pM142 maggio giugno 2017

 

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Bimestrale rivolto al settore tecnico, professionale e associativo nell'ambito della conduzione e gestione del turismo della montagna

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Comunicazione/Stampa Srl Via Derta 8 22020 Cavallasca - Como Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 nr. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano OSSERVATORIO LEGALE OSSERVATORIO TURISTICO FIERE & MERCATI l Prowinter: Infortunio durante una «lezione Risultati altalenanti e difformi il palcoscenico di una montagna viva collettiva»: la responsabilità professionedellaScuoladiScip.66 per un altro inverno folle p.28 l Interalpin: business da tutto il mondo p.8 MONTAGNA Anno XXX° n° 142 Maggio/Giugno 2017 MOTORI SULLA NEVE Alpina - Arctic Cat - Intercom dr. Leitner Kässbohrer - Prinoth- p.61 ASSOCIAZIONI/CONVEGNI DI PRIMAVERA l ANITIF Chioggia 26-27 maggio l ANEF Forte Dei Marmi 18-19 maggio p.4

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Sommario 10 4 19 43 4 ASSOCIAZIONI ANITIF l Ingegneri in Laguna tra tecniche funiviarie e «acqua alta» l «Il nostro costante impegno al servizio dell’efficienza nel mondo dell’impiantistica» di Sergio Tiezza ANEF l Alleanze, impegno e investimenti per il futuro sostenibile della montagna l «Noi e una sfida gigantesca da affrontare e da vincere» di Valeria Ghezzi 18 IMPIANTI A FUNE LEITNER ROPEWAYS l L’innovazione avanza con lo stile di Pininfarina l Diamond Evo: la cabina-gioiello che apre le porte al futuro KLÜBER l Quando lubrificare bene vuol dire lavorare sicuri DOPPELMAYR GARAVENTA l Un «acquisto» strategico per l’azionamento degli impianti 23 CONTROLLO ACCESSI AXESS l Fornitura di più di 1.500 gate per il più grande comprensorio sciistico al mondo SKIDATA l Soluzioni integrate di accessi per le località montane 28 OSSERVATORIO TURISTICO Risultati altalenanti e difformi per un altro inverno folle l VALLE D’AOSTA Numeri da record per una «stagione boom» l PIEMONTE «La migliore stagione degli ultimi anni» l LOMBARDIA «Tenuta», « salvataggio», parole-chiave degli utlimi, critici inverni l TRENTINO Neve naturale pochissima ma risultati positivi o «in tenuta» l VENETO Senza neve naturale cresce il «gap» tra le grandi e le piccole stazioni l DOLOMITI SUPERSKI Apertura anticipata del Sellaronda 2 professioneMontagna n° 142 maggio/giugno 2017 e chiusura in recupero straordinario l EMILIA ROMAGNA «Abbiamo fatto un pareggio e va già di lusso» l TOSCANA Neve naturale avara, neve tecnica provvidenziale 36 FIERE E MERCATI PROWINTER l Il palcoscenico di una montagna viva INTERALPIN l Passione e business da tutto il mondo Alpina Nuovi modelli per un mercato in crescita Bmf Bartholet L’attenzione del mercato per il «terzo polo» che cresce Demaclenko Soffia sulla neve un Ventus di bellezza Trm Tiroler Rohre «Mi allungo ma non mi spezzo» Gea Divertimenti d’alta scuola nello stand «ad personam» Kässbohrer La famiglia PistenBully al centro della scena Mnd La multinazionale francese dalle multiformi produzioni e con un «Modulo» speciale Neveplast Prodotti nuovi e originali per i «dealers» di tutto il mondo Sunkid Traceboarding e Xraycer: il nuovo che avanza Technoalpin Un inverno di successi e protagonista vincente alle Olimpiadi invernali Team Service La risalita non è mai stata così semplice! Wolf System «Costruiamo il futuro anche in alta quota» Isopren L’anello di gomma «made in Italy» 52 40 49 65 51 50

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47 41 che dura e conquista il mondo Weconstudio È nato «WeGate», il software anti-code 56 GESTIONE AREA SCIABILE E SICUREZZA l ATM/LISKI Ecco a voi Sniper, il drone con sistema antivalanghe 58 SERVIZI ALLA CLIENTELA l GREENAURA Noi e l’ozono, il gas amico che «sanifica» il mondo 61 MOTORI SULLA NEVE l SNOPEX Nuove proposte Arctic Cat con l’impronta «made in USA» l KÄSSBOHRER La creatività in pista con PistenBully 100 FunSlope Pro Academy anno primo: un successo indiscutibile! l PRINOTH Agonismo & fun tra amici nell’incontro di fine stagione l INTERCOM DR. LEITNER Dalle motoslitte «top» alla crescita dei «quad» 66 OSSERVATORIO LEGALE l Infortunio durante una «lezione collettiva»: la responsabilità della Scuola di Sci di Marco Del Zotto 66 EVENTI AZIENDALI SPM Max Blardone protagonista alla serata Lions di Luino Società, operante nel settore trasporti a fune, in Alto Adige CERCA CAPO SERVIZIO abilitato per impianti ad ammorsamento automatico, con esperienza pluriennale, per stagione invernale 2017/2018, con possibilità di rinnovo stagionale, (offresi vitto e alloggio) Gli interessati sono pregati inviare il curriculum unitamente ad una foto al seguente indirizzo mail: curriculum.personale@hotmail.it Oppure a mezzo fax al n. 02/45119107 Closer to you. La lubrificazione degli impianti di risalita a fune: Una sfida ad alta quota. Condizioni di esercizio sempre più severe rappresentano una sfida quotidiana nel nome della sicurezza e dell’affidabilità. Noi di Klüber Lubrication vi assistiamo con le migliori soluzioni tribotecniche, forti di oltre 80 anni di esperienza nell’ambito della ricerca e sviluppo di lubrificanti speciali. www.klueber.com your global specialist

