Aut 05 - Contenitore di libere espressioni

 

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Tutto il mondo de Il Portolano, pronto a salpare.

Popular Pages


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contenitore di libere espressioni numero 5 - settembre 2017 distribuzione gratuita In questo numero: Il Portolano, scuola di scrittura autobiografica e narrativa

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(J. L. Borges)

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contenitore di libere espressioni Questo numero 5 di Aut è interamente dedicato alla scrittura, ed in particolare a quella autobiografica. Il protagonista è Il Portolano - scuola di scrittura autobiografica e narrativa - fondato da Bruna Graziani, che dal 2008 si adopera per la divulgazione di questa particolare forma di espressione, stimolando e incentivando tutti coloro che per passione o per lavoro vogliono potenziare o padroneggiare l’arte dello scrivere. tutte le illustrazione sono di Roberto Da Re Giustiniani Corsi e concorsi, incontri, workshop, fino ad arrivare al Festival CartaCarbone (unico festival autobiografico in Italia), sono gli strumenti messi in atto per diffondere la passione del raccontarsi. E tante sono le persone che hanno calcato i banchi del il Portolano producendo racconti che hanno dato vita a diverse antologie edite dall’editore Kellerman. , è una pubblicazione gratuita e senza fini di lucro, dedita alla divulgazione dell’arte in senso generale. Ma il merito più grande del Portolano è quello di aver sempre puntato alla valorizzazione del sé, prediligendo la persona allo “scrittore”. si sostiene grazie agli inserzionisti e agli appassionati. Potete contattare la redazione via mail a: aut.treviso@gmail.com oppure via telefono al 340 4717908. Il materiale pervenuto verrà pubblicato senza alcun tipo di selezione o giudizio. Unico criterio di esclusione sarà il non rispetto dell’altrui pensiero. Numero 5_2017 settembre 2017 Stampato in 2000 copie da PressUp, via Catone 6 - Roma per informazione e contatti: Aut 340 4717908 aut.treviso@gmail.com 3

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cos’è Il Portolano è una scuola per le persone che per passione o per lavoro desiderano avvicinarsi al mondo della scrittura in tutte le sue declinazioni, con un’attenzione particolare a quella autobiografica. Pensato come una moderna bottega dei mestieri, il Portolano è un luogo in cui dedicarsi alla valorizzazione di se stessi, scoprire e mettere in pratica tecniche e strumenti di lavoro. Nato nel 2008 dall’amore di Bruna Graziani per la scrittura, in particolare autobiografica, Il Portolano propone un laboratorio autobiografico permanente, corsi di scrittura narrativa e creativa, masterclass impartite da scrittori e narratori di fama riconosciuta. Il ventaglio di proposte fornite dal Portolano comprende anche servizi di progettazione e realizzazione di storie d’impresa e di consulenza editoriale: valutazione di manoscritti, correzione di bozze, revisione di testi, editing e storytelling. Il Portolano è partner culturale e motore di CartaCarbone, l’unico festival di Letteratura Autobiografica in Italia. 4

