Fruzons di Plume (25-2017_2)

 

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Giornale del gruppo Alpini di San Giorgio di Nogaro

Popular Pages


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Giugno 2017 Le lacrime del GOLICO Il ponte di Dragoti Passerella di Tepeleni Il Golico visto da Tepeleni 1

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EDITORIALE Davide De Piante INDICE Sul Golico … una preghiera … Cammino e osservo i monti circostanti. Penso ai combattimenti che in questi luoghi fecero lo zio Federico Buliani, il nostro socio Bepi Ietri ma anche tanti altri giovani soldati. Ascolto le parole di Guido che ci spiega la storia “direttamente sul campo”. Vivo ogni passo. E’ il 23 aprile 2017 e sono sul Golico … Grazie al metal detector, in cima troviamo gli elmetti dei nostri soldati; dopo una preghiera, viene alla luce quello del tenente Marchi (a lui è intitolata la Sezione ANA di Pordenone). Ma ce ne sono altri; la maggior parte hanno un foro e ci vuole poca fantasia per capire cosa accadde al soldato che lo indossava. In un elmetto, troviamo ancora i capelli … Arriviamo in cima e, come da tradizione, ricordiamo TUTTI i caduti. Con orgoglio prendo il Vessillo della Sezione di Palmanova (ci sono altri cinque); c’è anche il Gagliardetto del nostro Gruppo che lo regge Giovanni. In assenza della tromba, l’onore ai caduti è silenzioso, si percepisce solo il volo dell’aquila sopra le nostre teste. La preghiera dell’alpino mi prende il cuore e gli occhi diventano subito lucidi e una lunga e continua lacrima solca il mio viso. Mi sembra di essere un bambino ma non mi vergogno. Queste sono le EMOZIONI VERE. Chissà quante lacrime avranno versato i nostri soldati. La commozione prosegue anche nei giorni successivi quando raggiungiamo quota 1.143 del Golico dove, in un bosco, sono sepolti gli alpini del Cividale e che, grazie alla caparbietà di Ilario Merlin, Guido Aviani e Manuel Grotto è stato possibile individuare partendo dalle mappe realizzate da Padre Generoso ed inserite nel suo diario. Anche in questo caso, prima di iniziare la ricerca, è doveroso un minuto di raccoglimento e una preghiera … siamo in un cimitero, senza croci ma lì ci sono i NOSTRI. Il metal detector suona; iniziamo a scavare ed escono alcuni colpi di fucile, un caricatore completo ma anche ossa umane. Speriamo di trovare il corpo di un nostro alpino ma nulla da fare (… povero questo soldato  di cui abbiamo trovato solo piccoli “segni”). Ricomponiamo il tutto e lo seppelliamo incidendo nell’albero sovrastante una croce. Questi sono stati i momenti più significativi ed emozionanti. Ma noi, assettati di cultura e di storia, abbiamo assaporato altri luoghi, altre vicende, altre cime. Si è trattato di un Pellegrinaggio che ha risvegliato gli animi, i ricordi e … la coscienza. Se tutto prosegue per il verso giusto, il Golico del 2018 sarà diverso. Con l’ANA Nazionale, si sta organizzando una campagna di recupero delle salme dei nostri soldati per far sì che i corpi degli alpini sepolti da Padre Generoso possano rientrare in Italia. Solo così, e a distanza di oltre 70 anni, si potrebbe chiudere il cerchio dei nostri soldati doppiamente abbandonati - da vivi perché mandati a combattere una guerra assurda senza alcun supporto, - da caduti che ancora non hanno fatto ritorno in patria. Editoriale 2 Oh Valore Alpino 3 Il Golico: il pellegrinaggio 4-5 Sul Carso della Grande Guerra 6-7 Apertura Sacrari - Redipuglia 8 Ortigara 1917 8 La 1^ Guerra spiegata agli studenti 8 Tutti in trincea con gli alpini 9 Immagini a confronto/9 L’Adunata di Treviso 10 11 Alpi senza Confini 12 Verde/Bianco/Rosso=Italia Nasce un Battaglione “Orta” 12 13 In nostri soci in Missione Con gli studenti … VOTATE 13 14 Dalla Bielorussia a San Giorgio 14 Trofeo Sezionale di Bocce 15 Trofeo Sezionale di Calcio 15 Ciclo del Dono 16 104 anni … da Biella a Treviso 16 Valerio e gli amici della “pio-pio” 17 Anagrafe alpina 17 Bastioni Puliti 18 La messa di San Floriano 18 Le figure del Soccorso … laboratorio Stelutis Creativis Quando i campioni del mondo … Alla ricerca di … Patrizia Comuzzi 18 19 20-21 22/25 Il soldato Pietro Garbuio 26 Cianton da rizete 27 Cianton da puisie 28 Prossimi appuntamenti 29 Ora, saremo noi a vegliare su di voi con l’auspicio che, nel tempo, anche altri “fradis” possano “tornare a baita”. 2

