Catanzaro City Magazine DICEMBRE 2017

 

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Mensile indipendente di attualità, cultura, news, sport, rubriche e servizi utili

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CATANZARO C I T Y MAGAZINE I mille talenti di Maria Primerano Carlo Diana, lo sport nel cuore e nell'anima MONTEPAONE SOVERATO Le Iene, non portano bene Tonnetti d'autunno CATANZARO MA G A Z I N E mensile indipendente di informazione, attualità, cultura, sport e rubriche ALL'INTERNO GLI ORARI DEI MEZZI PUBBLICI 70Anno VI | n. 49 | dicembre 2017 € 1,00 centesimi Intervista a Marco Polimeni, presidente del consiglio comunale

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S OMMARIO EDITORIALE 4 A PROPOSITO DELLA FESTA DELL'UVA... 6 MARCO POLIMENI, IL GIOVANE SAGGIO 8 8 Anno VI - n.ro 49 - dicembre 2017 Periodico mensile indipendente. Testata registrata al Tribunale di Catanzaro il 16/4/2013, n.ro 314 Numero chiuso in redazione il 15/11/2017 Tiratura 3500 copie È un mensile di informazione, attualità, cultura, sport, rubriche e servizi utili, che non riceve nessuna sovvenzione. La collaborazione è libera e gratuita, gli articoli rispecchiano l’ideologia e il pensiero degli autori, i quali se ne assumono pienamente la responsabilità. Garantiamo a tutti, diritto di replica. La redazione si riserva di rifiutare articoli che ritiene non idonei alla linea editoriale del giornale. Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica sono riservati. È vietata la pubblicazione e l’uso anche parziale di testi, illustrazioni e foto con qualsiasi mezzo meccanico, elettronico, per mezzo di fotocopie, registrazioni, o altro. Tutto il materiale ricevuto (testi e fotografie), anche se non pubblicato, non sarà restituito. Direttore editoriale: PINO RUGGIU Tel. 335.470145 pinoruggiu.posta@gmail.com Direttore responsabile: PINO RANIERI Tel. 347.5354137 hulixe@virgilio.it I collaboratori a questo numero la cui partecipazione è libera e occasionale, non sono membri della redazione e cedono a titolo gratuito ogni tipo di diritto, ivi compreso quello d’autore, dell’articolo pubblicato. L’Editore si dichiara pienamente disponibile a valutare le eventuali spettanze di terzi per la pubblicazione di immagini e testi di cui non sia stato possibile reperire la fonte. Grafica e impaginazione: AGENZIA RUGGIU Tel. 335.470145 agenziaruggiu@gmail.com www.ruggiu.blogspot.it Per la pubblicità: AGENZIA RUGGIU Tel. 335.470145 - pubblicitacitymagazine@gmail.com Abbonamenti: ANNUALE: (11 n.ri) € 25,00*; sostenitore/SILVER: €100,00* (11 n.ri); Sostenitore/GOLD: € 200,00* (11 n.ri); Sostenitore/PLATINUM: € 300,00 (11 n.ri)*. (*): L'importo comprende IVA e spese di spedizione. Il versamento dovrà essere intestato a: GIUSEPPE ANTONIO RUGGIU EDITORE Modalità di pagamento: ● BONIFICO BANCARIO BANCOPOSTA Cod. IBAN: IT97 O 0760104400000044106292 Causale: Nome/cognome/tipo abbonamento ● RICARICA POSTAPAY N.ro: 5333 1710 0223 5303 Causale: Nome/cognome/tipo abbonamento Per l’attivazione si prega di inviare i dati precisi dell’intestatario dell’abbonamento, unitamente alla ricevuta di versamento, alla seguente mail: redazionecitymagazine@gmail.com Editore: TITANI EDITORI Via Monte Giberto 47 - 00138 Roma Stampa: Pixartrinting S.p.A. - Quarto D’Altino (Ve) N.B. È possibile consultare tutti i numeri arretrati, presso la Biblioteca Comunale di Catanzaro N. 4 9 | D I C E M B R E | 2 0 1 7 10 10 CARLO DIANA, LO SPORT NEL CUORE 12 IL CATANZARO SALE IN CATTEDRA 14 PER NON LASCIARLI SOLI L'ALBA DELLA TONNINA 16 20I MILLE TALENTI DI MARIA PRIMERANO 18 SAUL GRECO, CHI ERA COSTUI? 20 22 22 FRANCESCO SCARPINO, UN ARTISTA MODELLO 24 TONNI D'AUTUNNO 25 LE IENE NON PORTANO BENE OLTRE GLI STEREOTOPI 26 28LIBRIAMOCI! 27 A TU PER TU CON DANIELA RABIA 28 30 30 FRANCO ARABIA, NEL GIARDINO DEGLI INTOCCABILI 32 ERA SOLO UNA CAMICIA TINTA! 34 IL COMMERCIO A BORGO MARINA ORARI BUS E TRENINI 37 34TURNI FARMACIE 38 3 CATANZARO MA G A Z I N E

