Realtà Nuova - Maggio 2011

 

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realtà nuova nr 17 maggio 2011 periodico di politica e cultura postfach 85 8280 kreuzlingen 2 ch referendum 12 e 13 giugno pierluigi bersani segretario del partito democratico 4 sì per un italia democratica azb pp journal ch 8280 kreuzlingen 2

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2 rn maggio 2011 il nostro contributo per l alternativa al governo di fronte alle difficoltà dell oggi e di domani il sogno del buon governo e della ricostruzione di un italia diversa e migliore è più vicino in questi lunghi mesi di celebrazioni e di festeggiamenti per ricordare agli italiani e alle comunità dei nostri connazionali all estero i valori profondi dell unità d italia il carattere civile e democratico delle sue istituzioni e lo splendore della storia italiana assieme all amor patrio richiamati incessantemente dal presidente della repubblica giorgio napolitano è manifesto il declino di un paese bloccato nei suoi punti nevralgici lavoro economia sanità formazione un paese che sta andando alla deriva privo di stimoli e di prospettive per uscire dalla desolante crisi etica e morale oltre che economica e sociale in cui lo ha costretto il berlusconismo e quella visione di società fondata sull individualismo e sul liberismo senza regole mentre altri paesi hanno già progettato con lungimiranza nuove vie d uscita dalla crisi per riposizionarsi da protagonisti alla ripresa economica l italia è invece affranta dall edonistica voluttuosità del suo presidente del consiglio siamo in molti però a concepire questa fase come il declino sistemico di un epoca di un ciclo che è giunto al capolinea e rispetto al quale le forze politiche riformiste e del centro sinistra sono sollecitate ad assumere maggior coraggio per aprire i cantieri di un nuovo inizio dentro un orizzonte nel quale proiettare il futuro dell italia perciò la forza urgente dell adesso come ci insegnava martin luther king ci fa credere che di fronte alle difficoltà dell oggi e di domani il sogno del buon governo e la ricostruzione di un italia diversa e migliore è più vicino e in questo sogno sono racchiuse anche le speranze degli italiani all estero le aspettative di un intera comunità che come ci dice in questa edizione di realtà nuova maria chiara vannetti esprime esperienze avanzate di interculturalità tali da essere proposte nella pratica delle amministrazioni italiane sono quelle esperienze delle migliori pratiche maturate e affermate in giro nel mondo che le nostre comunità all estero propongono all italia nelle elezioni amministrative e referendarie di giugno quelle migliori pratiche che in svizzera sono sostenute anche dai tanti amministratori locali cantonali e nazionali di origine italiana quelle esperienze che emergono nei dibattiti delle assemblee pubbliche che stiamo promuovendo in tutta la svizzera e che ci portano ad affermare quanto un paese sia tanto più equo e ricco se i beni pubblici come l acqua e le fonti energetiche rinnovabili sono gestite e usate per la forza urgente dell adesso di michele schiavone il bene comune queste fonti costituiscono gli assets di un intera comunità e non devono essere alienati e privatizzati ma al contrario sono fonte di ricchezza da incentivare per far progredire l italia e proteggerla da catastrofi naturali e da tragedie tecnologiche così come la giustizia nello spirito e nella pratica non deve asservire i più forti ma deve essere strumento di norme e regolamenti che garantisca tutti perché i cittadini davanti alla legge sono tutti uguali sono queste le ragioni che ci hanno spinto a costituire in svizzera assieme ad altri partiti politici alle maggiori associazioni e ai movimenti nazionali il comitato a sostegno del sì per i quattro referendum di giugno e sono queste le motivazioni della campagna a favore per il sì che spingono i nostri tre parlamentari eletti in svizzera tanti nostri dirigenti e simpatizzanti tante elettrici ed elettori ad impegnarsi in questa grande battaglia di civiltà che ci vede lavorare nella semina curvi sul campo della politica nell attesa di un grande raccolto che servirà a preparare la nuova stagione dell alternativa a questo raccolto ne seguiranno altri che porteranno frutti anche per gli italiani all estero segretario del pd in svizzera periodico di politica e cultura editore realtà nuova in svizzera viale italia 1 postfach 85 8280 kreuzlingen 2 mitgliederpresse/stampa per associati responsabile editoriale michele schiavone hanno collaborato maria bernasconi franco narducci antonio arduini gianni cuperlo eugenio marino anna pompei ruedeberg gianni farina eleonora rothenberger gianfranco gazzola chiara vannetti bruno palamara claudio micheloni renzo balmelli attilio tassoni tipografia rotaz ag platz 8 8201 schaffhausen impressum referendum 12 e 13 giugno ­ il calendario delle iniziative 20 maggio la chaux-de-fonds ore 19.00 boccia club montagnard rue du collège 58 intervengono andrea serra pres comites sen claudio micheloni cédric dupraz deputato cantone neuchâtel 20 maggio herisau ore 20.00 centro italiano bahnhofstrasse 6 intervengono sergio giacinti pres comites on gianni farina michele schiavone segretario pd svizzera 21 maggio zurigo ore 12.0016.00 bellevueplatz tra utoquai e seepromenade stand informativo e volantinaggio a cura del comitato nazionale svizzero di sostegno ai referendum 21 maggio zurigo ore 16.30 casa d italia erismannstrasse 6 sala pirandello assemblea pubblica promossa dal comitato nazionale svizzero di sostegno ai referendum intervengono sen felice casson ex magistrato sen claudio micheloni rappresentanti del comitato di sostegno 22 maggio aargau ore 12.30-16.00 partecipazione alla manifestazione nazionale menschenstrom gegen atom interviene per il comitato di sostegno marina frigerio scrittrice 26 maggio bellinzona ore 20.00 luogo da definire 26 maggio ginevra ore 20.00 casa dell unia ch du surinam 5 interviene sen claudio micheloni 27 maggio schaffhausen ore 20.00 colonia libera italiana-boccia club birchweg 75 interviene sen claudio micheloni 27 maggio basilea ore 19.30 circolo culturale realtà nuova wallstrasse 10 27 maggio zurigo ore 19.30 casa d italia erismannstrasse 6 palestra interviene on franco narducci 30 maggio losanna/renens ore 19.00 colonia libera italiana av du temple 9 intervengono grazia tredanari pres comites on franco narducci gesualdo casciana.

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maggio 2011 rn 3 bersani il voto apre una fase nuova di attilio tassoni la sorpresa alle elezioni del 14 e 15 maggio c è stata e pure grande se ha costretto il premier silvio berlusconi al silenzio per qualche ora la sua milano gli ha voltato le spalle e si è riavvicinata al partito democratico nelle principali quattro città italiane andate al voto in due ha vinto il centrosinistra e nelle altre due si dovrà attendere il ballottaggio del 29 e 30 maggio a torino dopo una lunga e prestigiosa carriera politica romana è tornato da trionfatore l ex segretario nazionale dei democratici di sinistra piero fassino che ha sbaragliato tutti con quasi il 57 per cento a bologna sul filo di lana il candidato del centrosinistra virginio merola del partito democratico ha superato la soglia del 50 per cento a milano il sindaco uscente letizia moratti del centrodestra pdl e lega non è riuscita con il suo 41 per cento a chiudere la partita al primo giro e si è vista superare dal candidato del centrosinistra giuliano pisapia la vera rivelazione di questa tornata elettorale che ha sfiorato con il 48 per cento il passaggio al primo turno a napoli si sfideranno per la poltrona di sindaco il candidato del centrodestra gianni lettieri e l europarlamentare dell italia dei valori luigi de magistris negli altri mille comuni e nelle province dove si è votato vi è un sostanziale mantenimento delle posizioni precedenti conquistate nelle elezioni del 2006 quando il centrosinistra conobbe la sua massima espansione per delineare il quadro politico complessivo è necessario attendere la seconda prova elettorale fra quindici giorni la città sulla quale si è concentrata l attenzione politica è milano perché È la città capoluogo della lombardia una delle regioni europee più importanti se non la più importante economicamente è la città che ha visto la discesa in campo di silvio berlusconi nel 1994 è la capitale del nord cuore pulsante della lega di umberto bossi È qui che il premier berlusconi ha voluto metterci la faccia elezioni amministrative del 14-15 maggio il messaggio del pd era è e sarà che bisogna andare oltre berlusconi e ricostruire il paese per bersani è una vittoria del centrosinistra mo lasciato gli estremismi a berlusconi e i risultati si sono visti sui ballottaggi siamo più che fiduciosi ha aggiunto il segretario del pd e ci impegneremo combatteremo mostreremo il volto civile della nostra battaglia anche il consenso al partito conferma un aria nuova a milano con il 28,8 per cento il pd non è primo partito per una manciata di voti il dato nazionale dovrebbe attestarsi attorno al 26 per cento sono cifre che vanno lette al netto delle liste civiche la soddisfazione è elevata nella sede del nazareno È un risultato straordinario se si votasse oggi per la camera secondo un sondaggio emg il pdl franerebbe al 28,6 per cento contro il 37,4 per cento di tre anni fa e la lega resta inchiodata al 10 per cento e sempre secondo il sondaggio il sel di nichi vendola si attesterebbe all 8 per cento mentre l idv di antonio di pietro e sostanzialmente immobile al 4,6 per cento la prestazione del pd ha contribuito a rafforzare l unità del partito stando alle dichiarazioni degli altri leader da walter veltroni a enrico letta da rosy bindi a ignazio marino da dario franceschini a franco marini il buon risultato non finisce a milano torino e bologna ma è stato superiore alle aspettative in molte altre città come trieste e cagliari eccetto napoli dove il partito democratico è sprofondato al 17 per cento perdendo anche il candidato per il ballottaggio un evento preoccupante che non ha scoraggiato bersani lavoreremo per unire tutto il centrosinistra lettieri ha avuto un risultato molto basso il voto delle amministrative se i ballottaggi confermeranno la tendenza del 14 e 15 maggio potrà aprire la strada alla crisi di governo pierluigi bersani lo pensa e rivolto al terzo polo di casini fini e rutelli ha concluso il suo commento con queste parole il messaggio del pd era è e sarà che bisogna andare oltre berlusconi e ricostruire il paese con una convergenza di progressisti e moderati seriamente costituzionali pierluigi bersani e silvio berlusconi candidandosi capolista del popolo delle libertà ed è qui che il premier berlusconi ogni lunedì deve presentarsi al palazzo di giustizia per i processi a suo carico ecco perché milano rappresenta simbolicamente la culla del berlusconismo da vent anni in mano al centrodestra vincere a milano alla grande per berlusconi era di vitale interesse così non è stato quindi milano può segnare il tramonto di berlusconi da questo voto esce rafforzato pierluigi bersani leader del partito democratico alla vigilia delle elezioni aveva affermato di attendersi la vittoria al primo turno a bologna e a torino e il ballottaggio a milano e napoli così è stato il suo modo di fare da maratoneta che somiglia tanto a romano prodi sta tirando fuori dalle secche il pd per farne l asse centrale attorno al quale costruire l alleanza che dovrà riconquistare il governo del paese quando ha affermato commentando il risultato elettorale la crisi del centrodestra tra pdl e lega si acuirà fino ad esplodere siamo molto soddisfatti ha continuato bersani c è un inversione di tendenza un po ovunque con un vento del nord contro il globo pdl-lega la sfida lanciata da berlusconi agitare le tifoserie si è rivelata un boomerang noi abbiamo fatto una campagna elettorale su temi di merito con il lavoro al primo posto abbia-

