Fruzons di Plume (26-2017_3)

 

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Giornale del gruppo Alpini di San Giorgio di Nogaro

Popular Pages


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Settembre 2017 L’85° DEI VALORI 1

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Un BEL compleanno! Possiamo prendere in prestito il motto dei tre moschettieri “TUTTI PER UNO E UNO PER TUTTI" (erano Athos, Porthos, Aramis e, successivamente, d’Artagnan). Per realizzare l’85° anniversario di fondazione del nostro Gruppo, i tre moschettieri sono stati gli Alpini, l’Amministrazione Comunale, l’Istituto Comprensivo e, poi, la famiglia Maran. TUTTI ASSIEME, il 29 e 30 settembre abbiamo organizzato una due giorni di storia, cultura, valori e solidarietà. Si sa che le immagini sono quelle che rimangono maggiormente impresse nella memoria e con esse anche le emozioni. E allora … Ho sentito il calore della gente durante la sfilata da Villa Dora alle scuole con la Fanfara della Julia. Ho avuto il sentore che i nostri soci “andati avanti” ci ringraziassero quando abbiamo deposto il mazzo di fiori nel nostro memoriale. Ho avvertito la carica e l’energia degli alunni della scuola primaria quando la Fanfara ha fatto la “lezione-concerto”. Davide De Piante Mi è piaciuta l’atmosfera che si respirava all’alzabandiera in piazza del Municipio. Ho apprezzato la presenza delle Forze Armate e delle Istituzioni durante la consegna del tricolore agli studenti di 3^ media. Novantanove ragazzi che hanno affollato la sala consigliare. Mi sono emozionato quando i nonni di una alunna ci hanno scritto “ringraziamo per la bella cerimonia e per i valori che volete trasmettere alla nuova gioventù. Commovente ed educativa la consegna della bandiera”. Ho apprezzato la consegna del tricolore ai giovani fatta dalle Forze dell’Ordine. Le emozioni di venerdì sono proseguite sabato quando, nella bella cornice della chiesetta, i figuranti in divisa ci hanno fatto rivivere l’atmosfera di 100 anni prima. Si respirava LA STORIA che la presenza degli alunni della scuola primaria, unitamente a tantissima gente ha apprezzato e valorizzato. E in questo turbinìo di eventi, ho scoperto il calore dei cittadini, degli amici e degli alpini. Si sono avvicinati per sostenerci in questo percorso. E noi che cerchiamo di mantenere vive le nostre tradizioni e i valori possiamo dire GRAZIE per la fiducia che ci avete accordato. Meglio di così non poteva andare. INDICE Editoriale L’85° del Gruppo La Fanfara della Julia a S. Giorgio La chiesetta “Maran” al suo 100° “Ricordi di una vita” Le medaglie della Grande Guerra Cent’anni fa: immagini a confronto Da figlio … in padre Scarpon 2017 Basta un click Cittadinanza onoraria e elmetto Oggi sposi! Puliamo il mondo Gita nella splendida Istria La squadra sanitaria a Corgnolo Tiro al piattello Il ricordo e la memoria Artiglieri del 1°/64 … sul MV 25° sacerdozio don Denys Scaldasole Laboratorio “Stelutis Creativis” Alla ricerca di … Gilberto Nardini Cianton da rizete Cianton da puisie 2 3 4-5 6-7 8 8 9 10 10 10 11 12 13 14 15 15 15 15 15 16 17 18-21 22 23 2

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L’85° del Gruppo – la Fanfara della Brigata Alpina JULIA nelle scuole – le foto 3

