il continuum temporale freezato

 

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omaggio Amazing Stories ottobre 1940 “The day time stopped moving” di B.Buckner

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30/12/2017 NON IL CONTINUUM TEMPORALE EDIZIONI CHIP65C02 FREEZATO http://mia-fantascienza.blogspot.com | Collana JDAB

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✔Note Legalesi. Il webmaster 6502 & Terminetor Magnetico ha costruito un omaggio Amazing Stories –ottobre 1940- in particolare al racconto “The day time stopped moving” di B.Buckner assemblando un plot remix: l’obiettivo del racconto é intrattenere, divertire, incuriosire il lettore. In nessun caso sono collegate al testo o all’autore, le persone, enti, organizzazioni e quant'altro citato direttamente od indirettamente nel testo. È importante tenere presente che ogni riferimento esplicito od implicito a fatti o persone, enti, organizzazioni, eventi, circostanze future o presenti o passate che taluni lettori possono riconoscere od associare è del tutto casuale ed immaginario. L'ebook.pdf è no-profit, l’autore non persegue nessuno scopo di lucro o profitto diffondendo online il materiale assemblato. Il volume è liberamente stampabile in tutto od in parte, è inoltre distribuibile senza alcuna limitazione legale, purché non ne sia alterato il suo contenuto e siano rispettate le condizioni di Copyleft(by-nc-nd) 2 A tale proposito ricordo che questo documento non è un sito d'informazione e nemmeno un risultato di un prodotto editoriale, l'ebook in PDF non contiene immagini di qualità, per cui la resa grafica dovrebbe essere alquanto limitata. L’ebook dovrebbe essere facilmente stampabile ed intuitivamente rilegabile o spillabile in un vero libro già correttamente impaginato. Le immagini non dovrebbero essere coperte da copyright, le ho trovate con google.images e le ho lasciate in RGB e convertite in bianco e nero a 96dpi per complicare la stampa. E’ possibile che altre foto reperite con google.images io le abbia sintetizzate artificialmente mantenendo l’RGB per gli scopi letterari, oppure degradate in scala di grigio. In ogni caso le fotografie restano di proprietà dei loro legittimi proprietari bla, bla, bla... Non è "garantita al limone" la resa grafica ed il processo di stampa di cui ogni utente ne assume la piena responsabilità. Il webmaster non si assume la responsabilità della completezza dell’informazioni pubblicate, dei problemi, danni di ogni genere che eventualmente possono derivare dall'uso proprio od improprio di tale file, dalla stampa, dall'interazione e/o download di quanto disponibile online. Tutti i marchi, loghi, organizzazioni citati direttamente od indirettamente sono di proprietà dei loro legittimi proprietari bla, bla, bla... tutelati a norma di legge dal diritto nazionale/internazionale, bla, bla, bla... legalmente registrati ecc... sì insomma dai!, non dite che non avete capito!. ✔Testo ottimizzato per una fruizione digitale in PDF ✔Testo ottimizzato per la stampa in fronte retro ✔Testo ottimizzato anche per la stampa “non in fronte retro” “Top Secret” stampato 30/12/2017 (v1.0) é in COPYLEFT(BY-NC-ND) ➜ http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/ 6502 & Terminetor Magnetico ➜ http://mia-fantascienza.blogspot.com

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Indice Prefazione: omaggio a Amazing Stories –ottobre 1940- …………….… pag. 4 Capitolo 1-Il continuum temporale frezato ……….….………. pag. 6 3

