Come nasce una spada giapponese (Nihonto)

 

Embed or link this publication

Description

breve descrizione dei processi di costruzione

Popular Pages


p. 1

by Maurizio Duse © 2017 – “Tutti i diritti riservati” Come nasce una spada giapponese (Nihonto) La forgiatura Grazie ad una singolare e forse unica conformazione geologica, i letti dei fiumi giapponesi sono ricchi di una sabbia ferrosa in grado di generare un acciaio particolarmente prezioso. Questa caratteristica, unita alla tecnica (di provenienza cinese) della “tempra differenziata” (spiegazione più avanti), ha favorito la nascita, fin dal IV secolo D.C., di eccellenti spade in ferro acciaioso, inizialmente diritte e in seguito, dal periodo Heian (782-1180), con la classica forma curva, tipica di tutte le note spade giapponesi e, in particolare, della “katana”, la spada dei samurai. L’acciaio che costituisce le spade giapponesi si chiama “tamahagane” (acciaio gioiello) che viene prodotto, fondendo la sabbia ferrosa all’interno di particolari fornaci, alimentate a carbone di quercia e di pino, denominati “tatara”. (fonte: I.N.T.K.) Dopo 70 ore di fusione, raffreddata la colata, i pezzi di tamahagane vengono adesso affidati all’esperienza di un maestro forgiatore (Kaji). Si pensa che un tempo i primi forgiatori fossero 1

[close]

p. 2

di origine coreana… poi naturalizzati giapponesi. Nel corso dei secoli e grazie ad un continuo miglioramento è nata quindi in Giappone la Nihonto, lama d’arte giapponese, tanto evoluta a livello tecnologico, quanto ricca a livello spirituale. Per moltissime ragioni legate alle cultura buddista e shintoista, la realizzazione di una spada era considerata un rito religioso e i fabbri assimilati a monaci o sacerdoti. Un pezzo originale di Tamahagane (collezione dell’autore) Il forgiatore divide il tamahagane prodotto per qualità e concentrazione di carbonio e realizza, portandolo a fusione, dei “panetti” di acciaio con caratteristiche diversificate (più duro, più morbido e flessibile). 2

[close]

p. 3

I “panetti” vengono portati a temperatura di fusione, tagliati e ripiegati su sé stessi per un certo numero di volte (max 15) arrivando a creare anche oltre 30.000 strati di acciaio sovrapposti e costituiranno la base per la futura spada. Il fabbro, inoltre, avrà l’accortezza di incorporare un acciaio tenero ed elastico all’interno di una barra di acciaio estremamente duro: così renderà la futura spada flessibile ma con un tagliente durissimo, tale da farne un’arma estremamente efficace sia in attacco che in difesa. A questo punto, dopo aver scaldato la lama fino a circa 1.100 C°, ne delinea la forma per martellatura e che crea le caratteristiche tipiche, come dorso, punta, tagliente. La forma finale sarà data con lime ed altri attrezzi speciali. La spada, adesso, dovrà subire il trattamento dell’indurimento del tagliente (il filo della lama) col metodo della “tempera differenziata”. Il fabbro/maestro utilizza un impasto di argilla ed altri elementi e ricopre la lama, con spessori diversi (maggiore nella parte superiore non tagliente e minore sul filo) di questo isolante termico, refrattario al calore. La spada – a questo punto – tornerà nella forgia e, arrivata ad una certa temperatura, viene immersa in una vasca d’acqua per la tempera (raffreddamento rapido). Il momento è delicatissimo dato che sarà proprio questa azione, per effetto del calore distribuito in modo differenziato, a dare la caratteristica curvatura alla lama e a renderne quasi indistruttibile il filo. La politura In questa fase normalmente interviene un altro maestro artigiano, il “Togishi” (politore di spade). A lui spetta il compito di “tirare fuori quello che il maestro forgiatore ha realizzato”. Non è solo la lucidatura ed affilatura della lama, bensì è l’interpretazione della stessa. Infatti la politura deve rispettare, anzi esaltare, le geometrie della lama, la stoffa dell’acciaio e la sua trama (jihada). Ne consegue che il togishi per fare ciò deve essere un profondo conoscitore della materia. Seguendo un antichissimo protocollo, il politore userà delle pietre di grana via via decrescente, fino a risaltarne e valorizzarne al meglio le sue caratteristiche tecniche uniche. 3

[close]

p. 4

L’amico e maestro Togishi Massimo Rossi Dopo molte ore di lavoro l’esperto togishi tratterà le superfici della lama con degli ossidi in soluzione d’olio per avere i giusti contrasti, la parte del dorso della lama stessa con dei particolari utensili in modo che risulti praticamente a specchio e lo “hamon”, che rappresenta la parte tagliente della lama e che era stata sottoposta a maggiore indurimento durante l’operazione di tempra, con delle piccole pietruzze per risaltarla e per tirarne fuori tutte le sue attività. La forma dello hamon, non è casuale ma segue degli schemi dettati dalla tradizione delle singole scuole, dei vari periodi storici o dello specifico maestro forgiatore. 4

[close]

p. 5

La montatura Una volta forgiata ed in fase di politura, la spada viene affidata ad altri esperti artigiani, come il “sayashi” (letteralmente fabbricatore di “saya”, i foderi), lo “tsubashi” (realizzatore delle “tsuba”, le guardie), l’artigiano dedicato alla legatura della “tsuka” (impugnatura), ecc. E’ il lavoro comune di tutti questi artigiani specializzati, spesso veri e propri artisti, a dar vita alla “lama d’arte giapponese” nel suo aspetto finale. La tsuka di una spada con i vari accessori 5

[close]

p. 6

Le parti della spada 6

[close]

p. 7

Gli accessori Come già visto, gli accessori di una spada coinvolgono diverse tipologie di esperti artigiani, e possono essere considerati delle vere e proprie opere d’arte a sé stanti. Un esempio è rappresentato dalle tsuba, cioè le guardie paramano della spada e che, in particolare dal periodo di pace Edo, hanno perso parte della loro funzione primaria divenendo oggetti di alto artigiano arricchiti con incisioni artistiche, inserti in oro ed altri metalli preziosi, degni di un gioielliere cesellatore. Esempi di tsuba Menuki Kashira-Fuchi Sageo 7

[close]

p. 8

Sageo in corso di tessitura dall’autore Telaio tradizionale giapponese (Marudai) Sageo realizzato dall’autore L’autore ringrazia l’esperto di Nihonto e Togishi F. Marinelli (I.N.T.K.) per la revisione dei contenuti. 8

[close]

Comments

no comments yet