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Per gli 85 anni del Gruppo ANA, la Fanfara della “Julia” a San Giorgio Massimo Blasizza Venerdì 29 settembre per festeggiare gli 85 anni del Gruppo ANA di San Giorgio, l’Auditorium “San Zorz” si è riempito di appassionati di musica, di alpini e di amici degli alpini per ascoltare la Fanfara della “Julia”. Nata nel 1967 dalle disciolte bande reggimentali del 3° artiglieria da montagna e dell’8° alpini la Fanfara della Brigata Alpina “Julia” oggi è formata da graduati in servizio permanente effettivo e volontari in ferma prolungata di quattro o un anno, provenienti da tutte le regioni d’Italia. Nell’anno in cui compie 50 anni di storia si ringrazia il Comando Brigata di Udine per aver reso disponibile la Fanfara. Il pubblico ha apprezzato con applausi fragorosi l’altissima qualità musicale espressa dalla Fanfara della “Julia”, da sempre considerata simbolo e portacolori dell’Esercito e veicolo promozionale degli alpini in Patria e non solo. Ha rappresentato l’Italia in numerosi festival internazionali di bande militari, in Repubblica Ceca, Austria, Germania, Francia e Belgio, oltre ad aver preso parte alle esercitazioni multinazionali organizzate e condotte dalla Brigata “Julia”, sia in Ungheria, sia in Slovenia. Diretta dal 2012 dal (friulano) Primo Maresciallo Lorenzo Sebastianutto, venerdì 29 a San Giorgio ha proposto un programma di grande effetto spaziando, nella prima parte, dal repertorio tradizionale delle bande militari, alle marce sinfoniche, ai brani che hanno ricordato i canti della Grande Guerra. Nella seconda parte la Fanfara ha proposto ai “Sangiorgini” pezzi di musica leggera, colonne sonore di film e soprattutto brani che hanno esaltato le qualità musicali e virtuosistiche di alcuni solisti. Si sono esibiti al flicorno soprano il Caporal Maggiore Federico Bellissimo, al clarinetto il Sergente Flavio Mercorillo e allo xilofono il Caporal Maggiore Capo Scelto Ciro Vacanti: tre esecuzioni di assoluto livello. Presenti in sala il Sig. Sindaco del Comune di San Giorgio di Nogaro Pietro Del Frate, il Vice Presidente del Consiglio Regionale FVG Paride Cargnelutti, il Presidente della Sezione ANA di Palmanova Luigi Ronutti e il Tenente Colonnello Vittorio Mancini per il Comando Brigata “Julia”. Da citare l’intervento di un giovane di San Giorgio, tra la prima e la seconda parte del concerto, che ha sottolineato l’importanza della Chiesetta “Maran” nel 100° anniversario della benedizione. Filippo Pigani, classe 1998, “Sangiorgino” doc, ha raccontato la sua storia, nella Storia, che lo ha visto sin da piccolo attraversare la Via dell’Università Castrense di San Giorgio, e dai racconti di quella che fu un’Università che formò medici di prim’ordine da inviare al fronte durante le fasi cruente della Grande Guerra, ha avuto l’ispirazione sia per portare come tesina alla maturità (che gli ha fruttato un eccellente 100 e lode!!) appunto la storia dell’Università Castrense che ebbe sede proprio a S. Giorgio di Nogaro e successivamente ad iscriversi alla facoltà di Medicina all’Università di Trieste. 4

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L’85° del Gruppo – il concerto della Fanfara della Julia – le foto 5

