Il Valdarno luglio 2017

 

Embed or link this publication

Description

Il Valdarno Luglio 2017

Popular Pages


p. 1

IlValdarno gratis a casa tua Luglio 2017. Registrazione al Tribunale di Firenze n. 6005 del 25.11.2015 Dir. Resp. Francesco Fondelli. Editore: SEF srl Vicolo Libri 4 Figline, 50063 Figline e Incisa Valdarno Isc.ROC prat.1046013 - Stampa: Centro Servizi Editoriali S.r.l., Imola, Via Selice 187/189 40026 Imola (BO) Diffusione Gratuita - commerciale@ilvaldarno.info - redazione@ilvaldarno.info Le nostre fastidiose percezioni mentali di Francesco Fondelli Ci sono pensieri mentalmente urticanti. Così ognuno di noi tende a percepire la realtà secondo una visione di comodo. Le chiamano “illusioni cognitive”: noti meccanismi inconsci, che operano in Valdarno come in qualsiasi parte del mondo. Siccome lo specchio deformante ci rimanda un’immagine condivisa da tutti, allora pensiamo che sia razionale. Il nostro rapporto con gli animali e con i nostri simili è un classico “tunnel mentale”. Un cane e un gatto ci ispirano buoni sentimenti. Ma se ci avvicina un altro essere umano, subito scatta un meccanismo di difesa. In Italia spendiamo oltre due miliardi per alimentare i nostri amici animali. Bene. Ora possiamo detrarre le spese veterinarie dalla dichiarazione dei redditi. Perfetto. In Spagna la legge estende alle scimmie alcuni diritti umani. Stupendo. Poi nasce un putiferio per una frase, apparentemente ovvia, detta da Bergoglio: “Vediamo gente tanto attaccata a gatti e cani, e poi lasciano senza aiuto la fame del vicino? No, per favore no”. Parole che ci danno fastidio, come mosche che ci ronzano nella coscienza. missioni di pace tra mille pericoli il racconto del maresciallo coco Ora che è in pensione il luogotenente Giuliano Coco di Rignano racconta le tante operazioni di pace a cui ha preso parte nelle zone più calde del mondo. Ha svolto “peace-keeping operations” in Africa, Medio Oriente ed Europa dell’Est A pagina 2 guerri, uno chef di successo da reggello ai vip di miami Lo chef Massimiliano Guerri ha lasciato Reggello per realizzare il suo personale sogno americano con la sua azienda “Dolce Events”. Ora gestisce il ristorante interno del condominio di lusso dell’Icon South Beach sulla baia di Miami. A pagina 3 :ambiente Il pulviscolo bianco si era depositato sulla zona sud di Figline. Ora l’Arpat risponde ai cittadini Polveri, mistero risolto La “festa” in memoria di Niki Giustini Spettacolo in piazza a San Giovanni Risolto il mistero delle polveri bianche che da più di un anno si depositavano sulla vegetazione, sulle auto e sulle case nella zona sud di E gli amici ricordano: Figline. Il problema era stato denunciato dai cittadini con una lettera inviata al Comune e al nostro “Noi, Niki e la Prinz” a pagina 12 giornale. Ora è arrivata la risposta degli organi competenti. L’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana ha ritenuto “che le polveri oggetto delle segnalazioni siano soggettivamente attribuibili alle emissioni prodotte dall’attività di trafilatura a secco”. Un problema che potrebbe verificarsi anche per la “modifica della geometria e dell’al- tezza dei camini”. La stessa nota Arpat comunica che “con decreto dirigenziale n. 1610 la Regione To- scana ha diffidato la ditta Bekaert ad ottemperare alle prescrizioni impar- tite con l’AIA andando ad eliminare le irregolarità riscontrate”. In merito ai rischi per la salute l’agenzia pre- cisa che “considerato il quantitativo annuale delle emissioni all’esterno, non ci sono evidenze di pericolosità Il link per rivedere il video di Niki Giustini per la popolazione in relazione alle http://www.ilvaldarno.info/ciao-niki-lesibizione-del- dimensioni del particolato ed alle comico-toscano-sul-palco-del-vip-parade-a-figline sue caratteristiche chimiche”. Roberto Bertoncini rugby alberto bottacci ha conquistato la massima serie A pagina 15 A pagina 16 ciclismo il 5 agosto cronoscalata a vallombrosa calcio casucci riparte da presidente dell’atletico A pagina 8 100% INTEGRALE ESISTE VERAMENTE DALLA RICERCA SAVINI UN NUOVO PANE RUSTICO E SANO dal 1959

[close]

p. 2

IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 2 Luglio 2017 Rignano Via Roma, 37 Rignano sull’Arno • Firenze Tel. 055 8347141• 055 8349528 Mail: info@eventi6.it Le chiamano peace-keeping operations, le missioni di pace organizzate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. E di queste missioni il Luogotenente dei carabinieri in pensione Giuliano Coco, ne ha fatte tante, tra Africa, Medio Oriente ed Europa dell’Est. Originario di Genova e residente a Rignano sull’Arno, si è arruolato nell’Arma dei Carabinieri nel ‘67, che non aveva neanche venti anni. “Ho partecipato alle prime missioni tardi, a cinquant’anni, perché prima non si facevano - racconta il maresciallo - la prima fu nel ‘98 in Bosnia, per un anno, era una missione Nato che si era resa necessaria dopo la guerra civile tra serbi, croati e mussulmani”. Ufficiale di collegamento tra i carabinieri e la brigata francese che presidiava a Mostar, capo cellula del servizio informa- :il personaggio Ha operato in Africa, Medio Oriente e nell’Europa dell’Est Le missioni di pace di Giuliano zioni, Giuliano Coco aveva il compito di individuare le zone “calde”, nelle quali era più pericoloso muoversi. Nel 2000 Giuliano partì per il Kosovo prestando servizio con l’aeronautica per tre volte, poi in Eritrea per l’Onu: “Quando giravamo per i paesini nelle vicinanze della capitale Asmara, portando con noi delle casse d’acqua da distribuire, vedevamo spuntare dal nulla tanti bambini. Acqua! Cercavano l’acqua! Davi loro delle caramelle, e non capivano neanche cosa fossero”. Dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, Coco andò in Iraq a bordo di una nave da carico, sbarcando nel vicino Kuwait, con il compito di dirigere una squadra incaricata di istruire la polizia locale: “Non fu facile dare un’organizzazione. C’erano ancora i poliziotti dei tempi di Saddam Hussein che, terminato Nelle foto: Qui accanto: il luogotenente dei carabinieri, Giuliano Coco, in una immagine recente. In alto a sinistra: Coco in missione nel Kosovo. A destra mentre riceve una decorazione al merito. il servizio, prendevano i kalashnikov e se li portavano a casa, invece di lasciarli all’interno delle caserme. Poi rifacemmo le carceri, perché i delinquenti, che erano tanti, tra ladri e assassini, venivano buttati tutti all’interno di un gabbione. Ogni giorno contavamo i carcerati per verificare che ci fossero tutti, che nessuno fosse evaso con la complicità di qualche poliziotto iracheno corrotto”. Il ricordo più triste di Giuliano Coco è per l’amico morto assieme a tanti altri colleghi, durante l’attentato alla base italiana dei Carabinieri di Nassirya, avvenuto il 12 novembre 2003: “Questo mio collega fece arrivare un macchinario per i bambini nati prematuramente, oltre ai tanti farmaci. Noi carabinieri eravamo ovunque. Poi ci fu l’attentato alla palazzina dove alloggiavamo che ci distrusse tutti. Io avevo da poco lascia- to la base militare per ritornare in Italia, ma ho perso tanti amici con cui avevo vissuto 24 ore su 24, per mesi”. Nonostante avesse già compiuto 59 anni di età, raggiunti i quali non era più consentito partire per le missioni all’estero, Coco fece di tutto per ottenere l’ultimo incarico in Afghanistan. “Lì il grande pericolo erano le mine, nascoste dappertutto. Ogni tanto facevano saltare qualche mezzo con il telefonino. Però i nostri mezzi, i Lince, erano molto elastici. In caso di esplosione si rompeva tutta la carrozzeria ma chi stava dentro rimaneva illeso”. Insomma, il pericolo era praticamente dietro l’angolo. “Ma quando uscivamo in perlustrazione io stavo sempre davanti ai miei ragazzi. Perché se vuoi essere sicuro che i tuoi militari rispondano quando è il momento, devi dare l’esempio”. Anita Zarra

