Fatebenefratelli 4-2017

 

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Rivista Fatebenefratelli

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1 4/2017 GioevFaneilicità Poste Italiane s.p.a. spedizione in abbonamento postale d. L. 353/2003 (Conv. In legge 27/02/2004 N.46) Art. 1 - Comma 1, LO/MI taxe perçue In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi Anno LXXXI - N. 4 ottobre/dicembre 2017 ISSN 0392 3592 - Notiziario della Provincia Lombardo-Veneta dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio LA RICERCA DELLA FELICITÀ NEI GIOVANI di Eugenio Borgna pag. 16

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I Fatebenefratelli I Fatebenefratelli Italiani nel Mondo sono oggi presenti in 52 nazioni con circa 319 opere ospedaliere www.fatebenefratelli.eu www.ohsjd.org www.provinciaromanafbf.it CURIA GENERALE segretario@ohsjd.org ROMA Curia Generale - Centro Internazionale Fatebenefratelli Via della Nocetta, 263 - Cap. 00164 Tel. 066604981 - Fax 066637102 Ospedale San Giovanni Calibita Isola Tiberina, 39 - Cap. 00186 Tel. 0668371 - Fax 066834001 E-mail: gm.presid_dir_generale@fbf-isola.it Sede della Scuola Infermieri Professionali “Fatebenefratelli” Fondazione Internazionale Fatebenefratelli - F.I.F. Via della Luce, 15 - Cap. 00153 Tel. 065818895 - Fax 065818308 E-mail: gm.fif@fbf-isola.it CITTÀ DEL VATICANO Farmacia Vaticana Cap. 00120 Tel. 0669883422 - Fax 0669885361 direttore.farmacia@scv.va PROVINCIA ROMANA curia@fbfrm.it ROMA Ospedale San Pietro Curia Provinciale Via Cassia, 600 - Cap. 00189 Tel. 0633581 - Fax 0633251424 Curia Tel. 063355906 - Fax 0633269794 Sede del Centro Studi e della Scuola Infermieri Professionali “San Giovanni di Dio”. Sede dello Scolasticato della Provincia BENEVENTO Ospedale Sacro Cuore di Gesù Viale Principe di Napoli, 16 - Cap. 82100 Tel. 0824771111- Fax 082447935 GENZANO Dl ROMA Istituto San Giovanni di Dio Via Fatebenefratelli, 2 - Cap. 00045 Tel. 06937381 - Fax 069390052 E-mail: vocazioni@fbfgz.it Sede Noviziato Interprovinciale NAPOLI Ospedale Madonna del Buon Consiglio Via Manzoni, 220 - Cap. 80123 Tel. 0815981111 - Fax 0815757643 PALERMO Ospedale Buccheri - La Ferla Via Messina Marine, 197 - Cap. 90123 Tel. 091479111 - Fax 091477625 FILIPPINE St. John of God Social and Health Center 1126 R. Hidalgo Street, Quiapo, Manila, 1001 Tel. 0063/2/7362935 Fax 0063/2/7339918 E-mail: ohmanila@yahoo.com Sede dello Scolasticato e Aspirantato St. Richard Pampuri Rehabilitation Center 36 Barrio Salaban, Amadeo, Cavite, 4119 Tel. 0063/46/4835191 Fax. 0063/46/4131737 Sede del Noviziato e del Postulantato E-mail: romanitosalada@yahoo.com PROVINCIA LOMBARDO-VENETA prcu.lom@fatebenefratelli.org Sede Legale: Brescia Via Pilastroni, 4 - Cap 25125 BRESCIA Centro San Giovanni di Dio Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Via Pilastroni, 4 - Cap. 25125 Tel. 03035011 - Fax 030348255 E-mail: centro.sangiovanni.di.dio@fatebenefratelli.eu Sede del Centro Pastorale Provinciale Asilo Notturno San Riccardo Pampuri Fatebenefratelli onlus Via Corsica, 341 - Cap. 25123 Tel. 0303530386 E-mail: amministrazione@fatebenefratelli.eu CERNUSCO SUL NAVIGLIO (Ml) Curia Provinciale Via Cavour, 22 - Cap. 20063 Tel. 0292761 - Fax 029276781 E-mail: prcu.lom@fatebenefratelli.org Sede del Centro Studi e Formazione Centro Sant’Ambrogio Via Cavour, 22 - Cap. 20063 Tel. 02924161 - Fax 0292416332 E-mail: s.ambrogio@fatebenefratelli.eu CROAZIA-Bolnica Sv. Rafael Milsrdna Braca Sv. Ivana od Boga Sumetlica 87 - 35404 Cernik Tel. 0038535386731 / 0038535386730 Fax 0038535386702 E-mail:prior@bolnicasvetirafael.eu ERBA (CO) Ospedale Sacra Famiglia Via Fatebenefratelli, 20 - Cap. 22036 Tel. 031638111 - Fax 031640316 E-mail: sfamiglia@fatebenefratelli.eu GORIZIA Casa di Riposo Villa San Giusto Corso Italia, 244 - Cap. 34170 Tel. 0481596911 - Fax 0481596988 E-mail: s.giusto@fatebenefratelli.eu ISRAELE-Holy Family Hospital P.O. Box 8 - 16100 Nazareth Tel. 00972/4/6508900 Fax 00972/4/6576101 MONGUZZO (CO) Centro Studi Fatebenefratelli Cap. 22040 Tel. 031650118 Fax 031617948 E-mail: monguzzo@fatebenefratelli.eu ROMANO D’EZZELINO (Vl) Casa di Riposo San Pio X Via Ca’ Cornaro, 5 - Cap. 36060 Tel. 042433705 - Fax 0424512153 E-mail: s.piodecimo@fatebenefratelli.eu SAN COLOMBANO AL LAMBRO (Ml) Centro Sacro Cuore di Gesù Viale San Giovanni di Dio, 54 - Cap. 20078 Tel. 03712071 - Fax 0371897384 E-mail: scolombano@fatebenefratelli.eu SAN MAURIZIO CANAVESE (TO) Presidio Ospedaliero Riabilitativo Beata Vergine della Consolata Via Fatebenefratelli, 70 - Cap. 10077 Tel. 0119263811 - Fax 0119278175 E-mail: sanmaurizio@fatebenefratelli.eu Comunità di accoglienza vocazionale SOLBIATE (CO) Residenza Sanitaria Assistenziale S. Carlo Borromeo Via Como, 2 - Cap. 22070 Tel. 031802211 - Fax 031800434 E-mail: s.carlo@fatebenefratelli.eu TRIVOLZIO (PV) Residenza Sanitaria Assistenziale San Riccardo Pampuri Via Sesia, 23 - Cap. 27020 Tel. 038293671 - Fax 0382920088 E-mail: s.r.pampuri@fatebenefratelli.eu VARAZZE (SV) Casa Religiosa di Ospitalità Beata Vergine della Guardia Largo Fatebenefratelli - Cap. 17019 Tel. 01993511 - Fax 01998735 E-mail: bvg@fatebenefratelli.eu VENEZIA Ospedale San Raffaele Arcangelo Madonna dell’Orto, 3458 - Cap. 30121 Tel. 041783111 - Fax 041718063 E-mail: s.raffaele@fatebenefratelli.eu Sede del Postulantato e dello Scolasticato della Provincia Edizioni Fa2tebenefratelli edizioni@fatebenefratel4l/i.2e0u17· Centro Studi e Formazione > csf@fatebenefratelli.eu · Centro Pastorale Provinciale centropastorale@fatebenefratelli.eu

