Catanzaro city magazine GENNAIO 2018

 

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Mensile di informazione, attualità, cultura , sport e servizi

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CATANZARO CITY MAGAZINE Magica Alchimia, la nuova stagione del Teatro Politeama Fortunato Amarelli, le dolci radici di una famiglia Le evoluzioni di Alice Ruggiu, ai campionati mondiali di "kitesurf" in Brasile CATANZARO MA G A Z I N E mensile indipendente di informazione | anno VI | n. 50 | gennaio 2018 | € 1,00 ORARI AULLF'IFNTIECRNIAO GLLII La politica è bella. Intervista ad ALolebsesllaondra

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CC AA TT AA NN Z Z A AR RO O M A MG AA GZ AI NZ EI N E 2 N. 4 9N. |5 0D |I CG EE MN NB AR I E O | | 22 00 11 78

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S OMMARIO EDITORIALE 4 QUARTIERE LIDO, PER VOI GIOVANI? 6 LA CICLABILE? BASTA VOLERLO 7 7 Anno VI - n.ro 50 - gennaio 2018 PERIODICO MENSILE INDIPENDENTE Testata registrata al Tribunale di Catanzaro il 16/4/2013, n.ro 314 Numero chiuso in redazione il 15/12/2017 Tiratura 3500 copie Mensile di informazione, attualità, cultura, sport, rubriche e servizi utili. NON RICEVE NESSUNA SOVVENZIONE. La collaborazione è libera e gratuita, gli articoli rispecchiano l’ideologia e il pensiero degli autori, i quali se ne assumono piena responsabilità. Garantiamo a tutti, diritto di replica. La redazione si riserva di rifiutare articoli non idonei alla linea editoriale del giornale. Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica sono riservati. È vietata la pubblicazione e l’uso anche parziale di testi, illustrazioni e foto con qualsiasi mezzo meccanico, elettronico, o per mezzo di fotocopie. Tutto il materiale ricevuto (testi e fotografie), anche se non pubblicato, non sarà restituito. Direttore editoriale: PINO RUGGIU Tel. 335.470145 pinoruggiu.posta@gmail.com Direttore responsabile: PINO RANIERI Tel. 347.5354137 hulixe@virgilio.it I collaboratori a questo numero la cui partecipazione è libera e occasionale, non sono membri della redazione e cedono a titolo gratuito ogni tipo di diritto, ivi compreso quello d’autore, dell’articolo pubblicato. L’Editore si dichiara pienamente disponibile a valutare le eventuali spettanze di terzi per la pubblicazione di immagini e testi di cui non sia stato possibile reperire la fonte. Grafica e impaginazione: AGENZIA RUGGIU Tel. 335.470145 agenziaruggiu@gmail.com www.ruggiu.blogspot.it Abbonamenti: ANNUALE: (11 n.ri) € 25,00*; Sostenitore/SILVER: €100,00* (11 n.ri); Sostenitore/GOLD: € 200,00* (11 n.ri); Sostenitore/PLATINUM: € 300,00 (11 n.ri)*. (*): L'importo comprende IVA e spese di spedizione. Il versamento dovrà essere intestato a: GIUSEPPE ANTONIO RUGGIU EDITORE Modalità di pagamento: ● BONIFICO BANCARIO BANCOPOSTA Cod. IBAN: IT97 O 0760104400000044106292 Causale: Nome/cognome/tipo abbonamento ● RICARICA POSTAPAY N.ro: 5333 1710 0223 5303 Causale: Nome/cognome/tipo abbonamento Per l’attivazione si prega di inviare i dati precisi dell’intestatario dell’abbonamento, unitamente alla ricevuta di versamento, alla seguente mail: redazionecitymagazine@gmail.com Editore: TITANI EDITORI Via Monte Giberto 47 - 00138 Roma Stampa: Printered VUOI FARE PUBBLICITÀ? Telefona al 335.470145 pubblicitacitymagazine@gmail.com N.B. È possibile consultare tutti i numeri arretrati, presso la Biblioteca Comunale di Catanzaro N. 5 0 | G E N N A I O | 2 0 1 8 10 8 VIENI CUGÌ, CHE QUI C'È POSTO 10 OCCHI SUL DIABETE 12 ALESSANDRA LOBELLO, LA POLITICA È BELLA AMARELLI, LE DOLCI RADICI DI UNA FAMIGLIA 14 14ELIA DIACO, UN MEDICO IN GAMBA 18 LE ALI DI ALICE RUGGIU 20 18 22 MAGICA ALCHIMIA AL POLITEAMA 24 ADOTTA UNA PIGOTTA 26 ASTARTE, TUTELA DELLE DONNE A CATANZARO, NASCE L'UDI 27 20DONARE È AMARE 28 L'ARTE DI SALVATORE MIGLIETTA 30 33 32 SETTINGIANO... ITALIA 33 DALLA CHIESA, UN PAPÀ CON GLI ALAMARI 34 ERAVAMO TUTTI POVERA GENTE ORARI BUS E TRENINI 37 34TURNI FARMACIE 38 3 CATANZARO MA G A Z I N E

