La mia vita attraverso i viaggi di Giuseppe Desiderio

 

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stori di un maestro del lavro tra i fondatori il Centro studi ed alta formazione maestri del lavoro d'italia

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LA MIA VITA ATTRAVERSO I VIAGGI Giuseppe Desiderio

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In copertina: i partecipanti alla maratona di N.Y. sul ponte di Verrazzano

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Dedicato a Wanda, mia moglie, con la quale ho condiviso moltissimi viaggi, principalmente quello della vita.

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PREMESSA Questo è un ulteriore mio scritto sulle vicende della mia esistenza: non mi stanco, perché credo che non si può passare indifferenti di fronte agli avvenimenti che via via si svolgono nella nostra vita e sono osservati con i nostri occhi e assorbiti dalla mente. La nostra esistenza si compone di diverse attività nello svolgimento quotidiano della vita: la famiglia, il lavoro, lo sport, il turismo, lo studio i successi e le sconfitte (non solo quelle sportive), in sintesi, in tutti gli aspetti quotidiani, si possono riscontrare spunti e riflessioni interessanti. In questa circostanza desidero ricordare i miei innumerevoli viaggi e quello che da essi ho riportato nella mente: certamente non è poco. Girare per il mondo è un’esperienza meravigliosa, anche se oggi, con l’introduzione della televisione, dei satelliti artificiali ed INTERNET, il mondo si è rimpicciolito, in quanto è consentito di partecipare ad eventi, manifestazioni e ad esplorazioni di tutti i tipi con una vivezza di immagini che danno la sensazione di essere personalmente presenti in quei luoghi. Ma io sono un sostenitore del viaggiare e da questa determinazione scaturisce il convincimento che “IL VIAGGIARE SOSPENDE IL CORSO DELLA VITA PER CUI SI VIVE PIU’ A LUNGO”, o se si vuole si può anche sintetizzare, parafrasando un famoso spot televisivo: “UN VIAGGIO ALLUNGA LA VITA!”. Perché questa ipotesi? La risposta potrebbe essere data dalla considerazione che quando si viaggia si vedono luoghi, persone e cose sconosciute e la nostra mente è talmente presa dalla curiosità del nuovo che dimentica la “routine” della vita di tutti i giorni e ciò potrebbe quindi arrestare il processo dell’invecchiamento. Per un certo sostegno all’ipotesi avanzata, ci si può riferire a tante persone avanti negli anni, che hanno viaggiato molto. La teoria accennata può essere anche trasferita in altri campi ad esempio a chi svolge un’intensa attività professionale, che viene talmente preso dalle sue funzioni che dimentica ciò che gli sta intorno. Mi riferisco a scrittori, artisti, archeologi, ricercatori e vi possono essere altre professioni, che producono gli stessi effetti. Ecco perché ho tanto amato viaggiare, l’ho fatto senza rendermene conto. Ora ho capito quale poteva essere la molla che mi spingeva a farlo. Quello che mi rallegrava nei miei viaggi, particolarmente quelli lunghi, era l’idea di tornare nella nostra bella Italia. In molte circostanze si è verificato questo effetto, cioè, dopo avere visto meraviglie in tutto il mondo, al rientro sul suolo italiano mi sentivo di essere a casa mia e che, tutto sommato, la mia Patria mi sembrava più bella dei Paesi visitati. Oggi che sto accingendomi a scrivere sui miei viaggi, le cose in Italia non vanno molto bene, credo che ciò sia dovuto ad una serie di circostanze: prima fra tutte quella connessa all’esodo delle popolazioni africane diretto verso gli Stati europei e principalmente verso l’Italia. In secondo luogo c’è nel mondo un’evoluzione sociale: arte, costumi, politica, riferimenti ideali ecc., che rendono difficile l’adeguamento della società che ci circonda a tutte queste variabili che incidono nella vita quotidiana. Una volta si diceva che lo stellone del nostro Paese ci avrebbe aiutato ad uscire fuori dai momenti difficili, speriamo che sia ancora così.

