Rivista del volontariato n. 12

 

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Volontariato storie e notizie di cittadinanza attiva Magazine dei Centri di Servizio al Volontariato Pugliesi I tempi dell'incertezza Anno 4 - n° 12 Novemre 2017

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Volontariatostorie e notizie di volontariato storie e notizie di cittadinanza attiva Magazine dei Centri di Servizio al Volontariato Pugliesi Redattori e collaboratori: Ufficio stampa CSV Foggia Ufficio stampa CSV San Nicola Ufficio stampa CSV Poiesis Ufficio stampa CSV Taranto Ufficio stampa CSV Salento Progetto grafico Porzia Spinelli Editore CSVnet Puglia Direttore Responsabile Luigi Russo Caporedattore Ufficio stampa CSV San Nicola 2 Sommario 03EDITORIALE Volontariato risorsa per lo sviluppo della comunità 04ZOOM Rapporto povertà 2017 06 L’inclusione sociale 08 Totò Negro, una carezza per i volontari della Puglia 10 “Totò Negro, ha offerto tutto di sé per il bene della Puglia intera” QUI... 11Foggia Carcere e povertà: CSV Foggia accanto alle associazioni 12 Jole, un naso rosso per migliaia di sorrisi 13 Volontariato in festa. Le reti solidali protagoniste 14Bari - Bat Volontario, anch’io!” 15 Meeting del Volontariato, un evento speciale 16 La Sartoria Sociale che cuce relazioni 17Brindisi Concorsi di Idee 2017 18 Beni comuni e coesione sociale 19Taranto JUNTOS – INSIEME, lontano e vicino 20 Giovani per vocazione a Taranto 22Lecce A Lecce gli Stati generali dell’Ambiente e della Salute 23 Riforma del Terzo Settore, partecipazione e cittadinanza

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editoriale Volontariato risorsa per lo sviluppo della comunità Sono convinto che le motivazioni che spingono a fare volontariato sono diverse, ma tra i fattori più diffusi si distingue il desiderio di aiutare gli altri e di contribuire allo sviluppo della società, sicuro che l’azione collettiva svolge un ruolo significativo nel dare un contributo positivo alla vita della comunità, specie quando si instaurano rapporti di solidarietà tra le sue componenti. Ciò che continua a sorprendermi, osservando i volontari nella loro attività, non è solo ciò che fanno: pretendere i diritti civili, sostenere i malati, valorizzare e difendere il patrimonio artistico e culturale di un territorio, sensibilizzare il prossimo ad un comportamento di cittadinanza attiva, assistere i poveri, i più fragili, ma, ripeto, quello che mi sorprende è l’ideale che comunicano. Da qualche parte ho letto: “Gratuito non è innanzitutto il contrario di retribuito”. Vivendo pubblicamente la gratuità, i volontari incidono profondamente nella storia, nella cultura e nello sviluppo economico e sociale del Paese. In Italia il volontariato, e le iniziative che genera, sono parte integrante della storia italiana e sono intimamente legate con le grandi conquiste politiche e sociali della nazione. Il Volontariato si richiama al valore dell’iniziativa del cittadino attivo in un’ottica di solidarietà, non quella fondata solo su regole e procedure, ma quella immediata e più vicina al bisogno, sussidiaria e proficua laddove si realizza, non solo in termini di servizi ma anche di sensibilizzazione della coscienza dei cittadini, anche se le istituzioni hanno ancora gravi difficoltà a cedere ad una vera logica di sussidiarietà. Oggi ci troviamo di fronte ad un volontariato che nonostante sia costretto ad affrontare l’insufficienza di un sistema di welfare non più adeguato, a causa della crisi ormai “atavica” dello Stato assistenziale, ha dimostrato di essere capace di rispondere ai bisogni vecchi e nuovi, in maniera sempre più qualificata, il volontariato odierno ha raggiunto una significativa maturità tale da essere, spesso, capace di creare laboratori di idee innovative utili a dare risposte alternative ai bisogni di costruzione del bene comune, l’azione del volontariato riesce agevolmente a collocarsi tra i due sistemi tradizionali deputati a dare risposte, quello pubblico e quello privato, vale a dire: tra lo Stato ed il Mercato. È�g�i�u�s�t�o��r�ic�o��r�d�a�r�e��c�h�e��n�e�g��li�u��lt�i�m�i��v�e�n�t�’�a�n�n�i�l�’�U�n�i�o�n��e�E�u��r�o�p�e�a��h�a��d��a�to��u��n��g�r�a�n�d�e��r�i�c�o�n�o�-� scimento al Volontariato quello cioè di identificarlo come “Risorsa per lo sviluppo della comunità”. Nel novembre del 2009 è stata segnata una tappa fondamentale di tale riconoscimento: la decisione del Consiglio dell’Unione Europea di definire il 2011 l’anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva. Tale decisione ha messo in evidenza che il Volontariato è una delle dimensioni fondamentali della cittadinanza attiva e della democrazia, nella quale assumono forma concreta valori europei quali la solidarietà e la non discriminazione, valori che hanno contribuito allo sviluppo armonioso delle società europee. A questo proposito torna utile ricordare che sono oltre 100 milioni i volontari attivi in Europa, definiti portatori privilegiati dei valori di cui l’Unione Europea si fa interprete. Il 5 Dicembre prossimo venturo, in occasione della ricorrenza della giornata internazionale del volontariato, i CSV della Puglia hanno deciso di stare tutti insieme in una iniziativa che vuole ricordare tutto quanto detto e rappresentare le basi per una nuova stagione affinché il volontariato diventi più presente, più qualificato e più determinante nel cambiamento di una comunità accogliente, solidale, inclusiva con livelli di cittadinanza attiva più elevati che favorisca il pieno sviluppo della persona e persegua il bene comune in sintesi un volontariato energia per la comunità. Francesco Riondino Presidente CsvNet Puglia 3