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4 rn maggio 2011 l impegno dell italia con nato e onu siamo consapevoli che occorre essere presenti in quell area non solo con lo strumento militare ma soprattutto con adeguati successivi interventi di cooperazione il 4 maggio scorso intervenendo alla camera sulle mozioni concernenti l impegno italiano in libia ho sottolineato l importanza dell azione umanitaria italiana in ambito onu a tutela dei civili libici la mozione presentata dal pd aveva infatti un unico e solo scopo ribadire la necessità di un atteggiamento responsabile di fronte agli impegni assunti sul piano internazionale nel rispetto della risoluzione 1973 dell onu e della collocazione atlantica dell italia e di fronte alla necessità di agire per proteggere i civili un atteggiamento al quale ci ha richiamato anche il capo dello stato evidenziando così il ruolo importante che l italia ha sempre avuto per le operazioni di pace nel mondo a tutela dei diritti umani siamo tutti per la pace e siamo convinti della bontà del richiamo alla pace più volte espresso dalla chiesa cattolica ma proprio per garantire quella pace che tutti desideriamo è stato necessario un intervento armato in difesa dei civili cosa che sta sicuramente a cuore anche alla chiesa cattolica stessa l onda della rivolta contro l oppressione forse in libia il vento del cambiamento contro l ancien regime sanguinario e senza scrupoli è arrivato troppo presto trovandoci impreparati lasciandoci un po confusi di fronte alle novità rilevanti che si annunciavano in un paese dal quale importiamo una parte consistente di greggio e gas naturale e dove operano molte imprese italiane ma l onda della rivolta contro l oppressione si è unita ad altri fattori ed ha reso fragile anche il sistema di potere di gheddafi in tal senso sono stati determinanti il tentativo interno di colpo di stato che stava già maturando e il tentativo inglese e francese di gestirlo e dominarlo un mix che ha portato il colonnello nel mirino della comunità internazionale legittimando quindi l intervento armato come risposta all emergenza umanitaria l impegno della nato e dell onu è sopraggiunto una volta esaurite tutte le possibilità che il diritto internazionale prevede e quindi rientrano sempre nel quadro generale delle norme che la comunità internazionale si è data norme che in caso di violazioni gravi e diffuse dei diritti umani fondamentali che rappresentano una minaccia vera per la pace come è evidente in libia prevedono un intervento della comunità internazionale a scopo umanitario l impegno della nato e dell onu oggi l italia non riconosce più il regime di gheddafi mentre ha riconosciuto gli insorti e il ministro frattini ha ricevuto il 19 aprile il presidente del consiglio nazionale transitorio di bengasi mustafa jalil e quindi è chiamata a soccorrere i ribelli nell ambito delle possibilità dell italia e di concerto con gli alleati siamo consapevoli che anche per queste ragioni occorre essere presenti in quell area non solo con lo strumento militare ma soprattutto con adeguati successivi interventi di cooperazione che concretamente possano portare a uno sviluppo capace di dare risposte alla richiesta di giustizia e di dignità che arriva dalla popolazione oppressa ma oggi è urgente rispondere al grido di aiuto dei ribelli che come sappiamo fino a questo momento stanno richiedendo copertura militare per i civili istruttori e attacchi mirati com è chiaro dagli ultimi messaggi che hanno inviato l impegno del nostro paese all interno della nato non costringe l italia sulla base dell articolo 5 del trattato a intervenire obbligatoriamente con le sue forze armate stando all articolo del trattato infatti ciascuno degli alleati in caso di attacco non provocato ma per il diritto internazionale ormai consolidato anche in caso d intervento umanitario innovato da wojtyla assisterà la parte o le parti attaccate e in extenso le nazioni unite o per una libia amica e rispettosa delle libertà di franco narducci le parti che abbisognino d intervento umanitario intraprendendo individualmente e di concerto con le altre parti «nell esercizio del diritto di autodifesa individuale o collettiva riconosciuta dall articolo 51 della carta delle nazioni unite quell azione che riterrà necessaria incluso l uso della forza armata per ripristinare e mantenere la sicurezza dell area nord-atlantica» la ricchezza delle risorse naturali libiche detto in altri termini se è chiaro che stando alla risoluzione 1973 la nato può intervenire militarmente non necessariamente tutti all interno della nato devono intervenire militarmente se l italia ha fatto questa scelta come noi riteniamo giusto sia ebbene si addossi questa responsabilità non sollecitata da alcuno ma che il governo si è liberamente assunto senza se e senza ma il governo italiano ha fatto una pessima figura a porre tanti «se» e tanti «ma» come è emerso dalle dichiarazioni di parti di questa maggioranza all alleanza atlantica che non ha sollecitato il concorso armato italiano la ricchezza delle risorse naturali libiche con il ruolo assunto a livello internazionale in campo energetico ha portato l occidente a prese di posizioni deboli nei confronti del dittatore di tripoli ora è il tempo di riscattarsi del resto i consistenti interessi economici dell italia in libia non possono essere disgiunti dal nostro patrimonio di valori democratici e al nostro ruolo storico nella tutela dei diritti umani essi infatti costituiscono la necessaria premessa per dare fondamenta solide e durature nel tempo a qualsiasi forma di partenariato vogliamo una libia amica libera e rispettosa della dignità della persona per questo ci mettiamo in gioco per costruire un futuro di pace e di stabilità nel mediterraneo parlamentare pd alla camera dei deputati vice presidente della commissione esteri

