No Ferraris No News Anno 14 N°3

 

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Giornalio Scuola Media Ferraris Modena

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no No ferraris no news - Anno 14 n.3 - Maggio 2017 pag 1 Ferraris no news il giornale delle studentesse e degli studenti delle Ferraris http://www.ic4modena.gov.it VuCoei rccoanolascseuraesltaopriaartailgl’iianntaerRniona? Saluti a tutti i terzini e...in bocca al lupo per l’esame! BUONE VACANZE A TUTTI !!! La scrittrice Benedetta Bonfiglioli e’ venuta alle “Ferraris” ad incontrare alcuni ragazzi, a parlare di se’ e dei suoi libri: noi l’abbiamo intervistata…(pag21) INAUGURAZIONE DEL MURALE NELL’AULA DELLE PAROLE ALL’INTERNO: RICETTE, RECENSIONI FILM, RECENSIONI LIBRI, DISEGNI, POESIE E TANTO ALTRO ANCORA RECENSIONI GAME PAG 7,36,37 L’ORTOORETALGAGBIAANLCLA’IRNETLELRANDOEGLI www.ic4modena.it

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No ferraris no news - Anno 14 n.3 - Maggio 2017 pag 2 Il Parlamentino a Libera Radio. 6 maggio 2017 Il lavoro per la trasmissione a Radio Città del Capo ( Bologna) nell’ambito del progetto di Libera radio, si è focalizzato sul tema del contrasto alle mafie, paragonato, in una visione storica, alla lotta di Resistenza contro il Nazifascismo. I ragazzi sono infatti partiti dalla considerazione che quella delle mafie è stata ed è una vera e propria occupazione violenta del nostro Paese e si esprime soprattutto attraverso una aggressione ai diritti dei cittadini. In particolare, in questa prospettiva, hanno cercato di costruire un approfondimento sul ruolo delle donne in queste battaglie di Resistenza e di Liberazione dal nazifascismo e dalle mafie. stile di vita? Obiettivi: - Comprendere e Far comprendere ai giovani adolescenti che “la cosa ci riguarda” anche se non siamo coinvolti in prima persona. - riconoscere il “diritto fondamentale” a essere trattati con rispetto che deve valere sempre e per tutte le persone - Incoraggiare i giovani adolescenti alla presa in carico di responsabilità dalla quale dipende la praticabilità della libertà da parte di tutti. -Quanti sono ancora oggi i giovani capaci e meritevoli che non possono giungere ai più alti gradi dello studio a causa della loro condizione sociale? Sono partiti allora dalla messa a confronto delle mission di importanti realtà associative del nostro Paese: A.N.P.I., Libera e UDI. Cosa c’entra la lotta contro le mafie con i Partigiani? L’ANPI è ancora oggi in prima linea nella custodia e nell’attuazione dei valori della Costituzione e quindi della Democrazia. L’associazione Nazionale Partigiani d’Italia è un esempio di memoria di quella grande stagione di conquista di libertà chiamata Guerra di Liberazione e Resistenza. LIBERA, “Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” nasce con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e pro- Quante sono le discriminazioni sessiste di cui le donne sono vittime nelle famiglie, nella società e nel mondo del lavoro? - Il diritto negato alle donne e...le voci delle donne di “mafia”... Il Parlamentino delle “Ferraris” con la prof Butà muovere legalità e giustizia. E’ un coordinamento di oltre 1500 associazioni, impegnati nella salvaguardia dei diritti dei cittadini, nella battaglia contro la corruzione, in progetti sul lavoro e lo sviluppo. U.D.I. “Unione donne italiane” le cui referenti hanno aiutato i ragazzi a leggere con attenzione gli articoli della Costituzione sui diritti dell’uomo ma anche della donna. Questo allora il punto di partenza: I ragazzi oggi sentono la Costituzione abbastanza lontana dal loro

