COMUNITA' COMENDUNO: OTTOBRE 2017

 

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Bollettino Parrocchiale

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comunità comenduno camminiamo insieme Direttore responsabile: Sabrina Penteriani anno 11 ottobre 2017 94 “Come tu mi vuoi, io sarò..., Dove tu mi vuoi, io andrò...” GRAZIE, DON DIEGO! BENVENUTO, DON ALFIO!

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comunità comenduno Parro Parroco Don Alfio Signorini tel. casa: 035 774 045 cell.: 338 219 7180 donalfio.signorini@gmail.com REDAZIONE: Don Alfio Signorini, Alessandro Cagnoni, Enrico Belotti, Ester Mignani, Fausto Noris, Isella Rizzi, Maria Teresa Rosbuco, Stefano Maistrello. redazione.com.com@gmail.com Visualizza il bollettino in anteprima su www.oratoriocomenduno.it La redazione si riserva di decidere in merito alla pubblicazione del materiale per il quale ne venga fatta richiesta. Le foto per le quali si richiede la pubblicazione devono necessariamente essere inviate separatamente dal testo e con una risoluzione di minimo 300 dpi. Qualora le foto allegate ai testi inviati non risultassero conformi la redazione si riserva di decidere in merito alla loro pubblicazione. Per motivi grafici e di spazio non tutte le foto allegate ai testi potranno essere pubblicate. 2 Per il Centenario della Parrocchia di Cristo Re, oltre agli aspetti liturgici, Don Diego ha voluto un nuovo logo che rappresentasse la parrocchia di Comenduno in modo da “griffare” le pubblicazioni relative a questo evento. È un logo semplice che cerca di proporre, attraverso una rivisitazione dell’immagine della Chiesa Parrocchiale, una sintesi tra il solido passato della nostra Comunità parrocchiale, e un futuro fondato sulle giovani generazioni. Come redazione del Bollettino “Comunità Comenduno” abbiamo ripreso lo stesso logo e ideato una nuova immagine grafica, in cchia di Comen particolar modo per la copertina. È segno del percorso fin qui fatto ma anche duno del cambiamento che è divenuto concreto in questi giorni con l’arrivo del nuovo parroco. Rinnovando il nostro Grazie a Don Diego per questi anni passati, accogliamo con gioia Don Alfio, con la certezza che troveremo in lui un punto di riferimento per il nostro servizio alla comunità. La Redazione PER BONIFICI IN BANCA l'IBAN della Parrocchia è IT 56 T088 6952 4800 0000 0010 002 In copertina: Don Diego Berzi e Don Alfio Signorini: passaggio di testimone...e di testimonianza!

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Ciao! Mi presento con un saluto in amicizia, per esprimere l’intenzione di stare tra voi con semplicità e alla ricerca di legami cordiali e sinceri. Sono don Alfio Signorini, nato nel 1972 e prete dal 1997. Ho vissuto la mia infanzia e adolescenza ad Almè, dove abitano ancora mio fratello e la mia mamma. Diplomato geometra al Quarenghi, sono entrato in seminario a Bergamo per gli studi di teologia. Ho vissuto belle esperienze da seminarista a Capizzone e poi a Locate, quindi ho assunto il ruolo di direttore dell’oratorio di Torre Boldone per dieci anni e dal 2007 sono stato parroco di Branzi e Trabuchello in Alta Valle Brembana. Questo è un po’ il racconto che si può trovare nella guida del clero o in internet. Ma in verità io sono un cristiano che cerca Dio ogni giorno per non perdere la strada del senso di sé e del mondo. Mi piace pensarmi un uomo da trekking sui sentieri dell’umanità che avvicinano a Dio. Nei miei 45 anni di vita sto riempiendo il mio zaino di storie fatte di relazioni con compagni di viaggio che, spesso, mi danno il passo oppure, si affiancano per camminare accanto, e altri che si mettono dietro e mi seguono. Ho avuto il dono di tanti incontri con persone belle che mi hanno regalato tanto affetto e amicizia. Mi sono confrontato con me stesso e con le loro interpretazioni della vita e di Dio. Mi sono sempre arricchito in umanità e speranza. La fortuna di aver ricevuto testimonianze di fede cristiana sin da piccolo, mi ha permesso di camminare sin da subito sulle strade della Chiesa cattolica, che ho imparato ad amare come casa e famiglia. L’intuizione di una particolare chiamata vocazionale mi ha portato ad abbracciare il sacramento dell’ordine e a diventare prete per i bisogni della diocesi di Bergamo. Vengo tra voi in modo un po’ rocambolesco… sento in questo incontro il sussurro del Signore che pronuncia il mio nome. Porto con me la mia giovane storia di cristiano, e la voglia di coltivare altre storie di amicizia. Sento l’attesa di responsabilità da assumere e ruoli da incarnare. Vi chiedo pazienza nell’attendere che possa essere d’aiuto. Cerchiamo insieme, dove pone i suoi passi il Signore e camminiamo dietro di lui, leggendo i segni dei tempi e declinando la nostra voglia di vita in segno cristiano, imitando Gesù e i suoi amici nel fare chiesa qui a Comenduno, in questa bella terra tra le colline della Valle Seriana. Ringrazio sinceramente don Diego per la sua testimonianza di fede in questi anni tra voi e per il tanto lavoro pastorale che ho già avuto modo di intuire, incontrando gruppi parrocchiali e strutture. Mi metterò dietro le sue tracce e continuerò da dove lui mi ha accolto. Arrivo in un anniversario bello e importante: 100 anni e un cuore giovane! Scriveremo insieme altri anni di questa storia secolare della comunità parrocchiale di Comenduno. Sono già tra voi da tempo con la preghiera, spero, presto, di essere uno di voi con il cuore. Don Alfio Signorini Comunità Comenduno 3

