School Magazine AV Arte e Moda

 
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Edizione speciale su Arte e Moda 2017

Popular Pages


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MS Artista delle Polaroid Patriota dell’Universo Arte e Moda La tradizione continua Scatti d’architetto Girando tra espressioni visive Viaggio nella Storia Sogno realizzato

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MS Arte e Moda Editoriale Non si può non comunicare. Da sempre, cerchiamo di esprimerci attraverso il segno grafico. Molti progetti ci riportano ad immagini, sensazioni, emozioni vissute, che la nostra mente elabora, ricrea e personalizza. Senza di esse, non sarebbero giunte a noi architetture, pitture, sculture, oggetti di vita quotidiana, realizzati nei secoli da Maya, Aztechi, Egizi, Greci, Etruschi, Romani… Tra i bisogni dell’uomo, oltre a manufatti, spazi pubblici e privati, troviamo rappresentazioni quali l’abbigliamento che, da sempre, identifica lo status sociale delle popolazioni, veicolato nel tempo, grazie ad affreschi, quadri e foto. La Redazione Sommario pagina 3: Un matrimonio tra forme e superfici pagina 5: Viaggio nella storia pagina 8: Patriota dell’Universo pagina 17: Esempio italiano nel mondo pagina 20: La tradizione continua pagina 24: L’agorà della stile pagina 25: Artista delle Polaroid pagina 29: Ritratti d’autore pagina 34: Scatti d’architetto pagina 41: Sogno realizzato pagina 47: Discendente di Kartlos pagina 49: Questioni di borsa pagina 51: Generazione 2000 con stile pagina 54: Immagine d’autore Periodico Anno V Speciale Arte e Moda Maggio 2017 Editore I.I.S.S. “Giulio Natta” Milano Prof.ssa Carla Maria Cucinotta Via Don Giovanni Calabria, 16 tel. 02/2590083 - 2593956/7 web: www.itasnatta.gov.it Responsabile Editoriale Prof. Antonio Pangallo email:schoolmagazine.mi@gmail.com Docenti Prof.ssa Giusi Lo Tennero, Prof. Rebhi Rouchdi Prof. Francesco Salerno Prof.ssa Nives Zanini Editing Esperto esterno Prof. Gianpaolo Palazzo Progetto grafico Prof. Antonio Pangallo Impaginazione Prof.ssa Maria Grazia Ursino Francesca Galeandro Traduzioni Ghofran Alnasralla, Patrizia Wayne Balanay, Nicolò Carra, Alessia Cavalli, Asia Dominello, Anas Fahir, Daniela Reyes, Chaimae Taouaf, Rica Mae Tappa, Oliver Tarocco, Elena Turac, Jing Wang Hanno collaborato: Noemi Bianchi, Alessandro Cardillo, Nicolò Carra, Andrada Ciccotto, Alessandra Cilino, Giulia Di Bitetto, Giulia Diagne, Asia Dominello, Veronica Gioia, Katterina Guerrero, Manuela Hanna, Ibtissame Lhiat, Claudia Meduri, Naomi Quarta, Francesca Rigamonti, Denise Rognoni, Federica Spalla, Novara Torba, Jing Wang Fotografie Alessandro Cardillo, Nicolò Carra, Maurizio Galimberti, Piero Gemelli, Christophe Toni Thorimbert Antonio Viola Gestione sito web Prof. Vincenzo De Lizzi 2

