Il Magistero del lavoro

 

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rivista di Marzo 2010

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sommario Editoriale di Gianluigi Diamantini Interventi Manganelli alla Giornata della legalità casertana di M.N.R. Nota sulle problematiche giovanili di Elio Contini Tra circuiti e pionieri. Le origini del volo a Brescia di Franco Ragni La nuova autostrada Albenga-Carcare-Predosa di Secondo Francesco Cesarinai Angolo della Medicina Il male che è fra noi di Giustino De Rosa I tumori ereditari di Roberta Bisegna 4 5 6 7 8 9 10 News dall’Italia e dall’Estero 12 Dall’Europa 15 Le Arti Edward Hopper di Roberta Bernabei 16 Scuola-Lavoro Significato Maestro del Lavoro, compiti e prospettive di Mauro Nemesio Rossi Dai Consolati Ricordiamoli così 18 20 34 Federazione Maestri del Lavoro d’Italia XXXII Convegno Nazionale 36 lettera a maestre del lavoro Cara Maestra, sono certa che tu abbia già appreso come nel corso della riunione del Consiglio Nazionale del 12 giugno 2009 si sia proceduto alla istituzione nell’ambito della Federazione dei Maestri del Lavoro d’Italia, di una “Commissione Pari Opportunità”, nonché dell’onore che mi è stato concesso di essere nominata Coordinatrice della medesima. L’obiettivo della Commissione è principalmente quello della implementazione delle candidature femminili a MdL da parte delle Aziende, nonché quello di far assumere alle donne un ruolo più incisivo all’interno della Federazione. Oggi, nella nostra Associazione siamo ad una percentuale di Maestre dell’11,64% sul totale degli iscritti. Ritengo, quindi, che, tenuto conto del numero delle donne che da tempo sono entrate attivamente nel mondo del lavoro, ci sia spazio per una maggiore presenza femminile nell’ambito della Federazione, presenza che potrebbe costituire un significativo contributo per la Federazione stessa nello svolgimento delle attività associative istituzionali. Fino ad oggi però, per motivi logistici e difficoltà di avviamento, la Commissione non si è potuta ufficialmente riunire. Non appena verrà rinnovato il Consiglio Nazionale e conseguentemente verranno riorganizzate le “Commissioni”, sarà fattibile disciplinarne l’attività e incominciare a renderla operativa. La Commissione è, ovviamente, aperta ad ogni suggerimento e/o supporto utile che pervenga da Maestre di buona volontà. Per il momento, colgo l’occasione per porvi a nome della Commissione tutta i più cordiali saluti. Commissione pari Opportunità La Coordinatrice M.d.L. Ada Grecchi Periodico ufficiale della Federazione Maestri del Lavoro d’Italia Registrato presso il Tribunale di Roma con n. 272 del 27 settembre 1983 Anno 25mo - n. 1 - Marzo 2010 Direttore Editoriale Gianluigi Diamantini Direttore Responsabile Vittorio Sabia vittorio.sabia@tiscali.it cell. 338.1797694 Via B. Marcello, 7 - 31044 Montebelluna (TV) Direzione Viale Lincoln, 3 - 00144 Roma tel. 06.5926341 - fax 06.5924527 e-mail: presidenza@maestrilavoro.it Comitato Editoriale Renzo Preda - Nord Bruno Corsinovi - Centro Vittorio Sabia - Sud e Isole Segretario Generale Silvio Manfredi Tesoriere Augusto Passacantilli Segretario del Consiglio Antonio Cogliandro Testi di R. Bernabei, R. Bisegna, S.F. Cesarinai, E. Contini, G. De Rosa, G. Diamantini, F. Ragni, M. Nemesio Rossi, G.Vitaliani e i collaboratori dei Consolati regionali e provinciali d’Italia. Grafica e Stampa Gstaff srl - Roma - www.gstaff.it Gli articoli firmati esprimono esclusivamente le opinioni degli estensori e non indicano in alcuna forma la linea socio-politica del Periodico Chiuso in tipografia 28 Febbraio 2010 Periodico a diffusione interna

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Cav. Lav. Pietro Santarelli Da oltre quarantacinque anni Pietro Santarelli, marchigiano di Ascoli Piceno, guida la costante espansione della Santarelli Costruzioni che dai comuni delle Marche raggiunge l’intero territorio nazionale. La Santarelli Costruzioni S.p.A. è la principale di un gruppo di società che opera su tutto il territorio nazionale e prevalentemente nella città di Roma. Svolge, in conto proprio, attività di general contractor, progettazione, costruzione, acquisizione, vendita e gestione di immobili ad uso residenziale, direzionale, commerciale e turistico-alberghiero. Un inarrestabile sviluppo che si è diversificato inoltre, nell’editoria, nella produzione cinematografica, nel settore del benessere e, attraverso la Inergia S.p.a., in quello energetico per la produzione e la fornitura di servizi. www.santarellispa.it www.inergia.it

