Il Brivido Stadio Fiorentina-Inter del 05.01.2018

 

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05 gennaio 2018 Fiorentina - Inter 3 L’Inter è più forte, ma la squadra di Pioli può approfittare del momento no dei nerazzurri di Spalletti Editoriale Coraggio, c’è uno spiraglio di speranza di Mario Tenerani Ottava contro terza, già questo basterebbe a far tremare i polsi ai viola. Pioli avrà tanto da fare contro la sua ex squadra, il test sarà uno dei più duri. Il precedente dell’andata a Milano - era il 20 agosto, finì 3-0 per i nerazzurri - non aiuta a inquadrare la sfida: l’Inter era già in palla, mentre la Fiorentina solo una rappresentativa. Alcuni nuovi acquisti viola si erano conosciuti da poche ore. Ci fu poca partita. Oggi, però, è diverso: certo, l’Inter resta molto forte, ma la Fiorentina è cresciuta. Il gol di Simeone contro il Milan Direttore responsabile Mario Tenerani Tutti i diritti riservati: vietata la riproduzione, anche solo parziale, di contenuti e foto Caporedattore Tommaso Borghini di questa pubblicazione Chiuso in redazione il 3/1/2018 alle ore 13 Editore e pubblicità SPORTMEDIA GROUP info@brividosportivo.it N° ROC 26744 La squadra viola scesa in campo nell'ultima partita contro il Milan I viola hanno preso 20 gol in 19 partite e hanno la quinta difesa del campionato; niente di cui esaltarsi, per carità, ma è un buon viatico per affrontare con più serenità un avversario tosto come la squadra di Spalletti. L’Inter non arriva a Firenze nel suo momento più bello: nelle ultime quattro gare ufficiali sono arrivate tre sconfitte e un pari. Bottino magro per un gruppo in cerca del successo, quantomeno di un rilancio dopo stagioni buie. Uno spiraglio di speranza per la Fiorentina c’è. Ai viola servirà un po’ di coraggio per provare a battere l’Inter. Pioli e i suoi dovranno osare laddove i nerazzurri lo permetteranno. Un risultato di prestigio aiuterebbe anche il tasso di autostima. Fino ad ora la Fiorentina contro le prime cinque della classifica ha ottenuto solo due pareggi, con Lazio e Napoli, poi solo sconfitte. Ecco l’occasione per lanciare un segnale forte, un messaggio di controtendenza proprio all’inizio del girone di ritorno. Serve un pizzico di coraggio, appunto. Redazione redazione@brividosportivo.it Grafica e impaginazione Rossana De Nicola e Alexandra Barbieri grafica@brividosportivo.it Stampa Baroni e Gori Foto Massimo Sestini Foto storiche archivio Paolo Melani Hanno collaborato Alessandro Rialti, Lucia Petraroli, Giacomo Brunetti Francesca Bandinelli, Giacomo Cialdi, Ruben Lopes Pegna, Duccio Magnelli -50% -40% NEGOZIO DI ABBIGLIAMENTO UOMO/DONNA -30% Via Felice Cavallotti, n. 62 - Sesto Fiorentino Seguici su

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4 05 gennaio 2018 Fiorentina - Inter Lente d’ingrandimento Non basta una squadra normale, occorrono più cinismo e cattiveria Serve un cambio di passo di Alessandro Rialti C’è qualcosa di buono in questa piccola e acerba Fiorentina. Ed è la sua voglia di crescere. Nei singoli giocatori e come somma della speranza della città. Non è poco, ma al momento non è neppure abbastanza. Lo dicono anche i risultati, al di là di una classifica che a fine del girone di andata non è punitiva e nemmeno deludente (va considerato la partenza di questa estate con un risparmio complessivo di circa 80 milioni di euro), racconta di una squadra che nella seconda parte della stagione è stata capace di giocare alla pari con la Lazio (a Roma) con il Napoli (a Napoli) con Atalanta e Milan. I... peccati li ha fatti ad inizio di campionato con Juve, Inter e Sampdoria. Peccato però... che a forza di pareggi si resti Peccato perché una vittoria avrebbe dato benzina ai sogni. Ora un’altra occasione ma anche... un’altra trappola. L’Inter di Borja, di Vecino, di Luciano Spalletti, mica poco. Dicono che i neroazzurri sarebbero in calo. Meglio non crederci troppo. Bisogna credere invece a Pioli