SMART-LINGUAGGIO: Difficoltà di Attenzione e Apprendimento in aumento

 

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DOTT.SSA PAOLA BOSAZZI SMART-LINGUAGGIO: Difficoltà di Attenzione e Apprendimento in aumento

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DOTT.SSA PAOLA BOSAZZI SMART-LINGUAGGIO: Difficoltà di Attenzione e Apprendimento in aumento Capita a volte di vedere bambini e ragazzi che appaiono indolenti, sfaticati e svogliati a svolgere i compiti…. sono segnali di qualche difficoltà specifica di apprendimento, di scarsa capacità a mantenere l’attenzione o di troppo tempo trascorso davanti ad uno schermo digitale? La massima diffusione di tecnologie digitali ha profondamente modificato gli scenari educativi e formativi e costringe educatori, genitori e ricercatori a interrogarsi sui modi con i quali i bambini più piccoli si accostano a tablet e smartphone, con particolare attenzione alle modalità spontanee. Lo schermo touch ha un che di magico e molto intuitivo: il gesto delle dita sul display è infatti legato alla modalità di rappresentazione della realtà attraverso la gestualità, in assenza di capacità a riconoscere simboli e parole. Questi aspetti, oltre alla mediazione da parte dell’adulto e dei coetanei, porta all’importanza di conoscere meglio le strategie di conoscenza, esplorazione e apprendimento attivate dall’interazione con questi strumenti, allo scopo di ridefinire ruoli educativi e prassi che possano rendere i bambini autori e costruttori del proprio sapere. L’ultima indagine conoscitiva condotta in Italia da Eurispes e Telefono Azzurro (2012) sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza riferisce che il 38% dei bambini sotto i due anni ha già utilizzato un dispositivo mobile per giocare. Alla scuola primaria sono già a loro agio con il cellulare e navigano in rete: il sistema di relazioni ed emozioni che prima proveniva dal mondo reale, viene oggi fornito (o ricercato) dallo schermo di un tablet. Bambini e ragazzi di oggi sono affascinati dalla comunicazione sulla rete e su questa base vengono modellati linguaggio, attenzione, sistema di relazioni ed emozioni. La ricerca di stimoli nuovi avviene in un mondo digitale molto potente, che può aiutare l’informazione ma anche intrappolare, portando a forme di vera e propria dipendenza e di danno all’identità personale e all’autostima.

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Importanti raccomandazioni e spunti di riflessione vengono offerti da diversi studi provenienti sia da oltre oceano sia europei (American Academy of Pediatrics, Accademia delle Scienze francese, Società Italiana Neuropsichiatria infantile, Università Cattolica-Milano) che, accanto ai vantaggi dell’uso dei dispositivi touchscreen da parte dei bambini, evidenziano alcuni importanti svantaggi : se da un lato ci può essere un incremento del processo di coordinamento dei movimenti, dall’altro l’uso intuitivo può ridurre la capacità di mantenere l’attenzione su un compito a lungo. Il multitasking richiede un uso distribuito dell’attenzione che potrebbe penalizzare lo sviluppo delle abilità di attenzione sostenuta. L’Attenzione è una funzione cognitiva multicomponenziale trasversale, a sostegno delle altre facoltà mentali. Essa permette di elaborare una quantità limitata di informazioni a partire da un’enorme quantità di stimoli che arrivano all’individuo. L’Attenzione consente di monitorare l’interazione con l’ambiente, integrare le esperienze passate e presenti, pianificare il futuro. Permette di selezionare le informazioni in base alla salienza percettiva, aumentare/diminuire le risorse cognitive per il compito e mantenere nel tempo la concentrazione. Una componente molto importante dell’Attenzione sono le Funzioni Esecutive che includono una varietà di processi cognitivi responsabili del controllo-direzionemonitoraggio delle funzioni cognitive e della regolazione delle emozioni. Le diverse componenti dell’Attenzione si sviluppano gradualmente in vari periodi dalla nascita in poi, a partire dall’iniziale orientamento visivo verso singoli stimoli, proseguendo con l’integrazione del riconoscimento visivo con l’azione e il lavoro parallelo delle funzioni neurali. Intorno ai tre anni di età, il bambino è capace di dirigere-controllare e mantenere l’attenzione, capacità che poi continua ad incrementarsi fino all’età adolescenziale. Fino ai nove anni, inoltre, il bambino non è ancora efficace nel distribuire in modo flessibile l’attenzione su due compiti diversi.

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Esistono quindi alcuni fattori di protezione dello sviluppo dell’Attenzione:  Regole: poche e condivise;  Atteggiamento riflessivo di chi lo circonda;  Insegnamento del “saper aspettare”;  Valorizzazione dell’accuratezza e non della velocità di esecuzione di un’attività. L’adulto che si prende cura del bambino ha inoltre il ruolo di riorganizzazione degli stimoli e di Dialogo, aspetti che non sono presenti nel multimediale. Anche lo sviluppo delle capacità comunicative viene limitato dalle tecnologie digitali, in quanto scoraggiano l’interazione sociale in anni in cui nel cervello avvengono invece importanti sviluppi neurali e neurovegetativi. il linguaggio, infatti, è una competenza cognitiva che si apprende nella relazione con persone reali, in quanto è nell’interazione che le parole acquistano significato per il bambino. Si sottolinea pertanto come i nuovi oggetti tecnologici non dovrebbero diventare alternative ai giochi e giocattoli tradizionali, ma aggiungersi ad essi. Gli adulti dovrebbero trattare la tecnologia digitale come fosse uno strumento chirurgico di precisione, che può aiutare il potenziale intellettivo/cognitivo di un bambino soltanto se usato in modo corretto, evitando approcci “robotizzati”. Alcuni recenti studi (Hirsh-Pasek et al., 2015; Bruschi e Carbotti, 2012; 2015) hanno indagato come individuare l’effettiva valenza educativa delle App che si trovano nella categoria “istruzione” degli appstore, giungendo alla conclusione che sono educative le App che incoraggiano il pensiero e il problem-solving, coinvolgono e non distraggono, stimolano le interazioni sociali. Altre ricerche hanno poi dimostrato che un incontro con libri e lettura precoce, che coinvolge tutti i sensi, ha importanti implicazioni con la nascita e lo sviluppo della motivazione alla lettura, oltre che per la maturazione cognitiva, emotiva e sociale dei bambini (Blezza Picherle, 2004). Risulta quindi utile comprendere come operare l’incontro e non lo scontro tra il libro, gli altri media e i bambini.

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Genitori, educatori e insegnanti sono chiamati a istruirsi e informarsi per poter agire in modo sempre più funzionale nel ruolo di accompagnatori nel mondo digitale, senza però trascurare la lettura dialogica, che aiuta l’esplosione del vocabolario già tra i 18-25 mesi di età e lo sviluppo dell’attenzione uditiva e visiva. E’ utile sostenere i genitori nella capacità di narrare con i propri figli. Offrire ai bambini e ai ragazzi continue opportunità di conoscere e apprezzare attività educative-sociali di vario genere li porterà a saper utilizzare i nuovi strumenti tecnologici senza esserne sopraffatti. La tecnologia digitale potrà così divenire sempre più efficace nei percorsi abilitativi e riabilitativi, nonché compensativi.

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