L'Albero Verde n. 2-2017

 

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Trimestrale di CIAI

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Poste Italiane spa - Sped. in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/04 n. 46) Art. 1.1 LO/MI - I.P. L’Albero Verde N. 2 luglio 2017 - Anno XXIII Trimestrale di CIAI, Centro Italiano Aiuti all’Infanzia CINA Adozioni: qualità verso quantità INDIA Una storia di successo CAMPAGNE #non6solo 1

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CIAI sede legale Via Bordighera, 6 20142 Milano Tel 02 848441 – Fax 02 8467715 info@ciai.it SEDI ITALIA CIAI Lazio  Via Parigi, 11 00185 Roma Tel e Fax 06 7856225 lazio@ciai.it CIAI Puglia Via Bozzi, 35 70121 Bari (BA) Tel 080 743996 Fax 080 5940035 puglia@ciai.it CIAI Sardegna Via San Lucifero, 87 09123 Cagliari Tel 070 2510083 Fax 070 2510084 sardegna@ciai.it CIAI Toscana Sede Cooperazione Toscana c/o CMSR Via della Madonna, 32 57123 Livorno Tel 800 944 646 info@ciai.it CIAI Veneto Via Antonio Grazioso 5 35133 Padova Tel 0498077210 Fax 0497160054 veneto@ciai.it   SPORTELLO ADOZIONE GRUPPI TERRITORIALI Rho Genova Piazza Colombo 1 interno 7-7A (Stazione Brignole) per info o appuntamenti Tel  02 84844 401/402/428 postadozioni@ciai.it   SEDI ESTERO CIAI Burkina Faso 01 bp 2789 01 Ouagadougou CIAI Cambogia Bari Referente: Gilda Cinnella amociai@libero.it Catania Referente: Nuccia Vannucci Auteri ciainuccia@virgilio.it Cosenza Referente: Michele Greco chelegreco@tiscali.it Genova Referente: Sonia Palumbo gruppo.rho@ciai-world.it Roma Referente: Fabrizia Sepe fabrizia.sepe@gmail.com Torino Referente: Maurizio Zoè maurizio.zoe@tiscali.it Trieste Referente: Lucio Mircovich luciotrieste@alice.it N. 2 St. 135 Referente: Michela Grana Verona P.O. Box 1150 mgrana@tin.it Referente: Silvia Vartolo Phnom Penh Livorno CIAI Colombia Referente: Ilaria Pancrazi Avda. Kra 15 # 119-11 ilaria.pancrazi@virgilio.it Edificio Epcocenter – Oficina 428 Epcocentro Bogotà DC CIAI Costa d’Avorio Milano Referente: Benedetta Caruso benedetta.caruso@libero.it Cocody-Angré Caféier 7-17 Napoli BP 229 Abidjan 17 Referente: Anna Falciatore CIAI Etiopia fam.derosa@tin.it silvia.vartolo@gmail.com Bole Subcity, Woreda 04, House Padova n. 102 Referenti: Nico e Paola D’Angelo p.o box 2009 volontaripadova@gmail.com Addis Abeba Pavia CIAI India Referente: Cinzia Capra L’Avenir Apartment No. 3, 108 gruppo.pavia1@gmail.com Pappamal Koil St. Kuruchikuppam, Puducherry CIAI Vietnam n. 8, Tu Hoa – Quang An – Tay Ho Pescara Referente: Patrizia Sciarra patriziasci@tiscali.it Hanoi Prato Referente: Pierluigi Bertolini pierluigi.bertolini53@gmail.com L’Albero verde Direttore Responsabile Donatella Ceralli – donatella.ceralli@ciai.it Hanno collaborato Manickam Chinnathambi, Paola Cristoferi, Francesca Mineo,Thaise Ferguglia, Jegadisan Jeyaraman, Ousmane Silga, Francesca Silva. Fotolito – Stampa – Spedizione Gruppo Poliartes, Via Giovanni XXIII, 5 - 20068 Peschiera Borromeo (Milano) Redazione CIAI, Via Bordighera, 6 – 20142 Milano Periodicità Trimestrale - Spedizione in Abbonamento Postale – Milano Registrazione n. 432 del 29/07/1994 – Tribunale di Milano Edizione CIAI, Via Bordighera, 6 – 20142 Milano Foto di copertina Francesca Acerbi 2

