Aprile 2016

 

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Rivista trimestrale

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Impresa Artigiana & P.M.I. Periodico della CNA · Anno XIII · Numero 9/2016 CNA ASSOCIAZIONE PROVINCIALE GROSSETO Protocollo ANtI-rAPINA: PIù telecAmere e PIù sIcurezzA Poste Italiane spa sped. abb. post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art. 1 comma 1, DCB Po Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa

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Impresa Artigiana & P.M.I. periodico della CNA - Anno XIII Numero 9/2016 Aut. Trib. di Prato n°6 del 25/06/04 Red. e Amm. Media Srl Via Lombarda, 72 - Comeana (PO) Tel. 055 8716801 Direttore responsabile B. Lisei Hanno collaborato a questo numero Renzo Alessandri Deborah Santini Maurizio Pellegrini Davide Pecci Roberto Matozzi Anna Rita Bramerini Fabio Capitani Fotocomposizione CTP 2000 - Grosseto Copertina Sicurezza SOMMARIO CHI HA DETTO CHE PAGA SEMPRE “PANTALONE”… pag 3 PROTOCOLLO ANTI — RAPINA: PIÙ TELECAMERE E PIÙ SICUREZZA pag 5 CANONE RAI: EVITIAMO DI PAGARE PIÙ VOLTE! Procedura per la gestione delle dichiarazioni sostitutive pag 6 TREND, PRIMO SEMESTRE 2015, IN PROVINCIA DI GROSSETO: SITUAZIONE CONGIUNTURALE INTERLOCUTORIA PER L’ECONOMIA ARTIGIANA E PER LA MICRO-PICCOLA IMPRESA Miglioramento della tendenza dei ricavi, ma debolezza degli altri indicatori pag 7 NUOVO CODICE DEGLI APPALTI: UN’OPPORTUNITÀ O UN LIMITE PER LE PICCOLE IMPRESE? Un’iniziativa CNA rivolta alle imprese, alle stazioni appaltanti e agli ordini professionali pag 10 LEGGE DI STABILITÀ 2016: UN BICCHIERE MEZZO PIENO E MEZZO VUOTO La nuova normativa presenta novità positive, ma non sono assenti misure negative pag 14 INCENTIVI ALLE IMPRESE CHE INVESTONO SULLA SALUTE E SULLA SICUREZZA: PUBBLICATO IL BANDO INAIL ISI 2015 La CNA evidenzia le possibili difficoltà e si rende disponibile per supportare gli interessati pag 15 DIRETTIVA BOLKESTEIN: UN INCONTRO “PER CAPIRE MEGLIO” RIVOLTO ALLE IMPRESE DEL SETTORE L’iniziativa si è svolta a Grosseto, nella sede della CNA, con Lorenzo Marchetti, presidente regionale CNA Balneatori, e Cristiano Tomei, coordinatore nazionale della categoria pag 16 FINART CNA SRL, UN NUOVO STRUMENTO PER IL CREDITO ALLE IMPRESE L’obiettivo: soddisfare i bisogni delle imprese e supportarle nei processi di miglioramento qualitativo pag 18 LA TRADIZIONALE ASSEMBLEA DELLA CNA PENSIONATI: UN’OCCASIONE PER INCONTRARSI E PER FARE IL PUNTO SU PROGETTI E INIZIATIVE Un bilancio su incontri, corsi, convegni, gite ed escursioni ideati e fatti nel 2015 pag 20 ATTENZIONE AL PANE AL CARBONE VEGETALE CNA Alimentare informa i fornai sulle normative vigenti e sul rischio di denuncia per truffa pag 22 FINITO DI STAMPARE APRILE 2016

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EDITORIALE chI hA detto che PAgA semPre “PANtAloNe”… Le vicende legate alla galleria di Petriolo, chiusa al traffico nell’agosto dello scorso anno (un cedimento strutturale sembra aver reso necessario il ripristino del rivestimento interno) e riaperta solo a marzo (una riapertura funestata da un incidente mortale) necessitano di alcune riflessioni. Non si è stati in presenza, infatti, di una delle tante inibizioni al traffico di un tratto stradale, ma di un’interruzione durata otto mesi, che ha attraversato la stagione turistica 2015/16 e che ha rischiato (dopo lo stop and go apro non apro: prima a settembre, poi a novembre, poi a febbraio e finalmente a fine marzo) di penalizzare il ponte di Pasqua e le prospettive della prossima stagione estiva. Per baipassare un chilometro e mezzo circa di galleria, automobilisti e imprese di trasporto (mezzi al di sotto delle dieci tonnellate perché per gli altri il percorso è stato ancora più lungo e accidentato) sono stati costretti a inerpicarsi su una deviazione lunga tre volte tanto e ad attraversare il centro abitato del Leccio. La divina Provvidenza, fortunatamente, ha steso la sua mano misericordiosa su di noi: un inverno più rigido e piovoso, per non parlare dell’eventuale caduta della neve, avrebbe rappresentato un vero e proprio disastro. Nel corso del periodo di chiusura le associazioni di categoria in generale e la CNA in particolare non hanno mancato di far sentire la loro voce. Da parte nostra, approfittando della presenza del viceministro Riccardo Nencini ad un convegno sul nuovo Codice degli Appalti, che si è svolto nella sede dell’Associazione grossetana, abbiamo posto alla sua attenzione il problema e sollecitato il suo interessamento. Subito dopo, prendendo “carta e penna”, abbiamo messo nero su bianco il disagio degli operatori del trasporto (i percorsi alternativi, oltre ad aver precluso il traffico ai mezzi più pesanti, si sono dimostrati inadeguati anche rispetto a quelli di più grandi dimensioni) e gli effetti che il perdurare della chiusura avrebbe causato sulla già precaria situazione economica locale. Dopo aver ricordato che il settore dei trasporti, nella nostra provincia, vive uno stato di difficoltà testimoniato dalle cessazioni dell’ultimo decennio (le imprese del settore sono diminuite del 40 per cento passando da 650 a 380) e dopo aver sottolineato come alla riduzione del numero delle imprese non abbia fatto riscontro una crescita dimensionale di quelle ancora in attività (il numero di mezzi in circolazione è calato proporzionalmente), abbiamo documentato, sulla base di una stima che ha preso in esame i conti delle aziende, i maggiori costi (per non parlare dei disagi) che le imprese hanno dovuto sobbarcarsi. Chi è stato costretto a percorrere la E78 con un mezzo pesante ha dovuto infatti percorrere circa 45 chilometri in più tra andata e ritorno (viaggiando a velocità ridotta, su strade ripide, strette e tortuose), con un sovraccarico di costi (carburante, usura di pneumatici e automezzi, un’ora di guida in più) quantificabile in almeno 150 euro. Chi ha percorso quotidianamente la tratta, quindi, ha dovuto sobbarcarsi maggiori oneri mensili superiori ai tremila e cinquecento euro (una somma in- compatibile con i ricavi preventivati e contrattualizzati in precedenza). Da qui la richiesta di un incontro, da tenersi al Ministero dei Trasporti e con la presenza dell’Anas, l’aspettativa dello stato di calamità e, di conseguenza, di una qualche forma di ristoro (diretta o indiretta) a beneficio delle imprese. Le uniche voci che si sono levate a sostegno delle suddette istanze sono state quella di Alessandra Biondi, sindaco di Civitella Paganico e del presidente della Camera di commercio (il presidente Riccardo Breda, dopo aver associato alla sua posizione la Camera di commercio di Siena e la stessa Unioncamere, ha scritto a sua volta al Ministero dei Trasporti e a quello dell’Economia). Per il resto, un silenzio assordante, accompagnato da semplici richiami all’“incompetenza”: non è materia su cui può intervenire la Regione, non è competenza del Ministero, provate a interessare l’Anas e così via. Nel frattempo la galleria è stata finalmente riaperta e i lavori di adeguamento del cosiddetto maxi lotto sembrano procedere celermente. Speriamo bene… Le aziende, nel frattempo, si sono “caricate” i maggiori costi (Pantalone, in questo caso, non ha aperto i cordoni della borsa) e i cittadini, come fanno spesso, hanno sopportato i disagi. Se i costi e i disagi (a fronte di un’interruzione durata solo alcuni mesi) sono quelli documentati, la mancata apertura del Corridoio tirrenico (non fosse altro in termini di isolamento) quanti e quali costi ha prodotto? E in questo caso, prescindendo dalla quantificazione di un danno (non quantificabile) che nessuno rifonderà mai, di chi era la “competenza” e quindi di chi è stata la responsabilità? Renzo Alessandri direttore CNA Grosseto 3