[close]

p. 3

Luglio 2017 PAGINA 3 IlValdarnogratisacasatua Reggello Via Roma, 37 Rignano sull’Arno • Firenze Tel. 055 8347141• 055 8349528 Mail: info@eventi6.it :cucina Si è realizzato l’american dream dello chef Massimiliano Guerri “Così ho conquistato Miami” Dopo aver rimbalzato tra i ristoranti e le macellerie di Reggello e Cascia ed aver assaporato il caldo sole della Sardegna, lavorare ad Amburgo non era proprio la più grande aspirazione di Massimiliano. Un’accoglienza fredda quella tedesca, più della neve e del gelo. Ci voleva qualcosa di più per un ragazzo di 19 anni, ci volevano gli Stati Uniti. Ed è proprio a Miami che Massimiliano Guerri ha coronato, da più di vent’anni, il suo “american dream”. Lì gestisce con successo la sua azienda di catering ed il ristorante al settimo piano dell’Icon South Beach, condominio di lusso progettato da Philippe Starck, con vista sulla baia della città. “Fin da ragazzino ho desi- derato fare lo chef e con mia mamma Silvana sono sempre stato vicino al mondo della cucina - racconta Massimiliano - Ho frequentato la scuola alberghiera Saffi a Firenze dove ho conosciuto il grande professor Romanelli ed ho lavorato nei locali fiorentini. Poi sono arrivate le esperienze in Sardegna e durante il periodo del militare sono finito in cucina. Ero chef del generale, non poteva essere altrimenti!”. Nel 1994 decide di raggiungere a Miami il cugino Davide Calcinai, famoso make up artist, lì già da un anno. Sole, spiaggia e belle ragazze. Miami era una città che stava sbocciando, come il futuro di chef Max: “Miami è molto cambiata da quando sono arrivato. Prima era la città dei ricchissimi cubani appariscenti e delle modelle di Gianni Versace, oggi è uno dei centri più importanti degli Stati Uniti che ospita alcuni tra gli eventi più conosciuti al mondo”. All’inizio sperimenta con successo la propria creatività culinaria in locali di grido e così Massimiliano riesce ad entrare nel giro dei fashion café. In quel periodo gestisce il Mezzaluna e con i proprietari vola tra Miami, New York ed il Mediterraneo dove organizza eventi per celebrità come Kevin Costner, Gianni Versace, Fiona Swarovski e l’attuale presidente USA Donald Trump. Matura così l’esperienza giusta per aprire la Dolce-Events, azienda con la quale adesso promuove sul mercato ame- Nelle foto: Qui sopra: Massimiliano Guerri. A sinistra lo chef al lavoro. Al centro una veduta di Miami ricano i migliori prodotti toscani, in collaborazione con Silvia Mariani: “Nel 2001 è nato mio figlio Rocco e con la famiglia ho deciso di stabilirmi definitivamente a Miami. Con il mio team ci occupiamo di eventi, food and beverage ed organizziamo cene da quattro persone fino ad eventi che ne accolgono ventimila. Negli anni mi sono impegnato in diversi tipi di cucine, dall’indiana all’asiatica, ma nel mio menù c’è sempre un collegamento alla nostra terra”. A Miami Massimiliano ha trovato il modo di coniugare le passioni per la cucina, la boxe ed il calcio, aprendo di recente anche una compagnia di pulizie. Ma la voglia di tornare a casa è sempre viva: “Sono legatissimo a Reggello, il mio sogno sarebbe quello di riaprire qua la mia vecchia bakery, il Mattarello. Purtroppo il mio paese ha delle risorse alberghiere che non sono state sviluppate. E’ vero, il mio è un po’ l’american dream, ma gli Stati Uniti non regalano nulla. L’America è il paese delle opportunità per questo a chi vuol partire dico di farlo perché l’occasione capita, ma devi guadagnartela. E’ un’esperienza di vita, non tornerai mai da perdente”. Roberto Bertoncini TINTOMETRO servizio immediato CREA IL TUO COLORE DA Per una scelta illimitata di colori FIGLINE - VIA BRODOLINI - ZONA INDUSTRIALE Tel. 055.952891 / 055.959771 www.tognaccini.it RIVENDITORE AUTORIZZATO

[close]

p. 4

IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 4 Luglio 2017 Saperi e Sapori :tendenze Prestigiosa qualifica per il noto bar di San Giovanni. E Naldini spiega il segreto di una tradizione italiana Caffè Fiorenza, gli “Artisti del gusto” Quello del caffè è diventato un vero e proprio rito della tradizione culinaria del nostro Bel Paese, a cui ogni giorno migliaia di italiani non sanno proprio rinunciare. Al mattino prima di andare a lavoro, dopo pranzo, da soli o in compagnia di colleghi ed amici; quello della tazzina è un cerimoniale unico nel suo genere che scandisce il tempo delle nostre giornate. Ma, a proposito di tempo, quanto ne occorre per preparare davvero un ottimo caffè? La risposta è circa trenta secondi per gli Artisti del Gusto del Caffè Fiorenza, bar nel cuore di San Giovanni Valdarno. Quella di Artisti del Gusto Daniele Naldini, titolare del è una prestigiosa qualifica Caffè Fiorenza - ci vuole ocassegnata dalla Illy, azienda chio per tanti particolari. Inleader nella produzione di nanzitutto è fondamentale la caffè, che seleziona e certi- pulizia della macchina, che fica i più brillanti interpreti avviene quotidianamente. del mestiere del bar in Italia Inoltre bisogna far attenzione e nel mondo: “Saper fare il alla macinatura che determicaffè non è semplice - spiega na l’uscita del caffè nella taz- zina. I giusti tempi d’estrazione per la nostra miscela sono di circa trenta secondi che conferiscono alla crema quella caratteristica sfumatura tigrata”. L’espresso vellutato del Caffè Fiorenza è inconfondibile, buono sia al bancone che fuori nei tavolini all’ombra di Palazzo d’Arnolfo, centro pulsante della città. Il bar è il luogo ideale per una colazione o un pranzo veloce, ma anche per godersi un aperitivo con un ricco buffet o una coppa di gelato all’interno della suggestiva cornice di Piazza Cavour: “Il nostro Nella foto: Qui accanto Laura, la graziosa barista del Caffè Fiorenza in Piazza Cavour a San Giovanni Valdarno è un servizio a 360 gradi sottolinea Daniele - con un occhio di riguardo per tutta la clientela. Iniziamo al mattino con le colazioni, proseguendo fino all’ora di pranzo preparando primi e secondi piatti dove proponiamo anche prodotti vegani, integrali e gluten free. Da quest’anno facciamo anche le aperture serali fino alle ore 24, con l’orario dell’aperitivo che si allunga ed offre dopo cena l’occasione per assaggiare un buon gelato”. Un servizio completo, professionale e cordiale, come solo un vero team di artisti del bar all’italiana può offrirvi. Roberto Bertoncini Caffè Fiorenza Piazza Cavour, 2 San Giovanni Valdarno tel. 055 945214 La prima cosa che colpisce della Fattoria Casabianca a Bucine è il gigantesco leccio vecchio di circa 400 anni a cui la mano dell’uomo ha dato una forma perfettamente rotonda e sul quale venivano distese le reti che, con una operazione detta Rocolo, permettevano di catturate storni in grande quantità e fare grandi arrosti. Non stupisce quindi che i due vini quantitativamente più imbottigliati si chiamino proprio “Il Rocolo”, un IGT Toscana prodotto con 30% Trebbiano, 30% Malvasia, 30% Chardonnay e 10% Sauvignon, ed “Il Leccio”, un Chianti Docg con 85% Sangiovese e altri autoctoni. Due vini quotidiani, con un ottimo rapporto tra qualità e prezzo, per ac- Vini sotto il leccio centenario compagnare al meglio le varie sfumature dei piatti toscani di pesce, carne, formaggi. Ma la Fattoria Casabianca è molto altro. Con una superfice vitata di oltre 34 ht produce una gamma di prodotti per tutte le esigenze e molto rappresentativa del nostro territorio. Certificata completamente biologica dal 2016 l’azienda svolge anche servizio di vinificazione e imbottigliamento per altre piccole realtà produttive valdarnesi. Per l’estate il Rosè IGT “Petali di Rosa” prodotto da uve Merlot restate a contatto con le bucce per un giorno e quindi dotato di colore rosa cerasuolo carico. I due IGT Toscana “Donna Laura” e “Il Casino di Bellavista”, entrambi a base Sangiovese Nella foto: Paolo Zaini e Sandro Benassai con aggiunta Merlot e differente periodo di maturazione in barrique (6 mesi il primo 14 mesi il Bellavista), vini di corpo, per abbinamenti più impegnativi e dotati di una buona capacità di invecchiamento. Da ricordare che “Il Casino di Bellavista” è uno dei vini preferiti dalla grande attrice Sofia Loren durante i suoi soggiorni italiani. Ultimo, ma solo perché si usa bere a fine pasto, è il “Vin Santo Colli dell’Etruria Centrale” dal classico uvaggio Trebbiano 40%, Malvasia 40%, San Colombano e Albano 10%. Dopo l’appassimento di 4-5 mesi sosta nei caratelli per almeno 4-5 anni e ogni anno, con il suo colore ambrato luminoso e la dolcezza mai stucchevole, si conferma uno dei migliori Vin Santo della zona. I vini sono reperibili sia direttamente in azienda che nel punto vendita di Ambra-Bucine. Fattoria Casabianca via N. Frosini, 14 Bucine (AR) 0559911265 info@fattoria-casabianca.it “L’Enoteca” Vasta scelta di Vini BALDI FEDERIGO provenienti da ogni parte d’Italia a prezzi vantaggiosi... Via Rocco Scotellaro, 4 - Loc. La Massa - Figline V.no (FI) Tel. +39 055 8335794 • info@baldifederigo.com • www.baldifederigo.com

