Giornalino mese di Gennaio 2018

 

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Giornalino del mese di Gennaio 2018 della fraternità OFS Santa MAria di Gesù "La Gancia" di Termini Imerese

Popular Pages


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Anno XVII - n. 1 - Gennaio 2018 Maria SS. Madre di Dio di Famiglia Cristiana pag. 3 Santa Maria donna coraggiosa di don Tonino Bello pag. 4 Fratelli minori di Nino Calderone pag. 5 Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani di Antonio e Melania Papania pag. 6 IN QUESTO NUMERO Il “lavoro” come rinnovato obiettivo per il ... di Enzo Giunta pag. 7 Chiamati al servizio di Maria Antonietta Vega pag. 8 Beato Padre Gabriele Maria Allegra ofm Preghiera alla SS. Trinità pag. 9 Sicilia”nascosta” di Nando Cimino pag.10 La ricetta del mese di Mariella Campagna pag.11 Da parte nostra ... Buon Compleanno pag.11 Programma attività e celebrazioni Gennaio 2018 pag.12 Da quando un missile del despota nordcoreano Kim Jong-un si è levato in volo, si ha la sensazione che lo scoppio di un conflitto nucleare si faccia sempre più concreto. Eppure gli osservatori internazionali ritengono che la minaccia non provenga da Pyongyang, ma dalla Cina di Xi Jinping, che rappresenta il vero rischio per la pace. Il dittatore nordcoreano può, infatti, pronunciare le sue minacce solo e grazie al fatto che la politica di Pechino non metterà a rischio la sopravvivenza del regime nordcoreano. «Siamo una potenza nucleare, ora possiamo colpire tutte le città degli Usa», così minaccia Kim Jong-un e Xi Jinping lo lascia fare. In due mesi, se Pechino lo decidesse, il regime nordcoreano sarebbe sull’orlo della distruzione: tutta l’economia di Pyongyang non ha autonomia che per poche set- di don Pino Grasso timane senza il determinante interscambio cinese che si limita ad applicare le sanzioni Onu solo sui beni indicati. Xi Jinping si guarda però bene dal piegare Kim Jong-un, a imporgli uno stop brusco alle sue provocazioni, si limita ad auspicare sfumate trattative e palesemente gioisce della politica di usura della

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pag. 2 GENNAIO 2018 In Fraternità con Francesco pace nella regione che la Corea del Nord sviluppa. Questa strategia cinese di copertura all’aggressività nordcoreana è ben più pericolosa e preoccupante in prospettiva delle sparate del dittatore di Pyongyang. Essa fa intravedere un lento accumulo di forze per poter sviluppare una politica cinese di aggressione in tutto l’Estremo Oriente. È questo il vero pericolo, che Barack Obama non ha saputo vedere e di fronte al quale i pasticci della illogica politica estera di Donald Trump altro non fanno se non segnalare il preoccupante declino strategico degli Stati Uniti. Si stanno accumulando insomma, anche se con lentezza, tensioni e strategie che fanno vedere non lontana una nuova “Guerra fredda”, tra le democrazie occidentali e la Cina. Uno scenario preoccupante. Quasi tutti i paesi occidentali sanno che la guerra è un orrore. Moltissimi hanno visto immagini di guerra nei film o nei documentari, mentre altri hanno ascoltato i propri nonni raccontarne le brutalità e le privazioni vissute sulla propria pelle. Tuttavia, praticamente nessuno tra le persone in vita oggi, se non pochi novantenni - ha vissuto la guerra, tanto meno a casa propria. In Europa occidentale l’ultimo grande conflitto terminò nel 1945 e tutti i paesi europei ne uscirono con le ossa rotte. Da allora l’Europa ha vissuto in pace assaporando una stabilità portatrice di progresso sociale, di innovazione tecnologica e di ricchezza. Questo ha permesso la formazione di una classe media e i diritti dei lavoratori si son via via accresciuti e consolidati. La pace in Europa pareva cosa impensabile 100 anni fa, dopo tanti secoli di conflitti innescati ed esplosi tra le numerose potenze europee. Un comune denominatore rende tuttavia tutte le guerre uguali tra loro: condotte da pochi a discapito di molti. In pratica volute da una cricca di megalomani o psicopatici assetati di potere e sofferte da tutti gli altri. Tutte le guerre non hanno mai portato a nulla. In particolare in Italia, si nota come dall’unità in poi questa giovane nazione abbia avuto fretta di far la guerra, sia per consolidare l’unità della popolazione che per ritagliarsi un proprio ruolo sullo scacchiere mondiale, senza tralasciare le possibilità per l’industria di far un sacco di soldi, cosa che spinse l’industria stessa a caldeggiare fortemente una partecipazione ai due conflitti mondiali. A conti fatti, il Belpaese ha combattuto due guerre mondiali inutilmente, senza ottenere praticamente nulla né in termini di territorio, né in termini di prestigio internazionale. Nonostante ciò l’Italia ha continuato, malgrado le dichiarazioni ufficiali di Pace, di fomentare e alimentare la guerra. La nostra nazione - è bene ricordarlo - è tra le maggiori produttrici di armi e di mine antiuomo che provocano morte e terrore nei Paesi in via di sviluppo, con una sorta di schizofrenia che deve fare riflettere soprattutto i cattolici che, quando sono chiamati in causa come in occasione dei referendum, mettono la testa sotto la sabbia come gli struzzi e contribuiscono a perpetrare una corsa verso la morte. Che Dio non voglia ciò accada…

