hanno inteso esprimere il loro apprezzamento ai musicisti. Si apre dunque un nuovo anno e già vi sono idee per intraprendere iniziative di cui nei prossimi numeri daremo certamente conto; vi informo in anteprima che a giorni il sito dell’Associazione Corale Benedetto Marcello sarà rinnovato nella veste grafica a cura di Alfredo Genco, che ringrazio per il lavoro svolto, e vi invito a visitarlo per rimanere al corrente delle nostre prossime iniziative. Buon anno! Un momento della 26° edizione della rassegna con i gruppi vocali riuniti “Canto ergo sum” e “Nuovo Ensemble vocale” diretti dal M° V. Miserachs 5

[close]

p. 6

LA MUSICA NELLE ARTI FIGURATIVE ICONOGRAFIA MUSICALE: IL BAROCCO di Alessandra Carloni Il termine Barocco viene applicato all'arte che, nel periodo storico dal ‘600 alla metà del ‘700, si distaccò dal manierismo della fine del cinquecento per assumere caratteri nuovi, determinando una profonda trasformazione della sensibilità e gusto del passato. Difficile racchiudere un periodo così lungo in poche righe sia nella pittura sia nella scultura sia nell’architettura, ma concepire il Barocco nell'ambito musicale come un periodo è una semplificazione certamente estrema, e presenta delle evidenti limitazioni e una serie di problematiche determinate dall'ampia serie di generi, stili, tecniche compositive ed esecutive che si sviluppano nel corso di circa centocinquanta anni. Sappiamo che la scoperta della stampa ha permesso che giungessero a noi sia trattati musicali, sia partiture che ci testimoniano l’evoluzione musicale nel tempo, rendendo lo strumento iconografico mera conferma di conoscenze diversamente acquisite e quindi anche questo scritto sull’iconografia nel periodo barocco avrà un taglio diverso. Abbiamo visto nell’articolo precedente che l'evoluzione di maggior rilievo che si verificò nella storia della musica tra il 1400 ed il 1600, testimoniata sia nella pittura sia nella scultura di quel periodo, fu l'emancipazione della musica strumentale dalla musica vocale. Esaminiamo ora, da qualche esempio di arte barocca, come evolve la musica in quel periodo. Caravaggio: il suonatore di liuto 1597 Ecco Caravaggio: “Il suonatore di liuto” del 1597. Tralasciando quanto concerne l’uso dello spazio, del colore, e quant’altro proprio della storia dell’arte, la prima cosa che appare evidente di profonda rottura con le immagini studiate in precedenza è il soggetto: non ci troviamo più ad analizzare figure musicali inserite nella narrazione di 6

[close]

p. 7

un evento, ma l’evento” è la figura musicale. La musica non è parte della rappresentazione, ma è “la rappresentazione”. E non fu solo Caravaggio nel XVII secolo a rappresentare il suonatore di liuto: anche, ad esempio, Bernardo Strozzi e l’olandese Franz Halz nelle opere che seguono. Il suonatore di liuto: a sin. Bernardo Strozzi, a ds. Franz Halz Non è quindi un caso la rappresentazione del musicista e del suo strumento. Ma non solo. Il musico non è più un angelo né un religioso, il musico veste gli abiti civili in uso nelle corti. Già nelle corti rinascimentali abbiamo la presenza dei musicisti di corte, da questi quadri capiamo che qualcosa è cambiato, il musicista ha raggiunto una propria “dignità” tanto da divenire soggetto di un quadro. Nel periodo barocco si suona ovunque (nelle chiese, nelle scuole, nelle case e nei palazzi, nelle piazze e nei giardini), e il luogo più tipico dove si esegue e si ascolta musica è la corte. La giornata di re e principi è accompagnata dalla musica: dal risveglio alla toilette, dalla vestizione al saluto dei cortigiani, dal pranzo alla visita di qualche illustre ospite, non mancano mai i “musicisti” che accompagnano i vari momenti della vita a corte. Vermeer: sin. la suonatrice di chitarra 1672, ds la lezione di musica 1662 7