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EDITORIALE SARÒ BUONO ■■■ Non per dire la solita banalità, ma sembra ieri che stavo a mare, disteso a prendere il sole ed è già arrivato Natale, la festa più importante dell’anno, quella di gran lunga più attesa e più sentita, un’occasione importante per dimostrare l’affetto a chi ci sta intorno e per stringersi vicino ad amici e parenti. Quindi anch'io, contrariamente alle mie abitudini, che mi vedono sempre pronto a dire la mia, con la schiettezza che mi contraddistingue, su questo o qell'altro argomento, senza troppi giri di parole, questa volta voglio essere buono e rimanderò le mie esternazioni al prossimo numero. A ulteriore dimostrazione delle mie intenzioni benevole e del mio "risvegliato" spirito natalizio, ho deciso di fare a tutti voi affezionati lettori, un regalo e a grande richiesta, come si suol dire, ritornano sulle pagine del nostro giornale gli orari dei mezzi pubblici e i turni delle farmacie! Nello scorso numero, ho cercato di spiegare il perchè li avevo eliminati e a beneficio dei più distratti ripeto che li avevo inseriti semplicemente come una sorta d'incentivo alla vendita di questo giornale. Ma siccome ci siamo, col tempo, accorti che che la gente ci apprezza a prescindere della presenza o meno di questi benedetti orari, avevamo pensato di utilizzare le pagine dedicate a questo servizio, per dar spazio ai nostri innumerevoli contenuti culturali. In fondo per noi era anche un costo che per di più non ci veniva neanche riconosciuto da chi, questi orari, avrebbe dovuto occuparsene e farli stampare e che invece ha dimostrato bellamente di sfruttare il servizio da noi offerto ogni mese. C'è poi da dire che ci è stato riferito di gente che acquistava il giornale solo per gli orari, quindi due soli numeri all'anno! Insomma, indignarci e toglierli è stato un tutt'uno. Non potevamo certo immaginare il clamore che avremmo suscitato, privando anche noi gli incolpevoli cittadini di questo utilissimo servizio ed abbiamo deciso quindi di ripristinarlo, ma teniamo comunque a precisare che stiamo continuando a farlo a nostre spese, visto che gli interessati, hanno fatto orecchie da mercante. Scusate se i miei annunciati buoni propositi, sono andati a farsi benedire, ma quando è troppo è troppo! Volevo spendere due parole all'iniziativa che il nostro giornale sta portando avanti con vero successo: quella di fornire a chiunque lo desideri, grazie all'inserimento di una seconda copertina, la possibilità di celebrare in modo originale ed unico, un matrimonio una laurea, un compleanno e perchè no, anche un amore, creando una "cover story" personalizzata (vedi foto a lato), con le immagini di un momento speciale. Se c'è ancora qualcuno che fosse interessato, si affretti, perchè possiamo garantire questo sevizio solo ad un committente per numero e dei clienti hanno già prenotato alcuni mesi del prossimo anno. In questo numero, particolarmente vario, troverete, come ormai di consueto, diversi servizi. Non ve ne segnalo nessuno in particolare, perchè sono tutti interessanti e tutti realizzati dai miei valenti collaboratori che non finirò mai di ringraziare per il loro indispensabile apporto. Consentitemi, in questa occasione, di fare a loro, ma anche a tutti voi che ci leggete, i miei più sinceri auguri di buone feste. Arrivederci al 2018!● Buona lettura a tutti. Pino Ruggiu (pinoruggiu.posta@gmail.com) CATANZARO MA G A Z I N E 4 N. 4 9 | D I C E M B R E | 2 0 1 7

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R I C EV I A M O E P U B B L I C H I A M O A PROPOSITO DELLA FESTA DELL'UVA... ■■■ Gentile direttore, nello scorso numero di ottobre del vostro pregevole giornale, c'era un bellissimo e dettagliato articolo, a firma di Gioacchino Concolino, che parlava della Festa dell’Uva, partendo dalle sue origini storiche e nazionali, per terminare alle vicissitudini correnti e locali, catanzaresi. Mentre ho apprezzato l’accurata se pur necessariamente rapida ricostruzione storica e ambientale della festa, svolta con evidente partecipazione emotiva da parte dell'autore, per amor proprio e di verità mi corre l’obbligo di completare il quadro offerto all’attenzione del lettore, con l’accenno all’opera da me svolta nel riportare in auge questa tradizionale quanto storica festa a Catanzaro, nel periodo immediatamente successivo all’iniziativa meritoria dell’avvocato Ferragina che nel 1985 la estrasse dal cassetto dei ricordi e la ripropose alla fruizione della cittadinanza. Non nascondo che avrei avuto piacere che nello stesso articolo, si facesse presente che dal 1992 al 2008 sono stato personalmente impegnato, come responsabile di diversi sodalizi culturali e associazioni di categoria, nella preparazione, organizzazione ed esecuzione della festa, con grande dispendio di energie ma con sovrabbondanti soddisfazioni, prima come animatore del Circolo di cultura Il Cavatore, poi come presidente di Cidec e di Cicas e infine come presidente della Pro Loco di Catanzaro Centro. Il valente Gioacchino Concolino questo lo sa bene, tant’è vero che alcune foto che corredano l’articolo di cui sopra, gli sono state fornite da me personalmente, traendole dal ricco repertorio iconografico accumulato nel corso degli anni in cui mi sono occupato della festa. Per completezza di riferimento, e in leggero contrasto con quanto avviene nelle correnti edizioni, mi preme anche far notare come nelle edizioni da me organizzate, l’elemento uva, inteso come grappolo rigoglioso di zuccherine delizie, era vero protagonista, per rendere ragione di una festa che, se difetta della materia prima, viene meno nella sua ragion d’essere. Grazie per lo spazio concesso.● Giorgio Ventura Presidente nazionale Cicas CATANZARO MA G A Z I N E 6 N. 4 9 | D I C E M B R E | 2 0 1 7

