Il Valdarno Dicembre 2017

 

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Il Valdarno dicembre 2017

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IlValdarno gratis a casa tua Dicembre 2017. Registrazione al Tribunale di Firenze n. 6005 del 25.11.2015 Dir. Resp. Francesco Fondelli. Editore: SEF srl Vicolo Libri 4 Figline, 50063 Figline e Incisa Valdarno Isc.ROC prat.1046013 - Stampa: Centro Servizi Editoriali S.r.l., Imola, Via Selice 187/189 40026 Imola (BO) Diffusione Gratuita - commerciale@ilvaldarno.info - redazione@ilvaldarno.info Centro islamico Serve il dialogo la trasparenza e tanta calma di Francesco Fondelli Da quando si è diffusa la notizia della prossima apertura di un Centro culturale islamico a Figline, numerosi cittadini - com’era del resto prevedibile - si sono rivolti al nostro giornale per saperne di più. Nella terza pagina riportiamo, in estrema sintesi, il contenuto di una lettera inviata da un gruppo di cittadini alla sindaca Mugnai. I firmatari della missiva si definiscono “cittadini a cui sta a cuore il progresso, la conoscenza e il pacifico scambio di relazioni tra culture diverse”. Se questo è vero l’amministrazione pubblica ha l’opportunità, ma anche il dovere, di avviare un confronto sereno con la cittadinanza. D’accordo che il tema è delicato e che può innescare strumentalizzazioni. Ma la scelta di mettere la sordina può rivelarsi alla fine controproducente. Dunque se ne parli nella massima assise cittadina, apertamente e tranquillamente. Il nostro giornale è disponibile, se serve. la denuncia dei pendolari pancani, la voce rai del giro quella fermata bus fa paura Chi prende il bus per Firenze vicino al casello di Incisa-Reggello si sente a rischio. La fermata è al buio, senza attraversamenti pedonali. E in più vi sfrecciano vicinissimi i camion. elogia il ciclismo valdarnese Il telecronista Francesco Pancani, la voce ufficiale del ciclismo in Rai, parla degli atleti valdarnesi: da Franco Chioccioli e Rinaldo Nocentini, fino al giovanissimo Vincenzo Albanese. A pagina 3 A pagina 27 :sanità Nel Valdarno aretino i tumori stanno diminuendo. Ma alcuni casi richiedono approfondimenti Cifre, paure e speranze Il nostro giornale ha deciso di mettere online - su www.ilvaldarno.info - tutti i dati relativi all’incidenza dei tumori nel Valdarno aretino (nel periodo 2000-2015). Cifre scaturite dal lavoro congiunto di Ispo, Usl Toscana Sud Est, Calcit Valdarno, in collaborazione con la Conferenza dei Sindaci del Valdarno. Così ognuno potrà farsi un’idea della situazione consultando direttamente nu- solidarietà rignano aggiunge un posto a tavola meri, grafici e tabelle. Gli esperti dicono che il quadro non è preoccupante “anche se gli eccessi osservati per alcuni tumori, possono meritare ulteriori approfondimenti”. In genere i tumori registrati sono in calo, anche se si nota un eccesso di tumori allo stomaco. Per quanto riguarda i maschi nel quinquennio 2006-10 furono registrati dati in eccesso limitati a leucemie e tumori della prostata. A pagina 8 Un’opera d’arte sul calendario dei medici Questa è l’opera d’arte realizzata da Fuad Aziz per il calendario Aseba. Un gesto di generosità simile a quello compiuto dai medici (nelle pagine interne troverete tutti i nomi) che sono sfilati davanti all’obiet- tivo del fotografo Giovanni Corti, mentre il dipinto di Fuad prendeva forma. Un grazie va agli sponsor dell’ iniziativa: Colorpiù e Ortopedia Menicalli. Un ringraziamento a Dolcezze Savini, Enoteca Baldi, Monica Barucci di ArteCapelli, a Raffaella Bonechi del salone Clori e a Stefano Consolati del Centro Servizi. Un plauso a Irene Borselli che ha curato la grafica. Alle pagine 21 e 23 Storie di alta pasticceria senese Sono Ferruccio Buti. FIORE è molto cambiata, è tornata agli splendori della sua antichissima storia: sono interamente fatti a mano i dolci della tradizione senese... ...sono le Eccellenze di Fiore. Esclusivamente nei negozi Fiore nel centro di Siena, in via Montanini e Sant’Agostino e nella Cafeteria a S. Maria della Scala.