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No ferraris no news - Anno 14 n.3 - Maggio 2017 pag 3 Nella casa dei ragazzi speciali… Il 16 dicembre 2016 la maggior parte delle classi della scuola media “G. Ferraris” si è recata al cinema Victoria per vedere il film appena uscito “Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali”, diretto da Tim Burton. Questo film racconta la storia di una comunità di ragazzi dotati di poteri fantastici (la capacità di far crescere le piante, l’essere più leggeri dell’aria, far rivivere i morti, avere sogni sul futuro, poter diventare invisibili ecc.), che vivono in un anello temporale all’interno del quale restano sempre giovani. In particolare quello in cui il giovane Jacob si reca in Galles sulle tracce del nonno Abraham, tragicamente scomparso, si ripete all’infinito un giorno della seconda guerra mondiale in cui un pilota sgancia una bomba che nella realtà storica ha distrutto la casa che ospita i ragazzi con la loro direttrice, Miss Peregrine, che è una Ymbrine, ovvero ha la capacità di trasformarsi in uccello (nel suo caso un falco), e di aprire e chiudere l’anello. Ma la serena esistenza dei ragaz- zi e degli anelli è minacciata da mo- A letter to Her Majesty the Queen Noi della 1ª I, insieme alla nostra professoressa di inglese Simona Adamo, abbiamo scritto ed inviato una lettera per la regina Elisabetta il giorno del suo compleanno. Quando la prof ci ha detto che l’ avremmo fatto, credevamo che fosse per finta, solo un esercizio di inglese, ma poi ci ha detto che era tutto vero! Ci ha chiesto di scrivere le nostre idee come compito per il giorno seguente, e poi tutti insieme abbiamo scritto la lettera che abbiamo inviato al computer. La prof l’ha stampato e ha preso una busta. Ha fatto scrivere ad un nostro compagno le informazioni all’esterno della busta, cioè da chi (1ªI scuola media G. Ferraris) e per chi (Her Majesty the Queen, Buckingham Palace). Di seguito riporto il testo della lettera: Madam, struose creature, gli Hollowgast, o meglio conosciuti come Vacui, che si nutrono del loro potere (e dei loro occhi). Riusciranno i ragazzi e Miss Peregrine a salvarsi? Ce la farà Jacob a scoprire i motivi della scomparsa del nonno? Sarà una lunga strada… Film tratto dal bestseller del 2011 di Ransom Riggs. Carlotta Defraia 3°G we are a class of students of Scuola Media Statale Ferraris in Modena, Italy. Today is a very special day, because ninety-one years ago a Very Spacial Woman was born. We are writing to wish Her Majesty a very happy birthday. We know there are a lot of official celebrations in the UK on this day. We have found out about Buckingham Palace and have had a virtual tour in it. It is a magnificent Palace in the centre of London. We hope, one day, we will celebrate Her Majesty’s birthday opposite Buckingham Palace, watching the Royal Standard and listening to the Royal Band playing Happy Birthday to Queen Elizabeth! P.S. today is also our friend Leonardo’s birthday! Happiness, joy and Lord Grace to Her Majesty and all the Royal Family. We have the honour to be, Madam, your Majesty’s humble and obedient servants. Classe 1ªI Mrs Adamo Simona

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No ferraris no news - Anno 14 n.3 - Maggio 2017 pag 4 Concorso Gemme Preziose: poesie finaliste Continua la rubrica, uscita sul n.2, “Sentirsi in viaggio” (a cura della 3I) IL TERREMOTO La terra trema, sgomento cerco un caro da abbracciare. VIAGGIO Partire per ritornare tutto diventa incerto rumore, urla, patema Ritrovo una persona sotto il cielo aperto. cara ci stringiamo e pian- ma non ci voglio pensare un’esperienza unica ci attende Spagna arriviamo il fiato sospende. Sento paura e smarrimento, corro e mi fermo a guardare intorno a me c’è giamo e nulla ci separa. L’hotel era grazioso ma il cibo era disgustoso Francesco Zironi potremmo al mare ritornare 3I per divertirci, cantare, giocare. Voce E prendi voce. Chiara O forte, alta, bassa Che sia. Un suono soave, un’ onda del mare, parole cantate, voce pastello, per una mente bambina, voce campana, per un cuore di vetro. Voce intonata, se sei orecchio esperto. Ma non voce severa, prendi voce libera, sfrenata, che