ROTARYSIENAEST - N.1 LUG/AGO 2017

 

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ROTARYSIENAEST - N.1 LUG/AGO 2017

Popular Pages


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n. 1 LUGLIO - AGOSTO 2017 ANNATA 2017 - 2018 ROTARY INTERNATIONAL Distretto 2071 Italia Segreteria Telefonica h24: 348/8092099 Segreteria.rotaryest@gmail.com www.rotarysienaest.com N.H. Hotel Excelsior La Lizza, 1 — Siena 0577.382111 Conviviali 2° e 4° Martedì altre riunioni 1° e 3° Martedì notizie

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Governatore 2017/2018 Distretto 2071: Giampaolo Ladu Presidente: PAOLO FREZZOTTI Vice Presidente: Raffaele Bonanni Presidente Incoming: Silvia Trapassi Past President: Steven Verhelst Segretario: Nicola Ghini Prefetto: Stefano Burroni Tesoriere: Marco Fabbri Consiglieri: Rodolfo Donzelli, Stefano Fabbri, Claudio Magagnoli, Alfredo Mandarini Commissioni: Amministrazione del Club: Claudio Magagnoli (Presidente), Marco Fabbri, Nicola Ghini Sviluppo Effettivo: Paolo Nannini (Presidente), Curzio Mazzi, Ettore Pellegrini Fondazione Rotary: Paolo Almi (Presidente), Piero Florio, Vincenzo Pagano Progetti: Stefano Fabbri (Presidente), Andrea Capotorti, Alessandro Gabbiai Pubbliche Relazioni: Andrea Santini (Presidente), Antonio Cinotti, Rodolfo Donzelli, Claudio Giomini, Ettore Pellegrini in questo numero 2 Organigramma e indice 3 Il retinoblastoma di Paolo Frezzotti 4, 5 Lettera di Agosto del Governatore Giampaolo Ladu 6, 7 Lettera di Settembre del Governatore Giampaolo Ladu 8 Conviviale Borgo Scopeto 9 Conviviale Villa Scacciapensieri 10 Conviviale Yachting Club Punta Ala 11 Conviviale Certosa di Pontignano 12, 13 Premio Internazionale Chigiana, un premio “rotariano” di Stefano Fabbri 14, 15 1917-2017 Cento anni dalla fondazione della “caccia” italiana di Raffaele Bonanni 16, 17 Siena International Photo Awards 18 Ricorrenze e varie 19 Programma Settembre Redazione: IndicoPpuenrttainAalausneodsecdaittuondaicColnavuidviioalGeioesmtiivnai, una bella immagine notizie Antonio Cinotti - Rodolfo Donzelli - Claudio Giomini - Ettore Pellegrini - Andrea Santini Hanno collaborato a questo numero: Raffaele Bonanni, Stefano Fabbri, Paolo Frezzotti Fotografie: Claudio Giomini, Stefano Burroni Impaginazione e grafica: Andrea Santini 2