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Prefazione: omaggio ad Amazing Stories, ottobre 1940 Questo ebook vuole essere un omaggio alla rivista Amazing Stories, Ottobre 1940 in partico lare al racconto “The day time stopped moving” di B.Buckner. In questo terzo anno della co llana JDAB ho deciso d’introdurre un nuovo tipo di racconti di fantascienza: la rimasterizzazione del racconto di SciFi. Questo genere di ebook avranno: 4 • una copertina sempre identica “10 e lode Amazing Stories rimas ter izz ato”, • un titolo diverso, ovviamente a seconda del racconto, • un’impaginazione interna differente rispetto ai tradizionali racconti JDAB, in modo che questo tipo di ebook abbia un gusto estetico più prossimo, al format delle storiche “Pulp Mags”. • La “rimasterizzazione” sarà una traduzione dall’americano all’italiano corrente, mantenendo fabula ed intreccio identico a quello del racconto originale che fu pubblicato nelle Pulp Mags. • Saranno ridotti all’essenziale gli interventi di editing con tagli o sintesi/adattament i, atti a sopprimere le part i prolisse o le divagaz ioni troppo lunghe ed inutili, che non potrebbero essere più idonee, ai gusti di un lettore del XXI°secolo. • A differenza dei racconti di fantascienza sin’ora elaborati nella collana JDAB (remix, remake, porting in mult i-trama) la rimasterizzazione non conterrà una rielaborazione artistica.

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5 Questo ebook fa parte della co llana JDAB-Joint Direct Attack Book, una serie di testi in PDF, composti da remix, porting in multitrama, remake, di tutti quei racconti di “Amazing Stories & Wonder Stories & IF worlds of science fiction” che sono meritevoli di una moderna rivisitazione SciFi, a mio gusto personale!. Saluti e buona lettura! Chip65C02

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Capitolo 1 6 Dave Miller non avrebbe mai voluto farlo, questo pensava. I Millers non erano tipi melanconici, non erano dei tipi che la notte prima la sorte avrebbe preso le loro vite, di cui poi avresti letto nel giornale della mattina successiva. Ma Dave Miller era ubriaco totalmente fatto come una spugna- ma quando puntò la canna del revolver alla propria tempia, la canna fece un gelido anello alla sua tempia destra. L'alba stava per iniziare a sbucare silenziosa dalla finestra di cucina, alla debole luce mattutina, la lettera appoggiata sulle mattonelle dello sgocciolatoio lasciarono una lieve macchia. Con il gesto melodrammatico di un ubriaco, Miller scarabocchiò sopra la busta scrivendo "ecco perchè l'ho fatto." Miller aveva trovato la lettera di Helen nella busta 15 minuti fà un quarto alle cinque, com'era accaduto molto spesso nell'ult imo anno, Miller tornava a casa sempre tardi, assai ben dopo l'ora di chiusura del negozio, esattamente 12 ore dopo!. Alla fine Helen aveva fatto quello che da lungo tempo minacciava di fare: lasciarlo!. La lettera era breve, conteneva molte parole

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strappa-lacrime e speranze distrutte. tante "Non voglio fare l'elemosina, Dave. Nessuna donna avrebbe da ridire nel farlo, se sapesse di star davvero aiutando suo marito a superare un grosso problema. Quando gli affari hanno iniziato ad andar male un anno fà , ti dissi che ero disposta ad aiutarti in tutti i modi che avrei potuto. Ma non me lo hai permesso. Hai continuato a litigare quando le cose andavano m ale, spendendo tutti i soldi e le tue energie nell'alcool, nei cavalli, nel poker. Io posso essere la moglie di un alcolizzato, ma non la moglie di un codardo!." Lei stava cercando di dimostraglielo, ma Miller disse a se stesso che lui gliel'avrebbe fatta vedere ad Helen: chi era il codardo!. Codardo a chi?!. Forse lei avrebbe imparato la lezione!. Ci vo leva fegato a puntare $25 su un cavallo con la speranza di farne $500, chi avrebbe mai osato fare una cosa da pazzi così?! Il suo negozio di medicine andava a rotoli, ma chi poteva incolparlo, se l'acool che lui beveva come una spugna, dissolveva tutti i rimorsi che gli ronzavano in testa. Miller decise di premere il dito sul grilletto con rabbia e furore, ma un momento prima che il percussore colpisse il proiettile ed un tuono immenso entrasse nelle sue orecchie, Miller pensò che il buco che si sarebbe fatto in testa sarebbe stato il suo più completo insuccesso. Helen aveva ragione, lui era un codardo, c'era un dolore nel suo cuore, Helen era sempre stata fedele ed onesta e Miller questo lo sapeva. 7 Miller avrebbe potuto passare le notti ad ideare trucchi per aumentare i suoi affari, piuttosto che a sperperare tempo e denaro tracannando whiskey. Avrebbe potuto essere gentile con i suoi clienti, invece che arrogante e scontroso a causa dell'enorme mal di testa ed il dopo sbornia che aveva sempre in negozio. Anche Miller sapeva che non c'era mai stato nessuno che aveva fatto i soldi giocando alle corse dei cavalli, di certo nessuno li aveva fatti proprio