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In Fraternità con Francesco GENNAIO 2018 pag. 3 MARIA SS. MADRE DI DIO GUIDA ALLA FESTA CHE APRE L’ANNO CIVILE Il 1° gennaio, Capodanno civile, si celebra la solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Questo dogma (verità di fede) fu proclamato solennemente nel Concilio di Efeso dell’anno 431, dove venne affermata la natura umana e divina dell’unica persona del Verbo in Gesù Cristo, quindi venne affermata anche la maternità divina di Maria. Con questa festa viene indirettamente celebrata la conclusione dell’Ottava di Natale. QUAL È L’ORIGINE STORICA DI QUESTA RICORRENZA? La solennità di Maria SS. Madre di Dio è la prima festa mariana comparsa nella Chiesa occidentale. Originariamente la festa rimpiazzava l’uso pagano delle “strenae” (strenne), i cui riti contrastavano con la santità delle celebrazioni cristiane. Il “Natale Sanctae Mariae” cominciò ad essere celebrato a Roma intorno al VI secolo, probabilmente in concomitanza con la dedicazione di una delle prime chiese mariane di Roma: S. Maria Antiqua al Foro romano, a sud del tempio dei Castori. La liturgia veniva ricollegata a quella del Natale e il primo gennaio fu chiamato “in octava Domini”: in ricordo del rito compiuto otto giorni dopo la nascita di Gesù, veniva proclamato il vangelo della circoncisione, che dava nome anch’essa alla festa che inaugurava l’anno nuovo. PERCHÉ IN PASSATO SI FESTEGGIAVA L’11 OTTOBRE? Nel rito romano la solennità si celebra il 1º gennaio di ogni anno. Nella forma extra-ordinaria del rito romano la festa di seconda classe si celebra l’11 ottobre. L’origine della data, di per sé apparentemente strana in quanto lontana dal Natale, ha motivazioni storiche: l’11 ottobre 431, durante il Concilio di Efeso, venne definita la verità di fede della “divina maternità di Maria”; così nel 1931, ricorrendo il XV Centenario del Concilio, papa Pio XI ne istituì la festa liturgica. Nel rito ambrosiano la Domenica dell’Incarnazione è la VI ed ultima domenica d’Avvento, quella che precede immediatamente il Natale. Nelle tradizioni rituali siriache e bizantina, la ricorrenza è celebrata il 26 dicembre. Nel rito copto, la ricorrenza è celebrata il 16 gennaio. Fonte: http://www.famigliacristiana.it 01/01/2017 QUAL È IL SIGNIFICATO TEOLOGICO E SPIRITUALE DI QUESTA FESTA? Nestorio aveva osato dichiarare: «Dio ha dunque una madre? Allora non condanniamo la mitologia greca, che attribuisce una madre agli dèi». S. Cirillo di Alessandria però aveva replicato: «Si dirà: la Vergine è madre della divinità? Al che noi rispondiamo: il Verbo vivente, sussistente, è stato generato dalla sostanza medesima di Dio Padre, esiste da tutta l’eternità... Ma nel tempo egli si è fatto carne, perciò si può dire che è nato da donna». Gesù, Figlio di Dio, è nato da Maria. È da questa eccelsa ed esclusiva prerogativa che derivano alla Vergine tutti i titoli di onore che le vengono attribuiti, anche se possiamo fare tra la santità personale di Maria e la sua maternità divina una distinzione suggerita da Cristo stesso: “Una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: “Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”. Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!” (Lc 11,27s). In realtà, “Maria, figlia di Adamo, acconsentendo alla parola divina, diventò madre di Gesù e, abbracciando con tutto l’animo e senza peso alcuno di peccato la volontà salvifica di Dio, consacrò totalmente se stessa quale Ancella del Signore alla persona e all’opera del Figlio suo, servendo al mistero della redenzione sotto di Lui e con Lui, con la grazia di Dio onnipotente” (Lumen Gentium, 56). COS’ALTRO SI CELEBRA IN QUESTO GIORNO? Dal 1° gennaio 1968, la Chiesa cattolica celebra anche la Giornata mondiale della pace, il cui scopo è dedicare il giorno di Capodanno alla riflessione ed alla preghiera per la pace. La ricorrenza è stata istituita da papa Paolo VI con un messaggio datato 8 dicembre 1967 ed è stata celebrata per la prima volta il 1º gennaio 1968. Da quell’anno il Pontefice della Chiesa cattolica invia ai capi delle nazioni e a tutti gli uomini di buona volontà un messaggio che invita alla riflessione sul tema della pace.

