AGRICOLTURA 7-8/2017

 

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ANNO 44 - POSTE ITALIANE s.p.a. - SPED. ABB. POSTALE – DCB CENTRALE/PT MAGAZINE AUT. 141/2004 VALIDA DALL’11/11/2004 – PUBBL. MAX 50% - € 2,10 IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP, VIA ZANARDI 28 40131 BOLOGNA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL PRESCRITTO DIRITTO POSTALE N. 7/8 - LUGLIO/AGOSTO 2017 PERIODICO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA SPECIALE Sempre più bio EMERGENZA SICCITÀ Invasi e risparmio idrico le strategie per il futuro a pag. 3 AIUTI ALLE IMPRESE Il Psr marcia spedito investiti 850 milioni a pag. 12 CAMPAGNA GRANO Qualità eccellente e rese discrete a pag. 23

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SIMONA CASELLI Assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Regione Emilia-Romagna itoriale Nuovi invasi e risparmio idrico per fronteggiare il rischio siccità II dati raccolti da Arpae in questi anni ci dicono che, in Emilia-Romagna, il cambiamento climatico è già in atto e comporta rilevanti impatti sul settore agricolo che tenderanno ad accentuarsi nel futuro. Il conclamato aumento delle temperature, con ondate di calore sempre più frequenti e anticipate, provoca un peggioramento del bilancio idrologico nel periodo primaverile-estivo, con un considerevole incremento del fabbisogno idrico delle colture. Se a questo si uniscono la riduzione degli accumuli nevosi in inverno e una tendenza delle precipitazioni a concentrarsi in periodi ristretti e con fenomeni sempre più intensi, il risultato non può che essere un incremento della frequenza e della durata dei periodi siccitosi e dei conseguenti rischi per le colture irrigue. È il caso di quest’anno, dove a un inverno e a una primavera con scarse precipitazioni hanno fatto seguito temperature molto elevate fin da aprile, con una vera e propria ondata di calore in giugno, seconda sola a quella eccezionale del 2003. Questo ha causato un consistente deficit idrico con rilevanti danni in campagna. Per fare fronte a questa situazione, che ha colpito oltre all’agricoltura anche il settore idropotabile, la Regione ha decretato lo stato di emergenza per tutto il territorio regionale e ha chiesto e ottenuto dal Governo lo stato di emergenza nazionale per le province più colpite di Piacenza e Parma, con uno stanziamento di 8,65 milioni di euro. In questo modo sarà possibile attivare misure straordinarie come ad esempio deroghe al Deflusso minimo vitale per il prelievo idrico dai corsi d’acqua appenninici o procedure accelerate per la realizzazione di pozzi. È ovvio, però, che di fronte a una tendenza climatica che si va accentuando, la risposta non può limitarsi alle sole misure di emergenza. Occorro- no interventi strutturali per garantire adeguate riserve idriche e misure per migliorare ulteriormente l’efficienza nell’uso dell’acqua in campo. Per quanto concerne gli interventi strutturali, in particolare la realizzazione di invasi fino a 250mila metri cubi di capacità e di reti di distribuzione, il Programma di sviluppo rurale prevede due specifiche operazioni: la 4.1.03, rivolta a consorzi costituiti da imprese agricole, con una dotazione di 7.920.000 euro e un contributo in conto capitale del 60%; la 4.3.02, rivolta ai consorzi di bonifica, con una dotazione di 10.080.000 euro e un’intensità dell’aiuto pari al 100%. Entrambe le misure verranno messe a bando in autunno. Come Regione intendiamo inoltre riprendere in mano e aggiornare gli indirizzi per invasi di maggiori dimensioni contenuti nel Piano di tutela delle acque approvato nel 2005, cercando di ottimizzare il riutilizzo delle cave e il recupero delle acque provenienti dai depuratori. Discorso a parte merita poi il fiume Po: dei 21 miliardi di metri cubi prelevati ogni anno dal fiume, solo 1 miliardo viene utilizzato in Emilia-Romagna. È pertanto evidente che occorre ridefinire i prelievi a livello di bacino affinché siano garantiti i fabbisogni delle importanti infrastrutture irrigue che servono il nostro territorio. Gli investimenti nelle infrastrutture di accumulo e di distribuzione devono però andare di pari passo con un impegno ancora maggiore nel rendere più efficiente l’uso dell’acqua in agricoltura attraverso l’introduzione di tecniche di irrigazione di precisione e strumenti gestionali innovativi. Nel Psr sono stati per questo stanziati 1,7 milioni (misura 16.1.01) che hanno già consentito di finanziare progetti innovativi come quello sviluppato dal Canale Emiliano Romagnolo e illustrato nelle pagine di questo numero. LUGLIO/AGOSTO 2017 3