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Oh valore alpino! Itinerannia, un’adozione sentimentale Paola Zoffi Se sinora mi sono sempre ritenuta una sangiorgina adottiva per ragioni di cuore, da qualche giorno mi permetto di considerare la mia un’adozione sentimentale in piena regola! Questo grazie all’intensa esperienza che ho vissuto a Itinerannia Eventi tra Gusto e Arte (edizione 2017), condividendo col Gruppo ANA di San Giorgio di Nogaro gli spazi dell’Antiquarium di Villa Dora dove, a cura degli Alpini (e dei Carabinieri per la sezione “Rivisitazione storica sulla sanità”), è stata allestita la Mostra Storica “Dietro il fronte: S.Giorgio di Nogaro e la Grande Guerra”. Un angolino dell’Antiquarium ha accolto anche il mio romanzo “Essenza di tabacco e robinie” (affresco corale che ricostruisce la vicenda dell’Università Castrense e, insieme, dell’intera comunità di S.Giorgio di Nogaro), esposto insieme a oggetti, ricordi e vecchie fotografie storiche di famiglia a ricreare l’atmosfera dell’epoca. Ho trascorso con gli alpini, che si alternavano tra loro, quattro splendidi giorni, incontrandoli di volta in volta, conoscendoli uno ad uno, scambiando riflessioni, idee e battute, circondata dalla loro impagabile gentilezza e arguzia. Non fa meraviglia perciò il grande successo di pubblico e di presenze che ha riscosso la mostra negli spazi espositivi. Con generosità i tredici alpini presenti in quei giorni mi hanno confidato le loro storie, donandomi i racconti dei loro tanti viaggi e delle esperienze toccanti, avventurose e coinvolgenti che hanno vissuto nell’accogliere da sempre l’umanità più varia. Non me ne vogliano coloro, tra quelli del Gruppo di S. Giorgio, che non ho ancora avuto la fortuna di incontrare e che sono certa siano della stessa eletta stirpe d’uomini saldi e prodighi. Davide, Giovanni S., Ennio, Bruno, Lino, Massimiliano, Giancarlo, Giovanni P., Paolo, Gino, Valentino, Tarcisio, Franco: volti di uomini schietti, tenaci, allegri, pronti ad impegnare le mani ed il cuore in tutto ciò che fanno. A loro, con spontanea e sincera gratitudine, rivolgo il mio plauso e insieme queste poche, sincere parole per rendere merito a tanta dedizione offerta in questa occasione di festa così come nell’intera vita. Sono stata fiera e felice d’esser stata al loro fianco per questi brevi giorni e con affettuosa umiltà, sull’attenti ad onorarli, sussurro “Paola Zoffi, PRESENTE!” 3

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IL GOLICO: pellegrinaggio nella storia Luisella Bonetto Dal diario di Padre Generoso, cappellano del btg. Gemona. Sabato 8 Marzo 1941. Durante tutta la giornata la montagna della morte è avvolta dal fuoco. Il Golico è un vulcano che erutta continuamente pietre, riempie con i suoi boati ogni valle e l'eco si perde lontano... La neve sulla vetta è spazzata ed annerita dai numerosi colpi di artiglieria. In mezzo a quell'inferno di rombi e di fuoco avanzano gli alpini: i resti del Gemona ed il btg. Val Fella. Il tributo del sangue è generoso... la quota 1615 non è sazia di Eroi e ne richiede ancora... Mi accingo a scrivere per raccontare l'ultima esperienza che abbiamo vissuto da cui siamo appena tornati. Le emozioni sono state tante che faccio persino fatica a raccontarle, perché sapete, alla maggior parte delle persone non è dato di andare nei luoghi che abbiamo percorso. Campassi cent’anni non dimenticherò mai questo viaggio nella storia! Qualche mese fa, nella sede degli alpini, è stato invitato a raccontare la storia della guerra di GRECIA - ALBANIA, l’editore, scrittore ed esperto di storia, Guido Aviani. Alla fine della serata ho commentato che mi sarebbe piaciuto andare in quei luoghi, sempre per la mia idea che toccare con mano è diverso che leggere, e avendo saputo che Davide, il capogruppo, ci sarebbe andato ho cominciato a sperare di poter fare lo stesso. Intanto leggevo libri sull’argomento, cercavo su internet, ma il progetto era tutto da definire fino a febbraio 2017 quando bisognava decidere. Ero conscia delle difficoltà cui sarei andata incontro, ma ero anche risoluta e poi Valerio, mio marito, anche se un po’ riluttante, ha appoggiato la mia idea: era fatta! Forse sarei stata anche la sola donna nel gruppo di 25 persone che Guido avrebbe accompagnato proprio in GRECIA – ALBANIA anche se poi avrei scoperto la presenza di un’altra donna. Cercavo informazioni su quei luoghi, quote, calcolavo tempi di percorrenza, perché quei monti nonostante la mia buona volontà, non sono propriamente una passeggiata e poi c’erano circa 1200 km di strada da percorrere e 5 frontiere da superare. Ma ormai era deciso, venerdì 21 aprile 2017 saremmo partiti: Davide il capogruppo, Giovanni, Valerio ed io. Riuniti ad altre due auto di partecipanti, dopo 20 ore di viaggio siamo arrivati in Albania, zona Golico, all’albergo River a circa 20 km da Tepeleni. Il sabato è arrivato all’albergo anche il resto del gruppo giunto con il traghetto da Ancona, sbarcato a Igoumenista (Grecia). La domenica GOLICO! Un nome che incute timore, rispetto, dolore, chiamato anche il Golgota degli Alpini. Siamo partiti presto perché bisognava percorrere prima un tratto in auto, ed equipaggiati di tutto quanto serviva abbiamo iniziato la salita. Monti brulli, sassosi, con bassi cespugli che non offrono alcun riparo. Il sentiero ripido, sempre più ripido. Salivo e pensavo. È aprile, noi con equipaggiamento leggero, con abiti adatti, tempo bellissimo; loro, i soldati italiani con zaini pesantissimi, l’inverno del 1940-41 piovoso e nevoso. Si sale sul Golico Alla ricerca delle tombe dei caduti 4 Stefano Rossi e Guido Aviani in sosta

