Liberamente Giugno 2017

 

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Liberamente V uscita

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Liberamente V uscita, Giugno 2017 IN QUESTO NUMERO... 1/4 degli studenti favorevoli alla Nova Maturitas Per l’ultimo sondaggio del Liberamente, abbiamo scelto di chiedere agli studenti del Triennio una loro opinione sulla nuova struttura dell’Esame di Maturità che, salvo imprevisti, a partire dal 201 9 farà tremare (o forse no) gli attuali studenti di terza. Prima di tutto, tra i 1 64 studenti che hanno partecipato all’indagine statistica... ...continua a pag. 2 A scuola di raggi cosmici Il progetto EEE (Extreme Energy Events), presentato ufficialmente al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca il 3 maggio 2004, nasce dall’idea di realizzare su scala nazionale un sistema integrato di rivelatori per lo studio dei... ...continua a pag.4 Intervista a Bruno Tutti quanti, all’intervallo, abbiamo chiesto a Bruno almeno una volta un panino o un pacchetto di patatine. Tutti all’interno del nostro liceo sanno chi è, ma nessuno sa come sia diventato il Bruno che conosciamo noi... ...continua a pag. 6 Editoriale Finalmente la fine di Valerio Lorenzo Cancian Siamo arrivati alla fine. Sorvoliamo sul “come” ci siamo arrivati. Dopo settimane di lunghi pomeriggi e serate (per non dire nottate) trascorsi sulle “sudate carte”, siamo giunti agli ultimi giorni di scuola, quelli in cui si pensa già all’estate, al divertimento, al caldo, alle lunghe serate che dopo tanto tempo non saranno più occupate dai libri. La cosa più importante è una: la tempesta è passata; fate un lungo respiro e pensate “iniziano le vacanze”. Discorso a parte, invece, per i cari maturandi che, dopo un periodo faticoso come quello degli altri, devono tenere ancora duro per qualche settimana. Tranquilli, ce la farete! Fate anche voi un lungo respiro ma pensate “non devo mollare proprio ora”! Se vi può consolare, vi dico che sta per finire il vostro “periodo galferino”; sono già trascorsi cinque anni (cinque per i meno amanti delle mura del Galfer, s’intende) e tra poco cambierete letteralmente vita. Vi ricordate ancora il primo giorno di liceo? Quanto siete cambiati da allora? Domande che vorrei fare anche a tre redattori del Liberamente, Alessandro Reineri, Federica Di Monaco e Francesca Rolle, tre colonne portanti del nostro giornalino che stanno per concludere la loro esperienza in Corso Montevecchio 67. Ne sentiremo la mancanza. Sempre a proposito di Maturità, qualche settimana fa abbiamo chiesto a tutti gli studenti del triennio un’opinione sulle modifiche che verranno apportate all’esame a partire dal 201 9: non sembra siano piaciute molto (a pag. 2 trovate i risultati) Ma torniamo a noi, noi del Liberamente che, per la prima volta, chiudiamo l’anno con l’edizione n°5, per di più di 20 pagine. Abbiamo seguito la Giornata della Scienza da vicino, abbiamo documentato la Reflag Cempions Cup (torneo di calcetto esterno al liceo, ndr), abbiamo creato un’edizione in cui raccontavamo il 201 6, abbiamo partecipato ad un concorso nazionale rivolto a tutti i giornali scolastici. Sono stati mesi di novità, novità volte a spianare la strada per il prossimo anno scolastico, in cui il Liberamente spegnerà ben quindici candeline. Dunque, a nome della Redazione, faccio un in bocca al lupo ai maturandi (tranquilli, siete maturati abbastanza) e auguro a tutti gli altri una felice estate. A settembre, sempre qui, sul Liberamente! LIBERAMENTE - Giornalino periodico studentesco del L.S.S. Galileo Ferraris DIREZIONE: Alessandro Reinieri, Valerio Lorenzo Cancian IMPAGINAZIONE: Sara Pisoni COLLABORAZIONE GRAFICA: Sofia Sodero, Paolo Sandrone Manda il tuo articolo o la tua vignetta a: liberamentegalfer@gmail.com liberamente_galfer liberamentegalfer

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DATA JOURNALISM Maturità: che odissea! Solamente 1 galferino su 4 è completamente favorevole alla nuova struttura della Maturità di Gregorio Tibone 3^B di Valerio Lorenzo Cancian 3^B Per l’ultimo sondaggio del Libe- lizzando i risultati, abbiamo certo, arrivare con 40 crediti ramente, abbiamo scelto di chie- constatato che il 65,6% ritiene sarebbe un terno al lotto. A quedere agli studenti del Triennio che l’Alternanza scuola-lavoro, sto punto, quali sono le motiuna loro opinione sulla nuova programma al centro di mille vazioni di coloro che si ritengono struttura dell’Esame di Maturità dibattiti e critiche, abbia troppo “completamente sfavorevoli”? che, salvo imprevisti, a partire peso nella valutazione comples- Anche in questo caso il 51 ,7% è dal 201 9 farà tremare (o forse siva; a seguire con il 1 8,8%, net- contro l’Alternanza scuolano) gli attuali studenti di terza. tamente minore della prece- lavoro, ma il 37,9% pensa che Prima di tutto, tra i 1 64 studenti dente, l’opinione secondo cui sia stato un errore abolire la che hanno partecipato all’in- sarà l’aumento dei crediti a dar terza prova, il temutissimo quizdagine statistica, 3 su 4 hanno troppo peso all’andamento del zone! Quando abbiamo chiesto i affermato di essere a co- percorso triennale. D’altronde si singoli elementi cui si è sfavo- noscenza delle modifiche che parla di ben 40 punti totali, un revoli la percentuale si è addi- saranno apportate fra due anni: numero non indifferente. Per rittura innalzata al 58,62%, sec’è, per fortuna, una discreta in- quanto riguarda gli elementi con- guita dalla solita Alternanza e formazione. Tra coloro che si tro cui si sono schierati i “par- dall’introduzione dei Test Invalsi sono detti “informati”, 1 su 2 ha zialmente favorevoli”, facciamo (la cui percentuale, però, si affermato di essere “in parte fa- riferimento anche all’intro- abbassa di più di 1 0 punti vorevole” alla Nova Maturitas duzione dei Test Invalsi di percentuali rispetto all’opinione (pseudonimo che ci è piaciuto Italiano, Matematica e Inglese dei “parzialmente favorevoli”). talmente tanto da usarlo come (seppur in un periodo prece- Gli studenti del Galfer, o perlo- titolo del sondaggio, ndr); la re- dente l’Esame di Stato) e alla meno alcuni, hanno espresso la stante metà si è suddivisa in diminuzione del punteggio della loro idea: riluttanti alle Invalsi e altre due parti uguali, la prima prova orale da 30 punti a 20, all’Alternanza, un’Alternanza che schierata dalla parte del “sono prova che in molti casi veniva forse non è ancora stata ben favorevole” e l’altra da quella del ritenuta un possibile “salva- valorizzata e organizzata. Una “non sono favorevole”. Dunque, i gente” per i meno brillanti. Inve- nota confortante: quasi nessuno favorevoli “assoluti” sono poco ce per quanto riguarda i “favo- ha affermato che la nuova meno di un quarto così come gli revoli”, la causa principale di Maturità sarà più difficile di sfavorevoli. Che cosa ha portato questa scelta risulta essere quella che dal 201 9 andrà in quindi ben 63 studenti a dire l’aumento dei crediti complessivi pensione. Sarà proprio così? “LSAonSoTOinRpIaArte favorevole”? Ana- accumulati durante il triennio: L’esame di maturità viene introdotto nel 1 923 dall’allora ministro Giovanni Gentile. In origine, consisteva in quattro prove scritte e l’orale su tutte le materie, valutate con un voto ciascuna. L’impatto nell’anno della sua introduzione fu estremamente negativo, soltanto metà degli studenti ottenne il diploma. A causa della guerra furono apportate numerose semplificazioni, che vennero però annullate nel 1 952. Nel 1 969 l’esame venne rivolu- zionato: le prove scritte furono ridotte a due, come anche le materie dell’orale, e si decise di esprimere il voto finale in sessantesimi. Nel 1 997 viene introdotto l’esame come lo conosciamo noi oggi. Il nome cambia da “Maturità” ad “Esame di Stato” e vengono introdotte le ormai canoniche tre prove scritte accompagnate da un esame orale su tutte le materie. In quest’anno viene anche istituito il sistema dei crediti scolastici e dei crediti formativi. Dopo alcune modifiche, la distribuzione dei crediti si stabilizza: 25 dovuti agli anni passati, 30 all’orale e 45 alle tre prove scritte. L’unico caso noto di divulgazione anticipata di un testo d’esame è documentato nel 1 976, quando la prova di italiano dovette essere rimandata su tutto il territorio nazionale a causa di uno sconosciuto che, circonvenendo una suora preside di un liceo, era riuscito a sapere in anticipo le tracce dei temi. COSA CAMBIERÀ DAL 201 9 1 . Abolizione terza prova 2. Introduzione Test Invalsi di Matematica, Italiano e Inglese in un periodo precedente l’esame 3. Colloquio orale, prima prova e seconda prova varranno 20 punti ciascuno 4. I crediti scolastici complessivi (calcolati anche in relazione all’alternanza) saranno 40, ben 1 5 in più 2 LiberamenteV uscita, Giugno 2017