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EDITORIALE ERA INEVITABILE! ■■■ A partire da questo numero, il costo del giornale subirà un leggero aumento di prezzo. Ce ne scusiamo: è stata una scelta necessaria, quanto davvero sofferta. Continueremo a lavorare ancora di più e ancora meglio, per rendere i nostri lettori sempre più felici e soddisfatti di ogni centesimo speso per acquistare la nostra rivista ■■■ Cari lettori e gentili lettrici, prima di tutto permettetemi di augurare a tutti un felice 2018, con la speranza che possiate continuare a scandire tutti i mesi del nuovo anno appena iniziato, in compagnia del nostro giornale. Cosa dire del 2017, se non che, almeno per il sottoscritto, è stato pieno di cambiamenti, sia personali che professionali. Per quanto riguarda il giornale, poi, nell' anno appena trascorso, i mutamenti sono stati davvero tanti. Potrei definirli quasi dei veri e propri sconvolgimenti, a cominciare dai vari avvicendamenti avvenuti in redazione, per non parlare poi, della grafica della testata che, pensate, nell’arco dei 12 mesi appena trascorsi, è stata trasformata ben 5 volte, come testimoniano le immagini delle copertine in miniatura, che fanno da cornice a questo testo! È variato sensibilmente anche il formato, ora più grande, perché ho ritenuto fosse necessario aumentare la visibilità dei nostri sostenitori, che tra l'altro, apprezzano particolarmente il nostro modo elegante, ordinato e sobrio, di promuovere la loro azienda. Inoltre sono riuscito, in tal modo, a dare maggiore spazio ai contenuti dei nostri servizi, rendendoli più dettagliati e più interessanti per voi lettori. Abbiamo anche reinserito, a furor di popolo, gli orari dei mezzi pubblici ed i turni delle farmacie. Ma purtroppo le novità non sono finite qui. Dico purtroppo, perché la modifica più antipatica, per voi e per me, è stata quella (non poco sofferta) del prezzo di copertina, anche se si tratta di appena trenta centesimi in più. Vi sto chiedendo di spendere un euro al mese, per un giornale che ritengo, scusate l'immodestia, valga anche di più, ma posso comprendere gli immancabili mugugni che deriveranno da questa variazione: in fondo sono anch'io fra quelli che rimangono sempre perplessi quando il costo di qualcosa aumenta. Giuro, speravo di poter reggere ancora un po', ma credetemi, è stato proprio inevitabile. Dio sa quanto avrei preferito non dovermi appellare alla fedeltà dei lettori, ma spero comprendiate le mie ragioni, perché questo non è un aumento fine a se stesso, come succede, ad esempio, quando andiamo al distributore di carburante, o acquistiamo le sigarette o altri beni di consumo, e spesso ci tocca pagare una cifra maggiore senza che il prodotto abbia subito nessuna miglioria che ne giustifichi il rialzo del prezzo. Mi darete invece atto, che nel nostro caso non è così, perché anche il più sprovveduto comprenderà che aumentare le dimensioni del formato di un giornale (e parliamo di tre centimetri in larghezza!), comporti l'impiego di più carta e quindi maggiori costi di produzione. Spero tanto che possiate considerare questi trenta centesimi in più come un tangibile sostegno all’ iniziativa della nostra rivista, che abbiamo messo in piedi con tanta passione e sacrifici, sempre più seguita ed apprezzata dalla cittadinanza. Piccolo o grande che sia questo aumento, sappiamo comunque di chiedere molto in questo difficile periodo ma, come vedete, noi cerchiamo di mettercela tutta per confezionare un mensile che sia sempre più ricco di contenuti e di servizi. Riponiamo fiducia nella vostra capacità di valutazione, con la speranza di essere riusciti, in questi sei anni di attività, a dimostrarvi tutte le nostre buone intenzioni, e ringraziamo fin d’ora chi sarà così gentile da voler seguirci con il medesimo entusiasmo di sempre. Felice Anno Nuovo e buona lettura a tutti.● Pino Ruggiu (pinoruggiu.posta@gmail.com) CATANZARO MA G A Z I N E 4 N. 5 0 | G E N N A I O | 2 0 1 8

