SUPPLEMENTO 65 AGRICOLTURA 2017

 

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Agricoltura di precisione

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I S UPPLEMENTI DI 65 il futudroiApègrierncicicosailmotunpreoa, A cura di Giancarlo Martelli – Agenzia Informazione e Comunicazione Giunta Regionale e di Giampaolo Sarno – Servizio Agricoltura sostenibile

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I S UPPLEMENTI DI 65 Agricoltura il futurdoièpirnecciasimonpeo, © Copyright Regione Emilia-Romagna - Anno 2017 Coordinamento redazionale Giancarlo Martelli - Agenzia Informazione e Comunicazione Giunta Regionale Distribuzione Agenzia Informazione e Comunicazione Giunta Regionale Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna tel. 051.5275440-5490 fax: 051.511100 www.agricoltura.regione.emilia-romagna.it E-mail: agricoltura@regione.emilia-romagna.it Foto di copertina Dell'Aquila, Crpa, Cooperativa Il Raccolto Stampa NUOVA CANTELLI Srl Via Saliceto 22/e-f - 40013 Castel Maggiore (Bo) tel. 051.700606 - fax 051.6328090 www.cantelli.net

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SOMMARIO 5 INTRODUZIONE La nuova frontiera delle tecnologie digitali simona caselli 6 Più ricerca e formazione per accelerare il decollo luigi sartori 11 Innovazione e sviluppo le priorità della Regione GIAMPAOLO SARNO 14 Il progetto More Farming per i servizi alle imprese ALVARO CROCIANI, LORENZO BALDACCI, LUCA DAL BELLO, GIAN LUCA BARCHI, RENATO CANESTRALE, CLAUDIO SELMI 18 Nuove soluzioni in stalla per l’alimentazione dei bovini Paolo rossi 23 All’azienda Res Uvae si studia la viticoltura sostenibile ottavio repetti 26 Aladin: piattaforma per l’irrigazione “differenziata” STEFANO ANCONELLI, TOMMASO LETTERIO, DOMENICO SOLIMANDO, ALESSANDRO NICOLI, RENZO VALLONI 29 QUANTO SI PUò RISPARMIARE NELLA COLTIVAZIONE DEL GRANO EROS GUALANDI, Cooperativa Il Raccolto

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introduzione La nuova frontiera delle tecnologie digitali SIMONA CASELLI Assessore Agricoltura, Caccia e Pesca - Regione Emilia-Romagna L’agricoltura di oggi e del futuro si trova davanti a sfide sempre più complesse e pressanti. La sfida della sostenibilità ambientale, con la necessità di ridurre gli apporti chimici ed energetici gliore efficienza e qualità delle produzioni, prevenendo gli inconvenienti e i problemi fitosanitari che possono insorgere quando si dà troppo o troppo poco nei momenti sbagliati. e le emissioni inquinanti; la sfida del cambiamento cli- La Regione Emilia-Romagna è impegnata in prima matico che impone misure di adattamento alle ondate linea in quella che si profila come una vera e propria di calore e un uso più efficiente della risorsa idrica; la rivoluzione agricola, in cui l’informatica e la tecnolo- sfida dei mercati, in un contesto globale di forte com- gia avanzata giocheranno un ruolo sempre più decisivo petizione e di crescente richiesta di prodotti di qualità nel facilitare e coadiuvare il lavoro in campo o in stalla. che diano garanzia sul piano della sicurezza alimentare. Questo impegno si esplica su più fronti: la formazione, Le nuove tecnologie digitali connesse con l’automa- per fornire gli strumenti conoscitivi necessari a sfruttare zione, la sensoristica e la raccolta e gestione di enormi al meglio le nuove tecnologie; l’innovazione, sostenen- quantità di dati colturali e di campo saranno strumen- do ricerche e progetti sperimentali, alcuni dei quali il- to essenziale per affrontare e lustrati in questo numero, che vincere queste sfide. Esse già saranno la base dell’agricol- ora consentono di sviluppare tura di domani; infine quello pratiche di coltivazione e di fondamentale della gestione allevamento adattate alle esi- dei big data e dei servizi infor- genze e ai bisogni della singola mativi di base per le aziende, pianta o del singolo capo ani- come ad esempio il servizio male, ottimizzando l’utilizzo agrometeo, ricercando la mas- degli apporti e dei trattamen- sima integrazione tra le reti di ti. Questo significa intervenire monitoraggio e i dati raccolti in modo differenziato e mira- dai sensori pubblici e privati. to, fornendo quanto serve nel Come dimostrano le pagi- momento che serve. ne che seguono, siamo già I risultati che si ottengono ben attrezzati per affrontare sono molteplici sul piano pro- le sfide del futuro e rendere duttivo, economico e ambien- l’agricoltura di precisione lo tale. Ridurre e ottimizzare standard di base del sistema gli input in funzione dei reali produttivo regionale, in gra- fabbisogni, da un lato ridu- do di garantire reddito alle Dell'Aquila ce i costi aziendali e i rischi aziende, qualità per i consu- di dispersione nell’ambiente, matori e sostenibilità ambien- dall’altro garantisce una mi- tale delle produzioni. 5