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Sommario In copertina Felicità, gioia, letizia emozioni che un giovane non può dimenticare per dare senso alla sua vita. 6 14 5 Editoriale Giovani e Felici Marco Fabello o.h. 6 Parole di Ospitalità Giovani guardate la vita con un sorriso nuovo Aldo Maria Valli 9 Intervista a... Lucio Brunelli, direttore di TV2000 e Radio InBlu Paolo Viana 12 Etica e Ospitalità Sete di felicità Carlo Bresciani 14 Filosofia di vita e Ospitalità I giovani artigiani di futuro Maurizio Schoepflin 16 Psichiatria e Ospitalità a cura di Rosaria Pioli La ricerca della felicità nei giovani Eugenio Borgna 1 9 Un bene al mondo Alessio Piaggi e Emanuela Cominesi 9 4/2017 3

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Sommario 30 26 33 21 I dialoghi complessi in psichiatria Giovanni Battista Tura 22 Le nuove frontiere della medicina Giovanni Battista Tura 36 24 Pastorale e Ospitalità «Mi fido di Te…» Come può nascere una scelta di vita Laura Maria Zorzella 2 6 XXXIII Convegno Nazionale A.I.Pa.S. Michela Facchinetti 2 7 Apertura Anno Pastorale Fatebenefratelli 2017-2018 Manuela Facchinetti - Brescia Serafino Acernozzi oh - S. Colombano al Lambro Emanuela Pitzanti - S. Maurizio Canavese 30 Fede e Ospitalità Giovani e felicità Luca Beato o.h. Dnc__ao_as_sle_tl_er_e_____ 33 Società e Ospitalità Ti chiamerò per nome alla felicità 44 Capitolo Provinciale 46 Brescia Giovanni Cervellera 36 Erbe e Salute Caccia a ottobre rosso Lorenzo Cammelli 40 Anniversari 50 Cernusco sul Naviglio 52 San Maurizio Canavese 53 San Colombano Lambro al L’eroica dedizione di San Riccardo Pampuri nella ritirata di Caporetto Serafino Acernozzi oh 42 I Fatebenefratelli sulla stampa a cura di Paolo Viana 55 Solbiate 57 Venezia 58 Gorizia 59 Asilo Notturno San Riccardo Pampuri 43 Dalle nostre case 60 U.T.A. Onlus a cura di Elvio Frigerio 64 Ospitalità al femminile Il mio sogno si è incontrato con il sogno che Dio aveva per me 62 Ricordiamoli nel Signore Fra Luciano Bellini 67 Offerte Valeria Negrini ISSN: 0392 - 3592 FATEBENEFRATELLI NOTIZIARIO Rivista trimestrale degli Istituti e Ospedali della Provincia Lombardo - Veneta dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio. Registro Stampa tribunale di Milano n. 206 del 16.6.1979 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, LO/MI Anno LXXXI n. 4 ottobre/dicembre 2017 Direttore RESPONSABILE: Marco Fabello o.h. CAPO REDATTORE: Elvio Frigerio COLLABORATORI: Giusi Assi, Luca Beato o.h., Eugenio Borgna, Carlo Bresciani, Lorenzo Cammelli, Giovanni Cervellera, Maurizio Schoepflin, Aldo Maria Valli, Paolo Viana, Laura Zorzella, Valeria Negrini. CORRISPONDENTI: Erba: Silvia Simoncin; Venezia: Oriana Costantino; Brescia: Michela Facchinetti; S. Colombano al Lambro: Serafino Acernozzi o.h.; Cernusco sul Naviglio: Giovanni Cervellera; S. Maurizio Canavese: M. Elena Boero; Solbiate: Anna Marchitto; Gorizia: Fulvia Marangon; Varazze: Agostino Giuliani; Romano d’Ezzelino: Lavinia Testolin; Croazia: Kristijan Sinkovic’ o.h. REDAZIONE - PUBBLICITà SEGRETERIA E ABBONAMENTI: 20063 Cernusco sul Naviglio - Via Cavour, 22 Tel. 02.9276770 e-mail edizioni@fatebenefratelli.eu Per ricevere la rivista versa euro 13,00 C. C. Postale n. 29398203 Padri Fatebenefratelli Via S. Vittore 12 - 20123 Milano PROPRIETARIO - EDITORE: Provincia Lombardo-Veneta Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio Fatebenefratelli Via Pilastroni 4 - 25125 Brescia Iscrizione al R.O.C. n. 25605 del 12/05/2015 grafica e impaginazione: Filmafir srl di Franco Ilardo Lungotevere de’ Cenci, 5 00186 Roma Tel. 06.68.37.301 ufficiostampafbf@gmail.com graficafbf@gmail.com STAMPA: Arti Grafiche Bianca & Volta srl Via del Santuario, 2 - 20060 - Truccazzano (Mi) foto: Archivio Fatebenefratelli - Matteo Biatta Lorenzo Cammelli - Filmafir Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Visto del Superiore Provinciale Massimo Villa o.h. il 30 novembre 2017 4 4/2017