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La chiesetta “Maran” al suo 100° Giovanni Maran Gli 85 anni di attiva e fattiva presenza degli alpini organizzati in quel di San Giorgio di Nogaro hanno trovato coronamento nella commossa e numerosa partecipazione della cittadinanza alle iniziative organizzate per l’occasione. Due giorni, il 29 e 30 settembre intensi e profondi permeati di sentimenti, di “alpinità” ed emozioni che si sono intrecciati e fusi con la Fanfara della Brigata Alpina Julia per le vie del paese, nelle scuole con i ragazzi e nell’Auditorium “San Zorz“ con il concerto della sera del venerdì. Serata magica che ha trovato naturale continuazione la mattina del sabato in occasione della celebrazione del centenario della benedizione della chiesetta Maran preziosa e unica reliquia delle vicende belliche del primo conflitto mondiale legate alla attività in loco della sanità militare e della sempre più nota Università Castrense. La partecipazione di alcune classi di ragazzi delle scuole elementari con le rispettive insegnanti ha motivato l’impegno di alcuni giovani e dei bravissimi figuranti in divisa d’epoca che con sapienza e maestria hanno saputo coinvolgerli e incuriosirli narrando la storia dei luoghi, descrivendo situazioni e particolari dell’epoca. Momenti particolarmente toccanti all’alzabandiera quando, supportati musicalmente dal gruppo San Paolino di Aquileia, i numerosissimi presenti hanno intonato l’Inno di Mameli e in una successione di emozioni il coro sezionale “Ardito Desio” ha accompagnato la Santa Messa. L’officiante Mons. Igino Schiff nel ricordare la particolarità del luogo e le sue funzioni ha spiegato che la chiesa costruita dai militari nel 1917 ha rappresentato anche il luogo ove questi ragazzi affidavano a Dio le loro speranze e i loro desideri attraverso la preghiera. Spesso purtroppo anche le anime dei loro compagni morti per le ferite riportate in guerra. Ha richiamato i valori della pace, ha esortato a riflettere e a ringraziare il Signore per il lungo periodo di pace che ci ha concesso e insegnare alle giovani generazioni a risolvere i conflitti con il dialogo il rispetto e il confronto. Al termine della funzione, le note di Stelutis Alpinis hanno preceduto la canzone del Piave per l’omaggio ai caduti da parte delle numerose autorità presenti. Tra queste hanno partecipato il Presidente del Consiglio Regionale Franco Iacop e il Vicepresidente Paride Cargnelutti oltre al Sindaco Pietro Del Frate con numerosi consiglieri comunali e provinciali e il nostro Presidente Sezionale Luigi Ronutti. 6

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La chiesetta “Maran” al suo 100° - le FOTO 7

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“Ricordi di una vita” … la famiglia Garbuio Le medaglie della Grande Guerra “Ricordi di una vita” è il titolo del libro che sabato 23 settembre 2017 è stato presentato nella nostra baita. L’autore è Tarcisio Garbuio che a 78 anni ha deciso di ricordare la storia dei suoi avi. La sede era affollata come non mai; amici, parenti, alpini, curiosi e autorità. La presentazione è stata ben gestita da Eda Dal Ponte che ha solleticato ed incalzato Tarcisio a raccontare. Ecco quindi il ricordo dello zio Pietro caduto sul Col di Lanza o del padre Sebastiano combattente nella seconda guerra. E ancora la storia della sua famiglia e dell’arrivo a Pampaluna di Corgnolo (era il 1914). Non poteva mancara il ricordo del servizio militare e delle sue avventure amorose con l’allora giovane e sconosciuta ragazza di nome Teresa che poi diventerà sua moglie. In data 23 settembre in San Giorgio di Nogaro, presso la sede degli alpini, si è svolta una cerimonia commemorativa con onori militari e civili ai caduti della Grande Guerra con consegna ai familiari di una medaglia alla memoria, istituita dalla Regione Friuli Venezia Giulia, con inciso: Fante Garbuio Pietro cl.1895 caduto sul Col di Lana (BL) il 02.08.1915; attualmente la sepoltura delle sue spoglie non è stata individuata. Bersagliere Bernardis Pietro cl.1895, caduto a Vermegliano (GO) il 18.1.1916; sepolto a Redipuglia. Come dice lui stesso, “tutto è nato durante un appuntamento di A Cena con la Storia” e dalla volontà di scoprire qualcosa di più sulla morte dello zio Pietro Garbuio caduto nella Grande Guerra. Per effettuare le ricerche storiche negli archivi sono stati interessati Lorenzo Vazzoler e Daniela Baldo. Nel libro troviamo poi una sezione dettagliata dell’incidente di Fusine (7 settembre 1950) e che vide lo stesso Tarcisio coinvolto in prima persona. E poi, per completare il quadro d’insieme, fotografie storiche e recenti. Abbiamo assistito ad un pomeriggio di storia e di memoria raccontato con scioltezza, all’insegna dei ricordi di famiglia che sono anche la memoria di una comunità. Le medaglie sono state consegnate dal Vice Presidente del Consiglio Regionale Fvg Paride Cargnelutti. La Sig.ra Marisa ha letto i nominativi di 60 caduti iscritti nell’Albo d'Oro, alla presenza del Coordinatore Albo d’Oro Roberto Machella e autorità civili. L’inquadramento storico dei fatti accaduti sul Col di Lana è stato curato da Marco Zanon; presente anche il Vice Sindaco Daniele Salvador. La vita di ogni singolo soldato caduto per la Patria è la testimonianza storica di ogni famiglia, nella storia dell'Unità d'Italia. (Lorenzo Vazzoler) 8