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ZOOM QUARTIERE LIDO, PER VOI GIOVANI? ■■■ Il quartiere marinaro, soddisfa le aspettative degli studenti universitari? ELISA GIOVENE ■■■ Il quartiere marinaro della città, ha ultimamente raggiunto una particolare posizione di “gradimento” da parte degli studenti universitari. Varie possono essere le ragioni di questa scelta, ma le aspettative degli studenti a riguardo, sono realmente soddisfatte? Ebbene, con un piccolo sondaggio, si è voluto approfondire questo argomento con delle interviste individuali, ma anche generalizzate fra i ragazzi, delineando alcune delle più ricorrenti problematiche. Sono stati coinvolti pertanto degli studenti, in particolare: Ilenia M. (Vibo) studentessa in Dietistica, Martina D.T. (Rossano) studentessa in Tecniche della prevenzione negli ambienti e luoghi di lavoro, Cristina M. (Vibo Marina) studentessa in Scienze motorie. In primis, si è evidenziata la scelta della casa. In riferimento a ciò, il discorso potrebbe articolarsi in maniera ampia e sebbene le intervistate siano soddisfatte della propria scelta, alcune situazioni come riportato da altri studenti, non trovano congruità sulla base della “qualità/ prezzo”. In questo caso le richieste però non sempre trovano consenso, solo raramente, magari dovuto all’impellenza di avere una dimora per gli studi. Altre volte, invece, l’offerta è qualitativamente perfetta ed equa, quindi accettabile. La scelta abitativa, è rivolta anche all’ubicazione, infatti la zona centrale del quartiere viene preferita per potersi spostare facilmente. Gli spostamenti, come affermano gli studenti, non sono da attribuire esclusivamente a quelli giornalieri per poter seguire le lezioni in facoltà, ma anche nelle ore serali, quando la possibilità di un’ uscita con i colleghi non dovrà risultare un problema vista la mancanza di pullman per gli spostamenti da un capo all’altro nello stesso quartiere. Quasi tutti gli studenti non sono automuniti e la scelta della casa, pertanto, sovente diventa un’impresa se si vuole conciliare le varie opportunità: costi, ubicazione, trasporti ed esercizi commerciali vicini. Il “servizio trasporti”, è comunque una nota dolente generalizzata, poiché anche le corse per il Campus risultano essere esigue rispetto al numero degli studenti, infatti asseriscono che intorno alle ore 19.00/20.00, a viaggiare è un altissimo numero di ragazzi, per cui le corse dovrebbero essere necessariamente incrementate. A tal proposito, tra gli studenti è nato una sorta di “bla bla car universitario”, utilizzato al fine di ovviare a volte all’inconvenienza dei trasporti. Su una pagina facebook, infatti, gli studenti automuniti provvedono a pubblicare “ luogo di partenza ed orari” per chi abbia la necessità e la voglia di prendere in considerazione questa opportunità. Altra questione che gli studenti lamentano, è la mancanza di uno spazio culturale in zona, che possa fungere da centro studi. Molti degli studenti, sono costretti a tornare in “Campus” per poter usufruire della biblioteca universitaria, che però è relativa alla facoltà di giurisprudenza e quindi non abbastanza capiente per poter ospitare anche gli studenti di altre facoltà. Sulla base dei dati acquisiti, queste alcune delle problematiche nelle quali maggiormente incorrono gli studenti, forse, con particolare riferimento al “servizio trasporti” ancor oggi non del tutto efficiente, con corse esigue, inevitabili ritardi e pullman mancanti nelle ore serali. Sicuramente il quartiere, nonostante le problematiche enunciate dai ragazzi, vede un riscontro favorevole. Problematiche che tuttavia, potrebbero trovare una pianificazione, il che vorrebbe dire migliorare un contesto importante chè oramai fa parte della città e similmente rendere più agevole un percorso di studio già di per sé impegnativo per un gran numero di studenti.● CATANZARO MA G A Z I N E 6 N. 5 0 | G E N N A I O | 2 0 1 8

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ZOOM LA CICLABILE? BASTA VOLERLO ■■■ Perchè non utilizzare la linea della ferrovia dismessa, per realizzare una ciclabile, che porterebbe da Settingiano al quartiere Lido? Basta volerlo EMMANUEL RAFFAELE MARAZITI ■■■ In Europa l'utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto urbano e turistico produce un fatturato di circa 44 miliardi di euro. In Italia, la cifra arriva appena ai due miliardi. Perciò è potenzialmente una buona notizia la presentazione, lo scorso 10 novembre a Rimini, dell'"Atlante di viaggio lungo le linee ferroviarie dismesse". La pubblicazione, curata dal Gruppo Ferrovie dello Stato, è contestuale all'inserimento, tra gli obiettivi del Piano Industriale 20172026, di un "programma di valorizzazione dei binari non più utilizzati, che consentirà di arricchire la rete di mobilità sostenibile italiana e di recuperare i tracciati che percorrono paesaggi ricchi di storia e bellezze naturali". Intenzioni che, nell'introduzione di Gioia Ghezzi (presidente Fsi) e Claudia Cattani (presidente Rfi), sono mirate anche a preservare la "memoria storica" dei luoghi. "Cavalcare, pedalare e camminare" quali strumenti per "viaggiare nel tempo", spiegano le due donne al vertice. Con innegabili vantaggi economici per il gruppo, che risparmierebbe sulla gestione, ma anche per il territorio. Da un punto di vista pratico, infatti, una rete di percorsi di mobilità "dolce", ciclabili o comunque ciclopedonali, non solo contribuirebbero a "migliorare l'efficienza, la sicurezza e la sosteni- bilità della mobilità urbana, tutelare il patrimonio naturale e ambientale, ridurre gli effetti negativi della mobilità in relazione alla salute e al consumo di suolo, valorizzare il territorio e i beni culturali, accrescere e sviluppare l'attività turistica" - come viene fatto notare nel volume - ma sarebbero, prima di tutto, un passo importante nell'ottica del "recupero" paesaggistico. Un ottimo esempio di filosofia del riutilizzo applicato al campo delle infrastrutture e, dopo tutto, anche all'architettura del paesaggio: lo sviluppo non deve per forza accompagnarsi all'imbruttimento del territorio con l'abbandono di ciò che è "vecchio". Ecco perché non si può che accogliere con speranza la presenza nell'Atlante del tratto ferroviario dismesso che va da Settingiano al quartiere Lido. Nel bel bezzo del territorio catanzarese, la linea interessata segue prima la valle del fiume Corace e poi giunge al quartiere Sala, concludendo il suo percorso presso l'ancora attiva stazione di Lido. Complessivamente 17 km di tracciato che permettono di raggiungere "l'interessante" città di Ca- tanzaro ma anche di giungere poco distanti all'importante parco archeologico "Scolacium" a Roccelletta di Borgia. Dettagli che vengono evidenziati e che già sembrano suggerire un approccio di "rete" al progetto. Non cattedrali nel deserto e sprechi ma riutilizzo e connessione. Nel Def 2017 sono stati inseriti ben 374 milioni di euro per la realizzazione di dieci ciclovie nazionali. In commissione trasporti si discute un disegno di legge per lo "sviluppo della mobilità in bicicletta e la rete nazionale di percorribilità ciclistica". Ma, su 7mila km di tratte dismesse, finora sono state realizzate in Italia solo 800km di "green ways", 500km dei quali al nord. Dal momento che la loro realizzazione, secondo la legge 128/2017, è condizionata al reperimento delle risorse necessarie, si spera che la Provincia di Catanzaro possa attivarsi in questo senso. E, nel frattempo, si potrebbe iniziare con una maggiore attenzione alla mobilità in bici anche nei singoli comuni. Il disastro della pista ciclabile da Santa Maria a Catanzaro Lido non può essere facilmente dimenticato.● N. 5 0 | G E N N A I O | 2 0 1 8 7 CATANZARO MA G A Z I N E