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Bruna Graziani vive e lavora a Treviso. Laureata in Farmacia, da molti anni si occupa di scrittura narrativa e autobiografica. Conseguito il diploma di Cultore in scrittura autobiografica alla LUA di Anghiari, fonda a Treviso Il Portolano, scuola di scrittura autobiografica e narrativa che organizza eventi culturali, incontri con gli scrittori affermati ed esordienti, corsi di scrittura creativa, narrativa e autobiografica e storytelling. Ha pubblicato racconti in varie antologie: Non disturbare, scritture in corso con prefazione di Tiziano Scarpa (Officina Nuova Dimensione); M’ama, mamme, madri, matrigne oppure no (Poligrafo di Padova, 2008); Storie scellerate (Cabila edizioni, 2009), Dieci Piccole Storie Ignobili (Piazza Editore). Ha pubblicato 3 guide pratiche sugli attrezzi del mestiere: Desperate Writers, manuale per scrittori irriducibili (Kellermann editore 2012); Il personaggio, prove temerarie di costruzione (Kellermann editore 2013); Il racconto breve. Una galassia in palmo di mano (Kellermann editore 2014). Collabora con la rivista Pedagogika. È co-fondatrice e direttrice artistica di CartaCarbone festival letterario. www.ilportolano.org Silvia Battistella vive e lavora a Carbonera nella scuola primaria e collabora come consulente pedagogica e counsellor. Ha frequentato numerosi corsi di formazione sulla scrittura autobiografica, creativa, poetica organizzati da varie associazioni (Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, Università della Strada, Gruppo Abele, Torino; Equipe Nazionale Scuole Estive Mce, Firenze). Ha pubblicato tre raccolte poetiche (Ed. del Leone, Spinea, VE), Aletti Editore (RM); La Gru Editrice (PD); un racconto in Dieci Piccole Storie Ignobili (Piazza Editore) ed è presente nella raccolta collettanea del Concorso Líbrati (Libreria delle donne, Pd). È conduttrice e promotrice delle Letture Selvagge, serate itineranti e corsare dedicate allo scambio di letture. Collabora stabilmente al Biennio; è co-ideatrice di incontri e corsi per Il Portolano. Collabora con CartaCarbone festival letterario. www.pensieridiversi.altervista.com Alberto Trentin è laureato in filosofia a Ca’ Foscari e ha un dottorato in filosofia del Rinascimento, con una tesi su Giordano Bruno intitolata La (s) cena delle ceneri. Ha conseguito un master triennale in pedagogia clinica. Attualmente iscritto al Corso di Laurea in psicologia. Lavora per una multinazionale come analista. Ha pubblicato una raccolta di poesie, intitolata La voce dei padri(Samuele Editore, Pn 2010), curato una raccolta di saggi sulla globalizzazione (Istresco, Tv 2010), con uno personale sulla retorica digitale. Ha pubblicato su riviste internazionali di poesia (Soglie, NeMLA, Gradiva, Italian Poetry Review) e su antologie collettanee (Samuele Editore, Aletti Editore, Poesia e rivoluzione, Fara Editore), nonché su riviste di critica con alcuni saggi di letteratura contemporanea su Dino Buzzati, Ezra Pound, Bartolo Cattafi. Tiene corsi di scrittura per il Portolano. È presidente dell’associazione Nina Vola, promotrice di CartaCarbone Festival. Il suo blog: http://filosofo79. wordpress.com Collaborano col Portolano: Sviluppo - Gastone Tempesta Comunicazione - Sara Mucci Grafica - Andrea Babato Web master - Nicola Giuliato Video maker 5

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La scrittura mi protegge. Vado avanti facendomi scudo delle mie parole, delle mie frasi, dei miei paragrafi abilmente concatenati, dei miei capitoli astutamente programmati. Non manco d’ingegnosità. (G. Perec) Era esaltante cercare e trovare, o creare, la parola giusta, cioè commisurata, breve e forte; ricavare le cose dal ricordo, e descriverle col massimo rigore e il minimo ingombro. Paradossalmente, il mio bagaglio di memoria atroci diventava una ricchezza, un seme; mi pareva, scrivendo, di crescere come una pianta (P. Levi) Novecentosessanta minuti Immagina che in ogni minuto della tua vita accada un solo fatto e tu faccia un solo pensiero. In un giorno ci sono millequattrocentoquaranta minuti. Se quattrocentottanta vanno in sonno, rimangono novecentosessanta minuti che corrispondono allo stesso numero di fatti - alcuni impercettibili e altri consistenti - e pensieri - che si accavallano, si ricombinano condensando di volta in volta l’universo mentale edificato fino a quell’istante. Mescola tutto e moltiplica per una settimana, un mese, un anno, dieci. Hai ancora il coraggio di dire che non hai nulla da raccontare? La tua vita è unica e irripetibile. Hai universi da svelare, tanto luminosi e stupefacenti quanto quelli di certi scrittori. La differenza è che loro erano anche abili artigiani: la parola la sapevano usare da dio. Del resto, facevano solo quello dalla mattina alla sera, esattamente come mia nonna padroneggiava ferri e gomitoli per confezionare alla perfezione maglioni di lana per tutto il parentado. Di cose da raccontare, insomma, ne hai un sacco, rassegnati. Puoi iniziare da quelle piccole, che hai sotto il naso, il mouse, la siepe davanti casa, il ragazzo in mutande che stira alle nove di una rovente sera d’estate nella terrazza dell’ultimo piano, il cagnolino di fronte che non smette di abbaiare sul davanzale, la bottiglia d’acqua che usi per buttar giù le compresse per il mal di testa, l’anello d’argento che le mani ruvide di un artigiano hanno modellato per te. Un poco alla volta, esercitandoti, ascoltando qualche consiglio, la tua materia di vita si trasformerà. È un processo lento e faticoso ma su questa terra nulla è gratis. Piano piano, i tuoi racconti subiranno delle metamorfosi, cambieranno i connotati, si vedranno crescere gambe e braccia che li renderanno in grado di camminare da soli in giro per il mondo, di lasciare il tuo grembo per dare spazio ad altri fratelli. 6

