Giornalino d'Istituto Anno 1 N°3 a.s. 2016/17

 

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Giornalino d'Istituto Anno 1 N°3 a.s. 2016717

Popular Pages


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IIS RUZZA Numero 3 Giugno 2017

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Sommario: Si fa presto a dire Ruzza Chi è Tommaso Pendola Chi è Giulio Natta Soluzione dell’indovinello del numero 1 No al Bullismo (in cinese!) Per ragionar d’amore Volontariato sì grazie Violence against women Freedom writers L’inferno Cosa si nasconde dietro lo schermo del nostro cellulare? Water equals hundreds of opportunities Premiazione del concorso “Diciamolo con arte” Scuola di disegno Come vestirsi sempre alla moda Dietro le quinte della Fashion Week Premiata la creatività: “Ago e filo” Make up Make up: primavera estate 2017 Make up estivo per pelli scure Riso Jollof Poff Poff Guardiani della galassia N.3 Giugno N. 3 3 4 5 6 7 8 11 13 16 22 24 Giugno 2017 26 28 30 31 33 Questa pubblicazione si realizza gra- 35 zie al progetto regionale “Insieme nel mare della libertà” che si propone di favorire l’inclusione degli alunni ap- 37 partenenti a diverse culture. La scuo- la “E.U. Ruzza” funge da capofila 42 coordinando il lavoro dei seguenti istituti: “L. da Vinci”, “G. Valle”, “E. Bernardi”, “G. Marconi”, “G.B. Belzo- 43 ni”, “P. Selvatico”, “P. Scalcerle”, “Cornaro”, “F. Severi” e “P.F. Calvi”. Enti locali coinvolti nel progetto sono 45 il Comune di Padova—Settore Servizi Sociali; CIOFS FP Veneto; Cooperati- 46 va GEA e CPIA. 47 Pag. 2

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Si fa presto a dire Ruzza … Enrichetta Usuelli Ruzza (Monza 1836 – Padova 1908). Scrittrice, poeta, insegnate. Fu educata e istruita dalla madre nei primi anni, per diventare poi allieva di valenti professori. Arrivò nel Veneto nel 1856 per sposarsi con il farmacista di Castelfranco Veneto, Giovanni Ruzza. Durante il suo soggiorno a Castelfranco Veneto, Enrichetta si legò di sincera amicizia con Arnaldo ed Erminia Fusinato, con i quali, oltre all’amore per la poesia, condivideva anche un vivo sentimento patriottico. Fu autrice di poesie, di cui alcune furono lodate da Giosuè Carducci, che la incoraggiò, in diverse lettere, all’attività poetica. Ma dal petto materno il bambinello stacca le rosee labbra e la manina che mollemente vi premea: col guardo già natante nel sonno, il noto volto cerca, e par che sorrida, e poi con lungo sospiro s' addormenta. Giustamente il Carducci, scrivendo il 16 settembre 1870 all'autrice, diceva: « Non mi ricordo di aver mai letto descrizione di tal fatta piú bella e piú vera!…. Questo fenomeno tutto particolare del sonno dei bambini, tanto naturale e tanto artistico, nessuno mai l' aveva colto. Insomma, è quadro tutto nuovo e tutto vero, dipinto con una finitezza, con una leggerezza, con un affetto ammirabile » I suoi componimenti a tema patriottico non poterono tuttavia avere libera circolazione almeno fino al 1866, ma è indubbio che contribuirono a considerare la poesia patriottica uno dei fenomeni più rilevanti della mobilitazione femminile durante il Risorgimento. Nel 1870, per sopravvenute difficoltà economiche, aveva dovuto cercarsi un lavoro trovandolo come insegnate di italiano e dirigente dell’Istituto femminile Pietro Scarcerle a Padova dove si trasferì, grazie alla cultura e alla preparazione dimostrate con alcune pubblicazioni letterarie. Ricoprirà questo incarico fino al 1906. La sua opera di educatrice mirava all’elevazione culturale e morale delle donne, mantenendo tuttavia lo spirito della tradizione, impegnato sulla famiglia. Morì a Padova nel 1908. N.3 Giugno Pag. 3