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Care Amiche e cari Amici Rotariani, l’evento che quest’anno si svolgerà alla Poderina il 16 settembre p.v., vede il nostro Club impegnato a supportare un iniziativa organizzata dalla ASROO (Associazione Scientifica Retinoblastomaed Oncologia Oculare) che ha lo scopo di completare lo strumentario diagnostico a disposizione del Policlinico Santa Maria alle Scotte, per la cura di un tumore dell’occhio dell’età infantile: il retinoblastoma. Il retinoblastoma rappresenta la più comune neoplasia maligna intraoculare dell’infanzia. La sua incidenza varia, nelle differenti casistiche, da 1:14.000 a 1:34.000 nati vivi. La fascia di età più colpita è comparsa tra la nascita ed i 3 anni e l’età media alla diagnosi varia da 6 a 12 mesi nei casi bilaterali (tutti e due gli occhi) e da 18 a 24 mesi nei casi unilaterali (un solo occhio). La neoplasia raramente si manifesta dopo i 3 anni. Meno del 2% dei casi si manifesta dopo i 5 anni (retinoblastoma tardivo); tuttavia sono stati riportati casi di retinoblastoma anche nell’adulto. Descritto da Pawius nel 1597, A. von Graefe, 1868, ne intuì la ereditarietà. Denominato “fungo hœmatodes” da Wardrop, 1809, (che propose la enucleazione), poi “carcinoma dell’occhio” da A. Scarpa, 1816, (che riteneva spesso “infruttosa la estirpazione dell’occhio”), è andato, sino ad alcuni decenni or sono, sotto la denominazione di ”glioma retinico”, successivamente F.H. Veroheff, nel 192226, ne propose la denominazione attualmente utilizzata di Retinoblastoma. I segni e sintomi del retinoblastoma dipendono dallo stadio della malattia al momento della diagnosi e di solito vengono riferiti dai genitori del bambino e/o dal pediatra. Il segno più comune è il ben noto riflesso bianco della pupilla – leucocoria - (riflesso del gatto amaurotico), presente nel 50-70% dei casi, che è dovuta alla crescita del tumore di colore biancastro all’interno dell’occhio. Un secondo segno in ordine di frequenza è lo strabismo dovuto all’interessamento maculare (la porzione nell’occhio che è deputata a svolgere la funzione visiva di qualià) con perdita della fissazione centrale e conseguente eso o exotropia (spostamento dell’occhio verso l’interno, verso il naso quindi, o verso l’esterno). Questo mal posizionamento dell’occhio, si può manifestare isolato oppure associato alla leucocoria. Non è raro scoprire, dopo una accurata anamnesi clinica, che lo strabi- smo era comparso alcuni mesi prima della leucocoria. La maggior parte dei retinoblastomi mostra le caratteristiche modalità di crescita rapida ed invasiva dei tumori neuroblastici dell’infanzia. La metastatizzazione avviene secondo quattro modalità: infiltrazione diretta (dal nervo ottico sino all’encefalo e/o dalla coroide direttamente attraverso i canali sclerali o dopo invasione sclerale massiva, ai tessuti orbitari), disseminazione ematogena (possibile dopo invasione extraoculare; diretta a polmoni, ossa, cervello ed altri organi) e linfatica (dopo invasione del segmento anteriore attraverso i linfatici della congiuntiva e delle palpebre; non vi sono vasi linfatici nell’orbita). I progressi nella diagnosi e nel trattamento hanno trasformato una neoplasia che era invariabilmente fatale nel 19° secolo in una neoplasia che ha una sopravvivenza superiore al 95%. Il trattamento del retinoblastoma, che comprende diverse opzioni terapeutiche, può essere frutto solo di un’attenta e completa valutazione del singolo caso clinico e del raffronto del caso con le stadiazione attualmente in uso. La scelta terapeutica può essere affidata solo a persone esperte di oncologia oculare, perché anche la procedura apparentemente più semplice, quale l’enucleazione, richiede particolari attenzioni tecniche e le più moderne terapie oncologiche integrate richiedono la collaborazione abituale con oncologi (pediatri) e radioterapisti. In base alla stadiazione clinica sono possibili due approcci fondamentali: demolitivo (enucleazione) o conservativo (terapie focali associate o meno a chemioriduzione). Ritengo che partecipare ad iniziative a scopo benefico come quella organizzata dalla Associazione Scientifica Retinoblastoma ed Oncologia Oculare alla Poderina, rappresenti un modo di fare Rotary, quello di trovare modi per migliorare la qualità della vita delle persone e ad agire a beneficio del pubblico interesse, che da sempre caratterizza il nostro Club. Mi auguro di vederVi numerosi in modo da condividere una piacevole serata con la gioia di poter aiutare dei bambini così bisognosi di cure adeguate. Un caro saluto a tutti Voi Paolo 3

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Conviviale del 4 Luglio “BORGO SCOPETO RELAIS” OSPITI DI SOCI: 4 CONIUGI: 21 SOCI: 30 8

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Conviviale del 18 Luglio VILLA SCACCIAPENSIERI CONIUGI: 20 SOCI: 29 9

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Conviviale del 28 Luglio YACHTING CLUB PUNTA ALA OSPITI DI SOCI: 6 CONIUGI: 19 SOCI: 26 10

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Conviviale del 22 Agosto CERTOSA DI PONTINGNANO CONIUGI: 14 SOCI: 21 11