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L’ALBERO VERDE N. 2-2017 4 IN PRIMO PIANO Impact Report 8 CINA Adozioni: qualità verso quantità 10 ITALIA Alleanza Harraga 12 INDIA Una storia di successo 14 BURKINA FASO Genitori protagonisti 16 CAMPAGNE Due vite, un unico obiettivo 18 SOCI Festa d’estate EDITORIALE Eppur si muove! Dopo anni di immobilismo un segnale di vita è arrivato dalla CAI. Anzi, più d’uno. Prima di tutto il rinnovo delle cariche: Laura Laera assume ufficialmente il ruolo di vice presidente. Benvenuta, buon lavoro e...auguri: crediamo che ne avrà bisogno. Non ci resta che sperare che ora in Commissione ai telefoni che squillano qualcuno inizi a rispondere, che le mail vengano aperte e lette, che si riprenda il dialogo con gli operatori (e noi fra quelli) e le famiglie (e voi fra queste). Peccato che, di lì a poco, arrivi una cattiva notizia, anche se va subito detto che Laura Laera non c’entra proprio con questa decisione: i rimborsi per le spese per l’adozione verranno erogati alle famiglie che li hanno richiesti solo per le pratiche concluse entro il 2011. Chi ha adottato dopo...resta con un pugno di mosche. E anche qui, dobbiamo dire, che pare finito il tempo dell’immobilismo: subito le associazioni di genitori si sono mobilitate con richieste di firme ad un appello al Presidente del Consiglio Gentiloni, che sta riscuotendo molto successo (quasi 7000 , ad oggi le firme raccolte); sul fronte politico, sono state ben 5 le interrogazioni parlamentari presentate per chiedere al Governo di sbloccare la situazione. Speriamo in buone notizie su questo fronte. Anche CIAI si sta muovendo, eccome, su un fronte veramente caldo, quello dei minori stranieri non accompagnati. La campagna #non6solo procede e anche in questo numero della rivista ne trovate ampia documentazione. Vi invitiamo a leggere le interviste ad Alessandra Sciurba e Federica Joele che, su questo progetto, lavorano a Palermo e Abidjan; il loro entusiasmo, la loro forza, la loro determinazione devono insegnarci qualche cosa: che ci sono giovani ancora capaci di appassionarsi, di guardare all’altro con attenzione, di confrontarsi con realtà spesso molto pesanti, sempre difficili. E che non possiamo deluderli, questi giovani, così come non possiamo deludere quei giovani partiti da lontano, soli, sfidando la morte per rivendicare il loro diritto ad un futuro, alla realizzazione dei loro sogni. Trascorrete questa estate serenamente e ricaricatevi. Avranno, avremo, bisogno di tutte le vostre energie per concludere l’anno in bellezza. E il prossimo...son 50! Donatella Ceralli 33

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IN PRIMO PIANO Misurare l’impatto del proprio lavoro Dopo la prima esperienza dello scorso anno, abbiamo deciso di redigere un Rapporto d’Impatto anche per l’attività relativa al 2016. Come ha scritto il direttore Paolo Palmerini nell’introduzione:“Rendere conto del lavoro svolto e di ciò che si è ottenuto, per la nostra organizzazione è un impegno che non ha tanto a che fare con una ricerca di efficienza o efficacia quanto piuttosto con la ricerca di senso. Senza dare niente per scontato, nemmeno la nostra stessa esistenza, ci confrontiamo continuamente con il significato profondo di ciò che facciamo, con serietà e impegno. Quella serietà e impegno che sanno avere solo i bambini e che noi, avendo il privilegio di occuparcene, osserviamo in ogni momento. A volte con sorpresa, a volte con incredulità, a volte riuscendo a riconoscere oltre il velo opaco degli occhi adulti, la memoria di noi stessi”. Nei mesi scorsi vi avevamo già raccontato il percorso di ricerca che abbiamo sviluppato e che ha portato alla costruzione della Teoria del Cambiamento CIAI (vedi L’Albero Verde n. 3-2016); si è trattato di un importante ulteriore passo per il raggiungimento dell’obiettivo che ci siamo posti: la misurazione dell’impatto del nostro lavoro. L’intero Report d’Impatto è disponibile sul nostro sito http://www.ciai.it/chi-siamo/bilancio/ ma in queste pagine ve ne forniamo una sintesi. Iniziamo innanzitutto col dire che, nel 2016 CIAI ha generato un cambiamento positivo per 91.704 persone. Le persone: i nostri beneficiari 4

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Tutto ciò, grazie ad un totale di 2091 persone così suddivise: 1.432 soci, 500 volontari attivi, 112 dipendenti e collaboratori all’estero e 47 dipendenti e collaboratori in Italia. L’analisi delle entrate per tipologia di donatore evidenzia che la maggior parte delle risorse di CIAI viene da donatori privati, sia con i Sostegni a distanza sia tramite altre forme di finanziamento. Molto importanti sono anche i finanziamenti delle istituzioni ma resta in ogni caso molto evidente il carattere di indipendenza che CIAI mantiene anche rispetto alla composizione delle proprie entrate. Entrate per tipologia di donatori Da privati Da privati per sostegno a distanza da istituzioni da fondazioni da aziende e altro € 1.809.819 € 1.396.419 € 1.614.411 € 740.494 € 103.187 32% 25% 28% 13% 2% Anche nel 2016 la maggior parte dei fondi raccolti (87%) è stata utilizzata da CIAI per un impiego diretto a favore dei bambini più vulnerabili. La percentuale delle spese generali su totale complessivo è molto contenuta (6%) e in un trend di decrescita costante ormai negli ultimi anni. Destinazione delle entrate Per attività e servizi Per la mission Per attività di raccolta fondi Per comunicazione e advocacy 87% 6% 5% 2% 87% 6% 5% 2% Ripartizione uscite per Output inclusione sociale 57% protezione 38% benessere psico-emotivo 5% 57% 38% 5% PROTEZIONE Nel 2016 sono stati realizzati 9 progetti di protezione dell’infanzia in 5 Paesi: Afghanistan, Etiopia, Burkina Faso, Colombia e Cambogia. I progetti hanno coinvolto 36.031 beneficiari, di cui il 35% bambini e il 40% donne e bambine per un budget complessivo di 701.326 Euro. 12.680 Bambini vulnerabili hanno migliorato la loro situazione 23.401 Adulti hanno sviluppato maggiori capacità per assicurare sicurezza e protezione ai bambini 5