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E per … par condicio il profilo di Tommaso Pendola Tommaso Pendola (Genova, 22 giugno 1800 – Siena, 12 febbraio 1883) è stato un prete ed educatore italiano, noto soprattutto per la sua opera di educatore dei sordi. Il 29 dicembre 1816 entrò nella congregazione degli Scolopi a Firenze, completando la sua formazione in un contesto in cui la figura di maggior rilievo era quella di Giovanni Inghirami, insigne scienziato, fino alla solenne professione religiosa il 26 ottobre 1823. Dal 1821 fu professore di filosofia e matematiche nel collegio Tolomei di Siena – di cui nel 1842 divenne rettore – e dal 1830-31 fu anche professore di logica e metafisica nell’Università di Siena. Partendo da studi di filosofia, era giunto a occuparsi della questione dell’educazione dei sordomuti come problema insieme teorico-filosofico e pratico-didattico. Nel 1828 fondò a Siena, con la collaborazione di un gruppo di privati benefattori, un istituto per l’educazione di alcuni sordomuti che nel 1843 divenne un istituto statale denominato Regio isti- tuto toscano dei Sordomuti e che si affermò ben presto come rilevante istituzione educativa e come centro tipografico e editoriale specializzato. In tale istituto adottò il metodo mimico. Pendola fu un pioniere della Pedagogia speciale, lasciando inoltre in eredità una cospicua produzione letteraria di carattere pedagogico e didattico, ma anche filosofico e religioso. N.3 Giugno Pag. 4

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E per ultimo … ma non ultimo, Giulio Natta Giulio Natta (Porto Maurizio, 26 febbraio 1903 – Bergamo, 2 maggio 1979) è stato un ingegnere e accademico italiano. È stato insignito del premio Nobel per la chimica insieme con Karl Ziegler nel 1963 per "le loro scoperte nel campo della chimica e della tecnologia dei polimeri". Terminato il liceo, a sedici anni, stupì i genitori decidendo di studiare Ingegneria chimica al Politecnico di Milano. Quan- do arrivò a Milano aveva solo diciotto anni, ma entrò ben presto in un laboratorio molto prestigioso, nello stesso Poli- tecnico. Già alla fine degli anni Venti il giovane scienziato realizzò un’importante sintesi industriale, quella dell’alcol metilico. Nel 1932, con una borsa di studio si recò a Fribur- go dove lavorava Hermann Staudinger, un chimico all’avan- guardia nello studio dei polimeri, grazie al quale egli ebbe modo di avvicinarsi a questo nuovo e importante argomento di ricerca. Tornato in Italia, Natta divenne professore e nel 1939 andò a insegnare Chimica industriale al Politecnico Il bancone da lavoro di Natta di Milano, dove si era laureato nel 1924. Alla fine della Seconda guerra mondiale Natta conobbe Pietro Giustiniani, futuro dirigente della Montecatini, la più grande industria chimica italiana dell’epoca. Nell’estate del 1947 Natta e Giustiniani fecero un viaggio negli Stati Uniti per osservare il livello tecnico dell’industria chimica americana. Entrambi furono colpiti dalla grandezza delle strutture di ricerca, nelle quali erano impiegati migliaia di ricercatori, mentre in Italia operavano solo piccoli gruppi. Al ritorno Giustiniani mise a disposizione di Natta mezzi adeguati per istituire al Politecnico di Milano un centro di ricerca avanzata, sul modello di quelli visti negli Stati Uniti. Natta si rivelò anche un abilissimo organizzatore e riuscì a mettere insieme un ottimo gruppo di ricerca, affiatato e molto competente. N.3 Giugno Pag. 5