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“Tra le iniziative più rilevanti di questa edizione ci sarà la ripresa dello storico e prestigioso Premio Chigiana, dedicato alle nuove generazioni e ai talenti emergenti. L'inaugurazione del Festival avvenuta proprio in occasione della serata finale del Premio, il 7 luglio al Teatro dei Rinnovati.” “SIPARIO” speciale festival. di Stefano Fabbri ri- Presentato a Palazzo Chigi a Roma, presso la prestigiosa ferimento di eccellenza del Distretto 2071 proiettato, sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Pre- anche con questo evento, ai massimi livelli internazio- mio Chigiana ha rappresentato la punta di diamante nali, come la stampa italiana ed estera stanno costante- della stagione estiva senese di questo anno. Una stagio- mente testimoniando, nella certezza di poter essere re- ne fatta non solo della scuola di alta formazione che ci gisti e non spettatori di grandi eventi. rende onore nel mondo, ma anche di un Festival studia- Una giuria, della quale hanno fatto parte illustri espo- to per coinvolgere al massimo un pubblico sempre più nenti del mondo musicale e concertistico, dopo il gran- eterogeneo e con esigenze diverse, rendendo sempre de successo della selezione e delle tre audizioni che si più protagoniste l’innovazione, la contemporaneità e sono svolte a Bruxelles, Mosca e New York, ha indicato multimedialità, come è richiesto da una scuola contem- come finalisti la violoncellista olandese Ella van Poucke, poranea di alta formazione e quindi di tendenza. 23 anni, eil pianista russo Arseny Tarasevich-Nicolaev, All’interno del Festival2017 “In nomine lucis”, possiamo 24 anni. certamente dire che l’appuntamento più luminoso è sta- A Siena il giorno 7 luglio, nel teatro dei Rinnovati, si è te- to proprio la serata inaugurale nella quale si è attribuito nuta quindi la vera e propria “sfida” fra i due finalisti sul- il prestigioso riconoscimento internazionale. le musiche di Prokof'ev, Rachmaninov, Schumann e Istituito negli anni ‘80 a favore di giovani talenti, dopo u- Grieg, e che ha avuto come co-protagonisti l'Orchestra na interruzione di dieci anni, il Premio Chigiana è riparti- della Toscana e il direttore Jonathan Stockhammer. Al to grazie al Distretto 2071 che ha saputo cogliere termine del concerto, in una serata che ha rappresenta- l’importanza dell’evento pianificato e promosso dal no- to anche l’occasione per celebrare l’apertura della sta- stro Club. Il progetto è stato considerato come uno dei gione estiva Chigiana, la giuria ha decretato 4 progetti principali del nostro Distretto per l’anno 2016 l’assegnazione della Stella d'oro e quella d'argento. -2017. Hanno presenziato alla serata i giornalisti delle principa- Il “Premio” è stato riproposto con una organizzazione li testate giornalistiche internazionali e le telecamere di autonoma ed una forte impronta caratterizzante rispet- Sky Classica HD, che realizzerà anche un documentario to ad analoghi premi, ottenuta trasferendo i concetti ro- di 52 minuti dedicato alla nuova edizione del 'Premio tariani in questa nuova formula Chigiana'. Il nome e nella sua struttura organizza- del “nostro” Pre- tiva: non più una selezione mu- mio continuerà sicale “a chiamata” ma un vero tuttavia a mo- e proprio concorso dove una strarsi nel mondo commissione di esperti ha esa- sia perché i due fi- minato i grandi talenti che si nalisti sono già sono proposti e rivelati. Le stati chiamati a te- menzioni d’onore conferite di- nere concerti nel- mostrano l’elevatissimo livello le più prestigiose dei musicisti, qualità ampia- sedi della musica mente testimoniata dai due fi- colta inter- nalisti. nazionale sia per L’incontro fra il Rotary e la Chigiana ha creato e, siamo certi, Il Governatore Vignani consegna il Premio Chigiana il grande apprezzamento della creerà, una sinergia virtuosa fra nuova formula le nostre istituzioni basata su un elevatissimo livello che ha aperto la strada all’attivazione di molteplici rap- qualitativo e sulla risonanza mondiale, ponendosi come 12 porti con le istituzioni musicali mondiali. (S.F.)