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Dicembre 2017 PAGINA 3 IlValdarnogratisacasatua Ricambi meccanica Tel. 055 953323 Ricambi carrozzeria Tel. 055 9155626 Via degli Innocenti 6/6c • 50063 FIGLINE VALDARNO (FI) Fax 055 9154582/3 • E-mail: info@assosrl.com • www.assosrl.com :il caso La protesta dei pendolari che attendono il bus al buio, sul ciglio di una strada dove i camion sfrecciano vicinissimi Una fermata da brividi, anche di paura Lettera alla sindaca per il centro islamico In attesa della realizzazione della rotatoria tra l’uscita del casello autostradale “Incisa Reggello” e la strada ex statale 69 (costo previsto 420mila, di cui 250 a carico di Autostrade per l’Italia e 170 stanziati dagli enti pubblici) i pendolari che ogni mattina prendono l’autobus nei pressi del casello autostradale continuano a provare brividi di freddo e di paura. La situazione ce la racconta una delle persone che quotidianamente frequentano la fermata del bus: “Un gruppo di utenti, specialmente turnisti, usa il parcheggio scambiatore del cimitero di Incisa per prendere il bus che da lì si dirige a Firenze via autostrada. Tutti vivono una situazione di disagio e pericolo. Qualcuno ha scritto più volte alle autorità competenti, ma il problema Nelle foto: La fermata degli autobus lungo la SR 69 a ridosso del casello autostradale A1. ancora non è stato risolto”. to da erba, rifiuti e molti resti al buio dove i mezzi corrono “In pratica i pendolari, in ore di auto incidentate. In questo veloci. E poi chiediamo che diverse del giorno, parcheg- spazio molto stretto i pendo- venga realizzata una ferma- giano l’auto vicino al cimite- lari attendono il bus. Bisogna ta con pensilina per ripararsi ro. Poi s’incamminano lungo stare molto attenti perché con dall’acqua e dalle intempe- la regionale 69 per raggiun- il buio le macchine e i camion rie. Però ci rispondono che il gere la fermata del bus dalla sfrecciano vicinissimi”. problema verrò risolto con la parte opposta della strada. Le “Noi chiediamo un minimo di realizzazione della rotonda: protezioni in ferro in qualche sicurezza; mancano le segna- Ma come, e quando? Il pro- tratto sono già state colpite letiche orizzontali e verticali blema è ora. Non vorremmo pesantemente. La fermata per l’attraversamento della che in attesa della realizzazio- consiste in un palo storto sul strada; manca un punto luce ne dell’opera ci scappasse un ciglio della strada, circonda- che è essenziale in una strada incidente!” Un gruppo di cittadini “a cui sta a cuore il progresso, la conoscenza e pacifico scambio di relazioni tra culture diverse” ha chiesto alla sindaca Mugnai informazioni sul centro di cultura islamica che sta per nascere a Figline “Vi sono comprese anche attività religiose?” auspicando che i responsabili “nulla abbiano ad eccepire affinché il centro possa essere frequentato liberamente da tutti i cittadini che ne facciano richiesta, indipendentemente da sesso e religione”. Inoltre viene chiesto alla sindaca garanzie “affinché le attività del centro si svolgano in lingua italiana e quantomeno con traduzione”. RICERCHIAMO URGENTEMENTE IMMOBILI DI 2/3/4/5 VANI OLTRE VILLETTE TERRA/TETTO IN AREA VALDARNO. 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Dicembre 2017 PAGINA 5 IlValdarnogratisacasatua :il personaggio Un “Self made man” che nel 2019 sarà al vertice del Rotary Il Rotary club di Figline e Incisa, seguendo le tradizio- Il presidente che verrà,ni dell’associazione, ha già annunciato chi sarà il presidente per l’anno rotariano la bella storia di Cuccoli2019-2020.Unnomechenon ha sorpreso nessuno: Loriano Cuccoli è uno dei più noti im- prenditori valdarnesi, prota- gonista di una bella storia da “self made man”. In pratica è arrivato ai maggiori gruppi europei del settore