Il Valdarno novembre 2017

 

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IlValdarno gratis a casa tua Novembre 2017. Registrazione al Tribunale di Firenze n. 6005 del 25.11.2015 Dir. Resp. Francesco Fondelli. Editore: SEF srl Vicolo Libri 4 Figline, 50063 Figline e Incisa Valdarno Isc.ROC prat.1046013 - Stampa: Centro Servizi Editoriali S.r.l., Imola, Via Selice 187/189 40026 Imola (BO) Diffusione Gratuita - commerciale@ilvaldarno.info - redazione@ilvaldarno.info Novembre noi, gli Ufo, l’alluvione e Garibaldi di Francesco Fondelli Sarà anche un mese grigio, ma a novembre in Valdarno succedono spesso cose eclatanti. Tanto per avere un’idea il 13 novembre del 1867 alla stazione di Figline arrestarono Giuseppe Garibaldi, e allora noi abbiamo deciso di descrivere nei dettagli quei momenti che cambiarono il corso della storia. Abbiamo ascoltato anche l’ultimo testimone dei fatti accaduti il 1 novembre del 1954, quando - stando alle cronache dell’epoca - gli extraterrestri atterrarono in Valdarno. Dagli Ufo agli angeli il passo è breve. Il 4 novembre del 1966 un ragazzone di San Giovanni si trasformò, per un mese intero, in un Angelo del fango. Sicuramente non apparirà sui libri di storia la data del 25 novembre 2015, ma per noi è importante lo stesso. Quel giorno nel tribunale di Firenze nacque ufficialmente il nostro giornale. Da allora la nostra testata giornalistica ha registrato una crescita esponenziale sia del numero dei lettori che del volume di pubblicità. Soprattutto siamo letteralmente inondati dall’affetto e dalla stima di tanta gente. L’unica alluvione di cui non vogliamo fare a meno. sacro latte, la reliquia all’attenzione degli studiosi Si riaccende l’interesse delle Tv nazionali e degli esperti di tutto il mondo sulla reliquia del Sacro Latte di Maria custodita nella Collegiata di San Lorenzo a Montevarchi A pagina 17 la sangiovannese compie novant’anni La Sangiovannese celebra quest’anno i suoi 90 anni di vita. Un libro scritto da De Nicola racconta la storia della squadra strettamente legata alla vita sociale della cittadina valdarnese. A pagina 21 :il personaggio La famosa attrice, nata al Serristori, per la prima volta al teatro Garibaldi di Figline Il ritorno di Alice Dall’ospedale Serristori al Teatro Garibaldi. In mezzo a questi simboli di Figline c’è la vita e la carriera di Alice Spisa, attrice tra le più brave e apprezzate dalla critica. “E’ vero sono nata all’Ospedale Serristori” ricorda Alice in un’intervista esclusiva al nostro giornale “La mia famiglia si aspettava un parto difficile, infatti poi fu un cesareo, e così la mamma volle partorire a Figline perché si fidava moltissimo dei suoi dottori, anche se in quel periodo abitava a Montespertoli”. Che effetto fa recitare nel paese dove si è nati? “Sono molto contenta ed emozionata, qui ho ancora diversi familiari, siamo già in fibrillazione. La famiglia di mia madre è proprio di Figline, loro hanno abitato in paese fino agli anni ‘50 per poi trasferirsi a Firenze. Mia mamma è legata a questo luogo da molti ricordi di infanzia, e poi diversi zii e cugini abitano qui. Mio padre, invece, è un ravennate trapiantato in Toscana, si conobbero a Fiesole lavorando in teatro”. Il ritorno artistico di Alice a Figline è fissato sabato 18 novembre (ore 21) e domenica 19 (ore 16,30) quando reciterà al Garibaldi con lo spettacolo “Io ci sono”, tratto dal libro di Lucia Annibali. “In realtà sono venuta diverse volte a Figline, mia madre abitava in piazza Marsilio Ficino da piccola e i miei nonni sono sepolti qui. La voce del sangue è forte. Inoltre, anche mia madre e mia sorella piccola sono di Figline, per cui sono decisamente legata al paese e ci torno spesso”. Perché uno spettacolo legato ad un fatto di cronaca recente e drammatico? “Penso sia importante portare in scena la storia di Lucia, al di là della retorica mediatica, perché viviamo in un periodo di grande confusione, e forse questa storia può aiutare a capire. Il nostro paese è ancora fortemente maschilista, anche se in modo più sottile e strisciante rispetto al passato. Il È tra le migliori attrici italiane Alice Spisa ha vinto il prestigioso Premio Ubu 2013, come miglior interprete under 30, conquistato grazie alla sua interpretazione nello “Stupro di Lucrezia”, opera tratta da un poemetto di William Shakespeare. Il settimanale L’Espresso la inserisce tra le migliori dieci attrice italiane. Quest’anno ha già recitato in “Mariti e mogli” di Woody Allen con la regia di Monica Guerritore. Sabato 18 novembre e domenica 19 sarà in scena al Teatro Garibaldi con “Io ci sono”, tratto dall’omonimo libro di Lucia Annibali, la donna aggredita con l’acido dall’uomo con cui aveva avuto una tormentata relazione. mondo però sta cambiando, i rapporti stanno cambiando, e quando la paura diventa padrona, si crea il disastro. Bisognerebbe ripensare all’amore partendo da basi di rispetto, di gioia dello stare insieme, non di dominio e possesso sull’altro. Penso che questo tipo di educazione all’amore sia qualcosa che si impara fin dalla prima infanzia”.