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ANTI-RAPINA Protocollo ANtI – rAPINA: PIù telecAmere e PIù sIcurezzA E’ stato sottoscritto il 18 marzo, nella sede del Palazzo del Go- verno, il Protocollo d’intesa per la realizzazione di un sistema anti ra- pina a Grosseto e in provincia. Le forze dell’ordine (Carabinieri, Poli- zia di stato e Guardia di finanza), il Prefetto, il presidente della Ca- mera di commercio e i direttori delle quattro associazioni dell’ar- tigianato e del commercio (CNA, Confartigianato, Confesercenti e Ascom) hanno rinnovato la sotto- scrizione di un protocollo firmato nel 2010 e non ancora attuato. Il costante impegno del prefetto Anna Maria Manzone, la messa a disposizione delle risorse neces- sarie alla realizzazione dell’inizia- tiva da parte della Camera di commercio, l’attività di raccordo svolta dalle associazioni e, soprat- tutto, l’incremento dei furti regi- strato negli ultimi tempi hanno dato le gambe ad un progetto pro- gettato e pianificato cinque anni fa e non ancora operativo. “La firma del Protocollo - ha detto il direttore della CNA Renzo Ales- sandri - è al tempo stesso un punto di arrivo e un punto di par- tenza. Se è vero infatti che con la firma del protocollo si sono create le condizioni per una città più si- cura, il vero lavoro (soprattutto per le associazioni) co- mincia adesso”. Il tema della sicu- rezza e la valoriz- zazione di un’opportunità che consentirà agli operatori dell’arti- gianato e del com- mercio di far sorvegliare le pro- prie attività ad un ELENCO INSTALLATORI CNA 1) VIDEO – TECNICA di Giangrande, Baldi e Maggiotto Snc Viale Europa 17/A e B Grosseto - 0564455304 2) INNOVA SERVICE Srl Via del Sugheraio 3/A Follonica – 056653384 3) CRIM di Ciolli Paolo Viale Sonnino 45 Grosseto – 0564495063 4) SAEL di Giulietti Emanuele Via Pakistan 14 Grosseto – 0564415239 5) N.S.G. New Service Group Sas di Ceccotti & C. Via Verga 14 Grosseto – 0564417127 – 3332355046 6) ELETTRO SERVICE Tecnologie & Impianti Srl Via Adamello 37 Grosseto – 0564078199 – 3924206304 – 3284720524 7) ELETTRO SI' di Silvio Fusini Via del Geniere 23 Alberese – 3803977265 8) ELETTROMARE di Gabriele Fusini Zona Artigianale Pispino Porto Santo Stefano – 0564810373 – 3489372004 9) B.B. TECNOIMPIANTI Snc di Bersani & Benetti Via Santucci 56 Castel del Piano – 3383109699 10)NETEX Srl Viale D.Lazzaretti 88 Arcidosso – 3393886495 - 0564955570 11)BENEDETTI Srl Via U. Foscolo 14/16 Follonica – 3355445822 12)BERTELLI ROBERTO Via del Rosso 92 Orbetello – 336797082 13)PANERATI ALESSANDRO Via Matteotti 17 Monterotondo M.mo – 3382931499 14)MARCO TV di Marco Lindini Via Lombardia 7 Grosseto 368452033 15)ALFA IMPIANTI SNC Località Le Pergole Arcidosso – 0564964303 – 3473094105 16)VANNUZZI MASSIMILIANO Via del Noceto 7 Castel del Piano – 3358172702 17)TERMOAMIATA di Battistini Francesco Via della Torricella 76 Arcidosso – 3283311858 18)BARDELLI IMPIANTI SAS Via A. De Gasperi 7B Manciano – 0564629820 – 3357683017 19)COMIT Soc. Coop. Via Giordania 131 – 0564462043 – 3358079788 20)IMPIANTI ELETTRICI MORI FRANCESCO Srl Via del Turismo 15B – Follonica 0566263863 21)STANGANINI & C. Snc Via Pakistan 55/57 Grosseto 0564450526 – 0564451360 22)LIUZZA SAS di Liuzza Santino Aurelio Via dei Macelli 5 Scansano – 0564507399 23) SENESI MORENO Via Tristan 4 Ribolla – 0564578049_3666507089 24) TECNO BET SRL Via Orcagna 107/109 Grosseto - 0564455452 “grande fratello” direttamente collegato alle centrali operative della Questura e dei Carabinieri sarà, da domani, finalmente nelle nostre corde. Agli operatori potenzialmente interessati, quindi, andrà spiegato che aderendo al progetto della video sorveglianza, oltre a dare maggiore sicurezza alle proprie attività, parteciperanno ad una vera e propria campagna di prevenzione. Il numero degli aderenti, infatti, amplierà il raggio della copertura e dei controlli del sistema, accrescendo il livello di tutela degli operatori e disincentivando i tentativi di infrazione. 5