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pag. 4 GENNAIO 2018 In Fraternità con Francesco SANTA MARIA DONNA CORAGGIOSA Santa Maria, donna coraggiosa, tu non ti sei rassegnata a subire l’esistenza. Hai combattuto. Hai affrontato gli ostacoli a viso aperto. Hai reagito di fronte alle difficoltà personali e ti sei ribellata alle ingiustizie sociali del tuo tempo. Non sei stata, cioè, quella donna tutta casa e chiesa che certe immagini devozionali vorrebbero farci passare. Sei scesa sulla strada e ne hai affrontato i pericoli, con la consapevolezza che i tuoi privilegi di madre di Dio non ti avrebbero offerto isole pedonali capaci di preservarti dal traffico violento della vita. Perciò, santa Maria, donna coraggiosa, tu che nelle tre ore di agonia sotto la croce hai assorbito come una spugna le afflizioni di tutte le madri della terra, prestaci un po’ della tua fortezza. Nel nome di Dio, vendicatore dei poveri, alimenta i moti di ribellione di chi si vede calpestato nella sua dignità. Alleggerisci le pene di tutte le vittime dei soprusi. E conforta il pianto nascosto di tante donne che, nell’intimità della casa, vengono sistematicamente oppresse dalla prepotenza del maschio. di don Tonino Bello Ma ispira anche le madri lacerate negli affetti dai sistemi di forza e dalle ideologie di potere. Tu, simbolo delle donne irriducibili alla logica della violenza, guida i passi delle “madri coraggio” perché scuotano l’omertà di tanti complici silenzi. E quando suona la diana di guerra, convoca tutte le figlie di Eva perché si mettano sulla porta di casa e impediscano ai loro uomini di uscire, armati come Caino, ad ammazzare il fratello. Aiutaci a portare il fardello delle tribolazioni quotidiane, non con l’anima dei disperati, ma con serenità di chi sa di essere custodito nel cavo della mano di Dio. E se ci sfiora la tentazione di farla finita perché non ce la facciamo più, mettiti accanto a noi. Siediti sui nostri sconsolati marciapiedi. Ripetici parole di speranza. E allora, confortati dal tuo respiro, ti invocheremo con la preghiera più antica che sia stata scritta in tuo onore: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio; non disprezzare noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”. Così sia.

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In Fraternità con Francesco GENNAIO 2018 pag. 5 FRATELLI MINORI Nel nome di San Francesco da Papa Francesco! Lo scorso 23 novembre sono stati ricevuti 400 frati del Primo Ordine e del Terz’Ordine Regolare, giunti a Roma dall’Umbria al termine del cammino di riconciliazione avviato nel 2015. Infatti, dopo il Capitolo di Foligno dello scorso giugno, i risultati - certamente voluti dallo Spirito Santo - sono stati così significativi che non si poteva non desiderare che fosse proprio il signor papa “di nome Francesco” a sancire, con la sua benedizione, il termine dello spirito di antagonismo e discordia e l’inizio di un nuovo cammino di fraternità e collaborazione, per essere nuovamente inviati, insieme, ad andare in tutto il mondo ad annunciare la buona novella. Certamente per noi francescani secolari, che siamo stati dei veri e propri catalizzatori di unità, non possiamo che gioire e sostenere questo rinnovato cammino di comunione che ci riporta all’origine. Le stesse parole di Papa Francesco rivolte ai Frati sulla minorità sono la magna carta da cui ripartire. «L’aggettivo “minore”- dice il Papa - qualifica il sostantivo “fratello”, dando al vincolo della fraternità una qualità propria e caratteristica: non è la stessa cosa dire “fratello” e dire “fratello minore». Con tutta sicurezza possiamo dire che la minorità, pur non mancando di motivazioni ascetiche e sociali, nasce dalla contemplazione dell’incarnazione del Figlio di Dio e la riassume nell’immagine del farsi piccolo, come un seme. È la stessa logica del “farsi povero da ricco che era” (cfr 2 Cor 8,9). La logica della “spogliazione”, che Francesco attuò alla lettera quando «si spogliò, fino alla nudità, di tutti i beni terreni, per donarsi interamente a Dio e ai fratelli». La Minorità è il luogo di incontro con Dio, di incontro con tutti gli uomini e le donne, di incontro con il creato. In queste tre dimensioni si può essere veri minori come ci voleva San Francesco, che nella Regola non bollata (6,3: FF 23) afferma: «Tutti allo stesso modo siano chiamati minori». La “minorità francescana” è anzitutto «luogo di incontro e comunione con Dio - ha sottolineato il Papa . Per san Francesco l’uomo non ha nulla di suo se non il proprio peccato, e vale quanto vale davanti a Dio e nulla più». Occorre essere davanti a Dio come un bambino: «umile e confidente» «consapevole del suo peccato» e prestare attenzione all’orgoglio spirituale, all’orgoglio farisaico che è la peggiore delle mondanità. Ciò che serve è una spiritualità di restituzione a Dio, «secondo la logica evangelica del dono ha spiegato il Papa - che ci porta a uscire da noi stessi per incontrare gli altri e accoglierli nella nostra vita». di Nino Calderone Occorre perciò evitare qualsiasi comportamento di superiorità. Questo vuol dire sradicare i giudizi facili sugli altri e il parlare male dei fratelli alle loro spalle; rigettare la tentazione di usare l’autorità per sottomettere gli altri; evitare di ‘far pagare’ i favori che facciamo agli altri mentre quelli degli altri a noi li consideriamo dovuti; allontanare da noi l’ira e il turbamento per il peccato del fratello. Ha ricordato poi il Papa ai fratelli francescani che «senza misericordia non c’è né fraternità né minorità” e se la giustizia porta a riconoscere i diritti di ciascuno, la carità che trascende tali diritti chiama alla comunione fraterna», non sono i diritti da amare ma i fratelli che vanno amati e accolti con rispetto, comprensione e misericordia. «Fate entrare nella vostra vita i minori del nostro tempo, tutti quelli che vivono nelle periferie esistenziali, privati di dignità e anche della luce del Vangelo», ha raccomandato papa Francesco. Infine, un invito particolare per il bene del creato e della Terra: «davanti al deteriorarsi globale dell’ambiente, vi chiedo che come figli del Poverello di entrare in dialogo con tutto il creato superando qualunque calcolo economico o romanticismo irrazionale e ricordando sempre la stretta relazione che c’è tra i poveri e la fragilità del pianeta, tra economia, sviluppo, cura del creato e opzione per i poveri». Ecco, allora, che la minorità è la scelta profetica del nostro tempo a cui è chiamata l’intera famiglia francescana. Per il primo Ordine si tratta di ritrovarsi, seguire e perseguire questo rinnovato cammino di unione, comunione e riconciliazione partito proprio dalla terra di San Francesco abbattendo le barriere e le divisioni che incrinano la fraternità, valorizzando tutte quelle esperienze che ne consolidino il cammino e siano espressione di una sana spiritualità evangelica. A noi francescani secolari il compito di sostenerlo in ogni modo, di ripartire anche noi dalla Regola e dalla fraternità, di far entrare nelle nostre carni e nelle nostre vite quel Cristo che si è incarnato per noi e farvi prendere dimora. Anche noi dobbiamo qualificare il nostro essere fratelli con l’aggettivo minori. Perché le fraternità siano vere palestre di comunione dove l’amore superi e abbatta ogni ostacolo e tutte le relazioni vengano purificate nel nome di una vera umiltà senza falsi atteggiamenti di accoglienza o di celata superbia. Spalanchiamo la nostra vita a Cristo che viene ancora una volta per noi, contrastiamo l’uomo vecchio per fare spazio all’uomo nuovo che illuminato dalla luce vera possa illuminare tutto ciò che sta intorno. E così sarà Natale!

