agriCOLTURA 5-6/2017

 

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ANNO 44 - POSTE ITALIANE s.p.a. - SPED. ABB. POSTALE – DCB CENTRALE/PT MAGAZINE AUT. 141/2004 VALIDA DALL’11/11/2004 – PUBBL. MAX 50% - € 2,10 IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP, VIA ZANARDI 28 40131 BOLOGNA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL PRESCRITTO DIRITTO POSTALE RICOSTRUZIONE L’agricoltura riparte dopo il terremoto a pag. 12 N. 5/6 - MAGGIO/GIUGNO 2017 PERIODICO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA BANDO GIOVANI 2017 Nuove imprese nascono RAPPORTO 2016 Crescono produzione e occupati. Bene l’export a pag. 26 AVVERSITÀ Lotta bio alle tortrici del castagno a pag. 42

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PAOLO DE CASTRO Primo vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo itoriale L’export strada obbligata per continuare a crescere Ibuoni risultati del settore agrifood dell’Emilia-Romagna sono stati in larga parte confermati dai dati emersi dal Rapporto 2016 sul sistema agroalimentare regionale. Positivo è il trend dell’export agroalimentare e risulta evidente l’importanza che per questa regione hanno gli accordi commerciali, specialmente quelli che al momento sono in fase di negoziazione. Di particolare interesse il trattato con il Giappone, Paese dal forte deficit in campo alimentare. Recentemente Ue e Cina si sono impegnate a concludere entro l’anno un accordo su una serie di prodotti a indicazione geografica. Al momento si è riusciti a ottenere un importante riconoscimento per la tutela di 100 Dop e Igp europee, 26 italiane, di cui 4 prodotte in Emilia-Romagna (Prosciutto di Parma, Aceto balsamico, Parmigiano Reggiano e Grana Padano) che saranno protette sul mercato cinese. Altra opportunità per l’agroalimentare regionale viene dall’accordo Ceta con il Canada. Anche qui troviamo l’approccio della “lista” delle Ig che permetterà al Prosciutto di Parma di essere finalmente venduto con il suo vero nome. Oltre all’elenco prolungabile di denominazioni protette, ci saranno anche interessanti aperture su formaggi, vino, pasta e, in generale, sui prodotti agricoli trasformati. Per quanto riguarda il futuro della Pac, la nuova politica agricola comune dovrà accogliere sollecitazioni “esterne”, come quelle che vengono dall’accordo sul clima di Parigi e dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu, ma anche e soprattutto le richieste che vengono dalla società e dagli agricoltori europei. Al momento, il regolamento “Omnibus” sembra essere l’unico strumento possibile per introdurre modifiche alla Pac prima del 2020. Per questo motivo, insieme ai colleghi eurodeputati abbiamo deciso di approfittare della revisione di metà percorso del bilancio pluriennale dell’Ue per cercare di risolvere, il prima possibile, i problemi riscontrati nei primi anni di applicazione della Pac attuale. Gli emendamenti dell’Europarlamento riguardano la semplificazione dell’accesso agli aiuti per i giovani, che potranno da un lato insediarsi congiuntamente con altri agricoltori e dall’altro ricevere l’aiuto anche nel caso stiano già lavorando in azienda, con il conseguente di ampliare la platea dei beneficiari. Un’altra proposta che speriamo di vedere approvata è il riconoscimento della definizione di “azienda verde” anche alle imprese che applicano misure agro-ambientali previste nei piani di sviluppo rurale. AGRICOLTURA DIVENTA BIMESTRALE: UNA NUOVA SFIDA Da questo numero, Agricoltura diventa bimestrale. Uscirà quindi ogni due mesi, a partire dalla copia che avete tra le mani, il giornale di maggio-giugno 2017. È tutt’altro che un passo indietro. Infatti, con questa decisione vogliamo rafforzare l’attenzione per un settore fondamentale e strategico per l’economia regionale, come peraltro hanno dimostrato solo pochi giorni fa i numeri del Rapporto 2016 sul sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna. La cadenza bimestrale ci permetterà di approfondire contenuti e analisi oltre ad avviare la sperimentazione dell’integrazione con il web, con ulteriori inserti, sezioni monografiche e documenti disponibili on line e collegati alla versione cartacea. Siamo quindi di fronte a una nuova sfida, per informare meglio e in maniera ancor più completa. Un’ultima nota di servizio: nulla cambia per gli abbonati ai Supplementi, pubblicati come sempre. Giuseppe Pace MAGGIO/GIUGNO 2017 3