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Verso il centenario ...UN SOGNO DI PARROCCHIA Il sogno di Monsignor Mazza Cara parrocchia, ti ho sognato. Si, ho sognato in una notte di stelle la mia parrocchia preferita. L’inventore della mia parrocchia non riceverà certo il Nobel, ma ugualmente sarà grande per sempre nell’universo della storia della mia fede. Nel sogno ti ho vista sorridere, appagata dalla tua vocazione e missione. Tu sei la forma di chiesa umile e discreta: dal tuo grembo é nata la mia fede primigenia. Non sarei cristiano, se tu non mi avessi generato figlio di Dio, fratello di Gesù, un discepolo tra innumerevoli discepoli. Da te sono stato cresciuto e educato, curato e amato, accolto e riconciliato: quanto ti amo, mia vecchia parrocchia! Tu, parrocchia mia, mia casa desiderata, “casa di Dio” e “casa dell’uomo”, sempre accogliente e robusta, mi hai donato sapienza e conoscenza, mi hai custodito in coscienza e giudizio, mi hai illuminato e istruito nelle Scritture, conducendomi per mano ad incontrare il Signore. Sei limpida fonte di verità e calda fiamma di amore. Sei stabile sul territorio, come una quercia millenaria, e fecondi di bene ogni uomo che, stanco pellegrino della vita, bussa alla tua porta per saziare la fame e la sete dell’Assoluto. Mia parrocchia instancabile: con il tuo ministero doni la fede e i sacramenti della fede in abbondanza, senza chiedere nulla, se non il puro e convinto abbandono alla divina volontà, come una madre sollecita tenerissima nel curare le mille ferite e vigilare sulle mie intemperanze. Qui la presenza del sacerdote, bello o brutto che sia, giovane o vecchio che sia, in grazia o in disgrazia suo malgrado, mi conferma la grazia di Dio, la sua misericordia e il suo perdono. Come sono grato ai miei sacerdoti che in te si affaticano notte e giorno, portando il peso del dispensare i misteri di Dio. In parrocchia ho imparato “Dio mi ha amato di amore eterno e continua ad essermi fedele”. Questo “amore eterno”, espressione indicibile della gratuità e della paternità di Dio, l’ho appreso nell’umile condizione della parrocchia, anche la più malmessa e marginale, perché li si rende visibile l’invisibile, si rende udibile la Parola che guarisce e salva, perché la parrocchia è stata ed è il “lembo del mantello” di Gesù che copre le ferite e ridona speranza. Per questa grazia, la mia parrocchia coltiva un volto mite e gentile, non arrogante, non prepotente, non giudiziale, non asservito al denaro: insomma tu sei una parrocchia dal volto umano o, meglio, evangelico e ospitale. La mia non è certo una parrocchia utopica, irreale, imbalsamata, ma una parrocchia normale, dagli occhi raggianti di luce e di tenerezza. Sta sull’esempio di una madre di vita che sa, come lo scriba evangelico “estrarre dal suo seno cose nuove e cose antiche”. La mia parrocchia non teme le novità del tempo, non si chiude in se stessa impaurita dagli eventi contrari alle sue tradizioni umane, non esclude ma include, non si barrica ma va in uscita, non giudica ma insegna la perenne verità di Dio e il suo amore che colma ogni peccato. La mia parrocchia fa “cose buone” per tutti e parla, come ci insegna Papa Francesco, “tre lingue: la lingua della mente, la lingua del cuore e la lingua delle mani. Tutte tre armonicamente”. Grazie, mia parrocchia! Oggi posso amare la parrocchia così com’è con le sue tre “lingue”. Mia parrocchia forse arranchi un po’ nelle “lingue” non sempre hai la mente lucida, non sempre il cuore é ardente, non sempre le mani sono robuste e generose, e tuttavia ti amo lo stesso perché sei la madre insuperabile e grande della mia fede. Il “sogno” scompare e la mia parrocchia continua la sua storia di salvezza. dalla lettera di Monsignor Carlo Mazza Vescovo. 4

