Volontariato Puglia n.10

 

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Volontariato Puglia n.10

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Volontariato storie e notizie di cittadinanza attiva Magazine dei Centri di Servizio al Volontariato Pugliesi Riforma: le nuove rotte del volontariato Anno 3 - n° 10 Luglio/Agosto 2017

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Volontariatostorie e notizie di volontariato storie e notizie di cittadinanza attiva Magazine dei Centri di Servizio al Volontariato Pugliesi Redattori e collaboratori: Ufficio stampa CSV Foggia Ufficio stampa CSV San Nicola Ufficio stampa CSV Poiesis Ufficio stampa CSV Taranto Ufficio stampa CSV Salento Progetto grafico Porzia Spinelli Editore CSVnet Puglia Direttore Responsabile Luigi Russo Caporedattore Ufficio stampa CSV San Nicola Foto di copertina: Luigi Russo 2 Sommario 03editoriale Arrivano i decreti attuativi della Legge 106 04zoom La Regione Puglia si dota di una legge sulla partecipazione 05 Regione, Terzo Settore e CSV. La riforma 106/2016 06 Puglia, i CSV camminano e portano avanti il volontariato Qui... 07Foggia Mappa della Solidarietà di Foggia 08 Civico21, una casa davvero speciale 09Bari - Bat S.O.S. ambiente: risponde Rangers 10 Volontariato, anch'io! 11 Cat, ABA e quel che resta dell'autismo in Puglia 13Brindisi Volontariato e Carcere 14 Studio Epidemiologico Confermati i danni a Brindisi 15Taranto Rete GENS3 16 Palagiano CardioProtetta 17Lecce La Puglia del 3° Millennio la scriviamo assieme 18 Una Città Visibile per combattere la povertà 19 Cibo è salute Arrivano i decreti attuativi della Legge 106 Il 28 giugno 2017 il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato, in esame definitivo, tre decreti legislativi di attuazione della legge delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale (legge 6 giugno 2016, n. 106). Nel momento in cui scriviamo non conosciamo ancora i testi definitivi dei decreti, tuttavia il Governo in un ampio comunicato stampa ha definito quali sono le più importanti novità di questi decreti, che comunque, come ha detto il ministro in conferenza stampa, sono soggetti a miglioramento e a modifiche nel corso del prossimo anno. Ci soffermiamo qui particolarmente sul codice del terzo settore. Il nuovo Codice riordina tutta la normativa riguardante gli enti del Terzo settore al fine di sostenere l’autonoma iniziativa dei cittadini che concorrono, anche in forma associata, a perseguire il bene comune, ad elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale, favorendo la partecipazione, l’inclusione e il pieno sviluppo della persona e valorizzando il potenziale di crescita e di occupazione lavorativa, in attuazione dei principi costituzionali. "le amministrazioniIn questa prospettiva, le amministrazioni pubbliche saranno chiamate a promuovere la cultura del vo- pubbliche sono chia-lontariato, in particolare tra i giovani, anche attraver- so apposite iniziative da svolgere nell’ambito delle mate a promuovere lastrutture e delle attività scolastiche, universitarie ed extrauniversitarie, valorizzando le diverse esperienze cultura del volontariatoed espressioni di volontariato, con il coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato e di altri enti del Terzo settore nelle attività di sensibilizzazione e promozione. Nell’opera di razionalizzazione vengono anzitutto definiti gli enti del Terzo settore, individuati nelle organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali, incluse le cooperative sociali, reti associative, società di mutuo soccorso, associazioni, riconosciute o non, fondazione ed altri enti di carattere provato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma volontaria e di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi. Il Codice stabilisce le disposizioni generali e comuni applicabili, nel rispetto del principio di specialità, ai diversi enti che compongono il Terzo settore, dettando disposizione in materia, tra l’altro, di organizzazione, amministrazione e controllo, di raccolta fondi, anche mediante sollecitazione al pubblico o cessione o erogazione di beni di modico valore o servizi, di contabilità e trasparenza. Viene semplificata la procedura di acquisto della personalità giuridica e vengono istituiti, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il “Registro unico nazionale del Terzo settore”, al quale gli enti sono tenuti a iscriversi al fine di poter accedere ai benefici, non solo di carattere tributario, ad essi riservati, e il Consiglio nazionale del terzo settore, organo consultivo e rappresentativo degli enti. Con riferimento alle misure di promozione e sostegno del Terzo settore, il Codice prevede, tra l’altro, tutta serie di nuove norme fiscali che definiscono e razionalizzano meglio l’impianto attuale; e definita disciplina delle attività di monitoraggio, di vigilanza e di controllo, anche di natura fiscale, nonché quella di carattere sanzionatorio. Luigi Russo editoriale 3

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zoom La Regione Puglia si dota di una legge sulla partecipazione Democrazia e responsabilità sociale per la crescita del territorio Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza, con il voto contrario delle opposizioni, la legge sulla partecipazione. Obiettivo del provvedimento – si legge nel comunicato ufficiale – è consentire la  partecipazione popolare alle scelte ed alle decisioni importanti e strategiche per un territorio  che viene elevata a strumento di governance basato sull’informazione, la trasparenza, la consultazione, l’ascolto, il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. I principi ispiratori della legge riguardano la qualità della democrazia, cioè la necessità sempre più pressante di riconnettere la politica e le istituzioni alla società, di riattivare i cosiddetti corpi intermedi, di creare una diffusa responsabilità sociale, in grado di rendere più efficaci le politiche pubbliche, partendo dal presupposto che esse possano fondarsi sulla valorizzazione delle conoscenze e delle esperienze diffuse. La partecipazione accresce l’effettiva tempestività ed efficacia delle scelte pubbliche a fronte dei conflitti che in molti casi rallentano o bloccano i processi decisionali. Titolari del diritto di partecipazione sono i cittadini, le associazioni, le imprese, le organizzazioni e le formazioni sociali interessate all’oggetto del processo partecipativo o i soggetti che il responsabile del dibattito ritenga utile far inter- venire nel processo partecipativo, come le persone che lavorano, studiano o soggiornano nel territorio sul quale ricadono gli effetti delle politiche pubbliche. La legge stabilisce che la Giunta regionale adotti il programma annuale della partecipazione  che individua le procedure e i procedimenti da