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PERIODICO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PERIODICO DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA ANNO 44 - N. 5/6 - MAGGIO/GIUGNO 2017 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Iscrizione al ROC n. 24729 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna DIRETTORE Simona Caselli DIRETTORE RESPONSABILE Giuseppe Pace COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga IN REDAZIONE Olga Cavina, Elisabetta Collini, Barbara Galzigna, Giancarlo Martelli REFERENTI Patrizia Alberti, Laura Banzi, Milena Breviglieri, Giuseppe Carnevali, Vincenzo Di Salvo, Federica Dotti, Claudio Lamoretti, Riccardo Loberti, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpae-Simc), Piero Pastore Trossello, Paolo Pirani, Francesca Ponti, Luciano Rinaldi (Crpa), Mario Savorelli (Crpv), Raffaele Spiga, Cinzia Zambelli SEGRETERIA DI REDAZIONE Patrizia Garau, Rita Soffritti RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila REDAZIONE Agenzia Informazione e Comunicazione Giunta regionale dell’Emilia-Romagna Viale Aldo Moro, 52 40127 Bologna tel. 051 5275440-5490 fax 051 511100 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it EDITORE Nuova Cantelli Srl Via Saliceto 22/e-f - 40013 - Castel Maggiore (Bo) tel. 051.700606 - fax 051.6328090 www.cantelli.net ABBONAMENTI c/c postale n. 001034895142 c/c bancario IBAN IT-18-U-07601-02400-001034895142 Intestato a NUOVA CANTELLI SRL CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITÀ Editoriale Idea Srl Via A. Gandiglio, 81 - 00151 Roma Tel. 0665797535 - Fax 0665741338 e-mail: info@editorialeidea.it Giorgio Gori - Tel. 348 2414473 e-mail: info@ggori.it Lamberto Colla - Tel. 344 2373963 e-mail: info@nuovaeditoriale.net I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. TIRATURA: 36.500 COPIE IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA Foto di copertina: Fotolia SOMMARIO 03 EDITORIALE L’export strada obbligata per continuare a crescere Paolo De Castro Fatti 06 GIOVANI IMPRENDITORI/1 Ricambio generazionale: nuovi agricoltori crescono Olga Cavina 08 GIOVANI IMPRENDITORI/2 «Così produco il latte per il Parmigiano Reggiano» Ottavio Repetti 10 GIOVANI IMPRENDITORI/3 «Con questi macchinari farò ripartire l’azienda» Ottavio Repetti 12 RICOSTRUZIONE POST SISMA/1 L’agricoltura rinasce dalle macerie del terremoto Gianni Boselli 15 RICOSTRUZIONE POST SISMA/2 Quattro storie per raccontare la forza di un territorio Barbara Galzigna Cultura rurale 18 MUSEI L’agricoltura ferrarese si racconta Luciana Finessi, Stefania Ferriani 20 PUBBLICAZIONI I frutteti della biodiversità in Emilia-Romagna Paolo Pirani Qui Europa 23 Revisione Pac, le novità del regolamento Omnibus A cura della Redazione

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MAGGIO/GIUGNO 2017 Qui Regione In azienda Avversità 24 Vino, arrivano 4,1 milioni per migliorare la qualità Giovanni Pusceddu Economia 26 RAPPORTO 2016 Crescono produzione (+3%), export (+2,4%) e occupati (+15%) A cura della Redazione 29 ACCORDI DI FILIERA Patate: rinnovato il contratto quadro Nicola Benatti, Roberta Toni Fisco e previdenza 30 Under 40, cosa cambia per l’esonero contributivo Corrado Fusai 32 VALORIZZAZIONE Dai grani autoctoni la pasta bio artigianale Rosa Maria Berino Spazio innovazione 34 AGROALIMENTARE Nasce il burro arricchito con gli Omega 3 Patrizia Alberti Ricerca e sperimentazione 36 PREVENZIONE Innovazione in campo contro le micotossine Claudio Selmi, Renato Canestrale 42 STRATEGIE DI DIFESA Lotta biologica alle tortrici del castagno Massimo Bariselli, Nicoletta Vai, Giovanna Montepaone 44 MALATTIE DELLE PIANTE Un nuovo patogeno minaccia le orticole Assunta D’Anniballe, Paolo Fini, Patrizia Grillini, Anna Rosa Babini Meccanizzazione 46 RISPARMIO ENERGETICO Dalla ventola ai pneumatici, i trucchi per consumare meno Ottavio Repetti 49 IN BREVE A cura della Redazione 38 TRADIZIONI DA STUDIARE Parmigiano Reggiano: qualità ad alta sostenibilità Carla Scotti, Aldo Dal Prà 40 SUINICOLTURA Quando il benessere è un valore aggiunto Alessandro Gastaldo, Marzia Borciani, Sara Barbieri 52 AGENDA VERDE A cura della Redazione 54 NEL GIARDINO Maria Teresa Salomoni, Massimo Drago 56 NOVITÀ DALLA RICERCA Camilla Chieco, Maria Teresa Salomoni 57 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI A cura di Enrico Cinotti 58 AGROMETEO A cura di William Pratizzoli