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Verso il centenario LA MIA PARROCCHIA NON TEME LE NOVITÀ DEL TEMPO Il Vescovo Carlo guarda avanti con Mazza nel suo fiducia e speranza. scritto “Un sogno di Leggendo nella parrocchia” tocca nostra storia un argomento parrocchiale emerge veramente attuale positivamente della nostra vita quanto sia stata parrocchiale con il grande la grazia del cambio alla guida Signore sulla nostra della Chiesa locale. comunità che ha Don Diego dopo avuto il dono di avere averci guidato come buoni sacerdoti, Parroco per 12 con caratteristiche intensi anni, lascia il e carismi diversi suo incarico per una Riconoscenza, stima e gratitudine a chi parte con l’augurio di che hanno lasciato nuova destinazione tanto bene nella sua nuova Comunità. un’impronta benefica e sta per arrivare e costruttiva per in mezzo a noi Don la crescita nel Alfio. cammino di fede Quindi in questi giorni del popolo cristiano stiamo vivendo un di Comenduno. La avvicendamento presenza del Prete nella nostra Chiesa è una presenza che ci coinvolge non solo importante molto. Quella del sotto l’aspetto Parroco, infatti, è spirituale e della una presenza (per amministrazione di fortuna) ancora tutte le funzioni della molto sentita e amata Parrocchia, ma ha nel nostro ambiente anche un importante sia sotto l’aspetto aspetto sociale di cui del cammino di fede Il benvenuto a chi arriva, con stima e gratitudine per aver il Parroco è figura che della vita sociale accettato di venire in mezzo a noi primaria. Perciò in della comunità. questo tempo di Si tratta di un avvicendamento in attuazione cambiamento mentre ringraziamo Don Diego delle consuetudini della Chiesa. Questo infatti che continuerà la sua opera in un'altra è il decimo della nostra storia centenaria dalla comunità cristiana abbiamo un forte motivo fondazione della parrocchia ad oggi. Anche per dire il nostro grazie al Signore per il dono questo come gli altri porterà a cambiamenti e dell’arrivo di Don Alfio per continuare il nostro adeguamenti, come è giusto che sia, per una cammino di fedeli illuminati dalla parola di Dio. Chiesa e una Parrocchia che cammina e che Pietro Noris Collegati al sito http://www.oratorio-comenduno.it/ e iscriviti alla newsletter. Sarai sempre aggiornato sulle notizie che riguardano la Comunità di Comenduno! Comunità Comenduno 5

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Ecco alcune immagini della Messa in cui Don Diego ha salutato la sua comunità, e la comunità di Comenduno ha salutato il suo Don Diego. Abbiamo scelto di raccontarla per immagini perchè le emozioni che abbiamo provato quel giorno sono difficili da raccontare. Resta il suo “Vi Amo” finale ed il nostro “Grazie!”. Altre immagini le potrete trovare nel video pubblicato sul canale YouTube di Comunità Comenduno. 6

