AGRICOLTURA 9-10/2017

 

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Leader innovazione

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ANNO 44 - POSTE ITALIANE s.p.a. - SPED. ABB. POSTALE – DCB CENTRALE/PT MAGAZINE AUT. 141/2004 VALIDA DALL’11/11/2004 – PUBBL. MAX 50% - € 2,10 IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP, VIA ZANARDI 28 40131 BOLOGNA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL PRESCRITTO DIRITTO POSTALE N. 9/10 - SETTEMBRE/OTTOBRE 2017 PERIODICO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Leader per innovazione SICCITÀ Dal Psr risorse per nuovi invasi a pag. 6 AVVERSITÀ Cimice della frutta: 10 milioni per la difesa a pag. 16 FORESTAZIONE Come fare reddito con la difesa dell’ambiente a pag. 42

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DAVIDE VIAGGI Professore associato presso il Dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Bologna itoriale Le nuove tecnologie protagoniste del Rinascimento rurale A livello europeo e internazionale la ricerca agricola è al centro di un fermento e di un’attenzione che non si erano visti per decenni, trainata dall’esigenza di rispondere ai crescenti fabbisogni alimentari mondiali, dalla necessità di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e di combattere contro il cambiamento climatico. I percorsi sono tanti e articolati, ma si possono forse riassumere in quattro dimensioni principali. La prima è quella delle nuove tecnologie. Il fronte principale è quello delle tecnologie abilitanti, dalla genomica all’informatica. Queste si riflettono in un numero crescente di soluzioni, quali quelle messe a disposizione dall’agricoltura di precisione, e in processi di rilancio industriale basati su queste tecnologie, come l’industria 4.0. Il secondo fronte riguarda lo sviluppo di sistemi di innovazione che ne favoriscano il disegno mirato, secondo un approccio partecipativo basato sul coinvolgimento degli agricoltori, degli attori locali, degli enti e società di ricerca, ecc. Il modello Goi (Gruppi operativi per l’innovazione) messo a punto dalla Regione Emilia-Romagna è solo un inizio in questa direzione e se ne prefigura l’evoluzione in una varietà di cluster, network, partnership pubblico-private. Il terzo fronte riguarda l’internazionalizzazione e le collaborazioni tra regioni europee, oltre che fra Stati, e, soprattutto e in modo crescente, le partnership con i Paesi extraeuropei. Il quarto è rappresentato dall’attenzione al contesto ambientale e culturale e dalla visione dei settori agricolo e alimentare come produttori di servizi ecosistemici e sociali. Il motore di questi percorsi sono le sfide sociali, finalizzate non tanto al settore in sé, ma all’insieme della società e dell’economia. Da questo punto di vista, il focus va oltre il singolo prodotto, il singolo settore o la singola filiera, per cercare soluzioni articolate sempre più su tutto il sistema che usa risorse biologiche, nell’ottica di una bioeconomia circolare, ma tenendo presente al contempo la sua inclusione in sistemi territoriali che, a loro volta, fanno parte di una rete del valore globale. L’insieme virtuoso di tutti questi elementi ha portato a coniare il termine significativo di “Rinascimento rurale”: una parola d’ordine forse un po’ sopra le righe, ma sicuramente rivelatrice di una visione positiva del ruolo del settore agricolo e sicuramente foriera di interessanti prospettive economiche, sociali e culturali. Il risultato è un insieme di percorsi di innovazione variegati, apparentemente confusi e contraddittori, in cui convivono il recupero dei grani antichi e il cosiddetto genome editing, le fattorie didattiche e le bioraffinerie, il consumo di soia sudamericana e le app anti Ogm, il recupero della tradizione alimentare locale e la gastronomia etnica fusion. Un mondo che può confondere, ma che a ben vedere è estremamente coerente con due punti fermi dei processi attuali. Il primo è l’incertezza del contesto, che obbliga a soluzioni che permettano un alto grado di flessibilità e resilienza. Il secondo è la consapevolezza di trovarci in un’economia basata sulla conoscenza, in cui proprio la conoscenza è il capitale (e la scelta) fondamentale e i suoi usi possono essere legittimamente vari e mutevoli, purché sempre orientati a esigenze sociali ragionevolmente condivise. SETTEMBRE/OTTOBRE 2017 3