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Fatti GIOVANI IMPRENDITORI/1 Pixabay Ricambio generazionale: nuovi agricoltori crescono Terzo bando del Psr 2014-20 rivolto agli under 41: 28,8 milioni di euro per creare imprese e investire sul loro sviluppo. Per le domande c’è tempo fino al 29 settembre OLGA CAVINA Sono in aumento i giovani che decidono di costruirsi il futuro mettendo in piedi un’azienda agricola: una nuova generazione di contadini, allevatori e pastori che punta al mondo rurale. Da quelli che la vita in campagna l’hanno sempre sognata a coloro che in questa scelta trovano una concretezza e, perché no, una soddisfazione che mancano in altri ambiti lavorativi. E poi c’è la crisi economica, che fa vedere nel lavoro, che magari apparteneva alla generazione familiare precedente, un’opportunità concreta in un’economia sempre più fluttuante. Comunque sia, il binomio giovani e agricoltura è ormai un dato consolidato. Per sostenere la domanda di giovani imprenditori e favorire il ricambio generazionale in agricoltura la Regione ha messo a punto una serie di contributi, attraverso un bando, il terzo di questo tipo, che dà attuazione a quanto previsto dal Psr 2014-20. Obiettivo: favorire l’insediamento di nuovi imprenditori agricoli e lo sviluppo dei loro progetti grazie a un finanziamento di 28,8 milioni di euro suddivisi in due filoni: 16,3 milioni di euro per l’aiuto all’avviamento d’impresa (operazione 6.1.01) e 12,5 milioni per l’ammodernamento delle imprese agricole (operazione 4.1.02). Per presentare domanda c’è tempo fino al 29 settembre 2017; il termine di approvazione della graduatoria finale è fissato al 2 febbraio 2018. La decisione della Giunta regionale segue i precedenti stanziamenti, che negli ultimi due anni hanno dato ossigeno al comparto.  Nel 2015-16 concessi 745 premi di insediamento Con i primi due bandi del 2015 e del 2016 erano stati dichiarati concedibili complessivamente 745 premi di avviamento aziendale ad altrettanti giovani neoimprenditori per un totale di 28 milioni di euro (soddisfacendo il 100% delle domande 6 MAGGIO/GIUGNO 2017

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Province Pc Pr Re Mo Bo Fe Ra Fc Rn Totali Province Pc Pr Re Mo Bo Fe Ra Fc Rn Totali EMILIA-ROMAGNA - PSR 2014-20: RISULTATI DEI BANDI GIOVANI 2015 E 2016 BANDO 2015 MISURA 6 MISURA 4 domande ammissibili/ finanziate totale premi (euro) domande ammissibili domande contributo contributo finanziate ammissibili (euro) finanziate (euro) 52 1.860.000 40 28 4.478.371,62 3.633.632,90 54 2.280.000 36 21 3.944.317,35 2.562.913,69 61 2.250.000 54 41 4.905.874,79 4.056.153,21 37 1.450.000 29 20 3.813.108,72 2.994.119,60 44 1.600.000 20 15 1.618.247,98 1.326.804,48 24 800.000 11 7 990.622,11 498.162,96 56 1.720.000 50 43 3.150.133,60 2.706.113,12 37 1.530.000 24 12 1.495.653,17 929.497,52 2 60.000 1 1 125.161,00 125.161,00 367 13.550.000 265 188 24.521.490,34 18.832.558,48 BANDO 2016 MISURA 6 MISURA 4 domande ammissibili/ finanziate totale premi (euro) domande ammissibili domande contributo contributo finanziate ammissibili (euro) finanziate (euro) 63 2.570.000 42 33 3.791.514,64 3.256.565,88 34 1.440.000 21 13 2.516.552,99 1.113.588,88 59 2.250.000 44 19 5.224.934,76 3.178.805,51 42 1.500.000 23 9 1.595.938,95 681.177,18 51 1.990.000 30 16 2.423.369,49 1.276.496,59 14 460.000 8 - 915.374,69 - 39 1.330.000 27 12 1.864.577,84 847.795,09 55 2.150.000 29 16 2.152.354,13 1.471.781,32 21 910.000 11 8 1.106.842,02 783.605,78 378 14.600.000 235 126 21.591.459,51 12.609.816,23 ammesse). A questi si erano aggiunti ulteriori 31 milioni di contributi sugli investimenti aziendali delle nuove imprese, collocate in graduatoria in posizione utile rispetto a una disponibilità finanziaria limitata, a fronte del fabbisogno di risorse espresso dalle domande di sostegno. La struttura del bando 2017 ricalca quella del bando precedente, salvo che la dimensione economica delle aziende agricole (che costituisce elemento di ammissibilità) verrà valutata sulla base del piano colturale che deve essere stato già presentato per l’annata agraria 2017. Il pacchetto di aiuti punta a incoraggiare l’imprenditorialità giovanile e a stimolare l’innovazione in agricoltura attraverso due distinte modalità di sostegno: un primo intervento, che può contare su un budget complessivo di 16,3 milioni di euro, consiste nell’erogazione ai giovani sotto i 41 anni che avviano un’azienda agricola di una somma una tantum, il cosiddetto “premio di primo insediamento”, pari in via ordinaria a 30mila euro, cifra che sale a 50mila euro nelle aree svantaggiate di montagna e in un ristretto numero di comuni del Delta del Po. In questo caso si tratta di un premio personale che può essere erogato a ciascun giovane che avvii una nuova impresa. Finanziati crescita e innovazione aziendale Accanto al premio di primo insediamento, i neoagricoltori potranno poi usufruire di contributi a supporto dei Piani di sviluppo aziendale. I fondi messi a disposizione per questa seconda tipologia di intervento – in cui rientrano l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, la ristrutturazione e/o costruzione di fabbricati e altri investimenti – ammontano nel complesso a 12,5 milioni di euro. Gli aiuti erogati dalla Regione possono arrivare sino al 50% delle spese ammissibili. Il pacchetto è destinato ad agricoltori che al momento della domanda abbiano meno di 41 anni. Tra le spese ammesse al contributo ci sono: quelle per investimenti realizzati sul territorio, come costruzione o ristrutturazione di immobili produttivi; miglioramenti fondiari; acquisto di macchinari e attrezzature per l’innovazione aziendale; impianti per la lavorazione o trasformazione dei prodotti; investimenti per la vendita diretta delle produzioni aziendali; onorari di professionisti e studi di fattibilità (entro il limite massimo del 10%); spese per programmi informatici, acquisizione di brevetti o licenze. MAGGIO/GIUGNO 2017 7

