Italiana n 3 nuova serie

 
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Rai Com

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Quadrimestrale - anno 2 - n° 2 - 10/11/2017 May-August 2017 DESIGNERS OF DREAMS NUMBER 3 SCORSESE’S LIST

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THINK GLOBAL, LIVE ITALIAN

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CO N T E N TS / SOMMARIO 4 Letter from the Editor 5 Lettera dell’Editore VITA ITALIANA 9 When la Cicciolina sang nursery rhymes bare breasted A little revolution made up of “first times” 9 Quando Cicciolina cantava filastrocche a seno nudo Una piccola rivoluzione fatta di “prime volte” 14 That mysterious Cuban Hamlet Tomas Milian’s Hispanic-Roman dialect had the soul of Belli and the spirit of Monnezza 15 Quel misterioso Amleto cubano L’ispanoromanesco di Tomas Milian aveva l’anima del Belli e lo spirito del Monnezza BELLEZZA ITALIANA 24 Bergamo: five things you can’t miss Divided, yet united in its two cities 24 Bergamo: cinque cose da non perdere Divisa, ma unita nelle sue due città 33 Images of Rome Digitalised and in high definition, 4,000 images from the Lanciani Fund 33 Images of Rome Digitalizzate in alta definizione 4000 immagini del Fondo Lanciani CREATIVITÀ ITALIANA 40 Magazzino Italian Art An example of artistic and cultural patronage 41 Magazzino Italian Art Un esempio di mecenatismo artistico e culturale 47 The Dream Factory The Italian leadership in the carousel industry 47 La fabbrica dei sogni Il primato italiano nell’industria delle giostre 2

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PASSIONE ITALIANA 40 Scorsese’s List The eleven all-time must-see Italian films 41 Scorsese’s List Gli undici irrinunciabili film italiani di sempre 47 The “Christ” of Amiata The mystical and social visions of David Lazzaretti 47 Il Cristo dell’Amiata Le visioni mistiche e sociali di David Lazzaretti FANTASIA ITALIANA 66 The magic paintbrushes of the designers of dreams If a film is a dream,the film poster is the dream of a dream 67 Il pennello magico dei disegnatori di sogni Se un film è un sogno, il manifesto cinematografico è il sogno di un sogno 72 An idea with a line around it Bruno Bozzetto is a pioneer of animation 73 Un’idea con intorno una linea Bruno Bozzetto è un apripista del cinema di animazione ANIMA ITALIANA 79 Thought-landscape Luigi Ghirri and the landscape as a form of “land art” 79 Pensiero-paesaggio Luigi Ghirri e il paesaggio come “opera d’arte diffusa” 85 The tomato: from neglected plant to king of the table The Aztecs selected the genotypes best suited for consumption 85 Il pomodoro: da pianta negletta a re della tavola Gli Aztechi selezionarono i genotipi più idonei all’uso alimentare 88 A cinephile trawl by the Manetti Bros. The city of Naples is the real star of Ammore e malavita 89 La paranza cinefila dei Manetti Bros. È la città di Napoli la vera protagonista di Ammore e malavita 96 Suggestions 3

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LETTER FROM THE EDITOR With this double issue of Italiana we want to celebrate music, one of the cornerstones of Italian beauty as well as a specific Rai Com business area. One of the two covers is dedicated to Melò, an important occasion for discussing, analysing, promoting and sharing information on all forms of music, which Rai Com holds every year in close collaboration with Italian and international TV broadcasters, distributors of products in various channels, music teachers and critics, writers, artists and publishers. The 8th edition of Melò returns to the La Scala Theatre in Milan as part of the celebrations marking the 40th anniversary of its first live broadcast, Othello in 1976. This “general meeting” on the music industry is an opportunity to dedicate one side of the magazine to this theme. A summary, in words and pictures, of a rich and vibrant world at the heart of Rai Com’s commercial activities: from opera to ballet, from classical music concerts to contemporary music and soundtracks to background music, Rai Com offers Italy and the rest of the world a catalogue ranging from audiovisual content to music publications, confirming its standing as a tool for promoting and spreading all forms of music. The other side of the magazine begins with a brief history of women in Italian public television written by Maria Pia Ammirati, head of Teche Rai and a fine writer, with excellent photographic contributions from Fototeca. We take a look at classic Italian cinema, also through the film poster sketches lent to us by the Museum of Cinema Art and now on display at Taormina Arte with the patronage of the National Union of Italian Film Journalists headed by Laura Delli Colli. We also talk about Ammore e malavita, the Manetti Bros. musical film that acts as a bridge between the two main themes of the magazine. And then from the Lanciani Archive digitalised by Stanford University, the patronage of Olnick & Spanu with their Magazzino Italian Art, a collection of Italian contemporary art in the USA, photographer Luigi Ghirri and animator Bruno Bozzetto, to the studies on the DNA of the San Marzano tomato, we continue to bring you stories from an exciting Italy that uses the inspiration of its traditions to create the future. Think global, live Italian! Gian Paolo Tagliavia 4