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Arte e Moda MS Un matrimonio tra forme e superfici di Noemi Bianchi, 2^L e Asia Dominello 1^N Un mariage entre formes et surfaces di Nicolò Carra 1^N Affronta ogni argomento con un atteggiamento di ricerca e di curiosità, stimolando l’interesse e il desiderio di sapere. Il critico e storico d’arte Philippe Daverio ama r accontar e il mondo attraverso cronache di persone e d’immagini, riuscendo a essere intrigante e non accademico. Difficile con lui scivolare nelle facili scorciatoie della banalizzazione e del restringimento di personaggi e correnti artistiche a etichette o caricature prive di spessore. Sa guardare lontano, senza mai dimenticare di vedere vicino, esaminando dettagli e particolari capaci di spalancare, pur partendo dalla loro estensione minima, un intero universo fatto di luci e ombre, le stesse che, tante volte, si ritrovano nella moda e nei dipinti: «La pittura ha sempre raccontato ciò che avviene nella vita della società, anzi è l’unico documento che abbiamo sulla mutazione delle abitudini e del costume. Pensiamo, ad esempio, alla bellezza dei colori e degli abiti presenti nei codici miniati del Medioevo». Arte e moda nei secoli si sono affrontate, spesso si son guardate in cagnesco l’una con l’altra, spesso gli artisti sono stati affascinati dall’abbigliamento, come strumento per “regalare” realismo alle loro immagini. La corrispondenza “di amorosi sensi” è stata ricambiata pure dalle sarte, che hanno tratto ispirazione dal creato artistico. Per gli studiosi d’arte l’abbigliamento documentato in un quadro aiuta la datazione di un’opera, mentre per gli storici della moda, l’abito dipinto descrive il movimento, la bellezza, l’appiombo di una veste. È nel corso dell’Ottocento, comunque, che gli abiti cominciarono a dilagare nelle città grazie all’industria tessile e a nuove forme di distribuzione commerciale. Fu una metamorfosi totale che diede inizio a tipologie originali di dialogo. I rapporti si fecero stretti e frequenti. Gli scambi non si limitarono più alla rappresentazione dei nobili vestiti all’ultimo grido, ma per arrivare a una convergenza più stretta bisogna aspettare l’inizio del Novecento: «Penso ai disegni di Sonia Delaunay, in cui arte e moda si fondono, fin da subito, creando un legame stretto, anche tecnico, ripreso poi da Coco Chanel e tanti designer contemporanei. In verità, però, la reale contaminazione av- (Continua a pagina 4) Il aborde tout les arguments avec une attitude de recherche et de curiosité, en encourageant l’intérêt et le désir du connaitre. Le critique et historique d’art Philippe Daverio aime raconter le monde avec le chroniques de personnes et d’images, réussissant à être intrigant et pas académique. C’est difficile avec lui glisser dans les facile raccourcis de la banalisation et du rétrécissement des personnages et courants artistique à étiquettes ou caricatures sans épaisseur. Il sait regarder loin, sans jamais oublier de voir près ,examinant détails et particuliers capables d’ouvrir, aussi en partant de leur étendue minimum ,un entier univers fait de lumières et ombres, les mêmes que plusieurs fois nous retrouvons dans la mode et dans les peintures : “La peinture a toujours raconter ce qui passe dans la vie de la société , au contraire est l'unique document que nous avons sur la mutation des habitudes et de la coutume . Nous pensons, par exemple, à la beauté des couleurs et des vêtements présentes dans les codes touchés par le Moyenâge." Art et mode dans les siècles se sont affrontés, souvent, ils se sont regardés de travers l'une avec l'autre, souvent les artistes ont été fascinés par l'habillement, comme moyen pour réaliser leurs images. La correspondance "de sens" amoureux a aussi été rendue par les couturières qui ont tiré inspiration de la création artistique. Pour les spécialistes d'art l'habillement documenté dans un tableau aide la datation d'une œuvre, pendant que pour les historiens de la mode, l'habit peint décrit le mouvement, la beauté, l'aplomb d'un vêtement. C'est au cours du XIXe siècle, cependant, que les vêtements ont commencèrent à se répandre dans les villes grâce à l'industrie textile et aux nouvelles formes de distribution commerciale. Celui fut une métamorphose totale qui commença des typologies originales de dialogue. Les rapports sont devenus serrés et fréquents. Les échanges ne se limitèrent plus à la représentation des vêtements nobles au dernier cri, mais pour parvenir à une convergence plus étroite, il faut attendre le début du XXe siècle: «Je pense aux dessins de Sonia Delaunay, dans lequel l'art et la mode fusionnent, dès le début, créant un lien étroit, également technique, puis repris par Coco Chanel et de nombreux designers contemporains.» En vérité, cependant, la contamination réelle a eu lieu dans les premières 3