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PERIODICO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PERIODICO DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA ANNO 44 - N.7/8 - LUGLIO/AGOSTO 2017 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Iscrizione al ROC n. 24729 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna DIRETTORE Simona Caselli DIRETTORE RESPONSABILE Giuseppe Pace COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga IN REDAZIONE Olga Cavina, Elisabetta Collini, Barbara Galzigna, Giancarlo Martelli REFERENTI Patrizia Alberti, Laura Banzi, Milena Breviglieri, Giuseppe Carnevali, Vincenzo Di Salvo, Federica Dotti, Claudio Lamoretti, Riccardo Loberti, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpae-Simc), Piero Pastore Trossello, Paolo Pirani, Francesca Ponti, Luciano Rinaldi (Crpa), Mario Savorelli (Crpv), Raffaele Spiga, Cinzia Zambelli SEGRETERIA DI REDAZIONE Patrizia Garau, Rita Soffritti RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila REDAZIONE Agenzia Informazione e Comunicazione Giunta regionale dell’Emilia-Romagna Viale Aldo Moro, 52 40127 Bologna tel. 051 5275440-5490 fax 051 511100 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it EDITORE Nuova Cantelli Srl Via Saliceto 22/e-f - 40013 Castel Maggiore (Bo) tel. 051.700606 - fax 051.6328090 www.cantelli.net ABBONAMENTI c/c postale n. 001034895142 c/c bancario IBAN IT-18-U-07601-02400-001034895142 Intestato a NUOVA CANTELLI SRL CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITÀ Editoriale Idea Srl Via A. Gandiglio, 81 - 00151 Roma Tel. 0665797535 - Fax 0665741338 e-mail: info@editorialeidea.it Giorgio Gori - Tel. 348 2414473 e-mail: info@ggori.it Lamberto Colla - Tel. 344 2373963 e-mail: info@nuovaeditoriale.net I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. TIRATURA: 36.500 COPIE IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA Foto di copertina: Fabrizio Dell’Aquila SOMMARIO 03 EDITORIALE Nuovi invasi e risparmio idrico per fronteggiare il rischio siccità Simona Caselli Fatti 6 LA GRANDE SETE DEI CAMPI/1 L’agricoltura alla sfida del cambiamento climatico Vittorio Marletto, Lucio Botarelli 9 LA GRANDE SETE DEI CAMPI/2 Sensori nel terreno per ridurre gli sprechi Stefano Anconelli, Gioele Chiari, Tommaso Lettiero 12 FONDI EUROPEI Il Psr marcia spedito Investiti 850 milioni Marilù D’Aloia 15 MERCATI EMERGENTI Le specialità Dop e Igp alla conquista della Cina A cura della Redazione 17 FINANZIAMENTI LEADER Dieci bandi Gal a misura di territorio Francesca Palmieri 18 CONSUMO CONSAPEVOLE Dal campo alla tavola il cibo buono e giusto Rossana Mari Qui Regione 20 Quasi 8 milioni per la forestazione A cura della Redazione 21 Crescono i vigneti in Emilia-Romagna A cura della Redazione Qui Europa 22 Frutta: rete di sicurezza contro l’embargo russo A cura della Redazione Economia 23 PRIME STIME Campagna grano 2017: qualità alta e rese discrete Daniele Govi, Luca Rizzi, Riccardo Bugiani, William Pratizzoli 26 PROMOZIONE Eccellenze in vetrina nelle serate estive Palo Pirani

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LUGLIO/AGOSTO 2017 SPECIALE BIO A cura di Olga Cavina 27 Numeri da record in Emilia-Romagna Matilde Fossati 29 Psr 2014-2020, in arrivo bando entro l’anno Carlo Malavolta, Guido Novembre, Claudia Casetti 31 Nuovo regolamento Ue, ecco cosa cambia Matilde Fossati 32 Sana 2017, un primato tutto naturale Rosa Maria Bertino 33 Piccoli agricoltori tutelano le tradizioni Rosa Maria Bertino Fisco e previdenza 35 Tornano i voucher con regole più stringenti Corrado Fusai Avversità 37 MALATTIE DELLE PIANTE/1 Drupacee, come prevenire il deperimento Loredana Antonacci, Anna Rosa Babini, Tiziana Baschieri, Carla Montuschi, Silvia Rimondi, Rossana Rossi 39 MALATTIE DELLE PIANTE/2 Avvizzimento mais, rafforzata la vigilanza Ambra Alessandrini, Anna Rosa Babini, Eleonora Barioni, Roberta Bicchieri, Rossella Gozzi, Donatella Manzali 42 FRUTTICOLTURA Strategie di difesa all’insegna della sostenibità Maria Grazia Tommasini Meccanizzazione 44 TRATTORI Cambio: come scegliere il dispositivo più adatto Ottavio Repetti Ricerca e sperimentazione 47 CERASICOLTURA Coperture automatizzate per il frutteto Daniele Missere 50 NUOVE TECNOLOGIE Droni in campo per fertilizzare il vigneto Luciano Rinaldi, Magda C. Schiff In azienda 52 ZOOTECNIA Un futuro sostenibile per i produttori di latte Stefano Pignedoli 54 VITICOLTURA DI QUALITÀ Buone pratiche agronomiche per la conservazione dei suoli Carla Scotti, Matteo Gatti Spazio innovazione 56 AGROALIMENTARE Da Parma il peperoncino per sughi made in Italy Patrizia Alberti Rubriche 58 NOVITÀ DALLA RICERCA Camilla Chieco e Maria Teresa Salomoni 59 IN BREVE A cura della Redazione 62 AGENDA VERDE A cura della Redazione 64 NEL GIARDINO Maria Teresa Salomoni, Massimo Drago 66 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI A cura di Enrico Cinotti

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Fatti LA GRANDE SETE DEI CAMPI/1 L’agricoltura alla sfida del cambiamento climatico Per far fronte agli effetti del riscaldamento globale occorre ottimizzare la gestione dell’acqua e pianificare misure di adattamento colturale VITTORIO MARLETTO, LUCIO BOTARELLI Arpae Effetti della siccità su mais A lla ricerca di nuove strategie per convivere con gli effetti dei mutamenti climatici. Infatti, dall’esame del nuovo Atlante climatico dell’EmiliaRomagna (www.arpae.it/cartografia/) è facile verificare che negli ultimi 25 anni il trimestre giugno-luglio-agosto mostra rispetto al passato un riscaldamento considerevole, pari a circa +2 °C per le temperature massime. Le coltivazioni estive tendono quindi in generale ad anticipare la maturazione, e sono più spesso soggette a ondate di calore, con punte diurne oltre i 35 °C. Le precipitazioni estive invece sono diminuite, passando in pianura da circa 150-200 millime- tri a meno di 150 millimetri, un calo che per il mais equivale a un intervento irriguo in più. Tutto ciò, combinato con la maggiore evaporazione, conduce a un peggioramento del bilancio idroclimatico (piogge - evaporazione) e alla necessità di fare anche due interventi irrigui in più. Siccità e ondate di calore, un mix micidiale In molte zone di pianura l’estate 2017 è cominciata con un’ondata di calore in giugno (38 °C il 24, a Bondeno, in provincia di Ferrara), sovrapposta a un generale e grave deficit pluviometrico Dell’Aquila Dell’Aquila 6 LUGLIO/AGOSTO 2017