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PERIODICO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PERIODICO DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA ANNO 44 - N.9/10 - SETTEMBRE/OTTOBRE 2017 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Iscrizione al ROC n. 24729 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna DIRETTORE Simona Caselli DIRETTORE RESPONSABILE Giuseppe Pace COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga IN REDAZIONE Olga Cavina, Elisabetta Collini, Barbara Galzigna, Giancarlo Martelli REFERENTI Patrizia Alberti, Laura Banzi, Milena Breviglieri, Giuseppe Carnevali, Vincenzo Di Salvo, Federica Dotti, Claudio Lamoretti, Riccardo Loberti, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpae-Simc), Piero Pastore Trossello, Paolo Pirani, Francesca Ponti, Luciano Rinaldi (Crpa), Mario Savorelli (Crpv), Raffaele Spiga, Cinzia Zambelli SEGRETERIA DI REDAZIONE Patrizia Garau, Rita Soffritti RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila REDAZIONE Agenzia Informazione e Comunicazione Giunta regionale dell’Emilia-Romagna Viale Aldo Moro, 52 40127 Bologna tel. 051 5275440-5490 fax 051 511100 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it EDITORE Nuova Cantelli Srl Via Saliceto 22/e-f - 40013 Castel Maggiore (Bo) tel. 051.700606 - fax 051.6328090 www.cantelli.net ABBONAMENTI c/c postale n. 001034895142 c/c bancario IBAN IT-18-U-07601-02400-001034895142 Intestato a NUOVA CANTELLI Srl CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITÀ Editoriale Idea Srl Via A. Gandiglio, 81 - 00151 Roma Tel. 0665797535 - Fax 0665741338 e-mail: info@editorialeidea.it Giorgio Gori - Tel. 348 2414473 e-mail: info@ggori.it Lamberto Colla - Tel. 344 2373963 e-mail: info@nuovaeditoriale.net I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. TIRATURA: 36.500 COPIE IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA Foto di copertina: Fotolia SOMMARIO 03 EDITORIALE Le nuove tecnologie protagoniste del Rinascimento rurale Davide Viaggi Fatti 6 SICCITÀ/1 Le priorità da affrontare dopo l’estate di fuoco Giancarlo Martelli 9 SICCITÀ/2 «Abbiamo contenuto le perdite. Ora adattamento e mitigazione» Parla l’assessore Simona Caselli Paola Fedriga 11 SICCITÀ/3 Nuovi agricoltori crescono Andrea Gavazzoli 14 SICCITÀ/4 Se c’è il satellite l’irrigazione è ok Luca Sapia, Andrea Spisni, Vittorio Marletto Qui Regione 16 Danni da cimice asiatica, un aiuto agli agricoltori A cura della Redazione 18 Montagna, interventi contro il dissesto A cura della Redazione Qui Europa 19 Competitività e qualità con l’Ocm ortofrutta A cura della Redazione Cultura rurale 20 STORIA E MEMORIA Le risaie del Delta del Po, un ambiente da valorizzare Luciana Finessi Economia 22 FRUTTA ESTIVA Più 13% le superfici di albicocche, Emilia-Romagna prima in Italia Elisa Macchi

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SETTEMBRE/OTTOBRE 2017 26 CAMPAGNA 2017 Vendemmia penalizzata da caldo estremo e siccità Giovanni Nigro, Chiara Pezzi Fisco e previdenza 30 Gli sgravi contributivi per le calamità naturali Corrado Fusai SPECIALE INNOVAZIONE 32 Dalla Romagna al Giappone con le zucche ornamentali Ottavio Repetti 34 Olivi e frantoio: l’agricoltura cambia volto Ottavio Repetti 36 Porto Felloni, dove il futuro è già arrivato Ottavio Repetti 39 Più ricerca in agricoltura, il primato dell’Emilia-Romagna Mario Montanari FOCUS FORESTAZIONE 42 Come fare reddito con la difesa dell’ambiente Elisabetta Collini 44 Boschi in crescita per un’economia verde Giovanni Pancaldi Avversità 46 CONSUNTIVO 2017 Pere: buona la qualità, parassiti meno aggressivi Mauro Boselli, Riccardo Bugiani Ricerca e sperimentazione 49 BENESSERE ANIMALE Arrivano le linee guida per il trasporto Kees De Roest, Paolo Ferrari Silvia D’Albenzio, Paolo Della Villa, Barbara Alessandrini 52 GESTIONE AZIENDALE Il monitoraggio dei costi nelle aziende specializzate Valeria Altamura 54 ZOOTECNIA Una nuova stabulazione per le vacche da latte Paolo Rossi Meccanizzazione 56 MERCATI Trattrici, la crisi infinita è ormai alle spalle Ottavio Repetti Rubriche 29 NOVITÀ DALLA RICERCA Camilla Chieco, Maria Teresa Salomoni 58 AGENDA VERDE A cura della Redazione 60 NEL GIARDINO Maria Teresa Salomoni, Massimo Drago 62 IN BREVE A cura della Redazione 65 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI A cura di Enrico Cinotti 66 MONDO BIO Rosa Maria Bertino

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Fatti SICCITÀ/1 Fotolia Le priorità da affrontare dopo l’estate di fuoco GIANCARLO MARTELLI Coltura di mais “bruciata” dalla siccità In arrivo due bandi del Psr (18 milioni) per la costruzione di invasi. Avviata la ricognizione dei danni per la richiesta dello stato di calamità. Il punto sugli interventi E stensione all’intero territorio dell’Emilia-Romagna dello stato di emergenza idrica già decretato dal Consiglio dei ministri alla fine dello scorso mese di giugno per le sole province di Piacenza e Parma; un plafond di 18 milioni di euro a disposizione di imprese e Consorzi di bonifica tramite due bandi del Psr per la realizzazione e/o l’ampliamento di invasi a uso irriguo; completamento della ricognizione dei danni all’agricoltura causati dalla torrida estate 2017 per l’attivazione degli aiuti del Fondo di solidarietà nazionale alle imprese colpite; infine, avvio di un confronto con tutti i soggetti interessati (enti locali, Consorzi di bonifica, rappresentanze del mondo agricolo, ecc.) finalizzato alla revisione del Piano regionale di tutela delle acque con l’obiettivo di mettere a punto una strategia condivisa basata sullo stoccaggio, il risparmio e il riutilizzo delle risorse idriche per affrontare la grande sfida del cambiamento climatico. È il quadro degli interventi avviati o messi in cantiere, a livello nazionale e regionale, a conclusione di quella che passerà agli annali della meteorologia come una delle estati più roventi e asciutte mai registrate in Emilia-Romagna, oltre che in gran parte della Penisola. Un’annata addirittura peggiore, per le conseguenze in campagna, delle famigerate estati 2003 e 2012. Ma procediamo con ordine. Esteso a tutta la regione lo stato di emergenza Anzitutto va segnalato il via libera del Consiglio dei ministri all’estensione alle province di Modena, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini dello stato di emergenza idrica proclamato a inizio estate per le sole province di Parma e Piacenza, i territori che in assoluto hanno sofferto di più per la carenza di precipitazioni (vedi box a pag. 8). Una decisione adottata a metà settembre grazie alla quale arriveranno da Roma altre risorse, stimate sui 5 milioni di 6 SETTEMBRE/OTTOBRE 2017