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MS Arte e Moda (Continua da pagina 3) viene in quei primi anni del XX secolo con l’uso della carta stampata. C’è l’introduzione del colore e molti artisti lavorano per l’illustrazione e per la moda contemporaneamente». Rimanendo nello stesso periodo, sono Giacomo Balla e Fortunato Depero a introdurre il concetto di “Moda Futurista”. Il Futurismo è tante cose: poesia, pittura, musica, gastronomia, vita e, quindi, anche moda. Balla presenta “Il manifesto del vestito antineutrale” in lingua italiana, dopo l’edizione francese, nel settembre 1914. Una piccola parte dei modelli ideati è realizzata dai futuristi che li indossano. Una foto, scattata il 14 gennaio 1924 a Torino, li ritrae all’uscita dal teatro dopo uno spettacolo della Compagnia del Nuovo Teatro Futurista. Filippo Tommaso Marinetti e Fortunato Depero hanno elegantissimi completi neri, bombetta in testa e un panciotto stravagante: qualcosa di “particolare”, un segnale per far circolare le proprie idee, sempre e comunque. Il vestiario, grazie a quello scatto, si dimostra il medium perfetto tra arte, vita e propaganda futurista. Seguendo quegli esempi, col passare del tempo, i vestiti e gli accessori diventano opere arte e viceversa, tanto che grandi artisti internazionali sono stati spesso chiamati per disegnare abiti e a fotografarli. Proprio la fotografia ha dato una mano enorme alla diffusione delle idee e delle tendenze, ma per Daverio ci sono delle nette distinzioni: «L’arte indica il tempo, ma la fotografia è incapace d’indicare il tempo, perché indica l’istante e l’istante non è il tempo. La fotografia è un “arresto del tempo”. Certo, anche l’arte ha la natura morta, però nella moda si tende a dialogare su due linee che sono diverse: una è quella della modella ferma, l’altra è quella della modella in movimento. Lì il tempo viene fermato nel suo esistere, in ciò che non è vero, ma simile al vero». Il breve excursus nelle viste Daveriane finisce qui, con la scoperta che praticare lo spostamento del punto di vista riesce a gettare ponti fra culture e fatti lontani fra loro e che la vicinanza sia qualcosa di naturale, in attesa solamente di essere riconosciuta. années du XXe siècle avec l'utilisation de papier imprimé. Il ya l'introduction de la couleur et de nombreux artistes travaillent pour l'illustration et la mode en même temps. En séjournant dans la même période, ce sont Giacomo Balla et Fortunato Depero qui introduisirent le concept de “Mode Futuriste”. Le Futurisme est beaucoup de choses: la poésie, la peinture, la musique, la gastronomie, la vie et, par conséquent, la mode aussi. Balla présente “Le manifeste de la robe anti neutre” en langue italienne, après l'édition française, en septembre 1914. Une petite partie des modèles conçus est faite par les futuristes qu’ils les portent. Une photo, prise le 14 janvier 1924 à Turin, les rétracte à la sortie du théâtre après un spectacle de la Compagnie du Nouveau Théâtre Futuriste. Filippo Tommaso Marinetti et Fortunato Depero ont des complets noirs élégants, un chapeau sur la tête et un gilet extravagant: quelque chose de “particulier”, un signal pour faire circuler leurs idées, toujours et de toute façon. Les vêtements, grâce à ce coup, montre le médium parfait entre l'art, la vie et la propagande futuriste. À la suite de ces exemples, avec le passer du temps, les vêtements et les accessoires deviennent des œuvres d'art et l’envers, à tel point que les grands artistes internationaux ont souvent été appelés à dessiner des vêtements et à les photographier. La photographie a donné une grande main à la diffusion des idées et des tendances, mais il y a des distinctions claires pour l'artiste: «l'art indique le temps, mais la photographie est incapable d'indiquer le temps, car il indique l'instant et celui ce n'est pas le temps. La photographie est un “arrêt du temps”. Bien sûr, même l'art a encore la vie, mais à la mode, nous avons tendance à dialoguer sur deux lignes qui sont différentes: l’une est celle de la firme modèle, l’autre est celle du modèle en mouvement. Là, le temps est arrêté dans son existence, dans ce qui n'est pas vrai, mais semblable au vrai». Le bref excursus dans le Daveriane se termine ici, avec la découverte que la pratique du décalage du point de vue peut jeter des ponts entre les cultures et les faits lointains et que la proximité soit quelque chose de naturel, en attendant seulement d'être reconnue. 4