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Noi dovevamo affrontare quasi 1200 m di dislivello, loro, i soldati italiani partivano da Tepeleni poiché la base logistica era lì, quindi dovevano percorrere ancora più strada. Io salivo e cercavo di immedesimarmi con loro, anche se era impossibile, il monte sempre più ripido, più sassoso, più inospitale. Verso le ore 11,30 siamo giunti ai piedi delle cosiddette “ quote “ che abbiamo risalito e ridisceso per raggiungere quota 1615 che era il nostro obiettivo. Montagna nuda, solo pietre, nessuna possibilità di riparo, neanche possibile costruire trincee. Immaginavo i nostri soldati, non solo alpini, tentare di respingere i greci, ma questi incalzavano, respingevano i nostri sempre più indietro, fino all’orlo del precipizio su quota 1615. Gli alpini resistevano e mantenevano la quota, nonostante ciò, tutto era perduto: la Campagna di Grecia era stata un disastro! Ma eravamo andati noi ad aggredirli, loro difendevano la patria! Guido raccontava lo svolgimento dei fatti in un modo così coinvolgente che sembrava di vedere gli assalti alla baionetta, le bombe a mano che scoppiavano, i nostri che ripiegavano nonostante il loro valore, il loro coraggio, ma resistevano. Chi li aveva mandati in quell’inferno avrebbe dovuto verificare di persona, troppo facile immolare le persone così. Per terra ci sono ancora pezzi di bombe, proiettili, caricatori, non so neppure i nomi e non voglio neppure saperli, non è compito mio questo, ma il dolore che si prova a essere lì, questo sì lo so. Fra una quota e l’altra c’è uno spiazzo dov’erano sepolti i soldati, ora i corpi non ci sono, sono stati trasportati altrove, ma nelle zone circostanti ce ne sono ancora e si sta cercando di portarli in Italia. All’estremo lembo del Monte Golico abbiamo mangiato qualcosa, io guardavo i componenti del gruppo che mangiavano direttamente dalle scatolette di latta. Mi è salito alla gola un nodo perché era come vedere loro, i ragazzi morti sul Golico. Su un masso c’è una piccola iscrizione che hanno messo gli alpini per un parente morto lì e diversi di loro avevano avuto un nonno, uno zio che aveva combattuto in quel luogo. Quando hanno deciso di svolgere una breve cerimonia con 4 gagliardetti e 6 vessilli, schierati, mentre il Generale Bruno Petti leggeva la “Preghiera dell’Alpino” sulle nostre teste volteggiava un’aquila, solenne, con le ali aperte, sembrava volesse partecipare alla cerimonia, noi eravamo sorpresi e persino il Generale ha avuto un attimo di commozione. Un breve canto con la voce che tremava, intorno a noi altri monti, testimoni silenziosi, e io pensavo a chi non era tornato a casa neppure morto. Ma se chi tocca con mano il proprio caro che se n’è andato per sempre non ci crede, mai, come può crederci un familiare che riceve un laconico “morto” o “disperso”? Aspetterà per sempre fino alla fine dei suoi giorni un ritorno che non avverrà. E questo non è bastato ai gerarchi del tempo, poco dopo, la RUSSIA così quelli che si sono salvati in Grecia Albania sono andati a morire là … per chi? Il ponte di Dragoti Il ponte di Tepeleni; sullo sfondo lo Scindeli Cerimonia sul Ponte di Perati Quota Nera e, a 200 m, Quota Monastero Cerimonia sullo Scindeli Il gagliardetto a Mirella e Salvatore Pensieri e foto sul nostro Pellegrinaggio le trovate anche nel nostro sito www.anasangiorgiodinogaro.it 5