sottoporre a processi partecipativi e gli strumenti con i quali assicurare la partecipazione, il termine di conclusione del processo partecipativo ed il Responsabile unico del processo partecipativo. Per rafforzare il dialogo con i cittadini e gli stakeholder, viene predisposta una Piattaforma informatica attraverso cui offrire documenti, analisi e informazioni sui processi partecipativi in atto, e anche consentire lo scambio di informazioni, proposte, consultazioni pubbliche. La legge interesserà principalmente gli iter per la realizzazione di opere, progetti o interventi di particolare rilevanza per la comunità regionale, in materia ambientale, paesaggistica, sociale, territoriale, culturale ed economica. Il dibattito pubblico sugli obiettivi e sulle caratteristiche del progetto, si svolge, di norma, nelle fasi preliminari di elaborazione di un progetto, o di un’opera o di un intervento, quando tutte le diverse opzioni sono ancora possibili; esso può svolgersi anche in fasi successive, ma comunque non oltre l’avvio della progettazione de- 4 zoom finitiva. Per quanto riguarda invece le opere nazionali per le quali la Regione è chiamata ad esprimersi, esso può riguardare infrastrutture stradali e ferroviarie; elettrodotti; impianti per il trasporto o lo stoccaggio di combustibili; porti e aeroporti; bacini idroelettrici e dighe; reti di radiocomunicazione. Con un emendamento sono state introdotte anche le trivellazioni a terra e a mare per la ricerca e produzione di idrocarburi. Nei casi di un’opera soggetta a valutazione di VIA e VAS di competenza regionale, lo svolgimento del Dibattito pubblico è condizione per l’avvio della procedura di valutazione. Presso il Consiglio regionale è istituito l’Osservatorio regionale per la partecipazione  che svolge funzioni di garanzia sull’attuazione della legge ed e costituito da consiglieri regionali eletti dall’assemblea. La dotazione finanziaria della Legge sulla partecipazione è di 50mila euro per il 2017, mentre per gli anni successivi la quota sale a 100mila euro. Redazione Regione, Terzo Settore e CSV La riforma 106/2016 Si è tenuto a Bari il 12 luglio 2017 presso la sede della Regione Puglia – assessorato al Welfare un incontro tra l’assessore Salvatore Negro, la dirigente Anna Candela con i suoi collaboratori, tutti i presidenti dei CSV della Puglia e il presidente del Forum regionale del terzo settore. Obiettivo è stato quello di avviare un percorso di definizione della attuazione graduale della nuova normativa nazionale prevista dalla legge 106/2016 e i successivi decreti attuativi, approvati dal Governo e firmati dal Presidente Mattarella ma non ancora resi disponibili. Ci si è dati tempo sei mesi per avviare dei tavoli culturali tematici, ai quali coinvolgere esperti della materia (riforma dei CSV, registri nazionali, eventuale testo unico per il volontariato, le aps e la cooperazione, partecipazione ai POR, ecc.), per poi passare nel prossimo triennio a costruire un vero e proprio codice del terzo settore pugliese e quindi rivisitare tutto il sistema attualmente in stand by sui temi della rappresentanza, del rapporto con le istituzioni, della completa attuazione della legge sulla partecipazione. Per ora ci sono due appuntamenti fissati: un seminario a settembre in occasione della fiera del Levante, e un appuntamento assembleare del mondo associativo pugliese a fine anno. L’assessore Negro ha detto che la Regione crede molto nel lavoro del Terzo Settore, e darà ogni supporto per fare in modo che si sviluppi e contribuisca ad accrescere un vero welfare delle persone e delle comunità in Puglia. L.R. 5

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zoom Qui Foggia Puglia, i CSV camminano e portano avanti il volontariato A Taranto la Giornata della buone prassi dei cinque Csv Una giornata di studio e confron- za, in questi oltre 10 anni di azione to quella organizzata martedì 27 in Puglia, soprattutto perché hanno giugno a Taranto dai Centri di Ser- imparato ad ascoltare i bisogni del vizio al Volontariato pugliesi, in territorio e collaborare con assiduicollaborazione con il CoGe Puglia tà con le Istituzione: dai progetti di rappresentato dal suo presiden- promozione del volontariato nelle te Giustiniano De Francesco. Una scuole allo sportello di orientamengiornata di racconto delle principa- to in Università sperimentato con li azioni messe in campo per pro- successo dal CSV San Nicola di Bari; muovere il volontariato, per sup- e ancora, i progetti di volontariato portare e sostenere le associazioni in ambito penitenziario realizzati di ogni provincia e per formare ed dal CSV di Foggia  e il  percorso informare le migliaia di volonta- di accompagnamento del CSV di ri che popolano la nostra regione. Brindisi per sostenere la gestione Un incontro finalizzato a mettere amministrativa delle organizzazioni in relazione energie, potenzialità di volontariato; inoltre, le pubblicaed esperienze e rafforzare dunque zioni del CSV di Taranto per favorire il sistema dei CSV grazie ai quali la conoscenza del volontariato tra i negli ultimi 10 anni il volontariato più piccoli nelle scuole elementari; della Puglia è cresciuto da un pun- infine, i progetti di promozione del to di vista numerico e della quali- CSV Salento come i “Cantieri per la tà dei servizi offerti al territorio.  sussidiarietà”, avviati nell'aprile del Tanti i progetti sviluppati con 2014 con l'obiettivo di restituire successo dai CSV pugliesi, molti protagonismo all'azione di cittadini dei quali si sono mossi nel solco e associazioni sui temi della salute, dell’innovazione e dello sviluppo della salvaguardia dell’ambiente, delle tematiche della cittadinanza e dell’agricoltura sociale, dell’immidella sussidiarietà (cf. art. 118 della grazione, dei diritti civili (LGBT), un Costituzione); altri invece si sono mossi nella direzione del consolidamento del volontariato “difensivo”, che mira a soccorrere le situazioni di emergenza e sofferenza delle persone, delle comunità, dei Beni Comuni. I CSV hanno risposto con grande intelligen- laboratorio in cui informare i cittadini, singoli o associati, su questioni urgenti e scottanti che riguardano le proprie comunità e che non possono più essere ignorate o delegate; un luogo, quello dei cantieri per la Sussidiarietà,  in cui favorire un confronto acceso e aperto e uno scambio di esperienze tra volontari, cittadini e amministrazioni, ove creare attivismo e incentivare la mobilitazione di idee, conoscenze e persone, un luogo in cui promuovere e praticare la sussidiarietà. Quella della sussidiarietà è la sfida del futuro, se si pensa che la stessa legge 106/2016 di riforma del Terzo Settore, oltre dare un nome e una sostanza identitaria a questo mondo complesso e variegato, fa una precisa scelta di campo a favore, appunto, della