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Comunità Comenduno 7

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Sant’Alessandro 2017 FESTA DI SANT’ALESSANDRO 2017 (L’ultima insieme a Don Diego) Il 2017 non si è ancora concluso ma, di fatto, è stato un anno particolarmente ricco di avvenimenti per la nostra comunità: alcuni programmati, altri che ci hanno colto di sorpresa. A giugno abbiamo festeggiato il 30° di ordinazione di don Diego, solo qualche tempo prima abbiamo ricevuto la notizia della sua sostituzione, siamo poi rimasti tutti increduli nell’apprendere la notizia della tragica scomparsa di don Alessandro, il sacerdote che avrebbe dovuto prendere il posto di don Diego alla guida della nostra parrocchia e poi, fresca, fresca la festa di Sant’ Alessandro appena terminata. Andremo poi a concludere l’anno con la celebrazione del centenario della nascita della nostra parrocchia. Un anno che ci ha coinvolto pienamente con un susseguirsi di sentimenti molto diversi fra di loro. La stessa cosa che è successa a chi, anche quest’anno, ha deciso di vivere con la comunità intera la festa patronale di Sant’ Alessandro: sentimenti suddivisi tra il sacro e il profano. Nello specifico abbiamo potuto notare come già dal giovedì, serata interamente dedicata alle funzioni religiose, la partecipazione sia stata davvero importante con la netta sensazione che ogni anno la Messa, così come la processione e anche la rappresentazione storica del martirio di Sant’Alessandro, siano sempre più partecipate. Dal punto di vista ludico e della festa più godereccia possiamo essere più che soddisfatti: infatti siamo riusciti quasi a bissare i risultati (per certi versi storici) che abbiamo conseguito lo scorso anno. Il primo fine settimana si è caratterizzato per le condizioni climatiche davvero perfette che hanno consentito lo svolgimento di tutte le attività in programma. Venerdì lo schiuma party con i ragazzi che si sono divertiti come non mai allietati anche dalla colonna sonora realizzata dal gruppo adolescenti. Sabato e domenica, l’ormai navigata cucina ha presentato con successo le proprie proposte culinarie mentre l’intrattenimento musicale di sabato ha coinvolto i più giovani, e domenica tutti i presenti hanno goduto del concerto dei Boomerang dai quali abbiamo potuto ascoltare le migliori canzoni dei Pooh. Il secondo fine settimana è iniziato nel peggiore dei modi con acqua a catinelle e freddo, ma questo non ha scoraggiato (e come avrebbe potuto: dopotutto era solo un po’ d’acqua) i numerosi alpini che, nella serata a loro dedicata per la ricorrenza del 60° di fondazione del gruppo A.N.A. di Comenduno, si sono recati alla festa per cenare insieme e per poi godersi il coro alpino Presolana. Il sabato e la domenica poi si sono sviluppati come di consueto con musica e cene che hanno lasciato tutti soddisfatti. Alla fine dobbiamo davvero ringraziare tutti i volontari che con il loro lavoro hanno mantenuto in ordine e pulita tutta la zona festa, cosi come coloro che si sono prestati nel montaggio e smontaggio di tutte le strutture. Un grazie particolare va a don Diego che in questi anni trascorsi con noi ha sempre sostenuto lo svolgimento della festa. Ora, prima dei festeggiamenti per la ricorrenza del centenario della nascita della nostra parrocchia, saluteremo con riconoscenza don Diego che ci lascia per iniziare un nuovo cammino in un’altra comunità e, di lì a poco, accoglieremo don Alfio, il nuovo parroco di Comenduno, sicuri di intraprendere un nuovo e proficuo percorso sotto la sua guida. Gianmaria Luiselli 8

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Sant’Alessandro 2017 S. Alessandro tra storia e leggenda Il bassorilievo raffigurante sant’Alessandro posto al lato dell’altare Ho trovato molto interessante un articolo apparso un paio di anni fa su un bollettino di Bergamo, a firma di don Goffredo Zanchi, circa la biografia di Sant’Alessandro. Riporto qui la sintesi dei passi salienti dell’articolo. Le prime notizie che ci vennero trasmesse sul martirio del santo risalgono al IX o X secolo, un’età molto distante dall’evento che si colloca negli anni 303305 d.C. Come sappiamo, pare che Alessandro, di origine egiziana e vessillifero della Legione Tebea, venne incarcerato per essersi rifiutato di dare la caccia ai cristiani e condannato a morte dall’ imperatore Massimiano. Fuggito ripetutamente dal carcere, grazie ad eventi prodigiosi, fu ripreso dalla guardia imperiale, condotto a Vico Pretorio di Bergamo ai piedi della statua di Plotacio (o Crotacio) sul territorio di S.Alessandro in colonna e decapitato. Tuttavia, da un punto di vista storico, troppe sono le incongruenze relative alla storia del santo: prima fra tutte l’inesistenza di una Legione Tebea e il fatto che non erano gli imperatori a giudicare gli imputati di cristianesimo. Dov’è allora il nucleo di verità? Senz’altro considerando il nome di Alessandro, la provenienza straniera, il passaggio da Milano a Bergamo, il martirio, la professione militare, la sua passione è l’elemento più veritiero della sua storia. Secondo una recente ipotesi (manca ancora qualche tassello per essere accettata definitivamente) pare che il nostro S.Alessandro si debba identificare con il martire della Val di Non in Trentino, martirizzato il 29 maggio 397 d.C. dalle popolazioni alpine ancora idolatriche e pagane. Fu martirizzato insieme ai suoi compagni, il diacono Sisinnio e Martirio (militare e fratello di Alessandro). I tre, originari dalla Cappadocia, erano venuti a Milano e inviati in Trentino da Ambrogio su richiesta del vescovo di Trento, Vigilio. Dopo il massacro Vigilio portò i loro corpi a Trento dove fece costruire una basilica in loro onore. Inviò un terzo dei loro corpi come reliquie a Milano, dove attualmente si trovano nella basilica di S. Simplicio. Questi tre martiri furono particolarmente venerati nei primi secoli dalle nostre popolazioni, in particolare in quelle località che si trovano lungo la strada percorsa dalle loro reliquie nel trasporto da Trento a Milano. Il culto di S.Alessandro a Bergamo fu iniziato quindi dopo l’anno 400 d.C. e con la dominazione Longobarda ( 568-774 d.C.) finì per sovrastare quello precedente di S.Vincenzo. Se risultasse provata la località trentina del martirio di S. Alessandro, abbiamo a disposizione il racconto di un testimone oculare, il vescovo Vigilio, che espone a Simpliciano, vescovo di Milano e a san Crisostomo, vescovo di Costantinopoli, i particolari del martirio di Alessandro e dei suoi due compagni Sisinnio e Martirio. Isella Rizzi Comunità Comenduno 9