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Marco Fabello o.h. fra.marco@fatebenefratelli.eu EDITORIALE bbiamo dedicato la Rivista di quest’anno ai giovani negli aspetti di: “giovani GIOVANIe fede”, i “giovani e li- A miti”, i “giovani e crea- tività” ed ora concludiamo l’anno con e Felici“giovani e felici”. Certamente l’aspet- to più difficile da leggere nei giovani di oggi almeno da come i mezzi di comu- nicazione ce li presentano, ma anche per il significato che vogliamo dare a questa La “felicità” non sta nel sorriso continuo o parola immensa: felicità! nell’eterna spensieratezza. Mi pare che “felici- “Felicità”: è gioia ma non solo, è essere tà” sia grande impegno, vivere i grandi interro- soddisfatti ma non solo, è vivere serena- gativi che la vita ci pone innanzi tutti i giorni, mente ma non solo, è riuscire nella vita che chiede ai giovani, oggi più di un tempo, ma non solo. È avere un bel lavoro? Una coraggio, forza, abnegazione, testimonianza, bella famiglia? Una vita religiosa vissuta verità, impegno. intensamente? Certamente tutto questo, E allora i veri testimoni della “felicità” auten- ma non solo! tica sono per prima i Martiri, i Santi, i grandi Anche nella canzone sentiamo l’eco di uomini della vita civile e pubblica che hanno “Felicità” di Albano ma non è certo in lasciato un esempio di onestà e di dedizione quel contesto che troviamo la felicità! agli altri. E per citarne alcuni che hanno sof- È nella vittoria della squadra del cuore? ferto molto ma felici in Dio: Don Mazzola- È nell’incontro con la persona amata? ri, Don Milani, Padre David Maria Turoldo, È la visione di un cielo stellato e di una Card. Martini, De Gasperi, La Pira, S. Riccar- luna piena nell’immenso buio del cielo? do Pampuri, San Benedetto Menni, solo per È in un meraviglioso tramonto? No, forse fermarci ai nostri tempi, e tutte quelle persone neppure qui vi è la “felicità”! umili che lavorano per gli altri negli ospedali, Ecco forse “felicità”, soprattutto per i nelle case di riposo, con i bambini disagiati, giovani, sta in un insieme di tutte queste negli hospices, che sanno essere educatori au- cose e che fanno esclamare: “Dio come tentici nelle scuole e negli oratori. sei grande”. “Dio come sei buono”. “Dio Mi piace interpretare in questo modo la “feli- come ti amo” come recitava un’altra can- cità” nei giovani, che ricolmi della gioia di vi- zone di Domenico Modugno, in anni or- vere e preoccupati di dare senso alla loro vita, mai lontani per i giovani di oggi. ricercano anche nella vita consacrata o nel sa- È possibile che “Felicità” possa consistere cerdozio il possessore della Felicità, Dio, che nel vivere i due principali comandamen- pure permise che il suo Figlio Gesù, morisse ti: “Ama Dio” e l’altro: “Ama il prossimo in croce per la nostra salvezza e per la Felicità tuo come te stesso”. di quanti lo vogliono seguire. 4/2017 5

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Parole di Ospitalità Giovani Aldo Maria Valli guardate la vita con un sorriso nuovo Cari giovani, scoprirete che il cristianesimo non consiste in una serie di divieti che soffocano i nostri desideri di felicità, ma in un progetto di vita capace di affascinare i nostri cuori! Nel messaggio per la trentesima Giornata mondiale della gioventù, mettendo al centro dell’attenzione la Beatitudine evangelica sui puri di cuore («Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio»), Papa Francesco spiega: «La parola beati, ossia felici, compare nove volte in questa che è la prima grande predica di Gesù (cfr Mt 5,1-12). È come un ritornello che ci ricorda la chiamata del Signore a percorrere insieme a Lui una strada che, nonostante tutte le sfide, è la via della vera felicità. Sì, cari giovani, la ricerca della felicità è comune a tutte le persone di tutti i tempi e di tutte le età. Dio ha deposto nel cuore di ogni uomo e di ogni donna un desiderio irreprimibile di felicità, di pienezza. Non avvertite che i vostri cuori sono inquie- 6 4/2017