sussidiarietà. Sussidiarietà che è stata il frutto del un lavoro pluriennale della Formazione Quadri Terzo Settore, finanziato dalla Fondazione con il Sud. Valentina Valente  6 Mappa della Solidarietà di Foggia La nuova edizione Un’iniziativa di CSV e Fondazione dei Monti Uniti di Foggia Lo scorso 13 luglio, presso la  sala “Rosa del Vento”  della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della nuova  “Mappa della Solidarietà della Città di Foggia”, iniziativa giunta alla sesta edizione, realizzata dal CSV Foggia, con il contributo della stessa Fondazione. La nuova “Mappa della Solidarietà” sostituisce la storica carta dei “Servizi gratuiti di prima accoglienza per i migranti”, pubblicata da Fondazione e CSV ininterrottamente per dieci anni, ed amplia la platea dei possibili destinatari agli indigenti. Concepita come una bussola per orientarsi in quella parte di città che aiuta e dà conforto, la Mappa è stata stampata in tremila copie ed è stata distribuita capillarmente, anche presso gli enti che sul territorio operano a contatto con le fasce più deboli: Prefettura, Questura, Caritas diocesana, Associazione Fratelli della Stazione ed Emergency. Sono oltre 60 i servizi gratuiti per indigenti e senza fissa dimora, italiani e stranieri, segnalati, con l’indicazione dell’indirizzo, del numero di telefono, orario di apertura, sito internet e mezzi pubblici utili a raggiungere la sede desiderata, con l’obiettivo di migliorare l’accoglienza e l’integrazione di quanti vivono in condizione di disagio. La Mappa, per raggiungere il maggior numero di utenti, è stata tradotta in quattro lingue - inglese, francese, rumeno e arabo – ed è stata aggiornata al mese di luglio 2017. Si tratta di uno strumento cartaceo accessibile e tascabile, in cui sono segnati dettagliatamente i punti di ristoro, pernottamento, cura alla persona e reperimento di vestiario, oltre che indirizzi utili all´alfabetizzazione, all’orientamento legale e ad altre attività offerte soprattutto da associazioni, parrocchie e realtà del privato sociale che operano nel settore dell’immigrazione e della povertà. Nel dettaglio, sono indicati nove luoghi per il servizio “curarsi”, tra ospedali, consultori e ambulatori, dove po- tersi recare per ricevere una prima assistenza sanitaria di base e/o specialistica per curare la propria salute; sei per il servizio “mangiare”, tra associazioni e parrocchie, enti che forniscono pasti ad indigenti e migranti. Per il servizio “vestiario” è segnalato il “Conventino” della Caritas Diocesana di Foggia-Bovino, che da tempo rifornisce di abiti i bisognosi della città di Foggia; realtà che figura anche alla voce “lavarsi” e nel servizio “dormire”. Sono, invece, cinque i luoghi di culto segnalati: due chiese cattoliche, un luogo di preghiera ortodosso, una chiesa evangelico-valdese e una moschea; undici i bagni pubblici, distribuiti in tutto il territorio comunale e soltanto una la parrocchia in cui risulta, ad oggi, possibile usufruire di una doccia. Uno dei servizi che, evidentemente, andrebbe quanto prima potenziato. La mappa potrà essere richiesta dalle realtà interessate direttamente al CSV Foggia. Annalisa Graziano 7

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Qui Foggia Civico21, una casa davvero speciale L’associazione vede l’impegno di decine di ragazzi con Sindrome di Down. L’ultima iniziativa è stata “Pasticcieri per un giorno” Civico21 è innanzitutto un progetto di vita. Una associazione che ha come obiettivo quello di incrementare le competenze di un gruppo di ragazzi con Sindrome di Down, per favorirne l’inserimento sociale e lavorativo. Offrire loro occasioni concrete per emanciparsi progressivamente dalla figura dell’educatore, nella gestione ed organizzazione degli spazi comuni, fino, in alcuni casi, a farne completamente a meno. Civico21, da oltre tre anni, opera a Foggia in una struttura abitativa in cui i ragazzi possono risiedere ed acquisire competenze spendibili nella quotidianità. «Sperimentare un modello di residenzialità - ci dice Stefano Rinaldi, Presidente dell’Associazione - significa favorire la sicurezza dentro e fuori lo spazio abitativo e promuovere una metodologia di lavoro meno assistenzialistica e più incentrata sulle potenzialità delle persone con disabilità intellettiva. L’essere adulti si esprime anche nel distacco dalla casa genitoriale, laddove uscire di casa è una scelta possibile e non una necessità: pertanto, un’attenzione particolare viene data all’elaborazione dei vissuti, alla consapevolezza della propria identità e alla capacità di esercitare scelte personali». Civico21, inoltre, da più di un anno sta vivendo un’altra avventura straordinaria, ossia coniugare impresa e disabilità. Si chiama “B&B 8 Stelle” il bed&breakfast totalmente gestito da ragazzi con Sindrome di Down; un progetto concreto che vuole promuovere l’autonomia lavorativa, nell’ambito del Turismo Sociale, svolto in collaborazione con Formever Lab. Tante, dunque, le iniziative di Civico21, ultima in ordine di tempo è stata “Pasticcieri per un giorno”: nella galleria del Centro Commerciale Mongolfiera nel Capoluogo Dauno, venerdì 14 luglio, alcuni dei pasticcieri più noti della città hanno aiutato i ragazzi a realizzare torte, biscotti e ciambelle. Tutti i dolci sono poi stati venduti ed il ricavato servirà per finanziare le attività dell’Associazione. «Vogliamo costruire, con il contri- buto di tutti i ragazzi – ha concluso Rinaldi - un ambiente ricco di occasioni di confronto, ma anche di azioni concrete per agire nella vita di tutti i giorni. Imparare a lavorare in squadra, vedendo finalizzati i propri sforzi non necessariamente nel breve periodo, bensì nella progettazione e costruzione progressiva di realtà più complesse ed articolate». Damiano Bordasco 8 Qui Bari - Bat s.o.s. ambiente: risponde Rangers 800894500 il numero verde per proteggere 860 km di costa pugliese «Chiamo da Bari. Sulla litoranea hanno versato una colata di cemento per realizzare un ormeggio abusivo». Questa la telefonata giunta al numero verde 800894500 mentre Stefano Pesce e Cristiano Scardia, rispettivamente presidente e coordinatore regionale della vigilanza dell’associazione Rangers Italia sez. Puglia, raccontano le tante sfide che quotidianamente affrontano per salvaguardare l’ambiente. La denuncia viene presa in carico dall’operatore, uno degli otto giovani che, debitamente formati, lavorano per gestire le segnalazioni, viene verificata dalle guardie volontarie e trasmessa alle autorità di competenza. Il numero verde, attivo dalle 9.30 alle 18.30 tutti i giorni fino al 30 settembre, si affianca all’app “Ecoreati Puglia” per telefonini e tablet, scaricabile gratuitamente da Google Play e Apple Store, dove possono essere fatte segnalazioni anche inviando delle fotografie che, in tempo reale, vengono