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Catechesi Sulle orme di Francesco I ragazzi in pellegrinaggio ad Assisi Lunedì 28 agosto, ore 5:00. una collana con una croce, il “Tau”, simbolo adottato dal Chi già sveglio, chi ancora addormentato, ma tutti frate come segno rivelatore che solo nella croce di Cristo pronti per questa c’è la salvezza di avventura. Per ogni uomo. tre giorni, grazie La sera facciamo all’aiuto del nostro un giro alla Rocca Don, andremo e poi torniamo in alla scoperta di hotel: tutti a letto San Francesco, (si spera). visitando tutti Martedì la sveglia quei luoghi suona alle 6:45, che sono stati la destinazione importanti nella è l’Eremo delle sua vita. Carceri e vista Il viaggio, tra la salita che ci canti, risate e aspetta, meglio chiacchierate, è fare una colazione volato e dopo aver abbondante. Man riempito la pancia mano saliamo il ci incamminiamo gruppo si separa, verso la chiesa ma dopo un’ora di San Rufino. ci siamo tutti. Ci Qui Francesco è accoglie un frate stato battezzato, che ci parla di ricevendo lo Il gruppo dei ragazzi di seconda e terza media Francesco, il quale Spirito Santo ed nella piazza centrale di Assisi si recava a pregare entrando a far in una grotta, ad parte ufficialmente della chiesa di Dio. alta voce, e per questo voleva stare solo nel suo dialogo La seconda tappa di questa giornata è la chiesa di San con Dio. Non voleva che qualcuno lo ascoltasse. È un Damiano,luogolegatoavicendedellavitadiSanFrancesco posto bellissimo, immerso nella natura, dove i passaggi e di Santa Chiara. Ciò che colpisce di più è il silenzio (o sono bassi e stretti e dove si può vedere il giaciglio di San quasi silenzio, visto che solo noi siamo in quaranta), che Francesco. nel 1224/1225 ha aiutato Francesco a comporre il famoso Don Diego celebra la messa nel boschetto e al termine “Cantico delle Creature”. È qui che Don Diego decide di consegna questa volta una collana con un piede, simbolo celebrare la messa, durante la quale consegna a ciascuno del cammino di questi giorni. GRAZIE AI RAGAZZI DEL CRE Un grazie ai ragazzi che quest’estate con i loro educatori hanno vissuto nei propri oratori l’esperienza del Cre-Grest “Dettofatto”, partecipando così al concorso promosso da L’Eco di Bergamo in collaborazione con l’Ufficio per la Pastorale dell’Età evolutiva e la Caritas della diocesi di Bergamo. I loro elaborati, relativi alle iniziative e alle attività sperimentate e condivise durante il centro estivo, si sono classificati fra i trentuno vincitori del materiale di cancelleria “Pigna” messo in palio. I ragazzi del Cre hanno partecipato anche alla gara di solidarietà promossa in collaborazione con la “Coop”; il cibo guadagnato da ciascun oratorio, in proporzione al numero dei coupon de “L’Eco di Bergamo” raccolti, sarà consegnato al Centro d’Ascolto della Caritas più vicina. Gli oratori di Comenduno e Desenzano hanno raccolto più di ottocento coupon: la Caritas ringrazia. 10

