Vento leggero ottobre

 

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4 giornalino del postulato a ettembre 2011 s uguri a vento leggero che compie un anno ringraziamo chi ci ha sostenuto e sta rendendo possibile questa iniziativa ci ritroviamo dopo un estate piena di esperienze forti che ha visto i postulanti impegnati a rivolgere il loro sguardo verso realtà nuove e lontane ai fratelli e alle sorelle albanesi ai fratelli e alle sorelle diversamente abili a chi è costretto a stare a letto a chi è solo e abbandonato ai fratelli immigrati ai fratelli di altre fraternità ad altri giovani confronto relazione dialogo scoperta voglia di mettersi in gioco tutti ingredienti che hanno trasformato l estate in un tempo forte per la crescita umana e spirituale ed ora inizia un altro anno con altre tappe daniele luigi e cristian hanno indossato il saio francescano e hanno iniziato l anno di noviziato a piedimonte matese continuano per il secondo anno di postulato luigi antonio giuseppe emanuele aldo e romolo fabio e vincenzo continueranno il loro cammino in modo diverso a tutti auguriamo un cammino autentico fr francesco zecca un abito e un cingolo 14 settembre 2011 iniziazione alla vita nell ordine dei frati minori f r cristiano che cos è un abito se dentro non c è un cuore che batte di cosa sono vestito fuori oggi lo so e lo possono vedere anche gli altri ma nel cuore cosa vesto cosa palpita cosa voglio qual è il fuoco che arde nelle ossa non lo so non ancora se tutto mi fosse già così chiaro sarebbe la fine del viaggio so però cosa voglio ed io voglio te signore solo te rivestire il cuore di te e gli uomini potranno rivestirmi di ciò che vogliono e disporre della mia immagine come meglio credono ma se tu non sei con me niente è bello niente serve niente ha sapore rimango in te rimango nel tuo amore perché tu sei la ragione del mio sorriso per indossare un abito francescano sono necessari due anni di postulato per esserne degni ci si deve lavorare tutta una vita con amore ed affetto saluto tutti voi lettori di vento leggero e vi auguro buon cammino di vero cuore fr cristiano oppure il cristian di sempre come preferite erano contenti di una sola tonaca talvolta rammendata dentro e fuori essa non aveva alcuna eleganza ma appariva spregevole e povera così che per il mondo sembravano dei veri crocifissi cinti ai fianchi da una corda portavano rozzi calzoni il loro santo proposito era di restare in quello stato senza avere niente di più ff 388 vita prima di tommaso da celano questa secondo me è una delle frasi più belle per riassumere tutta l esperienza di francesco e dei suoi frati possiamo scorgere qui due elementi essenziali per il carisma francescano e potremmo anche dire per la vita di ogni cristiano la conformazione con la croce di cristo e non avere niente di più se non lui solo conformarsi alla croce di cristo è provare gli stessi sentimenti di gesù un amore smisurato incomprensibile infuocato infinito amore che riempie la vita che dà senso a tutte le cose e proprio in virtù di questo amore che francesco e i suoi frati dicono e non volevamo avere di più erano sazi ripieni appagati ecco il segno e significato dell abito francescano amore appassionato esagerato e affidamento totale in lui che è tutto ciò di cui abbiamo bisogno ecco che un simbolo che sembra solo esteriore porta in sé una grande profondità profondità difficile da raggiungere perché all interno di ogni uomo si celano barriere muri che ci bloccano che rallentano il nostro camminare ma la cosa importante è avere lo sguardo fisso sulla meta da raggiungere ed è proprio questo il senso del mio camminare e se solo alla fine della mia vita sarò riuscito a trovare il tesoro anche lì riposerà il mio cuore buon viaggio sui sentieri della vita a tutti voi fr daniele o re 17.30 tutto ha inizio battito cardiaco accelerato sguardo al pavimento poi al soffitto della chiesa poi sull altare occhi lucidi sorriso a 32 denti mente concentrata questo è il nostro anzi il mio momento mi piace chiamarlo braciere di emozioni sì è un fuoco ardente preparato per me dove la mia umanità ha vissuto cosa vuol dire celebrare i giorni speciali quegli eventi che danno il via ad una nuova forma di vita poche preghiere 5 canti brevi riflessioni dei ministri provinciali e il rito di iniziazione alla vita religiosa nell ofm trasforma un postulante in novizio solo un abito a forma di croce e un cingolo di corda sono i segni indossati ma proprio in questi simboli c è una storia che parla un intuizione da vivere una responsabilità da assumere non so se riuscirò ma ci provo posso solo descrivere che la voglia di iniziare è tanta e dio mi attira per mettermi alla prova lo stupore e la gioia per avere ricevuto questo dono di dio non si misurano forse a breve diminuiranno ma adesso testimoniano la bellezza di un cammino vissuto tra lacrime e sorrisi tra difficoltà e speranze tra incomprensioni e amore fraterno grazie piccoli e grandi uomini della fraternità di castellaneta fr luigi

