Giornale del Teatro di Roma Stagione_2017_2018

 

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La programmazione teatrale del Teatro Argentina e del Teatro India 2017/2018

Popular Pages


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TEATRO NAZIONALE direttore ANTONIO CALBI 17.18stagione foto Achille Le Pera IL TEATRO È UGUALE PER TUTTI

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L’ACCADEMIA FILARMONICA ROMANA ALL’ARGENTINA TEATRO ARGENTINA giovedì 25 gennaio 2018 LA SETE DI CHRISTO (1683) oratorio di Bernardo Pasquini Francesca Aspromonte Francisco Fernandez Rueda Luca Cervoni e Mauro Borgioni solisti Concerto Romano Alessandro Quarta direzione giovedì 1 febbraio 2018 ENRICO PIERANUNZI SUONA DOMENICO SCARLATTI SUGGESTIONI E IMPROVVISAZIONI Enrico Pieranunzi pianoforte giovedì 8 febbraio 2018 CONCERTO DE’ CAVALIERI Andrea Di Mario tromba Ensemble Concerto de’ Cavalieri Marcello De Lisa direttore musica di Corelli, Händel Torelli, Vivaldi giovedì 15 febbraio 2018 KHATIA BUNIATISHVILI Khatia Buniatischvili pianoforte musica di Brahms, Čajkovskij/Pletnev, Liszt e Stravinskij/Agosti giovedì 1 marzo 2018 SOL GABETTA Sol Gabetta violoncello Bertrand Chamayou pianoforte musica di Brahms e Šostakovič giovedì 8 marzo 2018 HISTOIRE DU SOLDAT ADIEUX À LA GUERRE Peppe Servillo voce Ensemble Roma Sinfonietta Fabio Maestri direttore musica di Panni, Petrassi e Stravinskij in coproduzione con Roma Sinfonietta domenica 11, 18, 25 marzo giovedì 15, 22 marzo 2018 FOCUS BAUDELAIRE ciclo di cinque concerti dedicati alle lettura integrale de I fiori del male di Charles Baudelaire nella traduzione italiana Nicola Muschitiello (Edizioni Rizzoli, BUR) Nicola Muschitiello voce recitante Roberto Prosseda pianoforte musica di Beethoven, Chopin, Liszt in coproduzione con Teatro di Roma - Teatro Nazionale giovedì 12 aprile 2018 MAXIM VENGEROV Maxim Vengerov violino Roustem Saitkoulov pianoforte Integrale per violino e pianoforte di Brahms GIOVEDÌ ORE 21.00 / DOMENICA ORE 11.00 www.filarmonicaromana.org

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ASSOCIAZIONE TEATRO DI ROMA Gentile Lettore, Caro Spettatore del Teatro di Roma, // 3 CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Presidente Emanuele Bevilacqua Consiglieri Anna Cremonini, Cristina Da Milano Nicola Fano, Raffaele Squitieri COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI Presidente Giuseppe Signoriello Membri effettivi Sara Mattiussi, Gian Piero Rinaldi Membri supplenti Adelina Di Pietro, Emma Pagliuca Segreteria di Presidenza e Organi collegiali Mariella Paganini DIRETTORE GENERALE E ARTISTICO Antonio Calbi Assistente del Direttore Paola Macchi Segreteria di Direzione Monica Pescosolido Giovanna Princiotta Produzione Carolina Pisegna, responsabile Elena Carrera, Simona Patti Programmazione Floriana Pistoni, responsabile Laura Taramelli Attività Culturali e Internazionali, Centro Studi e Documentazione, Scuola di Teatro e Perfezionamento Professionale Sandro Piccioni, responsabile Silvia Cabasino, Catia Fauci Ufficio Stampa Amelia Realino Maresa Palmacci Comunicazione, Promozione e Marketing Paola Folchitto, responsabile Federica Cimmino, Valeria Daniele Chiara Petternella, Cristina Pilo Maria Rosaria Russo, Roberta Urbani Servizi Amministrativi e Finanziari Patrizia Babusci, responsabile Roberto Maria Capilupi Laura Ferrazza, Daniela Lancia Luciana Liberatore, Rita Milone Personale e Risorse Umane Enrico Olla, responsabile Ombretta Conte, Giovanni Galletti Roberto Tancredi Referente Teatro India Walter Marsilii Settore Tecnico e Allestimenti Giovanni Santolamazza, responsabile Claudio Beccaria, vice responsabile Marcello Aiello, Antonio Borrelli Andrea Brachetti, Dario Ciattaglia Vincenzo Lazzaro, Marco Maione Massimo Munalli, Sandro Pasquini Massimiliano Pischedda Emiliano Simonelli Alessandro Sorrenti Sale Teatrali Maurizio Todaro, responsabile Ester Albanese, Lea Blasi Claudia Consorti, Barbara Palombi Valerio Schiavi Servizio Prevenzione e Protezione Mauro Fiore, responsabile Piero Balistreri, Gregorio Clementini Marco Venturi Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli Roberto Gandini, coordinatore artistico Giorgio Lourier Foto di copertina di Achille Le Pera. Dallo spettacolo Ragazzi di vita diretto da Massimo Popolizio e prodotto dal Teatro di Roma Teatro Nazionale. Questo magazine è stato stampato nel mese di giugno 2017. Vi hanno contribuito tutti gli uffici del Teatro di Roma. Redazione Amelia Realino e Maresa Palmacci. Impaginazione Chiara Petternella. dopo "Cantiere Roma Italia", "Teatro. Dunque sono", "Umanità in movimento", il motto che ci guida quest’anno è Il teatro è uguale per tutti. Esattamente come dovrebbe essere la Legge. Ci piace perseguire, con maggior forza, il senso di un Teatro che sia agorà civile e culturale, un Teatro aperto a tutti, che sia spazio della Democrazia delle Arti, e attraverso di esse – che sul palcoscenico sono abituate a dialogare da sempre –, assurgere a Democrazia davvero partecipata, di pensieri, sentimenti, utopie, sguardi rivolti alla Storia, e dunque alla Memoria. Teatro come parlamento sociale; dove le vite di artisti e spettatori dialogano nel tempo e nello spazio del qui e ora; dove gli autori e i registi indagano la realtà, ponendoci domande, dischiudendo nuove prospettive, perlustrando e facendo affiorare dalle pieghe più nascoste le verità dei fatti, delle cose, dei sommovimenti dell’animo umano, delle nostre esistenze, dei diversi capitoli della Storia che abbiamo alle spalle. Ma è soprattutto il presente il soggetto primo degli spettacoli della nuova stagione, anche quando il titolo ci arriva da lontano, nel tempo o da altre geografie. La lezione dei maestri, innanzitutto, da non considerare per forza gerarchicamente sopra ai nuovi arrivati o ai nuovi approdi dei registi dell’età di mezzo, bensì gli uni a fianco agli altri, strade parallele o che si intrecciano, egualmente importanti. Stein, Strehler, Wilson; Avogadro, Barberio Corsetti, Brie, Castellucci, Comencini, Giordano, Lievi, Maccarinelli, Martone, Popolizio, Tiezzi, Santagata, Vetrano e Randisi; la “scuola romana” rappresentata da Riccardo Caporossi, Pippo Di Marca, Amedeo Fago, Marco Lucchesi; e poi Arcuri, Cruciani, Danco, Dante, Di Florio, Longhi, Muscato, Sinigaglia, e Alessandro Serra in veloce ascesa, fino ai nuovissimi su cui investiamo: Giacomo Bisordi, Luca Brinchi e Daniele Spanò, Jacopo Gassmann, Clara Gebbia, Tindaro Granata, Massimo Di Michele, Fabio Morgan, Fabrizio Pallara, Tiziano Panici, Giorgina Pi, Luca Ricci, Reparto Amleto di un gruppo di allievi della Silvio d’Amico, freschi di diploma ma già furiosi con grazia, in un Teatro India che aspira a crescere ancor più come factory del Teatro del Futuro. La nuova stagione del Teatro di Roma – Teatro Nazionale, la quarta della nostra direzione, si caratterizzata per la continuità con i princìpi che ci hanno guidato fin qui: attenzione alla migliore tradizione, un’ampia e doverosa perlustrazione nel teatro contemporaneo e nella drammaturgia del presente (più di 100 gli autori viventi messi in scena fra il 2014 e il 2017), i progetti speciali, i ritratti d’artista, gli omaggi: ieri a Pasolini o Ronconi, oggi a Strehler e Aldo Moro. I sipari aperti sulla Storia: dalla Rivoluzione Francese di Martone della stagione scorsa a quella Russa, ripercorsa in quattro puntate da Ezio Mauro, alla Riforma Luterana di 500 anni fa, alla Memoria dell’Olocausto, ai nostri “anni di piombo”, fra stragi, rapimenti eccellenti, ragazzi nel pieno della giovinezza ammazzati per strada. Abbiamo cercato spettacoli che riverberassero di senso etico, sociale, storico, perché è di questo che abbiamo bisogno: di comprendere cosa ci sta accadendo e come affrontare le nuove sfide, le nuove tragedie, nelle quali siamo immersi, e come impegnarci tutti a immaginare e costruire un futuro diverso. “Il futuro ha un cuore antico”, è il claim della stagione allestita per i più piccoli: è il titolo di un libro di Carlo Levi, pregno di speranza oltre che di poesia. La tradizione del nuovo. Abbiamo cercato un nuovo equilibrio fra tradizione e innovazione: da una parte scegliendo il meglio della tradizione, con allestimenti di qualità e originali, dall’altra i capitoli di una “tradizione del nuovo”, se così possiamo dire, ovvero novità drammaturgiche, registiche, interpretative in coerenza con le linee editoriali che andiamo perseguendo. Tutto questo anche in ossequio a quanto richiesto dal DM Franceschini del 1° luglio 2014, in relazione allo statuto di Teatro Nazionale che ci piace onorare su ogni fronte: produttività, qualità, ricambio generazionale, multidisciplinarietà, continuità di aperture delle nostre sale (11 mesi all’anno), rischio culturale, allargamento del pubblico, in particolare verso i più giovani. Il sipario si alzerà circa 550 volte su un cartellone di 72 proposte complessive, composto da 24 produzioni - 14 nuove produzioni, 8 coproduzioni, 2 riprese - con più di 60 autori viventi messi in scena; 64 registi e quasi 300 interpreti: numeri che posizionano il Teatro di Roma fra i teatri principali della Nazione. I titoli che compongono la stagione sono, come consuetudine di questi anni, raggruppabili in sezioni o capitoli che vanno a comporre un cartellone