dell’hair- Nine”. Loriano ha l’entusia- dressing, partendo da niente. smo di un bambino mentre “Ho iniziato facendo il ven- mostra il suo prodotto top di ditore porta a porta - racconta Loriano Cuccoli gamma: “Vede questa? E’ la Cuccoli, rievocando gli anni tra in società con gli inglesi uno come Cuccoli se ne stia prima piastra al mondo auto- Settanta - anche se l’inizio di Ghd. “In effetti è stato un con le mani in mano: “In ef- matica. In 3 secondi va a 190 che ricordo con maggior no- grandissimo successo, che fetti non sto fermo - risponde gradi. E non ha bisogno di stalgia è quello nel settore è durata fino a 4 anni fa. Ho sorridendo - anzi, sto svi- raffreddarsi. Si spegne in 32 musicale. Per 10 anni ho fatto ceduto le mie quote quando luppando questa bella rivo- secondi…”. Insomma, anche l’orchestrale, suonavo i fiati la società era al massimo”. luzione del mondo dell’hair questa volta sarà un succes- nel complesso che si chia- Ora è difficile pensare che styling che si chiama Cloud so. C’è da crederci. mava “I Perché”, nel gruppo c’erano anche Paolo Riviera e Claudio Giordani. Pensi che ci siamo esibiti anche alla Rubrica a cura di Adriana Bottacci Bussola”. Ma il successo arriverà per altre strade. “Finito Capodanno con zolfo e carburo il servizio militare, mi sono Nell’immediato dopoguerra CaC2), non era difficile tro- riusciva, gli appiccavano il fatto le ossa vendendo cor- non si facevano i botti a Ca- varne in casa, specialmente fuoco, e il barattolo esplo- redi porta a porta. Costavano podanno, perché non c’era- nelle campagne, perché i deva lanciandosi in alto con 350 mila lire e si vendevano no soldi da buttar via e poi, contadini usavano illumina- tanto di botto e non senza a rate, con le cambiali. Poi, di botti, se ne erano sentiti re gli ambienti con le lam- rischi. pur di non lasciare la Tosca- fin troppi e la maggior parte pade ad acetilene, costituite I botti li facevano anche con na, sono passato al settore dei della gente passava l’ultimo da due contenitori, quello il clorato di potassio, polve- prodotti per parrucchieri”. dell’anno più o meno come soprastante con l’acqua che re di zolfo e di carbone. Lo Ed è lì che arriva la svolta. gli altri trecentosessanta- gocciolava in quello sotto- zolfo e il carbone si trova- Cuccoli scopre le sue enormi quattro giorni, nell’attesa stante contenente il carburo vano ovunque, il clorato di potenzialità tanto da arrivare del pranzo del giorno dopo, di calcio. La reazione pro- potassio lo compravano in velocemente a collaborare un po’ più ricco del solito. duceva il gas acetilene che farmacia fingendo un mal con marchi internazionali, Per iniziare l’anno con nuo- passando da un beccuccio e di gola (in quei tempi ve- come ad esempio Toni&Guy. vi auspici non si era ancora acceso con un fiammifero, niva usato come antisettico “Dal 1975 al 2000 ho portato tornati alla vecchia usanza originava una luce vivida e del cavo orale), ponevano la a Londra 1700 parrucchiere. di buttar giù dalle finestre pulita rispetto a quella tre- mistura tra due pietre piatte, A gruppi di 20 frequentavano la roba vecchia, perché tut- molante delle candele. Ai una scalcagnata ed esplode- per tre giorni l’Academy di to veniva riparato e usato ragazzi bastava un baratto- va tutto producendo il botto. Tony&Guy. Quando tornava- all’infinito, il boom econo- lo di latta con un forellino Sicuramente allora di botti no in Italia avevano appreso mico era ancora lontano da e poche scaglie di carburo ne sentivamo più di oggi, le migliori tecniche dell’epo- venire. che, chiuse dentro e inu- erano il divertimento quoti- ca”. Ma il boom per Cuccoli I botti li facevano i ragaz- midite con qualche goccia diano dei ragazzi un po’ più arriva nel settore delle piastre zi con qualche pezzo di d’acqua o di saliva, genera- monelli e incoscienti, ma per capelli. Addirittura en- carburo (carburo di calcio, vano il gas che appena fuo- nessuno ci faceva caso. VI AUGURIAMO UN BUON NATALE SIMA è un’azienda che si occupa di riparazione e vendita di elettrodomestici, di piccole e grandi dimensioni. 