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fraternita missionaria europea esperienza estiva a palestrina conclusione dell anno di postulato i postulanti del primo anno hanno vissuto un esperienza di circa un mese fuori dal convento di castellaneta un momento forte da un punto di vista umano e spirituale ho vissuto questi giorni nella fraternità di palestrina roma tempo dedicato alla spiritualità alla cura delle relazioni fraterne e al lavoro la fraternità di palestrina o meglio detta e riconosciuta come fraternità missionaria europea è il risultato concreto di un seminario voluto dalla curia generale ofm sulle nuove forme di evangelizzazione in europa una nuova fraternità missionaria internazionale dipendente direttamente dal ministro generale più libera nei movimenti e meno strutturata non ho avuto grosse difficoltà nell inserirmi all interno di essa partecipando ai momenti di preghiera di lavoro di meditazione e riflessioni comunitarie e personali sono stato accolto nel migliore dei modi ed ho cercato di vivere questo periodo in pienezza approfondendo la parola di dio la vita di san francesco d assisi la mia storia e il mio cammino confrontandomi con la vita degli altri fratelli di diverse nazionalità ed esperienze questo tempo di grazia mi ha aiutato a prendere con maggiore serietà il mio cammino di discernimento che continuerà con il secondo anno di postulato affido al signore le mie paure i miei limiti le mie gioie e conquiste il signore vi dia pace luigi riccio a i colori dell arcobaleno la comunita dell arca di bologna n el mese di luglio scorso ho avuto la gioia di fare un esperienza forte di servizio nella comunità arcobaleno di bologna in questa comunità confluiscono ragazzi portatori e non di handicap mentali ognuno di loro ha dentro di se tanti colori i colori propri della vita questi colori spesso disordinati hanno causato in loro delle ferite profonde ferite che li hanno portati a vivere in un mondo tutto loro anche se nel loro cuore c erano sempre i sentimenti di bontà di amore e di gioia il contatto con loro mi ha aiutato a comprendere ed a riscoprire come è bello mettere ordine nella propria vita ed è proprio quest ordine che porta ad essere una persona nuova pronta e capace di accettare la propria disabilità vivendola in semplicità e umiltà dinanzi a dio e ai fratelli le giornate in comunità erano così strutturate diversi momenti di preghiera servizio in sala pranzo e laboratorio di ceramica e carta dove con altri operatori affiancavo i ragazzi durante il lavoro stare a contatto con loro è stato per me motivo di crescita perché ancora una volta ho toccato con mano l amore di dio facendo mie le parole di sant agostino tardi ti ho amato bellezza tanto antica e tanto nuova tu eri dentro di me e io stavo fuori grazie a questa esperienza ho capito che è possibile vivere la propria vita in pianezza aldo figliola 2

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fondazione fratelli di san francesco d assisi i n una mattina di giugno durante un colloquio con fra francesco mi venne comunicata l esperienza estiva da svolgere presso la fondazione fratelli di san francesco in milano prima di partire visitai il sito internet della fondazione dove ebbi un idea delle sue attività giunto a milano mi resi subito conto che la fondazione era un autentica fabbrica del volontariato attenta ai bisogni dei poveri e degli immigrati dopo un colloquio con fra clemente e il personale della segreteria concordammo il planning lavorativo e tutto ebbe inizio l esperienza si è svolta dal 4 al 31 luglio un mese di totale immersione tra la gente e la realtà sociale milanese impegnato nell poliambulatorio medico adiacente al convento come aiutante dei medici nella mensa dei poveri in via saponaro come aiuto agli operatori in unità mobile in giro per le vie e le stazioni di milano per incontrare la gente che vive e dorme in strada il poliambulatorio è una struttura eccezionale molto bene organizzata ma soprattutto ricca di personale qualificatissimo e fantastico vedere medici infermieri farmacisti e volontari donare il loro tempo libero e la loro professionalità a chi ha bisogno e non può permettersi visite specialistiche ci sono vari ambulatori oculistica cardiologia dermatologia laboratorio analisi studio dentistico ginecologia psichiatria diabetologia chirurgia endocrinologia e ortopedia immaginate tutto questo in un edificio a tre piani con studi sempre puliti in ordine e attrezzati la mensa di via saponaro dispone anche del dormitorio è una vecchia scuola donata dal comune alla fondazione totalmente ristrutturata resa nuova e pulita anche qui il personale addetto al servizio mensa è composto da volontari mentre in cucina e al dormitorio ci sono dei lavoratori retribuiti giornalmente vengono serviti ottimi piatti caldi e sempre diversi partendo dal primo fino al dolce l unità mobile è forse il servizio più entusiasmante e gestito solo da volontari e si svolge tutte le sere dalle 21 a notte inoltrata in estate il servizio è più semplice rispetto all inverno quando scatta l emergenza freddo ma discutendone con gli operatori nella stagione calda ci si può dedicare molto di più alle relazioni e all ascolto la realtà dei poveri milanesi è come una città nella città mi spiego meglio durante lo svolgimento delle varie attività ho avuto modo di conoscere tanta gente disagiata che ritrovavo spesso in giro per la città era bello ritrovarsi salutarsi e scambiare anche qualche chiacchiera e per chi avevo conosciuto in ambulatorio chiedere come andava la cura datagli c è da aggiungere che molti di loro hanno subito un rifiuto da parte delle famiglie e della società e quando conoscono persone che si interessano a loro è come se avessero trovato un tesoro tra le