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L'I N T E R V I S T A ■■■Continua la nostra serie di incontri con i rappresentanti della giunta comunale. Dopo Sergio Abramo e Ivan Cardamone, abbiamo intervistato il presidente del consiglio comunale, Marco Polimeni di Pino Ruggiu ■■■ Marco è davvero giovane, ti spiazza anche un po', perchè dimostra meno dei suoi trent'an- ni e come scopriremo più avanti, questo fatto gli ha creato qualche problema soprattutto agli inizi. Ha dovuto impegnarsi tanto per dimostrae che un giovane può e deve farsi spazio nella società e alla fine, la sua preparazione oltre che la sua tena- cia, lo ha portato a ricoprire un ruolo prestigioso e nient'affatto semplice: è infatti il nuovo presiden- te della consiglio comunale. L'ho incontrato nel suo ufficio, ma non è stato certo un dialogo formale, visto che ci conoscia- mo già da un po'. A lui ho posto alcune domande. Marco, puoi fare, per i nostri lettori una tua breve presentazione, politica e personale? «La mia passione per la politica nasce tra i ban- chi del liceo Galluppi di Catanzaro, dove sono stato investito dell’incarico di rappresentante d’istituto e grazie ad alcune mie peculiarità caratteriali, alla fine mi ritrovo ad esserlo per tre anni consecutivi. A 18 anni, subito dopo il liceo, mi iscrivo all’UDC, dove muovo i primi passi nella politica effettiva, quella vera e propria, nel settore giovanile. Avviene così il mio incontro con il sen. Aiello e successivamente con l’on. Esposito, con i quali inizio un percorso MARCOnel PDL, costituendo un gruppo giovanile insieme POLIMENI, agli amici Francesco Simon e Leonardo Mellace, che mi porta poi a fare esperienza nel movimento universitario “Insieme”, che ho fondato anche con zionale». za siderale la litigiosità, l’insipienza e la negligenza Giuseppe Mazza ed Eugenio Garofalo, rispettiva- A pochi mesi dalle ultime “turbolente” elezio- di una certa politica? Tanto! E’ necessario da parte mente ai tempi consigliere d’amministrazione e se- ni, cosa ti è rimasto particolarmente impresso di di tutti una netta assunzione di responsabilità e la natore accademico dell’Ateneo. Questo movimento quei giorni? voglia di intraprendere quei percorsi virtuosi che vince le elezioni per tre volte consecutive, conqui- «Mi è particolarmente rimasto impresso il forte possano restituire ai cittadini fiducia nella classe stando il 75% dei seggi dell’Ateneo e divenendo il astensionismo: medesimo segnale che viene fuori politica e soprattutto nelle istituzioni. Nonostante la gruppo universitario più robusto in Calabria. A 23 dalle recenti elezioni regionali in Sicilia. Sappiamo suddetta analisi, però, alla fine la gente ha ricono- anni divento il consigliere comunale più giovane dei bene come la scorsa consiliatura sia stata caratteriz- sciuto le competenze ed il lavoro svolto da Abramo capoluoghi d’Italia in quella tornata, in seguito ar- zata da forti conflitti politici che, oltre a non aver e ha voluto premiarlo con le preferenze, dandogli riva l’esperienza con l’amministrazione provinciale giovato al buon andamento dell’amministrazione, si ancora una volta fiducia e quindi il giusto stimolo a e quindi il naturale prosieguo del percorso che mi sono ripercossi nella costituzione delle compagini completare le cose iniziate. Da parte sua, il sindaco porta al ruolo che attualmente svolgo, ovvero quel- politiche delle ultime elezioni. Su questo punto, tutti ha voluto dare subito un primo importante segnale lo di presidente del consiglio comunale, ottenendo noi, soggetti istituzionali, dovremmo porci un que- agli elettori, attuando un vero e proprio rinnova- nuovamente il record di età nel ruolo a livello na- sito obbligatorio: quanto ha inciso in questa distan- mento del consiglio comunale, e infatti adesso ben CATANZARO MA G A Z I N E 8 N. 4 9 | D I C E M B R E | 2 0 1 7