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Dicembre 2017 PAGINA 7 IlValdarnogratisacasatua Reggello Via Roma, 37 Rignano sull’Arno • Firenze Tel. 055 8347141• 055 8349528 Mail: info@eventi6.it :la storia Gruppi di giovani fanno esperienza negli Usa per merito di una facoltosa coppia americana “Noi lo abbiamo chiamato ‘il Grazie a Gilbert e Louella Reesedono’, ed è l’opportunità che una famiglia generosa come i Reese ha dato e continua a ora Reggello è più vicino all’Ohiodareainostriragazzi”afferma Stefano Berti, tra gli ideatori e promotori del programma all’italiano la sua richiesta di si sono resi subito disponi- di scambio e conoscenza che acquistare dei fegatini che le bili a finanziarla, a beneficio vede coinvolti, ormai da molti servivano per preparare i cro- di tutti quei giovani che non anni, i giovani di Reggello e stini neri alla toscana”. hanno le possibilità per soste- quelli dello stato americano Da quel giorno Stefano inizia nere i costi del viaggio. Dal dell’Ohio. Un’iniziativa bella a frequentare i Reese, a con- 2008 l’Oratorio San Jacopo e significativa, che nasce da dividere con loro alcune espe- di Reggello è l’istituzione di un incontro puramente casua- rienze scoprendone lo spirito riferimento di questo gemel- le con i coniugi Reese, una fa- filantropico, il loro desiderio laggio, grazie anche alla pre- coltosa coppia americana che di dare senza voler niente in ziosa collaborazione iniziale per quindici anni ha trascorso cambio. Fondatori di un col- dello scomparso Don Mario. le vacanze a Villa Viesca, proprietà dei Ferragamo. lege a Newark nell’Ohio, Gilbert e Louella Reese, han- Nelle foto: I ragazzi di Reggello con i coniugi Gilbert e Louella Reese. Nel riquadro piccolo Stefano Berti e Simona Gonnelli durante il viaggio “Loro sono amici dei Ferra- no sempre creduto nell’im- negli USA. All’oratorio un’apposita commissione seleziona i ragazzi ritenuti idonei a partire: “For- gamo e hanno sempre amato portanza di aiutare i giovani apprezzassero Reggello e di alcune famiglie americane miamo dei gruppi di quindi- le nostre zone, il nostro stile meno abbienti, soprattutto quanto invece i nostri ragaz- per frequentare i vari corsi di ci, venti ragazzi di almeno di vita, la nostra propensione attraverso l’istruzione e la cul- zi idealizzassero l’America, full immersion del loro col- 18 anni. Ci sono io, Simona alla socialità - spiega Stefano tura: ho pensato di lanciare l’idea lege, e l’anno successivo noi Gonnelli, Andrea Tozzi, Eli- - Ho conosciuto Louella Ree- “Nel 2010 hanno donato di uno scambio tra i rispettivi avremmo ospitato i ragazzi sabetta Luti, Piero Giunti, che se tredici anni fa nella macel- 150.000 dollari in favore della paesi: durante l’estate i no- americani”. Entusiasti della oltre a selezionare e a prepa- leria di mio zio, nell’intento di Biblioteca di Cascia. Inoltre, stri giovani sarebbero andati proposta di “italian exchan- rare i ragazzi, ci assumiamo aiutarla a tradurre dall’inglese parlando con loro di come in Ohio, accolti nelle case di ge program” i coniugi Reese l’impegno di accompagnarli in Ohio per una permanenza di all’incirca tre settimane”. Un’occasione per vivere nelle famiglie sperimentando abitudini e tradizioni diverse dalle proprie, avendo modo di conoscere dall’interno, e non solo da semplici turisti, la società di un Paese tanto lontano: “I ragazzi americani vogliono vivere all’italiana, frequentano corsi d’arte e di restauro, alcuni hanno provato ad importare nel loro paese la viticoltura praticata in una tenuta del Chianti. I nostri ragazzi, invece, hanno avuto modo di provare quanto sia efficiente e qualificante il sistema scolastico e di formazione americano”. In questi anni grandi amicizie sono nate tra i ragazzi e le famiglie ospitanti, e nuovi scenari dalle prospettive interessanti si sono potuti aprire al di là dell’oceano. Anita Zarra