aspetti il microfono, come sul palco, la tua poesia udita. Dunque Ogni voce va bene Purché sia vivace quanto basta Ed ambiziosa. Irene Vitale 2E Era tutto molto interessante selfie in casa, selfie al mare, selfie a ristorante Gaudì, Dalì, Picasso nella testa ho un gran fracasso. Per noi è solo un passo l’inizio di un cammino che ci porterà lontano per mano. VORREI ESSERE TE … Vorrei essere la ciliegia sopra la tua torta, Vorrei essere il tuo mattone che finisce la tua casa, Vorrei essere la pagina che finisce il tuo quaderno, Vorrei essere l’ultima lettera del tuo libro preferito, Vorrei essere l’ultimo filo che ha cucito il tuo vestito, Vorrei essere il titolo del tuo film preferito, Vorrei essere l’ombrellone nella tua spiaggia, Vorrei essere l’aquilone del tuo colore preferito, Vorrei essere il tuo primo bel voto a scuola, Vorrei essere il peluche che dorme con te, Vorrei essere il talismano che porti al collo, Vorrei essere il tuo porta fortuna. Il bambino profugo Quando dalla fronte, le sopracciglie aggrottano, capisco dalla tua bocca che un po’ ti sei scocciato. Poi guardo le tue orecchie che sentono il mio ciao, il naso arricciato, il mento abbassato, ti sei evidentemente urtato! Io mi avvicino, ti dico pace, tu mostri le labbra, i denti bianchi e la voce. Sorridi a bocca aperta, perché ciò ti piace. La lingua rossa canta, come dagli occhi tuoi il profondo, con i capelli al vento, facciamo un giro tondo. Giocar con te è stupendo!!! Baldassarre Paolo Macrillò, 2E Vorrei essere il nome della tua poesia preferita. Filippo Menabue, classe 2d Melchionda 3D

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No ferraris no news - Anno 14 n.3 - Maggio 2017 pag 5 Un testo a 27 mani Ieri in compagnia è arrivato un nuovo ragazzo, si chiama Issam e viene dal Marocco noi l’abbiamo accolto e abbiamo iniziato a fare dei giochi per conoscerlo meglio. Durante un gioco Issam scappa e si rifugia in bagno perché non si sentiva accettato, un suo compagno di banco è andato a consolarlo e ha raccontargli che anche lui era straniero e all’inizio non si sentiva accettato ma poi si è fatto molti amici e ora è felice, allora Issam è tornato in classe e ha continuato a parlare. Così i compagni capirono come si sentiva e ne hanno parlato, l’attività continuò e i compagni si comportarono benissimo con lui, come se Issam in quella classe ci fosse dal primo giorno, così prese confidenza con i compagni e fu accettato da tutti. Ora Issam è contento perchè ha capito che non è solo lui lo straniero. Ci sono tanti stranieri che vengono presi in giro ma dopo diventano amici per la pelle, e che amici! Ora Issam sta tutti i giorni con i suoi amici e molto spesso va a mangiare a casa loro, in classe si divertono e si sente accolto anche se c’erano TRE RAGAZZI LUCA, JAN, JACK CHE LO PRENDEVANO IN GIR0. Questi tre ragazzi lo continuavano a prendere in giro, però col tempo e attraverso litigi e punizioni hanno fatto pace, Luca, Jan, Jack e Issam sono diventati migliori amici e hanno formato un gruppo inseparabile. Vano sempre in giro insieme anche fuori da scuola, è stato forse il destino? Ma adesso sono felici e se non ci fosse lui la classe non sarebbe così unita, grazie a lui i compagni hanno imparato ad accettare se stessi e gli altri per quello che sono, senza dare etichette, hanno imparato a condividere l’uno con l’altro le proprie emozioni e sensazioni. Jack decise, che questo weekend andavano mangiare fuori, ma non riuscivano a decidere così Issam disse di andare al cinema per vedere un film ma anche lì non sapevano decidere, Jan allora chiese a Issam di andare in piscina ma Jack non sapeva nuotare, allora Issam propose di andare a casa sua, Luca non voleva andare a casa di uno straniero ma Jack lo fece ragionare, e poi andarono a casa di Issam anche se non volevano ma alla fine si divertirono moltissimo, fecero tantissimi giochi tra cui