geolocalizzate. Questo è uno dei servizi che Rangers ha attivato in collaborazione con l’associazione Fare Ambiente, grazie ad un progetto finanziato dall’Assessorato al Demanio e Patrimonio della Regione Puglia per il secondo anno consecutivo. «Il progetto attiva un circolo virtuoso che coinvolge cittadini, volontari e istituzioni al fine di sventare i reati ambientali, dallo sversamento di liquami all’accesso al mare negato, dall’abusivismo all’abbandono di rifiuti e tanto altro. Proteggere 860 km di costa pugliese non è semplice: l’anno scorso abbiamo ricevuto oltre 300 segnalazioni - spiegano i Rangers -. Purtroppo i reati contro l’ambiente sono ancora molto sottovalutati e le sanzioni sono ridicole. Si prendano quelli che sono tra i più diffusi: le discariche abusive. Sono campi incolti in cui si abbandona di tutto, spesso rifiuti non degradabili e dannosi per la salute, come pneumatici, apparecchiature tecnologiche, materiale tossico. Spesso appiccano il fuoco agli elettrodomestici, la cui coibentazione è altamente nociva, per ricavare metalli come il rame e il ferro. Poi c’è la questione della raccolta differenziata. I risultati positivi spesso vantati dalle amministrazioni non tengono conto del lancio del sacchetto dell’immondizia nei campi o alla sua migrazione da un paese all’altro, laddove non si differenzia. Ci sono i piccoli e grandi casi di abusivismo edilizio; c’è il bracconaggio con l’uccisione di animali protetti o fuori dall’area e della stagione consentite per la caccia». A tal proposito la legislazione non aiuta. Con la Riforma Delrio delle Province del 2015, le Regioni hanno avocato a sé le funzioni in materia di caccia e di protezione della fauna. «Tutto si è fermato - denunciano i Rangers - In Puglia le guardie venatorie non possono rinnovare i titoli senza i quali non si è autorizzati ad effettuare i controlli e a fare i verbali. Da aggiungere che, comunque, la Provincia non attiva i corsi per la formazione di nuove guardie venatorie volontarie dal 2001. Nella nostra regione c’è anche la Legge 10/2003 che è tuttora disattesa. Essa prevede l’istituzione di un servizio di vigilanza ambientale svolto 9

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Qui Bari - Bat da guardie ecologiche volontarie – Gev – debitamente formate, nominate dal prefetto con la qualifica di pubblico ufficiale e coordinate dalle Province, adesso dalla Città Metropolitana. Le Gev potrebbero tamponare una carenza di risorse umane per la tutela dell’ambiente». Oggi l’Associazione conta oltre 110 volontari; alle attività prettamente operative di tutela ambientale, si sommano le collaborazioni con la Protezione civile e tutte le istituzioni per il soccorso e la sicurezza pubblici – Rangers d’Italia Puglia è un’associazione che siede ai Tavoli prefettizi per questi interventi - nonché i contributi per la definizione di Piani operativi – Piano esodi estivi, Tavoli emergenziali della Ferrotramviaria –. Da ultimo, i Rangers sono stati chiamati al Tavolo di concertazione della Regione che sta lavorando ad una nuova legge per la tutela della fauna omeoterma e del prelievo venatorio. «Ci auguriamo che da questa legge derivi una maggiore consapevolezza dell’importanza della salvaguardia del patrimonio naturalistico della nostra regione e una migliore definizione di ruoli, compiti e sinergie tra tutti i soggetti pubblici e privati. Ci aspettiamo, altresì, che dia attuazione a tutte quelle disposizioni che, al momento, giacciono sulla carta». Marilena De Nigris Volontario, anch’io! Il Csv San Nicola invita le OdV a partecipare al progetto Quali sono le maggiori richieste delle OdV? Intercettare nuovi volontari e stringere un sodalizio con le istituzioni pubbliche e private - scuole, università, enti pubblici locali, parrocchie, laboratori urbani -. Per dare una risposta a questo bisogno, il Csv San Nicola sta elaborando il progetto “Volontario, anch’io!”. Rispondendo ad un breve questionario pubblicato sul sito www.csvbari.com, le associazioni potranno contribuire alla migliore realizzazione dell’azione. 10 Qui Bari - Bat CAT, ABA e quel che resta dell’autismo in Puglia Angsa Puglia: "Rendiamo effettivo l’intervento psicoeducativo" Mario Chimenti sciorina leggi e regolamenti, nazionali e regionali, che disciplinano gli interventi a favore delle persone autistiche. Quanta resistenza devono avere le famiglie negli anni per seguire questi percorsi tortuosi, di ciò che non c’è e viene apparentemente dato, di ciò che viene dato e poi tolto? Mario Chimenti non è solo il papà di un ragazzo autistico, ma anche il presidente dell’associazione Angsa Puglia, con sede a Bari, che da anni partecipa attivamente ai processi di elaborazione degli interventi regionali a favore degli autistici. Presidente, Angsa ha contribuito all’istituzione del Tavolo regionale per l’Autismo… Grazie alla Conferenza Unificata del 2012 in cui furono presentate la Lg 21 (per bambini e adolescenti) dell’Istituto Superiore della Sanità e le Linee d’Indirizzo per adulti del Ministero della Salute, l’Angsa Puglia ha partecipato a vari incontri regionali, insieme ad altre organizzazioni, per la creazione delle Linee Guida Regionali per l’autismo emanate nel 2013. L’Angsa Puglia è stata determinante per l’inserimento del Tavolo Regionale per l’Autismo, istituito nel 2014. La costituzione del Tavolo è un passaggio importante perché è composto da rappresentanti delle associazioni dei genitori e dei centri che si occupano dei ragazzi con disturbo dello spettro autistico, dai medici dirigenti dei Servizi Sanitari territoriali delle AASSLL, dai tecnici della Regione Puglia e da medici di varie istituzioni pubbliche. Insieme ragioniamo alla migliore progettazione e attuazione degli interventi a favore delle persone con autismo. È il Tavolo che, in seguito alla Legge n.134 del 2015, accelera la creazione di servizi specifici per l’autismo, redigendo il Regolamento regionale della Puglia per la rete territoriale sanitaria e sociosanitaria per i disturbi dello spettro autistico, approvato nel 2016. Perché è importante il Regolamento? È un passo importante perché si parla di una “Rete di assistenza multidisciplinare per gli Asd” che garantisce “la continuità assistenziale tra i servizi per l’età evolutiva ed i servizi per l’autismo adulto” e che assicura “una presa in carico coordinata” della persona autistica, dalla diagnosi al trattamento individualizzato, ai programmi terapeutici ri/abilitativi, educativi e socioriabiltativi. Si tratta di un intervento integrato con l’ospedale, la scuola e la rete dei servizi pediatrici e i Servizi Sociali. La Rete prevede l’attivazione, da parte dell’Asl, dei CAT – Centri territoriali per l’Autismo – in cui operano due équipe con una specifica formazione sull’autismo, una dedicata all’età evolutiva e l’al- tra all’autismo