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euro, in aggiunta agli 8,65 milioni già stanziati nel giugno scorso per far fronte alle necessità più urgenti in relazione alla crisi dei rifornimenti idrici a uso idropotabile che ha interessato soprattutto alcune aree di collina e montagna. Le risorse già a disposizione hanno permesso di avviare un pacchetto di azioni che vanno dalla ricerca di nuovi pozzi alla riattivazione di quelli inutilizzati, dall’installazione di sistemi per rendere potabile l’acqua alle opere per ridurre le perdite delle reti acquedottistiche, dalla realizzazione di interconnessioni alternative in alcune dighe nel Piacentino (Molato, Brugneto e Mignano) per l’irrigazione, al rifornimento alla popolazione con autobotti. Un piano messo a punto da un’apposita cabina di regia istituita dalla Regione in collaborazione con Comuni, Province, Atesir (Agenzia territoriale per i servizi idrici e integrati), Consorzi di bonifica e gestori del servizio idrico. In totale si tratta di 87 interventi, di cui 44 in 27 comuni del Piacentino, con una spesa di 5,14 milioni, e i restanti 43 in altri 21 comuni del Parmense per un totale di 3,42 milioni. Più rilasci dalla diga del Brugneto e prelievi dai fiumi Un’emergenza, quella dell’estate 2017, che ha davvero messo a dura prova l’agricoltura e che è stata in parte tamponata, oltre che con l’aumento significativo dei prelievi di acqua dal Po da parte dei Consorzi di bonifica (vedi box a pag. 10), anche grazie alle deroghe al Deflusso minimo vitale (Dmv) di fiumi e torrenti concesse Coldiretti dalla Regione per le esigenze irrigue e al rilascio in due tappe di 4,5 milioni di metri cubi di acqua dalla diga del Brugneto, nel Genovese, verso la Val Trebbia. Un intervento di pronto soccorso reso possibile da un accordo tra le Regioni Emilia-Romagna e Liguria – completato da una successiva e più ampia intesa per i prossimi anni sottoscritta dai rispettivi presidenti, Stefano Bonaccini e Giovanni Toti – che ha consentito di salvare i raccolti in alcune aree del Piacentino. La conta delle perdite economiche Tornando alle perdite economiche causate all’agricoltura dalla prolungata assenza di piogge e dalle temperature estreme dei mesi scorsi, l’assessorato regionale all’Agricoltura ha avviato a metà settembre la ricognizione puntuale dei danni in campagna, affidando i rilievi ai tecnici dei Servizi territoriali. Anche se c’è tempo fino alla fine del 2017 per presentare al ministero delle Politiche agricole la richiesta di riconoscimento dello stato Gli effetti della siccità sui pascoli della Val Nure, nel Piacentino GAZZOLO: «AL VIA IL CONFRONTO PER UNA STRATEGIA BASATA SU RIUSO, EFFICIENZA E STOCCAGGIO» «Le conseguenze dei processi di cambiamento climatico in atto sono sempre più evidenti e la siccità che quest’anno ha interessato l’Emilia-Romagna ne è un’ulteriore dimostrazione. Superata la fase di emergenza, ora dobbiamo guardare avanti. Vogliamo elaborare una strategia capace di prevenire ed evitare conflitti tra i diversi usi della risorsa idrica. Il nuovo Piano regionale di tutela delle acque sarà lo strumento entro cui definire gli obiettivi strategici e le azioni concrete da mettere in campo». È la posizione dell’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo. «Avvieremo da subito un confronto con i territori e i portatori di interesse per definirne i contenuti in modo partecipato e condiviso, raccogliendo il quadro delle necessità e delle proposte. Già da ora, però, sono chiari i pilastri su cui si fonderà la strategia: il riuso dell’acqua, promuovendo la diffusione di buone pratiche come l’impianto di depurazione di Mancasale, nel Reggiano, che rende disponibili ogni anno all’agricoltura 5 milioni di metri cubi di acqua depurata di buona qualità; il risparmio idrico e l’efficienza della rete, perché l’Emilia-Romagna è già tra le Regioni più virtuose con perdite del 23% rispetto alla media nazionale del 35%, ma dobbiamo fare di più; infine lo stoccaggio, perché non possiamo permetterci di perdere nemmeno una goccia di acqua e il ministro Galletti ha annunciato lo stanziamento di risorse per un piano invasi capace di rispondere, nel rispetto dell’ambiente, alle necessità di conservazione della risorsa idrica. Ad esempio per il bacino dell’Enza, nel Reggiano, stiamo attivando un tavolo tecnico per valutare la sostenibilità di uno sbarramento alle Strette delle Gazze, a Vetto». SETTEMBRE/OTTOBRE 2017 7

