I nostri detective

 

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gialli inventati dagli alunni

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Scuola Primaria Trento Trieste cl@sse 5 A I nostri detective Anno Scolastico 2017/18

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Il mio detective si chiama Bobby Hart ed è molto giovane, ha 30 anni. E’ alto 1,70 m., pesa 50 kg. e i suoi capelli sono biondi. I suoi occhi sono verde chiaro, ha delle ciglia lunghissime e prima di uscire se le pettina sempre. Ha un’abitudine: quando esce di portare con sé la pipa. Alle 15 beve sempre la sua tisana bella calda e i suoi baffi sono sempre allineati. Di professione fa il detective e gli piace risolvere i casi. Bobby Hart abita in via Castelforte. Era il 10 aprile 2009 quando un giorno, mentre stava facendo una camminata, ad un certo punto sentì delle grida che provenivano dalla casa vicina. Bobby Hart si precipitò nella casa accanto. Arrivato vide che la signora stava piangendo e così capì subito che si trattava di un furto perché non c’erano vittime, Non capiva però che cosa fosse stato rubato. Chiese quindi informazioni alla vecchietta, che calmatasi gli disse che era entrato qualcuno in casa sua e le aveva rubato il portafoglio. Bobby era molto incuriosito di questo furto quindi si mise subito al lavoro; ringraziò la signora per le indicazioni. Prima di risolvere il caso però voleva bere la sua tisana bella calda visto che erano già le 15 del pomeriggio nel parco. La mattina dopo andò ancora dalla vecchietta e nel giardino vide delle impronte di una scarpa piena di fango perché due giorni prima aveva piovuto tantissimo. Seguì le impronte che portarono in fondo al giardino e di là della rete vide un uomo vestito tutto di nero e con un passamontagna. Quando il ragazzo intravide Bobby iniziò a scappare. Dovete sapere che il giardino della vecchietta confinava con un parco. Il giovane arrivato dall’alta parte del giardino c’era la polizia con le pistole puntate su di lui. Infatti Bobby aveva chiesto ai suoi colleghi di posizionarsi nel parco. Il colpevole, abile ladro, ha cercato di scappare ma niente da fare.

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La polizia lo arrestò, venne restituito il portafoglio alla vecchietta e per Bobby fu una soddisfazione immensa perché per lui era il primo caso risolto. Chiara

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In un lunedì di ottobre, nel 1986, nella via di Big Blach (grande nero) a Londra, alla casa numero 216, il signor John Fredelf stava finendo di scrivere uno dei suoi libri. Alle ore 9,32 sentì bussare alla porta e, dopo un impetuoso “avanti” da parte di Fredelf, il signor Meachle entrò dalla porta di legno. Dovete sapere che John e Meachle erano amici da tantissimo tempo. Meachle salutò John e gli diede una busta. “Cos’è?” chiese John al suo amico con aria sorpresa. Allora Meachle gli disse: “ Un signore mi ha chiesto di darti questa busta, però io non conosco il contenuto”. Fredelf l’aprì e lesse tra sé e sé: “Buongiorno, le chiedo di recarsi in questa via, Fish Amburgo, grazie”. Allora John disse a Meachle di seguirlo. Insieme andarono nella via dove trovarono, fuori dal negozio, il signor Derhoni che li aspettava. I due amici lo salutarono e a quel punto lui iniziò, dopo essersi presentato, a dire: “Buongiorno, questo negozio mi appartiene. Ieri un signore mi ha rubato mille sterline e mi ha lasciato mia moglie. John, dopo aver respirato a pieni polmoni dalla sua pipa disse: “Mi scusi è lei che ha lasciato sua moglie o viceversa?” Lui rispose che era stata sua moglie a chiederglielo e che forse era fuggita con il gentiluomo. A quel punto il signor Derhoni disse che da una settimana una persona si aggirava nel suo negozio. “Va bene grazie la verremo a ritrovare quando avremo trovato il colpevole” disse John e salutandolo se ne andò. Arrivati a casa di Fredelf, quest’ultimo iniziò a pensare e, a quel punto, Meachle disse: “John ma devo andare a fare un giro con mia moglie, ciao” e chiuse la porta. John allora si ricordò di un vecchio libro e iniziò a leggerlo. Che strano pensò, in questo libro si narra una vicenda uguale a questo caso. Subito dopo esclamò: “Ma certo!” Il giorno dopo quando Meachle entrò dalla magnifica porta di legno subito John gli disse: “Seguimi” e correndo, con aria stupefatta, andarono a Fish Amburgo dove Derhoni disse:

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“Siete già qua?” “Si” rispose Meachle e John disse: “Lo sa, lei è molto furbo. Ieri mi sono recato dalla polizia dove ho scoperto che… ,lei non è sposato! Per questo si è comprato un negozio e, dopo averlo messo “sottosopra” ha cercato di “incontrare” due povere persone. Io sono molto attento e quando son venuto da lei ho notato una piccola parte di un poster che diceva: “Abbasso le donne e i gentiluomini”. E’ stato a quel punto che lei ha cercato di guadagnare 1000 sterline dell’assicurazione volendo farmi capire che sua moglie e un altro signore le avevano rubato dei soldi e insieme erano scappati”. “No! Non è possibile, io avevo l’alibi perfetto. “No” disse urlando a squarciagola il signor Derhoni. Arrestato fu mandato in prigione e John con Meachle andarono a fare un buon pranzetto. Giovanni

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White Fox: un nobile signore di sessant’anni a cui piace mangiare bene e fuori casa. Ama in particolare le mele e difatti nel giardino ha diverse piante. E’ benvoluto in quanto molto simpatico, è proprio un buontempone, tranne quando viene incaricato di portare a termine un compito, in quanto molto generoso e disponibile. Una notte di dicembre la banca di stato di Montevite è stata svaligiata. La notizia attirò molto interesse, ma non era l’unico, infatti la sera prima un carcerato specializzato in furti in banca, era uscito di prigione e questo incuriosì la polizia. Il giorno dopo il detective si recò sul luogo del misfatto per fare un versamento perché quell’edificio era pur sempre una banca. Notò che il telecomando dell’allarme, dietro il bancone era sopra la sua scatola, invece il giorno prima l’apparecchio era all’interno del contenitore. Questo particolare gli era stato riferito dall’addetto delle pulizie con cui si era fermato a parlare. Gli venne una minuscola illuminazione ma per accusare qualcuno bisogna essere certi di sapere cosa si sta dicendo. Andò in Comune e ottenne un permesso per vedere i fogli firma così segnò una cosa interessante. Allora si recò in Banca con una squadra di poliziotti per arrestare il colpevole. White Fox guardò in faccia il cassiere e disse: “Signore Tommeric dov’era ieri sera?” L’impiegato rispose: “Non ero in servizio, ero uscito fuori città per … non sono fatti vostri”! Allora l’investigatore ribatté: “I miei colleghi poliziotti potrebbero farle cambiare idea:” All’istante un poliziotto tirò fuori un mandato e disse: “Parli, signore carissimo!”. Il detective continuò dicendo: “Ho dedotto che il colpevole fosse lei quando ho visto il telecomando sulla scatola, ma per esserne certi, l’ho sottoposta a questo interrogatorio però lei si è tradito da solo quando ha detto di essere uscito perché i fogli firma confermano che lei è venuto al lavoro. Così si è fatto chiudere dentro e di notte prese il telecomando e disattivò l’allarme, fece questo perché, pur lavorando in mezzo ai soldi,

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la pagano poco”. Così i poliziotti arrestarono il ladro. Dopo un caso impegnativo una mela appena raccolta dalla pianta del suo giardino era quel che ci voleva per il detective Withe Fox. Lorenzo