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quando più li sarebbero stati utili. Ma i cavalli, i superalcolici, gli affari, erano diventate tutte cose da pazzi nella sua testa, talchè Miller era adesso con una pistola alla tempia. L'uomo allontanò la pistola da se, dicendo:"Vattene via da me!, e poi?! e poi glielo faccio vedere io ad Helen!." ma nel momento in cui disse questo, il percussore cadde in avanti. _________ Miller aprì gli occhi all'inizio, la prima cosa che sentì fu il familiare rumore della campanella del registratore di cassa del suo negozio. "Ma che diavolo succede?" pensò Miller, talchè vide dove si trovava. Il registratore di cassa era aperto, una cliente alla sua sinistra porgeva $5 dollari, poi c’era un uomo con lo sguardo perso nel vuoto, mentre c'era una ragazzina ed un altro uomo al reparto dolci alla sua destra, con lo sportello del ripiano delle sigarette aperto e tutto sembrava come fermo. "Buon Dio! sto sognando?!" pensò Miller. Egli s i ricordava che la notte prima al gioco s'era ubriacato di brutto, ma non aveva mai fumato droga e non credeva che tali droghe avrebbero prodotto delle allucinaz ioni così imponenti. Pesanti congetture iniziarono ad inondare la mente di Miller: come c'era finito dietro il registratore di cassa?!. Chi era la donna che stava aspettando di fronte a lui?! 8 La vista della donna davanti alla cassa, riportò i pensieri di Miller alla realtà , inducendolo a cercare di capire cosa era successo. Miller evitò la mano guantata della donna che gli porgeva $5 e Dave Miller disse, schiarendosi la voce:"Quanto sarebbe il suo conto?". Ma la donna non rispose. "Come avete detto madam? $0.75 centesimi?" continuò Miller, cercando d’intavo lare una conversazione, ma la donna non proferì parola. Fu a quel punto che Dave Miller notò che c'era un enorme silenzio nel negozio. L'uomo fissò la donna negli occhi e s'accorse che le palpebre non si muovevano: la donna era immobile e tutto era come se fosse stato freezato e silente

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attorno a lui. I muscoli degli occhi di Miller cominciarono a muoversi in modo agitato, dette un'occhiata alla fontana di soda che aveva in negozio e quello che vide gli gelò il sangue!. La ragazza aveva un bicchiere di soda in mano e sembrava in procinto di bere, ma non stava inghiottendo il liquido. Il suo amico che era accanto a lei, fumava, o per lo meno aveva una sigaretta in bocca, c'era del fumo che usciva dalla sigaretta, ma questo non si muoveva. Il fumo della sigaretta rossa come la brace, aveva disegnato nell’aria un'elegante nuvoletta statica grigiastra, che però era vetrificata. C'era qualcosa d'angosciante e di supernaturale in quella scena. Preso dal panico, Miller tornò accanto alla donna vicino alla cassa, le toccò il vestito della spalla destra, che invece d'essere di morbido tessuto apparve essere duro come una roccia. Miller spinse forte e finalmente la donna si mosse, oscillando di pochi centimetri, proprio come se fosse stata una pesante statua di granito. Il panico s'impossessò di Miller, il quale si mise ad urlare chiamando il suo amico e correndo nel negozio:"Pete, Pete, che diavolo sta succedendo quà?! che cosa c'è che non va?!". Ma il giovane commesso in fondo al negozio non si mosse, non rispose, Miller provò ad afferrarlo per le spalle e tentò di farlo voltare, per parlargli in viso, ma Pete era co me una statua di granito immobile. 9 Miller pensò che quello che stava vivendo non poteva essere un'allucinazione, ma forse una qualche forma di brutto scherzo che gli era stato organizzato contro. Il suo primo pensiero fu quello di correre a casa da Helen per vedere se lei era in casa. Ci fu un grande senso di sollievo per Miller quando immaginava d’entrare in casa, gli intensi occhi blu di Helen lo avrebbero tranquillizzato, lei avrebbe di certo saputo che cosa c'era che non andava in tutta questa storia!. Miller corse fuori per strada, girò l'angolo per raggiungere la sua auto, ma la portiera dell'auto non s'apriva. Dave non aveva chiuso l'auto a