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Sul Carso della Grande Guerra con gli alunni– la 5^ A Il giorno 5 aprile siamo andati a Redipuglia con il pullman assieme alle maestre ed il Gruppo degli alpini. Quando siamo arrivati, la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di visitare il piccolo museo con i ricordi di soldati e generali italiani. Praticamente tutti i generali avevano la medaglia d’oro! C’erano anche resti delle biciclette dei soldati, persino delle posate. Dopo aver fatto merenda, siamo andati sui gradoni che erano in realtà una tomba perché lì sono sepolti un settimo di tutti i soldati morti in guerra. Dopodiché siamo andati nel museo e lì abbiamo fatto una caccia al tesoro preparata per noi dagli Alpini: dovevamo trovare degli oggetti (come ad esempio una grattugia). Appena entrati ci hanno diviso in stanze: quella dove siamo entrati noi era piena di armi, divise e elmetti; nelle altre c’erano modelli di carri armati, medaglie, ecc.. L’ultima tappa è stata la visita ad una trincea: era magnifica! Lì ci hanno fatto provare a caricare un vecchio fucile! Dopo essere tornati sul bus, ho dato un voto dieci su dieci a questa gita, poi ho iniziato a pensare a tutto quello che ci ha detto la guida Fabio Pascolutti: ci ha fatto un po’ riflettere perché ha detto che i soldati dovevano camminare con trenta chili di peso sulle spalle tutti i giorni. E’ stata una visita significativa e lo scopo è stato quello di farci capire che noi possiamo aver tutto quello che vogliamo invece loro potevano al massimo avere del pane e poca carne. Noi, se dobbiamo fare qualcosa e quella cosa non viene fatta, veniamo sgridati solo un po’ invece loro dovevano solo ubbidire: questo mi ha fatto pensare. Enrico V. Il cinque Aprile, la nostra classe, le nostre maestre e tutte le classi quinte, il Gruppo degli Alpini ed una guida esperta (il signor Fabio Pascolutti), siamo andati a Redipuglia. Ci siamo spostati per la maggior parte del tempo con il pullman ma ci siamo mossi anche a piedi. La prima tappa è stato il cimitero monumentale ed il museo con accanto una cappella dedicati ai caduti della prima guerra mondiale. Nel museo, la guida ci ha parlato di alcuni soldati morti per una causa che si poteva cambiare: forse è stato più forte il destino. In seguito siamo passati all’interno della cappella in cui è riposta la statua del Cristo, poi abbiamo visitato l’enorme cimitero monumentale: mi ha colpito tantissimo! Lì sono infatti sepolti un settimo di tutti i morti della prima guerra mondiale, tra cui sessantamila ignoti. Il fatto che mi ha colpito di più è che su ognuno dei ventidue gradoni c’è scritto “Presente!”. Il significato di quella scritta mi ha molto impressionata e mi ricorda quelle persone tutte morte per noi e per la nostra libertà…ma loro sono presenti! Dopo la lunga ma molto interessante spiegazione, siamo entrati in un altro museo in cui avevamo il compito di trovare degli oggetti con una caccia al tesoro. In seguito siamo andati a pranzo, poi a vedere le trincee. Mi è piaciuta molto questa gita per il significato dei vari luoghi visitati. Emma Denise B. 6

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Sul Carso della Grande Guerra con gli alunni - la 5^ B Sul Carso della Grande Guerra con gli alunni – i soci del nostro Gruppo 7

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Apertura Sacrari - Redipuglia Ortigara 1917 La 1^ Guerra … con gli studenti Onore ai 100 mila Caduti! Forse non tutti sanno che l’ANA e Onoracaduti hanno firmato una convenzione per garantire l’apertura festiva dei Sacrari/Ossari. Le otto Sezioni del FVG sono impegnate ad Oslavia e a Redipuglia. Il nostro Gruppo è stato presente a Oslavia (26 marzo) e il 17 aprile (giorno di Pasquetta!) il nostro Andrea Sgobbi, dimostrando grande sensibilità ed attenzione, è stato Redipuglia. E chi, quel giorno, ha visitato il Sacrario e i musei (inferiore e superiore), ha solo potuto apprezzare questa apertura straordinaria (che per noi alpini è ordinario senso del dovere e del rispetto). Con il dodicesimo appuntamento, il 29 aprile si è chiusa la sessione invernale/ primaverile di “A Cena con la Storia”. Nostro gradito ospite è stato lo storico Paolo Pozzato che con dovizia di particolari e con l’attenzione propria di chi la storia la conosce a 360 gradi, ci ha parlato dell’Ortigara, la montagna “cara” agli alpini e di quello che accadde il 25 giugno 1917 (“Sconfitta italiana o Vittoria austriaca”). “cara” per il contributo di vite umane che nella Grande Guerra ha tributato; “cara” perché sulla Colonna Mozza, ci sta l’essenza della storia degli alpini “per non dimenticare”. Come scrisse Paolo Monelli (scrittore e ufficiale alpino ne "Sette Battaglie"): "La battaglia dell'Ortigara fu il più frettoloso carnaio, il più superfluo sacrificio, il più cruento monumento della virtù di pazienza e sopportazione del soldato italiano; e fu inoltre un tragico errore, anzi un tragico incapponirsi in una serie di errori tutti conseguenza del primo, quello di non avere abbandonato l'impresa quando fu chiaro che era destinata a fallire, per un concorso di circostanze disgraziate. E grazie ai superstiti di quel orribile massacro, la battaglia dell'Ortigara emerse dalle nebbie dell'oblio in cui voleva gettarla il Comando Supremo”. La serata è stata ben condotta dal neo consigliere Max Pittis. In conclusione, lo chef Franco con gli aiuti Bruno e Lucio ci hanno preparato un delizioso minestrone mari e monti e gli involtini con piselli. Giovedì 1° giugno, presso il Malignani di San Giorgio abbiamo assistito ad una lezione di storia “non convenzionale” con la partecipazione dell’amico Guido Aviani. Il linguaggio chiaro, diretto e immediato, ha subito attirato l’attenzione degli studenti del triennio. Un’ora spiegazione condita con aneddoti e dettagli che ha fornito uno spaccato storico che il giovane Guido si è fatto raccontare direttamente dai Reduci. In conclusione, abbiamo presentato il progetto “In trincea con gli alpini”, proiettando il video realizzato l’anno scorso dagli studenti del Malignani di Cervignano. Il tutto con la speranza che qualche giovane di San Giorgio possa partecipare al ripristino della trincea Mazzoldi nel Monte Sei Busi (Redipuglia). I dettagli del progetto, curato dalla Sezione di Palmanova con la collaborazione della Pro Loco di Fogliano, sono stati presentati dal Vice Presidente Sezionale Stefano Padovan. La soddisfazione per questo incontro è confermata - dagli alpini presenti che hanno appreso altre informazioni, - dagli studenti che hanno apprezzato la schiettezza e semplicità di esposizione dei concetti di Guido, - dagli insegnanti per aver avuto un’altra chiave di lettura dei fatti accaduti. 8