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4 // ragionato nel quale lo spettatore può configurare i propri percorsi, in base alle proprie sensibilità e interessi, facilitato dalle nostre Libertine Card che così tanto successo hanno ottenuto dal loro varo nella stagione 2014/2015. Si è detto essere tre i maestri protagonisti della scena internazionale che segnano la stagione: Peter Stein, Bob Wilson, Giorgio Strehler. Di Stein presentiamo Riccardo II di Shakespeare, con gli attori che da anni lavorano con lui e in gran parte già protagonisti del nostro Der Park (2015), e con Maddalena Crippa nei panni di questo re che ascende al trono, vive congiure e lotte di potere, fino alla carcerazione e alla sua uccisione. Siamo particolarmente orgogliosi di accogliere al Teatro India la linearità visionaria di Wilson (col quale abbiamo in cantiere un altro progetto nel prossimo futuro), questa volta dedicata a un testo di Heiner Müller, Hamletmachine, in Italia già portato in scena in una bella edizione da Federico Tiezzi e Sandro Lombardi (1990). La macchina di Amleto di Müller-Wilson è animata dagli allievi diplomandi dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, con la quale apriamo un percorso comune, sposando le nostre specifiche missioni: da una parte l’alta formazione, dall’altra aprire le porte del futuro agli aspiranti registi, attori, autori. A vent’anni dalla improvvisa scomparsa di Giorgio Strehler, nella notte di Natale del 1997, lo omaggiamo riportando sul palcoscenico dell’Argentina uno degli allestimenti più celebri del Piccolo Teatro, da lui fondato 70 anni fa con Paolo Grassi: Arlecchino servitore di due padroni, nella versione curata dal suo interprete di sempre, Ferruccio Soleri, entrato nel Guinness dei Primati per aver offerto la sua arte per una intera vita alla celebre maschera goldoniana. Teatro Argentina. La stagione si apre e si chiude con due nuovi “ritratti teatrali”. Dopo Ritratto di una Capitale – Ventiquattro scene di una giornata a Roma (novembre 2014 e dicembre 2015), ecco Ritratto di una Nazionale – L’Italia al lavoro, un progetto speciale MiBACT. Con la cura e la regia di Fabrizio Arcuri, comporrà un nuovo affresco corale e multidisciplinare, questa volta dedicato al nostro Paese, con 20 pièce teatrali commissionate ad altrettanti autori, uno per ciascuna Regione italiana, cui abbiamo chiesto di indagare il tema del lavoro, tema espresso in diversi articoli della nostra Costituzione a partire, emblematicamente, proprio dall’articolo 1: “L’Italia è una Repubblica Democratica, fondata sul lavoro”. Quest’anno saranno presentati i primi tasselli di questo originale formato, in forma di puzzle, montati fra loro in un unicum, grazie al lavoro del dramaturg Roberto Scarpetti, alla colonna sonora live dei Mokadelic, al set virtuale di Luca Brinchi e Daniele Spanò. Nel 2018 saranno messi in scena gli altri brevi spettacoli (30 minuti ciascuno), che saranno poi composti insieme ai pezzi della prima parte nell’affresco teatrale finale della durata di 12 ore: esso sarà presentato al pubblico, magari nell’arena all’aperto del Teatro India (col suo paesaggio di archeologia industriale), dapprima diviso in 2 parti, di 6 ore ciascuna, dal tramonto alla notte, e poi nel suo insieme nella forma della vera e propria maratona, già sperimentata con successo in Ritratto di una Capitale. Se Ritratto di una Nazione apre la stagione a settembre 2017, a giugno 2018, in chiusura, presenteremo un nuovo affresco teatrale di Roma, Ritratto di una Capitale – Trittico delle corrispondenze: la prima parte sarà composta da una selezione di lettere scritte alla Capitale da allievi di licei e istituti superiori della città, sulla Roma che vorrebbero; la seconda parte è invece una creazione della Compagnia Menoventi, Ascoltate! Cartoline a Roma, montaggio di messaggi firmati dalle migliaia di turisti stranieri che ogni anno la visitano, cui sono intrecciati brevi testimonianze di artisti e letterati del passato, in visita alla Città Eterna; infine, a siglare l’opera, riproporremo Alla città morta – Prima Epistola ai Romani di Elvira Frosini e Daniele Timpano, tassello già applaudito nel primo Ritratto di una Capitale. Il nuovo Ritratto prevede, inoltre, la partecipazione in forma di cameo di un cittadino o cittadina romana di fama popolare, diversi per ciascuna replica, cui verranno poste alcune domande sulla città alle quali questi ospiti d’eccezione risponderanno in diretta. Dopo Emilia, ecco il ritorno di Claudio Tolcachir, regista e autore argentino, con Il caso della famiglia Coleman, uno degli spettacoli che lo ha fatto conoscere nel mondo, ospitalità internazionale del nostro cartellone, insime a Profumo di Corea. A seguire Bestie di scena di Emma Dante: una creazione della quale sono nuovamente protagonisti i corpi, questa volta un piccolo popolo nudo, in un sabba struggente, quasi privo di parola, che apre nuovi orizzonti alla origi- nale ricerca della regista palermitana, fedelissima a se stessa, eppure in movimento e felicemente creativa. Torna, rigenerato, uno degli spettacoli cult degli ultimi decenni, Copenaghen di Michael Frayn, con un trio d’eccezione di protagonisti: Umberto Orsini, Giuliana Lojodice, Massimo Popolizio, diretti da Mauro Avogadro, una coproduzione Teatro di Roma, Compagnia Orsini, CSS di Udine. È la volta, poi, della nostra produzione di punta del 2017, Re Lear di Shakespeare, diretto da Giorgio Barberio Corsetti, con Ennio Fantastichini protagonista, in coproduzione con il Biondo di Palermo: una creazione impegnativa di un regista romano di fama europea, specialista nel dar vita a spazi diversi, che seguiamo dai suoi esordi e che torna dopo molti anni sul grande palcoscenico vuoto del Teatro Argentina. Segue un altro Shakespeare, il citato Riccardo II, diretto da Stein, spettacolo rappresentato al Teatro Nazionale (in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma). Rivisitazioni shakespeariane sono pure Macbettu, plumbeo affondo nell’ossessione del potere, di poche azioni e di rare parole, ambientato in una Barbagia tombale e silentemente feroce. Impreziosisce il percorso intorno a Shakespeare la riscrittura di Amleto di Müller, nella versione citata di Wilson. Per le feste natalizie torna a grande richiesta la vitalità irrefrenabile e poetica di Ragazzi di vita, dal primo romanzo di Pasolini, in una stupefacente messa in scena di Massimo Popolizio, una delle nostre produzioni di maggior successo e cui teniamo in particolar modo: tre settimane al Teatro Argentina, per poi portare la sua pura teatralità in tournée nelle maggiori città italiane (da gennaio 2019). A seguire una coproduzione con Ert e il Stadttheater di Klagenfurt, Austria: Il giorno di un Dio, scritto e diretto da Cesare Lievi, in occasione dei 500 anni della Riforma di Lutero; lo spettacolo, con scenografie di Maurizio Balò, vede in scena un cast misto di interpreti tedeschi e italiani. Come omaggio a Umberto Eco, fra i grandi del Novecento italiano e non solo, ecco Il nome della rosa, uno dei romanzi più celebri al mondo, adattato per il palcoscenico da Massini e diretto da Leo Muscato. Ѐ il secondo romanzo, dopo Ragazzi di vita, che viene adattato per la scena, nella nuova stagione. Ma non c’è due senza tre. Dostoevskij ha addirittura un trittico tutto per sé: Delitto e castigo, con adattamento e regia del russo Konstantin Bogomolov, I malvagi diretto e interpretato da Alfonso Santagata, che ritorna a India dopo molti anni, e Ivanov, con Fausto Russo Alesi (già nostro Enea), diretto da Serena Sinigaglia. Per i 150 anni dalla nascita di Pirandello, proponiamo Sei personaggi in cerca d’autore, con protagonista Eros Pagni e regia di Luca De Fusco. Cuore del percorso "Anatomia del potere", è Antigone, nostra produzione, firmata da Federico Tiezzi, con Lucrezia Guidone, Antigone, Sandro Lombardi, Creonte, e Francesca Benedetti nei panni di Tiresia, una edizione ambientata nella stessa monumentale scena del Calderón di Pasolini, diretto sempre da Tiezzi (Premio Ubu 2016 per la migliore regia), adattata questa volta a obitorio. Mentre a India presentiamo Emone, originale riscrittura di Antonio Piccolo da Sofocle, dedicato a questo personaggio minore della tragedia, figlio di Creonte e promesso sposo di Antigone. Di Eduardo, che ha sempre impreziosito i nostri ultimi cartelloni (Natale in casa Cupiello, diretto da Latella, Le voci di dentro con i fratelli Servillo, Non ti pago, ultima regia di Luca De Filippo; nell’attesa di accogliere, a Natale 2018, Questi fantasmi, diretto da Marco Tullio Giordana, sempre con la Compagnia Luca De Filippo), ecco una particolare versione del Sindaco del Rione Sanità, diretta da Mario Martone, con una compagnia tutta speciale composta di interpreti affermati e di altri al loro debutto, nata al Nest – Napoli Est Teatro, vivace teatrino nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Uno spettacolo di energia pura, per l’originalità della direzione registica, per il linguaggio eduardiano insufflato di presente, per l’interpretazione inedita del protagonista, un Francesco Di Leva di età più giovane rispetto al canone eduardiano. Il potere è osservato, da sempre e nei modi che gli riconosciamo, anche da Romeo Castellucci, che torna all’Argentina con la sua ultima creazione, Democracy in America da Tocqueville: visionario e inquietante come sempre, e ancor più questa volta, nella forma aperta di un’opera che monta scene e visioni ipnotiche, cifra di questo artista puro e irriducibile. Di Strehler e del Piccolo Teatro si è già detto. Ci piace anticipare che stiamo costruendo un omaggio che prevede anche una serata d’onore per Ferruccio Soleri e una per Giulia Lazzarini, con la quale rivedremo insieme su grande schermo la registrazione televisiva di Carlo Battistoni della mitica Tempesta, nella quale l'attrice danzava nell'a-