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Nel pomeriggio andiamo alla Basilica di San Francesco, collocata su due livelli: quella Superiore, dove si trovano gli affreschi di Giotto che rappresentano la vita del Santo, e quella Inferiore, dove vi sono cappelle dedicate a numerosi Santi e alla Madonna. Sotto la Basilica Inferiore si trova invece la cripta, dove si possono venerare le reliquie del Santo. Ultima tappa è la Basilica di Santa Chiara, colei con cui Francesco ha avuto un rapporto importante. Chiara, nonostante la sua famiglia fosse contraria, proprio come Francesco ha deciso di dedicare la sua vita a Dio e ha formato l’ordine delle Clarisse. Qui è custodito il crocifisso che parlò a Francesco nella chiesa di San Damiano e riposano le spoglie della Santa, le quali mettono quasi soggezione. Mercoledì mattina andiamo invece alla Basilica di Santa Maria degli Angeli. All’interno vi è la Porziuncola, piccola chiesetta che fu restaurata da San Francesco, dove comprese chiaramente la sua vocazione e dove fondò l’Ordine dei Frati Minori. Qui Don Diego celebra la messa, consegnandoci una collana con uno strumento musicale. Finita la visita alla chiesa e al roseto torniamo in hotel per mangiare e dopo partiamo per tornare a casa, senza dimenticarci dell’ultima tappa: La Verna. Francesco ebbe il coraggio di chiedere a Dio di poter provare un po’ dell’amore e del dolore che Gesù sentì. Questa sua richiesta venne esaudita e ricevette le stigmate. In realtà il nostro viaggio non si conclude qui, perché tra poche settimane si apre un altro anno catechistico. Ringraziamo Don Diego per averci dato la possibilità di partecipare a questa avventura, e nonostante siano stati tre giorni intensi, la fatica è stata ripagata, soprattutto dalla felicità e dai sorrisi di tutti i ragazzi.  Il gruppo di II e III media “Visitare i luoghi che hanno segnato la vita di San Francesco e conoscere la sua storia mi ha riempito il cuore di forti emozioni. È stato ancora più bello condividere questa meravigliosa esperienza con i miei amici, le catechiste e Don Diego, che con la loro presenza hanno reso indimenticabile questo viaggio.” (Gaia C.) “L’'esperienza di Assisi è stata fantastica anche perché eravamo tutti insieme. Visitare le chiese è stato istruttivo e anche divertente e vorrei ripetere questa esperienza anche per Roma. È stato stupendo anche perché eravamo con il Don e un grazie enorme anche alle catechiste.” (Camilla) Comunità Comenduno Catechesi Una catechista si prende una necessaria pausa ma sente la responsabilità di un cammino fatto insieme a ragazzi e genitori e l’importanza delle relazioni che ne hanno dato senso. Ecco il suo saluto via Whatsapp... 11

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Chierichetti FESTA A SORPRESA PER DON DIEGO!!! Nei mesi scorsi c’è stato l’annuncio del trasferimento nella Comunità Parrocchiale di Brembo a Dalmine di Don Diego. Il Gruppo dei Chierichetti nei mesi successivi, ha deciso di organizzare una festa a sorpresa per salutarlo. Stabilita la data, il problema era coinvolgere Don Diego per essere sicuri che non prendesse altri impegni per quella sera. Si è così proposto Mattia di invitarlo a cena a casa sua. Puntualmente, nei mesi successivi, gli ricordava l’impegno preso per evitare disguidi... ed eccoci sabato 9 Settembre!!! Alla Messa delle ore 18 si presenta solo Mattia a servire, mentre genitori, figli e chierichetti erano nel salone dell’Oratorio a preparare la cena e ad addobbare la sala. Finita la Messa, Don Diego sale in casa dando così il tempo a Mattia di avvisare il gruppo di stare pronti. Ora, quale scusa prendere per portarlo nel salone? Si decise di lasciare la porta d’ingresso aperta. Arrivato Don Diego, Mattia fece notare la porta e temendo un’altra visita dei ladri, insieme scesero per controllare. Tutto era buio e silenzioso... Don Diego si faceva avanti pian piano con l’ombrello in mano, pronto ad ogni evenienza, Mattia invece se ne stava alle spalle dicendo di aver paura. Apparso sulla porta d’ingresso esplosero coriandoli, voci, applausi e si accesero le luci!!! UNA SORPRESONA!!! Don Diego rimase senza fiato (ammettiamolo anche spaventato!!!), ma subito il sorriso illuminò il suo volto. Insieme abbiamo pregato, cantato, giocato e condiviso quell’Ultima Cena!!! A Don Diego i chierichetti hanno regalato una cornice dove andrà la foto ricordo e dietro il testo di una canzone. Infatti per quell’occasione è stata scritta una canzone, che abbiamo cantato tutti insieme (un caloroso Grazie agli autori e ai due chierichetti chitarristi). Inoltre è stato regalato un libro con i loro pensieri e i loro dolorosi saluti. Don Diego ha detto che per lui saranno le sue “Preghiere”. È stata una Bellissima serata, una GRANDE FAMIGLIA UNITA intorno alla propria Guida Spirituale. Noi chierichetti, ringraziamo le Nostre Famiglie per l’aiuto dato nel preparare al meglio la serata e la signora Erica per la ottima torta!!! A Don Diego, facciamo Tanti Auguri per la Sua Nuova Missione, assicurandogli che rimarrà nei Nostri Cuori tra i Ricordi più Belli!!! BUON VIAGGIO DON!!! Il gruppo dei chierichetti con Don Diego I Tuoi Chierichetti 12

