PREHOSPITAL OXYGEN CARE

 

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Corso per la somministrazione Ossigeno nelle emergenze

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Pediatric Basic Life Support PBLS: Corso di Primo Soccorso Pediatrico Partecipando al corso di Primo Soccorso Pediatrico si apprendono le tecniche di base del primo soccorso per gestire i problemi sanitari più comuni che si verificano durante l’età pediatrica e al supporto delle funzioni vitali (Basic Life Support), per affrontare una situazione d’emergenza, a un bambino o un lattante privo di respiro o di battito cardiaco in attesa dell’arrivo del Servizio Sanitario d’Emergenza. Consigliato in particolare per: Genitori, nonni Personale scolastico e delle mense Baby sitter Animatori Allenatori delle giovanili Durata del corso: 4 ore circa (PBLS Bambino e Lattante). Visualizza il video con il codice QR CODE

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Salvamento Academy Srl Via Carpani, 121 - 57037 Portoferraio (LI) info@salvamentoacademy.com www.salvamentoacademy.it

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Presentazione Salvamento Academy Il progetto della Salvamento Academy è principalmente dedicato a tutti quelli che intendono promuovere e diffondere la cultura del Primo soccorso nella comunità attraverso corsi di formazione, in particolare per le Associazioni già impegnate a vario titolo nell’ambito sanitario, del volontariato, in quello sportivo, sociale o culturale, idem per i soggetti pubblici e privati. La nostra organizzazione didattica promuove corsi di addestramento base e avanzati di primo soccorso per soccorritori con l’uso dell’AED su tutto il territorio nazionale, in un contesto di eccellenza dei contenuti seguiti dagli istruttori e dai Centri di Formazione che aderiscono al progetto di formazione continua della Salvamento Academy. Se desideri diventare un Istruttore o un Centro di Formazione accreditato della Salvamento Academy e contribuire a diffondere la cultura dell’emergenza segui le pagine del nostro sito e scoprirai come partecipare al programma didattico. International Academy of Rescue and Resuscitation L’International Academy of Rescue and Resuscitation (IARR) è un’associazione scientifica senza scopo di lucro, libera, apartitica, apolitica, volontaria, di utilità sociale, che unisce coloro che hanno conseguito una certificazione Salvamento Academy. L’Associazione persegue finalità di utilità sociale nell’interesse generale, realizzando attività di ricerca scientifica e formazione di tutti i soggetti impegnati nel Primo Soccorso e salvataggio, nella ricerca e recupero persone, nella protezione civile, nell’emergenza sanitaria, con il preciso obiettivo di diffondere la cultura del soccorso e della sicurezza a favore della Comunità, in particolare verso le persone svantaggiate e con bisogni speciali. Iscriviti e sostieni anche tu i nostri progetti a favore della cultura del soccorso. www.iarr.eu

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L’AUTORE Dr. Riccardo Ristori Laureato in Medicina e Chirurgia Master in Medicina d’Urgenza stage c/o Beth Israel Deaconess Medical Center Harvard Medical School di Boston, formatore ai corsi di medicina d’emergenza Harvard Medical School” lavora presso il Dipartimento EmergenzaUrgenza/118 Livorno. Presidente della Società scientifica International Academy of Rescue and Resuscitation (IARR). Direttore scientifico della Salvamento Academy e autore di molti testi utilizzati dagli stessi istruttori nei corsi di primo soccorso base e avanzato. Revisori della Commissione scientifica I.A.R.R. per la gestione delle vie aeree Dr. Gabriele Ferrante Laureato in Medicina e Chirurgia, Specialista in Anestesia e Rianimazione. Dal 2003 è Direttore dell’Unità Operativa Anestesia e Rianimazione dell’ASL Avellino, dal 2008 anche Direttore dell’Unità Operativa Emergenza Territoriale -118 della Provincia di Avellino. È Istruttore Salvamento Academy, Membro della Commissione Medico Scientifica IARR, Docente di Anestesia e Rianimazione presso il Polo Didattico di Grottaminarda (AV) per i Corsi di Laurea per le Professioni Sanitarie dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Direttore e Docente di Corsi di Formazione e Aggiornamento Professionale, Medico Tesserato F.M.S.I., Giornalista Pubblicista.