[close]

p. 5



[close]

p. 6

IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 6 Luglio 2017 Monica, lo stile valdarnese ai Nastri d’Argento di Taormina La Pasqua di Bembè A volte ci domandiamo come siano nate quelle espressioni brevi frutto di esperienze del passato, che in poche parole racchiudono un principio importante, e attraverso le quali gli anziani di una volta esprimevano la loro saggezza. Anche i vecchi saggi figlinesi, parlavano per modi di dire e per metafore. Ad esempio quando una discussione prendeva una brutta piega, ammonivano di non fare la Pasqua di Bembè. Chi era Bembè? Era un padre di famiglia, vissuto molto probabilmente tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. Uno di quei padri più disoccupati che occupati, più alticci che sobri, con una squadra di figli e una moglie che lo aspettavano a casa nella speranza di veder posare qualche soldo sul tavolo di cucina e correre a comprare un morso di pane. Ma come nasce il modo di dire dei figlinesi? Dunque, era il giorno di Pasqua e Bembè tornò dalla Messa insieme ai suoi figli. La moglie a casa aveva apparecchiato per la festa. Appena Bembè si sedette a tavola, le chiese che cosa avesse preparato di buono. Come faceva ad aver preparato qualcosa di buono con quei pochi centesimi che Bembè portava a casa? La moglie rispose che aveva cucinato i ventrucci d’agnello e i’ paracore. A queste parole Bembè cominciò a imprecare: almeno per Pasqua si sarebbe aspettato un pranzo decente. Così, in preda alla rabbia, nonostante fosse un giorno di festa religiosa, prese i quattro lembi della tovaglia, fece un fagotto e volò tutto in corte. E questa è la Pasqua di Bembè. Da tenere bene a mente. specialmente quando uno è sul punto di perdere le staffe. Nella foto: Monica Barucci a Taormina con l’attore Claudio Amendola Si sono svolte ad inizio luglio a Taormina, nella suggestiva cornice del Teatro Antico, le premiazioni dei Nastri d’Argento, uno tra i più antichi ed importanti riconoscimenti cinematografici italiani. A trionfare è stata “La Tenerezza”, premiato come miglior film, mentre Gianni Amelio e Renato Carpentieri si sono aggiudicati rispettivamente il premio come miglior regista e miglior attore. Nell’aria di festa di una delle cerimonie più attese nel mondo del grande schermo, anche il Valdarno ha conseguito un importante riconoscimento. Monica Barucci, titolare dei saloni ArteCapelli di Incisa e BL Hairdressing di Leccio, è stata una delle due donne toscane - insieme a Raffaella Bonechi del salone Clori di Montevarchi - a collaborare con il gruppo Wella Art Hair Studios che ha curato l’immagine e l’hairstyling delle celebrità presenti. Nomi come quelli della diva Monica Bellucci, Sabrina Ferilli, Claudio Amendola, Jasmine Trinca, Luca Argentero e molti altri. Una vera notte di stelle dove anche l’eccellenza valdarnese ha saputo brillare.

[close]