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maggio 2011 rn 5 speciale referendum 12-13 giugno 2011 4 quesiti 4 volte sì secondo legge potevano essere svolti tra il 15 aprile e il 15 giugno ma i referendum abrogativi sono stati infine fissati per il 12 e il 13 giugno quindi senza unire il voto con le elezioni amministrative del 15-16 maggio tale scelta è stata criticata quale enorme spreco di denaro pubblico e come tentativo di non far raggiungere il quorum ai referendum un tentativo di boicottaggio infatti se non andranno a votare il 50 1 degli aventi diritto i referendum non saranno validi il ministro degli interni roberto maroni ha scelto per la divisione delle due consultazioni di fatto questa decisione costerà alle casse dello stato uno spreco di 400 milioni di euro in più rispetto ad un ipotetico accorpamento delle elezioni amministrative col referendum gli elettori voteranno su 4 schede di colore diverso tivo n 152 del 3 aprile 2006 «norme in materia ambientale» limitatamente alla seguente parte «dell adeguatezza della remunerazione del capitale investito»?» referendum popolare n.1 acqua 1 colore della scheda rosso modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica quesito sulla privatizzazione dell acqua dl 25 giugno 2008 n.112 conv in legge il 6 agosto 2008 n.133 e successive modifiche «volete voi che sia abrogato l art 23 bis servizi pubblici locali di rilevanza economica del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 «disposizioni urgenti per lo sviluppo economico la semplificazione la competitività la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria» convertito con modificazioni in legge 6 agosto 2008 n.133 come modificato dall art.30 comma 26 della legge 23 luglio 2009 n.99 recante «disposizioni per lo sviluppo e l internazionalizzazione delle imprese nonché in materia di energia» e dall art.15 del decreto legge 25 settembre 2009 n.135 recante «disposizioni urgenti per l attuazione di obblighi comunitari e per l esecuzione di sentenze della corte di giustizia della comunità europea» convertito con modificazioni in legge 20 novembre 2009 n.166 nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della corte costituzionale?» colore della scheda grigio referendum popolare n.3 ­ nucleare realizzazione nel territorio nazionale di impianti di nuove centrali di energia nucleare abrogazione di norme relative a decreti legge del 2008 «volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008 n 112 convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008 n 133 nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico la semplificazione la competitività la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria limitatamente alle seguenti parti art 7 comma 1 lettera d realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?» referendum popolare n.4 legittimo impedimento referendum popolare n.2 acqua 2 colore della scheda giallo determinazione della tariffa del servizio idrico integrato abrogazione di una norma del dl n.152 del 3 aprile 2006 «volete voi che sia abrogato il comma 1 dell art 154 tariffa del servizio idrico integrato del decreto legisla colore della scheda verde chiaro abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010 n.51 in materia di legittimo impedimento risultante anche a seguito di sentenza n.23 del 2011 della corte costituzionale «volete voi che siano abrogati l articolo 1 commi 1 2 3 5 6 nonchè l articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante «disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?».

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6 rn maggio 2011 le tipologie di referendum contemplate dalla costituzione italiana sono 4 il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare sancita all art 1 della costituzione della repubblica italiana il referendum è una consultazione popolare su un quesito specifico l esito referendario espressione di questa sovranità è una fonte del diritto primaria che vincola i legislatori al rispetto della volontà del popolo hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati a eleggere la camera dei deputati la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto al voto cioè il 50 per cento più uno non si tiene conto delle schede bianche o nulle nel caso contrario il referendum viene annullato per mancato raggiungimento del quorum le tipologie di referendum contemplate dalla costituzione italiana sono 4 il referendum abrogativo quello costituzionale il referendum sulla fusione o creazione di nuove regioni ed il referendum sul passaggio di un comune o provincia da una regione all altra il più importante e conosciuto ma anche il più controverso fu quello che si svolse il 3 giugno 1946 nella foto quando gli italiani furono chiamati a votare per scegliere tra monarchia e repubblica il referendum del 12 e 13 giugno 2011 è un referendum abrogativo si chiede ai cittadini di cancellare totalmente o parzialmente una legge ordinaria questo tipo di referendum richiede per essere valido il raggiungimento del quorum devono partecipare al voto il 50 1 degli aventi diritto se il quorum non fosse raggiunto il risultato del referendum non ha alcuna validità il periodo in cui è possibile svolgere questo tipo di referendum va tra il 15 aprile ed il 15 giugno se vince il si il popolo avrà deciso per l abrogazione della legge ed il parlamento non potrà emettere un provvedimento analogo a quello abrogato per quanto tempo ciò non può avvenire non è tuttavia chiaro se vince il no il popolo avrà deciso che le leggi non vanno abrogate e non potrà essere indetto un altro referendum sullo stesso tema se non saranno trascorsi 5 anni storia e curiosità i referendum dal 1946 ad oggi di maria bernasconi due su responsabilità civile dei giudici e commissione inquirente per la prima volta vincono i sì in tutti e 5 i casi fallimento per i referendum ambientalisti il 3 giugno 1990 si vota su tre referendum di iniziativa ecologista due sulla caccia e uno sui pesticidi i sì sono più del 90 ma il numero dei votanti non raggiunge il 50 il quorum necessario affinché la consultazione sia valida il primo referendum su leggi elettorali il 9 giugno 1991 si vota per abrogare le preferenze elettorali respinte dalla consulta altre due richieste sistema elettorale di senato e comuni presentate da segni i sì sono il 95,6 i votanti il 62,2 fallisce quindi l invito di craxi ad «andare al mare» picconate al sistema elettorale il 18 aprile 1993 si vota su otto referendum gli elettori rispondono con otto sì il voto più importante è quello che modifica in senso maggioritario la legge elettorale del senato aboliti tre ministeri agricoltura turismo e partecipazioni statali il finanziamento pubblico dei partiti le nomine politiche nelle casse di risparmio i referendum sulla tv l 11 giugno 1995 si vota per 12 referendum il no vince sui tre quesiti più importanti che riguardano la legge mammì e sulla richiesta di modificare il sistema elettorale per i comuni stavolta tutti al mare il 15 giugno 1997 niente quorum per i sette referendum superstiti dei 30 iniziali si vota su ordine dei giornalisti golden share carriera e incarichi extragiudiziari dei magistrati e altri argomenti minori fallito per poco il referendum sul proporzionale il 18 aprile 1999 il referendum per l abolizione della quota proporzionale nel sistema elettorale per la camera fallisce per pochissimo votano solo il 49,6 tra i votanti il sì ottiene il 91,5 errore di previsione dell abacus le cui prime proiezioni danno per raggiunto il quorum divorzio poco dopo l approvazione 1970 della legge di attuazione del referendum comincia la raccolta delle firme per abrogare la legge sul divorzio per il primo scioglimento anticipato di ambedue le camere il voto slitta al 12 maggio 1974 vincono i no con il 59,3 per cento i primi referendum radicali l 11 giugno 1978 si vota sulla legge reale ordine pubblico e sul finanziamento pubblico dei partiti vincono ancora i no la consulta ne aveva respinti altri quattro e due erano saltati per la modifica delle leggi pro e contro l aborto il 17 maggio 1981 i referendum sono cinque due sull aborto uno radicale per l allargamento l altro del movimento per la vita per la restrizione gli altri tre vogliono abrogare la legge cossiga sull ordine pubblico l ergastolo e il porto d armi ancora una volta vittoria dei no il primo referendum economico il 9 giugno 1985 si vota sulla proposta di abrogare il taglio dei punti di scala mobile deciso dal governo craxi le firme sono raccolte dal pci anche in questo caso la vittoria andrà ai no con il 54,3 per cento nucleare l 8 novembre 1987 si vota per cinque referendum tre dei quali sul nucleare cernobyl è del 1986 gli altri

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maggio 2011 rn 7 oltre 4 milioni gli italiani all estero un decreto del ministro dell interno pubblica il numero dei residenti in europa russia e turchia comprese america meridionale america settentrionale e centrale e nella ripartizione africa asia oceania e antartide con il decreto ministeriale 27 gennaio 2011 pubblicato nella gazzetta ufficiale del 31 gennaio 2011 è stato quindi pubblicato tale numero i cittadini italiani residenti all estero iscritti al 31 dicembre 2010 nell elenco aggiornato sono così ripartiti europa compresi i territori asiatici della federazione russa e della turchia 2.264.417 america meridionale 1.244.423 america settentrionale e centrale 383.739 africa asia oceania e antartide 222.656 come votare per corrispondenza gli elettori italiani residenti all estero possono votare per ogni referendum come hanno già fatto per il rinnovo del parlamento italiano il voto avviene tramite posta nel caso dei 4 referendum di giugno 2011 la busta con le schede va spedita in modo che arrivi al consolato entro e non oltre le ore 16 di giovedì 9 giugno per votare all estero occorre essere iscritti all aire l anagrafe della popolazione italiana residente all estero se sei un elettore residente all estero iscritto all aire riceverai a domicilio da parte del consolato il plico elettorale contenente le schede e le istruzioni sulle modalità di voto segui attentamente le istruzioni e ricorda di osservare le date indicate per spedire all ufficio consolare la busta preaffrancata contenente la busta anonima con le schede votate se non si riceve il plico elettorale entro il 29 maggio potrai recarti di persona al consolato per verificare la tua posizione elettorale se il tuo nominativo già figura nell elenco degli elettori in possesso dell ufficio consolare potrai ottenere un duplicato del plico elettorale mentre in caso contrario potrai chiedere al consolato di attivare le procedure per essere aggiunto all elenco delle elettrici e degli elettori se un cittadino italiano è all estero da meno di dodici mesi e quindi non ha diritto di iscriversi all aire non può votare nella categoria rientrano per esempio le decine di migliaia di studenti erasmus nel 2000 quorum lontanissimo si vota per sette referendum abrogativi nessuno di loro raggiunge il quorum la percentuale dei votanti oscilla tra il 31,9 e il 32,5 il sì ha comunque la maggioranza nei referendum per l elezione del csm gli incarichi extragiudiziali dei magistrati la separazione delle carriere i rimborsi elettorali le trattenute sindacali e l abolizione della quota proporzionale sono invece di più i no nel referendum sui licenziamenti ecologia e lavoro nel 2003 si vota per l estensione del diritto al reintegro nel posto di lavoro per i dipendenti licenziati senza giusta causa e per l abrogazione dell obbligo per i proprietari terrieri di dar passaggio alle condutture elettriche sui loro terreni solo il 25,5 degli aventi diritto si recano alle urne procreazione assistita nel giugno 2005 si vota per abrogare parti della legge 40 sulla procreazione assistita ma il quorum non è raggiunto si reca alle urne solo il 25,5 degli elettori una prova del successo della nuova strategia dei contrari ai quesiti invitare all astensione piuttosto che a votare no una strategia inventata dalle lobbies dei cacciatori e degli agricoltori nel 1990 e resa palese da craxi nel 1991 ma che diventa consapevole proprio in quest occasione quando la chiesa si mobilita per l astensione che nelle sue conseguenze politiche assume quindi valore di voto mettendone a rischio la segretezza per di più l operato degli uomini di chiesa violava anche l art 98 del testo unico delle leggi elettorali che vieta ai ministri di qualsiasi culto di indurre gli elettori all astensione per la prima volta votano anche gli italiani all estero referendum elettorali il 21 e 22 giugno 2009 dopo l approvazione di una legge ad hoc che consente di tenere la consultazione referendaria anche dopo il limite temporale del 15 giugno si tengono 3 referendum che se vittoriosi avrebbero modificato il sistema elettorale italiano attribuendo il 55 dei seggi al partito e non alla coalizione che avesse ottenuto la maggioranza relativa dei voti il terzo quesito chiede invece di rendere impossibile le candidature di una stessa persona in più collegi nonostante la vittoria dei sì 78 ai primi 2 quesiti e 87 al terzo la votazione non ha effetto perché solo il 23 degli elettori ritira la scheda si tocca così il punto più basso di partecipazione nella storia del referendum abrogativo italiano.

