Il Paese della Sera n.10 - 12 giugno - 25 giugno 2017

 

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#previsionideltempo La cultura dei valori e dell’impegno responsabile www.fondazionebracco.com

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2 / 2017 GIORNATA MONDIALE DEI RIFUGIATI: Nel 2017 sono arrivati in Italia dal mare 60.388 migranti #editoriale Ho incontrato un Bhudda e l’ho riconosciuto Luca Mattiucci L ui è li, ti siede davanti con quel suo sorriso da uomo-bambino e tu senti che il tempo ha rallentato. Non parla la tua lingua, la sua è di quelle di discendenza antica, è lingua di bramhini, eppure intendi ogni singolo fiato. Non te lo spieghi, ma la storia inizia e tu non puoi far altro che ascoltarla e farla tua. È la storia di un giovane appartenente alla casta dei guerrieri, il padre a lungo ha servito a difesa dell’imperatore e le sue terre ormai si estendono per lunghi spazi del Madya Pradesh. Il giovane guerriero guarda a quelle terre e sa che la samsara presto lo avvolgerà. Un giorno mentre fantastica sul suo futuro sulle strade dissestate di un paese ancora lontano dalla modernità un incidente lo fissa ad un letto d’ospedale per nove lunghi mesi e gliene regala altri due di lenta riabilitazione. È meditazione impressa a forza di immobilità. All’uscita una camminatura oscillante che gli conferisce eleganza è il dono di un arto inferiore costruito a ferro e fuoco da altri uomini. Ma quel giovane ormai quasi uomo sorride mano a mano che la casa paterna si avvicina. Dentro di sé serba una convinzione: essere d’aiuto a chi più sfortunato di lui la disabilità la vive nella povertà più estrema. D’improvviso scopre un mondo fatto di villaggi dove non esiste acqua corrente, elettricità, dove i disabili sono maledizioni degli dei indù e le case spesso sono di paglia e fango a ricordare come si è solo di passaggio. Capita a volte che la vita passi senza che uno riesca a schiudere gli occhi. E il padre del nostro giovane amico è ancora tra i ciechi e alla richiesta del figlio di mettere la ricchezza al servizio degli ultimi dà come unico risultato che egli venga diseredato. Il giovane continua a sorridere e va per la sua strada, fino a quando la madre lo richiama a sè e gli confida che pregando a lungo il padre ha ottenuto per lui un po’ di terra, buona a ospitare una casa e un orticello. Lui sorride ringrazia e la sceglie come sua casa. Fossimo nell’ epoca imperiale diremmo che il regnante ha scelto quello spazio per chissà quale opera che lo consegni ai posteri, invece siamo nel 2007 e su quel piccolo pezzetto di terra è il Governo Indiano che decide di piazzarci il più grande snodo autostradale dell’India del Nord. Il giovane guerriero per il valore dell’esproprio diviene tra gli uomini più ricchi della regione. Il suo sorriso non è mutato neppure quel giorno. Da allora di anni ne sono trascorsi dieci. E per chi si imbatte nei villaggi del Madya Pradesh troverà in ciascuno un negozietto di spezie della cooperativa Naman Seva Samiti dove a servirvi sarà un cieco, un uomo senza un braccio o un giovane deformato dalla polio, e quelle spezie sono state imbustate da altri come loro e prima ancora altri come loro le hanno coltivate. Sono le spezie con le quali un giovane guerriero di nome ShirShir ha restituito la vita a 12mila persone convinto che la dignità, al di la della casta e del volere degli dei, sia un diritto di tutti. Sembra una favola ma non lo è, l’unica cosa strana di questa storia è che cio che avete appena letto io l’ho ascoltato in una lingua che non conosco e che non avevo mai sentito, in un giardino dove il tempo si era fermato per fargli posto. Dicono che il linguaggio universale sia uno dei piccoli