giornalino dic 2017

 

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no ferraris no news

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No ferraris no news - anno 15 n.1 - dicembre 2017 pagina  no Ferraris no news il giornale delle studentesse e degli studenti delle Ferraris http://www.ic4modena.gov.it/ LLA VOCE DEI PROF E DEI RAGAZZI ALLE PAGINE 4 -5-6 QUI SI FANNO LE STEM. PER SAPERNE DI PIU’ VAI A PAGINA 21 La redazione del giornalino dà il benvenuto a tutti i primini!! LEGGERE ALLE FERRARIS: RECENSIONI, INIZIATIVE, BIBLIOTECA SCOLASTICA... TUTTO DA PAGINA 15 GITE IN SPAGNA E FRANCIA Le foto all’interno I ragazzi delle Ferraris investigatori e ambasciatori di Memoria. Il racconto a pagina 2-3 Cecilia Fiorani e Giulia Di Ronza, 3^E http://www.ic4modena.gov.it/

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No ferraris no news - anno 15 n.1 - dicembre 2017 pagina  I ragazzi raccontano la Shoah In memoria della Shoah Il 17 Ottobre gli alunni della 2^E insieme a quelli della 3^G e con i ragazzi della classe musicale, accompagnati dalla prof.ssa Barbieri e da altre tre professoresse, si sono recati a Carpi al “Museo monumento del deportato”. Per ricordare la Shoah hanno ballato e suonato brani di melodie tradizionali ebraiche. I ragazzi della 2^E, guidati dalla professoressa Barbieri, hanno suonato con il flauto due brani molto famosi: “Gam Gam” e la bellissima canzone “Auschwitz”. Un alunno della 3^H ha cantato, con la sua fantastica voce, la “canzone del bambino nel vento” nella sala dei nomi, un luogo molto suggestivo dove si possono leggere tutti i nomi di persone decedute nei campi di testo: Era un posto strano, nomi e persone finite nel vento portate via da urla di persone in ogni graffito, aria, vento che passano nell’orecchio delle persone, facendo sentire rancore e malessere. Una leggera musica passava per la nostra testa, ecco..una musica che ricordava quel giorno, in ogni stanza il buio nel volto delle persone, brutti ricordi bisbigliavano dalle pareti, brutte persone che malnutrivano bambini e separavano famiglie, brutti pensieri che entravano nelle stanze fino ad concentramento. Quando i ragazzi della classe musicale hanno iniziato a suonare, gli alunni di 2^E si sono messi in cerchio e, tenendosi per mano, hanno iniziato a “danzare” al ritmo della musica. Una volta finito il ballo, si sono seduti per terra, hanno ripreso il flauto e hanno suonato due brani mentre due fotografi scattavano fotografie e giravano filmine. Infine tutti gli alunni si sono avviati verso l’uscita e, passando davanti al fotografo che stava girando il video, hanno detto ad alta voce il proprio nome e cognome. Gli alunni della classe musicale hanno ripetuto il loro brano anche nella chiesa che c’è vicino al castello. Verso le ore 11:15,si sono diretti verso il pullman per tornare a scuola. Per ricordare questa giornata un’alunna ha scritto una poesia stupenda. Questo è il uccidere persone. Brutti posti per far male alla gente. Bella la speranza di poter riuscire a sopravvivere, bello il canto di vite ancora vive, bello il cuore caldo delle persone che vogliono ancora stare con le persone a cui vogliono bene. Passi pesanti, per i vialetti del campo, poi..ad un tratto uno sparo, il silenzio in tutta la zona. Gli sguardi rivolti verso di lui, verso l’uomo, l’unico uomo che non aveva ancora smesso di sognare. Rumori di camion carichi di ebrei, bambini, neonati, anziani...lacrime che scendevano dal loro viso, rumori di motori e cuori spenti. Il rancore ormai giace su Auschwitz, il campo era ormai vuoto, ma era rimasto il ricordo di persone, innocenti ormai prive di vita. La classe 2^E

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No ferraris no news - anno 15 n.1 - dicembre 2017 pagina  I ragazzi raccontano la Shoah Il viaggio a Roma Quest’ anno la nostra scuola ha aderito al progetto “ I ragazzi ricordano la Shoah”, ed è per questo che il giorno venti Ottobre noi ragazzi che facciamo parte della redazione del Giornalino e del Parlamentino della scuola, insieme ad alcuni docenti, siamo andati a Roma in qualità di ambasciatori di memoria, a visitare alcuni luoghi importanti della vita della nostra testimone Marta Affricano la quale ha vissuto le discriminazioni contro gli ebrei. Siamo partiti dalla stazione ferroviaria di Modena, arrivati a Roma siamo andati a visitare la scuola Umberto l che la nostra testimone ha frequentato quando era piccola. Ci siamo recati alla scuola perchè la nostra testimone essendo ebrea fu divisa dai bambini ariani, tutto questo a causa delle leggi raziali. Nel tragitto per andare verso la Camera dei Deputati, dove ci attendeva la vicepresidente Sereni abbiamo visitato alcuni dei monumenti della capitale. Finito il discorso che ci ha fatto la vicepresidente ci siamo diretti verso il ghetto ebraico, dove Marta ha abitato da piccola. Il 16/10/1943 nel ghetto di Roma c’è stato il rastrellamento di 1259 persone, molti erano i bambini,i quali furono portati ad Auschwitz dove morirono in breve tempo. Per fortuna Marta quella sera era a dormire da amici di famiglia non ebrei, saputa la notizia la tennero nascosta e scampò a questa tremenda vicenda. Noi ragazzi abbiamo scritto sopra a delle piastrelle alcuni nomi di bambini che sono stati catturati e abbiamo formato un cuore proprio al centro della piazza del ghetto per onorare la loro memoria. A pomeriggio inoltrato siamo saliti in treno per tornare a casa. MORELLI MARTINA 3°C GRAZIE A CHI HA DONATO ALLA BIBLIOTECA QUESTI BELLISSIMI LIBRI: 1) L’APPRODO donato da B. ZOBOLI 1B 2) LA GRANDE FABBRICA DELLE PAROLE donato da FERRARI G. 2I 3) THE ACADEMY donato da P. CIRSONE 4) L’ALBERO DELLE BUGIE donato da A. GALLINI 1B 5) HUMAN donato da L. LUPPI 6) LA RAGAZZA DEI LUPI donato da F. D’ELIA 7) LA RAGAZZA DEI LUPI donato da STEFANI L. 2I 8) IL MISTERO DEL LONDON EYE donato da D. DIAMANTINI 1B 9) HOLLOW CITY donato da S. SANTORO 3D 10) RACCONTAMI DI UN GIORNO donato da C. IASIELLO 3D 11) DIARIO ASSOLUTAMENTE SINCERO DI UN INDIANO PART TIME donato da CIRSONE P. 2I 12) SETTE MINUTI DOPO LA MEZZANOTTE donato da ZIO di FRENK 13) BERLIN-IL RICHIAMO DELL’HAVEL donato da anonimo 14) LA TROTTOLA DI SOFIA donato da S. BEDETTI 15) L’ESTATE DEL CONIGLIO donato da prof. TURRINI 16) SIATE GENTILI CON LE MUCCHE donato da anonimo 17) IL MAESTRO donato da IZZO 1D 18) CUORI DI CARTA donato da prof. CARCARA 19) THE LOCK-I GUARDIANI DEL FIUME donato da A. RICA 1B 20) WONDER donato da B. BONORA 2I 21) L’ALBERO DELLE BUGIE donato da IRENE-VIOLA 1I 22) LA BIBLIOTECA DELLE ANIME donato da M.V.GHIRARDI 1G 23) IL MISTERO DEL LONDON EYE donato da M.E. MESSORI 1G 24) BAMBINI DI CRISTALLO donato da L. BRAGLIA 1A 25) TWELFTH NIGHT donato da GOLDONI C. 1 B 26) PER QUESTO MI CHIAMO GIOVANNI donato da GOLDONI C. 1 B 27) IL MISTERO DEL LONDON EYE donato da GIUFFRE’ M. 1B 28) LA BIBLIOTECA DELLE ANIME donato da GIUFFRE’ M. 1B 29) HOLLOW CITY donato da ACCORSI A. 1 B 30) PATRICK NESS donato da FERRARI G. 2 I