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Che cosa ne pensi? Perchè sei favorevole? Perchè sei in parte favorevole? Perchè sei sfavorevole? LiberamenteV uscita, Giugno 2017 3

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QUI. GALFER A scuola di raggi cosmici di Valerio Lorenzo Cancian 3^B di Sara Pisoni 3^M Il progetto EEE (Extreme Energy Events), presentato ufficialmente al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca il 3 maggio 2004, nasce dall’idea di re-alizzare su scala nazionale un sistema integrato di rivelatori per lo studio dei raggi cosmici di elevatissima energia. Questo progetto si rivolge ai ragazzi del triennio e permette loro di rilevare i raggi cosmici con la Cosmic Box oppure di lavorare sui dati ottenuti dal telescopio. Questo studio, voluto dal Prof. A. Zichichi, è stato ideato per avvicinare le scuole alla ricerca sui raggi cosmici, raggi che sono stati molto utili per il progresso della Fisica. L’idea è strutturata su base modulare e prevede l’installazione in circa 1 00 scuole italiane di rivelatori MRPC (Multigap Resistive Plate Chambers), sincronizzati tramite la tecnologia GPS, al fine di permettere lo studio di sciami di elevate dimensioni cui corrispondono cosmici primari di elevata energia (per ulteriori info visita il sito eee.centrofermi.it). Giovedì 27 aprile, gli studenti del Galfer che hanno partecipato al progetto hanno tenuto il terzo workshop sui raggi cosmici, un “appuntamento scientifico” in cui gli allievi sono stati dei veri e propri relatori davanti a ragazzi e professori. Hanno infatti dovuto rispondere anche alle domande di tre professori dell’Università di Torino, ospiti, almeno per questa volta, del nostro liceo. L’intero evento è stato organizzato nei minimi dettagli dai ragazzi di terza che, solo da quest’anno, si sono avvicinati ai raggi cosmici. Secondo una rigida scaletta, tre gruppi differenti hanno esposto le proprie ricerche/studi davanti ad una gremita aula a gradoni; i tre argomenti trattati erano: Efficienza della Cosmic Box in funzione della temperatura operativa; Un primo approccio alla lettura e manipolazione dei dati registrati dal telescopio; Presa dati automatica con la Cosmic Box. Si è parlato, dunque, di tre aspetti differenti dello stesso tema: la raccolta dei dati, l’elaborazione e infine l’analisi dei dati e le eventuali osservazioni che nascono da questa. Dopo la conclusione delle esposizioni dei ragazzi, il professor Piero Galeotti del Dipartimento di Fisica ha consegnato gli attestati a tutti gli studenti che hanno concluso il loro percorso in questa attività. Per finire, come ogni workshop che possa essere definito tale, è stato offerto un rinfresco per tutti i presenti. Due domande al Prof. Piero Galeotti (Università di Torino, Dipartimento di Fisica) Perché è bene portare avanti il progetto EEE Cosmic Box? Innanzitutto, visto che siete un liceo scientifico, molti di voi frequenteranno facoltà matematiche o tecniche (mi auguro Fisica ); è quindi bene capire che il metodo scientifico è un modo rigoroso di fare esperimenti, di saperli interpretare usando dati sicuri e affidabili. Inoltre, questi ultimi riguardano lo studio dei raggi cosmici che sono una delle caratteristiche più importanti della Fisica moderna, la quale nasce tra la fine del 1 800 e l’inizio del 1 900 con la relatività, la meccanica quantistica e con la nascita appunto dello studio dei raggi cosmici. Se oggigiorno siamo a questo punto in questi campi, è anche grazie allo studio di questi particolari raggi. Ha qualche consiglio per i ragazzi che frequentano questo progetto? Non credo che abbiano bisogno di molti consigli perché, partecipando al progetto, hanno già tutte le informazioni di cui possono avere necessità; tuttavia, l’unico consiglio che mi sento di dare è quello di prelevare i dati in modo preciso senza avere dei “buchi”: il telescopio deve funzionare per il maggior tempo possibile nelle condizioni migliori. 4 LiberamenteV uscita, Giugno 2017