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zoom Rapporto povertà 2017 Presentato a Roma il Rapporto Caritas 2017. Ecco le considerazioni del direttore della Caritas Italiana Quest’anno il Rapporto aveva due anime: una italiana, nazionale; l’altra più europea, di dimensione internazionale. Sul piano europeo colpisce la presenza di un esercito di poveri, nel territorio più sviluppato e democratico dell’intero pianeta. Gli ultimi dati disponibili ci parlano di poco più di 117 milioni di europei a rischio di povertà ed esclusione sociale. Sul piano europeo delle politiche di contrasto alla povertà, la principale responsabilità in tale campo rimane ai singoli stati membri dell’Unione. Il ruolo dell’Unione Europea è limitato ad una serie di azioni di coordinamento e armonizzazione delle politiche sociali nazionali, di sostegno economico alla lotta alla povertà attraverso vari filoni di finanziamento, tra cui quelle previste dal Fondo Sociale Europeo. Alcune delle azioni di sussidiarietà messe in atto dall’Unione rappresentano un prezioso valore aggiunto rispetto al complesso delle azioni di policy messe in atto dai singoli governi. Tuttavia, la distanza che ci separa dagli obiettivi di riduzione della povertà previsti dalla Strategia Europa 2020, pongono la necessità di alcune azioni urgenti. Allo stesso tempo, la valutazione sul livello di successo della Strategia va necessariamente ricondotta ad una più ampia valutazione e verifica della dimensione dell’Europa sociale, nel suo complesso. L’Europa sociale è un progetto ancora incompiuto ma oggi sempre più necessario. Il principio di solidarietà sul quale si fondano i trattati ha in sé potenzialità di sviluppo ancora inespresse. Le Istituzioni europee si impegnino non solo alla piena occupazione, ma anche a promuovere un equo funzionamento dei sistemi di protezione sociale. C’è bisogno di rinnovare e armonizzare i sistemi di welfare nazionali, patrimonio identitario della cultura europea, rafforzando le competenze e le politiche europee in materia sociale. C’è bisogno di superare la logica dell’austerity, ispirata ad un modello economico liberista, con politiche inclusive ed egalitarie a favore dello sviluppo delle regioni periferiche e rurali. Un’azione congiunta per ridurre le diseguaglianze all’interno dei singoli Stati e tra Stati è il presupposto fondamentale per un vero processo di integrazione. A livello nazionale italiano, con l’avvio del nuovo Reddito di Inclusione (REI), l’anno 2018 si presenta come una sorta di spartiacque per quanto riguarda le politiche sociali in Italia. Già il 2017 è stato un anno importante, con l’implementazione della cosiddetta “misura ponte” del Sostegno per l’Inclusione Attiva (Sia), che aveva anticipato molte delle novità del Rei, soprattutto per quanto riguarda la struttura dell’intervento, consistente in un mix di risorse ai nuclei familiari e di servizi di accompagnamento. L’introduzione del REI apre una serie di nuove prospettive in vista di una presa in carico innovativa delle situazioni di vulnerabilità sociale, introducendo diversi aspetti positivi: il coinvolgimento di più attori istituzionali e privati nell’implementazione del processo di accompagnamento; la definizione di parametri di inclusione nella misura diversi rispetto a quelli validi per Il SIA; le risorse incrementali investite rispetto al passato; la prospettiva di inserire la nuova misura del REI all’interno di un adeguato Piano nazionale per la lotta alla povertà; la possibilità, prevista dal decreto, che le Regioni adottino con cadenza triennale un proprio Piano regionale 4