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Cent’anni fa: immagini a confronto/10 Settimo Novantacinque Continua la rubrica che mette a confronto le foto dei luoghi di San Giorgio di Nogaro scattate cent’anni fa con le immagini degli stessi luoghi ai giorni nostri. La foto che andiamo a confrontare rappresenta un’immagine panoramica che ritrae, in primo piano, il corso della roggia Corgnolizza lungo il tratto che scorre nella frazione di Zuccola e, sullo sfondo, il cimitero di San Giorgio ivi trasferito nel 1848 dopo che l'editto di Saint Cloud di Napoleone impose che tutte le sepolture venissero spostate al di fuori delle mura cittadine, in luoghi soleggiati e arieggiati, e che fossero tutte uguali (dal 1750 infatti il cimitero si trovava nell’attuale piazza XX settembre). L’immagine (proveniente dal fondo Pietro Marogna) è stata scattata da via Ippolito Nievo, strada che uscendo dal centro del paese si dirige in direzione nord verso il paese di Porpetto. Come noto, nel corso del primo conflitto mondiale presso il cimitero era ospitato un Museo Traumatologico di guerra e nelle sue vicinanze erano state costruite le aule nelle quali si tenevano le lezioni di anatomia patologica per gli studenti della Scuola Medica da Campo tenute dal prof. Antonio Dionisi. Volontario nella guerra 1915-'18, il prof. Dionisi fu fra gli insegnanti che lasciarono un'impronta indelebile nella formazione dei giovani studenti di medicina tenuto conto che nell’ambito della sua attività didattica fu in grado di eseguire il considerevole numero di 245 autopsie davanti gli universitari nel primo anno e 112 nel secondo. In tal senso va detto che in nessun'altra Università italiana studenti laureandi in medicina avrebbero potuto assistere ad una tale diversificata esperienza formativa, arricchita talvolta anche da conferenze tenute da luminari della medicina in visita alla Scuola, con i quali Dionisi intratteneva rapporti professionali e d'amicizia. Come accadde per tutte le strutture ospedaliere presenti a San Giorgio di Nogaro, anche il Museo Traumatologico e le aule anatomia vennero smantellate a seguito della rottura del fronte italiano del 24 ottobre 1917 che portò le truppe austroungariche ad occupare tutto il territorio del Friuli e parte del Veneto orientale. Il prof. Dionisi fu anche consulente della Terza Armata in tema di prevenzione e cura della malaria e per la sua l'opera svolta sul Carso nel 1917 fu insignito della medaglia d'argento al valor militare e di due croci di guerra. Dal confronto con l’immagine attuale si può facilmente attestare che i luoghi ritratti nella fotografia non hanno di fatto subito nel corso degli anni alcun sostanziale cambiamento. Se si eccettuano i lavori che hanno reso più fruibile l’accesso al camposanto (vedi costruzione dei parcheggi e sistemazione delle strade ad esso adiacenti) risulta inalterato il corso del fiume lungo il quale è stata in anni recenti costruita una pista ciclabile/pedonale che collega la frazione di Zuccola con il centro del paese. 9

