Il bacio di un dio, di Andreina Coscarelli

 
no ad

Embed or link this publication

Description

Anteprima

Popular Pages


p. 1



[close]

p. 2



[close]

p. 3

Collana Presagi

[close]

p. 4

IL BACIO DI UN DIO di Andreina Coscarelli Proprietà letteraria riservata ©2017 Edizioni DrawUp redazione@edizionidrawup.it www.edizionidrawup.it Progetto editoriale: Edizioni DrawUp Direttore editoriale: Alessandro Vizzino Immagine di copertina: ©Andrea Avolio Elaborazione grafica: Adriana Giulia Vertucci I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati. Nessuna parte di questo libro può essere utilizzata, riprodotta o diffusa, con qualsiasi mezzo, senza alcuna autorizzazione scritta. I nomi delle persone e le vicende narrate non hanno alcun riferimento con la realtà. ISBN 978-88-9369-115-4

[close]

p. 5

Andreina Coscarelli IL BACIO DI UN DIO

[close]

p. 6



[close]

p. 7

Fu solo la paura che al principio del mondo creò gli dei. Ben Jonson Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce. Platone

[close]

p. 8



[close]

p. 9

AVVERTENZA DELL’AUTRICE Questo è un romanzo di scienza di confine, riassumibile in una semplice domanda: ti piacerebbe poter tornare indietro? Sapresti cosa cambiare del tuo passato? Una parola sbagliata, un gesto impulsivo? Una decisione che ora, dopo tanto tempo, non prenderesti più. Le cose sarebbero andate diversamente forse. Sì, perché gli eventi sono conseguenza di azioni, e si può dire che nulla accade per caso. Ogni singolo evento si pone su una linea cronologica precisa, lungo la quale un processo inevitabile di azione e reazione dà vita a tutte le situazioni e concretizza un certo tipo di futuro. Ma, com’è stato ormai dimostrato, il tempo ha natura elastica: è teoricamente possibile modificare la curva dello spazio-tempo, per cui è verosimile che alcuni eventi risultino sfasati, ovvero che si siano già verificati e debbano ancora accadere al tempo stesso. Qualcosa che stride fortemente con le regole della logica, ma che trova spiegazione nell’infinitamente piccolo, lì dove la fisica classica cede la certezza dei suoi principi, finanche dei suoi assiomi, a una metodologia diversa, bizzarra, affascinante. Allora perché non sospettare che i molti mondi ipotizzati da Hugh Everett III si nascondano effettivamente dietro alla struttura grezza della materia, a quella cioè che i nostri sensi sono capaci di percepire, senza riuscire invece a intuirne la struttura fine? Se fosse possibile ampliare le facoltà sensoriali forse sarebbe più facile capire, forse un orizzonte completamente nuovo e infinitamente più complesso si aprirebbe di fronte a noi. E forse sarebbe possibile rivivere frazioni di tempo che

[close]

p. 10

credevamo fossero già accadute, ma che è anche probabile che si debbano ancora verificare. Quello che fa la differenza, che decide la reale esistenza di un fatto, va cercato quindi nella coscienza di chi osserva il fatto stesso: esso si verifica solo nel momento in cui l’osservatore lo vede. Quello che capita quando si parla di premonizioni. Ma che c’entrano i sentimenti con tutto questo? Molto più di quello che potrebbe sembrare. Esistono legami che creano una trama fitta di collegamenti tra due persone, e l’energia che vi scorre attraverso è talmente intensa da riuscire a interferire con il tessuto stesso della materia. Sono definiti entanglement. È da qui che inizia questa storia. Un uomo, colpito da circostanze estreme, si accorge che la realtà è molto più vasta di quella normalmente visibile e misurabile; capisce che il tempo è un fattore modificabile, e che gli eventi si pongono lungo una linea circolare, capace di porre in relazione gli stessi, indipendentemente da ciò che per convenzione viene chiamato passato, presente e futuro. La tentazione di poter rifare tutto, di poter ripetere e modificare un momento già vissuto, diventa irresistibile. E anche molto pericolosa. Perché ogni volta che un’azione già compiuta viene ripetuta, doppiata, forse anche alterata, si verifica una forzatura, si creano fratture nella struttura materiale preesistente, si compie comunque un’azione che non potrà restare senza conseguenze. Ma potrebbe anche essere vero che valga la pena correre dei rischi per salvare dall’oblio, dalla rinuncia, dalla paura, un sentimento profondo. L’amore, ad esempio. Quale sia la scelta giusta non è possibile sapere, ma la stessa dipenderà solo dal coraggio con il quale ognuno saprà affrontare la Paura.