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 8 Dicembre 2017 Rignano Via Roma, 37 Rignano sull’Arno • Firenze Tel. 055 8347141• 055 8349528 Mail: info@eventi6.it Rignano aggiunge un posto a tavola:solidarietà Un prete e sessanta volontari per dare un pasto caldo a chi non ha niente. Almeno il giovedì “Mettete i cappelli sul termosifone, almeno quando ripartite li trovati caldi!”. Giovedì 30 novembre don Giovanni Nerbini era premuroso nei confronti dei suoi ospiti. Quelle 11 persone che per la prima volta sedevano al per trovare una stanza riscalsuo tavolo, erano ospiti spe- data e un pasto caldo. ciali. Erano i poveri. Quelle Nell’ultimo giorno di nostesse persone che bussano vembre la mensa per i poveri alla porta e tendono la mano. della parrocchia di Rignano Quei passeggeri che vengono ha superato il primo test. Le scesi dai treni alla stazione di paure del parroco e dei sui Rignano perché privi di bi- 60 collaboratori volontari si glietto. Uomini e donne che sono dissolte all’improvviso: il giovedì arrivano al mercato gli alimenti sono stati trovadi Rignano per chiedere un ti, la cucina ha funzionato aiuto. Tra loro anche un gio- al meglio, il servizio è stato vane sardo: vive da solo, non impeccabile. “Ci siamo fidaha niente, la notte si arrangia ti della Provvidenza” spiega dormendo al freddo nei caso- don Giovanni Nerbini con lari abbandonati. Ora, alme- quel tono di voce tipico di no il giovedì, sa dove andare chi non ha il minimo dubbio sull’opera concreta del divino. “All’inizio sembrava tutto così difficile, a cominciare dagli adeguamenti al locale richiesti dalla Asl. Invece tante brave persone si sono messe a disposizione, ciascuna per la sua competenza o attitudine, ognuna dedicando un po’ del suo tempo. Alla fine ce l’abbiamo fatta, giovedì 14 dicembre faremo l’inaugurazione ufficiale. E’ solo l’inizio, per ora la mensa apre solo il giovedì. Un passo per volta”. Quella nata a Rignano non Nelle foto: La cucina della parrocchia di Rignano al lavoro per i poveri. A sinistra foto di gruppo durante il pranzo di solidarietà. è la classica mensa che sfor- partecipare direttamente, ci na pasti a ripetizione. E’ la mette un po’ di soldi. “È vero prima iniziativa del genere - conferma don Giovanni - scaturita in Valdarno. Il sen- all’inizio i volontari pensa- so che si vuol dare è quello vano di autotassarsi, ma poi dell’accoglienza, della con- i soldi si sono trovati, addi- divisione. Il parroco e i vo- rittura una persona è venuta lontari siedono accanto agli da me l’altro giorno e mi ha ospiti. Una sorta di famiglia lasciato un’offerta sostanzio- temporanea. sa, quasi scusandosi di non E chi non ha il tempo per avere del tempo da dedicare a questa iniziativa. Questo significa che tra la gente di Rignano è ancora forte il senso di umanità e di solidarietà nei confronti di chi soffre, aldilà delle divisioni ideologiche. Qui tutti danno il loro contributo senza differenze: uomini o donne, laici o credenti, anche chi ha un’altra fede partecipa all’iniziativa”. Intanto la voce gira. “Posso venire anch’io?” si sente ripetere don Nerbini. “Vieni, ti aspetto al mio tavolo” risponde il prete di Rignano. Ma la qualità del cibo com’è? “Abbiamo preparato anche un pasto vegetariano, per rispettare chi ha abitudini alimentari diverse. Io, giovedì scorso, ho preso orecchiette al sugo e coniglio con le rape. Meraviglioso”.