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editoriale Care Maestre e cari Maestri, ritengo doveroso riportare la lettera che è stata indirizzata in data 18 febbraio 2010 a tutti i responsabili degli organi periferici della nostra Federazione, lettera che esprime il mio personale rammarico per alcune incresciose situazioni che si sono verificate in occasione delle votazioni per il rinnovo delle cariche. Comunque la vita associativa deve proseguire, deve affrontare le difficoltà contingenti ed individuare le soluzioni più adeguate. LETTERA APERTA (inviata ai Consiglieri Nazionali in data 18 febbraio 2010) Cari Colleghe e Colleghi, più volte, in passato, sia attraverso l’editoriale sul periodico “Il Magistero del Lavoro” sia con lettere a voi direttamente indirizzate, ho richiamato l’attenzione dei MdL sulla eccessiva e ricorrente conflittualità in seno alla Federazione. Mi rendo conto come la nostra età media, contrariamente a quanto si possa pensare, non sia, purtroppo, buona consigliera di comportamenti tolleranti e disposti al dialogo: si sa gli anziani sono spesso litigiosi! Sta di fatto che le puntigliose contestazioni, insorgenti spesso anche su questioni banali, la mancanza di disponibilità alla collaborazione, la scarsa umiltà con la quale tutti noi portiamo avanti il nostro impegno desiderosi di affermare sugli altri il nostro pensiero ed il nostro prestigio personale, piuttosto che voler accettare il confronto o di potersi mettere in discussione, sono i sintomi di questo dilagante malessere che sta avvelenando i rapporti interni fra Socio e Socio, fra Socio e Consolato, fra Consolato e Consolato, fra Consolati ed Organi centrali. Le conseguenze di questa incresciosa situazione si rendono maggiormente palesi nei comportamenti di alcuni Maestri e/o Consolati quando attirano su di sé l’attenzione ed il consenso alzando oltre misura il tono dei loro interventi o quando disattendono o ignorano o, peggio ancora, contrastano quanto deliberato dal Consiglio Nazionale ed emanato dalla Presidenza. L’autonomia non va interpretata nel senso della più completa anarchia. Per questa strada non potremo andare da alcuna parte. Tutto ciò, frenando gli slanci, gli entusiasmi, la voglia di fare, di misurarsi con progetti vecchi e nuovi finirà, inevitabilmente, con il minare alle fondamenta la natura stessa della Federazione che è invece quella dell’aggregazione, del reciproco appoggio, del lavoro comune. Aggregazione, appoggio e lavoro comune finalizzati al conseguimento di un obiettivo condiviso per uno scopo superiore, quello di una sempre maggiore affermazione dei Maestri del Lavoro. E’ vero il nostro Sodalizio è sempre stato definito la “Famiglia Magistrale” e, forse, come l’istituzione familiare anche lui oggi è in crisi, ma non possiamo lasciarci andare. Dobbiamo contrastare questo andazzo se vogliamo sentirci ancora dei veri Maestri del Lavoro. E’ con molta amarezza che sto lanciando questo grido di allarme spinto dal grande rispetto verso tutto ciò che siamo e che rappresentiamo ed in considerazione del fatto che spetta a me, per il ruolo che rivesto, fare questa analisi ancorché spietata. D’altra parte se ho fatto questo richiamo forte e vibrante è perché la situazione desta forte preoccupazione. In questi ultimi mesi siete stati chiamati a dar corso alle operazioni di voto per il rinnovo delle cariche sociali. Al riguardo non voglio parlarvi della mancata osservanza delle specifiche norme in materia di elezioni, dei ritardi negli adempimenti, delle incomplete comunicazioni, fatti questi già di per sé motivo di richiamo a comportamenti maggiormente virtuosi, mi riferisco, invece, alle tante contestazioni insorte dopo le operazioni di voto sull’operato dei responsabili dei Consolati o delle Commissioni Elettorali. Se ciò che viene imputato rispondesse al vero sarebbe di enorme gravità trattandosi di azioni compiute da Maestri del Lavoro, se, viceversa, fossero illazioni sarebbe altrettanto grave che venisse ipotizzato da parte di alcuni che altri Maestri del Lavoro possano aver compiuto atti tanto deplorevoli. Tali contestazioni in alcuni casi hanno, peraltro, raggiunto toni così elevati al punto da richiedere, dapprima l’intervento della Commissione Elettorale Centrale, poi quello della Presidenza e quello della Giunta e, da ultimo, quello del Collegio dei Probiviri. Tant’è che è mio dovere informarvi che, allo stato, non siamo in condizione di procedere alla convocazione del Consiglio Nazionale subentrante non essendo stati ancora designati tutti i Consiglieri che ne dovranno far parte. Solo dopo aver conosciuto il parere definitivo del Collegio dei Probiviri potremo avere un quadro completo della situazione. Quanto sopra esposto ritengo renda evidenti le difficoltà nelle quali si dibatte la Federazione, difficoltà che potranno essere, nella contingenza, superate, se necessario, con una decisione del Consiglio Nazionale ancora in carica, mentre è auspicabile che il nuovo Consiglio voglia assumere l’obbligo morale di prendere tutti quei provvedimenti, ancorché dolorosi ed impopolari, idonei a ricondurre l’intera Federazione sulla strada del rispetto reciproco. Cordiali saluti MdL Gianluigi Diamantini 4 Il Magistero del Lavoro • n. 1 Marzo 2010

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interventi Manganelli alla Giornata della legalità casertana CASERTA – La scuola casertana si entusiasma per la presenza del capo della polizia Prefetto Antonio Manganelli. La giornata della legalità Casertana organizzata dalla Federazione Maestri del lavoro d’Italia con la collaborazione di Mauro Nemesio Rossi (casertano) componente per il Sud della Commissione scuola lavoro, nell’Auditorium della Provincia è stata caratterizzata per la qualità dei dibattiti e per le domande poste dagli alunni a conclusione della manifestazione, a cui il dott. Manganelli ha dato ampie ed esaustive spiegazioni. In sala alunni delle scuole medie e superiori di tutta la provincia di Caserta. Magistralmente condotta dalla Preside Adele Vairo, la giornata puntualmente si è avviata con il saluto del Prefetto Vicario Francesco Provolo che ha sottolineato l’azione di coordinamento e di attenzione che il Prefetto di Caserta Ezio Monaco sta ponendo ai problemi della scuola sia nei rapporti che ha con il mondo esterno sia nelle questioni interne che stanno portando agli onori della cronaca gli atti vandalici. Una apposita commissione si riunirà prossimamente nel palazzo del governo proprio per vagliare le questioni connesse al fenomeno. Per la Provincia è intervenuto il prefetto Biagio Giliberti, mentre il sindaco di Caserta si è fatto rappresentare dall’Assessore Gianfranco Alois. Andrea Funari in rappresentanza di Confindustria Caserta nel portare i saluti dell’associazione datoriale ha relazionato sul mancato sviluppo economico della provincia dovuta ad un forte presenza della malavita organizzata che spesso soffoca il nascere di nuove attività imprenditoriali. Pino De Martino, direttore editoriale del Corriere di Caserta, si è soffermato sul ruolo e sulla funzionalità degli organi di informazione come testimoni di eventi che caratterizzano il territorio, ma anche come sussidio al diffondere la legalità nella società. Il generale del II° FOD Francesco Tarricone ha illustrato il ruolo dell’esercito impegnato nell’operazione Strade Sicure. E’ stato il Presidente nazionale della Federazione Maestri del Lavoro d’Italia MdL Gianluigi Diamantini a dare le motivazioni del perché una Federazione nazionale con sede a Roma operi con alcuni dei suoi insigniti in una provincia difficile come quella di Caserta. “Si tratta di un primario obiettivo che nasce dalla legge istitutiva stessa della onorificenza - ha detto il Presidente nazionale - in quanto significa esaltare prima di tutto gli interessi generali dei Maestri del Lavoro e poi dare un sostanziale contributo alla Stato che è impegnato nel difficile compito di sconfiggere l’illegalità in un zona del paese che è terra laboriosa e dove una minoranza mafiosa, ha creato danni gravi alla società”. In sala tra le varie autorità erano presenti il Colonnello Crescenzio Nardone, Comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Francesco Saverio Manozzi, Comandante Guardia di Finanza, la dott.ssa Antonella Vestucci, Capo della Scuola di Polizia, il dott. Michele Pascarella Capo della Polizia Stradale, il Generale Giuseppe Nicola Tota, comandante della Brigata Garibaldi, il Col. Francesco Tirino, portavoce della Bersaglieri “Garibaldi”, il prof. Paolo Vincenzo Pedone Preside facoltà di scienze ambientali Giovanni Bo, vice presidente della Piccola e media Impresa di Confindustria Caserta, e i MdL Emilio Iuliano Console provinciale di Napoli, Salvatore Marotta Console regionale, Errico Russi decano casertano, Alfonso Batelli, Vincenzo Rasile e Donato Pasquariello ex direttore della 3M Italia oggi impegnato nel progetto scuola-lavoro. A chiusura della manifestazione sono stati consegnati dal Presidente nazionale Gianluigi Diamantini i crest con il simbolo della stella al merito: al Prefetto capo della polizia Antonio Manganelli, al Commissario della provincia Biagio Giliberti, al Preside della facoltà di Scienze Ambientali Paolo Vincenzo Pedone, per i corsi di formazione sull’ambiente finalizzati alla preparazione degli insigniti, al Procuratore Capo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Corrado Lembo, al giornalsita Gigi Di Fiore che ha condotto le due tavole rotonde, ed al Dirigente scolastico Provinciale che ha avuto un ruolo importante nell’organizzazione de “la giornata della legalità casertana”. M.d.L. M.N.R. Il presidente Gianluigi Diamantini, consegna il crest dei Maestri del Lavoro al Capo della Polizia Antonio Manganelli 5Il Magistero del Lavoro • n. 1 Marzo 2010