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 2 Novembre 2017 Alla scoperta delle imprese e degli imprenditori che credono nel valore della solidarietà A colloquio con Falsini Poggesi, il marchio che ha messo all’ombra il jet set internazionale Alessandro Falsini Inghilterra, Germania, Emirati Arabi, Florida. In tutto il mondo il marchio Poggesi è conosciuto come “la Ferrari degli ombrelloni”. Basta digitare su Google “Ocean Drive, South Beach” per vedere le foto e i filmati della famosa strada di Miami Beach contraddistinta dai tipici ombrelloni a braccio laterale che sono prodotti a Figline Valdarno. Artefice di questo capolavoro imprenditoriale è Alessandro Falsini “Un ragazzo semplice che a vent’anni è partito da Matassino dopo essere rimasto disoccupato. Ma quando lo racconto in giro - dice Alessandro, sorridendo - la gente non ci crede e neanche sa dove è Matassino”. La sua è una storia che farebbe impazzire i registi americani: il calzaturificio in cui lavora chiude i battenti, Alessandro non sa che fare. Così decide di dare una mano nel laboratorio che prima apparteneva al nonno e poi alla zio della sua fidanzata Serena. Un artigiano che a metà degli anni Sessanta costruiva ombrelli da pioggia. Poi, per inseguire le mutazioni del mercato, la piccola azienda si era messa a costruire gli ombrelloni in legno per gli ambulanti. Nel 1993 la svolta: Alessandro decide di rilevare l’azienda. E’ un salto nel buio, anche perché negli anni successivi la concorrenza cinese comincia a farsi sentire: “La notte non ci dormivo, con il mutuo da pagare”. Ma Alessandro ha l’intuizione buona, capisce che non può inseguire la concorrenza sul prezzo, ma deve puntare sulla qualità. Brevetta i primi ombrelloni a braccio laterale. “All’inizio mi prendevano per matto. Andavo in giro a cercare di vendere ombrelloni che all’epoca costavano 1.200.000 Lire, quando gli altri ombrelloni da giardino costavano appena 150.000 Lire”. Ma la qualità paga. Piano piano inizia a piacere lo stile moderno, innovativo, pratico di quegli ombrelloni che a differenza degli altri si chiudono co- modamente verso l’alto, che fanno l’ombra dove serve, grazie all’innovativo sistema di rotazione, inclinazione e altez- za regolabile. “Devo riconoscere che sono stato anche fortunato. Sa come è iniziato il nostro mercato inglese? Un giorno mi telefona un amico che ha un albergo-ristorante a San Gimignano. Mi dice che un suo cliente inglese ha visto i nostri ombrelloni nel terrazzo dell’albergo e ora ne vuole uno per il suo giardino. Il tizio inglese è un dipendente comunale e si chia- Nella foto: Uno degli ombrelloni Poggesi ma Graham: lui viene a Figline e si porta via un nostro ombrellone. Una settimana dopo mi chiama dall’Inghilterra e mi dice che ne vuole altri quattro, perché i suoi amici vogliono anche loro un ombrellone Poggesi. Come è finita? Adesso Graham ha lasciato il Comune e anche la moglie; gira con un’Aston Martin e ha messo su la più grande rete commerciale di ombrelloni Poggesi in Inghilterra. Gli inglesi, che hanno il culto del giardino, ci vanno pazzi”. E questo impegno nel mondo della solidarietà come è nato? “Siccome sono stato un uomo baciato dalla fortuna, credo che sia un dovere dare una mano a chi è stato meno fortunato. Ho aderito volentieri a “Insieme per il Meyer”, anche perché facevo delle donazioni all’ospedale pediatrico prima di conoscere Francesca. Non è l’unica iniziativa di solidarietà che seguiamo. Delle altre preferisco non parlare: noi crediamo di dare a loro, ma in realtà è quella gratitudine che ci restituiscono che ci fa stare bene. Davvero”. Si concluderà a dicembre la seconda edizione di “Insieme per il Meyer”, il progetto di raccolta fondi per il nuovo laboratorio di ricerca oncoematologica dell’Ospedale Pediatro Meyer. L’iniziativa è nata due anni fa da Francesca Sottili: “Avevo solo un desiderio nel cuore: fare qualcosa per il Meyer. L’ospedale pediatrico non solo aveva salvato mio figlio da una grave malattia, ma continuava a dare speranza di guarigione a migliaia e migliaia di bambini”. Operando sotto l’egida della Fondazione Meyer il progetto nato in Valdarno ha subito ottenuto un grande successo: e le iniziative di raccolta fondi si sono moltiplicate nel tempo, coprendo in pratica tutti i mesi dell’anno. “Al termine della prima edizione - spiega Francesca Sottili - abbiamo raccolto 24.000 euro. Una cifra che quest’anno verrà certamente superata, grazie alle tante persone e aziende che si sono avvicinate al nostro progetto”. “Il Valdarno si è dimostrato particolarmente sensibile nell’aiuto all’ospedale pediatrico - afferma Sottili - del resto i numeri degli accessi al Meyer dicono che le prestazioni ambulatoriali per i pazienti provenienti dal Valdarno nell’anno 2016 sono state oltre 19.000, mentre gli accessi al pronto Soccorso pediatrico sono stati oltre 1000 e 15000 i ricoveri”. Anche quest’anno i soldi raccolti in Valdarno saranno destinati alla ricerca oncoematologica in campo pediatrico Nel laboratorio del Meyer, grazie alle nuove attrezzature e al personale specializzato, è possibile concentrarsi sull’analisi del metabolismo tumorale e sullo studio dell’azione delle molecole capaci di modificarlo e quindi di andare ad inibire la crescita del tumore. In particolare la donazione servirà all’acquisto di un amplificatore di sequenze nucleotidiche, utilizzato per le indagini di biologia molecolare sul Dna. I prossimi appuntamenti Dopo il successo del Galà Dinner “Sinfonia Mediter- ranea” curata dal profes- sor Rosario Caruana e dai suoi allievi dell’Istituto Vasari di Figline, sono in programma altri eventi importanti destinati alla raccolta fondi di “Insieme per il Meyer”. Sabato 25 Il tenore Luca Canonici novembre al Teatro Garibaldi si svolgerà il concerto pop “Canonici&Friends”. Sempre al Teatro Garibaldi, l’evento di chiusura del 16 dicembre con “Quadri di Danza”, coreografie a cura dell’ensemble FiglineDan- za con lo speciale Natale e gli auguri di Babbo Natale. Per saperne di più, basta seguire la pagina Facebook “Insieme nel bene sociale” dove troverete maggiori informazioni sull’acquisto dei biglietti per ogni evento.