[close]

p. 8

Ed ecco la musica anche nella vita quotidiana: numerosissimi sono i quadri di Vermeer in cui la musica fa da protagonista: la Suonatrice di chitarra del 1672 e la Lezione di musica del 1662 ne sono esempio. Ma torniamo al “Suonatore di liuto” di Caravaggio. Dai primi strumenti a corda pizzicata della famiglia del liuto, che abbiamo visto accennati da Masaccio alla metà del 400 nella Madonna col Bambino, in Caravaggio il liuto è ritratto con estrema precisione così come gli altri strumenti e il verginale che riproduce la partitura di un madrigale di Francesco de Layolle intitolato “Lassare il velo”. Stessa cura nel riprodurre lo strumento musicale e la partitura la troviamo nel “Riposo durante la fuga in Egitto”, del 1595 sempre di Caravaggio. Infatti, nello spartito tenuto in mano da Giuseppe durante l’esecuzione dell’angelo con violino e archetto, è stata identificata la partitura di un motivetto del compositore fiammingo Noel Bauldewijn, basato sul testo del Cantico dei Cantici e intitolato "Quam pulchra es”. Caravaggio: Riposo durante la fuga in Egitto 1595 La cura nella rappresentazione degli strumenti musicali non credo possa essere solo attribuita alla diversa tecnica pittorica e al realismo introdotto da Caravaggio nella pittura. E’ infatti il ‘600 il periodo nel quale gli strumenti musicali vengono perfezionati vengono modificate le forme per rendere il suono più adatto alla sensibilità dell’epoca. Esaminiamo ora “Santa Cecilia con l’Angelo” di Carlo Saraceni, pittore contemporaneo del Caravaggio, dipinta nel 1610. Anche in questo quadro troviamo strumenti musicali ben rifiniti e dolcemente modellati, come il grande violone sorretto dall’angelo ed il liuto suonato dalla santa. Essendo la santa, protettrice della musica, degli strumentisti e dei

[close]

p. 9

cantanti, la scena dell’incontro di e perfezionamento delle più piccole Cecilia con l’angelo si tramuta in un viole da braccio, il soprano o violino, vero e proprio concerto, in cui la non senza l'influsso di certi santa è raggiunta dall’angelo mentre strumenti come la lira da braccio. Fu sta accordando un arciliuto, portato nel 600 ad alta perfezione attorniata da spartiti, un’arpa, tecnica ed estetica dai maggiori strumenti a fiato, un flauto ed un liutai del tempo in virtù delle sue violino. Un vero concerto di eccezionali possibilità virtuosistiche, strumenti musicali. Con del timbro purissimo, penetrante e l’emancipazione della musica dolcissimo, soppiantò in breve tutti strumentale dalla musica vocale, gli altri strumenti ad arco allora in gradualmente i musicisti uso, dando vita, a sua volta, a una s'appropriarono di tutti i generi delle famiglia (i moderni contrabbasso, forme vocali, violoncello, viola). senza limitarsi Al successo del unicamente alla violino musica da danza. contribuiscono Successivamente anche i grandi organisti e liutisti, liutai italiani, usando musica soprattutto scritta a diverse Stradivari. In Italia parti, destinate operano ciascuna ad essere grandissimi eseguita da un violinisti, fra cui singolo musicista, Arcangelo Corelli e le adattarono alle Antonio Vivaldi, speciali che hanno caratteristiche successo in tutta delle loro mani e Europa. dei loro strumenti, sviluppando così un proprio stile. Ma proprio la Carlo Saraceni: Santa Cecilia con l'angelo Gli strumenti, quindi nel periodo barocco, non sono soltanto "arnesi" creazione di diversi stili rese atti a plasmare il materiale sonoro, necessario lavorare per rendere gli secondo l'estro e il genio del strumenti esistenti funzionali alle musicista, ma possono essere anche nuove necessità musicali: ed ecco lo stimolo, attraverso il contributo che nel corso del 1600 gli strumenti della tecnologia e soprattutto della del periodo rinascimentale vengono tecnica dell'esecuzione, per a trasformarsi. L’esempio più determinare veri e propri fatti importante è il violino. linguistici nella storia Il violino nacque intorno alla metà dell'espressione musicale. del XVI secolo, come trasformazione 9