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ti e in continua ricerca di un bene che possa saziare la loro sete d’infinito?». In effetti, se un giovane è tale, non ancora appesantito dalle conseguenze di eventuali disillusioni e sofferenze, si nutre della ricerca della felicità, e la risposta del Vangelo è chiara. Come dice Francesco, «in Cristo, cari giovani, si trova il pieno compimento dei vostri sogni di bontà e felicità. Lui solo può soddisfare le vostre attese tante volte deluse dalle false promesse mondane». San Giovanni Paolo II spiegò: è Gesù «la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. È Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande» (Veglia di preghiera a Tor Vergata, 19 agosto 2000). Ma perché la felicità appartiene ai puri di cuore? «Prima di tutto – dice Francesco – dobbiamo capire il significato biblico della parola cuore. Per la cultura ebraica il cuore è il centro dei sentimenti, dei pensieri e delle intenzioni della persona umana. Se la Bibbia ci insegna che Dio non vede le apparenze, ma il cuore (cfr 1Sam 16,7), possiamo dire anche che è a partire dal nostro cuore che possiamo vedere Dio. Questo perché il cuore riassume l’essere umano nel- diventare insensibili. «Il bene la sua totalità e unità di corpo più prezioso che possiamo e anima, nella sua capacità di avere nella vita è la nostra re- amare ed essere amato». lazione con Dio. Ne siete con- «Per quanto riguarda invece la vinti? Siete consapevoli del va- definizione di “puro”, la paro- lore inestimabile che avete agli la greca utilizzata dall’evange- occhi di Dio? Sapete di essere lista Matteo è katharos e signi- amati e accolti da Lui in modo fica fondamentalmente pulito, incondizionato, così come sie- limpido, libero da sostanze te? Quando questa percezione contaminanti. […] In che con- viene meno, l’essere umano siste dunque la felicità che diventa un enigma incompren- scaturisce da un cuore puro? sibile, perché proprio il sapere A partire dall’elenco dei mali di essere amati da Dio incon- che rendono l’uomo impuro, dizionatamente dà senso alla enumerati da Gesù, vediamo nostra vita». che la questione tocca soprat- Il periodo della giovinezza, tutto il campo delle nostre re- continua il papa, è quello in lazioni. Ognuno di noi deve cui sboccia quella ricchezza imparare a incomparabile discernere ciò Abbiate il che è il deside- che può “inquinare” il suo cuore, formar- coraggio di andare rio profondo di un amore vero, bello, grande. si una coscien- controcorrente «Quanta for- za retta e sensibile, capace di “discernere la e di essere felici. za c’è in questa capacità di amare ed esse- volontà di Dio, re amati! Non ciò che è buono, a lui gradito permettete che questo valore e perfetto” (Rm 12,2). Se è ne- prezioso sia falsato, distrutto cessaria una sana attenzione o deturpato. Questo succede per la custodia del creato, per quando nelle nostre relazioni la purezza dell’aria, dell’acqua subentra la strumentalizzazio- e del cibo, tanto più dobbiamo ne del prossimo per i propri custodire la purezza di ciò che fini egoistici, talvolta come abbiamo di più prezioso: i no- puro oggetto di piacere». stri cuori e le nostre relazioni. «Nell’invitarvi a riscoprire la Questa “ecologia umana” ci bellezza della vocazione uma- aiuterà a respirare l’aria pura na all’amore, vi esorto anche che proviene dalle cose belle, a ribellarvi contro la diffusa dall’amore vero, dalla santità». tendenza a banalizzare l’amo- I nostri cuori, sottolinea Fran- re, soprattutto quando si cerca cesco, possono attaccarsi a te- di ridurlo solamente all’aspet- sori falsi o a tesori veri. Pos- to sessuale, svincolandolo così sono trovare la vera serenità dalle sue essenziali caratteri- oppure addormentarsi fino a stiche di bellezza, comunio- 4/2017 7