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L'I N T E R V I S T A 14 consiglieri su 20, di cui sei donne, sono nuovi alla politica e addirittura si trovano per la prima volta nel consiglio comunale Anche la giunta assessorile, ad esclusione di tre assessori, è in maggioranza tutta nuova». Spiegaci in cosa consiste il tuo ruolo in seno al consiglio comunale e se lo ritieni adatto a te. «Il mio ruolo di presidente del consiglio comunale, in particolare, consiste nel dirigere i vari consigli comunali anche nell’aspetto meramente organizzativo. Se sia una carica adatta a me non sono io a poterlo dire, certamente l’ho voluta fermamente. Mi veste di un doveroso abito di imparzialità, che non mi riesce difficile svolgere, perché ho un buon rapporto con la quasi totalità dei consiglieri. Sono ovviamente aperto anche a tutta la minoranza, che ha un ruolo importante e io non posso e non devo dimenticare che la democrazia impone che l’opposizione sia vigilanza e controllo e quindi stimolo per la maggioranza». Visto che appartieni ad un preciso schieramento politico, come riesci ad essere imparziale? «Faccio del mio meglio. In fondo, essendoci un regolamento consiliare, il semplice attenermi e far rispettare le regole dovrebbe dare di per sé il senso d’imparzialità. Di sicuro, quando sono seduto su quello scranno cerco sempre di essere imparziale, giusto, equo. Ovvio, fuori dal mio ruolo istituzionale ho una connotazione politica ben precisa, ho ideali che non possono certo essere smentiti in nome dell’imparzialità che,invece, mi viene richiesta giustamente in aula». C’è un incarico nella giunta comunale che invece non avresti gradito? «Quando si stava decidendo quale fosse il ruolo che mi calzasse meglio ero capogruppo di maggioranza, lo facevo con piacere, tanto che se oggi non ricoprissi quello attuale avrei continuato a farlo, magari con un peso ancora più importante. In quei frangenti non nego che ho avuto alcune perplessità su quale possibile ruolo di giunta avrei potuto ricoprire. Se è vero che alcuni incarichi li avrei accettati con piacere, altri, come quelli con caratteristiche prettamente tecniche, ad esempio urbanistica e lavori pubblici, non li avrei accolti con grande entu- munque considerare che dalla presidenza del consiglio comunale passano tutte le pratiche da approvare in aula e questo mi impegna già tantissimo. Non va dimenticato, ancora, il ruolo altrettanto impegnativo di delegato alla cultura dell’amministrazione provinciale. Inoltre c’è anche il rapporto costante con ogni singolo consigliere, che viene discusso nella mia stanza. Ad essere sincero, mi interesso un po’ di più di alcuni argomenti sui quali mi sento più ferrato, come le questioni universitarie e alcune iniziative culturali che seguivo anche prima e sono nate anche con me. Infine,per un fatto puramente territoriale, il sindaco mi coinvolge spesso nelle questioni del centro storico». Cosa caratterizzerà il tuo mandato? «Vorrei che la caratteristica principale del mio mandato fosse quella di avere una doppia valenza: una verso la politica, l’altra verso la cittadinanza, che oggi vuole essere rappresentata dignitosamente nelle istituzioni in quanto stanca di vedere atteggiamenti, da parte degli amministratori, non consoni alle aspettative». Nonostante la tua giovanissima età, ti ritrovi a doverti confrontare con figure che ricoprono dei ruoli importanti, e che spesso hanno il doppio della tua età. Quali sono le tue sensazioni? È un compito difficile o ti sei sempre sentito portato verso un simile tipo di dialogo? «Nonostante si sbandieri da tempo la volontà del ricambio e del rinnovamento, non posso non notare la perplessità, che traspare nello sguardo di chi ho davanti, nei confronti della mia età. Purtroppo i giovani devono sgomitare per emergere, e questo accade in qualsiasi campo, soprattutto nella politica dove esiste una sfiducia di base. Praticamente, è abitudine diffusa pensare che la giovane età non sia sinonimo di qualità. Personalmente ho cercato di sopperire a questo svantaggio visivo legato “ai miei anni”con una buona dose di impegno e forza di volontà, oltre che con tanta voglia di imparare da chi ne sa di più. Ma soprattutto con tantissima umiltà. Non penso ci sia altra strada per superare quel gap di inesperienza che è intrinseco nel fattore anagrafico». A proposito di giovane età, immagino che tu abbia una vita privata fuori dalla politica. In- IL GIOVANE SAGGIO siasmo, perché reputo che non siano propriamente nelle mie corde. Piuttosto, avrei preferito continuare a ricoprire il ruolo di capogruppo di maggioranza: sono convinto che ognuno debba cercare di fare quello in cui riesce meglio. In questo modo tutti, offrendo il proprio contributo, potrebbero far girare al massimo la pubblica amministrazione». Ti sono state affidate delle deleghe, o meglio, segui in prima persona qualche assessorato in particolare? «Delle vere e proprie deleghe no, ma ci sono delle questioni non scritte che magari il sindaco ritiene di farmi seguire, anche se non in via ufficiale, perché queste non competono al mio ruolo. Bisogna co- somma, quando esci con i tuoi amici, riesci realmente a “staccare”? «Alcuni impegni istituzionali diventano totalizzanti, nel senso che sconfinano anche fuori dai palazzi e questo crea indubbiamente dei problemi. Il telefono che squilla in continuazione, il cittadino che ti vede sempre come un interlocutore a qualsiasi ora e in qualsiasi posto. Credimi è difficile staccare veramente la spina, però lamentarsi non ha senso, perché chi fa questo mestiere l’ha scelto. Ma volere è potere ed io riesco comunque a trovare dei momenti solo miei». Come immagini la città alla fine di questa legislatura? Ti senti di fare delle previsioni a lungo termine? «Immagino una città che sia finalmente riuscita a comprendere i punti di debolezza e che abbia contribuito a lavorare per risolverli. Diciamo la verità, noi catanzaresi non abbiamo proprio quello che si chiama “senso di appartenenza” e sembra non ci vada mai bene niente, ma è utile sapere che ci sono dei punti di forza che esploderanno tanto da far crescere la città in modo esponenziale. Penso, per esempio, al porto, alla metropolitana di superficie che collegherà la tutta la città in solo dodici minuti e penso anche ad una serie di iniziative culturali che,se istituzionalizzate nel tempo, diventeranno peculiarità per la città, oltre che dal punto di vista culturale anche da quello turistico». Hai delle particolari ambizioni? Insomma, per dirla tutta, ti candideresti a sindaco? «L’idea di continuare il cammino politico mi appassiona: è un lavoro che mi impegna tanto, anche dieci ore al giorno, ma lo svolgo con piacere e dedizione, e la mia intenzione è quella di proseguire nei ruoli che la politica deciderà di attribuirmi e che la cittadinanza riterrà idonei alla mia figura. Questi anni alla guida del Consiglio comunale mi serviranno per crescere ulteriormente, per capire ancora meglio la macchina organizzativa dell’Ente. La scelta del successore di Abramo non sarà semplice e credo che la coalizione ragionerà con molta serietà su questo problema a tempo debito. Fare il sindaco è il “mestiere” più bello della politica, come ha confermato un recente sondaggio secondo cui la gente vede nel primo cittadino l’interlocutore naturale, ma è anche il più difficile e complicato...». Questo comune si sta dimostrando molto sensibile agli eventi culturali. A questo proposito ti faccio una domanda non tanto disinteressata: cosa ne pensi del nostro giornale? «Nota di grande merito per il tuo giornale è la costanza nel tempo e la presenza stabile che ne ha fatto un riferimento per la città. È innegabile che nel corso degli anni abbiamo visto succedersi diverse iniziative editoriali, ma nessuna al vostro livello sia come qualità grafica che giornalistica. Molte altre riviste di vario genere nate a Catanzaro, al contrario, si sono rivelate delle vere e proprie meteore, perché sparite all’improvviso,così come sono apparse. La difficoltà che oggi esiste nel settore dell’editoria cartacea, avendo di contro la vostra presenza stabile, continuativa e qualitativa, vi rende sicuramente interlocutori importanti nello scenario delle testate giornalistiche locali, quindi non posso che esprimere un plauso nei vostri confronti. C’è da aggiungere che il vostro giornale,oltre ad offrire il piacere di leggere di personaggi, di storie, di eventi e di località del territorio, fornisce anche validi servizi che lo rendono anche molto utile». Per concludere, ti chiedo se vuoi utilizzare questa intervista come “un’opportunità” per trasmettere un tuo personale messaggio ai cittadini. «Si, voglio concludere con una citazione di Martin Luther King: “Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”. Con questo voglio dire che tutti noi siamo artefici del nostro destino, di quello dei nostri figli e di quello della nostra città. Uno sguardo attento e una partecipazione attiva alla vita politica e sociale, da parte della cittadinanza, porterebbe solo benefici al capoluogo».●. N. 4 9 | D I C E M B R E | 2 0 1 7 9 CATANZARO MA G A Z I N E