p. 7

Luglio 2017 PAGINA 7 IlValdarnogratisacasatua Ricambi meccanica Tel. 055 953323 Ricambi carrozzeria Tel. 055 9155626 Via degli Innocenti 6/6c • 50063 FIGLINE VALDARNO (FI) Fax 055 9154582/3 • E-mail: info@assosrl.com • www.assosrl.com Ora che Papa Francesco è salito a Barbiana vengono sanati di fatto quei motivi di frizione all’interno della :storia Nonostante le proteste dei fedeli i Servi di Maria lasciarono Figline l’8 agosto del 1977 Il “caso” Ponterosso, quarant’anni dopo Chiesa, che avevano accompagnato le esperienze di co- I frati che sarebbero piaciuti a Bergogliomunità religiose innovative. Una di queste fu vissuta alla sposta, l’ordine dei Servi di fine degli anni Settanta a Fi- Maria spostò quei padri solo gline. Una vicenda che ebbe di qualche chilometro, al una certa eco sui giornali Convento della Poggerina. In dell’epoca. Don Milani era seguito il vescovo affidò loro scomparso da una decina di anni, ma la chiesa fiorentina stava vivendo la stagione Nelle foto: Qui sopra l’affollatissima seduta del consiglio comunale del luglio 1977. A sinistra l’articolo della Nazione con le immagini di padre Gori, padre Pieri e padre Lancisi anche la piccola parrocchia di Celle. La comunità dei frati prose- del forte rinnovamento post tore storceva la bocca: già il tà dei frati di Ponterosso, in guì il suo lavoro innovativo, conciliare, portato avanti da fatto di dare la comunione cui si metteva il luce, come mantenendo buoni rapporti figure di spicco come il mo- nelle mani dei fedeli o di per- scrisse all’epoca La Nazione: con Scatizzi e tutti i succes- naco Giovanni Maria Van- mettere alle bambine di ser- “Un’esperienza di ampio re- sivi vescovi di Fiesole. Quel- nucci alla comunità delle vire la messa, pareva allora spiro religioso e soprattutto la particolare stagione verrà Stinche, o come padre Erne- tre religiosi: padre Valente le più aperta scevra da ogni una sorta di eresia. Per tutta di umanità”. ricordata a settembre dal sto Balducci o David Maria Gori; padre Ario Pieri e il più discriminazione politica. Un risposta 2000 parrocchiani Tutto inutile. L’8 agosto Comune di Figline e Incisa. Turoldo. Proprio l’ordine dei giovane padre Silvio Lancisi. atteggiamento che fu bollato firmarono una petizione in 1977, il giorno stesso in cui Intanto, il giorno 8 agosto, Servi di Maria, a cui appar- Tutti aderivano a quel nuovo come “Pluralismo scriteria- favore dei frati. Non solo. Radio Vaticana annunciava nella Chiesa della Poggeri- tenevano padre Vannucci e spirito dei tempi che aleg- to” da una ventina di parroc- Il Consiglio Comunale, al la nomina di Simone Scatizzi na, una semplice cerimonia padre Turoldo, era presente a giava nella Chiesa sull’onda chiani che scrissero una let- termine dell’affollatissima a nuovo vescovo, da Fiesole ricorderà l’arrivo dei Servi di Figline da oltre quarant’anni. del rinnovamento avviato dal tera di protesta alle massime seduta del 12 luglio del 1977, partì il decreto di allontana- Maria, avvenuto in un caldo Nella comunità di Ponteros- Concilio Vaticano Secondo, autorità religiose. Anche una approvò un documento di menti dei frati di Ponterosso. pomeriggio d’estate di qua- so operavano a quel tempo caratterizzato da una pastora- parte del clero più conserva- solidarietà con la comuni- C’è da dire che, per tutta ri- rant’anni fa. UNA STAGIONE DI SUCCESSI E NOVITÀ PER IL CENTRO ARTISTICO DEL VALDARNO Si chiude una stagione di grande successo per la TALENT ACADEMY. Dopo il trasferimento nella nuova sede della scuola, in via Petrarca, 26, a Figline, il primo centro artistico multidisciplinare del Valdarno ha mostrato numeri in crescita e conseguito importanti riconoscimenti. Corsi di danza, canto e recitazione, con un’attenzione particolare anche al benessere fisico con lezioni di pilates studio con grandi attrezzi, ginnastica posturale, potenziamento muscolare e pilates matwork. Quella della Talent Academy è una scuola a 360° che cerca di dare ai propri ragazzi le migliori basi per una formazione artistica di alto livello per avvicinarsi al lavoro nel mondo dello spettacolo. I corsi, infatti, sia di livello amatoriale che professionale, sono tenuti da insegnanti altamente qualificati, assistiti dall’esperienza artistica pluriventennale del direttore dell’accademia Mirko Bonatti: “La Talent Academy è una scuola delle arti performative dove si insegnano e approfondiscono tutte le discipline necessarie alla formazione dell’artista completo - spiega Bonatti -. Si tratta di discipline con grande valore educativo e formativo che contribuiscono a realizzare il nostro scopo didattico, quello di procurare comunque ai ragazzi un’esperienza e dei valori che possono essere utili nel loro percorso di vita a prescindere dai sogni artistici che vorranno perseguire. Da direttore artistico, il mio primo pensiero è quello di far spiccare il volo ai nostri ragazzi - prosegue Bonatti -, dando a tutti gli stessi strumenti e le stesse possibilità, confrontandosi anche con realtà diverse e più importanti. Per questo la nostra scuola si avvale di collaborazioni con il Ballet Centre di Firenze, diretto da Sabrina Margarolo, la Voice Academy ed insegnanti di spessore provenienti da importanti accademie”. Una formazione, dunque, stimolante e seria che vede gli allievi dell’associazione partecipare a spettacoli, film, cortometraggi, rassegne, audizioni e concorsi che li avvicinano al mondo dell’arte e della cultura, con ottimi risultati. “Alcuni nostri allievi, infatti, si sono distinti piazzandosi ai primi posti in numerose competizioni, importanti concorsi e gare nazionali in quasi tutte le discipline. Per quanto riguarda la recitazione, inoltre, mi preme sottolineare che due nostri ragazzi sono stati scelti come protagonisti per due cortometraggi”. A luglio i corsi si fermano, ma la Talent Academy è sempre attiva con spettacoli e nuove iniziative. “A settembre riaprono le iscrizioni ed iniziano i nostri corsi con grande entusiasmo e con alcune importanti novità. Stiamo cercando, infatti, di ampliare ulteriormente il nostro già nutrito carnet con altre discipline ed attività. Come sempre ci sarà la possibilità di provare gratuitamente i nostri corsi - conclude Mirko -. Con al centro sempre lo stesso obiettivo: dare ai nostri allievi la possibilità di crescere, apprendere e sviluppare la propria identità artistica”. Info - 331 5697338

[close]

p. 8

IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 8 Luglio 2017 Officina PUNTOPRO È arrivata l’estate! Pronto per le vancaze? Vieni a trovarci SCONTO 15% su TAGLIANDO e GOMME ORARI Dal lunedì al venerdì 8.30-13.00 / 14.30-19.30 Sabato 8.30-12.30 Via Mattei 13 - Matassino Figline e Incisa V.no Tel. 055 952964 :personaggi Il popolare “Ciuffo” ora alla guida dell’Atletico Figline Casucci torna da presidente La seconda vita di Vittorio Casucci, detto “Ciuffo”. Un personaggio che ha fatto lo sport di Figline. Vittorio Casucci riparte proprio da dove aveva iniziato la sua brillante e vincente carriera nel mondo del calcio: dalla Seconda Categoria alla Seconda Categoria. Oggi come allora lo fa dalla sua città, dove nel 1965 era stato uno tra i fondatori della storica A.S. Figline ricoprendo l’incarico di segretario. Ora si ripresenta a sorpresa sulla scena sportiva con il ruolo di presidente dell’Atletico Figline: “Durante la mia carriera ho assunto tutte le cariche possibili nel mondo del calcio - racconta Casucci -. Segretario, procuratore, direttore sportivo, amministratore delegato, direttore generale, ma mai quella di presidente. Lo faccio quest’anno in Seconda Categoria, la stessa in cui ini- Vittorio Casucci ziai tanti anni fa”. Casucci e l’Atletico Figline si sono incrociati all’inizio dell’estate, quando la squadra blaugrana era alla ricerca di una figura di grande spessore ed esperienza per rilanciare le proprie sorti: “Questa proposta mi è arrivata ad inizio giugno da Laganà, Carapelli e Luzzi - membri della dirigenza dell’Atletico - Ero rimasto un po’ sorpreso. Ho preso tempo ed ho sondato il terreno, ricevendo un importante sostegno morale da tante persone per questa iniziati- va, così ho deciso di accettare”. Una squadra di Figline fatta di figlinesi. Questa è la via programmata dal neo presidente per riportare entusiasmo e seguito attorno alla squadra, costruita a costo zero: “Il nostro è uno staff di prim’ordine, completo in ogni suo tassello – spiega Casucci - La squadra è stata affidata a Federico Mori, che ha smesso di giocare e che abbiamo scelto come allenatore. In panchina sarà accompagnato da un altro mio ex calciatore, molto conosciuto in città, Federico Del Vivo. Vice presidente è Antonio Laganà, mentre il ds è Gabriele Luzzi che già sta lavorando col mister per allestire una rosa competitiva. Non mi va di fare brutte figure, ma ho la speranza che questi ragazzi che portano avanti con sacrificio una società che ha Figline nel suo nome faranno bene”. Da uomo di sport Casucci sa bene che alla fine sarà il campo, in ogni caso, ad avere l’ultima parola. E proprio riguardo al terreno per le partite e gli allenamenti, insieme alle attrezzature necessarie ed una sede, il presidente ha chiesto garanzie al Comune di Figline e Incisa. In municipio si è già tenuto un primo incontro ufficiale tra l’Amministrazione Comunale, Casucci ed il presidente del Valdarno Fc, Gagliardo Gagliardi. Clima disteso tra le parti, che fa presupporre una sinergia positiva tra i due club figlinesi, con l’approvazione dell’Amministrazione cittadina. Roberto Bertoncini Tra i terribili scherzi messi in atto nella Figline di mezzo secolo fa, spicca quello giocato ai danni di Impero, detto “Poroborio”, un bravo giovanotto che ce la metteva tutta per sembrare un vero coraggioso, ma che, proprio per questo, doveva fare i conti con la simpatica “perfidia” degli amici. E così fu. In quell’anno, era il 1960, al Teatro Garibaldi si proiettava il film horror “La Mummia” di Terence Fisher. Poroborio fu convinto dalla sua combriccola ad andare a vederlo, e qualcuno iniziò subito a tramare l’inganno, in modo bonario. Poroborio stava guardando il film tutto rincantucciato dentro la sua La mummia e Poroborio poltroncina, come pucci, li legò con a proteggersi dalla uno spago e andò a mummia, quando casa di Poroborio, Amerigo, l’idea- utilizzando la chia- tore dello scherzo, ve che Impero tene- si alzò e bisbigliò: va nascosta su una “Ragazzi, gl’è tardi, bisogna finestrina. Amerigo legò gli che vada a letto, domattina zampucci del coniglio all’in- mi devo levare presto per fare terruttore della luce, uno di il mercato a Montevarchi in- quegli interruttori di maiolica sieme a i’ mi’ babbo.”. sporgenti dalla parete, tipici Un saluto veloce e Ameri- delle vecchie case di allora. go tornò a casa, ma non per Arriva il gruppo degli ami- dormire; andò nello stanzino ci a fare baldoria per strada, dove, penzoloni a un chiodo, con Poroborio che fischietta- c’era il coniglio che Massimi- va per farsi coraggio mentre, na avrebbe cucinato il giorno svelto, saliva le scale buie. dopo, lo prese e lo mise sul Aprì la porta di casa ancora tagliere, gli tagliò gli zam- sconvolto dalle scene della Mummia, fece per accendere la luce e toccò gli zampucci. Cacciò un urlo disumano, e giù a rotta di collo per le scale. Uscì in strada e i suoi amici se lo videro passare davanti alla velocità di un fulmine fino alla fine della piazza. Davanti ai cartelloni del cinema, lo fermò la guardia di notte; aveva la faccia bianca come un morto e tremava come una bubbola. La guardia lo ascoltò mentre balbettava parole confuse, lo calmò, poi lo prese a braccetto e lo accompagnò a casa, per constatare insieme che si trattava semplicemente di uno scherzo di cattivo gusto. Adriana Bottacci Un UPancPcahcecthtoetdtoi...di... SolSuozilounziioinmimimemdieadteia! te!