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ASSOCIAZIONI ANITIF Ingegneri in Laguna tra tecniche funiviarie e «acqua alta» Nella foto a destra Sergio Tiezza, presidente e Andrea Boghetto, segretario Anitif La visita ai lavori per il famoso «MOSE», controverso ma comunque ammirevole esempio di progettualità, ha chiuso i lavori dell’assemblea annuale, a sua volta ultimo appuntamento istituzionale di un’altra stagione invernale dall’andamento altalenante Con la sua annuale assemblea di tarda primavera tenuta a Chioggia il 26 /27 maggio, è stata l’Associazione Nazionale Italiana Tecnici Impianti a Fune a celebrare l’ultimo appuntamento ufficiale con cui si è chiusa la stagione invernale 2016/17 e anche la stagione editoriale di «professione Montagna». In questo ultimo numero, tra tanti altri servizi, raccontiamo l’assemblea annuale dell’ANEF; parliamo delle novità emerse dai saloni di Prowinter e Interalpin raccogliendo i commenti e le valutazioni delle aziende sull’andamento commerciale della stagione; realizziamo una panoramica dell’inverno dal punto di vista turistico con una raffica di interviste e dati che mandano in archivio un’altra stagione matta, avara di neve in certe regioni, generosa in altre. E adesso, appunto, chiudiamo con l’ANITIF, di cui siamo stati ospiti a Chioggia. Nella località lagunare, i lavori congressuali guidati dal presidente Sergio Tiezza e dal segretario Andrea Boghetto si sono svolti alla presenza di 35 associati, partecipazione da considerare ottima se rapportata al numero dei 128 membri totali di cui è composta oggi l’Associazione dei tecnici funiviari. Come ormai consuetudine da qualche anno, l'incontro è stato suddiviso in due diverse parti: una prima dedicata alla lettura della relazione del presidente (che riportiamo integralmente nelle pagine che LE RELAZIONI l «Nuove tecnologie applicate all’automazione degli impianti a fune» Ing. Giuliano Zannotti e ing. Mario Pasquino. - Torino l «L’assemblea OITAF 2017 quale momento di confronto internazionale sullo stato dell’arte in campo funiviairo» Ing. Claudio Canessa Parodi – Bolzano l «Recenti interventi di soccorso in linea, analisi delle operazioni in ragione di macroemergenza e spunti emersi duranti un'esercitazione di evacuazione» Ing. Franco Torretta – Champoluc l «Sunto della relazione esposta nel recente di Molveno, in materia di sicurezza» Ing. Gianandrea Gei – Trieste seguono) e l'altra alle relazioni da parte di alcuni associati. Si è trattato ovviamente di argomenti squisitamente tecnici (come d’altra parte richiede la natura professionale dell'associazione) ma comunque, a nostro avviso, quest'anno particolarmente interessanti. Nella tabellina di questa pagina riportiamo i titoli degli interventi riservandoci di pubblicare il singolo intervento nella sua interezza nei numeri autunnali della rivista. Dopo l'approvazione all'unanimità del bilancio al 31 dicembre 2016 si è passati alla votazione relativa alla quota associativa rimasta (secondo una decisione unanime) ferma allo scorso anno 2017. La giornata si è conclusa con una cena conviviale. La mattinata del giorno seguente è stata dedicata alla visita delle opere del «MOSE», acronimo di «MOdulo Sperimentale Elettromeccanico»: lavori faraonici, iniziati nel lontano 2003, che prevedono, nel volgere di un paio d'anni, la definitiva messa in sicurezza di Venezia dal fenomeno dell'«acqua alta» noto al mondo intero, per certi versi divertente per i turisti, meno vivibile per le decine di migliaia di abitanti che popolano la laguna. Dai commenti della nostra guida è emerso il rammarico di vedere emergere dai «media», purtroppo troppo spesso, solo gli aspetti legali e penali legati a veri o presunti illeciti relativi all’opera, dimenticando totalmente il lavoro importante di ingegneria civile, ambientale e idraulica messo in atto. Un'opera unica sia in termini progettuali che esecutivi che il mondo scientifico ci riconosce e ci invidia. 4 professioneMontagna n° 142 maggio/giugno 2017 Movimento delle paratoie. In condizioni normali di marea, le paratoie sono completamente invisibili e giacciono sui fondali, piene d’acqua; quando è prevista un'alta marea, vengono svuotate dall’acqua con l’immissione di aria compressa e si sollevano fino ad emergere, creando una barriera che divide temporaneamente il mare dalla laguna

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ASSOCIAZIONI/ASSEMBLEA ANITIF «Il nostro costante impegno è al servizio dell’efficienza nel mondo dell’impiantistica» Ecco il testo della relazione ufficiale che il presidente della Associazione Nazionale Italiana Tecnici Impianti a Fune ha svolto durante i lavori della assemblea ordinaria tenutasi a Chioggia il 26 e 27 maggio. Sergio Tiezza è partito da una valutazione sulla situazione interna dell’Associazione per riaffermare la volontà di essere protagonisti su tutti quei fronti tecnici, giuridici, legali che attengono all’attività di gestione degli impianti del trasporto a fune. Dai rapporti con il Ministero dei Trasporti alla revisione del Decreto Esercizio e del Decreto Infrastrutture, dalla puntualizzazione della figura del Direttore dell’Esercizio ai temi della sicurezza e dei «trasporti particolari», il ruolo dell’ANITIF è quello di portare competenza ed esperienza per la migliore risoluzione di ogni problema di attualità Gentili ospiti e carissimi soci, dopo una parentesi nel meraviglioso entroterra toscano, il Consiglio Direttivo ha deciso, per il nostro incontro annuale, un ritorno al mare e soprattutto ai suoi apprezzati sapori. Mi auguro che Chioggia e in particolare la sede di quest’assemblea sia di gradimento per tutti e lo siano anche le iniziative a corollario dell’odierna riunione. Qualcuno sarà sorpreso di vedermi ancora nella posizione apicale della associazione, sicuramente lo sono io, visto che già dopo l’elezione del 2014 avevo annunciato che sarebbe stato il mio ultimo mandato. Proposito ribadito poi durante la scorsa assemblea elettiva e soprattutto al successivo affollato Consiglio che aveva il compito di scegliere la nuova leadership. Innanzitutto colgo l’occasione per ringraziare i consiglieri, anche a nome dell’Associazione, per l’assiduità a partecipare alle sedute. Abbiamo infatti sempre raggiunto un numero di presenze intorno al 95% e questo è motivo di orgoglio non solo per chi dirige e organizza queste riunioni, ma credo soprattutto per chi ha scelto la rappresentanza. Le conclusioni positive della dialettica interna Come molti di voi già sapranno, l’ultima seduta elettiva è stata preceduta da un clima non proprio sereno. Fra i consiglieri c’è stato, via mail, un sostenuto scambio di opinioni sulle modalità di scelta del nuovo Presidente. In partico- lare, opinioni diverse sull’utilizzo o meno delle deleghe e sulla interpretazione dello statuto. Mi è sembrato quindi opportuno a quel punto ricordare ai consiglieri che in più di trent’anni di partecipazione al Consiglio, tutte le elezioni erano avvenute per acclamazione o comunque con grande condivisione, senza polemiche di alcun tipo e questo era quello che mi auguravo avvenisse anche in quella occasione. Il nostro segretario Andrea Boghetto, conoscendo da tempo le mie intenzioni, aveva in precedenza consultato telefonicamente tutti i consiglieri per capire quale fosse l’orientamento generale in vista dell’elezione evitando così fastidiose discussioni durante la riunione, ma purtroppo queste consultazioni non hanno dato esito positivo. In pratica non sono emerse nuove candidature condivise, mentre veniva palesemente auspicata, probabilmente vista come male minore, una mia rielezione. Alla luce di tutto questo, il Consiglio mi ha chiesto un ulteriore sforzo personale per coprire altri due anni di presidenza. La richiesta è stata così calorosa e unanime da non permettermi una risposta negativa e quindi eccomi qua. Da quanto emerso durante la seduta di Consiglio questo nuovo mandato dovrebbe soprattutto servire ad individuare e preparare una nuova candidatura già dalla prossima assemblea elettiva, candidatura necessaria per il giusto progredire dell’Associazione. Ricoprire per molti anni una carica come quella di Presidente ha degli indubbi vantaggi perché si è col tempo acquisito l’indispensabile esperienza per farsi valere in determinati contesti, ma ha lo svantaggio di far perdere la determinazione per l’innovazione, per la ricerca di nuove prospettive. Quindi vi annuncio che questo sarà veramente l’ultimo mandato. Altre direttive emerse dal Consiglio sono quelle di cercare un maggiore coinvolgimento dei Vicepresidenti nei rapporti con altri enti e di aumentare l’attrattiva dell’Associazione nei confronti di associati e non associati, migliorando opportunamente il servizio dato, tenendo ovviamente conto delle inevitabili diversità territoriali. Le altre cariche istituzionali sono state affidate ai colleghi Franco Torretta e Marco Cordeschi come vice Presidenti, mentre Andrea Boghetto è stato riconfermato alla segreteria. Va detto che, nonostante tutto, le discussioni che hanno preceduto la mia ennesima elezione, hanno portato a delle conclusioni positive. Fra l’altro, ci si è accorti che è assolutamente necessario rinfrescare lo statuto e renderlo più vicino alla nostra realtà ed alle nostre attuali esigenze. A tale scopo, è stato creato all’interno del Consiglio un gruppo di lavoro formato da Levi, Torretta e Cordeschi che hanno il compito di modificare e rendere operativo il nuovo statuto entro la prossima assemblea elettiva. Nel corso dell’odierna seduta i colleghi incaricati ci ragguaglieranno sulle modifiche che intendono apportare. Sergio Tiezza I rapporti problematici con il Ministero dei Trasporti Come avete potuto vedere dai verbali che vi vengono regolarmente inviati, sono molti gli argomenti trattati nelle nostre sedute di Consiglio. L’ordine del giorno è diventato quasi superfluo, perché è ormai prassi che si discuta soprattutto sulle problematiche tecniche riscontrate dai consiglieri durante le loro attività o riferite da altri colleghi. Approfittando poi del notevole livello culturale dei componenti del Consiglio, queste tematiche trovano sempre una valida risoluzione che diventa poi utile a tutti gli associati. Qualche volta gli argomenti trattati richiedono necessariamente un intervento presso gli organi di sorveglianza, in particolare presso gli Uffici competenti del Ministero dei Trasporti e qui purtroppo cominciano gli intoppi, perché professioneMontagna n° 142 maggio/giugno 2017 5