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Novembre 2017 PAGINA 3 IlValdarnogratisacasatua Ricambi meccanica Tel. 055 953323 Ricambi carrozzeria Tel. 055 9155626 Via degli Innocenti 6/6c • 50063 FIGLINE VALDARNO (FI) Fax 055 9154582/3 • E-mail: info@assosrl.com • www.assosrl.com :storia 150 anni fa la cattura dell’Eroe dei due mondi, minuto per minuto Quel 13 novembre a Figline Rubrica a cura di Adriana Bottacci Essere “la pietra dello scandalo” Così fu arrestato Garibaldi Figline entra nella storia dell’unità d’Italia alla fine 1867, ovvero l’anno terribile nei rapporti fra Garibaldi e lo Stato italiano. Il 27 ottobre la Gazzetta Ufficiale pubblica un proclama reale in cui il Sovrano e il nuovo Governo Menabrea prendono le distanze dalla nuova impresa garibaldina per conquistare Roma. Un’impresa dichiarata pericolosa per la patria e dannosa per l’onore della Nazione. Dopo i successi garibaldini di Monterotondo e la conseguente avanzata fin sotto le porte di Roma, la situazione precipita con la sconfitta delle forze garibaldine a Mentana. Fallita Nella foto: Una riproduzione l’impresa il generale giunge a dell’arresto di Garibaldi Passo Corese il 4 novembre, Figline per intercettare il treda lì intende proseguire alla no di Garibaldi che è diretto a volta di Livorno per poi im- Livorno. Alle 16,25 alla stabarcarsi verso Caprera. Ma il zione di Figline Valdarno c’è prefetto di polizia di Perugia già una folla di curiosi che sta informa il Ministro dell’In- aspettando l’eroe. Il tenente terno dell’arrivo di Garibaldi. Camosso, appena arrivato, Immediatamente il Consiglio fa scendere dal suo treno i dei Ministri decide l’arresto carabinieri e i bersaglieri e del generale. Così il 13 no- ordina di sgombrare la zona vembre il tenente colonnello adiacente i binari già occupaDeodato Camosso parte da ta da tanti figlinesi. Ventidue Firenze con un treno specia- minuti dopo entra sbuffando le, portandosi dietro 16 ca- nella stazione il treno di Garabinieri e due compagnie di ribaldi che però non è solo: bersaglieri. Vuole arrivare a quattro vagoni sono zeppi di volontari, i quali si abbandonano a un coro di insulti, fischi e grida appena ricevono l’ordine di scendere. Nel frattempo Camosso sale sul vagone del generale e lo invita a seguirlo sulla vettura del treno speciale. Garibaldi non è soltanto stupito per l’ordine, è infuriato. E’ arrabbiato anche il deputato Francesco Crispi, che viaggia in carrozza con lui. Alla fine Garibaldi chiede di scendere dal treno per esigenze fisiologiche: ma poi dice al tenente colonnello: “Voi non mi porterete su quel vagone se non a pezzi”. “Signor generale - risponde Camosso - la scongiuro di ricordarsi che è sceso dal treno per mio consenso e che lei mi ha tacitamente fatto capire che poi sarebbe nuovamente a mia disposizione”. La situazione si fa agitata. È talmente alta la tensione che uno dei carabinieri sviene. Intanto, superato lo sbarramento dei carabinieri, un folto gruppo di volontari fa cerchio nella sala d’aspetto a protezione di Garibaldi che, stanchissimo, ha chiesto un brodino. Camosso glielo fa portare, ma poco dopo, cercando di apparire cortese ricorda al generale che deve seguirlo. “No, non vi seguirò, di qui non mi muovo se voi non mi porterete con la forza sul treno”, si ostina Garibaldi. Camosso capisce che occorre dimostrarsi determinati. Così si rivolge a Crispi: “Lei, signor deputato, sa benissimo che noi non vogliamo commettere una violenza, ma il generale ce lo impone e noi useremo la forza per compiere un dovere indeclinabile”. “Maresciallo Gilardoni, prenda due uomini con sé, e accompagni Garibaldi” ordina il tenente Camosso: “Signor Generale, in nome del Re mi segua”. “No, mai” risponde Garibaldi. A questo punto due carabinieri afferrano il generale. Garibaldi sceglie di non reagire con la forza. Ma Crispi non si placa: “Signor colonnello, la informo che protestiamo vibratamente contro questa violenza detestabile e che sporgeremo querela nei tribunali contro i signori ministri e contro di lei”. I volontari urlano come ossessi. Si teme il peggio, ma nessuno compie gesti avventati. Il treno con Garibaldi prigioniero parte per La Spezia, dove arriverà il mattino seguente. L’espressione “Es- ti pene che i giu- sere la pietra dello dici del Bargello scandalo” significa potessero commi- essere oggetto di nare: la famigerata clamore per azio- “acculata”. ni riprovevoli. In La pena riguarda- tutta la nostra Pe- va i debitori, i fal- nisola quasi non esiste una sari, i frodatori, i falliti della città che non abbia la propria Firenze rinascimentale, e “pietra dello scandalo”. La siccome la loggia era sempre funzione è sempre stata la piena di folla perché adibita a stessa, farci battere il sedere mercato, la risonanza in tutta scoperto al condannato, tan- la città era maggiore. to forte quanto era grande il I condannati venivano portati suo debito. A Roma si tro- dalle guardie del Bargello sul va vicino al Campidoglio, a luogo della sentenza nell’ora Modena è in piazza Grande, di maggiore affluenza di pub- a Firenze è proprio al centro blico, venivano denudati nel della Loggia del Porcellino. fondo schiena e veniva loro Si tratta di un disco marmo- fatto battere il sedere nudo reo bianco e verde che ripro- sulla pietra raffigurante il duce a grandezza naturale la Carroccio, tra lo scherno e la ruota del Carroccio, simbolo derisione dei mercanti e dei della Repubblica fiorentina, fiorentini tutti. che veniva posizionato esat- L’effetto della pena era rovi- tamente su quella pietra e at- noso, una sorta di morte ci- torno al quale si riunivano le vile, perché annientava ogni truppe prima di ogni battaglia dignità personale. Spesso chi al suono della “martinella”, aveva subito un’acculata si una piccola campana che so- trovava costretto a trasferirsi vrastava il grande gonfalone in un altro quartiere o addi- bianco gigliato di rosso. rittura in un’altra città per la Quindi un luogo importante vergogna e l’umiliazione su- perché ricco di significati sto- bita. rici e perché sede del Merca- Da questa singolare condan- to Nuovo, considerato nobile na derivano due detti popo- rispetto al Mercato Vecchio, lari: “essere con il culo per in quanto vi si trattavano terra” rivolto a chi è ridotto mercanzie di pregio. economicamente in pessime In quel luogo così caro ai fio- condizioni, e “essere sculati” rentini veniva eseguita una o “avere sculo” rivolto a chi delle più umilianti e infaman- è particolarmente sfortunato. Le “signore Stefanel” festeggiano 30 anni di attività Cristina e Francesca - Ma Cristina e Francesca hanno noi lo prendiamo come un organizzato per sabato 18 grande attestato di fiducia novembre - a partire dalle da parte delle nostre clienti, adulte: “Quella di Stefanel ghindati, è senz’altro il rap- ore 16, fino alla chiusura - con le quali negli anni si è è una moda sobria e pulita, porto umano, la complicità una festa all’interno del ne- instaurato un vero rapporto che si rinnova tenendo conto che esiste tra le titolari ed gozio, un’occasione per fe- di amicizia”. Inizialmente dei colori, delle forme e del- ogni cliente per cui Cristina steggiare tra clienti ed amici Cristina e Francesca Veneri nel loro negozio Stefanel proponeva abiti per le rifiniture del momento. Si e Francesca sanno trovare il questi splendidi trent’anni uomo, donna e bambino per tratta di articoli che ancora giusto abito o accessorio per insieme con un buffet e tante Il loro sorriso, l’entusiasmo vano il loro negozio Stefa- dedicarsi solo in un secondo oggi, a distanza di anni, le ogni occasione. La Stefanel belle sorprese tutte da sco- e la cortesia dietro al banco- nel nel centro di Figline e momento esclusivamente nostre clienti raccontano di di Figline è diventata molto prire. ne sono da anni gli accessori quest’anno tagliano il presti- alla linea donna. Un marchio avere nell’armadio perché di più che una semplice at- Stefanel più apprezzati dalle clienti gioso e bellissimo traguar- mondiale che propone uno sempre attuali”. Il vero va- tività commerciale, ma un Corso Matteotti, 14 di Corso Matteotti. Sembra do dei trent’anni di attività: stile inconfondibile, giusto lore aggiunto del negozio, al vero punto di riferimento Figline e Incisa ieri, invece era il 29 ago- “Ormai tutti ci conoscono mix tra sportivo ed elegante di là delle splendide vetrine, per l’abbigliamento e per le Tel. 055 9158352 sto 1987 quando Cristina e per le “signore Stefanel”, ci adatto sia per le giovani ra- dei vestiti e dei manichini donne nel centro storico fi- Facebook: Francesca Veneri inaugura- identificano così - scherzano gazze che per le signore più sempre accuratamente ag- glinese. Per questo motivo Stefanel Figline Valdarno

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 4 Novembre 2017 Figline Danza, il virtuosismo del balletto allo stato puro Nelle foto: In alto, un momento di una lezione in sala. A sinistra, alcune allieve durante un’esibizione e la giovane Carolina Beni vincitrice di una borsa di studio all’Accademia di Danza di Zurigo. Sotto le ragazze della Figline Danza premiate al concorso internazionale Maria Toth Point Six. In basso, lo staff degli insegnanti della scuola La passione per la danza è una forza straordinaria. E’ un sentimento che pervade il corpo e si sprigiona attraverso il movimento, esaltando il virtuosismo e l’armonia. Un’energia unica che da trent’anni la scuola di danza e balletto Figline Danza offre con impegno e dedizione ad ognuno dei suoi allievi. Da sempre la filosofia della scuola è stata quella di avvicinare le nuove generazioni al mondo di questa splendida arte e di portare la cultura della danza sul territorio valdarnese attraverso un attento e curato lavoro didattico teso a consolidare e assecondare le naturali attitudini e potenzialità degli allievi. Un impegno quello profuso della scuola che quest’anno si tinge dello splendido colore della novità grazie all’inaugurazione di una nuova sede con quattro grandi sale pensate ognuna per la specificità delle discipline e contornate da un ambiente accogliente e funzionale. Chi si avvicina alla scuola avrà la possibilità di scegliere tra corsi di danza classica, contemporanea, moderna fino all’Hip Hop e alla Breakdance. Un’organizzazione pensata e sviluppata in tandem con la realizzazione di un’area dedicata a discipline collaterali anche preparatorie allo studio della danza come il Gyrotonic, Gyrokinesis e Pilates. Una proposta globale che, come è nella tradizione della scuola, offre una formazione seria e completa dove gli allievi sono seguiti, dai corsi di giocodanza ai corsi pre-accademici, da uno staff insegnanti preparato e che crede nella disciplina e nella costanza del lavoro. Un percorso tersicoreo, questo, che si avvale anche della collaborazione di qualificati ballerini e coreografi che attraverso incontri programmati e stage organizzati dalla scuola contribuiscono alla preparazione degli allievi per concorsi, audizioni, esami Royal Academy of Dance, rassegne e spettacoli. Tanti allievi della scuola sono riusciti a fare della danza la loro professione ricevendo importanti riconoscimenti da famose accademie di danza europee con vincita di borse di studio che hanno dato la possibilità di conoscere e vivere la danza anche fuori dalla loro scuola. Un’ampia e diversificata scelta di attività che è tesa alla formazione ed alla crescita psicofisica e artistica degli allievi in modo serio e competente senza mai rinunciare a momenti di svago e esperienze ricreative. Tra le attività della scuola c’è la messa in scena di spettacoli, rassegne di danza e il classico saggio di fine anno. Momenti di festa in cui tutti gli allievi ed il giovane Ensemble Figline Danza hanno la possibilità di divertirsi e di mostrare quanto imparato perché, come sottolinea l’incommensurabile talento di Rudolf Nureyev, ... L’importante è continuare a danzare... Ilaria Tesi Tutte le discipline e gli insegnanti Laura Lorenzi o Degl’Innocenti, Francesca Orecchini, Arlety Diaz Montano, Letizia Filippucci, Beatrice Beni - sezione childrens Fiamma Carroli, Barbara Santini - sezione esami Royal Academy of Dance Silvia Cuomo - maitre de ballet e coreografa, classico Ensemble FiglineDanza Chiara Prina - insegnante e coreografa, contemporaneo Ensemble FiglineDanza Federica Capozzoli - insegnante e coreografa contemporaneo e moderno Riccardo Delia “Rickesh”, Emanuele Saulino - insegnanti e coreografi Hip Hop Luca Miniati “Led” - insegnante e coreografo Breakdance Dr.ssa Brigitta Aldinucci - Gyrotonic, Gyrokinesis Sonia Bindi - direzione artistica