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Da figlio … in padre Scarpon 2017 Basta un click Lettera del figlio Davide Piasente al padre diretto in Iraq Onore alla Bandiera di Guerra del 3° Reggimento Alpini, onore ai suoi soldati e al suo Comandante che oggi partono per una difficile missione in Iraq che durerà 7 lunghi mesi. Onore a quel gloriosissimo vessillo che non ha mai perso una battaglia, onore a quegli uomini e quelle donne che vestendo la divisa del nostro Esercito andranno a rischiare la loro vita in terra irachena, onore al Colonnello Nicola Piasente che ha il privilegio di essere il comandante di un così glorioso reparto, che saprà sicuramente condurre con estremo coraggio e professionalità come ha dimostrato già più di una volta in tutti i vari teatri di guerra. Grazie a quel militare, a quell’ufficiale che con onore posso chiamare padre e che per me non è solo un padre ma anche un comandante e un esempio da seguire! Buon fortuna al “malek di Jegdalek” come lo chiamavano nelle valli talebane del nord dell’Afghanistan e buona fortuna a tutti quei ragazzi che avranno il privilegio di combattere sotto il suo comando. Buona fortuna 3° Reggimento Alpini! Ciao papà ci rivediamo a marzo! “Scarpon”: la festa di un’intera vallata. Questo, in estrema sintesi, potrebbe essere il commento alla manifestazione “Scarpon 2017” ovvero una gara di corsa in salita a passo libero sul De Gasperi (in Val Pesarina). La salita di 600 m di dislivello ci ha portati da Pian di Casa alla Casera Mimoias per giungere al rifugio. La bella giornata ci ha permesso così di gustarci il bel paesaggio che dal Creton di Clap Grant si estende fino allo Zoncolan e oltre … I partecipanti sono stati 125 con ambizioni diverse: gli atleti che al via sono partiti di corsa e chi, come la maggior parte, ha voluto godersi il percorso al passo che meglio si adattava alle proprie caratteristiche. Una sera d'estate, come faccio normalmente, ho aperto la mia posta elettronica e con grande stupore ho trovato una mail “Corri con le Frecce per Telethon 2017” per una nuova raccolta fondi. La staffetta avrà luogo all'interno della base delle Frecce Tricolori di Rivolto. Preso dall'entusiasmo ho girato la mail al professore Daniele Bertuzzi del Marinoni che solitamente organizza la staffetta di dicembre. In quel periodo era in ferie ma come me ha iniziato subito a pensare cosa fare, chi contattare chi chiamare... Così il 3 settembre eravamo all'interno della base di Rivolto pronti a donare un po' del nostro tempo per la ricerca. Mentre organizzavamo i turni di corsa ecco che all'improvviso da dietro gli alberi sono sbucate loro “le Frecce Tricolori” che in formazione ci hanno ammagliato con alcune figure e la mitica fumata tricolore. Tra le squadre partecipanti c’era anche il nostro Gruppo perché l’amico Ranieri ha lanciato l’idea che Davide, Maurizio e Stefania hanno accolto prontamente (la ns squadra aveva anche altri amici). E Ranieri, sfidando i valligiani, ha ottenuto un ottimo 6° posto. Sarà destino ma uno dei nostri aveva il pettorale numero “33”.  Ore 15 inizio staffetta; al via numerosi corridori uniti per un unico scopo: raccogliere fondi per la ricerca. C'erano giovani, meno giovani, bambini, sindaci, mamme con le carrozzine, atleti diversamente abili. E' stata una grande festa che si è conclusa ancora una volta con il volo della Pattuglia Nazionale. Come sempre, a Telethon, non sono io che do qualcosa ma è la manifestazione che mi arricchisce di sentimenti che devono essere vissuti non spiegati... quindi coraggio, a dicembre siete tutti invitati a partecipare. Non serve correre, basta una camminata e tanta voglia di divertirsi all’insegna della solidarietà. (Francesco Cargnelutti) 10