varie conoscenze mi è capitato anche qualche divorziato che ora vive in strada una delle ultime new entry tra le categorie dei senza tetto di cui tanto se ne parla sono giunto a milano dopo un anno di formazione dedicato anche all ascolto di se stessi e del prossimo con questa esperienza ho avuto la conferma dell importanza dei rapporti interpersonali e soprattutto della qualità di essi traendo una mia conclusione se nella società ci fossero più relazioni autentiche e ci fosse più capacità nell ascoltare attentamente e attivamente chi ci sta accanto ci sarebbero meno persone depresse e senzatetto concludo ringraziando la fondazione per avermi ben accolto e permesso questa esperienza la fraternità del convento s.angelo che mi ha sostenuto sia fisicamente che spiritualmente per il buon compimento del servizio ma ancora di più ringrazio dio per avermi donato la vita e suscitato in me queste provocazioni utili per continuare il mio cammino di crescita umana emanuele tedesco con lo sguardo dentro rivolto all infinito verso il noviziato n ella vita esercitiamo molte cose la mente i muscoli il corpo esercitiamo soprattutto le parti esteriori come fondamentali ma ci chiediamo veramente se lo sono di certo non sono da trascurare ma cosa dà valore alla nostra esistenza nell arco della mia breve anche se intensa vita ho potuto sperimentare che l esteriorità non basta per essere felici ma c è bisogno di una sana ed intensa attività dello spirito ascoltare lo spirito è proprio quello che abbiamo fatto noi postulanti del sud italia accompagnati dai nostri formatori durante gli esercizi spirituali in preparazione alla vestizione religiosa dal 8 al 12 agosto nella magnifica cornice del santuario della madonna dei lattani caserta aiutati da don massimo laficara di reggio calabria guidati dalla parola di dio dalle fonti francescane e dalle preziose meditazione del predicatore abbiamo delineato la figura del religioso/a mettendola a confronto con la nostra interiorità fatta di spirito desideri sogni bisogni attese sentimenti storia paure falsità bellezza abbiamo una ricchezza dentro di noi che neanche immaginiamo fatta di cose belle e meno belle ma che ci aiutano a conoscerci e che se rimane latente in noi ci farà apparire sempre delle persone a metà senza sapere da dove arriva la nostra vita e dove va rischiando di vivere alla giornata con uno sguardo piccolo a poca distanza senza sogni senza desideri senza passione per la vita questi giorni di esercizi ci sono serviti per ricaricare ed aiutarci a prendere quota per vivere la vita non in maniera distratta ma intensa gustandoci tutti i momenti che dio ci dona come ci ha ricordato don massimo la nostra vita non è fatta per l ordinario non possiamo accontentarci di sopravvivere ma dobbiamo imparare a vivere e soprattutto allenarci ad avere lo sguardo lontano profondo verso l immensità come quello delle aquile quello sguardo che ci regala orizzonti stupendi affascinanti e ci dona la felicità più vera l amore più intenso daniele mangia 3

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il cielo di koman c era una volta un piccolo villaggio nel nord dell albania che si chiamava koman era un luogo affascinate con le sue lunghe e tortuose stradine di tufo e pietruzze piene di dossi e buche sembravano enormi corridoi che costeggiavano i monti da una parte e dirupi ripidi dall altra gli occhi della gente non abituata al panorama rimanevano spesso sbarrati e si incantavano nel vedere sotto quei burroni l immenso lago di koman che giocava nella natura con le sue venature dalle forme fantasiose ci si sentiva rapiti dal fascino quasi primordiale e incontaminato del paesaggio le casette sbucavano un po qua e un po la tra i vari colori di una ricca vegetazione e anch esse giocavano a nascondino con gli alti monti rocciosi era un luogo adatto per scriverci sù questa favoletta tra i pochi abitanti del posto 60 famiglie circa vivevano anche 3 suore francescane della carità nina mina e rosa erano tre instancabili lavoratrici molto avventurose un po timorose dei cani ma sempre pronte a donarsi all esigenze di quella povera gente e agli imprevisti del luogo erano custodi di un casolare e di una piccola chiesa in ristrutturazione con un piccolo cimitero all interno dello steccato il 20 giugno del 2011 accadde qualcosa tre postulanti e 2 frati della fraternità di castellaneta decisero di andarle a trovare e condividere la loro esperienza missionaria tanto impegnativa le giornate delle suore iniziavano alle 5.00 di mattina nella cura dell orticello poi pregavano e animavano le attività parrocchiali come il catechismo catechesi in altri villaggi oratori per bambini e visite alle famiglie e tanto altro avevano anche una casa a melgush con una chiesa ancora più bella e più grande si percepiva guardando i volti sia delle suore che degli abitanti di koman la serenità e la gioia di vivere in quel luogo sperduto quasi abbandonato certo non c erano tutte le comodità occidentali come la presenza continua della luce e dell acqua ma loro sapevano trovare alternative alle loro piccole necessità chissà quante volte proprio in quelle circostanze le suore hanno sospirato guardando il cielo di koman i 5 italiani conobbero un giovane studente che stava lì in quei giorni e anche altri 4 ragazzi albanesi di nome altin ghentian kristjan e antonio erano dei ragazzi che si interrogavano