adulto. Nella Rete di assistenza sono previsti “Punti di Ascolto per le attività di informazione, accoglienza, orientamento e sostegno degli utenti” che possono essere affidati, tramite protocolli operativi, ai servizi privati e del privato sociale e alle “Associazioni di familiari/genitori (…) convenzionate con le AASSLL”. Un bel progetto che potrà essere migliorato nel tempo e che potrà davvero essere di sostegno delle persone autistiche e ai loro familiari. Un Regolamento che potrebbe anche risolvere la questione del contributo ABA… Nel 2009 l’Assessorato alla Salute della Regione Puglia, sollecitato dalle associazioni, approva la Delibera n.2035 per il riconoscimento di un contributo annuo massimo di 12mila euro ai cittadini pugliesi che utilizzano il trattamento ri-abilitativo di tipo comportamentale denominato ABA (Applied Behaviour Analysis). Per le famiglie è l’inizio di una “nuova era”. Se da una parte si comprende che il servizio sanitario non è in grado di rispondere ai bisogni delle persone con autismo, dall’altra il contributo rappresenta una risposta anche se non esaustiva. Si inizia a respirare così “un’aria nuova”. Purtroppo dura poco, nel 2015, con la Dgr n. 1340, la Regione Puglia, a detta degli esperti regionali e senza riscontro nell’evidenza 11

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Qui Bari - Bat Qui Brindisi scientifica, riduce il diritto al contributo solo all’età evolutiva e solo per tre anni, escludendo dal contributo gli adulti autistici perché gli interventi psico-educativi basati sulla metodologia ABA non sono utili. Probabilmente distraggono fondi di bilancio regionale dai servizi di NPI delle ASL di nuova istituzione presso le Aziende Sanitarie Locali. Le famiglie con figli autistici adulti devono provvedere a proprie spese. Michele Emiliano ha dichiarato lo scorso 31 marzo che entro maggio sarebbero stati avviati i CAT… Così è stato, sono stati presentati i CAT di tutte le AASSLL pugliesi. Peccato che si è trattato di una “farsa” senza nomina di équipe dedicate e senza “scatola”. Lo dico perché sono stato invitato alla presentazione dei CAT a Foggia, Bari, Brindisi e BAT: locali non dedicati specificatamente, non adeguati a creare un ambiente sereno e accogliente per persone estremamente sensibili, dove poter fare una diagnosi corretta e favorire un vero intervento abilitativo. Alla domanda sull’équipe specialistica, solo risposte evasive. Prevedibile un disastro del genere, considerato che, fino ad oggi, quasi nessuno si è mai dedicato alla cura delle persone con autismo. In fase di programmazione del servizio, il Tavolo regionale per l’Autismo è stato consultato solo tre volte e solo per costruire il Regolamento, un regolamento che è ancora distante dall’attuazione, che invece incute preoccupazione per gli operatori che dovranno preoccuparsi di attuarlo. Dopo la creazione del Regolamento n.9 e la sua pubblica- zione, abbiamo vissuto nuovamente una grande speranza, quella che le cose cambiassero. La delusione l’ha spazzata via. Cosa chiedete alle istituzioni? Intanto che le direzioni generali delle ASL riescano a costruire fisicamente i CAT e a dotarli di personale dedicato e formato. Chiediamo al presidente Emiliano e all’intero Consiglio Regionale di prendere atto dell’impossibilità immediata delle ASL ad attuare il Regolamento n.9 che, pertanto, si torni ad erogare momentaneamente il contributo per l’accesso agli interventi basati sulla metodologia ABA per tutti: bambini, adolescenti e adulti. Chiediamo, inoltre, che il Tavolo Regionale per l’Autismo torni a riunirsi per un confronto tra le parti sociali e le istituzioni e che diventi il luogo dove realizzare politiche partecipate a favore delle persone con autismo. Che le istituzioni sanitarie regionali, come indicato dal Ministero della Salute con la Legge 134 e con i LEA, riconoscano anche per gli autistici adulti l’intervento psico-educativo cognitivo e comportamentale come indicato dall’evidenza scientifica mondiale. Per questo l’Angsa nazionale, insieme al Gruppo Asperger e alla FISH, hanno messo a punto un Documento di Posizione, presentato nel convegno nazionale tenutosi ad aprile a Bari alla presenza dei rappresentanti di Siep, Sinpia e Istituto Superiore della Sanità, consegnato a fine giugno al Ministro Lorenzin. Abbiamo speranza nelle istituzioni, ma quanto ancora può durare? Sono anni che i genitori delle persone con autismo sperano. E intanto i nostri figli diventano adulti. M.D.N. 12 Volontariato e Carcere Aumentano le iniziative Settima edizione de “Il carcere degli innocenti” e un cineforum animato dalle associazioni brindisine Per il settimo anno consecutivo il CSV Poiesis coordina le attività dei volontari nella realizzazione del progetto “Il carcere degli innocenti”, laboratori ludico-artistici organizzati per intrattenere i figli dei detenuti in attesa di incontrare i genitori per i colloqui settimanali. Il progetto prende vita durante la chiusura delle scuole per il periodo estivo. Gli incontri si svolgono dal lunedì al sabato (escluso il mercoledì e giovedì) dalle ore 8.30 alle 12.30, sono iniziati il 12 giugno e termineranno il 12 settembre, per un totale di 53 incontri ed una media di 4 incontri settimanali. Inoltre quest’anno è stato avviato un cineforum che ha permesso ad un gruppo di detenuti di visionare film su tematiche “importanti”, quali la condivisione delle diversità, la libertà, l’amicizia, la legalità o il rispetto per le donne. Con il CSV Poiesis sono 6 le associazioni coinvolte nel progetto: Il Segno Mediterraneo, Aiace, Club Unesco Brindisi, Libera, Auser Brindisi e Cabiria per un totale di 16 volontari impegnati nelle attività. I 28 incontri della durata di due ore si sono svolti ogni mercoledì dal   22 febbraio al 28 giugno. Da tempo oramai il CSV collabora anche con l’UEPE, con cui è stato sottoscritto un protocollo d’intesa al fine di coinvolgere volontari che dovrebbero assicurare supporto e sostegno ai detenuti domiciliari ed alle loro famiglie in attività che vanno dal semplice ascolto, al disbrigo di pratiche amministrative, alla ripresa delle relazioni sociali. Con la responsabile dell’ufficio UEPE di Brindisi Giovanna Longo si è accennato anche alla possibilità di realizzare con i volontari coordinati dal Poiesis, presso la struttura del UEPE, progetti di inserimento sociale. Al Centro Servizi - che da anni collabora attivamente alla stesura del “progetto di istituto” della Casa Circondariale di Brindisi - è stata chiesta la disponibilità ad organizzare, coordinando le varie associazioni, un corso di alfabetizzazione informatica ed uno di alfabetizzazione alla lingua italiana. Inoltre i detenuti della casa Circondariale di Brindisi, vista la carenza di donatori durante il periodo estivo, hanno offerto la loro disponibilità ad una raccolta di sangue. È stato quindi richiesto al CSV di coinvolgere l’Avis provinciale. Infine il CSV ha presentato al Garante dei detenuti un progetto per finanziare e sostenere l’evento conclusivo del “Carcere degli innocenti” che in autunno coinvolgerà tutti i protagonisti: dai detenuti ai volontari, passando per le istituzioni con l’obiettivo di stimolare il dialogo e l’interesse della cittadinanza sulle tematiche relative alla Giustizia. Come dire anche in carcere gli argomenti non mancano… Tiziano Mele 13