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IN C O P ERTINA ■■■Una vera eccellenza calabrese. Esperto di marketing sportivo, oggi vive tra Milano, Torino e Roma. È stato per anni responsabile dell’area marketing e commerciale della Juventus a cura di Sabrina Mantelli e Camilla Pavone ■■■ È partito da Catanzaro, la sua città natia, con una valigia piena di sogni e di “caparbietà”. E con il solo aiuto di quella “forza” straordinaria che “l’audacia ha in sé”, come direbbe Goethe, ha raggiunto traguardi incredibili: Carlo Diana, imprenditore esperto di marketing sportivo, che oggi vive tra Milano, Torino e Roma, è una vera eccellenza calabrese. È stato per anni responsabile dell’area marketing e commerciale della squadra più titolata d’Italia, la Juventus F.C., e oggi è pro- prietario, insieme con Davide Lippi, della Reset Group, rinomata società, di cui è anche direttore generale, che cura l’immagine dei campioni più famosi del mondo e che ha saputo conquistare cal- ciatori, dirigenti sportivi, società e aziende. Il segreto di questo brillante manager? Aver sem- pre creduto nelle sue idee. Carlo Diana è stato ospite della trasmissione “La Cucina di Camilla”, e al termine della puntata in cui si è destreggia- to abilmente tra i fornelli e i “sapori” della tra- dizione gastronomica calabra, ha rilasciato a me e a Camilla l’intervista che vi proponiamo qui di seguito. Dottor Diana, da quando ha lasciato la città dei Tre Colli per motivi di studio, ne ha fatta di strada. Com’è iniziato il suo percorso di suc- cesso nel mondo del marketing sportivo? «A 18 anni mi trasferii a Roma per frequentare la facoltà di Economia e Commercio presso l’Università “La Sapienza”. Qui incontrai un professore che, con il suo metodo d’insegnamento anglosassone molto innovativo, mi fece appassionare al CARLO“marketing dello sport”, un settore ancora scono- DIANA, LO sciuto all’epoca in Italia. Dopo aver terminato gli studi, trasformai la mia tesi di laurea, dal titolo “Il Marketing delle Società Sportive”, in un vero e immagine dei suoi giocatori, e creò un’area speci- gliono promuovere i loro prodotti attraverso l’im- proprio libro, che fu utilizzato come testo di rife- fica che affidò a me: diventai il responsabile mar- magine dell’atleta». rimento da tutti gli studenti che si cimentavano in keting e commerciale della società, curando così Com’è nata l’idea di fondare con Davide questo ambito, non esistendo nessun altro volume in esclusiva l’immagine degli atleti bianconeri». Lippi una società che si occupa di marketing sull’argomento. A questo punto il mio più grande Cosa significa curare “i diritti d'immagine sportivo? sogno divenne quello di farmi conoscere dalle so- dei campioni”? «Lavorando per la Juventus F.C., ho conosciuto cietà sportive, e un giorno si avverò: mi ritrovai ad «Un calciatore, oltre al “diritto sulle prestazio- Davide Lippi, il figlio del grande allenatore, non- essere relatore di un convegno in cui era presente ni sportive”, che è gestito totalmente dalla società ché CT della Nazionale Italiana, Marcello Lippi. il capo dell’ufficio marketing Juventus, il quale per cui gioca, e curato dalla figura del procuratore Nel 2007, io e Davide, con cui sono diventato fin dopo aver visto il mio libro, mi propose di fare sportivo, possiede anche i “diritti d'immagine”. da subito molto amico e che intanto aveva intra- un colloquio per lavorare nel suo team. Nel giro Con questo termine si indica tutto ciò che riguar- preso la carriera di procuratore sportivo, abbiamo di poco tempo fui assunto e mi trasferii a Torino. da il giocatore fuori dal campo: ad esempio, come deciso di unire le nostre competenze. In Italia non Era il 1997. La Juventus è stata la prima società ad proporsi in televisione, come comunicare i propri esisteva ancora una società che gestisse i diritti acquisire oltre al diritto sportivo anche il diritto di valori, come proporsi ai fan o alle aziende che vo- di immagine dei campioni. Abbiamo così fonda- CATANZARO MA G A Z I N E 10 N. 4 9 | D I C E M B R E | 2 0 1 7