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La scrittura autobiografica è… Piacere, legato alla rievocazione degli affetti, alla suggestione dei sensi e a un portentoso atto creativo: raccontando si crea un florilegio di mondi possibili. Raccontare provoca diletto a prescindere dal contenuto. Occasione di esprimerti in libertà. Il “conosci te stesso”, massima greca sostenuta anche da J.J. Rousseau, asserisce che la conoscenza di sé non deve essere cercata nell’analisi dell’intelletto ma nel sentimento immediato, che mette di fronte all’interiorità più intima, «sorgente viva della vita morale». Respiro universale. Raccontare è un’attività che ha superato la prova dei millenni. Pare che le storie siano state un vantaggio per la specie e indispensabili all’evoluzione. Tempo che ci si concede per osservarci sotto le tante sfumature delle rappresentazioni simboliche che facciamo di noi. Come dice Borges: “Forse la storia universale è la storia della diversa intonazione di alcune metafore”. Oasi d’acque e verde libertà, in cui tutto è concesso. La stanza tutta per te, in cui hai il diritto di dire la tua. Chi può mai giudicare quello che hai fatto? In fondo hai fatto l’unica cosa possibile, in quel momento, in quella situazione, in quel luogo. Linimento. Scrivere, se possibile, attenua le ferite soprattutto quando riesce a essere immaginativa, generativa, quando crea occasioni. È cura della mente, della propria opportunità di cambiamento. È slancio verso il futuro, il cambiamento. Ascolto. Bisogna ascoltare il mondo con i sensi in festa, cogliere gli stimoli, tanti quante sono le primule in un prato di marzo. Anche essere ascoltati è importante. La narrazione trasforma quando si crea una comunità di persone fidate che accolgono le nostre parole. Necessità. Scrivere ha salvato molti dalla follia della reclusione e del campo di concentramento. Primo Levi scrive che i deportati, durante le loro notti gravide di morte e di tormenti, sognavano principalmente due cose. La prima era nutrirsi. La seconda, raccontare. Obiezione all’idea che scrivere di sé è un atto narcisistico. Al contrario: è un atto di generosità e coraggio. È un gesto di autocoscienza e di sviluppo della consapevolezza che assume anche un valore morale collettivo. Tutto questo succede al Portolano, un ospitale luogo dell’anima, in cui non si impartiscono precetti ma si condividono esperienze. Un luogo dell’osservazione e dello stupore di fronte alla scoperta che siamo creature imperfette, con tante sfaccettature quanti sono i riflessi di un prisma, che facciamo quello che possiamo e come possiamo, che ascoltiamo, parliamo e scriviamo per misurarci attraverso la creatività luminosa e la dolcezza delle parole. 7

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I consigli di scrittura del Portolano LA SCRITTURA CREATIVA E NARRATIVA I pensieri importanti sono per natura fulminei, e corti come i fulmini. In un paese veramente civile bisognerebbe poter “andare in cattedra” con da tre a sette pagine. Eliminare le lungaggini e le prolissità, nei casi migliori ridurre il testo a poche righe. (L. Meneghello) La parola è una specie di laminatoio che affina i sentimenti. (G. Flaubert) Tutte le arti hanno una componente tecnica e prevedono un apprendistato. È un pregiudizio pensare che la macchina narrativa faccia eccezione. Una buona scuola di scrittura mostra retromarcia, prima e quinta, indica le curve e spiega che devi dare la precedenza a destra, fermarti al rosso e spingere sull’acceleratore sui rettilinei. Se ci sono scocca, motore e carburante, il traguardo è lì. Si sa, scrivere è faticoso. Perciò ecco qualche consiglio dal Portolano. 1. Pronti? Via! Da dove si comincia? Gli spunti possono essere millanta: un ricordo, un sogno, un sapore o un fatto di cronaca. La tua vita è un ottimo trampolino. In fondo, ogni romanzo, è un’autobiografia del possibile. Il consiglio è di partire da un personaggio, descrivendone fisico, abbigliamento, tic nervosi, abitudini, azioni. Può essere che dal suo centro si dipani il resto o che lui stesso ti porti per mano un po’ più in là, fino a riconoscere la tua storia. 2. Nice to meet you Il personaggio è centrale. Mostralo attraverso azioni, linguaggio, ambiente e idiosincrasie. Non spiegarlo: rischi di trasmettere opinioni su di lui. Metticelo davanti così com’è: show don’t tell! Il lettore deve avere la sensazione di interagire con lui. Una mediazione fatta di spiegazioni contiene inevitabilmente dei giudizi (i tuoi) che impediscono a lettore di metterci del proprio e di provare la soddisfazione della rivelazione. 3. Tu chiamale se vuoi… emozioni Nelle pagine dei libri cerchiamo noi stessi, creature fatte di emozioni. Non descriverle: le emozioni e la psicologia dei personaggi si svelano attraverso ciò che fanno, quello che dicono e come lo dicono. O attraverso immagini simboliche come, ad esempio, le metafore: “Ma lei, la sua vita era fredda come una soffitta che abbia il finestrino a tramontana, e 8