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TUTTI IN TRINCEA … con gli alpini! TUTTI IN TRINCEA! E’ con questo messaggio che 18 ragazzi dell’ISIS Bassa Friulana di Cervignano (17 del Malignani e uno dello Scientifico) hanno accolto la proposta della Sezione di Palmanova di recuperare la trincea Mazzoldi nel Monte Sei Busi vicino a Redipuglia. Il programma era semplice ma intenso: 10 giorni di alternanza scuola-lavoro ovvero lavorare con pala, piccone, mazza, accetta, ecc. ma anche approfondire la storia e il territorio carsico. Anche se sono stato con loro in trincea per soli due giorni sono entrato subito in sintonia con i giovanotti di 16-17-18 anni. Fin dal primo giorno mi sono accorto che erano “ganzi” e “tosti” ... Ci siamo divertiti, abbiamo scherzato ma anche lavorato sotto un sole che picchiava, recuperando quella trincea segnata da tempo e dalle intemperie. Lo scavo, non agevole a causa delle radici ha messo a dura prova la resistenza fisica e mentale dei nostri giovani ma loro … testa bassa hanno dato il massimo. E così la trincea Mazzoldi riprendeva la sua forma originaria scoprendola passo-passo. Non potendo verificare di persona lo stato avanzamento dei lavori, il 30 giugno - ultimo giorno - ho voluto essere presente per complimentarmi e salutarli uno ad uno … (Giulio, Ale, Mattia, Federico, Loris, Manuel, Gabriele, Riccardo, Andrea, Dejan, Lorenzo, Luca, Gianluca, Rebecca, Emanuel). Nei dieci giorni di attività hanno ritrovato interessanti oggetti che saranno poi esposti in una delle sedi dell’ISIS e che, dopo l’inertizzazione e il trattamento, si aggiungeranno alla bacheca (in fase di completamento) al Malignani di Cervignano. Grazie ragazzi per questo RECUPERO STORICO! E in conclusione come un papà orgoglioso dei propri figli, posso dire che sono ORGOGLIOSO DEI MIEI ALPINI. Non hanno chiesto nulla se non quello di poter dare una mano: Lucio: capocampo e accompagnatore Andrea: autista e factotum Franco, Bruno, Luciano, Lucio: cucina Ennio: autista Valeria e Luigi: sanitari. Un commento di Luigi: Tutti vogliono il cellulare all’ultima moda perché devono dimostrare di essere migliori degli altri. Se non ce l'hai sei uno sfigato. Queste erano le parole di alcuni ragazzi che avevo sentito la sera prima dello incontro con gli studenti nel campus estivo del recupero archeologico della Grande Guerra a Redipuglia. Invece è stata una sorpresa scoprire che non è del tutto vero questo perché i ragazzi stimolati dagli alpini durante la giornata erano più interessati a curare il loro lavoro nella pulizia dei corridoi che sentirsi “SFIGATI” per non avere la ultima moda tecnologica. Un esempio di bravura degli alpini che con dedizione trasmettono questo interesse per il passato che conta, confrontato con lo inutile presente che crea insicurezza e dipendenza. Se anche Voi foste stati con noi, in quei giorni, avreste visto quello che tutti si aspettano dai giovani: interessamento, dedizione, gioia (chiedetelo a Franco e al suo staff quando arrivava il pranzo!). L’alzabandiera Dal prof, un regalo… una rime di Ungaretti Al lavoro in trincea I discori ufficiali: Cargnelutti, Ronutti, Padovan Verso la trincea per la cerimonia finale Una delle tappe storiche … al Parco Ungaretti 9