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Risparmio idrico: sistema di irrigazione a goccia nell’area dimostrativa Acqua Campus del Cer a Budrio (Bo) Cer (vedi box a pag. 8). Una situazione simile si verificò anche nel 2012, quando ingenti quantitativi di mais coltivato in pianura andarono persi o, se raccolti, vennero termodistrutti perché contaminati da micotossine (es. da Aspergillus flavus) stimolate dalla calura inusuale e dallo stress idrico. Siccità e ondate di calore, pur essendo collegate, esercitano influenze negative diverse sulle colture. La siccità si combatte con l’irrigazione, ma è molto più complesso affrontare lo stress da caldo, che può colpire le colture anche se ben irrigate, stimolando in modo eccessivo la respirazione e riducendo la fotosintesi, con danni e rischio di perdere del tutto il raccolto. Le condizioni di calore eccessivo inoltre stimolano lo sviluppo di funghi termofili e di sostanze tossiche. L’impatto sulle colture primaverili-estive Il riscaldamento globale è determinato dall’eccesso di CO2 e altri gas serra emessi dall’uomo nell’atmosfera. Secondo le previsioni disponibili, anche se venissero prese le migliori precauzioni per ridurre presto le emissioni – come chiede l’accordo di Parigi firmato nel 2015 dal quale gli Usa si sono recentemente tirati fuori – il fenomeno proseguirebbe comunque per l’inerzia climatica e solo verso il 2050 potremmo assistere a una pausa. In effetti l’Atlante climatico propone anche alcuni scenari sui cambiamenti attesi nei prossimi decen- ni. Per il prossimo trentennio 2021-2050 ci attendiamo +1,4 °C, con aumento termico più accentuato in estate (+1,5 °C) che in inverno (+1,3 °C). Le precipitazioni invece diminuiranno in tutte le stagioni, con l’eccezione dell’autunno per il quale ci si attende un aumento rilevante (+19%). L’impatto sull’agricoltura regionale sarà quindi principalmente legato alla modifica delle condizioni climatiche tardo-primaverili ed estive, mentre la riduzione delle precipitazioni, accompagnata da più alte temperature, determinerà maggiori evapotraspirazione e fabbisogno irriguo. Le colture primaverili-estive saranno quindi più esposte agli impatti, con diminuzioni anche forti delle rese, già sperimentate nel 2003 e 2012, e andranno incontro a un maggior rischio di impresa a causa dell’aumento dei costi per le irrigazioni: sono previste maggiori vulnerabilità per le colture di pieno campo (cereali, oleaginose, colture da tubero e radice), che richiedono i maggiori input irrigui, come il mais, ma diminuirà certamente anche l’affidabilità produttiva di soia, girasole e sorgo, con maggiori apporti irrigui e di soccorso, in occasione di più probabili eventi di siccità estiva o nelle fasi fenologiche più sensibili, come la fioritura. Le tecniche di adattamento L’adattamento dell’agricoltura a queste nuove condizioni climatiche è imprescindibile, anche per sfruttare le opportunità per nuove produzioni, LUGLIO/AGOSTO 2017 7