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Ottenne quindi un diverso polimero: il polipropilene, un altro tipo di plastica. La nuova scoperta fu subito brevettata con il nome di Moplen®, materiale presto utilizzato per costruire gli oggetti più disparati: innumerevoli utensili da cucina, recipienti di ogni tipo, giocattoli. Fu una vera rivoluzione: gli oggetti in Moplen non arrugginiscono, sono leggeri, non si rompono e possono essere colorati stabilmente con i colori più diversi. Non si era mai visto niente di simile e tutti si affrettarono ad acquistare tali prodotti. La Montecatini cominciò la produzione commerciale del polipropilene nel 1957. Giulio Natta morì a Bergamo nel 1979. Il Moplen serve a fare di tutto: stoviglie, componenti per le auto, bacinelle per l’acquaio, giocattoli, divertente, tanto che a fare da testimoniale è stato scelto un comico: Gino Bramieri. E, soprattutto, colora la vita degli italiani in quelli che sono stati chiamati, grazie appunto a questa invenzione, gli “anni di plastica”. Il Moplen si è affermato in tutto il mondo con una serie di prodotti che hanno cambiato la nostra vita quotidiana e ancora oggi, a distanza di oltre cinquant’anni dalla sua nascita, continua a essere protagonista. Soluzione dell’indovinello del n. 1 La motivazione che ha spinto l’uomo a suicidarsi va ricondotta al fatto che egli era il guardiano del faro e l’incidente era stato provocato dalla sua disattenzione: aveva spento la luce che avrebbe dovuto evitare il naufragio della nave. Il senso di colpa lo aveva sopraffatto spingendolo al tragico gesto! N.3 Giugno Pag. 6

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No al BULLISMO 欺凌 Ve lo diciamo anche in cinese cī rén zhě rén héng cī zhī zhēn zhèng ciáng dà de rén shì bú huì cī 欺人者,人恒欺之 fù ta rén de ér zi yǐ uéi ciáng dà de rén huì tóng guò cī fù ta rén lai sciuǎn shì zì Se tu maltratti gli altri, tutti gli altri possono gǐ de ciáng dà yì gí mǎn zú zì gǐ de sciü maltrattare te róng scin 真正强大的人是不会欺负他人的 而自以为强大的人会通过欺负他 人 来显示自己的强大以及满足 自己的虚荣心 beì cī fù de rén huì sciuǎn zé céng uéi shí shīi bào lì de yì yuán 被欺负的人会选择成为实施暴力 的一员 Le persone davvero forti non maltrattano gli altri ma le persone che si sentono forti, o fanno finta di essere forti, maltrattavano gli altri per mostrare la loro “forza” e per soddisfare la loro vanità. Le persone che sono state maltrattate, scelgono di diventare dei bulli per non essere più perseguitate. Ma…pensa: N.3 Giugno Ilaria Cheng. Lijan Xu, Santina Zhan Pag. 7

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Per “ragionar d’amore” Quando l’amore…sboccia L’amore secondo me L’amore è quell’emozione straordinaria che non L’amore è ricco di significati che mai nessuno sai come esprimere, che ti toglie il fiato, che può pensare di spiegare del tutto. ti fa battere il cuore, che ti rende felice. E’ un sentimento difficile da definire perché L’amore è quella cosa che tutti sperano di tro- racchiude in sé felicità, benessere, tranquil- vare. lità, ma anche eccitazione, rabbia, paura … Quando lo perdi ti senti morire, ma quando c’è Inizia e nemmeno te ne accorgi. ti rende più dolce e più gentile. Lo senti, lo vivi, lo sperimenti e tutto incomincia Non te ne accorgi, ma ti cambia, ti trasforma a muoversi dentro e fuori di te. in meglio, anche se tutti dicono che hai “perso Un attimo prima credevi che il mondo, la vita, la la testa”. realtà fosse il solito “inferno”, poi ti rendi con- L’amore è essere se stessi to che tutto è diverso perché il tuo cuore e i E’ sapere che i tuoi difetti, per lei o per lui, tuoi occhi sono pieni d’amore. sono perfetti. L’amore però, è un’altalena di emozioni intense E’ potersi confidare senza avere paura di es- e contrastanti: a volte lo ami, altre volte lo odi; sere giudicati. a volte ti sacrifichi per lui, E’ sentirsi liberi. altre volte lo cacci; a volte lo E’ sapere che quella persona è lì, solo per te, e desideri altre lo allontani … non se ne andrà lasciandoti solo. In un attimo puoi sentirti in paradiso oppure puoi sentirti Angelica Zorzetto una nullità. A volte ti illudi che sia per sempre, senza fine; altre vol- te soffri in silenzio e non rie- sci ad allontanare quel male che brucia dentro. L’amore può essere anche una menzogna che ti induce a pensare che non ci sia più via d’uscita. E’ il gioco crudele di chi usa il pretesto dell’amore per scherzare con l’altro, banalizzando un sentimento, passando sopra la sensibilità e le attese dell’altra persona. E’ quello che io chiamo il non amore, uno stupido travestimento dell’amore, da parte di chi in realtà non sa e non capisce cosa sia “amore” e si permette di giocare, ferendo. Martina Camporese N.3 Giugno Pag. 8