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ASSOCIAZIONI/ASSEMBLEA ANITIF non solo è molto difficile far accettare le nostre istanze, ma peggio è che molto spesso non riceviamo nemmeno una risposta, che sia essa positiva o negativa. Questo è successo, per esempio, con un problema sollevato da un nostro collega in merito agli UCI da attribuire ai Direttori di Esercizio degli impianti di categoria C e D. Il tutto è nato da un quesito dell’USTIF Lazio al Ministero, sull’argomento in questione. La loro risposta sostanzialmente sostiene che, quando il Direttore dell’esercizio svolge esclusivamente le sue funzioni per le categorie di impianti C e D, la limitazione degli UCI è pari a 25. Quindi sembrerebbe che, raggiunto limite di 25 UCI con ascensori e sciovie, non si possa più ricevere un ulteriore incarico di direzione per questa tipologia di impianti, ma nulla vieterebbe l’assunzione, per esempio, della direzione di ulteriori 6 funicolari o 6 bifuni. Basta, in questo caso, rimanere sotto il limite dei previsti 50 UCI. A noi sembra un assurdo. A nostro parere invece, l’interpretazione giusta del DM 18.02.2011 è quella che l’esercente, secondo la dimensione e l’organizzazione della sua azienda, ha la facoltà di scegliere se gestire i suoi impianti con il Responsabile dell’esercizio, accompagnato da un Assistente Tecnico, com’era imposto dal vecchio decreto 1533, oppure scegliere il sistema introdotto dal nuovo DM, che prevede un Capo servizio assistito da un Direttore dell’esercizio. Questa possibilità è stata proprio voluta da noi, per rendere omogenee tutte le categorie di impianti. Faccio notare che per il nuovo regime è basilare la nomina del Capo servizio per qualsiasi categoria, anche quella D. La citata risposta del Ministero all’USTIF nega invece, secondo noi ingiustamente, questa possibilità. Comunque è evidente che c’è qualcosa che non funziona nella situazione presentata dal nostro collega: non si può pretendere di poter raddoppiare il proprio limite di UCI e quindi il numero degli incarichi, modificando solo il proprio titolo da Responsabile a Direttore senza aggiungere una contropartita, in questo caso il Capo servizio. Naturalmente abbiamo immediatamente fatto presente al Ministero le incongruenze della loro interpretazione e recen- temente anche sollecitato un loro ripensamento ma a tuttora non c’è giunta una risposta ufficiale. Il nostro contributo al nuovo Decreto Esercizio Un argomento che ci ha impegnati per parecchio tempo è il nuovo Decreto Esercizio. Purtroppo molto lunga è stata anche l’attesa per la sua emanazione. Come già detto durante la scorsa assemblea, quindi un anno fa, il gruppo di lavoro di cui facevamo parte, ha terminato i lavori affidati dallo stesso Ministero e il testo definitivo è passato al vaglio della Commissione FAT. In seguito, nonostante si tratti di esercizio, quindi di esclusiva competenza dello Stato membro, è stato inviato a Bruxelles, da dove comunque è ritornato con qualche breve osservazione non prescrittiva. Poi sembra sia stato inviato al Ministero per lo sviluppo economico. Al momento di concludere la redazione della presente relazione, sembra che il testo sia stato finalmente inviato alla Gazzetta Ufficiale per la dovuta pubblicazione. La nostra Associazione, nel frattempo, si è presa l’impegno di rielaborare i libri giornale e redigere i nuovi registri di controllo e manutenzione. Nell’apposito gruppo di lavoro, con me operano i colleghi Torretta, Gasser e Boghetto, oltre al p.i. Zelger della provincia di Bolzano. Il lavoro è sostanzialmente terminato e sarà messo presto a disposizione del Consiglio per le opportune osservazioni. Per il registro di controllo e manutenzione però, è assolutamente necessaria una condivisione con tutti gli operatori del settore. Chiederemo, quindi, quanto prima, un confronto con le ditte costruttrici e poi lo consegneremo al vaglio del gruppo di lavoro del Ministero istituito per il decreto esercizio. Il confronto con le ditte costruttrici è necessario soprattutto per far modificare gli attuali manuali di manutenzione che contengono molte contraddizioni e in alcuni casi sono, a nostro avviso, troppo rigidi nei controlli. Per la necessaria rielaborazione del Regolamento di Esercizio, l’incarico è stato affidato all’ Ufficio Infrastrutture Funiviarie della Valle d’Aosta diretto dall’ing. Zoppo, a noi il compito di presentare le opportune osservazioni. Revisioni, adeguamenti tecnici e varianti costruttive Il Decreto Esercizio, nella fase di stesura e presentazione, conteneva anche il capitolo dedicato alle revisioni perio- diche, adeguamenti tecnici e varianti costruttive. Probabil- mente, prevedendo il lungo iter per l’emanazione, il capi- tolo citato è stato stralciato e sostituito da un apposito DM, non privo comunque di qual- che intoppo. Parlo ovviamen- te del D.M. 203/2015, che fra l’altro ha modificato i termini temporali previsti nel vecchio D.M. 2 gennaio 1985 n. 23, per l’effettuazione delle revi- sioni periodiche degli impianti costruiti prima dell’entrata in vigore della Direttiva 2000/9/ CE. In particolare per le scio- vie la revisione generale viene spostata dal 10° al 15°, per le seggiovie a collegamento per- manente dal 15° al 20° anno. Nella documentazione predi- sposta dal gruppo di lavoro per il nuovo Decreto Esercizio e proposta alla discussione in sede di Commissione FAT, tro- vava spazio uno specifico ca- pitolo che riguardava le norme transitorie con le indicazioni di tutte le possibili situazioni pre- viste. In particolare c’era scritto: «Per armonizzare le nuove scadenze delle revisioni gene- rali e quinquennali con le pre- cedenti previste dal decreto ministeriale n. 23/85, …….si precisa che: l le funivie monofune con movimento unidirezionale continuo a collegamento per- manente dei veicoli e per gli impianti assimilabili che hanno effettuato la prima revisione generale del 15° anno (even- tualmente prorogata) effettue- ranno la seconda revisione generale entro il 30° anno…; l per le sciovie e per gli im- pianti assimilabili che hanno effettuato la prima revisione generale del 10° anno (even- tualmente prorogata) effettue- ranno la seconda revisione generale entro il 30° anno…» Purtroppo, non se ne conosce il motivo, questo capitolo è scomparso dal testo definitivo, creando una situazione pe- nalizzante per alcune società esercenti che hanno effettua- to da poco la revisione gene- rale secondo le scadenze del vecchio DM e che si trovano ora, a pochi mesi di distanza, a dover effettuare un secon- do pesante intervento, quello previsto dal nuovo DM 203. Abbiamo ovviamente condivi- so con l’ANEF una istanza al Ministero, con la richiesta di integrare la normativa per ovviare quanto prima a questa incongruenza. Il tema del «Trasporto particolare con impianti a fune» Su iniziativa del nostro segretario, abbiamo impostato uno studio su un argomento denominato «Trasporto particolare con impianti a fune», inteso come trasporto diverso da quello codificato dall’ emanando Decreto Esercizio, ma non per questo meno importante. Il compito che ci siamo posti è quello di trovare per questi particolari e sempre più frequenti trasporti, come per esempio il trasporto in quota del personale di società o dei dipendenti di un rifugio, il trasporto notturno per cene private o manifestazioni turistiche, la movimentazione dell’impianto per la manutenzione ecc., almeno una modalità di esercizio condivisa non solo dai nostri associati ma anche dalle altre categorie coinvolte come Esercenti e Autorità di sorveglianza. Per questo motivo il testo elaborato da Boghetto, Torretta e dal sottoscritto, visto e commentato dal Consiglio, è stato presentato alla riunione periodica delle Autorità di sorveglianza e associazioni di categoria per le eventuali osservazioni. È inutile sperare in un irraggiungibile avvallo legislativo, il nostro obiettivo è, dopo la condivisione nella sede citata, l’emanazione di un testo sotto forma di vademecum per i responsabili del trasporto particolare. Sicuramente sarà un passo avanti verso quell’obiettivo che ci siamo da tempo posti e che è: la giusta definizione, in tutte le situazioni prevedibili, del ruolo di Direttore dell’esercizio. Purtroppo c’è ancora chi, memore di vecchie circolari esplicative del DPR 573, ci confonde con il «dirigente» per la sicurezza, senza tener conto di quanto introdotto e modificato dal DPR 81 del 2008. Secondo la comune interpretazione, per dirigenti s’intendono quei dipendenti che hanno il compito di impartire ordini ed esercitare la necessaria vigilanza, in conformità alle scelte di politica d’impresa adottate dagli organi di vertice. Essi rappresentano, dunque, l’alter ego del datore di lavoro, nell’ambito delle 6 professioneMontagna n° 142 maggio/giugno 2017