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Novembre 2017 PAGINA 5 IlValdarnogratisacasatua Le misurazioni con il metro, il segno con il gesso, il taglio preciso e sicuro delle forbici. Sono i gesti dell’antico mestiere del sarto, una figura che negli anni si sta facendo sempre più rara. Fortuna vuole che questi ancora non siano andati perduti, ma continuano a creare nel centro di Figline grazie alle abili mani di Elia Sommazzi, un giovane che ha saputo rilanciare con successo quella splendida tradizione di cui Firenze per secoli è stata maestra di stile ed eleganza. “Frequentavo la sartoria di Luigi Bruschetini, uno degli ultimi veri sarti e amico di famiglia da una vita, mi ci sono servito per alcuni abiti, tra cui quello del matrimonio di mia sorella – racconta Elia -. Luigi mi diceva sempre che avevo idee valide e nel 2005 mi ha proposto di rilevare la sua azienda. Per me è stata una figura di riferimento assoluta, fino alla sua scomparsa avvenuta quest’anno; è lavorando fianco a fianco con lui che ho imparato quello che so e la sartoria è la realtà che è oggi”. In dodici anni l’attività di Elia si rinnova, cambia sede e si sposta da via Roma in Piazza Don Bosco nel 2013. Una cosa però è rimasta la stessa: l’inconfondibile unicità delle sue creazioni. “Parlando di sartoria la parola moda non esiste - sottolinea Elia -. Il cliente sceglie sfogliando un campionario secondo il suo gusto, non su una rivista, ed io realizzo quello che vuole. Ogni abito è diverso nella forma, nel tessuto e nella foggia, non facciamo capi in serie”. Il laboratorio di Elia è sempre in movimento, in una continua ricerca di materiali e dettagli. Sono ben 1200 i campioni di tessuto - che si rin- Nelle foto: Elia Sommazzi al lavoro nel suo laboratorio. Sotto il sarto nel suo ufficio e, accanto, uno dei suoi capi. novano per la primavera-estate e per l’autunno-inverno - a disposizione del cliente. Che tocca, apprezza ed indossa con disinvoltura e piacere: “La sartoria negli anni si è evoluta e io con nuovi tessuti e disegni ho modernizzato il taglio degli abiti rendendoli più sportivi, attirando con il passaparola una clientela giovane. A lungo a questo mondo è stato legato lo stereotipo del cliente fuori taglia che non trova di che vestirsi in un negozio, ma ormai sono una piccola parte”. Nel proprio armadio non si può non avere un abito blu, utile e versatile per ogni occasione, o un Principe di Galles, sinonimo assoluto di eccellen- za. La stessa che si riscopre nel negozio di Elia Sommazzi, una bottega come lui stesso la chiama che rappresenta la ripresa di un mestiere dimenticato, ma riscoperto da clienti di tutta la Toscana. Anche di grande spessore: “Per me è un grossissimo pregio esser dentro all’Accademia navale di Livorno, un luogo dove entra l’allievo ed esce l’ufficiale della Marina Militare. Sono sette anni che sono lì ed il sarto dell’Accademia è considerata una figura quasi iconica. Se fai gli abiti per loro, che sono molto selettivi, vuol dire che te lo meriti”. Roberto Bertoncini Elia riscopre la tradizione del sarto artigiano