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Fatti SICCITÀ/1 UN’ESTATE SENZ’ACQUA E CON TEMPERATURE RECORD Dopo nove mesi di scarse piogge, settembre 2017 ha segnato la fine di uno degli eventi di siccità tra i più intensi mai osservati in Emilia-Romagna. Facendo il punto della situazione al 10 del mese, da marzo 2017 si calcolano sull’intero territorio regionale mancate piogge, rispetto alle attese climatiche, per circa 120 mm (con punte sino a 200 mm in meno e oltre in determinate aree dei rilievi centro-occidentali e della Romagna), che corrispondono pressappoco a tutte le piogge attese climaticamente nell’estate. Ma, per valutare le differenze delle dotazioni idriche caratteristiche della primavera e dell’estate 2017 rispetto al passato, è necessario anche stimare le “uscite” dell’acqua dal terreno e dalle piante sotto forma di evapotraspirazione. Le altissime temperature dell’annata, seconda, dal 1961, solo al 2003 come valori medi estivi, ma prima considerando le massime assolute, hanno prodotto maggiore evapotraspirazione dal terreno e dalle piante per circa 100 mm in più rispetto alla media degli ultimi 15 anni. Facendo i conti dal punto di vista del terreno e delle piante (cosiddetto bilancio idroclimatico) si stimano quindi carenze, rispetto alle do- tazioni idroclimatiche regionali, di oltre 200 mm, con punte superiori ai 300 mm sui rilievi. Ampliando l’analisi indietro nel tempo dal 1961, si osserva che gli elevatissimi deficit 2017 sono paragonabili solo a due eventi precedenti, nel 2003 e nel 2012, entrambi concentrati negli ultimi 15 anni. DEFICIT IDROCLIMATICO NELL’ESTATE 2017 RISPETTO ALLA MEDIA 2001-2015 di calamità, l’obiettivo è arrivare alla delimitazione delle aree colpite e a una precisa quantificazione delle perdite nel giro di qualche settimana. In particolare si punta a sfruttare la deroga concessa dal Parlamento, grazie a un emendamento ad hoc approvato all’inizio dello scorso mese di agosto, che consentirà l’intervento del Fondo di solidarietà, in deroga alla legislazione vigente, anche nel caso di eventi assicurabili, appunto come la siccità. In caso di accoglimento della richiesta di stato di calamità – e bisogna dimostrare che i danni hanno superato la soglia del 30% della produzione lorda vendibile (Plv) del triennio precedente – possono essere attivate misure come sgravi contributivi, prestiti a tasso agevolato, contributi a fondo perduto, proroghe di rate di mutui, ecc. Gli investimenti per nuove infrastrutture Sul versante degli interventi infrastrutturali per aumentare la disponibilità di riserve d’acqua a scopo irriguo, per far fronte a eventuali emergenze come in questo 2017, stanno per essere approvati dalla Giunta regionale due bandi del Psr che mettono a disposizione complessivamente 18 milioni di euro per la costruzione e/o l’ampliamento di invasi di piccole dimensioni, con capacità fino a 250mila metri cubi. Il primo bando (Operazione 4.1.03 - “Invasi e reti di distribuzione collettiva”) ha una dotazione di oltre 7,9 milioni di euro e finanzierà progetti di importo compreso tra 100mila e 1,2 milioni di euro presentati da consorzi tra imprese agricole. L’aiuto in conto capitale è pari al 60% della spesa ammissibile. Il secondo bando (Operazione 4.03.02 “Infrastrutture irrigue”) stanzia circa 10 milioni ed è invece rivolto ai Consorzi di bonifica. L’importo dei progetti in questo secondo caso varia da 500mila a 1,5 milioni di euro e l’aiuto può arrivare a coprire il 100% delle spese. Una lista in cui possono figurare anche i costi per l’acquisto dei terreni, comprese le indennità di esproprio per pubblica utilità nel limite del 10% dell’importo totale del progetto. Per entrambi i bandi tra le spese ammissibili rientrano anche le opere di distribuzione dell’acqua, quelle accessorie (cancelli, recinzioni, ecc.), i sistemi per la gestione della rete idrica, nonché gli onorari pagati a professionisti e/o consulenti. Gli investimenti nelle infrastrutture per l’accumulo e la distribuzione dell’acqua (vedi box a pag. 7) devono però procedere di pari passo con un impegno ancora maggiore per rendere più efficiente l’uso delle risorse idriche, con l’introduzione di tecniche di irrigazione più risparmiose. È una delle priorità dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, che nel Psr 2014-2020 ha stanziato 1,7 milioni per il finanziamento di progetti all’avanguardia affidati al Cer. 8 SETTEMBRE/OTTOBRE 2017