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Fatti GIOVANI IMPRENDITORI/2 Repetti «Così produco il latte per il Parmigiano Reggiano» Daniele Gianaroli a soli 23 anni sta realizzando a Pavullo (Mo) una stalla da un milione di euro, che a regime ospiterà 370 capi. «Non è facile, ma con passione e costanza si fa tutto» OTTAVIO REPETTI In epoca di bamboccioni e quarantenni che vivono ancora in casa dei genitori, un ventenne che investe un milione di euro in un’attività sua, senza avere alle spalle una vera tradizione di famiglia è, più che una notizia, un evento unico. Eppure è la storia di Daniele Gianaroli, che da un paio d’anni fa l’allevatore a tempo pieno a Pavullo, tranquillo comune sulle colline modenesi. Classe 1994, Gianaroli inizia a lavorare in agricoltura nel 2010, quando ha sedici anni. Per un paio d’anni è dipendente in un’azienda, ma evidentemente la sua aspirazione è diventare imprenditore. Tuttavia, alle spalle non ha, come tanti altri giovani agricoltori, un’azienda di famiglia, anche se il padre è comunque del settore, dal momento che lavora come casaro in un caseificio locale. Non avendo terreni propri, nel 2012, appena maggiorenne, va a lavorare nella piccola azienda agricola della zia – venti ettari e una stalla – e comincia a camminare con le proprie gambe. Più che camminare, a dire il vero corre, perché, tre anni dopo, rileva l’azienda della zia e ben presto le stalle da una diventano tre, per un totale di 220 capi, tra lattazione e rimon- ta, mentre gli ettari coltivati quintuplicano: da 20 a circa 100. È però una situazione al limite della sopportabilità, perché le tre strutture sono lontane una dall’altra e in parte ancora a stabulazione fissa. Daniele, per stare dietro a tutti gli animali, si alza ogni notte alle 2 e corre fino alla sera successiva. Matura così la decisione di fare il grande passo, realizzando un nuovo centro aziendale dove raggruppare tutti gli animali e poter finalmente lavorare con un minimo di organizzazione. La domanda di finanziamento Gianaroli si appoggia ai bandi del Psr della Regione Emilia-Romagna, più precisamente a quelli che stanziano fondi per il primo insediamento dei giovani agricoltori e a quelli per i piani di sviluppo aziendale. In tutto, l’investimento è di circa un milione di euro, con i quali realizzare una nuova stalla con vitellaia, zona rimonta e sala di mungitura. Un complesso che, una volta ultimato, ospiterà 370 capi, contro i 220 attualmente posseduti. «Arriveremo a regime nel giro di un anno o due – spiega – per il momento ci accontentiamo di aprire la prima 8 MAGGIO/GIUGNO 2017