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Novembre 2017 PAGINA 7 IlValdarnogratisacasatua :solidarietà Nuove adesioni all’iniziativa di fine anno in favore di Aseba - Associazione Senza Barriere Il calendario con lo stile di Monica e Raffaella Si arricchisce il parterre delle personalità che aderiscono al progetto di solidarietà in favore di Aseba. Monica Barucci di “Arte capelli” di Incisa Valdarno e Raffaella Bo- nechi, titolare del salone “Clori” di Monte- varchi cureranno l’hair styling sul set che ospiterà i medici protagonisti del calenda- rio 2018. “Noi di Arte Capelli siamo da sempre mol- to vicini alle iniziative di solidarietà - ri- corda Monica Barucci - Siamo felicissimi di poter contribuire alla riuscita di questa bella iniziativa. Sarà nostro compito far ri- saltare al meglio di fronte all’obiettivo la personalità di tutti i protagonisti del calen- dario”. Stesso entusiasmo anche da parte di Raffa- ella Bonechi: “Ci è piaciuto soprattutto lo spirito con il quale è partita questa iniziati- va: se dei seri professionisti si mettono in gioco per i ragazzi dell’associazione Ase- Monica Barucci e Raffaella Bonechi ba, allora vuol dire che c’è il clima giusto affinché anche il salone Clori possa fare la Prenotazioni allo stand Aseba sua parte. Sono sicura che, alla fine, sarà Vi sono due modi sem- per e-mail scrivendo una esperienza indimenticabile sia per me plici per prenotare il a asebafigline@gmail. che Monica. Vogliamo affrontare insieme calendario dei dottori com. Oppure basta anche questa bella esperienza, visto che da in favore di Aseba (As- recarsi direttamente anni siamo legate da un’amicizia profes- sociazione senza bar- allo stand Aseba alle- sionale. E insieme vogliamo dare un tocco riere). Il prezzo è con- stito in piazza Bonechi di colore all’attività dell’associzione Ase- tenuto: solo 9 euro. durante i giorni di Au- ba”. Lo si può prenotare tumnia. Dall’ 8 dicembre è visitabile la mostra dei presepi La magia del Natale come La Mostra, situata nella cen- invito alla solidarietà. La tralissima piazza Marsilio riscoperta di una antica tra- Ficino, presso i numeri ci- dizione come quella dei pre- vici 48-49, quindi nel cuore sepi offre l’occasione per di Figline, sarà visitabile, contribuire alla attività del gratuitamente, da venerdì 8 Comitato Autonomo Lotta dicembre alle ore 16, data Contro i Tumori. L’appun- della sua inaugurazione, fino tamento si rinnova a Figline a domenica 7 gennaio 2018, nel bellissimo allestimento ogni mattina dalle 9,30 alle curato dai volontari del Cal- 12 e nel pomeriggio dalle 16 cit Valdarno Fiorentino: la alle 19. Mostra di Arte Presepiale, re, realizzati nelle più diffe- Le offerte donate dai visi- giunta ormai alla sua undi- renti forme e nei materiali tatori saranno interamente cesima edizione, richiama in più originali, firmati anche devolute a sostegno delle valdarno numerosi modelli da grandi maestri di questa molteplici attività del Cal- di vari dimensioni e fogge. particolare espressione arti- cit Valdarno Fiorentino, la Ideata quale strumento di stica, oltre che da semplici Onlus territoriale, che, dal sensibilizzazione e raccol- appassionati. 2004, anno della sua fonda- ta fondi contro la patologia Tutti i partecipanti condivi- zione, si occupa di aiutare i oncologica, l’esposizione si dono lo spirito e la finalità malati oncologici potenzian- pone, oggi, tra i principali dell’iniziativa che è quella done le strutture sanitarie appuntamenti in Toscana di di raccogliere fondi a favore locali. Per maggiori infor- questa singolare arte, pre- del potenziamento del DH mazioni e per visitare l’e- sentando in uno spazio ve- Oncoematologico dell’O- sposizione in orari diversi, ramente molto esteso, oltre spedale “Serristori”, recen- contattare i seguenti numeri: cento presepi provenienti da temente ampliato anche gra- 055.9544478-335.5209924- varie regioni italiane ed este- zie a fondi donati dal Calcit. 339.4463303. Khloé e il segreto della formula anti-age P.zza Salvo D’Aquisto, 26, Figline. Tel. 055 953679 In un mondo frenetico come quello di oggi è sempre più difficile potersi ritagliare un momento per se stesse. Un attimo per rilassarsi e concedersi magari uno sfizioso e rigenerante trattamento per il benessere e la salute della propria pelle. Come quelli che propone Khloe’, centro estetico nel cuore di Figline che coccola le proprie clienti con l’utilizzo dell’ innovativa linea di creme di bellezza BEAUTECH, come spiega la titolare del centro Giada: “La Beautech è un’azienda tutta italiana che produce una linea di prodotti per viso e corpo con un alto contenuto di principi attivi, molto di più delle comuni creme per estetica”. Questa caratteristica rende i trattamenti anti-age e rimodellanti particolarmente efficaci su i più diffusi e fastidiosi inestetismi della pelle, grazie anche all’utilizzo di macchinari all’avanguardia della stessa marca che ne esaltano il potenziale: “L’alta concentrazione del particolare acido ialuronico utilizzato da Beautech, caratterizzato dalla nuova molecola 9-Pro, sviluppa una particolare catena perfetta per i trattamenti di idratazione e anti age del volto e del corpo. Tra i nuovi principi attivi contenuti nelle creme viso troviamo anche la melatonina che agevola il rinnovamento delle cellule favorendo la distensione della pelle e rimediando possibili macchie o impurità. Inoltre, per le pelli un pochino meno giovani, utilizziamo creme ad alto contenuto bava di lumaca”. Viso più sano e più radioso, ma anche le creme corpo presentano alcune interessanti novità come il particolare enzima ricavato dalla pianta carnivora: “Per trattamenti di rimodellamento e perdita di centimetri la Beautech ha sviluppato una crema contenente un principio attivo ricavato proprio da questo tipo di pianta. L’enzima contenuto nel prodotto consuma le cellule di adipe presenti sul nostro corpo e quindi si rivela un ottimo alleato contro inestetismi come cellulite, cuscinetti, culotte de cheval e la pancetta”. Prodotti di alto livello, ma da Khloe’ è l’attenzione ai dettagli che fa la differenza poiché la salute del corpo passa anche dalla mente: “L’ambient è molto importante, per questo ci piace accogliere le nostre clienti con musica, candele e profumi; piccoli accorgimenti che aiutano a rilassarsi – spiega Giada -. É importantissimo sapersi prendere cura di sé, per questo i prodotti Beautech sono acquistabili ad un vantaggioso rapporto qualità-prezzo. Perché il benessere si riscopre qui, ma continua anche a casa”.

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CAMBIA STAGIONE? CAMBIA ARMADIO! VIENI IN SHOWROOM E SCOPRI TUTTE LE PROMOZIONI IN CORSO L’autunno è alle porte e questo è il momento giusto per cambiare il tuo armadio e scegliere tra uno dei tanti modelli che ti mettiamo a disposizione. Design classico o contemporaneo, perfetto equilibrio tra alto livello dei prodotti e giusto prezzo. Con alcune imperdibili opportunità che devi scoprire visitando il nostro showroom. Il più grande di tutto il Valdarno. Via Aretina, 35 - 50060 Leccio, Reggello (FI) - Tel. e Fax 055.86.57.633 info@casa-cucina.com - www.casa-cucina.com

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Novembre 2017 PAGINA 9 IlValdarnogratisacasatua Reggello Via Roma, 37 Rignano sull’Arno • Firenze Tel. 055 8347141• 055 8349528 Mail: info@eventi6.it Riportare all’originaria bellezza l’antica fontana di :arte Torna all’antico splendore l’opera dedicata a Carlo Delcroix. Grazie ad una donna Saltino per recuperare il suo Così rinasce la fontana dell’eroe mutilatomessaggio di alto valore ci- vile. E’ questo l’obiettivo tenacemente perseguito da Maria Teresa Ghinassi e dal suo comitato, che vuole va- lorizzare il patrimonio sto- rico e culturale di Saltino- Vallombrosa. Si tratta della fontana intitolata nel 1924 a Carlo Delcroix, decorato du- rante la Prima Guerra Mon- diale: a causa dello scoppio di una mina, rimase cieco e perse entrambe le mani. Le particolari circostanze che Nella foto: La fontana del Saltino all’epoca dell’inaugurazione determinarono l’incidente e, a destra, dove si trova oggi dopo il trasferimento. Al centro: Christel ne misero in luce le straor- Murmann dinarie doti di coraggio e giardino pubblico di fianco Murmann, decise di donare abnegazione. Delcroix fu al Bar Giusti, dove tuttora 60.000 euro per dare avvio poeta, scrittore, e fondatore giace abbandonata”. Il Co- al progetto di ricostruzione: dell’Associazione Nazionale mune di Reggello, assieme ai “Anche il marito di Christel, Mutilati e Invalidi di Guerra. Lions Clubs, ha sempre avu- Benito Zorzit, era rimasto “Purtroppo nel 1948 - spiega to l’intenzione di restaurare cieco all’età di nove anni Maria Teresa Ghinassi - la la fontana, però mancavano mentre giocava all’aperto, a fontana fu in parte demoli- i fondi necessari. Per fortuna causa dell’esplosione di un ta da un albergatore e suc- nel 2014 una villeggiante di residuo bellico” racconta Macessivamente spostata nel Saltino, la signora Christel ria Teresa Ghinassi, che pro- prio grazie a questo contributo ha potuto commissionare il progetto di recupero, poi donato al Comune di Reggello dopo l’approvazione della Soprintendenza. “Non è ancora ufficiale - ci anticipa Maria Teresa Ghinassi - ma sembra che l’intenzione del Sindaco Benucci sia quello di inaugurare il restauro della fontana nel 2018, entro la fine delle commemorazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale”. Minuziosa e fedele sarà la ricostruzione delle parti mancanti e rovinate: il muro retrostante, le deliziose componenti decorative in stile rinascimentale. Saranno ricostruite così come furono disegnate dallo scultore Hendrik Christian Andersen, e magistralmente scolpite dai Sottili, quando Saltino era una località di grande richiamo culturale, frequentata da artisti importanti. “Ci sono le spirali auree del cordolo, la testa di leone, i mascheroni che riproducono il fauno di Michelangelo, i puttini, e i tritoni crestati, specie questa che è ancora presente nei nostri laghetti”. Una piattaforma antisismica la sorreggerà ponendola in evidenza agli occhi dei passanti. Infine i dieci zampilli d’acqua (a riciclo continuo) della fontana Delcroix saranno illuminati durante le ore notturne. Anita Zarra APPROFITTANE! Già partite le promo di fine anno su vetture pronta consegna Via Petrarca 74/B Figline e Incisa Valdarno – (FI) Tel/Fax 055.9154190 facebook.com/puntoautog www.puntoautogroup.com