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pag. 6 GENNAIO 2018 In Fraternità con Francesco 18-25 GENNAIO 2018: SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITA` DEI CRISTIANI “Fa che siano tutti una cosa sola: come tu, Padre, sei in me e io in te” (Gv17,21). Questa era la preghiera di Gesù. Invece, durante i 2000 anni della storia della Chiesa, ci sono state numerose incomprensioni e divisioni tra i cristiani. Però, all’inizio del XX sec. , molti cristiani hanno cercato di ravvicinarsi fra loro e di ristabilire l’antica unità. Questo movimento si chiama ecumenismo ed ebbe una spinta decisiva con il Concilio Vaticano II, promosso e voluto nel 1962 dal grande e indimenticabile Papa Giovanni XXIII (che istituì il Segretariato per l’unione dei cristiani divenuto in seguito Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani) e concluso dal suo successore Paolo VI. Quasi all’inizio del suo pontificato, Paolo VI si recò pellegrino in Palestina, il paese di Gesù. Visitò i luoghi santi e, a Gerusalemme, incontrò il Patriarca dei cristiani d’Oriente, Atenagora. I due pastori, a nome di milioni di cristiani, si chiesero vicendevolmente perdono e insieme pregarono per l’unità dei cristiani. «Fratello - disse il patriarca Atenagora al Papa - rendiamo gloria a Dio che ci ha condotti qui. Su questa terra santa è risuonata la voce di Gesù, di qui è partito il suo divino insegnamento. Fratello, noi abbiamo camminato a lungo desiderando di incontrarci e ora ci ritroviamo nel nome del Signore». In questi ultimi anni si sono moltiplicate le iniziative a favore dell’unità dei cristiani. Lo scopo è quello di trovare un punto d’incontro nella comune fede in Gesù Cristo e nel suo messaggio di pace e di salvezza. Un significativo esempio del movimento ecumenico ci è dato da fratel Roger Schutz. Era protestante e si converte al cattolicesimo. Fonda a Taizè, un paesino della Francia, un convento che accoglie monaci cattolici, protestanti e ortodossi. Oggi, questo convento è diventato punto d’incontro di migliaia di giovani, provenienti da ogni parte del mondo. Essi vivono la stessa esperienza dei monaci della comunità e cercano, con la preghiera e il dialogo, di ritrovare l’unità della Chiesa. Taizè è per i cristiani un segno di grande speranza, «una piccola primavera di Antonio e Melania Papania che darà frutti di certezza», così l’ha chiamata Giovanni XXIII. Il desiderio di dialogo per rinnovarsi e crescere insieme ha spinto Giovanni XXIII e spinge Papa Francesco ad essere pellegrino in tutti i continenti per incontrare i rappresentanti e i fedeli delle numerose Chiese cristiane e non. Nel mondo ci sono diverse religioni non cristiane. Possiamo constatarlo nel luogo in cui viviamo. Infatti sono numerose le persone straniere che si sono stabilite in Italia per vari motivi (mancanza di lavoro, motivi politici, di studio …) e che professano una religione diversa dal cattolicesimo. È utile conoscere queste religioni per trovare ciò che unisce, per crescere nella fratellanza e nella pace. “I vari popoli costituiscono infatti una sola comunità. Essi hanno una sola origine, poiché Dio ha fatto abitare l’intero genere umano su tutta la faccia della terra, hanno anche un solo fine ultimo, Dio, la cui Provvidenza, le cui testimonianze di bontà e il disegno di salvezza si estendono a tutti finché gli eletti saranno riuniti nella città santa, che la gloria di Dio illuminerà e dove le genti cammineranno nella sua luce …” (Nostra Aetate). “La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini. Tuttavia, essa annuncia, ed è tenuta ad annunciare, il Cristo che è «via, verità e vita» (Gv 14,6), in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato con se stesso tutte le cose. Essa, perciò, esorta i suoi figli affinché, con prudenza e carità, per mezzo del dialogo e della collaborazione con i seguaci delle altre religioni, sempre rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana, riconoscano, conservino e facciano progredire i valori spirituali, morali e socioculturali che si trovano in essi” (Nostra Aetate).

