IL PAESE DELLA SERA 18 - 28 novembre - 10 dicembre 2017

 

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© Mashable - Antonio Calanni / Associated Press Il futuro siamo “loro” Luca Mattiucci* A ccompagnare un giorno un rifugiato induce decisamente a rivedere in ognuno di noi il senso della parola razzismo. Più accettata che in passato e al tempo stesso più sdoganata. Lui si chiama Samir ha vent’anni, viene dal Sudan e la sua giornata è un calvario, se comprendi la lingua italiana. Alle poste una signora in fila dietro di noi sussurra ad un’altra, fissando in modo fastidioso una cicatrice sul braccio del nostro amico: “Chissà che malattia avrà?!”. La signora ignora che, stando ai report di Medici Senza Frontiere degli ultimi dieci anni, non si ha memoria di casi di emergenza per la salute pubblica causata da migranti e ignora anche che la salute di Samir e dei suoi amici peggiora di giorno in giorno a causa delle condizioni di ghettizzazione sociale con cui devono fare i conti nel nostro Belpaese. Ignoranza, quella di chi non sa, che accompagna anche il fruttivendolo poco distante che, tra un casco di banane e un chilo di mele, si mette a far paragoni tra la sua giornata di lavoro e i 35 euro (beato te!) che lo Stato regala al nostro amico. Nessuno gli ha spiegato che a Samir di quei 35 euro, di cui una parte assicurati dall’Unione Europea, come richiedente asilo ne incassa solo 2,5 in moneta sonante. Proseguendo nel nostro cammino quotidiano di luoghi comuni se ne incontrano a decine. C’è chi gioca con il significato della parola “necessità”, per farne strumento di distinzione tra chi fugge da una guerra e chi fugge dalla miseria, come se uno dei due mali non fosse figlio dell’altro e ci fossero miserie da salvare e altre da rispedire al mittente. Su tutte, però, vince la strumentalizzazione della paura che vuole il migrante coincidere sempre più nell’immaginario collettivo con la il potenziale terrorista. Il che potrebbe anche essere vero, ma tanto quanto e non di più di un terrorista nato, vissuto e cresciuto in Europa e che spesso e volentieri non ha affinità elettive con un suo sodale dello Stato Islamico se non nella misura di qualche video improvvisato per addestrarsi ad una Jihad che falsa il senso della “tensione verso dio”. La vita è dura se sei un migrante e a nessuno importa se l’Italia nelle >>>

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2 / 2017 cure mediche in italia: 1 persona su 3 RINUNCIA AD ACQUISTARE MEDICINE, iN MAGGIORANZA casalinghe [40,2%], pensionati [39 <<< segue dalla prima classifiche europee è agli ultimi posti per incidenza dei rifugiati sulla popolazione totale (1,9 ogni 1.000 cittadini). La proporzione restituisce meglio il senso delle fake-news che prendono piede meglio e più di analisi e dati statistici incontrovertibili. Questi “uno virgola nove” versano otto miliardi di euro e ne riprendono in pensioni tre. Rappresentano una delle poche voci “attive” del nostro bilancio, con ben cinque miliardi di euro. E non rubano il lavoro agli italiani, semmai permettono al Paese di andare avanti prendendosi in carico i lavori che noi non vogliamo più fare. Ma a sentirla così sembra sempre si percorra la logica dell’elemosina o dell’utile convenienza, come quando passa l’idea che il rifugiato politico è carino e va bene se pulisce il marciapiedi. No, loro sono molto di più. Rappresentano la parte giovane di un’Italia vecchia. I dati raccontano questa verità con certosina precisione. Evoluzione di un’emergenza divenuta fenomeno. E proprio queste trasformazioni saranno al centro del dibattito in occasione del XXIIIesimo Rapporto ISMU, l’ente scientifico indipendente che promuove studi, ricerche e progetti sulla società multietnica, che