quando dice che ci vorrà una Fiorentina straordinaria. Quella che tutti aspettano. Così come deve essere fatto se si spera di sognare. Intanto auguri alla Fiorentina normale che comunque è lì fra coloro che ancora sperano. a galleggiare solo nell’anticamera del giro europeo. Bisogna che la Fiorentina cambi pas- so, quello che ha detto lo stesso Pioli. Non basta una squadra normale, deve diventare stra- ordinaria. Deve crescere in cinismo e cattiveria, un po’ come faticosamente sta provando a fare Cho- www.fabbricaitalianadroghe.it lito Simeone. L’argentino ci mette l’anima ma... non basta. Proprio con il Milan è venuto il gol (molto bel- lo) e sarebbe venuta an- che l’espulsione se il diret- tore di gara avesse visto quello che francamente a tutti è apparso evidente. Cyril Thereau e.it www.fabbricaitalianadroghe.it Milan Badelj w le pagine più 11 PICCANTI" del VVEB Copyright© 2018 Fid I Fabbrica Italiana Droghe - Piazza Giolitti, 325 - 51036 Larciano (PT) + 39.0573.849055 I info@fidforfood.it I Tutti i Diritti Riservati VVEBle pagine più 11 PICCANTI" del VVEB le

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6 05 gennaio 2018 Fiorentina - Inter Appunti di viaggio Dopo un’estate rovente, il “Sindaco” torna per la prima volta al Franchi da avversario Borja, storia di un amore rovesciato di FRANCESCA BANDINELLI Storia di un amore che alla fine si è rovesciato. Di sicuro quello tra le parti, Borja Valero da una parte e la Fiorentina dall’altra, ma che pure tra la gente ha cominciato a trasformarsi in un puzzle che pare non voler combaciare mai perfettamente. E’ iniziato tutto in estate, dopo i primi rumors che arrivavano dalla Milano nerazzurra. «Mai messo Borja sul mercato» replicava secco il club dei Della Valle prima ancora che da parte Borja Valero in maglia viola della proprietà venisse manifestata la volontà di cedere il club. Il nodo era sempre lo stesso: «Se è lui a non essere soddisfatto di stare con noi lo dica…». Erano i primi di giugno quando il giocatore si era fatto immortalare sui social sul Ponte Vecchio per mo- strare l’ultimo tatuaggio fatto, le coordinate geografiche di Firenze ed un pensiero scritto “Sulla mia pelle per sempre”, poi il silenzio. Fino ad un messaggio audio Whatsapp fatto circolare con il giocatore che spiega la sua versione ai tifosi, commosso e, sul finire, pure stremato. «Non ho ancora firmato per nessuno e se non l’ho ancora fatto è per rispetto nei vostri confronti. Adesso non posso parlare perché sono sotto contratto con la Fiorentina, ma quando potrò farlo non mi tirerò indietro. Sicuramente andrò via, perché non ce la faccio più. Piango e non dormo da due settimane, è una situazione difficile, dura». C’è stata la manifestazione sotto casa Lo spagnolo ha preferito ricominciare sua, con Borja e la moglie Rocio affac- tutto da capo in una nuova città, con ciati tra lo stupore di un gesto di gran- un contratto di un anno più lungo de affetto, ma la fine era già nota da (2020) rispetto a quello che invece tempo. Solo dopo, il giocatore ha ad- aveva in essere a Firenze (2019). Ha ac- dossato ogni responsabilità alla diri- carezzato un’altra volta i brividi della genza tecnica, puntando il dito contro il dg Corvino. Alla Fiorentina sono entrati nelle casse 5,5 milioni (a cui si sommerà un altro milione e mezzo la prossima estate in virtù dei bonus) e lo spagnolo ha cambiato maglia. Questa sarà la sua prima volta da avversario al Franchi, lui che con la maglia della Fiorentina ha sommato in tutte le competizioni 212 presenze, impreziosite da 17 gol. Un pizzico di emozione l’ha accusata pure a San Siro, nella prima partita della stagione, con qualche pallone perso e tanta fatica in fase di copertura, ma stavolta sarà tutta un’altra storia. Al Franchi ci sarà la sua famiglia, compresi i figli Alvaro, che era diventato fin da subito una piccola “star” in città per vetta della classifica, come accaduto anche a Firenze, alla prima