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8 rn maggio 2011 alla privatizzazione dell acqua al legittimo impedimento al nucleare il partito democratico ritiene urgente una revisione dell istituto referendario per restituirgli quell efficacia come strumento di democrazia diretta rispetto alle grandi scelte del paese che ebbe alle origini lo strumento referendario è stato logorato negli anni dal mancato raggiungimento del quorum che si conferma da 16 anni e per 24 quesiti il pd ha proposto una revisione profonda del referendum nel documento approvato dall assemblea nazionale di roma il 20 maggio 2010 i cui punti cardine sono l aumento del numero di firme necessarie per promuoverlo l anticipazione del giudizio della corte costituzionale sull ammissibilità dei quesiti per evitare la raccolta di firme per referendum poi non ammessi l abbassamento del quorum richiesto per la validità della consultazione riferendolo alla partecipazione al voto registrata nelle precedenti elezioni per la camera dei deputati ciò nonostante l attuale campagna referendaria rappresenta un occasione di dibattito diffuso su temi molto sentiti dalla pubblica opinione e in particolare dagli elettori del centrosinistra e del partito democratico per queste ragioni il partito si sta impegnando nella campagna per votare sÌ a tutti i quesiti anche il pd della svizzera vuole contribuire a questo sforzo comune per sostenere il sÌ ai referendum e insieme ad altre forze vedi manifesto a destra ha costituito un comitato nazionale di sostegno ai referendum lo fa per le ragioni che sono presentate nelle tre brevi schede che seguono acqua pubblica il partito democratico ha condotto una dura opposizione al disegno di privatizzazione forzata della gestione dell acqua imposto dal governo berlusconi approvato a colpi di fiducia con la falsa motivazione di rispondere a un obbligo comunitario in realtà inesistente la privatizzazione forzata impostata dal governo è un disegno da contrastare con grande determinazione e anche lo strumento referendario ancorché non risolutivo per la sua natura abrogativa costituisce un importante occasione per bloccare questa impostazione e per favorire un processo di riforma complessiva del settore in grado di realizzare gli obiettivi irrinunciabili della tutela dell acqua come bene comune per questo il partito democratico ha presentato una propria proposta di legge assumendo come principi la natura di bene pubblico della risorsa acqua la gestione industriale del servizio idrico integrato la necessità di una forte regolazione e controllo pubblico sulle gestioni il ruolo fondamentale delle regioni e degli enti locali nelle scelte di affidamento del servizio idrico integrato nel pieno rispetto dei principi generali degli standard di qualità e dei livelli minimi essenziali fissati a tutela dell interesse pubblico e dei diritti dei cittadini la natura della tariffa come corrispettivo del servizio idrico integrato da modulare con una tariffa sociale e con una tariffa che incentivi il risparmio idrico la necessità di vincoli chiari alla realizzazione degli investimenti necessari per il miglioramento del servizio con un impegno al riequilibrio territoriale per garantire lo stesso livello di servizio in ogni area del paese.il partito democratico è pertanto impegnato a sostenere la partecipazione alla consultazione referendaria invitando a votare sÌ ai due quesiti sull acqua pubblica per fermare la privatizzazione forzata imposta dal governo e rilanciare la battaglia per una riforma che abbia al centro i principi ispiratori della propria proposta di legge legittimo impedimento la legge sul legittimo impedimento rappresenta l ennesima legge cucita su misura del premier dagli onorevoli avvocati che lo difendono nelle aule di tribunale al mattino e in quelle parlamentari al pomeriggio È l ottavo caso di legge ad personam con effetti diretti sui procedimenti penali a carico del premier a questi sono ora da aggiungere il processo breve e la prescrizione breve due norme ad personam confluite nel testo di un unica legge 10 norme-fotografia in 10 anni il referendum offre la possibilità di abrogarne una mentre altre sono state dichiarate illegittime in tutto o in parte dalla corte costituzionale segno del vigore degli anticorpi presenti nell ordinamento nel contrastare la deriva democratica in atto il legittimo impedimento rappresenta uno degli esempi più limpidi di leggi ad personam e costituisce una lacerazione dell equilibrio costituzionale tra i poteri una rottura del principio di uguaglianza tra i cittadini di fronte alla legge con questa legge la legge non è uguale per tutti per queste ragioni votare sÌ al referendum significa esprimersi a favore dell uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e contro ogni legge ad personam nucleare contro l ignobile teatrino del governo per eludere il referendum sul nucleare il partito democratico si è sempre chiaramente espresso in maniera contraria al piano sul nucleare del governo berlusconi nello specifico crediamo che quanto proposto dal governo in materia di nucleare si basi su una tecnologia vecchia e presupponga tempi lunghissimi di realizzazione degli impianti che sarebbero inaugurati già obsoleti il tutto in assenza di un piano puntuale di gestione delle scorie radioattive comprese quelle già esistenti nelle centrali non ancora smantellate un ritorno al nucleare con queste modalità è una scelta sbagliata anche dal punto di vista industriale che non ha né ha mai avuto il consenso dei cittadini altri paesi che in passato hanno scommesso pesantemente sul nucleare stanno peraltro ripensando profondamente l approccio alla tematica energetica in generale e a questa tecnologia in particolare certamente alla luce della tragedia del giappone ma soprattutto in relazione alle opportunità che efficaci politiche di stimolo all efficienza energetica e alla produzione da fonti rinnovabili possono innescare 4 sì per dire no