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Tengo a precisare che tutto quanto è riportato in questi viaggi riflette la pura realtà vissuta e non vi sono aggiunte di fantasie, pertanto alcuni passi potrebbero risultare noiosi, ma alcuni altri potranno presentare aspetti interessanti per l’eventuale lettore. §§§

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Sommario I VIAGGI CON MIO PADRE ............................................................................................ 10 1. IL MIO PRIMO VIAGGIO (LUGLIO 1940)..............................................................11 2. I VIAGGI IN PUGLIA (1941-42)..............................................................................12 3. TARANTO (CON INCIDENTE FERROVIARIO-1944)............................................13 4. AUGUSTA (1944)...................................................................................................14 5. POGGIO ORSINI (1945) ........................................................................................15 LE TRASFERTE SPORTIVE ........................................................................................... 17 6. BARI 19/03/1949 - FINALE INTERREGIONALE DEL TROFEO PAVESI.............17 7. NAPOLI 03/04/1949 – FINALE NAZIONALE DEL “TROFEO PAVESI”...............18 8. PERUGIA-15/05/1949-FINALE CAMPIONATI ITALIANI STUDENTESCHI..........22 9. ROMA 28/09/1949 - SEMIFINALI DEI CAMPIONATI ITALIANI DI SOCIETÀ’ ....24 10. AOSTA 25/9/1949 - CAMPIONATO ITALIANO DI MARCIA IN MONTAGNA ......24 11. PESCARA 25/6/1950- 1A PROVA CAMPIONATO ITALIANO PODISTICO. ........25 12. FORLÌ 16/7/1950–CAMPIONATO PODISTICO-PER 3.A SERIE ..........................26 13. PADOVA 22/7/1950 - CAMPIONATI ITALIANI 3.A SERIE. ..................................26 14. REGGIO CALABRIA - 13/08/1950 – CAMPIONATO ITALIANO PODISTICO......28 15. GENOVA 17/09/1950–CAMPIONATO ITALIANO DEL CSI (CENTRO SPORTIVO ITALIANO) .............................................................................................................28 16. FOGGIA 25/05/1951 - SEMIFINALI CAMPIONATO ITALIANO DI SOCIETÀ ......29 17. MILANO 24/6/1951 - PROVA DEL CAMPIONATO ITALIANO PODISTICO.........30 18. NUORO 11/7/1951 GARA AD INVITO DELLA SOCIETÀ GENNARGENTU. .......31 19. TRENTO 29/7/1951 – PROVA DEL CAMPIONATO ITALIANO PODISTICO .......32 20. PORTO S. GIORGIO 28/10/1951 – CAMPIONATO ITALIANO PODISTICO ........33 21. ROMA 4/11/1951 – TENTATIVO DI RECORD SUI 20 KM ...................................34 22. VIBO VALENTIA 6/4/1952 – PROVA DEL CAMPIONATO ITALIANO PODISTICO ............................................................................................................36 23. GENOVA 11/5/1952 – CAMPIONATO ITALIANO DI MARATONINA ...................37 24. ROMA 31/5/1952 – PROVA PREOLIMPIONICA ...................................................38 25. COMO 29/6/1952 – 3.A PROVA C.I.P ...................................................................39 26. PERUGIA 6/7/1952 – GARA PREOLIMPIONICA DI 5 MIGLIA.............................40 27. SPOLETO10/08/1952 – PROVA DEL CAMPIONATO ITALIANO PODISTICO ....41 28. ABBIATEGRASSO 12/10/1952 .............................................................................42 29. BOLOGNA 19/10/1952 – CAMPIONATI ASSOLUTI D’ITALIA.............................42 30. CASTELLANZA - APRILE 1953 – GARA SU STRADA DI 18 KM........................44 31. ROMA- LUGLIO1953- CAMPIONATI ASSOLUTI D’ITALIA .................................46 32. FIRENZE- AGOSTO 1954- CAMPIONATI ASSOLUTI D’ITALIA..........................49 VIAGGI DI LAVORO........................................................................................................ 51 33. CIVITAVECCHIA E CANNES (1951) .....................................................................52 34. ROMA PRESSO UNES PER INDAGINE IRI (DICEMBRE 1959) ..........................55 35. CAGLIARI – PRIMO VIAGGIO IN AEREO (1964).................................................56 36. I VIAGGI ABRUZZESI (1974/78) ...........................................................................58 37. MILANO (GIUGNO 1980).......................................................................................60 38. VIAGGI PER I CORSI AI QUADRI DELL’ENEL (80/90)........................................61 Montecatini Terme (date diverse) .............................................................. 61 Sorrento (Giugno 1988) .............................................................................. 62 39. VENEZIA (APRILE/1992).......................................................................................63