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Cittadinanza onoraria e l’elmetto del Golico Pordenone, 1° luglio 2017 La cittadinanza onoraria viene conferita alla Sezione di Pordenone con la seguente motivazione: […] “Alpini sempre e costantemente rivolti alla costruzione di un modello sociale e di solidarietà nel ricordo della storia alpina e della gloriosa "Julia" nonché memori dei servizi svolti a favore della popolazione dal secolo ´900 ad oggi. Cittadini Alpini della nostra terra che compiono opere e tramandato memorie nel rispetto delle valorose tradizioni locali. Disponibili ovunque ci sia da portare un aiuto nelle gravi calamità naturali, ma pronti anche a rinsaldare l´amicizia nei paesi del mondo dove la penna nera della Sezione di Pordenone ha lasciato un segno indelebile rivolto verso un futuro di pace e solidarietà". In occasione di questo appuntamento, i figuranti in divisa storica sistemati a fianco ad un Obice Skoda 75/13 M.O. Mariners hanno consegnato l’elmetto agli eredi della medaglio d’oro, tenente Antonio Marchi. In una Piazza XX Settembre silenziosa, per un attimo il tempo si è fermato per poi esplodere in fragoroso applauso. All’evento ha partecipato anche il Presidente Nazionale Sebastiano Favero che nel suo discorso ha proposto una riflessione sul futuro fondato sul rispetto, quello che i nostri militari nelle varie campagne di guerra hanno sempre mantenuto! Ma chi è Antonio Marchi? A lui è intestata la Sezione di Pordenone. L’8 marzo 1941 il Battaglione Tolmezzo è sul Golico e il tenente Antonio Marchi piuttosto che soccombere e morire, assunse anche il comando dei superstiti del Gemona e guidò l’assalto con un battaglione rimasto ormai privo di ufficiali superiori, caduti in combattimento. Conquistò una vetta decisiva per il settore, a 1.615 metri, ma di ritorno dal rifornimento munizioni, venne colpito a morte. Grazie ad un’attenta ricerca storica di Ilario Merlin, è stato possibile individuare il luogo dove fu sepolto (e successivamente traslato a valle). Così, a fine aprile 2017, con alpini e amici provenienti in gran parte dal Friuli e dal Veneto, raggiungiamo l’Albania per calcare i luoghi dove combatterono in nostri nella Campagna di Grecia. La comitiva si raccoglie in una silenziosa preghiera … “Antonio aiutaci a trovare il tuo elmetto”. Non passa molto tempo e il metal detector di Manuel rileva un metallo; ci guardiamo attoniti e iniziamo a scavare. A quasi mezzo metro di profondità troviamo l’elmetto … Antonio Marchi ci ha sentito! A Pordenone, ci sono anche alcuni “compagni” del viaggio in Albania. Un fraterno abbraccio a Ilario, Manuel, Matteo e Luigino; con loro e gli altri della “spedizione” abbiamo condiviso bei momenti di storia, di cultura e di commozione. Mancava Guido Aviani, ma solo fisicamente … 11