[close]

p. 9

Luglio 2017 :la storia Ancora operano nel mondo 10 monache di questo particolare ordine Le Oblate Francescane del Serristori Quando le suore curavano i figlinesi PAGINA 9 IlValdarnogratisacasatua La storia dell’Ospedale di chiesa dei frati minori di Fi- più, specialmente dal ‘700 in calo dell’agricoltura, sono Figline è strettamente legata gline, dove erano stati sepolti poi, passando per la nasci- venuti a mancare i finanzia- a quella dell’ordine religioso i suoi antenati. Oltre a questo ta di un ordine ecclesiastico menti. che aveva sede nell’antico lasciava 500 fiorini d’oro da molto particolare: le Suore Nel 1526, il passaggio delle “Spedale”: quello delle Suo- impiegare nella fondazione Oblate Francescane del Ser- truppe spagnole di Carlo V re Oblate Francescane del dello Spedale dell’Annun- ristori. Queste operose don- porta la peste, e lo Spedale Serristori. E la presenza del- ziata a Figline, donazione ne, circa 14, risiedevano nei deve chiudere per fare spazio le religiose nelle corsie del alla quale si aggiunsero altri pressi dello Spedale e davano al lazzaretto. L’attività ospe- Serristori ha caratterizzato lasciti col passare del tempo. un aiuto alle famiglie figline- daliera delle oblate riprende, per secoli l’attività dell’ospe- L’antico Spedale nasceva in si più bisognose. La loro at- e nel 1567 la comunità si dà dale figlinese, le cui origini ambito religioso, curato da tività si fondava sulla rendita regole proprie, così da per- risalgono alla fine del XIV due colonne portanti come delle attività terriere, grazie mettere una semplificazione secolo. Prima del recente tra- il Prete e lo spedalingo, ac- alle quali la struttura si è nello svolgimento delle atti- sferimento nella villa di San compagnati a loro volta dalle evoluta nel corso degli anni, vità. Dopo più di un secolo Cerbone, l’Ospedale Serri- pie donne, che si occupavano aumentando il numero di letti le suore abbracciano l’abito stori aveva sede in Piazza della cura dei malati e dei pa- disponibili. Questa rendita è francescano, istituendo an- Marsilio Ficino. sti, e da un medico chirurgo. andata avanti fino al secolo che la prima scuola pubblica L’ospedale di Figline è frut- La struttura si evolve sempre scorso quando, a causa del a Figline. L’ordine vive an- to di una progressiva evolu- cora oggi, sono 10 le suore zione nel corso dei secoli a CERCO rimaste a Figline e in giro partire da un anno focale: il Tatuatore o tatuatrice, oppure una’estetista desiderosa di per il mondo. Infatti alcune 1399. Proprio in tale anno mettersi in gioco con un’attività in proprio, per condivi- delle Oblate si sono stabilite Ser Ristoro de’ Serristori dere spazi all’interno di un’avviata attività commerciale in India, nella valle di San faceva testamento a Firenze, OPPURE Tommaso, oltre ad essere in nella cappella de’ Cocchi in Cerco partnership per conduzione di un affermato negozio possesso di fondi terrieri nel Santa Croce. Le sue richieste di profumeria Valdarno e a Consuma. Una erano chiare: una volta morto Per informazioni storia, quella dell’ordine del- avrebbe voluto essere sepolto Telefono 3392761582 le suore Oblate francescane, o nella stessa chiesa di San- e-mail glamour.2008@libero.it ancora attuale. ta Croce in Firenze, o nella Riccardo Barlacchi In questi ultimi anni, anche il settore delle vernici e dei colori si è dimostrato sempre più sensibile all’esigenza del mercato sulla riduzione dell’ inquinamento, orientando la ricerca verso prodotti bio-compatibili a basso impatto ambientale. Secondo studi effettuati dall’OMS (organizzazione mondiale della sanità) ed altri importanti istituti di ricerca è stato evidenziato come l’inquinamento domestico superi di gran lunga quello che abbiamo fuori dalla porta. Questa situazione è determinata da un sempre minor ricambio dell’aria degli ambienti in cui viviamo, ma soprattutto dall’ emissioni rilasciate dai prodotti chimici che utilizziamo per la pulizia della casa e dei nostri manufatti. Un problema a cui gli esperti del colore Colorpiù hanno dimostrato una particolare attenzione. Colorpiù ha selezionato, tra i produttori più qualificati, una gamma completa di prodotti BIO, formulati con materiali di origine minerale e/o vegetale, quindi non derivanti dal petrolio, progettati per essere totalmente biodegradabili a emissioni zero. La gamma, certificata dall’Istituto di Bio Edilizia Italiana, annovera prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale, manutenzione di arredi e finiture, pitture da muro e prodotti per il trattamento di cotto, pietra, legno e metallo. Una scelta eco sostenibile che gioverà anche alla vostra salute! la piVEtCeDArtInLRiIcRuZiO,IArcZoZ-aloELREriGIseANa-uOcIcN-eDmFsAsUoISirDTisRpAIeuATrE:ra... Via Mattei, 11- Matassino•Figline e Incisa V.no (FI) 50063 Tel. 055 9153587 www.colorpiuvernici.it