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interventi LA LETTERA. Il direttore generale della Luiss avremmo voluto che l’Italia fosse diversa e abbiamo fallito “Figlio mio, lascia questo Paese” - di PIER LUIGI CELLI Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio..... Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze. Preparati comunque a soffrire. Con affetto, tuo padre Nota sulle problematiche giovanili “Egregio prof. Celli, ho letto con attenzione la sua lettera e ho meditato a lungo su quella sua accorata invocazione a suo figlio, ed ho riscontrato molto del travaglio che da tempo agita il mio animo. Se ora la mia esistenza ha virato alla prima boa della vita e mi accingo a compiere l’ultimo rettilineo, tracciando un bilancio di quanto ho potuto contribuire alla costruzione del futuro dei nostri giovani, sento tutta l’amarezza che sente lei per l’incerto futuro dei nostri figli. Già! Nel voltarmi indietro e ricordando le speranze che abbiamo cullato e le lotte democratiche, non violente, combattute per poter costruire un mondo giusto ed equo, dove il merito fosse il parametro principale per la valorizzazione delle capacità per l’inserimento nel mondo del lavoro. Qualcuno dirà, e non a torto, erano altri tempi! Volevamo cambiare il mondo e oggi ci troviamo ad essere una classe di perdenti, si perdoni, perchè siamo riusciti a cambiare il tessuto sociale nel quale ci siamo adagiati, trasportati dal nostro aver raggiunto una posizione che ci permetteva una sicurezza seppur senza agiatezze, ma pur sempre sicurezza. Si quella sicurezza che i nostri giovani sognano come una oasi nel deserto. Nel tempo sono state inventate tutte le forme possibili per creare precarietà e insicurezza con la falsa convinzione che tanto ci saremmo stati noi a tutelare i bisogni dei nostri figli. E loro, nella maggior parte, salvo alcune eccezioni, si sono adagiati su questo effimero e troppo facile ricevere soddisfacimento dei loro bisogni. Questa situazione ha fatto mancare nei giovani la sana voglia di combattere per il raggiungimento dei loro obiettivi. Ebbene il mio modo di vedere è questo: cari giovani non delegate a nessuno il vostro futuro, organizzatevi, combattete per una società diversa sapendo che tanto nessuno vi darà niente di più di quello che vi conquistate, sta anche a voi non cercare scorciatoie politiche o neopolitiche perché non sarebbe onesto e quella raggiunta, seppur comoda, vi rimarrà nel fondo della vostra coscienza, ingiusta e poco gratificante. Non condivido il suo appello a suo figlio esortandolo ad andare all’estero a trovare una terra più giusta e imparziale. A mio avviso più giusto sarebbe esortarlo a combattere unitamente agli altri giovani per la costruzione di una società diversa da quella egoistica e individualistica che attualmente viviamo! Sarebbe una soluzione fin troppo facile dato il censo, e gli altri? Quelli che non avrebbero neanche la possibilità di espatriare perché non saprebbero dove andare, perché privi di mezzi di sostentamento in attesa di trovare un lavoro che diventa sempre più difficile trovare?” 6 Il Magistero del Lavoro • n. 1 Marzo 2010 M.d.L. Elio Contini