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Sono state realizzate 50 adozioni internazionali in 7 paesi: Burkina Faso, Cina, Colombia, Etiopia, India,Thailandia eVietnam. 16Colombia 5012Cina 2 Vietnam 11 Thailandia Età dei bambini al momento dell’arrivo: 1-3 anni 10 4-6 anni 15 7-11 anni 25 2India 6 Burkina Faso 1 Etiopia 18 32 INCLUSIONE SOCIALE Nel 2016 sono stati realizzati 23 progetti in 11 Paesi: India, Etiopia, Nepal, Burkina Faso, Colombia, Costa d’Avorio, Vietnam, Thailandia, Italia, Cambogia e India. I progetti hanno coinvolto 53.274 beneficiari di cui il 37% bambini (54% donne e bambine) per un budget complessivo di 2.460.554 Euro. 19.454 bambini Hanno frequentato una scuola “Child friendly” e vivono in un ambiente più sano, si alimentano meglio ed è aumentato per loro l’accesso ai servizi di salute. 33.820 adulti Sono stati coinvolti in interventi per migliorare le loro competenze, al fine di una migliore inclusione sociale dei bambini. BENESSERE PSICO-EMOTIVO Per favorire la condizione di benessere, CIAI ha offerto servizi di sostegno e accompagnamento psicologico rivolti alle famiglie e ha promosso iniziative di sensibilizzazione e formazione alle comunità di riferimento e alle istituzioni I beneficiari Servizi alla famiglie 274 1.202 77 110 53% VRO e convegni 17 171 416 38 6 69%

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OUTCOME E INDICATORI Per le quattro tipologie di beneficiari - Bambini, Famiglie, Comunità e Istituzioni – sono stati individuati degli OUTCOME (gli effetti dell’intervento, il cambiamento generato sui beneficiari diretti) e degli indicatori misurabili, affiancati da analisi e commenti. Questa la sintesi: Bambini Beneficiari 2016 = 32.691 bambini di cui 43% bambine * indicatore del risultato dei follow up ai soli casi dei bambini adottati, rispetto al totale dei bambini beneficiari di CIAI. Famiglie Beneficiari 2016 = 15.683 genitori e tutori di cui 58% donne Comunità Beneficiari 2016 = 32.220 persone di cui 48% donne Istituzioni Beneficiari 2016 = 5.110 persone di cui 52% donne Completano il documento i Focus su alcune attività particolarmente significative e, naturalmente, il Bilancio economico (certificato da PricewatherhouseCoopers). 7

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CINA Adozioni: qualità vs quantità di Thaise Ferguglia* Parlare di Cina al giorno d’oggi risulta essere una delle cose più semplici e al tempo stesso più complicate di sempre. L’apertura economica di quella che ormai conosciamo come la nuova potenza mondiale, ci ha dato la possibilità di entrare più a contatto con questo mondo che, fino a qualche decennio fa, era ignoto ai più e ci ha permesso di toccare con mano le grandi contraddizioni della realtà cinese. E la situazione di abbandono dei bambini è una di queste realtà. I bambini abbandonati in Cina sono molti. È difficile dare dei numeri certi perchè il Governo cinese difficilmente diffonde dati così sensibili, spesso per questioni di immagine. Quello che sappiamo è che il numero è calato nell’ultima decade ma resta ancora molto alto. I dati ufficiali del Governo parlano di 576.000 bambini all’anno, ma i dati ufficiosi portano questo numero a un milione e forse più (fonte: cnn). La Costituzione cinese specifica chiaramente che “Lo Stato promuove lo sviluppo morale, intellettuale e fisico dei bambini e dei giovani” e che “...i bambini sono protetti dallo stato”. Formulate secondo la Costituzione, le leggi cinesi includono disposizioni complete e sistematiche relative al diritto dei bambini alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo, nonché alla salute e alla sanità di base. Ma, come spesso accade, anche se a livello legislativo tutto risulta ben pianificato, a livello pratico le lacune sono enormi. Per cui, dei circa 600.000 (o milione) bambini in situazione di abbandono, appena 100.000 beneficiano del supporto dello stato (fonte: theglobeandmail). Per diversi anni il motivo principale di abbandono dei bambini era la politica del figlio unico, che non permetteva alle famiglie di avere più di un figlio se non dopo aver fatto richiesta formale agli enti governativi. Ma ora lo scenario è cambiato. Gli esperti del welfare, infatti, considerano la mancanza di adeguate cure sanitarie come una delle cause principali del così alto numero di bambini in stato di abbandono. Tante famiglie non possono permettersi di tenere i bambini per mancanza di risorse economiche, per cui li abbandonano per via delle loro disabilità o dei loro problemi medici. A volte i bambini sono “left-behind”, lasciati indietro perchè i genitori vanno in città per cercare un lavoro che dia loro una maggior solidità economica e non possono portare i figli con loro, perché lo hukou, il permesso di residenza cinese, non garantisce l’assistenza medica al di fuori della zona di residenza, se non pagando multe che risultano spropositate per i vari nuclei famigliari. Nel corso degli anni il Governo ha provveduto a creare politiche per supportare gli istituti governativi nel garantire assistenza medica ed una minima educazione scolastica ai bambini accolti. Spesso, però, questo supporto non solo risulta insufficiente, ma a volte addirittura inutile. A volte per via della notevole sproporzione del numero delle a’yi (le “tate”) rispetto ai bambini (parliamo di un rapporto che può arrivare a 4 a’yi ogni 70 bambini), troviamo bambini di 3-4 anni che portano ancora il pannolino perché nessuno 8