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I N I ZI A T I V E VIENI CUGÌ, CHE QUI C'È POSTO ■■■Il grave problema dei tanti parcheggiatori abusivi MATTEO BRANCATI ■■■ Vi siete mai chiesti il reale significato del termine parcheggiatore abusivo? “Detto anche guardiamacchina che, senza autorizzazione prevista dalla legge, richiede, a volte anche mediante minacce, una somma di denaro al conducente di autoveicoli a fonte di una sosta in zone cittadine, per lo più pubbliche, adibite regolarmente o meno al parcheggio a pagamento”. Bene, adesso vi siete mai chiesti, a tal proposito, cosa dice la legge? “La legge italiana punisce l'esercizio dell'attività del parcheggio abusivo, qualora riconosciuto, solamente con una sanzione amministrativa. La legge 1º agosto 2003 n. 214 che introduce il comma 15-bis dell'articolo 7 del codice della strada, stabilisce che: salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano abusivamente, anche avvalendosi di altre persone, ovvero determinano altri ad esercitare abusivamente l'attività di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 726 ad euro 2.918. Se nell'attività sono impiegati minori la somma è raddoppiata. Si applica, in ogni caso, la sanzione accessoria della confisca delle somme percepite, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. Tuttavia, in alcuni casi, come deciso dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 21942/2012), la richiesta di denaro può essere equiparata al reato di estorsione. Dunque, un problema con la "P" maiuscola che sta colpendo, da qualche anno a questa parte, anche la città di Catanzaro, in particolar modo CATANZARO MA G A Z I N E 8 N. 5 0 | G E N N A I O | 2 0 1 8

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la zona dell’Ospedale “Pugliese”. In uno dei posti più affollati, alcuni ragazzi di colore, in cambio del parcheggio, chiedono sistematicamente una piccola somma di denaro. Purtroppo, in alcuni frangenti, la situazione è degenerata in violenza, proprio come avvenuto il 30 luglio del 2016, quando due vigili urbani, in servizio per cercare di fermare questo fenomeno, erano stati aggrediti da otto extracomunitari in viale Pio X, di fronte il nosocomio cittadino. E ancora, pochi mesi più tardi, precisamente a marzo di quest’anno, l’escalation di violenza aveva anche interessato alcuni Carabinieri dell’Arma, colpiti, per il medesimo motivo, da un gruppo di parcheggiatori abusivi di intenti a far posteggiare le auto. Due episodi gravissimi che, nonostante alcune task-force messe in campo dal Comune di Catanzaro, non hanno risolto il problema. Infatti, i parcheggiatori “illegali”, dall’alba, fino al pomeriggio, ancora oggi stazionano nei pressi della zona nord della città. Su Facebook e sui vari social network le denunce si sprecano, anche perché, secondo alcune testimonianze raccolte sul web, se un cittadino rifiuta di dare dei soldi ai parcheggiatori abusivi, l’auto in questione sarà oggetto di danni. Un paradosso, se si considera che il parcheggio è pubblico, quindi, senza limitazioni. Alcuni mesi fa, il primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando, aveva inviato a Camera e Senato una proposta di legge che comprendeva il carcere per i parcheggiatori abusivi, un deterrente particolare e sicuro per stoppare, o quantomeno limitare, questo fenomeno. Una proposta fatta, in quanto solo nel capoluogo siciliano il giro di affari si aggirava (nel 2016) intorno ai 6 milioni di euro. Tuttavia, come scritto in precedenza, i parcheggiatori abusivi possono essere arrestati per tentata estorsione, segno che la legge funziona per questi episodi. Una norma che dovrebbe essere attuata anche a Catanzaro perché la situazione è diventata insostenibile, proprio come affermato dalla maggior parte dei cittadini. Non si tratta di essere razzisti, ma di poter contare sulla sicurezza che, nel corso di questi anni, sta scomparendo. Il rispetto della cittadinanza catanzarese, nei confronti di ragazzi che provengono da Paesi colpiti dalla guerra, è alto, ma ci vuole una regola a tutto. Per non rischiare di aggravare ancora di più questo fenomeno. ● N. 5 0 | G E N N A I O | 2 0 1 8 I N I ZI A T I V E 9 CATANZARO MA G A Z I N E