sulla propria vocazione e alcuni di loro volevano entrare in seminario questi simpaticoni propria in quella settimana alloggiavano dalle suore e le aiutavano ad animare un divertente oratorio per i piccoli di koman creando giochi con l acqua partite di pallavolo staffette a squadre a tutta corsa per far divertire i ragazzini ci voleva tanta bella musica e anche ad alto volume così i postulanti e i frati ogni tanto raggiungevano il piccolo albergo di zef per fare degli incontri seduti su degli scalini e discutere sui voti di castità povertà e obbedienza temi utili per il loro cammino verso il noviziato di tanto in tanto passeggiavano anche gradevolmente in riva al lago per ascoltare i suoni della natura o tirare i sassi a fior d acqua facendoli saltellare più volte in quel luogo si percepivano varie sensazioni come se il tempo fosse pazzerello a volte lento e rilassante a volte veloce e armonioso come se dio attraverso i diversi momenti di condivisione suonasse una melodia ritmata seguendo le note dal pentagramma di ogni cuore e anche nel buio della sera mentre le suore raccontavano alcune buffe storie accadute in albania era bello ammirare insieme le stelle del cielo di koman che danzavano con le loro luci tenue e luccicanti a tavola i piatti succulenti preparati dalle suore tutto fare con il grembiule sempre pronto saziavano la fame di tutti l ambiente era sereno le risate abbondavano sembrava come se una piccola famiglia si fosse formata in alcuni pomeriggi divisi in 2 gruppi con l aggiunta d improvvisate guide residenti a koman come lo spericolato eliseo e il mite julian si partiva per la benedizione delle case che fatica raggiungere le abitazioni tra le sterpaglie dei colli era una vera impresa ma la stanchezza terminava appena s incontrava quella gente le famiglie accoglienti molto attente all ospitalità stupivano sempre più i frati e i 3 postulanti dalle diverse abitudini occidentali entrare nell afose stanze piene di insetti volanti dalle grezze pareti sedersi su divani impolverati e trovare sorrisi di persone semplici e gentili con le mani ruvide dal lavoro agricolo era una vera contraddizione per non parlare poi della grande attraversata del lago per raggiungere il villaggio di dushman a bordo di una barchetta con un pilota dodicenne che sfumacchiava senza sosta una vera pazzia vissuta in tranquillità e sicurezza dispiaceva sapere che le persone su quelle montagne vivevano la propria fede senza il sacramento dell eucarestia se non per dei coraggiosi sacerdoti che sfidavano la salita pur di celebrare con loro la santa messa e il rammarico cresceva ancor di più a pensare che quella gente fuggì in quei luoghi per custodire la fede perché perseguitati dal regime comunista fino agli anni `90 una dittatura proclamatasi atea in quel giorno però tutto tacque l albanese letto appena imparato da fra antonio aveva permesso di condividere insieme il dono dell eucarestia e vivere così un momento di comunione con quei bambini dal volto puro e incorrotto koman non era solo un villaggio era anche la dimora di una grande famiglia formata in piccoli nuclei che si aiutava a vicenda con gratuità ti commuoveva vedere nei piccoli terreni ben coltivati nonni e nonne mariti e mogli giovanotti e bambini che raccoglievano insieme i frutti del loro continuo lavoro come quei fidanzatini sorridenti che zappavano vicini l uno all altro era anche quello un modo per conoscersi di più si perché in albania c era ancora una vecchia tradizione i genitori sceglievano lo sposo/a al proprio figlio/a accipicchia poveri ragazzi questo però non valeva per tutte le coppie adesso fermatevi un attimo immaginate che questo racconto non sia una favola inventata ma bensì la realtà vissuta dal 20 al 26 luglio 2011 sotto il cielo koman dai frati e i postulanti di castellaneta immaginate anche che l esperienza estiva non sia finita qui ma continua con l articolo di cris a te fratè luigi stanca 4

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a te scutari b eh in queste righe è difficile raccontare tutte le emozioni sperimentate a scutari in albania nel mese di luglio perché tanto c è da dire riguardo questi luoghi molto infatti è stato ciò che ho visto ho visto il coraggio ho visto la forza ho visto le contraddizioni ho visto la memoria e ho visto la dimenticanza di un passato ancora tutto da capire ed elaborare come fosse l ombra oscura di un brutto sogno che non deve più tornare certo ma che mai deve essere riposto nell oblio dei ricordi scutari la città dalla periferia povera e dal centro ultramoderno città dai nuovi edifici e dai quartieri disastrati città di moschee e minareti santuari e conventi e chiese ortodosse,ma anche la città dai mille casinò e divertimenti inutili scutari la città dove la repressione comunista ha versato il primo sangue quello stesso sangue che oggi grida agli albanesi e al mondo mai piÙ questo orrore città che ha conservato la fede contro il mostro comunista che voleva strappargliela via resistendo tramandando a memoria il catechismo cattolico e le preghiere cristiane cantandoli in ritornelli ritmati ed oggi città che rischia di svendere la sua fede la lascia scivolare via con facilità pur non avendo più nessun dittatore a minacciarla un tiranno invisibile e forse più temibile uccide la fede in albania oggi il consumismo l avere,tutto subito e senza misura avvelena l albania ed il mondo