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In un piccolo villaggio di Londra di nome Poise avvenivano spesso molti furti, ma uno in particolare aveva colpito l’opinione pubblica la notizia di un furto in banca. Il ladro aveva rubato bel 100.000 dollari, era il colpo più grande della storia! Per trovare il colpevole occorrevano di certo i detective più bravi di tutta la Gran Bretagna. Allora chiamarono la liceale Hanna Stark, l’aiutante più attenta nell’osservare i casi come furti, rapimenti o omicidi. Hanna era una studentessa 18enne di origine australiana, venuta in Italia per studiare latino. Le piace molto cavalcare e, quando serve, va in giro per il mondo a risolvere i casi, tutti i detective la conoscono. Hanno fu accompagnata nel paesino di Poise da Mike Sparkle, un famosissimo investigatore irlandese. Da quell’incontro cominciò a studiare la situazione, quindi i due visitarono la banca di Poise, chiamata “Bankhord”. Alla cassa c’era un signore noto per gli alcolici che beveva, infatti era già andato in ospedale più di 10 volte. Negli uffici c’erano tante persone, solo uomini. I due amici intervistarono tutti gli operatori, uno in particolare li colpì: era un uomo timido, la gente diceva che in passato avesse avuto un “buco nel cuore”. Tutto il paese sospettava di Norman, così l’impiegato ubriaco della banca. Allora Hanna e Mike visitarono a sua insaputa, la casa di Norman e scoprirono un passaggio segreto a muro. Entrarono e videro i 100.000 dollari, Mike disse allora che il caso era chiuso ma Hanna non era convinta. Ritornò alla banca e nel cestino dell’ufficio di John raccolse una lettera dove c’era scritto: “Ben fatto Norman, avrai la tua ricompensa”. Quindi comprese tutto e Hanna spiegò a Mike che per chiudere il buco nel cuore aveva bisogno dei soldi, per questo aveva rubato e fatto ricadere la colpa su Norman. Quindi quell’uomo venne arrestato e Hanna esclamò con felicità la sua frase tipica: “E un altro caso è risolto, ora però

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devo tornare a studiare”. Hanna e Mike si salutarono un po’ tristi di doversi lasciare. Mariallegra

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Il mio detective si chiama Irolm Smith. E’ molto giovane infatti ha 30 anni, è alto 1,90 m. e pesa 75 Kg- I suoi capelli sono biondi e ha occhi azzurri. In ogni occasione porta cappelli di diversi tipi e colori. E’ un tranquillo falegname che vive a Cremona, ma quando deve risolvere dei casi è sempre attivo. Ogni volta che risolve un caso, quando si fa difficile, prende delle mentine molto forti perché dice che lo aiutano a ragionare. Il suo caro amico Robert Alberg gli fa anche da spalla perché anche a lui piacciono molto i casi da risolvere. Quando devono arrivare sul luogo del mistero, e si trova lontano, Irohn vuole sempre guidare. Vi racconto la loro ultima impresa. Era una giornata d’estate e Jrohn non trovava niente da fare. Allora si mise a costruire delle statuette di legno, a metà del lavoro lo chiamò Robert dicendogli: “Corri al carrefour”. Jrohn si mise il cappello e prese le sue mentine. “Almeno ho qualcosa da fare” disse Jrohn. Corse velocissimo al negozio e appena entrò chiese “Perché non ci sono i prodotti?” Robertr rispose “E’ proprio per questo che ti abbiamo ingaggiato per risolvere il mistero. Ieri sera i prodotti c’erano tutti negli scaffali, invece questa mattina non abbiamo trovato più nulla”. Robert riprese: “Noi non abbiamo capito come in una sola notte i ladri possano aver fatto piazza pulita! Irohn disse: “Andiamo a controllare i video delle telecamere”. “Abbiamo già controllato” disse Alberg “Erano degli individui vestiti da pagliaccio che a uno a uno rubavano i prodotti”. Alberg riprese: “Dopo 5 minuti il video si è bloccato e non abbiamo potuto vedere più niente”. Irolm riprese: “Di chi è il camion lì fuori?” Alberg rispose che era del proprietario di quel bar. “Osservando attentamente il camion si vede una palla rossa”. Robert disse: “Certo vendono palloncini”. “Si però non vi ricorda qualcosa il cerchio rosso?” “No” rispose Alberg. Smith mettendosi in bocca una mentina disse: “Il naso dei pagliacci” Robert rispose: “Ma che sciocchezza”. Smith