sarà presentato il prossimo 5 dicembre a Milano (www.ismu.org). Una fotografia utile per comprendere l’andamento demografico della popolazione straniera (2016-2017) che poi è anche un ritratto del della nostra Italia, quella del futuro a cui l’ISMU in collaborazione con la Fondazione Bracco e la Fondazione Cariplo sceglie di dedicare un premio per quelle realtà che si sono distinte per l’accoglienza dei migranti e dei minori stranieri non accompagnati. Due enti privati, questi ultimi, che credono nella nostra iniziativa sin dall’inizio e che qui citiamo, non già per piaggeria, ma perché interpretano appieno lo spirito indispensabile per scrivere la parola “domani”. Sono quelli che si sono detti, parafrasando Calvino, che “Ad alzare muri bisogna pensare a cosa si lascia fuori”. Bracco e Cariplo hanno compreso appieno che il rischio, quello vero, è che noi stiamo lasciando al di là dei muri, assieme ai migranti, anche il nostro futuro. @Lucamattiucci #INPRIMOPIANO “Qubi”, Quanto basta: il programma che fotografa e combatte la povertà infantile a M Quando fare la spesa per tre bambini diventa un problema, p Anna Toro Trentanove anni, separato e padre di tre bambini, Andrea vive a Milano e non si sarebbe mai aspettato di trovarsi un giorno a fare la fila alla Caritas per il sacchettino alimentare. «La verità è che un giorno hai la villetta, la macchina, la tua famiglia, un lavoro e poi finisce tutto» racconta, descrivendo una situazione di povertà comune a tante persone e famiglie, in una città che siamo abituati ad associare al lusso e al benessere. Le stime elaborate dalla Fondazione Cariplo, basate sui dati Istat, descrivono però una realtà ben diversa: a Milano, infatti, i poveri esistono eccome, e questa condizione non risparmia i bambini. «Un minore su dieci vive in povertà assoluta e, a vedere il trend degli ultimi anni, la preoccupazione è che il numero possa crescere ancora». Proprio per contrastare il fenomeno della povertà infantile la Fondazione Cariplo ha lanciato il progetto “QuBì”, Quanto Basta: un programma da 25 milioni di euro, da sviluppare in tre anni, con la collaborazione del Comune di Milano e delle organizzazioni del terzo settore tra cui Caritas Ambrosiana, Banco Alimentare e Fondazione Pellegrini. Tra gli obiettivi principali: la costruzione di una mappa della povertà, fondamentale per capire dove meglio indirizzare le risorse e gli interventi. «L’esigenza è fotografare il problema e la sua incidenza nelle diverse zone della città» spiega il Presidente della Fondazione Giuseppe Guzzetti. Un piano che ha già permesso di fornire una prima fotografia delle famiglie di Milano raggiunte da misure di sostegno al reddito: nel 2016 sono state 9.433, per un totale di 19.703 minori, con circa il 90% dei nuclei familiari con minori aiutati che si trovano al di sotto della soglia di povertà assoluta. Ma il lavoro non è finito: «Il prossimo obiettivo è stabilire se ci sono e quante sono le famiglie con minori in povertà assoluta che non ricevono trasferimenti pubblici e sono quindi ancora più a rischio». I finanziatori hanno già messo a disposizione un totale di oltre 20 milioni di euro (12 da Fondazione Cariplo, 5 da Fondazione Vismara, 3 da Intesa Sanpaolo, mentre di recente si è aggiunta anche Fondazione Fiera Milano, con altri 300 mila euro). Per raccogliere i 4,7 milioni mancanti, partirà presto una campagna di sensibilizzazione che coinvolgerà le aziende e tutti i cittadini. Intanto, “QuBì” è tuttora pienamente attivo con diversi progetti già finanziati. Tra questi: due hub del Banco Alimentare, un progetto di Fondazione Pellegrini e Spazio Aperto Servizi che riguarda il cibo ma non solo, e il primo Emporio Caritas a Milano. Gli empori solidali sono