inte ro distruggendo ogni credo logorando ogni morale e con essa la persona umana con la sua coscienza tu scutari città di eroi nella fede come i frati minori e le clarisse che sono rimasti al tuo fianco come i gesuiti e le stigmatine che ti hanno amata fino a versare il sangue come le carmelitane che per te pregarono e pregano sempre o come le suore di madre teresa di calcutta che sono sempre lì a prendersi cura dei tuoi ultimi e poi tante e tanti martiri anonimi figli dell albania che sono morti per amore della vita uomini che hanno scelto la vita e l hanno amata fino a vedersela calpestare e portar via uccisi perché non volevano morire perché si rifiutarono di aderire a quella logica di morte che fu il comunismo comunismo nazismo consumismo maestri di odio ed egoismo di arroganza e violenza logiche contro la dignità fisica e morale dell uomo scutari capace di risorgere e tramutare i luoghi dell odio in luoghi d amore come l attuale monastero delle clarisse ex sede della polizia del regime luogo di torture ed odio oggi luogo di incontro e speranza tutta scutari ci parla di voglia di vivere ed è come se urlasse il suo diritto ad essere forse questa è la prima occasione dopo secoli dopo l impero romano dopo l impero ottomano dopo il regime comunista semplicemente di essere se stessa gente tenace che non vuole arrendersi e tu tirana che corri e t affretti per diventare una grande metropoli e ti scordi e non ti curi che la tua più grande ricchezza non ti è data dai grandi alberghi né dalle tue mille luci e locali alla moda ma ti vive dentro e sono i tuoi figli gli albanesi amali e prenditene cura come una madre ama i suoi piccoli e voi vermosh e koman a due passi dal cielo lì su quegl alti monti così vicini a dio da sfiorare le sue mani voi che con il vostro modo d amare e con la vostra povertà commovete il cuore di dio io vi dico il signore vi dia pace e vi benedica sempre poiché avete fatto del vostro vivere un canto di lode a dio gloria a dio per voi poveri delle montagne perché vostro è il regno dei cieli che dire ancora grazie grazie albania grazie scutari grazie padre angelo vescovo di scutari e padre di molti cuori fragili lì in terra straniera grazie ai frati grazie a tutte le suore e grazie ai mille nomi ed ai mille volti che mi porto nel cuore e con me vivranno sempre sì mi riesce proprio difficile raccontare tutto in queste poche righe così eccovi qui tutto quello che ho potuto oh scutari che il sangue diventi vino e col vino si faccia festa che il passato diventi maestro di vita che il tuo dolore si tramuti in forza e che tu sia felice amen cristiano giannattasio 5

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brindisi di speranza n ell esperienza brindisina ho avuto modo di vivere un mese nella fraternità del convento della pietà condividendo con altri volontari il servizio tra gli immigrati della città che vivono in un dormitorio comunale e prestando servizio presso la mensa della caritas diocesana in questo periodo ho scoperto diversi valori della vita non solo francescana ma della vita quotidiana di questo paese delle problematiche a volte scottanti non sempre facili da comprendere e che richiede molto impegno devo ringraziare molto una persona speciale che e adele tundo che da molti anni si occupa volontariamente di immigrati senza ricevere compensi economici notte e giorno questa donna provvede alle necessità umane degli immigrati che fanno ingresso a brindisi cucinando per loro e offrendo sostegno morale anche a chi non è in regola aiutando ciascuno a vivere il suo sogno che è quello della felicità ho notato che spesso la dignità umana e sottovalutata e calpestata e per conseguenza penso che anche la società ne risenta di questo soprattutto nel notare lo scarso impegno governativo nel provvedere le necessità primarie e di gente volontaria che fa difficolta a prodigarsi per offrire a queste vite sostegno umano ricordandosi che spesso questa gente affronta odissee per arrivare in italia ho speso molte ore nel dormitorio dove gli immigrati passano la serata e condividono le loro esperienze di vita e le loro giornate pesanti alla ricerca del lavoro a volte traumatiche e apparentemente prive di speranza ringrazio dio per aver incontrato persone dotate di grandi capacità e carismi ma soprattutto di aver avuto in dono da dio il sorriso senza parole di tanti volti che la sera si affacciavano per ricevere un piatto preparato con tanta cura e affetto da mamma adele ringrazio il padre delle misericordie per avermi dato l opportunità meravigliosa di servire in questo modo uomini dal cuore vero e pieni di grandi desideri mi sono trovato in situazioni dove non sapevo dare delle risposte a chi attendeva un pasto ma nella generosità dei volontari e del servizio civile caritas ho ricevuto gentile supporto e comprensione concludo dicendo che molta gente povera che si rivolge alle nostre comunità cristiane non ha solo bisogno di un piatto di pasta ma anche di una parola dolce un sorriso una pacca sulla spalla una carezza sul volto che brucia di sudore l esperienza a brindisi mi ha anche aiutato a comprendere qual e il mio vero bisogno di uomo giuseppe quaranta in fraternita a gesu e maria fuori dalla sacrestia i l mio primo anno di postulato si è concluso con un esperienza estiva indimenticabile nella città di foggia accolto con felicità e affetto dai frati del convento