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Agricoltura di precisione, il futuro è in campo Più ricpeerrcaacecefolerrmaarzeioinl edecollo LUIGI SARTORI Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali, Università degli Studi di Padova Un modo di fare agricoltura basato sulla gestione della variabilità era ben noto nel passato, a dimostrazione di come le soluzioni proposte dall’agricoltura di precisione siano una risposta in chiave moderna a problematiche antiche. Lo dimostrano numerose testimonianze storiche, tra le quali quelle riportate di seguito costituiscono un chiaro e significativo esempio: «... chi vuole praticare l’agricoltura correttamente deve conoscere innanzitutto la natura del terreno. Chi infatti non sa ciò che il terreno può produrre, non può sapere né quello che deve seminare, né quello che deve piantare» (da Economico, Senofonte, IV secolo a.C.). E ancora: «Uno iugero di terreno, che vada concimato più abbondantemente, richiede ventiquattro carrettate di letame; se va concimato meno, ne bastano diciotto (…) uno iugero di terreno ricco richiede generalmente quattro moggi di frumento; se il terreno è mediocre, ce ne vogliono cinque (…). Io stesso non seguo sempre la misura che ho dato, perché si tratta di una cosa che varia con le condizioni del terreno e del clima e con l’epoca di semina». (da De re rustica, Lucio Giunio Moderato Columella, I secolo d.C.). Questa “precisione”, caratteristica dell’agricoltura millenaria, è stata negli anni persa anche per effetto della meccanizzazione che ha portato a un’inevitabile, grossolana, semplificazione della gestione degli appezzamenti, trattati finora in maniera pressoché uniforme, indipendentemente dalla dimensione e dalle loro caratteristiche podologiche. sCi ostma deilfafognedsteinodnoe ndeelllma ovnadrioa..b.ilità L’agricoltura di precisione è diffusa soprattutto nei Paesi in cui il settore agricolo è più avanzato, ma vi è una generalizzata mancanza di informazioni riguardante la sua reale diffusione in tutte le parti del mondo. Il maggior tasso di adozione attualmente si registra negli Usa, dove Coop Il Raccolto Diserbo presemina del grano su terreno sodo non lavorato 6