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Cent’anni fa: immagini a confronto/9 Settimo Novantacinque Continua la rubrica che mette a confronto le foto dei luoghi di San Giorgio di Nogaro scattate cent’anni fa con le immagini degli stessi luoghi ai giorni nostri. La foto che andiamo a presentare per immagini a confronto riporta sul retro la seguente didascalia “Chiarisacco dalla parte del corso guardando a nord”: si tratta quindi di un’immagine panoramica che ritrae il corso del fiume Corno e, sulla destra, una sequenza di vecchie abitazioni della frazione di Chiarisacco poste lungo l’argine del fiume. L’immagine, datata 23 gennaio 1916, è stata scattata da via Aquileia, strada che fin dai tempi più antichi congiungeva il paese di San Giorgio con il borgo di Chiarisacco; l’autore della fotografia è un giovane ufficiale medico che prestava il proprio servizio presso uno degli ospedali da campo presenti nella frazione. Dal confronto con l’immagine attuale si può facilmente intuire che i luoghi ritratti nella fotografia hanno subito nel corso degli anni una radicale trasformazione. Il primo grande intervento è avvenuto nel corso degli anni ‘60 con la progettazione di un nuovo ponte costruito a seguito della realizzazione della variante alla SS n. 14 Venezia-Trieste. Successivamente, verso la fine degli anni ‘80, sono stati poi avviati i lavori di riqualificazione urbanistica lungo l’argine del fiume Corno e della piazza (denominata piazza della fontana) ad esso prospicente: l’argine destro del fiume è stato consolidato mediante la costruzione di una banchina che consente l’attracco di piccole imbarcazioni da fiume. Come noto infatti nel corso del primo conflitto mondiale Chiarisacco era una della frazioni di S. Giorgio che presentava la maggior concentrazione di ospedali militari: oltre a casa Maran, dove era installato l’ospedale dell’esercito n. 234 (dotato di 200 posti letto circa), erano presenti l’ospedale della Croce Rossa Italiana n. 42 (casa Marcon, ospitava fino a 50 posti letto), l’ospedale della C.R.I. n. 50 (casa Sguazzin, ospitava fino a 50 posti letto), l’ospedale della C.R.I. n. 34 (presso il c.d. palazat, dotato di 50 posti) tutte strutture che, oltre a curare i soldati feriti al fronte, venivano regolarmente frequentate dagli studenti della scuola di medicina e chirurgia per le “esercitazioni pratiche”. I lavori sono stati poi completati con l’installazione di un suggestivo ponticello in legno che consente l’attraversamento pedonale del corso d’acqua. Va infine sottolineato che buona parte delle abitazioni presenti nell’immagine, nel corso del secolo scorso, sono state demolite come è stata abbattuta la storica cappella votiva dedicata a San Giuseppe presente all’ingresso della frazione di Chiarisacco. 10

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L’Adunata del Piave – a TREVISO la sfilata! Come per le precedenti, anche l’Adunata di Treviso sarà ricordata per le belle emozioni che abbiamo provato. Ci sono piaciute tante cose …  il pubblico è stato partecipe e presente alla sfilata dalla mattina alla sera,  la sistemazione in palestra che è stata ottima,  la buonissima preparazione dell’evento da parte del Comitato Organizzatore. Pensiamo che più di tante parole, le fotografie rendano l’idea! 11