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No ferraris no news - anno 15 n.1 - dicembre 2017 pagina  Accoglienza L’accoglienza in 1^I Quante paure e preoccupazioni ci tormentavano prima di iniziare la scuola media! Se ora siamo più sereni e rilassati lo dobbiamo anche all’attività di accoglienza con cui siamo stati accolti in questa nuova scuola. Il primo giorno abbiamo incontrato le proff di italiano, inglese, storia/ geografia. Con la prof Bulgarelli abbiamo scritto sul nostro quaderno i nomi e i cognomi dei proff e dei compagni; con la prof Adamo abbiamo ideato un albero con foglie e mele su cui abbiamo scritto e disegnato le cose che ci piacevano, invece con la prof Carcara abbiamo parlato di noi. Durante i giorni successivi con la prof Carcara abbiamo ricordato i nostri nomi e raccontato i nostri pregi e difetti e abbiamo concordato le regole della classe. Abbiamo poi portato a scuola alcuni oggetti scelti da noi attraverso i quali raccontare la nostra storia come se fossero vere e proprie fonti: scritte, orali, visive. Con la prof Bulgarelli abbiamo realizzato l’alfabeto della classe scegliendo una caratteristica che vorremmo che la nostra classe avesse per ogni lettera dell’alfabeto, l’acrostico del nostro nome cercando di svelare le nostre caratteristiche. Col gioco del gomitolo abbiamo realizzato una ragnatela che ci ha uniti con un filo che abbiamo definito “filo dell’amicizia”, colorato poi i fantasmini sull’albero immaginando che ad ognuno, per la posizione che occupavano,corrispondesse un nostro compagno. Infine abbiamo decorato due sagome con le caratteristiche che vorremmo acquisire e con quelle che abbiamo. Molto emozionante è stato lo scambio di lettere con i ragazzi di 3^I che, con le loro parole di incoraggiamento, hanno saputo darci più serenità. Grazie a queste attività ci siamo conosciuti meglio, rilassati e divertiti. Isabella, Sara & Viola cl.1I Lettera indirizzata ai ragazzi di prima da quelli di IH Care ragazze e cari ragazzi della prima media, noi della classe 1H siamo andati ad intervistare per voi gli alunni di due terze: la 3C e la 3E. In queste due classi abbiamo fatto delle domande sulla loro esperienza scolastica, per sostenervi quando avrete esperienze nuove come verifiche, gite, interrogazioni, lavori di gruppo più difficili rispetto alle scuole elementari. Le classi 3C e 3E hanno risposto alle domande che abbiamo ideato e vi proponiamo i risultati dell’intervista. Quale è stata la gita più bella che avete fatto in questi tre anni? 3C: L’intera classe ha risposto che la più bella è stata la gita in Francia che è stata effettuata nelle settimane di fine Ottobre e inizio Novembre. 3E: La gita più bella è stata quella a Barcellona in Spagna perché hanno visitato un luogo diverso in cui si parlava una lingua straniera e loro stessi si sono potuti esprimere in spagnolo. Quale è stata la prima impressione sui compagni all’inizio della prima media? 3C: la maggior parte della classe ha avuto una buona impressione dei compagni. 3E: i compagni sembravano affidabili ma non collaborativi; erano molto alti, diversi, gentili anche se a volte un poco aggressivi e sembravano un po’ spaesati. Vi dispiacerà lasciare la scuola e i compagni? 3C: non tutta la classe era d’accordo: alcuni hanno detto che per loro sarà un dispiacere, altri no. 3E: più della metà della classe ha risposto che gli dispiacerà lasciare la scuola e i compagni. Abbiamo analizzato attentamente tutte le risposte dei ragazzi di queste due classi terze e abbiamo concluso che all’inizio della scuola i ragazzi di prima a volte appaiono molto spaesati e i compagni possono sembrare anche non molto simpatici. Quello che vi consigliamo è di cercare di essere amici anche con le persone che non vi stanno molto simpatiche per trovarvi meglio in classe. Articolo della classe 1^H - Scritto da: Eleonora Bevini, Greta Sassi, Sara Nolè, Sofia Rustichelli, Caterina