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La mia vita attraverso i viaggi 40. TORINO (SETTEMBRE 1992) ...............................................................................63 VIAGGI TURISTICI-SPORTIVI ........................................................................................ 65 41. BELGIO-OLANDA-GERMANIA (MAGGIO/GIUGNO 1958) ..................................66 42. VIAGGIO A MILANO (1961) ..................................................................................68 43. VIAGGI NAPOLI- ROMA (1963) ............................................................................71 44. ESCURSIONI A MACERATA - (1964/67)..............................................................72 45. PORTO S. GIORGIO – FERIE ESTIVE - (1964/67) ...............................................73 46. CAPRI (1968) .........................................................................................................74 47. ALBERONI - VENEZIA LIDO (1969) .....................................................................74 48. LAIGUEGLIA (1970) ..............................................................................................75 49. S. FELICE CIRCEO (1971 E SEGUENTI)..............................................................77 50. L’AQUILA – LA PRIMA VOLTA (1973) .................................................................80 51. SELVA DI VAL GARDENA (GENNAIO 1980) .......................................................81 52. UNO DEI TANTI VIAGGI A NAPOLI (1980) ..........................................................85 53. PARIGI (1980) ........................................................................................................86 54. ISCHIA (MAGGIO 1982) ........................................................................................88 55. NAPOLI (1982).......................................................................................................88 56. VAL D’AOSTA (GENNAIO 1983) ..........................................................................89 57. CAGLIARI (MAGGIO 1986) ...................................................................................90 58. BUDAPEST (OTT/NOV 1986)................................................................................90 59. NEW YORK (OTT/NOV 1987)................................................................................93 60. MOSCA E LENINGRADO (AGOSTO 1988) ..........................................................99 61. LONDRA (APRILE 1989).....................................................................................106 62. PISA (GIUGNO 1989) ..........................................................................................108 63. SIENA (SETTEMBRE 1989) ................................................................................109 64. BERLINO – DRESDA – LIPSIA (SETT/OTT 1990) .............................................110 65. AMSTERDAM (NOVEMBRE - 1991) ...................................................................114 66. NEW YORK (OTT/NOV 1992)..............................................................................115 67. PARIGI (MARZO 1994)........................................................................................120 68. MADRID (GIUGNO 1994) ....................................................................................121 69. L’AQUILA (SETTEMBRE 1994) ..........................................................................122 70. SABAUDIA (NOVEMBRE 1996)..........................................................................123 71. DURBAN - SUD AFRICA (LUGLIO 1997) ...........................................................123 72. VIAGGI DI FINE ANNO (DIC/GENN: 1994-95-96-97-98) ....................................134 73. LISBONA (MAGGIO 1999) ..................................................................................137 74. NAPOLI (DICEMBRE 1999).................................................................................139 75. GATESHEAD - NEW CASTLE - (AGOSTO 1999) ..............................................140 76. TELESE-TERME (APRILE 2000).........................................................................148 77. JVASKYLA – FINLANDIA (LUGLIO 2000) .........................................................150 78. SORRENTO (2001 – Capodanno) ......................................................................153 79. SALSOMAGGIORE (APRILE 2001) ....................................................................154 80. RICCIONE (MAGGIO 2002).................................................................................155 81. POTSDAM - BERLINO (AGOSTO 2002).............................................................157 82. OAKLAND - NUOVA ZELANDA (APPRILE - 2004)............................................161 83. SAN SEBASTIAN (AGOSTO/SETTEMBRE 2005)..............................................167 84. BOLOGNA (GENNAIO 2007) ..............................................................................171 85. BOLOGNA (APRILE/MAGGIO 2007) ..................................................................172 E P I L O G O................................................................................................................. 175 8