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Qui Brindisi Studio Epidemiologico Confermati i danni a Brindisi Michele Emiliano: “decarbonizzare allunga la vita” A  Brindisi  e nei comuni limitrofi le emissioni industriali risultano associate ad un aumento della morbosità e della mortalità. è quanto emerge dallo Studio Epidemiologico sugli effetti delle esposizioni ambientali di origine industriale sulla popolazione residente a Brindisi, promosso dalla Regione Puglia nell’ambito delle attività del Centro Salute Ambiente. Il dossier è stato presentato nei giorni scorsi a Bari alla presenza del presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano, del commissario straordinario dell’AReS, Giovanni Gorgoni, del direttore generale di Arpa Puglia, Vito Bruno, e dei ricercatori del Dipartimento epidemiologia del Lazio, Francesco Forastiere e Carla Ancona. Il rapporto illustra i risultati dell’indagine epidemiologica condotta (su 223.934 persone nei comuni di Brindisi, Carovigno, Cellino San Marco, Mesagne, San Pietro Vernotico, San Vito dei Normanni e Torchiarolo) tra il 2000 ed il 2013 per valutare l’effetto cronico delle esposizioni agli inquinanti emessi dalle centrali termoelettriche e dal polo petrolchimico. «Decarbonizzare allunga la vita - ha detto il Presidente Emiliano eliminare il carbone dai processi produttivi abbassa sostanzialmente i livelli delle malattie connesse alle emissioni e migliora la qualità del- la vita. Lo studio che presentiamo oggi, ancora più evoluto di quello di Taranto, ha però provato la stessa circostanza e cioè che in presenza di maggiori quantitativi di carbone impiegati nei processi produttivi, soprattutto in mancanza di adeguate apparecchiature di contenimento dell’agente inquinante, le malattie aumentano sia quelle ad effetto immediato, cioè la mortalità da pm10 che cresce in maniera connessa all’aumentare delle emissioni, sia ovviamente quelle malattie che hanno un periodo di incubazione più lungo che, anche in questo studio, sono state individuate come strettamente connesse ai livelli produttivi e quindi all’impiego del carbone». Secondo le affermazioni del presidente, infatti, la Regione Puglia è l’unica regione italiana che combatte, ancora da sola purtroppo, la battaglia per la decarbonizzazione anche se la Regione Lazio ci sta dando una mano. Manca adesso il sostegno politico da parte di tutte le altre regioni. Certo la Puglia è la regione italiana con il più alto livello di emissioni inquinanti in atmosfera (co2, diossina etc) quindi esiste una consapevolezza più chiara rispetto a questi processi. Emiliano ha riportato l’esempio dell’Inghliterra che «ha risolto la questione con un provvedimento che porterà il paese in pochi anni a diventare sostanzialmente un paese carbon free». Soddisfazione per le tante associazioni ambientaliste che da tempo attendevano i risultati, ma la soddisfazione potrebbe aumentare se dalle parole si passasse ai fatti . Il rapporto è disponibile su www.sanita.puglia.it/web/csa T. M. 14 Qui Taranto RETE GENS3 Si cresce per attrazione Fondazione con il Sud e la rete per una genitorialità diffusa Si è tenuta lo scorso venerdì 14 luglio la Festa inaugurale del Progetto Rete Gens, giunto alla terza edizione. Le organizzazioni con i loro volontari sono tornate a dare appuntamento alla cittadinanza tutta a Paolo VI per scrivere insieme un altro pezzo di una bella storia cominciata qualche anno fa. La rete vede ‘Accogliere Insieme’ Onlus di Locorotondo quale soggetto capofila e accanto ad essa Sud-Est Donne di Conversano e un nutrito gruppo di associazioni locali come Il Germoglio, Genitoriamo, Solimai e NoiEVoi, insieme alla parrocchia Corpus Domini, all’Arciragazzi e all’Istituto comprensivo Pirandello-Falcone. In loro e nella loro proposta, candidata al Bando Volontariato 2015, ha creduto Fondazione Con il Sud che finanzia le attività progettuali. Si parlava di una storia cominciata qualche anno fa e in effetti la Rete Gens nasce nel 2013 da un’occasione: il bando ‘PugliaCapitaleSociale’, iniziativa della Regione Puglia, Assessorato al Welfare, realizzata in collaborazione con i Centri di Servizio per il Volontariato pugliesi, finalizzata alla promozione del capitale sociale delle comunità locali nell’ambito dei sistemi terri- toriali di welfare. GenitoriAmo con altre realtà del territorio avvia così un percorso di promozione di una genitorialità diffusa e sostenibile in cui crede poi anche Fondazione Con il Sud che ammette il progetto al Bando Reti di Volontariato 2013: l’azione di Rete Gens2 muove importanti passi nella periferia a nord della città, la Zona Case Bianche del quartiere Paolo VI, un’area a elevato disagio socio-economico. L’idea sottesa alla nuova progettualità – espressa dalla coordinatrice Ira Panduku, referente della organizzazione di volontariato Accogliere insieme, proprio in occasione della Festa inaugurale del 14 luglio scorso – è quella di promuovere attraverso una strategia abilitante una cittadinanza culturale a Paolo VI, una cittadinanza capace di contaminazioni positive e quindi di generare un miglioramento nella comunità cittadina tutta. Tanti gli interventi previsti nei pros- simi due anni, dai laboratori di musica ai murales, dalla promozione della lettura ad attività volte alla gestione pacifica di conflitti, accanto a tanti servizi di supporto concreto alle famiglie in difficoltà. Abbiamo chiesto di Rete Gens e del maggior valore creato in questi anni a don Francesco Mitidieri, parroco del Corpus Domini, che vive ogni giorno a contatto con le famiglie della zona. «È un progetto nato dal basso - ci ha detto - e rimodulato in ogni sua tappa sulle reali esigenze della comunità. Partito da un voler incidere sulla questione economica delle famiglie, si ritrova ad essere un progetto fortemente culturale proprio perché maturato gradualmente con le stesse persone beneficiarie e con gli operatori del luogo. Inizialmente indirizzato verso rapporti intra - famigliari affronta oggi anche tematiche di comunicazione e accoglienza etnica proprio, come frutto di un accompagnamento di una realtà in divenire. Il valore emerso è certamente la forza della collaborazione, per la rete e per le stesse famiglie, che non si chiudono e sanno cercare aiuto nel confronto». Camilla Lazzoni 15