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ASSOCIAZIONI/ASSEMBLEA ANITIF competenze loro attribuite e nei limiti dei poteri decisionali e di spesa loro conferiti. Questa affermazione non è ovviamente farina del mio sacco, ma ho fedelmente trascritto quanto contenuto in una sentenza della Cassazione. Come si evince, quel dirigente non ha nulla a che vedere con il Direttore dell’esercizio. Nulla vieta che il professionista che assume l’incarico di Direttore dell’esercizio, possa anche svolgere in seno alla stessa azienda altre mansioni, l’importante è che sia ben definito ciò che comporta un incarico rispetto a un altro. La figura, i doveri e i diritti del «Direttore dell’esercizio» Le maggiori incomprensioni sulle nostre competenze nascono sicuramente nel mondo della sicurezza sul lavoro, ma non solo. Recentemente un nostro collega ci ha chiesto quali dovrebbero essere le prestazioni professionali legate alla nomina di Direttore dell’esercizio. La domanda del collega nasce in seguito alla pretesa di un esercente pubblico, in occasione di una revisione generale, di prestazioni come il calcolo del quadro economico, la redazione del piano della sicurezza di cantiere, la redazione del capitolato d’appalto, l’assunzione delle funzioni di coordinatore della sicurezza in fase esecutiva, la direzione dei lavori e la redazione del documento economico per la liquidazione dei lavori, tutto all’interno della nomina a Direttore dell’esercizio e soprattutto senza varia- zioni di parcella. Per dare una risposta, abbiamo preso come riferimento il DM 18/02/2011, che fissa in modo inequivocabile i compiti di un Direttore dell’esercizio. In particolare in occasione delle Revisioni Speciali e Generali egli deve programmare e predisporre i controlli ritenuti necessari e le eventuali sostituzioni dei componenti usurati, tenendo conto di quanto previsto dal Manuale di uso e manutenzione e dal piano dei controlli. Successivamente deve controllare l’avvenuta esecuzione del programma stabilito. Sostanzialmente se la revisione è «conservativa», cioè non è richiesta alcuna modifica, ma solo controlli e qualche sostituzione eseguita magari dalla stessa società esercente, potrebbe non essere nemmeno necessaria la nomina di un Direttore dei Lavori e quindi tutto può rimanere nell’ambito compiti del Direttore dell’esercizio. Se invece l’intervento è più «pesante» e prevede modifiche significative, che richiedono l’intervento di più ditte: edili, meccaniche, elettriche ecc. con predisposizione di un appalto d’opera, allora è necessaria almeno la nomina del Direttore dei Lavori e del Coordinatore della Sicurezza e questi incarichi non necessariamente sono assunti dal Direttore dell’esercizio. Se così fosse, presupponendo che egli abbia i necessari requisiti, sono assolutamente incarichi da considerare extra contrattuali, cioè non previsti nelle normali mansioni del Direttore dell’esercizio e quindi di conseguenza remunerati a parte. Per evitare contenziosi con la ditta esercente, sarebbe comunque opportuno, in fase di stesura di contratto, non fare solo riferimento ai disposti di legge, ma chiarire in modo esplicito le prestazioni professionali offerte, magari anche facendo riferimento al citato documento dei «trasporti particolari». Tutti insieme al lavoro sul Decreto Infrastrutture L’assemblea annuale è l’occasione per presentare agli associati e soprattutto a quelli che potrebbero diventarlo, l’attività svolta nel corso dell’anno. Ringraziamo la stampa specializzata che ci aiuta in questo compito. Oltre a quanto già detto, ci siamo occupati della revisione del Decreto Infrastrutture. Per questo particolare lavoro, abbiamo deciso di dividerci i compiti fra membri del Consiglio, a seconda dell’argomento e delle reciproche competenze. In specifico, io cerco di essere presente a tutte le sedute con il compito di individuare, anche con l’aiuto degli altri consiglieri, i punti sui quali è opportuno intervenire. Levi si sta occupato della revisione dei criteri di calcolo delle opere civili, Boghetto ha seguito l’evolversi della nuova bozza di norma EN riguardo l’antincendio, che sarà poi riportata nel capitolo 8 del DM e Canessa sta seguendo la revisione del capitolo 17 (Antinfortunistica), confrontando fra l’altro la nostra situazione con quella di altri stati membri. Su quest’ultimo argomento l’A- NITIF ha da tempo predisposto un dettagliato documento dove si evidenziavano le situazioni di lavoro e le opere strutturali che non possono essere conformate al D. Lgs. 81/2008. Il nostro obbiettivo è quello di far adeguare per quanto possibile il capitolo 17 alla realtà che abbiamo evidenziato nel citato documento. La revisione del DM infrastrutture in sostanza non è altro che un recepimento delle nuove norme EN, anzi si tenterà di introdurre uno strumento che in futuro aggiorni automaticamente il testo, seguendo le varie modifiche a venire delle EN, senza dover aspettare ogni volta l’emanazione di documento ufficiale da parte del Ministero. Non seguono questa prassi, perché nel resto d’Europa non se ne sono mai occupati, i capitoli riguardanti gli attraversamenti degli impianti con tubazioni in pressione e quello dei riposizionamenti. Il primo argomento non è ancora stato trattato, il secondo è in fase di stesura. Il riposizionamento degli impianti è un fenomeno in espansione. Il motivo è che, in questo periodo di crisi economica, molte società esercenti non si possono permettere la costruzione di un impianto nuovo e, quelle che ci riescono vogliono giustamente realizzare un utile sull’usato, coinvolgendo le ditte costruttrici che, loro malgrado, hanno dovuto specializzarsi in questa pratica. Si prospettano quindi situazioni prima impensate: riposizionamento parziale con aggiunta di componenti nuovi, riposizionamento di un impianto con