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LA NAZIONE 13

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1917 – 2017 cento anni dalla fondazione della “caccia“ italiana di Raffaele Bonanni Ricorre quest’anno il primo centenario della fondazione, in seno all’arma aeronautica, della “Caccia”che divenne un settore super specializzato alla fine della prima guerra mondiale. In fondo dal primo volo dei fratelli Wright erano trascorsi solo 17 anni ed il progresso dei velivoli era stato così vertiginoso da determinare la nascita di autentiche leggende dal Barone Rosso, per il colore del suo triplano, al Cavallino Rampante, disegnato sulla carlinga dello SPAD S VII di Francesco Baracca, divenuto successivamente l’emblema della Ferrari per la donazione fatta dalla mamma di Baracca ad Enzo Ferrari. Storicamente il termine “Caccia” trova origine da ciò che facevano i primi ardimentosi aviatori dell’epoca partendo solitari “a caccia” di aerei nemici con i loro bitriplani sul muso dei quali veniva montata una mitragliatrice che il pilota doveva attivare manualmente, spesso tranciando l’elica per il mancato sincronismo con essa, fino a quando fu montata nell’asse dell’elica e poi finalmente nelle ali con l’avvento dei velivoli monoala alta o bassa; non era ancora entrato il concetto della “formazione”: più aerei cioè che insieme andavano alla ricerca del nemico da abbattere. Anche nell’ultima guerra si ripeterono simili gesta di solitari anonimi cacciatori , testimonianza più nota lo scrittore Antoine de Saint- Exupery che scomparve nel tirreno proprio in una caccia solitaria ed il cui aereo è stato ritrovato recentemente. Avevano buon gioco per assenza, all’epoca, delle batterie contraeree anche se il volo era limitato alle ore diurne. Come non sorridere pensando ai primi bombardamenti che avvenivano sporgendosi dal sedile lanciando a mano le bombe, tenute fra le gambe e sotto i sedili, a bassissima quota per essere più precisi, esponendosi così ai colpi di fucile della fanteria. La meravigliosa storia è europea e per grande parte anche italiana sia per lo sviluppo degli aerei che per incredibili gesta di grandi aviatori che ancora oggi detengono record imbattuti per gli aerei ad elica e per operazioni che gridarono al miracolo su tutta la stampa mondiale. Per averne una idea basta una gita al museo della Aeronautica Italiana a Vigna di Valle, sul lago di Bracciano, ove si possono ammirare i velivoli che hanno fatto la storia e che sono tuttora imbattuti nei record che hanno stabilito dando lustro alla grande industria aeronautica Italiana come la Campini - Caproni che nel 1941 fece volare il primo aviogetto mai costruito al mondo nei 475 km della tratta Milano LinateCAMPINI - CAPRONI Guidonia pilotato da Mario De Bernardi insieme all’ing. Giovanni Pedace o come il Maresciallo Francesco Agello che detiene tuttora il primato mondiale di velocità per idrovolanti ad elica, stabilito nel 1934 , con il Macchi Castoldi MC 72 a ben 709 Km/ ora o come il Colonnello Mario Pezzi che col suo Caproni Ca 161 bis raggiunse, il 22 ottobre 1938, l’altezza di 17.083 metri e non ultimo il famoso aereo SVA (acronimo di Savoia, Verduzio, Ansaldo), con cui D’annunzio nel 1918 gettò i manifestini su Vienna nel raid di 1000 MACCHI - CASTOLDI di Agello Km, da lui definito “il folle volo”, con i sette aerei che avevano superato le Alpi partendo