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S A LUT E ■■■ Lo scorso 18 novembre 2017, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, l’associazione “Diabete Due Mari-ONLUS” ha organizzato una giornata di informazione e sensibilizzazione sul diabete mellito, una patologia cronica a larghissima diffusione in tutto il mondo, una malattia complessa causata da una ridotta capacità di produzione dell’insulina da parte del pancreas o di un suo utilizzo da parte dei tessuti. Da una recente ricerca risulta che in Calabria il 12% degli uomini ed il 9% delle donne è diabetico mentre l’8% degli uomini ed il 4% delle donne è border line (intollerante al glucosio) mentre tanti sono i giovanissimi che purtroppo incominciano ad ingrossare le linee di questo esercito sommerso. In tutto il mondo la popolazione di diabetici ammonta all’incirca a 350 milioni di individui: sono numeri da vera e propria epidemia, un’epidemia che dilaga in modo silenzioso. Durante la mattinata in una postazione attrezzata in piazza Prefettura a Catanzaro i volontari dell’associazione, alla presenza del presidente Luciano Ventura, del dr. Luigi Puccio, diabetologo dell’ospedale Pugliese-Ciaccio del capoluogo, ed altri, hanno proceduto al monitoraggio della glicemia di quanti volessero gratuitamente sot- toporsi ai test di controllo. Sono stati distribuiti fascicoli informativi e dispensati suggerimenti per la prevenzione. Con l’associazione “Diabete Due Mari” ha collaborato il Lions Club, Sezione Mediterraneo di Catanzaro. Era presente il presidente Antonio Lerose. La finalità della giornata di lotta al diabete intende far acquisire, a tutti, coscienza della ma- lattia per evitarne l’insorgenza e la necessità di modificare gli attuali stili di vita in ragione dell’alimentazione e dell’attività fisica che sembrano essere le vere vie la cura del diabete di tipo 2. Un efficace controllo del diabete non può avvenire senza il coinvolgimento attivo del paziente. L’educazione all’autogestione del diabete e l’adottare comportamenti e stili di vita sani rappresentano aspetti centrali di qualsiasi strategia terapeutica. L’associazione si propone quindi come interfaccia tra i diabetici e quanti rischiano di diventarlo ed invita tutti a farne parte non solo per un dovere verso se stessi ma come un importante gesto di azione civile anche verso gli altri (www.diabeteduemari.org).● CATANZARO MA G A Z I N E 10 N. 5 0 | G E N N A I O | 2 0 1 8

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L'I N T E R V I S T A ALESSANDRA LOBELLO, LA POLITICA È BELLA! ■■■ Continua la serie di incontri con i rappresentanti della giunta comunale PINO RUGGIU ■■■ «La politica è bella». Parafrasando le parole che il padre del protagonista di "Baarìa", il film di Giuseppe Tornatore, sussurra al figlio poco prima di morire, ci viene proprio da pensare a questo quando, dopo aver intervistato le principali cariche istituzionali del comune di Catanzaro, incontriamo Alessandra Lobello, 27 anni, neo assessore al turismo, alle politiche giovanili, al marketing territoriale, alle politiche del mare, ai servizi demografici e allo spettacolo. L’incaricata ci ha ricevuti nell’ufficio preso in prestito dal presidente del consiglio comunale, Marco Polimeni, il quale ci ha rilasciato a sua volta un’intervista, pubblicata proprio sul numero precedente del nostro mensile. La giovane donna si è raccontata ai nostri microfoni, e si è rivelata fin da subito molto empatica e cordiale, tanto che siamo passati con molta naturalezza a darci un meno formale “tu”, il che ha molto favorito la nostra breve chiacchierata dove ha subito dimostrato che oltre alla gradevolezza del suo aspetto fisico, c'è molto di più. Cara Alessandra, puoi fare una tua breve presentazione, politica e personale, per i nostri lettori? «Sono stata eletta nel gruppo consiliare “Catanzaro da vivere”. Cinque anni fa mi sono avventurata in quella che io considero un’affascinante esperienza, ovvero “il campo della politica”, avendo come riferimenti il senatore Piero Aiello e l’onorevole Baldo Esposito. La prima volta non sono stata eletta, ma ho avu- CATANZARO MA G A Z I N E 12 N. 5 0 | G E N N A I O | 2 0 1 8