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IN C O P ERTINA In queste foto da sinistra, in senso orario: Carlo Diana, all'interno della cucina di Camilla; con Gianvito Casadonte e Ivan Cardamone, sul palco del MGFF 2017; con un gruppo della "Insuperabil Reset Accademy"; con Camilla Pavone e Sabrina Mantelli; con Giovanni Malagò, Davide e Marcello Lippi Sulla pagina Facebook “La Cucina di Camilla” troverete il link per vedere la puntata di cui Carlo Diana è protagonista. La Cucina di Camilla vi aspetta sul prossimo numero di Catanzaro City Magazine con nuovi ospiti e ricette originali… Avanti tutta! SPORT NEL CUORE to la Reset Group, un’agenzia di servizi con sedi a Roma, Milano e Torino, che oltre ad amministrare le procure sportive dei calciatori, fornisce una consulenza di marketing e comunicazione a 360°, con una marcata specializzazione nel mondo dello sport: crea e produce eventi, si occupa di pubbliche relazioni, vende e cura l’immagine delle celebrities. Eravamo dei pionieri, ma poi siamo cresciuti così tanto che anche giocatori di cui non gestiamo le procure, si sono rivolti a noi per i diritti d’immagine, come ad esempio Francesco Totti, Diego Armando Maradona e Fabio Cannavaro». Tra i suoi clienti, dunque, ci sono i più grandi campioni del mondo. Ci fa qualche altro nome? «Giorgio Chiellini è stato il primo giocatore a credere nella Reset Group, che in effetti è nata in un momento difficile: lo scandalo di Calciopoli aveva da poco gettato il mondo del calcio italiano nello scompiglio. Io e Davide siamo ripartiti da zero, da uno scantinato di Roma. Un altro nome importante è quello di Marcello Lippi, che oltre ad essere il papà di Davide è stato un maestro di vita. Tra i nostri clienti, figurano poi campioni come Lionel Messi, Gianluigi Buffon, Fabio Capello o Caudio Marchisio». “Ideas move your plans” ovvero “Le idee cambiano i tuoi piani”: questo è lo slogan della Reset Group. In che modo “le sue idee” hanno N. 4 9 | D I C E M B R E | 2 0 1 7 11 cambiato e guidato il suo destino? «Credere fermamente nelle mie idee è stato fon- damentale. In gioventù mi piaceva molto giocare a calcio, e ho sempre continuato a coltivare la mia passione per lo sport. Quando il mio professore mi propose una tesi sul marketing sportivo, capii che quella era la strada giusta. Ma non mancarono le difficoltà: litigavo spesso con mio padre, che lavorava presso la Banca d’Italia, e voleva che io trovassi un impiego sicuro come commercia- lista o in banca, come facevano tutti i miei col- leghi universitari. Ho vissuto quel periodo con frustrazione, ma la mia caparbietà, caratteristica dei catanzaresi, mi aiutò a non mollare, finché non arrivò l’occasione giusta. Quando fui assunto dal- la Juventus, mio padre mi fece i complimenti… anche perché capì che finalmente percepivo uno stipendio! Ricordo ancora il momento in cui gli regalai la prima copia del mio libro: era davvero commosso, e quella fu la mia soddisfazione più grande. (...) segue a pag. 36 CATANZARO MA G A Z I N E

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E V E NT I ■■■Per far entrare, sempre di più, nel cuore dei ragazzi i colori giallorossi, il Catanzaro calcio ha deciso di andare “a scuola” in tutti i dieci istituti comprensivi del Capoluogo di Antonio Gagliardi IL CATANZARO SALE ■■■ Far amare Catanzaro e il Catanzaro Calcio alle giovani generazioni. Questo è l’obiettivo che si è prefissato "Il Catanzaro sale in cattedra", progetto scolastico realizzato dalla società del presidente Noto assieme al portale sportivo Catanzarosport24.it, all’associazione “Unite ad arte” con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. L’iniziativa è stata presentata lo scorso mese nella sala concerti di Palazzo De Nobili dal responsabile del settore giovanile giallorosso Frank Santacroce assieme agli assessori alla Pubblica Istruzione e allo Sport, Concetta Carrozza e Giampaolo Mungo, al coordinatore del progetto Emilio Miriello e al presidente dell’Associazione Unite ad Arte, Sara Leone. E per far entrare, sempre di più, nel cuore dei ragazzi i colori giallorossi, il Catanzaro calcio ha deciso di andare “a scuola” in tutti i dieci istituti comprensivi del Capoluogo. Per tutta la stagione agonistica ad un migliaio di alunni delle quinte elementari e delle prime medie verrà insegnato che bisogna tifare per la squadra della propria città, soprattutto se questa ha un blasone e una storia importante. CATANZARO MA G A Z I N E 12 N. 4 9 | D I C E M B R E | 2 0 1 7