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ASSOCIAZIONI/ASSEMBLEA ANITIF materiale proveniente da due demolizioni, una demolizione che può fornire componenti a più impianti, ecc. Non è quindi semplice normare quest’argomento lasciando da una parte la maggiore libertà possibile sull’utilizzo d’impianti o componenti non obsoleti e dall’altra garantire la massima sicurezza dell’impianto riposizionato. Comunque, dato che questa situazione offre indubbie possibilità di lavoro per i nostri associati, è nostra intenzione seguirla in modo accurato. La Commissione Funivie: un organo da rigenerare La nostra, per altro assidua, partecipazione alla Commissione Funivie è una nota un po’ dolente. È ormai noto a tutti che le associazioni di categoria, ACIF, ANEF, FEDERFUNI e ANITIF sono ammesse in Commissione solo in qualità di uditori e in certe situazioni, credetemi, è molto difficile rimanere zitti. I lavori molto spesso si impantanano in discussioni obsolete che riguardano molto spesso Addio ad Artur Doppelmayr, pioniere dell’impiantistica funiviaria La notizia è arrivata da Lana il 22 maggio: è morto, a quasi 95 anni di età, Artur Doppelmayr, il grande costruttore funiviario che ha trasformato una officina artigianale in una azienda industriale di successo a livello internazionale. «Piangiamo la perdita del nostro ex amministratore delegato e presidente – si leggeva nel comunicato diramato dalla filiale italiana di Lana della grande azienda austriaca di Wolfurt A nome di tutti i dipendenti e della direzione del gruppo Doppelmayr piangiamo per la scomparsa di un uomo che è stato per noi un modello e il cui lavoro resterà per sempre parte della nostra vita». Artur Doppelmayr, l'unico figlio di Emil Doppelmayr, era nato a Dornbirn il 16 settembre 1922. Ha assunto la guida della società dopo la morte di suo padre, nel 1967. Artur ha posto un forte impegno nel mantenere la tradizione di sviluppo e realizzazione di innovazioni tecniche in sintonia con le evoluzioni del mercato. In questo processo di costante innovazione, ha posato molte pietre miliari che sono state fondamentali per modellare il successo della società. Nel 1972 la costruzione della prima cabinovia monofune con veicoli da 4 posti a Mellau, nella regione di Bregenzerwald, è stata un evento importante nella storia dell'azienda, in quanto ha aperto la strada per il successo della tecnologia dell’ammorsamento automatico. La prima seggiovia della società basata su questa tecnologia è stata realizzata quattro anni dopo. Altre innovazioni includono la seggiovia quadriposto ad ammorsamento automatico a Breckenridge / Colorado (USA) nel 1981, la cabinovia a 8 posti a Steamboat (USA) nel 1986 e la seggiovia esaposto vicino a Québec (Canada) nel 1991: tutte «prime» mondiali. L'impegno di Artur Doppelmayr per espandere l'attività di esportazione ha portato alla costituzione di una serie di filiali, collaborazioni e accordi di rappresentanza fuori dall'Austria. Ciò gli ha permesso di creare una rete internazionale che ha consolidato la posizione di mercato dell'azienda e le ha assicurato il futuro. Nel 1992, il figlio maggiore di Artur, Michael, è stato nominato amministratore delegato e ha continuato a perseguire lo stesso approccio lungimirante. Artur Doppelmayr si è ritirato dall’attività operativa e nel 1994 è diventato presidente del consiglio di vigilanza della Doppelmayr Holding AG. Gli eccezionali risultati della società non solo si sono riflessi nei grandi successi nel mercato funiviario internazionale, ma hanno portato al riconoscimento di numerosi premi e onorificenze conferite ad Artur Doppelmayr sia in patria che all'estero. 8 professioneMontagna n° 142 maggio/giugno 2017 progetti standard che, a nostro avviso, potrebbero essere tranquillamente evasi dagli Uffici periferici. Oltretutto non riceviamo gli atti ufficiali dell’ordine del giorno e il verbale di seduta e questo ovviamente rende difficile poter relazionare agli associati. È giusto ricordare che tutte le associazioni avevano più volte auspicato il ricostituirsi di una Commissione Funivie, ritenendo che potesse essere molto utile al nostro settore, e di tale parere restiamo. Siamo infatti convinti che una Commissione efficiente e costruttiva possa e debba essere un valido strumento di appoggio a tutti i componenti del settore ed essere utile per lo sviluppo dell’inventiva e attività imprenditoriale italiana, nel completo rispetto della sicurezza. In caso contrario invece la Commissione rischia di diventare un inutile appesantimento burocratico con la conseguenza di frenare inutilmente i lavori di tutti, spesso con gravi conseguenze anche economiche. Questi concetti sono stati riportati in una lettera condivisa dalle quattro associazioni e inviata ai vertici della Commissione. Nella lettera abbiamo fra l’altro evidenziato che uno dei problemi è la mancanza di sufficiente conoscenza della materia funiviaria da parte di molti componenti la Commissione. La presenza di illustri, preparati e competenti professori universitari è sicuramente molto utile, ovviamente per i settori di specifica competenza, ma riteniamo che i comitati relatori, come costituiti finora, abbiano avuto un numero insufficiente di persone di comprovata esperienza nel settore specifico funiviario, senza la partecipazione delle quali si rischia di perdere di vista gli aspetti principali da esaminare e discutere. Con più esperti funiviari, affiancati opportunamente dai professori universitari, secondo il progetto da esaminare, si potrebbe dare maggiore responsabilità e fiducia ai comitati relatori. I dettagli dovrebbero essere sviscerati a questo livello, portando in Commissione solo dubbi o richieste di chiarimento su questioni fondamentali o di principio. Eventuali perplessità o richieste di approfondimento, giustificate da validi motivi da parte della Commissione, dovrebbero essere rinviate ad un confronto tra il relatore o il comitato relatore e il progettista o la ditta costruttrice. Riteniamo quindi assolutamente necessario che, oltre ad altri esperti reperibili nel settore dello stato e delle provincie e regioni autonome (in aggiunta ai pochi già presenti), siano inseriti «esperti» che trattano giornalmente questi aspetti: progettisti, esercenti, manutentori, rappresentanti di ditte costruttrici, direttori di esercizio. Ovviamente abbiamo dato la nostra disponibilità per individuare le persone con queste caratteristiche che possono dare ai Comitati relatori il loro prezioso contributo. Non mi risulta ci sia stata a tutt’oggi una risposta alla citata lettera, nonostante sia stata inviata a più indirizzi. Il caso dell’esame magnetoinduttivo delle funi Fra i vari progetti discussi in Commissione Funivie, cito quello relativo alla richiesta di approvazione degli apparecchi aperti per l’esame magnetoinduttivo delle funi, per il quale abbiamo delegato il consigliere Toros come nostro rappresentante nel comitato relatore. Ad eccezione di quanto in precedenza scritto, o meglio, a conferma che quanto da noi suggerito è nel giusto, questo comitato ha lavorato bene, presentando un documento molto chiaro e dettagliato, rendendo così minima la richiesta di chiarimenti in Commissione. La documentazione presentata dal comitato relatore dimostra l’efficienza dello strumento aperto anche per standard di esame superiore a quello richiesto dal CEN. Ciononostante i funzionari ministeriali non hanno voluto approvare lo strumento esaminato, demandando la convalida ufficiale all’Ente europeo. Comunque, anche se non omologato, l’utilizzo di questo tipo di strumento può essere di aiuto al Direttore dell’esercizio, considerato che è sua competenza trovare dei metodi introspettivi per evitare di adottare una scadenza più ravvicinata tra gli scorrimenti delle funi portanti. Abbiamo quindi chiesto alla Commissione di rendere perlomeno ufficiale il risultato positivo di questo specifico progetto. Comunque con quest’ultimo lavoro, nel caso specifico avevamo incaricato a rappresentarci il collega Toros, abbiamo dimostrato che la nostra presenza può essere molto utile. Cercheremo, quindi, di inserire un nostro esperto nei comitati che tratteranno argomenti d’interesse per la nostra categoria. È l’unico modo