gesù e maria ho avuto la possibilità di vivere un mese in una variegata fraternità di stare con i giovani e soprattutto con gli emarginati ho avvertito subito il bisogno di dividere la mia giornata in due parti tutta la mattinata l ho dedicata ai momenti di preghiera comunitari e personali ma anche ai servizi individuali lavare stirare sporcare e pulire il resto della giornata l ho dedicato alle varie attività alcune del tutto impreviste a tal punto che mi sono organizzato un piccolo calendario attività parrocchiali giochi estivi mensa serale con i poveri fratelli della stazione operazione mato grosso e l ultima la denominerei pizza d asporto senza domicilio in quei giorni ho avvertito nelle mie gambe una impazienza di movimento nelle mie mani il bisogno di toccare di stringere di accarezzare il mio sfintere esofageo si è chiuso per il fetore emanato dai poveri dai loro stracci e dalla loro pelle impregnata della puzza dei nostri sporchi interessi ho passato dei pomeriggi a lavorare con i ragazzi dell operazione mato grosso ovvero un gruppo di giovani che lavorano gratuitamente raccolta ferro carta indumenti traslochi giardinaggio imbiancature per guadagnare soldi da inviare in missione in sud america quest iniziativa nasce dalla fantasia di un salesiano valtellinese da un figlio di don bosco padre ugo de censi preoccupato di ridare un senso alla vita dei giovani stanchi di parole pseudo-religiose e gesti vuoti basta le chiacchiere veniamo ai fatti è il motto con cui inizia questa avventura alle ore 19.30 mi rendevo disponibile per servire i pasti alla mensa parrocchiale sant elisabetta d ungheria affollata da extracomunitari in cerca di lavoro grazie a questo piccolo servizio ho fatto l esperienza di quanto dio è provvidente di un dio che si prende cura soprattutto dei poveri di quanto sia importante lasciar fare a dio alle ore 20.30 due volte a settimana mi incontravo con i fratelli della stazione per preparare un po di latte caldo per poi servirlo nei pressi della stazione ferroviaria di foggia agli emarginati ma soprattutto per portare una parola nel silenzio un sorriso nella tristezza un consiglio nello sbandamento una stretta di mano nella solitudine e stata un esperienza indimenticabile questi ragazzi con molta schiettezza sensibilità e ricchi di ideali evangelici hanno trovato una strategia per avvicinarsi ai poveri per ridonare loro dignità per incontrare attraverso di essi gesù cristo un altra strategia d incontro l ha trovata massimo un giovane folle terziario francescano che ho conosciuto in parrocchia egli terminato il suo lavoro quotidiano si reca un paio di volte a settimana in alcune pizzerie raccoglie panzerotti rustici e pizze non vendute che a termine della serata finirebbero nella spazzatura e di corsa ancora calde le distribuisce a chi nella giornata ha mangiato poco e anche quest esperienza non me la sono fatta sfuggire ricordo bene quando massimo me ne parlò ed io senza esitare gli dissi domani sera vengo anch io con te appena finisci di lavorare passa a prendermi in convento questa non ve la racconto fino in fondo perché si potrebbe rischiare una denuncia eh si e vietato dalla legge far circolare delle merci senza uno scontrino fiscale oppure servire un alimento senza i guanti in lattice il libretto sanitario il cappellino di due cose sono consapevole la prima è che nessuno è morto di fame quando la sera passavamo noi la seconda è che ho visto persone davvero affamate oggi sono tornato in convento e qui giorno per giorno ho la possibilità di continuare questa missione supplicando dio per mezzo di gesù cristo affinché non faccia mai mancare il necessario a tutti quei poveri fratelli incontrati per le strade di foggia perché le attività pastorali si realizzino per strada nelle case dei sofferenti in un campo profughi nella natura in un ospedale nelle abitazioni dei contadini in una comunità di tossicodipendenti affinché i sacerdoti e i religiosi siano liberi da quegli schemi che impediscono all amore di fluire nel cuore dell uomo antonio lembo 6

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esperienza estiva nella comunità terapeutica per la tossicodipendenza dalla schiavitu alla liberta dal 04 al 31 luglio 2011 siamo qui perché non c è più alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi fino a quando una persona non confronta se stessa negli occhi e nel cuore degli altri scappa fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti non ha scampo da questi timorosa di essere conosciuta né conosce se stessa né gli altri sarà sola dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio qui una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né come il nano delle sue paure ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire su questo terreno noi tutti possiamo mettere radici e crescere non più soli come nella morte ma vivi a noi stessi e agli altri questa è la filosofia che i ragazzi della comunità terapeutica per la tossicodipendenza di toro in provincia di campobasso leggono per iniziare la loro giornata all interno della comunità sono presenti 20 ragazzi di un età compresa tra i 20 e i 50 anni i quali con il desiderio di uscire dal mondo della droga e quindi non essere più schiavi che da tanti anni per debolezze ha preso il sopravvento nella loro vita per entrare nel mondo della vita vera ed essere liberi ogni ragazzo all interno