stagione di Paulo Sousa, quando il miracolo viola si è spezzato prima ancora del giro di boa di gennaio, salvo poi vedersi costretto ancora una volta a rincorrere. Spalletti di lui e delle sue qualità si fida. Lo ha detto più volte, «Borja può giocare ovunque»: gli ha consegnato le chiavi del centrocampo dell’Inter convinto di aver fatto la scelta migliore. Ora tocca a lui, allo spagnolo, giocare contro il suo quella sua capacità straordi- passato, in quello naria di imparare l’inno del- che è stato per anni la Fiorentina in pochissi- il suo stadio, contro me settimane (a meno quella stessa gen- di tre anni), e la piccola te che per manife- Lucia, nata alla ma- stargli solidarietà, ternità di Careggi. In in estate, è an- passato Borja era sta- data dritto fin to soprannominato il sotto casa “sindaco” della città, sua. ci aveva scherzato su anche Dario Nardella, che per qualche scat- to gli aveva concesso la sua fascia tricolore, ma poi qualcosa si è spezzato. Borja Valero con la casacca dell'Inter Le migliori Action Figures e Gadgets le trovate solo su GamePlanet! Venite a trovarci su INTERNATIONAL GIRLS SPETTACOLI - MUSICA LIVE - PIANO BAR TERRAZZA D’INVERNO - PRIVè www.gameplanetfirenze.it Location elegante, per passare serate ascoltando buona musica, bevendo ottimi cocktails da soli o ... 40 Sexy ragazze ti Aspettano! Via Vittorio Emanuele, 8/10,Calenzano - FI) (A due passi dall’uscita casello autostradale di Calenzano) firenzenolimit@gmail.com - nolimitfirenze.com - firenzenolimit

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05 gennaio 2018 Fiorentina - Inter 7 L’ex campione dell’Inter: “Hanno le caratteristiche per giocare assieme. Io ci proverei” Parola all’esperto Suarez: “Babacar-Simeone coppia perfetta” Luisito Suarez di Giacomo Cialdi Il nuovo anno viola non poteva iniziare con una gara più intrigante: al Franchi arriva l'Inter guidata dal toscano Spalletti, il cui gioco è incentrato su due (non troppo) vecchie conoscenze, Borja Valero e Matias Vecino. La Fiorentina è pronta a cominciare il girone di ritorno consapevole che all'andata, a Milano, non c'è stata partita ma che oggi i gigliati sono cresciuti sotto tutti i punti di vista. Oggi sono una squadra, e cercheranno di dimostrarlo davanti al proprio pubblico lottando per i primi tre punti del 2018. Per parlare della sfida tra viola e nerazzurri e analizzare il momento delle due compagini, il Brivido Sportivo ha intervistato in esclusiva Luisito Suarez, grandissimo attaccante dell'Inter dal 1961 al 1970. Luis Suarez, le piace la Fiorentina di quest'anno? «Ho visto diverse gare della Viola, a mio parere è una buonissima squadra. In rosa ci sono tanti ragazzi giovani e di qualità, ottime individualità. E' evidente che sia un gruppo da completare, ma ci sono delle buone basi sulle quali costruire un futuro migliore. A meno che non ci sia necessità di vendere i pezzi pregiati, ovviamente...». Che giudizio si è fatto di Stefano Pioli? Lo scorso anno lo ha visto da vicino alla guida dell'Inter... «Certo, e devo dire che è un ottimo allenatore. A Milano ha fatto buonissime cose, è partito molto bene ma poi la squadra ha sbandato un po'. Secondo me è stato sbagliato esonerarlo, perché le colpe non erano tutte sue. In Italia troppo spesso si pensa di risolvere i problemi licenziando il mister, quando invece sarebbe meglio cacciare qualche giocatore. Penso che la Fiorentina abbia fatto una grande scelta prendendo Pioli, persona seria e preparata». Un allenatore che per il momento porta avanti la scelta di alternare Simeone e Babacar. Da grandissimo attaccante quale lei è stato, chi le piace di più? «Non ho una preferenza, sono due centravanti completamente diversi, forti entrambi... E proprio per questo opterei per farli giocare insieme: il senegalese più in area di rigore, l'argentino pronto ad inserirsi negli spazi che il primo è bravo a creare. Forse Pioli sta solo aspettando di avere un certo