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Un passo a due In una coppia non servono dimostrazioni o gesti esagerati, piccole attenzioni dicono più di mille parole. L’amore è semplice, spontaneo. L’importante è esserci l’uno per l’altra e sostenersi quando ce n’è bisogno. Amarsi è accettarsi: sentire che non ci sono barriere perché insieme si forma un tutto in cui ognuno è davvero se stesso, quello che davvero vuole essere. L’amore però, può essere vissuto in modo diverso a seconda delle persone. C’è chi è sicuro di essere ricambiato e si affida totalmente all’altro, senza dubitare della propria relazione, ma c’è anche chi, al contrario, ha bisogno di continue conferme, di rassicurazioni, di gesti che dimostrino ciò che si prova. L’amore non è questione di apparenza: bisogna amare una persona per il suo carattere, la sua intelligenza, i suoi pregi e perché no? Per i suoi difetti, perché sono quelli che la rendono bella, unica. Una coppia è una combinazione: nonostante le differenze, i puzzle dell’uno e dell’altro combaciano alla perfezione. Angelica Zorzetto, Alessia Umizzi N.3 Giugno Pag. 9

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Il mondo dell’amore Per me l’amore è insieme paradiso e inferno. E’ in grado di farti vivere e di farti sentire una tale gioia, nel profondo, che potresti davvero sfiorare il cielo con un dito. E pian piano ti insegna ad avere fiducia di una persona e soprattutto ad amare te stesso. Questo è il bello dell’amore, quando quella persona, come per magia, riesce a capirti, a far nascer in te un piccolo spiraglio di luce, capace di rompere la corazza di sempre, dura e pesante. Quello che rende grande l’amore, però, sono piccole cose: un gesto, una parola, un sorriso, il silen- zio, uno sguardo … fanno la differenza. Lo sguardo già: gli occhi parlano … eccome! Lo sguardo non tradisce mai! La vedi subito una persona che è attratta da te solo fisicamente. Il suo sguardo è malizioso e nei suoi occhi scopri sì un intenso desiderio, ma tutto finisce lì, in quell’istinto. Se una persona è innamorata, invece, il suo sguardo diventa un mare di emozioni e i suoi occhi ti comunicano gentilezza, rispetto, fedeltà e inte- resse perché c’è qualcosa di più di una momentanea attrazione: c’è l’attenzione per il tuo modo di essere e di esprimerti. L’amore è armonia. Proprio come nella musica ci sono tante note che insieme compongono una melodia, così, nella coppia, le parole creano accordi o dissonanze. Sopra un’invisibile tastiera le dita sfiorano tasti neri e bianchi: le note bianche sono i bei momenti, le nere sono le giornate storte, cu- pe, pesanti. L’amore tuttavia diventa bello solo se imperfetto: certo si può soffrire e star male, ma quando si crea qualcosa di speciale, insieme, ne vale la pena. In fondo il mondo è bello solo perché è vario, se no diventerebbe un luogo monotono, silenzioso e noioso. Rebecca Panait . N.3 Giugno Pag. 10