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parte di stalla e trasferire qui tutti gli animali, cosa che dovrebbe avvenire a fine estate, visto che i lavori sono in fase già avanzata». Ancora pochi mesi, insomma, e le condizioni di lavoro miglioreranno nettamente. «Possiamo dire che l’impegno si dimezzerà, perché al momento, avendo la mandria distribuita in tre aziende, perdo parecchio tempo tra spostamenti e replica di alcune operazioni che potrei fare una volta sola. Con la nuova stalla, certamente non mi alzerò più alle due di notte, per fortuna». Una struttura moderna per una gestione tradizionale LA MANDRIA E I TERRENI La mandria di Daniele Gianaroli è composta, attualmente, da 220 capi, in larghissima maggioranza di razza Frisona. A fianco della stalla vi sono 100 ettari di terreno, per la maggior parte in affitto, coltivati a medica e, in parte minore, a cereali vernini: la prima utilizzata per l’alimentazione degli animali, gli altri venduti sul mercato. La resa produttiva delle vacche, ci spiega il giovane allevatore, è buona, con margini di crescita: «Siamo tra 27 e 28 litri per capo, in media. Però abbiamo buoni livelli di proteine e grassi e nessun problema sanitario». Il latte, vista la zona, è destinato alla filiera del Parmigiano e finisce nel caseificio sociale in cui lavora il padre. Gianaroli ha ovviamente realizzato una struttura in linea con la zootecnia moderna: stabulazione libera, doppia corsia di alimentazione a destra e sinistra del paddock, box per la vitellaia sul lato esterno e sala di mungitura 10+10 in parallelo. Una stalla comunque chiusa, tamponata e coibentata, ma gestita ancora secondo canoni tradizionali. Per esempio, il giovane allevatore ha scelto una mungitura tradizionale invece del più moderno robot, la cui diffusione va aumentando anche nel territorio d’elezione del Parmigiano Reggiano. «No, il robot non mi attira per niente, anche se molti colleghi mi dicono che sono pazzo a non volerlo. Eppure non ci vedo una grande utilità, visto che le vacche con poco latte non si fanno mungere spontaneamente, quelle malate devono essere curate individualmente… A questo punto preferisco mungere con la sala, dove in una volta sola faccio tutto». Anche quando la nuova stalla sarà a regime, la vita di Daniele sarà comunque diversa da quella dei suoi coetanei: una stalla da latte richiede infatti una presenza costante, 365 giorni all’anno, e una sveglia che suona poco dopo le 5 del mattino. Non è da tutti, insomma. Ciò nonostante, lui consiglierebbe questa strada a un giovane in cerca di lavoro. «A patto che abbia passione per quel che fa, naturalmente, perché non è un percorso facile: se non ci si crede, non si va lontano. Ma se un ragazzo ha voglia Repetti di darsi da fare e amore per gli animali, il lavoro in zootecnia non manca, tanto è vero che a me, come a molti colleghi, servirebbe personale e non riusciamo a trovare nessuno, nonostante lo stipendio sia di buon livello». Un buon inizio Bisogna tuttavia ricordare che cominciare da zero, senza una base di partenza, non è facile. Daniele l’ha fatto, però. «In realtà non sono partito completamente da zero: mia zia aveva un po’ di attrezzatura e io mi ero già fatto le ossa lavorando come dipendente. La cosa più importante è credere fortemente in quello che si fa e continuare per la propria strada nonostante le difficoltà. Io per il momento ci riesco e mi ritengo fortunato a fare questo lavoro». A 23 anni, Gianaroli è all’inizio della carriera, tuttavia si considera già arrivato a un buon punto e non pensa di fare ulteriori investimenti. Del resto, quello in via di conclusione non è di poco conto. «Arrivato a 370 animali mi fermo, perché avrò raggiunto la dimensione ideale». Non sono in previsione, al momento, nemmeno iniziative per accorciare la filiera o trasformare il prodotto. «Non è una strada che intendo seguire, almeno finché il prezzo del latte rimarrà quello attuale. Se dovesse scendere, si può pensare alla trasformazione, alla vendita diretta o a qualche altra soluzione». Daniele Gianaroli e, nella pagina a fianco, le moderne strutture della stalla che sta sorgendo a Pavullo (Mo) MAGGIO/GIUGNO 2017 9

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Fatti GIOVANI IMPRENDITORI/3 Repetti «Con questi macchinari farò ripartire l’azienda» Cristian Conti, 30 anni, di Imola, ha potuto attrezzare completamente la sua impresa a indirizzo frutticolo grazie alle misure del Psr per l’insediamento e lo sviluppo OTTAVIO REPETTI R itrovarsi con una quindicina di ettari di frutteto e nemmeno un attrezzo per lavorarli non è un problema da poco. Fortuna che, in casi come questo, ci sono i finanziamenti pubblici, che possono venire incontro alle esigenze dei nuovi agricoltori. È il caso di Cristian Conti, che si vedrà rimborsare una fetta consistente degli oltre 130mila euro spesi per farsi, da zero, un parco macchine completo e adeguato alle necessità di un’azienda a indirizzo frutticolo di questa ampiezza. Dall’officina ai campi Cristian Conti insieme ai genitori Prima di parlare dell’investimento, tuttavia, conosciamo meglio la storia di Cristian. Figlio di agricoltori, come tanti ragazzi dell’Imolese, in un primo tempo aveva preferito un lavoro come dipendente presso un’altra ditta. «L’azienda era piccola, circa 4 ettari, e quindi mi ero trovato un’occupazione come meccanico, in un’officina della zona», ci spiega. Tre anni dopo, quando ha 25 anni, decide tuttavia di tornare sui suoi passi: «L’azienda di famiglia era in difficoltà e in ogni caso mi sono reso conto che lavorare in proprio era ciò che avrei voluto fare fin dall’inizio, anche se è ovviamente più rischioso e impegnativo di un lavoro salariato», ci spiega. A partire dal 2012 quindi, Cristian coltiva frutta a fianco del padre. Passano altri due anni e decide di rilevarne l’attività, intestandosela, e di ampliarla, in modo da renderla redditizia per sé e per i genitori (anche la madre è impegnata nella ditta familiare). «A quei tempi avevamo circa 4 ettari di frutteto, in gran parte pesco, e nessun attrezzo, poiché facevamo parte di una società e le attrezzature erano in comune». Perché il frutteto potesse dar da mangiare a tutti, si doveva necessariamente ampliare, dunque. Cristian trova 3 ettari vicino a casa, altri li affitta, sempre nella zona. Arriva, superando le difficol- 10 MAGGIO/GIUGNO 2017