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SCIENZA Chi l'avrebbe detto? di Xhomela Sollaku 3^B Il più delle volte, lo sviluppo scientifico viene accomunato a studi impegnativi, ma non funziona sempre così. Troviamo, infatti, un gran numero di scoperte del tutto occasionali, indicate con un neologismo che indica il “trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un’altra”: la serendipità. Nel mondo della medicina, una delle più famose è la scoperta della penicillina. Alexander Fleming, nel 1 928, lasciò una coltura a contatto con batteri di stafilococco. Quando tornò dalle vacanze, trovò la coltura contaminata da una muffa che aveva impedito la crescita dei batteri, scoprendo così un antibiotico! Un’altra scoperta molto utile, e se vogliamo anche pericolosa, benché sia molto utilizzata in medicina, sono i raggi X: furono scoperti da Wilhelm Röntgen, mentre stava cali-brando dei tubi catodici; si accorse della presenza di un bagliore che non avrebbe dovuto esserci, e notò che rendeva possibile vedere che cosa c’era all’interno del corpo, sotto la pelle. Inoltre una curiosa scoperta è riconosciuta agli alchimisti medievali cinesi: stavano cercando una formula per la vita eterna, mescolando sostanze chimiche e bevendone il risultato. Ad un certo punto provarono a mescolare carbone, zolfo e salnitro in proporzioni ben precise ed ottennero una polvere nera, la polvere da sparo, che divenne una delle invenzioni belliche più importanti. Anche uno degli elettrodomestici più diffusi nelle nostre case, il forno a microonde, è stato progettato in modo del tutto casuale. È dovuto ad un ingegnere che stava aggiustando le frequenze d’onda per poter utilizzare un nuovo tipo di radar e, mentre lo faceva, si accorse che una barret-ta di cioccolato che aveva in tasca si stava sciogliendo. Interessante anche l’invenzione dei post-it: nel 1 968 il dottor Spencer Silver cercò in tutti i modi di creare una colla super-forte che si asciugasse all’istante, ma riuscì solo a trovare un collante estremamente debole e che non si asciugava mai. A quel punto decise di usare lo strano composto per tenere fermo un segnalibro che usava nella Bibbia. Naturalmente, anche alcuni alimenti sono stati scoperti accidentalmente. Ad esempio, il farmacista di Atlanta John Pemberton stava cercando una soluzione per curare il mal di testa che lo affliggeva a causa di una ferita subita in battaglia. Realizzò quindi una specie di sciroppo con ingredienti segreti; il 1 5 novembre 1 886, un certo Wilkes ne chiese un bicchiere, ma il cameriere per sbaglio mescolò lo sciroppo con l’acqua frizzante, dando vita alla Coca-Cola. Nel 1 853, invece, il cuoco George Crum, del ristorante Saratoga Springs, era irritato a causa delle lamentele del padrone del locale, che disprezzava le patate del cuoco, tagliate in fette spesse. Allora il cuoco tagliò le patate più sottili possibili, le frisse e le ricoprì con tantissimo sale, per dispetto al capo. Il titolare, invece, le apprezzò moltissimo e nacquero così le patatine fritte. Molto particolare, invece la scoperta del ghiacciolo: fu inventato da un bambino, l’11 enne Frank Epperson, che in una notte gelata aveva lasciato sul davanzale della finestra un bicchiere di acqua e soda con dentro il bastoncino che aveva usato per mescolare. Il giorno dopo, Frank prese il blocchetto di ghiaccio e, usando il bastoncino come manico, mangiò il primo “ghiacciolo”. Nel 1 924 brevettò la sua idea e divenne ricco. Continuerei ad elencare altre scoperte casuali, ma farò un annuncio: pasticcioni di tutto il mondo, unitevi! Anche noi possiamo dare un contributo all'umanità in modo del tutto impensabile! LiberamenteV uscita, Giugno 2017 5

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QUI, GALFER Intervista a Bruno di Tommaso Tenconi Jolanda Baudino 3^G Tutti quanti, all’intervallo, abbiamo chiesto a Bruno almeno una volta un panino o un pacchetto di patatine. Tutti all’interno del nostro liceo sanno chi è, ma nessuno sa come sia diventato il Bruno che conosciamo noi, idolo delle folle affamate. Proprio per questo abbiamo deciso di andare a intervistarlo. Allora, tu da quanti anni sei qui al Galfer? Volete sapere dall’inizio? Ho iniziato al Sommelier, perché qui non c’era ancora il bar, nel ’95 1 995! Voi di che anno siete? Siamo del 2000... Non eravate neanche nati! Poi, nel ’97 più o meno, i professori del Galfer venivano a prendersi il caffè al Sommelier, perché qui non c’era il bar e neanche i distributori Allora, proprio nel ’97, su richiesta dei ragazzi, abbiamo aperto questo piccolo bar. Sono rimasto qua fino al 2000, poi sono tornato nel 2005, quando ho aperto tutti e due i bar, uno qui e uno al Sommelier. Da allora ho aperto anche altri bar in altre scuole: Segrè, Rosa Luxemburg, Primo Levi Però tu stai sempre qua. Sì, sempre qui al Galfer. Qui è il posto migliore, come questa scuola non ce ne sono in giro, sappiatelo. Neanche il Segrè era così. Come ambiente, i ragazzi, i professori Vi “rompono” perché vogliono che siate preparati a qualsiasi evenienza, che siate pronti a tutto. Tu esci di qua e puoi fare qualsiasi cosa. Ma tu a che ora arrivi la mattina per preparare i panini? Volete sapere la mia mattinata? Io tutti i giorni prendo le cose fresche per voi. Tutti i giorni vado a fare la spesa al supermercato all’ingrosso. Mi sveglio alle 5:1 5 – 5:20, vado fino in via Pianezza, mi carico la macchina di prodotti, così riesco anche a cambiarvi il panino tutti i giorni. Poi faccio il giro e vado a prendervi anche le verdure fresche, e passo pure dal mercato. Arrivo qui quando aprono la scuola, quindi alle 7:1 5. E inizi già a preparare o inizi un po’ dopo? Sì, cominciamo già a preparare con le ragazze: subito mettiamo le brioches, poi iniziamo a fare un po’ di panini e mano a mano andiamo avanti. E, più o meno, arriva più gente nell’intervallo delle 1 0 o a mezzogiorno? Direi che non c’è differenza: una volta c’era più folla a mezzogiorno, ora si sono divisi bene. Beh, io onestamente ho più fame alle 1 0, perché finisci colazione e poi ti viene già fame... Poi piuttosto tiro avan-ti fino a pranzo. Sì, dipende se poi devi fermarti anche il pomeriggio, in quel caso mangi a mezzogiorno A questo proposito, tra il pranzo per i professori e i ragazzi, fino a che ora stai qui a scuola nel pomeriggio? 1 5:00 – 1 5:30 Dipende da quanta affluenza di gente c’è. Più o meno, in una giornata, quanti panini vendi? Anche in questo caso dipende da quanti di voi si fermano, per esempio quando c’è Scuola/Lavoro In quel caso facciamo all’incirca cento panini in più al giorno. Comunque siamo sempre lì, sui 500 pezzi tra panini e pizzette. E dobbiamo prepararne un tot entro le 1 0 e un tot entro le 1 2! C’è un panino particolarmente venduto, che magari ti dici “Ah, questo qua è il mio pezzo forte”, perché te lo comprano sempre? C’era, una volta, ora non c’è più il pezzo forte. Una volta era prosciutto cotto-maionese. Panino clou: cottomayo. Adesso invece c’è un maggiore assortimento di ingredienti, quindi uno può variare. Prima c’erano il cottomayo, il pathé di tonno e la focaccia farcita. Punto. Adesso invece ci siamo evoluti: kebab, cotoletta, cordon bleu, salsiccia Devi anche andare un po’ avanti coi tempi. Ci sono più richieste, anche da parte dei ragazzi. Non so se ci siano più vizi Ma non è essere viziati, “il palato vuole anche il suo”: non è “mangio 6 LiberamenteV uscita, Giugno 2017