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// 5 ria nelle vesti velate di Ariel: lo spettacolo debuttò lo stesso giorno del rapimento di Aldo Moro, il 16 marzo 1978; Giancarlo Dettori ripercorrerà i suoi 40 anni di lavoro con il regista; omaggeremo anche Fiorenzo Carpi, autore delle musiche di tanti spettacoli di Strehler, così come i due scenografi con i quali ha operato, Luciano Damiani e Ezio Frigerio. Ad Aldo Moro, rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo e il cui corpo senza vita fu ritrovato il 9 maggio 1978, dopo 55 giorni di prigionia, in via Caetani, a pochi passi dal Teatro Argentina, sarà dedicata una giornata di proposte, lunedì 7 maggio 2018, a 40 anni dalla sua tragica morte, con una maratona nella quale si susseguiranno Corpo di Stato di e con Marco Baliani, Moro: i 55 giorni che cambiarono l’Italia di e con Ulderico Pesce, Aldo Morto di e con Daniele Timpano, la proiezione dei film di Marco Bellocchio Buongiorno notte, con Roberto Herlitzka, Il caso Moro di Giuseppe Ferrara, Piazza delle Cinque Lune di Renzo Martinelli, e l’opera contemporanea di Filippo Del Corno (2008), Non guardate al domani, dalle lettere di Aldo Moro inviate dalla sua prigionia, realizzata con l’ensemble Sentieri Selvaggi. La classe operaia va in Paradiso è lo spettacolo che approfondisce ulteriormente, attraverso il teatro, il tema del lavoro (vedi Ritratto di una Nazione): tratto dalla sceneggiatura del film di Petri (1971), è una regia del nuovo direttore di Ert – Emilia Romagna Teatro, Claudio Longhi, con drammaturgia di Paolo Di Paolo e Lino Guanciale protagonista (già in scena nel nostro Ragazzi di vita). E dopo gli operai, ecco nientepopodimeno che il palcoscenico di Argentina invaso dal Capitale di Marx, un progetto speciale MiBACT diretto da Marco Lucchesi, per i 150 anni dalla sua pubblicazione (1867). Teatro India: investiamo sul teatro del futuro. Il 6 settembre prende il via la programmazione con le proposte del festival Short Theatre, cui seguono gli ultimi due titoli della nostra rassegna "Il teatro che danza", con coreografie di Silvia Rampelli e Enzo Cosimi; quelle di Garofano Verde, sui temi della pluralità dei sentimenti e della sessualità, e di Romaeuropa Festival. dEVERSIVO è la nuova creazione, da noi prodotta, di Eleonora Danco, autentica irregolare della scena e ora anche del cinema, autrice e attrice che siamo certi ci sorprenderà ancora una volta. Per la sezione "Il teatro delle lingue. Le lingue del teatro", oltre al veneziano di Goldoni e al napoletano di Eduardo, ecco una “dedica” al palermitano Franco Scaldati, con un dittico diretto e interpretato da Enzo Vetrano e Stefano Randisi: Ombre folli e Totò e Vicé. Ѐ, inoltre, in programma un convegno realizzato in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma. Alla Sardegna è dedicato un trittico: il citato Macbettu, all’Argentina, Quasi Grazia di Marcello Fois sulla figura di Grazia Deledda, interpretata in scena da Michela Murgia, anche autrice di Accabadora, con Monica Piseddu, un dittico, quest’ultimo diretto da Veronica Cruciani. Fino al napoletano reiventato in modo sorprendente da Antonio Piccolo per il suo Emone. E di lingue diverse, per indole poetica e provenienza geografica, si compone il Padiglione Verdastro, che l’attore romano "abita" dando voce a Nino Gennaro, Gadda, Petrolini, Penna, Petronio. Per la sezione "Il dovere della memoria", riproponiamo Tante facce nella memoria sull’eccidio delle Ardeatine, regia di Francesca Comencini; coproduciamo Il coraggio di dire no, su Giorgio Perlasca, scritto e interpretato da Alessandro Albertin; presentiamo anche per i più giovani Shoah, frammenti di una ballata, di e con Fabrizio Saccomanno, mentre il monologo su Primo Levi, da noi prodotto, con Jacob Olesen, è al Teatro Argentina. Torna in scena, per ricordarla, 60 anni dopo, la Primavera di Praga, di e con Jitka Frantova. Un "Dittico dei Lumi" apre il sipario su Casanova e su Mozart: il primo con Sandro Lombardi e il secondo con Giuseppe Cederna. Ritorna Dieci storie proprio così, il progetto di Giulia Minoli e Emanuela Giordano, itinerante per la penisola, alla sua terza versione, sui temi della legalità, delle mafie e della corruzione: un progetto destinato ai futuri cittadini di una Nazione infettata dal malaffare. Geppetto e Geppetto di Tindaro Granata, autore, interprete e regista, è uno spettacolo dedicato alle nuove famiglie, in questo caso una coppia di uomini che diventano padri. Mentre Mi sa che fuori è primavera, dal testo di Concita De Gregorio, porta in scena il dramma di una famiglia implosa: un fatto di cronaca, quello di un marito che fugge via da casa con le due piccole figlie e che si uccide non lasciando traccia alcuna delle due bimbe. Ѐ la confessione della madre alla giornalista e scrittrice che ha colpito Giorgio Barberio Corsetti muovendolo a farne un dolente monologo. Nel corpus dei “ritratti di famiglia” ecco anche Pouilles – Le ceneri di Taranto di e con Amedeo Fago. Per gli 80 anni di Caryl Churchill produciamo, con Sardegna Teatro e Bluemotion/Angelo Mai, Settimo cielo, diretto da Giorgina Pi, una regista che si sta rivelando di bella autoralità e sulla quale ci piace puntare. A far coppia con Copenaghen, ecco La domanda della Regina di Giuseppe Manfridi e il fisico Guido Chiarotti, diretto da Piero Maccarinelli, in un dittico dedicato alla scienza. Già in cantiere dal 2015, prende finalmente forma scenica Disgraced di Ayad Akhtar, Premio Pulitzer 2013, tradotto e diretto da Jacopo Gassmann: tesa osservazione delle relazioni fra i sessi, amori, amicizie, rivalità, in una seduta a cena con in tavola più religioni. Se Viva l’Italia – Le morti di Fausto e Iaio, che riprendiamo in coproduzione insieme al Teatro dell’Elfo di Milano, ricorda, a 40 anni di distanza, l’omicidio dei due giovani militanti del Leoncavallo a Milano, mentre si consumava il sequestro Moro, Echoes di Henry Naylor ci porta ai nuovi terrorismi di oggi, con protagoniste due giovani mogli della Jihad, Francesca Ciocchetti e Federica Rosellini, dirette da Massimo Di Michele (regista che ci ha regalato una scoppiettante versione del Funerale del padrone di Fo con gli allievi della nostra scuola di specializzazione). Mentre La lotta al terrore di Lucia Franchi e Luca Ricci ci porta la violenza della deriva islamica direttamente in casa nostra. Emone è la rivelazione come drammaturgo di un attore napoletano che riscrive l’Antigone (in doppio con la messa in scena all’Argentina di Tiezzi), con una lingua di nuovo conio, quasi un omaggio a Basile, portata ai nostri tempi, vincitore della prima edizione del Premio Platea e in pubblicazione presso Einaudi. Il tandem di videoartisti Luca Brinchi e Daniele Spanò approdano al secondo capitolo della Trilogia dell’Amore, da noi prodotta e pensata per il foyer del Teatro India (per 60 spettatori, trattandosi di una installazione di macchine sceniche, videoproiezioni e figure umane): dopo l’Aminta del Tasso è la volta della Vita nova di Dante. Cenerentola, riscritta da Joël Pommerat, è messa in scena da Fabrizio Arcuri per il CSS di Udine; mentre una fiaba contemporanea è Walking on the Moon, scritta da Fabio Morgan e diretta da Leonardo Ferrari Carissimi. Per i più piccoli, c’è un cartellone tutto per loro, a partire dall’opera lirica. Se quest’anno hanno scaldato le proprie ugole nel Flauto magico di Mozart più di 25 mila bimbi romani, in una annata particolarmente entusiasmante, Europa InCanto ha aperto il cantiere della prossima Aida, che si annuncia già un nuovo trionfo, con i partecipanti a questa esperienza di formazione artistica e insieme civile che vanno moltiplicandosi di anno in anno. Mentre per gli adolescenti ritorna Infuturarsi del nostro Laboratorio Integrato Piero Gabrielli, guidato da Roberto Gandini. Articolato sarà anche per la prossima stagione il palinsesto di accadimenti e cicli culturali, che hanno concorso in modo significativo a riposizionare il Teatro di Roma quale agorà civile e culturale della Capitale: da un nuovo ciclo in 4 puntate, alla domenica mattina, sulla Rivoluzione Russa, raccontata da Ezio Mauro, a 100 anni dalla sua deflagrazione, alla quarta edizione di Luce sull’Archeologia, al ricordo di Aldo Moro. Continua la collaborazione con il Teatro Palladium, questa volta con una selezione di spettacoli coerenti con i nostri cartelloni, cui possono partecipare gli spettatori del Teatro di Roma con biglietti speciali; così come la collaborazione con Romaeuropa Festival, Short Theatre, Garofano Verde, Fabulamundi, Filarmonica Romana, l’Accademia Silvio d’Amico, fino a Dominio Pubblico. Ecco, per noi il Teatro è una magnifica avventura, che viviamo con passione, coraggio, rigore ogni giorno. Il Teatro Argentina e il Teatro India, e i nuovi spazi che arriveranno, sono piazze artistiche e sociali, fondamentali ancora di più in una realtà così sbussolata e in un mondo che muta a ritmi serrati e che si fa sempre più incerto. Il Teatro, arte sociale per eccellenza, deve essere presente al proprio tempo, altrimenti rinnega origini e senso, la sua necessità. Davanti alla vita, al suo percorso, siamo tutti uguali. Vogliamo che allo stesso modo, in questi templi laici dove la vita si celebra e si indaga, ognuno di noi, ognuno di Voi, si senta a casa, artisti e spettatori insieme, nel condividere un’esperienza preziosa e che vorremmo fosse davvero Uguale per Tutti. E dunque, Buona Stagione. Antonio Calbi Direttore del Teatro di Roma - Teatro Nazionale