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L'I N T E R V I S T A to la soddisfazione e la piacevole sorpresa di ricevere quasi 300 preferenze personali! Nel tempo ho continuato a essere operativa nello stesso gruppo politico, in quanto ne condivido appieno i valori, prestando il mio impegno, per spirito soprattutto di servizio. Durante le scorse elezioni, la mia gratificazione è stata grande, perché ho sfiorato i 500 consensi e la nomina assessorile è stata tanto inaspettata, quanto gradita, perché ha premiato quella voglia che ho di mettermi in gioco e di essere a servizio dei giovani». Prima d’ora hai svolto altri incarichi ufficiali? «Vista la mia giovane età, non posso parlare di veri e propri incarichi ufficiali. Cinque anni fa ho comunque intrapreso l’esperienza della “Consulta tecnica giovanile”, un organismo che ha affiancato l’esecutivo Abramo durante la precedente amministrazione, nell’ambito del quale mi sono occupata di gestire i rapporti con l'Università degli Studi "Magna Græcia" di Catanzaro (UMG). Nonostante il progetto sia andato poi a scemare, la voglia di fare politica attiva è rimasta e l’impegno e la perseveranza, questa volta hanno pagato». Puoi spiegarci in cosa consiste il tuo ruolo in seno al consiglio comunale e se lo ritieni adatto a te? «Ho l’onere e l’onore di ricoprire diversi ruoli. Sono infatti assessore al turismo, alle politiche giovanili, al marketing territoriale, alle politiche del mare, ai servizi demografici e allo spettacolo. Se questi ruoli siano adatti a me, non sono io a poterlo dire, ma mi auguro con tutto il cuore di poterlo dimostrare. Potenzialmente li ritengo pienamente nelle mie corde, in particolare la delega al turismo, in quanto ho fatto l’Erasmus, ho vissuto all’estero e mi sono occupata dell’accoglienza degli stranieri che venivano a vivere, se pur per un periodo breve, nella nostra città, avendo così modo di verificare la loro reazione davanti alle bellezze del capoluogo calabrese». C’è un incarico nella giunta comunale che forse non avresti gradito? «Credo di poter dire che avrei accettato qualsiasi incarico che mi avessero proposto, magari studiando e preparandomi adeguatamente per svolgerlo, come è mia consuetudine. Di certo i ruoli prettamente tecnici, come per esempio quelli relativi all’urbanistica, non sono proprio il mio forte, ma l’assegnazione degli stessi, è stata fatta in maniera oculata e responsabile». Cosa caratterizzerà il tuo mandato? «Sarò banale, ma sarò a servizio della città e curerò il bene comune e non del singolo. Se c’è qualcosa che forse mi caratterizzerà in particolar modo, sarà la voglia di riuscire a colmare la distanza tra i giovani e le istituzioni». C’è comunque qualcosa a cui vorresti dare priorità? «Mi preme molto il settore turistico, prima di tutto. Per usare un termine inglese molto in voga, bisogna fare tanto “incoming”, vale a dire incrementare il complesso di iniziative che favoriscono l'afflusso turistico dall'estero e rendere attrattiva Catanzaro. Inoltre è necessario curare di più il settore degli spettacoli per far ritornare la nostra città, che, non dimentichiamolo è il capoluogo di regione, al centro dell’attenzione. Si deve promuovere il nostro territorio nel modo migliore, sfruttando adeguatamente anche le politiche del mare, che rappresenta una nostra grandissima risorsa. Purtroppo non dispone più degli investimenti che ci sono stati in precedenza, ma ci stiamo impegnando a fare del nostro meglio». Parlando di turismo, quali sono i problemi urgenti da affrontare per rendere Catanzaro finalmente competitiva in questo campo? «Spesso è semplicemente un problema di programmazione, perché a livello strutturale e in quanto al nostro patrimonio storico, non siamo secondi a nessuno. Ripeto, si deve prima di tutto incrementare la comunicazione all’estero e presentare la nostra città in maniera adeguata. Trovo indispensabile, oltre che opportuno, rafforzare le realtà esistenti, come ad esempio il MGFF, tanto per citarne una, istituzionalizzandole e rendendole appuntamenti fissi». Come immagini la città alla fine di questa legislatura? Ti senti di fare delle previsioni a lungo termine? «Non voglio fare previsioni, perché le risorse sono abbastanza esigue e quindi dobbiamo ponderare qualsiasi investimento, affinché sia produttivo. Il settore del turismo è molto tecnico e non dà spazio ad errori. Dobbiamo migliorare dal punto di vista dell’accoglienza e “vendere” il nostro territorio, non solo agli stranieri, ma anche al resto d’Italia». Alessandra, hai avuto problemi a confrontarti con figure istituzionali che spesso sono molto più grandi di te? «Il mondo dell’associazionismo, da cui provengo, mi ha decisamente aiutato molto nei rapporti con la gente. Bisogna dire che la scelta del sindaco Abramo, di puntare sui giovani, è stata lungimirante: la cittadinanza non era abituata a rapportarsi con funzionari nel fiore degli anni a capo di incarichi di prestigio, come il mio. Posso comunque certamente dire che ho trovato un ambiente di lavoro molto ricettivo, anzi addirittura protettivo, se penso alla tutela che traspare da parte di chi ha più esperienza, nei confronti dei colleghi di età inferiore». Un aspetto fisico gradevole, in molti campi, offre inevitabilmente dei vantaggi. Per te è stato così, o ritieni che la bellezza ti abbia penalizzato? «Nel mio caso non penso proprio che abbia influito. Non ritengo poi che mi abbia penalizzato in alcun modo, o almeno non me ne sono accorta. Sicuramente faccio del mio meglio per dimostrare di essere soprattutto una buona amministratrice». Per concludere, cosa ne pensi del nostro giornale? Ritieni possa tornare utile al lavoro che stai svolgendo? Hai dei suggerimenti da darci? «Siete indubbiamente diventati un punto di riferimento per la cittadinanza, perché offrite tanti servizi, non ultimo quello di “presentare” ai cittadini, noi amministratori, uno per uno, come state facendo ora con me, che ho modo, tramite le vostre pagine, di farmi conoscere meglio. Inoltre state portando avanti questo progetto con tanta serietà e professionalità e non penso che abbiate bisogno dei miei suggerimenti».● N. 5 0 | G E N N A I O | 2 0 1 8 13 C A T A N Z A R O MA G A Z I N E