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Fatti SICCITÀ/2 «Abbiamo contenuto le perdite. Ora adattamento e mitigazione» Intervista all’assessore all’Agricoltura, Simona Caselli, che fa il bilancio dell’estate appena trascorsa e spiega come si sta muovendo la Regione «Siamo di fronte alla terza estate più calda da quando ci sono le misurazioni. Allo stesso tempo si sono registrate piogge inferiori tra il 75% e il 100% di quelle attese. Questo andamento meteoclimatico ha comportato, su tutto il territorio regionale, un fortissimo deficit idrico, con valori anche superiori ai 700 mm. Un quadro che ha portato la Regione a chiedere e ottenere dal Governo lo stato di emergenza, dapprima per le province di Parma e Piacenza e poi per tutte le restanti. Purtroppo le proiezioni di Arpae sul cambiamento climatico ci confermano che ciò che oggi appare eccezionale rischia di diventare la nuova normalità del futuro. Ed è con questa che dovremo fare i conti». Dopo un’estate da dimenticare per quanto riguarda temperature e precipitazioni, l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli fa il punto sulla situazione in Emilia-Romagna e sulle prospettive future. A partire ovviamente dalla conta dei danni. Assessore, com’è andata in Emilia-Romagna? «È attualmente in corso da parte dei servizi dell’assessorato Agricoltura la ricognizione dei danni e delle perdite economiche sofferte dal settore produttivo nelle aree più colpite dalla siccità, per verificare se i valori superano la soglia del 30% della Produzione lorda vendibile oltre la quale è possibile richiedere lo stato di calamità e attivare per le aziende il Fondo di solidarietà. Ad avere maggiormente sofferto sono state le colture irrigue estive, come il mais, le foraggere, la frutta e la vite con stime di perdite medie di produzione tra il 20 e il 35% a seconda delle zone colpite. Bisogna però sottolineare che, nonostante la fortissima siccità, si è comunque riusciti a contenere i danni, sia attraverso la tempestiva attivazione di misure di emergenza, come la deroga ai limiti del deflusso minimo vitale per il prelievo irriguo dai corsi d’acqua appenninici, sia perché da tempo, nella nostra Regione, si è investito nell’uso efficiente della risorsa idrica attraverso la diffusione di sistemi gestionali come Irrinet e tecniche irrigue avanzate come il goccia a goccia e la subirrigazione. Un contributo fondamentale lo ha poi dato l’acqua prelevata dal Po, attraverso infrastrutture irrigue come il Canale Emiliano Romagnolo e quelle degli altri Consorzi di bonifica. E questo nonostante l’Emilia-Romagna prelevi solo un ventesimo delle acque derivate dal Po dalle Regioni del bacino padano» Come è possibile fronteggiare il cambiamen- to climatico? «Come ho detto, dobbiamo abituarci all’idea che queste annate considerate eccezionali si ripeteranno con sempre più frequenza. Dobbiamo quindi investire fin d’ora per affrontarle. Agendo su più fronti. Su quello della disponibilità della risorsa idrica, bisogna utilizzare al meglio gli invasi e le fonti di approvvigionamento che già ci sono. Abbiamo appena concluso un accordo con la Regione Liguria per avere un rilascio strutturale dalla diga del Brugneto sul torrente Trebbia. Va perseguita una più equa distribuzione dei prelievi dal Po a livello di bacino che non penalizzi i territori a valle come il nostro. Laddove possibile vanno riutilizzate a uso irriguo le acque reflue rilasciate dai depuratori civili, come fatto a Reggio Emilia con il depuratore di Mancasale. Stiamo parlando di milioni di metri cubi d’acqua da riutilizzare. E va certamente pensata una politica per Dell’Aquila PAOLA FEDRIGA Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura SETTEMBRE/OTTOBRE 2017 9