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Tra Circuiti e Pionieri Le origini del volo a Brescia interventi Con questo titolo il sottoscritto – MdL 2001, del Consolato di Brescia – e professionalmente “quadro” di formazione tecnica presso l’ASM di Brescia dal 1961 al 2000 – ha avuto l’opportunità, offertagli dal quotidiano locale “Il Giornale di Brescia”, di pubblicare un volume sulle origini del volo a Brescia, il cui pretesto era la ricorrenza del centenario del “Primo Circuito Aereo Internazionale di Brescia” del settembre 1909. L’evento originario, infatti, era stato di fondamentale importanza agli effetti dell’affermazione della pratica aeronautica in Italia, ed ebbe risonanza mondiale in un’epoca in cui pochissimi erano gli aeroplani volanti al mondo, quasi tutti in Francia, patria della modernità (era al suo culmine la Belle Époque). Erano passati solo sei anni dal primo volo “pratico” – quello dei fratelli Wright – e tre dalle primissime e timide esperienze europee, avvenute quando ancora quelle dei geniali fratelli statunitensi erano considerate, al di qua dell’Atlantico, alla stregua di banali “americanate”. La clamorosità dell’evento può misurarsi dal fatto che quando questo fu indetto nella città lombarda (ottobre 1908) gli aerei volanti (o quasi) in tutto il mondo si potevano contare sulle dita di due mani. Il centenario, nel settembre 2009, ha meritato doverosamente una serie di celebrazioni, manifestazioni e pubblicazioni tra le quali anche questo volume che di quell’evento lontano, ma decisivo, narra l’evoluzione, lo svolgimento e le influenze successive. Il tutto però inserito in un discorso più ampio che prende le mosse da un sorprendente e insospettato protagonismo bresciano sulla scena aeronautica che veniva da lontano ed esaurì, per così dire, la sua carica innovativa nel 1921, come si vedrà alla conclusione di queste righe. Quale la scansione degli argomenti del libro? Si parte da Francesco Lana, il gesuita bresciano considerato universalmente “padre dell’aerostatica”, col suo progetto di “nave volante” sostentata da grandi globi nei quali si doveva “fare il vuoto”; studio che dopo la sua pubblicazione nel 1670 - tra gli altri argomenti trattati in un volume scientifico del Lana - ebbe fama in tutta Europa. In altre parole: Francesco Lana applicò, col corredo di calcoli, il principio di Archimede all’aria. Segue, nel libro, la trattazione di eventi e personaggi legati all’aerostatica (palloni e poi dirigibili) nel bresciano, lungo il secolo abbondante di dominio dell’aria da parte di “macchine” di questo tipo, dopo l’esordio dei Montgolfier in Francia. Ne emergono figure interessanti e una serie nutrita di aneddoti curiosi e a volte, visti con gli occhi di oggi, ai limiti della comicità. Negli anni tra fine Ottocento e primo Novecento, però, erano maturi i tempi per l’avvento di macchine volanti più pesanti dell’aria: gli aeroplani, in definitiva, come pure gli elicotteri cui all’epoca si dedicò (oggi sembra strano) moltissima e troppo precoce attenzione. A Brescia, è sorprendente, operarono i due proto-pionieri aeronautici italiani più importanti di quell’epoca: l’ingegnere Cosimo Canovetti (tra l’altro Ingegnere-Capo del Comune di Brescia) e Achille Bertelli, già famoso come industriale chimico-farmaceutico. Mentre il primo si occupava fondamentalmente di studi sulla penetrazione aerodinamica dei corpi e sulla propulsione senza elica (“a getto”, ante litteram), il secondo realizzò tra 1905 e 1908 due macchine ”volanti” accomunate da un destino infausto: dapprima un “aerostave” provato a Roma nel 1906 (una stranissima macchina, incrocio tra aeroplano, aquilone e dirigibile), e poi un elicottero, provato a Brescia tra 1908 e 1909. Nessun risultato pratico, alla fine, ma i due personaggi, autori anche di studi ponderosi, si meritarono un posto onorevole nella storia dell’aviazione italiana. E poi è il turno dell’evento clou: il grande Circuito Aereo di Brescia del settembre 1909, con i retroscena della sua indizione, la narrazione dello svolgimento doverosamente avventuroso, a volte, come si conveniva per una manifestazione di volo ai primordi, quando il record mondiale di altezza venne appunto battuto a Montichiari con 198 metri! E vi compaiono i personaggi: aviatori a livello internazionale, Re, principi e principesse, letterati di fama o destinati alla fama, grandi firme del mondo della cultura e della tecnica, personaggi della mondanità, la stampa di tutto il mondo, e popolo, molto, moltissimo popolo attirato dalla novità. Segue poi il post-.Circuito, ricco di curiosità che ci accompagnano fino alla soglia della Grande guerra 1915-18. Nel corso di quest’ultima, Brescia ebbe un ruolo, tutto sommato, di seconda linea (eccezion fatta per la “guerra bianca”, quella dei ghiacciai), eppure in città e provincia, tra campi operativi, campi di fortuna e idroscali, furono attive ben 12 strutture aeroportuali militari, la cui storia riporta notazioni di estremo interesse e meritorie di conoscenza, anche dal punto di vita della “curiosità”: quanti sanno - ad esempio - che Brescia venne bombardata dall’aria ben tre volte tra 1915 e 1916? E poi gli uomini (gli “assi” soprattutto, come Scaroni e Cerutti) e le produzioni industriali anche nel settore dei motori d’aviazione. Tutta la trattazione si chiude col “fatale” 1921, anno conclusivo del protagonismo aeronautico bresciano, in cui si corsero due grandi competizioni con struttura e formula di gara molto simili; entrambe in settembre. La prima, sul classico “terreno” di Montichiari, era per aerei terrestri: un Gran Premio d’Italia da correre in contemporanea a un più fortunato “Gran Premio d’Italia per automobili”, competizione che ancora oggi si corre, annualmente, sul circuito di Monza dove si trasferì nel 1922, anno successivo all’esordio bresciano. Il Gran Premio aereo ebbe invece esito insoddisfacente e non lasciò alcuna traccia. La seconda fu sul lago di Garda, auspice e “benedicente” un d’Annunzio da pochi mesi in dorato “esilio” a Gardone. Stavolta erano degli idrovolanti a correre in contemporanea con motoscafi. Andò tutto bene, ma la competizione non ebbe il successo atteso. E tutto finì lì. Dopo di allora Brescia, sulla scena dell’aviazione, fu solo comparsa o spettatrice. Era finita un’epoca. Il libro, edito dal quotidiano “Il Giornale di Brescia” è disponibile presso la sede del giornale. M.d.L. Franco Ragni 7Il Magistero del Lavoro • n. 1 Marzo 2010