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Saperi e Sapori 11Dicembre 2017 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua :san silvestro Giuseppe Negri, dell’Antica Torre, spiega come festeggiare Capodanno senza spendere un botto Carne e pesce per il Capodanno sotto la torre Nelle foto: Giuseppe Negri e uno dei suoi piatti a base di pesce. Accanto il ristorante L’Antica Torre di Figline. Non solo pesce. Giuseppe origini napoletane, vuole adNegri continua a stupire e dirittura raddoppiare la posta riesce a centrare ancora una nel preparare il “cenone low volta la sua sfida tradiziona- cost”. le, che tanto successo ha otte- “Lo scorso anno giocavamo nuto in passato. Una sfida che in casa con il menù di pesce consiste nell’allestire il menù - dice Negri, scherzando - la per la notte di San Silvestro mia passione per il mare e sosenza far schizzare i prezzi prattutto per i piatti di mare alle stelle. E per l’ultima not- mi aiutò nel 2016, così come te del 2017 il noto cuoco di fu preziosa l’esperienza ma- turata nei posti di mare, prima di approdare a Figline. Tutto fu essenziale per preparare quel menù di pesce a soli 40 euro che riscosse un grande successo”. E quest’anno niente menù di mare? “Anzi, vogliamo raddoppiare. Oltre al nostro menù di mare che offriamo al prezzo di 40 euro, quest’anno abbiamo abbinato anche un menu di terra, ad un prezzo inferiore: 37 euro”. Ristorante Pizzeria L’Antica Torre Piazza Bianco Bianchi, 6 Figline Tel: 055 9154066 MENU DI TERRA APERITIVO DI BENVENUTO BIGNÈ ALLO STRACCHINO, PIZZETTE E COKTAIL ANTIPASTO FLAN AI PORCINI CON VELLUTATA AL TALEGGIO CENTRO TAVOLA POLENTA CON FEGATINI ALLA TOSCANA COCCOLO AL TARTUFO CRUDO DEL PRATOMAGNO BIS DI PRIMI CRESPELLA CON RADICCHIO E SCAMORZA AFFUMICATA TORTELLI DI PATATE AL RAGÙ CHIANTIGIANO SECONDO FILETTO DI MANZO AL CHIANTI “GALLO NERO” CON PATATE NOVELLE DESSERT TIRAMISÙ AL PANETTONE CON CREMA AL “GRAND MARNIER” FRUTTA FRESCA BEVANDE VINO CHIANTI (UNA BOTTIGLIA OGNI 4 PAX) ACQUA E CAFFÈ € 37 Brindisi con spumante offerto dallo staff MENU DI MARE APERITIVO DI BENVENUTO BIGNÈ ALLO STRACCHINO, PIZZETTE E COCKTAIL ANTIPASTO TIEPIDA DI MARE CON CORIANDOLI DI VERDURE E MOLLUSCHI CENTRO TAVOLA ZUPPETTA DI COZZE SGOMBRO MARINATO ZEPPOLINE DI MARE BIS DI PRIMI RAVIOLO RIPIENO AL BRANZINO E AGRUMI AL GRANCHIO CRESPELLA DI MARE SECONDO CODA DI ROSPO GRATINATA AL FORNO CON PATATE NOVELLE DESSERT TIRAMISÙ AL PANETTONE CON CREMA AL “GRAND MARNIER” FRUTTA FRESCA BEVANDE VINO “VERMENTINO” (1 BOTTIGLIA OGNI 4 PAX) ACQUA E CAFFÈ € 40 Brindisi con spumante offerto dallo staff La storia della comunità di Loppiano non può stare lontano dalla produzione di vino di qualità. I terreni su cui fu fondata la Mariapoli nel 1964 furono donati da Vincenzo Folonari, figlio di uno dei rami della grande dinastia bresciana che ha fatto la storia del vino sia in Italia che nella nostra zona con l’acquisto nel 1911 della Chianti Ruffino di Pontassieve. I terreni erano in gran parte quelli dei 22 poderi della Fattoria di Tracolle, proprietà dal secolo XV dei Niccolini poi passata per successioni ai Da Filicaja. Dopo un necessario periodo di transizione nel 1973 viene fondata la cooperativa e la nuova Fattoria di Loppiano. Attualmentesono in produzione 20 ht di vigneto in gran parte a Sangiovese con presenza di Merlot/ Cabernet e di bianchi come Muller-Thurgau e Chardonnay oltre agli autoctoni Trebbia- Quando il vino è di comunità no e Malvasia. Sono ancora attivi alcuni vigneti storici degli anni ’70 ma la gran parte sono impianti degli anni 2003-2007, tutto allevato in regime biologico sia per il vino che per l’olio extravergine. L’azienda storicamente non usava legno, facendo affinare il prodotto in contenitori di cemento. Solo recentemente sono state introdotte barrique per il nuovo Chardonnay e per il Chianti Riserva. La produzione è molto articolata: ad alcuni prodotti base per la tavola di tutti i giorni, venduti anche nei comodi “Bag in Box”, si affiancano prodotti decisamente più