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zoom per la lotta alla povertà, individuando modalità di collaborazione e di cooperazione tra i servizi sociali e gli enti coinvolgibili del territorio. Caritas Italiana, anche assieme agli enti del terzo settore, nell’ambito dell’Alleanza contro la Povertà, continuerà a monitorare l’implementazione di questa e di altre misure di welfare. Entro fine anno renderemo pubblici i dati raccolti nel corso di una indagine di valutazione del Sia, condotta nell’ambito del sistema Caritas, con particolare attenzione all’impatto del Sia sui beneficiari dei servizi Caritas. Grazie alle “lezioni apprese” nel corso di un anno di implementazione del SIA, saremo in grado di evidenziare alcuni ambiti di attenzione, rivolti in prima istanza agli attori istituzionali, nelle dimensioni nazionali, regionali e locali previste dall’attuazione del REI. Concludo con alcune brevi note sulla questione giovanile, focus del Rapporto povertà del 2017. Nel complesso, come abbiamo visto dalle statistiche che ci sono state presentate, i giovani rappresentano nel nostro Paese un anello debole della catena sociale, ma anche una grande risorsa potenziale, su cui appare necessario investire maggiormente. Da un lato, rispetto al passato, è sempre più evidente che le nuove generazioni del Paese sono state le più colpite dai recenti processi di impoverimento, durante e dopo la crisi economica. Le basse opportunità occupazionali stanno impedendo ai giovani italiani e ai giovani europei di costruirsi un futuro, costretti continuamente a posticipare le tappe che connotano la maturità: autonomia economica, uscita dalla casa di origine, acquisto di una casa, creazione di un nuovo nucleo familiare, genitorialità. Per questo motivo ci sembra urgente e doveroso immaginare l’allargamento delle risorse economiche a disposizione del Rei, per fare in modo di inserire anche le fasce più giovani all’interno della misura così da favorire la loro inclusione, in questa fase costruttiva e dinamica della vita. Al tempo stesso però occorrono seri e improrogabili investimenti per favorirne la loro occupazione onde evitare il pericolo ‐ paventato già da molti ‐ di una lost generation; giovani che, impossibilitati a lavorare, disperdono il loro capi- tale umano e sociale. Il lavoro, infatti, come ricorda anche Papa Francesco ‐ “è una priorità umana”. “Una democrazia che non offre lavoro” e futuro ai giovani “non sta in piedi”; l’uomo non può vivere senza lavoro poiché “solo il lavoro ci unge di dignità”.���L’�a�lt�r�a���d�i-� mensione dell’intervento è il discorso abitativo. Sarebbe auspicabile prevedere un piano nazionale sul problema casa che preveda un’attenzione specifica ai bisogni abitativi dei giovani, soprattutto di quelli intenzionati a “costruire famiglia”, attraverso magari interventi mirati nel settore delle abitazioni in locazione, nell’accesso al credito e nel rilancio dell’edilizia sociale pubblica. In ultimo, ci preme sottolineare che i giovani non rappresentano soltanto destinatari di azioni di tutela ma possono divenire motori del cambiamento, purché anche in questo caso si abbandoni la politica degli aiuti a pioggia, puntando invece alla cura del capitale formativo e al ripensamento complessivo dello strategico legame esistente tra scuola, lavoro e formazione permanente. A nostro avviso, nell’ottica delle azioni integrate e di sistema di lotta alla povertà illustrate e prefigurate in precedenza, la dimensione giovanile può trovare largo spazio, soprattutto in quei settori di intervento innovativi, in grado di valorizzare creatività, la potenzialità e l’entusiasmo delle nuove generazioni. Francesco Soddu Direttore Caritas Italiana 5

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zoom L’inclusione sociale, paradigma di riferimento del sistema di welfare Dal 1 dicembre la nuova misura nazionale del reddito di inclusione a cui continuerà ad affiancarsi il ReD, reddito di dignità regionale L’inclusione sociale, paradigma di riferimento del sistema di welfare Dal 1 dicembre la nuova misura nazionale del reddito di inclusione a cui continuerà ad affiancarsi il ReD, reddito di dignità regionale Dal 1 dicembre 2017 sarà possibile per tutti i cittadini presentare la domanda per aver accesso al beneficio del ReI, il Reddito per l’inclusione sociale attiva. Vediamo di cosa si tratta e come si innesta sui percorsi di contrasto alla povertà assoluta e di inclusione sociale attiva della nostra Regione. Il 29 agosto 2017 il Consiglio dei Ministri ha approvato il D.Lgs. 147/2017 attuativo della Legge (L. n. 33/2017) delega in materia di contrasto alla povertà (pubblicazione in GURI n. 240 del 13 ottobre 2017). Il Reddito di inclusione (REI) è il primo Livello Essenziale definito in Italia. Il D.Lgs. n. 147/2017 reca la disciplina per la transizione dal SIA (il Sostegno all’inclusione sociale attiva tuttora in corso di attuazione) al ReI ed in particolare definisce il nuovo strumento quale misura di contrasto alla povertà dal carattere universale (così lo si dichiara, in quanto LEP), condizionata alla valutazione della condizione economica. In realtà le limitate risorse economiche a disposizione (1,7 miliardi euro in prima istanza) traducono la misu- ra, almeno in prima battuta, (primo semestre 2018), non proprio in uno strumento universalistico. Così come concepita è, piuttosto, una misura “categoriale”, costretta a selezionare i beneficiari non solo per situazione economica ma anche per composizione del nucleo familiare (presenza di minori). In linea generale, si tratta di un sostegno economico accompagnato da servizi personalizzati per l’inclusione sociale e lavorativa dunque non una misura assistenzialistica, un beneficio economico “passivo”, giacché al nucleo familiare beneficiario è richiesto un impegno ad attivarsi, sulla base di un progetto personalizzato condiviso con i servizi territoriali, che accompagni il nucleo verso l’autonomia. Il Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, novità introdotta dalla legge di stabilità 2016 (art. 1 co. 386-390 l.n. 208/2015), ha una dotazione strutturale che l’ultima legge di bilancio ha portato a 1,7 miliardi dal 2018 (1.845 MLD nel 2018). Il decreto legislativo 147/2017, infine, prevede alcune rilevanti innovazioni: viene introdotta una importante semplificazione per i cittadini che dal 1°settembre 2018 accederanno alla dichiarazione ISEE precompilata; allo stesso tempo, ciò permetterà 6 www.flickr.com: Baijg