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In Fraternità con Francesco GENNAIO 2018 pag. 7 IL “LAVORO” COME RINNOVATO OBIETTIVO PER IL NUOVO ANNO Credo che nella formazione morale, civile e intellettuale di Mario José Bergoglio (l’attuale Papa Francesco) non sia estranea la decisione dei suoi genitori di imbarcarsi da Genova alla volta di un Paese “dall’altra parte del mondo”, alla ricerca della dignità che solo il lavoro può garantire all’uomo. Infatti, Papa Francesco, in questi anni di pontificato, non si è limitato a manifestare apprezzamento per il principio sancito dall’art.1 della Costituzione Italiana (L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro) ma con lucidità e fermezza si è spinto ad affermare che lo Stato deve operare per creare opportunità di lavoro più che distribuire sussidi ai bisognosi. Con il lavoro si dà dignità all’uomo, con il sussidio se ne mortifica la personalità contribuendo ad annullarne la volontà di crescere. Certo, la posizione del Papa è molto avanzata e appare distonica rispetto a quei politici – compreso alcuni componenti del Governo – che parlano di reddito di inclusione sociale o di reddito di cittadinanza da distribuire a pioggia a disoccupati e indigenti. Ma allora il Papa non vuole che gli “ultimi” siano assistiti dallo Stato? Non è certamente questa la chiave di lettura delle sue parole. Egli sostiene che tutti siano messi in condizione di svolgere un’attività lavorativa che garantisca dignità sociale e reddito frutto dell’attività stessa. L’assistenza deve avere carattere di transitorietà ed essere funzionale all’auspicata occupazione. A questo punto, è bene tuttavia aggiungere che, in ogni caso, la promozione del lavoro non può e non deve essere soltanto un impegno dello Stato ma anche di ciascun Cittadino il quale, sulla base delle proprie capacità, il lavoro deve cercarlo e, direi quasi, inventarselo. Non dimentichiamo che l’istruzione è garantita e sostenuta (ma si dovrebbe fare di più) per i migliori (che non è detto siano i più intelligenti ma spesso sono i più volenterosi), mediante esenzione dalle tasse e con borse di studio. Pertanto, anche i non abbienti, se vogliono, possono conse- di Enzo Giunta guire adeguati titoli di studio e trovare spazio nel mondo del lavoro. Peraltro, da qualche tempo, lo Stato offre agevolazioni a giovani e donne che intendono avviare un’attività imprenditoriale. Tuttavia, sono ancora troppi quei giovani che, all’impegno nello studio, preferiscono rincorrere i facili guadagni offerti dall’attività criminale, specie di quella della criminalità organizzata. Ma c’è anche chi (e sono i più) si fa ubriacare dalle prospettive del mondo dello spettacolo, dove le luci si accendono per pochissimi, mentre alla moltitudine degli esclusi restano ferite indelebili. Ma non si può parlare di dignità del lavoro senza parlare di Paolo, il grande evangelizzatore dopo essere stato grande persecutore dei Cristiani. Infatti, in Paolo c’è un profondo legame tra il lavoro e l’annuncio del Vangelo. Egli, pur impegnandosi instancabilmente nell’apostolato e nella predicazione, lavora duramente per mantenere piena la sua indipendenza e per non dare anche la minima sensazione a coloro con i quali si relaziona che la sua attività missionaria serva a nascondere finalità di lucro e di interesse personale. E pretende che anche i suoi collaboratori si impegnino nel lavoro manuale, con la stessa finalità. In questo modo Paolo conserva la sua libertà interiore ed esteriore. Di questa scelta ne parla orgogliosamente nella seconda lettera ai Tessalonicesi, ma non in termini autoreferenziali e di presunzione bensì per stimolare i destinatari ad attendere operosamente il momento in cui “arriverà il Signore”. Un’ultima riflessione: il lavoro contribuisce anche a mantenere ed esaltare l’identità della persona. L’assenza del lavoro invece rischia di farne solo una componente indistinta della società, mortificando il ruolo assegnato all’Uomo da Dio stesso che lo ha posto al centro della creazione. Con questa consapevolezza, con la determinazione di Papa Francesco e con l’esempio dell’Apostolo Paolo, affrontiamo il nuovo anno pretendendo dalle Istituzioni l’impegno concreto a realizzare opportunità di lavoro, assicurando nel contempo la partecipazione attiva di ciascuno per non perdere l’identità ed esaltare la dignità del lavoro, anche quello più umile.