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molte di queste tecnologie sono state sviluppate per prime. Una recente indagine su un numero rappresentativo di concessionari e utilizzatori negli Stati Uniti riporta che le barre di guida sono state le prime ad essere adottate, già a partire dagli anni Duemila, e il trend della loro diffusione è attualmente stazionario, se non in leggero calo. Viceversa, per i sistemi di guida semi-automatica, più accurati e performanti, la crescita è stata esponenziale a partire dal 2009 proprio a scapito dei sistemi di guida più semplici e meno accurati, ed essi interessano attualmente oltre l’80% delle aziende. Anche il controllo delle barre, introdotto a partire dal 2009, ha conosciuto una rapidissima crescita e nel 2015 ha raggiunto una penetrazione del 74%. Ma se i sistemi di guida e il controllo automatico delle macchine operatrici americane sono in gran parte di serie e si sono diffusi così velocemente, il settore legato alla gestione agronomica della variabilità deve ancora dimostrare pienamente la sua convenienza e applicabilità. Se infatti la navigazione satellitare e i controlli meccatronici non richiedono l’intervento diretto dell’utilizzatore e consentono di ridurre i costi di produzione e lo spreco di prodotti chimici, la produzione di mappe che descrivono la variabilità (fattibile con le tecnologie dell'agricoltura di precisione) non significa necessariamente avere mappe per gestire tale variabilità, che richiedono specifiche conoscenze agronomiche e tecniche. Nel 2015, tuttavia, sempre negli Usa, si sono registrati significativi incrementi nella diffusione di tecnologie legate alla gestione della variabilità, non solo per quanto riguarda la raccolta di dati e informazioni, ma anche delle tecnologie legate alla distribuzione variabile dei prodotti (VRA). Nella raccolta dei dati, l’uso di immagini satellitari e la mappatura degli appezzamenti hanno avuto un notevole incremento fino a raggiungere una diffusione rispettivamente del 51% e del 41%. Relativamente stabili o leggermente in aumento e con minor diffusione sono l’uso di sensori geo-elettrici per la caratterizzazione del suolo e l’applicazione di sensori a riflessione per la determinazione di indici di vegetazione (rispettivamente 14% e 6%). I droni, apparsi più di recente, sono entrati nell’uso aziendale nel 16% dei casi. La distribuzione variabile dei fertilizzanti viene praticata od offerta da circa il 70% del campione sottoposto all’indagine, mentre la gestione dei prodotti fitosanitari e quella degli ammendanti è diffusa rispettivamente nel Dell'Aquila Display nella cabina di un trattore con sistema di guida assistita 27% e nel 60% dei casi. La distribuzione variabile delle sementi è in forte crescita e viene adottata dal 50% degli utilizzatori. ... e come sta crescendo in Italia Nel luglio 2015 il ministero delle Politiche agricole ha annunciato un piano nazionale per l’agricoltura di precisione, auspicando che l’Italia possa diventare «leader in Europa per l’utilizzo di queste tecnologie». Il primo settembre dello stesso anno è stato quindi costituito un Gruppo di lavoro (Crea, Enama, Cnr, Ispra, Università ed esperti regionali) con l’incarico di approfondire in maniera sistematica e unitaria le tematiche, per consentire lo sviluppo nel breve e medio periodo del settore che, come si legge nel decreto costitutivo, è «fattore decisivo per l’innovazione del settore agricolo e per la sostenibilità ambientale e la competitività dell’impresa agricola». Nel novembre successivo si è deciso di avviare una ricognizione del settore, lavoro di indagine da cui è nato un “Report sullo stato dell’arte in Italia”. Su queste basi, il gruppo di lavoro ha elaborato una bozza di Linee guida per il settore, bozza poi rivista e ora pubblicata sul sito del Mipaaf. Il documento sarà inviato alla Conferenza StatoRegioni e poi approvato dal ministero. Di fronte all’ampia offerta di tecnologie sul mercato italiano, praticamente simile a quello mondiale, la situazione nel nostro Paese rimane ancora nella prima fase di sviluppo per quanto riguarda la diffusione, a differenza di altri Paesi europei ed extra europei. Vediamo qual è la situazione, settore per settore. 7

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Agricoltura di precisione, il futuro è in campo Dell'Aquila Seminatrice di precisione La situazione settore per settore Mappatura delle produzioni - Le mietitrebbie con sistema di mappatura delle produzioni operanti oggi in Italia coprono orientativamente il 10% della superficie destinata alla cerealicoltura. Il 30% delle falciatrinciacaricatrici semoventi vendute ha sensori per monitorare la resa, l'umidità e qualità del prodotto trinciato. Il trend delle raccoglitrici con sistemi di mappatura è destinato ad aumentare sia per le mietitrebbie sia per le falciatrinciacaricatrici. Sistemi di guida con GNSS - È il settore driver, con la più ampia diffusione, in cui i volumi di affari sono attualmente i più alti. I kit di guida con barra e led luminosi da installare after market sono il 7-8% con tendenza stazionaria dal momento che molti utilizzatori abbandonano questo sistema per passare alla guida semi-automatica di tipo elettrico o idraulico. Per contro, i sistemi di guida semi-automatica venduti sui trattori nuovi registrano un sensibile aumento nell’ultimo triennio e la loro diffusione si aggira attorno all’1% di quelli venduti ogni anno (meno di 300 unità all’anno). Isobus - Attualmente non sembra ci siano stati incrementi significativi in questo campo, anche a causa della mancanza di competenza dell’utilizzatore medio italiano rispetto ai colleghi europei. Infatti, se alcuni dei maggiori costruttori di attrezzi dotati di protocolli standardizzati di comunicazione in Germania e Olanda installano l’Isobus su oltre il 45% delle macchine prodotte, in Italia ne è provvisto solo il 10% dei trattori delle fasce di alta potenza, mentre è presente solo nel 3-5% delle attrezzature. Queste percentuali sono tuttavia destinate a salire nei prossimi anni per gli effetti delle tecnologie in via di definizione disponibili a breve. Controllo automatico delle attrezzature - Nelle irroratrici i dispositivi per il controllo delle sezioni venduti 8