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Parole di Ospitalità La felicità si alimenta con “la preghiera e ne, fedeltà e responsabilità. (cfr Sal 119,105). Scoprirete Cari giovani, nella cultura del che si può “vedere” Dio anche provvisorio, del relativo, molti nel volto dei fratelli, special- predicano che l’importante è mente quelli più dimenticati: “godere” il momento, che non i poveri, gli affamati, gli asse- vale la pena di impegnarsi per tati, gli stranieri, gli ammalati, tutta la vita, di fare scelte de- i carcerati (cfr Mt 25,31-46). finitive, “per sempre”, perché Ne avete mai fatto esperienza? non si sa cosa riserva il doma- Cari giovani, per entrare nella ni. Io, invece, vi chiedo di es- logica del Regno di Dio biso- sere rivoluzionari, vi chiedo di gna riconoscersi poveri con i andare controcorrente; sì, in poveri. Un cuore puro è ne- questo vi chiedo di ribellarvi a cessariamente anche un cuore questa cultura del provvisorio, spogliato, che sa abbassarsi e che, in fondo, crede che voi condividere la propria vita con non siate in grado di assumer- i più bisognosi». vi responsabilità, crede che voi Alcuni, dice Francesco, senti- non siate capaci di amare ve- ranno la chiamata del Signore ramente. Io ho fiducia in voi al matrimonio, a formare una giovani e prego per voi. Abbia- Interrogatevi famiglia. Molti oggi pensano te il coraggio di andare controcorrente. E abbiate il coraggio con animo puro e non abbiate paura che si tratti di una vocazione fuori moda, ma non è così. L’u- anche di essere felici. Voi giovani siete dei bravi di quello che Dio vi chiede! nione sponsale è riflesso di quella di Dio esploratori! Se con la sua cre- vi lanciate alla scoperta del ric- atura, e attraverso il matrimo- co insegnamento della Chiesa nio la coppia partecipa al pro- in questo campo, scoprirete getto di Dio. che il cristianesimo non consi- Il Papa invita poi i giovani a ste in una serie di divieti che prendere in considerazione la soffocano i nostri desideri di chiamata alla vita consacrata o felicità, ma in un progetto di al sacerdozio: «Quanto è bello vita capace di affascinare i no- vedere giovani che abbraccia- stri cuori!». no la vocazione di donarsi pie- La felicità come chiamata, namente a Cristo e al servizio come vocazione, si alimenta della sua Chiesa! Interrogatevi con la preghiera e incontrando con animo puro e non abbia- Gesù attraverso la Scrittura. te paura di quello che Dio vi Occorre incominciare con i chiede! A partire dal vostro Vangeli e leggerne ogni giorno “sì” alla chiamata del Signo- almeno un brano. «Lasciate re diventerete nuovi semi di che la Parola di Dio parli ai vo- speranza nella Chiesa e nella stri cuori, illumini i vostri passi società. Non dimenticate: la incontrando Gesù attraverso la Scrittura. volontà di Dio è la nostra felicità!» Nell’esortare a non lasciarsi rubare la speranza, espressione che ricorre spesso nel suo insegnamento, Francesco chiede ai giovani di non essere paurosi e rinunciatari, di non stare «al balcone», ma di dedicarsi con generosità alla sfida di costruire un mondo migliore, più umano e fraterno. «Per favore, tenete viva la gioia», ha detto Francesco ai giovani di Bogotá, durante il viaggio in Colombia, «perché è segno del cuore che ha incontrato il Signore». Dio ci ama con cuore di Padre, e questa certezza «è sufficiente per incendiare il mondo intero». Il futuro non va temuto. «Osate sognare grandi cose! A questo grande sogno oggi vi voglio invitare». Ai giovani il Papa ha raccomandato poi di insegnare agli adulti la cultura dell’incontro («Significa sapere che al di là delle nostre differenze siamo tutti parte di qualcosa di grande che ci unisce e ci trascende») e il perdonare, così da non restare prigionieri di vecchie storie e vecchi rancori. E nell’invocazione finale c’è tutto il messaggio del Papa ai giovani che cercano la felicità: «Sognate, muovetevi, prendete dei rischi, guardate la vita con un sorriso nuovo, andate avanti! Non abbiate paura!». 8 4/2017

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INTERVISTA A... Lucio Brunelli direttore di TV2000 e Radio InBlu Paolo Viana L a felicità è una cosa seria… Sembra uno slogan, invece è una grazia quella di cui parla – serissimamente – uno che di felicità se ne intende. Perché Lucio Brunelli, direttore delle testate giornalistiche delle emittenti della CEI TV2000 e Radio InBlu, racconta ogni giorno come la fede entri nella Storia, regalandoci la speranza. Professionista di grande esperienza, Brunelli ha accettato di analizzare il rapporto tra giovani e felicità in quest’intervista. Giovani e felicità: oggi sembra un binomio impossibile, eppure TV2000 riesce a raccontarlo. Come? La felicità è una cosa seria. Non è fuga dalla realtà, è una grazia: è la scoperta di un senso per la vita dentro gli affanni del quotidiano. In questo tempo del disincanto ai giovani non si possono raccontare frottole. Ti riderebbero in faccia. Si possono solo mostrare esempi. Come farlo in tv? Penso alla esperienza di “Oh my God”, un docureality di Tv2000 ideato da Cristiana Caricato. Un gruppo di giovani normalissimi, molto svegli, perlopiù non credenti o poco praticanti, viene invitato a vivere l’esperienza di una missione in Etiopia e a raccontarla in presa diretta con i loro telefonini. C’è l’impatto duro con la povertà e la malattia dei bambini, ma anche la scoperta di una figura come suor Laura, per nulla bigotta, piena di energie e con il cuore lieto. Non può non nascere, in questo contesto, la domanda su quale sia l’origine della felicità in una donna così speciale. 4/2017 9