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pag. 8 GENNAIO 2018 In Fraternità con Francesco CHIAMATI AL SERVIZIO Il 16 dicembre la fraternità O.F.S. Santa Maria di Gesù di Termini Imerese ha celebrato il suo Capitolo elettivo. Il Capitolo è stato preceduto da tre incontri, durante i quali la nostra fraternità ha avuto modo di riflettere sul significato del termine “servizio”e di verificare il suo ultimo triennio. Il primo ed il secondo incontro si sono svolti il 5 e 6 dicembre, quando Nino Calderone ha tenuto una catechesi sul servizio partendo dalla lettura del Vangelo di Giovanni cap. 13, 1-17. Nella sua catechesi, Nino Calderone ha parlato di come l’evangelista inizi il capitolo affermando che Gesù «avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine». Durante la cena «si alzò da tavola, depose il mantello e, preso un panno, se ne cinse. Versò quindi dell’acqua nel catino e incominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con un panno». Con questo gesto si è chinato così tanto da servire l’uomo, si è manifestato nel suo amore infinito e ha chiesto ai suoi discepoli di fare altrettanto. Gesù ci esorta al “servizio” vicendevole nella comunità cristiana, ci invita ad imitare il suo esempio di umile servitore dei fratelli. Il servizio ai fratelli è il più grande insegnamento che Gesù ci ha lasciato e a cui tutti dobbiamo conformarci, in particolare chi è chiamato a svolgere l’ufficio di Ministro e di Consigliere all’interno della fraternità. Le Costituzioni Generali all’ Art. 31,1-2, così recitano: «Ogni Fraternità è animata e guidata da un Consiglio e da un Ministro (…). L’ufficio di Ministro o di Consigliere è un servizio fraterno, un impegno a sentirsi disponibile e responsabile nei confronti di ogni fratello e della Fraternità, affinché ognuno si realizzi nella propria vocazione e ogni Fraternità sia una vera comunità ecclesiale francescana, attivamente presente nella Chiesa e nella società». Una comunità i cui membri siano al servizio della Fraternità e della comuni- di Maria Antonietta Vega tà, sia attraverso la preghiera che attraverso la testimonianza e la partecipazione attiva. Nel terzo incontro - svoltosi il 15 dicembre nel salone dell’Istituto Villaurea alla presenza del Consigliere regionale Salvatore Medica e di fra Pino Noto (ofm Assistente Regionale) - il Ministro uscente, Giusi Fusco ha presentato la relazione delle attività e dei servizi svolti dalla Fraternità nell’ultimo triennio. Dopo la relazione, è stato dato modo ai fratelli ed alle sorelle della Fraternità di mettersi in discussione sia nel cammino formativo fatto che nel servizio che la stessa fraternità offre alla comunità. La fase elettiva, in cui la fraternità ha rinnovato il proprio consiglio locale, si è celebrata il 16 dicembre nel salone delle Serve dei Poveri del Beato G. Cusmano, alla presenza dell’assistente locale fra Agatino Sicilia (ofm), della Vice Ministra regionale Claudia Perricone e del Consigliere regionale Vito Milazzo. Dopo l’invocazione dello Spirito Santo si è proceduto alle votazioni, al termine delle quali sono stati eletti: Ignazio Cusimano (Ministro), Angela Giardina (Vice-Ministro), Nino Calderone, Giuseppe Aglieri Rinella, Giusi Fusco e Mimmo Palmisano (Consiglieri). Al Consiglio uscente un grande “grazie” per il lavoro svolto ed al nuovo Consiglio gli auguri di un buon servizio.            

