"Fantastica...mente raccontiamo" III C della Scuola Duca d'Aosta

 

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Description

Progetto di lettura e produzione di racconti. Raccolta di sstorie suggestive che ha catturato la fantasia dei bambini

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IL TEMPIO DEI COLORI In origine non esistevano i colori, il mondo era scuro, grigio e triste. Gli uomini e gli animali erano grigi e tristi. Un giorno un pittore stanco dei suoi quadri bianchi e neri, andò alla ricerca dei colori. Così si avventurò nel bosco e trovò un tempio, vi entrò con molta tranquillità. Ad un certo punto sentì una vocina chiamare: “Aiutoooo”. 1

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All’improvviso il pittore sguainò dalla tasca il suo pennello laser, per combattere contro il signore del buio che era spuntato dal nulla. Egli lo sconfisse e liberò tutti i colori del mondo. I colori lo ringraziarono per averli salvati e lo ricompensarono entrando nel suo pennello laser. Così il pittore in sette giorni crea il mondo colorato: con il giallo il sole, con il rosso il fuoco, con il blu il cielo e il mare, con il verde i prati e gli alberi. Da quel giorno il mondo diventò meravigliosamente colorato; gli uomini e gli animali diventarono tanto felici e fecero una grande festa. Da quel giorno tutti vissero felici e colorati. 2

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CRYSTAL E BATUFFOLO C’era una volta una bellissima fata di nome Crystal che aveva il potere dell’intelligenza. Si sentiva sola, così un giorno andò nel bosco a fare una passeggiata. Lungo il cammino, ad un certo punto, trovò una strega che voleva rubare la sua magia. Ma un gatto di nome Batuffolo l’aiutò graffiando la strega. “Grazie micetto! Mi hai salvata da quella strega cattiva” disse la fatina contenta. “È stato un piacere fatina. “Io mi chiamo batuffolo e voglio es- 3

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sere tuo amico”. così divennero amici. Crystal e Batuffolo si vedevano sempre nel bosco; ma un giorno la strega per vendicarsi, perché era cattiva, rapì Batuffolo. La fata sentì da lontano un triste miagolio: “Miao, miao! Aiuto, aiutatemi!” Riconobbe la voce del suo amico gattino e corse subito a salvarlo, grazie ai suoi poteri e all’aiuto del bosco e dei suoi maestri alberi. Infatti furono proprio gli alberi che, con i loro rami, imprigionarono la strega e ruppero la gabbia dove Batuffolo era rinchiuso. Da quel giorno Batuffolo decise di essere il gatto domestico della fatina, così andò a vivere con lei e vissero per sempre felici e contenti. Invece la strega dopo tanti giorni di prigionia, venne bandita dal bosco per sempre da Madre Natura e lasciata in un posto a riflettere. 4

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IL DRAGO E L’ASTRONAUTA Un bel giorno, nel 2023, un’astronauta di nome George partì in una missione con la sua astronave nello spazio. Dopo sette mesi, al termine della missione, George era contento di ritornare a casa dalla sua famiglia. All’improvviso, la sua navicella ebbe un guasto al motore, subito George si allarmò e chiese aiuto ai suoi colleghi, ma non ricevette nessuna risposta, aveva perso i collegamenti con la base Nasa. Insomma il povero George non rientrò più a casa dalla sua amata famiglia, che lo aspettava con ansia, ma precipitò in un bosco. 5

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Fortunatamente, era riuscito ad atterrare senza farsi male. Così si mise in viaggio alla ricerca di qualcuno; si avventurò nel bosco e iniziò a raccogliere qualche frutto per nutrirsi durante il suo cammino. Ad un certo punto, sentì dei rumori, subito iniziò a correre nella speranza di trovare qualcuno che potesse aiutarlo, ma scoprì che c’era un grosso drago che dormiva e russava. George si spaventò così tanto, che lanciò un forte urlo: – Ahhhh, il drago si svegliò arrabbiato e cominciò a sputare fiamme, lui era sensibile a qualsiasi rumore, perciò odiava essere disturbato durante il sonno. George impaurito, spiegò la sua disavventura, così il drago dispiaciuto decise di aiutarlo. Salì sulla sua schiena e dopo tante ore di viaggio trovarono la strada di casa. Finalmente egli riabbracciò la sua famiglia; in cambio regalò al suo amico due tappi per le orecchie, affinché potesse dormire in pace, senza sentire nessun rumore. 6

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IL CASTELLO FATATO IN TRANSILVANIA In Transilvania c’era un castello su una montagna, brutto, grigio, sempre circondato da nuvole. Lì viveva un vampiro. Accanto a questo castello c’era una casa piccola e luminosa dove viveva la fata Daisy. Tra i due personaggi c’era una guerra spietata perché il vampiro voleva fare del male a tutti e la fata glielo impediva. 7

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Così un giorno la fata Daisy cercò di fargli un incantesimo, facendolo uscire alla luce del sole. Così con i raggi solari e la magia della sua bacchetta magica, la fata riuscì a bruciare tutto il male che era in lui infatti da allora i due incominciarono a volersi bene. 8

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L’AVVENTURA DI COSIMO C’era una volta un cavaliere di nome Cosimo che doveva andare al castello di Mardor per salvare la principessa Rosita, perché era stata rapita dallo 9