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ASSOCIAZIONI/ASSEMBLEA ANITIF per dire la nostra, dato che in Commissione possiamo solo ascoltare. Per questo motivo, nel neo comitato istituito per il soccorso integrato per il Funifor, abbiamo chiesto di poter partecipare con Boghetto. L’ingresso nell’OITAF e alcuni doverosi «grazie!» Recentemente la segreteria dell’OITAF ci ha chiesto se volevamo presentare la nostra candidatura per entrare nel Consiglio di questa prestigiosa organizzazione internazionale. Abbiamo ovviamente accettato con entusiasmo. A giugno, in occasione del congresso di Bolzano sapremo se la nostra candidatura sarà accettata. Se ciò dovesse avvenire, sedere sullo stesso tavolo con rappresentanti delle Autorità, degli Esercenti, delle Università e dei Costruttori di tutto il mondo, significherebbe aver ottenuto un riconoscimento internazionale molto gratificante per la nostra Associazione, soprattutto dopo i recenti positivi accrediti acquisiti in ambito nazionale. Colgo l’occasione per ringraziare il nostro indispensabile segretario che ha organizzato in modo impeccabile sia le sedute di Consiglio che l’attuale assemblea. Andrea è sempre disponibile anche a rappresentarci nelle varie commissioni dell’UNI e della Comunità Europea e se si presenterà l’occasione, darà sicuramente il suo apporto in ambito OITAF. Mi preme ricordare che anche questa volta, per la scelta della location assembleare e soprattutto per la cena di questa sera, ci siamo affidati alla competenza ed esperienza del nostro Claudio Molinari e della sua compagna Marisa, che ovviamente ringrazio. Ormai sono una garanzia assoluta. Ringrazio tutti i soci che con encomiabile generosità hanno raccolto l’invito dell’Associazione per un comune gesto di solidarietà nei confronti delle popolazioni duramente colpite dal terremoto in centro Italia. Uno dei centri maggiormente danneggiati è stato il comune di Ussita, ove è sindaco il nostro consigliere Rinaldi. Molti di noi, nei primi momenti drammati- ci dell’evento, hanno cercato di dimostragli la vicinanza e la solidarietà contattandolo telefonicamente. Poi, su sollecitazione di un consigliere e con l’organizzazione della segreteria, siamo riusciti a raccogliere fra gli associati una significativa somma di denaro che abbiamo affidato al collega Rinaldi che come primo cittadino saprà sicuramente come opportunamente impiegarla. Un addio agli amici scomparsi; un «benvenuto» ai nuovi soci Prima di concludere, vorrei ricordare che nel corso dell'ultimo anno è purtroppo scomparso il collega ed amico Emilio Migliorini, noto professionista funiviario e titolare dello studio Montecno di Bolzano. Emilio ha profuso il suo esemplare impegno su quasi tutte le montagne d’Italia e proprio su una di esse ha trascorso gli ultimi attimi della vita. Le sue opere rimarranno nella nostra memoria. È recentemente deceduto anche l’ing. Maurizio Thaon di Revel di Torino. Figura di alto pre- stigio, già nostro collega ed ex presidente dell’ANITIF nel decennio a cavallo degli anni 80. Lo ricordo con nostalgia perché era proprio lui Presidente dell’Associazione quando da giovane sono entrato a far parte dell’ANITIF. Alla memoria dei colleghi scomparsi un sincero ringraziamento per quanto hanno fatto per il nostro settore, li ricorderemo con grande affetto e stima. Rinnovo alle loro famiglie le mie condoglianze e di tutti gli associati dell’ANITIF. Per concludere una nota statistica: nell’ANITIF ci sono 8 nuovi soci, precisamente gli ingegneri Martin Oberhuber, Luca Rossi, Michele Romeo, Daniele Pignatelli, Elias Pezzedi, Gianni Baldessari, Gian Paolo Tondetta e Antonio Rozza, che portano a 128 il numero degli iscritti. Auguro ai nuovi arrivati di trovare nell’associazione una struttura che possa essere di aiuto alla loro futura vita professionale. Vi ringrazio per l’attenzione e auguro a tutti una buona permanenza a Chioggia. Sergio Tiezza

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ASSOCIAZIONI/ASSEMBLEA ANEF Alleanze, impegno e investimenti per il FUTURO SOSTENIBILE della montagna Il 19 maggio, a Forte dei Marmi, l’assemblea generale 2017 dell’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari si è svolta sul tema «Efficienza e sostenibilità: un nuovo modello per il turismo di montagna» e ha visto la partecipazione del Ministro dello Sport Luca Lotti che ha ribadito la volontà del Governo di proseguire nelle politiche di sostegno al sistema turistico montano. La relazione della presidentessa Valeria Ghezzi ha introdotto il tema dell’appuntamento partendo dalla valutazione delle difficoltà prodotte da inverni incerti e dai crescenti ma indispensabili oneri che gravano sulle società impiantistiche per la produzione di neve tecnica. In questo quadro l’ecosostenibilità e la tutela dell’ambiente sono un valore da perseguire con un «lavoro di squadra» tra tutti gli enti e operatori del settore seguendo le indicazioni dettate nella «Carta di Cortina», il documento firmato nel 2016 dal Ministro dell’Ambiente Galletti che indica un orizzonte di sviluppo e fa della località ampezzana, in vista dei Mondiali di sci alpino del 2021, un vero laboratorio di ricerca Èfinita con una stretta di mano e un forte abbraccio ideale l’annuale assemblea generale che l’ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) ha celebrato quest’anno a Forte dei Marmi il 19 maggio. Valeria Ghezzi, presidentessa dell’Associazione dal 2014, ha riconosciuto che gli ultimi due governi succedutisi alla guida del Paese si sono dimostrati con i fatti molto sensibili alle problematiche della montagna bianca; l’onorevole Luca Lotti, attesissimo ospite d’onore dell’evento, attuale Ministro dello sport nel governo Gentiloni e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del precedente governo Renzi, ha ribadito l’impegno, «da amante della montagna», a continuare nel positivo rapporto di collaborazione e proficua interlocuzione con l’ANEF che ha consentito di «portare a casa risultati importanti, primo fra tutti l’aver riportato al centro dell’attenzione la montagna e i suoi problemi trascurati per anni». «Non stiamo facendo politica – ha detto Valeria Ghezzi ringraziando il giovane Ministro per la sua presenza – stiamo verificando fatti concreti che riguardano la nostra attività di impiantisti e l’economia della montagna bianca per dire che un’attenzione come quella che abbiamo ricevuto dagli ultimi due Governi non l’avevamo mai avuta prima. Parlo ad esempio dei rapporti che hanno consentito di risolvere il problema della vita tecnica degli impianti di risalita, della questione IMU, della revisione della legge 363, del legame con i Ministeri dell’ambiente e dell’Istruzione, della disponibilità continuamente dimostrata all’a- Il Ministro Luca Lotti con Valeria Ghezzi scolto e all’impegno in favore del nostro mondo». «Che cosa dobbiamo fare? – ha detto Luca Lotti - Dobbiamo investire sulla montagna perché è il modo per creare ricchezza e benessere sui molti territori che vivono di turismo invernale ed estivo. La montagna bianca in particolare, trainata dalla pratica dello sci e dal lavoro degli impiantisti, avrà nei Campionati Mondiali di Cortina del 2021 un positivo effetto di traino per gli investimenti in montagna. Investimenti non fini a se stessi e pensati non solo per le località più importanti, capaci di coinvolgere un numero sempre maggiore di utenti per avvicinarli alla montagna come è stato fatto per il collegamento infrastrutturale tra Emila e Toscana su cui, come Governo, abbiamo messo 20 milioni. Investire vuol dire pensare anche ad incentivi per le strutture ricettive, all’impegno nelle politiche per il turismo sostenibile e per il rapporto con la scuola e i giovani. Continueremo a finanziare il progetto “Quando la neve fa scuola” in collaborazione con FISI e ANEF che vedrà coinvolto più di un milione di studenti. E continueremo a lavorare insieme a voi, con altre occasioni 10 professioneMontagna n° 142 maggio/giugno 2017