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tà dovute alla scarsità di terreni sul mercato, a quasi 15 ettari. Che, naturalmente, richiedono le giuste attrezzature per essere coltivati. Si profila dunque la necessità di fare un importante investimento ed è allora che Cristian decide di tentare la strada del bando Psr della Regione Emilia-Romagna, richiedendo il contributo per l’insediamento (Operazione 6.1.01) e anche l’aiuto agli investimenti (Operazione 4.1.02). «I soldi erano necessari perché, con l’ampliamento della superficie, ci servivano nuove attrezzature. In pratica, abbiamo acquistato l’intero parco macchine: dal trattore – un Goldoni Star 100 – al carro di raccolta, dall’atomizzatore alla botte per diserbo, passando per cimatrice, diradatrice, trinciasarmenti e un carrello elevatore che ci sta dando parecchie soddisfazioni». Essendo all’inizio dell’attività e avendola chiaramente ampliata, Cristian non ha avuto difficoltà nell’ottenere i finanziamenti: 30mila euro per la prima misura e il 50% dell’investimento relativo ai nuovi macchinari per quanto riguarda l’ampliamento. «In questo senso, i bandi sono stati molto utili, perché mi aiuteranno a pagare le attrezzature di cui avevo bisogno. Purtroppo i tempi sono sempre lunghi, per cui – quasi due anni dopo la concessione – ho avuto soltanto un anticipo sulla somma complessiva. Inoltre la burocrazia non è d’aiuto, vista la complessità della pratica da presentare. Se dovessi migliorare qualcosa, quindi, senz’altro mi impegnerei per velocizzare l’iter e soprattutto la concessione effettiva dei fondi». Nel solco della tradizione Arrivato a una dimensione aziendale soddisfacente, Cristian pensa ora a stabilizzarsi. «Non sto valutando, al momento, ulteriori ampliamenti, anche perché negli ultimi due anni abbiamo fatto un gran balzo. Inoltre, trovare terreni disponibili in questa zona non è facile e non voglio avere frutteti sparsi su un’area di decine di chilometri, con la necessità continua di spostarsi da un appezzamento all’altro e la conseguente perdita di tempo e denaro». Chi fa frutticoltura, sempre più spesso, cerca di accorciare la filiera, passando dal conferimento ai grossisti alla vendita diretta, almeno per una quota della produzione. Non è però il caso del giovane Conti: «Non credo che sia più il momento per certe soluzioni. Dieci anni fa, probabilmente, si poteva fare, ma ormai ci sono molte aziende che hanno preso questa strada e trovare spazio in un mercato già affollato non Repetti sarebbe semplice. Senza contare che per fare vendita diretta in modo serio la frutta non basta: si devono avere anche ortaggi, un tipo di produzione che richiede molta manodopera e che noi avremmo difficoltà a gestire con la nostra realtà aziendale». «In tema di cambiamenti – prosegue Conti – in futuro potremmo invece considerare qualche nuova varietà di frutta, ma sempre senza discostarci dalla tradizione imolese. Non, per esempio, noci o mandorle, ma prugne, mele o pere da aggiungere alle nettarine e alle albicocche, che al momento rappresentano il grosso della nostra produzione». Una fatica ripagata «Lavorare in campagna è impegnativo, ma offre soddisfazioni che altrove non si trovano», sostiene il giovane frutticoltore, 30 anni appena compiuti. In attività ormai da più di quattro anni, Conti ha una particolarità: ha provato, prima di dedicarsi all’azienda di famiglia, a fare un lavoro diverso. «Tuttavia alla fine sono tornato alla terra. Non soltanto per fare l’imprenditore, ma perché il lavoro in agricoltura è davvero ricco di soddisfazioni. Per questo lo consiglio a chi ha la mia età e sta ancora cercando la sua strada». Ovviamente, avere un punto di partenza aiuta molto. «È vero, io avevo un’azienda di famiglia, da cui iniziare. Ma si trattava di pochi ettari e soprattutto eravamo completamente privi di attrezzature, a parte un vecchio trattore con un’irroratrice antidiluviana. Quindi, in qualche modo posso dire di aver cominciato da zero e in questo senso i fondi del Psr mi sono serviti. Peccato, soprattutto, che arrivino dopo un po’ di attesa». Il nuovo carro di raccolta acquistato, insieme agli altri macchinari, con il contributo regionale MAGGIO/GIUGNO 2017 11

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Fatti RICOSTRUZIONE POST SISMA/1 Meridania Immagini Dell’Aquila L’agricoltura rinasce dalle macerie del terremoto A cinque anni dalle devastanti scosse del maggio 2012, che provocarono danni per 13 miliardi, prosegue l’opera di recupero per il settore primario, che non si è mai fermato GIANNI BOSELLI Scalere rialzate così da consentire la necessaria stagionatura delle forme di Parmigiano Reggiano. Stalle ad alta tecnologia affiancate, talvolta, da fienili che ritrovano, anche nella modernità degli interventi, l’antica fattezza. Acetaie dove le batterie di botti di Aceto balsamico tradizionale di Modena, tornate al loro posto, possono far dormire in tranquillità e invecchiare negli anni l’“oro nero”. Ma anche i casolari di campagna, il cuore delle aziende agricole emiliano-romagnole, ricostruiti oggi più belli e sicuri dopo le ferite inferte dal terremoto che cinque anni fa ha colpito duramente la terra d’Emilia. Due le scosse principali, devastanti, il 20 e il 29 maggio 2012, che investirono le province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, colpendo 54 comuni e i 4 capoluoghi, causando 28 morti e 300 feriti, con 45mila sfollati e 13 miliardi di danni. Il settore primario, anche nelle difficoltà in cui si è trovato dopo il terribile evento calamitoso, di fatto non si è mai fermato, pur avendo mol- 12 MAGGIO/GIUGNO 2017