miracoli di cui è capace un illuminato. @lucamattiucci #INPRIMOPIANO Sport e disabilità uniti da "Obiettivo 3" per le Paralimpiadi Con Alex Zanardi la sfida di Tokyo2020 diventa per tutti Alessandro Barba La gioia di farcela è più grande se condivisa. Perché quando arrivi a traguardi che sembravano insormontabili pensi che sarebbe ancora più bello se insieme a te li riesca a superare anche chi non poteva neanche sognare di sfidarli. È con questo desiderio che Alex Zanardi ha immaginato il suo nuovo obiettivo: Tokyo2020. L’idea l’ha maturata la sera prima della sua ennesima medaglia ai Giochi Paralimpici di Rio2016: Obiettivo 3, si chiama così l’ultima sfida che il campione ha deciso di lanciare per mostrare ancora una volta che lo sport è capace di generare modelli positivi e ispirazione. Per le persone disabili però fare sport è complicato perché servono ausili altamente tecnici e soprattutto spese elevate. Ma Alex proprio questa barriera vuole abbattere. Obiettivo 3 nasce per avviare allo sport quante più persone disabili possibile per poterne poi individuarne almeno tre capaci di crescere in tre anni fino a centrare la qualificazione ai prossimi Giochi Paralimpici di Tokyo2020, grazie al sostegno di soggetti del non-profit come la Fondazione Vodafone Italia. I Giochi, sono l’occasione per dimostrare che la disabilità è una caratteristica e non un limite. Portare tre atleti a Tokyo diventa per Zanardi la migliore vetrina per esempi positivi non solo per il mondo disabile, ma per tutta la società. Per selezionare i tre campioni verrà sviluppata una grande azione di reclutamento negli ospedali, nei centri ortopedici e spinali, sui campi di gara e attraverso la rete. Enti e società territoriali potranno segnalare potenziali candidati sul sito www.obiettivo3. com. Insieme nascerà un network di atleti e persone specializzate al servizio del progetto per seguire e agevolare il percorso di allenamento degli sportivi selezionati, anche le strutture sportive potranno mettere a disposizione i propri impianti. Il progetto è appena gli inizi, ma a sentire l’entusiasmo del team messo su da Zanardi Tokyo non è mai stata cosi vicina. @ale_barba2016 #artedasalvare Pausillypon, crowfunding e musica salvano l’archeologia Gaia Pascucci Là dove non arriva lo Stato, arriva la solidarietà di chi ama e crede nell’arte, nella cultura, nei doni che il passato ci ha lasciato, soprattutto quelli meno noti. Sì perché, anche se le cronache sono piene di storie di abbandono e degrado degli angoli più famosi delle città del Belpaese, che in fretta e furia vengono ripuliti e restituiti al pubblico, sono centinaia i siti sparsi da Nord e Sud dell’Italia che necessitano di cura e tutela. Un tesoro inestimabile che spesso cede all’usura del tempo e all’incuria, ma che potrebbe rappresentare una risorsa economica (e culturale) capace di produrre notevoli indotti economici. Un tesoro di arte, architettura e storia che sta a cuore a tantissimi. Così è accaduto – e sta accadendo – che al parco archeologico ambientale del Pausillypon si siano mobilitati direttamente i cittadini. Si trova a Napoli, a ridosso del promontorio della Gaiola. Si tratta di uno dei complessi romani più antichi, con tanto di teatro, piscina, odeion greco e due ville appartenute al patrizio Vedio Pollione e a Virgilio. Se oggi il parco è aperto al pubblico, e restituito al suo splendore, il merito è della musica e della rassegna decennale “Pausillypon, suggestioni all’imbrunire”. È ideata e curata dal Centro studi interdisciplinari Gaiola Onlus. In questi anni sono stati raccolti i soldi necessari al restauro dell’odeion. E si ricomincia: fino al 15 luglio, infatti, si terranno otto eventi culturali. L’obiettivo? Riscoprire l’incanto del Pausillypon al tramonto e raccogliere fondi per proseguire il restauro dell’intera area archeologica. Grazie ai proventi dei biglietti dei cittadini paganti e di qualche artista che ha rinunciato al cachet. Un esempio di rinascita da esportare in tanti altri tesori a rischio. @gaia_pascucci