[close]

p. 11

I Come tutto iniziò, ma soprattutto quando iniziò, a pensarci adesso Nora non avrebbe saputo dirlo con precisione. Vero è che il tempo, e l’esperienza che a esso segue, se da un lato aiutano a chiarire le idee e le situazioni, dall’altro lasciano troppe occasioni di riflessione; e riflettere di solito porta a un’eccessiva razionalizzazione, a un’analisi condotta all’esasperazione che, a lungo andare, distrugge la verità, nascondendone i rimasugli sotto a un’immagine artefatta, forzata, fatta di punti slegati l’uno dall’altro. Allora tornare alla magia dell’intuizione originale, quella che non sbaglia, quella che sa ogni cosa prima di tutto e prima di tutti, diventa difficile. Diventa uno sforzo che non si ha più voglia di fare, per stanchezza, per il senso di sconfitta che comporta ammettere di ritrovarsi di nuovo al punto di partenza. Questi pensieri creavano un andirivieni continuo nella testa di Nora mentre, alla guida della sua automobile, si recava al lavoro. Lungo la strada il cielo sfoggiava una limpidezza azzurrina e trasparente, la stagione era ormai fredda, quasi dicembre, ma la luce del sole sembrava voler predire, come per far dispetto, una primavera ancora lontana. Erano trascorsi parecchi anni, almeno sedici, ma che fossero molti di più, o qualcuno di meno, ora non aveva importanza. «Si direbbe che l’estate sia quasi finita». Isabel era appena tornata dopo aver trascorso un paio d’ore dal parrucchiere: aveva deciso all’improvviso di coprire le sue ciocche 9

[close]

p. 12

IL BACIO DI UN DIO __________________________________________________________ ondulate con un biondo più scuro e decisamente più discreto. «Già, domani torniamo a casa, quasi quasi ne ho abbastanza del mare...» «Non dirmi Nora! Stavo iniziando a dubitare di conoscerti bene. È da almeno una settimana che non ti lamenti più per il caldo, la luce, la fiacca, gli insetti, eccetera eccetera...» Il tono di Isabel era canzonatorio e ironico, come suo solito; a Nora piaceva: lo spirito pratico e allegro dell’amica compensava a meraviglia le sue inclinazioni crepuscolari. Avevano trascorso un mese insieme. I genitori di Isabel possedevano una piccola casa su una costa del sud Italia, proprio su quella che era chiamata Spiaggia del Corallo, non tanto perché habitat naturale di quella specie di animali, ma piuttosto per il colore caldo che la sabbia dorata assumeva durante il tramonto. Agosto era prossimo al termine e le due amiche si stavano preparando per tornare in città. Il villaggio, che si trovava poco distante dalla casa dei genitori di Isabel, era piccolo e quasi tutta la popolazione estiva, turisti occasionali ed ex abitanti trasferitisi per lavoro, se ne sarebbe andata prima della fine del mese. Già negli ultimi due giorni l’atmosfera leggera e rilassata che aveva accolto Nora e Isabel al loro arrivo si era quasi totalmente esaurita. Persino la luce del mattino, e in particolare di quella mattina, era cambiata: nonostante il clima fosse ancora caldo, i riflessi del mare erano più nitidi e le poche nuvole che ogni tanto comparivano nel cielo erano più corpose, e minacciavano di trasformarsi in cumulonembi. Un lieve brivido increspò la pelle delle braccia di Nora. «È vero, adesso che me lo dici me ne rendo conto. Dai, è 10