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E V E NT I IN CATTEDRA In queste foto, alcuni dei momenti della manifestazione Ambasciatori giallorossi nelle scuole saranno proprio i calciatori, non solo quelli della prima squadra, ma anche i ragazzi del settore giovanile. Ogni scuola interessata, per una intera settimana, vivrà a fianco delle aquile. Il lunedì i calciatori si recheranno nelle classi dell’Istituto Comprensivo coinvolto e spiegheranno ai ragazzi l’importanza di essere tifosi del Catanzaro. A loro volta gli studenti diventeranno giornalisti per un giorno ed intervisteranno i loro beniamini. Il giovedì, invece, gli alunni ricambieranno la visita e si recheranno all’allenamento. Qui potranno capire che, dietro ad una partita di calcio, c’è una preparazione dura e rigorosa fatta di sacrificio e, soprattutto, di disciplina. Infine, il sabato o la domenica, ossia quando gioca il Catanzaro, assisteranno ad una partita di campionato. La settimana vissuta insieme al Catanzaro calcio non sarà fine a sé stessa. Gli alunni, infatti, parteciperanno al concorso “Il sogno diventa realtà”. Non basterà descrivere l’evento al quale hanno partecipato ma dovranno spiegare cosa significhi per loro amare il Catanzaro e di riflesso la propria città. I lavori realizzati saranno poi visionati da una giuria di esperti e i migliori verranno premiati nella giornata conclusiva dell’iniziativa che si svolgerà nel mese di maggio. Il Catanzaro sa che può contare su una grande tifoseria, un vero e proprio patrimonio da coccolare e far crescere, proprio come gli alunni delle scuole catanzaresi. ● N. 4 9 | D I C E M B R E | 2 0 1 7 13 CATANZARO MA G A Z I N E

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I N I ZI A T I V E ■■■ Non è certamente qualcosa di consueto, ma in questi giorni, la città di Catanzaro è alla ribalta nazionale. Questo grazie ad una struttura unica in Calabria: il centro diurno gestito dalla Ra.Gi. Onlus con al suo interno lo Spazio Al.Pa.De. (Alzheimer, Parkinson e Demenze), che si occupa della cura delle demenze con l’impiego di terapie espressive e non farmacologiche ed è guidato dalla psicologa e terapeuta espressiva corporea Elena Sodano, che è anche il presidente dell’associazione Ra.Gi. e l’ideatrice di una metodologia di cura unica in Italia, la TECI (Terapia Espressiva Corporea Intergrata), descritta accuratamente nel manuale dal titolo “Il Corpo nella demenza: la Terapia Espressiva Corporea Integrata”, edito dalla Maggioli e curato dalla giornalista Antonella Scalzi, presentato in prima nazionale proprio a Catanzaro lo scorso 14 ottobre. Mentre il 23 novembre a Bologna, il volume è stato presentato nel corso del più importante workshop formativo italiano sulla non autosufficienza. Nell’intervista che segue cercheremo di comprendere cos’è la TECI e le attività ad essa legate. Lo faremo rivolgendo delle domande ad Elena Sodano. Cos’è il Centro Diurno gestito dalla Ra.Gi. Onlus e quando nasce? «Il progetto “Spazio Al.Pa.De.” è nato nel 2008 e arrivare fino ad oggi non è stato affatto facile. Perché la realizzazione di questo Centro Diurno, autorizzato dalla Regione Calabria, è avvenuta senza un centesimo di finanziamento pubblico o di contributo. Nonostante le porte sbattute in faccia, siamo andati avanti grazie alla nostra caparbietà professionale e grazie anche alle famiglie che hanno creduto in noi. Dal 2008 cerchiamo di lavorare tessendo reti con centri UVA, medici di famiglia, studi professionali, strutture assistenziali, abbiamo PER NON LASCIARLIanche offerto consulenze psicologiche gratuite alle famiglie, grazie alla colla- SOLI ■■■ Da Catanzaro un approccio unico in Italia per la cura delle demenze: lo Spazio Al.Pa.De., la TECI terapia. Intervista ad Elena Sodano, ideatrice del metodo di Angela Rubino borazione delle farmacie sparse per tutto il territorio cittadino. In questi anni di duro impegno abbiamo creato una realtà unica in Calabria: un centro sollievo situato su Viale Magna Grecia 75/21, dove ogni mattina accogliamo 15 persone con malattia di Alzheimer e altre demenze. All’interno del Centro Diurno è possibile usufruire della merenda e del servizio di trasporto da e per il centro, della Stanza Multisensoriale Snoezelen, il Dementia Cafè uno spazio apposito dove le persone con demenza, le loro famiglie e le nostre figure professionali si incontrano una volta al mese; della Scuola Alzh la prima scuola anche on line per i familiari che vogliono avvicinarsi e conoscere la malattia di Alzheimer e le altre demenze senza paura e del Numero gratuito VerDemenza attivo h 24 (800 0344 43). Infine, offriamo anche la possibilità di terapie non farmacologiche domiciliari specifiche». Come fa la Ra.Gi. Onlus a restituire il sorriso ai malati di demenza e un po’ di serenità alle loro famiglie? «Intanto un messaggio vorrei lanciarlo alle famiglie. Dopo la diagnosi di demenze, non sottovalutate la malattia e non lasciate i vostri familiari da soli o in compagnia di persone inesperte. Occorre intervenire subito perché solo così è possibile allontanare i tanto temuti disturbi del comportamento. TECI nasce per ridare dignità alle persone che soffrono di demenza perché loro esistono, CATANZARO MA G A Z I N E 14 N. 4 9 | D I C E M B R E | 2 0 1 7