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No ferraris no news - anno 15 n.1 - dicembre 2017 pagina  Interviste Intervista doppia a due ragazzi e a un prof. della 1^C Pensi che le nostre aule siano accoglienti? (estetica, dimensioni, colori dei muri, riscaldamento, pulizia, luminosità)? Celine: Sì Giacomo: Più o meno prof. Luigi Corrado: abbastanza Che cosa miglioreresti delle nostre aule? Celine: bisognerebbe cambiare il colore. Giacomo: anche per me il colore. prof. Luigi Corrado: a mio avviso dovremmo cambiare la disposizione dei banchi. Cosa pensi della durata della ricreazione? Celine: è troppo corta! Giacomo: è cortissima! prof. Luigi Corrado: va benissimo. Pensi che ci sia un buon equilibrio tra i tempi delle lezioni e i tempi per le pause? Celine: sì Giacomo: assolutamente no prof. Luigi Corrado: sono troppe ore accumulate. Cosa ne pensi di fare la ricreazione negli spazi esterni della scuola? E cosa cambieresti? Celine: noi facciamo molto spesso la ricreazione in giardino e perciò non cambierei nulla. Giacomo: concordo con Celine. prof. Luigi Corrado: io porto molto spesso i miei ragazzi in giardino. Le Lim sono efficienti e funzionanti? Celine: no la nostra a volte non è funzionante. Giacomo: Celine ha ragione. prof. Luigi Corrado: non in tutte le classi. Credi che siano utili? Celine: certo. Giacomo: assolutamente sì. prof. Luigi Corrado: certamente Cosa pensi dei bagni? (igiene e decoro). Celine: sono una schifezza! Giacomo: troppa carta igienica bagnata! prof. Luigi Corrado: non li ho mai visti. Quale tipo di attività trovi faticosa? Celine: matematica e storia. Giacomo: matematica, geografia e geometria. Quale tipo di attività piace di più ai ragazzi? prof. Luigi Corrado: disegno. Quale tipo di attività trovi stimolante? Celine: arte. Giacomo: arte e ginnastica. A cura della 1^G SsPoArrGiNsiA Gli spazi e le attività Noi della classe 1°G abbiamo svolto un’intervista ad alunni delle classi 1° A e 1° D. Abbiamo raccolto le risposte ricevute, eccole: Cosa miglioreresti nella tua aula ? La pulizia; Toglierei le scritte sui muri, le dipingerei con nuovi colori e metterei dei banchi più comodi. Cosa pensi della durata della ricreazione ? Il tempo è adeguato; la farei più lunga; mi piacerebbe che durasse di più. Cosa pensi dell’equilibrio tra i tempi delle lezioni e quello delle pause? Mi piacerebbero pause più lunghe oppure più frequenti. Come ti sembra il programma scolastico? Va bene e accurato. Le LIM sono efficienti e funzionanti ? No non funzionano bene, per alcuni, secondo me funzionano bene, per altri. Come ti sembrano le lezioni ? Interessanti, ma alcune troppo lunghe Come ti sembra il carico dei compiti ? Non sempre suddiviso bene sempre troppi. Cosa ne pensi di fare la ricreazione in giardino ? Mi piacerebbe molto; sono favorevole; si potrebbero passare minuti divertenti. Indovinelli Belli o brutti li puoi fare,ma nessuno li puoi mostrare. Cosa sono? Con voi mi avete quando per il mondo andate. Uniti a me state,e a chi mi chiama rispondete. Adele Martini, Marika Orefice,Ilaria Carnevali, Melisa Dembakai 1I A Cura della 1G il tuo nome i sogni

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No ferraris no news - anno 15 n.1 - dicembre 2017 pagina  INTERVISTA AI PRIMINI Noi della classe 1°G abbiamo svolto un’intervista alle classi prime sul loro primo giorno di scuola alle medie Ferraris. Qual è stata la tua prima impressione ? Buonissima: 102 Buona: 49 Così così: 7 Brutta 1 Bruttissima: 11 Quale professore hai incontrato per primo ? Tranquillino, Marruca 1° C Tiberio 1° A Carcara 1° I Lampitelli 1° F Del Corso 1° B Iattici 1° D Manfredi 1° E Nicoletti 1° G Politaki 1° H Qual è stata la prima attività svolta ? Giochi: 6 classi Conoscenza: 1 classe Parlare: 1 classe Informazioni: 1 classe La tua materia preferita ? Italiano: 20 Matematica: 31 Storia/geografia: 14 Barzellette Arte: 22 Scienze: 14 Motoria: 39 Inglese: 2 Francese: 4 Energia Perché i pesci hanno le spine? Ovvio perché nell’acqua c’è la corrente Spagnolo: 0 Musica: 13 Tecnologia: 5 Religione: 3 Altri freddolosi Cosa fanno due libri quando hanno freddo? Si mettono … la copertina A cura della classe 1G Adele Martini, Marika Orefice,Ilaria Carnevali, Melisa Dembakai 1I perche’ si sono estinti gli unicorni?