[close]

p. 13

Andreina Coscarelli ___________________________________________________________ meglio che ci affrettiamo a tornare a casa: ci staranno aspettando per il pranzo e ho una certa fame!» «Ok! Ma come fai ad avere sempre fame?» Isabel non fece nulla per nascondere la sua tipica espressione imbronciata, a metà tra il disappunto e lo scherzo, fissando l’amica con le mani appoggiate sui fianchi quasi a volerla rimproverare. Nora non poté fare a meno di sorridere, forse anche perché non si aspettava di vederla con quel colore di capelli. Le fece cenno, indicando l’orologio: «Dai, andiamo!» A casa di Isabel erano in corso i preparativi per la partenza: sui letti c’erano valigie aperte e piene di oggetti di qualsiasi genere, biancheria, vestiti, libri. Tutti i membri della famiglia di Isabel, i genitori Philip e Wanda Zuma, l’anziana nonna Gretel e il fratello minore Greg, avevano sospeso l’attività di riordino per riunirsi attorno al tavolo da pranzo. «Giusto in tempo» sentenziò il sig. Zuma, mentre portava alla bocca una forchetta colma di spaghetti fumanti. Isabel e Nora non persero tempo e si unirono subito all’allegria di quel convitto profumato e colmo di aromi speziati; la residenza estiva dei signori Zuma era un ambiente rilassato, pieno di piccole cose sopravvissute al passato di ogni membro della famiglia: c’erano i cappelli che la madre di Isabel usava da giovane, e che ora facevano bella mostra in cima all’armadio dell’ingresso; c’erano poi le pipe del sig. Zuma, che regolarmente dopo ogni pasto venivano passate in rassegna con estrema attenzione; c’erano i giocattoli di Greg, le bambole di Isabel e soprattutto i vecchi libri illustrati che le due amiche avevano letto tante volte assieme, fantasticando su storie di principesse e cavalieri. C’era infine la grande finestra a tre luci che apriva la vista su un piccolo giardino letteralmente invaso da alberelli e cespugli di rose, tutte del colore del tramonto, con sfuma- 11

[close]

p. 14

IL BACIO DI UN DIO __________________________________________________________ ture comprese tra il corallo e il rosa cipria. E al di là del giardino, alla fine della pendenza che portava in paese, la vista si perdeva sulla superficie blu e verde del mare, non potendo fare a meno di rimanerne incantata. Nora ricordava con precisione quel momento, e le ore che seguirono. Ricordava ogni particolare, come se da allora non fossero trascorsi che pochi giorni. Aveva un’inaspettata voglia di godersi gli ultimi attimi della vacanza al mare, proprio perché erano gli ultimi, e di osservare il paesaggio cambiare lentamente lungo il viaggio di ritorno. Desiderava tornare a casa, e le capitava di immaginare che quello non sarebbe stato un ritorno, ma piuttosto una partenza. Ripensando a quello che sarebbe accaduto dopo, si stupì ancora di come a volte il corpo si accorga in anticipo di eventi imminenti, destinati a cambiare il corso della vita. Con gli occhi del tempo è più facile capire certe dinamiche, ma a quell’epoca Nora non avrebbe potuto rendersene conto. Eppure è così che vanno le cose: una parte della vita si consuma e scorre via tutta tesa a preparare, inconsapevolmente, l’allestimento dello spettacolo che si vorrebbe vivere. Poi, quando arriva il momento di alzare il sipario, proprio in quel momento ci si rende conto che non si è preparati ad affrontare quello che sta per accadere. Passarono le ore, il pomeriggio iniziò a colorarsi di rosa, e la famiglia Zuma terminò i preparativi per la partenza del giorno successivo. Quella notte nel cielo sfilarono stelle grandi e luminose, 12

[close]

p. 15

Andreina Coscarelli ___________________________________________________________ rese ancora più belle dall’assenza della luna: Nora e Isabel si attardarono a contemplarle a lungo, sedute sul patio della piccola casa. Nessuna di loro due ne vide mai più di simili, in futuro. Same ol’ road - Dredg - El cielo 13

[close]

Comments

no comments yet