equilibrio di squadra prima di schierare due attaccanti veri dall'inizio, chissà, oppure ha capito che operando una sorta di staffetta ottiene il massimo da entrambi. Nel calcio gli stimoli sono fondamentali». Veniamo ai nerazzurri: che squadra le sembra quella guidata da Spalletti? «L'Inter è partita fortissimo, certamente sopra le aspettative estive. L'allenatore ha fatto un ottimo lavoro, soprattutto sul piano delle convinzione dei propri giocatori. Per tantissime giornate abbiamo visto una squadra solida, cattiva, compatta... Nelle ultime settimane, invece, abbiamo assistito ad un'Inter un po' più fragile, che è andata incontro a degli scivoloni. Ritengo che il mercato di gennaio serva come il pane ai nerazzurri: ci sono quattro/cinque squadre più forti, se vogliono arrivare in Champions League occorre rinforzare la rosa». Con queste premesse, che gara si aspetta al Franchi? «Una gara bella, combattuta e spettacolare. Non so se vedremo tanti gol, Spalletti pensa prima di tutto a non prenderne, ma credo non mancheranno intensità e velocità. Lo spartito della partita, conoscendo le due squadre, è chiaro: la Fiorentina cercherà di vincere con le proprie armi, cioè con il possesso del pallone e facendo gioco con gli uomini di maggiore qualità, l'Inter aspetterà con quasi tutti gli uomini sotto la linea della palla e tenterà di colpire in contropiede con i suoi esterni e con il cecchino Icardi. Non è una partita facile per nessuna delle due, può uscire ogni risultato». Come ultima domanda le chiedo una previsione: dove vede Fiorentina e Inter a fine maggio? «Al momento le squadre in questione fanno due campionati diversi, lottano per obiettivi differenti. Entrambi i mini-campionati sono estremamente competitivi, ma Inter e Fiorentina non peccano certo di qualità per fare una buonissima stagione. I nerazzurri devono assolutamente entrare in Champions League, altrimenti sarebbe un fallimento. I viola, trattandosi del primo anno dopo il rinnovamento, non hanno obblighi così stringenti: arrivare in Europa sarebbe un ottimo risultato e credo che la banda di Pioli ci possa riuscire». Suarez (in primo piano) durante la festa dell'Inter per la Coppa dei Campioni del 1965 GaetanoPasticceria DeannaPasticceria - Bistrot Il Bar Pasticceria Deanna e la Pasticceria Gaetano sono dei locali storici di Firenze di proprietà della famiglia Nunziati, che ha fatto della qualità il suo elemento distintivo, affermandosi nel tempo come punto di riferimento per gli amanti del dolce in ogni sua espressione.. Il primo è situato nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella il secondo a Novoli. Entrambi i locali producono artigianalmente pasticceria di altissima qualità, con particolare attenzione ai prodotti della tradizione siciliana come cannoli, cassate, e arancine. Offriamo inoltre gelato, salati e – a pranzo – primi piatti espressi. UN SUGGERIMENTO: Se venite a Firenze e dovete fissare un appuntamento, basta dire “ci troviamo al Deanna”..non potrete sbagliare! 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8 05 gennaio 2018 Fiorentina - Inter Il doppio ex Il centrocampista del secondo Scudetto: “Se non segni non vinci, bisogna essere più cinici” Merlo: “Serve più cattiveria là davanti” Claudio Merlo con la maglia dei 90 anni viola di Giacomo Brunetti Ha scritto la storia con la Fiorentina, portando a Firenze lo Scudetto del 1969 e due Coppa Italia nel 1966 e nel 1975, oltre a una Mitropa e una Coppa Italo-Inglese: Claudio Merlo, un’avventura pluridecennale in maglia viola prima di disputare due stagioni a Milano, sponda Inter. E proprio le sue due ex squadre adesso si affrontano. Fiorentina-Inter, che partita sarà? “È una gara importante per la ‘Viola’: manca la continuità ma è lì, per un posto in Europa League. Potrebbe qualificarsi ma ci sono altre squadre in corsa, dall’Atalanta che si sta riprendendo fino al Torino e alla Sampdoria. La Fiorentina dei giovani