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6 // 17.18stagione TEATRO ARGENTINA 11 ● 16 settembre 2017 RITRATTO DI UNA NAZIONE un progetto di Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri regia Fabrizio Arcuri 20 settembre ● 8 ottobre 2017 ROMAEUROPA FESTIVAL 9 ● 12 ottobre 2017 IL CASO DELLA FAMIGLIA COLEMAN testo e regia Claudio Tolcachir 13 ● 22 ottobre 2017 BESTIE DI SCENA ideazione e regia Emma Dante 24 ottobre ● 12 novembre 2017 COPENAGHEN di Michael Frayn regia Mauro Avogadro 21 novembre ● 10 dicembre 2017 RE LEAR di William Shakespeare regia Giorgio Barberio Corsetti 3 ● 15 aprile 2018 DELITTO E CASTIGO di Fëdor Dostoevskij regia Konstantin Bogomolov 17 ● 29 aprile 2018 IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ di Eduardo De Filippo regia Mario Martone 4 ● 6 maggio 2018 MACBETTU da William Shakespeare testo e regia Alessandro Serra 7 maggio 2018 DEDICA AD ALDO MORO, 40 ANNI DOPO 11 ● 13 maggio 2018 DEMOCRACY IN AMERICA testi Claudia Castellucci e Romeo Castellucci regia Romeo Castellucci 15 ● 20 maggio 2018 ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI di Carlo Goldoni regia Giorgio Strehler TEATRO NAZIONALE 12 ● 17 dicembre 2017 RICCARDO II di William Shakespeare regia Peter Stein 22 ● 27 maggio 2018 LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO di Elio Petri regia Claudio Longhi 21 dicembre 2017 ● 7 gennaio 2018 RAGAZZI DI VITA di Pier Paolo Pasolini regia Massimo Popolizio 12 ● 17 giugno 2018 RITRATTO DI UNA CAPITALE un progetto di Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri regia Fabrizio Arcuri 12 ● 21 gennaio 2018 IL GIORNO DI UN DIO testo e regia Cesare Lievi 19 ● 24 giugno 2018 IL CAPITALE DI KARL MARX regia Marco Lucchesi 23 gennaio ● 4 febbraio 2018 IL NOME DELLA ROSA di Stefano Massini da Umberto Eco regia Leo Muscato date da definire AIDA un progetto di Europa InCanto 6 ● 18 febbraio 2018 SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE di Luigi Pirandello regia Luca De Fusco 27 febbraio ● 29 marzo 2018 ANTIGONE di Sofocle regia Federico Tiezzi TEATRO INDIA 7 ● 17 settembre 2017 SHORT THEATRE 19 settembre 2017 / DANZA EUFORIA ideazione e regia Silvia Rampelli 26 ● 27 settembre 2017 / DANZA THANKS FOR HURTING ME regia e coreografia Enzo Cosimi 28 ● 30 settembre 2017 GAROFANO VERDE 3 ottobre 2017 PROFUMO DI COREA a cura di Istituto Culturale Coreano 19 ● 29 ottobre 2017 dEVERSIVO testo e regia Eleonora Danco 20 ● 29 ottobre 2017 IL TEATRO DA CAMERA DI CAP scrittura scenica e regia Riccardo Caporossi 1 ● 12 novembre 2017 ROMAEUROPA FESTIVAL 6 ● 8 novembre 2017 HERETICO drammaturgia e regia Simone Perinelli 7 novembre 2017 / DANZA AMORE MIO coreografia e regia Julie Ann Anzilotti 14 ● 19 novembre 2017 OMBRE FOLLI di Franco Scaldati regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi 21 ● 26 novembre 2017 TOTÒ E VICÉ di Franco Scaldati regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi 14 ● 26 novembre 2017 IL CORAGGIO DI DIRE NO di Alessandro Albertin regia Michela Ottolini La programmazione potrebbe subire qualche variazione nel corso della stagione