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Fatti LA GRANDE SETE DEI CAMPI/1 A PARMA E PIACENZA IN 9 MESI PRECIPITAZIONI CROLLATE DEL 40-50% Nelle province di Parma e Piacenza cui è stato riconosciuto lo stato di emergenza nazionale con uno stanziamento di 8,65 milioni di euro, da ottobre 2016 a giugno 2017 è caduto il 30-40% di pioggia in meno rispetto alla media. È quanto emerge dall’analisi sull’andamento delle precipitazioni effettuata da Arpae. L’esame inizia dall’autunno scorso, stagione in cui si avvia la fase di ricarica annuale dei terreni e delle falde ipodermiche. In ottobre e novembre 2016 sono stati osservati consistenti deficit pluviometrici nelle zone occidentali dell’Emilia-Romagna. Anche dicembre 2016 ha visto piogge ovunque notevolmente inferiori alla norma. La quasi completa assenza di precipitazioni a gennaio 2017 ha riguardato gran parte del territorio regionale, escluse solo la Romagna e le aree di crinale appenninico. Febbraio è stato l’unico mese con piogge quasi ovunque superiori alla media; in deficit solo la Romagna. La siccità, però, è ripresa a marzo, con meno di 10 mm rispetto ai circa 50-60 attesi su tutta la pianura centro-orientale; lievemente meglio in Romagna e pianura occidentale. Anche aprile è proseguito siccitoso, con piogge del 50% circa in meno e le aree occidentali sono state ancora una volta le più colpite. Maggio ha visto una generale ripresa delle precipitazioni nelle aree centro-orientali e, più localmente, in quelle centrali, ma sulle aree occidentali le precipitazioni sono rimaste nel complesso ancora lievemente negative in pianura e decisamente negative sui rilievi. I temporali, localmente anche molto intensi, di metà e fine giugno non hanno migliorato, se non localmente e per pochi giorni, la situazione. All’opposto nell’arco del mese si è registrato un ulteriore generale peggioramento nella dotazione idrica a fronte di precipitazioni medie regionali inferiori alla norma di circa 20 mm (-30%) e di una maggior evapotraspirazione a causa di temperature elevatissime, seconde solo a quelle eccezionali del 2003. Più in dettaglio si osserva che, mentre per alcune aree del Parmense (alta pianura e rilievi) la situazione era di sostanziale stabilità, il Piacentino ha visto aumentare ulteriormente il deficit pluviometrico. In conclusione, considerando l’intero periodo da ottobre 2016 a giugno 2017, tutta la regione è stata interessata da precipitazioni inferiori alla norma stimate in media in circa 220 mm, pari al 30% in meno. Le carenze pluviometriche più elevate si osservano sul settore occidentale. (William Pratizzoli - Arpae) come evidenziava già nel 2011 il libro bianco della rete rurale nazionale sui cambiamenti climatici (www.tinyurl.com/librobianco). Anche il progetto nazionale Agroscenari (www.agroscenari.it) presentò alcune tecniche di adattamento sia in campo agronomico sia zootecnico. In frutticoltura, settore monitorato dal Consiglio nazionale delle ricerche, si esploravano le caratteristiche genetiche di antiche varietà più resistenti agli stress ai fini del loro recupero e valorizzazione produttiva. L’Università Cattolica di Piacenza invece valutava positivamente l’utilizzo di mangimi alternativi al mais (orzo e triticale) per l’alimentazione animale in filiere come quelle del Grana padano e del Prosciutto di Parma. Essenziale poi la gestione dell’acqua, sulla quale lavora tra gli altri il progetto europeo Moses (www.moses-project.eu), che sviluppa dei veri e propri “servizi climatici” per i consorzi irrigui avvalendosi di previsioni stagionali, dati satellitari e modellistica numerica. Il cambiamento climatico impone la collaborazione tra istituzioni pubbliche, agricoltori, le loro organizzazioni e gli altri settori produttivi, ai fini di valutare rischi e impatti sul sistema agro-zootecnico regionale per pianificare e finanziare misure di adattamento organizzativo e strutturale. Questi temi occupano un posto rilevante nel Programma regionale di sviluppo rurale 20142020. In particolare le priorità P4 e P5, come obiettivi generali e relative focus area quali obiettivi specifici, sono rivolte anche all’adattamento ai cambiamenti climatici, per una sostenibilità dell’agricoltura regionale duratura nel tempo, attraverso il sostegno del ruolo attivo degli agricoltori nella gestione del territorio e la salvaguardia delle risorse naturali, con azioni volte a preservare la qualità delle acque, contrastare i fenomeni erosivi nelle aree collinari e montane, preservare la sostanza organica nei suoli e promuovere l’uso razionale dell’acqua. 8 LUGLIO/AGOSTO 2017

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Fatti LA GRANDE SETE DEI CAMPI/2 Sensori nel terreno per ridurre gli sprechi L’evoluzione del sistema Irrinet: integrare gli strumenti per leggere i dati meteo, misurare l’umidità del suolo, monitorare la crescita dei frutti. Un progetto finanziato dal Psr Il sistema di consigli irrigui del Cer Irrinet diventerà sempre più efficiente grazie all’installazione di sensori direttamente in campo. A questo punta un progetto finanziato dal Piano di sviluppo rurale della Regione EmiliaRomagna 2014-2020 (Misura 16 - Operazione 16.1.01, focus Area 5A) e avviato nel settembre 2016 con l’obiettivo di ottimizzare l’utilizzazione di tecnologie innovative per il risparmio idrico e la massimizzazione delle rese. Partner del progetto, denominato “Sensori ed Irrinet”, oltre al Cer sono il Centro ricerche produzioni vegetali (Crpv) di Cesena, il Dipartimento di scienze agrarie (Dipsa) dell’Università di Bologna, le Op Apofruit, Assopa e il Consorzio interregionale ortofrutticoli (Cio) di Parma. Il monitoraggio delle anomalie climatiche… La premessa necessaria è che nella stagione invernale-primaverile 2016-2017 si sono evidenziate in Emilia-Romagna intense anomalie climatiche, con scarse precipitazioni e temperature superiori alla media e conseguente abbassamento delle falde, sino ad arrivare a inizio giugno quando sono stati registrati valori di evapotraspirazione massima di 5-6 mm/giorno per le colture più idro-esigenti, in anticipo di circa 20-30 giorni rispetto alla media. L’integrazione dei dati delle stazioni meteorologiche private degli agricoltori all’interno del servizio Irrinet, prevista nel progetto, è pertanto quanto mai attuale e consentirà di monitorare le anomalie climatiche migliorando il consiglio irriguo in termini di risparmio idrico e incremento della produttività. Da alcuni anni le aziende agricole, grazie all’assistenza tecnica delle Op (Organizzazioni di produttori), ma spesso anche in autonomia, hanno cominciato a dotarsi di sistemi di sensori per l’acquisizione di dati ambientali relativi al sistema coltura-suolo-clima, in un’ottica di ottimizzazione del processo produttivo e di gestione integrata dell’irrigazione. Le aziende fornitrici stanno rispondendo alle richieste del mercato TOMMASO LETTERIO, STEFANO ANCONELLI, GIOELE CHIARI Consorzio di bonifica di 2° grado per il Canale Emiliano Romagnolo (Cer) In basso, da destra, sensore di umidità del terreno e relativo data-logger Cer Cer LUGLIO/AGOSTO 2017 9