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la noia, regno silenzioso, filava la sua tela nell’ombra, in tutti gli angoli del suo cuore.” (G. Flaubert, Madame Bovary) 5. Aspirapolvere a portata di penna Scrivi tutto quello che ti viene in mente e lascia depositare. Poi procurati un’aspirapolvere e togli: tre puntini, punti esclamativi, frasi fatte e citazioni. Elimina anche le parole in eccesso, tieni solo quelle necessarie all’economia del testo. Questo vale sempre nella fase di ripulitura: devi arrivare alla materia prima per poi cominciare a lavorarla. È difficile ammirare i nodi, la lucentezza di lana e seta e i medaglioni floreali rossi e blu di un tappeto persiano se coperto da un dito di polvere. 6. Aggettivi, avverbi e treni strettamente sorvegliati Usa aggettivi concreti come rosso, ruvido, rugoso, liscio, umido, bollente. Indicano una qualità specifica e in genere sono legati ai sensi, quindi alla concretezza. Gli aggettivi astratti o generici sono tanti, troppi! Preoccupato, indifferente, felice e via all’infinito. Sono ‘intrisi di opinione’ che rischia di influenzare chi legge. Non farti intenerire dalla loro resistenza, caricali nel vagone di un treno strettamente sorvegliato e chiudi gli sportelli. A far loro compagnia, mettici gli avverbi. 7. Sensi Occhi, pelle, orecchie, bocca, naso. La realtà si percepisce con i sensi. Affronta quindi la narrativa tramite ciò che si può vedere, sentire, odorare, gustare, toccare per creare un mondo dotato di peso e di spessore. Non suscitare emozione con emozione o pensieri con altri pensieri. Le immagini di movimento, di caldo o di freddo, di equilibrio, di fame o di dolore, quando operano attraverso il dettaglio e la concretezza, stimolano l’immaginazione e creano una fusione di sentimenti tra te che narri e chi ti legge. 8. Il pubblico primo Ciò che scrivi è sicuramente chiaro nella tua testa perché conosci i fatti. Il pericolo è quello di dare per scontati dei passaggi che in real- tà non lo sono affatto. Perché è importante una scuola di scrittura? Perché i partecipanti sono una sorta di pubblico primo, una piccola società di scrittori-lettori che possono indicarti facilmente la macchiolina sulla punta del naso che tu non puoi vedere. Sono tantissime le cose che potremmo dirti ancora. Scoprile ai nostri corsi! Il Portolano non crea talenti, ma li porta alla luce, li valorizza e li incoraggia. In breve: Prova, pervicacemente prova: il portolano proietta a portentose produzioni. Occupati di obiettivi opportuni, organizza orari, ordina opinioni, ossequia l’ortografia: l’opera otterrà ovunque ovazioni e onori. Riscrivi, rassegnati: raccontare richiede risorse rare. Tenta tenacemente: tempera tempestivamente il tema e termina il tuo testo. Onora gli ospiti e occulta l’orgoglio. Oppure obbietta e ormeggia oltre. Lascia lontano languore e lacrime, lima lacune e lapsus e lavora al lessico. Leggi leggi leggi. Amputa aggettivi e avverbi, appallottola le astrazioni, accarezza armellini, assapora albicocche all’alba. Narrare novelle noiose (nequizia!) nuoce ai nervi. Normale, no? Neppure nobilita. Oltrepassa gli ostacoli. Offri odi odorose d’oleandro: onora l’olfatto. 9