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LETTERA DELL’EDITORE Con questo numero doppio di Italiana abbiamo voluto cogliere un’occasione importante: celebrare la Musica, che rappresenta uno dei patrimoni fondanti della bellezza italiana, oltre che una specifica linea di attività di Rai Com. Una delle due copertine è dedicata a Melò, importante occasione di confronto, analisi, informazione e valorizzazione della musica in ogni sua rappresentazione, che Rai Com convoca ogni anno in stretta collaborazione con le Televisioni italiane e straniere, i Distributori dei prodotti nei diversi canali, gli Operatori e i Critici musicali, gli Autori, gli Artisti, gli Editori. L’ottava edizione di Melò torna al Teatro alla Scala di Milano, a compimento delle celebrazioni per il 40° anniversario della prima diretta televisiva, l’Otello del 1976. Questi “stati generali” della musica offrono l’occasione per dedicare al tema un verso della rivista. Un racconto per parole e immagini di una realtà ricca e vivissima, al cuore delle attività commerciali di Rai Com: dall’opera al balletto, dai concerti classici alla musica contemporanea, dalle colonne sonore ai sottofondi musicali, Rai Com porta in Italia e nel mondo un catalogo che spazia dall’audiovisivo alle edizioni musicali, confermandosi come strumento di promozione e diffusione della musica in tutte le sue accezioni. L’altro verso della rivista prende il via da una breve storia delle donne nella televisione pubblica italiana scritta da Maria Pia Ammirati, responsabile delle Teche Rai oltre che scrittrice raffinata, con un bel contributo fotografico della Fototeca. Si parla molto di grande cinema italiano, anche attraverso i bozzetti d’autore concessi dal Museo del Cinema a Pennello e ora in mostra a Taormina Arte con il patrocinio del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani presieduto da Laura Delli Colli. Ma parliamo anche di Ammore e malavita, il film musicale dei Manetti Bros. che fa da snodo tra le due anime della rivista. E poi il Fondo Lanciani digitalizzato dall’Università di Stanford, il mecenatismo di Olnick & Spanu con il loro Magazzino Italian Art, collezione di arte contemporanea italiana negli USA, il fotografo Luigi Ghirri e il disegnatore Bruno Bozzetto, fino agli studi sul DNA del pomodoro San Marzano, continua il nostro racconto di un’Italia non banale, che trae dalle proprie tradizioni l’energia per produrre futuro. Think global, live italian! Gian Paolo Tagliavia 5

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V I TA “Oh! Dolci baci, o languide carezze, Mentr’io fremente Le belle forme disciogliea dai veli! Svanì per sempre il sogno mio d’amore... L’ora è fuggita, E muoio disperato, E muoio disperato! E non ho amato mai tanto la vita!” Tosca di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica Prima rappresentazione: Roma, Teatro Costanzi, 14 gennaio 1900

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VITA ITALIANA Teatro 10. Le Gemelle Kessler. 1972. Fototeca Rai. 8