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Viaggio nella Storia Arte e Moda MS di Alessandro Cardillo, Manuela Hanna e Federica Spalla 2^A La Villa Reale di Monza dista davvero pochi chilometri da Milano. Quasi nessuno, però, aveva mai avuto l’occasione di visitarla. Il percorso su Manzoni, seguito in classe, ci ha offerto quest’anno l’opportunità di scoprirne i tesori e di conoscerne la storia. La Reggia, con il suo inestimabile bagaglio di storia e arte, ha catturato da subito l’attenzione di noi studenti, spinti dalla voglia di scoprire che cosa offrisse. È situata nella rigogliosa Brianza e ha il più vasto giardino recintato d’Europa. Fu la prima villa milanese ad avere la corrente elettrica. Eretta dagli Asburgo alla fine del Settecento poi, nella seconda metà dell’Ottocento, è passata ai Savoia che ne saranno padroni fino al 1934, quando Vittorio Emanuele III la donerà ai comuni di Monza e Milano. Partiamo dall’inizio. A volere una costruzione così imponente fu l’arciduca Ferdinando d’Asburgo, penultimo figlio dell’imperatrice Maria Teresa. L’incarico, conferito nel 1777 all’architetto imperiale Giuseppe Piermarini, fu portato a termine in soli tre anni. L’arciduca la usò come propria residenza di campagna fino all’arrivo delle armate napoleoniche nel 1796. Dopo la seconda guerra d’indipendenza del 1859, divenne patrimonio di casa Savoia. Nel 1868 fu regalata da Vittorio Emanuele II al figlio Umberto I per il suo matrimonio con la cugina Margherita di Savoia. (Continua a pagina 6) di Asia Dominello 1^N La Villa Royale de Monza est à quelques kilo- mètres de Milan. Presque personne, cependant, n’avait déjà eu l’occasion de le visiter. Le cours sur Manzoni, suivi en classe, nous a offert cette année l’occasion d’en découvrir les trésors et de connaître son histoire. Le Palais (Reggia), avec son bagage inestimable d’histoire et d’art, a immédiatement attiré l’attention des étudiants américains, poussé par le désir de découvrir ce qu’il offre. Il est situé dans la Brianza luxuriante et a le plus grand jardin clos de l’Europe. C’était la première villa milanaise d’avoir le courant électrique. Érigée par les Habsbourg à la fin du XVIIIe siècle puis, dans la seconde moitié du XIXe siècle, il est passé aux Savoie qui seront les maîtres jusqu’au 1934, quand Vittorio Emanuele III en fit don aux municipalités de Monza et de Milan .Commençons par le début. Vouloir une telle construction imposante fut l’archiduc Ferdinand de Habsbourg, l’avant-dernier fils de l’impératrice Maria Theresa. La tâche, décernée en 1777 à l’architecte impérial Giuseppe Piermarini, a été achevé en seulement trois ans. L’archiduc utilisé comme une résidence de campagne jusqu'à l’arrivée des armées napoléoniennes en 1796. Après la deuxième guerre d’indépendance de 1859, il est devenu patrimoine de Casa Savoia. En 1868, il a été donné par Vittorio Emanuele II à son fils Umberto I pour son mariage avec sa cousine Margherita de Savoie. C’était un cadeau de bienvenu pour le couple. Après la mort de Vittorio Emanuele II, les travaux 5

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MS Arte e Moda (Continua da pagina 5) Fu un regalo molto gradito alla coppia. Dopo la morte di Vittorio Emanuele II, vennero realizzati i lavori di ammodernamento, introducendo il parquet e nuovi bagni. Nel 1900 Umberto I fu assassinato a Monza e così il nuovo re Vittorio Emanuele III non volle più utilizzare la Villa Reale, facendola chiudere e trasferendo al Quirinale gran parte degli arredi. Solo nel marzo 2012, dopo un lungo periodo di degrado, sono iniziati i lavori di restauro all’interno, che sono terminati nel febbraio 2014, con la successiva riapertura nel giugno 2014. Attualmente si possono visitare gli appartamenti reali di Umberto I e Margherita di Savoia che conservano ancora parte degli arredi. Ci sono tre piani. Al piano terra risiedeva la servitù ed erano presenti i magazzini e le cucine; attualmente ci sono la biglietteria oltre ai locali adibiti a bar e ristoranti. Inoltre, da qui si apre un passaggio che conduce al magnifico giardino. Al primo piano si accede mediante una grande scalinata, che porta alle stanze di Margherita e Umberto. Il primo ambiente di questo piano è un grande atrio coperto da volte ottocentesche. Da lì si passa in un grande salone da ballo che possiede una vasta balconata sopraelevata utilizzata un tempo dai musicisti. Due grandi specchi ne amplificano l’ampiezza. Gli appartamenti reali erano colorati in rosso e oro, i colori regi. L’ambiente molto caro a Margherita era la “sala rossa” dove sono presenti, ancora oggi, sedie di color verde, perché la regina amava i colori contrapposti. Un mobile, nascondeva i segreti dei suoi gioielli impreziositi dalle perle. (Continua a pagina 7) de modernisation a été effectuée, introduisant le parquet et les nouvelles salles de bains. En 1900 Umberto I fut assassiné à Monza et donc le nouveau roi Vittorio Emanuele III ne voulaient plus utiliser la villa royale, ce qui en fait fermer et transférer vers le Palais du Quirinal la plupart de l’ameublement. Seulement en mars 2012, après une longue période de déclin, les travaux de rénovation ont commencé à l’intérieur, qui a eu fin en février 2014, avec la réouverture ultérieure en juin 2014. Actuellement vous pouvez visiter les appartements Royal d’Umberto I et Margherita di Savoie qui tout en conservant une part de l’ameublement. Il y a trois étages. Au rez-de-chaussée, résidait les serviteurs et étaient présents les entrepôts et les cuisines; Il y a actuellement une billetterie, ainsi que des bars et des restaurants. En outre, d’ici vous ouvrira un passage qui mène vers le jardin magnifique. Le premier étage est accessible par un grand escalier, qui mène aux chambres de Margherita et Umberto. Le premier environnement de cet étage est un grand atrium couvert par siècle fois. A partir de là, vous passez dans une grande salle de bal qui a un grand balcon élevé utilisé autrefois par les musiciens. Deux grands miroirs amplifient l’amplitude. Les appartements royaux étaient colorés en rouge et or, les couleurs sont enregistrées. 6