ha ampi margini di miglioramento. Vorrei che si riprendessero i gigliati, non i nerazzurri”. A proposito, come si sta comportando il gruppo di Pioli? “Sta migliorando, penso che sia sulla strada giusta ma serve un ulteriore passo in avanti. Adesso si è assestata in difesa: ultimamente, poi, con il 5-3-2 le cose sono andate bene, con Chiesa esterno e anche il terzino di sinistra alto. Manca l’attacco: tanto possesso e poi alla fine non conclude niente”. Già, l’attacco: cosa farebbe con Simeone e Babacar? “Il senegalese è un punto interrogativo: o si fa giocare, o si vende. Quando entra segna, il suo ruolo è quello. Non bisogna giudicarlo per quel- lo che fa, andrebbe visto per dieci partite da titolare per poterlo fare. L’argentino si dà da fare, ha fatto un bel gol contro il Milan, mi sembra però che non abbiamo ancora visto quello di Genova. La Fiorentina crea tanta mole di gioco ma segna poco. Se non segni non vincerai mai”. E poi ci sono i nuovi acquisti. “Pezzella non credevo fosse così bravo e anche Hugo non mi sembra male. Ma, in generale, non mi hanno fatto impazzire gli arrivi, a parte Simeone. E poi la Fiorentina ha Chiesa: nell’arco del campionato è il più completo che l’Italia abbia in quel ruolo”. I viola si troveranno davanti l’Inter del toscano Spalletti, che punta lo Scudetto… “È un amico, ma credo che il Napoli e la Juventus siano favorite. Spero che lo vinca il Napoli, mi fa impazzire”. Merlo in maglia viola Forse avrebbe voluto allenare la Fiorentina? “Doveva venire, è un allenatore di alto livello. Ora che ha perso tre partite viene giudicato. In Italia è così, quando perdi tre partite. Guardate Pioli: prima era una ‘mezza calzetta’, adesso è bravo”. Ora però affronta l’Inter, con due ex viola a centrocampo, nel mezzo a una piccola crisi. “L’Inter ha giocato sempre così, ha avuto fortuna in alcune circostanze. Quando si fermano Icardi e Perisic vanno un po’ giù. Il momento brutto lo passano tutti. Valero mi è sempre piaciuto, però tiene troppo la palla, anche se davanti alla difesa è sprecato. Vecino sta disputando un buon campionato”. Lo Scudetto, lei lo ha vinto a Firenze. “Lo ricordo sempre, è la prima cosa che ricordo insieme al Torneo di Viareggio, quando ancora contava qualcosa. Ogni tanto riemergono sui giornali le foto, mi fa sempre piacere”. Merlo con la casacca dell'Inter Via delle Centostelle, 24 Firenze (Zona Campo di Marte) Tel. 055604242 Il tuo dentista di fiducia a Firenze info@dentistanicastro.it - www.dentistanicastro.it

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10 05 gennaio 2018 Fiorentina - Inter Viola Righetti: “Vi racconto il mioamoremio Parla il dirigente che ha vissuto 51 anni in gigliato: “De Sisti e Antognoni i giocatori indimentica di Lucia Petraroli 51anni di Fiorentina sotto la gestione di 15 presidenti; uno Scudetto, 5 Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Ma anche bandiere sventolate e poi ammainate, un fallimento e una rinascita. In una parola: Raffaele Righetti, un uomo che ha dedicato la vita ai colori viola, dando il suo contributo dietro le quinte con un lavoro indispensabile quanto prezioso. Nella società viola è entrato nel 1961 e dentro le stanze della società gigliata è stato un protagonista silenzioso, dimostrandosi persona integerrima, dalle doti morali elevatissime e dall’indiscutibile capacità operativa. Oggi, da presidente onorario del Museo Fiorentina, è ancora un simbolo della parte più bella del club viola, un vero esempio per tutti coloro che operano all’interno del sodalizio gigliato. E noi del Brivido Sportivo abbiamo avuto il privilegio di raccogliere il suo parere, tra presente e passato, alla viglia dell’importante sfida con l’Inter. Raffaele Righetti, come giudica la Fiorentina di oggi? “Apprezzo la linea guida che la società ha intrapreso, sono sempre stato a favore dei giovani. I risultati non possono arrivare subito, ma avremo delle soddisfazioni a lungo