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perché devo riempirmi la pancia”. Mi dispiace solo che poca gente prenda i panini con le verdure, che farebbero bene. Io ho provato a proporli, ma non vanno. Vabbè, basta poi che uno le mangi a casa. Le verdure, ma anche la frutta. Io ce l’ho la frutta da vendere, al bar faccio la macedonia, ho provato anche con qualche yoghurt. Però sono cose già più impegnative. E poi volevamo chiederti un’altra cosa, ma questa è più sul ridere Ti alleni o è solo l’esperienza che ti aiuta nel distribuire i prodotti, nel passarli così velocemente (Ride) No, io ho proprio iniziato a lavorare correndo. Ho cominciato a 1 5 anni a fare questo tipo di lavoro, alla banca San Paolo. All’interno c’era una mensa con annesso un bar. La San Paolo era grande, si trovava in Via Nizza, dove ora c’è La Stampa. E lì ho iniziato davvero una bella gavetta, perché dovevo essere veloce. Poi avevo i capelli un po’ lunghi all’epoca, e c’era un funzionario della San Paolo che non voleva vedermi con i capelli lunghi e quindi diceva che non ero bravo! Allora, da quel giorno, sono andato un po’ più veloce Ma sempre con i capelli lunghi! A 1 6 anni gestivo già un bar da solo, con il caffè, i toast ecc. Gestivo, ma nel senso che comunque dietro di me c’era un’azienda. E poi perché hai cambiato? La scelta della scuola è stata per avere contatto con i ragazzi? No. Semplicemente quando c’è stata l’occasione di aprire il bar al Sommelier ho accettato, in fondo un cambiamento va sempre bene nella vita, bisogna provare cose nuove. Come è stato cambiare ambiente? Lavorando a scuola vedi proprio l’evoluzione della vita, tutti gli anni noti il cambiamento dei ragazzi. Sì, e magari quelli della banca non urlavano: “Bruno! Bruno!” Invece (Ridiamo) Erano tutti così: “Bruno, dammi un caffè!” Tornavano bambini quando venivano al bar! Eh, il cibo fa quell’effetto a tutti. Già, fa proprio lo stesso effetto a tutti. Non vedevano nessuno davanti, “ci sono io e basta”. E ci sono delle volte magari in cui sei stanco? Dove ti dici che non ce la fai più, basta. No. Questo è il mio lavoro, mi piace, io non sono mai stanco. Non ho mai detto: “Non ne posso più”, perché appena lo dici vuol dire che è proprio l’ora di chiudere. Soprattutto in un lavoro del genere, dove sei sempre a contatto con la gente. Mai detta una cosa del genere. Non mi è mai venuta in mente. Quindi è proprio una passione che hai dentro. Sì, è una passione: stai in mezzo a tutta questa gente, parli, come stiamo facendo adesso noi. La volta che ti venisse quell’input, non ce la faresti più ad andare avanti. E allora Cambia lavoro, subito. SUDOKU di Sofia Sodero 4^L LiberamenteV uscita, Giugno 2017 7

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DAL MONDO Il mondo è bello perché vario di Sara Pisoni 3^M Mentre la scuola ci impegna sempre di più, tra interrogazioni dell’ultimo minuto, compiti in classe e medie dei voti che devono essere per forza tirate su, nulla intorno a noi si ferma, tutto continua, talvolta in modo veramente strambo; ma non è forse vero che il mondo è bello perché vario? Tra una sessione di studio forsennato e un’altra, a chi non capita di uscire a prendere una boccata d’aria? Staccare il cervello, ammirare come si muove la città e come, oramai, l' Estate sia alle porte, può veramente aiutare ad essere più produttivi. Quante volte ci è capitato, mentre attraversiamo, di passare sulle strisce pedonali quando la luce era rossa oppure di attraversare lontano da esse? Ebbene, le Autorità della città di Wuhan, la seconda città più popolosa della Cina, hanno deciso di stroncare radicalmente questo vizio installando dei tornelli ai principali incroci che permettono ai pedoni di passare solo dove e quando ne hanno il diritto. fuso e può portare a gravi incidenti o alla formazione di ingorghi e rallentamenti nel traffico. Le Autorità hanno spesso cercato di fermare questa cattiva abitudine ricorrendo ai metodi più disparati, come quello di fare indossare cappelli verdi a chi veniva trovato ad attraversare fuori dalle strisce, per svergognarlo, oppure posizionare manichini che riproducevano incidenti per tentare di sensibilizzare i pedoni sui rischi. Tuttavia, tutti i metodi provati non hanno avuto molto successo: vedremo come finirà il tentativo dei tornelli. Come non serve attraversare le strisce quando il semaforo è rosso per sentirsi alternativi, non occorre un’auto costosissima per essere notati: basta che il proprietario abbia un po’ di creatività, fantasia e circa 5000 automobiline da collezione! È questo il caso di Datuk Seri Mahadi Badrul Zaman, un imprenditore malese che, non sapendo dove collocare la sua collezione di Hot Wheels, raccolte da quando aveva 1 3 anni, e volendo rendere la sua Jaguar più particolare, ha pensato bene di “prendere due piccioni con una fava” e decorare la sua macchina con le sue piccole automobiline. eccentrico imprenditore non venga la malsana idea di parcheggiare davanti a scuole o a parchi giochi, perché ai bambini potrebbe venire in mente di staccare un pezzo della sua preziosissima opera d’arte per giocarci a casa! Ogni persona può avere un sogno. Alcuni si realizzano, altri rimangono delle ombre chiuse in un cassetto in attesa di essere riscoperti, ma non è questo il caso di Annie, una donna olandese quasi centenaria: “Ho sempre desiderato sperimentare una cella dall’interno”, spiega alle Autorità di Nimega dopo averle contattate per chiedere se potevano realizzare il suo desiderio. Stupiti dalla richiesta, gli agenti della città l’hanno poi arrestata, permettendole di vivere questa avventura. Le foto della donna ammanettata hanno fatto il giro del web, che è stato colpito dal sorriso a trentadue denti che la illuminava. Possiamo installare tornelli In molti Paesi dell’Asia agli attraversamenti, decorare centrale si usa la locuzione macchine con altre macchine “attraversamento cinese” per o persino venire arrestati su indicare il passaggio scorretto richiesta, l’importante è non da un marciapiede all’altro, in smettere mai e poi mai di quanto, in Cina, questo sognare e di rincorrere i nostri fenomeno è largamente dif- Speriamo che a questo desideri. 8 LiberamenteV uscita, Giugno 2017

