Filmese - Cannes 2017

 

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Filmese - Cannes 2017

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SCHERMI D’AUTORE NOTIZIARIO PERIODICO DEL CIRCOLO DEL CINEMA ASSOCIAZIONE CULTURALE CINEMATOGRAFICA FONDATA A VERONA NEL 1947 / ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE DELLA REGIONE VENETO - CODICE PS/VR 215 / BIBLIOTECA E ARCHIVIO STORICO SUL CINEMA / VIDEOTECA / EMEROTECA / SEDE SOCIALE: VIA DELLA VALVERDE N. 32 - 37122 VR / TEL: 045 8006778 - FAX: 045 590624 - E-MAIL: info@circolodelcinema.it - WEB: www.circolodelcinema.it / Pubblicazione non in vendita riservata ai Soci e agli Amici del Circolo IL CIRCOLO DEL CINEMA A CANNES 70 NUMERO SPECIALE FESTIVAL 2017 FILMESE-SCHERMI D’AUTORE Registrazione presso il Tribunale di Verona n. 68 del 4.10.1954 - Responsabile: Lorenzo Reggiani - Editore: Circolo del Cinema - Stampa: Grafiche Aurora S.r.l. - Via della Scienza 21 - Verona ENTE SOSTENITORE DEL PROGETTO DI CATALOGAZIONE, DI VALORIZZAZIONE E DI MESSA IN RETE DEI MATERIALI DELLA BIBLIOTECA-ARCHIVIO DEL CIRCOLO DEL CINEMA. Verso il 71° anno sociale del Circolo del Cinema Le iscrizioni si apriranno lunedì 11 settembre e la prima proiezione si terrà giovedì 5 ottobre 2017.

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IL CONCORSO CANNES UN FESTIVAL SENZA BRIVIDI Lorenzo Reggiani Settant’anni e dimostrarli tutti. E mostrarli sempre e dovunque. Il Festival di Cannes ha ricordato a tutti, in modo vistoso, che quest’anno ha compiuto gli anni: dal bellissimo manifesto ufficiale rosso con Claudia Cardinale (ritoccata? Polemiche già vecchissime) al tradizionale - pure bellissimo e immutato - logo che precede ogni proiezione e che stavolta vedeva aggiungersi i nomi dei vincitori passati e all’ultimo con un trillo il numero 70. I festeggiamenti in grande e in piccolo per il settantesimo sono però parsi più obbligo che opportunità. E soprattutto non sono stati supportati da una selezione veramente degna, così che, a parte la battuta che girava tra gli addetti ai lavori (“la peggior selezione del nuovo millennio”), l’edizione che doveva festeggiare i sette decenni del festival cinematografico più importante del mondo, si è rivelata una delle più deboli. Nessun capolavoro, tanti “maestri” che hanno deluso, ma soprattutto un diffuso senso di rassegnazione e sconforto, un tono spento. La qualità media dei film è stata modesta. Il direttore Frémaux ha infatti ammesso quest’anno al Concorso molti film, se non mediocri, non all’altezza del festival, inerti, incapaci di suscitare entusiasmi sia pure effimeri, o brividi. Un eterogeneo fil rouge nelle venti opere in concorso: immigrazione, un pizzico di terrorismo, amore, arte e thriller. PALMARES Alla fine, il Palmarès è stato abbastanza equilibrato, ma con una sorpresa proprio alla fine. Il vincitore è risultato infatti un outsider: The square di Ruben Ostlund, unica commedia a vincere il Festival di Cannes da molto tempo. Negli ultimi trent’anni, l’ultima Palma d’oro ad Ruben Ostlund, vincitore della Palma d’oro per il film The square avere elementi umoristici era stata Fahrenheit 9/11 di Moore. Ma quella di Ostlund è proprio una commedia piena, seppur di umorismo scandinavo: protagonista il curatore di un museo di arte contemporanea che si trova nei pasticci dopo il furto di cellulare e portafogli. Il vincitore del Grand Prix invece era molto più atteso: 120 battiti al minuto, favorito tra i francesi e accolto dall’applauso più lungo. L’altro più amato dalla critica, il russo Andrey Zvyagintsev autore di Loveless, si è dovuto accontentare del premio della giuria. Quello per la regia è andato a Sofia Coppola, la prima donna cui va questo premio e c’è poco da dire: c’è chi ha sostenuto che si trattasse di un esercizio di stile; ma, tra tanti che si perdevano o che non trovavano il tono giusto, il suo L’inganno spiccava per compattezza ed eleganza, evitando comunque di fare paragoni con La notte brava del soldato Jonathan, uno dei più bei film di Don Siegel, del 1971, tratto dall’omonimo romanzo di Cullinan. NICOLE KIDMAN L’attrice ha avuto un grande ritorno, presente in tre film, due in concorso - oltre a L’inganno era in The killing of a sacred deer di Lanthimos (premiato ex aequo per la sceneggiatura) - uno fuori gara, How to talk to girls at parties di Cameron Mitchell. E persino negli “eventi” con una serie tv. Quando la giuria ha annunciato di aver attribuito a sorpresa un premio speciale per il 70° anniversario del festival, il pensiero di tutti è corso appunto alla Kidman. 2