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La mia vita attraverso i viaggi Indice delle fotografie PARTENZA DEI FINALISTI DEL TROFEO PAVESE .....................................................................................19 FINALMENTE SI TAGLIA IL FILO DI LANA ...................................................................................................20 BRUNO ROGHI PROCEDE ALLA PREMIAZIONE ........................................................................................21 PRIMO INCONTRO CON LELLI .....................................................................................................................22 PODIO PER I PRIMI TRE CLASSIFICATI: DORDONI DESIDERIO E CORSARO .......................................47 1 IL PODIO DEI CAMPIONATI ITALIANI DEL1953 DOPO 43 ANNI .............................................................48 IN AEREO CON TRANQUILLITÀ’ IGNORANDO USTICA .............................................................................60 CERIMONIA CONCLUSA ...............................................................................................................................66 WANDA SERENAMENTE LEGGE IL GIORNALE IN AEREO .......................................................................86 FINALMENTE AL TRAGUARDO! ...................................................................................................................96 OFFRO LA FIACCOLA DELLA LIBERTÀ A MIA FIGLIA................................................................................97 ALL'ARRIVO IN COMPAGNIA DELLA FELPA ROSSA ...............................................................................111 ALL'INTERNO DEL JUMBO CON L'INSERABILE TELECAMERA ..............................................................116 CONIUGI MACCARIO CON I LORO FIGLIOLI.............................................................................................117 I MIMMOCCHI E GLI INFINITI PROSCIUTTI ...............................................................................................122 ALESSANDRA CON DUE HOSTESS ZULÙ ................................................................................................125 LA SFILATA DI APERTURA DEI CAMPIONATI...........................................................................................126 IL FAVOLOSO SEA WORD DI DURBAN .....................................................................................................127 IN ATTESA DEL NUOVO ANNO ..................................................................................................................135 SIGNORE ELEGANTI PRONTE A BRINDARE ............................................................................................136 SIGNORI ELEGANTI PRONTI A BRINDARE...............................................................................................136 FINALMENTE SI PARTE! .............................................................................................................................140 SI FRATERNIZZA CON ATLETI DI ALTRE NAZIONI ..................................................................................142 IN PIENA AZIONE PER I 20 KM DI GATESHEAD .......................................................................................144 GIRO DI NAPOLI: STESSO STILE 47 ANNI PRIMA!...................................................................................145 CAMPIONI MONDIALI MASTER DELLE VARIE CATEGORIE....................................................................157 SANTUARIO DI LOURDES...........................................................................................................................169 9

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La mia vita attraverso i viaggi I VIAGGI CON MIO PADRE I miei Viaggi hanno inizio negli anni quaranta, quando l’Italia era ancora governata dal fascismo. La condizione sociale italiana rifletteva un mondo che oggi (anni duemila), in gran parte, non esiste più. Il lavoro giovanile non era protetto e molti ragazzi lavoravano, in diverse attività, normalmente, senza che qualcuno sollevasse problemi. Il garzone del bar, il ragazzo del meccanico e del barbiere, rientravano in quella categoria di persone che stavano imparando un mestiere e quindi spesso il loro compenso era costituito solo dalle mance che i clienti elargivano. La mentalità diffusa era che i ragazzi, fin dalla loro giovane età, lavorassero per assicurarsi un futuro ed aiutare economicamente la famiglia, quindi non c’è da meravigliarsi tanto di fronte all’atteggiamento di mio padre, il quale desiderava portarmi con lui nei viaggi, durante la pausa estiva della scuola, per farmi apprendere esperienze, anche se ciò mi pesava notevolmente. Ero piccolo ed il mio mondo era tutto per i giochi dei ragazzi, svolti prevalentemente in strada, dove all’epoca non passavano macchine. Memorabili certe partite, che si giocavano con una palla di carta avvolta in una calza da donna che le conferiva un accenno di elasticità. La spensieratezza infantile dava anche sfogo alla fantasia e con mio fratello, nelle pieghe della coperta del lettone dei miei genitori, svolgevamo fantastiche battaglie, i cui soldati erano fagioli e ceci: perdevo sempre io, mio fratello mi batteva per le sue strategie, mediante le quali riduceva le mie truppe al punto che mi dovevo arrendere. Tutto ciò mi faceva pesare molto il mio allontanamento da Napoli per seguire mio padre. A distanza di tanti anni devo, però, ammettere che quelle vicende vissute, attraverso i viaggi con mio padre, mi hanno aiutato ad affrontare le difficoltà della vita con maggiore forza d’animo, rispetto ad altri ragazzi, i quali hanno avuto una fanciullezza di maggiore tranquillità, ma con minori esperienze. §§§ 10