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IN C O P ERTINA ■■■ Se la Calabria può essere definita una “terra di eccellenze”, una parte del merito è da ricercare tra le bellezze paesaggistiche di quell’area compresa tra il litorale ionico e le alture della Sila, in cui sorge il comune cosentino di Rossano. È qui infatti che cresce in maniera spontanea, una qualità di liquirizia che caratterizza la nostra regione, riconosciuta dai testi scientifici come la migliore esistente in natura. Ma nel territorio della città bizantina, risiede da tempo immemorabile un’altra “ricchezza”: quella rappresentata dall’ingegno, dal talento, dal coraggio e dallo sguardo lungimirante di una realtà imprenditoriale che ha saputo trasformare un prodotto locale nella “liquirizia italiana famosa nel mondo”. Com’è facile intuire, sto parlando della Fabbrica di Liquirizia Amarelli, vera eccellenza calabrese, che da tre secoli si occupa della lavorazione e del commercio della pianta dalle lunghe e profondissime radici. L’azienda è leader nella produzione del delizioso alimento: lo storico nome di famiglia oggi è addirittura un “sinonimo” di liquirizia a livello internazionale. È diventato infatti uno dei più importanti brand del Made in Italy, che attualmente esporta il suo prodotto in 26 Paesi, e non può che essere anche uno dei più rappresentativi e prestigiosi “testimonial” della nostra Calabria. L’Amarelli è una delle aziende dolciarie più longeve e famose d’Italia, ed è anche entrata a far parte di “Les Hénokiens”, un club internazionale, riservato alle grandi dinastie industriali almeno bicentenarie. Il fascino della sua storia antichissima si avverte immediato quando ci si imbatte nella suggestiva visione del palazzo fortificato di impianto tardo quattrocentesco, che da sempre ospita lo stabilimento produttivo. È al suo interno che tuttora si lavora la liquirizia, per produrre tutta l’infinita gamma di specialità firmate Amarelli, a partire dalle intramontabili pastiglie nere e lucenti, confezionate nelle caratteristiche scatolette di metallo. L’edificio contiene anche la storica dimora della famiglia Amarelli, in cui si trova il Museo della Liquirizia. L’imponente struttura, in cui convivono passato e presente, testimonia il sapiente lavoro svolto dall’impresa nel tempo, per coniugare tradizione e innovazione. Un lavoro che ancora oggi è portato avanti in maniera egregia grazie alla competenza e all’impegno dei fratelli Fortunato e Margherita Amarelli, attualmente alla guida dell’azienda plurisecolare, rispettivamente nei ruoli di amministratore delegato e di responsabile marketing e commerciale. Ho incontrato l’amministratore delegato dell’impresa, che fa anche parte del Consiglio Direttivo dell’AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende FORTUNATOFamiliari) ed è inoltre presidente della Sezione Agroalimentare AMARELLI, L di Unindustria Calabria. Cordiale, empatico e colto, Fortunato Amarelli è un grande comunicatore, capace di un’arte oratoria in grado di incantare. Nonostante i suoi numerosi impegni, non ha esitato a concedermi un’intervista. Dalle sue parole appassionate, si evince la determinazione di chi crede nelle proprie idee e con convinzione si sta dedicando al percorso di rinnovamento e di internazionalizzazione dell’impresa, che ha tracciato assieme alla sorella Margherita. Ma nei suoi occhi che guardano dritti verso il futuro, si legge anche un amore sconfinato per la storia aziendale che ha sempre considerato come un punto di riferimento e di partenza, e anche come un valore aggiunto da supportare. Dott. Amarelli, la liquirizia è spesso definita “un’invenzione” tutta calabrese. Ci spiega il perché, e ci racconta la vicenda delle origini della sua impresa? «La Glycyrrhiza glabra, questo è il nome scientifico della liquirizia, nasce spontanea in tutta la Calabria in quantità enorme. In Italia è presente esclusivamente nella nostra regione, in Abruzzo e in parte nella Sicilia. Cresce poi anche in Grecia, in Me- CATANZARO MA G A Z I N E ■■■ La Fabbrica di Liquirizia Amarelli, vera eccellenza calabrese, da tre secoli si occupa della lavorazione e del commercio della pianta dalle lunghe e profondissime radici SABRINA MANTELLI 14 N. 5 0 | G E N N A I O | 2 0 1 8