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zoom anche una maggiore fedeltà delle dichiarazioni; viene migliorata la governance delle politiche sociali al fine di ridurre i divari territoriali e favorire l’integrazione tra i servizi (Rete della protezione e dell’inclusione sociale); si istituisce il Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali (SIUSS), per migliorare la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche e rafforzare i controlli (NSISS). Ma chi saranno i beneficiari? I beneficiari sono individuati sulla base dell’ISEE e delle sue componenti reddituali e patrimoniali: la soglia ISEE è fissata a 6.000 euro, la soglia dell’ISRE (l’indicatore reddituale dell’ISEE diviso la scala di equivalenza) è fissata a 3.000 euro. Oltre a queste, sono fissate delle soglie patrimoniali relative agli immobili diversi dalla prima casa e al possesso di conti e titoli finanziari. Sulla base delle soglie d’accesso prima identificate, i beneficiari sono inizialmente individuati tra i seguenti nuclei familiari: nuclei con almeno un figlio minorenne, nuclei con un figlio con disabilità (anche se maggiorenne), nuclei con una donna in stato di gravidanza, nuclei con una persona di 55 anni o più in condizione di disoccupazione. Si stima che in totale in Italia i nuclei beneficiari potenziali del REI saranno 500.000 di cui 420.000 con minori (1,8 MLN di persone di cui 700 mila minori). In Puglia la stima è di oltre 30.000 nuclei. Nel frattempo in Puglia è attivo anche il ReD, reddito di dignità regionale (l.r. 3/2016 e R.R. 8/2016) che mette in campo annualmente circa 35 milioni di euro, aggiuntivi rispetto alla misura nazionale, oltre ad una serie di vantaggi a beneficio esclusivo dei cittadini pugliesi. Vediamoli assieme. Innanzitutto posti disponibili, e altri 268 (con la semplificazione della domanda ulteriori 729 posti) sono in via di (unica) da parte dei cittadini, con completamento. l’ausilio dei Caf-Patronati per su- perare il digital divide; lo sforzo Serenella Pascali interistituzionale compiuto per re- alizzare la cooperazione applicativa INPS – Regione, su piattaforma te- lematica unica per la condivisione di banche dati e per il con- corso di più enti all’istrut- toria delle domande (INPS- Regione-Comuni); l’aumento del trasferimento econo- mico per i beneficiari con il conseguente ampliamento della platea dei potenziali beneficiari (nella misura na- zionale limitata alle famiglie con minori). Ma vediamo più nel dettaglio i numeri del Il Ministro Poletti ReD. Sono state complessivamente 30mila le domande presenta a Bari il ReI presentate: di queste circa 19mila sono state escluse, (pari al 65% delle domande) o perché improprie (20%) o perché non avevano raggiunto la soglia minima di punteggio (45%). 11mila (35% delle domande) sono stati gli ammessi alla misura: di questi circa 5mila ammessi al Sia-Red, circa 6mila ammessi al Red. Dei circa 11mila ammessi, ad oggi risultano aver sottoscritto il Patto di inclusione l’80% dei casi, a cui si aggiungono circa 800 casi di rinuncia del cittadino o di revoca per inadempienza. Dal punto di vista dei soggetti che si sono messi in gioco per ospitare i beneficiari del ReD a settembre erano circa 2,5mila progetti di inserimento che Si terrà a Bari il prossimo lunedì 4 dicembre 2017 alle ore 9.30 presso il Liceo G. Salvemini (via Prezzolini, 9) l’incontro di presentazione del Reddito di Inclusione, organizzato dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, alla presenza del ministro Giuliano Poletti. L’incontro di Bari segue a quello di Milano del 27 novembre scorso, con l’intento di garantire due luoghi territorialmente distinti per favorire la partecipazione di operatori, rappresentanti degli enti locali, organizzazioni del terzo settore, esperti e parti sociali. L’incontro, cui è necessario iscriversi per partecipare, vedrà la numerosa partecipazione di istituzioni locali e non e di esperti del settore. La conclusione dei lavori è prevista alle ore 16.30. hanno generato quasi 7mila 7

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zoom Totò Negro, una carezza per i volontari della Puglia “Disinquinare” la natura e la società dalla violenza e dall’egoismo. Il lascito di Totò Negro alla Puglia go e tortuoso. Per chi si è trovato, lui come noi, ad attraversare quel mare in tempesta del percorso della riforma, non è stato (e non è) semplice individuare la direzione da assecondare. Per lui, poi, schiac- lo ha affiancato, la sollecitazione a portare sui tavoli nazionali l’istanza di valorizzazione delle autonomie territoriali, delle piccole realtà associative, contro ogni tentativo di centralizzare il sistema del governo È con grande dolore e sconforto che i�l��v�o�l�o�n�t�a�r�i�a�t�o��p�u�g��li�e�s�e��h�a��a��c-� colto la notizia della prematura scomparsa il 14 novembre dell’assessore al welfare Totò Negro. In questi ultimi quasi tre anni tutti noi volontari, e i CSV in particolare di cui egli aveva grande stima, abbiamo avuto modo di collaborare con lui e con il suo staff sulle questioni che riguardano il welfare e il volontariato. Ci siamo confrontati con assiduità (l’ultima volta nel seminario in occasione della Fiera del Levante) in un momento delicatissimo della storia del volontariato, il passaggio complesso e insidioso della riforma nazionale del terzo settore, che ha dato origine dapprima alla legge 106/2016, e successivamente ai cosiddetti decreti attuativi. Siamo in una fase di assestamento di questa riforma e il percorso sarà certamente lun- ciato tra lealtà istituzionale e necessità di vicinanza agli uomini e alle donne della Puglia impegnati nel volontariato e nel terzo settore, la scelta era ancora più difficile. Totò Negro, da grande appassionato come egli era, ha scelto comunque di mettersi dalla parte del territorio, dalla parte dei soggetti che vivono in mezzo alla gente e in mezzo alle situazioni concrete. E ha favorito, con lo staff tecnico che del terzo settore. Vedremo come in futuro si definiranno gli equilibri, vedremo se il volontariato perderà la sua autonomia o se invece svilupperà una nuova capacità di interpretare, come ha sempre fatto, i processi sociali e culturali nella direzione prevista dall’art. 118 della Costituzione, ultimo comma, quello che riguarda la “sussidiarietà” e l’impegno per “gli interessi generali”. L’eredità che l’assessore Negro 8