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CANONE RAI cANoNe rAI: evItIAmo dI PAgAre PIù volte! Ciao Emido Ci ha lasciato all’età di 83 anni (i fune- rali si sono svolti l’11 marzo) Emido Procedura per la gestione  delle dichiarazioni sostitutive Bartolini, socio da sempre della CNA e titolare da oltre quarant’anni di una avviata impresa di costruzioni. Se n’è andato, vittima di quel male incurabile Come ampiamente anticipato dalla loro che dispongono di una passtampa e dai media, è stato final- sword attiva per uno dei servizi che ha falcidiato la sua famiglia (la moglie Gina Biliotti, circa vent’anni fa e, più recentemente, la figlia Roberta). mente approvato (il 24 marzo) il CAF CNA e gli operatori del Patro- Persona conosciutissima e stimata a Ma- provvedimento con cui l’Agenzia delle entrate ha definito le modalità di presentazione della dichiarazione sostitutiva da inviare per l’esonero dal pagamento del canone RAI. nato Epasa‐Itaco. Nel far presente che le dichiarazioni potranno essere presentate tramite il servizio postale fino al 30 aprile 2016 e in via telematica fino al 10 maggio 2016 con effetto rina di Grosseto (dove viveva), ma anche in città e nell’intera provincia (la sua storica azienda, la Egir, ha realizzato importanti interventi edificatori in tutta la Maremma, si è caratterizzato, nella sua vita, prima per l’impegno politico (è stato segretario della sezione del Il decreto prevede che i cittadini per l’intero canone dovuto per Pci di Marina e consigliere comunale a possano rivolgersi anche agli in- l’anno 2016 e che quelle presen- Grosseto per un decennio) e poi per quello sindacale. Dirigente della CNA di Grosseto fin dagli anni 70 (è stato per un lungo pe- riodo presidente della Commissione Provinciale per l’Artigianato, presidente provinciale degli edili e “storico” presi- dente del Cograe) ha ricoperto incarichi di vertice anche a livello nazionale (pre- sidente nazionale di CNA Costruzioni, vice presidente nazionale della CNA e presidente della European Builders Confederation EBC, la confederazione europea degli artigiani e delle PMI fon- data nel 1990). Emido Bartolini è stato un esempio per molti di noi e lo è stato sicuramente per me. Ho avuto modo, infatti, di lavorare al suo fianco per un quasi un decennio (dal 1983, quando assunsi la responsa- bilità del settore delle costruzioni al 1991, anno in cui sono stato eletto di- rettore dell’Associazione). termediari abilitati (e quindi anche tate a mezzo del servizio postale Al figlio Roberto e alla famiglia Barto- ai Caf, per trasmettere la propria dal 1° maggio 2016 ed entro il 30 lini le più sentite condoglianze della dichiarazione. giugno 2016 e in via telematica Per far fronte alle richieste di co- dall’11 maggio 2016 al 30 giugno CNA e della redazione. R.A. loro che presumibilmente si rivol- 2016 avranno effetto limitatamente geranno ai nostri uffici (magari al canone dovuto per il secondo solo per chiedere informazioni), semestre solare del 2016, si ri- abbiamo disposto una procedura corda che gli uffici dell’Associa- web in grado di acquisire le dichia- zione (per gli eventuali chiarimenti razioni di esonero, di stamparle o per l’invio della richiesta di esen- e poi di inviarle telematicamente zione) sono a disposizione di tutti all’Agenzia delle entrate. La pro- gli interessati. cedura sarà accessibile sia da CNA Cittadini che da 730web e Patronato Epasa 6 potrà essere utilizzata da tutti co-

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TREND treNd, PrImo semestre 2015, IN ProvINcIA dI grosseto: sItuAzIoNe coNgIuNturAle INterlocutorIA Per l’ecoNomIA ArtIgIANA e Per lA mIcro-PIccolA ImPresA miglioramento della tendenza dei ricavi, ma debolezza degli altri indicatori Nel primo semestre 2015 l’economia artigiana e della micro-piccola impresa della provincia di Grosseto presenta una situazione congiunturale interlocutoria. Al miglioramento della tendenza dei ricavi si accompagnano, infatti, numerosi elementi di debolezza per tutti gli altri indicatori Trend qui monitorati e analizzati. Nella cosiddetta “semestrale” di giugno il fatturato provinciale di Grosseto registra una variazione tendenziale del +1.4 per cento (vs. 2014-I semestre). Si tratta di un dato positivo e incoraggiante, ma che deve essere interpretato alla luce di alcuni fattori che caratterizzano il contesto grossetano. Questo dato costituisce un “rimbalzo” (o assestamento) dopo le perdite subite nel triennio 2012-2014, ed è sostanzialmente imputabile ad un aumento dei ricavi nel settore Costruzioni (+9,6 per cento vs. 2014-I semestre). Il quadro complessivo fa supporre che ci troviamo di fronte ad un recupero non supportato da un miglioramento del clima di fiducia e dei livelli produttivi. Gli indicatori proxy della produzione non sono positivi e presentano performance peggiori rispetto alla media regionale: la spesa per le retribuzioni arretra del -8,4 per cento e i con- sumi del -5,3 per cento (dati 2015I semestre vs. 2014-I semestre). Anche l’analisi degli investimenti non lascia ancora pensare a una chiara fase di recupero; a Grosseto, infatti, la spesa in investimenti registra una variazione tendenziale del -3,9 per cento. Si tratta comunque di un dato migliore rispetto alla media regionale registrata nel primo semestre 2015 (-10,5 per cento). Rispetto al quadro generale della Toscana il principale elemento di discordanza è un calo dei Servizi del -2,0 per cento a fronte di una media regionale pari al +1,1 per cento (2015- I semestre vs. 2014-I semestre). Questo, nonostante Grosseto, come tutta la Toscana, possa contare su un clima macroeconomico generale che sta mostrando dei segnali di recupero della domanda interna e della spesa delle fami- glie, a vantaggio soprattutto dei settori orientati alla domanda locale e al consumatore finale. Ma guardiamo nel dettaglio i singoli macro settori produttivi. Costruzioni: nel primo semestre 2015 il settore dell’Edilizia fa segnare la performance più significativa (+9,6 per cento vs 2014-I semestre). Il terreno perso dall’inizio della crisi, però, è molto e par- lare di una ripresa del settore appare prematuro: già nel secondo trimestre 2015 si registra un rallentamento dei ricavi e gli indicatori proxy della produzione sono ancora negativi. Manifatturiero: questo macro settore è ancora sotto pressione e continua il trend negativo già registrato nel secondo semestre 2014. Il dato congiunturale dei ricavi è abbastanza in linea con la media regionale e segna un -1,3 per cento (2015-I semestre vs. 2014-I semestre). Pur trattandosi di un dato in territorio negativo, esso fa ipotizzare un rallentamento delle contrazioni rispetto all’anno precedente. Ma sono gli indicatori dei costi di produzione a far segnare le variazioni tendenziali più preoccupanti: -16,6 per cento la spesa in retribuzioni, -16 per cento i consumi. I due settori principali mostrano variazioni tendenziali contrastanti: 7