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migranti, il 29% in più rispetto al 2016 1.562 persone sono morte durante il viaggio 2017 / 3 Fonte: Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) #Sguardidasud #innovazionesociale I beni confiscati si trasformano in “comuni” Quando il welfare diventa amico dei cittadini Gianluca Testa Maxime Gonalons e Corentin Tolisso sono calciatori. Entrambi francesi, entrambi centrocampisti, entrambi giocano nell’Olympique Lione. Cos’altro hanno in comune? Un rifiuto: quel «no» secco rivolto al Napoli che ha fatto tanto rumore perché il motivo è Gomorra. «Mi dispiace per quello che si sono persi», ha detto il mister partenopeo Maurizio Sarri. E ha ragione. Perchè a Napoli non c’è solo Gomorra. O, meglio, non c’è solo una percezione distorta figlia del mix tra storia, criminalità e fiction. Su quelle terre ci sono ben altre storie da raccontare. Su quelle terre ci sono beni sottratti alla mafia e restituiti alla comunità. Non più boss, ma cooperanti. Non più illegalità, ma agricoltura, centri d’aggregazione. E poi ristoranti, hotel, pizzerie. Dai beni della mafia ai beni comuni, un passo che non è affatto breve. Oggi esistono 524 soggetti che gestiscono esperienze nate in beni confiscati. Secondo la ricerca realizzata da Libera (con la Fondazione Charlemagne) sono soprattutto associazioni (284), cooperative sociali (131), diocesi e parrocchie. Eppure gli immobili confiscati sono molti di più (23.576, dati Anbsc). In questo contesto la Fondazione CON IL SUD è intervenuta mettendo in gioco capacità intellettuali e risorse. Ha sostenuto 39 progetti su 50 beni confiscati erogando circa 7 milioni di euro. E sempre grazie alla Fondazione è nata la "Rete di economia sociale" (Res). Parliamo di turismo responsabile (a Napoli e Caserta, col progetto "Visiterre"), agricoltura sociale (Rural Social Hub, nell’Alto Casertano), di centri culturali polivalenti ("Cambio Rotta", ad Altavilla Milicia). Da qua (ri)nasce l’Italia migliore. @gitesta EMILIANO MOCCIA Un biscotto a base di limone e cannella che porta il nome di Emma Morano, la donna più longeva del mondo. Un dolcetto creato da La Banda Biscotti, il laboratorio culinario della scuola penitenziaria di Verbania, che punta ad offrire ai detenuti un percorso di formazione e inserimento lavorativo. Un prodotto considerato dagli esperti nutrizionisti per la terza età un toccasana per le persone anziane, ideato nell’ambito de “La Cura è di Casa”, l’iniziativa sostenuta da Fondazione Cariplo e venduto come strumento di raccolta fondi. O ancora il WeMi, portale online di Milano che permette di cercare tra oltre cento diversi servizi di assistenza domiciliare qualificati. Sono solo due dei numerosi progetti sostenuti in questi anni dal Bando “Welfare di comunità e innovazione sociale” promosso dalla Fondazione per sostenere le sperimentazioni nate dal basso, coinvolgendo i cittadini in processi partecipati e sostenibili, e per diffondere la conoscenza dei risultati ottenuti. La quarta edizione è stata presentata nei giorni scorsi e, come per le precedenti, si articola in tre fasi: call for ideas, studi di fattibilità e realizzazione. Per il 2017 sono messi a disposizione 7,5 milioni di euro destinati agli attori pubblici e privati che presenteranno idee innovative per rinnovare il welfare locale, per immaginare “laboratori viventi” in