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La mia vita attraverso i viaggi 1. IL MIO PRIMO VIAGGIO (LUGLIO 1940) Partii con mio padre da Napoli per Taranto nel mese di luglio, da poco era stata dichiarata la guerra da Mussolini alla Francia ed all’Inghilterra. C’era una atmosfera di attesa di quello che sarebbe successo. Mio padre era rientrato dalla Francia e, dopo un’esperienza negativa di lavoro in fabbrica, era tornato alla sua attività di commerciante, per cui aveva ripreso a viaggiare per collocare articoli da regalo dell’artigianato sorrentino nei negozi pugliesi. Malgrado avessi compiuto solo otto anni da pochi mesi, mio padre aveva deciso di portarmi con lui per farmi acquisire esperienze e, nello stesso tempo, essere aiutato nel suo lavoro. Proprio così! Come già accennato, allora era diffusa la pratica di far lavorare i ragazzini. Immaginarsi il mio dolore di dover allontanarmi da mia madre, alla quale ero attaccatissimo, e lasciare Napoli, con tutte le gradevolezze che in estate, questa città, riusciva a dare ai suoi cittadini. Mi riferisco alle feste rionali, che rappresentavano note di colore favolose, nelle quali si esibivano anche cantanti di valore, i quali, in questo modo, vedevano accrescere la loro popolarità, ed all’esplosione delle accennate piacevolezze: si cominciava dalle ciliegie (in maggio) e si continuava con le albicocche, pesche, cocomeri, meloni, gelse, la favolosa uva, sia della Puglia che della Calabria e le grattate di ghiaccio con spruzzate di strani liquidi di tutti i colori (grattachecche). Tutte questa cose ed altre ancora rappresentavano per me una grande gioia, a cui bisogna aggiungere la compagnia dei miei amici d’infanzia, con i quali facevamo, oltre ai tanti giochi, anche dei bagni nel meraviglioso e pulito mare di Napoli, particolarmente a Santa Lucia ed a Mergellina, ai piedi di Posillipo. Partire quindi, per andare con mio padre in una città che non conoscevo, era per me un grande dolore. Allora, però, le decisioni dei padri erano leggi indiscutibili, per cui non avevo nessuna speranza di non partire. Il giorno prima della partenza feci una scorpacciata di albicocche, proprio perché ero convinto che non le avrei trovate dove ero diretto. La meta del viaggio era la città dei due mari: Taranto. La partenza col treno fu fissata per le dieci di sera, in modo da giungere a destinazione nelle prime ore dell’alba del giorno dopo. La distanza ferroviaria tra Napoli e Taranto era poco più di trecento chilometri, che venivano percorsi in circa otto ore, con una media oraria spaventosamente bassa. Ciò era dovuto alle locomotrici a carbone, che sviluppavano una velocità piuttosto ridotta, ed al notevole numero di fermate (allora non esistevano i treni regionali). Per giunta nei tratti di strada ferrata in salita, la velocità del treno diminuiva in modo rilevante. Il treno che prendemmo, rigorosamente in terza classe, era affollatissimo, ma giungendo in anticipo, rispetto all’ora di partenza, riuscimmo a trovare posto. Dopo poco tempo dalla partenza avvertii mal di pancia: si annunciava una diarrea dovuta alla scorpacciata di albicocche che avevo fatto durante il giorno. Una, due, tante volte mi dovetti alzare dal posto, e far scomodare un numero rilevante di persone sistemate nel corridoio e nella piattaforma del treno. I commenti malevoli delle persone, che dovevano farmi passare, si sprecavano, ma io tenevo duro, altrimenti sarebbe stato per me un grosso pasticcio, se non fossi riuscito ad arrivare in tempo alla toletta. 11