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Arte e Moda MS (Continua da pagina 6) La sala da bagno ha una preziosa vasca in marmo del valore di novantamila euro, mentre il guardaroba è formato da molti armadi numerati. Gli appartamenti di re Umberto I, comprendono molte stanze tra cui la sua camera da letto, la sala da bagno e il guardaroba nel quale è nascosta una scala che conduce al giardino, utilizzata dal sovrano per incontrare di nascosto la sua amante. Siamo rimasti affascinati anche dalla sala dei quadri, dalla sala del biliardo e dalla splendida biblioteca realizzata su due livelli e frequentata da entrambi gli sposi. Il secondo piano, che non abbiamo visitato, era dedicato alle abitazioni degli ospiti reali. I particolari originari riemersi e restaurati sono molti: porte e sovrapporte, specchiere, camini, soffitti, pavimenti lignei intarsiati. I piccoli dettagli da scoprire, insomma, non mancano e sono un invito a scoprire la L’environnement très chère à Margaret était la «salle rouge» où elles se trouvent, encore aujourd’hui, chaises de couleur verte, car la Reine aimait les couleurs opposées. Une pièce de mobilier, cacha les secrets de ses bijoux ornés de perles. La salle de bain a une baignoire en marbre précieuse vaut 90 euros, tandis que l’armoire est composé de beaucoup de coffrets numérotés. Les appartements du Roi Umberto I, comprennent plusieurs pièces dont sa chambre à coucher, la salle de bain et l’armoire magique dans laquelle est caché un escalier menant au jardin, utilisé par le souverain à respecter le secret de son amante. Nous avons été fascinés par la salle des peintures, la salle de billard et la magnifique bibliothèque construite sur deux niveaux et fréquentent par les deux époux. Au deuxième étage, dont nous n’avons pas visité, a été consacré aux domiciles des clients réels. Les détails originaux a refait surface et restaurés sont nombreux: incrusté de portes et des superpositions, miroirs, cheminées, plafonds, planchers en bois. Les petits détails à découvrir, en un mot, ne manquent pas et sont une invitation à découvrir la Villa Royale de Monza. 7

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MS Arte e Moda Patriota dell’Universo di Veronica Gioia e Naomi Quarta Le sue opere resistono nel tempo. Si fanno, di volta in volta, spazio, architettura astratta, scenografia di linee forme e colori. Rodolfo Viola vive per esse, le arricchisce di domande e concetti, mai scontati, perché il suo traguardo resta sempre uno: donare creatività e innovazione. Ha da poco festeggiato il mezzo secolo di attività, ma non vuole fermarsi, sembra sempre un folletto a caccia dell’ispirazione. Dove e quando nasce l’amore per l’arte? «Si può dire che il mio amore per l’arte sia nato gradualmente, senza che me ne accorgessi: nel dopoguerra, mio zio dipingeva quadri commerciali. Avevo dodici anni quando con mio fratello Giuseppe, dopo averlo visto nel suo studio, iniziammo a dipingere quadretti da vendere ai corniciai per guadagnare qualche soldo». (Continua a pagina 9) di Oliver Tarocco, 2^M His works endure in time. They do, from time to time, space, abstract architecture, scenery of lines shapes and colors. Rodolfo Viola lives for them, enriches his with questions and concepts, never discounted, because his goal always remains one: to donate creativity and innovation. He has just celebrated the half-century of activity, but he does not want to stop, he always looks like a goblin in search of inspiration. Where and when was love for art born? «It can be said that my love of art was born gradually, without notice: after the war, my uncle painted commercial paintings. When I was twelve years old with my brother Giuseppe, after seeing him in his studio, we began to paint squares to sell to the cornices to earn some money». 8

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Arte e Moda MS (Continua da pagina 8) Qual è stato il suo corso di studi? «Sono autodidatta; ho studiato ragioneria ed elettronica a Milano, in piazza Mentana. Ai tempi diventare un pittore non era nei miei programmi». La pittura è stata la sua prima scelta? Ha mai pensato ad un percorso artistico differente? «All’inizio ho sperimentato la scultura con Modonesi: mi disse che avrei potuto avere successo. Ovviamente non ho mai approfondito. Penso che quando uno inizi a cimentarsi in una cosa debba metterci tutto se stesso, la scultura non è mai stata la mia strada». Qual è la corrente artistica, contemporanea o del passato, che più la affascina? «L’Impressionismo e il Surrealismo mi hanno sempre attratto. È anche vero, però, che amo tutto ciò che è pittura. Sapere che un artista si sia impegnato per lasciare una traccia è la cosa più importante». Si sente più vicino ad artisti contemporanei o a maestri del passato? «Ad entrambi a dire il vero; la pittura è un (Continua a pagina 10) What was your course of study? «I’m self-taught; I studied accountancy and electronics in Milan, in Mentana Square. In those days, becoming a painter was not in my programs». Was painting your first choice? Have you ever thought about a different artistic journey? «At first I experienced sculpture with Modonesi: he told me that I could have succeeded. Obviously, I never did. I think when one starts to try to put something into itself, sculpture has never been my way». What is the artistic current, contemporary or past, which fascinates you most? «Impressionism and Surrealism have always attracted me. It is also true, however, that I love everything painting. Knowing that an artist is committed to leaving a trace is the most important thing». Do you feel closer to contemporary artists or masters of the past? «To both of them is the truth; Painting is a bit like music. I like jazz and classical music, 9