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Qui Taranto Palagiano CardioProtetta Pubblico accesso alla defibrillazione Istituzioni, associazioni e privati per la salute della comunità Il Nucleo di Protezione civile 25  Palagiano con il progetto “Palagiano CardioProtetta” è risultato vincitore del “Bando Salute 2016” della Fondazione Puglia che, con una dotazione di 18.000 euro, ha finanziato l’acquisto di dieci degli undici defibrillatori - uno è stato messo a disposizione dalla Parrocchia di San Nicola - e di 6 delle 8 teche per il loro alloggiamento. Il progetto, patrocinato dal Comune di Palagiano, è cofinanziato dal Nucleo di Protezione civile 25  Palagiano e dalla Pubblica Assistenza “Maestrale Soccorso” di Palagiano. L’Associazione, presieduta da Giuseppe Marchione, si prefigge con questa iniziativa di garantire a Palagiano, con un intervento realizzato in circa 4-5 minuti, il salvataggio di una vita attraverso la defibrillazione, ovvero il ripristino del ritmo cardiaco e della circolazione sanguigna spontanea che avvengono a causa dell’arresto cardiaco improvviso. Infatti l’unico trattamento per salvare la vita al paziente colpito da un arresto cardiaco, la principale causa di decesso in Italia, è la “defibrillazione precoce” che deve essere effettuata entro i primi 4/5 minuti dall’evento; in seguito la percentuale di possibilità di sopravvivenza diminuisce del 10% per ogni minuto successivo e, comunque, non evita traumi celebrali dall’esito invalidante a causa dell’ipossia (carenza di ossigeno). Per questo “Palagiano  CardioProtetta” prevede la realizzazione di una capillare rete di postazioni di emergenza dotate di defibrillatori, 8 fisse e 3 mobili, disposte in modo da assicurare una “copertura” del territorio urbano di Palagiano adeguata a garantire un tempo di intervento utile per salvare la vita al paziente. Il progetto prevede, inoltre, che un centinaio di persone sia opportunamente addestrato all’impiego del defibrillatore in modo da garantire un intervento qualificato in sito. Si tratta dei soccorritori delle postazioni mobili, ovvero il personale del Nucleo di Protezione civile 25  Palagiano, i membri del corpo di Polizia Locale e della Vigilanza, nonché i commercianti di  Palagiano  che hanno aderito al progetto finanziandolo e ospitando all’esterno dei loro esercizi commerciali alcune teche con defibrillatori. A supporto di questa fase formativa, i cui costi non erano sostenuti dalla Fondazione, è intervenuto anche il Centro Servizi Volontariato di Taranto attraverso uno degli strumenti previsti dalla programmazione e rivolti alla formazione specifica dei volontari. Marco Amatimaggio 16 Qui Lecce La Puglia del 3° Millennio la “scriviamo” assieme A Mesagne un Think Tank tra cittadini attivi, ricercatori, professionisti, economisti, imprenditori A valle del Forum “Economia e Povertà” - organizzato dalla Regione Puglia a Bari il 12 Maggio u.s. in concomitanza del G7 Economico Finanziario – è nato il 29 giugno a Messagne, presso l’ex convento dei cappuccini sede dell’ISBEM di Alessandro Distante, il Think Tank “La Puglia del 3° Millennio”, come luogo che favorisce l’incontro e lo scambio di idee di cittadini attivi, ricercatori, professionisti, economisti, imprenditori, docenti, studenti, operatori del terzo settore, nonché dell’associazionismo ecclesiastico. Una Prima Giornata di Studio a cui seguiranno altri appuntamenti entro il Settembre 2017 per elaborare e condividere proposte per creare il futuro della Puglia. Obiettivo, come dicono gli organizzatori, è quello di passare “dall’Economia di Scala all’Economia Reale, con Soluzioni Operative per Adottare Modelli di Sviluppo Sostenibile che Creino Lavoro e Contrastino la Povertà”. Ambizioso il traguardo proposto dal Dr. Giammarco Surico, già alla guida dello staff organizzativo dell’evento del 12 Maggio: «L’obiettivo è quello di predisporre entro 3 mesi una serie di proposte concrete e realistiche da sottoporre all’attenzione del Prof. Galbraith. Egli si è reso disponibile per mettere a punto in Puglia misure economiche in grado di innescare un NEW DEAL che contrasti la povertà, aumentando le opportunità di lavoro per tutti, indipendentemente dal titolo di studio e frenando l’esodo continuo di giovani, essendo circa 300.000 i neolaureati usciti dalla Puglia nell’ultimo decennio». Il Presidente dell’ISBEM Prof Alessandro Distante si dice convinto che «tanta parte del mondo della ricerca pugliese, italiana ed europea ha in sé l’entusiasmo e le capacità di realizzare quel trasferimento di conoscenze da ogni ambito del sapere scientifico, economico ed umanistico». Le proposte dei partecipanti sono state originali e concrete, e hanno inteso rompere la cappa culturale che è stata dietro l’attuale modello di sviluppo neoliberista, decisamente inefficiente, che ha creato solo costi eccessivi, infelicità, malattie. Secondo i partecipanti all’incontro di Mesagne ci vogliono investimenti decisi nell’agricoltura naturale e sociale, rendendo convenienti le filiere corte e il ritorno all’agricoltura delle giovani generazioni; e poi prevenzione primaria in campo sanitario con investimenti sullo snodo ambiente/salute; inoltre incentivi economici per chi pratica sport e corretta alimentazione, riducendo così il rischio delle malattie; investimento anche sulla cultura popolare come elemento di identificazione e di appartenenza, che ben si coniuga con l’idea delle “comunità di progetto” dell’Isbem; e infine favorire la completa attuazione della proposta di legge sulla partecipazione che la Regione Puglia si presta ad approvare. Insomma una miniera di idee, che nei prossimi mesi diventeranno, con l’aiuto anche economisti e sociologi, programma operativo, che sarà consegnato alla Regione, per realizzare un New Deal affidato magari all’economista Galbreith. Serenella Pascali 17