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stregone Gordon; così salì in groppa al suo fedele cavallo di nome “Tempesta” e partì. Doveva percorrere un lungo viaggio, era partito dalla terra dei giganti, dove il gigante Ante, un suo amico, gli aveva regalato un amuleto, che lo proteggeva dagli incantesimi cattivi. Arrivò la sera e si fermò nella foresta incantata, qui sentì uno strano rumore che veniva dai cespugli, allora con la sua spada si avvicinò lentamente e all’improvviso apparve la fata, che gli regalò dei semi per proteggerlo dai cattivi. Il giorno dopo ripartì. Dopo ore di viaggio, si fermò ad un fiume per far bere il suo cavallo, qui sentì una voce che lo chiamava, era uno gnomo che gli regalò la chiave che apriva tutte le porte. Riprese il cammino e si fermò nella foresta magica, dove vivevano gli elfi. Cosimo, mentre accendeva il fuoco, il re degli elfi, “Aragon”, andò verso di lui e gli regalò un arco con una sola freccia che doveva uccidere il più cattivo. Finalmente dopo un lunghissimo viaggio, arrivò al castello di Mardor e vide che il ponte levatoio era abbandonato, guardò verso l’alto e vide una torre con una finestra chiusa dalle sbarre. 10

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Ad un certo punto Cosimo sentì gridare il suo no- me, era la principessa Rosita che cercava aiuto e il cavaliere Cosimo le promise di salvarla. Così en- trò in una grandissima sala del castello e vide una grande folla di troll, che era riunita nella stanza del re; sul trono era seduto lo stregone cattivo di nome “Gordon”. Allora si allontanò in silenzio per non farsi sentire. Quando stava camminando nel castello incontrò due troll, allora prese la sua spada e con tanta forza riuscì ad annientare i due cattivi. Ma i pericoli non erano finiti perché gli altri troll sentirono le grida dei loro compagni e si ricordò, che i semi che gli aveva regalato la fata potevano uccidere i troll. Così li ruppe sotto i suoi piedi e il fumo si sparse nell’aria annientando tutti i troll. Ma il combattimento non era finito perché arrivò Gordon che, con il suo scettro mandava degli in- cantesimi ai suoi avversari, lanciò un incantesimo a Cosimo, ma lui era protetto dall’amuleto che gli a- veva regalato il gigante, prese allora l’arco e con la freccia colpì il cuore di Gordon e lo uccise. Il valoroso cavaliere aveva sconfitto definitiva- mente il male. Corse velocemente sulla torre e, con la chiave che apriva tutte le porte, liberò Ro- sita. Con lei si sposò e vissero felici e contenti nel castello di Mardor. 11

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IL SOGNO DELLA GATTA CARLOTTA C’era una volta una gattina che si chiamava Carlotta che abitava in un palazzo lussuoso, con il suo padrone Giulio. Al suo rientro, adorava ricevere le coccole sdraiata sul divano con lui. Una sera, Carlotta era molto stanca e dopo aver mangiato tanto, si addormentò subito. In sogno, le apparve una fatina che le avrebbe esaudito ogni suo desiderio. 12

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Sapete cosa? Lei desiderava diventare più forte di tutti i cani della città. Il mattino Carlotta si svegliò, ma non riusciva a capire se fosse stato un sogno oppure era reale? Intanto Giulio uscì di casa per andare a lavoro e la gattina decise di uscire anche lei. Passeggiò per le strade della città e notò che tutti i cani che incontrava, s’inchinavano al suo cospetto. Era felicissima e orgogliosa che i cani avessero paura di lei finché, ad un certo punto, apparve un mago che le diede una polverina magica. Carlotta, dalla curiosità, cominciò a spargerla nell’aria. Da quel momento, i cani cominciarono a rincorrerla inferociti: quella polverina li aveva risvegliati dall’in­ cantesimo. In preda al panico, Carlotta si svegliò e capì di aver fatto un brutto sogno perché la sera aveva mangiato troppo pesce. La povera gattina rimase l’intera giornata in casa, in attesa che arrivasse il suo padrone per ricevere da lui le amate coccole. 13

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IL DRAGO E LA FATA C’era una v olta una fata di nome Giulia che ogni mattina usciva dal castello per fare una passeggiata. Un giorno, mentre passeggiava vide una caverna, decise di entrare e trovò un grosso drago. Il giorno dopo, Giulia decise di ritornarci, ma questa volta il drago si svegliò. La fata scappò via ma lui la inseguì fino al castello e cominciò a sputare fuoco, così lei fece gli un incantesimo: “Abra cada- 14

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bra” . Il drago diventò buono e rimase per sempre al castello per proteggere la fata. Passarono gli anni, ma un giorno arrivò un grosso gigante, che distruggere il castello della fata per fare una casetta per lui. La fata e il drago uscirono velocemente dal castello per combattere il gigante. Il drago gridò: “Vai via gigante”. Il gigante esclamò: “NOOOOOOOO” e la fata rispose: ”Non si urla in questo modo”. Allora il drago arrabbiato, incominciò a sputare palle di fuoco. La fata si arrabbiò così tanto che, con un tocco di bacchetta magica lo fece cadere a terra. Il gigante allora disse:” Ahia, che botta! Per favore basta, diventerò buono”. Così il gigante decise di tornare a casa sua e la fata e il drago ripresero a vivere felici e contenti nel loro castello. 15

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