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Indice Introduzione • Obiettivi del corso Capitolo 01 L’ossigeno • Aspetti legali e considerazioni generali • Caratteristiche principali • Unità Ossigeno e procedure d’utilizzo Capitolo 02 P• rinLcaipfiliopseofrialadeglersetsipoirnoe delle vie aeree • L’Ossigenoterapia e le sue indicazioni in Emergenza Capitolo 03 La ventilazione assistita • Maschera oronasale • Maschera oronasale con valvola venturi • CPAP Capitolo 04 La ventilazione manuale non invasiva • La pervietà delle vie aeree • L’assenza di protezione delle vie aeree • La ventilazione bocca-bocca e bocca naso • La ventilazione bocca-maschera • La ventilazione con cannula orofaringea e nasofaringea • La ventilazione con palloni autoespansibili Capitolo 05 Dispositivi sovraglottici • Classificazione dei dispositivi sovraglottici • I-gel Capitolo 06 Gli ausili alla ventilazione • Il pulsiossimetro • L’aspiratore • Il capnografo Appendice • Manutenzione equipaggiamento di primo soccorso • Rischi ambientali e precauzioni 5 9 11 12 14 15 18 19 23 31 32 34 35 37 38 39 40 42 46 50 57 58 61 65 66 67 68 70 71 72 Autore Riccardo Ristori Co-autore Stefano Mazzei Foto e immagini - ©Stefano Mazzei - ©Depositphotos - ©Salvamento Academy - ©Air Liquide Medical System Spa - ©Intersurgical Spa Disegni Rodolfo Ercolani ErreDue Grafica www.erreduegrafica.it Progetto grafico e impaginazione Sara Profeti info@saraprofeti.it L’utilizzo in questa pubblicazione di denominazioni generiche e marchi commerciali, anche se non esplicitamente identificati, non significa che questi non siano registrati e protetti dalla legge. ©2017 Salvamento Academy www.salvamentoacademy.it Tutti i diritti sono riservati. La riproduzione parziale o totale del presente manuale, viola i diritti di copyright e privativa ed è punibile a norma di legge. La presente pubblicazione può essere utilizzata per scopi didattici esclusivamente dai docenti della Salvamento Academy. Seguici su: Stampa Press up srl Via Cassia, Km 36,300 Zona ind.le Settevene 01036 - Nepi (VT) ISBN: 978-88-99404-08-6 Finito di stampare Dicembre 2017

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Introduzione Obiettivi del corso Prehospital Oxygen Care [ 7

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Introduzione Introduzione Nel corso dei secoli gli sforzi rianimatori sono stati rivolti a ottenere il ripristino della respirazione, tant’è che il termine asfissia (ά- priv. e σфύξις «polso»), utilizzato dagli antichi greci per indicare l’assenza di polso e quindi l’arresto cardiaco, ha subito un cambio di connotazione: con questo termine oggi si indica l’assenza di respiro! Le moderne linee guida sulla rianimazione cardiopolmonare stanno stravolgendo questi concetti storici andando a scoraggiare l’uso della ventilazione a favore delle compressioni toraciche (ovviamente solo in alcuni contesti, come la RCP praticata da personale non addestrato). Nel 2010 a seguito della pubblicazione delle nuove linee guida, American Heart Association e altri, hanno stabilito il cambio dell’algoritmo rianimatorio da ABC a CAB; è stata inoltre proposta la possibilità al personale non addestrato di effettuare la rianimazione cardiopolmonare con sole compressioni. L’idea della rianimazione con sole compressioni non è nuova: nel suo articolo del 1993 pubblicato su Circulation, Robert Berg aveva cominciato a raccogliere testimonianze di possibili successi rianimatori. In un secondo studio pubblicato nel 2001 sempre su Circulation, ha portato considerevoli prove che le soli compressioni toraciche consentono un livello costantemente elevato di perfusione cerebrale che ha portato a proporre in selettivi protocolli la possibilità di eseguire una RCP con sole compressioni per i primi 6 minuti, a cui deve fare seguito, dopo l’apertura delle vie aeree la ventilazione con ossigeno ad alto flusso. Nel 2005 è stata introdotta una nuova locuzione nella rianimazione: “rianimazione cardiocerebrale” (anziché cardiopolmonare), volendo intendere che le pause per la ventilazione non sono necessarie, anzi svantaggiose per la sopravvivenza delle vittime da arresto cardiaco: si è puntato anche molto nel trovare un’utilità nella ventilazione passiva, ovvero, dato che nella RCP durante la fase di rilasciamento di ogni compressione toracica, si ha un piccolo passaggio d’aria nei polmoni, questo dovrebbe essere in grado di garantire una piccola ma sufficiente ossigenazione del sangue. Ma in ILCOR 2010, non sono state trovate le prove scientifiche sufficienti per portare avanti questi concetti nella rianimazione: • L’European Resuscitation Council conclude che: “Non ci sono prove sufficienti per sostenere o rifiutare l’uso della ventilazione passiva. Fino a quando non saranno disponibili ulteriori dati, la somministrazione passiva di ossigeno senza ventilazione non è raccomandata di routine durante la RCP”. • L’American Heart Association ha confermato che: “ad oggi non ci sono prove sufficienti per sostenere la rimozione delle ventilazioni nella rianimazione avanzata (ACLS). 8 ] Prehospital Oxygen Care