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maggio 2011 rn 9 conferenza nazionale delle donne democratiche prospettiva di un futuro più roseo tiche legate alla situazione politica locale uno degli argomenti più sentiti è stato quello della situazione delle donne le statistiche collocano le donne italiane al 74mo posto in una lista di 114 paesi per arretratezza e disuguaglianza il tasso di disoccupazione femminile in italia è fermo al 45 e la rappresentanza parlamentare si situa intorno al 20 tutte d accordo le delegate nell affermare che questi dati confermano il mancato riconoscimento del contributo delle donne sia nel pubblico che nel privato e che la qualità della rappresentanza può essere data soltanto da un serio progetto di partecipazione delle donne a tutti i livelli alla fine della prima giornata l intervento di livia turco che palesemente commossa ha annunciato passo il testimone perché vado ad occuparmi di un progetto importante la fondazione jotti ma la mia vittoria sarà rappresentata da una nuova generazione di donne leader di questo partito altrimenti mi sentirei sconfitta leader tra le donne il segretario pierluigi bersani schierato dalla loro parte per i temi trattati nel corso della conferenza che si è impegnato ad accogliere le proposte scaturite dall assemblea e a trasferirle nell agenda del partito come parte integrante del programma politico in merito alla questione delle quote rosa il segretario del pd ha dichiarato appoggeremo la legge senza un passo avanti delle donne il cambiamento non è cambiamento» bersani ha ricordato che nella sua segreteria le quote rosa sono già una regola «o cancelliamo la norma in segreteria ha proposto il segretario o pretendiamo con una legge nazionale che anche il governo sia composto dal 50 di donne e dall altra metà di uomini lo spirito che ha animato le due giornate di lavoro è stato di sicuro auspicio per il raggiungimento degli intenti in prospettiva di un futuro più roseo con il convinto e maturo appoggio dei rappresentati di sesso maschile a qualche giorno di distanza dalla grande manifestazione del 13 febbraio a piazza del popolo ha avuto luogo a roma la prima conferenza nazionale delle donne democratiche che si è aperta tra gli applausi di una variegata presenza femminile con un abbraccio tra rosy bindi e pierluigi bersani sullo schermo gigante della sala del teatro capranica che faceva da sfondo la proiezione di un filmato che ripercorreva le conquiste più importanti realizzate dalle donne italiane nel corso della storia una vera maratona di due giorni ordinata intensa e a tratti anche commovente due giorni dove si è discusso di solidarietà democrazia libertà pari opportunità welfare laicità parole importanti che dovrebbero rappresentare l abbecedario della politica mentre la situazione attuale sembra essere bloccata l italia sembra essere un paese che non riesce a profilarsi divisa tra nord e sud tra vecchi e giovani tra uomini e donne erano circa mille le delegate a confronto per discutere ed esporre le proposte elaborate nelle strutture territoriali del partito in italia e all estero all interno dell assemblea si sono susseguiti a di maria bernasconi erano circa mille le delegate a confronto per discutere ed esporre le proposte elaborate nelle strutture territoriali del partito in italia e all estero la presidenza della prima conferenza nazionale delle donne democratiche era composta da rosy bindi anna finocchiaro presidente dei senatori democratici roberta agostini marina sereni e tutte le donne della segreteria nazionale stella bianchi cecilia carmassi anna maria parente e francesca puglisi l assemblea ha eletto all unanimità roberta agostini come portavoce nazionale della donne del pd ritmo serrato gli interventi delle delegate di diverse regioni e di quelle arrivate dall estero che hanno raccontato la propria esperienza descrivendo le problema 14 giugno 2011 giornata d azione nazionale delle donne appello dell unia parità per tutte il 14 giugno le donne chiederanno a viva voce che la parità venga finalmente realizzata nell arco degli ultimi anni abbiamo ottenuto alcuni miglioramenti ma resta ancora tanto da fare ecco perché unia partecipa attivamente alla pianificazione della giornata del 14 giugno in collaborazione con altri movimenti sociali sono trascorsi 30 anni dall iscrizione dell articolo sulla parità nella costituzione federale 20 dallo sciopero delle donne e 15 dall entrata in vigore della legge sulla parità dei sessi ma 280 000 donne continuano a guadagnare meno di 4000 franchi al mese pur lavorando a tempo pieno i posti di lavoro malpagati e le cattive condizioni di lavoro sono molto più frequenti tra le donne che tra gli uomini in barba alle leggi in svizzera le donne guadagnano in media il 20 in meno degli uomini È uno scandalo unia si batte contro queste disparità e rivendica un aumento dei salari femminili finalmente la realizzazione della parità salariale un miglioramento delle condizioni di lavoro delle donne partecipa anche tu insieme ad unia unisciti a noi il 14 giugno 2011 con un pizzico di umorismo e creatività mostra a tutti quale grande passo verso la vera parità rivendichi.

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10 rn maggio 2011 globalizzazione e mondo occidentale ed europeo un governo globale del mondo che governi le risorse quali l energia l acqua il mercato del cibo in modo democratico e trasparente l onu sarebbe l istituzione deputata a questo governo il dopoguerra con la divisione del mondo in due blocchi contrapposti ha prodotto un grande sviluppo economico trainato dagli usa le distanze con i paesi del terzo mondo si sono in linea di massima ingrandite con la caduta del muro di berlino il superamento dei blocchi ha portato alla ribalta le economie dell asia immense masse di diseredati dei paesi più arretrati accattivate dalla comunicazione globale spingono sui confini del mondo occidentale alla ricerca di migliori condizioni di vita questa aspirazione non governata in ambo le parti provoca nelle società occidentali paure angosce con il risultato di indurre i governi nazionali occidentali a politiche di rigetto le opinioni pubbliche occidentali non colgono il fenomeno come un opportunità per supplire al deficit demografico esistente e di prospettiva che sicuramente metterà in crisi il loro vivere sereno le legislazioni di accoglienza e integrazione nascono all insegna del contrasto e non dell inserimento delle persone cui si ha bisogno salvo poi constatare in modo platealmente contraddittorio che il welfare dei paesi occidentali regge grazie all apporto positivo dei nuovi emigrati che se inseriti nel tessuto produttivo producono effetti economici positivi governare il fenomeno dell immigrazione recentemente la confederazione elvetica ha pubblicato una nota con la quale si afferma che la crisi dell avs è spostata verso il 2040 grazie all apporto di forti iniezioni di immigrati scrivo ad un giornale dell emigrazione i cui lettori hanno vissuto sulla loro pelle questa esperienza in società anche allora restie all accoglienza ma comunque più disponibili di quelle attuali va comunque ribadito che un mondo equilibrato non può sopportare l immigrazione di milioni di persone la prima cosa da fare è di intraprendere politiche di riequilibrio delle disparità economiche tali giuliano bignasca il populismo opportunista delle nostre leghe di antonio arduini la risposta ai problemi del ticino in italia dove vivono gli interessati predomina la sorella lega nord che plaude al successo della lega ticinese e contemporaneamente proclama fora dei ball nei confronti dei rifugiati dalle guerre africane.va detto che in questo quadro istituzionale oltre che xenofobo l obiettivo della lega di espellere i frontalieri non è realizzabile in quanto per prima cosa gli accordi sulla circolazione della manodopera sono negoziati dalla confederazione con la ue ed in moltissimi casi i frontalieri hanno professionalità che sono formate dalle imprese e che non sono facilmente sostituibili almeno nel breve periodo le imprese che generano il lavoro ticinese sono spessissimo fatte da imprenditori italiani e comunque fatte da capitali italiani esportati a volte clandestinamente se si realizzasse una politica di espulsione motivata da tali scelte ci sarebbe certamente la replica delle parti offese le leghe di casa nostra non vanno sottaciute che spesso l azione di contrasto al dumping viziata da pregiudizi ideologici di natura anche opposta crea il terreno per fare avanzare posizioni di chiusura dell opinione pubblica la lega ticinese e nord occupano questi spazi demagogicamente ergendosi a paladini degli interessi degli strati deboli delle società le forze di progresso debbono dare una risposta di rinnovamento una politica di governo responsabile mirata al lungo periodo a partire dal partito democratico che in italia deve tornare ad essere quello che si era prefisso con il suo atto di nascita un grande partito popolare e democratico capace di parlare con i suoi dirigenti ed i suoi programmi alla società non solamente un più grande partito di sinistra spero che le elezioni amministrative in italia diano fiducia nel processo di costruzione di una classe dirigente moderna ed efficiente responsabile del pd in ticino da portare il fenomeno delle migrazioni da necessità a scelta un governo globale del mondo che governi le risorse quali l energia l acqua il mercato del cibo in modo democratico e trasparente avrebbe come probabile conseguenza un rallentamento dei processi migratori l onu sarebbe al momento l istituzione deputata a questo governo questa politica fatica ad affermarsi in occidente le forze politiche che danno voce alle paure ottengono consensi spesso elettorali le elezioni dall olanda alla finlandia alla svezia e per ultimo il ticino danno il segno di uno spostamento a destra spesso su posizioni xenofobe dell opinione pubblica sessant anni di processi di politiche all insegna del superamento dei vecchi stati delle vecchie frontiere sembra essersi arrestato sembra che si sia aperta una fase di reazione che porta all indietro nel tempo i rapporti tra i paesi della stessa comunità europea le recenti elezioni cantonali ticinesi si vive come in una sorta di populismo opportunista meglio vivere cent anni sani belli e ricchi e si pensa che sia realizzabile chiudendosi al proprio interno anche nella democratica ed ospitale svizzera paese con consistenti percentuali di popolazione oriunda questa politica conquista terreno le recenti elezioni cantonali ticinesi hanno visto l affermazione della lega dei ticinesi alleata con l udc con lo slogan 35.000 frontalieri bastano indicando nella espulsione di 20.000 di loro,