della comunità svolge un lavoro diverso chi il falegname chi si occupa della stalla quindi degli animali chi si occupa dell orto chi del giardino chi fa il piastrellista ragazzi che si danno veramente da fare per se stessi e per gli altri poi all interno della casa ognuno di loro ha una responsabilità quale quella della cucina del refettorio della lavanderia pulizia casa interna ed esterna e i vari depositi nei giorni vissuti in comunità ho avuto modo di relazionarmi con ciascuno dei ragazzi di ascoltare il racconto della loro vita passata scoprendo cose nuove che riguardano la mia vita e il mio cammino possa dio guidare sempre questi ragazzi sulla strada della gioia e della felicità e liberarli dalle schiavitu per vivere in pienezza questi ragazzi morti a causa della droga si sono resi conto che effettivamente non erano felici e con tanta fatica sono ritornati in vita e hanno ritrovato quella felicità che avevano perso facciamo festa con un banchetto perché questo mio figlio era morto ed è ritornato in vita era perduto ed è stato ritrovato lc 15 24 il mio grazie di cuore a questi miei fratelli per quello che ciascuno di loro mi ha donato un grazie va anche a padre lino un uomo che dà veramente tutto se stesso per questi ragazzi che mi ha permesso di vivere questa emozionante esperienza e anche agli operatori e a suor antonietta voglio concludere con alcune frasi scritte dai ragazzi della comunità essere consapevoli di un qualcosa di negativo svolto e aver paura di un niente da farsi scoprire non ci potrebbe mai aiutare a stare bene con noi stessi ma soprattutto a uscirne vincitori da questo nostro problema nascondersi e aver paura di mostrare un qualcosa svolto di sbagliato ci facilita a peggiorare il nostro problema anziché migliorarlo dopo tanto tempo di sacrifici ed impegno una persona può alla fine constatare tutto il lavoro fatto e incominciare ad affrontare una vita migliore a volte penso che nella vita non si può sempre avere ma bisogna sempre dare e per farlo bisogna essere sinceri umili e avere tanti buoni propositi vincenzo pepe la spugna imbevuta d aceto al cottolengo di torino m a tu dio riesci a stare un attimo fermo mi sento una persona nuova cambiata se ci penso pensando all immagine di dio che avevo qualche anno fa molte volte non lo nascondo mi stupiva scoprire un dio sempre diverso che mi faceva dire finalmente ti ho trovato poi quella visione dopo un periodo cambiava nuovamente oggi ringrazio dio che non è statico o monotono ma sempre nuovo era il 2 settembre 1827 quando alle porte della città di torino arrivò una carrozza da milano della famiglia reale di francia maria gonet incinta e febbricitante fu portata in quattro ospedali nel giro di una giornata rifiutata per paura di qualche malattia infettiva in serata arrivata ormai all estremo delle forze un locandiere mise a disposizione una cameretta dove fu adagiata moribonda il parroco della chiesa del corpus domini giuseppe cottolengo amministrò il sacramento dell unzione degli infermi turbato da quella scena straziante e sentendosi responsabile di quella morte quella stessa notte ideò il suo progetto edificare un ospedale che potesse accogliere qualsiasi tipo di ammalato erano le sei di pomeriggio quando arrivai a torino per iniziare la mia esperienza estiva ad accogliermi fu un deo grazias gioioso di una sorella della portineria del cottolengo vedere tanti volontari che si impegnavano per offrire la massima assistenza a gente debilitata mi suscitavano tante domande perplessità e dubbi mi chiedevo che senso avesse tanta cura per delle persone che non ti dicevano neanche grazie dopo un intera giornata di assistenza senso di rifiuto e ribrezzo che avevo nei loro confronti nel guardarli come se fossero degli oggetti appesi ad una gruetta per trasportarli non mi fermavo volevo capire meglio se tra quelle mura c era una risposta delle parole da parte di dio alle sensazioni che stavo provando in quei giorni il mio carattere in quei giorni era miticoloso e delicato come un archeologo che scava con curiosità il suo vasetto interrato nel cercare di capire questo loro interminabile silenzio la mia visione negativa nei loro confronti cambiò nel momento in cui venni a conoscenza delle loro storie e del loro passato gente che ha saputo dare una risposta alla vita gente che si è donata alla cura del prossimo gente che ha saputo amare ma soprattutto era la mia vita che si inchinava verso il loro stare come mai allora senza un grazie questa gente mi ha saputo dare qualcosa ancora oggi non mi so dare una risposta precisa a questo ma erano i loro occhi gli arti i volti a dirmi che avevano bisogno di una vita della mia vita ed ecco padre un altra visione diversa di te un dio tra la gente un dio che si dona che si spezza per gli altri forse ero io a non ringraziarli perchè nonostante il ribrezzo ed il rifiuto provato nei loro confronti mi hanno sempre amato così com ero romolo pagano 7