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Incontro Internazionale Alpi senza Confini Verde/Bianco/Rosso=Italia Domenica 9 aprile alla Dogana Vecchia di Trivignano Udinese, dove un tempo correva il confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico, è stato inaugurato il primo Cippo della Pace “Alpi senza Confini“ dedicato all’Imperatore Francesco Giuseppe e al Re Vittorio Emanuele III, con la partecipazione del Principe Emanuele Filiberto di Savoia e del Cancelliere Johannes Theo Niederhauser. Presenti il delegato degli Ordini Dinastici Alessandro Berghinz, quello veneto Pietro Fracanziani, Nicolò Giustiniani dello Smom (Sovrano Militare Ordine di Malta), Petiziol e il presidente dell’associazione “Cacciatori delle Alpi“ Vincenzo Verdino, mentre la benedizione è stata impartita da Monsignor Francesco Millimaci, cappellano della delegazione degli Ordini Dinastici, di Sua Santità e dello Smom. In questo importante evento il Sig. Pio Serafini, proprietario della Dogana Vecchia e facente parte del comitato organizzatore assieme a Berghinz e Verdino, ha invitato il poeta friulano Renzo Cecotti a recitare la poesia “Le Bandiere“ davanti al “Cippo della Pace“, accompagnato dalla nipote Elena Clelia Budai e dall’amico alpino Tarcisio Garbuio del Gruppo Alpini di S. Giorgio di Nogaro. L’alpino Garbuio reggeva per l’occasione la storica Bandiera Italiana con lo stemma dei Savoia, per asta usava un alpenstock, recuperato dal nuovo Museo della Grande Guerra istituito nella sede del Gruppo, alla sommità dell’alpenstock un fiore di giglio usato in occasione della visita di leva della classe 1939. E’ stato un momento molto toccante, riflessivo e di profonda umanità. Durante la lettura un venticello “l’aiarin” (par furlan) muoveva lentamente la bandiera, visibilmente emozionato S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia e tutta la rappresentanza politica e militare presente, hanno applaudito calorosamente. La poesia “Le Bandiere“ era stata scritta dal poeta Renzo Cecotti nel marzo 2011 in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. La manifestazione è proseguita con la celebrazione della Santa Messa e l’esibizione di un Gruppo Folcloristico Serbo. Alla fine la Famiglia Serafini ha offerto a tutti il buffet “Il rancio del soldato“ e tutte le offerte raccolte sono state devolute per le vittime del terremoto. Sono ormai 10 anni che ogni fine di anno scolastico, siamo presenti nelle scuole di San Giorgio e, precisamente, incontriamo i ragazzi di 3^ media. Non facciamo lezione ma consegniamo il TRICOLORE alle nuove generazioni spiegando cos’è per noi la bandiera e qual è il significato del vivere nella comunità. Così, sabato 27 maggio abbiamo donato 72 tricolori e relativi fascicoli sulla sua storia ai quattordicenni. Abbiamo così ricordato con piacere le emozioni provate all’arrivo della Bandiera di Guerra del 7° Reggimento presente alla cerimonia sull’Ortigara durante l’Adunata di Asiago oppure il rito dell’alzabandiera nel campo sfollati di San Demetrio ne’ Vestini in occasione del terremoto del 2009 che veniva seguito sia dai volontari che dai civili. Ma anche l’iniziativa “In trincea con gli alpini” quando l’anno scorso 22 studenti dell’ISIS Bassa Friulana hanno ripristinato la trincea Mazzoldi a Redipuglia; la giornata iniziava con l’alzabandiera. Nel nostro discorso abbiamo spiegato la solidarietà a 360° degli alpini come viene testimoniato dal Libro Verde della Solidarietà. Nel 2016, a livello nazionale, le donazioni pro comunità sono state pari a 5 milioni di euro e di oltre 2 milioni di ore di lavoro pari a 6.000 anni/uomo!! (praticamente una Brigata di volontari che “lavorano per la solidarietà”). 12

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Nasce un nuovo Battaglione … “ORTA” Si chiama “Orta” il battaglione inaugurato il 29 maggio a l’Aquila: un nuovo reparto di 260 unità dell’Esercito con il quale la Difesa assicura assetti moderni e efficienti a disposizione dei cittadini del Centro Italia. Una novità presentata dal Ministro Roberta Pinotti nel corso della cerimonia che si è svolta nel capoluogo abruzzese ad alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, il Prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi, il Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, l’Arcivescono dell’Aquila, Mons. Giuseppe Petrocchi, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Danilo Errico, e il Vice Presidente della Regione Giovanni Lolli. “Una risposta concreta da parte del Governo alle richieste provenienti da un territorio fortemente legato alle Forze armate” ha detto il Ministro Pinotti nel suo intervento. “Orta” è un battaglione specializzato nell’emergenza post sismica e atmosferica di stanza a L’Aquila nella caserma Pasquali – Campomizzi, che a regime dovrebbe essere composto da circa 300 uomini ed entrerà in piena operatività entro un anno. “Il battaglione avrà specifiche capacità duali che sono per noi fondamentali quando ci proiettiamo all’esterno ma allo stesso tempo importanti per essere utilizzate in caso di pubblica utilità e in caso di calamità naturali” ha aggiunto il Ministro. Un potenziamento dell’impegno garantito dalla Difesa in situazioni di emergenza e pubbliche calamità come i tragici eventi che hanno colpito il Centro Italia (dal terribile terremoto dell’Aquila che causò 309 vittime e migliaia di sfollati alle più recenti emergenze sisma e maltempo) davanti ai quali la Difesa ha risposto fin dalle prime ore mettendo in campo uomini e mezzi a supporto della popolazione. Attività svolte “in supporto alla protezione civile” ha spiegato il Ministro che nel suo intervento ha voluto sottolineare l’importanza di disporre di un presidio specialistico capace di intervenire in situazioni di emergenza poiché, nel rispetto dei ruoli “ci sono momenti in cui tutti devono fare qualcosa”. Nel suo intervento la titolare del Dicastero ha sottolineato la presenza alla cerimonia di inaugurazione del battaglione “Orta” delle Istituzioni locali quale segno tangibile di affetto e della vicinanza tra Forze armate e Abruzzo e in particolare tra Alpini e la città: “Con l’istituzione del Battaglione Orte il legame tra il 9° Reggimento Alpini e L’Aquila diventa ancora più forte e importante”. Al termine della cerimonia, il Ministro ha consegnato il vessillo di reparto al Comandante del Battaglione che sarà operativo nell’ambito del 9° Reggimento Alpini. (fonte: sito www.difesa.it) I nostri soci in Missione Due nostri compaesani, entrambi alpini attualmente in forza della Brigata Taurinense, sono impegnati in importanti missioni all’estero:  Nicola a Mosul dove il 3° Reggimento alpini di Pinerolo ha assunto la guida della task force Praesidium a protezione della diga di Mosul in Iraq nome dell’antica Ninive (la capitale assira citata anche nella bibbia);  Riccardo a Herat in Afghanistan dove la Taurinense con il 2° Reggimento alpini di Cuneo assumerà il comando del Train Advise Command nell’ambito della missione Nato Resolute Support incentrata sul l’addestramento, consulenza e assistenza alle forze armate e istituzioni afghane. Sono professionisti preparati e competenti che stanno operando in scenari esteri particolarmente “caldi”. Ragazzi …in bocca al lupo! Vi aspettiamo a San Giorgio per un saluto … 13