dei supermercati per le famiglie in difficoltà dove, a seconda della situazione famigliare e del numero di minori a carico, vengono assegnati dei buoni spesa con cui comprare i prodotti di cui si ha bisogno. «Anche se il sacchettino alimentare mi ha aiutato molto, avere la possibilità di scegliere ti dà una sensazione completamente diversa – racconta ancora Andrea – Per noi l’emporio significa un risparmio di circa 60 euro al mese ed è fondamentale». @annaftoro #DISABILITà Oltre i limiti, il calcio che si vede con le mani GAIA PASCUCCI Ci sono due squadre di calcio avversarie entrambe di Bogotà, Colombia. E le rispettive tifoserie rivali, quella del Millonarios e quella del Santa Fe. E poi ci sono due uomini che hanno deciso di sfuggire alla normalità, di lasciare fuori dalla loro vita divisioni e distanze, perché è proprio stando vicini, mani nelle mani, che cambiano ogni domenica la loro vita. È la storia di José Richard che, appassionato al Millonarios sin da bambino, ne seguiva le partite ogni volta che gli era possibile. All’età di nove anni, però, i genitori si accorgono che l’udito di José va via via affievolendosi. I medici non lasciano speranze: José è affetto dalla sindrome di Usher, una malattia ereditaria autosomica recessiva del terzo tipo. Il terzo, quello peggiore perché nei primi anni di età non manifesta alcun sintomo, ma con il passare del tempo provoca una forma di ipoacusia che attorno ai trent’anni diviene profonda e si associa già dall’adolescenza ad una forma di retinite pigmentosa, ossia una degenerazione progressiva della retina. Non sente e non vede. La sua passione per il calcio però non si è affievolita, le partite andavano ancora seguite anzi “sentite”. Sì perché qui entra in gioco Cesar, che di mestiere fa l’interprete per José. Lui fa il tifo per il Santa Fe e allo stadio può seguire la sua squadra del cuore. César decide che anche Josè potrà farlo: costruisce una riproduzione del campo di calcio su di un cartoncino, porta sugli spalti Josè, gli si siede davanti con il cartoncino sulle gambe, afferra le sue mani e seguendo ciò che avviene mima le azioni dei giocatori esattamente come quelle giù in campo. E José è lì che si lascia guidare. Hanno “visto” così anche l’ultimo derby, sono usciti dallo stadio mano nella mano e sorridenti, non importava che avesse vinto il Millionarios. @gaia_pascucci Insieme per rispondere alle emergenze nel mondo. www.agire.it

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2017 / 3 39,8%] e, più di tutti, i lavoratori atipici [51,2%]. Nel 2015 13 milioni di ITALIANI hanno LIMITAtO le VISITE MEDICHE Dati: Doxa Pharma Milano per Andrea oggi c’è un aiuto concreto #innovazione illustrazioni: ©Freepik.com “Terre Colte” per l’inclusione e lavoro EMILIANO MOCCIA Come funziona “QuBì, Quanto Basta” 25 milioni di euro stanziati da enti privati La mappa della povertà di Milano: 1 minore su 10 vive in povertà assoluta 20,8 milioni: contributi di sostegno al reddito nel 2016 per le famiglie indigenti 19.181 nuclei famigliari aiutati per un totale di 54.493 persone 9.433 famiglie con minori raggiunte in totale 19.703 bambini poveri Obiettivo: raggiungere le famiglie che non ricevono nessun sostegno Come? Finanziare progetti per assicurare l'accesso ai servizi essenziali (alloggio, adeguata alimentazione, cure mediche) e aumentare la capacità di spesa delle famiglie per i bisogni dei bambini Diffusione degli Empori Solidali: secondo il reddito della famiglia vengono assegnati buoni spesa mensili con cui comprare i prodotti necessari. Il futuro dei giovani lo si costruisce ripensando il nostro passato. Perché ritornare alle proprie origini, può diventare l’occasione ideale per costruire una speranza, una nuova