calcio, risico, pinaco, cluedo e molti altri. Poi dopo i giochi mangiarono e fecero un pigiama party a casa di Issam si divertirono tutta la notte, rimasero svegli fino alle 5:00, dormirono poco ma pur essendo stanchi la mattina successiva decisero di parlare di come si sentiva Issam ora. Disse che pur avendo fatto molta fatica a farsi accettare, ora si sentiva compreso nel gruppo classe. La domenica successiva ci fu la festa di fine anno della scuola, in spiaggia, a cui partecipò anche Issam che venne escluso da buona parte dei ragazzi perché era nuovo e straniero, riuscirà Issam a farsi voler bene da tutti? Nicolò Suarez, Lorenzo Borsari, Franco Fiorito 2I Come hai cdhetiatomci.h.e.?t?i DI CHE COLORE LO VEDI? Qualche anno fa questa foto è stata pubblicata sui social, e gli utenti si sono letteralmente divisi in due. Chi dice che il vestito è nero e blu ne chi dice che è bianco e oro. È possibile che molti di voi non siano nemmeno a conoscenza di questa foto, in qualunque caso, per chi è curioso o già ne conosceva l’esistenza, vi lascio un link con un video che spiega questo stranissimo fenomeno. Non mi manca che chiedervi: “Voi come lo vedete?” LINK: - https://www.youtube. com/watch?v=ROlpzRaIqVU Enrico Clicine 2F Ecco una lista dei nomi più strani italiani Benvenuta VACCA DANIELE Killer SFORZA Italia Kevin COSTA Perla MADONNA EVACUO Felice Perla PACE Santa PAZIENZA LIMONTA Felice MADDIO Santo POLLASTRONE Liberato BIGO Lino LICENZIATO Assunto PIZZA Margherita Guido DI RADO Sara D’Ambrosio 2A LA NAPOLETANITÀ DI MASANIELLO Mai sentito parlare di Masaniello? Forse chi ha famiglie di origini campane ne saprà qualcosa. Tommaso Aniello D’Amalfi, ovvero Masaniello, è uno di quei personaggi, esistenti in ogni città, che ne ha scritto la storia o l’ha salvata. Lui era proprio come il Ciro Menotti di Modena, ma Napoletano e qualche secolo prima. Prima di raccontarvi la sua storia voglio prima dirvi che non era un potente, né uomo istruito, ma di mestiere un pescivendolo. Tommaso è stato il principale protagonista della rivolta napoletana che vide, dal 7 al 16 luglio 1647, la popolazione della città insorgere contro la pressione fiscale imposta dal governo vicere- ale spagnolo. Masaniello fu un vero e proprio capopopolo e diventò uno dei simboli di Napoli. Dopo la sua morte gli vennero dedicate statue, vie e piazze, come piazza Masaniello, via Masaniel- lo e la statua di Masaniello situata alla Basilica santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore. Ed ecco una curiosità: avete mai sentito parlare del cantante napoletano Pino Daniele? Masaniello oltre ad essere protagonista della ri- volta di Napoli fu anche il protagonista di una sua canzone: Je so’ pazzo. Per Pino Daniele Masa- niello rappresentava chi ha avuto il coraggio di esprimersi a modo suo...per questo gli ha dedica- to la canzone. Ma quello che c’è e ci sarà da ricordare è che Ma- saniello è uno dei simboli più importanti di Napo- li e della storia italiana. Giorgio Manna

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No ferraris no news - Anno 14 n.3 - Maggio 2017 pag 6 Personal BooK shopper t“eLm’pisoopleardseol” di Silvana Gandolfi. #miglioriamiche#perdersi #avventure#tramontilunghissimi #tempochenonpassamai Sei troppo stressato? Ti manca un po’ di tempo da dedicare a te stesso? Hai bisogno di rilassarti e vuoi smetterla di farti troppi complessi? Allora l’isola del tempo perso è il posto adatto a te. Aspetta però, non correre troppo con la fantasia; non ti servirà camminare o prenotare un aereo, ma lasciarti coinvolgere in una storia, in questa piccola avventura, in cui è semplice dimenticare la solita vita noiosa. Dovrai soltanto perderti ed il gioco è fatto! Si tratta della vicenda di due migliori amiche, Giulia ed Arianna, intente a vivere una vacanza speciale, in cui il tempo non passa mai. Genere: femmina (ma anche maschio) Età: non c’è un’età ben