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CURIOSITÀ Sicuri di aver visto proprio tutto? di Chiara Peretti 2^B Proprio quando si ha la certezza di aver visto ormai tutte le trovate più assurde, proprio in quel momento avranno inventato qualche cosa ancora più strana e inimmaginabile. Curiosando un po’ sul web, ci si imbatte in creazioni a dir poco originali: nell’ultimo periodo è stato lanciato un accessorio per il telefono chiamato “Kissenger”. Ideato da Emma Zhang, vuole facilitare l’aspetto critico delle relazioni a distanza: la mancanza di un contatto fisico. Proprio per questo l’ideatrice ha costruito una periferica per smartphone che permette di baciare a distanza. Il Kissenger si installa sul telefono come una cover ed è dotato di grandi “labbra” di silicone, dove viene trasmesso il bacio, inoltre minuscoli e precisi sensori registrano le pressioni delle labbra, che vengono poi riprodotte a distanza sul terminale gemello grazie ad appositi sistemi. Bene, vi ho trovato l’oggetto perfetto per le vostre relazioni complicate! Ma se non potete applicarlo perché lo smartphone, magari, è rotto? Ho pensato anche a questo: la rete propone un’enorme quantità di soluzioni. Hai paura che appena comprato il nuovo cellulare si possa scheggiare cadendo? Nessun problema, da oggi puoi avere un iPhone leggermente modificato ma del tutto resistente: in Svizzera, infatti, hanno presentato l’iPhone 7 Carbon Concept Edition, una versione speciale del nuovo smartphone di Apple, in cui il telaio è sostituito da una struttura in carbonio fatta a mano, che lo rende estremamente resistente e leggero. Sì, certo, è una magnifica invenzione ma il prezzo? 1 7.000 $: una modica cifra, insomma. Se invece ti interessa poco che il tuo telefono si rovini e vuoi puntare più sulla qualità, sempre rimanendo in casa Apple, la scelta migliore è un iPhone 7 a tema Donald Trump, con una cover in oro massiccio e con diamanti incastonati. La sua realizzazione richiede 1 80 ore di lavoro ad un team di abili orafi che richiedono solamente la cifra di 1 51 .000 $. Ultima, ma non per utilità, è un’invenzione chiamata Waki no Shita Kura: sul bus continui a trovare la stessa perso- suda troppo e lascia odori sgradevoli? Esiste il regalo perfetto anche per questo: in Giappone hanno creato un ventilatore per ascelle da agganciare alla manica, è di piccole dimensioni, con un peso di 29 grammi e, soprattutto, silenzioso: un aspetto sicuramente importante, perché se è vero che le macchie di sudore sotto le ascelle possono essere imbarazzanti, probabilmente delle ascelle rumorose lo sarebbero altrettanto. Quale regalo scegliete di farvi per passare quest’estate al meglio? Mentre decidete vorrei dire solo una cosa: BUONE VACANZE! na che, soprattutto d’estate, GALFERINI A QUATTRO ZAMPE E anche in quest' ultimo numero del Liberamente troviamo un at­ tentissimo Fufù, il furetto di Ana­ stasia Aiassa (se questo nome non vi dice niente provate con Billa) che nel caldo del pomeriggo si ri­ taglia un momento per la lettura. A destra invece troviamo Ambra, la cucciolona di Simone Appiano che si sta appassionando al nostro giornalino! Anche al tuo animale dome­ stico piace leggere il Libera­ mente? Mandaci una foto a liberamentegalfer@gmail.com e la vedrai pubblicata nel prossimo numero! LiberamenteV uscita, Giugno 2017 9

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GIRO D'ITALIA La città delle meraviglie di Chiara Peretti 2^B Lucca è un capoluogo in Toscana e colonia latina dal 1 80 a.C.; contiene ancora intatte tante delle caratteristiche tipiche dei tempi lontani, infatti è di origini romane e mantenne la sua autonomia come Stato indipendente per molti secoli, fino al 1 799, quando venne abolita l'antica Repubblica, in seguito alla conquista da parte delle truppe napoleoniche. E’ una delle principali città d'arte d'Italia, celebre anche al di fuori dei confini nazionali soprattutto per la sua intatta cinta muraria del 1 5-1 6esimo secolo, che descrive un perimetro di 4 km circa intorno al nucleo storico della città e ne fa uno dei 4 capoluoghi di provincia Italiani ad avere una cerchia muraria rinascimentale intatta, assieme a Ferrara, Grosseto e Bergamo. Lucca è anche conosciuta per i numerosissimi monumenti, tra cui torri, campanili, monumentali palazzi rinascimentali e chiese medievali di notevole ricchezza architettonica - proprio per questo è soprannominata "città dalle 1 00 chiese”. La sua ricchezza di opere architettoniche è maggiormente apprezzabile dall’alto: ciò è possibile salendo sulle sue possenti mura, sulla Torre Guinigi o affrontando i 207 scalini dell’ancora più alta Torre delle Ore. Una tra le principali attrazioni in questa città è sicuramente il Duomo, dedicato a San Martino, dove, sulla facciata policroma che si ispira al Duomo di Pisa, si trova la statua dedicata al Santo nell’atto di condividere il suo mantello con un povero. L’interno è a tre navate e conserva alcune straordinarie opere d’arte tra cui quella a cui i lucchesi sono più affezionati, ovvero l’antico crocifisso del Volto Santo (o Santa Croce), che rappresenterebbe il vero volto di Cristo. Una delle principali piazze è quella dedicata a Napoleone. E’ la piazza più grande di Lucca e prende il nome dall’Imperatore francese, la cui sorella Elisa Bonaparte, dal 1 806, governò il Principato di Lucca; è un punto di ritrovo soprattutto d’estate, quando, a Luglio, si svolge il Summer Festival. Non parlando più di monumenti ma di fiere culturali, bisogna assolutamente citare, per gli appassionati principalmente di fumetti, videogiochi e immaginario fantasy e fantascientifico, che ogni anno verso la fine di ottobre, inizio novembre, si svolge in un'area di circa 30.000 m², di cui circa 1 5.000 espositivi, il Lucca Comics. Vi partecipano tutti i più importanti operatori del settore ed un numero sempre crescente di negozi specializzati, fumetterie e associazioni ludico-culturali. Durante i giorni della mostramercato si svolgono svariati eventi tra cui concerti, proiezioni, incontri con gli autori, presentazioni, tornei di gioco di ruolo dal vivo e di cosplayer e spettacoli dedicati al settore fumettistico e d'animazione in generale. E’ considerata anche la più importante rassegna italiana del settore, prima d'Europa e seconda al mondo, dopo il Comiket di Tokyo. Le ragioni per visitare Lucca sono molteplici, dalle imponenti chiese e torri, a eventi conosciuti a livello mondiale: non vi resta che visitarla e coglierne la magia proprio dal vivo. 10 LiberamenteV uscita, Giugno 2017