[close]

p. 10

LA CAPPELLA MUSICALE DI SAN TOMMASO A LIPSIA LA STORIA DELLA CHIESA DI SAN TOMMASO di Giovanni Carosi Chiese dedicate a San Tommaso al santo apostolo risale al XIII apostolo ne esistono tante sia in secolo (1212 – 1220) quando venne Italia che nel mondo. La più edificata una costruzione a fianco di importante è quella che si trova ad un convento di frati agostiniani, per Ortona, in Abruzzo, perché in essa custodire poche reliquie del santo. sono conservati i resti del corpo del Nel XV secolo la chiesa venne Santo. Un’altra si trova in India completamente ricostruita in stile perché Tommaso, dopo la morte di rinascimentale barocco e Gesù, andò a portare solennemente il Vangelo al di fuori consacrata il 10 aprile del mondo romano. del 1496. Arrivò nell’India L’attuale impronta meridionale nell’anno neogotica le venne 52 d.C. e dopo una conferita nel 1869 ventina d’anni di quando l’architetto predicazione fu Costantin Lipsius martirizzato. In quei rifece completamente luoghi fu edificata la facciata. Il 4 Marzo una chiesa che è del 1943 Lipsia venne stata elevata pesantemente addirittura al rango di bombardata dagli Basilica minore da Alleati e la Papa Pio XII nel Thomaskirche venne 1956. Oggi è la chiesa cristiana più gravemente danneggiata. Dopo la importante dell’arcidiocesi L’Apostolo San Tommaso sull’opuscolo fine della guerra fu di della Thomasschule completamente Madras nella città di ristrutturata e la Chennai ed è meta di pellegrinaggio. facciata ridisegnata, pur Ma noi vogliamo qui conoscere mantenendo inalterati i tratti della meglio un’altra chiesa dedicata a tradizione gotica. San Tommaso, quella che si trova a Nel 1519 in pieno periodo di Lipsia, in Germania. Non già perché cambiamenti storici all’interno dello dedicata al santo che non credeva mondo cattolico, nella nostra chiesa se non toccava con mano, ancorché tenne un importante discorso, al suo interno siano venerate alcune durante la festa di Pentecoste, sue reliquie, ma perché qui è proveniente dalla vicina Eisleben, cresciuto artisticamente uno dei più Martin Lutero. Di lì a poco, dopo la grandi compositori di musica, definitiva affermazione della riforma Johann Sebastian Bach. luterana, la chiesa di San Tommaso La chiesa ha origini molto antiche. divenne luogo di culto protestante La prima struttura storica dedicata luterano. Ma veniamo al vero motivo

[close]

p. 11

della fama della chiesa di San Tommaso: Johann Sebastian Bach, il suo direttore musicale dal 1723 al 1750. Alla sua morte fu sepolto nel cimitero di San Giovanni e nel 1894 le sue spoglie vennero spostate nell’omonima chiesa; in seguito ai bombardamenti su Lipsia della II guerra mondiale la chiesa venne rasa al suolo e nel 1950 la tomba venne collocata finalmente nella chiesa di San Tommaso. La scelta di affidargli il prestigioso incarico fu in realtà un ripiego dopo che nel 1722 il candidato vincitore abbandonò il posto pochi giorni dopo la sua assegnazione. Bach venne nominato l’anno successivo dopo che il nuovo vincitore aveva a sua volta declinato l’offerta tanto che uno dei membri del Consiglio municipale, deputato a selezionare il nuovo Thomaskantor (direttore musicale della chiesa di San Tommaso) affermava “dal momento che non abbiamo potuto ottenere il meglio, ci siamo accontentati di una soluzione mediocre”. In realtà Bach, nel suo tempo, non era considerato un grande compositore. Era rimasto ai margini della grande musica tedesca ed europea limitandosi a ricoprire la carica di organista nelle varie corti tedesche. Pur tuttavia era un ottimo musicista, come ben sappiamo. Il ruolo di kantor era teso più verso la didattica che non verso la formazione musicale. Infatti proprio il fatto che il nostro non era particolarmente preparato nelle materie letterarie (non era laureato) fu uno dei motivi che ne fecero una seconda scelta. Il contratto, comunque, prevedeva la scrittura di cantate e mottetti a cadenza settimanale in riferimento alle funzioni religiose e per questo motivo il periodo alla Thomasschule fu particolarmente prolifico di cantate della tradizione liturgica ispirate alle letture bibliche delle messe domenicali. Tra le più importanti Bach scrisse per il Natale Il Magnificat mentre per il venerdì santo, la Passione secondo Matteo. Queste e tutti gli altri mottetti e cantate sono eseguiti ancora oggi dal coro della chiesa di San Tommaso che è uno dei più antichi al mondo essendo stato fondato nel XIII secolo. Sono migliaia i visitatori che ogni anno assistono alle funzioni religiose solo per ascoltare dal vivo e nel luogo dove venne concepita, la musica del grande Maestro. La chiesa di San Tommaso a destra e la scuola di San Tommaso al centro; stampa del 1735 (Wikipedia) 11