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zoom lascia è comunque quella di consolidare la sussidiarietà. La Puglia in questo senso ha fatto già molto, e molto ancora farà. Non possiamo dimenticare che questa Regione si è dotata proprio di recente di una Legge sulla Partecipazione, seppure questa legge – stranamente – è stata impugnata dal Governo nazionale. A questo punto sento il dovere di dire poche altre parole che descrivono il cittadino Totò Negro, di cui mi onoro di aver avuto una frequentazione non solo di tipo “regionale” ma anche salentina. Con l’assessore era impossibile non doversi incrociare e confrontare sulle valori, tradizioni, cultura, comunità). Ogni volta che ci vedevamo mi chiedeva, sapendomi profondamente impegnato nella militanza ecologista, aggiornamenti sulla questione CoDiRO (banalmente conosciuta come “xylella”): mi chiedeva dei passi avanti e dei passi indietro che si stavano facendo sui temi della ricerca. Ricordo che l’ultima volta ci confrontammo proprio sulla felice scelta della giunta Emiliano, di cui egli era parte integrante, di aprire a tutta la scienza e di finanziare 27 progetti sperimentali per la cura degli ulivi. “Si devono sempre curare le persone, e si devono curare anche le piante di ulivo”, così mi disse, evidentemente con chiaro riferimento alla sua ultima condizione. So che apprezzava moltissimo, e ne era anche orgoglioso come cittadino salentino, l’impegno delle associazioni e dei comitati che si occupano di ambiente e salute con i “Cantieri per la Sussidiarietà” sul tema dei “Veleni e dei tumori”. Con il suo solito realismo, e con la sua delicatezza, mi disse di recente: “Dobbiamo andare avanti, dobbiamo cercare di disinquinare questa nostra bellissima terra. Fate bene a informare. Fate bene a mobilitare. Questo deve fare il volontariato. Ma, mi raccomando, non spaventate troppo le persone, perché se no cadono nello sconforto”. Presi con grande attenzione e rispetto il suo consiglio. Oggi, dopo la sua scomparsa, sono certo che le associazioni pugliesi moltiplicheranno il loro impegno per portare avanti quel mandato che ci ha lasciato: “disinquinare” questa nostra bellissima terra dell’intera Puglia, che significa salvare sia la natura sia in maniera più allargata disinquinare dalla violenza e dall’egoismo le comunità e le relazioni sociali, le tradizioni e i valori solidali. Il volontariato pugliese, caro Assessore, ti abbraccia forte. Sei stato, come diceva don Tonino Bello, una carezza per tutti noi. Luigi Russo questioni che riguardano questa parte bellissima e martoriata della Puglia. Egli seguiva le battaglie e gli impegni della cittadinanza attiva, quelle specifiche sui problemi sociali, e anche quelle che riguardano questioni più strettamente politiche e strategiche, cioè la difesa dei beni comuni (paesaggio, 9

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zoom “Totò Negro, ha offerto tutto di sé per il bene della Puglia intera” Il saluto di Michele Emiliano al funerale a Muro Leccese il 15 novembre 2017 nella Chiesa Madre "Voglio ringraziare tutti voi della famiglia del caro Totò Negro, a nome della Puglia. Rita, Federico, Francesco, Alessio, Mamma Domenica, i suoi fratelli. Ma voglio ringraziare anche questa comunità di Muro Leccese: avete donato a noi tutti una persona straordinaria; una straordinarietà concreta, fatta di equilibrio, armonia, fatta di una felicità interiore che derivava dalla consapevolezza che il servizio gratuito per la comunità non solo è la più alta forma di carità, quindi amore verso gli altri, ma è anche la più alta forma di rispetto di se stessi. Quando si svolgono funzioni pubbliche e si ha questa capacità di offrire tutto di sé come ha fatto Totò fino all’ultimo giorno, si guadagna non solo il paradiso, ma anche la felicità su questa terra. Servire la Costituzione, il Paese, il prossimo, che probabilmente sono la stessa cosa, dà immediatamente una grande energia. Un’energia che ha sorretto questo grande uomo fino all’ultimo. È riuscito a lavorare fino a pochi giorni fa, è riuscito a rasse- renare il presidente che ogni tanto si agitava come succede a tutti quelli che non ce la fanno e che hanno bisogno di aiuto. È riuscito a rasserenarmi nonostante la sua malattia, e credo che questa cosa l’abbia fatta nei confronti di tutti voi. Noi tutti sappiamo adesso che non possiamo chiamarlo al telefono, non possiamo chiedergli aiuto, non possiamo incaricarlo di mediare dopo un pasticcio che abbiamo combinato o un tono sbagliato di voce che abbiamo adottato, e quindi dovremo in futuro essere più attenti, più prudenti. Prudenti, attenti, come sempre è stato lui. Voi vi ricordate un solo suo errore? Vi ricordate una sola volta nella quale ha adoperato un linguaggio sbagliato? Vi ricordate una sola volta in cui ha mancato di rispetto nei confronti di qualcuno dei suoi interlocutori? Io non ho mai avuto questa esperienza con lui. Per quello che un uomo può fare sulla faccia della terra, in questo momento, Totò ha fatto tutto il possibile e lo ha fatto bene. È stato un marito meraviglioso. Un papà straordinario. Mi raccontava sempre di voi famiglia con grande orgoglio e con grande emozione. E io vi chiedo scusa se ve lo abbiamo tolto per tante ore, se la Puglia ve lo ha portato via, perché ha lavorato tanto in questi anni. Credo che voi lo abbiate capito che una persona così grande non può appartenere solo alla sua famiglia e solo alla sua città. Voi lo avete regalato alla Puglia intera, e di questo conserveremo gratitudine per sempre." 10