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tissime strutture e ingenti quantità di prodotti danneggiati. La capacità imprenditoriale e la caparbietà degli imprenditori agricoli sono state, e sono tutt’ora, elementi sostanziali per la ricostruzione, che sta procedendo. Una ricostruzione che è da ricondurre a un percorso condiviso con le rappresentanze del mondo agricolo e che ha permesso di mantenere inalterata la qualità del paesaggio rurale. Il quadro degli interventi I numeri danno il senso di questa direzione di marcia virtuosa. In un quadro di ricostruzione delle imprese che vede complessivamente 3.218 concessioni di contributo, per un ammontare di 1 miliardo e 748 milioni, ben 1.143 riguardano aziende del comparto agricolo, per una richiesta di contributi di 546 milioni, di cui 202 già liquidati (Fonte Regione Emilia-Romagna: “2012-2017 L’Emilia dopo il sisma – Report su cinque anni di ricostruzione”, con dati aggiornati ad aprile 2017). Per quanto riguarda invece le abitazioni rurali, i cantieri conclusi sono stati quasi 700, mentre ne rimangono ancora aperti oltre 900, ai quali sono stati concessi 340 milioni di contributi. Per questi ultimi sono stati erogati, nei vari stati di avanzamento lavori, 138 milioni di euro. Inoltre nel settore agricolo, con l’attivazione della Misura 126 del Psr, sono stati concessi contributi per oltre 59 milioni di euro per interventi di ricostituzione dei beni mobili strumentali, come le attrezzature meccaniche, e per l’adeguamento antisismico dei fabbricati rurali. Le Regioni italiane del Centro Nord I NUMERI DELLA RIPARTENZA A cinque anni dal sisma oltre 14.700 famiglie sono rientrate nelle loro case (600 nell’ultimo anno): nove su dieci delle oltre 16.500 rimaste fuori dalle proprie abitazioni a causa del terremoto, con le restanti in affitto o che risiedono in altri alloggi, ricevendo per questo l’aiuto economico dalla struttura commissariale, e comunque tutte inserite in un percorso di rientro nelle proprie abitazioni. Nessuno risiede più nei prefabbricati: tutti i Map, i moduli abitativi provvisori, sono stati chiusi. Per la ricostruzione privata – case, uffici, negozi, imprese – sono stati concessi complessivamente contributi per 3,9 miliardi di euro, di cui 1,1 negli ultimi dodici mesi. Completati i lavori in 5.157 cantieri, con il ripristino di oltre 12.300 abitazioni e 3.500 attività commerciali. Ben 417 le scuole ricostruite o risistemate, 118 quelle realizzate ex novo, tutte in sicurezza sismica. Per il 60% dei progetti presentati relativi al patrimonio pubblico e ai beni storico-artistici i cantieri sono già avviati, mentre sempre nell’ultimo anno si è registrata una decisa accelerazione sui centri storici, dove è partita la metà dei cantieri. Infine, alla ricostruzione hanno lavorato, in 8 casi su 10, aziende emiliano-romagnole. E l’economia dell’area del cratere, in cui si produceva il 2% del Pil nazionale, non solo non si mai arrestata, ma ora è tornata a crescere a ritmi superiori rispetto a prima, con l’azzeramento, già dalla fine del 2014, del monte ore di cassa integrazione utilizzato dopo le scosse e un tessuto produttivo più sicuro e ancor più competitivo. hanno devoluto a titolo di contributo di solidarietà all’Emilia-Romagna il 4% della quota di risorse dei tre fondi previsti per la programmazione 2013 di ciascuna Regione. Il totale delle risorse – tra Fondo europeo di sviluppo regionale (Fse), Fondo sociale europeo (Fesr) e Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rura- Nella pagina a fianco, a sinistra, gli effetti del sisma del 20 maggio 2012 nel Caseificio sociale La Cappelletta di San Possidonio (Mo); a destra, le scalere ricostruite nel magazzino del Caseificio Razionale Novese (Mo), gravemente danneggiato dalla scossa del 29 maggio A sinistra, fienile ricostruito dopo il sisma. Con le risorse del Psr sono stati incentivati, tra l’altro, l’ammodernamento delle aziende agricole e l’adeguamento antisismico dei fabbricati Villani MAGGIO/GIUGNO 2017 13