e ritornando a San Pelagio di Padova in 7 ore e 10’. Lo SVA era monoposto per cui fu adattato biposto aumentando peso e necessitando di maggior carburante fu creato un serbatoio a forma di sedile, imbottito sulla seduta e sulla spalliera, sul quale prese posto il Poeta viaggiando in realtà su una potenziale bomba esplosiva! Fino al 1917 il volo militare e- ra una dependance dell’esercito non un’arma a sé ma già da allora costituiva la “punta di lancia”, l’espressione più avan- zata e conosciuta , quella che tramanda e raccoglie le tradizioni Gabriele D’Annunzio più forti e simboliche. I piloti da caccia rappresentano, anche oggi indiscutibilmente, l’elite delle forze armate quelli le cui gesta sono esaltate dalle leggende sorte in crescendo in tutte le guerre succedute alla prima mondiale 15/18. Allora si combatteva con un codice d’onore che era lo stesso del duello a terra per cui il vincitore doveva il massimo rispetto al vinto che accet- tava la sconfitta salutando militarmente. L’Italia può vantare le più an- tiche tradizioni in campo aeronautico iniziate nel 1911 non solo con la caccia ma anche con i bombardamenti durante la guerra italo-turca; i tempi erano ormai maturi per la creazione di una terza forza a cui asse- gnare in esclusiva la gestione di tutte le attività connesse con l’utilizzo del nuovo strumento e il 28 marzo 1923 con Regio Decreto n. 645 nac- que la Regia Aeronautica che incorporava uomini, mezzi e tradizioni dei precedenti corpi militari differenziando i diversi settori della Caccia, Ri- cognizione, Bombardamento, Addestramento e Collegamento. L’industria italiana non fu seconda a nessuno nonostante i limitati mez- zi a disposizione per un gravissimo errore di valutazione della capacità aerea di influire sulle sorti delle guerre del tempo: come non ricordare le tremende sfuriate di Italo Balbo che, Ministro della Aviazione, aven- do volato nel mondo, perfino invitato a pranzo alla Casa Bianca dal Presidente USA, aveva constatato di persona lo sviluppo che in Inghil- terra , Germania e soprattutto negli USA veniva incrementato per l’ammodernamento degli aerei creando quelle splendide macchine vi- ste anche in tantissimi film ad essi dedicati. Fu allontanato nominando- lo Governatore della Libia (promoveatur ut amoveatur) nonostante tutti i suoi meriti aeronautici ove fu abbattuto, sembra certo, dal fuoco amico e l’Italia affrontò la seconda guerra mondiale , nonostante i pro- clami del regime, con enormi limiti tecnici ed organizzativi poiché , co- me scrive Riccardo Niccoli , né il governo, né l’industria, erano stati in grado di pianificare una produzione di velivoli da caccia moderni carat- terizzati da sviluppi tec- nologici già messi a punto per i velivoli da record. Ancora in linea gli obsoleti CR 32 e suc- cessivamente 42, bipla- ni lentissimi, pesanti, di limitata autonomia che venivano facilmente ab- CR 42 battuti da aerei divenuti leggendari come il monoplano ad ala bassa Hawker Hurricane operan- te dal 1935 , il P 40 USA (CR42 velocità 375 a 3000 metri , Hurricane in- glese velocità 506 a 5000 metri, Curtiss P 40 americano velocità 550 a 6000 metri), per non parlare poi delNorth AmericanP51 “mustang”(velocità 628 a 6100 metri ) e del leggendario e maneggevolissimo Spitfire (velocità 580 a 5800 metri ) che vinse la batta- glia di Inghilterra, pilotato da ragazzi MUSTANG che spesso aveva-