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pastorale vocazionale 2011/2012 iniziative taranto/brindisi/lecce novembre 2011 febbraio 2012 aprile 2012 una stella nella notte 4-5 gennaio 2012 a da ferite a feritoie e il verbo si fece carne ascoltando il corpo 9-11 dicembre 2011 la mia anima e triste ascoltando le emozioni marzo 2012 narrarono cio che era accaduto ascoltando l altro maggio 2012 nche quest anno cuore dell estate francescana è stata l esperienza della marcia l iniziativa è rivolta ai giovani dai 18 ai 35 anni che vogliono vivere lo spirito di adattamento sperimentare l essenzialità ma soprattutto vivere un esperienza di fede mettendosi in ascolto della propria interiorità le vie del cuore è stato il tema della xxxi marcia svoltasi dal 24 luglio al 4 agosto come da diversi anni a questa parte le due province dei frati minori di puglia­molise e salento hanno condiviso insieme il loro percorso punto di partenza è stata santa maria di leuca nel santuario santa maria de finibus terrae affidando il cammino a maria abbiamo attraversato a piedi alessano pregando sulla tomba di don tonino bello ugento ruffano andrano s.cesaria e otranto animando le rispettive piazze con balli testimonianze e sketch divertenti che hanno visto il coinvolgimento della gente incontrata il percorso è stato straordinario dal punto di vista paesaggistico in quanto abbiamo ammirato le meraviglie del salento ma più di tutto è stato fondamentale il cammino interiore di conversione e ricerca del vero volto di cristo le diverse tappe sono state segnate da tematiche riguardanti le varie condizioni del cuore il cuore ingannato assetato diviso sconosciuto trafitto appassionato e secondo dio ognuna di queste ci ha portato a riflettere alle diverse realtà del nostro cuore sempre accompagnati da un passo del vangelo e dalle figure di s.francesco e s.chiara prezioso è stato l aiuto dei frati e delle suore che ci hanno aiutato a riflettere su queste tematiche importante la condivisione nei gruppi che ci ha messo in relazione e in confronto fidandoci e affidandoci all altro venendosi così a creare fraternità e amicizia già dai primi istanti abbiamo vissuto la gioia dello stare insieme e dell amicizia nonostante non ci conoscessimo poiché provenienti da località differenti sperimentando l importanza dell altro come strumento della provvidenza aiuto importante per la buona riuscita del cammino e sostegno nella fatica tappa conclusiva dell esperienza è stata l arrivo nella basilica di santa maria degli angeli nel pomeriggio del 2 agosto con l ingresso in porziuncola luogo privilegiato culla dell ordine dei frati minori dove francesco ha dato inizio alla sua storia con dio e dove ha chiesto il privilegio del perdono 23 ottobre e dal 02 al 04 dicembre week-end spiritualità chiamati ad essere beati 18/20 novembre beati i poveri in spirito 20/22 gennaio beati i miti 17/19 febbraio beati quelli che hanno fame e sete della giustizia 16/18 marzo beati i misericordiosi 18/20 maggio beati i puri di cuore potere e nonviolenza antonio mattia franco rodio d l esperienza nonviolenta di gesù memoria e attualità settimana biblica nazionale bellissima costa salentina galatina patria del tarantismo i luoghi di don tonino bello figura e modello della nonviolenza oggi otranto la città dei martiri il tema principale come abbiamo già sottolineato prima è stato l approfondire e il confrontarci sulla nonviolenza di gesù nel vangelo leggendo democraticamente la parola cioè nella piena libertà di pensiero e di interpretazione è bello condividere con le altre chiese come quella luterana il valore sacro della parola di dio e della comunione che ci lega in quanto siamo tutti battezzati e figli dello stesso dio e stata un esperienza molto formativa dal punto di vista esegetico e spirituale dove la parola è entrata dentro ciascuno grazie anche all esperienza di vita che ognuno ha liberamente condiviso col gruppo imparando a nutrirci della parola stessa senza farcela scivolare come se niente fosse piero e andrea xxxii marcia francescana 25 luglio 4 agosto 2012 akatistos 14 agosto 2012 al 17 al 24 agosto si è svolta presso il convento la grazia di galatone le la settimana di lettura popolare della bibbia i relatori sono stati frà francesco zecca maestro dei postulanti e definitore della provincia dei frati minori del salento maria soave buscemi laica in missione da circa trent anni in brasile e elaine pastora della chiesa luterana tra gli organizzatori oltre al gruppo egherthe di galatina c era anche frà luca pagano animatore vocazionale della provincia dei frati minori del salento hanno partecipato sacerdoti e laici di tutt italia i postulanti e gli accoglienti delle nostre province religiose il tema trattato riguardava la nonviolenza di gesù nel vangelo la settimana si è svolta approfondendo brani evangelici del vangelo di marco con risonanze e lavori di gruppo il pomeriggio si dedicava tempo alla visita dell amato salento per dare la possibilità di conoscere questi magnifici luoghi a tutti la dal 31/12 al 01/01 un inizio da dio dal 4 al 9 aprile pasqua dei giovani ad assisi xxxii marcia francescana 25 luglio 4 agosto 2012 azioni e inform per tatta ni con adesio agano p om fra luca lucap@gmail.c a fr e-mail 622120 28.3 cell 3 azioni e inform per tatta ni con adesio tirelli t ea o.i fr andr dreatirelli@liber n a e-mail fr 263919 408 cell 3 casa di postulato convento san francesco via san francesco 138 74011 castellaneta ta 099-8491317 resp fra francesco zecca e-mail frazecca@tiscali.it supplemento salento francescano registrazione trib lecce n 241 con approvazione ecclesiastica e dell ordine iniziative molise/foggia/bari tu sei bellezza chiamati ad essere beati le vie del cuore ritiri per giovani ingannevole come l amore

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