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In Fraternità con Francesco GENNAIO 2018 pag. 9   BEATO PADRE GABRIELE MARIA ALLEGRA O.F.M. 26 gennaio Fra Gabriele M. Allegra nasce il 26 dicembre 1907 a San Giovanni La Punta (CT). A 11 anni entra nell’Ordine dei Frati Minori della Provincia religiosa di Sicilia. Completati gli studi, si reca a Roma per prepararsi alla vita missionaria in Cina. Qui traduce in cinese la Bibbia, nell’edizione cattolica. Fonda uno Studio Biblico ad Hong Kong ed erige uno Studio Sociologico a Singapore. Muore il 26 gennaio 1976. Le sue spoglie mortali si venerano nella chiesa di san Biagio in Acireale (CT). Il 29 settembre 2012, nella cattedrale di Acireale (Sicilia) è stato beatificato dal Card. Amato, Prefetto delle “Cause dei Santi”, per volontà di Papa Benedetto XVI. Un’altra stella di sacerdote santo si è accesa nel firmamento della Chiesa, una nuova lampada da “mettere sul candelabro” affinché faccia luce a quelli che sono in casa e fuori casa. Preghiera alla SS. Trinità per ottenere grazie mediante l’intercessione del Beato P. Gabriele Maria Allegra Eterno Padre, che hai fatto del P. GABRIELE ALLEGRA un esemplare perfetto di ogni virtù evangelica per la sua totale identificazione al tuo divin Figlio: umile, povero, crocifisso, DONAMI, per la sua glorificazione, la grazia che confidente imploro. Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Eterno divino Figlio, per il valore infinito della tua Passione e Morte e per l’amore tenerissimo verso la Madre tua Addolorata e Immacolata, di cui P. GABRIELE ALLEGRA fu figlio amatissimo, tanto da poter esclamare: “fammi la grazia di compiere sempre quanto il tuo Cuore Immacolato desidera, anzi, concedimi di fare in esso la mia perpetua dimora”, per la sua glorificazione, DONAMI, la grazia che confidente imploro. Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Eterno divino Spirito, che hai colmato di doni singolarissimi l’umile P. GABRIELE ALLEGRA e ti sei servito di lui per far conoscere ai popoli dell’Oriente e al mondo intero le meraviglie del tuo amore, CONCEDIMI, per la sua glorificazione, la grazia che confidente imploro. Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

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pag. 10 GENNAIO 2018 In Fraternità con Francesco SICILIA “NASCOSTA” di Nando Cimino SUTERA (CL) – IL BORGO DELLE CHIESE   Se consideriamo che il numero dei suoi abitanti non raggiunge nemmeno i 1500, verrebbe veramente da pensare che a Sutera le chiese, oltre quindici, siano più delle case. In effetti, questo delizioso borgo in provincia di Caltanissetta è anche conosciuto per il cospicuo numero dei suoi luoghi di culto, molti dei quali ancora in funzione, ed al cui interno si conservano numerose opere d’arte. Tra quelli che vi consiglio di visitare c’è sicuramente il panoramico santuario dedicato a San Paolino, che si trova in cima ad una roccia gessosa a circa 820 metri di altezza. Qui, dentro due antiche urne, sono ancora conservate le reliquie del santo insieme a quelle di altri due compatroni del paese, ovvero S. Onofrio e S. Archileone. Interessante da visitare è anche la chiesa di S. Agata, che si trova invece nel centro abitato e che, se pur successivi rimaneggiamenti ne hanno cambiato l’originario aspetto, è comunque una delle più antiche; essendo stata edificata nel XV° secolo. Al suo interno si conservano, ancora oggi, numerose statue e dipinti che vale la pena vedere. La cittadina, che fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia, è di impianto medievale e si trova a circa 100 Km da Palermo. Infine, cosa che in tanti non sanno, vi è nato anche Francesco Salomone, unico siciliano che nel febbraio del 1503 (“appena” 515 anni fa), insieme ad Ettore Fieramosca, partecipò alla storica disfida di Barletta.