definita, dai 9\10 anni in su. Carattere e stato d’animo: ideale per chi ama l’avventura e per chi riesce con facilità ad immedesimarsi nel personaggio descritto dall’ autore. Ti piacciono le fughe dalla realtà. Libri piaciuti: ”Crash” di Jerry Spinelli, ”La valigia di Hana” di Karen Levine: due generi completamente diversi tra sogno e realtà. Citazione: ”Era bianca. Era nuvola e basta. E già il vento ne mutava la forma.” “La spiaggia, con la nera sabbia che dalle pendici del vulcano scendeva fino al mare. Le rocce rosse impedivano agli oggetti di finire in acqua. Mi raccomando, poi facci sapere com’è andata!! Di Greis Dembacaj 3^F Berlin: un mondo prevenire I gruppi formati sono: Gro- senza adulti la dispersione del virus fuori piusstadt (“città del gruppo”), da Berlino. Havel ( il fiume che Dal titolo si potrà già capire Per riuscire a sopravvivere, i passa su Berlino), dove si svolge questa storia. ragazzi formano 5 gruppi che Reichstag(“città del regno”), Siamo a Berlino nel 1975 e vivono l’uno separato dall’al- Zoo(chiaramente lo zoo all’improvviso si scatena nel- tro con regole diverse ciascu- di Berlino) e infine Tegel( la città no, ma tutti con l’aereoporto). un virus che uccide tutti gli delle domande che loro, es- Se leggere non vi piace pro- adulti e siccome nessuno co- sendo ancora adolescenti, si prio ,vi avverto che alcuni produttori stan- no pensando di fare di questa storia un film. Inoltre se vor- rete immedesi- marvi nei per- sonaggi c’è un sito chiamato “berlin-libro. it” dove potete scoprire a quale gruppo potreste appartenere Vi lascerò sco- prire il resto da soli quando avrete il libro tra le mani perchè neppure nosce la cura, pongono e che io so le risposte a ben presto la grande metropo- non sembrano avere risposta. tutte le domande li è abitata solo da bambini e Alcune di queste domande per esempio:“Esiste una cura ragazzi al di sono:” Chi diventeremo? per il virus?Che cosa c’è al di sotto dei 20 anni. Come ci comporteremo? là Loro non possono scappare Penseremo al bene di tutti o del muro di Berlino?”. perchè la città è circondata da solo al nostro?”e proprio gra- Forse nessuno lo saprà mai. un muro costruito zie ad esse,i ragazzi sceglie- durante la Seconda Guerra ranno il gruppo a cui appar- Mondiale e innalzato poi per tenere. Emanuele Costantini 1G Berlin tutti sterminati da un virus innocuo per i bam- loro saga, un po’ come il sito “Pottermore” è bini fino a che non crescono. Gli autori hanno stato creato dalla scrittrice J. K. Rowling per deciso di ambientare le vicende in Germania, Harry Potter. A partire dal 1978 a Berlino, è stato ambien- visto che molte storie distopiche hanno come Anna Covili 3°C tato Berlin, una saga di sei volumi ancora luogo principale gli Stati Uniti da completare. Attualmente sono disponibili d’America, si sono anche ispirati questi libri: Berlin - 1. I fuochi di Tegel; Ber- al libro “Il signore delle mosche” lin - 2. L’alba di Alexanderplatz; Berlin - 3. di William Golding. Per la storia La battaglia di Gropius; Berlin - 4. I lupi del c’era bisogno di un luogo “chiu- Brandeburgo. Gli autori Marco Magnone e so”, contenuto e piccolo ma con- Fabio Geda, che si sono conosciuti lavoran- temporaneamente doveva essere do insieme a una storia a fumetti, da lì hanno una zona urbana e Berlino ovest cominciato a collaborare per pubblicare ogni all’epoca del muro aveva tutte le sei mesi un libro nuovo di Berlin. Magnone caratteristiche richieste essendo è venuto anche nella nostra scuola per parlare appunto circondata dal muro. di questi libri e rispondere alle domande degli Magnone e Geda non faranno cre- alunni interessati. Berlin è la storia dei ragaz- are film ispirati a Berlin perché si zini di Berlino ovest che cercano di sopravvi- limiterebbe la fantasia e l’immagi- vere divisi in bande rivali. Gli adulti sono stati nazione del pubblico. Hanno però creato un sito web riguardante la