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MS Arte e Moda (Continua da pagina 9) po’ come la musica. Mi piace il jazz e la musica classica, credo sia una questione di sensibilità». Come potrebbe definire il momento storico-artistico attuale? «Dare un nome a questo periodo è difficile, ci vorrebbero più parole. Certo, si distacca da tutto ciò che gli artisti hanno sempre cercato di fare. Non chiamerei l’arte di adesso “pittura”, perché la pittura e l’arte odierna sono due cose ben diverse. Concetti come quello dello Spazialismo sono solo delle tesi, e in quanto tali non penso sia giusto che un pittore debba necessariamente essere inserito in una di esse. Il concetto può essere bello, ma non ha nulla a che vedere con il quadro, che è, di fatto, artigianato del vero». Che opinioni ha riguardo all’ambito artistico contemporaneo? «Di certo non ne ho una buona opinione. Si sono creati dei clan finanziari e critici molto esclusivi che tolgono a molti pittori la possibilità di emergere». Lei è il primo compilatore del manifesto universalista e ha citato Henry Miller con la frase: «Tutti partecipiamo alla creazione; siamo tutti re, poeti, musicisti; non c’è che da aprirsi come fiori di loto per scoprire tutto ciò che era in noi». Come mai ha fatto propria questa frase e in quale modo essa si collega alla sua arte? «Come io ho iniziato la mia vita senza sapere di essere un pittore, penso che tanta gente abbia dentro qualcosa che non si possa conoscere finché non viene sperimentato. Bisogna solo essere capaci di tirare fuori questa luce che, spesso, non viene esplorata». Che difficoltà ha riscontrato nel suo percorso di artista? In quali ostacoli rischierebbe di imbattersi attualmente, ipotizzando di ripercorrere il suo cammino? «Tutte le difficoltà! Penso che il pittore debba essere molto coraggioso per intraprendere questo cammino. Già dall’inizio, ad esempio, i genitori spesso non abbracciano questa carriera, perché non è una scelta sicura, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto economico. D’altronde, quando si inizia, lo si fa solo per se stessi. È sempre stato difficile, basti pensare a tutti i grandi del passato che per l’arte sono morti. (Continua a pagina 11) I think it’s a question of sensitivity». How could you define the current historicalartistic moment? «To make a name at this time is difficult, more words would be needed. Of course, you stand out from everything that artists have always tried to do. I would not call the art of “painting” now, because today’s painting and art are two very different things. Concepts like that of Spatialism are just the theses, and as such I do not think it is right that a painter should necessarily be included in one of them. The concept can be beautiful, but it has nothing to do with the picture, which is, in fact, the craft of the truth». What views do you have regarding contemporary art? «Of course I do not have a good opinion. They have created very exclusive financial and critical clans that take away the possibility of many painters to emerge». You are the first compiler of the universalist poster and quoted Henry Miller with the phrase «We all participate in creation; We are all kings, poets, musicians; There’s nothing to open it like lotus flowers to find out all that was in us». 10