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Dell'Aquila Trebbiatura di precisione del grano nell’ultimo biennio after market sono circa 200 (6%), mentre tali dispositivi inclusi nelle nuove macchine si trovano in circa il 4-5% dei mezzi venduti annualmente. Solo il 10% degli spandiconcime (circa 150 unità all’anno) sono equipaggiati con sistemi meccatronici di controllo delle bordure, monitor e sistemi di trasmissione del moto non meccanici. VRA - La distribuzione a dose variabile (attraverso le mappe di prescrizione) viene applicata realmente da poche aziende in Italia e solo per quanto riguarda il controllo della concimazione, sia minerale sia organica. Qualche applicazione riguarda le semine con variazione della dose e la VRA basata su sensori on the go (radiometri principalmente). Per quanto concerne l’irrigazione sono attivi in Italia pochissimi impianti fissi e circa 15 irrigatori mobili in grado di effettuare irrigazione a volumi variabili. Servizi extra-aziendali - Si stima che nel prossimo futuro il volume d’affari previsto per le consulenze agronomiche e la fornitura di servizi possa superare quello dei sistemi di guida. Attualmente però le scarse informazioni disponibili permettono di valutare in circa 10mila ettari la superficie di suolo mappata con sensori geoelettrici o con misuratori di umidità a scopi irrigui. Difficilmente stimabile è quella coperta da sensori multispettrali per la determinazione degli indici di vegetazione, soprattutto nei settori orticolo e viticolo. Uno sviluppo chiave per il futuro utilizzo di immagini satellitari è il prossimo programma europeo “Copernico”, per il quale la fornitura di dati è completa, gratuita e aperta. La costellazione di satelliti Sentinel-2 ha una risoluzione di 10 metri, di interesse per la frequente copertura di estese zone agricole. Numerosi e con tendenza all’aumento sono infine gli studi di consulenza agronomica, gli spin-off e le start-up che offrono servizi differenziati, dal supporto alle decisioni alle ricognizioni aeree con droni. 9

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Agricoltura di precisione, il futuro è in campo Dell'Aquila Consolle semovente per diserbi e trattamenti La carenza di adeguate professionalità Uno dei fattori che più limitano la diffusione dell’agricoltura di precisione in Italia è riconducibile alla carenza di professionalità adeguate, in grado di coniugare la conoscenza di sistemi tecnologici complessi con una comprensione delle problematiche agronomiche e dell’agricoltura in senso lato. Mentre per la prima è necessaria una competenza in discipline che riguardano l’elettronica, l’informatica e l’ingegneria, per poter applicare con successo le tecnologie disponibili per l’agricoltura di precisione è indispensabile una formazione che permetta di avere gli strumenti per affrontare e gestire la complessità dei sistemi agrari, quindi prevalentemente agronomica. Le politiche perseguite negli scorsi decenni dalle ditte costruttrici, spesso multinazionali, sono state dominate generalmente da uno scetticismo sulle reali possibilità di sviluppo di un significativo mercato in Italia. Tale scetticismo è derivato da considerazioni sugli ostacoli strutturali, tipici dell’agricoltura italiana, in primis le limitate dimensioni aziendali, l’elevata età media e il basso livello d'istruzione degli agricoltori italiani. 10 Ciò ha portato le aziende a non investire sufficientemente nelle risorse umane, indispensabili per fornire un’assistenza tecnica adeguata e tempestiva agli agricoltori alle prese con tecnologie complesse, talvolta di difficile utilizzo e soggette (come tutte le tecnologie) a guasti e malfunzionamenti. D’altra parte la formazione, sia a livello di scuola superiore sia a livello universitario, non ha ancora costruito quelle figure di sintesi tra le competenze informatiche, elettroniche, ingegneristiche e quelle agronomiche che sarebbero richieste. Per concludere, attualmente esiste un enorme gap tra le soluzioni potenzialmente offerte dalle tecnologie e l’applicazione effettiva di queste tecnologie nella gestione dei sistemi colturali delle aziende agricole italiane. Per colmarlo è richiesto un considerevole investimento soprattutto in formazione, corretta comunicazione di contenuti e tecnologie (dimensionate per casi specifici), ricerca universitaria e non; quest’ultima fondamentale per progettare soluzioni adatte alle caratteristiche dei sistemi colturali italiani e per sviluppare una formazione che sia sempre aggiornata sulle innovazioni in un settore estremamente dinamico come quello dell’agricoltura di precisione.