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No ferraris no news - Anno 14 n.3 - Maggio 2017 pag 7 GAME GRAND THEFT AUTO V Grand Theft Auto V, meglio conosciuto come GTA, è un gioco ambientato a Los Santos ed è veramente simile alla nostra re- altà. Si può giocare singolarmente con i perso- naggi da sbloccare: Franklin, Michael e Tre- vor. Oppure si può giocare online in diverse sessioni facendo missioni online, gare stunt, attività e molto altro. Per giocare online bi- sogna creare un personaggio, che servirà per giocare. Durante il gioco si possono guadagnare sol- di uccidendo, rubando o portando a termine missioni. Con i soldi si possono comprare case di lusso o appartamenti, ma anche ve- stiti, macchine e armi. Per i ragazzi competitivi consiglio molto di giocare online, perché possono sfidare ra- gazzi di tutto il mondo, mentre a chi è più “tranquillo” consiglio di giocare singolar- mente. Mattia Guermandi 1A Jeff The Killer Jeffrey Alan Woods, conosciuto anche come Jeff o, più comunemente, con il soprannome di Jeff the Killer, è un personaggio immaginario, protagonista di racconti dell’orrore (creepypasta) e videogiochi, nato come fenomeno di Internet. Ha ispirato anche opere di terze parti. È stato creato da un utente di YouTube denominato Sesseur nel 2008. l personaggio nacque il 3 ottobre 2008 da uno YouTuber denominato Sesseur, che caricò un video sul suo canale YouTube intitolandolo “Jeff the killer [Original Story]”. Il video ha poi riscosso un’enorme popolarità attraverso la rete internet, diventando così un classico dei creepypasta. Il 14 ottobre 2008 l’immagine del personaggio riapparve sul sito Newgrounds, caricata dall’autore del video originale. L’immagine di Jeff rilasciata per l’occasione (una versione precedente a quella mostrata nel video) divenne l’ispirazione per innumerevoli altre storie su Creepypasta Wiki, Wiki Answers, e Quotev.Su YouTube, decine di utenti caricarono la propria versione della storia di Jeff the killer, attestando così la nascita di un movimento fandom dedicato al personaggio. Successivamente, apparvero diverse fan art su deviantART, oltre a fan film, fan fiction, e fan game dedicati al personaggio. Nel 12 agosto 2012 un autore sconosciuto con il nome utente Sesseur pubblicò su il sito creepypasta.com una versione migliorata della storia di Jeff the Killer.La storia pubblicò su il sito creepypasta.com fu riportata su Creepypasta Wiki dove diventò nota sulla rete e fu reputata la storia ufficiale del personaggio. Nel 2014 la storia di Jeff the Killer su Creepypasta Wiki fu rimossa per le numerose inesattezze riscontrate nella trama ed errori grossolani, come ad esempio l’infiammabilità della candeggina mischiata a whisky di cui Jeff fu imbrattato durante lo scontro, la mancanza di intervento da parte degli adulti durante la festa di compleanno e i numerosi errori grammaticali. Il sito trasferì provvisoriamente la storia su Spinpasta Wiki per poter decidere se cancellare il racconto o mantenerlo. La cancellazione fu ratificata tramite votazione e la storia fu cancellata definitivamente da siti Creepypasta Wiki e Spinpasta Wiki. Anche se la storia fu eliminata definitivamente da Creepypasta Wiki e da Spinpasta Wiki, altre wikie come Creepypasta Classics Wiki, Just The Kittens! e Trollpasta Wiki decisero di adottare la storia per le sue inesattezze, evitando così la cancellazione dalla rete. Il sito wikia Creepypasta Wiki italiano decise di salvaguardare la storia di Jeff the Killer di Creepypasta Wiki da modifiche esterne e dagli stessi utenti iscritti, tempo prima della cancellazione dalla Creepypasta Wiki, non per evitare la cancellazione vandaliche da parte degli utenti, ma dalle continue modifiche vandaliche che la pagina subiva. Più tardi a fine 2015, Creepypasta Wiki fece un contest per sostituire la pagina cancellata con un remake della storia di Jeff the Killer, il