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Qui Foggia Carcere e povertà. CSVFoggia accanto alle associazioni Una mappa e un libro raccontano il volontariato per gli “ultimi” Carcere, povertà, immigrazione. Sono sempre più numerose le associazioni che decidono di promuovere le proprie attività di volontariato in questi ambiti. Proprio grazie a un’attenta analisi delle realtà e dei fabbisogni locali, il CSV Foggia, negli ultimi anni, ha scelto di sostenere, con particolare attenzione, le organizzazioni di volontariato di Capitanata che hanno deciso di sperimentarsi in tali aree di intervento. Nasce in tale scenario la nuova “Mappa della Solidarietà”, realizzata dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e CSV Foggia, che sostituisce la storica carta dei “Servizi gratuiti di prima accoglienza per i migranti” e amplia la platea dei possibili destinatari. Sono oltre 60 i servizi gratuiti segnalati, con l’obiettivo di migliorare l’accoglienza e l’integrazione di quanti vivono in condizione di disagio. La Mappa, per raggiungere il maggior numero di utenti, è stata tradotta in quattro lingue - inglese, francese, rumeno e arabo –, aggiornata al mese di luglio 2017. Concepita come una bussola per orientarsi in quella parte di città che aiuta e dà conforto, è stata stampata in tremila copie ed è stata distribuita capillarmente, anche presso gli enti che sul territorio operano a contatto con le fasce più deboli, come il carcere. Proprio qui, negli istituti penitenziari di Capitanata, da alcuni anni il CSV Foggia sostiene le associazioni che promuovono attività di volontariato. Dalla promozione della lettura a laboratori artistici, da tornei sportivi a percorsi di promozione ambientale, sono numerose le attività finanziate dal Centro di Servizio al Volontariato. L’ultima iniziativa promossa, in or- dine di tempo, �è��s�t�a�t�a����i�l���f��i�n���a�n��z�ia�-� mento - attraverso un avviso - di attività di solidarietà per detenuti indigenti, in occasione delle festività natalizie. Le associazioni vincitrici saranno impegnate negli Istituti Penitenziari di Foggia, San Severo e Lucera, operando con particolare attenzione con i ristretti con scarsi riferimenti familiari e affettivi, tali da determinare una condizione di maggior solitudine o in stato di profonda indigenza. Le attività di volontariato realizzate negli ultimi anni nella Casa Circondariale del capoluogo dauno e la loro promozione da parte del CSV Foggia sono state raccontate nel libro “Colpevoli. Vita dietro (e oltre le sbarre)”, edito da la Meridiana, con la prefazione di don Luigi Ciotti. “Queste pagine – scrive il Presidente di Libera – ci aiutano a ricordare che il carcere non è una terra marginale o un mondo a parte, ma un’eventualità nella storia delle persone. Scaturita certo da scelte sbagliate, di cui è giusto rendere conto, ma anche da opportunità negate, dall’assenza di alternative”. Annalisa Graziano 11

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Qui Foggia Jole, un naso rosso per migliaia di sorrisi Un esercito di 170 clowndottori formato dal presidente de "Il cuore Foggia" “Tutti hanno bisogno di un abbraccio, di essere ascoltati e, perché no, di dare un pizzicotto a un naso rosso”. Sorride Jole Figurella, Presidente de Il cuore Foggia, l’associazione che da tre anni ha ‘invaso’, con i suoi soldati in camice colorato, le strutture sanitarie e le strade di Capitanata. “Ho iniziato a praticare la clownterapia nel 2014 – spiega sgranando gli occhi blu – dopo un momento difficile, in cui ho dovuto sottopormi a cure pesanti e lottare per la vita. Proprio allora ho trovato la forza di laurearmi e ho scoperto il dono del volontariato, la gioia di dedicare del tempo a chi soffre. Ho deciso di offrire il mio tempo libero alla cura della sofferenza, che vedo ovunque, proprio perché ho capito quanto la gente abbia bisogno di sorridere”. Un’intuizione che, in poco tempo, è stata raccolta da molti volontari, soprattutto giovani, che hanno deciso di indossare un naso rosso e mettersi in gioco. “Quando ho fondato l’Associazione eravamo in 11, oggi Il Cuore Foggia conta 170 volontari tutti attivi anzi, iperattivi”. Una crescita straordinaria che Jole Figurella spiega con semplicità. “Nonostante il gruppo sia in costante evoluzione, cerco di dare a ciascuno la propria opportunità, non trascurando nessuno. Sono convinta che, attraverso le idee e i desideri di ogni volontario, tutti insieme, si possa contribuire a realizzare i sogni di qualcuno. Le porte de Il Cuore sono aperte a tutti, nessuno escluso”. L’Associazione è molto attenta alla formazione dei propri volontari e non si limita a fornire le nozioni di base di clownterapia. “Ci ispiriamo a Sonia Fioravanti, pioniere della gelotologia (comicoterapia) in Italia e cerchiamo di organizzare percorsi di formazione più lunghi, con settori specialistici. C’è l’ambito sociale, che comprende le attività dei clowndottori nelle scuole, in carcere, nell’area della devianza, nelle missioni all’estero, con gli anziani e negli SPRAR. Poi c’è il settore della disabilità, all’interno del quale comprendiamo sia i bambini diversamente abili che i pazienti psichiatrici e, infine, quelli che chiamiamo gli ambiti speciali”. Un’organizzazione capillare che, in soli tre anni, è riuscita a portare risultati concreti, come la sottoscrizione di convenzioni per la realizzazione di attività di clownterapia in strutture sanitarie della provincia e in diversi presidi foggiani, in primis il “Riuniti”. “Proprio nel nostro ospedale – spiega Jole Figurella – stiamo organizzando una sorpresa natalizia per i bambini della pediatria. Ci caleremo dal tetto travestiti da supereroi e distribuiremo regali ai piccoli pazienti”. Supereroi per Natale, eroi (con il nasso rosso) ogni giorno. Per info: Il Cuore Onlus – Foggia, cell.: 329.7241557 A.G. 12