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INTERVISTA A... Lei viene dalla tv pubblica. Cosa cambia La felicità è una cosa sa va data. Le reticenze minano ogni credibilità. quando si fa informazione seria. La sensibilità di un giornalista nella Chiesa? L’informazione Non è fuga cattolico si vedrà piuttosto nel- ha le sue regole, valide in qualunque contesto: se dalla realtà, è una grazia. la completezza dell’informazione, nell’evitare vuole essere cor- i toni scandali- retta ed insieme stici e, quando interessante deve rispettare occorre, anche nel correggere alcuni canoni. Bisogna saper racconti parziali o deformanti. scegliere nel mare magnum delle notizie che arrivano in Si è appena conclusa la redazione quelle su cui punta- Settimana Sociale dei re. Verificarne bene l’autenti- cattolici italiani. Dove si cità, perché le fake news o le trova la felicità del Pae- mezze verità sono sempre in se? agguato. Saperle raccontare La felicità vera è una grazia, ed facendosi le stesse domande è una esperienza personale, che il cittadino medio si fareb- non collettiva. La felicità del be ascoltando da casa quella Paese dipende dal benessere notizia. Poi c’è tutta l’arte del materiale e spirituale dei suoi racconto televisivo, imparare cittadini: “tranquillitas ordi- a scrivere sulle immagini, vera nis”, per dirla con i padri della passione di chi fa questo me- Chiesa. Non c’è ordine tran- stiere. Nel passaggio dalla tv quillo quando il 40 per cen- pubblica a Tv2000 da questo to dei giovani è senza lavoro, punto di vista non è cambia- to nulla. Poi è chiaro che la scelta delle notizie e il modo di raccontarle dipende dallo sguardo che hai sulla realtà. Scherzando, ma non troppo, dico spesso ai miei colleghi laici che l’editore-Chiesa è molto più libero degli altri edi- tori pubblici o privati. E vedo che loro sono i primi a con- sentire… Possiamo raccontare storie e pezzi di mondo che magari altrove farebbero più fatica a trovare spazio. Certo, per essere credibili valgono le regole dette sopra. Se c’è una notizia spiacevole per la Chie- quando a regolare l’economia è solo il profitto e la persona è solo una riga di bilancio. La Settimana sociale dei cattolici è stata un bel laboratorio di idee e di esperienze. Non solo lamenti, pure giustificati, ma l’indicazione di pratiche virtuose e richieste molto concrete e intelligenti al governo, per creare più lavoro. Il Papa ci ha regalato, con la Evangelii Gaudium, una esortazione apostolica "controcorrente" per un tempo di tristezza e disperazione, nel quale si parla di disoccupazione, di razzismo e, addirittura, di una nuova guerra mondiale. I giovani sono in grado di farne tesoro? I giovani sono disincantati, ma quando vedono qualcosa di vero e di bello sanno riconoscerlo, forse con meno pregiudizi di una volta. Molti di loro sono attratti dalla figura 10 4/2017

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La felicità vera è la scoperta di un senso per la vita dentro ”gli affanni del quotidiano. di Francesco, così, di istinto. Sentono verità nelle sue parole, nel suo sguardo, nei suoi gesti. Ma questo non è sufficiente a cambiare la loro vita o a farli tornare in Chiesa. Il papa apre dei solchi, ara il terreno, il frutto poi dipende dal buon Dio e da come io sarò padre con i miei figli, da come l’insegnante cattolico saprà rapportarsi a loro nella scuola, da come il singolo parroco saprà accoglierli e incontrarli nel territorio… Come si sta preparando secondo Lei il mondo cattolico al Sinodo dei Giovani? Mi pare che siamo ancora alle battute iniziali. L’approccio giusto che si cerca è l’ascolto dei giovani. E il realismo… Il papa dice spesso che la cresima è diventato “il sacramento dell’addio”. La conclusione del ciclo di preparazione ai sacramenti coincide in molti casi con l’abbandono della parrocchia. Bisogna interrogarsi sul perché. Non per autoflagellarsi e deprimersi ma per cercare – o semplicemente domandare a Dio – il modo per essere più veri. San Giovanni di Dio, come altre figure di santi, ci indica la strada della felicità nel servizio agli ultimi. Come giornalista, è mai riuscito a cogliere, veramente, la felicità negli occhi di chi offre la vita per gli altri? Ho avuto la fortuna di viaggiare molto, nella mia precedente esperienza professionale. In tanti luoghi, anche i più nascosti o dimenticati, ho incontrato questa felicità nel- lo sguardo di chi consuma la propria vita nella carità, nel servizio agli ultimi. Ricordo in particolare l’esperienza vissuta in una casa delle suorine di madre Teresa ad Aden, nello Yemen una decina di anni fa. Fra tanto dolore (accoglievano davvero gli scarti della società) e fra tante difficoltà (il loro convento non poteva avere segni esteriori della fede cristiana) … la cosa che più colpiva era la pace che si leggeva nei loro occhi. Una pace profonda, del cuore, che nasceva dal rapporto personale con Gesù e si riversava nell’abbraccio ai più poveri fra i poveri. Non erano assistenti sociali, erano donne che avevano ricevuto una grande grazia, un grande amore. Credo sia la stessa esperienza vissuta da quel gigante di fede e di umanità che era San Giovanni di Dio. 4/2017 11

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ETICA E Ospitalità Sedtiefelicità Carlo Bresciani Il giovane è assetato di felicità. È facile che venga catturato dal momento presente, dalle piccole oasi che rischiano di bloccare il suo cammino. Ha bisogno di essere aiutato a guardare lontano. La vita è una promessa di felicità posta da Dio nelle mani di ciascuno di noi. I l desiderio di felicità è universale e insopprimibile nell'essere umano: chi non vuole essere felice? D'altra parte Gesù stesso promette la felicità a coloro che lo seguono: una promessa di beatitudine. Il nostro mondo ha moltiplicato i luoghi e gli spazi dedicati al divertimento promettendo felicità a coloro che li frequentano e facendone una attività economica sempre più redditizia. Venditori di promesse più o meno vere ce ne sono sempre stati nella storia umana facendo leva su questo desiderio innato nell'uomo. Dal desiderio al discernimento Pensare che basti desiderare per raggiungere ciò che si vuole è mentalità magica che crea inevitabilmente tragiche delusioni. Sappiamo bene che non basta desiderare intensamente per ottenere ciò che si desidera. Così come sappiamo che occorre discernere bene mezzi e modi adeguati per raggiungere qualsiasi meta ci si ponga. Non tutto dà lo stesso risultato, soprattutto non tutto lo dà in modo duraturo. L'illusione di un momento può intaccare o addirittura distruggere possibilità migliori per il futuro. La felicità non è solo frutto di desiderio, ma conseguenza di una meta raggiunta, magari con notevolissimi sforzi e impegno. L'intensa felicità di chi vince una medaglia d'oro alle olimpiadi è conseguenza di molto sudore, tante rinunce e tanta fatica. Nessuna meta si raggiunge se non attraverso impegno e costanza, rinunciando a ciò che potrebbe distrarre da essa. Occorre, quindi, un costante discernimento che non si ferma al momento presente, ma che guarda lontano, alle mete più significative della vita da perseguire giorno per giorno. Ne deriva che è necessario un accurato discernimento sulle mete realmente possibili in base alle doti e alle capacità di ciascuno, ma poi è altrettanto necessario un costante discernimento in ordine ai mezzi e alle modalità da porre in atto per raggiungere quella meta. C'è, infatti, una felicità che proviene dalla meta 12 4/2017