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TREND mentre la Metalmeccanica presenta un rimbalzo (ricavi +4,7 vs. 2014-I semestre) soffre molto l’Alimentare (ricavi -10,6 per cento). Servizi: il comparto dei Servizi presenta segnali di tensione. I dati congiunturali segnano una riduzione del fatturato (-2 per cento vs. 2014-I semestre), dei consumi (3,5 per cento) e una contrazione ancora più marcata delle spese per retribuzioni (-7,7 per cento). Fatta eccezione per le Riparazioni, tutti i principali settori del comparto confermano una tendenza negativa dei ricavi nella “semestrale” di giugno: i Trasporti arretrano del -1,2 per cento, i Servizi alle Famiglie del -2,5 per cento e i Servizi alle Imprese -6,9 per cento. In definitiva, il quadro dei principali indicatori trend è discordante e la lettura dell’attuale fase congiunturale della micro e piccola impresa nella provincia di Grosseto è quanto mai interlocutoria. Alcuni segnali positivi attesi sono finalmente arrivati, ma sono ancora troppo deboli e la loro conferma nei periodi successivi non è scontata. Da un lato, la vivacità del monte ricavi costituisce un segnale incoraggiante che va però interpretato con cautela e può rappresentare un semplice “rimbalzo” dopo i gap accumulati nel triennio 2012-2014. Dall’altro, la perdurante contrazione degli investimenti unita ad una riduzione degli indicatori proxy della produ- UN “RAPPORTO” RINNOVATO zione (retribuzioni e consumi) di- mostra che non siamo ancora di Con questa edizione l’analisi Trend si rinnova in modo significativo: nuove fronte ad un punto di svolta del metodologie di stima, maggiore affidabilità dei dati ed una più ampia appli- ciclo economico. Le prospettive a cazione dell’analisi che così viene ad estendersi oltre l’artigianato inteso in breve termine sono, però, tutto senso stretto e formale. Essa viene infatti a comprendere tutto il mondo della sommato, positivamente influen- micro e della piccola impresa (che qui consideriamo fino a 10 addetti), con zate dal migliore stato della do- una “copertura” settoriale dei dati che, rimanendo completa sulle costruzioni, manda interna nel 2015 (consumi, offre un’osservazione approfondita dei principali settori tipici della manifat- mercato del lavoro e del credito) e tura toscana e di un insieme significativo di servizi. Si avverte quindi che le nelle proiezioni per il 2016. In ef- stime qui presentate non sono strettamente comparabili con quelle delle passate fetti, su queste basi, l’allentamento edizioni. L'ulteriore introduzione, in questa occasione, di metodi statistici più robusti, rende le stime qui presentate non strettamente comparabili nemmeno con quelle già presentate a luglio 2015. della recessione su base regionale e nazionale potrebbe creare i presupposti per un possibile recupero 8 anche nel contesto maremmano.

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TREND ALESSANDRI: “LA SITUAZIONE SEMBRA MIGLIORE, MA SONO ANCORA MOLTI I DATI NEGATIVI” I dati illustrati sembrerebbero accendere un minimo di “luce” nel lungo tunnel della crisi. Incrociamo le dita, ma tenendo i piedi per terra: i dati del consuntivo, infatti, spesso hanno “tradito” le aspettative accese dal primo semestre. Ancora una volta, peraltro, a conferma di una “dipendenza” tutt’ora in atto, la crescita economica è determinata dal settore delle costruzioni (una concentrazione dei rogiti, una casuale concomitanza nella fine dei lavori e le ristrutturazioni sono le giustificazioni più probabili). Resta il fatto che la provincia di Grosseto (come confermano i dati presentati dall’Irpet) è quella che ha patito in misura maggiore gli effetti della crisi. Siamo la provincia Toscana con i redditi più bassi (l’imponibile medio dichiarato dai suoi residenti non raggiunge i 18 mila euro lordi), quella in cui si registra la maggiore incidenza dei Comuni con reddito imponibile medio inferiore a 15 mila euro, con punte anche inferiori (Roccalbegna Manciano, Semproniano, Cinigiano e Sorano). La mancanza del manifatturiero (e quindi di un settore in grado di cercare sbocchi nell’export) e la crisi dell’edilizia hanno avviato l’economia della Maremma verso una deriva in apparenza inarrestabile. Grandi aspettative e grandi attese sono rivolte agli effetti che potrà indurre il completamento dei grandi interventi inastrutturali (Corridoio tirrenico e Due mari), ma nell’immediato lo sguardo non può che andare sui settori tradizionali (l’agricoltura, il turismo e soprattutto le costruzioni). Le costruzioni non potranno essere in eterno il motore dell’economia locale, ma in attesa di veder completate le inastrutture di collegamento, di veder “fiorire” un po’ di manifatturiero e, con questo, le prime avvisaglie dei 4 mila nuovi posti di lavoro (la vera e propria “posta” della “scommessa” scaturita dal convegno Irpet di Follonica…) non è possibile fare diversamente. Nel corso del 2015 la compravendita di case (complice la riduzione del prezzo degli immobili) è tornata a crescere (+5 per cento) e nel 2016 si ipotizza un ulteriore incremento (+13,5). Se teniamo conto di ciò che è successo tra il 2007 e il 2015 (il costo di un pieno di benzina è passato da 52 a 62 euro, il canone TV da 104 a 117 euro, un chilo di pane da 2,6 a 3,6 euro e una casa a Milano da 4.400 euro al metroquadro a meno di 4 mila) si comprende perché, pur derubricandolo (scaramanticamente) a semplice rimbalzo, i maggiori ricavi registrati dalle costruzioni (nel primo semestre 2015), si attribuisca ancora al settore qualche margine di vitalità. Non possiamo fare a meno di crederci. Ha dimostrato di crederci il Governo con la riduzione delle tasse sulla prima casa e con la proroga degli incentivi, finirà per crederci il risparmio, dovranno crederci e fare la propria parte gli enti locali, dovrà dimostrare di crederci soprattutto il sistema bancario. L’accesso al credito in Toscana, del resto, è in netto calo. Secondo il “Barometro Crif ”, nel 2015 il numero di richieste di finanziamento presentate dalle imprese si è ridotto del 2,4 per cento rispetto all’anno precedente. In Italia il dato segna un incremento del 4,5 per cento. A livello delle province toscane la migliore performance si registra in un’area di crisi: a Massa Carrara con un +6,5 per cento, a seguire Prato e Firenze (rispettivamente 3,3 e 3,2 per cento). Arezzo e Pisa sono le provincie (manifatturiera) che segnano il calo più netto: -12,4 e -9,9 per cento. Grosseto, con un -3,6 per cento, non è tra le peggiori, ma si colloca comunque sopra la media regionale. Anche per l’importo medio richiesto (62 mila euro) Grosseto si colloca al terz’ultimo posto in una graduatoria regionale che vede Arezzo al primo posto con un importo medio che è più del doppio (133 mila euro). All’interno di questi indici si ripropone la contraddizione tra grande e piccola impresa. Quest’ultima, infatti, (la Pmi con meno di venti addetti), nonostante costituisca il 98 per cento del tessuto produttivo italiano e contribuisca al 58 per cento dell’occupazione raccoglie meno di 1/5 (uno striminzito 19,6 per cento) del credito bancario disponibile. La grande “scala” non può fagocitare la piccola. 9