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Riflessioni L'EREDITÀ DI DON DIEGO Tra i numerosi semi che Don Diego ha "seminato" in questi anni a Comenduno, uno su tutti mi ha fatto riflettere in queste settimane di forti emozioni: la Gioia di annunciare il Vangelo. Finché ci fermiamo alla parola Gioia, va tutto bene perché chi più chi meno, magari a fasi alterne, è in grado di viverla e di trasmetterla agli altri. È quando parliamo di Vangelo che andiamo un po' in crisi, e pensiamo: sarò all'altezza di questo compito? Proprio io, così incasinato? Da dove partire? In realtà Dio si è fatto uomo, proprio per mostrarci che ognuno di noi, se ha il coraggio di seguirLo, può diventare Sale e Luce del mondo. Tutti quindi possono annunciare il Vangelo, non è necessario essere professori, è sufficiente mettere a disposizione della Comunità e del prossimo, anche solo uno dei tanti doni che Dio ci ha regalato: chi con il canto, chi con la cucina, chi con scopa e paletta, chi con la sua esperienza, chi con il suo tempo, messo a disposizione degli altri, prova a mantenere fede a questo impegno, anche se non è sempre facile, soprattutto se dalle nostre azioni deve trasparire la Gioia. Non è semplice nemmeno per un Pastore che dopo anni di pascoli erbosi, deve affidare il suo gregge ad un altro Parroco, sia per noi pecorelle, a volte docili, a volte inquiete, a volte smarrite. Trasmettere la Gioia, nel quotidiano poi, tra le faccende domestiche, i figli, il lavoro e le tante notizie terribili di ogni giorno, diventa ancora più complicato: calamità naturali che sprigionano forze inimmaginabili; ragazzi e "adulti", che non rispettano la sacralità del dono della vita, ne abusano e commettono il più terribile dei peccati, togliendola come se fossero in un videogioco, in una realtà virtuale; migliaia di persone che muoiono ogni giorno perché hanno tradizioni, cultura, religione, diverse da chi detiene il potere; per non parlare poi del fatto che si stanno istituzionalizzando concetti che mettono al primo posto il delirio di onnipotenza dell'uomo, superando le leggi di Dio. Nei Paesi liberi e democratici questa sembra sia diventata una moda, ma si è arrivati addirittura a superare le leggi della natura, che ci ha creati maschi e femmine e a selezionare come in una compravendita, chi deve nascere o chi deve morire. Che senso ha fare festa, quando ogni giorno siamo bombardati da queste notizie? Cosa festeggiare? Ebbene, io credo che noi Cristiani, abbiamo come primo compito, quello di trasmettere la Gioia, sempre! La Gioia di essere vivi, di essere Amati, dovrebbe essere il nostro marchio distintivo. Una Gioia che nasce dal cuore, e che potremo trasmettere a chi ci sta vicino, solamente se riconosciamo di non essere noi, i protagonisti della nostra vita, e accettiamo di seguire la volontà del Padre. Solo se poniamo Gesù al centro della nostra vita, potremo vedere gli eventi con occhi diversi, perché dal cielo c'è una visuale più ampia, più completa, perché con quello sguardo, possiamo apprezzare e donare, tutto l'Amore che ci è stato regalato. Allora lamentarsi per ogni cosa, non ha più senso e festeggiare acquista un nuovo significato: organizzare le feste per la nostra Comunità, per la celebrazione dei Sacramenti, per i giovani che hanno bisogno di punti di riferimento, ma anche semplicemente ogni domenica per la celebrazione dell'Eucarestia. Che bello sarebbe assistere alla funzione domenicale, allietati dai canti del nostro gruppo chitarre, o dalle animazioni che coinvolgono ragazzi e bambini. E come se non bastasse, da veri Cristiani festeggiare ogni giorno, come le prime Comunità, che dopo la resurrezione di Cristo, nonostante le persecuzioni, diffondevano la Buona Notizia, proprio grazie alla Gioia, alla Pace, alla Fratellanza, al sorriso, che rendeva reale e tangibile l'Amore di Dio per gli uomini, tanto da trasmetterlo di generazione in generazione, fino ai nostri giorni. Mi rendo conto che non è facile, e se non lo è per noi, figuriamoci per chi i problemi ce li ha davvero, e seri. Per chi non si piange addosso e lotta ogni giorno contro la povertà, le ingiustizie e le discriminazioni della nostra società, per chi lotta contro gli acciacchi della vecchiaia, o contro una grave malattia. Le sofferenze e i dolori con cui devono convivere ogni giorno, però, possono diventare prove da superare, possono trasformarsi in doni da offrire al Signore. Ogni difficoltà, ogni sofferenza, diventa quindi un gradino che ci fa salire a poco, a poco, verso il cielo, e in men che non si dica, ci accorgiamo di essere così vicino a nostro Padre, che possiamo sentirlo, possiamo vederlo, possiamo toccarlo. La Sua voce è nel nostro cuore, è nella natura, è negli avvenimenti di ogni giorno, i quali possono essere letti in maniera tutta nuova. Il suo volto appare nel volto dei fratelli, dei bisognosi, dei sofferenti, degli emarginati e il suo abbraccio ci avvolge ogni volta che offriamo a Lui, un gesto di Carità, anche piccolo, e ogni volta che attraverso di noi, Lui consegna il Suo Amore a chi ne ha bisogno. Visti da questo punto di vista, i nostri problemi si ridimensionano, ed ecco che possiamo annunciare il Vangelo, possiamo offrire la Gioia, anche a chi, per un motivo più o meno grave, ha perso la voglia di sorridere. Anche al nostro Don Diego che così, carico del nostro affetto, e delle nostre preghiere, potrà proseguire il suo Cammino, con la nostra Gioia nel cuore. Alessandro Cagnoni Comunità Comenduno 13