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dossier per celebrare i 150 anni dell unità d italia il partito democratico ha organizzato a roma giovedì 5 maggio il seminario dedicato all emigrazione nella storia unitaria una grande italia oltre l italia i lavori coordinati dall on gianni farina la mattina e nel pomeriggio dall on laura garavini sono stati aperti dalle relazioni di gianni cuperlo ed eugenio marino nel corso del seminario maggio 2011 rn 11 sono intervenuti il segretario nazionale del pd pier luigi bersani l on massimo d alema i parlamentari gianni pittella claudio micheloni franco narducci il segretario del consiglio generale degli italiani all estero elio carozza docenti universitari e altri esponenti del partito democratico folta delegazione di militanti del pd residenti in svizzera belgio olanda germania francia e lussemburgo di gianni cuperlo l identità di una nazione la sfida del centrosinistra di eugenio marino una grande italia oltre l italia penso che abbiamo scelto il titolo giusto per questa giornata di riflessione sull emigrazione italiana e su cosa ha rappresentato per noi e per il mondo l anniversario in questo senso aiuta perché i 150 anni dell unità diventano la trama di momenti biografie grandi esperienze collettive tante sono le storie degli emigrati dolorose e bellissime e in fondo sono le nostre radici nel senso che noi non saremmo quello che siamo ­ l italia non sarebbe il paese che è ­ se alle spalle non avessimo quella pagina straordinaria di umanità ­ anche di sofferenza certo ­ ma soprattutto di speranza che è stata l emigrazione italiana nei cento anni successivi a garibaldi abbiamo contato più di venticinque milioni di partenze non tutte definitive un flusso avviato nell 800 verso egitto tunisia e impero ottomano quella era un emigrazione di qualità fatta di commercianti medici ingegneri col nuovo regno cambierà la matrice dei distacchi e a partire saranno i contadini senza terra quelli a malapena in grado di pagarsi il viaggio questa seconda ondata sarà un emigrazione proiettata verso l europa in particolare la francia a partire erano pugliesi siciliani o calabresi in un processo senza soste poi dall europa le mete si sposteranno dall altra parte dell oceano argentina brasile e naturalmente il grande sogno americano e allora diciamo pure che non si può capire la storia tormentata di una grande nazione come la nostra senza collegare quei fili che milioni di italiani hanno teso tra la penisola e il mondo parlo di dinamiche profonde sul piano economico e sociale dinamiche che affondano nel passato ma che vivono nel tempo nostro se pensiamo al peso che ebbero le rimesse degli emigranti nella stabilizzazione monetaria durante il decennio giolittiano capiamo come senza quella prima ondata migratoria non avremmo conosciuto la prima stagione dello sviluppo segue a pag 12 più volte si è detto che nel nostro paese vi è stato in questi 150 anni di unità nazionale un atteggiamento di rimozione del fenomeno migratorio dalla storiografia e dall elaborazione culturale o per lo meno una sottovalutazione di quanto l emigrazione abbia rappresentato per l italia siamo convinti ­ e le iniziative del pd in tutto il mondo sul 150° insieme alla giornata del cinque maggio lo ribadiscono ­ che solo il centrosinistra e il pd abbiano le radici democratiche e il retroterra culturale per affrontare seriamente e a tutti i livelli le questioni che riguardano l emigrazione in questi ultimi tre anni nonostante la presenza in parlamento dei rappresentanti delle nostre comunità si è perseguita una strategia di sfilacciamento tra italia e italiani nel mondo di sistematica riduzione degli investimenti e di smantellamento di strutture poteri e rappresentanze degli italiani all estero e l aspetto più pericoloso di tutto ciò sta nell intreccio perverso che si è generato tra tagli lineari e pesanti a tutti i capitoli di spesa che riguardano la proiezione dell italia all estero e le sue comunità il ridimensionamento irrazionale della rete consolare e il depotenziamento della rappresentanza intermedia e soprattutto di base che cancella la sussidiarietà all estero un intreccio dunque che soffoca una lunga vicenda storica e cancella positive e feconde esperienze maturate nel vivo della nostra vicenda emigratoria in diversi decenni per questo il partito democratico sente la responsabilità di alzare il livello di attenzione politica verso le nostre comunità nel mondo e la loro capacità di fare sistema con l italia in un contesto globale che non può più prescindere dalla dimensione sovranazionale e dai rapporti e relazioni internazionali per questo il partito democratico si fa carico della responsabilità di portare anche in parlamento le istanze più impellenti delle nostre comunità che sono un pezzo vivo importante e dinamico dell italia anche se geograficamente collocate fuori dal territorio nazionale e caratterizzate da generazioni ed esigenze diverse ma che contribuiscono comunque a tenere insieme la segue a pag 13

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12 rn maggio 2011 la presidenza che ha aperto il seminario la mattina da sinistra eugenio marino l on gianni farina e il direttore del centro studi del pd on gianni cuperlo industriale e la stessa modernizzazione della società italiana ne avrebbe risentito proprio mentre la questione meridionale assumeva i suoi tratti profondi furono donne e uomini del sud quelli che se ne andarono all altro capo del mondo e da lì sostennero la rincorsa industriale del nord poi sempre quelle rimesse dopo la grande guerra sostennero la conversione della nostra economia consentendoci almeno in parte di reggere meno peggio di altri la crisi terribile degli anni 30 lo so sono fatti lontani e persino sepolti ma sono la trama di una storia che si proietta nell oggi una storia che ci parla con i volti e i nomi di quei 4 milioni di italiani oggi residenti all estero e dei 60 milioni di donne e uomini di origini italiane una seconda italia sparsa un po ovunque nei cinque continenti l identità di una nazione del resto è un concetto faticoso complesso quando sono partiti per la maggior parte i nostri emigranti non erano italiani erano veneti campani calabresi spesso non si sentivano nemmeno tali ma solo nativi dei paesi dove si era svolta per intero la loro esistenza per tutti quel primo viaggio era davvero un balzo nell ignoto potevano contare al massimo su un parente o un conoscente che si era imbarcato qualche mese o qualche anno prima ha preso corpo lì ­ in quella gavetta durissima ­ un solidarismo che tanto ha pesato nella vicenda comune di milioni di italiani fuori dall italia laggiù o lassù ­ comunque a migliaia di chilometri da casa ­ si è formata una originale identità italiana e qui il legame virtuoso che si è stabilito ha riguardato l economia il nostro successo commerciale la scoperta che portavamo con noi ­ come una dote unica ­ un bagaglio di saperi competenze e valori che hanno reso migliori i paesi dove l italia esportandola proiettava una parte di sé questo siamo stati per decenni fino agli anni più recenti che ci parlano di una emigrazione di tipo nuovo giovani ricercatori professionisti o imprenditori che hanno interesse a un rapporto circolare con il loro e il nostro paese dunque l emigrazione italiana ancora una volta diventa una risorsa certo con i suoi problemi nuovi diversi dal passato ed è giusto sia così specialmente nel contesto europeo che vuol dire ad esempio ragionare sulla eliminazione degli ostacoli alla mobilità o sul mutuo riconoscimento dei titoli di studio e professionali grandi opportunità che andrebbero colte e invece da sempre per la promozione della lingua e della cultura italiane spendiamo se va bene un terzo degli investimenti di parigi o madrid ma non è solo una voce di bilancio carente piuttosto è un deficit di visione di cultura appunto quelle scarse risorse equivalgono a non capire che la diffusione della nostra lingua e cultura non apre solo la strada all economia ma anche ai nostri valori civili e ai principi su cui si è fondato un solido patto sociale e repubblicano d altra parte se non vi fosse radicata nella nostra storia questa capacità di sentirsi patrioti senza patria come potremmo spiegare le migliaia di fuoriusciti durante il fascismo che continuarono ad alimentare la lotta per la democrazia e per la resistenza moltissimi altri erano giovani figli di emigrati che negli eserciti alleati hanno sacrificato la vita per la libertà degli europei e degli italiani e questo contributo alla difesa e al primato dei diritti umani si è ramificato poi nei paesi di immigrazione come dimostrano le vicende terribili di molte realtà sudamericane decine di migliaia i desaparecidos di origine italiana in argentina brasile cile uruguay anche quello è un pezzo della storia di un popolo disperso nel mondo ma un popolo ed è una storia da vivere tutta senza retorica e con orgoglio ecco mi fermo qui una cosa soltanto voglio aggiungere proprio perché tutto questo vive alle nostre spalle non è possibile ­ nel senso che letteralmente non dovrebbe accadere ­ che lo stato italiano gestisca il fenomeno vitale dell immigrazione nel nostro paese con la violenza verbale e la carica razzista che contraddistinguono oggi il governo della destra il punto è che anche in questo vive il declino del paese nella perdita di un filo sottile ma robusto che lega la memoria di ciò che siamo stati ­ di ciò che hanno vissuto le generazioni prima di noi ­ alla responsabilità che oggi ricade sulle nostre spalle chi sa o chi ricorda anche dentro le istituzioni che oltre il 50 per cento dei lavoratori italiani emigrati in francia tra il 1945 e il 1960 era composto da clandestini e che il 90 per cento dei loro familiari emigrò illegalmente una cosa invece la sappiamo tutti se domattina il paese si svegliasse senza i suoi 5 milioni di immigrati regolari l economia e la società italiane ne uscirebbero paralizzate quasi il 10 per cento del nostro pil già oggi è il prodotto del lavoro di questi nuovi italiani il 10 per cento non è poco ma quei 5 milioni di cittadini ­ come se fossimo nell 800 ­ non conoscono diritti politici non votano alle elezioni amministrative non hanno voce e rappresentanza anche questa è una chiave della crisi della nostra democrazia mentre sull altra sponda dell atlantico un uomo giovane e di pelle scura immigrato di seconda generazione siede alla casa bianca qui non avrebbe diritto a votare per il sindaco loro gli hanno affidato i destini dell america c è differenza dobbiamo attrezzarci a governare di nuovo e presto appena l agonia di questa destra impresentabile si sarà conclusa lo dobbiamo fare per tante ragioni e non ultima per restituire dignità alla politica estera e al ruolo internazionale di un grande paese che dovrebbe aiutare in ben altro modo e con ben altro stile le lotte per il pane e la libertà che infiammano da mesi la costa sud del mediterraneo del mare nostro ecco tutto qui noi siamo in campo siamo in campo con un partito solido che oggi è alla testa di un opposizione credibile affidabile praticabile e siamo in campo anche perché a differenza di altri abbiamo rispetto ­ un rispetto profondo ­ per chi è venuto prima di noi e ancora di più ne abbiamo per quelli che verranno dopo da questa consapevolezza vogliamo ripartire per tornare a vincere e per cambiare l italia presidente del centro studi del partito democratico