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interventi La nuova autostrada Albenga- Carcare - Predosa Le infrastutture liguri riguardanti le strade e le ferrovie sono molto importanti, soprattutto per le comunicazioni con l’entroterra e i territori di confine. La Liguria, con i suoi porti, è infatti area di sbarco e di transito per molte merci dirette in Europa. Meritevole di considerazione quanto è stato illustrato al Convegno dello scorso gennaio su: “L’autostrada delle Alpi del Mare, Albenga, Carcare, Predosa”, organizzato dalla Camera di Commercio di Savona a Palazzo Lamba Doria. Auditorium particolarmente qualificato compresi numerosi funzionari di Enti diversi, professionisti interessati a possibili collaborazioni, amministratori regionali liguri e piemontesi, con l’appoggio delle provincie di Savona, Cuneo, Alessandria e dell’università di Genova col prof. Pietro Genco. Presente dalla tarda mattinata anche l’On. Bartolomeo Giachino, sottosegretario del Ministero Infrastutture e Trasporti che ha rappresentato il Governo. Dopo i saluti di rito, il prof. Genco e l’Ing. Enrico Ghislandi hanno illustrato uno studio di massima ed un preprogetto, relazionando sull’ampiezza dell’attività preparatoria svolta. Il tracciato non è ancora definitivo. L’assessore regionale ligure Carlo Ruggeri, nel corso del suo intervento, ha detto fra l’altro che è necessario avere il placet dei sindaci per i territori comunali che saranno interessati. A tale proposito si ha l’impressione che le cose non saranno del tutto facili perchè alcune preoccupazioni si sono già manifestate, specialmente in provincia di Savona. Nel complesso si può affermare che la volontà di procedere alla realizzazione della nuova arteria autostradale è abbastanza generalizzata e unanime, anche se vi sono nodi ancora da sciogliere: in primis quello dei finanziamenti. Si è parlato di quasi 6 miliardi di euro, per un tracciato di circa 120 Km. Superate possibili difficoltà, è stata prevista una realizzazione nell’arco di 5 - 6 anni, attraverso opere di alta ingegneria, con maggioranza di gallerie, due decine di viadotti e una ventina di km in superficie. Resta ora da approfondire 8 Il Magistero del Lavoro • n. 1 Marzo 2010 meglio l’impatto - che dovrebbe essere positivo sui bacini della Bormida, considerando il territorio maggiore che riguarda la provincia di Savona, caratterizzato negli ultimi anni da una profonda crisi industriale. A tale riguardo potranno essere sfruttati i diversi studi già fatti in un recente passato per la programmazione economica e la pianificazione territoriale, di cui sono stati protagonisti diversi Comuni della Valle Bormida e la Camera di Commercio di Savona. La necessità dello sbocco sul mare pone i bacini della Bormida in una posizione privilegiata, da tempo evidente, che bisogna saper sfruttare al massimo. L’intenzione c’è, e nel Convegno è stata ben evidente, con la presenza al tavolo di presidenza, unitamente al Presidente Grasso, del Sindaco di Savona Berruti e del Presidente della provincia Vaccarezza. Come è noto, il discorso originario della Carcare, Predosa è di oltre una quarantina d’anni fa (negli anni 60 del secolo scorso, c’è stato addirittura un ordine del giorno parlamentare); poi negli ultimi tempi l’idea originaria si è trasformata nell’Albenga, Carcare, Predosa, salvo possibili ulteriori modifiche del tracciato. La nuova autostrada porterà anche un contributo al fine di alleggerire gli intasamenti che periodicamente si verificano sull’autostrada dei fiori verso Ventimiglia. Per ben che vada, se vi è veramente la volontà politica di realizzarla, i tempi per vederla in funzione, rimanendo con i piedi per terra, potrebbero essere quantificati in una ventina di anni. E’ certamente notevole e importante che oggi si pensi di realizzare una infrastuttura di questo tipo, da cui si avranno benefici non solo per la Liguria, il Piemonte e la Lombardia - si veda il discorso del Sottosegretario che ha parlato espressamente anche di Lombardia - ma parimenti notevole e necessario, sarebbe mettere in cantiere l’ammodernamento delle due linee ferroviarie: Savona San Giuseppe-Torino e Savona San Giuseppe-Alessandria che invece sembra aver fatto numerosi passi indietro con la disabilitazione di molte stazioni ferroviarie. M.d.L. Secondo Francesco Cesarinai

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angolo della medicina IL MALE CHE E’ FRA NOI Esiste anche la “buona sanità” come testimonianza che viene da un Maestro del Lavoro della Campania. Emma, 73 anni, madre e moglie esemplare, una donna unica come tante e tanti è affetta da una forma di demenza degenerativa invalidante, meglio nota come Alzheimer, nome del neurologo che nel 1905 ne identificò i sintomi. Farmaci come Memac, Exelon, Ebixa, anche idoneamente prescritti e dosati, possono soltanto rallentare una sintomatologia che porta il malato ad acquisire la triste consapevolezza di non saper più gestire le proprie attività quotidiane. Con il progredire della malattia quella stessa consapevolezza svanisce, tramutandosi soltanto in una sensazione di malessere, ansia e paura. L’Alzheimer non è soltanto una malattia, ma una drammatica e complessa realtà che addolora l’ammalato e i suoi cari, portando essi stessi ad avere bisogno di chi – con le dovute competenze – li guidi in una dolorosa esperienza di vita. Per questo motivo l’impegno e la solidarietà delle equipe di medici che – soltanto attraverso l’esperienza diretta – riescono a cogliere gli aspetti della vita dei pazienti e dei loro familiari, alleviandone le difficoltà, sono indispensabili. Emma, mia moglie ed io, insieme con le mie figlie (ma qui voglio anche dare una testimonianza a Maria, moglie del nostro Vice Presidente emerito Vincenzo Beato che combatte come me la stessa battaglia), abbiamo trovato questo supporto nel centro diurno “Il Frullone” di Napoli, che la ospita, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 del mattino alle 14.30. L’eccellente personale medico si è presentato a noi in maniera singolare, instaurando, da subito, un rapporto di familiarità, grazie al quale diviene meno traumatico affidare se stessi e il proprio caro a chi dovrà curarlo per alcune ore della giornata. In pochi mesi “Il Frullone” è diventato, per noi, un punto di riferimento prezioso, un aiuto ineguagliabile. Sin dal primo giorno l’efficienza e l’assoluta professionalità del team medico ci hanno trasmesso fiducia e sostegno morale. Supportare, attraverso lo studio, la ricerca e l’assistenza, un malato di Alzhemeir, significa assistere non un paziente, ma un intero nucleo familiare. I centri diurni sono, a mio avviso, l’unica concreta valida forma di sostegno ad un “fenomeno” che può essere affrontato soltanto dal suo interno, ramificando la presenza di strutture, come appunto “Il Frullane”, che studiano la malattia, la curano e, al tempo stesso, agiscono concretamente. Per questi motivi, anche a nome di tanti altri colleghi che percorrono la mia stessa esperienza, ritengo di dover dire un “grazie di cuore”. M.d.L. Giustino De Rosa 9Il Magistero del Lavoro • n. 1 Marzo 2010