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Scuola dell’Infanzia Caro Don Diego... Bau fa il cane, miao fa il gatto, due più due fa sempre quattro, tante cose io so fare, i lavoretti e disegnare, tutti insieme come fratelli, senza capricci, senza monelli, come la mamma, come vuoi tu, come vuole, il Buon Gesù. Caro Don Diego mattina e sera, ci ha insegnato la preghiera: ci ascolta sempre nostro Signore, se preghiamo con il cuore. Quindi Gesù ora Ti prego, proteggi sempre il nostro Don Diego. Nei posti che andrai, lontani o vicini ricordati sempre dei tuoi agnellini. Alessandro Nonostante non sia l’asilo più vicino a casa nostra, abbiamo fatto la scelta di mandar qui le nostre 2 gemelle perché c’è sembrato da subito un ambiente molto familiare e intimo. L’inserimento alla scuola materna è andato bene per entrambe le bimbe. Erano entusiaste e speriamo che continuino così. mamma e papà 14

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Scuola primaria TUTTI IN BICI! Una mattinata all’insegna dell’educazione allo sport Giovedì 21 Settembre noi alunni delle classi quarte della scuola primaria di Desenzano, siamo stati i protagonisti dell’ iniziativa “Bici e scuola insieme” promossa da Promo Serio, dalle società di ciclismo del territorio e dal gruppo sportivo “Marinelli” di Comenduno. È stata una mattinata all’insegna del divertimento e dello sport, ma procediamo con ordine! Siamo arrivati a scuola alle 8:00 con le biciclette ma accompagnati da mamma e papà che ci bisbigliavano le ultime raccomandazioni “Attento a non cadere! Non essere spericolato e ascolta bene il vigile”. Dopo l’appello e le raccomandazioni delle nostre insegnanti siamo partiti per Prato Alto, dove ci siamo incontrati con tutte le altre classi quarte del nostro istituto comprensivo. A dire il vero, non abbiamo iniziato subito a pedale ma abbiamo spinto la bici a mano fino all’imbocco della pista ciclabile. Ad accompagnarci lungo la strada c’erano alcuni vigili che sorvegliavano gli incroci. A Prato Alto il colpo d’occhio era davvero fantastico: circa 120 teste colorate, altrettanto variopinte biciclette e un chiacchierio di fondo animavano il prato verde e una delle ultime giornate estive. Ad accoglierci c’era anche il Sindaco e prima di iniziare ci siamo radunati per i saluti e le ultime raccomandazioni sulla sicurezza; poi la Polizia Locale, con tanto di megafono, ci ha diviso per plessi e finalmente abbiamo iniziato a divertirci. Quattro erano i percorsi che ci aspettavano: dalla simulazione di un percorso stradale, al percorso naturale passando per una gimkana e un percorso interamente nel prato. Tutti i percorsi avevano le loro difficoltà e i loro punti di forza...perciò decidere il migliore è stato impossibile. La mattinata è trascorsa in un battibaleno, come sempre quando si fa qualcosa di divertente!! Alle 12.00 eravamo ancora tutti vivi nonostante avessimo le gambe affaticate e a dire il vero anche un po’ sporche!! Non sono mancati capitomboli, frenate improvvise, perdita di borracce lungo il percorso ma d’altra parte la voglia di muoverci l’ha fatta da padrona. È stato un momento molto interessante che ci ha fatto capire meglio i pericoli della strada e l’importanza del rispetto delle regole, ognuno di noi è stato chiamato a comportarsi in modo responsabile per tutelare la propria sicurezza e quella degli altri ciclisti. Un grazie di cuore va a tutte le maestre che ci hanno accompagnato: sia a quelle più sportive con la bici sia a quelle che hanno preferito muoversi a piedi e farci qualche foto, agli alpini e ai volontari che hanno preparato i percorsi e ai genitori che erano presenti, ai Due momenti della mattinata vigili che ci hanno spiegato i cartelli stradali, anche quelli più severi che ci richiamavano se sgarravamo. Fare scuola in questo modo ci piace tantissimo perciò aspettiamo il prossimo invito. A presto!! Gli alunni delle classi quarte della scuola primaria Margherita Hack Comunità Comenduno 15

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