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Fatti SICCITÀ/2 nuovi invasi distribuiti sul territorio. Con il Psr finanzieremo per 18 milioni di euro invasi fino a 250mila metri cubi. Sappiamo che non bastano e per questo come Regione abbiamo deciso di avviare un percorso di confronto con i territori per rivedere il Piano di tutela delle acque con particolare riferimento agli invasi. C’è poi il fronte dell’uso efficiente della risorsa idrica in azienda, da sempre una priorità del nostro Assessorato. Qui occorre estendere e facilitare ulteriormente l’utilizzo di strumenti di gestione come Irrinet che indicano, in modo personalizzato, quando e quanto irrigare. Poi bisogna puntare sull’innovazione delle tecniche irrigue di precisione e non solo. I danni alle produzioni non derivano solo dalla carenza idrica, ma anche dalle elevate temperature. E in questo campo, grazie anche ai finanziamenti per l’innovazione che abbiamo stanzia- to con il Psr, si stanno sperimentando sistemi per ridurre gli effetti delle ondate di calore, in particolare per le colture arboree». Anche il settore primario contribuisce all’emissione di gas serra. Su questo fronte che cosa si fa? «Le misure che ho appena illustrato sono sul fronte dell’adattamento. Ma come Regione non ci fermiamo qui. Dobbiamo anche lavorare sulla mitigazione, ovvero su come ridurre quei fattori emissivi che alimentano il cambiamento climatico. Il settore agricolo anche su questo fronte può fare molto, migliorando al contempo anche la propria redditività. Lo abbiamo visto ad esempio con progetti come Climate ChangER che sarà presentato a dicembre alla Fao come modello di riferimento a livello nazionale». PEDERZOLI (ANBI): «+40% IL FABBISOGNO IRRIGUO, MA IL SISTEMA HA RETTO. BENE LE MISURE DELLA REGIONE» Nell’estate in cui si è battuto ogni record in fatto di temperature e siccità, l’agricoltura emiliano-romagnola si è difesa, grazie a un pacchetto di provvedimenti amministrativi varati dalla Regione e a un sistema infrastrutturale – quello della rete dei Consorzi di bonifica – efficiente e capillare. Lo spiega Massimiliano Pederzoli, presidente del Canale Emiliano Romagnolo (con i suoi 135 chilometri la più grande opera irrigua italiana) e dell’Anbi regionale, l’associazione che riunisce i Consorzi da Rimini a Piacenza, oltre allo stesso Cer. «Un grazie alla Regione per aver compreso in tempo utile la gravità del momento e aver preso un provvedimento storico concedendo le deroghe al deflusso minimo vitale. Aver consentito di prelevare acqua dei fiumi, quando c’era, ha consentito di arrivare ai primi di settembre quando ha cominciato a piovere. Ma possiamo dire lo stesso per la diga del Brugneto: aver ottenuto più rilasci sicuramente ha salvato buona parte delle colture nella zona di Piacenza». L’analisi di Pederzoli è netta: «Fino alle ultime piogge siamo stati in crisi. Abbiamo cominciato con le zone di Piacenza e Parma per le quali la Regione ha decretato lo stato di emergenza, ma in tutta l’Emilia-Romagna ci sono state difficoltà, viste le ripetute ondate di calore con punte oltre i 40 gradi e l’assenza di piogge da aprile a tutto agosto». In questo contesto il fabbi- sogno irriguo medio in Emilia-Romagna è aumentato del 40%. Tra le colture più colpite il mais per il quale il fabbi- sogno è stato di 3.800 metri cubi a ettaro a Piacenza e di 2.700 metri cubi a Forlì-Cesena, il pero (5.000 metri cubi a Modena, 3.000 a Forlì-Cesena), il pomodoro (3.500 metri cubi a Piacenza, 3.000 a Ravenna). Una domanda di acqua cui il sistema dei Consorzi ha sa- puto dare risposta. «Come Cer supereremo certamente i 300 milioni di metri cubi distribuiti dal Po, mentre come dato regionale arriviamo a 1 miliardo e 100 milioni di metri cubi. Possiamo stimare grazie all’irrigazione un incremento di va- lore della Plv di circa 800 milioni di euro». Proprio la tenuta del Po è l’altro elemento che, secondo Pederzoli, ha “sal- vato” l’agricoltura emiliano-romagnola: «Anche se ci sono stati momenti di magra molto forte, come Cer non siamo mai andati nemmeno in situazione di pre-allarme, grazie al fatto che un po’ d’acqua c’era». E per il futuro? L’80% dell’export agroalimentare Massimiliano Pederzoli italiano, che vale intorno ai 36 miliardi di euro, viene da colture irrigue. Due secondo il presidente Anbi gli inter- venti prioritari per difendere questo patrimonio: poten- ziare la rete di distribuzione dal Po del Cer e degli altri impianti lungo l’asta; realiz- zare, soprattutto in collina, invasi anche oltre i 250mila metri cubi, che è la taglia di competenza del Psr. Anbi 10 SETTEMBRE/OTTOBRE 2017

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Fatti SICCITÀ/3 Nuovi agricoltori crescono Analisi delle acque del reticolo idraulico del Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale: gli studenti dell’Itas Zanelli (Re) A lezione di irrigazione con i programmi di alternanza scuola-lavoro promossi dai Consorzi di bonifica. Un progetto sperimentale che è già un modello da esportare Anbi ER Sono dati statistici che vanno ben al di là di ogni più rosea aspettativa quelli che, a pochi mesi dall’avvio del progetto tra Anbi Emilia-Romagna (Associazione nazionale delle Bonifiche) e Ufficio scolastico regionale, consentono oggi di affermare che l’avvio sperimentale di questo modello di collaborazione di alternanza-scuola lavoro – basato sull’insegnamento ai ragazzi delle attività svolte dai Consorzi di bonifica – si è rivelato un vero e proprio successo. I numeri del tutto degni di nota che elencano partecipanti, ore di formazione, laboratori interattivi, workshop multimediali, simposi e visite esterne disegnano i contorni di quella che, senza dubbio, è stata un’opportunità colta al meglio dai partner che l’hanno ideata, figlia di una reale necessità a cui si è data una risposta in modo pragmatico. Conoscere la propria terra, gli equilibri delicati dell’ambiente che ci circonda, comprendere ANDREA GAVAZZOLI Anbi Emilia-Romagna SETTEMBRE/OTTOBRE 2017 11