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maggio 2011 rn nazione per questo già dal 2003 come centrosinistra abbiamo voluto e tenuto in tutto il mondo le giornate w l italia ripetute con grande successo nel 2005 per ribadire che l italia è unita e intera non solo da trieste a palermo ma anche in ogni parte del mondo ove risieda una comunità nazionale di italiani che si senta tale a tenere insieme una nazione è lo stato nel senso delle sue istituzioni e poi la cultura e uno spirito di comunità sentirsi parte di uno stesso destino tre elementi ­ istituzioni cultura comunità ­ impossibili da sciogliere sono questi tre elementi ­ istituzioni cultura comunità insieme al lavoro ­ che hanno caratterizzato da sempre le battaglie le rivendicazioni e l identità degli italiani nel mondo tutti parte di un medesimo destino per decenni i nostri emigrati hanno condotto battaglie per avere proprie istituzioni di rappresentanza delle comunità quelle di base e intermedie comites e cgie e successivamente quella parlamentare da sempre condividono un sentimento identitario forte fatto di antiche radici culturali che affondano nei fasti dall antica roma e passando per il rinascimento il risorgimento e la resistenza arrivano fino a oggi alla moda ai prodotti alimentari allo sport all arte alla musica un sentimento che ha fatto sì che nascessero in tutto il mondo associazioni di mutuo soccorso associazioni religiose regionali sportive culturali politiche ma tutte vissute come parte di una grande comunità nazionale italiana la stessa che ci ha lasciato in tutte le grandi città del mondo un patrimonio culturale umano e immobiliare fatto di tante casa italia di centri culturali e sportivi di una miriade di sedi di associazioni oggi il nostro paese ha una comunità all estero di oltre 4 milioni di cittadini ad essi vanno sommati più di 60 milioni di italiani di origine legati a noi dalla memoria e dal richiamo culturale questi italiani smentendo gli stereotipi e i luoghi occupano un ruolo di grande rilievo e di grande successo nel promuovere i valori e le qualità che vengono associate con l italia contribuiscono alla diffusione della lingua e cultura italiana di tutti i settori del made in italy del ritorno turistico ma c è anche dell altro pur rappresentando l italia e l italianità nel mondo le nostre comunità all estero hanno saputo anche superare grazie al confronto con realtà e culture diverse logiche categorie ereditate dal passato e che rischiano di essere oggi steccati insomma quel tratto a volte un po provinciale che caratterizza per certi versi parte della società e della politica italiane il paradosso di questi tempi dunque sta nel dover ribadire il valore della nostra storia emigratoria infatti mentre in paesi democraticamente avanzati ed economicamente forti francia germania spagna si guarda all italia come modello per l articolazione della rappresentanza che a vari livelli coinvolge gli italiani all estero e si cerca di imitarla e riprodurla in italia si opera per smantellare questo complesso sistema una politica miope e pericolosa che il partito democratico contrasta con forza anche perché oggi il nostro paese diventato terra di immigrazione non ha cessato di essere terra di emigrazione e dobbiamo ribadirlo siamo ancora un paese di emigranti si legga al proposito il rapporto italiani nel mondo della fondazione migrantes il più accurato e rigoroso studio del fenomeno migratorio oppure il bel libro ma il cielo è sempre più su di giuseppe provenzano e luca bianchi nel quale si denuncia cifre alla mano non solo la ripresa dell emigrazione verso il nord del paese e l estero ma anche la distanza che si è accentuata tra nord e sud del paese e il fatto che nel sud sia ormai morta tra i giovani anche la speranza di cambiare le cose per cui l unico orizzonte l unico cielo terso cui volgere lo sguardo si sposta sempre più su a nord o all estero 13 durante i lavori si è esibita la band parto delle nuvole pesanti nella foto e sara modigliani in serata spettacolo teatrale l orda di gian antonio stella gualtiero bertelli e la compagnia delle acque sono quegli italiani all estero che al contrario delle prime generazioni si caratterizzano per l alta mobilità che non esclude anche un ipotetico rientro in patria che gli consenta di far maturare conoscenze ed esperienze acquisite all estero anche queste giovani generazioni insieme ai figli degli italiani nati e cresciuti all estero e che nell era della globalizzazione vanno alla ricerca delle proprie radici in un mondo sempre più piccolo in una dimensione politica sempre più sovranazionale in un pianeta sempre più interconnesso sono la vera e più preziosa risorsa multiculturale e cosmopolita dell italia e in questo senso la legge promossa da enrico letta recentemente approvata dal parlamento sul controesodo e il ritorno dei talenti è un primo e importante passo in questa direzione ma va sviluppata e coltivata cosa tra l altro a cui si sta già lavorando anche con convergenze bipartisan va riconosciuto ma c è un lavoro profondo quotidiano da fare È quello teso a rafforzare nelle nostre comunità quella fiducia nell italia e nella sua classe politica che negli ultimi anni è stata minata profondamente alimentando ancora quel sentimento di comunità che ho provato a richiamare e che ha consentito alle prime generazioni di portare avanti battaglie unitarie di integrazione riconoscimento di diritti legittimità politica e di rappresentanza quel sentimento di comunità che insieme a un forte spirito solidaristico ha saputo sottrarsi alla tentazione di rinchiudersi in se stesso pretendendo e coltivando integrazione riconoscimento e affermazione all inizio del xx secolo amedeo giannini fondò a san francisco la bank of italy per consentire agli emigrati italiani negli usa di spedire i risparmi ai propri familiari in italia a costi bassissimi alimentando così l economia italiana forse in pochi sanno che quella banca oggi si chiama bank of america nata come banca degli ultimi e divenuta banca di tutti oltre che la più grande banca del mondo nata dall idea di un italiano e dal suo sentirsi italiano e parte di una comunità questo è solo uno dei tanti esempi di cosa l emigrazione italiana ha prodotto per l italia e per i paesi che hanno saputo accogliere e integrare i nostri connazionali e ancora un esempio di cosa possono rappresentare per l italia gli immigrati che oggi noi respingiamo come fossero una minaccia e che non riusciremo ad accogliere davvero e a integrare fino a che per parafrasare de andrè guardandoli non vi riconosceremo noi stessi i nostri padri i nostri nonni responsabile dell ufficio italiani nel mondo del pd