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ASSOCIAZIONI/ASSEMBLEA ANEF di confronto in futuro. Chiudo - ha concluso il Ministro – citando un poeta inglese che ha scritto: “Quando gli uomini e le montagne si incontrano grandi cose accadono”». Applausi abbastanza scroscianti per l’augusta presenza che si è fatta attendere non più di tanto («Scusate il ritardo ma vengo da un Consiglio dei Ministri dove si è parlato dei vaccini…») e per la brillantezza dell’intervento; stretta di mano con Valeria Ghezzi; abbraccio ideale con un mondo che veramente sta avvertendo di aver forse (e finalmente…) trovato interlocutori giusti nella cabina di comando del Paese. Le prospettive della montagna bianca sulla riva del mare di Versilia Si è chiusa così, con questo gran finale, un’assemblea ANEF che ha portato in riva allo splendido mare della Versilia i problemi della montagna in una sorta di gemellaggio e Sopra una panoramica della sala, a fianco da sinistra Umberto Buratti -sindaco di Forte Dei Marmi- con Duilio Giammaria giornalista e conduttore televisivo nelle vesti di moderatore del convegno di rapporto solidaristico tra i due poli naturalistici fondamentali per il turismo in Italia e nel mondo. La location era Villa Bertelli, antica «sede italiana prodotti esplodenti» dove lavoravano ben 1500 persone nei dintorni della prima guerra mondiale, un edificio liberty nel tempo trasformato prima Xraycer La nuova tendenza per l‘estate in montagna sunkidworld.com

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ASSOCIAZIONI/ASSEMBLEA ANEF in albergo ed oggi in luogo pubblico aperto a eventi e manifestazioni. Il tema dell’assemblea, impegnativo e quantomai moderno era «Efficienza e sostenibiltà: un nuovo modello per il turismo in montagna», sollecitato dalle problematiche sempre più stringenti che derivano dalle mutazioni climatiche, dalle trasformazioni tecnologiche, dal consumo di risorse, dall’utilizzo sempre più indispensabile dell’innevamento programmato e dalla necessità di tutelare innanzitutto l’ambiente; un tema scaturito anche dai contenuti della «Carta di Cortina» firmato nel gennaio del 2016 dal Ministro dell’Ambiente Galletti e da diversi enti e associazioni, tra le quali l’ANEF, che ha innescato importanti iniziative già in corso di cui si è parlato nell’assemblea e ha promosso l’individuazione e la messa in atto di strategie che coniughino la sostenibilità economica con quella ambientale favorendo lo sviluppo di un turismo sostenibile, fondato sull’efficienza nell’uso delle risorse, sulla limitazione delle emissioni e dei costi enegetici, sulla eliminazione degli sprechi e sull’educazione ambientale. Un’economia da difendere per il benessere di interi territori Moderatore dei lavori Duilio Giammaria, giornalista e conduttore televisivo della trasmissione «Petrolio», bravissimo e competente. Pubblico molto folto, popolato dai maggiori big dell’industria impiantistica e dai molti gestori che il giorno precedente avevano animato la seduta formale dell’Assemblea per l’approvazione dei bilanci e il disbrigo di altre incombenze statutarie interne all’organismo affiliato a Confindustria che raccoglie la grande maggioranza delle società impiantistiche italiane. Presidentessa in forma, sempre più a suo agio nel ruolo delicato ereditato nel 2014 da Sandro Lazzari, sempre più impegnata a conferire all’ANEF il profilo alto di importante player nell’economia nazionale costruendo credibilità, autorevolezza, organizzazione, competenze. Dopo i saluti del sindaco di Forte dei Marmi Umberto Buratti e del consigliere ANEF per la Toscana Rolando Galli («Le nostre montagne sono quelle di Zeno Colò e Celina Seghi. Grandi tradizioni ma inverni sempre più difficili. La politica ci deve aiutare per i costi dell’innevamento tecnico e per riequilibrare i pesi degli impegni tra gli impiantisti e l’indotto»), Valeria Ghezzi ha svolto la relazione che potete leggere integralmente in queste pagine con il legittimo e orgoglioso piglio di chi è consapevole di avere attivato meccanismi istituzionali importanti e toccato corde sensibili per il presente e il futuro per la categoria che rappresenta. «L’efficienza e la sostenibilita sono insieme una sfida e un grande impegno – ha detto in sintesi – non sono solo un obiettivo raggiungibile ma rappresentano un valore sia sul piano economico che del marketing per il quale è opportuno e conveniente lavorare». La relazione è partita da una valutazione dell’ultima stagione invernale che ha visto il panorama alpino diviso in due, tra le Alpi Occidentali che hanno avuto risultati positivi a due cifre grazie ad un abbondante innevamento naturale e le Alpi centro-orientali penalizzate dalla sempre più consueta carestia di precipitazioni ma salvate dalla neve programmata «che è la chiave di volta del turismo invernale in montagna, una montagna che vuole continuare a vivere e non vuole spopolarsi». L’innevamento tecnico costi quel che costi… L’innevamento tecnico è un onere enorme per le società di gestione delle skiarea ma quali sarebbero i costi economici e sociali se non ci fosse questa risorsa tecnologica? si è chiesta la Ghezzi. «Disoccupazione, alberghi vuoti, economie territoriali distrutte, crollo degli investimenti», è la risposta. Per questo è indispensabile avere dalla politica responsabilità di impegni e incentivi perché il castello non crolli. Per questo è fondamentale lavorare con «uno spirito di squadra» tra tutte le componenti coinvolte nel problema per trovare le soluzioni che garantiscano il futuro. Per questo l’ANEF ha attivato rapporti sempre più stretti con i ministeri del turismo, dell’ambiente, dei trasporti, dell’istruzione per mobilitare risorse e iniziative; per questo ha promosso il coinvolgimento dei partners industriali e di aziende che sono eccellenze mondiali nell’attività dell’associazione (l’assemblea di Forte dei Marmi ha potuto contare su un prestigioso pool di sponsors); 12 professioneMontagna n° 142 maggio/giugno 2017 per questo va consolidato sempre di più il legame con la Federazione Italiana Sport Invernali e con il Ministero dell’istruzione per portare i giovani alla montagna e agli sport invernali. E poi si è svolto il tema centrale della sostenibilità, dell’equilibrio da ricercare tra sviluppo e rispetto dell’ambiente, tema che si colloca nell’anno inernazionale del turismo sostenibile e chiama gli operatori del settore ad una assunzione di responsablità e di trasparenza nella valutazione dell’impatto ambientale che investono l’impiantistica e i processi di produzione dell’innevamento tecnico. «Tutelare e conservare l’ambiente naturale, patrimonio unico e irripetibile, è un impegno che non deve essere vissuto come un onere ma come un investimento», ha detto la Ghezzi richiamandosi ai contenuti della Carta di Cortina e introducendo l’intervento di Carlo Maria Medaglia, capo segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. La tutela ambientale come percorso ineludibile di sviluppo «La Carta di Cortina – ha detto Medaglia – si inquadra in un processo di consapevolezza e impegno verso i temi ambientali che è all’ordine del giorno a livello internazionale, già contemplato in numerosi documenti sottoscritti dagli Stati e che vedrà tavoli di dibattito ai massimi livelli nel prossimo futuro». Il concetto di sostenibilità si sposa con quello di innovazione nella gestione delle risorse naturali, nell’efficienza energetica, nello sviluppo delle energie rinnovabili con lo scopo di portare lavoro e ricchezza nei territori. Le componenti sociale, ambientale, imprenditoriale si devono legare nello sforzo di procedere in questa direzione. Ma per farlo è importante che la filiera economica del turismo di montagna crei un quadro di riferimento omogeneo, non spezzettato, che insomma tutti remino con lo stesso impegno nella stessa direzione e per gli stessi obiettivi. Così sarà anche possibile focalizzare gli investimenti che lo Stato sarà chiamato a sostenere senza disperdere risorse ma destinandole a soluzioni che rispondano alle esigenze della tutela ambientale ma siano anche efficaci e produttive per le imprese. Così «la Carta di Cortina è un punto di partenza per trasformare un libro dei sogni in qualcosa di concreto, nella traccia di un percorso virtuoso da seguire». E Cortina, in attesa di ospitare i Campionati Mondiali di sci alpino del 2021 che le sono stati assegnati al congresso FIS di Cancun, sta diventando il laboratorio per mettere in campo iniziative ecosostenibli sul fronte della valutazione delle impronte ambientali con le misurazioni dei metodi Carbon Footprint e Water Footprint, sul piano dello sviluppo sostenibile (efficienza energetica, energie rinnovabili, nuova mobilità) e della gestione delle risorse naturali (uso del suolo e dell’acqua, rifiuti). «La sostenibilità – ha concluso Medaglia – non è una coccarda, un fiore all’occhiello da esibire ma un’esigenza ineludibile che tutti dobbiamo percorrere pensando al futuro e alle nuove generazioni, un processo costruttivo che dobbiamo percorrere tutti insieme per ottenere risultati tangibili». I ricercatori dell’ENEA al lavoro nel «laboratorio Cortina d’Ampezzo» È stata quindi la volta di Caterina Rinaldi, Christian Chiavetta e Pierluigi Porta, ricercatori dell’ENEA (agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) che stanno lavorando, in accordo con il Ministero dell’Ambiente e con l’associazione degli impiantisti, su una valutazione scientifica degli attuali livelli di ecosostenibilità di Cortina d’Ampezzo. «Il nostro lavoro sugli impianti di innevamento programmato – ha detto Chiavetta - è solo il primo passo, l’inizio di un percorso di ricerca che vuole dare all’ANEF e ai suoi associati riscontri scientifici non solo per fotografare la situazione di fatto ma per impostare strategie di sviluppo in chiave ecosostenibile e per comunicare il valore di questo tipo di sviluppo all’utenza». Lo studio presentato a Forte dei Marmi ed eseguito monitorando tre impianti di Cortina riguarda la valutazione dell’impatto ambientale dei sistemi di innevamento programmato secondo i metodi degli indicantori ambientali Carbon Footprint (misura dell’ammontare totale delle emissioni di gas ad effetto serra) e del Water Footprint (misura della quantità di acqua