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La mia vita attraverso i viaggi Finalmente, all’alba, giungemmo a Taranto e con i bagagli, piuttosto pesanti, ci recammo alla pensione che papà aveva fissato per la nostra permanenza, peraltro già vi era stato in precedenza. Quando la titolare della pensione ci vide, rivolta a mio padre, disse: “Signor Michele, ma suo figlio è un bambino!” Non ci fu risposta da parte di papà. Il giorno dopo il nostro arrivo, avvertii, per la prima volta, nella mia breve vita, una specie di stanchezza, che rasentava un malanno dovuto a malattia. Tutto il giorno riposammo; la sera ci recammo a cenare in una di quelle trattorie situate accanto al “Mare piccolo”: l’odore del pesce fritto, che si avvertiva era invitante. Mangiai, per la prima volta, le cozze ed i datteri di mare; erano una delizia per il palato. Nei giorni successivi presi contatto con la città che era piena di sorprese gradevoli. Purtroppo, però, fui subito additato, come “straniero”, da alcuni ragazzini, ma ero abituato agli scugnizzi napoletani, per cui non mi spaventai più di tanto e, non ricordo neppure come, dopo un po’ di tempo, diventammo amici. Abitavamo nei pressi del Duomo, cioè nei pressi della chiesa di S. Cataldo, situata al centro dell’omonima via, molto frequentata, per cui c’era un notevole via vai di gente: ragazzi, studenti, uomini e donne di tutte le età, perché questa arteria divideva il “Mar piccolo” dal “Mare grande” e terminava con il ponte levatoio, il quale, a sua volta, divideva Taranto vecchia dalla nuova. Con mio fratello Michele ci recavamo spesso all’unico cinema della città vecchia, ma sfortunatamente fu distrutto dalle bombe, per cui, per andare al cinema, si doveva andare a Taranto nuova, con il rischio di restare bloccati in caso di allarme aereo. In tale circostanza veniva aperto il ponte scorrevole per evitare che fosse colpito dagli aerei nemici. Dopo un paio di mesi tornai a Napoli, perché si approssimava l’apertura delle scuole ed io dovevo frequentare la terza classe elementare. La mia gioia fu immensa, malgrado il ritorno a scuola che mi pesava moltissimo. Rivedere i miei compagni di gioco, assaporare di nuovo tutte le delizie napoletane, che erano a portata di mano, ma ci volevano i soldi, seppure pochi, che io non avevo, ma che in un modo o nell’altro, riuscivo a procurarmeli, mediante piccole commissioni che svolgevo per mia madre o per le mie sorelle. Rimase in me un ricordo non tanto bello di quella prima esperienza di viaggio, particolarmente per la lontananza da Napoli; ma oggi devo dire che, in quell’occasione, cominciai a capire che viaggiando si acquisiscono conoscenze e ci si arricchisce sul piano della realizzazione personale. 2. I VIAGGI IN PUGLIA (1941-42) Con mio padre feci altri viaggi di lavoro in Puglia oltre Taranto: a Bari, a Lecce e a Brindisi. Particolarmente ricordo il periodo di Lecce, quando ancora si era in guerra. Abitavamo nella Lecce barocca, nei pressi del teatro Paisiello. La fame era imperante; si poteva anche avere quattrini, ma non c’erano alimenti da comprare, per cui si andava al ristorante dal signor Pippo, il quale si disperava e cercava comunque di arrangiarci qualcosa da mangiare. La pietanza più frequente era il minestrone, che era composto da bucce di fave, torsoli di cavoli e foglie di verdure anonime. Senza dubbio da quei pranzi nacque la mia avversione per il minestrone, durata quasi 12