opportunità. Lo hanno capito i 50 mila agricoltori under 35 che in Italia hanno deciso di dedicarsi ai lavori agricoli, riscoprendo e valorizzando un settore che ha rappresentato la principale fonte di reddito degli italiani. Basti pensare che nel 1901 il 64,7% dei lavoratori era impegnato in agricoltura. Poi le cose sono cambiate e ad occuparsi dei frutti della terra è stata soprattutto la popolazione del Sud. Ma per i più giovani, nel 50% dei casi, l’accesso a questo bene resta il principale ostacolo. Il bando “Terre Colte” prova a colmare questo bisogno. Promosso dalla Fondazione CON IL SUD in collaborazione con Enel Cuore Onlus, il nuovo bando sperimentale ha proprio l’obiettivo di valorizzare i terreni agricoli incolti, abbandonati o non adeguatamente utilizzati in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Non solo. La tradizione legata all’agricoltura e all’allevamento in queste regioni va rivitalizzata anche attraverso l’inclusione sociale e lavorativa di persone in condizione di disagio, con l’obiettivo di allargare le opportunità per i giovani e di favorire l’introduzione di innovazioni tecnologiche. A disposizione ci sono tre milioni di euro: 2 milioni messi a disposizione dalla Fondazione CON IL SUD ed 1 milione da Enel Cuore. In pratica, l’iniziativa prevede la concessione, da parte dei proprietari, di uno o più terreni a uno o più soggetti del partenariato che propone il progetto, per una durata minima di 10 anni di cui i primi 5 a titolo gratuito o simbolicamente oneroso. Per partecipare c’è tempo fino al 23 febbraio 2018. Possono presentare proposte organizzazioni del Terzo settore in partnership con altre realtà non profit, ma anche con istituzioni, università, enti di ricerca e imprese profit. @emimoccia #INTEGRAZIONE 400 associazioni insieme nel primo Summit delle Diaspore in Italia Giulia Polito Non un progetto, ma un processo di partecipazione politica. Perché il Summit delle diaspore, che si è svolto a Roma, è nato con due intenti ben precisi: segnare l’inizio di un percorso di arricchimento culturale ed economico per l’Italia e favorire uno sviluppo internazionale più equo. Un programma politico, appunto, che prende il via da una rete di 400 associazioni di migranti e che trova la sua massima espressione in un documento composto da 150 punti, buone pratiche di sviluppo e migrazione. Il Summit si è svolto su iniziativa dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo con il contributo di Fondazione Charlemagne e Fondazioni for Africa Burkina Faso. E ha rappresentato un’occasione importante per instaurare un confronto tra istituzioni, associazioni e organismi della società civile, affinché siano messe in campo le politiche giuste per iniziare a guardare alle diaspore come ad una risorsa, non un problema da risolvere. Il documento presentato a fine evento rappresenta uno strumento concreto utile al processo di mediazione tra migranti e comunità accogliente, una tappa in più e un reale momento di crescita per la società «perché affermano le fondazioni di origine bancaria promotrici di Fondazioni for Africa Burkina Faso - dalla capacità dei migranti di divenire protagonisti sui territori e di incidere sulle politiche nascono processi di inclusione e di integrazione duraturi in Italia e interventi di sviluppo sostenibile sempre più efficaci nelle loro terre di origine». @GiuliaPolito