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NATURA Mare nero La dura vita dei Pinguini del Capo di Francesca Rolle 5^B Un pinguino marcia per migliaia di chilometri in cerca di cibo per i suoi cuccioli e, quando trova l’anima gemella, rimane con lei tutta la vita. Quando si pensa a questi animali l’immaginazione corre a sconfinate distese di ghiacci, ma ci sono anche dei pinguini che vivono sulle spiagge del Sudafrica. I pinguini africani sono, purtroppo, classificati dalla IUNC Red List come “Endangered” (in pericolo), quindi a un solo passo dall’estinzione. Questo, soprattutto, a causa dell’inquinamento petrolifero. Tra i tanti disastri di cui sono stati vittime, se ne ricorda uno in particolare: il 23 giugno 2000 la petroliera MV Treasure affonda, rilasciando in mare, tra Robben Island e Dassen Island, Sudafrica, 1 600 tonnellate di petrolio. Sta trasportando 1 40.000 tonnellate di minerali ferrosi dalla Cina al Brasile durante il naufragio, nel quale tutto l’equipaggio viene portato in salvo. Le vittime più colpite dal disastro sono le specie di uccelli che popolano le coste sudafricane, tra cui i cosiddetti Pinguini dai piedi neri o Pinguini del Capo (Spheniscus demersus): 1 9.000 pinguini adulti, all’apice della stagione riproduttiva, si ritrovano intrappolati in un mare nero, senza riuscire a nuotare e a trovare cibo. A questo punto, grazie all’intervento della SANCOOB (Southern African Foundation for the Conservation of Coastal Birds) e a un’immediata reazione internazionale, inizia quella che sarà la più grande opera di salvataggio animale della storia. Il piano sviluppato consiste nel recuperare i 1 9.000 pinguini già danneggiati dal petrolio per riabilitarli in centri specializzati e allontanare i circa 1 9.500 esemplari non ancora colpiti dalla catastrofe, per evitare che il petrolio contamini anche loro. Questi ultimi vengono rilasciati a circa 800 km a est di Città del Capo per consentire ai volontari e ai lavoratori di ripulire l’habitat prima che i pinguini possano terminare il loro viaggio di ritorno verso casa. In questo modo, gli occorreranno circa tre settimane di nuoto per tornare alle loro colonie che, a quel punto, saranno quasi del tutto ripulite dal petrolio. Gli esemplari che erano stati prelevati perché danneggiati, più o meno gravemente, seguono, invece, un processo di salvataggio e riabilitazione di più di tre mesi. Alla fine di tutte le procedure, il 91 % dei pinguini sarà rilasciato con successo. Un grande risultato, soprattutto con- siderando quanto successo nel disastro del 1 994, avvenuto sempre vicino a Città del Capo. Quella volta, infatti, era affondata una petroliera cinese, provocando la morte di tutto l’equipaggio (36 persone) – che non aveva fatto in tempo a inviare una richiesta d’aiuto e a chiamare i soccorsi – ed erano rimasti danneggiati 1 0.000 esemplari di pinguini africani. Di questi, solo la metà riuscì a sopravvivere a causa del ritardo nelle operazioni di salvataggio. “Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare”, affermava Andy Warhol. Anche io ne sono convinta ed è per questo che mi sono sempre occupata di temi inerenti la natura su queste pagine. L’esame di Maturità si avvicina e desidero ringraziare la Redazione e tutti quelli/e che hanno avuto la pazienza di leggere i miei articoli in questi anni. LiberamenteV uscita, Giugno 2017 11

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MUSICA Un viaggio nel tempo di Carlotta Solenne 4^A “Oronero è una metafora per raccontare la realtà che viviamo tutti i giorni, perché così come il petrolio è una risorsa, ma usato male diventa un modo per ammazzarsi e per arricchirsi, anche le relazioni interpersonali possono diventare velenose, quando trascendono nel gioco di potere, nel trovare il proprio valore tramite la distruzione dell’altro e il giudizio fine a se stesso” – Giorgia. Il 26 aprile al PalaOlimpico di Torino si è tenuta la serata conclusiva della tournée di Oronero. Giorgia Todrani, cantautrice romana più conosciuta solo come Giorgia, anche se non apprezzata nelle sue discografie, è sicuramente stimata per le sue doti canore eccezionali. Una caratteristica che emerge nella sua totalità dal vivo è, però, la bellezza e la forza di una donna che ne ha passate tante ma che, “spesso avendo paura di raccontare”, “mettendosi a scrivere senza saper bene cosa cercare”, si è rialzata, più e più volte, dando l’impressione di essere un’Anima Libera a chi la guarda. Giorgia ha deciso di concludere il tour il giorno del suo compleanno: agli auguri urlati dal pubblico ha risposto umilmente, dicendo che non voleva pensare all’età anagrafica che aumentava, quanto trasmettere “temi di cui si parla tanto, troppo, ma forse nel modo sbagliato, visto che non se ne conclude molto, ma ci ritroviamo in un periodo storico disastroso come questo”; temi come l’amore, che da sempre accompagna l’uomo, ma che ora più che mai sta entrando a far parte di un gioco di ruoli, seguendo gli andamenti della società. E quale modo migliore della musica per trattare gli argomenti che rubano il cuore delle persone? Per far capire quanto, nonostante le diversità, la musica ci permette, nessuno escluso, di riunirci e soffrire, o gioire, insieme, Giorgia ha accompagnato il suo concerto con numerosi “viaggi nel tempo, che i pischelli dovranno sorbirsi, ma che i più grandi ricorderanno con cuore felice”. Il primo viaggio nel tempo si apre in una luce viola diffusa Per lasciar poi cantare in coretto a tutto lo stadio strofe e ritornelli di Purple Rain – Prince. A seguire Sign o’ the times e Kiss, ma anche Primavera di Marina Rei e Laura non c’è di Nek. Sia per lo stretto rapporto tra i due, sia per onorarne la grandezza, Giorgia decide di intonare Che male c’è di Pino Daniele, richiamando quell’abbraccio tanto intimato in Scelgo ancora te, cantata a inizio concerto. Tra tutte queste cover non poteva mancare la cover per eccellenza, pubblicata in onore di un grande autore, all’epoca da poco e tragicamente deceduto, proprio come lei voleva onorare tutti gli artisti che le sono stati vicini nella carriera e nella vita, tramite le loro composizioni. Stiamo parlando di I’ll be missing you di Puff Daddy e Faith Evans, ft. 11 2, puntualmente preceduta dalla narrazione degli eventi. Una delle cose più belle in assoluto è stato vedere le espressioni stupite dei bambini o dei ragazzi mentre osservavano straniti i genitori, per pochi minuti tornati nel bel mezzo della loro giovinezza, col cuore pieno di gioia e la voglia di cantare a squarciagola. Forse ha proprio avuto ragione: pensare al futuro è importante, ma a volte è meglio non soffermarsi solo sui compleanni che passano e a ciò che ci aspetterà, ma farsi un bel viaggio nel tempo, ritrovando, magari, forze che si credevano perse, energie, sogni. 12 LiberamenteV uscita, Giugno 2017