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APPALTI Nuovo codIce deglI APPAltI: uN’oPPortuNItà o uN lImIte Per le PIccole ImPrese? un’iniziativa cNA rivolta alle imprese, alle stazioni appaltanti e agli ordini professionali La CNA di Grosseto, in collabora- ducendo l’iniziativa – che si concre- tecipazione alle gare, al ricorso al- zione con la propria sede regionale, tizza in un momento caratterizzato l’incentivazione per la suddivisione ha preso in esame, nel corso di dalla crisi di un settore, quello delle degli appalti in lotti) e proprio nella un’iniziativa rivolta alle imprese, alle costruzioni, che, pur proponendo fase che precede la seconda lettura stazioni appaltanti e agli ordini pro- numeri ancora “da paura” (tra il al Senato, abbiamo voluto sottoli- fessionali, la nuova disciplina in ma- 2009 e il 2014, l’universo produttivo neare i desiderata del mondo im- teria di contratti pubblici dal titolo: che si muove intorno ai cantieri ha prenditoriale in generale e, in “Il Nuovo Codice degli Appalti: op- perso il 29,2 per cento) sembra far particolare, di quelle piccole e medie portunità o limiti per le piccole e intravedere, sia nel settore pubblico imprese che oltre a costituire an- medie imprese”. L’importante ini- che in quello privato,  l’uscita dal cora oggi la parte più sana e preva- ziativa, che si è svolta il 27 novem- tunnel”. lente del tessuto economico del bre, a Grosseto, nella Sala Conferenze della sede della CNA provinciale, è stata motivata dalla necessità di far conoscere alle imprese l'evoluzione normativa in un settore che riveste particolare interesse e dalla volontà di offrire un'utile occasione di confronto con autorevoli esperti del settore. Il 17 novembre, infatti, la Camera ha approvato il Disegno di Legge che delega il Governo a riformare il Codice degli appalti (il provvedimento, tornato in seconda lettura al Senato, è poi stato definitivamente approvato). “Si tratta di un atto importantissimo, - ha detto il direttore della CNA di Grosseto, Renzo Alessandri, intro- Secondo il Cresme, infatti, il 2016 sarà l’anno dell’entrata nel “settimo ciclo edilizio” e a trainare il settore delle costruzioni fuori da una crisi durata otto anni (con una crescita attesa del 2,2 per cento) a partire dal prossimo anno, dovrebbero essere (con un +4 per cento) proprio le opere pubbliche (questa, almeno, la previsione contenuta nel Rapporto congiunturale 2016 presentato nei giorni scorsi a Milano). “Rispetto al testo approvato – ha detto ancora Alessandri – ha suscitato grande interesse l’introduzione di misure di semplificazione per l’accesso al mercato da parte delle piccole e medie imprese (dalla riduzione dei costi amministrativi di par- Paese, sono state colpite più duramente dalla crisi che in questi anni ha investito il settore delle costruzioni”. Nel corso del suo intervento, il direttore dell’Associazione, ha ripercorso il travagliato iter delle norme regolatrici degli appalti negli ultimi anni. Ricordando che l’approvazione della legge Merloni, poco più di vent’anni fa, fu accolta da aspettative e da attese non dissimili da quelle di oggi, ha auspicato il non ripetersi della storia. Anche la Merloni, infatti, oltre ad accompagnare il Paese fuori da tangentopoli, avrebbe dovuto fornire un quadro di regole di tipo “europeo”s: dalla centralità della variante a quella del progetto (si disse al- l’epoca), trasparenza, obbligo di gara, sistema di qualificazione rin- novato erano anche in quel caso i principi declinati. Con le dovute differenze, molte delle cose che si dicono oggi non sono dissimili dalle considerazioni che fe- cero da cornice all’avvento di una legge (appunto la Merloni) sospesa cinquanta giorni dopo la sua entrata in vigore e sostituita, con un “tira e molla” parlamentare indescrivibile, prima di lasciare spazio al nuovo co- dice appalti del 2006 da ben tre ri- 10 forme organiche (la Merloni-bis, -ter