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no solo 7 ore di volo d’istruzione, contro il famoso ME 109 F tedesco ( velocità 627 a 6700 metri oltre ad una eccezionale velocità di salita di 1010 m. al minuto ma molto più pesante e quindi meno maneggevole) facendo dire a Churchill la celebre frase di ringraziamento : mai tanti hanno dovuto tanto a tanto pochi. Eppure gli aerei italiani che furono frettolosamente costruiti appena constatato l’inimmaginabile gap della nostra Aeronautica si dimostrarono incredibilmente efficaci e capaci di rivaleggiare alla pari con i nemici: il Fiat G 55 “centauro” che raggiungeva la velocità di 670 Km/ora a 7000 metri (G VELTRO SPITFIRE per Gabrielli , grande progettista e padre, dopo il conflitto, del famoso aviogetto da caccia G 91 per anni colonna della Pattuglia Acrobatica Nazionale ( PAN-Frecce Tricolori) -nonché delle aeronautiche di molti paesi- prima di essere sostituito dall’attuale “Macchino” MB 339 ); il Macchi M.C.205 “veltro”capace di 642 Km/ora a 7000 metri ma soprattutto il Caproni- Reggiane Re. 2005 “sagittario” capace di SAGITTARIO 678 Km/ora e che, pilo- tato dal Com.te Da Prato a Guidonia, raggiunse in picchiata 1.100 Km/ ora quasi il muro del suono che allora non era superabile. Riferisce Corrado Barbieri che a Cleveland nel dopoguerra fu giudicato dagli a- mericani il più bel caccia costruito fino a quel momento. Furono i te- deschi a cambiare il mondo della caccia mettendo in linea il velivolo che avrebbe potuto cambiare il corso della guerra nei cieli se fosse sta- to impiegato in modo appropriato e non ,come volle Hitler, trasforma- to in cacciabombardie- re: il Messerschmitt ME 262 primo caccia bimotore a reazione ca- pace di volare a 870 Km/ora a 6000 metri con caratteristiche as- solutamente innovati- ME-262 ve: l’ala a freccia, la fusoliera aerodinamica , la grande velocità e la grande velocità iniziale di salita (1200 metri al minuto contro i 760 dello Spitfire ed i 677 del Mustang) con soprattutto l’innovativo abitacolo pressurizzato lo rendevano immensamente superiore ad ogni altro veli- volo sia a bassa che ad alta quota laddove gli altri piloti potevano solo usare maschere con ossigeno sottoposti alle variazioni dovute al brusco cambiamento di pressione barometrica e di temperatura. Ancora oggi questo aereo, di cui fortunatamente furono catturati molti esemplari dei 1433 costruiti, è oggetto di studio per la sua concezione avanzatis- sima che determinò nei piloti da caccia delle forze alleate un senti- mento di demoralizzazione dovendo combattere contro un mostro che volava più velocemente di quasi 200 Km/ora, saliva e scendeva senza apparente difficoltà ed era armato con 4 cannoncini ad alta velocità di sparo e 50 razzi aria-aria. Gli amanti della aviazione e della caccia in particolare avranno certamente visto in TV, nei documentari della se- conda guerra mondiale, il primo film girato in bianconero da un caccia americano al primo incontro, nel 1941, con un ME 262 che gli girò in- torno a grande velocità e scomparve in salita quasi verticale! Di quegli aerei ne esistono ancora tanti restaurati e curati amorevolmente soprattutto in Inghilterra e negli Usa dove vengono organizzati raduni con finte battaglie: ne ho vista una anni fa in Normandia nelle spiagge dello sbarco, bellissima , con decine di aerei che si incrociavano , sul mare, a bassa quota in un rumore infernale. Oggi ha ancora senso parlare di piloti da caccia? Tutto è programmato nell’abitacolo , con radar che scovano al buio anche pulci volanti in cui l’azione del pilota,chiuso ermeticamente in una tuta anti G, isolato dal mondo esterno, ovviamente istruito da un computer, è estremamente limitata a poche manovre guidate via radio da centri di controllo, preoccupato perché la sua funzione è in dubbio stante la concorrenza di aerei che già volano senza pilota, guidati da distinti signori seduti davanti ad una consolle a distanza di centinaia se non migliaia di Km, in stanze con aria condizionata, con schermo ultramoderno e collegati via satellite con tutto il mondo! Credo ci sia lo stesso gusto che proveremo in un futuro ormai iniziato, andando in macchina senza guidare e guardando la tv, dando solo istruzioni della destinazione perché l’auto sarà intelligente e farà tutto da sé lasciando al proprietario solo l’onere di pagare il carburante e naturalmente tutte le tasse che il fisco penserà bene di imporgli dal bollo Il gruppo degli idrotrasvolatori del 1928 a chissà quale altro balzello. Penso a mio padre che, arruolatosi nel 1928 a 20 anni, negli Idrotrasvolatori di Balbo a Grado, raccontava del- la atmosfera che regnava fra odori di olio bruciato , rumori di scarichi non protetti da marmitte antinquinamento, fiumi di carburanti versati nei serbatoi di quegli straordinari aerei che erano gli S 55 con il motore esterno su una struttura che sovrastava la carlinga e che oggi guarde- rebbe con malcelato senso di ripugnanza questi robot umani , schiavi privi del senso di libertà del volo e della ebbrezza da esso derivante co- me anche rivedo il viso sorridente del Maresciallo Giannelli, uno di Campoformido, reduce di molte battaglie, istruttore della caccia a Brindisi e poi, una volta in pensione, istruttore nell’Aero Club Siena ad Ampugnano, nei bei tempi dei primi anni 60, brontolarmi per a- ver sbagliato ( di una i- nezia !) il programma col barografo in prepa- razione dell’esame di pilota di primo grado L’FL-3 dell’autore sul Francis Lombardi 3 – FL3-(aereo acrobatico biposto in legno e tela , 60 cavalli, senza batteria ma solo magneti, con messa in moto a mano con l’elica,raffreddato ad aria, senza radio e con un solo freno a mano montato sulla cloche come sul manubrio della bicicletta, velocità di cro- ciera 120 km/ora, massima 150 col solo pilota, stallo a 60 km/ora e pia- no di volo telefonico con l’arrivo ) per aver atterrato troppo brusca- mente , c’era vento di traverso, con ripetuti saltelli ,stante il carrello ri- gido senza ammortizzatori, a 80 orari invece che ai 65-70 regolamenta- ri, urlandomi che lui voleva morire in un letto e non su un macinino di aereo! Dunque oggi cosa rimane per i romantici del volo? : mala tem- pora currunt nonostante gli ultraleggeri e le cosiddette aviosuperfici sorte qua e là spianando pezzi di terreno, innalzando su un palo una manica a vento e qualche piccolo capanno , pomposamente chiamato Hangar, in fondo è un tornare all’inizio perché in realtà tutto cominciò così con esperienze maturate sul campo e non a scuola, con tutti i rischi che si corrono per mancanza di … manico! (R.B.) 15

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