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In ottobre 2013 nel loro articolo sulla gestione delle vie aeree durante la rianimazione cardiopolmonare in “Current Opinion in Critical Care”, Soar e Nolan evidenziano alcuni dei motivi per cui la rianimazione cardiocerebrale può avere vantaggi rispetto alla rianimazione cardiopolmonare standard: 1. Il sangue arterioso può rimanere ben ossigenato per alcuni minuti dopo l’arresto cardiaco (da causa cardiaca). 2. I soccorritori non sono disposti o in grado di fornire ventilazioni efficaci bocca-a-bocca. 3. L’attuazione di un programma di RCP con solo compressioni del torace ha dimostrato di aumentare i tassi di RCP praticati dai soccorritori occasionali. 4. Pause prolungate nelle compressioni, anche quando le ventilazioni sono efficaci, possono ridurre le possibilità di sopravvivenza. 5. In presenza di una buona pervietà delle vie aeree, le compressioni toraciche generano un flusso d’aria dentro e fuori i polmoni, sebbene i volumi correnti in gioco sono limitati. Ma poco dopo Gullo e Ristagno in “Rescuscitation”, libro di recente pubblicazione, raccogliendo dati sulla ventilazione passiva e sulle pressioni di perfusione, hanno enfatizzato 2 aspetti della morte improvvisa: quando essa è dovuta ad una causa cardiaca (come ad esempio nell’infarto), fino all’arrivo dei soccorsi avanzati si potrebbe optare per una RCP con sole compressioni toraciche, ma quando essa è dovuta ad una causa non cardiaca (ovvero ad una morte asfittica (come nel bambino, nell’annegamento, nell’ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo…), è necessaria una RCP standard (compressioni+ventilazioni). Ritornando alle linee guida europee, secondo l’ERC il personale non sanitario (laico) addestrato alla RCP dovrebbe saper effettuare la respirazione bocca-bocca, mentre il personale addestrato al soccorso extraospedaliero avanzato, deve essere in grado di gestire le vie aeree in 4 differenti modalità: • Ventilazione passiva con alto flusso di ossigeno; • Ventilazione con sistema maschera-pallone (pallone di Ambu); • Ventilazione con dispositivo sopraglottico; • Ventilazione mediante intubazione endotracheale. Viene inoltre posto un importante cambiamento d’indirizzo in materia di gestione delle vie aeree: sottolineando l’importanza di minimizzare le interruzioni delle compressioni toraciche, le linee guida hanno ridotto l’accento sulla intubazione tracheale, a meno che questa sia realizzato da persone altamente qualificato, in grado di garantire una minima interruzione delle compressioni toraciche. Ma come mai siamo arrivati a ritenere la gestione delle vie aeree più un problema che una risorsa? Prehospital Oxygen Care [ 9

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Introduzione Eppure una buona gestione delle vie aeree è di vitale importanza, è infatti essenziale per: • Garantire l’ossigenazione e la ventilazione; • Proteggere i polmoni dall’aspirazione del contenuto gastrico; • Stabilizzare il paziente durante il trasferimento su lunghe distanze; • Curare la post-rianimazione. Bisogna inoltre sottolineare il fatto che nella morte cardiaca da asfissia saper gestire le vie aeree è il fondamento dell’approccio rianimatorio. Una delle più importanti cause dell’ingestibilità delle vie aeree è dovuta probabilmente ad una scarsa preparazione del personale: la possibilità di ricorrere a personale specializzato (anestesisti-rianimatori), le strategie scoop and run, hanno fatto si che non vi sia una sufficiente formazione culturale alla gestione delle vie aeree in emergenza! 10 ] Prehospital Oxygen Care

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Obiettivi del corso Al termine di questo corso sarete in grado di: • Enunciare le normative vigenti che regolano la somministrazione dell’ossigeno normobarico per uso medico nella gestione delle emergenze sanitarie; • Elencare le principali funzioni dell’Apparato respiratorio; • Identificare i principali presidi per la ventilazione assistita; • Riconoscere i segni e i sintomi delle vittime colpite da deficit respiratorio; • Determinare le caratteristiche dei componenti dell’Unità ossigeno; • Fornire un’appropriata assistenza al paziente durante un’emergenza sanitaria in caso di deficit respiratorio; • Dimostrare l’abilità nell’assemblare e prestare soccorso con i presidi dell’Unità ossigeno e gli ausili alla ventilazione; • Definire le procedure per un corretto uso e manutenzione dell’Unità ossigeno. I presidi di erogazione Ossigeno che apprenderai in questo corso sono: • Maschera oronasale di rianimazione; • Pallone autoespansibile con reservoir; • Cannula orofaringea • Cannula rinofaringea; • Maschera facciale; • I-gel; • CPAP. Nota importante: La semplice lettura di questo manuale non può sostituirsi a un corso di primo soccorso svolto da Istruttori qualificati. Le esercitazioni a scopo didattico si eseguono esclusivamente su manichino per addestramento alla RCP e sotto la supervisione di personale qualificato. Per partecipare a questo corso è necessario aver superato con successo un corso BLS, (la certificazione è ritenuta valida se conseguita nei 12 mesi precedenti). Prehospital Oxygen Care [ 11