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No ferraris no news - anno 15 n.1 - dicembre 2017 pagina  LA 2^G INTERVISTA... LA PROF. BARTOLACELLI 1.QUALE SCUOLA MEDIA HA FREQUENTATO? Le Paoli. 2.E QUALE SUPERIORE? Il classico Muratori. 3.IN COS’E’ LAUREATA? Lettere classiche,latino e greco. 4.DA PICCOLA VOLEVA FARE LA PROF.? No, non avevo le idee ben chiare. 5.DA QUANTO TEMPO SVOLGE QUESTO LAVORO? Da 6 anni. 6.PERCHE’ HA DECISO DI FARE LA PROF.? Perché mi piacciono le materie che insegno e mi piace stare con i ragazzi. 7.CHE COSA VUOLE TRASMETTERE NEI SUOI ALUNNI? Il fatto che siano curiosi di scoprire cose che non sanno. 8.QUALI ALTRE MATERIE VORREBBE INSEGNARE? Il greco. 9.HA INSEGNATO IN ALTRE SCUOLE OLTRE A QUESTA? Si, a Modena e provincia. 10.CI DICE UNA FRASE CHE DICEVA SEMPRE IL SUO PROF.? “Furbi come dei setacci” prof. di filosofia. Fatta da: BENFARHOUN SARA e SASSI MARINA - 2^G LA PROF. BUTA’ 1- Che scuola media e superiore ha frequentato? Ho studiato in una scuola media a Messina in Sicilia, invece nella scuola superiore ho fatto il liceo scientifico 2- Dove è nata? A Messina in Sicilia 3- Perchè ha deciso di fare la prof? Perchè ho capito che era un lavoro dinamico,mi piace stare con i ragazzi,sono sempre diversi e mi aiutano a spaziare 4- In che classi insegna? 1^G, 2^G e 3^A 5- Da piccola voleva fare la prof? Si,infatti da piccola mi piaceva giocare alla maestra con le mie cuginette 6- Ha fatto altri lavori oltre a questo? No. 7- Ha mai insegnato in altre scuole oltre a questa? Si, a Sassuolo, Finale Emilia e a Fiorano 8- È stato duro il primo anno di lavoro? No, mi sono sempre inserita bene nelle varie scuole anche quando sono venuta direttamente dalla Sicilia 9- Le piace lavorare con i suoi colleghi? Si e credo molto nel lavoro di squadra,cerco di coinvolgere tutti e essere coinvolta 10- Quali erano le sue materie preferite? Matematica e inglese 11- Se tornasse indietro cambierebbe qualcosa nella sua vita? No, sono contenta delle mie scelte 12- Visto che ha cambiato molte classi quali studenti le hanno lasciato qualcosa? Tutti gli studenti lasciano sempre qualcosa,dei ricordi... 13- È stato il suo sogno fare l’insegnante? Non era il mio sogno nel cassetto, da piccola tante ambizioni tipo ricercatrice nel settore medico 14- Ha qualche consiglio da dare per gli studenti? La scuola è una palestra di vita, bisogna allenarsi sempre se vogliamo avere dei risultati Yasmine Salim, 2G IL PROF. POLITAKI 1.QUALE SCUOLA MEDIA HA FREQUENTATO? E QUALE SUPERIORE? Medie: Bruniano; invece per le superiori ho frequentato il liceo scientifico Zaleuoco (Cocri). 2.IN COSA SI E’ LAUREATO? In pittura (Academy Belle Arti). 3.DA PICCOLO VOLEVA FARE IL PROF.? No, volevo fare l’archeologo. 4.DA QUANTO TEMPO SVOLGE QUESTO LAVORO? Da 10 anni. 5.PERCHÉ’ HA DECISO DI FARE IL PROF? Per fare conoscere ai ragazzi la bellezza del nostro patrimonio. 6.COSA VUOLE TRASMETTERE AI SUOI ALUNNI? Passione. 8.QUALE ALTRA MATERIA VORREBBE INSEGNARE? Vorrei insegnare filosofia. 9.HA INSEGNATO IN ALTRE SCUOLE OLTRE A QUESTA? Si, a Bologna per 6 anni. 10.CI DICE UNA FRASE CHE DICEVA SEMPRE IL SUO PROFESSORE?! “A volte é meglio tacere e sembrare degli stupidi che aprire bocca e togliere ogni dubbio!” Intervista a cura di BENFARHOUN SARA e SASSI MARINA-2^G

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Gabriele Valli, 1^D No ferraris no news - anno 15 n.1 - dicembre 2017 pagina  LA 2^I INTERVISTA... A cura di Pietro Cirsone e Giacomo Ferrari – 2° I IL PROF. GIACOMO BONACCINI – ed. fisica Perché ha deciso di diventare un insegnante? Perché mi piace far parte del percorso educativo dei ragazzi Quali erano le sue materie preferite quando era a scuola da ragazzo? Ovviamente educazione fisica!!!! Ma anche le altre erano altrettanto importanti. Le sono simpatici gli alunni di questa scuola? Per ora si!!! Quali sono i suoi hobby? Fare allenamento di pallavolo Ha fatto dei viaggi? E , se sì, quali? Sì, sono stato a Londra, a Parigi, in Spagna per ferie. Quali sono i pro e i contro del suo lavoro? Il pro è che è molto divertente, il contro invece è che ci possono essere alcuni alunni vivaci e poco rispettosi. Quali sono i suoi piatti preferiti? Tortelloni, tortellini, crescentine, lasagne, gnocchi di patate, patate al forno Se non avesse fatto il prof, cosa pensa che farebbe ora? Bella domanda…..forse sarei andato a lavorare nel campo dell’agricoltura, poi il mondo è vario, c’è quello che alleva e quello che coltiva….. LA PROF. MARIA ANGELA MONARI – musica Perché ha deciso di diventare un’insegnante? Bella domanda….perchè mi piace stare a contatto con i ragazzi e perché mi piace poter esprimere e condividere quello che ho imparato. Quali erano le sue materie preferite quando era a scuola da ragazza? Lingue straniere (tedesco, francese, inglese) , letteratura e musica, una materia che coltivavo fuori scuola. Le sono simpatici gli alunni di questa scuola? Sì, ogni ragazzo, certo!!! Quali sono i suoi hobby? Mi piace viaggiare, leggere e ascoltare musica. Ha fatto dei viaggi? E , se sì, quali? Sì, sono stata spesso in Germania, Regno Unito, Francia, Austria e Messico. Quali sono i pro e i contro del suo lavoro? Ahahahh, la musica suscita interesse nei ragazzi e mi piace insegnarla; i contro arrivano quando i ragazzi non rispettano le regole di base. Quali sono i suoi piatti preferiti? Tortellini e lasagne. Se non avesse fatto la prof, cosa pensa che farebbe ora? Penso che forse farei la traduttrice (l’ho anche già fatto per alcuni anni) e SPAGNA LA COMBRICCOLA comunque continuerei a fare attività musicale. LA PROF. VITTORIA CARPANO – ed. tecnica Perché ha deciso di diventare un’insegnante? Perché mi piace lavorare con i ragazzi. Quali erano le sue materie preferite quando era a scuola da ragazza? Arte e tecnologia. Le sono simpatici gli alunni di questa scuola? Alcuni sì, ma comunque tutto sommato mi affeziono un po’ a tutti. Quali sono i suoi hobby? Mi piace l’artigianato. Ha fatto dei viaggi? E , se sì, quali? Sì, più che altro ho viaggiato nei paesi dell’Est, Ungheria, Croazia, Grecia... Quali sono i pro e i contro del suo lavoro? Il contro sono perdere la voce e lo stipendio; il pro è lo stare con i ragazzi e vederli crescere. Quali sono i suoi piatti preferiti? Diciamo che a me piace quasi tutto, ma soprattutto mi piace mangiare il pesce e la pizza. Se non avesse fatto la prof, cosa pensa che farebbe ora? Architetto d’interni. Continua alla pagina seguente.....