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Innovazione e sviluppo le priorità della Regione GIAMPAOLO SARNO Servizio Agricoltura Sostenibile, Regione Emilia-Romagna Coop Il Raccolto Semina di precisione su terreno sodo non lavorato Il nostro sistema agroalimentare è basato sull’identità territoriale, con produzioni di eccellenza che nascono dalla combinazione di fattori unici come tradizione, condizioni ambientali e capacità imprenditoriali. In tale contesto la sfida da raccogliere riguarda la salvaguardia dei beni comuni come le risorse naturali, migliorando al tempo stesso l’efficienza d’uso dei fattori produttivi, per dare un vantaggio competitivo alle aziende. La gestione di un sistema complesso basato su fattori ambientali non controllabili e meccanismi biologici mette gli agricoltori di fronte alla necessità di appropriarsi degli strumenti della scienza e della tecnologia per migliorare la precisione e l’“intelligenza” del processo produttivo. Come sempre è la conoscenza a guidare il progresso e in questo caso si tratta di acquisire tutte le competenze necessarie ad adattare tecniche produttive sostenibili alle caratteristiche dell’azienda o di una sua parte, adeguandole alle condizioni di suolo e clima, alle esigenze delle colture o degli allevamenti, all’organizzazione aziendale (gestione sito-specifica). 11

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Agricoltura di precisione, il futuro è in campo EMILIA-ROMAGNA: AMBITI DEI PROGETTI DI RICERCA E SVILUPPO PER IL SETTORE AGROLIMENTARE FINANZIATI DAL POR-FESR 2014-2020 • Sistemi di monitoraggio • Post-raccolta e trasformazione ortofrutta • Nutrizione vigneto • Packaging attivo • Innovazione vitivinicola • Collezioni microbiche • Miglioramento genetico pomodoro • Tecnologie per l’industria agroalimentare • Irrigazione a rateo variabile • Valorizzazione rifiuti con insetti • Nuovi derivati dal Parmigiano Reggiano • Alimenti innovativi • Frumento per celiaci • Processi termochimici per gli scarti • Tecnologie per la filiera suinicola • Valorizzazione scarti vitivinicoli Coop Il Raccolto Le potenzialità delle nuove tecnologie La Regione Emilia-Romagna già dagli anni ’80 ha avviato attività di innovazione che sono alla base della cosiddetta agricoltura 4.0, contribuendo ad applicarla nella pratica gestionale. È il caso degli strumenti di supporto conoscitivo – stazioni agrometeorologiche, applicazioni del telerilevamento, rilevamenti della falda ipodermica, analisi del terreno e carte dei suoli, studi e monitoraggi sulle avversità – o anche delle banche dati e delle applicazioni informatiche per l’assistenza tecnica agli agricoltori: dal videotel degli albori ai prodotti evoluti come i modelli di avvertimento per le avversità delle piante, il web-Gis del Catalogo dei suoli e i software per il consiglio di concimazione, i modelli di bilancio idrico suolo-pianta-aria, il software Irrinet per il consiglio irriguo personalizzato. Drone per rilievi dello stato vegetativo delle piante 12 In questo contesto la Regione Emilia-Romagna ha inteso assumere un ruolo nella “rivoluzione” digitale dell’agricoltura, investendo soprattutto sul capitale umano e sul sistema della conoscenza (innovazione, formazione, informazione), come anche su raccolta, gestione, trattamento delle informazioni e loro diffusione. Il ruolo della Regione si concretizza in un sostegno finanziario proveniente da varie fonti, ma in particolare dai fondi europei dello sviluppo rurale (Psr) e dello sviluppo regionale (Por-Fesr). Ginlicoinnvoescsteinmzaenetiformazione Il Programma di sviluppo rurale dedica fino al 2020 oltre 90 milioni di euro al sistema della conoscenza, 60 per i Gruppi operativi per l’innovazione costituiti tra agricoltori, ricercatori e imprese del settore. Tra gli 87 progetti complessivamente avviati dal 2016, si segnalano in particolare quelli che riguardano i supporti decisionali per l’irrigazione, la gestione informatizzata dell’allevamento del bovino da latte, l’utilizzo dell’agricoltura di precisione nell’orticoltura da industria e un’indagine sulla convenienza economica delle tecniche innovative. Va ricordato, inoltre, che molte attività di ricerca, potenzialmente o direttamente, si traducono in applicazioni di agricoltura di precisione. Per la formazione individuale e collettiva ammontano a 30 milioni di euro i contributi disponibili fino al 2020. Dal 2015 ne hanno già usufruito circa 6mila operatori agricoli, scegliendo in base alle proprie esigenze i corsi o le consulenze offerte dal Catalogo verde. Tra gli ambiti tematici considerati si ricordano il precision farming, il telerilevamento applicato all’agricoltura, i sistemi esper-