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ha avuto il tempo necessario per insegnargli come usare il gabinetto; o con un forte ritardo nello sviluppo, perché nessuno si è preoccupato che mangiassero il necessario per un corretto sviluppo fisico; o che a 3-4 anni ancora non parlino, perché nessuno ha avuto la pazienza di sedersi con loro ed aiutarli ad articolare le parole più semplici. Altre volte perché ci sono delle lacune nella preparazione delle a’yi; un esempio è dato dall’idea che i bambini “special need” non siano spesso reputati in grado di sviluppare delle capacità di apprendimento e per questo vengano esclusi dalle attività o non vengano mandati a scuola. Ma il danno maggiore arrecato a questi bambini in situazione di abbandono all’interno degli istituti è la poca considerazione data dai cinesi al fattore psicologico. C’è ancora una grande lacuna sulla conoscenza degli effetti che ha l’abbandono sulla psiche dei bambini e quanto questo influisca sul loro sviluppo fisico e mentale. Altrettanta poca considerazione viene data alla preparazione di questi bambini all’adozione. Il mondo dell’adozione in Cina è basato sul principio fondamentale del business cinese: i numeri. Sì, in Cina tutto è business, anche l’adozione. Un bravo Ente è quello che adotta il maggior numero di bambini per anno. E poco importa se i bambini siano preparati oppure no o se lo siano le famiglie. Quello che conta sono i numeri. In un contesto di questo tipo, CIAI porta ugualmente il proprio approccio basato sull’attenzione al singolo bambino ed alla singola famiglia. Da qui l’importanza di monitorare la situazione dei bambini non solo basandosi sui documenti (spesso datati) che vengono forniti dalle autorità cinesi; ma anche richiedendo aggiornamenti, esami medici specifici, invio di foto e video e, quando possibile, visite da parte del nostro staff. Per i cinesi è difficile capire quanto questo sia importante, soprattutto perché siamo gli unici nel nostro settore a richiedere un monitoraggio così dettagliato, ma sappiamo bene che maggiori informazioni abbiamo sul bambino, maggiori sono le possibilità di successo in fase di abbinamento e di adozione, perché la famiglia conosce con maggior precisione le necessità del bambino che accoglierà. Fin troppo spesso, infatti, sentiamo di famiglie che una volta in Cina scoprono i bambini in condizioni anche molto diverse da quelle presentate in Italia. E questo rende tutto più difficile sia per le famiglie che si vedono in qualche modo costrette ad accogliere o rifiutare il bambino, sia per i bambini che a volte dopo una brevissima convivenza devono tornare a vivere in istituto, subendo un ulteriore abbandono. Un altro aspetto delicato ma fondamentale del nostro lavoro è la preparazione del bambino all’adozione. Spesso i bambini vivono da anni in famiglie affidatarie e come CIAI chiediamo pertanto un supporto da parte dell’istituto per aiutare le famiglie affidatarie a preparare il bambino al distacco e a capire il grande cambiamento che sta per avvenire. Per questo le famiglie inviano un album di foto, in modo che i bambini si abituino a vedere i volti delle persone che incontreranno e possano famigliarizzare con “mamma e papà”. Un aspetto che non può essere ignorato è l’importanza di avere dei punti di riferimento dell’Ente in loco, durante tutta la delicata fase di permanenza in Cina. Molte famiglie sono abituate già a viaggiare, ma trovarsi a kilometri di distanza da casa, con un tumulto di emozioni per questo grande cambiamento in atto e in un ambiente molto diverso da quello a cui si è abituati, in cui la lingua è incomprensibile e l’inglese quasi inesistente... beh, diciamo che è qualcosa di molto diverso da una comune vacanza. Per cui è molto importante che la famiglia abbia un supporto, sia da parte del personale di CIAI in loco che in Italia. Il nostro lavoro è e continuerà ad essere focalizzato su quel che è meglio per i bambini e per le famiglie. Spesso questo diventa una sfida quotidiana, riuscire a far capire ai cinesi l’importanza della qualità sopra la quantità. E a volte sembra di combattere contro i mulini a vento. Ma noi continuiamo, in nome di quei bambini che già hanno trovato una famiglia e in nome di quelli che ancora stanno aspettando di poterne avere una. *Sede CIAI CINA 9