[close]

p. 10

BONUS 2.000 € SOLO FINO AL 31 LUGLIO TI ASPETTIAMO ANCHE LA DOMENICA POMERIGGIO Solo per il mese di luglio puoi usufruire del bonus di 2.000 Euro su tutte le cucine Snaidero. Scegli qualsiasi modello firmato Snaidero e dal prezzo finale togli 2.000 Euro che ti regaliamo noi in collaborazione con l’azienda produttrice. Puoi approfittare della promo anche nel weekend: siamo aperti tutti i sabati e la domenica pomeriggio. Via Aretina, 35 - 50060 Leccio, Reggello (FI) - Tel. e Fax 055.86.57.633 info@casa-cucina.com - www.casa-cucina.com

[close]

p. 11

11Luglio 2017 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua Via Roma, 37 Rignano sull’Arno • Firenze Tel. 055 8347141• 055 8349528 Mail: info@eventi6.it :cultura Premiato a San Giovanni il film realizzato dal cineasta di Castelnuovo dei Sabbioni Tra vecchi partigiani e nuove svastiche la “Seconda volta” del regista Mugnai Vincitore del premio “Anpi” al Valdarno Cinema Fedic 2017, Andrea Mugnai ha confermato le sue doti da regista. A festival di San Giovanni Valdarno è stato premiato da una giuria di eccellenza per i suoi contenuti genuini e diretti. Andrea è originario di Castelnuovo dei Sabbioni e ha studiato cinema al Dams di Bologna. Da lì si è poi trasferito prima a Roma, per dare il via al suo percorso artistico sperimentando le sue capacità nel cinema indipendente, e poi a Londra dove attualmente vive. Il suo primo cortometraggio si intitolava “Soldatini”, e fu realizzato nel 2005 utilizzando la tecnica dello stop motion. Nel 2012 decise di concorre alla 30° edizione del Valdarno Cinema Fedic con “Trentamenosei”. Questo film si aggiudicò il premio Uil per il migliore attore, con Lorenzo Balducci. Tra i lavori ai quali Andrea Mugnai ha collaborato troviamo “The last leaf”, che nel 2013 ha concorso al Raindance Film Festival, Rome Independent Film Festival 2013 e al Tiburon International Film Festival 2014 La vittoria al festival sangiovannese Mugnai la ottiene Nelle foto: Qui sopra il partigiano Enrico Angelini e il manifesto del cortometraggio premiato. A destra il regista valdarnese Andrea Mugnai proprio nel 2017, con il cor- te la lotta di liberazione dai tometraggio “Per la seconda nazifascisti, decide di partire volta”, che racconta la storia per andare a cancellare quelle di un partigiano ultranovan- svastiche così offensive per tenne di Foligno, Enrico An- la memoria di chi ha comgelini, che torna in azione a battuto per la libertà. “Per la distanza di anni. Il vecchio secondo volta” è stato girato partigiano, turbato dagli atti con Simone Danieli, montavandalici perpetrati da ignoti to con Blanket Studio e reanella base dove agiva duran- lizzato con le musiche degli Alma Mude. “Ho voluto dare spazio ad una nuova generazione documentaristica - spiega Andrea - Un documentario stile fiction. Il mio approccio viene dalla necessità di raccontare storie vere, per questo nel film ho dato spazio anche a due esponenti di Casapound, e presentare al pubblico la stessa storia, ma raccontata da due punti opposti”. Il regista ha voluto consegnare il premio vinto al festival cinematografico sangiovannese al Partigiano protagonista del suo film, in occasione dei festeggiamenti per la Liberazione di Foligno. Non è ancora prevista una distribuzione del film, ma nel Valdarno sta continuando ad ottenere riconoscimenti ed attenzioni; “Per la seconda volta” è stato proiettato in occasione della Notte Bianca a San Giovanni Valdarno, e prossimamente sarà trasmesso in tutta la penisola. Diletta Paoli LA DOLCE VITA ESTETI CA & BENESSERE RITAGLIA E PRESENTA QUESTO COUPON SUBITOIL30% DI SCONTO SUL TRATTAMENTO VISO, CORPO O EPILAZIONE DEFINITIVA Via Nazionale, 20 Incisa Val d’Arno (FI) • Tel. 055.8336610 Via Strasburgo, 22 Figline Val d’Arno (FI) •Tel. 055.9158134 www.ladolcevitaestetica.it @esteticabenessereladolcevita

[close]