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// 7 28 novembre ● 10 dicembre 2017 IL RITORNO DI CASANOVA di Arthur Schnitzler regia Federico Tiezzi 29 novembre ● 1 dicembre 2017 UN RICORDO D'INVERNO drammaturgia e regia Lorenzo Collalti 4 ● 6 dicembre 2017 NOTTURNO DI DONNA CON OSPITI di Annibale Ruccello regia Mario Scandale 11 ● 17 dicembre 2017 HAMLETMACHINE di Heiner Müller regia Robert Wilson 9 ● 14 gennaio 2018 REPARTO AMLETO drammaturgia e regia Lorenzo Collalti 10 ● 21 gennaio 2018 MOZART di Giuseppe Cederna da Wolfgang Hildesheimer regia Ruggero Cara e Elisabeth Boeke 17 ● 21 gennaio 2018 LA LOTTA AL TERRORE di Lucia Franchi e Luca Ricci regia Luca Ricci 23 ● 28 gennaio 2018 TANTE FACCE NELLA MEMORIA di Mia Benedetta e Francesca Comencini regia Francesca Comencini 24 ● 28 gennaio 2018 GEPPETTO E GEPPETTO testo e regia Tindaro Granata 30 gennaio ● 4 febbraio 2018 QUASI GRAZIA di Marcello Fois regia Veronica Cruciani 31 gennaio ● 1 febbraio 2018 SHOAH di Fabrizio Saccomanno e Redi Hasa 8 ● 11 febbraio 2018 POUILLES testo, ideazione e regia Amedeo Fago 14 ● 25 febbraio 2018 SETTIMO CIELO di Caryl Churchill regia Giorgina Pi 28 febbraio ● 4 marzo 2018 LA DOMANDA DELLA REGINA di Giuseppe Manfridi e Guido Chiarotti regia Piero Maccarinelli 1 ● 4 marzo 2018 ACCABADORA da Michela Murgia drammaturgia Carlotta Corradi regia Veronica Cruciani 6 ● 18 marzo 2018 DISGRACED di Ayad Akhtar regia Jacopo Gassmann 20 ● 25 marzo 2018 THEATRUM MUNDI SHOW ideazione e regia Pippo Di Marca 21 ● 29 marzo 2018 DIECI STORIE PROPRIO COSÌ da un’idea di Giulia Minoli regia Emanuela Giordano 4 ● 22 aprile 2018 TRILOGIA DELL’AMORE / DANTE / progetto Luca Brinchi e Daniele Spanò 5 ● 8 aprile 2018 I MALVAGI da Fëdor Dostoevskij ideazione e regia Alfonso Santagata 10 ● 15 aprile 2018 EMONE di Antonio Piccolo regia Raffaele Di Florio 12 ● 22 aprile 2018 IVAN da Fëdor Dostoevskij riscrittura Letizia Russo regia Serena Sinigaglia 19 ● 29 aprile 2018 ECHOES di Henry Naylor regia Massimo Di Michele 24 ● 29 aprile 2018 CENERENTOLA di Joël Pommerat regia Fabrizio Arcuri 2 ● 6 maggio 2018 WALKING ON THE MOON di Fabio Morgan regia Leonardo Ferrari Carissimi 8 ● 13 maggio 2018 MI SA CHE FUORI È PRIMAVERA progetto Giorgio Barberio Corsetti e Gaia Saitta testo Concita de Gregorio regia Giorgio Barberio Corsetti 8 ● 13 maggio 2018 PADIGLIONE VERDASTRO drammaturgia Luca Scarlini e Massimo Verdastro regia Massimo Verdastro 15 ● 20 maggio 2018 VIVA L’ITALIA di Roberto Scarpetti regia César Brie 23 maggio 2018 LA PRIMAVERA DI PRAGA 28 maggio ● 3 giugno 2018 DOMINIO PUBBLICO La città agli under 25 IL TEATRO FA GRANDE 2 ● 6 dicembre 2017 TEATRO ARGENTINA, SALA SQUARZINA LA DIVINA COMMEDIA RACCONTATA AI BAMBINI INFERNO / PURGATORIO a cura di Laura Nardi 26 dicembre 2017 ● 7 gennaio 2018 TEATRO ARGENTINA, SALA SQUARZINA A CHRISTMAS CAROL di Charles Dickens regia Tiziano Panici 15 ● 21 gennaio 2018 TEATRO ARGENTINA PRIMO da Primo Levi regia Giovanni Calò date da definire AIDA un progetto di Europa InCanto RITRATTO D'ARTISTA TEATRO DELLE APPARIZIONI regia Fabrizio Pallara 13 ● 14 gennaio 2018 10 ● 11 febbraio 2018 TEATRO ARGENTINA, SALA SQUARZINA FIABE DA TAVOLO 17 ● 18 febbraio 2018 TEATRO INDIA I MUSICANTI DI BREMA 22 ● 25 febbraio 2018 TEATRO INDIA IL TENACE SOLDATINO DI PIOMBO 2 ● 4 marzo 2018 TEATRO INDIA AHIA! drammaturgia e regia Damiano Nirchio 6 ● 29 marzo 2018 TEATRO ARGENTINA LA RIVOLTA DELLE OMBRE drammaturgia Roberto Scarpetti regia Clara Gebbia 7 ● 10 aprile 2018 TEATRO INDIA BIANCANEVE, LA VERA STORIA testo e regia Michelangelo Campanale 4 ● 6 maggio 2018 TEATRO ARGENTINA, SALA SQUARZINA IL PRINCIPE MEZZANOTTE regia Alessandro Serra 18 ● 20 maggio 2018 TEATRO INDIA UNA LOSCA CONGIURA, OVVERO BARBARICCIA CONTRO BONAVENTURA di Sergio Tofano regia Marzia Loriga data da definire CANTO LA STORIA DELL’ASTUTO ULISSE testo e regia Flavio Albanese LABORATORIO TEATRALE INTEGRATO PIERO GABRIELLI regia Roberto Gandini 5 ● 14 aprile 2018 TEATRO ARGENTINA INFUTURARSI 1 ● 3 giugno 2018 TEATRO ARGENTINA LABORATORIO PILOTA