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angolo della medicina I tumori ereditari L’osservazione della frequente aggregazione familiare dei tumori ed, in particolare, di alcune neoplasie di frequente riscontro (carcinoma del colon, carcinoma della mammella) ha giustificato lo sviluppo di ricerche che, negli ultimi anni, hanno permesso di identificare numerosi geni coinvolti nella patogenesi di sindromi di predisposizione genetica alle neoplasie. In maniera molto semplificata, la predisposizione genetica è una condizione nella quale si eredita una o alcune alterazioni genetiche che aumentano la probabilità di accumulare nel corso della vita altre alterazioni genetiche che sono determinanti nella trasformazione neoplastica di una cellula. IL MODELLO DEL CARCINOMA DELLA MAMMELLA Il 5-10% dei carcinomi della mammella si sviluppa su una condizione di predisposizione genetica. Il rischio per una donna di sviluppare un carcinoma della mammella nel corso della vita è circa del 12%. In presenza di una predisposizione genetica, tale rischio nel corso della vita aumenta (56-80%) e si associa, peraltro, ad un rischio di sviluppare altre neoplasie. La maggior parte delle sindromi di predisposizione genetica al carcinoma della mammella è determinata da alterazioni nei geni BRCA 1 e BRCA2 (1). La possibilità di identificare famiglie con predisposizione genetica al carcinoma della mammella dipende 10 Il Magistero del Lavoro • n. 1 Marzo 2010 da una serie di fattori tra cui i principali sono rappresentati a) dalla selezione delle famiglie a rischio sulla base di criteri codificati (familiarità per neoplasie della mammella o neoplasie correlate, precoce età di insorgenza, diagnosi di molteplici neoplasie in uno stesso individuo) e b) dalla identificazione dell’inattivazione genetica predisponente dei geni BRCA 1 e BRCA2 mediante congrue strategie di diagnostica molecolare. Pertanto, identificare l’alterazione dei geni BRCA 1 o BRCA2 rappresenta il primo obiettivo di un programma più ampio e complesso che prevede successivamente l’analisi della presenza dell’alterazione genetica in un soggetto affetto, ovvero l’accertamento diagnostico della presenza o dell’assenza della stessa alterazione nel maggior numero di soggetti sani appartenenti ad una stessa famiglia, e la pianificazione di programmi di prevenzione da attuare nei soggetti affetti e non affetti portatori della predisposizione genetica. SELEZIONE DELLE FAMIGLIE A RISCHIO La consulenza oncologico-genetica, che rappresenta la prestazione specialistica necessaria per determinare il rischio della predisposizione genetica al carcinoma della mammella, consta di due fasi. La consulenza pre-test giustifica la proposta di un’analisi genetica e l’impostazione di una strategia di sorveglianza indipendente dall’analisi genetica. La consulenza post-test ha il fine di rivalutare l’entità del rischio di sviluppare neoplasie della mammella e dell’ovaio sulla base del risultato dell’analisi genetica. La consulenza viene effettuata inizialmente, in pazienti affette dalla neoplasia sulle quali viene fatta la determinazione genetica e poi in soggetti non affetti. Una volta accertata la predisposizione genetica, l’analisi genetica è estesa ai soggetti non affetti (di età >25 anni), appartenenti alla stessa famiglia. La consulenza si sviluppa attraverso varie fasi che comprendono la valutazione

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angolo della medicina anamnestica per individuare una familiarità per neoplasie, la compilazione di un albero genealogico concernente i casi familiari di neoplasie, la proposta dell’analisi genetica, la proposta di una strategia di sorveglianza diagnostica e la valutazione della considerazione del panorama delle opzioni terapeutiche preventive disponibili. IMPLICAZIONI TERAPEUTICHE PREVENTIVE L’attuazione di una corretta prevenzione oncologica, attraverso la selezione di soggetti a rischio e la pianificazione di accertamenti diagnostici mirati, consente oggi di anticipare la diagnosi di alcune delle neoplasie più frequenti (gastrointestinali, mammella, ginecologiche) ad uno stadio precoce con l’obiettivo di incrementarne la curabilità. Ancora oggi, peraltro, un intervento chirurgico radicale rappresenta l’elemento essenziale di una strategia terapeutica con intento curativo nella maggior parte delle neoplasie. Per affrontare opportunamente il problema delle strategie terapeutiche preventive potenzialmente proponibili ed attuabili nei portatori di predisposizione genetica o nei soggetti appartenenti a famiglie a rischio è importante ribadire che le neoplasie non sono malattie ereditarie ma ciò che è ereditario è la predisposizione genetica. L’osservazione di una condizione di rischio di predisposizione genetica non necessariamente dipende da una predisposizione genetica realmente esistente ma può, anche se raramente, essere giustificata dalla casuale concomitanza in una stessa famiglia dì più casi di carcinoma della mammella semplicemente per la frequente incidenza di tale neoplasia. La complessità delle considerazioni suddette giustifica una particolare cautela nel valutare le potenziali implicazioni terapeutiche preventive in famiglie con predisposizione genetica ed, ancor più, in famiglie a rischio senza riscontro di una predisposizione genetica. E’ necessario, perciò, differenziare le implicazioni terapeutiche in casi con predisposizione genetica accertata rispetto a casi semplicemente a rischio. I protocolli di sorveglianza diagnostica, ormai diffusamente condivisi, prevedono la pianificazione annuale di visite senologiche e ginecologiche corredate da ecografie mammarie e pelviche e mammografia a partire dai 40 anni per la diagnosi precoce delle neoplasie della mammella e ginecologiche (ovaio, endometrio). Questa piani- ficazione appare compatibile in termini di costi con un’estensione su ampia scala di tali indagini diagnostiche. Principali elementi di attuale dibattito per ottimizzare la sorveglianza nelle famiglie a rischio o con predisposizione genetica riguardano la possibilità di intensificare il numero dei controlli e valutare le modalità di inserimento della Risonanza Magnetica Nucleare mammaria tra gli esami diagnostici di routine. Nell’ambito delle strategie preventive, il panorama delle soluzioni praticabili va attualmente dalla semplice sorveglianza diagnostica agli interventi chirurgici radicali preventivi (mastectomia profilattica bilaterale, ovari¬ectomia). Protocolli clinici in fase di definizione si propongono, inoltre, di valutare il ruolo della chemioprevenzione nelle donne portatrici della predisposizione genetica, sulla base di studi che mostrano una riduzione del 50% di incidenza di carcinoma della mammella in donne a rischio trattate con tamoxifene (2). Per quanto riguarda le strategie terapeutiche preventive di tipo chirurgico e/o medico (ormonoterapia) nei soggetti portatori di predisposizione genetica è importante ribadire che l’intervento chirurgico non ha finalità curative ma preventive in senso stretto, e si propone di evitare lo sviluppo in quell’ organo di una neoplasia e di contribuire a ridurre il rischio di sviluppare una neoplasia in altra sede. In donne sane, portatrici di predisposizione genetica, una chirurgia preventiva, che peraltro non rappresenta nella nostra cultura l’opzione preferibilmente scelta dalle pazienti (3), dovrebbe essere sempre proposta in opzione ad una sorveglianza diagnostica intensiva. Bibliografia 1. Foulkes WD. - Inherited susceptibility to common cancers. N Engl J Med 355: 214353,2008. 2. Fisher B et al. - Tamoxifen for prevention of breast cancer: report of the National Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project P-1 Study. J Nati Cancer Inst 90:1371-88,1998. 3. Eisinger F et al. - Cultural basis for differences between US and French clinical recommendations for women at increased risk of breast and ovarian cancer. Lancet 353:91920,1999. Articolo pubblicato su “NEWS” del Consolato di Roma di Roberta Bisegna, Medico Oncologo 11Il Magistero del Lavoro • n. 1 Marzo 2010