cui sperimentare interventi capaci di produrre economica, dimensione comunitaria, stabilità. Per presentare la propria idea progettuale c’è tempo fino al 30 giugno. Tra novembre 2017 e febbraio 2018 il Bando entrerà nella sua seconda fase, quella in cui le idee selezionate beneficeranno di un percorso di accompagnamento metodologico garantito da Fondazione Cariplo per trasformare l’idea in studio di fattibilità. Infine, la terza fase, in cui i progetti selezionati saranno finanziati per tre anni e saranno seguiti passo dopo passo nel loro percorso di crescita e sviluppo. @emimoccia #ALTRIMONDi Futuro e istruzione, chi l’ha detto che ai rom non piace la scuola? Stefano Pasta Riccardo ha 14 anni e tra pochi giorni inizierà l’esame di terza media, come è normale per i suoi coetanei. Lui è giustamente emozionato. Il traguardo vale almeno il doppio: in questi otto anni di scuola a Milano, quando le lezioni finivano, Riccardo andava a vedere se la sua baracca era stata abbattuta. Un anno, addirittura, accadde 19 volte in 11 mesi. È un rom romeno, uno zingaro si dice dispregiativamente. Eppure la scuola è stato un luogo di riscatto: i compagni e insegnanti hanno cambiato gli occhi con cui guardare “i rom”. Non sempre è stato tutto facile: «Tra le colleghe – ricorda una maestra di Riccardo – la prima battuta fu “attenzione ai portafogli”. Poi i bambini vennero invitati alle feste di compleanno: i muri iniziavano a cadere». Decisivo è stato l’aiuto della Comunità di Sant’Egidio. «Sono la parte italiana della nostra famiglia», dice la mamma. Con lui, l’anno prossimo, saranno ventidue i ragazzi e le ragazze rom a frequentare le superiori milanesi (e 150 dai nidi alle medie). D’estate molti saranno animatori negli oratori estivi e volontari nelle attività della Comunità con i bambini, gli anziani e i profughi: Rom volontari, al di là di ogni pregiudizio. A Milano, Roma e Napoli, il programma “Diritto alla Scuola, Diritto a Futuro” di Sant’Egidio sostiene con borse di studio la scolarizzazione dei minori rom. In Italia sono un “popolo di bambini”: il 45-50% ha meno di 16 anni, la vita media di un milanese è di oltre 80 anni, per un rom è meno di 50. Occorrerebbe investire sulla scuola, perchè l’istruzione per i bambini rom, come per tutti i minori, è un diritto non negoziabile. www.santegidio.org

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anno 2 numero 10|2017 (12 giugno - 25 giugno 2017) Quindicinale in distribuzione gratuita. | Questa pubblicazione non si avvale di contributi statali e favorisce l’inserimento lavorativo di giovani in condizioni di svantaggio economico | L’Editore si dichiara disponibile a regolare eventuali spettanze per quelle immagini di cui non sia stato possibile reperire la fonte | Direttore responsabile: Luca Mattiucci - mail@ilpaesedellasera.it - www.ilpaesedellasera.it | Edito da WSC - Via Fiume delle perle, 11 - 00144 Roma - www.whitestonecompany.org | Stampa Arti grafiche Boccia Spa - Via Tiberio Claudio Felice, 7- 84131 Salerno | Testata registrata presso il Tribunale di Roma n° 58 del 5 aprile 2016 Iscrizione ROC n° 26419 4 / 2017 #SCELTIPERVOI A difesa del mare con Legambiente Volontariato in riva al mare per proteggere spiagge e fondali a rischio. Ustica, Lampedusa, Favignana, Cilento e Golfo di Policastro, Arcipelago Toscano, Cinque Terre, Asinara e Tremiti sono alcune delle località marine che ospitano i campi di volontariato 2017 di Legambiente. Da metà giugno a fine settembre. Per info: www.legambiente.it Un Premio per i Comuni innovativi Fondazione Sodalitas e Anci insieme a molte aziende promuovono il Cresco Award - Città sostenibili per premiare progetti di inclusione sociale, sharing economy, efficienza