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Con gli studenti nei luoghi della Grande Guerra – VOTATE Dalla Bielorussia a S. Giorgio All’insegna dell’aiuto e della fratellanza fra i popoli, abbiamo ospitato nella nostra baita i ragazzi della Bielorussia che, accolti da famiglie generosissime della bassa friulana, sono in Italia grazie all’Associazione “Aiutiamoli a Vivere” e alla volontà di Giorgio di Zellina e di Marina di Muzzana. Il 5 aprile 2017 abbiamo accompagnato gli studenti di 5^ elementare nel Carso. Grazie al contributo ricevuto l’anno scorso, abbiamo pagato la corriera e offerto a tutti i partecipanti la merenda e il pranzo. Vorremo fare altrettanto anche il prossimo anno … ed è per questo che chiediamo la vostra collaborazione. CHIEDIAMO SOLO IL VOTO … non vogliamo denaro! Perchè questo progetto? L’obiettivo è quello di collaborare con gli istituti scolastici per:  spiegare la storia direttamente sul campo con la collaborazione di storici e appassionati;  dare la possibilità agli studenti di calcare le trincee, i camminamenti dove oltre cent’anni fa hanno combattuto i soldati (senza distinzione di nazionalità), per vivere situazioni ed eventi propri del luogo;  avviare azioni recupero dei manufatti della Grande Guerra con gli stessi studenti. ISTRUZIONI SU COME VOTARE Segui queste semplici istruzioni per votare il nostro progetto: 1. accedi a www.progettocivibanca.it 2. cerca il progetto del nostro Gruppo 3. clicca su “VOTA” 4. si apre la videata “login utenti”. 5. compila con i tuoi dati la parte di destra (utente non iscritto) oppure accedi tramite il tuo account Facebook 6. Il sistema invierà una email al tuo indirizzo di posta; al suo interno troverai la tua password. In basso c’è un “clicca qui” che dovrai cliccare per riaccedere alla pagina di votazione. 7. Per votare basterà cliccare sul cuore con la scritta vota. Durante la calda serata del 23 giugno non abbiamo fatto cose eclatanti; una cena, per alleggerire le famiglie e regali didattici e un bel zaino. Graditi ospiti, a testimonianza dell’attenzione dell’Amministrazione Pubblica, sono stati Daniele Salvador per il Comune, Daniela Corso per la Provincia, Paride Cargnelutti per la Regione e il nostro Presidente Luigi Ronutti. Anche in questo caso, vale il nostro motto “Un Aiuto per un Sorriso” 14

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Trofeo Sezionale di Bocce La forza del gruppo – il Trofeo Sezionale di Calcio Com’è consuetudine, presso la Bocciofila degli Artiglieri di San Giorgio, dal 2 al 6 maggio, si è svolto il Trofeo Sezionale di Bocce. Come Gruppo abbiamo iscritto 4 squadre composte sia da alpini che amici che si sono battute senza timori. Alla fine, il duo Valter Martin “Bigio” e Michele De Sabbata sono arrivati terzi. Il pubblico presente ha apprezzato la sana competizione tra le squadre. Abbiamo visto i giocatori, alcuni alle prime armi, divertirsi e scherzare nel campo di gara. E’ questo lo spirito giusto per affrontare le competizioni alpine! Come ogni anno, gli amici alpini si sono ritrovati insieme su un campo di gioco per l'ormai consolidato e irrinunciabile torneo di calcio sezionale che si è svolto a Privano. E' un'iniziativa importante dove accanto allo spirito sportivo gli atleti non rinunciano allo stare insieme dentro e fuori dal campo. Le partite del torneo, per alcuni, sono solo una scusa per potersi incontrare e divertirsi per qualche ora. Quest'anno la nostra squadra formata da giocatori provenienti dai Gruppi ANA di San Giorgio di Nogaro, Carlino e Morsano non è riuscita ad accedere alla fase finale, però è uscita sempre vincitrice da sotto il tendone dove le risate e i brindisi riempivano la notte. E' bastato un semplice whatsapp per radunare anche i simpatizzanti dell'Udinese Club Friuli che con il loro striscione e tifo sfrenato hanno animato più di una partita. Questo deve essere lo spirito con il quale partecipare a tutti gli eventi sportivi che l'Associazione programma nel corso di tutto l'anno. L'importante non è vincere o perdere ma creare un gruppo solido e affiatato tra persone con una stessa passione. (Francesco Cargnelutti) 15

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