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Introduzione 12 ] Prehospital Oxygen Care WWW.SALVAMENTOACADEMY.IT

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Capitolo 01 L’ossigeno Capitolo 01 Aspetti legali e considerazioni generali Caratteristiche principali Unità Ossigeno PrePhreohspoistpailtOalxOygxeygneCnaCrear[e1[313

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L’ossigeno Aspetti legali e considerazioni generali Nella maggior parte dei Paesi non ci sono leggi che proibiscano l’acquisto dell’Ossigeno e l’uso in caso di un’emergenza. In altre aree possono esserci invece restrizioni sul protocollo d’intervento che potrebbe prevedere che il soccorso sia prestato esclusivamente da personale addestrato o sanitario. L’Ossigeno è ormai riconosciuto dai maggiori esperti a livello internazionale dell’emergenza sanitaria, come uno tra i più importanti presidi terapeutici supplementari a supporto del soccorritore nella rianimazione cardiopolmonare. Anche in Italia con la nota del Ministero della Salute del 27/03/2012, è espresso parere favorevole all’utilizzo di ossigeno in situazione di emergenza da parte di personale non sanitario, anche in assenza di un parere medico. Se tale pratica è affidata a figure stabilmente presenti nei luoghi dove esistano rischi che richiedano la somministrazione di ossigeno (per esempio bagnini, istruttori subacquei, capitani delle barche che accompagnano sub in immersione…), non s’incorre nell’esercizio abusivo della professione medica. I soccorritori devono aver ricevuto un addestramento al Primo Soccorso che fornisca conoscenze pratiche e teoriche tali da garantire la sicurezza necessaria per agire in modo rapido ed efficace in caso di emergenza (Basic Life Support). L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha poi stabilito che a partire dal 31/12/2016 non è più possibile per le aziende fornitrici di gas medicali effettuare ricariche su bombole di proprietà di terzi perchè la conformità alle normative di cilindri e valvole passa sotto la loro diretta responsabilità. Quindi la bombola contenente Ossigeno può essere solo noleggiata e non acquistata dal rivenditore del gas autorizzato. I rischi di natura medica che possono interessare il sistema nervoso centrale (SNC) o polmonare, legati alla prolungata assunzione di elevate concentrazioni di Ossigeno, sono molto rari, anche in quei soggetti affetti da patologie polmonari croniche che possano più facilmente avere effetti collaterali negativi. È quindi molto improbabile che ti troverai di fronte a questi casi di tossicità. Comunque, una vittima che si trova in uno stato d’insufficienza respiratoria o in arresto respiratorio, 14 ] Prehospital Oxygen Care

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deve essere soccorsa senza indugi, somministrando prima possibile Ossigeno ad alta concentrazione per ridurre l’eventuale edema polmonare e fermare l’ipossia. Ricordati che in questi casi i vantaggi superano notevolmente i possibili danni sopra citati, inoltre per far sì che accadano condizioni di tossicità, è necessario somministrare Ossigeno per un periodo molto lungo (alcune ore), tempo difficilmente raggiungibile durante un’emergenza sanitaria. Per un soccorritore addestrato, utilizzare Ossigeno in caso di necessità su una vittima colpita da deficit respiratorio, patologia da decompressione o sommersione, oppure durante le manovre di rianimazione cardiopolmonare, può rivelarsi decisivo per la sopravvivenza del paziente, poiché favorisce un apporto di sangue ossigenato sulla superficie alveolo-polmonare, migliorando sicuramente lo stato clinico compromesso dall’infortunio. Se poi, oltre all’Ossigeno, possiamo contare anche sul supporto di un defibrillatore semiautomatico (DAE), la percentuale di sopravvivenza della vittima aumenterà sensibilmente. Il personale sanitario nell’esercizio della propria professione è chiamato a somministrare ossigeno in qualsiasi evento cardiopolmonare e vascolare che lo necessiti. Capitolo 01 Prehospital Oxygen Care [ 15

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