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Qui Foggia Volontariato in festa. Le reti solidali protagoniste Animazione, convegni e scambio di buone prassi nella due giorni organizzata dal CSV Foggia 16 stand, 30 associazioni protagoniste, tre scuole coinvolte. Sono solo alcuni dei numeri della Festa del Volontariato organizzata dal CSV Foggia il 2 e 3 dicembre scorsi. Con l’undicesima edizione e numerose iniziative, è tornato l’appuntamento annuale che porta in piazza le energie dell’associazionismo di Capitanata. Il sabato mattina il Laboratorio “Scuola e Volontariato. Giovani e volontari per nuove forme di cittadinanza attiva” ha visto la partecipazione degli studenti dei licei Artistico “Perugini”, delle Scienze Umane “Carolina Poerio” di Foggia e Scientifico “Pietro Giannone” di San Marco in Lamis. Nel corso della mattina e fino alla chiusura degli stand, la band “Le pulsazioni” del liceo “Giannone” ha curato l’intrattenimento musicale, coinvolgendo i cittadini partecipanti, insieme con artisti di strada. Nel pomeriggio il CSV Foggia ha organizzato il Convegno “La città come bene comune. Associazioni, cittadini e amministratori a confronto per la progettazione di una città condivisa”, con interventi di Lelio Pagliara, Presidente provinciale Mo.Vi., Aldo Bruno, presidente CSV Foggia, Franco Landella, sindaco di Foggia, Pasquale Bonasora, responsabile Labsus - Laboratorio di sussidiarietà della Puglia e rappresentanti istituzionali degli enti locali. Nella mattinata di domenica si è svolta la premiazione delle associazioni di volontariato e alle imprese partecipanti al bando “Avviso Volontariato e Impresa 2017”: ANFFAS Torremaggiore Onlus, con il progetto “Cibo & Guarigione” (partner Erboristeria dei Rimedi di Stella de Vita; Azienda Sacco Vignaioli Apuli; Costanzelli Arredamenti); Emmaus Foggia con il progetto “Lavorando si impara” (partner Azienda Agricola Andreano Antonio) e TAAF Zapponeta, con il progetto “Raccolta Differenziata Riciclo e Riutilizzo” (partner Azienda Servizi ecologici spa; Comune di San Severo). Sempre in mattinata si sono svolte la Tavola rotonda “Un’esperienza di rete …come si può costruire una comunità” a cura della Consulta delle Associazioni di San Severo e “Legge 112 – Dopo di Noi - dalle parole ai fatti. Quali i ruoli e le possibilità per le famiglie, gli enti del Terzo Settore e le associazioni delle famiglie”, con introduzione di Gianni Totta, Consigliere Nazionale ANFFAS Onlus e interventi di Aldo Bruno e Domenico Casciano. “Anche quest’anno numerosi volontari hanno animato la nostra festa – sottolinea il Presidente del CSV Foggia, Aldo Bruno –. Negli stand ogni associazione ha portato le proprie peculiarità, cercando di farsi conoscere dai cittadini foggiani. In Corso Vittorio Emanuele il volontariato è stato chiamato a contagiare la comunità con i valori di solidarietà, rete e scambio. Sono state protagoniste della manifestazione realtà fra loro molto diverse, ma con un obiettivo condiviso: il bene comune”. A.G. 13