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Arte e Moda MS (Continua da pagina 10) Ancora oggi le persone non si rendono conto delle difficoltà in cui s’incappa per riuscire ad affermarsi in questo ambiente». Ha festeggiato da poco i 50 anni di attività artistica. Come si arriva ad essere ciò che lei è riuscito a diventare? «Amando la propria pittura, poiché un artista continua nonostante le difficoltà. Per essere attuali bisogna leggere, confrontarsi e sperimentare continuamente per rimanere quanto più vicini a quello che può essere l’evoluzione artistica». È spesso presente nei suoi quadri la tematica del mare, per quale motivo? «Io ho visto il mare per la prima volta a 17 anni: l’emozione è stata grande. Allora avevo appena conosciuto una baronessa, con cui ho avuto una relazione, e il fattore sentimentale ha influito molto. Le emozioni di quei momenti mi hanno segnato e hanno continuato ad ispirare il mio lavoro». Qual è l’idea progettuale che sta dietro alle sue opere? Quali sensazioni vorrebbe che trasparissero dai suoi quadri? «L’idea progettuale è la stessa che sta alla base del mio universalismo, cioè far innanzitutto capire fino in fondo cosa sia la pittura per quella che è: una maestra di vita. (Continua a pagina 12) How has this phrase made its own and how does it relate to its art? «As I started my life without knowing how to be a painter, I think so many people havesome thing that can not be known until they are experienced. You just have to be able to pull out this lightthat is often not explored». What difficulty did you find in your artist career? What obstacles would you risk to face at present, assuming that you will go back to your journey? «All the difficulties! I think the painter must be very courageous to embark on this journey. From the outset, for example, parents often do not embrace this career because it is not a safe choice, especially as far as the economic aspect is concerned. However, when you start, you only do it for yourself. It has always been difficult, just think of all the greats of the past who have died for art. Even today, people do not realize the difficulties they are having in order to succeed in this environment». You have recently celebrated the 50th anniversary of your artistic activity. How do you get to be what you have been able to become? «Love your painting, because an artist continues despite the difficulties. To be current we must read, confront and experiment continuously to stay as close to what artistic evolution can be». The theme of the sea is often present in your paintings, why? «I saw the sea for the first time at 17 years: the emotion was great. Then I had just met a Baroness, with whom I had a relationship, and the sentimental factor had a great impact. The emotions of those moments have marked me and they have continued to inspire my work». What is the design idea behind your works? What sensations would you like to see from you paintings? «The design idea is the same underlying my universalism, that is to say, first of all, to understand what painting is for what it is: a lifelong teacher. Last but not least, to transmit emotions and help the person». Why do you prefer long brushstrokes? «Long brush strokes combine colors and 11

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MS Arte e Moda (Continua da pagina 11) Non da ultimo trasmettere emozioni e aiutare le persone ad essere più vicine alla pittura per creare un punto di incontro tra il pittore e l’osservatore». Come mai predilige le pennellate lunghe? «Nelle pennellate lunghe si uniscono i colori e si offre una dimensione diversa da quella del colore singolo. La sfumatura è la mia caratteristica. La spatolata è, invece, ciò che dà la forza, insita nel mio carattere. Quando una persona dipinge, come anche nella scrittura, non fa altro che rivelare il proprio carattere». Qual è il lavoro di cui è più soddisfatto? «Sicuramente l’esposizione al Museo Montecatini del ‘74, e poi la serie di francobolli che la Repubblica di San Marino mi ha dedicato nel 1969 preferendomi a Giorgio De Chirico. Da cosa deriva la quotazione di un quadro o di un artista? «È un concetto semplice: se una persona vive di pittura, questo traspare nel quadro. Se l’artista si accorge che i quadri vengono venduti d apprezzati, la cifra può essere alzata anno per anno. Se, nonostante il rialzo, la domanda continua a crescere, il quadro ottiene una quotazione. È un processo naturale». Come si possono ottenere dei buoni risultati con la pittura? «Ci vuole impegno, originalità. Oggi in ambito artistico è già stato creato tutto. Trovare l’originalità è l’unica cosa valida per colpire l’osservatore». (Continua a pagina 13) offer a different dimension to that of a single color. Gradation is my characteristic. Spatulate is, on the other hand, what gives strength, inherent in my character. When a person paints, as in writing, he only reveals his character». What is your work that you are most satisfied with? «Surely the exhibition at the Montecatini Museum of 1974, and then the series of stamps that the Republic of San Marino dedicated to me in 1969, preferring me to Giorgio De Chirico». What is the price of a picture or an artist? «It is a simple concept: if a person lives of painting, this is reflected in the picture. If the artist realizes that paintings are sold and appreciated, the figure can be raised year by year. If, despite the upswing, demand continues to grow, the picture gets a quotation. It is a natural process». How can you get good results with painting? «It takes commitment, originality. Today, everything has been created in the field of art. Finding originality is the only thing worth hitting the observer». In the aftermath of the 1929 crisis, US President Roosevelt introduced PWAP 1933, one of the consequences of the New Deal. Through this program, the State assumed numerous artists who worked for it and were salaried for just over $ 90, a salary considered sufficient at that time. 12

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Arte e Moda MS (Continua da pagina 12) All’indomani della crisi del 1929, il presidente americano Roosevelt introdusse il PWAP nel 1933, una delle conseguenze del New Deal. Grazie a questo programma, lo Stato assunse numerosi artisti, i quali lavorarono per esso ed erano stipendiati per poco più di 90 dollari, una paga considerata sufficiente a quei tempi. Secondo Lei, sarebbe possibile che lo Stato italiano o l’Unione Europea agiscano allo stesso modo? «Sarebbe auspicabile. Il problema è che solo in Italia, i pittori professionisti e non, saranno 700.000. (Continua a pagina 14) Do you think it would be possible for the Italian State or the European Union to do the same? «It would be desirable. The problem is that only in Italy, the professional painters and not, will be 700,000. I imagine that the Italian State has no funds to support such spending. It would be nice to do something to keep the art world alive, giving artists that little to survive. The artists are accustomed to surviving: their art is enough. 13