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Fatti LA GRANDE SETE DEI CAMPI/2 Cer Cer Sopra, da sinistra, posa del sensore e lettura dei dati di umidità del terreno in assenza però di un appropriato metodo di validazione, costituito da enti terzi e adeguati sistemi di verifica, che valuti la qualità dei dati forniti dalle reti di monitoraggio. La tecnologia attualmente disponibile può consentire l’integrazione diretta dei sensori con Irrinet e ciò comporterà il miglioramento della qualità del servizio in quanto più centrato sulle condizioni specifiche del singolo appezzamento, con un beneficio concreto per le circa 12mila aziende agricole utenti del servizio in Emilia-Romagna. … e dell’accrescimento dei frutti Per completare il quadro delle innovazioni proposte dal progetto, va menzionata l’integrazione nel consiglio irriguo di sensori di accrescimento del frutto, per attuare strategie irrigue adatte a conseguire risultati produttivi predeterminati, coerenti con quei principi di risparmio idrico inderogabili in contesti climatici siccitosi. Gli studi effettuati dal Dipartimento di scienze agrarie ((Dipsa) dell’Università di Bologna hanno ACQUA CAMPUS: LABORATORIO A CIELO APERTO Nell’inconsueto scenario climatico-ambientale all’insegna della siccità che ha caratterizzato l’avvio dell’estate 2017, anche se il fenomeno ormai si sta ripetendo con una certa frequenza soprattutto in alcune aree dell’Emilia-Romagna, è fondamentale comprendere quali possono essere gli antidoti più efficaci in grado di dare sollievo o mitigare parzialmente la grave e prolungata mancanza di precipitazioni. Una siccità diffusa che, partendo da Piacenza e Parma, ha toccato anche le province costiere e che si sta ripercuotendo drammaticamente con vistosi cali nelle rese. Un danno economico che il Consorzio Cer, grazie alla sua “autostrada” di acqua che garantisce apporto idrico a un’area di oltre 3mila chilometri quadrati di campagne romagnole e più marginalmente emiliane, ha contributo ad attenuare. Il dibattito sul risparmio idrico è dunque diventato di estrema attualità e tra i diversi interventi strutturali oggi al centro del dibattito s’inserisce l’applicazione sistematica delle tecnologie più avanzate nel campo della ricerca tecnicoscientifica volte a risparmiare l’acqua, come il sistema Irrinet-Irriframe. In questo ambito il Cer è in grado di giocare un ruolo di primo piano grazie al suo laboratorio di studio permanente “Acqua Campus”, inaugurato un anno fa a Budrio (Bo). Un laboratorio a cielo aperto che ha suscitato notevole interesse da parte della comunità scientifica, degli agricoltori nonché di un significativo numero di troupe giornalistiche arrivate nella campagna felsinea per capire cosa significa oggi risparmiare l’acqua e come fare per dosarla nel modo più adeguato. Acqua Campus nei primi mesi del 2017 ha ospitato oltre 400 visitatori. Le cinque date programmate sono state prese d’assalto e si è già provveduto ad aggiungerne altre per soddisfare le moltissime richieste. Oltre a ciò è stata quanto mai produttiva l’esperienza di scambio e di condivisione maturata al fianco delle Università. Oltre alle collaborazioni progettuali strategiche con quelle di Bologna (Scuola di Agraria e Scuola di Ingegneria) e Parma (EU.water Center) si è consolidato il rapporto con l’Ateneo di Palermo e si è incentivata la comunicazione degli esiti delle ricerche anche con alcuni istituti agrari regionali di primaria importanza come il Serpieri di Bologna. Sono aumentate notevolmente anche le aziende partner, già una decina, e sempre più frequenti sono le richieste provenienti da altri Paesi europei ed extra europei che desiderano conoscere in modo non superficiale il bagaglio tecnico-culturale che sta alla base delle ricerche scientifiche dei tecnici del Cer. «Insomma – ha commentato il presidente del Cer Massimiliano Pederzoli – se da una parte l’Emilia-Romagna si palesa come una delle regioni più a rischio siccità del Paese, dall’altra gli studi svolti dai nostri ricercatori sono una garanzia che tutto ciò che si può fare sul risparmio della risorsa a livello tecnico-scientifico lo si sta facendo». 10 LUGLIO/AGOSTO 2017

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Posa di un sensore di umidità nel terreno IL “DECALOGO” PER UNA BUONA IRRIGAZIONE Cer dimostrato che per controllare il processo di crescita del frutto in tempo reale gli strumenti più efficaci sono il controllo del carico di frutti e la gestione dell’irrigazione. Il frutto risponde infatti con variazioni molto rapide delle sue dinamiche di crescita al diradamento (anche se tardivo) o a modifiche dell’irrigazione, confermando che l’analisi della crescita del frutto è uno strumento diagnostico efficacissimo per valutare la bontà delle tecniche di gestione del frutteto. Dalla valutazione dei dati alle verifiche in campo Il progetto è stato avviato quest’anno e sarà attuato in tre fasi. È stata fatta anzitutto una valutazione preliminare dei dati storici disponibili per lo sviluppo delle logiche di assimilazione delle misure rilevate nelle aziende agricole (meteo, umidità del suolo, accrescimento frutti) nel sistema Irrinet, valutando il beneficio dell’incremento della disponibilità di dati climatici localizzati, legati all’installazione di stazioni meteo a livello aziendale. Sono stati poi definiti gli standard tecnici minimi per l’implementazione e gestione delle stazioni di misurazione e sono stati aggiornati i valori di evapotraspirazione presenti nel database di Irrinet, sulla base dell’innalzamento delle temperature registrato negli ultimi 10 anni. I primi mesi sono serviti anche per sviluppare il software e le logiche di integrazione dei dati rilevati dai sensori di umidità del suolo all’interno del sistema Irrinet finalizzate a una maggiore “personalizzazione” del consiglio irriguo. A questo proposito una particolare attenzione è stata riposta nell’implementazione del sistema rendendolo sempre più fruibile dall’agricoltore ma Alla luce della situazione meteo di questo inizio d’estate, i tecnici del Cer hanno messo a punto questa sorta di decalogo per gli agricoltori. Prima di irrigare è necessario: - conoscere il fabbisogno idrico quotidiano della pianta (ETP); - sapere quanta acqua è già disponibile per la pianta (umidità del suolo); - calcolare la differenza tra le necessità e la disponibilità di risor- sa idrica (bilancio idrico); - verificare le previsioni di pioggia; - irrigare solo se necessario; - controllare la qualità dell’acqua (solidi sospesi, ph, ecc.); - verificare l’efficienza dei filtri per evitare sprechi di energia e carburante; - controllare saltuariamente le pluviometrie dei propri impianti irrigui per testarne il corretto funzionamento; - sincronizzare le irrigazioni e le fertilizzazioni, tramite la pratica della fertirrigazione, che consente la miglior efficienza d’uso dei fertilizzanti; - infine, sincronizzare le irrigazioni con le esigenze di raffresca- mento delle piante, sulle colture che necessitano di climatiz- zazione in alcune fasi fenologiche, per esprimere il massimo potenziale produttivo. soprattutto garantendo univocità nell’interpretazione delle informazioni provenienti dai sensori. Il lavoro è stato svolto con la collaborazione tecnica di Assopa, Cio e Apofruit, con l’ausilio dei loro fornitori di sensoristica e relativi software. Già da quest’anno è iniziata l’attività sperimentale di applicazione su diverse colture delle metodiche di acquisizione ed elaborazione dei dati presso quattro aziende agricole pilota per la verifica in campo del sistema. Le aziende coinvolte nella sperimentazione sono: Azienda agricola Marconi (melo), a San Pietro in Vincoli (Ra); Azienda Sandri (patata) a Sasso Morelli (Bo), Azienda Giuliani (actinidia) a Forlì e Azienda Ricci (actinidia) di Cesena. Nel 2018, poi, la sperimentazione sarà estesa ad altre 10-15 aziende in collaborazione con i tecnici delle Op. Iniziativa realizzata nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale della regione Emilia-Romagna 2014-2020 - Tipo di operazione 16.1.01 - Gruppi operativi del partenariato europeo per l’innovazione: “Produttività e sostenibilità dell’agricoltura” – Focus Area 5A – “Progetto Sensori e Irrinet: integrazione delle informazioni provenienti da reti di stazioni meteorologiche e sensori privati con il modello di bilancio idrico Irrinet”. LUGLIO/AGOSTO 2017 11