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La mia vita attraverso i viaggi mezzo secolo, fin quando non ne ho mangiato uno, cucinato da mia moglie, che mi ha fatto cambiare idea. Mio padre trovò un rimedio per questa situazione di scarsezza di cibo: aveva conosciuto un cuoco di una caserma, dove alloggiavano i soldati prima di partire per il fronte d’Africa, distante tre-quattro chilometri da casa nostra. Tutti i giorni ero io l’incaricato che si recava in questa caserma con un gavetta militare e il predetto cuoco provvedeva a riempirla con il rancio del giorno. L’orario per questo ritiro era quello del pranzo dei soldati, all’incirca mezzogiorno e per me era una vera tortura fare il tratto di strada da casa fino alla caserma (situata fuori città), sotto un sole quasi africano: cercavo sollievo abbassandomi all’ombra di un muretto, che costeggiava la strada, ma che non era sufficientemente alto da ripararmi interamente dal sole. In una di queste sortite vidi, per la prima volta, un gruppetto di atleti che marciavano. Mi colpirono per la strana andatura che portavano. Ancheggiavano, ma non mi fecero un effetto negativo, forse avvertivo inconsciamente già allora che quella specialità di atletica faceva parte del mio destino. Avevo dieci anni le dure esperienze vissute a Lecce mi abituarono a poter sopportare i disagi che la vita, a volte, ci impone anche nella quotidianità. Inoltre in quel periodo vidi partire i nostri paracadutisti, soldati della divisione Folgore; pieni di entusiasmo e senza avere il minimo dubbio sulle sorti della guerra, per la quale la propaganda fascista aveva coniato il motto: “Vincere, vincere e vinceremo”. Purtroppo la guerra la perdemmo e ho avuto modo di vedere tornare pochi paracadutisti superstiti, alcuni dei quali mutilati con menomazioni fisiche rilevanti e moralmente distrutti. Anche perché erano sopravvissuti ad una strage, in quanto erano stati attaccati mentre atterravano e molti dei loro commilitoni erano stati uccisi senza nemmeno toccare il suolo. Purtroppo molti giovani partivano con ideali patriottici, per cui la delusione di trovarsi in condizioni estremamente pericolose era rilevante. Ciò nonostante, anche dopo l’otto settembre (fatidica data della resa italiana), molti giovani aderirono alla Repubblica di Salò. Verso costoro ho avuto sempre un pensiero di rispetto, perché anche se sbagliavano, lo facevano a prezzo della loro vita, in quanto credevano in un ideale che li avrebbe portati alla rovina. 3. TARANTO (CON INCIDENTE FERROVIARIO-1944) La settimana precedente la partenza per raggiungere mio padre a Taranto, si verificò un disastro ferroviario di enorme portata sulla linea Napoli Taranto. Un treno che trasportava diverse centinaia di passeggeri si fermò in una galleria fra le stazioni di Tito e Potenza ed i fumi della locomotiva a vapore intossicarono tutti i viaggiatori. I morti furono circa seicento. Con molta angoscia, mio cognato Vincenzo ed io, partimmo lo stesso, ma toccò anche a noi di fermarci con il treno sotto la stessa galleria, dove erano morte tante persone pochi giorni prima. Le scene di panico furono infinite, molti viaggiatori si buttarono giù dal treno nel buio della galleria e alcuni di essi rimasero feriti. Fortunatamente i tecnici delle Ferrovie avevano preso dei provvedimenti, nel caso si fosse ripetuto l’incidente. La precauzione attuata fu l’aggiunta di una locomotiva in coda al treno, cosicché quando il treno si fermò i macchinisti lo 13

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La mia vita attraverso i viaggi divisero in due: una parte proseguì per Potenza, la parte retrostante tornò nella stazione di Tito. Fu così che il nostro terrore durò solo una trentina di minuti in tutto, ma sembrarono una eternità e furono sufficienti a farci vivere un’angoscia terribile, ritenevo proprio di essere giunto al termine della mia vita. Ci salvò la scelta di mio cognato, che preferì restare nello scompartimento in attesa degli sviluppi, che furono positivi. L’incidente mi fece fare alcune considerazioni: molti uomini che apparentemente, in condizioni di normalità, sembrano forti e coraggiosi, ma non appena vengono a trovarsi in presenza di un vero pericolo diventano tremebondi e perdono ogni dignità, effettuando atti inconsulti, come quello di buttarsi giù dai finestrini e incorrere, in questo modo, in seri effettivi pericoli. Questo incidente lasciò molti dubbi sulle motivazioni del suo verificarsi: ancora oggi non sono stati risolti. Restano solo i morti che furono tanti e credo che sia tutt’ora il maggiore disastro ferroviario accaduto in Italia. 4. AUGUSTA (1944) Altro viaggio con mio padre, che ricordo vividamente fu quello con destinazione Augusta, piccola cittadina siciliana, ma dotata di un importante porto dove ormeggiava la flotta americana. Partimmo, in piena estate del 1944, da Taranto viaggiando su un carro merci, faceva un caldo irresistibile, in quei vagoni mancava l’aria e si soffriva la sete. Giungemmo ad Eboli e fummo costretti a fermarci, perché un vagone che trasportava un macchinario, non passava sotto una galleria di altezza più bassa rispetto al carico del vagone. La sosta fu utile per cercare una fontanella dell’acqua, che trovai e bevvi. L’acqua, che sgorgava a stento, era calda e di sapore strano ciò nonostante servì a farmi calmare la sete. Finalmente, dopo aver staccato il vagone con il macchinario più alto della galleria, ripartimmo. Naturalmente la sosta non prevista fu tutto un ritardo, per cui giungemmo ad Augusta a notte inoltrata. Non era possibile, data l’ora, trovare un albergo, per cui ci arrangiammo a dormire sulle panche della sala d’attesa. Purtroppo quella notte fui un boccone prelibato per le locali zanzare: la mattina seguente avevo tutta la faccia butterata dalle loro punture. In quelle condizioni andavo per i negozi, con mio padre, a mostrare gli oggetti che si voleva vendere ai commercianti locali. Quando questi mi vedevano il volto, tutti chiedevano cosa avessi. Si chiariva raccontando l’accaduto e con un poco di incredulità accettavano la spiegazione. Ci spostammo da Augusta per recarci a Siracusa, dove ebbi modo di visitare il luogo delle cosiddette “Orecchie di Dionisi”, dove l’omonimo tiranno faceva rinchiudere i prigionieri politici e ne ascoltava le conversazioni attraverso le mura, le quali possedevano uno strano effetto sonoro consentendo l’ascolto di tutto quello che si dicevano tra loro i prigionieri. Dionisi così fu il primo uomo di potere, che si avvalse delle intercettazioni. Tornammo a Napoli, personalmente distrutto dalla stanchezza, ma felice di ritrovare la mia città e tutto quello che significava per me. 14