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chiave, continuò a far forza, agitò la maniglia, lottando con tutte le sue forze contro tutte e due le portiere ma non riuscì ad aprirle. Un pensiero distruttivo s'impossessò della mente di Dave: l’uomo si voltò a destra, a sinistra, guardò per strada, osservò con attenzione le auto, i passanti e notò con angoscia che non c'era alcun segno di moto di persone o veicoli in strada: tutto era freezato come pietrificato!. C'erano auto in mezzo di strada che stavano superando altre auto, ma non c’era movimento ed entrambi i veicoli erano fermi. C'erano pedoni che camminavano ma anche questi erano fermi, alcuni persino immobili in equilibrio su un piede solo!. C'erano per aria uccelli che volavano, ma i volatili non volavano erano fermi nell'aria, come se fossero stati appesi nel nulla!. Miller si mise a correre a perdi fiato, e non guardò più niente di quello che gli era intorno, l’uomo decise che non si sarebbe curato di nulla, sino a quando non avrebbe raggiunto la sua casa ed il suo giardino. Quando Miller raggiunse il suo quartiere, immediatamente notò grandi differenze da come se lo ricordava: era autunno e cadevano le foglie, ma queste erano state portate via dal vento, erano ferme a mezz'aria ed erano come di granito, appese nel vuoto. 10 C'erano anche dei bambini al parco che giocavano e sembrava quasi che si stessero rotolando a terra, ma i due bimbetti non si muovevano, erano in posizioni innaturali come fossero stati pietrificati a mezz'aria. Un uomo poco distante era intento a fumare la pipa, aveva acceso il fuoco. La fiamma era rossa e vivida, ma questa era immobile e non bruciava al tatto!. Miller raggiunse il citofono di casa, provò a suonare ma il campanello era immobile come una montagna, anche la chiave di casa non girava dentro la serratura. Corse dietro casa, dalla parte della cucina, Miller iniziò disperato a chiamare la moglie:"Helen, sei a casa?! Helen devi venire a vedere, c'è qualcosa di strano quà fuori!". Nessuna voce rispose, c’era solo un silenzio di tomba

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che regnava tutto intorno a Miller, l'unica voce che Dave udiva era la sua che invocava disperato il nome della moglie:"Helen, Helen". Per Dave Miller il mondo era un pianeta morto e silenzioso, dove solo lui era capace di parlare, muoversi. Entrò finalmente in casa sua, senza però irrompere vio lentemente fracassando porte o finestre che erano indistruttibili come il granito. Miller riuscì ad intrufolarsi dalla finestra di cucina che era stata lasciata socchiusa. La casa era al buio, in modo ansiogeno l’uomo cercò di verificare se ci fosse stato un corpo sul pavimento di cucina. La stanza era in semioscurità, tuttavia Miller non notò alcun cadavere, uscì affranto e distrutto, per sedersi sul marciapiede ai bordi del suo giardino, tenendosi con le mani il vo lto, menre la mente ed il cuore erano pieni di disperazione e rimpianto. Riflettendo sulla sua s ituazione Dave Miller concluse che l’alcolismo lo aveva condotto al suicidio, era un codardo e non aveva saputo affrontare i propri problemi con l’alcool. Se solo avesse avuto un’altra occasione di rivivere l’ultimo anno di vita, avrebbe certamente cambiato le cose. Qualcosa nel suo intimo gli disse che Dave Miller non era morto. Certo lui era calato nel mondo, era il suo ambiente quello che lo circondava ma la differenza principale dalla realtà nota a Miller e quella in cui si trovava a vivere, era che in questa nuova realtà non c’era moto: tutto era statico e privo di movimento. Il fuoco non bruciava, il fumo non saliva, le porte non si aprivano ed i liquidi erano solidi. Persino un filo d’erba era più duro del granito e tale da non poterlo ne strappare ne piegare. Nella mente di Dave Miller co mparve l’idea che il mondo s’era fermato come se un grande maestro ne avesse spento il suo funzionamento. 11 Dave aveva una forte emicrania, come soleva dire il suo amico Herman, di sera leoni poi di mattina coglioni. Tutto quello di cui Dave necessitava era del buon caffè caldo e del bromo per far scivolare via la sbornia. Tuttavia, anche i ristoranti gli erano preclusi. Il caffè era di