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 10 Novembre 2017 Rignano Via Roma, 37 Rignano sull’Arno • Firenze Tel. 055 8347141• 055 8349528 Mail: info@eventi6.it :storia Il massacro della famiglia Einstein nella villa del Focardo avvenne il 3 agosto 1944 ad opera delle milizie naziste I 90 anni dell’ultima testimone della strage L’ultima testimone vivente della strage del Focardo ha compiuto novant’anni. Lorenza Mazzetti (è nata a Roma nel 1927) è oggi apprezzata regista e pittrice. Però rifiuta la definizione di scrittrice, perché sostiene di aver scritto “Il cielo cade” e anche gli altri suoi volumi non per professione, ma solo per rispondere ad una necessità interiore. Lorenza è nipote di Cesarina Mazzetti e di Robert Einstein (cugino del più famoso Albert). La piccola Lorenza era arrivata nella tenuta di Rignano sull’Arno, poco dopo la morte della madre, deceduta dopo aver dato alla luce Lorenza e la gemella Paola. Proprio nella casa del Focardo le gemelle vissero la fase più drammatica della loro vita. Durante la seconda guerra mondiale un reparto della Wehrmacht aveva occupato parte della villa. Due ufficiali tedeschi con la divisa scura, che dissero di essere della Erfassung Göring, bussarono al portone chiedendo di Robert Einstein. Nina (così veniva chiamata la zia Cesarina) ebbe la presenza di spirito di dire che l’uomo non era in casa. I soldati dissero che sarebbero tornati. Ritenendo che l’unico a correre un grave pericolo fosse il marito, Cesarina supplicò Robert di andare a nascondersi nel bosco. Ma quando il 3 agosto del 1944 i tedeschi tornarono e non trovarono il cugino di Albert Enistein, sterminarono tutta la sua famiglia. Un orribile mas- Nelle foto: Qui sopra Lorenza Mazzetti da piccola con la famiglia e, accanto, in una recente fotografia. sacro, oggi noto come la Strage di Rignano o del Focardo. Lorenza e Paola Mazzetti furono risparmiate perché avevano un cognome diverso e i tedeschi miravano esclusivamente agli Einstein. Però le gemelle Mazzetti non poterono fare a meno di essere testimoni dell’atroce esecuzione della zia e delle cuginette, che le segnò per tutta la vita. Lo stesso Robert Einstein non riuscì a sopportare il dolore intollerabile della perdita della sua famiglia. Si uccise il 13 luglio del 1945, nel giorno 35° anniversario di matrimonio con la sua Cesarina. Lorenza Mazzetti, dopo la maturità classica, partì per Londra nel tentativo di seppellire nell’inconscio il terribile ricordo della tragedia. Dopo un lungo periodo di cura, grazie allo psicoterapeuta Barrie Simmons, riuscì a recuperare il ricordo della parte tenera e magica della sua infanzia. Così scrisse “Il cielo cade”. Il manoscritto venne rifiutato da più editori, ma quando Lorenza lo spedì a Cesare Zavattini questi si dimostrò entusiasta e lo presentò ad Attilio Bertolucci dell’editore Garzanti, che lo giudicò come un piccolo capolavoro da pubblicare subito. Nel 1962 il libro vinse il Premio Viareggio. “Il cielo cade” è scritto come fosse il racconto di una bambina, con un linguaggio infantile e un punto di vista lontano da quello degli adulti. Il romanzo, oggi ripubblicato da Sellerio, è diventato un classico della letteratura italiana contemporanea. Nel 2000 è stato portato sullo schermo dai fratelli Frazzi, sceneggiato da Suso Cecchi D’Amico, interpretato da Isabella Rossellini. Vinse il Giffoni Film Festival di quell’anno come miglior film. Tutti i libri di Lorenza Mazzetti sono in qualche modo un “seguito” de “Il cielo cade”. Nel novembre 2015 la casa produttrice Tangram Film ha annunciato l’inizio lavorazione di un documentario su Lorenza Mazzetti, dal titolo “Perché sono un genio”, diretto da Steve Della Casa e Francesco Frisari. Fe. Pa. info@colorpiùvernici.it

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Saperi e Sapori 11Novembre 2017 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua :cucina Il noto ristorante di Francesca e Federica ha rinnovato il menù e una parte del locale. Con una particolarità La nuova tendenza, dall’Aqva al Wine Bar Secondo un’acuta massima di Leonardo da Vinci, l’acqua che tocchi di un fiume è “la prima di quella che va e l’ultima di quella che viene”. E’ in quell’unico attimo che, metaforicamente, ciò che è stato e quello che sarà coincidono nel presente. Non è un caso quindi che il locale Aqva by De Profundis Café si chiami proprio così. Nella sua sala, infatti, la tradizione della cucina toscana e le moderne tendenze del food and beverage coincidono alla perfezione come evidenzia la grande novità di quest’anno: l’apertura del wine bar all’in- terno del ristorante. Una scelta vincente quella dello staff della famiglia Aqva by De Profundis formato dalle giovani titolari Francesca e Federica ed i rispettivi mariti Alessandro e Federico. Alle luci soft del locale, che tutti i venerdì propone serate con musica dal vivo ed eventi a tema sempre nuovi, si può degustare così un buon calice di vino, considerato fin dall’antichità il nettare degli dei, scegliendo tra le etichette in esposizione. Dalla carta dei vini di Aqva by De Profundis Café, di proprietà di Villa Casagran- de della famiglia Luccioli, traspare l’accurata selezione di alcune tra le migliori bottiglie di piccole aziende locali e toscane e gli antichi vini della Fattoria Casagrande. Era il 1451 quando, sotto lo stemma della famiglia Serristori la Fattoria imbottigliava il primo vino. Le uve, oggi come allora, provengono dalle stesse terre nei pressi di Rignano, tutte esposte a sud: Sangiovese, Merlot, Petit Verdot e Caberner Sauvignon, cloni di grande qualità tecnica. Non si può scordare, inoltre, il Vin Santo che viene prodotto ancora secondo i precetti della tradizione toscana. Cosa c’è di meglio, quindi, che iniziare la serata con una degustazione, accompagnata da ricchi taglieri con i migliori affettati toscani, i formaggi dell’azienda Mesina e crostoni di verdure. Uno sfizio nell’attesa di sfogliare a cena il menù del ristorante, sapientemente rinnovato a seconda della stagionalità dallo chef Alessandro. Ma una cosa rimane sempre uguale, una piccola délicatesse che i palati più fini sapranno sicuramente apprezzare: i primi piatti preparati esclu- sivamente con pasta fatta a mano, tutti i giorni a cui si aggiungono gli ottimi secondi di mare e di terra e dulcis in fundo, appunto, prelibatezze come lo squisito tiramisù al pistacchio. Aperto tutti i giorni dal lunedì al sabato a partire dalle ore 18, è il ristorante giusto per ogni occasione: una cena intima, con amici e colleghi, ma anche per eventi di beneficenza. Perché si sa, la “classe” è Aqva. Aqva by De Profundis Café Via G.B. Del Puglia Figline e Incisa Tel. 055 951017 Nella foto: Federica e Francesca, titolari del locale In un mondo del vino che troppo spesso ricorre al marketing più spinto per creare storie e progetti quello che stiamo per raccontare può solo far piacere e testimonia che la passione è sempre alla base di tutto, nel vino come nella vita. Le sorelle Irene ed Elisa Tozzi sono cresciute vedendo la vecchia vigna del nonno produrre vino da vendere direttamente a mescita nella sua bottega di alimentari. Il terreno è quello del pianoro prima di Cascia (Reggello), altezza di 300 metri ed esposizione giusta, terreno limoso del vecchio lago pliocenico (la zona di Reggello ha molte potenzialità inespresse nel vino, forse l’attenzione dei produttori è da sempre più rivolta alla produzione di olio). Perché non reimpiantare il mezzo ettaro e produrre di nuovo? La scelta cade su un vecchio vitigno autoctono Piccolo è bello... e anche buono toscano, il Foglia Tonda, produttivo, resistente ma spesso abbandonato in passato quando i metodi di produzione poco precisi non davano modo di domare i suoi tannini esuberanti. La scelta è fatta, nel 2010 vengono impiantate le viti, il 2013 vede la prima annata in vendita del vino. Il “Primo di Leo” inizia la sua avventura. 0,5 ettari, circa 2000 bottiglie prodotte ogni anno, 100% Foglia Tonda. Vinificato in acciaio a 27° dove successivamente affina per 8-12 mesi, la malolattica svolta naturalmente. L’azienda sarà dal prossimo anno in certificazione biologica, minimi trattamenti, questo 2017 solo cinque passaggi. Abbiamo avuto occasione di fare una verticale delle prime tre annate uscite e siamo rimasti molto colpiti. Primo di Leo 2013 13,5° le viti ancora molto giovani danno un tannino ancora Nella foto: Paolo Zaini e Sandro Benassai difficile da domare, il colore rubino è già un po’ cupo e si scorgono dei riflessi granati, il naso richiede tempo per aprirsi ma poi il frutto molto maturo esce netto. Niente male per essere il primo vino prodotto, in un anno molto caldo e con basse acidità per tutti. Primo di Leo 2014 14° un grande passo avanti, colore rubino brillante, pulito e con grande spinta di frutti rossi al naso, acidità presente e tannino preciso che non asciuga troppo. Nel pieno della forma da consumare subito. Primo di Leo 2015 13,5° sfrutta la ottima annata per le viti, il rubino è ancora coperto da riflessi porpora, al naso è decisamente più complesso ed elegante cosi come lo sono i tannini. Pronto ma con buoni margini di migliorare ancora. Concludendo possiamo solo ripetere quanto detto, un piccolo produttore appassionato, un vino di splendida beva che migliora di anno in anno, un vitigno da riscoprire ed il tutto in vendita alla cantina a circa 10 € a bottiglia. Da farci più di un pensiero subito, prima che finisca. Corte di Leo Via delle Quattro Vie, 29 Reggello (FI) 055868966 Irene 349 2266868 info@cortedileo.it “L’Enoteca” Vasta scelta di Vini BALDI FEDERIGO provenienti da ogni parte d’Italia a prezzi vantaggiosi... Via Rocco Scotellaro, 4 - Loc. La Massa - Figline V.no (FI) Tel. +39 055 8335794 • info@baldifederigo.com • www.baldifederigo.com