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ITALIA Col teatro si cambia di Paola Cristoferi* Come ogni anno, da otto anni, a primavera il Centro educativo Stadera apre le sue porte. Insegnanti e familiari sono invitati all’incontro finale del laboratorio di teatro, condotto dalla nostra Paola Scalas (nella foto di questa pagina insieme ai bambini con le maschere) e dall’equipe educativa. In questa occasione si racconta il percorso svolto durante l’anno, attraverso una piccola messa in scena, video, parole e canti nati durante il laboratorio. Qui si possono vedere delicate ma significative tracce della crescita dei ragazzi e del loro mondo interiore che si rende magicamente accessibile, in continua trasformazione e ridefinizione. Il pretesto è sempre un racconto, una storia. La narrazione infatti permette di entrare in un’atmosfera sospesa, sollecitare la fantasia e liberare il naturale desiderio di essere simili o differenziarsi dai protagonisti, senza giudizio o risposte predefinite La storia di quest’anno è quella di Nanaq, giovane Inuit destinato a diventare sciamano come il suo papà Iktuk, ma per farlo dovrà affrontare prove impegnative, l’allontanamento del padre, la ricerca di uno spirito guida, il confronto con un impostore, il territorio dei ghiacci tanto ostile e infine la sfida conclusiva, prima del ritorno del padre, una volta diventato ormai sciamano, uomo. I bambini hanno ascoltato fin dall’inizio la storia, dimostrando di apprezzare molto il momento di ascolto attivo, distesi o accoccolati sul pavimento dell’aula di teatro. Ma meno facile è stato cogliere le sollecitazioni di quella storia per riflettere e sperimentare i temi che racconta. L’esperienza laboratoriale, infatti, utilizza diversi strumenti (giochi, pratiche motorie, vocali o manuali) per affrontare questioni cruciali attraverso angolazioni e livelli di profondità sempre diversi, secondo la sensibilità e la consapevolezza dei ragazzi. In questi mesi il gruppo ha costruito il proprio villaggio simbolico e tradotto le prove di Nanaq con le proprie: creando un inno della “tribù Ciai”, suonando musica tribale all’unisono, nominando le paure e le difficoltà di ciascuno e raccontando i pericoli dell’ambiente circostante. I bambini hanno cercato il proprio spirito guida, ispirati da quelli della cultura Inuit e infine cantato le proprie storie. Ciascuno di questi momenti ha richiesto grande cura e fiducia, all’inizio la grande maggioranza di loro non era in grado di mettersi in gioco, proporre iniziative, assumere un atteggiamento collaborativo con i compagni o affrontare situazioni di conflitto. Per ogni situazione di difficoltà personale più della metà dei bambini reagiva con scatti di rabbia, aggressività, crisi di pianto. Durante i primi incontri di laboratorio il bisogno specifico di alcuni ragazzi ha influenzato il gruppo tanto che il programma delle attività è stato più volte modificato. Ma col tempo ogni piccolo passo in avanti ha agito da motore per i compagni e alla fiducia di un ragazzo seguiva la messa in gioco di un compagno. Ogni volta che qualcuno si spogliava di un po’ di timidezza diffondeva negli altri coraggio e desiderio di raccontarsi. Lo spettacolo ha raccontato tutto questo processo di crescita, ha mostrato la fragilità e insieme la potenza del cambiamento, confermando che diventare grandi è un’esperienza sì paurosa ma ad ogni paura superata può diventare anche entusiasmante. Il laboratorio di espressività teatrale è stato realizzato all’interno del progetto EducAzione: cittadini in classe, cittadini fuori classe grazie al contributo di Fondazione Cariplo. *CIAI- Progetti educativi Italia 10