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Volontariato?... Sì grazie! Tutti abbiamo il nostro modo di passare il tempo, davanti alla TV, al computer, con un libro oppure preferiamo uscire con gli amici. Abbiamo bisogno di incontrarci, di intrattenerci in attività divertenti, ludiche e quindi cerchiamo sempre nuovi modi per impegnare le nostre giornate Ma avete mai considerato l’idea di usare un po’ del vostro tempo al servizio degli altri? Di aiutare, anche per un paio di ore alla settimana, coloro che, per varie ragioni, si trovano soli o in un momento di grande fragilità? Io ho avuto la fortuna di entrare in contatto con un’associazione che mi ha indirizzato verso il giusto reparto presso il quale presto servizio ora. Si chiama A.V.O., associazione volontari ospedalieri. Non è solo un gruppo di volontari, ma una famiglia, che ti sostiene passo poi passo attraverso l’esperienza del volontario. Ho iniziato seguendo un corso molto utile per capire la mente del malato e, soprattutto, i giusti comportamenti e le regole da rispettare. Il corso non serve solo come preparazione, ma è anche utile per farsi una prima idea e capire se l’esperienza fa per voi. Non tutti se la sentono di intraprendere questo percorso e la cosa è del tutto comprensibile. La preparazione è poi abbinata ad un test per capire la personalità del futuro tirocinante e a un incontro con la psicologa dell’associazione allo scopo di assegnare il giusto reparto al volontario. Se poi il reparto preposto, dopo un periodo di prova, non è adatto, c’è sempre la possibilità di cambiare. N.3 Giugno Pag. 11

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Ti apre la mente e il cuore ma soprattutto ti dà la possibilità di portare un sorriso a chi sta per perdere la speranza. Diana Padurariu La cosa fondamentale è sentirsi a proprio agio e in pace con se stessi, altrimenti diventa faticoso trasmettere positività ai malati. Ma, una volta terminato il corso, la domanda è: perché fare il volontario? Perché un’adolescente, come me, potenzialmente con tanti altri interessi dovrebbe prendersi questo impegno? Questa è una domanda a cui ognuno dà una propria risposta personale. Molti lo fanno per una soddisfazione personale, altri per il bisogno di aiutare il prossimo, altri ancora per ottenere’approvazione. Qualsiasi sia la motivazione, penso che valga la pena tentare. IL volontariato è un’esperienza unica, che ti porta a contatto con le persone e te le fa conoscere da vicino. N.3 Giugno Pag. 12

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VIOLENCE AGAINST WOMEN Violence against women is pandemic and affects a huge number of women worldwide. After an in-depth discussion with our teacher of English on the various forms of genderbased violence, we decided to do a research to see how our countries of origin ( namely: Italy, Morocco, Tunisia, Mali, Iran, China, Moldova, Romania, Albania, Bulgaria,Brasil and Russia) are affected by this hideous phenomenon. ITALY In Italy every two or three days a woman is killed because she is a woman. Recurrently, in these cases the killer is a man who is, or was, in an intimate relationship with her. In the first nine months of 2016, 116 women were victims of femicide (defined as murder of a woman related to her gender).Almost 3.5 million women in Italy have been victims of stalking, according to data from national statistics agency Istat, but only 22 percent of those report the act or seek help. Around one in three Italian women suffer abuse at some point in their life. MOROCCO Domestic violence is a significant problem in Morocco. The 2011 survey on violence against women conducted by the Moroccan government found that 55% of reported acts of violence experienced by women were perpetrated by husbands against wives, and that victims re- ported the violence in only 3% of cases.In addition, 63% of women had suffered an act of violence in the previous year, with only 8.7 % reporting sexual violence. TUNISIA Tunisia is viewed as a relatively advanced country in terms of women’s rights.However, violence against women remains a great problem.According to a 2012 survey of the National Board for Family and Population (ONFP), about 50% Tunisian women said they had been subjected to violence during their life. When a young woman is raped by a police officer she can be charged with indecency which may lead to imprisonment, regardless of her status as a victim. The position of Tunisian women in rural areas remains extremely problematic: 40% of women living in rural areas are illiterate while many rural women face numerous health problems due to a lack of access to free healthcare. MALI Around 35% of women in Mali have experienced physical and/or sexual intimate partner violence. Child marriage (marriage before reaching the age of 18) affects 55% of girls. Around 89 % of girls have been subjected to female genital mutilation/cutting IRAN According to a recent report by Amnesty International, more than 50% of women have suffered psychological abuse (such as intimidation, swearing, repeated depreciation and humiliation) and more than one in three have N.3 Giugno Pag. 13