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I N I ZI A T I V E continuano ad esserci, ma solo in modo diverso». Quali sono gli elementi basilari della TECI? «Ai pazienti viene data la possibilità di esprimersi, favorendo proprio il ri- sveglio della loro memoria corporea, delle esperienze realizzate durante tutto il percorso della loro vita e che nessuna devastazione cerebrale può cancellare. TECI prevede l’applicazione di più discipline, utilizzate all’interno dello Spazio Al.Pa.De., grazie all’azione di un’équipe multidisciplinare per offrire al paziente un confortevole stato di benessere, fisico, emotivo, relazionale senza tralasciare l’aspetto della stimolazione cognitiva. TECI utilizza la musica come elemento di contenimento naturale, grazie alla quale anche un disturbo del comportamento può trasformarsi in una danza. Non si tratta però di una musica qualsiasi, ma di armonie specifiche composte dal musicista, psicologo Andrea Galiano e che appartengono al progetto “Alzh 432 Hz”, musiche che accordate su tale frequenza inducono naturalmente onde cerebrali di tipo alfa, donando ai pazienti un profondo senso di rilassamento». Come vengono strutturate le attività? «La giornata all’interno del Centro inizia alle 9.00 e viene suddivisa in laboratori strutturati che si svolgono nelle ore di permanenza. Si lavora preferibilmente in una dimensione gruppale, con un massimo di 13/15 pazienti. Ma ogni gruppo è diviso anche in base alla patologia e se la malattia è ad uno stadio avanzato, ci si prende cura del paziente anche in maniera individuale. Il gruppo rappresenta un punto di forza del percorso terapeutico perché in gruppo il paziente sente di non essere isolato dal resto del mondo e di essere libero di esprimersi senza essere giudicato. Solitamente i pazienti sono seduti in cerchio. Ogni laboratorio è strutturato secondo una serie ordinata di sequenze che si dividono in 5 fasi: l’accoglienza, il saluto iniziale, la presentazione del gioco (così vengono chiamate le attività di TECI) e verifica, l’esperienza esplorativa e il saluto finale». Ci parli del setting terapeutico di TECI. «Mi piace paragonare lo spazio terapeutico di TECI alla capanna del Curandero, dello sciamano, dove la cura nasce dall’incontro vero ed autentico tra il terapeuta ed il paziente, che viene curato e risvegliato nel cuore e nell’anima. Da un punto di vista strutturale, lo spazio della cura in TECI è una sorta di Open Space, con pochi arredi e sicuro per il movimento dei pazienti. I muri divisori sono sostituiti da tendaggi colorati e le pareti sono tinteggiate con colori pastello molto accesi. Lo spazio della cura in TECI è lo spazio dell’incontro ed è molto flessibile ed elastico». Potremmo affermare che TECI rappresenta una sfida vinta? «No, questo no, perché la TECI sta muovendo ancora i suoi primi passi, partendo da una condizione umana spesso mortificata alla quale abbiamo voluto dare dignità. La metodologia TECI più che una sfida vinta è stato un non volerci rassegnare al nulla terapeutico nel quale sono spesso costrette queste persone. La sfida, quella vera, non la dobbiamo vincere noi, che rappresentiamo i mano- vali della cura, ma coloro che ancora non sono riusciti a trovare nessun farmaco che possa prevenire e/o guarire tali patologie. Io sulle lungaggini della ricerca ho sempre qualche dubbio comunque». La TECI è stata sperimentata? «La Terapia Espressiva Corporea Integrata è stata anche oggetto di sperimentazione scientifica, grazie ad un protocollo di ricerca siglato con la SIGG Calabria e l’applicazione del metodo e i risultati ottenuti dalla sua sperimentazione, sono stati illustrati nel corso di un convegno interregionale svolto nello scorso mese di ottobre presso la Cittadella Regionale. Inoltre, stiamo avendo un’enorme risonanza mediatica a livello nazionale grazie anche al fatto che il TG1 ha dedicato uno speciale alla nostra realtà. Il servizio dal titolo “Mollo tutto e cambio vita” a cura della giornalista Elisabetta Mirarchi è andato in onda lo scorso 15 ottobre su Rai Uno. Grazie a tutto questo, famiglie da tutta Italia, vedendo gli effetti della metodologia TECI sui nostri pazienti, ci chiamano perché vorrebbero trasferire in Calabria, presso delle strutture di accoglienza, i loro cari per permettere loro di essere trattati con il nostro metodo terapeutico. Purtroppo però i costi che queste famiglie si troverebbero ad affrontare sono troppo alti. Da parte nostra, quindi, abbiamo affrontato le nostre sfide e continuiamo a farlo, con la gratificazione di averne vinta qualcuna, ma è giunta l’ora che anche il territorio faccia la sua parte». Vorrei concludere questa intervista parlando di lei e della rivoluzione che ha attuato nella sua vita per giungere al punto in cui è adesso. «Ho rivoluzionato la mia vita. È stato proprio così. Io ero una giornalista professionista, poi piano piano mi sono accorta che nella mia vita volevo realizzare qualcosa di davvero significativo, qualcosa che non potevo ottenere scrivendo. Ho capito che le cose si cambiano solo mettendosi in gioco completamente e così mi sono messa a studiare conseguendo, dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, quella in Lettere e Filosofia - indirizzo DAMS, poi un percorso di quattro anni a Roma, specializzandomi in Danza Terapia e poi ho conseguito la laurea in Psicologia. Sicuramente non è stato facile, ma era necessario e quindi mi sono rimboccata le maniche e ho seguito i miei obbiettivi. La Calabria non è una terra facile e oltre alla forza di studiare e formarsi sul campo, è necessario il coraggio di lottare per realizzare le proprie idee. Gran parte di questa forza e di questo coraggio sicuramente proviene dall’incontro con le persone, dal bisogno di dare concretamente una mano a chi si trova in una specie di labirinto e non vede una via d’uscita, perché è stato abbandonato a sé stesso. Per fare quel che ho fatto ci è voluta anche tanta caparbietà. La stessa che mi ha condotto a questo risultato, che ad ogni modo è solo il punto di partenza di un nuovo percorso». (Per contattare la Ra.Gi. Onlus: Telefono: 0961/060144 – Numero Verde: 800 034 443; e-mail: info@ragionlus.com – ragionlus@pec.it – centrostudiragi@libero.it; sito web: www.ragionlus.com) ● N. 4 9 | D I C E M B R E | 2 0 1 7 15 CATANZARO MA G A Z I N E

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