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Qui Lecce Una Città Visibile per combattere la povertà Nasce nel Consorzio di Maglie la rete di sostegno “La città visibile” è il nuovo progetto nato con l’obiettivo di combattere la povertà, intesa non solo come bisogno economico ma anche come solitudine, insicurezza e precarietà. Presentato a Maglie lunedì 19 giugno presso la “Sala Convegni SS Medici”, durante la serata si è discusso di questa nuova rete di solidarietà nata nel Consorzio di Maglie per sostenere le persone con grave fragilità economica e a rischio di esclusione sociale. Nella stessa giornata è stato sottoscritto il “Protocollo della Magnanimità” con vari enti tra cui molte associazioni di volontariato. Nel corso della presentazione gli interventi di Ada Fiore, presidente del Consorzio per la gestione associata dei servizi sociali dell’Ambito, Monica Gravante, presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Consorzio, Don Maurizio Tarantino, Direttore della Caritas diocesana, Ruggiero Mennea, consigliere regionale e primo firmatario della “Legge dello spreco”. «Alla povertà - afferma Ada Fiore noi rispondiamo con una rete di sostegno, costituita da 30 associazioni e da 12 comuni che insieme decidono che da soli non si va più da nessuna parte e che forse per poter invertire una tendenza è necessario che ciascuno porga la mano all’altro, in modo che tutti insieme possiamo concorrere verso un mondo migliore. Ci sarà inoltre un coordinamento di servizi e l’ambito rimborserà 30 cen- tesimi a kilometro che tutte le persone, soprattutto disabili e ambulanze, effettueranno all’interno del circuito di questa nuova città visibile». I Comuni che afferiscono al Consorzio e che faranno parte della “città visibile” sono Maglie, Otranto, Scorrano, Muro Leccese, Cursi, Cannole, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Palmariggi, Bagnolo del Salento e Giurdignano. «Questo è un progetto interessante - afferma Monica Gravante, sindaca di Giurdignano e presidente dell’assemblea - perché tutti i paesi facenti parte dell’ambito sociale da “periferia” diventano parte di un’unica città “visibile”, nel senso che si rende visibile ciò che in genere è invisibile, ovvero i bisogni e i servizi. Un grande mercato in cui non si acquista e non si vende nulla, ma ci si scambia i servizi per venire incontro alle persone più deboli». Al convegno si è parlato dello scandalo della eccedenza alimentare nel mondo che è di 1, 3 miliardi di tonnellate per i paesi ricchi; dall’altra parte, ci sono 1 miliardo di persone che soffrono di carenza alimentare. La quantità di cibo sprecata da ogni cittadino europeo è di 100 kilogrammi all’anno, e nel 2020 si prevede che il fenomeno aumenterà. In Italia ci sono 5,7 milioni di tonnellate di eccedenza alimentare e grazie alle associazioni caritative se ne riescono a recuperare 500mila tonnellate. In Puglia sono 310mila le tonnellate di cibo sprecato: 76 kg per ogni pugliese di cibo all’anno, di cui il 50% di spreco avviene in casa. «Per questo - conclude Ruggiero Mennea - è nata la legge regionale 18 maggio 2017 “Recupero e riutilizzo di eccedenze, sprechi alimentari e prodotti farmaceutici”, con le finalità di tutelare le fasce più deboli della popolazione, incentivare la riduzione degli sprechi, promuovere le attività di solidarietà redistribuendo le eccedenze alimentari e prodotti farmaceutici a persone in stato di povertà o grave disagio sociale e il recupero e distribuzione da destinare al consumo umano e animale, con gli obiettivi di ridurre l’impatto ambientale e informare e sensibilizzare gli operatori del settore alimentare e farmaceutico». A.D.M. 18 Qui Lecce Cibo è salute Ritornare al locale cambiando stile di vita ed economia Ambiente e salute sono due facce della stessa medaglia e la prevenzione è l’unica arma efficace. Questo il tema del convegno “Alimentazione e salute” tenutosi a Salve e organizzato da LILT (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori), I.M.E. (Istituto di Medicina Empirica) di Arnesano e da “Equilibrio” di Lecce, con il patrocinio della città di Salve. Durante i primi due appuntamenti del convegno, che si sono tenuti venerdì 23 giugno e lunedì 26 giugno presso la Sala conferenze di Palazzo Ramirez a Salve, hanno discusso del binomio cibo-salute Carmine Cerullo, medico oncologo e volontario della LILT di Lecce e Simona Dongiovanni, Dietista, nutrizionista e docente presso l’università Cattolica di Roma, coordinati dal Dott. Giuseppe Negro. «Il binomio alimentazione e salute è un argomento che coinvolge tutti - ha affermato Negro - e dobbiamo sensibilizzare la gente a scegliere un cibo locale e sano, cambiando stile di vita ed economia, valorizzando il prodotto locale, recuperando i nostri semi, i nostri pomodori, i nostri ortaggi e i nostri grani, che ci garantivano molta più salute» . «Nella mission della Lilt l’aspetto divulgativo è importante - ha affermato il dott. Cerullo - e per combattere la battaglia contro una patologia così insidiosa l’informazione è uno strumento fondamentale. Se fino a qualche anno fa al Sud avevamo il 20% in meno dei casi di questa patologia, ora abbiamo eguagliato il Nord, con numeri paurosi. È significativo che la provincia italiana dove si muore di meno sia Crotone, che ha il Pil più basso ma uno stile di vita che ricorda i contadini di una volta. Dal momento che i contadini hanno lasciato per motivi economici e politici la terra, questa si è ammalata. Noi ormai abbiamo abbandonato questo stile di vita e ci siamo omologati al settentrione, perdendo le nostre buone abitudini di mangiare sano e produrre i cibi in casa. Oggi invece il cibo lo si va a comprare senza neanche controllare la provenienza; e quando si perde la rintracciabilità del prodotto, si rischia grosso». Dalla prima serata del convegno è emerso che, per un corretto stile alimentare, bisogna evitare la carne, soprattutto se affumicata e lavorata, preferendo invece quella proveniente da un allevatore che si conosce; evitare l’uso di sale e moderare l’alcool; scegliere cibi ricchi di scorie come frutta e verdura e controllare la provenienza dell’acqua in bottiglia, preferendo quella del rubinetto. «Il cibo è il primo farmaco più venduto al mondo, nel senso che ha proprietà curative - ha concluso il dott. Cerullo -. Ci vuole pazienza per cambiare abitudini, ma dobbiamo imparare a dedicare al cibo la stessa attenzione di quando andiamo comprare altri oggetti che riteniamo importanti». Nel secondo appuntamento, “Star bene con gusto, Preve- nire e curare a tavola”, la dottoressa Simona Dongiovanni, ha sottolineato la necessità di «preferire un’alimentazione equilibrata per garantire i nutrienti necessari per la nostra salute, come bisogna preferire sempre i cibi a km0; in primo luogo, perché andiamo a favorire l’economia locale; e in secondo luogo, perché possiamo controllare la provenienza del prodotto, e quindi essere certi della qualità e della garanzia di quello che andiamo a portare a tavola. Avere una corretta educazione alimentare include anche la convivialità, cioè è meglio consumare il cibo in un ambiente sereno. Infine, per prevenire l’insorgenza delle malattie, è fondamentale associare ad una corretta alimentazione anche l’attività fisica». La terza e ultima parte del convegno si è svolta il 15 luglio presso la masseria Conte a Patù, con un incontro tra i contadini che hanno voglia di continuare a coltivare la terra in maniera naturale e i cittadini che potranno avere dei punti di riferimento su dove acquistare cibi sani. A.D.M. 19

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http://www.csvfoggia.it/ http://www.csvbrindisi.it/ http://csvtaranto.it/ http://www.csvbari.com/ http://www.csvsalento.it/ 20

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