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14 rn maggio 2011 dossier l intervento dell ex premier massimo d alema occorre impostare una politica complessiva verso l insieme di questi 60 milioni di emigrati di oriundi e di discendenti italiani quale politica ha l italia intesa come governo delle istituzioni ma anche come sistema delle imprese nei confronti di questa altra italia che ha messo radici fuori dal nostro paese e che rappresenta una parte importante della società civile in diverse parti del mondo si sono sviluppate intorno a quest interrogativo l intervento di massimo d alema l ex premier e leader storico del pd che cosa rappresenta questa presenza di 60 milioni di italiani cittadini figli discendenti nel mondo che sono parte rilevante delle società civili in alcuni grandi paesi sono essi un punto di forza per l italia ne consegue secondo il leader pd che questa rete di italiani nel mondo dovrebbe essere ancora di più oggi nell epoca della globalizzazione un punto di forza del paese persino dal punto di vista della competizione globale della capacità di imporre il marchio italia inteso come stile di vita stile di consumi di mangiare vestirsi di ascoltare la musica un contributo straordinario che pochi paesi hanno a tenere forte l italia in un mercato mondiale sempre più competitivo l italia ufficiale rileva d alema di questa altra italia si è sempre occupata pochissimo dopo i tentativi del passato ­ d alema ha ricordato quello messo in atto durante il regime fascista rivelatosi controproducente ­ di recente abbiamo cominciato a porci la domanda emigrazione ad operare una svolta ma ancora oggi non ci siamo posti il problema di attuare una politica per gli emigrati in fondo il fenomeno della partecipazione attraverso il voto che è un segmento abbastanza ristretto è importante ma il voto rischia di essere un cerchio ristretto che non arriva a coinvolgere neppure la maggioranza degli aventi diritto figuriamoci i figli di emigrati di seconda e terza generazione il ruolo degli eletti all estero uscire dall autoreferenzialità cosa si può offrire allora secondo d alema dobbiamo incoraggiarli partire sì dalla rappresentanza ma uscendo dall autoreferenzialità gli eletti all estero devono rappresentare il rapporto tra l italia e il paese dove vengono eletti e non tra l italia e una comunità piccola e ristretta che li elegge certo gli eletti non dovranno tralasciare i problemi quotidiani delle comunità ­ scuola pensioni salute ­ ma dovranno andare oltre cercare di fare di questa presenza politica una rappresentanza allargata di tutto un mondo che non partecipa alle elezioni per l italia ricostruire un rapporto con quel mondo vastissimo che ancora oggi rimane ai margini delle rappresentanze è fondamentale prosegue massimo d alema per il quale occorre valorizzarne le potenzialità chiedendo contemporaneamente a questo mondo di svolgere un ruolo molto più ampio e va tenuto nel debito conto che l emigrazione continua non è finita c è una nuova emigrazione che si muove in parte per necessità in parte per conoscere il mondo un flusso di italiani che non è cessato il l emigrazione ha anticipato la globalizzazione rapporto con queste generazioni insiste d alema è interessante occorre riconoscere sottolinea il leader del pd che il tema di questa altra italia nel mondo è un tema complesso perché ci sono varie italie vari livelli di integrazione e lo sforzo deve essere quello di impostare una politica complessiva verso l insieme di questi 60 milioni di emigrati di oriundi di discendenti italiani anche per il rilancio del nostro prestigio della nostra economia non possiamo non rilevare d altra parte che l attuale governo sta smantellando il tutto con l assenza di una politica per gli italiani e per la cultura italiana nel mondo con l azzeramento della politica di cooperazione internazionale un fatto sconvolgente noi con il precedente governo avevamo portato a una cifra sia pur ancora modesta la cooperazione 600 milioni ma oggi purtroppo è stato cancellato tutto l italiano cittadino del mondo in ogni angolo del mondo e dunque sprona d alema dobbiamo lavorare per fare in modo che ci sia un progetto culturale ed economico che consideri queste 60 milioni di persone come una leva importante per rifare un profilo importante dell italia nel mondo che coinvolga le politiche pubbliche le imprese le forze associative È importante quindi uscire dalla riunione di oggi con un pacchetto di proposte di riforme che sono necessarie mettere insieme il mondo dell università italiana il mae il mondo della cultura e il sistema delle imprese creare un comitato che coordini tutti questi soggetti per discutere di cosa è l italia nel mondo e di cosa sono capaci di costruire con strategie paese con priorità che noi pure avevamo avviate ed oggi sono state interrotte da qui dobbiamo uscire insiste il leader pd rilanciando un progetto in grado di affrontare questa situazione anche con ambizione per far sì che queste nostre comunità siano il tramite per politiche che creano un nesso con l italianità nel mondo credo che questa esperienza italiana potrebbe essere capace di una riflessione coraggiosa il rapporto tra l esperienza dell emigrazione italiana e la sfida dell immigrazione in italia in fondo noi siamo un popolo che si è globalizzato abbastanza presto rispetto al ciclo della grande globalizzazione e potremmo dare un contributo nel settore abbiamo fatto una legge coraggiosa difficile importante sulla cittadinanza ma il vero problema per d alema non è quello dello ius sanguinis per la terza generazione ma è che nel mondo globale avanza il modello ius soli essere cittadino del paese in cui nasci è il fondamento della civiltà globale a noi deve interessare l italiano cittadino del mondo in ogni angolo del mondo e non un cittadino italiano in tutti gli angoli nel mondo aise

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maggio 2011 rn 15 nel 150esimo liberi e fieri di essere italiani di anna pompei ruedeberg appena 100 anni prima del 25 aprile 1945 prendevano corpo i primi moti del risorgimento alcuni di essi tra l altro presero corpo qui in svizzera nel 1834 quando giuseppe mazzini esule a grenchen a berna venne a progettare in isvizzera la giovine italia e in seconda battuta la giovine europa i moti contro il potere assoluto furono le prime pietre miliari di questo percorso tipicamente italiano che forse non a caso porterà il nome di risorgimento allo storico non possono sfuggire le guerre di indipendenza che hanno avuto luogo in una delle regioni più ricche d europa per le sue bellezze naturali per i doni della terra dell arte e cultura battaglie in territori concupiti dai francesi quanto dagli inglesi dagli austro-ungarici quanto dai borboni di spagna proprio in questa ineguagliabile territorialità che un popolo diverso e variegato per genetica e natura è riuscito ad affermare il sorgere di una identità nazionale legata ad una connaturata geografia ma soprattutto al risorgere di una italianità questa italianità mai veramente strutturata esisteva non solo nei testi e nelle menti dei pensatori e filosofi ma anche all estero nella politica colonialistica dei paesi europei e nelle mire più democratiche ed economiche del regno unito e del suo fratello minore gli stati uniti di america già sul nascere l identità nazionale l italianità era fortemente a rischio infatti essa si presentava con aspetti interessantissimi dal punto di vista economicospeculativo ma proponeva sopra ogni cosa un suo scopo riformista fortemente innovativo nell europa post-napoleonica il processo di unificazione geografica e politica era dunque una preda succulenta per tali caratteristiche ed era vulnerabile a fronte dei predoni sia autoctoni che quelli esterni che ne tramavano la spartizione la vendita e la rivendita nizza e savoia venezia trento e trieste istria e quant altro il risorgimento e ancor più l eroismo ita la testimonianza il risorgimento e ancor più l eroismo italiano della 1° guerra mondiale e ancora quello della resistenza sono stati decisivi nell unificazione del paese liano della 1° guerra mondiale e ancora quello della resistenza sono stati decisivi nell unificazione del paese vanificati anche i moti di milano brescia bologna di firenze roma e napoli o ancor quel verso erano trecento e sono morti a sapri dove carlo pisacane pieno di passione repubblicana e socialista andava in bocca ai leoni borbonici avvisati per morire a causa di un mancato coordinamento nel campo dei patrioti i mille lo sforzo che i piemontesi e i siciliani hanno fatto per capirsi e questo sforzo è ancora in corso continuiamo dunque sempre e incessantemente il nostro divenire italiani il risorgimento non è stato solo un sogno romantico infatti in una logica di costruzione e di una unità reclamata dall esterno e dall interno del territorio italiano la tradizione culturale l italofonia della lingua scritta l unità geografica che dalle alpi e dal regno di sardegna e di piemonte alla sicilia cavour nel bene e nel male le ha sapute coagulare il machiavellico cavour cavour ha potuto utilizzare machiavellicamente ogni mezzo per raggiungere l unità d italia certamente il monarchico garibaldi il repubblicano mazzini seppur nella sua passione anti-monarchica è stato utilizzato tutte le truppe lecite ed illecite hanno fatto parte di quel cast di attori risorgimentali da lui reclutati grazie alla cultura dell intrigo che fa parte intrinseca del dna italiano ed alla situazione economico-speculativa interna ed estera si sono unite le forze ufficiali di militari politici patrioti latifondisti aristocratici filosofi poeti e pensatori a quelle sovversive tutte queste forze sono state convogliate ad hoc per creare finalmente l unità d italia si trattava ovviamente di una rete seria e consistente di accordi di quasi tradimenti e di soprusi inenarrabili come l eccidio di bronte in sicilia la scomparsa di ippolito nievo nel piroscafo ercole sempre sotto la regìa di cavour che crea e disfa a seconda del bisogno le alleanze utili al suo scopo poco dopo egli stesso non si sa perché in brevissimo tempo precocemente muore ma questa è la prossima puntata gli emigrati italiani in prima fila nel mondo noi eravamo poveri allora come nel 1860 come nel 1918 e lo siamo in proporzione ancora nel 2011 non avevamo e non abbiamo le preziose materie prime abbiamo solo e soltanto alcune mercanzie tra cui la nostra emigrazione che ha accumulato 60 milioni di discendenti e 4 milioni e 500 mila italiani residenti all estero molte e molti di noi in questo anno di commemorazione della memoria il 150° dell unità d italia è anche motivo per incrementare la nostra identità di italiani perchè ho citato questi aspetti perché celebrando il 2 giugno 2011 a 150 anni dal 1861 mi è stata data l occasione di testimoniare un attitudine tipica dell essere italiano in patria e fuori noi l italianità la libertà il territorio e la lingua ce li siamo conquistati duramente dunque guai a chi ce li toglie per noi italiani dentro e fuori d italia queste risorse sono fortemente legate alla memoria ed alla sicurezza di appartenere a qualcosa di bello e di buono che ci viene dall eredità greca e a qualcosa di giusto che ci viene dai romani e comunque dall essere cristiani perdere queste nostre povere ricchezze a causa di una morale priva di solidarietà che si fa forte dei valori materiali che rispetta unicamente la legge dell ubi major minor cessat cioè quella del più forte non sarebbe soltanto perderne la memoria e andare contro la nostra natura ma nel 150° anniversario dell unità d italia e quello della sua emigrazione vorrebbe dire perdere troppo presto noi stessi e coloro che ci hanno consentito di essere oggi liberi e fieri di essere italiani presidente del pd in svizzera

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