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MS Arte e Moda (Continua da pagina 13) Immagino che lo Stato italiano non abbia fondi per sostenere una tale spesa. Sarebbe bello fare qualcosa per poter mantenere vivo il mondo dell’arte, dando agli artisti quel poco per sopravvivere. Gli artisti sono abituati a sopravvivere: a loro basta la loro arte. Tanti, però, non hanno abbastanza forza per andare avanti; può darsi che, con una base economica su cui contare, si sentirebbero spronati a proseguire». Dopo anni di cali continui, gli ultimi due hanno registrato un’inversione di tendenza: è nuovamente aumentato il numero di visitatori nei musei del nostro territorio. Secondo Lei, questa inversione di rotta è solamente passeggera, come una “moda momentanea”, o è destinata a rimanere tale? «Al giorno d’oggi i mezzi di comunicazione come la televisione, la radio e i giornali mettono molto in evidenza le mostre dei grandi nomi; di conseguenza, più queste mostre sono pubblicizzate, più la gente è spinta a visitarle. Non penso, però, che questo sia lo spirito giusto: sebbene visitare una mostra per curiosità sia positivo, in quanto avvicina la persona all’arte, ciò che manca è la passione di un vero interessato. Penso, che questa inversione di rotta non sia da considerarsi definitiva». Many, however, do not have enough strength to move forward; It may be that, with an economic base on which to count, they would feel impatient to continue ». After years of continuous decline, the last two have experienced a trend reversal: the number of visitors to museums in our territory has in- creased again. According to you, is this route reversal just passing, like a "momentary fashion", or is it going to stay that way? «Media like television, radio, and newspa- pers nowadays highlight the big name exhibitions; Consequently, most of these exhibitions are ad- vertised, the more people are pushed to visit them. However, I do not think that this is the right spirit: although visiting an exhibition for curiosity is positive, as it brings the person closer to art, what is lacking is the passion of a person concerned. I think that this reversal of the route is not to be considered definitive». What advice would a young person be interest- ed in artistic career? «First of all you have to have courage; Sec- ond, we should not expect anything from public bodies, which, unfortunately, do not offer any help. A young artist should rely on strength and confidence in what he has always believed to be able to create». (Continua a pagina 15) 14

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Arte e Moda MS (Continua da pagina 14) Che consigli rivolgerebbe ad un giovane interessato alla carriera artistica? «Prima di tutto bisogna avere coraggio; in secondo luogo non ci si dovrebbe aspettare nulla dagli enti pubblici, che, purtroppo, non offrono nessun aiuto. Un giovane artista dovrebbe contare sulla forza e sulla fiducia in ciò che ha sempre creduto di poter creare». Che ricordo ha dell’incontro di calcio tra artisti a cui lei stesso prese parte? «È stata un’esperienza molto simpatica. Io giocavo nei ragazzi dell’Inter assieme a Battisti e ogni mattina andavo da lui con Mogol per allenarci. Fu Mogol ad avere l’idea: allora si chiamava la Nazionale degli Artisti, poi è diventata la Nazionale dei Cantanti. Quella sera la Loredana Berté faceva la guardalinee e Mazzola arbitrava. Abbiamo dovuto uscire con le autolettighe per il troppo pubblico». Ha conosciuto qualche personaggio che ricorda con piacere? «Conobbi Charlie Chaplin quando gli concessero la cittadinanza onoraria: l’assessore alla cultura mi invitò al Castello Sforzesco e io gli con- (Continua a pagina 16) What do you remember about the football match between artists you took part in? «It was a very nice experience. I played in the Inter guys with Battisti and every morning I went to him with Mogol to train. It was Mogol who had the idea: then he was called the National Artist, then became the National of Singers. That night Loredana Berté made the watchmen and Mazzola arbitrated. We had to go out with the self -help for the too public». Did you know some characters that reminisce with pleasure? «I met Charlie Chaplin when I was granted honorary citizenship: the councilor of culture invited me to the Sforza Castle and I handed him three of my stamps. Charlie Chaplin moved. Then I met Federico Fellini, Eduardo De Filippo, Fabio Testi, Giannini ... Among the artists I remember with pleasure Giuseppe Marotta, writer of the book The Gold of Naples. Then Dova, Crippa, Fontana, more or less all those who attended Brera. Lucio Fontana, for example, managed to create a business exhibiting in American galleries. People were looking for something different and he was able to seize the 15

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