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Fatti FONDI EUROPEI Il Psr marcia spedito Investiti 850 milioni In due anni utilizzato il 72% dell’intera dotazione finanziaria della programmazione 2014-2020. Un centinaio i bandi emanati. La situazione al 30 giugno scorso MARILÙ D’ALOIA Ervet Tenendo fede all’obiettivo di concentrare l’utilizzo della maggiore quantità di risorse nei primi anni della programmazione europea 2014-2020, per dare una spinta alla ripresa dell’economia agricola e agroindustriale, la Regione Emilia-Romagna, dall’approvazione del Programma di sviluppo rurale nel maggio del 2015 al 30 giugno 2017, ha utilizzato oltre 850 milioni di euro, il 72% della disponibilità finanziaria totale di circa 1,2 miliardi, ripartendoli equamente tra il sostegno agli investimenti privati (48%) e gli incentivi per gli interventi in campo ambientale e per la mitigazione dei cambiamenti climatici (45%). Il 5% è stato invece destinato alle iniziative per lo sviluppo del territorio e il restante 2% all’assistenza tecnica. Un incontro per monitorare lo stato di attuazione Il punto sullo stato di attuazione del Psr è stato fatto nell’ambito del Comitato di sorveglianza in un incontro che si è svolto recentemente a Bologna con le rappresentanze della Commissione europea e del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, con le Istituzioni locali e il partenariato economico e sociale. Ventiquattro mesi dopo l’approvazione del Psr da parte della Commissione di Bruxelles, le risorse utilizzate al 30 giugno scorso, tra nuovi bandi e trascinamenti dalla precedente programmazione 2007-2013, sono state pari a 854,5 milioni di euro; risorse ripartite tra le diverse annualità, così come riportato nella tabella in alto. In particolare, a gennaio 2017, in considerazione delle numerosissime domande presentate su alcuni bandi delle misure a investimento, i fondi utilizzati per il 2016 sono stati incre- PSR 2014-2020: RISORSE MESSE A BANDO AL 30 GIUGNO 2017 2015 2016 2017 Utilizzato il 30% delle risorse disponibili 249 milioni per nuovi bandi 107 milioni per trascinamenti da programmazione 2007-2013 Utilizzato il 25% delle risorse disponibili 255 milioni per nuovi bandi 37 milioni di risorse incrementali su bandi a investimento Utilizzato il 17% delle risorse disponibili 206 milioni per nuovi bandi Dati al 30 giugno mentati di oltre 37 milioni per consentire un ampliamento della platea dei beneficiari. Gli impegni complessivamente assunti per concessioni ammontavano, sempre al 30 giugno 2017, a circa 578 milioni, finanziando così il 96% delle domande risultate ammissibili al termine dell’iter istruttorio. Il 36% di tali concessioni è stato destinato ai territori montani. Quanto alla ricaduta sul territorio dei finanziamenti, tra le misure che permettono una puntuale e inequivocabile localizzazione geografica si evidenzia che i contributi di quelle a superficie si distribuiscono in maniera piuttosto omogenea tra le province, tranne che per Ferrara. Provincia in cui, in coerenza con la particolare vulnerabilità ambientale dell’area, si osservano ricadute più consistenti, con forte concentrazione in particolare per le misure 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali” e 11 “Agricoltura biologica”. Le misure a investimento e, in particolare la misura 4 “Investimenti in immobilizzazioni materiali”, fanno invece registrare il maggiore impatto sulle province occidentali della regione, con la sola eccezione di Ravenna. I pagamenti ammontano a 117,3 milioni di euro, pari al 9% della disponibilità totale e al 20% delle risorse impegnate. 12 LUGLIO/AGOSTO 2017