p. 12

IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 12 Luglio 2017 :il ricordo Marco, Fulvio e Stefano e i ragazzi di via I Maggio rivivono gli anni vissuti con Niki Giustini Noi, in giro con Nicola e la mitica Prinz :spettacoli Biglietti in vendita su Box office Toscana “Festa per Niki” in programma il 26 luglio in piazza Masaccio Sarà una grande festa quella del 26 luglio in piazza Masaccio a San Giovanni Valdarno. Una serata tributo ad un sangiovannese doc: Nicola Giustini, per tutti Niki, scomparso lo scorso gennaio. Graziano Salvadori, Guido Genovesi e Gianni Fantoni sono solo alcuni dei comici e cantanti che saliranno sul palco per ricordare il loro amico. Per l’occasione, si esibirà anche il figlio Omar, batterista del gruppo musicale “PB”. “Una festa per Niki” è uno spettacolo voluto dagli amici di Niki, è stato organizzato in collaborazione con l’associazione. Culturale Masaccio. “Avremmo voluto fare questa serata durante l’inverno perché avevamo ricevuto la disponibilità di tanti amici di Niki che invece ora d’estate sono impegnati con serate e registrazioni, ma purtroppo nella nostra città non c’è un teatro idoneo ad un evento come questo e così abbiamo dovuto aspettare luglio per farlo in piazza” dice Silvano Alpini, direttore artistico dell’associazione Masaccio e amico di Niki. I biglietti per la festa del 26 sono già in vendita su Box office Toscana al prezzo di 10 euro. Sara Bracchini La festa del 26 luglio a San Giovanni è stata fortemente voluta dagli amici di Niki Giustini, quelli che fin dall’adolescenza lo accompagnavano ai provini, che hanno vissuto con lui i primi amori e che festeggiarono con lui i mondiali dell’82 in giro per San Giovanni con la mitica Prinz. Sono Marco, Fulvio e Stefano, i ragazzi di via I maggio che sono rimasti i suoi amici più cari anche dopo il suo trasferimento a Monsummano. “L’idea di una festa per ricordare Niki ci è venuta in mente il giorno del funerale. Non dimenticherò mai i momenti che ho condiviso con lui fin dalle scuole medie e tutte le risate che abbiamo fatto. Non mi sembra vero che lui non ci sia più” racconta Fulvio Patrignani, il suo amico più stretto, il suo testimone di nozze, il compagno di banco alle Marconi e delle prime scorribande in via della Costituzione. “Oltre al comico e all’attore, vorremmo che le Nelle foto: Qui sopra gli amici di Niki Giustini. A sinistra l’attore agli esordi persone conoscessero anche passate come barellieri alla il prima - dice Marco - parlo misericordia, “Gli Scapati”, degli anni dell’adolescenza banda musicale dove Fulvio quando nell’83 partì per Be- e Niki suonarono per qualche nevento per fare il carabinie- anno, e le numerose gite per re, i suoi primi provini, il filo accompagnarlo alle trasmisalle ragazze di Secciano e le sioni televisive. prime imitazioni di Celenta- La sua bravura era innata “ce no, Totò e Pippo Franco al l’aveva nel Dna” come sostiecircolino del Bani alle quali ne Marco, e quando Niki nel abbiamo avuto la fortuna di 1989 decise di lasciare l’arma assistere per primi”. San Gio- per intraprendere la carriera vanni è stato proprio il primo che aveva sempre sognato, posto dove è salito su un pal- loro erano accanto a lui. “Lo co, raccontano gli amici. Era accompagnai ad un provino al la festa dell’Aido nel 1982 Poggetto a Firenze - racconta e Niki intrattenne i presenti Fulvio - e lì conobbe Fernancon battute e imitazioni. Sono do Capecchi che lo spinse a tanti gli aneddoti che Marco, prendere una decisione defiFulvio e Stefano, il proprieta- nitiva sulla sua carriera”. Così rio della Prinz, hanno ancora iniziò l’avventura di “Domeimpressi nella mente; le notti nica In”, “Stasera mi butto” con Sabani, “Ricomincio da due” con la Carrà fino ai film con Pieraccioni e Pupi Avati, il teatro, la radio e le pubblicazioni. I giorni del ricovero, dal 4 dicembre al 4 gennaio 2016, sono ricordati da tutti con grande tristezza. “Da giugno scorso lo vedevo diverso e quando glielo facevo presente mi brontolava bonariamente di avere il solito atteggiamento da fratello maggiore. Anche la sua arte era cambiata negli ultimi mesi; aveva cominciato a girare dei corti un po’ più drammatici rispetto al suo stile comico” racconta Luca, il fratello maggiore di Niki, con gli occhi ancora pieni di tristezza. Intanto Marco, Fulvio e Luca hanno creato l’associazione “Gli amici di Niki” all’interno dell’ass. Masaccio e il 26 luglio interverranno per raccontare ai presenti aneddoti e ricordi, sempre sicuri che, ovunque sia ora Niki, ha sicuramente ottenuto un indiscusso ruolo da protagonista. Sara Bracchini :manifestazioni Le squadre di otto Comuni si sfidano nelle gare allestite all’inizio di agosto Il programma Il Valdarno gioca, senza frontiere Valdarno Gioca è un eventospettacolo aggregativo organizzato nei mesi estivi che coinvolge diverse squadre rappresentative dei paesi del Valdarno aretino e fiorentino in una sfida goliardica ispirata ai famosi “Giochi Senza Frontiere”. Il progetto nasce nel 2009 dall’idea di un gruppo di volontari di Piandiscò (AR), memori di quello che sono stati i famosi “Giochi Senza Frontiere” mandati in onda dalla Rai fino agli anni Novanta. Nel 2009 viene così organizzata la prima manifestazione. L’evento negli anni ha ottenuto una crescente presenza di partecipanti e di pubblico, e una crescente popolarità anche fuori dal Valdarno, ospitando comuni da tutta Italia che a loro volta promuovono i giochi nei loro paesi. Una sfida dove non conta tanto vincere, quanto ridere, incontrarsi e sostenere una buona causa. Valdarno Gioca infatti unisce il divertimento alla solidarietà e all’impegno sociale grazie al sostegno ai Calcit del Valdarno (Comitato Autonomo Lotta contro i Tumori), e al Comitato ValdarnoNoSlot. L’edizione 2017 di “Valdarno Gioca”, nona edizione di Giochi Senza Frontiere Nelle foto: Alcuni momenti di una passata edizione della manifestazione si svolgerà nei giorni 2-3-4 Valdarno; Loro Ciuffenna; agosto. Le squadre parteci- Pergine Valdarno; Reggelpanti, provenienti dai diversi lo; San Giovanni Valdarno e paesi del Valdarno superiore, Terranuova Bracciolini. sono: Bucine; Castelfranco La presentazione ufficiale Piandiscò; Figline e Incisa sarà fatta il 24 agosto alla presenza di Sandra Romei, vicesindaco di San Giovanni Valdarno, Enzo Cacioli, Sindaco di Castelfranco Piandiscò. Sono previsti gli interventi di Andrea Sassolini, Presidente ASD Valdarno Gioca; Simona Neri, Coordinatrice Comitato ValdarnoNoSlot e sindaco di Pergine Valdarno; Romina Nesti, Ricercatrice presso Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia, Università degli Studi di Firenze; Laura Cantini & Mauro Bonaccini (Calcit Valdarno & Calcit Valdarno Fiorentino) e Mauro Bausani della Piscina Ristorante “Las Vegas”. MERCOLEDÌ 2 AGOSTO 19.30 • Ritrovo presso Pasticceria Semplici, Corso Italia 77, San Giovanni Valdarno (AR) 20.30 • Sfilata per le vie di San Giovanni Valdarno 21.15 • Inizio “Giochi in acqua” presso Piscina Ristorante Las Vegas GIOVEDÌ 3 AGOSTO All’interno delle Feste del Perdono di Piandiscò 19.30 • Ritrovo squadre presso Tensostruttura Piandiscò 20.30 • Sfilata per le vie del paese 21.00 • Spettacolo pirotecnico e Inizio “Giochi di terra” presso lo Stadio Comunale di Piandiscò VENERDÌ 4 AGOSTO All’interno delle Feste del Perdono di Piandiscò 20.00 • Cena a tema “La Maialata” presso la Tensostruttura - zona campetti, Piandiscò, con piatti tipici, premiazione vincitori ed estrazione lotteria senza frontiere 22.00 • Musica e balli con DJ Masai

[close]

p. 13

13Luglio 2017 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua Via Roma, 37 Rignano sull’Arno • Firenze Tel. 055 8347141• 055 8349528 Mail: info@eventi6.it Nelle foto: Qui sopra lo scultore Renzo Brandi durante l’incontro con Giovanni Paolo II avvenuto nel 1979. “Che tecnica ha usato?” chiese il Papa. Accanto l’artista montevarchino mostra la copia della medaglia donata al Santo Padre. A destra Papa Francesco davanti all’opera di Brandi :arte Alcune opere dell’artista montevarchino accolte in Vaticano. Una medaglia fu realizzata con l’argento donato dai fedeli Brandi, uno sculture per tre Pontefici Lo studio di Renzo Brandi è per Papa Francesco, fu richieluminoso. Ovunque si respi- sta a Renzo Brandi dal Conra l’odore di trementina che sole Onorario delle Filippine, utilizza per miscelare i colori Fabio Fanfani, per celebrare e a olio. Ritratti di donne dai ricordare il giorno dell’arrivo colori arancio e rosso attirano a Firenze del Santo Padre nel l’attenzione di chi entra nel novembre del 2015. La medasuo laboratorio. Però l’artista glia del diametro di 25 centimontevarchino nasce prima metri è realizzata in bronzo e come scultore, che come pit- sul recto riporta il ritratto di tore. E proprio nel corso della Papa Francesco con la città di sua attività di scultore ha avu- Firenze sullo sfondo. to modo di accostare la sua La formella che fu donaopera a quella degli ultimi tre ta a Papa Ratzinger invece, pontefici, a cominciare dall’ fu consegnata a Roma nel ultimo Papa salito al soglio di giorno della beatificazione Pietro. La medaglia in bronzo di Suor Maria Teresa Scrilli, originaria di Montevarchi. L’artista nativo di Montevarchi aveva fatto una serie di formelle che raffiguravano la vita della Santa. Una di queste, su richiesta della Diocesi di Fiesole, fu consegnata dall’allora vescovo Giovannetti all’attuale Papa emerito. Proprio durante la consegna dell’opera di Brandi, il vescovo di Fiesole si lasciò scappare un simpatico ‘mot d’esprit’ conversando con il Santo Padre. Porgendo la medaglia e indicando la figura di Sant’Andrea Corsini, monsignor Giovannetti sussurrò con un sorriso a Ratzinger: “Santo Padre, questo non sono io…!”. L’esperienza che però rimarrà sempre nel cuore di Renzo Brandi fu l’incontro con Santo Giovanni Paolo II, avvenuto a Roma nel 1979. L’allora parroco di Montevarchi, monsignor Emilio Romagnoli, commissionò una medaglia in argento di 23 centimetri di diametro da consegnare al Papa nell’occasione del pellegrinaggio della Diocesi in Vaticano. La grandezza della medaglia comportava il reperimento di oltre due chili di argento che erano davvero tanti. Così il sacerdote durante un’omelia, chiese ai suoi fedeli che portassero in dono alla chiesa oggetti in argento in modo da fonderli e realizzare il dono e molti abitanti di Montevarchi donarono catenine e oggetti vari. L’artista potè così fondere tutto e realizzare la medaglia con il ritratto del Papa. La consegna avvenne durante una domenica quando il Papa era solito fare un percorso a piedi della piazza San Pietro. “Che tecnica ha usato?” chiese Giovanni Paolo II. “A cera persa”, rispose un po’ emozionato Renzo Brandi “Sa, anch’io da giovane ho lavorato in una fonderia”. Le parole semplici del Papa santo rimarranno per sempre impresse nella memoria non solo del nostro artista, ma anche di tutti quei montevarchini che erano presenti. Quella medaglia non fu soltanto il dono di un artista, ma di un’intera comunità. Valentina Trambusti