ricercati, con l’idea di far emergere un preciso stile aziendale insieme alla territorialità toscana. La scelta biologica piuttosto spinta poco concede alla immediatezza dei prodotti che avranno invece quasi sempre bisogno del suo giusto tempo per aprirsi e Nella foto: Paolo Zaini e Sandro Benassai far scoprire i loro aspetti di piacevolezza. Il Chianti Riserva DOCG affinato per 18 mesi in barrique, 13° è un vino austero e corposo con tutti i profumi della viola e frutti rossi del Sangiovese e una buona persistenza. Interessante lo Chardonnay “Magnificat” 2016, sei mesi di legno, 13°, prima annata prodotta. Si sente il tipo di affinamento che affianca alla freschezza una morbidezza che lo rende adatto a piatti strutturati e carni bianche. Il Chianti annata si caratterizza per una ottima beva, alcol non eccessivo per la tavola di tutti i giorni e un ottimo rapporto qualità/prezzo. I due IGT, l’Eletto, bianco a base Trebbiano/Malvasia/Chardonnay e il Terrano rosso sangiovese 100% sono entrambi prodotti schietti e puliti da consumare in tutte le occasioni. Buono il Vin Santo, rimasto 3 anni nei caratelli, con tutti i profumi intensi ed eterei della nostra tradizione. In definitiva una produzione in generale sincera e onesta, lontana da pretese modaiole, vicina al territorio e in grado di fornire vini per il nostro consumo quotidiano. www.terrediloppiano.com

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13Dicembre 2017 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua Via Roma, 37 Rignano sull’Arno • Firenze Tel. 055 8347141• 055 8349528 Mail: info@eventi6.it :eventi La singolare storia dei curatori della XIV edizione della mostra di arte presepiale La Natività nel cinema è la chiave di lettura della XIV edizione della mostra di arte presepiale sangiovannese. Curata da Pino Polcaro e Giuseppe D’Orsi, fondatori dell’associazione culturale “Natale nel mondo”, l’esposizione nella Cappella dei Pellegrini ha sempre un ruolo da protagonista nel periodo delle festività in Valdarno. A conferma del suo successo, la mostra è entrata a far parte della rete “Terre di Presepi”, comitato di coordinamento che sostiene la tradizione del presepe, promosso da presepisti e parrocchie e patrocinato dalla Regione Toscana con il beneplacito delle diocesi regionali. La mostra permanente proposta da Pino e Giuseppe è così diventata una magione; una delle cinquanta tappe lungo la Via Francigena, la Romea Strata e le altre strade dei pellegrinaggi, dove il pellegrino presepista si reca a far timbrare la credenziale con un imprimatur sul libretto del suo viaggio. L’edizione 2017/2018 della rassegna è stata realizzata con la collaborazione della Fedic che ha fornito le pellicole, i manifesti e le locandine dei film. “Quest’anno abbiamo coinvolto la settima arte perché anch’essa si è interessata al messaggio universale della Pino e Giuseppe, il presepe come una missione di vita Nelle foto: Pino Polcaro e Giuseppe D’Orsi con alcuni presepi della loro vasta collezione. Natività” afferma Giuseppe scuole del territorio. D’Orsi. L’esposizione pre- Ma chi sono Pino Polcaro e sepiale sangiovannese frutto Giuseppe D’Orsi? Un edudella passione dei due colle- catore professionale e un imzionisti, chiude solo nei mesi piegato bancario in pensione di luglio, agosto e novembre accomunati da una forte pase attira ogni anno quindicimi- sione per i presepi. la visitatori, tra i quali otto- “Conservo ancora il mio pricento bambini in visita con le mo presepe di plastica che te- nevo sulla televisione quando avevo otto anni” racconta Giuseppe. La loro collezione, che conta più di milleduecento pezzi provenienti da tutto il mondo, è custodita in un garage acquistato per questo scopo. Ogni scatola contiene un presepe ed è catalogata per nazione e continente. Quello più grande è composto da settanta elementi ed è italiano. “Abbiamo proibito ad amici e parenti di regalarci cravatte, camicie e pigiami - racconta Pino - la nostra richiesta è sempre quella di un presepe” (ride, ndr). I loro