energetica e la gestione sostenibile dei rifiuti. Per info: crescoaward.ideatre60.it La Capitale Verde Europea 2020 La Commissione europea lancia la competizione per la Capitale Verde Europea 2020. Per la prima volta, in palio c’è un incentivo finanziario: 350mila euro alla città vincitrice del titolo per il 2020 e 75mila euro per il titolo European Green Leaf 2019. Info su ec.europa.eu/environment/ europeangreencapital Integrazione Solidarietà Sostenibilità esponsabilità # sostenibilità #auguriitalo L’economia che si prende cura della Terra L’alta velocità che non lascia indietro nessuno Anna Toro La Terra è biodiversità, è risorse naturali, è acqua, cibo, aria. Per questo è indispensabile proteggerla – aiutandola a rigenerarsi – per “assicurare” il nostro futuro. Ecco perché la crescita sostenibile sta diventando un obiettivo sempre più ambito dalle aziende, che cominciano a vedere l’economia circolare come un’opportunità unica per ripensare i propri processi, prodotti e modelli di business. Una transizione che la Fondazione Bracco, in collaborazione con Fondazione Giuseppina Mai di Confindustria e Banca Prossima, hanno deciso di promuovere e incoraggiare attraverso il lancio del nuovo bando “Start to Be Circular”. Lo scopo: premiare iniziative imprenditoriali innovative, che sappiano diffondere i valori dell’economia circolare tramite la promozione e realizzazione di nuove catene di valore nelle quali le risorse naturali restino all’interno del sistema economico. Il bando, del valore complessivo di oltre 130 mila euro, vuole puntare soprattutto sull’imprenditoria giovanile e prevede per le startup vincitrici anche un percorso di incubazione presso lo Speed MI Up dell’Università Bocconi, di Camera di Commercio di Milano e Comune di Milano. «Abbiamo deciso di lanciare il bando significativamente il 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente» spiegano i promotori. Definita anche la “Giornata delle persone”, si tratta infatti di «un momento durante il quale tutte le persone sono invitate a prendersi cura della Terra o fare qualcosa per essere parte del cambiamento». @annaftoro Giulia Polito Era il 2012 quando un nuovo treno, allora ancora poco conosciuto al grande pubblico, lasciava la stazione di Napoli per la prima volta in direzione Milano. Un viaggio lungo tutto il Paese percorso ad alta velocità, alle proprie spalle solo una caratteristica scia rossa che da lì a qualche anno si sarebbe fatta riconoscere dagli utenti: 11 milioni, per l’esattezza, solo nel 2016 (6 milioni nel 2014). Quel treno, da allora, non si è più fermato. E oggi viaggia ancora sul binario della responsabilità a 574,8 km/h (un record mondiale di velocità su rotaia). Italo Treno compie cinque anni, un traguardo festeggiato con la presentazione delle nuove divise e con un rinnovato impegno: quello che guarda all’innovazione e alle nuove tecnologie senza lasciare indietro nessuno. Perché per ogni persona che va, c’è sempre qualcuno che resta e che chiede aiuto per dare una svolta al proprio futuro. Così come accaduto ai ragazzi de Il Paese della Sera che Italo ospita ogni giorno a bordo offrendo nuove opportunità di lavoro e percorsi di inserimento sociale. Da azienda giovane incoraggia i giovani guardando al presente e al futuro con occhio critico. E’ la bellezza della responsabilità sociale quando diventa diventa occasione per tutti. Un principio su cui l’azienda ha investito sin dalla sua fondazione e che in questo caso delinea i confini possibili di un Paese in cui l’integrazione, il lavoro, il volontariato e la solidarietà sfidano la paura dell’altro. Stavolta con successo. @GiuliaPolito

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