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 12 Novembre 2017 Via Roma, 37 Rignano sull’Arno • Firenze Tel. 055 8347141• 055 8349528 Mail: info@eventi6.it Novembre di 51 anni fa. In mezzo all’acqua, il fango e alle macerie vi erano uomini che sfidavano la stanchezza e la fame per aiutare le persone colpite dalla calamità. Durante l’alluvione del ’66 non si resero protagonisti di quei momenti tragici soltanto i fiorentini o gli studenti stranieri che si precipitarono nella città devastata dall’Arno. Anche alcuni valdarnesi furono coinvolti in quei giorni ormai passati alla storia. Marino Carbonai, classe 1947, sangiovannese Doc, ai tempi dell’alluvione lavorava al Mercato Centrale di Firenze e seppur appena diciannovenne, inconsapevolmente divenne uno degli “Angeli del fango”. Marino ricorda che il giorno dell’alluvione andò a Firenze con un suo collega, a quei tempi non c’era ancora l’autostrada. Non fu facile. Soprattutto il giovane valdarnese per i successivi 30 giorni non riuscì a tornare a casa. “Dormivo insieme ad altri ragazzi in un appartamento di recupero” racconta oggi Marino “Mi sfamavo con quello che riuscivo a trovare; come quella volta in cui una signora mi diede una forma di pane che trangugiai in pochi minuti”. La situazione al mercato generale, come del resto in tutta la città, era drammatica: fango fino ai soffitti, odore fortissimo di gasolio e la disperazione della gente che in quei metri di melma aveva perso tutto. Sette giorni dopo l’esondazione dell’Arno arrivarono gli aiuti dall’estero, e Marino :storia Nel novembre del 1966 un sangiovannese rimase bloccato a Firenze per un mese Un angelo di nome Marino fra Ted Kennedy e il fango Nelle foto: Marino Carbonai oggi. Accanto, Marino da giovane nella macelleria e una foto dell’alluvione di Firenze del 1966 Niente soldi per la diga E l’Arno fa ancora paura “Occorreranno decenni per completare le opere previste in Valdarno per mettersi al riparo dalla piena dell’Arno. E da un punto di vista draulico l’Arno è più a rischio di prima”. Così la pensa il Comitato Firenze 2016 guidato dal professor Giovanni Seminara, accademico dei Lincei e membro del comitato di esperti che ha tracciato nei giorni scorsi il bilancio di cinque anni di studio sulla situazione del principale fiume della Toscana. Il tanto sbandierato innalzamento della diga di Levane è lungi da essere realizzato, come ammette lo stesso presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: “Per quanto riguarda la diga di Levane, gli unici finanziamenti disponibili si riferiscono alla progettazione, resa possibile dallo stanziamento di risorse della Regione e dell’Enel. Nonostante le attese l’opera non ha ricevuto le risorse necessarie da parte del Governo”. Per quanto riguarda la realizzazione della quattro Casse di espansione di Pizziconi - dovrebbe essere conclusa nel 2018. Si attende invece l’aggiudicazione della gara del secondo stralcio. Secondo Rossi “Entro l’anno, saranno aggiudicati i lavori del primo stralcio del secondo lotto, denominato Restone, così come quelli dei primi stralci degli altri due lotti, presso le località Prulli e Leccio”. ricorda bene che con l’arrivo di Ted Kennedy, il fratello del Presidente degli Stati uniti, arrivarono anche viveri, i mezzi e la manovalanza. Proprio due americani lo aiutarono a togliere la carne che era rimasta a marcire al mercato centrale. Per evitare il peggio Marino e gli americani portarono in una piazza la carne maleodorante e appiccarono il fuoco. Il quattro dicembre del 2016, in occasione del 70° anniversario dell’alluvione, Marino ha partecipato alla cerimonia per ringraziare le persone che come lui hanno aiutato a togliere Firenze dal fango, vestito come soltanto lui poteva fare: cappello stravagante e bandiera tricolore sulle spalle. Marino Carbonai, infatti, è un personaggio ben conosciuto a San Giovanni Valdarno per la sua vena creativa e le sue idee originali che hanno sempre incuriosito i suoi concittadini. Per anni ha lavorato nella macelleria di Luciano Manetti, e per il suo ruolo di “angelo del Fango” è stato chiamato dal Sindaco Maurizio Viligiardi ad accendere il tradizionale albero di Natale in Piazza Cavour a San Giovanni. Ancora oggi Marino è fiero di quello che ha fatto: “In questi decenni è cambiato tanto, ma continuerò sempre a dare fiducia ai giovani. Io ero solo un ragazzo durante quei giorni a Firenze, e dovremmo sempre ricordare in quanto a voglia di fare e spirito di iniziativa a noi italiani non ci batte nessuno.” Diletta Paoli

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© Ufficio Comunicazione Banca Cambiano 1884 S.p.A. orsalaa Bcuoi drisaamoa pcuiùi dvaialomroe più va il saper fare è d’oro a Cambiano, oggiFSo.pn.dAa.t,arensetla1i8l 8lu4oBgoandcoavCealempbeiarnson, eogegiilSo.rpo.Ap.r,orgeesttai,ilfalumoiglioardi ovperolefepsesrisoonnaeli,e i loro progetti, familiari o profession . La sua identità, fasttoandoi icvoesrtai nptreotaattgeonnzisotni.eLaai svuaaloirdi emnotirtaàl,i featatalladtircaossptaarnetnezattceonmzipoonretaami evanltoarlei mdoerlafalire ablalanctraa,sparenza comportamentale d ovazione, socialità ceomnieurgcaatora, dailzsioenrveizeioindneollv’eaczioonnoem, siaocreiaalilteà. ePemr ecrceastcoe,rael, scerervairzeiovdaleolrl’eeceodneosmseiarereraifleer.imPeernctorescere, creare valore ed esser za. di a dabilità ed e cienza. Il saper fare è d’oro. Banca Cambiano dal 1884 ha nel saper fare il proprio stile di fare banca. È il luogo dove le persone e i loro progetti, familiari o professionali, sono i veri protagonisti. La sua identità, fatta di costante attenzione ai valori morali e alla trasparenza comportamentale, coniuga tradizione e innovazione, prudenza e visione, al servizio dell’economia reale. Per crescere, creare valore ed essere riferimento di efficienza ed affidabilità. www.bancacambiano.it I.P.