termine. Anche dal punto di vista della gestione di bilancio tutto è in regola e questo è un aspetto da non sottovalutare, alla luce di quanto successo nel 2002, un’esperienza negativa che ancora sento sulla pelle”. Tra i giovani viola chi l’ha colpita di più? “Federico Chiesa, un ragazzino che sa farsi apprezzare”. La mano di Stefano Pioli quanto è importante? “La tattica non è il mio ambito, però conosco bene Pioli perché lo abbiamo avuto come giocatore. E’ un uomo positivo, tranquillo, che sa far gruppo. Insomma è la persona giusta per questa piazza e mi sembra che, piano piano, stia trovando la quadratura”. Siamo a gennaio, la Fiorentina investirà sul mercato? “Spero di sì, se riusciamo a trovare uno-due giocatori da inserire ben venga. Credo che qualcosa manchi a centrocampo, servirebbe uno che incidesse alla De Sisti o alla Antognoni. Uno di grande personalità che possa affiancare due ottimi centrocampisti come Badelj e Veretout”. Quale può essere il reale obiettivo di questa squadra? “Sesto-settimo posto sono alla portata e garantirebbero l’Europa League”. Adesso c’è Fiorentina – Inter, che parti- ta prevede? Raffaele Righetti con Giacarlo Antognoni PRiiegrhCetetsiacroenBaretti “Una gara difficile, all'andata abbiamo perso con qualche attenuante, eravamo all’inizio e la squadra era ancora in costruzione. Sono fiducioso perché con le grandi la Fiorentina ha sempre fatto bella figura”. Ci regala un suo ricordo di un Fiorentina – Inter che le è rimasto più impresso? Aperto tutte le notti dal lunedì alla domenica Via pisana 151 r firenze - Tel. 392 2899586 Aperto tutte le notti dal lunedì alla domenica Via pisana 151 r firenze - Tel. 392 2899586 Stazione di Servizio e Lavaggio Esso PIAZZALE DONATELLO RIVENDITA AUTORIZZATA Accessori auto-moto - Lampa/Wurth/Cora Lubrificanti Mobil Firenze - Piazzale Donatello Tel 339 2636047 - zephir3@alice.it

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05 gennaio 2018 Fiorentina - Inter 11 bili, Baretti e Baglini i presidenti che ho nel cuore. Spero che Andrea Della Valle torni presto” mezzo secolo nella Fiorentina” “Negli anni '70 ricordo un 1-1 fondamentale: fece gol Brizi e ne venne fuori un pareggio determinante per la nostra salvezza. In quegli anni c’era solo Antognoni che tirava la carretta, sono stati anni difficili, sfiorammo la serie B, ma alla fine riuscimmo a venirne fuori”. Nei suoi 51 anni in viola si è occupato un po’ di tutto… quanto è cambiato il calcio in mezzo secolo? “Quando sono entrato nella Fiorentina, dal ’61 al ’68, mi sono occupato dell’amministrazione. Poi ho cominciato a se- guire la segreteria. Nel decennio ’60-’70 la gestione era quasi artigianale. Nella società lavoravano non più di 10 persone. Oggi, tanto per fare un esempio, i dipendenti sono più di 100… Prima non c’erano sponsor e pubblicità, la società era condotta da personaggi appassionati della Fiorentina. Come diceva l’ingegner Iervolini, il nostro era un sano artigianato. Sono stati anni sofferti, poi sono arrivate proprietà più forti come i Pontello. La società si è modernizzata, sono arrivati sponsor e diritti tv. Dal punto di vista societario, è stata una crescita graduale, continuata con i Cecchi Gori, fino all’avvento dei Della Valle”. Era migliore il calcio di oggi o quello di allora? “Prima c’era più passione da parte della proprietà, ma anche più parsimonia. Oggi la gestione è più imprenditoriale. Non si può fare un confronto”. Dei suoi anni qual è stato il giocatore che ha apprezzato di più? “Faccio due nomi: De Sisti, che ha contribuito alla conquista dello Scudetto. Era un giocatore di grande intelligenza, dote che ha dimostrato anche da allenatore. Poi Antognoni, che sarà per sempre la bandiera della Fiorentina. Andrea Della Valle ha fatto bene a riportarlo in società, facendo anche mea culpa. Entrambi mi sono rimasti nel cuore”. Righetti con Mario Cecchi Gori Tra i presidenti chi ricorda con più piacere? “Ne ho