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Qui Bari - Bat "Volontario, anch’io!" Campionate 200 realtà tra odv, parrocchie ed enti pubblici: giovani volontari cercasi urgentemente “Volontario, anch’io!” è il titolo della recentissima ricerca del Centro di servizio al volontariato San Nicola, condotta tra agosto e settembre dell’anno in corso. Non è la prima indagine sul volontariato realizzata dal Centro che, già in passato, ha pubblicato “Il volontariato in Terra di Bari” (2008), “Prospettive future per il volontariato” (2013) e “Il nuovo volto del volontariato” (2014), per la collana editoriale “Opera”, contenente oltre 20 pubblicazioni. L’indagine costituisce una delle peculiarità del Csv San Nicola in quanto è attraverso la focalizzazione dei temi più rilevanti e i bisogni più stringenti che struttura azioni e servizi efficaci ed efficienti a favore delle odv. Ecco che l’ascolto delle associazioni, il dialogo con le istituzioni e tutti i soggetti portatori di interesse diventano strategici. “Volontario, anch’io!” è il risultato di una esigenza espressa dalle associazioni negli incontri in sede, nelle valutazioni effettuate durante gli eventi di piazza (Happening del Volontariato, Volontariato in Piazza, Volontariato in Spiaggia, Meeting del Volontariato), negli incontri di promozione: intercettare e coinvolgere più persone nelle attività delle associazioni, soprattutto i più giovani e gli studenti. I dati raccolti saranno utili per la formulazione di azioni innovative in risposta a questa esigenza per la programmazione 2018 del Centro. Cosa è emerso da questa indagine? Innanzitutto è significativa la composizione del campione, 200 soggetti che hanno risposto al questionario e alle interviste. Sono tutte odv, ad esclusione di una parrocchia (San Marcello di Bari) e di un Comune (Santeramo in Colle); appartengono per lo più all’ambito sanitario (61) e dell’assistenza sociale (54), in linea con la fotografia del volontariato del mezzogiorno che ha un’anima prevalentemente socio-sanitaria e assistenzialista. Eppure non è da trascurare l’ascesa di associazioni più dedite alla cultura, sport e ricreazione (22) seguite da tutela dei diritti, protezione civile, cooperazione e solidarietà internazionale, disabilità e, infine, istruzione e ricerca, filantropia e promozione del volontariato. 192 di questi enti sono favorevoli ad accogliere nuovi volontari, in un numero compreso tra 2 e 10 (153), in una fascia di età tra i 19 -25 anni (145), o maggiore di 25 anni; meno richiesti i ragazzi tra i 15-19 anni, seguiti da chi ha più di 50 anni. La scelta anagrafica è comprensibile alla luce delle attività in cui si vorrebbero impegnare i nuovi volontari: innanzitutto partecipazione alle attività promozionali, seguita da partecipazione alle attività tipiche dell’associazione, affiancamento ad un volontario, supporto alle attività di segreteria. Un giovane maggiorenne, magari automunito e fuori dal percorso scolastico obbligatorio e quindi non vincolato agli impegni fissi legati alle attività scolastiche, paradossalmente può ser- 14

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Qui Bari - Bat vire a reclutare, a sua volta, nuove forze, a pubblicizzare e a far conoscere l’associazione, a volantinare gli opuscoli o a supportare le attività di segreteria. Questa “visione” un po’ di vecchio stampo purtroppo rischia di essere poco attraente per un ragazzo il quale, invece, vuole essere protagonista di tutta la vita associativa. Le associazioni, in parte, si giustificano con l’impegno economico e di tempo che comporterebbe la formazione di un nuovo volontario. Fortunatamente ci sono anche le odv che vorrebbero giovani pronti a “sporcarsi le mani” affiancando un altro “vecchio” volontario. Spesso il problema è, anche, l’esiguità di persone da affiancare alle nuove leve, perché nessuno dei “nuovi” si senta escluso dai “vecchi” e venga accolto, formato adeguatamente e implicato nelle attività dell’associazione. Infine, quasi tutte le associazioni hanno espresso la loro disponibilità a incontri informativi presso Istituti scolastici o altri enti, ma anche nelle parrocchie, presso i comuni e nei laboratori urbani: le associazioni necessitano di essere sostenute in una maggiore presenza sul territorio e un maggiore coinvolgimento con le istituzioni. Marilena De Nigris Meeting del Volontariato, un evento speciale Innovazione e nuovi partner per la X edizione della manifestazione La 10ᵃ edizione del Meeting del Volontariato, organizzato dal Centro di servizio al volontariato San Nicola con le organizzazioni di volontariato, sarà titolata “RelAzioni di gratuità”. L’evento si svolgerà il 15-16-17 dicembre 2017 presso il Palazzo Ateneo dell’Università degli Studi di Bari A. Moro. Il Meeting è l’evento clou di promozione del volontariato, pensato sin dalle sue origini come la tappa conclusiva del viaggio itinerante annuale del C��s�v��S�a�n��N�i�cola che porta nelle piazze le associazioni, i loro progetti e un modello virtuoso di cittadinanza attiva. La manifestazione è un crocevia di esperienze e di racconti in cui le odv della provincia di Bari e Bat e i tanti visitatori - scuole di ogni ordine e grado, famiglie, rappresentanti istituzionali e del mondo profit, professionisti, cittadini - si incontrano e si confrontano tra di loro. Il Meeting è, anche, una proposta culturale per la costruzione di una società fondata sui valori della reciprocità, del dono, della fiducia, che si possono riscopri- re grazie alle azioni gratuite, come sarà raccontato in questa edizione. Tante le novità quest’anno, a partire dalla location che dalla Fiera del Levante si sposta nel cuore di Bari, nel Palazzo Ateneo. Non una scelta casuale, ma espressione concreta di un’idea condivisa dal Csv San Nicola e dall’Ente universitario, ossia che una vera attività formativa è trasmissione di saperi e di valori. L’evento si arricchirà di appuntamenti: accanto ai collaudati convegni, ben 6, saranno proposti 6 focus group. Una nuova proposta, inoltre, sarà offerta agli studenti e a tutti i visitatori: partecipare a uno o più dei 40 laboratori, gestiti dalle associazioni. Non solo. Saranno ben 4 le mostre esposte e due gli spettacoli di teatro e musica. Infine saranno presenti oltre 100 stand delle associazioni in cui i volontari potranno esporre il materiale informativo e incontrare i visitatori. L’augurio del Csv San Nicola, espresso dalla presidente Rosa Franco “è che tutti possano vivere il Meeting del Volontariato come una scoperta della bellezza della reciprocità, che le vecchie amicizie possano rinsaldarsi e tante nuove possano nascere, tra le associazioni e con tutti i soggetti pubblici e privati che parteciperanno all’evento”. Programma e iscrizione eventi: www.meetingdelvolontariato.com M.D.N. 15

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