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news Dall’Italia e dall’Estero La salute si difende a tavola dove una dieta equilibrata può contribuire anche ad allungare la vita. E’ un concetto che viene sottolineato dalle Autorità Mondiali della Sanità che indicano i primi dieci cibi raccomandati per il sostegno della salute. Sono nell’ordine, i frutti di bosco, ricchi di antiossidanti, i latticini, che contengono calcio, proteine e vitamine, i pesci grassi come tonno e salmone che contengono anticolesterolo, le verdure a foglia verde, come gli spinaci, ricchi di sostanze che prevengono il diabete, i grani integrali come riso, pasta, pane e orzo che riducono i rischi del diabete, i legumi, proteici e non grassi, le nocciole che contribuiscono ad abbassare il colesterolo, le patate dolci utili per prevenire malattie cardiache, il pomodoro, che tutela il sistema immunitario e le uova, utili, fra l’altro, a fornire il giusto nutrimento per donne incinte. spaghetti al limone con caprino Ingredienti (per 4 persone): 320 gr. di spaghetti 2 spicchi d’aglio 150 gr. di caprino fresco Un limone Mezzo bicchiere di latte Grana Un ciuffo di prezzemolo Olio Sale e pepe Fate scaldare l’olio in una padella. Aggiungete l’aglio lasciandolo dorare brevemente a fuoco basso. Eliminate l’aglio. Mettete nel condimento la scorza del limone grattuggiata lasciandola insaporire per qualche istante. Aggiungete il caprino, stemperandolo con un cucchiaio di legno e diluendo la crema, così ottenuta, con il latte; insaporitela con sale e pepe lasciandola sul fuoco ancora per un paio di minuti. Cuocete gli spaghetti nell’acqua salata scolandoli molto al dente. Rovesciateli nella padella con la crema al limone, aggiungete abbondante prezzemolo tritato, una grossa manciata di grana grattuggiato e mescolate con un cucchiaio di legno sul fuoco basso per due minuti. Insaporite con una grossa manciata di pepe e servite subito. Care Maestre, ma perché no, anche cari maestri, se siete interessati a questa od altre ricette di Tina Avelli potete rivolgerVi direttamente all’autrice del libro “Le ricette di Tina” Riva Azzurra - Via Badino km. 5.400 - 04019 Terracina (LT) - tinaavelli@gmail.com 12 Il Magistero del Lavoro • n. 1 Marzo 2010

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news Anche la Radio diventa digitale. Con l’attuale trasformazione del sistema di diffusione televisivo, il mezzo più antico della comunicazione di massa, non poteva essere lasciato da parte. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha dato infatti via libera al regolamento che disciplina lo sviluppo delle radiodiffusioni sonore in formato digitale terrestre. Il sistema, però, non sarà stravolto e le trasmissioni radiofoniche su digitale, non sostituiranno le trasmissione di Modulazione di Frequenza (in sigla le Fm) che, invece, si affiancheranno ad esse consentendo all’utente e agli operatori, una più ampia qualità di scelta e una migliore qualità dell’ascolto. E’ aumentato di 15 volte, rispetto ad un anno fa, il prezzo dell’aglio in Cina. questo Paese continua a stupire il mondo per la sua efficacia imprenditoriale e intraprendenza. La medicina tradizionale, infatti, considera l’aglio il rimedio principale contro l’influenza, anche di quella di tipo “A”. E questo massiccio utilizzo ha portato ad un costo straordinario del prodotto. Il prezzo dell’aglio è salito alle stelle anche per una forte diminuzione del raccolto, visto che molti contadini secondo il Financial Times, stanno abbandonando la coltivazione dell’ortaggio a causa degli scarsi guadagni. La Cina, comunque, rimane il primo produttore mondiale dell’aglio. Dopo l’Inglese, l’ITALIANO è lingua preferita dagli studenti della Grecia. Ioannis Charissiadis, Presidente del Comitato della Società Dante Alighieri di Salonicco, ha dichiarato che nel 2009 l’italiano potrebbe entrare nei programmi didattici delle scuole superiori e inferiori. Studiata soprattutto dagli adulti, la lingua italiana potrà coinvolgere anche i bambini tra i nove e dieci anni. Questa tendenza è stata probabilmente determinata anche dagli scambi commerciali tra la Grecia e l’Italia. Il 90 per cento delle esportazioni e delle importazioni, avvengono, infatti, con il nostro Paese. Felicità fa rima con la terza età: questa l’ipotesi dell’Istituto Statistico Francese INSEE. L’indagine conferma che gli anni che vanno dai 60 ai 70 (o anche 75) sono effettivamente i più felici, quelli cioè, in cui è più elevato il livello di soddisfazione per la propria vita. E’ una stagione che - se non ci sono problemi di salute o di danaro - può essere ricca di opportunità come, ad esempio, l’affetto familiare con tanti nipotini intorno, un’occupazione a part-time che sia piacevole e divertente oppure la lettura, la coltivazione del proprio hobby, le visite culturali, le vacanze di fine stagione, un’attività sportiva non troppo faticosa e quant’altro. Per arrivare a queste conclusioni sono state esaminate le risposte di un campione di 20.000 persone estratte dalle inchieste di Eurobarometro condotte tra il 1975 e il 2000. 13Il Magistero del Lavoro • n. 1 Marzo 2010