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Fatti SICCITÀ/3 Anbi ER Un momento dell’iniziativa “La bonifica spiegata ai futuri agricoltori”, convegno finale. Polo scolastico agroindustriale Itis G. Galilei, San Secondo Parmense (Pr) al meglio le dinamiche che modificano il paesaggio e influiscono sulle risorse naturali che lo caratterizzano, è oggi un bisogno reale per tutti, anche alla luce dei mutamenti climatici in atto e delle conseguenze per la collettività. In particolare proprio per il mondo dell’istruzione pubblica che, grazie alla più recente legislazione, ha visto la materia ambientale inserita nei programmi scolastici. Coinvolti oltre 1.400 ragazzi in 14mila ore di attività In quest’ottica e con queste prospettive i Consorzi di bonifica emiliano-romagnoli (associati ad Anbi Emilia-Romagna) – protagonisti della quotidiana manutenzione dei comprensori idraulici montani e di pianura – hanno da subito intravisto un’interessante opportunità per condividere le loro molteplici azioni di salvaguardia del territorio con le giovani generazioni e, contestualmente, con i loro insegnanti. Da qui la collaborazione ha preso il via e in pochissimo tempo e, grazie all’impegno collettivo dei partecipanti, si è notevolmente sviluppata su diverse tipologie di modalità di insegnamento e scambio: ben 14mila ore di attività (in aula e presso le sedi consortili), 1.416 studenti coinvolti, 31 istituti, 62 classi e 90 docenti. Così la prima esperienza nazionale di questo GLI STUDENTI IMPARANO SUL CAMPO COME DIFENDERE IL TERRITORIO Il protocollo d’intesa tra Anbi Emilia-Romagna e Ufficio scolastico regionale si concretizza all’interno degli istituti secondari superiori coinvolti in tutto il territorio grazie all’interessamento diretto dei Consorzi di bonifica. Attraverso una complessa serie di attività strettamente connesse alla conoscenza dell’ambiente che ci circonda gli studenti non solo hanno l’opportunità di scoprire i segreti e le tecniche che stanno dietro alla cura del territorio, ma – al fianco dei loro tutor consortili nelle molteplici mansioni svolte dagli enti di bonifica – hanno la possibilità di sperimentare in prima persona le pratiche virtuose imparate, diventando così protagonisti dell’azione di difesa e salvaguardia del territorio. Le attività di tipo tecnico-informatico-progettuale e di avanzata ricerca scientifica applicata: studio, rilevazione e inserimento dei dati statistici idrometrici della rete di canalizzazione del Consorzio; utilizzo dei software per la progettazione delle opere idrauliche necessarie per la gestione dei flussi dell’acqua; uscite in cantiere per il monitoraggio delle necessità di risezionamento dell’alveo dei canali nella rete consortile; rilievi effettuati sui ponti con l’utilizzo di teodolite; catalogazione di pratiche catastali dell’area servita dal Consorzio; approfondimenti cartografici su mappe attuali e mappe storiche; studio del servizio irriguo capillare a beneficio delle aziende agricole e delle sue problematiche di approvvigionamento; utilizzo del software Web Gis e raccolta, campionamento e analisi delle acque di bonifica. 12 SETTEMBRE/OTTOBRE 2017

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Studenti illustrano ai compagni la loro esperienza di alternanza scuola-lavoro. Itas Perdisa, Ravenna tipo è diventata un’iniziativa ripetibile che si sta confermando e sviluppando anche per il secondo anno. Nell’ambito dell’intesa sottoscritta nel 2016 tra il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Stefano Versari, e il presidente dell’Anbi Emilia-Romagna, Massimiliano Pederzoli, l’accordo si è infatti concretizzato grazie allo sforzo organizzativo dei Consorzi, che in ogni singolo territorio della nostra regione hanno contribuito in modo decisivo a declinare in vari modi. Occasioni di nuovi sbocchi professionali «I Consorzi di bonifica operano da sempre per la difesa del territorio – sottolinea Massimiliano Pederzoli – ma credo che proprio in questi ultimi anni anche l’opinione pubblica abbia compreso in modo evidente il loro ruolo. I mutamenti climatici in atto ci mostrano ogni giorno come sia non solo utile, ma decisamente essenziale, mettere in campo tutti gli strumenti più adeguati per prevenirne gli effetti, soprattutto quelli più nefasti che hanno ripercussioni dannose sulla comunità e sull’economia agroalimentare della nostra regione. E con quest’accordo s’incrementano anche le occasioni per sbocchi professionali nel mondo del lavoro proprio attraverso l’esperienza diretta nei Consorzi, dove i più giovani – grazie all’opera dei tutor consortili – seguono molteplici attività progettuali dentro e fuori il Consorzio, apprendendo le peculiarità delle diverse mansioni». «Le molteplici attività realizzate dalle scuole secondarie di secondo grado della regione con i Consorzi, tramite la collaborazione con Anbi Emilia-Romagna – rileva Stefano Versari – rappresentano un’ulteriore testimonianza di proficuo incontro tra scuola e mondo del lavoro, con riferimento a un settore, quello ambientale, alla cui tutela sono sempre più orientate nuove e vecchie professioni». SETTEMBRE/OTTOBRE 2017 Anbi Er IRRINET: UN MODO NUOVO DI FARE AGRICOLTURA Esiste la possibilità di prevedere l’irrigazione fino a 15 giorni prima? Si può risparmiare il 25% dell’acqua e, quindi, diminuire il consumo energetico? Da dove si comincia per innovare l’agricoltura, settore spesso impermeabile alle novità tecnologiche? Davvero in Emilia-Romagna più di 12mila agricoltori già irrigano in modo tecnologico e razionale? La risposta è “sì”, grazie a Irrinet. Il sempre più avanzato sistema di gestione irrigua rende possibile ciò che a prima vista sembra incredibile o futuristico. Per questo I Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna, insieme a Cer (Canale Emiliano Romagnolo) che ha ideato e sviluppa Irrinet, hanno deciso di portare questo programma negli istituti agrari delll’EmiliaRomagna, dove si forma il futuro dell’agricoltura nostrana. Grazie all’ausilio dei laboratori multimediali ideati da scuole e Consorzi, il programma Irrinet viene insegnato agli studenti, che diventano così “tecnici e agricoltori per un giorno”, cimentandosi nella difficile gestione irrigua, che Irrinet rende facile e razionale. Questi laboratori, che hanno già coinvolto quasi 3.000 studenti, proseguiranno nei prossimi anni, con l’obiettivo di coinvolgere almeno 5.000 studenti ed educare così la futura generazione agricola all’uso razionale dell’acqua, tramite le tecnologie più moderne a disposizione. I laboratori, svolti con gli esperti di innovazione del Cer, toccano aspetti come la rete idrografica, l’uso del satellite, le caratteristiche pedologiche degli appezzamenti, la scelta del dispositivo irriguo migliore e diventano l’occasione per affrontare tematiche legate a materie come economia agraria, matematica, chimica, fisica, gestione dell’ambiente e del territorio. La multidisciplinarietà è senz’altro l’aspetto più interessante per lo sudente, per aiutarlo a comprendere il complesso mestiere dell’agricoltore. Nessun agricoltore, in futuro, potrà più dire: «Non conoscevo Irrinet». Gioele Chiari Consorzio di secondo grado per il Canale Emiliano Romagnolo 13