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VITA ITALIANA WHEN LA CICCIOLINA SANG NURSERY RHYMES BARE BREASTED A LITTLE REVOLUTION MADE UP OF “FIRST TIMES” by Maria Pia Ammirati, written for the weekly of La Stampa “Origami” July 5, 2017 Men have certainly made Italian TV, but women have changed it with bursts of acceleration and unexpected shifts in direction. The prevalent cultural model in Rai, Italian public television, in the early years, namely the 1950s and 1960s, was a male model that found its initial expression in educational TV. And there was entertainment too, a gen- QUANDO CICCIOLINA CANTAVA FILASTROCCHE A SENO NUDO UNA PICCOLA RIVOLUZIONE FATTA DI “PRIME VOLTE” di Maria Pia Ammirati, scritto per il settimanale de La Stampa “Origami” del 5 luglio 2017 Gli uomini hanno fatto sicuramente la TV ma le donne l’hanno cambiata con veri e propri colpi di accelerazione e con improvvisi cambi di rotta. Il modello culturale imperante della televisione pubblica degli anni di avvio, cioè gli anni Cinquanta e Sessanta, è stato un modello maschile che trova le sue prime espressioni in una TV pedagogica. 9

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VITA ITALIANA It is said that public TV Canzonissima. Raffaella Carrà e Alberto Sordi. 1971. Fototeca Rai. is the reflection of a nation, as such capable of providing a faithful snapshot of society. re that very much derived from the language of theatre, where women existed more as a backdrop, as sec- In Italy the image of women is clear: a major social change like Studio Uno, he had to make the Kessler twins wear thick, concealing tights, strictly in black. ond-class characters. As scenery, And it was still the 1960s, ambig- basically. uous and sexphobic years, when And it is no surprise that the first public TV scan- Mina became the first modern woman to appear dal broke out because of a dance by Alba Arnova, on TV. She was a formidable figure, not just for her in 1956, during a broadcast of La piazzetta, when beauty, but also for her talent and professional- the dancer wore ballet tights instead of black ones. ism. And she came with that pinch of disenchant- Tights whose flesh colour made her legs look bare, ment that led her to dominate the scene as a new in black and white. Arnova was censored, lost her woman, and as such unconventional. It is no coin- job, and the programme was swiftly cut. Was Ita- cidence that the umpteenth leap forward for TV, ly not yet ready for such a powerful mass medium and for society, would be the first time that two or for women emancipated from the role of devot- women presented a programme, Mina and Raf- ed mothers or wives? In fact, a few years later, in faella Carrà, at the frontline of Milleluci. 1962, Antonello Falqui, a by no means conservative And so came the 1970s, magnificent years for Rai, director, grasped that to pull off an innovative show with experimentation and high quality television 10

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VITA ITALIANA Non manca la sperimentazione dell’intrattenimen- ruolo di madri e mogli accudenti? Per entrambe le to, genere che deriva molto dal linguaggio teatrale, cose, infatti pochi anni dopo, nel 1962, un regista dove le donne sono presenti più come spalla e per- non certo bacchettone come Antonello Falqui ca- sonaggi di secondo piano. Insomma, come vallette. pisce che per far passare uno spettacolo innovati- E non è un caso se il primo scandalo della TV pub- vo come Studio Uno avrebbe dovuto far indossare blica scoppi per un balletto di Alba Arnova, nel alle gemelle Kessler calze pesanti e coprenti, rigo- 1956, durante una puntata del programma La rosamente nere. piazzetta, quando la ballerina invece di indossare E siamo ancora agli anni Sessanta, anni ambigui calze nere, indossa le calze da danza. Le calze che e sessuofobici, quando si affaccia la prima donna con quel bel colore cipriato fanno apparire le gam- moderna della TV, cioè Mina. Personaggio formida- be, riprese dal bianco e nero, nude. bile per bellezza ma anche per pro- L’Arnova fu censurata, perse il posto, il programma frettolosamente chiuso. L’Italia non era pronta per un mezzo di massa così potente o per donne che si emancipavano dal Si dice che la TV pubblica sia specchio del Paese, capace quindi di restituirci una fedele fotografia fessione. Con quel pizzico di disincanto che la fa imporre sulla scena come una donna nuova e quindi di rottura. Non è un caso che l’ennesimo scatto in avanti della TV, e della della società. Ed è chiara l’immagine che proiettano le donne: il grande mutamento sociale Sabato sera. Mina con Pippo B1au1do, Mike Bongiorno, Corrado, Enzo Tortora. Fototeca Rai.