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Oggi sposi! Massimiliano Pittis Tutto è nato per scherzo con una battuta fatta durante l’Adunata di Treviso: “Maressial, no podês fâ le fieste da fanfare il 22 di Lui!!” risposta “E parzè po? No tu varâs mighe di maridâti?” Ecco appunto. Il 22 luglio da mesi era fissata la data per il nostro matrimonio e proprio in quel fine settimana a Udine ci sarebbe stata una due giorni di festeggiamenti per i 50 anni della Fanfara della Brigata Alpina Julia. Che fare quindi? Nulla purtroppo… mi metto il cuore in pace consapevole di non poter partecipare ad un evento così importante. Qualcuno dice che “non bisogna mai perdere la speranza”… ed ecco quindi che alcuni giorni prima del matrimonio ricevo una chiamata dal Comando della Brigata, nella persona dell’amico Primo M.llo Massimo Blasizza (capo ufficio stampa) il quale, saputo del lieto evento, mi comunica che sabato 22 luglio alle ore 20.15 eravamo invitati (io e la consorte) in castello a Udine, rigorosamente con abiti da sposi e cappello alpino, per fare una foto ricordo con la Fanfara e che la notizia ormai era già stata divulgata alla stampa locale che sarà presente in gran forze. Dopo un primo momento di stupore e dopo aver verificato di non aver fatto un piacevole sogno rispondo che “devo chiedere il permesso a chi comanda a casa” (la futura consorte). Il matrimonio non si può spostare è vero, ma un piccolo cambiamento al programma si. Ecco allora con il “permesso accordato”, ci attendono l’amico Primo M.llo programmiamo il tutto e… sabato 22 Lorenzo Sebastianutto (Direttore della sera, lasciati gli invitati davanti a un Fanfara) e tutti i componenti della ricco banchetto, saliamo in castello per Fanfara pronti per la foto ricordo. la foto ricordo. L’emozione è tanta; in quel momento Dopo aver percorso la salita che porta al passano per la mente i 12 mesi trascorsi castello tra lo stupore della gente assieme a questi fantastici colleghi… e, giungiamo sul piazzale dove ad accoglierci c’è l’amico Massimo Blasizza. Una cosa però non ci era stata lo confesso, qualche lacrima viene trattenuta a forza. I flash dei fotografi scattano all’impazzata, sembra comunicata: il piazzale del castello era già pieno con centinaia di persone che dovevano assistere al concerto. Non veramente di essere dei vip!! Li vicino c’è anche il Coro “Ardito Desio” della Sezione di Palmanova; il potete immaginare le nostre facce e quelle dei nostri accompagnatori. La gente quando ci vede (impossibile maestro Nazario ci prende sotto braccio e ci dice “vegnît cun me che vin une sorprese”. passare inosservati) inizia ad applaudire Come è andata? Beh potete vederlo nel e a gridare “viva gli sposi”. video pubblicato sulla pagina facebook Contraccambiamo i saluti, consapevoli del Gruppo Alpini. che la sorpresa per quello che sta Grandi emozioni per dei momenti seppur succedendo è da entrambe le parti. brevi ma che rimarranno per sempre nei Raggiungiamo quindi, con non poca nostri ricordi. Insomma, un bellissimo difficoltà, la zona scelta per la foto dove regalo per una giornata ricca di emozioni dalla mattina alla sera! Il giorno seguente i giornali hanno così riportato “Prima dell’inizio del concerto c’è stato un “Oggi Sposi” sicuramente da ricordare: lontano dalla Julia un ex della Fanfara non è riuscito a stare neanche il giorno del matrimonio. Infatti Massimiliano e Syndy, si sono sposati proprio sabato e sono corsi in castello per la foto ricordo: lo sposo rigorosamente con il Cappello Alpino! 12

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Puliamo il mondo Mauro Perfetti Venerdì 22 settembre a San Giorgio di Nogaro, si è svolta la giornata ecologica di “Puliamo il Mondo 2017” dove sono stati coinvolti:  le Scuole, con la presenza di circa 70 alunni della quinta della primaria e i relativi insegnanti;  l'Amministrazione Comunale;  Legambiente;  la Protezione Civile;  il Corpo Forestale dello Stato;  la Misericordia;  il Gruppo Alpini e non per ultimo un folto gruppo di Cittadini che tengono ad avere un Mondo più pulito. La manifestazione ha avuto inizio con un breve saluto delle Autorità in Piazza del Grano, è intervenuto il Sindaco, il rappresentante di Legambiente e del Corpo Forestale. Successivamente ha avuto inizio l'operazione ecologica di pulizia lungo il percorso stabilito che ha portato la carovana fino alla sede degli Alpini. Gli alunni muniti di guanti, sacchi neri e buona volontà, hanno recuperato circa 30 kg di rifiuti, quali plastica, alluminio, vetro e altro. Dopo una graditissima colazione offerta dal Gruppo Alpini, al quale va il mio personale ringraziamento, i ragazzi hanno fatto rientro a scuola, convinti di aver compiuto quelle azioni che ognuno di noi dovrebbe fare giornalmente per poter cambiare questo Mondo che diventa sempre più difficile e ostile. Un Mondo diverso è possibile, dobbiamo recuperare i nostri spazi perché siano più puliti e sostenibili. Puliamo il Mondo tutti insieme dall'indifferenza, dai rifiuti e dalle barriere per un territorio davvero sostenibile aperto alla partecipazione di tutti. Grazie. La comitiva in Piazza del Grano Partenza dalla scuola primaria 13 Nella pista ciclabile di P.zza del Grano