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chiese: “Dov’è il proprietario?” Alberg rispose: “E’ entrato in quella casa”. “Quando torna chiedigli di aprire il camion” disse Smith. Allora quando arrivò l’uomo gli fecero aprire il camion e videro tutti che Irolm Smith aveva ragione; nel camion c’era la refurtiva. Smith spiegò: “Il proprietario della casa ha mandato i pagliacci a rubare. Robert disse: “Impossibile, il proprietario di quella casa è un uomo onesto, non farebbe mai una cosa del genere”. “Guardate al posto di guida del camion”. “C’è una persona identica al proprietario della casa” strillò Alberg. “Lui è il vero proprietario, l’altro invece è un sosia”. Allora liberarono il vero proprietario e arrestarono il sosia e i suoi complici. Subito riportarono i prodotti al loro posto e i cassieri poterono riprendere a lavorare. Come sempre Irolm Smith ha risolto il caso. Edoardo

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Nel 1922 nacque Marey Spurhle a Parigi, che a 35 anni, divento una giallista professionista. Viveva in una villetta vicino alla Torre Eiffel, acquistata con i soldi consegnati a lei da fanatici giallisti. La sua vita era calma fino a quando non ricevette una chiamata dall’ispettore francese Francois de Paris che le chiese di raggiungerlo subito alla gioielleria in fondo alla via. Lei spaventata non esitò un solo attimo e partì. Appena arrivata la prima domanda che fece all’ispettore di polizia fu questa: “Ma che cosa succede?” L’ispettore rispose: “Da qualche mese continuano a sparire i diamanti per ornare gli anelli: la prego entri così le faccio vedere cosa hanno registrato le telecamere in questo periodo”. Mary entrò frettolosamente: nei video della telecamera si vedevano due uomini e una donna dall’aria sospetta, che in mesi differenti erano entrati più volte nella gioielleria. Erano entrati anche quel giorno stesso. “Proviamo a vedere se sugli scaffali ci sono impronte digitali” propose Mary. “Va bene” rispose Francois. Subito dopo trovarono un’impronta della donna e scoprirono che si chiamava Jean Tudor che proveniva dalla Svezia e che viveva a pochi isolati dalla gioielleria. “Allora cosa aspettiamo, andiamo”, disse inquieto l’ispettore ma la giallista propose di aspettare a risolvere completamente il caso e di cercare testimonianze. Dopo aver fatto tutto il giro della via trovarono una ragazza e la interrogarono. “Si la conosco” rispose la ragazza, “lei è abbastanza povera ed è da qualche tempo che mentre vado al balcone la vedo con due ragazzi, tutti e tre travestiti di nero, che si dirigono verso la gioielleria in fondo alla via”. Mary e Francois la ringraziarono per le informazioni e se ne andarono. Tornati alla gioielleria continuarono a cercare impronte, ma senza nessun risultato. “Nessuna traccia dell’impronta degli uomini” disse Mary “Secondo me per oggi basta cercare indizi” disse Francois, ma la giallista non si arrese e disse che quella notte dovevano fare

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la guardia al negozio e così fecero. Alle 24 si ritrovarono in gioielleria ed aspettarono ma non resistessero più di mezz’ora ma non resistettero più di mezz’ora e s’addormentarono. Si svegliarono però in tempo per catturare i 3 che erano penetrati nel negozio, li legarono e li portarono alla centrale di polizia. “Noi due siamo innocenti” dissero gli uomini, Jean ci aveva promesso dei soldi che però alla fine non ci ha dato”. Alla fine i due restituirono i diamanti e li riportarono in gioielleria. Jean andò in prigione insieme ai due uomini e Mary Spurhle tornò alla sua semplice vita tranquilla. Maria Stella