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No ferraris no news - anno 15 n.1 - dicembre 2017 pagina  LA PROF. ROBERTA BRUNO – Lettere Perché ha deciso di diventare un’insegnante? Per trasmettere l’amore di ciò che io amo e poi perché insegnando non si invecchia!!! Quali erano le sue materie preferite quando era a scuola da ragazza? Alle scuole medie mi piaceva tanto la matematica, la grammatica e l’italiano, soprattutto leggere libri. Le sono simpatici gli alunni di questa scuola? Molto, sono tutti simpatici, allegri e vivaci, poi sono tutti alla moda!!! Quali sono i suoi hobby? Allora….mi piace molto, quando ne ho la possibilità, passeggiare vicino al mare ; qui a Modena mi piace andare in giro in bicicletta. Poi mi piace ascoltare la musica e lavorare col computer. Ha fatto dei viaggi? E , se sì, quali? Il mio viaggio preferito è stato quello che ho fatto in Olanda, perché ho visitato Amsterdam, la casa di Anna Frank, il museo di Van Gogh; poi ho studiato due mesi in Danimarca dopo la laurea. Quali sono i pro e i contro del suo lavoro? I pro sono quelli di essere sempre aggiornata sui giovani e imparare sempre qualcosa di nuovo dagli alunni; lo svantaggio è che ogni tanto la voce va via!!. Quali sono i suoi piatti preferiti? La pizza, i tortellini e i dolci. Se non avesse fatto la prof, cosa pensa che farebbe ora? Forse farei l’ingegnere. Giacomo Ferrari e Pietro Cirsone - 2° I MATEMATICA-MENTE INTERVISTA A GIORGIO DENDI 1.QUALE SCUOLA MEDIA HA FREQUENTATO? E QUALI SUPERIORI? Allora ho frequentato la scuola Petrarca a Trieste, come scuole medie; mentre il classico come scuola superiore. 2.COME E QUANDO E’ NATA LA TUA PASSIONE PER LA MATEMATICA? Già da piccolo aggiornavo i calendari di tanti negozi per vedere come funzionavano i meccanismi. 3.CHI E’ STATO IL TUO PUNTO DI RIFERIMENTO A SCOPRIRE LA TUA PASSIONE? Nessuno 4.HAI MAI PRATICATO SPORT?QUALI? Si, arrampicata 5.LE PIACEREBBE FARE ALTRI LAVORI? No, anzi mi piacerebbe fare questo lavoro come mestiere 6.CHE COSA VUOLE TRASMETTERE AI RAGAZZI? Entusiasmo 7.DA PICCOLO CHE LAVORO VOLEVA FARE? L’enigmista 8.IN COS’E’ LAUREATO? Matematica 9.HA FATTO ALTRI LAVORI OLTRE A QUESTO? Si, calzolaio e assistente delle colonie estive. 10.PERCHE’ HA DECISO DI FARE QUESTO LAVORO? Per fare conoscere la matematica 11.DA QUANTI ANNI SVOLGE QUESTO LAVORO? Da tre anni BENFARHOUN Sara SASSI Marina 2^G

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ANIMALIANo ferraris no news - anno 15 n.1 - dicembre 2017 pagina 10 Curiosità sugli animali FRANCIA incontri • I Panda esistono sul nostro pianeta da circa 2 o 3 milioni di anni. • I gufi possono far ruotare la testa fino a 270 gradi. • Se si solleva la coda ad un canguro esso non potrà saltare, infatti la usa per bilanciare il suo peso. • Il nome scientifico del gorilla occidentale é “Gorilla gorilla gorilla”. • Ogni anno le mucche uccidono più persone degli squali. • I panda non hanno un luogo specifico in cui dormire, si addormentano ovunque si trovino. • I Koala possono arrivare a dormire anche 20 ore al giorno. • Il Pipistrello Calabrone, o Pipistrello Farfalla può arrivare a pesare quanto una monetina da 2 centesimi. • 22 Febbraio 1997, A Roslin (Scozia) scienziati annunciano il successo della prima clonazione di un mammifero da cellule di un individuo adulto: la pecora Dolly. • I Polipi sotto attacco possono “staccare” i propri tentacoli per distrarre i predatori e fuggire. Luca Luppi, 3^D IL TARSIO SPETTRO CHE CON GLI OCCHI NON VA MAI A LETTO!!!! Il tarsio spettro è un primate della famiglia dei tarsiidae. È l’unico primate esclusivamente carnivoro. Questo animale è di fondamentale importanza per gli studiosi, che lo ritengono l’anello mancante fra le proscimmie (fra le quali un tempo veniva classificato) e le scimmie vere e proprie. Vive principalmente nei bassopiani delle isole di Sulawesi e Saleyar in Indonesia, preferisce le aree di foresta pluviale rasa al suolo per qualche motivo e poi ricresciuta. Probabilmente, questa sua preferenza è attribuibile alla maggiore presenza di bambù, cespugli ed erba alta rispetto alla foresta che non è stata modificata dall’uomo. Misura circa 35 cm di lunghezza, di cui i due terzi sono occupati dalla lunga coda, per un peso complessivo di 120 g. Gli occhi sono enormi. Il mantello è vellutato e di colore grigio, le orecchie sono simili a cucchiaini. Le mani presentano dita assai allungate e terminanti con polpastrelli rigonfi per una presa sicura su tutte le superfici anche quelle semi lisce della pianta di bambù. Può essere anche chiamato Maki folletto e con Mortino gioca a calcetto. Matteo Ciuffardelli 3^E A COSA SERVONO LE CIMICI ? Le cimici sono insetti di piccole dimensioni, con corpo appiattito e ovale. Il capo è provvisto di occhi, è sormontato da antenne e il torace ha due espansioni laterali; non ha ali posteriori ma quelle anteriori sono piccole squame scheletriche. Le sue ghiandole odorifere (quelle che emettono il temibile cattivo odore) si attivano automaticamente quando si sente in pericolo. Le zampe sono fornite di altre piccole zampette per aderire al suolo o per arrampicarsi sugli alberi. L’addome è molto più sviluppato, in larghezza e lunghezza, delle altre due parti del corpo. Si trovano in Africa e in oriente. Le cimici danneggiano le coltivazioni di pere, puzzano e si intrufolano nelle nostre case. Ma la vera domanda è : A cosa servono le cimici ? La risposta a questa domanda non esiste , perché la domanda in sé è priva di significato: le cimici, come ogni altro organismo di questo pianeta, non hanno una funzione né uno scopo. Il non servire a nulla però non significa che dobbiamo sistemarle nella categoria “inutili” perché, se proprio vogliamo, qualche utilità possiamo anche trovargliela: per un predatore poco schizzinoso possono essere cibo, per un fotografo soggetti artistici. Il fatto è che non hanno un’utilità precisa. Da un punto di vista scientifico le cimici non esistono per fare o essere qualcosa, esistono semplicemente perché sono brave a farlo. Chiara Cavallini, 3^E