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ASSOCIAZIONI/ASSEMBLEA ANEF utilizzata per produrre un bene o un servizio lungo il suo ciclo di vita). Le misurazioni sono state effettuate sulle quattro componenti del processo produttivo della neve tecnica: bacino di captazione dell’acqua, stazione di pompaggio, rete di distribuzione, produzione tramite cannoni e lance. È risultato, ad esempio, che non si verifica alcun fenomeno di inquinamento nel processo produttivo, che l’uso di energia idroelettrica potrebbe ridurre l’emissione di CO2 che si è verificato essere compresa tra i 700 e 7000 kg per ettaro per l’intera stagione. Sono solo due dati del primo passo di un lavoro che da qui al 2021 estenderà l’analisi dei ricercatori ENEA a tutte le attività produttive della località ampezzana e interesserà la valutazione sulle emissioni delle strutture ricettive e sull’impatto ambientale degli impianti di risalita per chiudere il cerchio e dare all’intero «sistema Cortina» gli strumenti per ottimizzare le possibilità economiche salvaguardando l’ambiente. «La trasparenza – è intervenuto in proposito Carlo Maria Medaglia – è un valore che dà una percezione diversa della montagna bianca, evita errori di valutazione talvolta grossolani che in alcuni casi bloccano ingiustamente progetti importanti e fornisce dati certi per investimenti utili e consapevoli». La pratica dello sci in piena salute e l’ecoturismo in pieno sviluppo In attesa del ministro Lotti e dopo un intervento-lampo di Gianni Lorenzetti, sindaco di Montignoso e presidente della provincia di Massa Carrara («Superiamo i confini, mettiamo in contatto mare e monta- gna»), si è tenuta una piccola tavola rotonda condotta da Duilio Giammaria a cui hanno partecipato, oltre a Valeria Ghezzi («Le parole d’ordine sono: sharing economy, fare sistema, lavorare insieme per lavorare meglio»), Flavio Roda, presidente della Federazione Italiana Sport Invernali, e Gianfranco Battisti, presidente di Federturismo. Roda ha sottolineato il fatto che tutta l’attività della FISI si svolge nella natura della montagna invernale e che quindi la bellezza di quell’ambiente è un fattore primario per l’adesione alla pratica degli sport invernali. Il presidente della FISI ha poi ricordato come lo sci sia un’attività in piena salute che vede crescere costantemente i numeri riguardanti l’attività agonistica giovanile e quanto le stazioni invernali italiane siano all’avanguardia nel mondo sul piano organizzativo e logistico in campo agonistico ma non solo. Ha anche riaffermato la disponibilità dalla federazione che guida dal 2011 a cercare il coinvolgimento con tutti gli altri operatori del settore per l’avvio di iniziative di promozione e la soluzioni di problemi come è avvenuto con il produttivo rapporto stabilito con ANEF e il Ministero dell’istruzione e come sta avvenendo con il contributo dato alla revisione dalla legge 363. Gianfranco Battisti si è concentrato sul valore delle politiche green per il turismo. «Entro il 2020 – ha detto – il turismo green è quello che crescerà di più inseme al turismo culturale. Puntare sul green, sulla ecosostenibilità è vincente non solo sul piano economico ma anche sul piano del marketing perché il mercato è sempre più sensibile a questa tendenza. Come nel settore dell’alimentazione sta crescendo sempre di più il biologico, così nel turismo i comsumatori premieranno sempre di più le aziende e i sistemi che svolgono le loro attività sulla base di criteri ecosostenibili». Poi il Ministro Luca Lotti (nella foto a sinistra) è arrivato e l’assemblea generale dell’ANEF 2017 è finita (benissimo) come abbiamo raccontato all’inizio. n WE CUSTOMIZE SOLUTIONS. AXESS SMART RESORT SOLUTIONS 4.0 La soluzione completa in rete centralizzata per località sciistiche si preoccupa di un impiego efficiente delle risorse nella vostra località. Con un biglietto è possibile prenotare online o in loco tutti i servizi come parcheggio, armadietto, noleggio attrezzature, tessera per risalita ecc. Software e hardware in rete centralizzati di Axess sono unici e possono essere adattati in base alle esigenze. In breve: We customize solutions. teamaxess.com Anzeige_SMART_RESORT_SOLUTIONS_4_de_185mmx130mm.indd 1 15.05.2017 09:27:58

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