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IN C O P ERTINA E dio Oriente e in Cina. Già nell’antichità era risaputo che questa in Calabria è la più buona del mondo: quali sono le peculiarità pianta avesse delle proprietà medicamentose: è infatti balsamica, che la rendono così gustosa? espettorante, ha azione antinfiammatoria e antivirale. All’epoca, «La liquirizia calabrese ha un tenore zuccherino maggiore ri- dunque, era come se la Calabria avesse “il brevetto dell’aspiri- spetto a quella che proviene da altre zone. È per questo che si na”. I proprietari locali di aziende agricole erano impegnati nella è distinta nel tempo, diventando anche un prodotto dolciario. Il vendita delle radici in tutta Europa probabilmente già dal 1400. microclima della costa ionica è in grado di esaltare il contenuto All’inizio del settecento, questi imprenditori, appartenenti a no- di “glicirrizina”, il glucoside che rappresenta il principio attivo bili famiglie come quella Amarelli, ebbero una felice intuizione: dell’estratto di liquirizia». avviarono dei “Conci”, ovvero degli impianti proto - industriali, Avere alle spalle una così importante tradizione impren- in cui misero a punto un metodo per estrarre il succo dalle radici ditoriale, non vuol dire necessariamente aver intenzione di della pianta, per realizzare un prodotto più facilmente commer- impegnarsi nell’attività di famiglia. Lei come si è reso conto cializzabile. Prelevando il succo della liquirizia, era possibile tra- che la sua vocazione era quella di occuparsi sportare in Europa solo il 7% del peso della radice, dell’azienda? risparmiando notevolmente sulle spese di «Mi fa piacere rispondere a questa do- spedizione. Questo procedimento ebbe manda perché mi da l’occasione di dire luogo per la prima volta nel mondo che in famiglia ci hanno sempre la- in Calabria, ecco perché la liquirizia sciato molto liberi di decidere. Io non è da considerarsi “un’invenzione sono l’unico rappresentante della calabrese”. A partire dal settecento, mia generazione, siamo in totale set- presero vita circa 80 aziende che te persone, tutti soci, ma ognuno ha producevano liquirizia in tutta la re- seguito le proprie passioni, anche gione. La nostra famiglia fa risalire se in realtà sono tutti molto vicini l’anno di fondazione dell’azienda al al mondo dell’azienda. Ho capito 1731, e oggi siamo l’unica impresa di volermi occupare dell’impresa rimasta che rappresenta quella storica quando avevo 10 anni e all’epoca realtà». a gestire l’Amarelli era il fratello di Attualmente la produzione della mio nonno, a cui io ero molto lega- liquirizia Amarelli si effettua ancora to. Dopo la laurea in giurisprudenza, nello storico “Concio” settecentesco: ho fatto un master alla Bocconi e sono come avviene il moderno processo di la- rientrato in Calabria per gestire l’azienda». vorazione? Quello dell’Amarelli è un successo che ha saputo resistere al «Alcune fasi, come la selezione delle radici o l’estrazione del tempo per ben tre secoli: secondo lei esiste una “caratteristica succo mediante bollitura, sono informatizzate e automaticamente vincente” che ha accomunato le 14 generazioni che si sono av- controllate, ma quella della concentrazione finale avviene ancora vicendate fino ad oggi? a cielo aperto, nella cosiddetta conca, e richiede l’intervento di «Si, e credo che questa caratteristica, sia da individuare in una una figura tradizionale della nostra azienda, il “mastro liquirizia- grande capacità di innovazione. Nel 1907 Nicola Amarelli fece io”. A lui spetta il compito di saggiare il giusto grado di cottura, installare delle avveniristiche caldaie a vapore, rivoluzionarie ri- stabilendo l’esatto punto di solidificazione della pasta di liqui- spetto al mondo dell’industria dell’epoca. Anche il Museo della rizia. Non abbiamo mai voluto affidare questa operazione a dei Liquirizia è una grande innovazione. Utilizzare il proprio bagaglio macchinari per standardizzare il prodotto. Riteniamo anzi che culturale come leva di marketing ci ha consentito di superare la la liquirizia possa essere anche un po’ diversa da una scatoletta pubblicità tradizionale, stimolando il cliente a venire direttamente all’altra, proprio perché c’è ancora “l’uomo” dietro la sua produ- in azienda, in modo da raccontargli il nostro prodotto». DOLCI RADICI DI FAMIGLIA zione. La fase dell’asciugatura, infine, è eseguita senza aggiunta di sostanze chimiche, con getti di vapore e apposite stufe». Nel 1987, la sua Azienda ha ottenuto la medaglia d’oro della Società Chimica Italiana per aver saputo coniugare l’artigianalità con le nuove tecnologie. Com’è possibile creare un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione? «Conoscendo bene il proprio prodotto. Per l’Amarelli è stato fondamentale. Oggi è difficile trovare ditte che realizzino macchinari per lavorare la dolce radice, visto che sono poche le aziende produttrici di liquirizia. Le macchine tradizionali vengono modificate tecnologicamente in fabbrica: ci si rivolge a un ingegnere oppure si trasferisce il know-how di altre aziende sulla nostra. I titolari di un’impresa come la nostra devono essere non solo buoni pasticceri, ma anche un po’ chimici e un po’ meccanici. La medaglia della Società Chimica Italiana arrivò proprio perché noi avevamo mantenuto il processo produttivo tradizionale, innovandolo». Secondo l’Enciclopedia Britannica, la liquirizia che cresce N. 5 0 | G E N N A I O | 2 0 1 8 15 Il Museo della Liquirizia "Giorgio Amarelli” oggi è il se- condo museo d’impresa più visitato d’Italia dopo quello della Ferrari a Maranello. Com’è nata l’idea di creare un simile spazio espositivo? «Abbiamo sempre avuto cura di conservare qualsiasi cosa che “parlasse” non solo della nostra azienda, ma anche di tutte le altre che lavoravano la Glycyrrizha glabra. L’intento era quello di rac- contare la storia inedita di un’imprenditorialità calabrese di primo livello, che in un paio di secoli è diventata leader della produzio- ne di liquirizia nel mondo. All'interno del Museo della Liquirizia, si trovano cimeli di famiglia, libri, foto d'epoca, attrezzi agricoli, abiti antichi. Nello stesso anno della sua inaugurazione, ovvero nel 2001, il Museo ha ottenuto il Premio Guggenheim Impresa & Cultura, e successivamente nel 2004 le Poste italiane hanno emes- so un francobollo dedicato alla nostra struttura museale». Da pochi mesi è stato inaugurato un nuovo ambiente mol- to moderno in continuità con il Museo, il “Factory Store”: di cosa si tratta? m CATANZARO MA G A Z I N E

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