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In una villa, nella città di Londra, c’era un signore che stava scrivendo un libro. Fuori c’era un grande acquazzone e un grande freddo. Il signore che stava stilando un nuovo libro si chiamava Tom Relt. Era molto bravo a scrivere i romanzi, ma anche ad essere un detective. In casa aveva anche un cane di nome Uach. Il cane gli faceva molta compagnia intanto che pensava a quale storie scrivere nel libro. Dopo aver finito di scrivere, accese la TV e andò sul canale del telegiornale e vide che nella sua città c’era stato un furto alla banca di Londra e avevano rubato 12000 sterline. Ad un tratto arrivò il suo amico Berty. Questi era un poliziotto abbastanza intelligente, aveva un paio di baffi grigi e portava degli occhiali neri. Tom gli chiese perché era così agitato e spaventato. Lui rispose: “Hai visto che cosa è stato fatto alla banca?” Relt annuì. Berty gli chiese: “Vuoi aiutarmi a risolvere il caso?” Lo scrittore ci pensò un secondo e disse: “Va bene, però possiamo portare anche il mio cane Jach?” ll poliziotto accettò e Tom si vestì e prese con sé la sua pipa. Uscirono dalla villa e si incamminarono verso la banca di Londra. I due, strada facendo, fecero delle ipotesi su chi poteva essere stato a commettere il furto. Arrivati nel luogo della banca, Berty chiese alla commessa a che ora c’era stato il furto. La donna rispose: “Alle 19,30”. Il poliziotto disse che dovevano andare dal suo capo per chiedere se potevano indagare sul caso. Andarono e il giudice disse su cosa poteva aiutarli. Il giudice accettò e il capo di Berty affermò che il caso dovevano risolverlo nel minor tempo possibile. I due andarono subito e Relt vide su un muro di una casa abbandonata un cartello con scritto: “Ricercati: Ada Tult, Louis Bull, Piernil Cildrin”. Adam Tult era un uomo con i capelli neri ed era allergico alla polvere, infatti nelle tasche aveva una medicina per l’allergia ed è un grande criminale. Lous Bill era un uomo con i capelli marroni ed aveva sempre un cappello rosso ed era un dentista molto malvagio perché toglieva tutti i denti ai suoi clienti, anche se non era necessario. Pierinil Cildrin aveva i capelli ricci e biondi e aveva le lentiggini ed era un criminale molto pericoloso. Berty disse: “Hai letto quel cartello?

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Abbiamo degli indizi adesso”. Tom vide vicino ad un negozio che vendeva dei cappelli un uomo, che era uscito dalla porta e stava scappando via. Quell’uomo aveva tutte le caratteristiche del secondo sospettato e quindi il cane, lo scrittore e il poliziotto rincorsero il criminale. Lo persero di vista e quindi non sapevano dove andare, ma Jach, il cane molto astuto, riconobbe l’odore di Louis e due amici allora proseguirono il loro inseguimento. Arrivarono ad un piccolo vicolo e fermarono il furfante. Alla fine Tom gli chiese: “Ma sei tu Louis Bill?” Bill annuì. Allora Berty frugò nelle tasche di Bill e trovò la refurtiva. Chiamò i suoi colleghi di lavoro per dire che uno di furfanti ricercati è stato catturato. Arrivarono i suoi colleghi e lo misero nella macchina per portarlo in prigione. Il capo di Berty si fermò davanti a loro e disse: “Complimenti, avete risolto il caso”. Infine l’uomo spiegò a loro che doveva essere stato dato un premio, allora diede un assegno di 35.000 sterline. I due ringraziarono e decisero subito di comperare uno studio per fare indagini sui diversi crimini che avvenivano. I due comperarono tutto ciò che poteva servire ad un detective. Insieme erano una bella coppia formidabile infatti decisero che Berty avrebbe continuato ad essere un poliziotto e Tom a fare lo scrittore ma anche l’investigatore. Annalisa

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