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8 // i percorsi della stagione 17.18 I NOSTRI PAESAGGI TEATRALI ● RITRATTO DI UNA NAZIONE ● RITRATTO DI UNA CAPITALE STORIE DI FAMIGLIA ● IL CASO DELLA FAMIGLIA COLEMAN ● RE LEAR ● RICCARDO II ● SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE ● ANTIGONE ● IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ ● MACBETTU ● HAMLETMACHINE ● REPARTO AMLETO ● GEPPETTO E GEPPETTO ● POUILLES ● SETTIMO CIELO ● DISGRACED ● MI SA CHE FUORI È PRIMAVERA ● EMONE ● ECHOES SHAKESPEARE NOSTRO CONTEMPORANEO ● RE LEAR ● RICCARDO II ● MACBETTU ● HAMLETMACHINE ● REPARTO AMLETO ANATOMIA DEL POTERE ● RE LEAR ● RICCARDO II ● ANTIGONE ● IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ ● MACBETTU ● DEMOCRACY IN AMERICA ● IL CAPITALE DI KARL MARX ● REPARTO AMLETO ● LA LOTTA AL TERRORE ● DIECI STORIE PROPRIO COSÌ ● EMONE ● ECHOES ● VIVA L'ITALIA MONDI IN SCENA ● IL CASO DELLA FAMIGLIA COLEMAN ● ROMAEUROPA FESTIVAL ● SHORT THEATRE ● PROFUMO DI COREA ● FABULAMUNDI CORPUS MUNDI TEATRI DELLA SCIENZA IL DOVERE DELLA MEMORIA ● BESTIE DI SCENA ● EUFORIA ● THANKS FOR HURTING ME ● dEVERSIVO ● AMORE MIO DITTICO DEI LUMI ● COPENAGHEN ● LA DOMANDA DELLA REGINA ROMANZI FIABE E POESIE IN SCENA ● IL CORAGGIO DI DIRE NO ● TANTE FACCE NELLA MEMORIA ● SHOAH ● PRIMO ● VIVA L'ITALIA ● ALDO MORO TRITTICO DOSTOEVSKIJ ● IL RITORNO DI CASANOVA ● MOZART ● RAGAZZI DI VITA ● IL NOME DELLA ROSA ● IL TEATRO DA CAMERA DI CAP ● QUASI GRAZIA ● ACCABADORA ● THEATRUM MUNDI SHOW ● VITA NOVA ● CENERENTOLA ● WALKING ON THE MOON ● MI SA CHE FUORI È PRIMAVERA ● PADIGLIONE VERDASTRO ● DELITTO E CASTIGO ● I MALVAGI ● IVAN TRITTICO DELLE RELIGIONI IL TEATRO DELLE LINGUE ● IL GIORNO DI UN DIO ● HERETICO ● DISGRACED ● RAGAZZI DI VITA ● IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ ● MACBETTU ● ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI ● OMBRE FOLLI ● TOTÒ E VICÉ ● THEATRUM MUNDI SHOW ● EMONE ● PADIGLIONE VERDASTRO TEATRI DEL LAVORO ● RITRATTO DI UNA NAZIONE ● LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO ● IL CAPITALE DI KARL MARX IL TEATRO FA GRANDE ● LA DIVINA COMMEDIA RACCONTATA AI BAMBINI ● A CHRISTMAS CAROL ● PRIMO ● FIABE DA TAVOLO ● I MUSICANTI DI BREMA ● IL TENACE SOLDATINO DI PIOMBO ● AHIA! ● LA RIVOLTA DELLE OMBRE ● LABRATORIO PIERO GABRIELLI ● BIANCANEVE ● IL PRINCIPE MEZZANOTTE ● UNA LOSCA CONGIURA ● CANTO LA STORIA DELL'ASTUTO ULISSE ● EUROPA InCANTO/AIDA