[close]

p. 14

IlValdarno gratis a casa tua PAGINA 14 Luglio 2017 :economia Ha sede a Montevarchi l’associazione “Toscana Giaggiolo” che raccoglie oltre 200 piccoli coltivatori Il giaggiolo, quel “tesoro” valdarnese minacciato dalla Cina e dal Marocco Fin dall’antichità la fine del mese di luglio porta in Val- darno il periodo di raccol- ta dell’Iris pallida. Quella pianta che viene chiamata comunemente giaggiolo, tinteggiava vivacemente di viola i nostri campi fino a pochi giorni fa. Storicamente la coltivazione del giaggiolo per l’utilizzazione dei rizomi è iniziata in Toscana a metà del 1800, raggiungendo poi notevoli quantitativi di pro- zione Toscana Giaggiolo di duzione grazie alla domanda Montevarchi che conta quasi da parte di aziende francesi 200 soci, piccoli coltivatori e del nord Europa per l’uti- provenienti da Loro Ciuffen- lizzo della polvere di iris in na, Reggello, Cavriglia, Ca- profumeria e distilleria. La stelfranco e Chianti. zona tipica di coltivazione è “Da molti anni vendiamo i nell’area collinare e montana nostri rizomi ad un’azien- del Pratomagno aretino e fio- da di Grasse che estrae la rentino e anche nel versante loro essenza per un utilizzo del Chianti fiorentino. cosmetico - racconta Aldo Ancora oggi il punto di riferi- Betti, presidente dell’asso- mento italiano per la vendita ciazione dal 1998 - oggi ci dei rizomi di iris, è l’associa- scontriamo con la concorren- za della Cina e del Marocco che hanno prezzi molto bassi, si parla di 5-6 dollari al chilogrammo, ma la qualità e la resa del giaggiolo valdarnese restano senza dubbio le migliori sul mercato”. Betti possiede circa cinquantamila piante nel suo terreno a Castelfranco, dove, fino a pochi anni fa, veniva dedicato un weekend di maggio al giaggiolo del nostro Valdarno. “E’ un peccato che la festa non si faccia più anche perché poteva essere una vetrina per far conoscere alle nuove generazioni questa importante tradizione del nostro territorio” si rammarica Betti. Nonostante si tratti di una pianta che non richiede particolari attenzioni, possono esserci variabili che influiscono sul raccolto, “il caldo, animali come l’istrice e altri fattori possono disturbare i giaggioli. Lo scorso anno la nostra associazione ha ottenuto ben 160 quintali ma prima di iniziare è sempre impossibile fare una previsione” dice Betti. A differenza di come si potrebbe pensare, i fiori viola che primeggiano sulle colline, non sono utili per ottenere il gradevole profumo di violetta. Infatti, per ricavare la dolce essenza, è necessaria una lunga lavorazione dei rizomi di almeno 3 anni. “Il processo viene fatto tutto manualmente come da tradizione - spiega Betti - e sono consapevole che questa lavorazione essendo faticosa non sarà facile da tramandare alle future generazioni”. Il fiore di Iris, portatore di un messaggio di fiducia e sincerità, da sempre fonte di ispirazione per gli artisti, è da oltre mille anni il simbolo della città di Firenze, mutato in rosso su campo bianco nel 1266 dai guelfi come segno di vittoria sui ghibellini. Il prossimo settembre saranno piantati nuovi giaggioli che garantiranno altra vita a questa nostra tradizione e regaleranno un nuovo arcobaleno di colori nelle terre del Valdarno. Sara Bracchini FDINIOSACL O3N0T%O SU TUTTE LE AUTO FIAT E LANCIA IN PRONTA CONSEGNA Offerta valida con finanziamneto TAN 5,95%, TAEG 9,63% Via Petrarca 74/B Figline e Incisa Valdarno – (FI) Tel/Fax 055.9154190 facebook.com/puntoautog www.puntoautogroup.com

[close]

p. 15

15Luglio 2017 PAGINA IlValdarno gratis a casa tua Via Roma, 37 Rignano sull’Arno • Firenze Tel. 055 8347141• 055 8349528 Mail: info@eventi6.it Nelle foto: Alberto Bottacci in alcune azioni di gioco. Sotto durante una premiazione :palla ovale Il giovane atleta di Figline è diventato campione d’Italia di Serie A militando con “I Medicei” Rugby, Bottacci nella massima serie Si chiude una stagione di gloria per la Firenze del rugby. Il club fiorentino de I Medicei si è aggiudicato il titolo di campione d’Italia di Serie A, conquistando così per la prima volta uno storico passaggio nel Campionato di Eccellenza, la massima serie rugbistica nazionale. Allo stadio “Lanfranchi” di Parma, i biancoargentorossi allenati da Pasquale Presutti hanno avuto la meglio su L’Aquila battendola con il punteggio di 38 a 14. Protagonista in campo della finale e di tutto lo straordinario campionato dei gigliati anche un giovane ragazzo figlinese, Alberto Bottacci, terza linea dei Medicei: “Sono molto contento, si è realizzato un sogno - racconta Alberto - E’ la prima volta in ottant’anni che la società raggiunge questo traguardo ed è per me un grosso motivo d’orgoglio poterla rappresentare”. La promozione era la meta principale del progetto del club fiorentino, che in tre anni puntava a rientrare nelle dieci maggiori squadre di rugby d’Italia. Una pianificazione ambiziosa che ha centrato l’obiettivo bruciando le tappe: “La società ha investito tanto in questo progetto, che è stato molto promosso a livello mediatico anche per coinvolgere maggiormente la popolazione ed i tifosi - spiega Alberto - Ci eravamo dati tre anni di tempo, ma i risultati sono arrivati già nei primi due. Nella scorsa stagione eravamo andati vicino all’obiettivo e quest’anno, cambiando solo qualche giocatore, siamo partiti bene e creato un gruppo molto forte”. Un gruppo unito sotto i colori del bianco, rosso e dell’argento che Alberto sente quasi come una seconda pelle, essendo uno dei giocatori titolari cresciuto e formatosi nel settore giovanile della società: “Sono tredici anni che gioco a rugby ed ho sempre giocato al campo Padovani di Firenze con i Medicei. E’ uno sport che è sempre piaciuto a mio babbo che è stato il primo a portarmi agli allenamenti”. Da Figline a Campo di Marte, avanti e indietro come un pendolare per continuare ad alimentare senza sosta questa grande passione per la palla ovale. Ma dalla prossima stagione, come ammette Alberto stesso, l’asticella si alzerà notevolmente: “Per quest’anno continuerò ad abitare a Figline poi per il futuro vedremo. Intanto mi godo questa Eccellenza, che fino a due, tre anni fa non mi sarei mai aspettato di poterla giocare con I Medicei. Si tratta di una sfida impegnativa ed avrò bisogno dell’aiuto dell’allenatore e dei giocatori più esperti. Io, in ogni caso, continuerò a dare il meglio di me stesso per essere competitivo nel massimo campionato di rugby”. Roberto Bertoncini VIA DELLA COMUNITÀ EUROPEA 6 50063 FIGLINE E INCISA VALDARNO 055 915 4060

[close]

Comments

no comments yet