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ITALIA L’alleanza “Ragazzi Harraga” si presenta di Francesca Silva* “Ragazzi Harraga” è un progetto che nasce nel 2016 per rispondere ai bisogni dei minori migranti soli accolti nella città di Palermo. Un’idea che prende forma da un gruppo di soggetti del settore pubblico e privato con esperienze nell’inclusione sociale, nell’accoglienza e nella formazione. “Ragazzi Harraga” è frutto di un’alleanza di identità autonome e diverse, capaci di fare sistema e integrare le proprie competenze. CIAI è capofila di questo gruppo di soggetti con cui ha condiviso dapprima un percorso di reciproca conoscenza e confronto, e poi ha avviato una collaborazione sulla base di una visione comune del fenomeno migratorio. L’alleanza “Ragazzi Harraga” crede che la libera mobilità delle persone sia un’opportunità per la costruzione di una comunità inclusiva, sostenibile e solidale. L’accoglienza dei migranti può essere una straordinaria occasione di crescita e arricchimento sociale, e lo è in particolare se si tratta di giovani migranti portatori di risorse da fare emergere e potenziare. In questa prospettiva, vuole costruire un modello di accoglienza e inclusione sociale innovativo e replicabile favorendo occupazione e autonomia per i giovani migranti e si impegna a consolidare pratiche di interazione e scambio tra i giovani migranti e il territorio in cui si trovano a vivere, nell’ottica di una valorizzazione complessiva delle risorse di tutti gli attori coinvolti. *Direttore Territoriale Italia CIAI è stato scelto come capofila dell’alleanza per l’esperienza nell’inclusione di minori e migranti e per le capacità organizzative e gestionali, ma anche per la accountability, la dimostrata esperienza nella gestione di progetti complessi e per la consolidata capacità di gestire ampi ed eterogenei partenariati e reti. Assessorato alla Cittadinanza Sociale del Comune di Palermo ha la competenza esclusiva sull’accoglienza e la tutela dei minori migranti soli nel Comune di Palermo; in particolare attraverso l’Ufficio Nomadi e Immigrati si occupa dei progetti di integrazione sociale dei minori stranieri non accompagnati. Associazione Culturale NOTTEDORO ha per finalità lo sviluppo e la diffusione di attività culturali, interventi sociali e di solidarietà che favoriscano il confronto interculturale e l’integrazione tra le diversità e prevede come destinatari privilegiati i migranti, i richiedenti asilo, i minori migranti soli e i rifugiati. Associazione Libera Palermo diramazione territoriale di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, nata con l’intento di creare una rete di realtà associative capaci di fornire un contributo unico e specifico nell’azione di contrasto alle criminalità organizzate. Fra le sue attività Libera a Palermo ha sviluppato diversi interventi rivolti all’immigrazione con programmi formativi di inclusione sociale, attraverso percorsi formativi, attività sportive, coinvolgimento di associazioni e supporto a realtà che operano direttamente con i migranti. Associazione Santa Chiara interfaccia dell’opera salesiana “Santa Chiara” che opera secondo lo stile di Don Bosco nel popoloso e storico quartiere Ballarò a Palermo, da sempre è punto di riferimento per i migranti a Palermo. CESIE è un centro studi e iniziative europeo fondato per promuovere la crescita attraverso l’adozione di strategie educative innovative e partecipative. CESIE porta avanti progetti di inclusione sociale e dialogo inter-culturale che hanno come target migranti adulti e bambini. CPIA PALERMO 1 - I CPIA sono scuole statali istituite dal Ministero della Pubblica Istruzione e realizzano un’offerta formativa nell’ambito dell’apprendimento permanente. I minori migranti soli sono tra i target previsti dalla legge a cui si rivolgono i percorsi didattici del CPIA, finalizzati al conseguimento del titolo di studio conclusivo della scuola secondaria di primo grado con specifici e personalizzati percorsi di compensazione relativi alle competenze di scuola primaria. SEND è un’agenzia per il lavoro e per la mobilità internazionale, promuove politiche attive per il lavoro, orientamento e tirocini extracurriculari. Le attività di SEND sono rivolte sia a giovani che ad adulti, in un’ottica di apprendimento lungo l’arco di tutta la vita, strutturando percorsi di orientamento e inserimento lavorativo specificamente pensati per soggetti a forte rischio di esclusione. Società Cooperativa Sociale Libera…Mente gestisce comunità di accoglienza per minori migranti soli. L’intervento della Comunità si fonda sull’offerta al giovane ospite di un ambiente di vita che gli garantisca protezione, affetto, istruzione, mantenimento, formazione e inserimento lavorativo, nel rispetto della sua storia e della sua personalità. Gli obiettivi che questa alleanza si è prefissata sono molto ambiziosi e non sarebbero raggiungibili senza la collaborazione e il sostegno di tanti altri soggetti. Il Progetto “Ragazzi Harraga” partecipa a Never Alone per un domani possibile, un’iniziativa di Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo, Enel Cuore Onlus, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione CON IL SUD e Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Never Alone si inserisce nel programma europeo EPIM – European Programme on Integration and Migration, un’iniziativa congiunta di varie fondazioni europee che dal 2005 lavorano sui temi della migrazione in Europa. L’iniziativa PosteInsieme ha premiato il progetto “Ragazzi Harraga” in quanto promuove politiche di inclusione e solidarietà sociale. Grazie al Sodalitas Social Innovation “Ragazzi Harraga” beneficierà del supporto tecnico dell’azienda Altran. 11