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No ferraris no news - anno 15 n.1 - dicembre 2017 pagina 11 ANIMALIA L’anacondaAccade in Amazzonia... Alex era un giovane ragazzo statunitense, che era stato invitato dalla nonna Kate a prendere parte ad una spedizione avente come meta l’Amazzonia. Era in compagnia di vari fotografi, del professor le Blanc, di una dottoressa oltre ad una guida locale con la figlia, Nadia, e la sua inseparabile scimmietta Boroba, alcuni soldati e vari indios. Dopo tre giorni di viaggio giunsero nell’ansa di un fiume, luogo in cui il gruppo decise di fermarsi per mangiare e riposarsi. L’acqua del fiume era torbida, quasi verde e molto spesso c’erano animali piuttosto pericolosi. Per questo, i soldati decisero di ispezionare l’acqua e siccome non c’era ombra di animali, decisero di farsi un bagno tutti insieme. Un urlo spaventoso di uno dei fotografi. Joel richiamò subito Alex che, quando lo raggiunse, vide le braccia dell’uomo agitarsi nell’acqua e la testa che andava sotto e poi riemergeva in superficie. Avvicinandosi di più, vide con orrore che un serpente lo circondava. Cercò in tutti i modi di tirarlo fuori ma non ci riuscì; nel frattempo però tutto il gruppo si precipitò per dare aiuto. Alla fine, come per miracolo, arrivò Cèsar, amico di Joel, armato di coltello e appena trovò il momento giusto tagliò, in un colpo, la testa del serpente e così Joel fu riportato a riva. Quest’ultimo rimase a riva con Kate e la dottoressa Torres che si assicurò che Joel respirasse ma verificò che aveva varie costole rotte, che era in stato di choc e capì che bisognava immobilizzarlo. Nel giro di poco tempo la dottoressa aveva avvolto il corpo del ferito in panni pieni di fango coperti da pezzi di corteccia e poi aveva legato il tutto con una delle liane. Joel non era ancora tornato in sé del tutto ma riusciva a sentire e a pronunciare alcune parole. La dottoressa ritenne che fosse necessario portare Joel a Santa Maria de la Lluvia, all’ospedale o sennò rischiava di morire. Ma Cèsar, che era la guida, decise che lo avrebbero trasportato il giorno dopo perché ormai era troppo tardi. La dottoressa cercò di tenerlo caldo e idratato per la notte. Nel frattempo i soldati che erano rimasti a combattere con l’anaconda riuscirono a portarlo a riva e a misurarlo: era lungo sei metri. Con questa esperienza capirono che in una situazione simile è sempre necessario avere con sé una dottoressa. Paola Pascarito Le Filippine Le Filippine sono un insieme di oltre 400 isole una di queste si chiama Luzon, qui c’è la capitale Manila. L’isola più bella del mondo si trova in questa magnifica nazione a Palawan. Le isole che compongono le Filippine sono un arcipelago dove avvengono molti disastri metereologici come allagamenti, che provocano la rovina di molte risaie, la distruzione di molte stalle e lo sradicamento di tanti alberi. I cibi tipici sono i puto, che sono dei muffin, la humba, che è della carne dolce molto buona e gli adobo, sono la stessa cosa ma salati, gli spaghetti filippini sono come quelli italiani ma dolci. Il clima è tropicale perciò c’è molto caldo e la percentuale dell’umidità è molto elevata. Nelle città c’è sempre un Robinson che è un centro commerciale circa il doppio del Grande Emilia dove ci sono sale giochi, cinema, fast food e tanti negozi di abbigliamento. Alcun prezzi sono bassissimi: tipo un pesos per una caramella, cioè due centesimi; altri sono il triplo o il quadruplo dei prezzi italiani. Per guadagnare di solito se sei in campagna compri prima il terreno poi costruisci la tua risaia. Joseph De Villa

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Altre No ferraris no news - anno 15 n.1 - dicembre 2017 pagina 12 culture IL REGNO DEL MAROCCO Il Marocco è uno Stato dell’Africa settentrionale. E’ una Monarchia Costituzionale quindi c’è un re che si chiama Mohammed VI. In Marocco oltre ai tanti dialetti si parlano quattro lingue tra le quali due sono ufficiali: Arabo e Tamazight; le altre due sono straniere: Francese e Spagnolo. Noi in famiglia parliamo il dialetto Arabo, che è abbastanza difficile. La capitale è Rabat; delle altre diciannove città quelle più importanti sono: Fez la capitale scientifica, Marrakech capitale turistica e Casablanca capitale economica. Vi racconto un po’ di quest’ultima: Casablanca è la città dove vivono i miei cari nonni e la mia famiglia sia paterna che materna, per me questa è la città più bella del mondo. A me piace moltissimo l’Inno nazionale del Marocco e soprattutto la sua finale: “DIO,PATRIA,RE”( tradotto in Italiano). Una caratteristica che io adoro nel Marocco è che ci sono quattro religioni diverse: l’Islam è la più praticata, e la Moschea più importante è quella a Marrakech di nome Koutoubia. La religione Ebraica ha come riferimento la Sinagoga, quella più conosciuta è a Fez e si chiama Ibn Danan. Il Cattolicesimo ha come chiesa più celebre la cattedrale di San Pietro a Rabat. Infine per gli ortodossi c’è la chiesa Ortodossa Russa, quella più nota si trova a Rabat. In Marocco lo sport è molto praticato e soprattutto le discipline basate sulla resistenza tanto è vero che il mezzofondista Hicham El Guerrouj, vinse due medaglie d’oro Olimpiche ad Atene nel 2004 e quattro medaglie d’oro ai mondiali. Molto seguito anche il calcio. C’è stata una partita di calcio tra il Marocco e Costa d’Avorio il giorno 11 novembre 2017, vinta dal Marocco che si è qualificato alla coppa mondiale in Russia. Io sono stata felicissima per questa partita. Chi crede che la cucina marocchina sia composta solo da piatti semplici e uguali tra loro si sbaglia di grosso. Certo il maiale e di conseguenza i salumi che ne derivano mancano, ma la cucina marocchina è mediterranea come quella italiana e spagnola…. Vediamo tre piatti tra i più conosciuti:1 Il Couscous che è il simbolo della cucina marocchina e ha i seguenti ingredienti: semola di grano, verdura e carne 2 Il Tajine è un piatto dove trovi verdura, carne di agnello o di manzo oppure il pollo 3 Tanjia è il piatto di Marrakech che consiste in: agnello, zafferano, limone candito, burro e olio cotti in una giara di terracotta (la Tanjia appunto). Il Marocco è conosciuto anche per i suoi buonissimi dolci. Nella grande varietà di abiti in Marocco i due fondamentali, che tutti posseggono sono la Djellaba e il Caftano. La Djellaba è una tunica che ricopre il corpo interamente eccetto la testa le mani e i piedi. La Djellaba di solito è abbinata al copricapo rosso per gli uomini. Il Caftano invece è considerato un abito importante che le donne indossano specialmente ai matrimoni. VIVA IL MAROCCO!!!! ISRAA EL HOBBI A3C^SCCCICAHTIDEERELOSOIVAN.ALNGSOOPNASOGCNAINALE INDOVINELLI 1) Cos’è quella cosa che più la lavi più diventa piccola ? 2) Aumenta sempre con l’arrivo della gente; sai dirmi cos’è ? 3) Sia crudo sia cotto, pur sempre mi mangi dopo avermi rotto. Chi sono? Nicole Malavasi, Simone Farsa, Bresjon Rahova, Lo spartano, James Ayres 1^G 1) il sapone 2) la fila 3) l’uovo