avuti 15… conservo un grande ricordo di Pier Cesare Baretti. Purtroppo è rimasto con noi solo un anno e mezzo, eravamo molto legati, anche tra le famiglie c’era un rapporto intimo. Poi c’è stata la terribile disgrazia. Fui l’ultimo a parlarci prima della sua morte. Anche Nello Baglini è stato un grande personaggio, importantissimo per il secondo Scudetto”. Che rapporto ha con il patron Andrea Della Valle? “Ha sempre voluto che restassi vicino alla Fiorentina. Fin dall’inizio tra di noi è nata una profonda collaborazione. Ancora oggi nutro grande affetto verso di lui… mi dice sempre che è un mio fan. C’è stima reciproca”. Anche il rapporto fra società e tifosi è molto cambiato… “In passato i tifosi erano molto legati alla società, ma abbiamo anche vissuto contestazioni pesanti. Con il presidente Melloni, ad esempio, abbiamo ricevuto critiche feroci. Eppure stava facendo il massimo. C’è sempre stata una parte di pubblico che ha contestato, cosa che accade anche oggi con i Della Valle”. Come pensa che i Della Valle dovrebbero rispondere alle critiche? “Credo che Andrea dovrebbe cercare di sopportare il gruppo che lo contesta, tornando a Firenze. La sua presenza sarebbe molto importante perché è un presidente appassionato. Capisco che si senta offeso dalle critiche, ma se tornasse tutta la società ne trarrebbe beneficio”. Chiudiamo con i suoi ricordi più belli… “L’atmosfera di festa dopo il secondo Scudetto è stata davvero emozionante. Un periodo simile l’ho vissuto anche dopo il ritorno in serie A con Mondonico, allenatore ma soprattutto vero tifoso viola. Ricordo i momenti passati insieme mangiando salame nella lavanderia. Ci facemmo anche barba e pizzetto uguali ai suoi per prenderlo un po’ in giro. Un altro momento fantastico fu quando tornammo in Champions con Trapattoni, giocando partite indimenticabili come quella di Wembley con l’Arsenal. Spero che il popolo viola possa presto riassaporare gioie simili”. L’Orto della Taddei Frutta - verdura - salumi - formaggi BISCOTTI ARTIGIANALI FATTI A MANO Primi piatti da asporto Via di Peretola, 50r - Firenze Tel. 338 3002473 Su ordinazione troverete il vero TARTUFO BIANCO di San Miniato

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05 gennaio 2018 Fiorentina - Inter 13 Sfida tutta argentina fra i due centravanti. Simeone può dimostrare di essere all’altezza Il duello Il Cholito contro Icardi La partita nella partita di Mario Tenerani Tra i motivi per seguire Fiorentina-Inter c’è anche la sfida argentina tra Simeone e Icardi, punte di riferimento di viola e nerazzurri. Il Cholito e Maurito, come dire, un giovane in carriera e uno dei centravanti più forti al mondo. La classifica cannonieri rispecchia il divario che c’è tra le due squadre: Icardi è quota 17, leader della graduatoria, mentre Giovanni è a 6 reti. L’interista ha segnato praticamente il triplo, ma questo era prevedibile. Simeone sta maturando e soprattutto cercando la dimensione in una grande piazza. Icardi è devastante e già affermato. In comune hanno il senso del gol e quella “garra” sudamericana che non li rende mai appagati. Vengono da zone diverse: il Cholito, figlio d’arte, è nato nella capitale argentina. Icardi è di Rosario, la stessa città di Messi, la stessa regione dei fenomeni, Santa Fè. In Argentina sono due i territori più prolifici: Buenos Aires e Santa Fè, appunto. Anche Batistuta, nato ad Avellaneda e cresciuto a Reconquista, ha quella targa. E ce ne sono tanti altri. Simeone metterà qualcosa in più in questa sfida, vorrà dimostrare ai suoi connazionali di non essere inferiore al più famoso e più forte collega d’attacco. E nell’aria ci sarà un profumo particolare, l’Argentina al Franchi è di casa. Sarà una partita nella partita, da gustarsi fino in fondo. Il Cholito e Maurito, il nuovo che avanza e il presente che incalza. Asado per tutti, vamos. Giovanni Simeone Maurito Icardi - trattoria - LA BOTTEGA DEL CORNOCCHIO Le nostre Specialità I sapocruicdinelalacasalinga Antico luogo di ristoro sulla strada che porta da Calenzano al Mugello, la Bottega del Cornocchio è il luogo ideale per riscoprire i piatti della cucina toscana, preparati con la cura di una volta. I famosi tortelli di patate Pasta fresca - Bistecca alla fiorentina APERTO A PRANZO - CHIUSO IL LUNEDI Via Cornocchio, 12 Barberino Mugello (FI) - Tel 055 84.20.107