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INDIA Una storia di successo di Jegadisan Jeyaraman* Ci sono vite che, a un certo punto, imboccano una strada nuova e nulla è più come prima. E’ il caso di Prakash, un ragazzino che frequenta la Satya Special School ed è sostenuto a distanza fin dal 2010. Il programma di sostegno a distanza è fondamentale per ogni bambino con bisogni speciali che vive in zone marginali prive di servizi riabilitativi e di scuole speciali. La generale mancanza di conoscenze sulle disabilità da parte dei genitori peggiora ulteriormente la situazione. In questi anni la realizzazione del progetto ha avuto effetti positivi sui bambini e ha contribuito a portare cambiamenti sia nella vita dei bambini che della comunità. Prakash è uno di quei bambini per i quali posso testimoniare un grande cambiamento: è ora un promettente atleta che rappresenta il nostro paese con orgoglio Prakash ha un ritardo mentale e per questo motivo non ha potuto proseguire la scuola dal momento in cui i suoi insegnanti si sono resi conto dei suoi insoliti comportamenti i in classe. Dopo aver abbandonato la scuola i suoi genitori si sono trovati davanti a molte difficoltà e preoccupazioni: avevano difficoltà economiche e non avevano risposte per il suo futuro. Ovviamente tutto questo ostacolava qualsiasi accesso ai servizi riabilitativi che erano l’unica speranza per uscire da questo stato. Tutto ciò ha portato alla segregazione di Prakash fino a quando, nel 2010 è stato inserito all’interno del programma di sostegno a distanza di CIAI presso il centro di Vilianur, “riavviando” così la sua vita. All’inizio era iperattivo e non seguiva mai le istruzioni. Il suo comportamento era anche di disturbo per gli altri ragazzi. Nonostante questo l’allenatore sportivo, il Signor Kalpana, si rese conto che Prakash aveva un particolare interesse per lo sport e che il suo comportamento era molto diverso quando era coinvolto in qual- che attività sportiva. Per questo il Signor Kalpana ha voluto aumentare le terapie di gioco e questo ha contribuito ad alimentare lentamente i suoi talenti. Allo stesso tempo, sono state fornite a Prakash le altre terapie di cui necessitava (educazione speciale e logopedia), che hanno portato a dei progressi cognitivi e di linguaggio. Da allora Prakash ha mostrato un incredibile miglioramento nel suo comportamento, nelle interazioni sociali e nella comunicazione con i compagni. Prakash ha una buona struttura fisica ed ha velocemente imparato le regole dei giochi. E’ stato eccezionale ed ha addirittura iniziato a partecipare a gare a livello statale. I suoi riconoscimenti sono tanti e siamo orgogliosi di lui. Le abilità che ha potuto acquisire attraverso l’educazione speciale e le attività ADL (activities of dailiy leaving) lo hanno aiutato ad essere indipendente: ora ed è in grado di provvedere ai propri bisogni e si muove liberamente senza bisogno di essere accompagnato. Suo padre Dhanasekar ha giustamente sottolineato che adesso non sono più preoccupati per Prakash, ha un grande futuro davanti, e ha espresso uno speciale ringraziamento al CIAI, alla Satya Special School ed alla sua sponsor per il supporto in tutti questi anni. I genitori sono anche molto felici che i loro vicini, che prima non accettavano Prakash, hanno ora un rapporto amichevole con lui. Come per Prakash, si verificano miglioramenti in ogni bambino. Questi sono resi possibili grazie all’aiuto costante dei sostenitori. Io e l’intero team Satya porgiamo uno speciale ringraziamento a tutti i sostenitori per il loro immenso aiuto in tutti questi anni. Senza di loro non potremmo portare cambiamenti nelle vite dei bambini e delle loro famiglie. *Operatore Sostegni a distanza Ecco alcuni dei successi di Prakash • Ha partecipato al Campionato nazionale di Softball nel 2016 nello stato dell’Orissa. Ha dimostrato un particolare talento. E’ probabile che venga presto inserito nella squadra nazionale. • Ha rappresentato lo stato di Pondicherry nella gara a squadre di doppio di Badminton Maschile (Gioco Unificato: un ragazzo con bisogni speciali ed un ragazzo normodotato) nei Giochi Paralimpici Bahrat Punjab (12-16 Novembre 2016): con il suo compagno Manikandan ha guadagnato il primo posto. Con questa vittoria hanno la possibilità di rappresentare il paese in eventi internazionali. 12

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A lezione di inclusione sociale di Manickam Chinnathambi* INDIA Satya Special School in collaborazione con il Dipartimento del Social Welfare del governo di Pondicherry, ha organizzato durante il mese di marzo un training per le lavoratrici di un centro Anganwadi (operatrici pubbliche della salute in ambito materno infantile). Hanno preso parte alla formazione circa 120 operatrici. Durante i tre giorni di formazione sono state potenziate le capacità delle operatrici nei seguenti ambiti: legislazione relativa alla disabilità; piani governativi per le persone con disabilità; identificazione della disabilità, specifici interventi e prevenzione; tecniche di insegnamento; inclusione sociale e accessibilità; introduzione alla lingua dei segni; formazione professionale e occupazione. Il training prevedeva anche la visita al Centro di formazione professionale di Satya a Kuilapalayam. Ogni singolo argomento è stato trattato da professionisti del settore che hanno potuto anche condividere le loro esperienze. Per quanto mi riguarda, mi è stato chiesto di parlare dell’inclusione sociale e condividere le esperienze del programma di riabilitazione basata sulla comunità (CBR) che Satya Special School e CIAI stanno attuando nei villaggi semi-urbani e rurali di Pondicherry da sei anni. Nel mio intervento ho avuto la possibilità di scardinare alcuni pregiudizie sfatare falsi miti sulla disabilità, sensibilizzando sull’importanza del loro ruolo nell’inclusione sociale dei bambini / persone con disabilità a livello di villaggio. Attraverso il programma CBR sono stati istituiti 2 centri di riabilitazione del villaggio (VRC) e a circa 200 bambini con disabilità diverse sono stati resi servizi specializzati in base alle esigenze specifiche. I loro genitori hanno ricevuto un sostegno psicosociale continuo nella cura dei bambini e di altri sostegni per migliorare la vita delle famiglie. Ora i genitori hanno progressivamente riconosciuto l’immenso valore dei centri e dei servizi forniti per migliorare la condizione del bambino. Ho anche affrontato l’argomento della necessità di sostenere i genitori nell’accettazione della disabilità del proprio figlio e convincerli della necessità di inviarli ai VCR. Dopo aver ascoltato il mio intervento e le esperienze che ho raccontato, gli operatori si sono dichiarati disponibili a collaborare nei villaggi in cui operano CIAI e Satya. Hanno detto che questa formazione ha aumentato la loro comprensione della disabilità nelle diverse forme in cui si presenta e la necessità di operare con un approccio integrato. Essi hanno inoltre garantito che implementeranno tecniche apprese nel rilevamento precoce, faciliteranno l’accesso ai sistemi governativi appropriati e contribuiranno a rendere realtà l’inclusione sociale. * sede CIAI India 13