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300.000.000 250.000.000 200.000.000 150.000.000 100.000.000 50.000.000 GRAF. 1 - PSR 2014-2020: RISORSE MESSE A BANDO E CONCESSE PER MISURA (EURO) Risorse messe a bando Importi concessi MMMMMMMMMMMMM1112101100000cetraiam6094081367314ieoggnr_cnrrmn------------enoiBocdPLCSAIAFSSIRvio-nneocvoEdaceovveisgbdvnnaalArgiiilgoresretilliemcemvluumiaiiDpiicsvsnomszieppmzaeeotiEtzansltippiieziranlmRàetietieaitoonidzmoturcnàzfoeiezinroootipanaoazqienr-rotznzeauaiebiionensamemsiineontilnemiebeltadoàitaeergeulniircritaaaallliii Ripartizione per macrotemi: alla competitività l’80% dei fondi Quanto alla ripartizione per grandi aree tematiche (grafico 2 in basso), al macrotema competitività sono già state destinate l’80% delle risorse disponibili, pari a 408 milioni di euro, di cui oltre la metà ha contribuito a raggiungere gli obiettivi della focus area P3A “Filiera agroalimentare e produzioni di qualità” e poco meno dell’altra metà si è concentrata sugli obiettivi delle focus area P2A “Ammodernamento aziende agricole/forestali e diversificazione” e P2B “Insediamento giovani agricoltori”, destinando il restante 2% agli obiettivi della P3B “Gestione dei rischi”. Di tali risorse si stima che circa il 30% potrebbe ricadere sui territori montani. Soffermandosi sul 2017, nella prima metà dell’anno è stato pubblicato il bando per il sostegno ai Gruppi operativi per l’innovazione, che per il macrotema competitività ha interessato la focus area P2A. In primavera c’è stata l’attesa pubblicazione del bando per le principali filiere dell’agroalimentare emiliano-romagnolo, con una dotazione di 135,8 milioni distribuiti tra sostegno degli investimenti, dell’innovazione e della formazione. Risale poi ad aprile il varo del terzo bando per i giovani agricoltori dell’attuale programmazione. Meno rilevante in termini di quantità di risorse dedicate, ma molto innovativo nei contenuti il bando sulla promozione e implementazione di servizi di educazione ali- mentare e alla sostenibilità. Complessivamente sono state ammesse a finanziamento 3.132 domande per un importo totale di oltre 226 milioni, di cui il 41% è stato concesso nel 2017. Ambiente e clima Per il macrotema ambiente e clima è stato messo a bando il 71% delle risorse disponibili. Oltre il 50% dei circa 385 milioni sono stati impiegati sul tema P4B “Qualità delle acque”, circa il 32% per gli obiettivi della focus area P4A “Biodiversità” e il 12% tra le restanti focus area. Si stima che la ricaduta sui territori montani possa raggiungere il 37% delle risorse dedicate. Nel 2017 per le focus area relative all’ambiente e al clima sono stati emanati, oltre a quel- GRAF. 2 - PSR 2014-2020: RISORSE MESSE A BANDO E DA BANDIRE PER MACROTEMA (MLN DI EURO)* Sviluppo del territorio 48 86 Ambiente e clima 385 159 Competitività 408 105 Messe a bando Da bandire * Alle risorse per macrotema per determinare i totali complessivi vanno incluse quelle per l’assistenza tecnica LUGLIO/AGOSTO 2017 13

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Fatti FONDI EUROPEI ALLO STUDIO LA CREAZIONE DI UN FONDO DI GARANZIA MULTIREGIONALE Per andare oltre la logica dei contributi a fondo perduto e avendo ormai utilizzato la quasi totalità delle risorse disponibili a sostegno della competitività, la Regione sta esplorando nuove strade per continuare a supportare lo sviluppo delle imprese. A questo proposito è stata effettuata un’analisi delle caratteristiche del mercato del credito agricolo emiliano-romagnolo da parte di un valutatore indipendente (ex Regolamento europeo 1303/2013), che ha indirizzato la Regione verso l’adozione di un fondo di garanzia multiregionale. Credendo nelle opportunità che tale strumento potrà fornire, si sta procedendo in maniera tempestiva a una modifica del Psr con introduzione di due nuovi tipi di operazione, rispettivamente per investimenti con strumenti finanziari in aziende agricole (4.1.05) e agroindustriali (4.2.02). L’obiettivo è la creazione di un fondo gestito dal Fei (Fondo europeo per gli investimenti), in cui la Regione investirà 6 milioni di euro (focus area P2A e P3A) e in cui anche altri partner pubblici e intermediari finanziari (banche europee e nazionali) apporteranno propri capitali. Per beneficiare di un prestito con garanzie ridotte, gli agricoltori dovranno rivolgersi agli intermediari selezionati dal gestore del fondo, su indicazioni concordate con la Regione in uno specifico accordo. L’implementazione del fondo di garanzia è attesa entro la fine dell’anno. La Regione provvederà a informare di questa nuova opportunità attraverso i vari canali di comunicazione. li annuali per le indennità compensative nelle zone svantaggiate, ben 4 bandi per il sostegno a Gruppi operativi per l’innovazione a cui sono stati destinati 4 milioni per la realizzazione di progetti sulle focus area P5C “Energie rinnovabili”, P5D “Riduzioni emissioni ammoniaca” e P5E “Forestazione ambientale”. Gli impegni assunti ammontano complessivamente a 332 milioni, per 38.113 domande ammesse a finanziamento; le concessioni per l’anno in corso ammontano a circa 16 milioni. Sviluppo del territorio Le risorse messe a bando per il macrotema sviluppo del territorio sono ammontate a 47 milioni di euro e rappresentano il 35% della dotazione iniziale. Oltre tre quarti delle risorse sono state destinate alla focus area P6B “Servizi alla popolazione e Leader” e la parte restante alla focus area P6C “Diffusione banda larga”. Si stima che il 90% delle risorse utilizzate avrà un impatto sui territori montani. La prima parte del 2017 è stata tra l’altro interessata dalla pubblicazione dei bandi per le strutture per servizi pubblici (operazione 7.4.02) e dalla realizzazione di impianti pubblici per la produzione di energia da fonti rinnovabili (7.2.01). La scorsa primavera i Gruppi di azione locale hanno poi provveduto all’emanazione dei propri bandi. I contributi concessi ammontano a circa 10 milioni, di cui circa 7 nell’anno in corso quasi totalmente concentrati in ambito Leader, a eccezione di un milione destinato alla realizzazione della infrastruttura della banda ultralarga. Presto gli aggiornamenti sul web Per l’attuazione della misura 20 (assistenza tecnica) sono state avviate procedure per 14 milioni, prevalentemente per l’assunzione di personale dedicato al Psr sia a livello centrale sia sul territorio, la strutturazione e implementazione del sistema informativo gestionale e del sistema di monitoraggio regionale. In particolare nel primo semestre 2017 è stata realizzata la valutazione ex-ante sugli strumenti finanziari, si sta fornendo supporto all’attuazione delle misure agroambientali e si sta procedendo alla selezione del valutatore. In considerazione del livello di avanzamento ormai raggiunto dal Programma, è stata inoltre avviata la progettazione di uno spazio ad hoc sulle pagine web della Regione per fare il punto ogni due mesi sullo stato di avanzamento del Psr. La lettura delle risorse messe a bando e concesse aggregate per misura conferma la forte incidenza sulle misure 4 e 10 così come osservato per i macrotemi rispettivamente competitività e ambiente e clima (grafico 1 a pag. 13). Le attese per il secondo semestre Gettando lo sguardo avanti, mentre Agricoltura va in stampa è in corso di emanazione il bando nella focus area P6A “Aiuto all’avviamento di imprese extra agricole in zone rurali”. Tra i principali bandi che saranno emanati entro l’autunno oltre a uno nuovo per la formazione, anche quelli dedicati ai prodotti in regime di qualità, alla prevenzione e al ripristino dei danni da eventi catastrofici, all’agroambiente e al biologico, oltre a un pacchetto di interventi per la riduzione delle emissioni di ammoniaca che coinvolge le misure 4, 10 e 16. Il 28% complessivo di risorse ancora disponibili può riservare ulteriori opportunità su tutti e tre i macrotemi per la restante parte del periodo di programmazione (grafico 2 a pag. 13). 14 LUGLIO/AGOSTO 2017