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raggiunta (la medaglia d'oro delle olimpiadi) e una felicità, forse meno eclatante ma vera, che attiene al gustare i piccoli passi giornalieri verso quella meta, anche se appare ancora lontana. Piccole conquiste quotidiane di cui essere felici e delle quali può essere intessuta la vita di ciascuno. Che cosa può dare la felicità? In una mentalità materialistica si è portati a pensare che la felicità dipenda dalle cose che si possiedono: denaro, case, automobili… Tutti abbiamo bisogno di beni materiali ed è ovvio che sono necessari per una vita dignitosa. Ma la felicità non viene dalla quantità o dalla preziosità di questi beni. Senza buone relazioni umane non si dà possibilità di vera felicità per un essere umano. Se i beni materiali non servono per buone relazioni umane, essi sono destinati a creare l'infelicità della solitudine del cuore dell'avaro. Nella solitudine del cuore non c'è spazio che per l'infelicità. Ne deriva che un progetto di vita che vuole la felicità al primo posto deve mettere le relazioni e non le cose, le cose in vista delle relazioni. Comprendere questo è già aver raggiunto un buon punto di partenza nel discernere il proprio progetto di vita. Non ci si può, però, aspettare buone relazioni, se non si costruiscono buone relazioni e questo comporta spendersi per esse. Non solo spendere le proprie cose (tempo, denaro …), ma spendere se stessi, il che significa impegno della propria vita in una attenzione all'altro, ai suoi bisogni, ai suoi desideri e alle sue necessità. Più uno si chiude su se stesso, su esperienze magari soddisfacenti al momento, ma solitarie, più uno apre la strada all'insoddisfazione nella propria vita. Questo si intende dire quando si afferma, giustamente, che senza amore non c'è felicità. Nel desiderio innato di felicità è nascosta una vocazione all'amore. Se desideri essere amato, devi amare, devi essere capace di spenderti per l'altro. Se lo renderai più felice, sarai felice anche tu. Questo è tanto vero che qualcuno trova la sua felicità nello spendersi per il proprio cane o il proprio gatto di casa. Ma la felicità più profonda sta nel rendere più felice un essere umano con il quale soltanto ci può essere speranza di una comunione spirituale. Solo in una comunione spirituale c'è il vertice della felicità umana, anche nelle difficoltà più o meno grandi della vita. Più profonda la comunione spirituale più intensa e duratura la felicità. Per questo la comunione spirituale e di vita con Dio è il vertice della felicità umana, che è adombrata dalla comunione coniugale. Non basta alla felicità la comunione dei corpi, se non è accompagnata dalla comunione degli spiriti. Chiamati ad amare Il giovane è assetato di felicità, per questo cade a volte anche in qualche illusione di pifferai magici, correndo là dove gli viene prospettata la possibilità di momenti di felicità. È facile che venga catturato dal momento presente, dalle piccole oasi che rischiano di bloccare il suo cammino. Ha bisogno di essere aiutato a guardare lontano: questa è la funzione dei valori, tanto più validi tanto più aiutano sia ad abbracciare tutta la vita e non solo alcuni suoi momenti, sia a dare senso ai momenti di fatica che non mancano mai in nessun cammino significativo e in nessuna relazione umana, per quanto buona e bella. La vita è una promessa di felicità, una promessa posta da Dio nelle mani di ciascuno di noi. C'è una felicità possibile per tutti se comprendiamo che essa proviene più da quello che doniamo che da quello che consumiamo o teniamo per noi. A tutti è possibile donare qualcosa di sé, anche solo un sorriso, un momento di ascolto, un'attenzione che fa contento l'altro. Una vita così vissuta non necessariamente è facile e priva di momenti impegnativi, ma è sicuramente una vita che merita di essere scelta, perché in essa si esperimenta la pienezza di senso compiuto. È stata la vita di Cristo, è la vita di molti coniugi, è la vita di molti religiosi consacrati, ad imitazione di Cristo, per amore. Chi ha scoperto questo, ha scoperto la via sicura verso la felicità: su questa via trova sempre accanto a sé Gesù in una condivisione di vita che è il vertice più alto possibile di felicità umana. 4/2017 13