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APPALTI CNA: “SODDISFAZIONE PER I PARERI ESPRESSI DALLE COMMISSIONI PARLAMENTARI SULLA RIFORMA DEGLI APPALTI. E’ AUSPICABILE CHE IL GOVERNO NE TENGA CONTO” Alle preoccupazioni su un “impoverimento” della riforma sugli appalti e sull’introduzione di ostacoli, che avrebbero potuto inibire l’accesso delle piccole imprese al mercato delle opere pubbliche, si è sostituita una moderata soddisfazione. In vista della fase cruciale del passaggio parlamentare sulla riforma del Codice degli Appalti, la CNA ha sottolineato alcune priorità su cui intervenire per evitare di veder impoverita, sostanzialmente, la portata della riforma, e, soprattutto, uno dei suoi principi cardine: l’abbattimento degli ostacoli all’accesso delle piccole imprese agli appalti pubblici. La CNA, di conseguenza, ha chiesto di veder determinato il livello massimo della quota di opere da poter subappaltare. “Oggi – ha detto il presidente Vaccarino - questo non è previsto se non per le opere specialistiche e questo penalizza fortemente le micro e le piccole imprese, proprio quelle a cui viene affidata l’effettiva realizzazione dei lavori”. “E’ inoltre necessaria - ha proseguito Vaccarino – una maggiore attenzione ai Consorzi, strumento fondamentale per consentire la partecipazione delle piccole imprese al mercato degli appalti pubblici”. La riforma invece, in quel momento, prevedeva solo un articolo di poche righe, rinviando tutto alla regolamentazione successiva. Una riduzione (quella degli articoli del Codice degli Appalti da 800 a circa 200) in linea di massima apprezzabile, perché punta a introdurre una decisa semplificazione. Destava forti perplessità, invece, il fatto che questa demandasse in larga parte a successivi interventi, decreti e linee guida, senza prevedere il coinvolgimento dei soggetti interessati. Per questo motivo, la CNA ha rivendicato un cononto aperto a tutte le rappresentanze delle piccole e medie imprese. Le suddette istanze hanno trovato attenzione e ascolto. Di conseguenza, CNA esprime soddisfazione per il parere espresso dalle Commissioni parlamentari sulla riforma del Codice degli Appalti e auspica che il Governo ne tenga conto. “In particolare – spiega CNA – è importante la conferma del limite del subappalto al 30 per cento dell’importo complessivo e la possibilità, riconosciuta ai Consorzi nei primi cinque anni di vita, di avvalersi dei requisiti delle imprese aderenti”. Significativa anche la decisione di introdurre agevolazioni per facilitare la partecipazione delle micro e piccole imprese agli appalti. La CNA, quindi, condivide anche le preoccupazioni espresse dalle Commissioni parlamentari sulla presenza di troppi rinvii a provvedimenti futuri, che rischiano di vanificare il grande obiettivo della semplificazione contenuto nella riforma. e –quater). La Merloni, il Codice Appalti e la Legge Obiettivo sulle grandi opere non sono state in grado di offrire al settore risposte adeguate. I soggetti che avrebbero dovuto applicarle (ordini professionali, costruttori e pubblica amministrazione) ne sono stati i sostenitori più “tiepidi” e la mancanza di un’Au- torità di regolazione ha fatto probabilmente il resto. Oggi siamo finalmente in presenza, grazie alla legge approvata in via definitiva dal Senato, di una riforma vera, che si muove a tutto tondo e che può ri- spondere alle richieste di trasparenza e di efficienza reclamate da tempo. La legge colma, infatti, il cosiddetto vuoto di regolazione, ponendo al centro del sistema un soggetto forte quale l’Anac, presie- 11

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APPALTI duta da Raffaele Cantone. La grande MICHELE CORRADINO: “SOSTANZIOSE NOVITÀ NELLE NUOVE GARE DI APPALTO” sfida di oggi, quindi, è quella di non ripetere il “fallimento" della Merloni. L’accelerazione degli investimenti, infatti, potrà concretizzarsi solo in Il consigliere di Stato Michele Corradino, in rappresentanza dell’Anac (Au- presenza di norme chiare e applica- torità nazionale anticorruzione), in questa occasione, ha sottolineato proprio il ruolo affidato all’Anac e ha indicato le nuove direttrici, attraverso le quali la committenza pubblica dovrà misurarsi. “Con il nuovo Codice delle gare di bili, semplici e flessibili. Per le Pmi, i contenuti della legge delega sono un importante passo in avanti: una chance in più che, se le aspettative appalto – ha spiegato Corradino – stiamo cercando di cambiare le cose. Per troveranno conferma, verrà offerta istruire le gare d’appalto sarà necessaria competenza tecnica dimostrata e i non solo alle piccole ma ci augu- nuovi commissari saranno estratti a sorte dall’Anac. Inoltre, più vigilanza e collaborazione da parte della Pubblica amministrazione. Ce la stiamo mettendo tutta, è una cosa nella quale crediamo. E tutto questo è anche la conse- riamo anche alle micro imprese. E’ proprio questo mondo infatti (quello che se non altro per la ridotta dimensione si configura come la parte guenza del grande fermento che vediamo nelle categorie produttive, categorie più “sana” dell’economia) ad aver che chiedono il cambiamento”. “Non sarà chiesto solo alle imprese – prosegue Corradino – di essere all’altezza, la Pubblica amministrazione dovrà ricominciare a programmare”. Tra le principali novità, lo stop alle deroghe e il fatto che l’Anac potrà dichiarare illegittimo un affidamento e l’Amministra- particolarmente sofferto della mancanza di trasparenza, dei vincoli di accesso proposti dalle procedure telematiche di gara e del ritardo nei pagamenti. zione dovrà intervenire. Il direttore dell’Anci Toscana Si- CON RICCARDO NENCINI ARRIVANO NOTIZIE POSITIVE SU TIRRENICA E DUE MARI mone Gheri, Intervenendo nel dibattito, ha rivolto alla CNA un duplice ringraziamento: “per aver organiz- zato con una tempistica strategica Con Riccardo Nencini, viceministro alle Inastrutture, sono arrivate buone notizie sia sulla Due Mari sia sulla Tirrenica. “Per quanto riguarda la Due Mari – ha detto – credo che ormai si stia andando verso il suo completamento”. questa iniziativa e per il livello dei partecipanti: in particolare il viceministro Nencini e il consigliere Corradino in rappresentanza dell’Anac”. Il Secondo Nencini nel 2021, se non i saranno intoppi, la Due Mari dovrebbe nuovo Codice degli appalti, a suo essere completata. “Per la Tirrenica – ha proseguito - non ci sono particolari novità e questo significa che la situazione è positiva rispetto al percorso che abbiamo intrapreso anche con la Regione Toscana”. Nencini ha sottolineato che tutto, al momento, procede regolarmente e che la tempistica per ora è rispettata giudizio, rappresenta un importante obiettivo e l’Anci condivide l’impostazione data dal Governo e dal Parlamento. Anche a giudizio dell’Anci Toscana il nuovo Codice dovrà es- Ed ecco anche la sua posizione relativamente al nuovo disegno di legge sugli sere una vera legge anticorruzione, appalti. “Ci troviamo davanti a un momento delicato e di profondo cambiamento, con la nuova legge vogliamo più velocità e più trasparenza”. ma, al contempo, consentire alle Amministrazioni di fare le gare e gli interventi bene ed in tempi certi (i tempi lunghi ed i ricorsi, ha detto, sono costi che non possiamo per- metterci). Il nuovo Codice deve essere anche l’occasione per far crescere le com- petenze del settore pubblico. Se da una parte bisogna invitare le im- prese ad avere più tecnici e meno avvocati al loro interno, le compe- tenze della struttura pubblica do- vranno essere portate al massimo livello. Per raggiungere questo obiettivo si dovranno “fare più pro- cedure insieme” (la centrale di com- mittenza unica è una strada, ma è fondamentale far crescere la consa- pevolezza politica e amministrativa 12 di fare le cose insieme: fin dalla pro-