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Fatti RICOSTRUZIONE POST SISMA/1 Ufficio stampa Presidenza Repubblica MATTARELLA ELOGIA L’EMILIA-ROMAGNA Una ricostruzione «di grande successo», un «messaggio di speranza nella vita e nel futuro», un modello con «standard avanzati da estendere al resto del territorio». Queste le parole usate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della sua visita, il 29 maggio scorso, nelle zone terremotate dell’Emilia-Romagna. Mattarella, accolto dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini (al centro nella foto), e dalle autorità locali, ha presenziato all’inaugurazione della Scuola della musica di Pieve di Cento (Bo) e ha partecipato a un convegno su scuola e ricostruzione nel nuovo polo scolastico di Mirandola (Mo). «Voglio dire grazie al Presidente della Repubblica per la presenza nei luoghi del cratere – l’ha salutato il presidente Bonaccini – ii nostro primo pensiero va a coloro che persero la vita cinque anni fa e ai loro familiari». le (Feasr) – ammonta a 176,2 milioni di euro, di cui 99,2 milioni dal Programma di sviluppo rurale (Feasr). Con le risorse del Psr si sono incentivati l’ammodernamento delle aziende agricole, l’accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali, la ricerca e l’innovazione, il ripristino del potenziale produttivo e l’adeguamento antisismico degli immobili. Per quanto riguarda la distribuzione degli investimenti complessivi attivati dal Psr per tipologia, il 3,6% ha riguardato i miglioramenti fondiari e le piantagioni agricole; il 61% impianti, macchinari e attrezzature; il 25,4% fabbricati e strutture; il 6,9% gli interventi di adeguamento antisismico; il 3,1% investimenti immateriali e spese generali; lo 0,1% le scorte. Al via il bando Inail A maggio 2017 ha inoltre preso il via il quinto bando per richiedere i contributi del fondo Inail al quale possono partecipare imprese con sede nell’area del sisma che presentino carenze strutturali nei capannoni e per le quali occorre aumentare la sicurezza. Il bando, per la prima volta, è aperto anche alle imprese del settore agricolo e agroalimentare. La misura è contenuta nell’ordinanza numero 13/2017 del presidente della Regione Emilia-Romagna e commissario delegato alla ricostruzione, Stefano Bonaccini, che fissa al 16 ottobre 2017 il termine per presentare le domande, che dovranno essere inoltrate tramite la piattaforma “Sfinge”. Le imprese agricole e agroalimentari potranno accedere ai contributi secondo le condizioni previste dalla normativa comunitaria sulla concorrenza. Complessivamente, sulla dotazione messa a disposizione da Inail, alla fine dello scorso mese di maggio si sono registrate quasi 1.800 domande, mentre sono stati concessi contributi per oltre 40 milioni di euro a 1.143 imprese. 14 MAGGIO/GIUGNO 2017

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Fatti RICOSTRUZIONE POST SISMA/2 Quattro storie per raccontare la forza di un territorio Latteria Tullia, Acetaia del Cristo, aziende Golinelli e Pivetti: parlano alcuni imprenditori protagonisti della ripresa di un settore chiave dell’economia regionale Trentanovemila forme di Parmigiano Reggiano riversate al suolo dopo che la seconda scossa di terremoto, quella delle ore 13 del 29 maggio, aveva abbattuto le 39 scalere del magazzino in cui erano riposte. «A ripensarci mi viene ancora il nodo in gola», racconta il responsabile amministrativo della Latteria Tullia di Rolo (Re), Mauro Trevisi. «Tante le difficoltà,ma ora siamo di nuovo in piedi» «La cosa più importante – aggiunge – è che da noi non si è fatto male nessuno. La nostra fortuna fu anche che la struttura della latteria, dove si trasforma il latte conferito dai soci e si produce il Parmigiano, non aveva subito danni per il sisma; quindi abbiamo potuto continuare a ritirare e lavorare il latte. Ma il magazzino, dove il formaggio viene messo a stagionare dopo circa 25 giorni di salamoia, non era utilizzabile e questo è stato il vero problema». Le difficoltà non sono certo mancate in questi anni, «soprattutto a causa della burocrazia – dice Trevisi – ma l’Emilia ha avuto una marcia in più rispetto alla Lombardia, dove vivo e sono vice sindaco di Moglia, nel Mantovano, uno dei comuni lombardi più danneggiati. Mentre qui in Emilia-Romagna la ricostruzione dei capannoni e delle abitazioni è stata ultimata al 90%, noi lombardi siamo ancora indietro parecchio. L’errore forse fu di non nominare un unico commissario per tutto il territorio colpito dal sisma del 2012, come accaduto invece lo scorso anno in Centro Italia». Per prima cosa, alla Latteria Tullia si partì con il trasferimento delle forme fresche fuori sale in magazzini disponibili anche fuori provincia e regione, grazie a una deroga al disciplinare di produzione ottenuta, vista la situazione di emergenza, dal Consorzio di tutela del Parmi- Trevisi giano Reggiano in accordo con la Ue, e con una vendita di solidarietà delle forme in buone condizioni. «Riuscimmo a recuperare parte delle forme cadute in magazzino – ricorda Trevisi – grazie al lavoro dei volontari dei Vigili del Fuoco arrivati dal Trentino a cui la Regione inviò la richiesta di aiuto. Attendemmo 7-8 giorni prima di avere l’autorizzazione e iniziare i lavori: giorni di angoscia e dispiacere nel vedere il lavoro di oltre un anno e mezzo andare distrutto a terra, sotto il sole. Di allora ricordo la solidarietà, che fu grande. Veder lavorare al nostro fianco tanti volontari che da tutte le valli del Trentino, prendendosi una settimana di ferie, sono venuti a darci una mano, ci ha commossi e ha dimostrato una volta in più che gli italiani, nel momento del bisogno, sanno esprimere la loro generosità e solidarietà». E poi la ricostruzione vera e propria: «Fortunatamente eravamo assicurati e ottenemmo subito un acconto sui danni e poi la liquidazione ai primi di febbraio 2013. L’acconto ci ha permesso di iniziare subito i lavori di ricostruzione e messa in sicurezza antisismica del magazzino e di BARBARA GALZIGNA Mauro Trevisi, nel magazzino della Latteria Tullia di Rolo (Re), mostra l’edificio distrutto dopo il sisma del 2012 MAGGIO/GIUGNO 2017 15

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