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FILOSOFIA DI VITA E Ospitalità Maurizio Schoepflin I giovani artigiani di futuro La vera felicità non si trova né nella ricchezza o nel benessere, né nella gloria umana o nel potere, né in alcuna attività umana, né in alcuna creatura, ma in Dio solo, sorgente di ogni bene e di ogni amore. Nel saggio-intervista che il Santo Papa Giovanni Paolo II scrisse con Vittorio Messori nel 1994 in risposta alle domande postegli dal noto giornalista, c’è un capitolo espressamente dedicato ai giovani, nel quale si leggono le seguenti parole: «Che cosa è la giovinezza? Non è soltanto un periodo della vita corrispondente a un determinato numero di anni, ma è, insieme, un tempo dato dalla Provvidenza a ogni uomo e dato a lui come compito. Durante il quale egli cerca, come il giovane del Vangelo, la risposta agli interrogativi fondamentali; non solo il senso della vita, ma anche un progetto concreto per iniziare a costruire la sua vita. È proprio questa la più essenziale caratteristica della giovinezza». La ricerca di senso non può dunque che approdare all’a- desione a Dio, che si identifica con la realizzazione della vera felicità, desiderata da ogni giovane. Essa infatti non consiste nell’attaccamento alle cose, in una vita spesa a inseguire ciò che è effimero (denaro, successo, divertimento, piacere), ma nel riconoscersi, per usare la famosa espressione di Sant’Agostino, fatti per Dio e inquieti fino a che il nostro cuore non riposerà in Lui. I giovani, oggi forse più di sempre, sia a causa dell’educazione che ricevono sia per il contesto socio-culturale in cui vivono, sono portati ad attribuire molta importanza agli aspetti materiali dell’esistenza e a torto ritengono che in essi consista il segreto della felicità: più possiedi, più fai carriera, più soldi hai, più ti diverti, più sei felice. Ma non è così: i ragazzi sono spesso disorientati, senza modelli cui ispirarsi, soli; alcuni si rifugiano nei cosiddetti “paradisi artificiali”, come la droga, oppure vivono una vita superficiale, priva di significato autentico, rimandano nel tempo l’assunzione delle proprie responsabilità, sia per le oggettive difficoltà di trovare una sistemazione, sia perché nei modelli che vengono loro proposti non colgono gli elementi dell’impegno, della fatica e del sacrificio, stentando così ad accettare queste dimensioni, peraltro inevitabili, dell’esistenza. Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al n. 1723, offre loro una prospettiva assai diversa: «La beatitudine promessa ci pone di fronte alle scelte morali decisive. […] 14 4/2017

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Ci insegna che la vera felicità non si trova né nella ricchezza o nel benessere, né nella gloria umana o nel potere, né in alcuna attività umana, per quanto utile possa essere, come le scienze, le tecniche e le arti, né in alcuna creatura, ma in Dio solo, sorgente di ogni bene e di ogni amore». Anche Papa Francesco ha mostrato costantemente uno sguardo attento ai giovani, ai quali si è rivolto in numerose occasioni, e per i quali ha voluto addirittura indire un Sinodo che si terrà nell’ottobre del 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. In preparazione di questo grande evento, il Pontefice si è ripetutamente rivolto a loro: li ha chiamati “artigiani di futuro”, li ha invitati a vivere una vita autentica, a non avere paura, a essere lievito del mondo, fermento del domani; li ha spronati ad avere il coraggio di andare contro corrente, di non omologarsi al pensiero dei più, a vivere l’amicizia e l’amore senza riserve, a sognare, a lottare per la vita, a salvare la speranza, a “trasformare una parete in un orizzonte” affrontando le difficoltà senza lasciarsi scoraggiare, a “volere di più, di più, di più”. In occasione della XXX Giornata Mondiale della Gioventù, il Pontefice così si espresse rivolgendosi alle giovani generazioni: «La parola ‘beati’, ossia felici, compare nove volte in questa che è la prima grande predica di Gesù (cfr Mt 5, 1-12). È come un ritornello che ci ricorda la chiamata del Signore a percorrere insieme a lui una strada che, nonostante tutte le sfide, è la via della vera felicità. Sì, cari giovani, Dio ha deposto nel cuore di ogni uomo e di ogni donna un desiderio irreprimibile di felicità, di pienezza. Non avvertite che i vostri cuori sono inquieti e in continua ricerca di un bene che possa saziare la loro sete d’infinito?». È evidente che la ricerca della felicità richiama la realizzazione della propria vocazione. Nel documento Vocazione e felicità vengono a coincidere in una vita piena, autentica e compiuta. preparatorio del Sinodo sui giovani si riscontra una chiara assunzione di responsabilità da parte dei Padri sinodali in ordine al sostegno da offrire per la realizzazione della vocazione personale, che suona nei termini seguenti: «Attraverso il percorso di questo Sinodo, la Chiesa vuole ribadire il proprio desiderio di incontrare, accompagnare, prendersi cura di ogni giovane, nessuno escluso. Non possiamo né vogliamo abbandonarli alle solitudini e alle esclusioni a cui il mondo li espone. Che la loro vita sia esperienza buona, che non si perdano su strade di violenza o di morte, che la delusione non li imprigioni nell’alienazione: tutto ciò non può non stare a cuore a chi è stato generato alla vita e alla fede e sa di avere ricevuto un dono grande». I Padri affermano che in un contesto sempre più fluido e precario, quale è quello attuale, “la transizione alla vita adulta e la costruzione dell’identità richiedono sempre più un percorso ‘riflessivo’. […] Nella ricerca di percorsi capaci di ridestare il coraggio e gli slanci del cuore non si può non tenere in conto che la persona di Gesù e la Buona Notizia da Lui proclamata continuano ad affascinare molti giovani”. Così, realizzazione della propria vocazione e felicità vengono a coincidere in una vita piena, autentica e compiuta. Come ricordano ancora i Vescovi, citando il Vangelo: “«Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri» (Gv 15,16-17). Se la vocazione alla gioia dell’amore è l’appello fondamentale che Dio pone nel cuore di ogni giovane perché la sua esistenza possa portare frutto, la fede è insieme dono dall’alto e risposta al sentirsi scelti e amati”. 4/2017 15

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