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APPALTI gettazione alle gare). Le imprese a loro volta, a giudizio di Gheri, dovranno percorrere la strada dell’aggregazione. Nella legge, infatti, c’è la previsione di lotti e funzioni (un modo per porre attenzione alle piccole e medie imprese e ai territori), ma le imprese devono fare la loro parte, per non trovarsi spiazzate e fuorigioco. Il direttore di Anci, nel condividere le novità espresse sia dal consigliere Corradino che dal viceministro Nencini, ha sottolineato la necessità che queste siano fatte proprie dall’intero sistema (“non vorrei - ha detto - che quando verrà messa in atto la contrattazione pre gara, qualcuno intervenga bloccando tutto”). A conclusione del suo intervento, ha fatto presente che la partita in corso (dal nuovo Codice degli appalti alle centrali di committenza) è strategica sotto tanti punti di vista. “Di conseguenza - ha detto - occorrerà un quadro di riferimento in gradi di tenere insieme i diversi temi e le diverse normative”. Concludendo l’iniziativa, il direttore di CNA Toscana Saverio Paolieri, ha individuato il tema relativo al recepimento delle nuove direttive comunitarie sulle concessioni, sugli appalti pubblici e sui servizi “dei settori speciali, come l’occasione per aprire una riflessione sull’attuale quadro normativo . A giudizio di Paolieri, la fase che sta chiudendo l’iter parlamentare per la legge delega induce alcune riflessioni sul Codice degli appalti, sul suo regolamento attutivo, sui loro allegati (composti da 257 articoli, nel caso del codice e 359 in quello del regolamento) e, quindi, sulla complessità (folle) con cui è disciplinata questa materia. Ricordando a sua volta che negli otto anni di vita il solo Codice è stato modificato da 54 norme diverse e da 19 leggi di conversione, ha poi sottolineato il livello di contenzioso che la normativa ha prodotto (6.155 atti tra sentenze del Tar, del Consiglio di Stato, pareri dell’attuale Autorità Anticorruzione ed ex Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici). “Dall’attività di Misurazione degli oneri amministrativi svolta dal Governo - ha detto - risulta che le im- prese tra 5 e 249 addetti hanno sostenuto (per partecipare alle gare d’appalto) un costo complessivo pari a 1,2 miliardi di euro all'anno. Tra le procedure più costose, la presentazione delle domande e della documentazione (in media 27 volte all'anno) con un onere stimato di circa 870 milioni di euro (una follia che potrebbe essere superata con la digitalizzazione delle procedure, l’introduzione del fascicolo elettronico delle imprese e con il meccanismo dell’AVCPASS”. “Credo - ha aggiunto Paolieri - che questi dati da soli indichino al Governo la priorità delle priorità: SEMPLIFICARE e poi ancora SEMPLIFICARE. Del resto, un principio cardine della normativa europea è il divieto di gold plating, un criterio che impone al legislatore di non introdurre livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalla direttiva europea e quindi di restare entro i limiti già definiti. Sempre in base a questa disposizione, costituiscono livelli di regolazione sovrabbondanti rispetto a quelli minimi: l'introduzione o il mantenimento di requisiti, standard, obblighi e oneri non strettamente necessari per l'attuazione delle direttive, l'estensione dell'ambito soggettivo o oggettivo di applicazione delle regole, l'introduzione o il mantenimento di sanzioni, procedure o meccanismi operativi più gravosi o complessi di quelli strettamente necessari per l'attuazione delle direttive”. Altro tema centrale, secondo Paolieri, è quello di garantire l’accesso al mercato dei lavori pubblici per le micro, piccole e medie imprese, con il rischio che tutto possa risolversi con l’ennesima enunciazione di un principio (la suddivisione in lotti, la determinazione del fatturato minimo annuo, la gestione dei sistemi dinamici e il pagamento diretto dei subappaltori). Sarebbe lecito, pur considerando una politica comunitaria ancora molto indietro rispetto ai principi dello Small business Act, aspettarsi qualcosa in più (il modello statunitense su una spesa pubblica di circa 400 miliardi di dollari ne destina quasi un quarto alle Pmi). La legge delega prevede una revisione dell’attuale sistema di qualificazione delle imprese anche attraverso una verifica formale e sostanziale delle capacità realizzative e delle competenze tecniche, sono stati introdotti principi di premialità demandando all’Anac la disciplina di questo aspetto (l’attuale meccanismo di qualificazione è particolarmente oneroso e spesso incoerente con i reali requisiti dell’impresa: si pensi agli affitti di rami di aziende con le SOA comprese). L’auspicio sarebbe quello di un meccanismo snello, che preveda verifiche puntuali (magari utilizzando le attività svolte sul campo dagli enti bilaterali dell’edilizia), che tenga presente gli elementi di congiuntura economica del settore. Paolieri si è infine soffermato sulla serie (che ha definito “eterogenea”) di misure, che vanno dall’individuazione espressa dei casi in cui è possibile ricorrere alla procedura negoziata senza bando (sarebbe bastata, in effetti, un recepimento secco delle norme della direttiva) all’unificazione delle banche dati esistenti, alla previsione di un’ulteriore disciplina delle procedure e, addirittura, delle loro fasi, con connessa previsione di poteri di vigilanza e controllo anche relativi alla fase di esecuzione, alla digitalizzazione delle procedure (non a fini di efficienza, ma di tracciabilità), al rispetto della regolarità contributiva, fiscale e patrimoniale dell’impresa, sino, da ultimo, all’imposizione di conti dedicati per gli appalti, Hanno partecipato il viceministro delle Inastrutture, Riccardo Nencini; il consigliere di Stato, Michele Corradino, componente dell’Autorità nazionale Anticorruzione; l’avvocato Gaetano Viciconte del Foro di Firenze; Riccardo Breda, presidente della Camera di commercio di Grosseto; Renzo Alessandri, direttore CNA Grosseto; Simone Gheri, direttore Anci Toscana; Saverio Paolieri, direttore CNA Toscana. 13