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Gita nella splendida ISTRIA: ALBONA e ARSIA Giovanni Sguassero La gita in questi due luoghi, per dirla in maniera molto semplice…è stata un successo, i commenti in positivo dei partecipanti sono stati unanimi. Oltre alla bellezza dei paesaggi, l’Istria ha un suo peculiare ed intrinseco fascino, si è constatato che l’aspetto culturale è stato curato nel dettaglio, gli organizzatori, oltre ad averci consegnato due fogli informativi sulle due località, hanno provveduto anche a farci accompagnare da una guida. La visita ai luoghi storici ed al museo di Albona e successivamente ad Arsia è stata seguita con interesse dalla comitiva grazie proprio alle spiegazioni della guida. Pochissimi dei partecipanti alla gita conoscevano questi due paesi ed il loro passato. In Albona è ancora chiarissima l’impronta lasciata da Venezia. Contrade, chiese, case e cognomi sono ancora lì a dimostrarlo nonostante che dopo la fine della seconda guerra molti albonesi abbiano conosciuto la tragedia della profuganza. Arsia non ha un passato storico paragonabile ad Albona ma, essendo cresciuta in breve tempo grazie ad una miniera di carbone, è stata luogo di vere e proprie guerre sindacali in quanto i lavoratori volevano riconosciuti i loro diritti. da tenere presente che scioperi e manifestazioni avvenivano in un periodo storico, il cosiddetto ventennio fascista, in cui le autorità non esitavano a far intervenire polizia ed esercito per reprimere ogni dissenso. Anche il tempo si è prodigato per farci trascorrere una bella giornata, infatti quando eravamo all’aperto splendeva il sole accompagnato da un vento piacevole, quando eravamo al coperto le piogge non sono mancate. Al rientro, come da tradizione, alla baita del Gruppo è stato offerto uno spuntino a base di pane, salame, formaggio. Nessuno si è tirato indietro anche se tutti affermavano di avere la pancia piena dopo il lauto pranzo a base di pesce. Un GRAZIE, per la bella gita, a Bruno, Giovanni, Luciano ed a Lodovico Rustico che ha curato l’aspetto culturale. 14

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La squadra sanitaria a Corgnolo Dal 12 al 21 agosto la squadra sanitaria della Sezione di Palmanova (sono i soci del nostro Gruppo ) hanno vigilato sulla sicurezza dei partecipanti alla Sagra del Toro di Corgnolo. Tiro al piattello Il ricordo e la memoria Il 19 e 26 agosto con grande soddisfazione abbiamo partecipato alla pulizia del cimitero austro-ungarico di Palmanova. Due sessioni per tagliare l’erba ma anche per effettuare lavori di manutenzione straordinaria. Si è trattato di appuntamenti ricorrenti per noi alpini che facciamo sempre con piacere. I numeri: 21 ore di servizio Porpetto, 9 settembre 2017 2 interventi (per fortuna di lieve entità) “Tut-ti at-tenti” “Alzabandiera” Anche questo è volontariato a costo zero ma di alto valore per la sicurezza di tutti. Inizia così il Trofeo Sezionale di Tiro al Piattello che si è tenuto nello splendido scenario del Tiro a Volo di Porpetto. A settembre di quest’anno, un gruppo si studenti ungheresi hanno pulito le lapidi del cimitero. Con grande stupore, una ragazza ha trovato l’incisione di un suo avo. L’emozione è stata tale che tutti sono rimasti a bocca aperta. Numerose le doppiette che hanno partecipato. I Gruppi che se la possono contendere sono sempre quelli …Santa Maria, Porpetto, Jalmicco e Campolonghetto. Il nostro Gruppo era rappresentato da Simone e Franchino. Artiglieri del 1°/64 … sul Messaggero Veneto 25° di sacerdozio di Don Denys Gli artiglieri del 1°/64 che erano alla Di Prampero, nel 1986, si sono incontrati a San Giorgio. 31 anni dopo (esattamente il 19.02.2017) sono ritornati a San Giorgio. Riportiamo con piacere i due articoli apparsi sul Messaggero Veneto per testimoniare come le amicizie fatte durante la naja sono durature e indissolubili. Il tempo ha segnato i “giovanotti di allora” ma non la voglia di stare assieme e ricordare gli anni passati. La presenza ai principali eventi della nostra comunità è imprescindibile. Ecco le foto del 25° anniversario di sacerdozio di don Denys Ekyoci. 15

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