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Display di uno spandiconcime di precisione con mappa di prescrizione a rateo variabile ti, l’intelligenza artificiale, la robotica e la meccanizzazione integrale, l’utilizzo di DSS, i sistemi di sensoristica e di avvertimento. Il programma 2014-2020 del Por-Fesr, invece, ha stanziato complessivamente più di 31 milioni di euro, per 83 progetti di ricerca e sviluppo, 16 dei quali rivolti al settore agro-alimentare (vedi box a pagina precedente). Nutrire adeguatamente un’umanità composta da 7 miliardi di persone, valorizzando le risorse senza depauperarle ma garantendone la riproducibilità è un compito che appare quasi irrealizzabile. Per vincere la sfida la strada da percorrere non può che basarsi sull’innovazione e la tecnologia, producendo di più con minori costi, non solo sul piano economico, ma anche in termini ambientali e sociali. Coop Il Raccolto LE NUOVE SFIDE DELL'AGRICOLTURA 4.0 Il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione rurale passa attraverso l’individuazione di soluzioni concrete e sostenibili alle problematiche emergenti: produzione di alimenti sicuri e di qualità, efficienza nell’uso delle risorse, sviluppo dell’economia a basso impatto ambientale, lotta al cambiamento climatico. L’accesso all’innovazione e alle tecnologie digitali sono gli elementi-chiave per vincere queste sfide, avvalendosi di strumenti sempre più potenti e raffinati. Alcune tecnologie, infatti mostrano potenzialità tali da produrre effetti dirompenti non solo sul settore agroalimentare, ma sull’attrattività e sullo sviluppo della società rurale nel complesso. Il superamento del digital divide e l’adozione delle più moderne tecniche agricole apre il campo all’Internet delle cose (IoT) e alle risorse offerte dai Big Data, dai robot e dall’Intelligenza artificiale. La creazione di centri (hub) per l’innovazione, secondo la stessa Commissione Ue che contribuisce con 500 milioni di euro del programma per la ricerca Horizon 2020, è strategica per favorire la “rivoluzione” digitale anche in agricoltura, come già sta avvenendo per il settore industriale (industria 4.0). Quali sono gli elementi costitutivi di un centro per l’innovazione digitale? Eccoli, in sintesi: •poli di competenza, in termini sia di risorse umane (ricercatori, specialisti di settore), sia strutturali (laboratori, impianti pilota, centri di calcolo, fab lab, ecc.); •reti di consulenti, formatori, esperti del trasferimento dell’innovazione, intermediari tra fornitori e utilizzatori degli strumenti digitali; •imprese non convenzionali (start-up), in particolare in campo informatico; •associazioni agricole, che garantiscano la centralità degli agricoltori nel processo di ammodernamento del settore; •investitori pubblici e privati; •pubblica amministrazione, in particolare quella regionale, per attivare e integrare diversi settori e strumenti di finanziamento, anche privati, intorno alle strategie di specializzazione e sviluppo territoriale, al fine di creare un “ecosistema” dell’innovazione adatto alle specificità locali. La digitalizzazione è uno strumento e non il fine dell’impresa agricola. I relativi prodotti, quindi, devono risultare accessibili, affidabili, efficaci, adatti alle caratteristiche delle infrastrutture digitali e capaci di superare la frammentazione tipica del settore. L’aspetto da sottolineare è l’opportunità che un centro per l’innovazione digitale può offrire agli agricoltori per ottenere maggiori guadagni, risparmiando tempo e riducendo i rischi, grazie alle moderne tecnologie. 13