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TEATRO ARGENTINA

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10 // RITRATTO DI UNA NAZIONE L’ITALIA AL LAVORO opera di Liu Xiaodong* I NOSTRI PAESAGGI TEATRALI TEATRI DEL LAVORO Dopo Ritratto di una Capitale – Ventiquattro scene di una giornata a Roma, nel novembre 2014 e nel dicembre 2015, pochi giorni prima che Mafia Capitale scoppiasse come una eruzione che ancora oggi scotta, ecco Ritratto di una Nazione – L’Italia al lavoro – Venti quadri teatrali dalle regioni del Paese, con il sapore delle sue varietà geografiche, sociali, antropologiche, linguistiche.. Un nuovo affresco, corale e multidisciplinare, questa volta dedicato al nostro Paese, con 20 pièce teatrali commissionate ad altrettanti autori, uno per ciascuna Regione italiana, che svilupperanno il tema del lavoro. Quest’anno saranno presentati i primi 8 tasselli – più un intermezzo – di questa opera polifonica, in forma di puzzle e montata in un unicum, grazie al lavoro del dramaturg Roberto Scarpetti, del regista Fabrizio Arcuri, alla colonna sonora live dei Mokadelic, al set virtuale di Luca Brinchi e Daniele Spanò. A dar voce alle prime 8 regioni, con lingue e poetiche differenti, Marta Cuscunà (Friuli Venezia Giulia), Davide // L’Italia è una Repubblica Democratica, fondata sul lavoro. // Costituzione italiana, Art.1 TEATRO ARGENTINA Enia (Sicilia), Renato Gabrielli (Lombardia), Saverio La Ruina (Calabria), Alessandro Leogrande (Puglia), Marco Martinelli (Emilia Romagna), Michela Murgia (Sardegna), Vitaliano Trevisan (Veneto) e Wu Ming 2 e Ivan Brentari (intermezzo). Ad affiancarli, un piccolo popolo di interpreti-lavoratori impegnati a realizzare uno spaccato di questa Italia che ci racconta del lavoro indagato e ritratto nelle sue criticità, dalla parte di chi ce l’ha e di chi l’ha perduto o non l’ha mai trovato. Nel 2018 andrà in scena la seconda parte con altri tasselli a comporre l’affresco teatrale finale, della durata di 12 ore. VENTI QUADRI TEATRALI DALLE REGIONI DEL PAESE PRIMA PARTE un progetto di Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri regia Fabrizio Arcuri dramaturg Roberto Scarpetti colonna sonora composta ed eseguita dal vivo da Mokadelic set virtuale Luca Brinchi e Daniele Spanò produzione TEATRO DI ROMA TEATRO NAZIONALE PRIMA NAZIONALE PROGETTO SPECIALE MIBACT * Liu Xiaodong Things aren't as bad as they could be, 2017 Olio su tela, 250 x 465 cm Courtesy Liu Xiaodong e galleria Massimo De Carlo, Milano/Londra/Hong Kong Si ringraziano il Comune di Milano e Farsi Prossimo Onlus, Milano 11 ● 16 settembre 2017

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foto Limpia Chiquita // 11 IL CASO DELLA FAMIGLIA COLEMAN Dopo Emilia, ecco il ritorno del regista e autore argentino Claudio Tolcachir che, insieme alla compagnia Timbre4, condurrà il pubblico nella sua Buenos Aires, ovvero nel caotico microcosmo di una famiglia che vive al limite della dissoluzione. Il caso della famiglia Coleman (La omisión de la familia Coleman), nato nel 2005 dalla penna del giovane argentino e divenuto un classico del teatro contemporaneo, continua a calcare i palcoscenici internazionali scavando a fondo nelle dinamiche familiari di una casa che ospita i suoi membri e insieme li fa prigionieri. Una casa in cui ognuno è “condannato” a lottare per salvaguardare il proprio spazio vitale, in cui si ama e si odia con la stessa intensità e quello che non si dice è più dannoso di quello che si dice. Come in un complicato sistema di scatole cinesi, un universo scomposto e agitato da un’energia febbrile, le solitudini si incastrano ed emergono gli egoismi dei singoli, tutti responsabili di piccole crudeltà quotidiane. Eppure, in un mondo dove la violenza diventa spesso l’unica forma di comunicazione, esistono la tenerezza e l’affetto. Una sorta di “parenti serpenti” in stile argentino, presentato in uno spazio scenico avvolgente che accoglie lo spettatore e lo sommerge, narrando di un’assurda, struggente quotidianità. // Una vera festa teatrale. Una lezione in tempo di crisi. // LA OMISIÓN DE LA FAMILIA COLEMAN scritto e diretto da Claudio Tolcachir con Cristina Maresca Miriam Odorico, Inda Lavalle Fernando Sala, Tamara Kiper Diego Faturos, Gonzalo Ruiz Jorge Castaño luci Ricardo Sica produzione TEATROTIMBRE4 Maxime Seugé y Jonathan Zak IN LINGUA ORIGINALE CON SOPRATITOLI IN ITALIANO MONDI IN SCENA STORIE DI FAMIGLIA TEATRO ARGENTINA 9 ● 12 ottobre 2017

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12 // BESTIE DI SCENA foto Masiar Pasquali CORPUS MUNDI Dopo l’eclatante successo di Odissea a/r, torna sul palcoscenico del Teatro Argentina la carica esplosiva di Emma Dante con il suo ultimo lavoro Bestie di scena, spettacolo che rap- presenta un punto di arrivo del suo percorso artistico: partendo da lavori in cui la lingua è trattata anche come polifonia tra dialetto e italiano, elaborata per la scena, la regista arriva a un teatro che plasma fino al possesso il corpo vivo di chi è in scena. Una creazione che traccia il viaggio di un individuo alla ricerca di se stesso attraverso la perdita di tutto, della parola, del costume dietro cui nascondersi, fino a raggiungere uno stadio in cui sia solamen- te il corpo a pensare. «Volevo raccontare il lavoro dell’attore, la sua fatica, la sua necessità, il suo abbandono totale fino // Nessuno di noi è nel corpo che l’altro ci vede, ma nell’anima che parla chi sa da dove… // alla perdita della vergogna e alla fine mi sono ritrovata di fronte a una piccola comunità di esseri primitivi, spa- Luigi Pirandello, I giganti della montagna esati, fragili, un gruppo di “imbecilli” che, come gesto estremo, consegnano agli spettatori i loro vestiti sudati, rinunciando a ogni cosa – racconta Emma Dante – Da que- sta rinuncia è cominciato tutto, si è creata una strana atmosfera che non ci ha più lasciati e lo spettacolo si è generato da solo.» Sul palco vuoto, dentro una scatola nera delimitata da un fondale e sei quinte, il corpo di queste anime avvinghiate in una ronda silenziosa diventa il simbolo di una comunità in fuga, che, come Adamo ed Eva cacciati dal paradiso, si illude di vivere, tenendo tra le mani oggetti in prestito, nutrendosi di poltiglie, farfugliando bran- delli di storie. Un suggestivo ed emozionante meccanismo segreto che svela il processo con cui nasce e si forma un individuo. scritto e diretto da Emma Dante con Elena Borgogni Sandro Maria Campagna Viola Carinci, Italia Carroccio Davide Celona, Sabino Civilleri Alessandra Fazzino Roberto Galbo Carmine Maringola Ivano Picciallo, Leonarda Saffi Daniele Savarino Stephanie Taillandier Emilia Verginelli e con Daniela Macaluso e Gabriele Gugliara elementi scenici e costumi Emma Dante luci Cristian Zucaro produzione PICCOLO TEATRO DI MILANO TEATRO D’EUROPA ATTO UNICO / COMPAGNIA SUD COSTA OCCIDENTALE TEATRO BIONDO PALERMO FESTIVAL D’AVIGNON TEATRO ARGENTINA 13 ● 22 ottobre 2017