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No ferraris no news - anno 15 n.1 - dicembre 2017 pagina 13 Kolam I kolam, o disegni kolam, sono figure formate con la polvere di riso sparsa a mano sulla soglia di casa, in alcune zone della Tamil Nadu (India meridionale). E’ una tradizione che si tramanda di madre in figlia. Le figure Kolam sono di tantissimi tipi e forme e possono raggiungere dimensioni anche di tre metri per tre: alcune partono da una griglia di punti e si ottengono unendoli uno a uno oppure con una linea che li “costeggia” . I punti possono seguire schemi rettangolari, quadrati, triangolari, esagonali oppure linee che partono a raggiera da un centro. Questo in basso è un piccolo Kolam. Come si può vedere, sono stati prima disegnati dei puntini per formarlo. Questa donna a destra, sta disegnando un Kolam. Collegamenti con… Matematica e Storia! Queste strane figure geometriche non interessano soltanto le donne indiane, ma anche i matematici e archeologi. Come mai? Ci sono due motivi principali: i kolam hanno dei motivi che si ripetono molte volte, sono altamente simmetriche e gli informatici che si sono interessati a questi antichi tracciati hanno scoperto sorprendenti somiglianze con parte delle proprie teorie algoritmiche. Alcuni kolam risalenti a quasi 5.000 anni fa si sono rivelate essere veri e propri frattali, ossia oggetti geometrici che si ripetono nella loro struttura allo stesso modo su scale diverse. Ora proviamo noi! Anche noi possiamo disegnare i kolam, in modo molto più semplice e su un foglio di carta, anziché sulla soglia soglia di casa. Ecco come: Le figure si possono disegnare con un’unica linea continua, oppure frattale dall’intersezione di più forme, come si vede nell’immagine a sinistra, che semplifica in quattro passi il metodo per creare una decorazione a partire da un’unica unità di base che si ripete e ruota di 90 gradi ad ogni passo. L’immagine finale (numero 4) si ottiene con una linea continua che circonda le quattro unità centrali. Se siete riusciti nell’impresa, inviate alla redazione la vostra opera! FRANCIA Valentina Pez 3E

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No ferraris no news - anno 15 n.1 - dicembre 2017 pagina 14 Misteri MODENA: LA NUOVA CITTA’ DEI MISTERI Tutti pensano alle famose “Ghost Town” americane, ma non ci soffermiamo mai sulla nostra favolosa Modena. Infatti possediamo alcuni primati italiani che nessuno ancora ci ha tolto, come Il Luogo Naturale Più Spaventoso d’Italia... L’INQUIETANTE STORIA DELLA CASA DALLE 100 FINESTRE Al primo posto troviamo di sicuro la famigerata Casa dalle 100 Finestre. Situata sulla Via Vignolese, questa spettrale casa è conosciuta in tutta Modena per le sue leggende iniziate quando, un padre uscito vivo da un incidente d’auto con la famiglia, seppellisce dietro la casa moglie e figli. In seguito a questo raccapricciante fatto tutti iniziarono a raccontare strane storie accadute dopo aver visitato questo luogo; addirittura alcuni parlano di episodi extratemporali cioè di blocco del tempo; infatti Federico Rosi, paranormalista emiliano, racconta di essere entrato nell’abitazione alle 3:30 e dopo, secondo lui, 10 minuti essersi accorto che il suo orologio si era crepato, rotto e di conseguenza fermato. Spaventato sarebbe uscito di corsa e si sarebbe accorto che era il tramonto e l’orologio, pur essendo crepato aveva ricominciato ad andare, segnando le 6:15... La leggenda più originale è invece per me quella di una vecchia sfida che si svolgeva in quella casa: la conta delle finestre della facciata d’ingresso. Secondo la leggenda la prima volta si contano 100 finestre, poi 99 e così via. La rubrica “Modena città dei misteri” prosegue sul prossimo numero! Demetrio Garelli, 1°D Fiabe di Shira Queste fiabe sono tratte da tutti i miei viaggi di fantasia, dove immagino di essere alta come un mozzicone di matita, di vivere sulla mia scrivania e di chiamarmi Shira. Una ragazzina alta come un mozzicone di matita che vive mille avventure nel regno di Scrivania Chiara, tra le cime di Libreria Dorata e nelle contee di Scrivania Scura. Personaggi: Albus, un ragazzino con i capelli castani e la pelle olivastra; Scorpius, l’amico di Albus, con i capelli biondi, la pelle chiara e gli occhi grigi; Shira, una ragazzina con dei lunghi capelli dorati, dei grandi occhi azzurro mare e la pelle bianca come la prima neve; Pugnaleinbocca e la sua banda sono dei briganti che cercano, seppur senza risultato, di sbarazzarsi di Shira, Albus e Scorpius; Luogo: i fatti si svolgono in questo fiabesco mondo, con matite che volano, temperini-netturbini e lampade giganti, che altro non è se non la mia camera da letto, con due scrivania, una lampada, due librerie e molti portapenne con matite, pennarelli e quant’altro. Prima avventura I briganti ci inseguono. Noi saliamo su per la lampada. L’uomo che è sotto di noi si chiama Pugnaleinbocca. E’ chiamato così per via del suo temutissimo pugnale, che tiene sempre in bocca tranne quando lo ha in mano. E’ veloce come uno scoiattolo ad arrampicarsi, ma noi lo seminiamo e arriviamo in cima alla lampada per primi. Ci sembra di non avere scampo, quando all’improvviso Scorpius ha un’idea: prende la rincorsa e si butta su una pila di libri che escono dalla libreria. Velocemente si issa su quello sopra e mi fa segno di buttarmi. Io ho paura ma Albus mi spinge e così arriviamo tutti e tre sui libri; continuiamo ad arrampicarci col furfante alle calcagna. All’improvviso ci blocchiamo: un divisore separa un pezzo di libreria dall’altro. Io che sono terrorizzata dall’uomo che ci insegue, con un ultimo disperato tentativo mi butto nel vuoto e, non so neanche come, riesco ad aggrapparmi dall’altra parte della libreria. Corriamo il più velocemente possibile sopra quaderni e quadernoni quando sentiamo un grido: Albus è caduto dentro a un quadernone. Velocemente lo tiriamo fuori e saltiamo al ripiano successivo. Il brigante è sempre dietro di noi col coltello tra i denti. Questa visione ci da una forza innaturale e in men che non si dica eravamo sulla cima della libreria. Dietro di noi, il magnifico mondo di Scrivania Chiara, con l’immenso computer, il suo salva scrivania bianco e la lampada che risplende; davanti a noi Pugnaleinbocca con due dei sui uomini. Siamo spacciati. Ma forse una possibilità c’è ancora. Fischio più forte che posso e vediamo arrivare dall’alto tre matite volanti. Sono HB, B1 e B2. Ci lanciamo su di loro proprio mentre i briganti stanno per afferrarci. Siamo salvi!!! Appuntamento al secondo numero del giornalino per le prossime puntate!! Valentina Pez, 3^E