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Agricoltura di precisione, il futuro è in campo Il propgeerttioseMrvoizrei aFallermiminpgrese ALVARO CROCIANI, LORENZO BALDACCI, LUCA DAL BELLO Citimap GIAN LUCA BARCHI, RENATO CANESTRALE, CLAUDIO SELMI Crpv Lab L’agricoltura, da sempre considerata un’industria a cielo aperto, è per questo soggetta a una serie di variabili – sempre più misurabili – che determinano il risultato produttivo; conoscere integrati nella rete delle informazioni e Internet (IoT ovvero Internet of Things, Internet delle cose) si combina sempre più con macchine intelligenti trasformando i processi produttivi in un enorme sistema di informazio- queste variabili in maniera generale e puntuale, attra- ni, è un processo irreversibile al quale anche il sistema verso dati che ne quantificano l’evoluzione, può essere agricolo si sta via via adeguando, traghettando il com- determinante per decretare il successo o meno di una parto dall’era industriale, che ha portato a un forte in- tecnica, di un progetto imprenditoriale, ecc. La sfida cremento delle rese, all’era digitale, che dovrà condurre futura sarà pertanto quella di gestire una mole esponen- a una migliore efficienza dei processi. ziale di informazioni raccolte mediante sistemi di moni- In questo contesto occorre intervenire in particolare toraggio sempre più efficaci. sfruttando le conoscenze in materia di prevenzione, mo- Le sfide dell’era digitale nitoraggio, efficacia degli interventi, ecc. che da sempre hanno caratterizzato, in Emilia-Romagna, le azioni di supporto alla diffusione di sistemi agricoli a basso impat- Quella che viene considerata la quarta rivoluzione indu- to ambientale e collegare queste conoscenze alla possibi- striale (4.0), in cui gli oggetti fisici sono perfettamente lità di intervenire in maniera puntuale o sito-specifica in Fig. 1 - Schema operativo del progetto More Farming 14 Fig. 2 - Un sistema integrato di raccolta dati lungo la filiera

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funzione delle reali esigenze dei terreni e delle colture. Infine bisogna utilizzare le informazioni/dati disponibili in maniera sempre più efficace anche nello stabilire i rapporti di causa/effetto tra tecniche di intervento adottate e risultato produttivo. Tutto ciò per creare sistemi di supporto decisionale sempre più “intelligenti”. Le criticità da superare Nello sviluppo di un’agricoltura maggiormente orientata al digitale bisogna partire dalla consapevolezza che sussistono numerosi ostacoli da superare. Tra le principali criticità ricordiamo quelle ricollegabili ad aspetti culturali e di linguaggi adottati, non sempre comuni e comprensibili; tecnologici, o meglio di adeguata conoscenza dei progressi tecnologici; di integrazione delle fonti/base dati; di accompagnamento dello sviluppo delle soluzioni tecnologiche proposte e proponibili, per il quale è necessaria un’azione importante di formazione, informazione e supporto operativo; infine di comunicazione verso l’esterno. Il Centro ricerche produzioni vegetali, nella propria azione di sviluppo di innovazioni a supporto delle filiere produttive regionali, non intende unicamente rincorrere le tecnologie disponibili e sempre più sofisticate, bensì cerca di mettere a sistema, organizzare, ma soprattutto rendere organici, i dati disponibili, affinché si possa realizzare la migliore integrazione del potenziale infor- Crpv Riconoscimento automatico degli insetti mativo delle varie fonti. L’obiettivo è quello di accompagnare il comparto agricolo in questo processo evolutivo, coniugando le tecnologie disponibili (Ict, macchine intelligenti, sensoristica, ecc.) ai temi della produzione integrata, biologica e di qualità per renderle ancora più efficienti e sostenibili, anche tramite applicazioni sitospecifiche o di precisione, al cui sviluppo devono contribuire vecchi e nuovi attori, in un “sistema” integrato di competenze e tecnologie, nell’ambito del quale l’Ict (Information and Communications Technology), nelle sue varie componenti, rappresenta l’indispensabile collante. Un progetto finanziato dalla Regione Fig. 3 - Analisi comparative attraverso tecniche di data mining Gli ambiti operativi descritti sono per il Crpv essenziali per raggiungere obiettivi di sostenibilità e precisione, binomio imprescindibile per garantire sistemi efficienti da un punto di vista ambientale ed economico, seguendo un modello operativo nel quale integrare tecnologie e azioni di monitoraggio, gestione di informazioni e implementazione di applicazioni. Un esempio tangibile nella direzione tracciata è rappresentato dal progetto messo a punto dalla società colle- 15

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