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La mia vita attraverso i viaggi 5. POGGIO ORSINI (1945) In un viaggio, accompagnato da Michele, papà individuò un aeroporto americano improvvisato, da dove partivano le superfortezze volanti, dirette in Germania per effettuarvi i famosi “bombardamenti a tappeto” Questo aeroporto era situato nei pressi di un paesino, poco distante da Bari, che si chiamava Poggio Orsini. Papà riuscì ad ottenere, dal comandante del campo, un permesso speciale per allestire, nello spaccio militare denominato (P X), una vetrina con i prodotti che vendevamo; si trattava di oggetti artigianali di legno sorrentini, oppure monili di corallo e cammei prodotti a Torre del Greco. In pochi giorni fu esaurita tutta la merce e papà tornò a Napoli per approvvigionarsi di nuovo degli oggetti che trattava. Ripartì subito e questa volta l’accompagnai io. Per quindici giorni vissi in questo spaccio militare, dove c’era ogni ben di Dio, assistendo al modo di vivere in una comunità, sia pure militare, degli americani. Debbo dire che ebbi una sensazione molto positiva; c’era un senso di libertà, di democrazia a me sconosciuta: gli ufficiali non avevano quella spocchia odiosa di chi si sente superiore agli altri, giocavano con i soldati a tennis o a baseball con molta semplicità, però quando erano in servizio, o in azioni di guerra le gerarchie si avvertivano. Per quindici giorni, quindi, vivemmo la vita del campo, ci recavamo a mensa, per il pranzo che veniva offerto a mezzo di “self-service” (era per me una grande novità), potevamo, volendolo, anche dormire in una tenda da campo, però papà preferì alloggiare presso dei contadini del luogo, i quali la sera ci preparavano anche la cena. Nello spaccio, dove eravamo sistemati noi con la nostra vetrina, si vendeva di tutto: sigarette, cioccolata, birra, gomme da masticare, ecc. Io avrei potuto rifornirmi di tutto, in considerazione dei buoni rapporti con i militari addetti, ma mio padre mi consentiva di prendere solo un pezzo di cioccolata al giorno; li conservavo accuratamente, perché volevo portarli a Napoli e darli ai miei nipotini. Esaurimmo di nuovo tutta la merce che avevamo, incassammo qualche milione di lire, che all’epoca avevano un valore abbastanza rilevante. Tornammo a Napoli per rifornirci di nuovo di tutti quegli oggetti molto graditi dagli americani. Era il mese di maggio 1945, quando i tedeschi si arresero. Gli alleati ed i russi occuparono Berlino e le ostilità cessarono in tutta l’Europa. Nel frattempo noi tornammo a Poggio Orsini, ma gli americani avevano smantellato, in poche ore, il campo di aviazione da loro costruito ed erano ripartiti, lasciando il vuoto dietro di loro. Per papà quello fu un brutto colpo, strano a dirsi, perché se fossimo riusciti a fare ancora un paio di viaggi, come quelli effettuati (il che significava che la guerra sarebbe durata più a lungo), avremmo cambiato la nostra situazione economica. Ovviamente fu meglio nel modo come andarono le cose. La fine della guerra significò la fine di tanti lutti che quotidianamente si verificavano, anche a causa dei bombardieri statunitensi, che partivano da Poggio Orsini. Lasciammo questo paesino per recarci a Spinazzola, dove c’era la possibilità di poter prendere un treno per tornare a Napoli. Il trasferimento lo effettuammo con un biroccio trainato da un bel cavallo. Conduceva un uomo del luogo, al quale papà avrebbe dato una buona ricompensa. 15

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