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No ferraris no news - anno 15 n.1 - dicembre 2017 pagina 15 LIBRI, LIBRI... La bussola d’oro di Philip Pullman Lyra Belaqua è una bambina ribelle e ostinata, che vive al Jordan College di Oxford, dove però la sua realtà è molto diversa dalla nostra. Ogni persona ha un daimon, cioè un animale da cui è inseparabile. Quello di Lyra si chiama Pantalaimon. Lyra ha una vita apparentemente tranquilla, tra marachelle, lezioni con gli accademici e giornate passate con l’ amico Roger. Ma all’ inizio dell’ inverno cominciano a sparire bambini, tanti bambini , rapiti dagli “ ingoiatori”. Roger, il miglior amico di Lyra, viene preso e la bambina deve salvarlo.I ragazzini rapiti vengono portati al Polo Nord . Lyra, il suo aletiometro, cioè la sua bussola d’ oro e lorek Bryrnison, un orso polare espulso dal regno degli orsi, aiutati dai gyziani scoprono il motivo terribile del rapimento dei bambini: il tentativo di separare i ragazzi dai loro daimon, e vanno a salvarli. Lyra capisce che il rapimento ha a che fare con la polvere,non sa che cosa sia, ma gli adulti ne hanno paura, ritengono che sia qualcosa di malefico. Quindi deve essere per forza una cosa buona. Lyra vuole sapere la verità, su tutto, in passato le sono già state dette troppe bugie. Alla fine, senza l’ aiuto di nessuno,riuscirà a capire l’ origine della Polvere di un altro universo. 3^C Prendimi per mano di Sarina Bowen Questo romanzo è ambientato nel prestigioso campus dell’ Harkness College, una delle università americane più prestigiose, celebre anche per le sue squadre sportive. Il libro racconta la storia di un atleta infortunato, Adam Hartley, e di una campionessa sfortunata Corey Callahan. La ragazza arriva al campus su un sedia a rotelle: quasi un anno prima ha avuto un incidente durante una partita di hockey su ghiaccio, sport in cui era campionessa, che l’ha lasciata con la parte inferiore delle gambe paralizzate. Nella stanza di fronte alla sua alloggia Adam Hartley, uno dei migliori giocatori di hockey di Harkness, che poco prima dell’ inzio dell’ anno accademico si è rotto una gamba. Adam e Corey diventano amici per la pelle e lei si innamora di lui… ma Adam è fidanzato con Stacia, la ragazza più bella e snob del campus. Hartley non ci mette molto a capire i suoi veri sentimenti per Corey, e che quello che vuole veramente dalla vita è solo dall’ altra parte del corridoio, basta attraversarlo e andarlo a prendere. Sara Franzinelli 3^C Diario di una Schiappa Il titolo di questo libro è: “Diario di una schiappa non ce la posso fare”, pubblicato nel 2015, scritto da Jef Kinney e pubblicato da molte case editrici una delle quali è Il Castoro; è l’ultimo racconto di una lunga serie (ne sono usciti altri 11 libri). Jeff Kinney è l’autore di numerosi bestseller e il New York Time l’ha inserito tra le 100 persone più influenti al mondo. È cresciuto a Washington D.C. e nel 1995 si è trasferito nel New England. Jeff Kinney ha scritto numerosi libri della serie “diario di una schiappa” il cui personaggio è sempre Gregory Heffley o Greg. Questo libro narra di alcuni fatti accaduti a questo ragazzo delle scuole medie . I suoi genitori gli continuano a ripetere quanto si stava bene senza tecnologia e riescono pure a organizzare un fine settimana senza corrente in tutta la città ! Lo obbligano pure ad andare ad un campeggio scolastico all’antica con falò da accendere e rifugi da costruire e per di più con strane creature che circolano per il bosco! Riuscirà Greg a sopravvivere questa volta? Il libro è stato scritto con vocaboli semplici per rendere scorrevole e piacevole la lettura del libro;prevalgono sulle poche descrizioni i dialoghi che in vece sono molto frequenti il testo è narrato in prima persona . I personaggi si caratterizzano per la loro comicità. Infine io consiglio questo libro perchè secondo me è un insieme perfetto di comicità e avventura. (De Marchi Gabriele) SPECIALE VIOLANTE Il mio libro è Speciale Violante, l’autrice è Bianca Pitzorno; il genere è realistico, parla di amicizia ed è un testo narrativo. Questo libro narra di tre amiche che vanno in montagna, le protagoniste si chiamano Barbara, Vittoria e Valentina : Barbara ha un fratello che si chiama Claudio , Vittoria è figlia unica e Valentina è la terza amica . Un giorno vedono un ragazzo e se innamorano tutte e tre, però il ragazzo ama solo una di loro. Un giorno arriva una troupe televisiva. La protagonista del film, l’attrice Scintilla Luz , è molto bella e il ragazzo, che si chiama Wolf sembra attratto da Scintilla. Le ragazze scoprono così di provare antipatia verso di lei. Il tema di questa storia è che l’apparenza inganna e che a volte pensi che una persona sia gentile invece potrebbe essere del tutto diversa da come sembra. Questo libro parla narra di storie vere che potrebbero accadere a tutti . Maria Vittoria 1 ° G

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