Antologia Premio "Città di Latina" 2017

 
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Premio internazionale di Poesia Città di Latina 3^ edizione 2017

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PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA CITTÀ DI LATINA 3^ edizione 2017 Antologia delle opere premiate Proprietà letteraria riservata ©2017 Edizioni DrawUp redazione@edizionidrawup.it www.edizionidrawup.it Progetto editoriale: Edizioni DrawUp Direttore editoriale: Alessandro Vizzino Grafica di copertina: Adriana Giulia Vertucci I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati. Nessuna parte di questo libro può essere utilizzata, riprodotta o diffusa, con qualsiasi mezzo, senza alcuna autorizzazione scritta. ISBN 978-88-9369-103-1

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Antologia delle opere premiate Premio Città di Latina Premio internazionale di Poesia 3^ edizione 2017

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Sezione A Poesia inedita in lingua italiana a tema libero

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Primo classificato Antonio Damiano Latina (Olim palus) Palazzi; e fabbriche sparse tra i monti ed il mare, dove nulla è più quello che a mente ricordi. Eppure, se pensi, era ieri che il bufalo errava tra anfratti e paludi senza dimora. E il buttero andava affondando nel fango tra un tetto di paglia e un pasto frugale, il volto segnato dai morsi feroci di anofele infetto. Poi d’un tratto l’umana scintilla che diede alla terra un altro domani. Ed ora vanno le vie nei campi, tra case e giardini e rose nei prati. E il platano splende e rinasce la vite e la zolla si veste di primule d’oro. E passi la vita tra uffici e palazzi nel perenne fluire di gente e di moto fino alla scuola che accoglie i tuoi figli: fiori di un tempo diverso, quando l’alba che nasce non trova la gora. Come a segnare che sui venti di morte prevale quest’oggi finalmente la vita. Ora vanno i campi di grano in tremulo 7

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vento come onda di mare; e i pioppi in filari tra mille canali, creati per mano di chi venne per fame, inseguendo un sogno ed un tozzo di pane. E ovunque ristanno i segni perenni di tanto sudore e lieta nei borghi la lingua soave di terre lontane. 8

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Secondo classificato Chris Mao Accattone Stai così, aggrappato alle reti della sera, senza un campo praticabile per avvicinare la pazienza del tuo corpo perduto nella follia che pretende il massacro delle ossa, sotto un cielo di nuvole spalancate. Vertebre dei tuoi sensi, le ciminiere portano fumo e pensieri oltre il bavaglio di questa tua vita premeditata, sospesa nei globi oculari dei passeggeri in transito sulle rotte diseguali della città. Stai così, senza il frammento di cuore destinato al ricordo, provato dall’ansia impura dei poeti, nella siccità imponente del rancore che scombina i battiti del perdono e corrode la tua corda di cristiano impreparato alle lusinghe della morte. 9

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Stai così, nella febbre silenziosa che ghiaccia i sogni sotto la pelle. 10

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Terzo classificato Massimiliano Testa Mare Mare, oltre gli agavi e il faro; mare, borboglìo incessante di spume e artiglio che abissa ogni tempo nel tenero ventre di sabbie domate. E stanno come d’incanto i flebili giunchi ritti a sfidare il pencolar d’una randa che tra porti sepolti s’annega, e poi immobile tace; e sfidano ancora un osso di seppia nei gorghi che ivi dimentico giace. In questa cala e in ogni suo grano è di segreto capriccio il riportar ogni fronda alla faticosa riva; è di segreta natura il caducar d’essa nell’inviolata prospettiva d’autunno. Eppur qui son sinceri il vento e il sole quando li sento scoprir ogni inganno, quando, al Creatore tornando, li vedo ritrarre all’orizzonte le increspature dell’eterno brillar d’una e mille 11

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e interminate stelle! Così non v’è notte in questo magnifico mare dove qualunque stella cadendo sempre s’accosta alla docile onda che, meravigliosamente, nel suo perir si spiega. E tra quelle onde in questa riva ogni anima nell’affondar si sveglia: oh naufraga sì, ma viva! 12

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Premio Speciale della Giuria Antonio Damiano Tempio di Giove Anxur Alta sale la luna e sui ruderi posa. Tace e si spegne ogni umana parola. E timide vanno le ombre la sera come a cercare un volto, un ricordo, o gemma smarrita d’antico splendore. Siete voi, ancelle divine, vestali di quel dio superno, quando il giorno scandiva le ore tra canti e preghiere e volute d’incenso? Volti ridenti in un raggio di sole ed a sera smarrite nell’eco dell’onda quando lieta sul colle cullava le ore. Eravate: con i sogni e le attese, col sorriso sul mondo mentre il giorno schiudeva il suo prodigo dono. E risuonava la valle del trepido canto, d’una voce che saliva alle stelle implorando quel dono che la gente chiedeva. Ma oggi di tanto nulla rimane: non un segno, un breve momento, non un volto che ancora ricordi. Eppure, viveste! Similmente ad ognuno di noi: con timido passo a sfiorare la terra, con tremula mano cogliendo i suoi doni. Ed ora... ombre che vanno tra ruderi spenti, le dita tremanti a sfiorare gli orpelli, come a quei giorni a ridare la vita. 13

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