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BURKINA FASO Gli effetti positivi del sostegno a distanza di Ousmane Silga* Il Burkina Faso è un paese povero -il 40,1% della sua popolazione vive al di sotto della soglia di povertà- senza sbocco sul mare, con un’economia basata essenzialmente sull’agricoltura e l’allevamento. Il tasso di natalità è elevato, con un indice di fecondità del 5,79% per donna. La povertà unita all’alto tasso di natalità è un problema per l’educazione e lo sviluppo dei bambini. Gli effetti nefasti di alcune pandemie come l’Aids hanno avuto come conseguenza l’aumento del numero di bambini senza famiglia. Lo Stato e le strutture tradizionali che si fanno carico dei minori non possono assicurare un’educazione di qualità per tutti. CIAI, insieme ad altre Ong internazionali, si prende cura di alcuni di questi bambini. L’accompagnamento di CIAI si concretizza negli ambiti dell’educazione, della formazione e dei bisogni essenziali per la sopravvivenza del bambino e della sua famiglia. I beneficiari del programma di Sostegno a distanza sono dei bambini vulnerabili, appartenenti alle classi più disagiate, che vivono in condizioni difficili: la loro scolarizzazione è a rischio. Per il 2017 sono più di 3800 i bambini che beneficiano di un sostegno nella provincia di Kadiogo, di Nahouri e del Boulkiemdé (nel ciclo primario, nel secondario e nella formazione professionale). Ai beneficiari il Sostegno a distanza permette a breve e medio termine di seguire un normale percorso scolastico. Permette non solo di ottenere un diploma in grado di garantire loro un’occupazione attraverso i concorsi pubblici ma anche di formarsi professionalmente. Grazie al Sostegno a distanza il diritto fondamentale dei bambini di frequentare la scuola è garantito. Per la famiglia e la comunità, sono assicurati alimentazione e bisogni primari. La famiglia non rappresenta più un peso per la comunità. Per il Paese, tenendo conto delle risorse molto limitate, il Sostegno a distanza permette di lottare contro il basso livello di scolarizzazione e l’abbandono scolastico. * sede CIAI Burkina Faso 14

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BURKINA FASO Genitori protagonisti membri delle associazioni dei genitori degli allievi (APE) e 99 madri educatrici (AME), delle conoscenze di base per una buona gestione delle loro scuole. Durante la formazione i partecipanti hanno potuto prendere confidenza con la gestione delle scuole, la comprensione del ruolo da loro svolto, le responsabilità, i principi di funzionamento delle associazioni e l’importanza della manutenzione degli edifici. Da più di dodici anni CIAI è presente in Burkina Faso attraverso attività di protezione, benessere e inclusione sociale dei bambini. In questo ambito è stata organizzata una formazione per i 207 membri delle associazioni dei genitori degli alunni (APE/AME) di 15 scuole di 5 comunità rurali nella provincia del Boulkiemdé. Questa formazione si è svolta nell’ambito del progetto « Educazione e igiene - Strategie per una crescita adeguata dei bambini nelle zone rurali de Burkina Faso », finanziato dalla Cooperazione italiana. Questo progetto mira a migliorare le condizioni di accesso dei bambini alla scuola primaria, secondo le indicazioni degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Per farlo, si sono realizzate delle infrastrutture scolastiche così da facilitare l’iscrizione ogni anno a dei bambini di 15 villaggi. Per poter raggiungere questi obiettivi è fondamentale il coinvolgimento delle associazioni dei genitori degli alunni (APE/ AME). Le associazioni vengono responsabilizzate nella gestione delle scuole e svolgono un ruolo fondamentale nella sensibiizzazione delle comunità rispetto alla scolarizzazione dei bambini, soprattutto delle femmine e di quelli con disabilità. Con queste sessioni di formazione si è voluto dotare 108 Sono stati introdotti ai problemi legati alla difficoltà di raccogliere fondi per la realizzazione di progetti per le scuole. I temi sulla scolarizzazione delle bambine e bambini con disabilità sono state discusse e ognuno è stato messo in grado di creare una rete di advocacy in modo che questa scolarizzazione possa effettivamente realizzarsi in tutti i 15 villaggi beneficiari del progetto. Questo “rafforzamento” delle loro capacità li aiuterà a migliorare la gestione delle scuole dei villaggi del progetto. Loro stessi diventeranno attori della promozione dell’educazione in ambito rurale in quanto dispongono ora di un “bagaglio” adeguato per poter portare a termine con successo questa missione. In un contesto come quello locale in cui la tendenza è quella di potenziare le strutture di gestione caratterizzate da un progressivo disimpegno dello Stato a beneficio delle comunità, questa formazione è benvenuta. Essa aumenterà la partecipazione di tutte le comunità coinvolte nella vita della scuola, stimolerà gli insegnanti a raggiungere risultati migliori e le altre parti interessate nel campo dell’istruzione primaria nei villaggi. In ultima analisi, queste sessioni di formazione organizzate in 15 scuole contribuiranno a migliorare l’iscrizione, la frequenza e i risultati di apprendimento in un ambiente dove l’analfabetismo rimane una grande preoccupazione. (o.s.) Il progetto è stato cofinanziato da 15

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