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news L’architetto spagnolo Maria Tomas Llavador è stato proclamato vincitore del concorso internazionale di idee per la progettazione e la riqualificazione turistica di piazza della visitazione a Matera, nota per la sua qualifica di “Città dei Sassi” Lo spagnolo ha battuto la concorrenza molto agguerrita di grandi professionisti internazionali, come il francese Dominique Perrault, lo svizzero Mario Botta, l’argentino Emilio Ambasz e i portoghesi Manuel e Tomas Salgano. Il progetto si pone l’obiettivo di ridisegnare il cuore della città, (ricordiamo che i “Sassi” sono stati riconosciuti “Patrimonio dell’umanità dall’Unesco”) creando una cerniera tra passato e futuro per proiettare la città, ufficialmente, in una dimensione europea, facendo della piazza e dei luoghi limitrofi, un nuovo spazio multifunzionale dotato di auditorium, centro culturale e aree commerciali e di servizio. Rievocare eventi della propria vita, specie quelli più lontani nel tempo, aiuta a mantenere la mente allenata. La scoperta viene da una ricerca dell’Università dell’Exeter, in Gran Bretagna. Gli studiosi hanno sottoposto a dei test 730 persone fra i 70 e i 90 anni di età. E’ venuto fuori che coloro che in gruppo hanno ripercorso il tempo dell’infanzia, della scuola, e i ricordi della guerra, hanno aumentato del 12 per cento la loro capacità di ricordare. Viceversa coloro che non hanno mai espresso la loro capacità di rileggere il proprio passato, non hanno fatto registrare progressi significativi della loro memoria. E’ il grattacielo più alto del mondo quello inaugurato a Dubaj, uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi. Nonostante le turbolenze finanziare di questi anni, gli architetti sono riusciti a costruire un grattacielo di 160 piani, alto ben 800 metri e visibile a una distanza di 95 chilometri. Alcuni piani di questo grande fabbricato, ospitano il primo lussuoso hotel dello stilista italiano Giorgio Armani, che lo inaugurerà nel mese di Marzo. L’opera può vantare un altro record, è costata, infatti 4,1 Miliardi di dollari! Si chiama Paolo Spina, 70 anni, è un pensionato che vive nel cagliaritano. Mentre passeggiava ha trovato un portafogli. Dentro c’era una schedina vincente del Superenalotto di 15.000 Euro. Nel portafogli c’era anche la ricarica di un telefonino e il numero. Paolo Spina non ha avuto alcun dubbio, ha chiamato quel numero e gli ha risposto il legittimo proprietario, un operaio di 36 anni, al quale ha restituito il portafogli, scheda telefonica e naturalmente la schedina con la vincita di 15.000 Euro. La storia non dice se i due hanno festeggiato con un pranzo. Ma questo è secondario di fronte al gesto, del pensionato che qualcuno ha definito “eroico”. Due stanno meglio di uno, perché ricavano buon frutto dal loro lavoro. Perché se cadono, l’uno risolleverà l’altro; ma guai a chi è solo, quando cade e non c’è il secondo che lo sostenga. dall’Ecclesiate Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono niente, o non vale niente lui Erza Pound 14 Il Magistero del Lavoro • n. 1 Marzo 2010

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europa Il titolo di “Capitale verde d’Europa” sarà assegnato ogni anno ad una città all’avanguardia nella ricerca delle soluzioni per un’alta qualità di vita urbana, rispettosa cioè dell’ambiente. L’iniziativa è stata lanciata da Stavros Dimas, Commissario europeo all’Ambiente, durante una visita al Comitato delle Regioni. Il concorso, ha precisato il proponente, è aperto a tutte le città europee con una popolazione superiore ai 200.000 abitanti, oppure alla città più grande degli Stati membri in cui non esistono città con più di 200.000 abitanti. Le candidature saranno valutate sulla base di dieci criteri ambientali, tra cui l’impatto sui cambiamenti climatici, l’organizzazione dei trasporti, la qualità dell’aria, lo smaltimento dei rifiuti e la gestione dell’acqua. Il riconoscimento premierà una città europea che abbia dimostrato, nel tempo, la sua capacità di conseguire livelli elevati di protezione dell’ambiente. Il premio sarà assegnato da una giuria composta di rappresentanti della Commissione dell’Agenzia europea per l’ambiente, del Consiglio internazionale per le iniziative ecologi- E U R O P E A N che locali, dalla Federazione europea per il trasporto e l’ambiente, GREEN CAPITAL dall’Unione delle capitali dell’UE e del Comitato delle Regioni. Bruxelles si appresta a dare un giro di vite ai meccanismi di vigilanza sull’andamento dei conti pubblici dei Paesi di Eurolandia, allo scopo di evitare nel futuro un altro “caso Grecia”. Giovani salite sul treno dell’Europa: questo, in estrema sintesi la proposta che è emersa durante il “forum” dell’Unione Europea tenuto a Bari alla presenza dei parlamentari che operano nel parlamento europeo. questi hanno risposto alle domande rivolte loro dai giovani. La proposta di “fare uno stage a Bruxelles” è stata avanzata da Erminia Mazzoni che ha raccolto le critiche di un giovane studente che lamenta la mancanza di occasioni di lavoro in Italia. “Voi giovani dovete volare alto e sfruttare meglio le opportunità nell’ambito della formazione” ha detto l’0norevole Mazzoni. In questa ottica la frequentazione di uno stage operativo nella sede del Parlamento Europeo, può costituire un approfondimento degli studi sulla UE e, al tempo stesso, uno stimolo per nuove forme di lavoro da sfruttare anche in Italia. Ad annunziare la “stretta” è stato il il neocommissario UE per gli affari economici e mondiali Olli Rehn. La principale lezione che viene dall’attuale crisi dell’euro (che continua a scivolare sul dollaro), ha detto il Commissario, è quella che “abbiamo bisogno di una più ampia e approfondita sorveglianza sulle politiche economiche che includa la preventiva individuazione e risoluzione degli eventuali squilibri, in modo da attenuarli o evitarli.” Il Commissario Rehn ha comunque ribadito l’impegno “solenne”, preso dai leader di Eurolandia, “a non abbandonare la Grecia” ma di aiutarla a risollevarsi. 15Il Magistero del Lavoro • n. 1 Marzo 2010

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