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Fatti MERCATI EMERGENTI Le specialità Dop e Igp alla conquista della Cina Missione della Regione a novembre. Il presidente Bonaccini: «Internazionalizzazione delle imprese leva per crescita e sviluppo». L’assessore Caselli: «Più tutela per i nostri prodotti» L e eccellenze agroalimentari dell’EmiliaRomagna alla ricerca di nuovi spazi commerciali nel mercato cinese. È l’obiettivo della missione di sistema organizzata dalla Regione, che dal 20 al 26 novembre prossimi, in occasione della seconda edizione della Settimana della cucina italiana nel mondo, la kermesse promossa dal Governo italiano che quest’anno si terrà in Cina, guiderà una delegazione di imprese e di partner istituzionali (enti pubblici, Consorzi di tutela prodotti Dop e Igp, società fieristiche e di sviluppo del territorio di imprese del settore) sia per cercare nuove opportunità economiche e di sviluppo nel grande Paese asiatico, consolidare alleanze nei processi di innovazione e sviluppare relazioni politicocommerciali, sia per confrontarsi sui temi della sicurezza alimentare, della tutela dei prodotti di origine controllata e dei modelli di sviluppo sostenibili legati ai cicli produttivi dell’agrifood. Incontro di presentazione con gli imprenditori Gli obiettivi e il programma di massima dell’iniziativa sono stati illustrati a Bologna in un incontro al quale hanno partecipato numerosi imprenditori interessati alla missione, presenti il presidente della Giunta regionale, Stefano Bonaccini, gli assessori regionali all’Agricoltura, Simona Caselli, e all’Università e Ricerca, Patrizio Bianchi, rappresentanti dei ministeri Affari esteri, Politiche agricole e Università e ricerca e degli organismi coinvolti nella missione: fra gli altri, Ice, Unioncamere Emilia-Romagna, Fondazione Italia-Cina, Fiere Macfrut e Dell’Aquila Cibus, Fico e Aster. «Quello cinese – ha affermato Bonaccini – è un mercato gigantesco e in crescita, fondamentale per quell’internazionalizzazione delle imprese che rappresenta una leva basilare per la crescita e sulla quale come Regione stiamo puntando con forza. In termini di ricerca e innovazione stiamo creando sempre di più le condizioni perché le nostre aziende si aprano ai mercati internazionali e la missione in Cina, dopo quella che realizzammo lo scorso anno a New York, dove le nostre eccellenze agroalimentari conquistarono la scena, è un’altra opportunità che mettiamo in campo. Altrettanto importante sarà per noi discutere di come tutelare i nostri prodotti e di sicurezza alimentare, anche in ambito del World food forum. Infine, la missione ci offre la possibilità di rafforzare –proprio sui temi della ricerca e dello sviluppo, e non solo con riferimento al campo agroalimentare – l’intesa siglata nel 2015 con la Provincia del Guangdong, player globale e motore dell’economia cinese, che assieme alla California negli Stati Uniti e al Gauteng in Sudafrica rappresenta il gruppo delle Regioni partner a livello internazionale con cui l’EmiliaRomagna intende affrontare le sfide globali». A cura della REDAZIONE Un momento dell’incontro di presentazione della missione istituzionale in Cina, con gli assessori Bianchi (il primo da destra), Caselli e il presidente Bonaccini LUGLIO/AGOSTO 2017 15

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