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foto Marco Caselli Nirmal // 13 COPENAGHEN // Un formidabile thriller scientifico-politico a tre voci alla vigilia del primo devastante uso della bomba atomica. // «Penso che sarebbe stato un errore imperdonabile pensare di dar vita ad una Compagnia teatrale che porti il mio nome senza pensare all’opportunità di rimettere in scena uno spettacolo come Copenaghen» – racconta Umberto Orsini, interprete con Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice del celebre testo di Michael Frayn. Un trio di attori dal grande spessore che, diretti da Mauro Avogadro, sanno mettere in evidenza i diversi piani di lettura e interpretare i personaggi dando risalto alle loro molteplici sfaccettature psicologiche. In un luogo che ricorda un’aula di fisica, immersi in un’atmosfera quasi irreale, Niels Bohr, sua moglie Margrethe e Werner Heisenberg parlano di cose successe in un lontano passato, quando tutti e tre erano ancora vivi. Il loro tentativo è chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen quando improvvisamente il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti. Il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero e per risolverlo la Storia ha avanzato svariate tesi: questo è il fulcro intorno al quale ruota la pièce. La struttura con cui vengono enunciate le diverse ipotesi richiama metaforicamente i Principi di Indeterminazione e di Complementarietà della teoria della relatività di Einstein. «Non è possibile una sola verità o una sintesi efficace delle diverse verità, perché una verità è semplicemente un punto di vista, il punto di vista di chi l’ha enunciata. Tutto è umano, niente è assoluto». di Michael Frayn traduzione Filippo Ottoni e Maria Teresa Petruzzi regia Mauro Avogadro con Umberto Orsini Massimo Popolizio e con Giuliana Lojodice produzione COMPAGNIA UMBERTO ORSINI TEATRO DI ROMA TEATRO NAZIONALE in coproduzione con CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia si ringrazia Emilia Romagna Teatro Fondazione TEATRI DELLA SCIENZA TEATRO ARGENTINA 24 ottobre ● 12 novembre 2017

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14 // RE LEAR foto Olimpia Nigris Cosattini // Chi non ha saputo vedere diventa «Lear avviene adesso, nei cieco, chi non ha capito perde la mente… chi ha tradito sprofonda nel tradimento, chi è puro viene trucidato. // nostri giorni, in un mondo fluttuante, dove l’economia e la finanza ci spingono da una crisi all’altra. Portando- ci con loro… È la storia del potere della successione, di padri e figlie, figli e padri… Lear vuole ritrovare la giovinezza perduta, abbandonare le cure del regno, il peso delle responsabilità, poter vagare con i suoi cavalieri da un palazzo all’altro, fare bagordi e occuparsi solo del proprio piacere; per com- battere la solitudine e l’approssimarsi della fine si porta dietro un seguito colorato e chias- soso, di dubbia moralità… Questo seguito è rappresentato dal pubblico che fin dall’inizio è chiamato in causa… Nel corso dello spettacolo il paesaggio si deforma, dalla favola si passa all’incubo, un viaggio verso le tenebre…». Così Barberio Corsetti, che immagina il suo spet- tacolo diviso in tre parti come il regno di Lear: «il dramma delle due famiglie, Lear e Glou- cester, fatto di interni in cui il pubblico avrà un ruolo attivo; la tempesta, la natura che si confonde con la mente, qui la scena perde i contorni della realtà; la guerra che arriva come una battaglia di soldatini, in cui un re dovrebbe essere salvato dalla figlia che ha cacciato, ma perde lasciando al potere la necessità di ricostituirsi intorno ad un nuovo personaggio.» STORIE DI FAMIGLIA ANATOMIA DEL POTERE SHAKESPEARE NOSTRO CONTEMPORANEO di William Shakespeare traduzione Cesare Garboli regia e adattamento Giorgio Barberio Corsetti con Ennio Fantastichini Francesca Ciocchetti Michele Di Mauro Pierluigi Corallo Sara Putignano Francesco Villano Andrea Di Casa Gabriele Portoghese Mariano Pirrello Roberto Rustioni Antonio Bannò Giordana Faggiano scene e costumi Francesco Esposito ideazione e realizzazione video Igor Renzetti e Luca Nostro luci Gianluca Cappelletti produzione TEATRO DI ROMA TEATRO NAZIONALE TEATRO BIONDO PALERMO TEATRO ARGENTINA 21 novembre ● 10 dicembre 2017

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foto Fabio Lovino // Cosa resta della legittimità di un governante quando perde il potere? // // 15 RICCARDO II Riccardo II occupa un posto particolare nell’opera di Shakespeare, anche fra le sue tragedie dedicate ai Re. A portarlo in scena uno dei grandi maestri del teatro europeo, Peter Stein, con Maddalena Crippa nei panni maschili del re d’Inghilterra, uomo che regna e tramonta, personaggio di grande spessore ed emotività, sconvolgente figura ricca di luci e di ombre. «Richard, che nella sua esaltazione va oltre il proprio tempo, può essere interpretato utilmente da una donna che recita la parte maschile. In questo modo diventa ancora più chiaro il carattere inconsueto di questo re e gli aspetti fondamentali della discussione politica risultano più evidenti; – spiega Peter Stein – anche la profonda malinconia del suo ultimo monologo, quando è in carcere, dove parla dell’inutilità e della mancanza di senso dell’esistenza umana, ci può toccare in modo più commovente». Durante il suo regno Riccardo II ha messo contro di sé tutte le forze sociali: egli ha sfruttato il proprio potere in tutte le direzioni immaginabili, ha sconfinato le proprie competenze e si è preso ogni libertà, anche sessuale. È un giocatore, un attore, ma pur sempre un re che, anche dopo la sua deposizione, rimane un re; mentre il suo rivale – che prende il suo posto sul trono come usurpatore – genera esattamente lo stesso meccanismo di ostilità contro il suo potere, poiché tale potere si basa sul puro arbitrio. Un dramma forte che parla della deposizione di un re legittimo, un tema politico eminente che facilmente si può trasporre ai nostri tempi. STORIE DI FAMIGLIA ANATOMIA DEL POTERE SHAKESPEARE NOSTRO CONTEMPORANEO Lo spettacolo sarà presentato al Teatro Nazionale in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma di William Shakespeare traduzione Alessandro Serpieri riduzione Peter Stein regia Peter Stein con Maddalena Crippa Alessandro Averone Gianluigi Fogacci Paolo Graziosi Andrea Nicolini Graziano Piazza Almerica Schiavo Giovanni Visentin Marco De Gaudio Vincenzo Giordano Luca Iervolino Giovanni Longhin Michele Maccaroni Domenico Macrì Laurence Mazzoni scene Ferdinand Woegerbauer costumi Anna Maria Heinreich luci Roberto Innocenti produzione TEATRO METASTASIO DI PRATO TEATRO NAZIONALE 12 ● 17 dicembre 2017

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