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anno 2 numero 18 |2017 (29 novembre - 10 dicembre 2017) Quindicinale in distribuzione gratuita. | Questa pubblicazione non si avvale di contributi statali e favorisce l’inserimento lavorativo di giovani in condizioni di svantaggio economico | L’Editore si dichiara disponibile a regolare eventuali spettanze per quelle immagini di cui non sia stato possibile reperire la fonte | Direttore responsabile: Luca Mattiucci - mail@ilpaesedellasera.it - www.ilpaesedellasera.it | Edito da WSC - Via Fiume delle perle, 11 - 00144 Roma - www.whitestonecompany.org | Stampa Arti grafiche Boccia Spa - Via Tiberio Claudio Felice, 7- 84131 Salerno | Testata registrata presso il Tribunale di Roma n° 58 del 5 aprile 2016 Iscrizione ROC n° 26419 4 / 2017 #SCELTIPERVOI Idee per l’acqua? Al via “WaterFirst!” Trovare le migliori soluzioni alle sfide legate all’utilizzo dell’acqua. È l’obiettivo della call “WaterFirst!” lanciata da Seeds&Chips. Ai 30 progetti finalisti uno spazio espositivo. Il progetto più votato vincerà un premio di 10.000 euro. Candidature entro il 30 dicembre 2017. Info: seedsandchips.com Sicurezza stradale, la ridisegnano i giovani I giovani tra i 14 e i 20 anni sono chiamati a partecipare a “La sicurezza si fa strada”, concorso lanciato da Fondazione Unipolis. Tempo fino al 15 febbraio 2018 per presentare idee e progetti su ciclabilità, trasporto collettivo, mobilità condivisa e alternativa. Regolamento su: bit.ly/sicurstradacontest “Glass Circle” entra a scuola Le qualità del vetro per uso alimentare e l’importanza del riciclo. Su questi temi sono chiamati a realizzare idee creative gli studenti delle classi quarta e quinta della scuola primaria e della scuola secondaria con il concorso “Glass Circle” organizzato da Assovetro e Coreve. Info: www.glasscircle.it 91 milioni per l’innovazione sociale In attuazione del Codice del Terzo settore, dal Governo più di 91 milioni a sostegno di iniziative promosse da organizzazioni di volontariato, promozione sociale e fondazioni. Entro l'anno, poi, anche l'Organismo di controllo dei Centri di servizio del volontariato e l'istituzione del Consiglio nazionale del Terzo settore. Scopri tutte le notizie sociali su www.adnkronos.com/sostenibilita Integrazione Solidarietà Sostenibilità Responsabilità #ALTRIMONDI Eric, il figlio “lontano” di Anna laureato in informatica in Ruanda Massimiliano Signifredi Ci sono luoghi e anni in cui nessuno vorrebbe nascere. Prendete il Ruanda nel 1994. Quell’anno, tra aprile e luglio, in una assurda guerra etnica vennero uccise un milione di persone. Eric nasce pochi mesi prima del genocidio nello Stato africano “tanto piccolo da essere indicato nelle carte geografiche con un puntino in mezzo al continente”, come scriveva Kapuściński, ma così tristemente famoso per la sua immensa sofferenza. Ma la storia, quella dei popoli e quella delle persone, può cambiare. E così è stato per Eric, che dopo aver perso i genitori viene accolto in un orfanotrofio. All’età di 10 anni riceve una lettera che lo informa di essere stato adottato a distanza da una famiglia italiana. Così funziona il programma della Comunità di Sant’Egidio, che in circa 20 anni di attività ha aiutato a crescere e a studiare più di 15.000 bambini in oltre 20 paesi del Sud del mondo, con l’idea che investire su un bambino può cambiare la sorte di un paese. Il sostegno economico permette a Eric di mangiare, vestirsi, curarsi, ma soprattutto studiare. Oggi, dopo una borsa di studio per la facoltà di Informatica e Tecnologia, si è laureato. Ormai Eric si è lasciato alle spalle la sua storia di sofferenza, e vuole sviluppare un software per aiutare i ragazzi a scegliere il percorso di studi a loro più adatto. Ma la storia di Eric non sarebbe completa se non raccontassimo di Anna, la sua mamma adottiva a distanza che lo segue da anni. Alla notizia che quel figlio lontano si era laureato in informatica, Anna ha promesso di imparare a navigare su Internet: «Lo devo a mio figlio Eric!». www.santegidio.org

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