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IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 14 Novembre 2017 Nelle foto: Un momento di un suggestivo spettacolo nel centro storico di S. Giovanni. Sotto: La responsabile sangiovannese di Confcommercio, Laura Cantini. :eventi Ecco tutti gli appuntamenti pomeridiani previsti a novembre Centro storico, il sabato diventa uno spettacolo Metti un sabato pomeriggio in centro storico, tra shopping e divertimento per tutta la famiglia. Metti una cittadina ricca di storia e di bellezze tutte da scoprire. Otterrai “Il sabato è uno spettacolo a San Giovanni Valdarno”, la rassegna di eventi che ormai da tre anni rallegra l’autunno, trasformando il centro in un palcoscenico per la fantasia. Gli appuntamenti proseguono dunque anche per tutto il mese di novembre, sempre di sabato dalle ore 16 alle 20, con la regia di Confcommercio, il patrocinio del Comune di San Giovanni Valdarno e della Pro Loco e il contributo di Banca del Valdarno, Negozio Partner Enel, Moretti SpA, GranArt - L’albero del pane srl, New Coffee srl e Soges Immobiliare srl. Creature fantastiche, maestri circensi, musicisti, giocolieri e personaggi delle fiabe continueranno dunque a portare una ventata di allegria nella città del “Marzocco”. Gli spettacoli, curati da alcune compagnie teatrali specializzate, si svolgono tra piazza Cavour, Corso Italia e le vie limitrofe, con alcune piacevoli “incursioni” tra i clienti di bar e negozi. Sabato 11 novembre ci sarà la bellissima esibizione itinerante “Alice in Wonderland” a cura della Compagnia Accademia Creativa: un’occasione magica per lasciarsi trasportare dalla follia del paese delle meraviglie. Personaggi con i trampoli, giocolieri e artisti vari vagheranno tra le persone facendole divertire con i loro coinvol- genti sketch. Sabato 18 novembre si apriranno invece romantici scenari circensi con i buffi personaggi del Circo Bamboo, che si confonderanno tra la folla per coinvolgere i passanti di tutte le età. L’ultimo appuntamento dell’edizione 2017 è fissato per il 25 novembre, con l’ormai consueta festa che anticipa l’aria natalizia, fra i trampolieri danzanti della Compagnia Accademia Creativa. Poi, il testimone passerà alle iniziative che a dicembre animeranno lo shopping natalizio nel fine settimana, domenica compresa. “Non può che far piacere che la nostra città sia il centro di spettacoli ed eventi”, sottolinea soddisfatto il sindaco di San Giovanni Valdarno Maurizio Viligiardi, “iniziative come queste sono occasioni per ravvivare il nostro centro storico e agevolare il nostro tessuto produttivo e commerciale”. “Siamo tornati per il terzo anno consecutivo a scaldare l’autunno sangiovannese con una iniziativa semplice, se vogliamo, ma allo stesso tempo coinvolgente perché pensata per le famiglie e per i più piccoli”, spiega il presidente della delegazione sangiovannese di Confcommercio Paolo Mantovani, “il nostro obiettivo è far riscoprire a tutti il piacere di trascorrere del tempo in centro, tra amici da incontrare e cose piacevoli da fare insieme. Solo così anche le attività commerciali possono avere un futuro, perché lo shopping segue la voglia di vivere la città”.

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15Novembre 2017 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua Nelle foto: Alcune cornici della bottega. Sotto: Tommaso Carini. :personaggi Tommaso prosegue la tradizione di famiglia. Con qualcosa in più Carini, quando l’arte C inizia dalla cornice M Y Quella dei fratelli Carini è ricordando una famiglia che in Valdar- quei 15 CM venta ad- nice è uno strumento essendetto alla ziale per racchiudere e neMlYlo no, e anche oltre, è sempre anni tra- s t a m p a . stesso tempo esaltare l’opeCrYa. stata sinonimo di arte e di ri- scorsi a E con lui La cornice separa per estCeMYn- produzioni artistiche. Dino e l a v o r a r e Valerio, ognuno a modo suo, sulle opere c r e s c o n o dere il contenuto del dipinto. K anche le Come una finestra proietta hanno lasciato un segno in d’arte con sue re- l’osservatore dentro il signi- uno dei settori più difficili, in la stessa s p o n s a - ficato dell’opera. Anche un quella linea di confine che sta d i m e s t i - bilità. “Il profano dell’arte intuisce tra la sapienza artigiana, l’in- chezza con mio batte- che il valore di una stampa tuito del mercante e lo spirito la quale il simo del è in stretto rapporto con la dell’artista. Da questi “lom- fabbro for- fuoco è simbiosi che crea con la sua bi” intrisi di sapere artistico gia il ferro stato con cornice”. non poteva che nascere un di- incandescente. “Ho imparato Tommaso Cascella, 17 ore Seguendo questa filosofia scendente capace di sintetiz- molto da mio babbo, che mi trascorse nella sua villa di Tommaso Carini ha trasfor- zare in chiave moderna quasi ha insegnato i segreti di que- Bomarzo per fargli firmare mato il suo negozio di Terra- quarant’anni di conoscenze e sto mestiere, anche dopo il la- 2700 stampe”. nuova in un qualcosa che sta manualità. Tommaso Carini, voro. Poi stimo mio zio Dino Ma anche per Tommaso, a cavallo tra la galleria d’arte è il figlio del Valerio. Anche per le sue capacità e per il suo come per tutti i ragazzi, ar- e il laboratorio artigiano. Una lui è entrato giovanissimo talento artistico. E da lui ho riva il momento in cui biso- sorta di atelier delle cornici. nella stamperia di famiglia, sempre rubato con gli occhi gna imparare a camminare Dove la funzione estetica tra- a nutrirsi - senza neanche ac- e le orecchie. Non a caso lo con le proprie gambe. Così smiga dall’opera alla sua con- corgersene - di quel sapere zio Dino si è formato in quel decide di mettersi in proprio, torno e viceversa. Dove si ha che si impara con gli occhi. vivaio di talenti che fu la gal- aggiungendo alle sue compe- l’occasione di poter scegliere “Me ne accorgo solo adesso, leria Il Bisonte”. tenze artistiche anche la mae- le stampe dei maggiori artisti quel che ho imparato viene Il ragazzo di bottega della stria dei costruttori di cornici. contemporanei sapendo già fuori da sé, quando ne ho bi- prestigiosa stamperia Carini “Per me è come la continua- di trovare la giusta cornice. sogno” ammette Tommaso di San Giovanni cresce e di- zione di un percorso, la cor- Ilaria Tesi #PalazzoVecchio #MuseoNovecento #CappellaBrancacci #MuseoBardini #SantaMariaNovella #MuseoTerreNuove #MuseoLeonardiano #LeMuratepac #mostre #visiteguidate #attivitàperfamiglie #grandieventi #laboratori

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