[close]

p. 12

LA CAPPELLA MUSICALE DI SAN TOMMASO A LIPSIA SAN TOMMASO A LIPSIA, STORIA E ARCHITETTURA di Chiara Felice La chiesa di San Tommaso nel centro di Lipsia vista dell’abside posteriore (foto G. Catelli) STORIA E FONDAZIONE Inquadramento planimetrico generale della chiesa di S. Tommaso (Google Maps) Quando attorno al 1160 d.C. furono poste le fondamenta della futura Chiesa di S. Tommaso, la cittadina di Lipsia aveva da poco acquisito da Otto the Rich il privilegio sul 12 mercato per un raggio di oltre 7.5 km. Si istituì così la fiera millenaria interrotta solo con le guerre mondiali che portò Lipsia ad essere una delle città più vivaci della Sassonia e della Germania, in virtù della posizione strategica per il commercio come punto nodale tra la Via Regia e la Via Imperii. Il precedente sito religioso venne dedicato a San Tommaso apostolo con la costruzione di una nuova chiesa tra il 1212 e il 1220 nella quale furono poste alcune reliquie del Santo e dell’annesso convento dei padri Agostiniani. In questo primo periodo l’edificio presenta caratteristiche romaniche perdute poi con il passare dei secoli: già nel

[close]

p. 13

1355 l’altare romanico veniva sostituito da un più moderno altare gotico, fino ad arrivare grossomodo alla struttura gotica odierna completata alla fine del XV secolo, ad eccezione del campanile settecentesco. Lipsia accresce ancora la propria egemonia sulla regione: alla fine del XV secolo vanta tre fiere l’anno ed un diritto di mercato su oltre 25 km di raggio. Si afferma anche come centro culturale: nel 1409 viene fondata l’università di Lipsia, tra le più antiche d’Europa. Aderendo alle idee di Lutero, che a San Tommaso pronunciò la nota omelia della Pentecoste nel 1519, la chiesa venne convertita da cattolica a protestante nel 1539 LA PLANIMETRIA E L’INTERNO situato circa a metà della navata principale. L’altare, istallato nel ’93, è l’originale altare gotico della chiesa di S. Paolo, distrutta nel 68 dal regime comunista. Planimetria; la sezione scura piena rappresenta il matroneo (Wikimedia) La morfologia attuale dell’edificio si compone di una grande sala divisa in 3 navate da pilastri ottagonali che individuano 8 campate spazialmente equivalenti tra loro, gerarchizzate dalle diverse trame delle volte, composte da elaborate crociere; le navate minori sono ulteriormente scandite da un matroneo posto a circa un terzo della loro altezza. La navata principale è completata poi da un profondo coro terminante con abside poligonale, dove riposano le spoglie di Bach. Altro elemento degno di nota è il pulpito neogotico Particolare della struttura delle volte a crociera (Dreamstime.com) IL PROSPETTO ESTERNO Sebbene la struttura della Chiesa si possa assimilare a quella di fine 500, il suo aspetto ha subito ancora molti cambiamenti nel corso del tempo, talvolta per cambiamenti nel gusto artistico, talvolta in accordo alle vicende storiche della stessa cittadina. Nella seconda metà dell’800, con la soppressione dell’annesso convento, S. Tommaso diventa parrocchia autonoma e inizia un processo di rinnovamento dell’esterno. Vengono sostanzialmente eliminate le decorazioni rinascimentali e barocche sostituite da un impianto neogotico ad opera dell’architetto Constantin Lipsius. La chiesa è 13