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In Fraternità con Francesco GENNAIO 2018 pag. 11 LA RICETTA DEL MESE di Mariella Campagna Care amiche, la ricetta che propongo questo mese è la torta di noci, un dolce semplice e gustoso, dalla consistenza morbida e dal buon sapore di noci, questa torta è ottima per qualsiasi occasione. Potete servire la torta di noci al naturale, semplicemente spolverizzata di zucchero a velo, oppure utilizzarla come base per essere farcita con una crema al cioccolato o al mascarpone! Torta di noci Ingredienti per la pasta: 250g gherigli di noci, 150g amido di mais (maizena), 4 uova medie, 200g burro, 16g lievito in polvere per dolci, 1 cucchiaino estratto di vaniglia, 200g zucchero. Preparazione: Per preparare la torta di noci, iniziate tritando le noci con 50 gr di zucchero fino a renderle fini. Sbattete il burro a temperatura ambiente assieme al restante zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Unite le uova uno alla volta sempre sbattendo fino a che il composto risulterà omogeneo, quindi aggiungete l’estratto di vaniglia. Aggiungete le noci tritate assieme allo zucchero e poi la maizena che setaccerete assieme al lievito; quando avrete amalgamato il tutto con un mestolo, versate il composto in una tortiera da 24 cm imburrata e ricoperta di maizena. Infornate il tutto a 180° per 50-60 minuti, poi accertatevi dell’avvenuta cottura punzecchiando la torta con uno stecchino; se quando l’estrarrete sarà asciutto, la torta sarà pronta per essere sfornata. Una volta tiepida toglietela dallo stampo e lascia tela raffreddare completamente su di una gratella. Servite la torta di noci spolverizzando la superficie con dello zucchero a velo.. Buon Anno D …___________________________________ A PARTE NOSTRA __________________________________ Sinceri auguri alla consorella Angela Franzè e al marito Diego Gatto che, il 31 dicembre, hanno celebrato il loro matrimonio. Avvisiamo che il centro per la raccolta degli occhiali usati, degli oli esausti, dei tappi di plastica e dei cellulari guasti, anche nel periodo estivo, è aperto il sabato dalle 17.30 alle 18.30 nei locali del Convento di via Alfredo La Manna. Vi preghiamo di confluire con i vostri prodotti solo in questo giorno e di non lasciare sacchetti davanti al portone del Convento. Invitiamo:  a visitare, fino a domenica 7 gennaio, il presepe allestito nella cappella S. Rocco. Troverete aperta la cappella tutti i giorni, dalle 17.30 alle 19.00, e nei giorni festivi, dalle 18.30 alle 20.00;  a visitare e partecipare alla sacra rappresentazione del Presepe Vivente, realizzato dalla comunione e dall’impegno di tutti i gruppi della comunità ecclesiale di Termini Imerese, tra cui anche i fratelli dell’OFS e i giovani della Gi.Fra. La sacra rappresentazione si svolgerà ancora a gennaio nei giorni 6 e 7, nella zona storica della Maggior Chiesa e del Palazzo Comunale;  a visitare il sito internet della nostra Fraternità: ofstermini.weebly.com, dove, oltre alle notizie e alle informazioni sulle nostre attività, troverete tutti i numeri arretrati del nostro giornalino. Gennaio 2018 Buon Compleanno in Fraternità a: Carrieri Iolanda Aretakis Klimentiny La Rosa Rosario Balsamo Maria Francesca Cipolla Marilena Nigrelli Federica giorno 3 giorno 4 giorno 5 giorno 11 giorno 14 giorno 14 Lanza Antonina D’Agostino Vincenzo Di Nieri Monica Cafasso Laura Borzelliere Vincenza Gulioso Dario giorno 19 giorno 23 giorno 23 giorno 24 giorno 28 giorno 28

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pag. 12 GENNAIO 2018 In Fraternità con Francesco I F … N AN__________________ RATERNITÀ OTIZIE E VVENIMENTI _________________ di Ignazio Cusimano Incontro settimanale delle Fraternità OFS, Gi.Fra. e Araldini. Dopo le feste, riprendono gli incontri settimanali.  L’OFS: il mercoledì 10 con l’incontro pomeridiano, ci ritroveremo, alle ore 17.30, in Chiesa per la Celebrazione del Vespro, a seguire l’Eucarestia e l’incontro di formazione. Giovedì 11 con l’incontro serale alle ore 21.00;  I giovani della Gi.Fra.: riprenderanno gli incontri da mercoledì 10, alle ore 21.15; gli adolescenti da sabato 13, alle ore 18.30. Giovedì 12, alle ore 21.15, riprenderanno le prove di canto del nostro coro;  Gli Araldini: da venerdì 12 alle ore 17.30. Lunedì 1 Dal 2 al 4 Sabato 6 Domenica 7 Dal 25 al 27 Domenica 28 PROGRAMMA ATTIVITÀ E CELEBRAZIONI GENNAIO 2018 Solennità di Maria SS. Madre di Dio 50a Giornata mondiale della Pace Celebrazione Eucaristica alle ore 8.30 e 19.00 Festa della Provincia Religiosa dei Frati Minori di Sicilia Solennità dell’Epifania del Signore Celebrazione Eucaristica alle ore 8.30 e 19.00 alla fine della celebrazione ci sarà il bacio del Bambinello Festa del Battesimo del Signore Nelle celebrazioni Eucaristiche, rinnovo delle promesse battesimali Triduo di preparazione alla festa del B. fra Gabriele M. Allegra ofm ore 17.30 Santo Rosario ore 18.00 Celebrazione Eucaristica Festa del Beato fra Gabriele M. Allegra ofm ore 19.00 Solenne Celebrazione Eucaristica In Fraternità con Francesco Giornale mensile dell’Ordine Francescano Secolare “S. Maria di Gesù” Piazza S. Francesco, 11 - 90018 Termini Imerese (PA) www.ofstermini.weebly.com e-mail: infraternita@ofmsicilia.it Autorizzazione del Tribunale di Termini Imerese n. 480/16 R.G.V.G. Anno XVII - n. 1 - Gennaio 2018 Direttore responsabile Maria Grazia D’Agostino Editore Ordine Francescano Secolare “S. Maria di Gesù” Termini Imerese Questo giornale viene stampato in parte dall’Ordine Francescano Secolare “S. Maria di Gesù” e in parte in proprio dagli utenti. Redazione: Fra Venanzio Ferraro, Giusy Fusco, M. Antonietta Vega, Ignazio Cusimano, Mimmo Palmisano, Giulio Macaione. In questo numero hanno collaborato: Don Pino Grasso, Nino Calderone, Antonio e Melania Papania, Enzo Giunta, Nando Cimino, Mariella Campagna.

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