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Fatti SICCITÀ/4 Se c’è il satellite l’irrigazione è ok Un efficiente uso dell’acqua in agricoltura passa anche dal contrasto dell’abusivismo, ora più efficace grazie al sistema Let messo a punto da Arpae LUCA SAPIA, ANDREA SPISNI, VITTORIO MARLETTO Servizio Idro-Meteo-Clima, Arpae Emilia-Romagna Un tratto del Canale Emiliano Romagnolo (Cer) nell’Imolese Scoprire dallo spazio chi irriga di nascosto è oggi possibile grazie al sistema Let, algoritmo basato sull’utilizzo di immagini satellitari ad alta risoluzione e sviluppato nell’ambito del Laboratorio di telerilevamento del Servizio Idro-Meteo-Clima dell’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna (Arpae). Il sistema è stato messo a punto per monitorare l’utilizzo dell’acqua per l’irrigazione e combattere il fenomeno di abusivismo legato ai prelievi non autorizzati. Attualmente i controlli da parte dei Consorzi di bonifica vengono fatti direttamente sui campi serviti da canali di loro competenza. In futuro, questa nuova tecnologia potrebbe essere utilizzata per monitorare i campi irrigati da falda, pratica che contribuisce al fenomeno del- la subsidenza. Prodotti derivati dalla stessa catena operativa sono l’individuazione delle risaie e dei campi a secondo raccolto che prolungano la stagione irrigua. Dalle riprese dall’alto alle mappe delle aree irrigate Per ciascuna istantanea scattata dal satellite, Let è in grado di assimilare ed elaborare i dati delle piattaforme Sentinel-2 (Esa, Agenzia spaziale europea) e Landsat-8 (Nasa, Amministrazione nazionale aeronautica e spaziale statunitense) e di restituire in uscita, entro 24 ore dall’acquisizione, una mappa georiferita di aree irrigate, informazione assai utile per chi svolge attività di vigilanza all’interno dei Consorzi di bonifica. La sperimentazione del sistema, avviata nel Cer 14 SETTEMBRE/OTTOBRE 2017

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2016 in collaborazione con il Consorzio di bonifica della Romagna, è stata estesa quest’anno a tutta l’area orientale regionale, coinvolgendo i Consorzi di bonifica della Renana, di Ferrara e della Romagna Occidentale. La procedura ha dimostrato come il telerilevamento satellitare sia uno strumento estremamente efficace ed economico per l’individuazione delle aree irrigate a scala sub-particellare. Dal 2018 il sistema potrebbe essere esteso a tutta la pianura regionale. La disponibilità di questi dati geografici permette di tenere traccia degli appezzamenti irrigati durante l’estate, creando così una banca dati pluriennale dell’irrigazione e localizzando le aree a maggior richiesta. Come funziona Let Arpae Sentinel-2. Il Sentinel-2B, lanciato in orbita il 7 marzo 2017, permetterà infatti di raddoppiare la frequenza di rivisitazione, incrementando pertanto la possibilità di acquisire con successo immagini anche in caso di prolungati periodi caratterizzati da diffuse coperture nuvolose. Info sul servizio iColt: https://sites.google.com/ arpae.it/icolt-vettoriali-arpae-simc/home Immagine a falsi colori del satellite Sentinel-2A rappresentante un campo irrigato (in blu) individuato su un sistema di irrigazione di tipo Pivot nella pianura ferrarese Impianto idrovoro del Cer sulla sponda sinistra del Savio, a Mensa di Ravenna Let trova le sue radici nel servizio climatico iColt (classificazione delle colture in atto tramite telerilevamento), strumento di individuazione spaziale delle colture volto alla valutazione dei consumi idrici attesi durante la stagione estiva tramite analisi delle previsioni stagionali. Let sfrutta la classificazione delle colture agricole iColt, ottenuta annualmente tramite la classificazione di serie multi-temporali di immagini ottiche da satellite pianificate e acquisite ad hoc durante il periodo tra novembre e aprile, per generare un prodotto a valore aggiunto. Dalla metà di giugno al 31 agosto Let elabora sistematicamente tutte le immagini disponibili negli archivi dei provider che distribuiscono i dati Sentinel e Landsat e fornisce ai Consorzi di bonifica una mappatura near-real time (quasi in tempo reale, ndr) dei campi irrigati. La pronta disponibilità del dato permette ai consorzi di organizzare sopralluoghi in campo, ottimizzando gli spostamenti e riducendo enormemente il numero di controlli in azienda. Infatti, l’individuazione di un potenziale illecito inizia già in ufficio, dove il tecnico preposto può incrociare i dati del satellite con le autorizzazioni già in possesso ai consorzi e indirizzare le ispezioni solamente laddove necessario. Durante la stagione irrigua 2017 sono state processate complessivamente 41 immagini, numero destinato ad aumentare a partire dal prossimo anno quando sarà pienamente operativo il secondo satellite della costellazione Cer SETTEMBRE/OTTOBRE 2017 15

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