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VITA ITALIANA productions. The dawn of colour TV in 1977 saw Rai take another step forward by delegating its provocative and paradoxical programmes, where the female body was shown with a certain daring, to Rai 2. We are not yet at the excesses of Drive in (the private competition), but recalling La Cicciolina’s exposed breast as she sang her nursery rhymes for the programme C’era due volte does make one wonder about the strange puritanism that reigns today. Those were the years in which femininity was approached with more daring, thanks to producers like Enzo Trapani. It is said that public TV is the reflection of a nation, and as such can provide a faithful snapshot of society. And the image women project is clear: major social change, an anthropomorphic mutation of the female who finally began to take control of her own image. The years to come would introduce yet another aspect of women and TV, namely the rela- tionship between women and positions of power. The end of the 1970s witnessed another important turning point: for the first time, female reporters appeared on the TV scene, along with some equally rare directors. But we had to wait until the early 1990s to see female heads of news, first with Barbara Scaramucci and soon after Daniela Brancati, and in 1994 the appointment of the first woman president of RAI, Letizia Moratti. Meanwhile, TV production gradually filled with women, and by the end of the 1990s, female managers finally broke the 10% barrier. Too few, clearly, since the first woman director general, Lorenza Lei, debuted only in 2010. So from this viewpoint, it is a story all about “first times”. The first announcer, presenter, reporter, director. They dictated fashions, styles and culture, and can today lead what is a little revolution. C’era due volte. Cicciolina, Enzo Trapani e il cast del programma. 1980. Fototeca Rai. 12

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Barbara Scaramucci. Foto Armando Dadi. Fototeca Rai. VITA ITALIANA società, sarà la prima volta di due donne alla conduzione di un programma, Mina e Raffaella Carrà, alla testa di Milleluci. Si arriva così ai Settanta, anni magnifici per la Rai, anni di sperimentazioni e di prodotti televisivi di grande qualità. Con il passaggio al colore nel ’77 la Rai compie un salto e delega a Rai 2 i programmi più provocatori e paradossali dove il corpo femminile si esibisce anche con una certa sfrontatezza. Non siamo ancora agli eccessi di Drive in (la concorrenza privata), ma ricordare il seno nudo di Cicciolina mentre canta le sue filastrocche per il programma C’era due volte fa un po’ pensare allo strano puritanesimo che impera oggi. Sono questi gli anni in cui il gioco della femminilità si fa più ardito, complice un regista come Enzo Trapani. Si dice che la TV pubblica sia specchio del Paese, capace quindi di restituirci una fedele fotografia della società. Ed è chiara l’immagine che proiettano le donne: il grande mutamento sociale, una mutazione antropomorfica del femminile che comincia finalmente a pensare alla gestione della pro- pria immagine. Il capitolo degli anni a venire mette in gioco un altro aspetto del grande tema donne e TV, e cioè il rapporto donne e potere televisivo. Alla fine degli anni Settanta avviene un’altra svolta importante: per la prima volta si affacciano sulla scena del lavoro televisivo donne giornaliste e qualche altrettanto rara dirigente. Bisogna però aspettare gli inizi degli anni Novanta per avere direttori donne di testata con Barbara Scaramucci prima e Daniela Brancati appena dopo, e il 1994 per la nomina della prima presidente donna della Rai, Letizia Moratti. Intanto le redazioni pian piano si riempiono di donne, e alla fine degli anni Novanta finalmente le donne dirigenti superano la soglia del 10%. Evidentemente troppo poco se il primo direttore generale donna, Lorenza Lei, arriva solo nel 2010. Vista da tale prospettiva questa è una storia di “prime volte”. La prima volta di un’annunciatrice, di una conduttrice, di una giornalista, di un direttore. Hanno dettato mode, stili e culture, e oggi hanno la possibilità di guidare una piccola rivoluzione. 13

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