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ITALIA PREMIATA Che il cinema italiano, senza film in concorso, avesse comunque ottenuto una buona visibilità, lo si era visto all’annuncio di tutte le sezioni: il conteggio finale dava tre titoli alla Quinzaine des Realisateurs, due al Certain Regard e uno come evento JasmineTrinca, miglior attrice per Fortunata speciale alla Semaine de la Critique. E dopo aver visto i titoli del concorso, si era avuta l’impressione che qualche titolo nostrano nella competizione maggiore non avrebbe sfigurato. Poi sono arrivati due premi, quello a Jasmine Trinca per l’interpretazione in Fortunata di Castellitto e quello a A ciambra di Jonas Carpignano, un riconoscimento destinato al miglior titolo europeo nella Quinzaine. Non si poteva pretendere più di questo. TWIN PEAKS. D’accordo è tv e non cinema, ma l’occasione era troppo ghiotta per il ritorno 25 anni dopo della serie cult anni ’90 che ha fatto da apripista alle serialità d’autore. Del resto dietro la cinepresa c’è di nuovo David Lynch, acclamatissimo sulla Croisette dove vinse la Palma con Cuore selvaggio (1990). In Italia la serie si è vista subito, in contemporanea col festival, su Sky Atlantic e ha dato solo conferme. Twin Peaks The Return è inguardabile da parte di chi non ha tutti i riferimenti del passato e soprattutto non è pazzo per la serie in questione. Per gli altri è una festa: Lynch ha costruito una nuova giostra folle dove abbondano comunque i momenti divertenti e si apprezza il grottesco. E a proposito di cinema e tv, c’erano in competizione due film prodotti da Netflix che saranno trasmessi direttamente in streaming dalla piattaforma, senza passare dalle sale. Non succederà più. Frémaux ha dichiarato che dall’anno prossimo nessun film potrà partecipare al concorso di Cannes se non è prevista una sua uscita nei cinema. GLAMOUR E SICUREZZA. I film non sono stati all’altezza, il mercato ha deluso, con atmosfera mogia e pochi movimenti mentre i colossi delle nuove piattaforme alzano i prezzi e tagliano fuori i piccoli distributori, ma almeno il glamour al festival resiste e gli eventi mondani non hanno fatto sfigurare l’edizione 70. L’alchimia magica di cinema e divertimento notturno è nel dna del festival da sempre, figuriamoci quest’anno. L’evento top resta il galà-asta dell’Amfar per raccogliere fondi per l’Aids, ma ha avuto una buona riuscita anche la grande serata d’onore del 70° al Palais con tanti registi vincitori delle precedenti Palme in mezzo a divi ed autorità. Tutti, personaggi del cinema, pubblico e giornalisti, si sono mossi in un festival blindato con una presenza di forze dell’ordine e con controlli mai visti così massicci. La sicurezza c’era dunque però non si è avvertita in modo pesante. Le code, che a Cannes sono fisiologiche e ogni anno sempre più lunghe, non ne hanno risentito eccessivamente. Certo, il rallentamento è stato inevitabile. PREMI Palma d’oro: The square di Ruben Östlund ----------------------------------Premio del 70° anniversario: Nicole Kidman ----------------------------------Grand prix: 120 Battements par minute di Robin Campillo ----------------------------------Miglior regia: Sofia Coppola per The beguiled ----------------------------------Miglior attrice: Diane Kruger per Aus dem Nichts (In the fade) di Fatih Akin Miglior attore: Joaquin Phoenix per You were never really here di Lynne Ramsay ----------------------------------Miglior sceneggiatura: Yórgos Lánthimos, Efthimis Filippou per The killing of a sacred deer di Yórgos Lánthimos ex aequo Lynne Ramsay You were never really here di Lynne Ramsay ----------------------------------Premio della giuria: Nelyubov (Loveless) di Andrey Zvyagintsev ----------------------------------Camera d’or: Jeune Femme (Montpar- nasse bienvenue) di Léonor Serraille ----------------------------------Palma d’oro del cortometraggio: Xiao Cheng Er Yue (A gentle night) di Qiu Yang ----------------------------------Un Certain Regard: Lerd (A man of integrity) di Mohammad Rasoulof ----------------------------------Premio della giuria: Las hijas de abril (April´s daughter) di Michel Franco ----------------------------------Miglior attrice: Jasmine Trinca per Fortunata di Sergio Castellitto 3