impegni del periodo natalizio non si limitano alla mostra di San Giovanni perché la loro collezione è richiesta in tutta Italia. Alcuni pezzi vengono esposti a Pistoia, Sinalunga, Città di Castello e anche a Roma presso la mostra dei 100 Presepi. Quest’anno proprio una Natività francese della loro collezione è stata utilizzata per la locandina della mostra romana. Ed è proprio la mostra di Piazza del Popolo che nel 2013 li ha premiati come migliori collezionisti. Pino e Giuseppe vivono sempre la magia del Natale per tutti i dodici mesi e, grazie a loro, anche i valdarnesi hanno un posto dove è possibile respirare l’atmosfera natalizia quasi per tutto l’anno. Sara Bracchini

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 14 Dicembre 2017 :storie Non fu solo un bravo sindaco. Il suo ritratto a due mesi dalla morte Sirio Sarchi, ricordo dell’uomo che cambiò il destino del paese Ci sono uomini che segnano la vita di un paese o di una città, questo è il caso di Sirio Sarchi, cittadino di San Giovanni, di cui fu sindaco per otto anni dal 1956 al 1964. A due mesi dalla sua scomparsa è doveroso ricordare la sua figura e l’importanza che ebbe per la vita sociale ed economica di San Giovanni Valdarno. Sarchi fu prima lavoratore in una fabbrica di ceramiche, poi soldato durante la Seconda Guerra Mondiale, poi di nuovo impiegato in una azienda vetraria, la “Taddei”. E proprio qui Sarchi si ritrova a dover affrontare una brutta sorpresa, il licenziamento. La sua nomina a segretario del PCI e la sua iscrizione alla CGIL avevano destato in fabbrica delle divergenze fra classe operaia e classe dirigente. In poco tempo la “Taddei” cominciò a ritardare gli stipendi con la scusa delle difficoltà economiche ed ecco che Sirio, con altri 45 dipendenti, si vide chiudere i portoni dell’azienda in faccia. Da qui Sarchi partorisce un’idea che poi nel corso del tempo si rivelerà vincente: fondare un’altra vetreria con gli stessi impiegati cacciati dalla fabbrica. Ed ecco che nel giro di sette mesi apre l’IVV (Industria Vetraria Valdarnese), costruita col duro lavoro di persone che d’ora in poi avrebbero potuto nuovamente portare a casa il pane. Sarchi capitanò l’industria per 30 anni, dal Nella foto: Una vecchia immagine del Sindaco Sirio Sarchi durante una cerimonia di premiazione di giovani alunni sangiovannesi. 1952 al 1982. Tuttavia non ecco che sorgono i primi pro- nello di casa Sarchi. L’azien- basta ricordare quest’uomo blemi, Sirio intendeva inve- da è in crisi, gli stipendi non solo per il suo successo im- stire nei territori più ricchi e arrivano e la direzione è alla prenditoriale e per la sua ca- quale territorio migliore della completa deriva. Sirio è l’u- rica di sindaco, quanto per la Lombardia poteva garantire nica speranza, titubante all’i- capacità di aver fatto coinci- successo all’IVV? Nessuno, nizio ma comprensivo alla dere entrambe le attività con ma che l’imprenditore san- fine, decide di ritornare. Il chiaroveggenza. Poiché, di giovannese non ebbe suffi- programma precedentemente certo, non è semplice costru- cienti consensi da parte dei rifiutato dai soci fu approvato ire in otto anni uno stadio, soci, molto perplessi da un’i- e la cooperativa cominciò a una biblioteca comunale e dea che non aveva preceden- riprendersi. Le iniziative non un acquedotto. Non è facile ti. Fu proprio questo rifiuto finirono lì: l’apertura della neanche fare continui inve- a convincere Sirio Sarchi ad Coop, la rilevazione della stimenti per ampliare la coo- abbandonare l’IVV, deluso NIGE (Nuova Industria Gra- perativa. Nel ’61 nasceva un da un’attività che non pote- nulare Effervescente), tutte nuovo stabilimento per l’a- va più portare avanti. Dopo opere che hanno fissato nel zienda, avvenimento in con- un breve periodo lavorativo ricordo delle persone la figu- temporanea con la scadenza passato a Firenze, due soci ra di Sirio Sarchi. del mandato di sindaco. Ma dell’IVV suonano al campa- Riccardo Barlacchi

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