contest fu vinto da Banningk1979 (K. Banning Kellum) uno degli amministratori della wiki stessa, che chiamò il remake con il nome di “Jeff the Killer 2015”. Il remake venne poi tradotto dallo staff di Creepypasta Italia Wiki, e inserito in quest’ultima, dato che le pesanti critiche sulle inesattezze e gli errori di trama avevano cominciato ad affluire anche in Italia. Tuttavia decisero di non sostituire il racconto originale con il remake, ma di aggiungerlo semplicemente alla stessa pagina di Jeff the Killer già esistente, considerando il remake solo come una storia alternativa volta a coloro che non apprezzavano l’originale. Come uccideva? Prima di tutto Jeff si infiltrava in casa delle vittime, si nascondeva negli angoli più bui della stanza, e quando la vittima si addormentava lui si posava sul letto. Quando la vittima si svegliava, lui le era davanti, le tappava la bocca e poi diceva: “Go to sleep (torna a dormire)”. Infine uccideva la vittima, solitamente usando un coltello da cucina ma anche con armi da fuoco, per esempio candeggina o benzina, poi capirete il perché la candeggina, e si dice che dopo aver ucciso la povera vittima si ubriachi. ANDREA BRAGLIA 1G RAIBOW SIX SIEGE Tom Clancy’s Rainbow Six: Siege è un videogioco sparatutto in prima persona tattico, non presenta una modalità storia ma si centra unicamente sulla componente multiplayer online. Sviluppato dalla Ubisoft Montreal e pubblicato dalla Ubisoft. Il videogioco è stato annunciato il 9 giugno 2014 al E3. Il gioco usa il motore grafico dell’ Anvil Engine. È considerato il successore del cancellato “Tom Clancy’s Rainbow 6 Patriots”, che avrebbe dovuto essere un capitolo più classico, con tanto di modalità campagna per un singolo giocatore. Il gioco viene giocato tramite OPERATORI che vengono sbloccati tramite fama (i soldi su raibo six siege); un operatore può andare costare da 500 a 2000 di FAMA. Poi ci sono anche operatori speciali che costano 25000 fama, in caso di possesso di SEASON PASS l’operatore viene sbloccato gratuitamente. Le partite si giocano 5 vs 5 e quando si muore si deve aspettare il round successivo guardando gli altri compagni di squadra. I difensori sono muniti di due rinforzi a parete anticariche (sono sfondabili solo con un operatore speciale) e infinite barricate in legno per le porte. Il gioco è molto realistico e sfrutta un ANVIL Engine, una fisica ECCELLENTE e come detto molto realistica. Ci sono due diverse tipo di partite: libera (partita per i meno esperti) e CLASSIFICATA (per i più bravi); poi ci sono tre diverse modalità. L’ostaggio, cioè, deve essere estratto dagli attaccanti (POLIZIA) o protetto dai difensori; poi c’è il contenitore di BIO RISCHIO, cioè una scatola che deve essere conquistata dagli attaccanti e sempre difesa dai difensori e infine “ARTIFICIERI” due bombe che devono essere disattivate dagli attaccanti per mezzo di un mini PC e difese dai difensori. Esiste anche un’altra modalità di CACCIA AI TERRORISTI (la meno usata) che consiste nell’uccidere i nemici NPC (comandati dal PC). Adrian Morandi, Mattia Guermandi e Cristian Reggiani 1A Alessandro Tondi_1A

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No ferraris no news - Anno 14 n.3 - Maggio 2017 pag 8 Musica maestro !!! Canzoni NEW Le canzoni dei cantanti si rinnovano più o meno ogni otto mesi, a parte quelle che sono entrate nella storia. Partiamo con una cantante molto famosa: Katy Perry! Katy Perry il 4 Agosto 2016 ha pubblicato la canzone RISE, che ha spopolato con oltre un milione di like. Il 9 Febbraio 2017 ha pubblicato la canzone Chained To The Rhythm con oltre 500000 like. Un altro dei cantanti più famosi è: Fabio Rovazzi! Fabio Rovazzi, pur non avendo scritto tante canzoni, è famoso per la libertà dei suoi testi e per le parole che ci mette dentro. Rovazzi ha un pubblico che va dai 10 anni 20 anni. Una delle canzoni più popolari è TUTTO