[close]

p. 14

fortemente caratterizzata, oltre che dal portale neogotico già citato e dal campanile alto 68 metri, dai forti spioventi della copertura: con i loro 63° di inclinazione, sono tra i più inclinati della Germania! Lipsia alla fine della guerra, 1948 (Wikipedia) A partire dal XX secolo, in virtù delle emissioni sulfuree delle vicine miniere di carbone nonché altri inquinanti l’aspetto delle decorazioni scultoree e persino i dipinti gotici interni si deteriorarono fortemente. Durante la seconda guerra mondiale Lipsia, snodo centrale nella linea ferroviaria tedesca nonché sede di diverse fabbriche di aeroplani, fu bombardata più volte sia dagli inglesi che dagli americani. Con il bombardamento alleato del 4/12/43 l’edificio fu gravemente danneggiato: vennero interessate la torre, la copertura e la facciata che subirono dunque ulteriori rimaneggiamenti e ricostruzioni. In virtù degli enormi danni di guerra (oltre 140000 cittadini rimasero senza abitazione) nel 1950 le spoglie di Bach furono spostate dalla precedente S. Giovanni (ormai distrutta) alla più stabile S. Tommaso. Fronte principale con vista sul portale neogotico (Google Maps) 14 Retro con vista sull’abside (Google Maps)

[close]

p. 15

LA CAPPELLA MUSICALE DI SAN TOMMASO A LIPSIA LA MUSICA SACRA NELLA LITURGIA LUTERANA TEDESCA di Loredana Errigo e Augusto Livieri Martin Lutero, L. Kranach, 1529 "Ho sempre amato la musica [...]. La musica è un dono sublime che Dio ci ha dato, ed è simile alla teologia. Non darei per nessun tesoro quel poco che so di musica" (Lutero, dalla lettera a Ludwig Senfl, 4 ottobre 1530). La riforma di Lutero non consistette soltanto nel dare nuove regole alla liturgia ma rivoluzionò anche il concetto di musica sacra. Tra l'inizio del Cinquecento e la fine del secolo successivo la Riforma della chiesa voluta da Martin Lutero inserì profonde innovazioni liturgiche alla ricerca di nuove impostazioni sul rapporto tra i fedeli e Dio: centralità della lettura e spiegazione della Bibbia, introduzione del volgare nella liturgia riformata (la traduzione della Bibbia in tedesco è uno degli esempi più famosi), utilizzo del canto da parte dell’intera assemblea dei fedeli; tranne poche eccezioni, infatti, il popolo di laici che assisteva alla Messa non partecipava al canto, se non in pochi responsori. L'uso del canto corale andava contro i canoni del cattolicesimo, che invece delegava l'esercizio della musica soltanto ai musicisti ed agli ecclesiastici (infatti i cori, come luogo architettonico all'interno delle chiese cattoliche, sono uno spazio separato rispetto a quello dei fedeli). Lutero, che da monaco agostiniano era stato un discreto musicista e direttore di coro, intuì l’importanza della musica come mezzo per memorizzare i concetti essenziali della fede anche per la grande massa di analfabeti; il canto sacro doveva cessare di essere uno spettacolo o un concerto offerto agli adepti da musicisti di professione, doveva diventare qualcosa di diverso, coinvolgere il cristiano in una attiva partecipazione. Lutero crea così un immenso repertorio di corali su testi tratti dalla Bibbia o creati da lui e dai suoi collaboratori. Le musiche hanno invece le provenienze più diverse: vengono dal gregoriano e dall’uso liturgico antico, ma anche da canzoni popolari profane, anche se spesso questi canti erano nati anche con intenti dissacratori e talvolta anche di stampo erotico, ma molto diffusi negli strati socialmente inferiori della popolazione (per spiegare questa scelta Lutero diceva che “non bisogna lasciare la bella musica al diavolo”). Si andò così formando e raccogliendo un repertorio di canti, 15

[close]

Comments

no comments yet