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CURIOSITÀ PALMA D’ORO DA 118 GRAMMI E TAPPETO ROSSO DA 1800 METRI Amenità e numeri del Festival Ecco in pillole curiosità e numeri del Festival di Cannes. LA PALMA D’ORO È d’oro giallo e pesa 118 grammi; costa ben 20.000 euro. Quest’anno poi è stata realizzata da un gioielliere di lusso come Chopard che ci ha messo tre mesi per confezionarle una ad una. La prima è stata attribuita nel 1955 al film americano Marty di Delbert Mann. Nel maggio 1997, in occasione del 50° anniversario del Festival, è stata assegnata la palma delle palme a Ingmar Bergman. Nel 2013 tre palme d’oro sono andate a La vie d’Adèle di Kechiche. Nel 1946 Michèle Morgan è stata la prima personalità a ricevere il premio come migliore attrice per il ruolo di Gertrude nella Sinfonia pastorale di Jean Delannoy. Solo una donna finora ha vinto la Palma d’oro. È Jane Campion, regista neozelandese che nel 1993 se l’è aggiudicata per Lezioni di piano. IL RED CARPET 1800 metri è la lunghezza totale del tappeto rosso necessario ad ogni festival. Una cifra astronomica a prima vista, ma va considerato che il tappeto che ricopre la scala del Grand Theatre Lumière misura 60 metri di lunghezza e che viene cambiato ben tre volte al giorno. IL BUDGET È di 20 milioni di euro il budget totale del Festival. L’AFFLUENZA 157 mila è il numero di persone che accoglie Cannes durante la manifestazione. SELFIE Zero è il numero di selfie che sono stati scattati sulla Montée des Marches dal 2015 ad oggi. CHAMPAGNE 360mila è il numero di flûte di champagne riempiti nei 12 giorni di festival. EXTENSION 300 metri è la lunghezza delle ex- tension applicate dai parrucchieri durante la kermesse. PREZZI FOLLI 510mila euro è il prezzo da pagare per ormeggiare il proprio yacht per una settimana durante questo periodo. Secondo molte fonti il prezzo di una notte nella suite Penthouse Majestic si aggira intorno al 46mila euro. DITO MEDIO Numerose le star che hanno alzato il proprio dito medio in segno di protesta. Ne citiamo solo due: Quentin Tarantino ha fatto questo gesto “elegante” nel 1994, mentre solo quattro anni fa l’ha fatto la nostra Asia Argento. L.R. ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEI SOCI Ricordiamo a tutti i Soci che nella prima settimana di luglio si terrà l’Assemblea Generale Ordinaria dei Soci che aprirà l’anno sociale 2017/18, come previsto dallo statuto dell’Associazione. Tutti i Soci aventi diritto di voto riceveranno la lettera di convocazione con l’indicazione di luogo, data e orario. via della Valverde, 32 - Verona tel. 045 8006778; mail: info@circolodelcinema.it www.circolodelcinema.it

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