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14 05 gennaio 2018 Fiorentina - Inter Sfida in panchina Il tecnico viola non ha mai battuto l’allenatore di Certaldo, è l’ora di sfatare il tabù Pioli contro la “bestia nera” Spalletti di FRANCESCA BANDINELLI Una sfida piena di intrecci. Da una parte c’è Pioli, che con Spalletti nella Milano nerazzurra ha fatto praticamente staffetta, dall’altra il tecnico toscano da sempre sognato sulla panchina viola ma mai effettivamente contattato per intavolare una trat- tativa. Di certo c’è che l’ex allenatore di Roma e San Pietroburgo per il tecnico viola è assolutamente una “bestia nera”, uno di quelli che fin qui in carriera non è mai riu- scito a battere. Nei sette Luciano Spalletti incroci che si contano, sono arriva- te ben sei sconfitte (di cui l’ultima a San Siro alla prima giornata di campionato) e un solo pareggio. La maledizione è iniziata ai tempi in cui Pioli era alla guida tecni- ca del Parma, tra il 2006 e il 2007: tre successi per Spal- letti (4-0, 2-1 e 3-0) e un pari (2-2). Non è andato meglio con la Lazio, con un derby addirittura stravinto dalla Roma. Era il 2016 ed il 4-1 finale è stato una doccia ge- lata. A castigare l’allenatore emiliano ci pensarono El Shaarawy, Dzeko, Florenzi e Perotti: a niente valse la rete di Parolo per i bian- cocelesti. Anche la scorsa stagione, il bilancio è sta- to negativo: Inter-Roma e altra pesante sconfitta, per di più tra le mura di casa, con una doppietta di Nainggolan, la rete di Icardi e il sigillo finale di Perotti. Pioli, tra i tecnici da battere, oltre a Spalletti conta poi Al- legri, Conte, Guidolin e Co- smi. Il tecnico di Certaldo, che dal canto suo ha avuto quasi sempre un percorso netto contro la Fioren- tina, i pochi di- spiaceri li ha accumulati tutti al Stefano Pioli Franchi: 19 le gare giocate contro la Fiorentina e tre ko, tutti in terra fiorentina, di cui l’ultimo il 18 settembre 2016, grazie al gol di Badelj su assist di Tomovic. Entrambi maniaci della cultura del lavoro, abituati a studiare a fondo l’avversario senza dare niente per scontato, in un girone sono riusciti a dare un’impronta ben precisa alle rispettive squadre. Spalletti ha riportato la sua Inter ai vertici della classifica, al di là degli scivoloni delle ultime settimane, mentre Pioli ha accettato la sfida di ricominciare da zero, con un progetto che come primo step prevede la realizzazione di solide fondamenta. Ha fatto del concetto di ambizione il mantra suo e della squadra, costruendo un ambiente propositivo e compatto. Le cene di gruppo sono diventate un piccolo rituale, un modo per scherzare e divertirsi, ma soprattutto per compattare uno spogliatoio completamente rivoluzionato dal mercato estivo. Ha fatto fin dall’inizio del colloquio con i giocatori uno dei sui principi, chiamando tutti in estate, prima del raduno, e mantenendo un rapporto franco a stagione avviata. I suoi consigli sono diventati per tutti preziosissimi, sul campo e fuori. Adesso però è anche lui che vuole provare a sfatare un tabù: c’è da provare a battere una big del campionato. Un girone fa quella scesa in campo non era la Fiorentina di oggi, identica sì negli interpreti ma ancora non completamente amalgamata: la storia può davvero essere riscritta. Con cinismo e determinazione. I NOSTRI SERVIZI : LAVAGGIO COMPLETO CON OPERATORE LAVAGGIO TAPPEZZERIE SERVIZI ALLE IMPRESE Firenze Via Pistoiese, 136A Tel. 055 317369 info@autolavaggidps.it www.autolavaggidps.it

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