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PSICOLOGIA Credere nel dialogo, per imparare a dialogare di Federica Di Monaco 5^B Vi è mai capitato di guardare uvoencncbhtaai,rmlosb,einneozavpeicidncetoerllnootofiismsdpoi rnosevpvgail--i tLsoaamdirereonatttzeoio?snceopapiacruei in un pianavete as- èsisstittaotanoonggèetutonadisosrtpurdeios,a needl 1Tch9roe7n8iv,cike,dnacehecphahiaratmecartedoai tiolEdq“pwuaearlarlod- dEdeidglwlmaaa“rfdadcecldlioaimismotsimltl-rofòabcilese”p”,.eorivmveerno- dtilaelbml aveminsbtoeinion.cflhuEeegnlzi,al’einsfofparrtteetis,msecioonnntee- dfdauussria:steanedullian3 pmersiimnpueatrii,fmadseiveni,tsoolaidnmetlralea- ndlibreeellardaomsveeecnvotaenrdidcaoe, nredoeilvesbvcaahmerrbzimianraoe-; ngee,iorcenaertleloatacoltmemrezenat,neerliilnpaerespnprdirmeesaresifvaaa- meseva.idmLemantaree,. aizniQfoanutteai,nddseoil pmiclaocsotlrosauvfaau fdbeealiimcebsiusnooonrrirididseepnvidraiotoeosi,esomapnerctathettenudttooil rLisaultsauvaa railagsitsaaztioonee,traanl quciollno-. cdtrheaevriao,laallcemresasumceemsvaoallenncoietnal zrinoisonpti.oanrIne- lbteernezvuieorlntaeemddpeioll,arinicdfhaoitnatinm, ataernfeistòsacl’aodtn-i sfcreeorgnsgtieioalialnofliuneie,nopdnei rdliopbvoeeirracrpsoiùintvdoear--l idsnpefrirneeessqicvuuael.mllaLinoòmsaitnastcouhnedriapaianinnsetiao- apsoprorprreiodnmearpeelenatepm,aralaidnrretee.rQrroiuptteroesstoenohnaa ctdooimniloislratbrpaaptmoobrctiohnioacrhnaeemi espniritmiensiqtmuauaenrsa-i dteaveloellaluatnsivcuoha.eLvpaiteacr aislpisaaucofitoàpnrdeoascpmerseesnso-- seisvsaerdeelfonrteeomneantote, inrifdaotttit,a pnueòl cfdaai msdoiegpliinraecsi nusii ocqunuiee.l asAtomsvaoidvsrateegi nsnoouffnrdaei qspeureceosdntaadotEeoderwsiapaervdrei,mniennnetcofu,aittsoneemullanpcmorainmmdaimviaseioenneeilllaefmigteloirotzivaaerfaatsraeconllaasasieldgecuraeesvnoozlampreednci teeqduereindstoetot.taLsrtaiastpoceotntfourcciuhchiiaiari amtenanerteallativl’siaetdtceeonlnzdnioaenoefnaastdeoe, lldiani tmdaoitninvonorai pdiefùul rposrnpimoicoc,adtcoeocnisdaui mnaetuentonte-rqciosuunelsstaotarlaezpiooncreios. priolesvtaaNnoten,osdptioavsensnteacmtarienfseoc,niudttaeam,nte’ènqtaucleheseta,e ulunnpageorsvootenltraefpicooslstàonnoellma omstaranrifeestdaezliloenedifecznaieoplnlaai.cgiItelàsdtdiiosi tnueersbpdoreimllleeegrlaoetrooleaeplml’rioon--pdpeerierreatsqteruinbesullaeirzeiaollantriugi,ieuastlcaonmroenparzesiano--rdneae, asacllreorappbprbioaiparerriseai epsmeianonzzgaioenrmei,,otuatirnvlaato-mdziioainnmicmaenvazigdaiennadtriie, foeanastlaol’signinaca,arpevaiecpnieteàr rpcihcehiraiemqduaeetasl’taoAiuledtosisstdiumirbiuaon. oeLssapisetcecuiareaarliasttgteaagzcgzhioaemsmeeongstuitardaainl dbaoasgmsliubmiinegorieuosatiil nsceeecncoternsi dssaaurlilo’deeslcplehreecsisrecivgoiltsiàtasdniezlecv.oonÈl-ttsoaunaezafadneatlal csgoiairopecoo,cadepaanqcduitoiàndiimmi pmaolalra-gTiuntatativviaa., è sicuramente mezgnileoioonneaptrieenvseetrlneliomrerao qpueseercsgotuaresnosdeiotuvao--i asluinoticnvhoee, spueunnòazagsiedomicmaperleincteiucanerseprurceohsloe- dfsocunintdaqa.umAee,nncctohameleeinnineqlmluaeoslsttiouaalctraci,sreole-, rtaenlaozifoonnidatrma elentaplei.rsone risul- Nel corso dei quattro anni in cui ho partecipato a questo giornalino, ho sempre dato molta importanza al rapporto tra gli individui. Il ruolo dei genitori (paradigma still-face), l’enorme responsabilità degli insegnanti (l’effetto Pigmalione), la forza e la pericolosità delle dinamiche di gruppo, il pericolo di sentirsi giustificati a commettere un reato perché l’ordine arriva da un’autorità superiore (il paradigma di Milgram) e il pessimo condizionamento sull’uomo dei pregiudizi, sono stati i temi che ho voluto trattare nei miei articoli, con la speranza di far riflettere chi li avesse letti. In una società come quella odierna, è necessario imparare a relazionarsi e capire che ad ogni azione corrisponde un effetto, che può migliorare o peggiorare la vita delle persone. Le parole hanno un peso e dovrebbero essere usate con cura per non danneggiare chi, come noi, sta facendo il suo percorso. Il giornalino scolastico si è dimostrato un ottimo strumento per esprimere le proprie opinioni, non esenti da critiche e giudizi, com’è giusto che sia, e imparare ad accettarle e discuterle. Confido, quindi, nel proseguimento di quest’esperienza, appoggiando fortemente tutti coloro tra i più giovani che vorranno parteciparvi e incoraggiando chi crede di non avere le idee o le capacità per scrivere. A questi ultimi mi rivolgo personalmente perché non si scoraggino, provino e prendano le critiche come stimolo per migliorare e proseguire il cammino iniziato. LiberamenteV uscita, Giugno 2017 13

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SERIE TV 13 Reasons Why: una serie che merita d’esser vista Italianizzata nel titolo “Tredici”, la serie di Netflix basata sull’omonimo romanzo di Jay Asher e prodotta da Selena Gomez ha sollevato un gran polverone tra critiche ed elogi di vario genere. Cominciamo con un minimo riassunto della trama: gli episodi seguono le vicende di Clay (Dylan Minnette) che, in seguito al suicidio di un’amica e compagna di scuola, Hannah (Katherine Langford), riceve anonimamente delle audiocassette contenenti i tredici motivi per cui la ragazza si è tolta la vita, registrate da ella stessa prima di uccidersi. La serie, tuttavia, non parla solo del suicidio. Se, infatti, proprio il suicidio è il filo conduttore delle vicende, esso vede alle sue spalle motivazioni per niente banali, a volte, anzi: la serie racconta in maniera estremamente cruda e realistica di violenze sessuali avvenute e poi nascoste, racconta di bullismo, racconta di alcolismo e altri problemi che condizionano la vita degli adolescenti seguiti nella storia. Dichiarano i produttori che il racconto deve necessariamente essere duro da mandar giù, proprio perché non si possono sminuire atti di una tale gravità. Per lo stesso motivo è rimasta incensurata la stessa scena del suicidio: estremamente realistica non solo per il sangue, quanto più per tutto quel che fa da contorno ad esso, è volutamente disturbante vedere Hannah che si taglia le vene e muore dissanguata nella vasca da bagno, per poi essere ritrovata dalla madre e lasciar spazio a un dolore straziante, davvero difficile da descrivere e trasmettere in TV, ma ancor più difficile da digerire come spettatore. Questa sola scena basta per mettere a tacere le voci secondo cui la serie inciterebbe all’utilizzo del suicidio come metodo di “vendetta” o come unico mezzo per far sentire la propria voce: in quei pochi secondi si vede veramente, al di là di tutte le vicende della serie, quel che segue una morte: il nulla, il vuoto più totale, seguito immediatamente da un dolore inimmaginabile. Nessun guadagno in assoluto. Dopo una seconda visione della serie, si riesce a metabolizzare più oggettivamente quel che accade. A conti fatti, ci sono molte cose per cui la protagonista pare aver reagito esageratamente, ce ne sono altrettante a cui ha dato troppo peso, altre ancora che ha ignorato perché troppo a fondo nella sua disperazione. Proprio questo, però, rende realistica “1 3 Reasons Why”: la depressione non lascia ragionare oggettivamente e porta a gesti sconsiderati; porta a tralasciare cose buone per focalizzare aspetti negativi della vita. Quel che sorprende, in questa serie, è dunque il realismo. La verosimiglianza dei personaggi e delle loro azioni; le storie e i caratteri che sono dietro a ognuno, perfettamente coerenti con le realtà dell’adolescenza odierna; le piccole cose che vengono dette e fatte e che, senza che nessuno se l’aspetti, distruggono una persona. di Paolo Sandrone La serie procede lenta, nei suoi tredici – non a caso – episodi, ma porta a comprendere veramente ciò che possano provare i personaggi. Sebbene sembri essere rivolta ad un solo pubblico di adolescenti, ad un occhio più attento risaltano le delicate tematiche contestualizzate ed il modo in cui vengono trattate, andando ben oltre un banale teen drama. La serie risulta estremamente ben riuscita, sconvolgente nel suo realismo e profondamente riflessiva, capace di emozionare e lasciare col fiato sospeso, preoccupati soprattutto dal fatto che tutto ciò potrebbe veramente accadere perché niente affatto distante dalla realtà. Si arriva alla conclusione, pertanto, che il target di quest’opera sono tutti, indistintamente ragazzi, genitori, professori e persone di ogni qualifica ed età. Da “1 3 Reasons Why” ognuno può imparare una lezione, magari che vada anche oltre al messaggio, più volte ripetuto nei dialoghi, che “ogni nostra azione ha delle conseguenze”. In conclusione, aspettando la seconda stagione – da cui però non mi aspetto granché, essendo già la prima pressoché autoconclusiva – non posso far altro che suggerire a chiunque, e sottolineo chiunque, non l’abbia vista d’interessarsi attivamente e iniziare questa serie che, volendo, ha davvero il potere di cambiare la nostra vita ed il modo in cui ci relazioniamo con le persone. 14 LiberamenteV uscita, Giugno 2017