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suffered acts of physical abuse (such as slapping, kicking, hitting and beating). Almost one in three of the surveyed women have reported having experienced restrictions, which included limiting contacts with friends and family and preventing them from pursuing employment, education and participation in public affairs. CHINA Domestic violence is a big problem in China. According to Chinese government statistics released in January 2013, one in four women in China are subjected to domestic violence, including marital rape and beatings. However, these figures are likely to understate the problem because of the common underreporting of domestic violence due to traditional norms that suggest domestic violence is a private affair and acceptable behavior. In fact,an old saying in China goes: "If you don't beat up your wife every three days, she'll start tearing up the roof tiles"---meaning that a wife that is not periodically beaten gets out if control. The saying not only condones domestic violence but implies it is necessary. However, in the early 2000, the marriage law was amended to explicitly outlaw domestic violence. MOLDOVA A 2011 study found that 63.4% of women in Moldova aged 15 or older had experienced physical, psychological, or sexual violence from an intimate partner over their lifetimes. Sources state that women who are victims of domestic violence in Moldova are also vulnerable to becoming victims of human trafficking and sexual exploitation. The government of the Republic of Moldova has adopted specific legislation to address domestic violence in both the civil and criminal systems. ROMANIA According to a recent survey, 30% of women have suffered physical and/or sexual violence since the age of 15. The survey also revealed that 24% of women in Romania have suffered violence at the hands of their partners or spouses. An additional 14% have suffered violence from a non-partner. Psychological violence affects between 30 and 39% of women. 6% of women suffered sexual violence from either a partner or non-partner, and in 97% of N.3 Giugno Pag. 14

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the cases of sexual violence the perpetrator was a man. Between 2006 and 2012, there were an estimated 72,000 reported cases of domestic violence. Of these cases, 720 resulted in death as a result of domestic violence. ALBANIA Domestic violence in Albania is a serious and widespread problem, with a recent survey showing that some 53 percent of women had experienced domestic violence within the last 12 months. Violence against women is not only perpetrated by current or former husbands/ partners but also parents, brothers, sisters, in -laws, and other relatives. Domestic violence is more likely in some cases depending on the woman’s level of education, work status, age grouping, and marital status. A 2007 study revealed that women with a university education were significantly less likely to suffer domestic violence compared to their less educated counterparts. Women living in rural areas were more likely to experience domestic violence than those living in urban areas. BULGARIA Violence over women in Bulgaria is a severe problem affecting about 30% of women. The causes for domestic violence against women are various: from economic problems (76.1%), unemployment (51.2%), bad living conditions (42.2%), and the abuser’s personality traits (42.2%) (egotism, stubbornness or bad temper), disturbed relations within the couple (10.0%). Sexual violence is another major problem. However only 23% of the victims physically abused at home have sought help and the blame for the sexual assault is often transferred to the victim. BRASIL Recent statistics show that every 15 seconds a woman is assaulted; every two hours a woman is murdered; 59 per cent of people know a woman who has been a victim of violence; and 65 per cent of attacks on women happened behind closed doors. Brazil has the seventh highest rate of violence against women in the world and within the past three decades, at least 92,000 women have been killed inside their homes.Women of colour in Brazil are far more likely to be killed in homicides than white women. RUSSIA Based on studies in a few selected regions conducted by the Russian interior ministry, a shocking 600,000 women in Russia are facing physical and verbal abuse at home every year. Out of those, 14,000 die from injuries in- flicted by husbands or partners. That is al- most 40 a day.But despite many years of dis- cussions, domestic abuse is still not recog- nised as a crime and this hampers help for the victims. STOP VIOLENCE AGAINST WOMEN THE POWER OF CHANGE IS IN OUR HANDS In our opinion, education is the key to fighting violence against women and girls. We should become aware of the fact that when we talk about women we talk about our moth- ers, sisters, aunts, friends, girlfriends etc.and therefore all of us should do some- thing to stop all forms of violations of wom- en’s human rights N.3 Giugno Pag. 15

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