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granito, non c’erano odori, i contenitori del caffè erano inamovibili come montagne. Era difficile scovare un modo per fuggire via da questa realtà, da cui non sembravano esserci uscite d’emergenza. Lacrime di tristezza scesero dal volto dell’uomo, che disperato disse:”Helen, tesoro mio, dove sei?!”. Non ci fu risposta alla domanda di Miller, solo silenzio: quando d’un tratto alla sua destra ci fu un piccolo movimento. Qualcosa fu sparato tra le auto e dove Miller era seduto: era qualcosa di peloso e morbido, in meno che non si dica una lingua rossa di un cane poliziotto gli stava leccando il viso. Il cane era così contento di aver trovato qualcuno in città che fosse ancora vivo, che non lasciava Miller respirare. L’uomo rise, afferrò il cane affettuosamente e disse:”dimmi bambino, da dove vieni?! I tuoi padroni ti hanno abbandonato o non vogliono più parlare con te?! Come ti chiami?!”. C’era un medaglione al co llo del cane e stava scritto –Maggiore-. Miller disse rivolgendosi al cane, mentre lo accarezzava arruffandogli il pelo con affetto:”Beh!, adesso almeno ci faremo compagnia! L’un l’altro!. Che cosa facciamo piccolo?! Facciamo una camminata in centro, magari il tuo fiuto riesce a scovare altri nostri amici che sono ancora vivi in questa città?!”. 12 Miller camminò per due isolati, quando all’improvviso gli venne l’idea che c’era un altro modo per far trascorrere il tempo in modo più efficiente. Avrebbe potuto andare in biblioteca. Evidentemente lui s’era sparato in testa, di cui però non c’era prova, dato che non aveva trovato il suo corpo steso in cucina. Miller pensò che andando in biblioteca a leggere, forse avrebbe potuto scoprire qualcosa sulla sua strana situazione. I passi dei due strani visitatori riecheggiarono rimbombando nella grande scalinata di cemento della grande biblioteca. Miller si rivolse al bibliotecario chiedendo:”Vorrei leggere qualcosa sulla chirurgia cranica, Io…”. Scioccato Miller s’accorse che

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stava iniz iando a parlare con se stesso. Nello stesso istante una voce si materializzò da un lato della libreria, questa disse:”Se trovi qualcosa, fammelo sapere.” In un angolo della libreria un vecchio con la barba bianca e gli occhiali, fece un grosso sorriso e disse:”Ehi coso!, pensavo di essere l’unico quà”. Miller corse verso l’anziano e disse:”Mi scusi se sono inopportuno. Ho girato per due ore in questa città senza trovare nessuno, pensavo d’essere l’unica anima in giro!”. L’anziano rispose:”E’ ragionevole, ma nel mio caso è diverso: sono io il responsabile di tutto ciò!.” “Tu?!” esordì sopreso Miller:” io che pensavo che tu…”. L’uomo anziano sorrise ed indicò con il volto il suo blocco notes che era colmo di complicati calcoli matematici di cui Miller non comprese niente. Miller studiò rapidamente il vecchio: era robusto e spalle larghe nonostante i suoi 60 anni, vestito di un completo grigio-verdastro, occhi vispi ed intelligenti. “C’è un problema proprio quì” disse il vecchio, indicando il taccuino, poi continuò ”ho fornito solamente tre stati d’amplif ica zione, perché quattro sarebbero stati troppi. Nonostante questo la fase non procede”. 13 “Non ti seguo, voglio dire, sì insomma che significa?” chiese Dave Miller che poi commentò “Pensavo fosse stata colpa mia, per qualcosa che avevo fatto”. Il vecchio prese il suo lapis e si grattò la tempia pensieroso poi esordì:”Sono John Erickson, dell’Istituto Wanamaker”. ”Oh! capisco” fu la risposta di Miller. Miller sapeva che all’istituto Erickson studiavano l’atomo, sparando atomi contro atomi, per creare collisioni, per il futuro della scienza. Gli occhi del vecchio indugiarono silenziosi sul volto di Dave Miller, poi l’anziano disse:”Sei stato malato vero?”. Miller rispose:”Non proprio, più esattamente