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SPORT Una vita da gregario MlasCncFpavtrScttVsciaaumvscAdlnalPdiautleouaauilecieaeinnemluealleiiuinnrominlilecanoshne-ocGcndltmTlaltltnGcrcnièaclgllcaniamctlahactiaoaateuzooiaoiliraooitorettiearenoeiOrontroo.rrdnooscsaenaAoceMmsaolnspzrdiaoencolptddozntlasianipsuadiapeaamaiionsemodioiriouctopran':z,opllsvtaIrodc’AcSiih”tpat-tiIpitz)am,oravoùnasoacotAehpu.eniicaaevnsèescatoapnlerrcoqdlacNri(iltoopoeiardattmi:acpdeChioluororaradzrtiednipoipadeeebeitenano,iisetSddteetoihrmeogelartndesattemoiiceiaalhcnicaammnniclltlcic)lccetiaaalaaniaetuthpui3ocia2icapaaieutscRrGdl.nertla8umh0povnitav“epselbmongserii(lilneè1iorsoonair’paarceptteraAstfoa1datoilmneletauuaarvaloilginaloqnt.esriig2onannrmer,dsnot2ee(antunalsieua0gcltaaelapcad’0vt’eplaeiizvI,eionr1rlclinstteaan0eapiooaiivaappnomo6ootdccsi9naaivalgnnllzrrttmuhunnhge’siceeaeaaaotatveldniddeeenoeaneooeaeil------------,iiili CUCINA dNGdcBMisisdv(gCcCrUaCcidqMcnpglPuu(nnipgguvoaiiiuoannuaireuralrahznnpooeilzpiiioraareas'zccmasplòrtliemieeoriaalcpmlnioacolicmliohhìd,oiioaltigglspltèpadolpicntoàonepeuelacdecroroaeadEiimiiraide)ihrnltln,lce,csrianeeyrriamo,idtdnsrsodelemiiiootppftaFiidosooiecusioditcsuWiBongialfaairinSaoairaimrdgflrathBaoonnpsuedreamalaedeindtcaelimapegidotodata'r(itotnrisbi.teaiotntiagbnnrrmegimoilrnioPittMfiameoo.rnataimreoecntrisPtapoFeneiilfeodioriirieteoasoBielrcolloeefuiMggsrdrlniiraencier)nnenn)saljnnil)dcalefea.ta,ntifeici.nsooaofce(eoiaaogrr(ltlparciocgoIlilRiionctmiglpnraoltrlsu,aeotJoreartndmaerdripilienioerecaigirscirecedalderdciacDassisloagcìenrceegsilcaaloilmuelessdluolaaeI(aatvaaMotRrnrvtsaaig.iinllimrlFiereneetosetrrgadoUaiidi,aaiPeirIosstiitnacrcoa,esliulortzfortiivJllqdqapcrrehtuaaellogi)dorlsaciriieouupootritmaessr:icrroaFunhticlgseannaeoroettdulladdi))oaeneaoeaaaèaohiil--------.,.,,iiiiil Il tiramisù Il tiramisù è considerato il dolce italiano per antonomasia e si è ispirato allo “sbatudin” (una sorta di zabaione), dolce povero ma energetico delle regioni del nordest d’Italia. Infatti, il tiramisù (o meglio tirame-sù) nacque a Treviso intorno al 1 970; fu proposto per la prima volta in un ristorante trevigiano a pochi passi dalla “Piassa dei Siori” ma in breve tempo, grazie alla sua bontà, si diffuse in tutta Italia. Il suo nome “tiramisù” lo distingue come un cibo nutriente e risto- ratore. Nella ricetta originale, gli ingredienti principali sono mascarpone, uova, zucchero, savoiardi, caffè e cacao in polvere. Occorre montare i tuorli d’uovo e lo zucchero, poi bisogna aggiungere il mascarpone e gli albumi d’uovo montati. Si inzuppano i savoiardi nel caffè e si alternano con gli strati della crema, spolverando alla fine con il cacao. Oggi esistono tantissime versioni: oltre a liquore e cioccolato, quelle col pan di Spagna, con i Pavesini, alle fragole, col gelato, di Simone Alberto Rolle 2^B ddQddgaN"svnDTntdicdcLg2ctdQbtrpccprareeeCaoioaeoea'eee0aa'iiiueerioenIauurlbncggeetscsmnrsogelvr1ttvlrrlclpanieelueaazafaeoonastoptaamosrrt4iirotlnealsftces2atllgtiillaenòelnaaeeZoniai'mrtioeianna0rdgLaagdnuiattnrd,roae:eugdatsideonc1iiaealtuonvoeiòd.lsesrsiaeml1ifontm,geeelag-druasrciailGaodnDopailArVnaavguluecìsicplasrrelai,esoiaezllaéciilliicgtGorri'lfsbndaesostepsGoelspelorslmrteepcdecSaiitie"cttoaitei-aisTunorortith,rertoeedavrIrsa.rpauapciprsrtomrésScteroinedliin'lutpohoscivropIlsctuedleaelvaDtedurcariizcaifcoeperroaanrpi-ietlcoehtoois.tcdla,eFpenslaeetpsdCirpiNoiepu'nsapppifuetdIìdmqpNleepoirtdotasòtssoinouedsroaaeiuaitlbertdi2sminleliuob.aprsòteselvasSaroiist0autGnltaadlaaoaanasaldleoqFMma’1nctttilopillòmindd,rorqeiml,urlorr4a.fveeaeovra2odoooadudiraenconoGtpprrn0orncneeeraeodinvscvsaddlfbaoat1oticnilllearbnnroeuaaftlelellllairraaeoanueee6eeeil-----------,.illil di Xhomela Sollaku 3^B al limoncello, allo yogurt Vi propongo due varianti: Per chi non fosse un amante del caffè vi consiglio una versione più fresca e genuina: il tiramisù alle albicocche! LiberamenteV uscita, Giugno 2017 15

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