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LEGGE STABILITÀ legge dI stABIlItà 2016: uN BIcchIere mezzo PIeNo e mezzo vuoto la nuova normativa presenta novità positive, ma non sono assenti misure negative La legge di stabilità è, al tempo dalla trasformazione delle  detra- cumulare. La trasformazione vo- stesso, un “bicchiere” mezzo pieno zioni per  la riqualificazione ener- lontaria del beneficio fiscale sulla e  mezzo vuoto, come numerosi getica dei condomini in crediti riqualificazione energetica in cre- esempi potrebbero dimostrare. A d’imposta cedibili alle imprese che dito cedibile sarebbe la soluzione una serie di novità positive quali hanno eseguito i lavori. Una propo- migliore. La CNA, non a caso, pro- l’abolizione della tassa di possesso sta assurda e punitiva: i crediti di pone da tempo di rendere subito sulle imbarcazioni da diporto (dopo imposta, infatti, sono recuperabili spendibile la rata di detrazione de- che il Governo Monti, con l’introdu- in dieci anni e le imprese non pos- cennale cedendo il credito fiscale zione della tassa di stazio- alle banche (non è un’ipo- namento, aveva tesi impossibile: il Governo allontanato i diportisti dai e il Parlamento l’accol- nostri approdi “affon- gano). La legge dispone, dando” l’intera filiera della inoltre, che, per il biennio nautica italiana), l’incre- 2016-17, il calcolo della mento della franchigia Tari avvenga prendendo a Irap; la proroga delle age- base la media potenziale volazioni per le ristruttura- dei rifiuti prodotti per unità zioni edilizie (compreso il di superficie, anziché la bonus mobili) e per la ri- quantità effettivamente qualificazione energetica prodotta. Si rinvia ancora degli edifici, l’introduzione una volta, di fatto, l’appli- del super ammortamento (con de- sono certo sostituirsi alle banche. cazione della tariffa puntuale, duzione elevata al 140 per cento), Lo svarione normativo è sotto gli mantenendo una situazione che l’allentamento del patto di stabilità occhi tutti. Come si può sottovalu- grava le piccole imprese di oneri interno e la proroga, pur ridotta, tare la “montagna” di crediti d’im- impropri e ingiustificati. degli incentivi per le assunzioni, si posta che le imprese, in gran parte Renzo Alessandri sono contrapposte, purtroppo, una piccole e micro, andrebbero ad ac- direttore CNA Grosseto serie di misure di segno opposto. Emblematico il caso del Sistri: il “milleproroghe” ne ha prorogato di un anno operatività e adeguamento, l’utilizzo del sistema telematico è stato mantenuto CESSIONE BONUS RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA: LA NORMA VA MODIFICATA RADICALMENTE ED IMMEDIATAMENTE. facoltativo (mentre permane l’ob- EVITARE ONERI AGGIUNTIVI SULLE IMPRESE bligo delle procedure cartacee) e il contributo annuale non è stato né O IL MECCANISMO RIMARRÀ SULLA CARTA soppresso né sospeso. Ne conse- Le imprese anticipano ai cittadini incapienti, subito e in un’unica soluzione, gue che, ancora una volta, le la detrazione d’imposta del 65 per cento relativa alle spese per interventi di aziende saranno chiamate a pa- riqualificazione energetica sui condomini recuperando il credito in  10 anni. gare i costi di un servizio senza ri- Questo è il risultato della norma introdotta con l’ultima legge di stabilità.  E’ ceverlo. A giudizio della CNA, evidente che nessuna impresa può permettersi di incassare i due terzi del cor- l’apparato sanzionatorio del Sistri rispettivo relativo al proprio lavoro in 10 anni. Le imprese non sono banche! avrebbe dovuto essere sospeso (il Peraltro, le banche prestano denaro dietro corrispettivo. Per questo motivo Rete sistema cartaceo, infatti, già ga- Imprese chiede che la norma sia immediatamente modificata per evitare che rantirebbe la tracciabilità). Un vero oneri impropri ricadano sulle imprese fornitrici. Senza tale modifica il mec- e proprio “sgambetto” alle im- canismo è destinato a rimanere sulla carta. 14 prese sarebbe stato rappresentato

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INAIL INceNtIvI Alle ImPrese che INvestoNo sullA sAlute e sullA sIcurezzA: PuBBlIcAto Il BANdo INAIl IsI 2015 la cNA evidenzia le possibili difficoltà e si rende disponibile per supportare gli interessati Quasi 300 milioni di euro, 276 per la precisione, messi a bando dall’Inail per incentivare le imprese e promuovere, in uno dei momenti economici più duri dal dopoguerra ad oggi, interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro. Potenziali beneficiarie dei contributi le imprese (anche in individuali), ubicate sull’intero territorio nazionale, purché iscritte alla Camera di commercio. I progetti, per essere ammessi a contributo, dovranno essere ricompresi nelle seguenti tipologie: · investimenti volti al migliora- mento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori; · adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale; · bonifica da materiali contenenti amianto. Le imprese interessate potranno presentare un solo progetto (per una sola unità produttiva tra quelle presenti sul territorio nazionale), relativo ad un’unica tipologia di intervento individuata tra quelle sopra indicate. Le risorse disponibili ammontano a euro 276.269.986,00. I finanziamenti, e questo è l’aspetto più importante, saranno a fondo perduto e verranno assegnati fino ad esaurimento delle risorse, sulla base dell’ordine cronologico di arrivo delle domande. Il contributo in conto capitale, pari al 65 per cento delle spese sostenute per la realizzazione dell’intero progetto, è subordinato al superamento della verifica tecnico-amministrativa e alla conseguente realizzazione del progetto ed è cumulabile con i benefici derivanti da interventi pubblici di garanzia sul credito (Fondo garanzia delle Piccole e medie imprese). L’importo massimo concedibile raggiunge i 130 mila euro, mentre il contributo minimo ammissibile si ferma a 5 mila (nessun livello minimo per le imprese che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità). Le domande dovranno essere presentate solo in via telematica (con successiva conferma tramite Pec). Fino alle 18 del 5 maggio, quindi, le imprese potranno (tramite una procedura informatica ed un percorso guidato) avviare una prima fase di inserimento dei progetti ed effettuare le simulazioni necessarie (verificare il raggiungimento della soglia di ammissibilità, salvare la domanda inserita ed effettuare la registrazione di questa). Dal 12 maggio in poi, coloro che avranno raggiunto la soglia minima di accesso  e salvato definitivamente la domanda, riceveranno le indicazioni per effettuare il download del codice identificativo che le identificherà in maniera univoca. Tutto bene? Speriamo bene! Visti i precedenti, infatti, un minimo di scara- manzia è d’obbligo. Le domande, infatti, ancora una volta, potranno essere inoltrate solo in via (rigorosamente) telematica (la conferma di ricezione sarà inviata tramite Pec). Un nuovo CLIK DAY, dunque, dopo le pessime prove fornite dal sistema informatico dell’Inail in  occasione degli avvisi precedenti. Come non ricordare, infatti, la frustrazione e la rabbia delle migliaia di imprese che, dopo aver pianificato l’introduzione di nuove misure di sicurezza (con tanto di consulenze pagate e ordinativi acquisto pronti per la spedizione) non sono riuscite nemmeno a collegarsi. In ogni caso, a partire dal 19 maggio 2016, gli interessati potranno “navigare” il sito www.inail.it e misurarsi di nuovo con una procedura informatica che dovrebbe consentire (il condizionale è d’obbligo), tramite un “percorso guidato”, l’inserimento della domanda di contributo. Gli uffici dell’Associazione saranno a disposizione di tutti gli interessati. 15

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