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ero ubriaco fradicio, poche ore fa.” “Mmhhh… ubriaco…” ebbe a ripetere il vecchio con tono pensieroso.”No!, non può essere solo questo, deve esserci anche qualcos’altro, l’impulso non sarebbe stato così potente. Posso capire il cane, poveraccio, l’ho colto mentre era tra la vita e la morte, perché era finito sotto un’auto”. Miller adesso sapeva che cosa era stato il botto che aveva sentito poco fa da cui era poi comparso il cane poliziotto. Poi Miller si fece coraggio e disse:”Beh ho commesso suicidio, è per questo che ero ubriaco. Non c’è mai stato un suicida nella mia famiglia, da molte generazioni. Bisogna trovare tanti liquori fà, per rintracciare nei secoli un suicida nella mia famiglia per alcool”. ”Forse possiamo ritrovare il precedente che era stato settato. Ma non importa. Il punto giovane, è che siamo in un punto morto, e sarà alquanto difficile venirne fuori. Ma non soltanto noi tre, ma solo il Cielo sa quanto ce ne sono d’intrappolati nel mondo come noi” disse il vecchio. ”Potrebbe gentilmente spiegarmi cosa sarebbe successo?” chiese Miller. “Mi sento abbastanza sicuro di dirle che quando tutto questo sarà finito, noi saremmo ottimamente ricollocati. Io sono uno scienziato, un cervellone, noto per le mie teorie sul tempo. Più o meno il tempo sarebbe rappresentato nelle mie teorie come un lungo verme rosa, mentre per gli altri scienziati il tempo sarebbe continuamente creato. Il tempo esiste, ma non ha un inizio od una fine, è un insieme infinito ma chiuso, semplicemente perché non si potrebbe immaginare un universo senza tempo. Quindi secondo me il tempo è come un binario di una ferrovia circolare senza fine, ma allo stesso tempo uno spazio chiuso. Noi viviamo e moriamo solo se attraversiamo il tempo, il futuro esiste, quanto esiste 14

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contemporaneamente il passato; quando i due momenti s’incontrano si fondono nel presente per un istante infinitesimale che è quello che definisce il nostro presente. Il cervello di Miller stava rimuginando sulla situazione. Quelle cose dette da Erickson erano note sino all’inizio dei giorni. “Sono confuso” disse Miller. “E’ normale, non ti devi attendere di capirle subito, è una vita che io ci sto riflettendo su queste cose!. Quando il tempo, ossia il treno ripassa nello stesso punto, in questa immensa ferrovia circolare, è poi possibile tornar e nel passato. La mia idea è che un uomo, dotato di un appropriato impulso, possa tornare nel tempo. Per la natura stessa del tempo, un uomo non potrebbe andare nel futuro ma solo fare una deviazione, finendo per planare nel suo passato. E questo è, grosso modo tutto quanto”. “Come grosso modo?” esordì Miller. “Siamo intrappolati in un momento nel tempo che non può andare ne avanti, ne indietro. Io, te, il cane, e lo sa il Cielo quanti altri sono intrappolati in questo punto morto. Una spiaggia senza tempo, da cui potremmo muovere solo tramite il mio hardware impulsor”. 15 “Dove è mia moglie?” chiese Miller. “Non c’è dubbio che tu possa vedere tua moglie, ma ti apparirà come una statua, perché per noi il tempo non esiste più. Quello che adesso conosco e che può integrare la mia teoria, è che non sapevo che eravamo capaci di vivere in un breve istante, il presente. E’ comunque possibile vivere anche fuori dal tempo, ma occorre un grosso impulso come la morte. E solo quelli che sono tra la vita e la morte, o che sono morti, possono percepire lo stato del mondo fuori dal tempo.”

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