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Figuracce I° Concorso letterario del Portolano A tutti, prima o poi nella vita, è capitato di incappare in qualche colossale figuraccia. Frasi equivocate, messaggi inviati per errore, scambio di persone. Lo squarcio sul di dietro dei pantaloni di cui ti accorgi solo quando sei tornato a casa, dopo essere stato tutto il giorno in giro per la città (ecco perché tutti ti guardavano); un attacco di dissenteria nel bel mezzo di un appuntamento galante; il cornetto che al primo morso ti libera una valanga di marmellata addosso facendo una strisciata sul top, il pantalone per fermarsi sulle scarpe. In quel momento vorresti morire per l’imbarazzo. Ma a distanza di tempo ci ridi su e capisci che “le figuracce sono svolte esistenziali e come le cicatrici ci ricordano chi eravamo e cosa siamo diventati”. Organizzato da Il Portolano in collaborazione con HDEMO. Info: concorso@ilportolano.org tel. 328 0208784 www.ilportolano.org Partecipazione aperta a tutti. Gli elaborati non dovranno superare i 7200 caratteri spazi inclusi. Scadenza: 15 febbraio 2018 Al primo classificato, un soggiorno di tre giorni per due persone.

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per tutti gli altri corsi e iniziative del Portolano, iscriviti alla newsletter: ilportolano.org CORSO AVANZATO DI SCRITTURA NARRATIVA “Più Sì… Queneau” Da venerdì 20 ottobre 2017 (18.00-20.00) Raymond Queneau ha tentato un esperimento interessante e soprattutto utile. È partito da un episodio banale e ne ha fatte 99 versioni, giocando sullo stile, le figure retoriche e i generi letterari, con registri alti e bassi, comici e seri. Anche noi, partendo da un testo generico, giocheremo a fare i chirurghi sul corpo del linguaggio sul quale operare gli esperimenti più sfrenati, armati da spirito di osservazione, rapidità e tanta fantasia. Non una semplice acrobazia linguistica ma un esercizio che ha l’intento di prendere dimestichezza con la scrittura, la sua versatilità e i suoi registri. Con Bruna Graziani, Silvia Battistella, Alberto Trentin e un ospite a sorpresa! BIENNIO: SCAVO E STRUMENTI 3-4 febbraio 2018 3-4 marzo 2018 7-8 aprile 2018 5-6 maggio 2018 25-26 maggio 2018 Prima annualità: SCAVO A SCAVO si lavora per riportare in superficie il maggior numero di ricordi, in un costante esercizio di memoria, ricco di implicazioni narrative e rivelazioni su se stessi. Sospendendo il giudizio, in una ricerca profonda da condividere con gli altri, nel rispetto delle zone d’ombra da accogliere e attraversare con cautela, pronti a lasciarsi anche sorprendere da nuove narrazioni di sé. È rivolto a chi ama il viaggio e decide di affrontarne uno dentro di sé, per ritrovarsi o scoprire la stupefacente complessità dei suoi multipli e degli intrecci di relazioni con gli altri. A chi sente il bisogno di scrivere per riedificare storie, trasformare persone in personaggi memorabili, tratteggiare nuovi paesaggi dell’anima. A chi decide di intraprendere un percorso di formazione personale ma anche collettiva perché, sempre, la scrittura fa scoprire in se stesso un po’ degli altri e negli altri un po’ di sé. Alla fine del percorso è previsto un reading con i partecipanti. 12

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Seconda annualità: STRUMENTI La seconda annualità del biennio fornirà gli STRUMENTI utili a prendere coscienza della propria scrittura e a lavorare per migliorarla allo scopo di trasformare una storia qualsiasi, anonima, in una storia universale, in cui ci si riconosce e ci si immedesima. È rivolta a chi vuole dare una forma adeguata ai propri ricordi (perché la forma è sostanza), trovare uno stile e affinarlo. A chi vuole andare oltre l’immediatezza, addentrandosi nel territorio della riflessione sulla propria scrittura e della sua forma appropriandosi di strumenti precisi, per governarla anche in termini più tecnici. A chi sente il bisogno di acquisire uno sguardo più critico e metodologie specifiche. Alla fine del biennio, i racconti dei partecipanti verranno elaborati, editati e raccolti in un’antologia che verrà presentata durante un evento pubblico. Con Bruna Graziani, Silvia Battistella e Alberto Trentin. Ospiti: Giulio Mozzi, Marco Franzoso, Annalisa Bruni, Elisabetta Baldisserotto, Manuela Tirelli. AUTOBIOGRAFIA COME STRUMENTO PROFESSIONALE “Scrivo di me, scrivo per te” La scrittura autobiografica come strumento professionale Da martedì 6 marzo 2018 (18.00-20.00) Chi svolge un lavoro “di cura”, o in ogni caso rivolto all’altro, sa bene quanto la relazione che si instaura sia determinante, anche se spesso rimane sullo sfondo di un rapporto apparentemente neutro: professionale, appunto. Indagare la propria storia lavorativa, dare accesso alle storie degli altri significa compiere un passo importante nell’acquisizione di uno strumento insostituibile di formazione e autoformazione. A chi è rivolto: insegnanti, educatori, infermieri, assistenti, counsellor, professioni di cura interessati ad indagare la propria storia professionale: • come autobiografi: mettersi in gioco sperimentando in prima persona alcune sollecitazioni autobiografiche, per riflettere su di sé e confrontarsi con le storie altrui; • come educatori biografi: apprendere alcune tecniche auto-narrative, narrative e autoriflessive (individuali, duali o di gruppo) utilizzabili nel contesto lavorativo • come ricercatori biografici: saper raccogliere ed analizzare il materiale biografico raccolto, per conoscere più da vicino i propri utenti. Con Bruna Graziani, Silvia Battistella e Alberto Trentin. Ospiti: Vera Mantengoli e Sergio Della Valle. Programma completo: www.ilportolano.org Info e iscrizioni: direzione@ilportolano.org 328 0208 784 www.ilportolano.org 13

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Il Portolino Laboratorio di scritture Ri-creative per bambini La fantasia fa nascere prati di margherite sui marciapiedi, scatena temporali sul sofà, matura l’uva dentro i camper. La parola apre le porte all’Impossibile addomesticandolo con l’immaginazione, il coraggio, la spregiudicatezza. Al Portolino, si seminano parole e, con l’aiuto di zappe, pozzi e immancabili imprevisti, si raccolgono succosissimi racconti! Scrivere, creare ed esprimersi giocando, per usare la scrittura come strumento creativo e di confronto. “Il mondo si può guardare ad altezza uomo, ma anche dall’alto di una nuvola (con gli aeroplani è più facile). Nella realtà si può entrare dalla porta principale o infilarvisi – è più divertente – da un finestrino”. (Gianni Rodari) I Lab del Portolino I laboratori del Portolino partiranno dal mese di novembre e si differenzieranno per obiettivi e contenuti a seconda dell’età del bambino. Le fasce proposte, per il momento, sono quelle che vanno dai 6 agli 8 anni e dai 9 agli 11. L’obiettivo è rendere la Scrittura salvagente o saltimbanco a seconda delle necessità. Parola rifugio amico, parola compagna di mattate. Lo strumento è sempre il gioco! Parolina Parolona (6-8 anni) 4-11-18-25 novembre dalle 15.00 alle 16.30 Si salvi chi può (9 - 11 anni) 4-11-18-25 novembre dalle 17.00 alle 18.30 Conduce i laboratori Teresa Vendramin Per info e iscrizioni: ilportolino@gmail.com La perla Vittoria Bambina Portolina C’era una volta una perla di nome Vittoria che era nel mare, perché un bambino l’aveva gettata per sbaglio. I giorni passavano ma la perla non si muoveva, finché non arrivò dal sud il vento scirocco che la portò via. Era in viaggio da più di un mese e ancora... ancora e arrivò in una spiaggia dove un bambino con le lentiggini la raccolse e ci giocò finché la mamma non lo chiamò e così fece tutti i giorni. il Portolino Lab di scritture riCreative per bambini illustrazione Giampiero Ruggieri

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ospiti Il Portolano è stato frequentato da molti scrittori ed esperti in letteratura e autobiografia. Eccone alcuni: Tiziano Scarpa Alessandro Cinquegrani, Marco Franzoso Alessandro Toso Matteo B. Bianchi Giulio Mozzi Annalisa Bruni Francesco Maino Matteo Caccia Rosa Matteucci Fulvio Ervas Tullio Avoledo Ginevra Lamberti 15

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