MOLTO INTERESSANTE, che ha avuto oltre 800000 like… consigliato per chi ama fare la DAB! Un altro cantante è Justin Biber! Con la canzone di 5 mesi fa Let Me Love You, che ha oltre 1500000 like, ha spopolato sul web! Sempre di Justin Biber abbiamo la canzone pubblicata un anno fa: Love Your Self, con oltre 4100000 di like! Passando di nuovo alle ragazze abbiamo Ariana Grande. Partiamo dalla canzone più vecchia: Focus, che ha ottenuto oltre 3500000 like. Subito dopo viene la canzone Into You, con oltre 2000000 like, pubblicata 1 anno fa. Come ultimo singolo viene Side To Side. Fatta in collaborazione con Nicki Minaj e pubblicata 8 mesi fa e con oltre 4100000 like, nell’album Dangerous Woman! Per ultima cantante abbiamo Giorgia. Con la canzone Vanità, pubblicata tre mesi fa, ha già ottenuto oltre 22000 like! Chiara Prandi e Denise Teperino 1A Esperienze sonore Zimoun, chi è costui? Ma chi è questo Zimoun? Zimon, è un artista Svizzero che ora vive a Berna, in Svizzera. E’ conosciuto per le sue opere architettoniche-musicali e per le sue e installazioni che uniscono, materie prime industriali, come scatole di cartone, sacchetti di plastica, o vecchi mobili, con elementi meccanici come dc-motori, cavi, microfoni , altoparlanti e ventilatori. Qual è il suo lavoro? Anche se non è addestrato nel creare queste opere, fin da piccolo, Zimoun voleva scoprire il suono e le sue caratteristiche. Diciamo che questo, è un lavoro con il quale riceve moltissimi premi ed ora è posto a livello internazionale. In realtà, quella che Zimoun esplora, non è solo musica normale, ma un tipo di musica chiamato “percussione”. Zimoun, si rifà ad un compositore-artista, ovvero John Cage, che lui studia molto attentamente, nei suoi giorni liberi. Ma che opere sono, quelle di Zimoun? Le opere di Zimoun, non sono delle semplici opere, ma come abbiamo detto prima delle ristrutturazioni di oggetti non usati, come scatoloni di cartone, sacchetti di plastica, vecchi mobili. Un opera molto interessante, può essere anche quella della Voce dell’Albero. Questa opera, è stata scoperta, poichè Zimoun non ha dovuto costruire nulla, nel 2009. E’ molto interessante, proprio perchè mettendo un microfono vicino all’albero, si sente qualcosa, ovvera la famosa Voce dell’Albero. Svizzera? No anche a Modena! Sembra strano, ma vero. Un artista è arrivato anche a Modena! Impressionante! Proprio qua, nella nostra città! La mostra, si trova al Palazzo dei Giardini. Ma a chi dobbiamo l’arrivo di queste grandi opere, di questo grande artista? Beh, grazie a Node Festivals. Comunque, invece a stare a chiaccherare, dovremmo sapere qualche informazione, su quando possiamo andare a visitare il sound artist di Zimoun, a Modena? No.... mi dispiace, ma la mostra è terminata il 5 marzo 2017, con un grandissimo spettacolo del percussionista Riccardo La Foresta. Però dai! Possiamo riconoscere che “sarebbe” stata una bella gita, da fare con la scuola no? Non abbiamo finito qua! Abbiamo detto che Zimoun si occupa di percussione, allora perchè non chiedere a qualche percussionista di darci il suo parere su Zimoun? Ecco una breve intervista a Luciano Bosi: Dal parere esperto di Luciano Bosi... “Secondo me, l’allestimento al Palazzo dei Giardini è bello e anche molto interessante, anche dal fatto che sono curiose le sue opere!” “Secondo me, Zimoun non ha avuto difficoltà a costruire le sue opere, ma ci mette tanto tempo, perchè essendo un tipo esigente, prova e riprova, affinché l’opera non sia perfetta!” “Secondo me, l’atmosfera della mostra era molto bella e mi ha affascinato il fatto di “vedere” il suono oltre a sentirlo!” “Non conoscevo Zimoun, ma avevo visto le sue opere, senza sapere che erano sue!” “Sto facendo questa intervista, proprio per dire a tutti quanti che Zimoun non è conosciuto da noi tutti, ma nell’ambito dell’arte moderna, è conosciuto in tutto il mondo, tanto che ha allestito anche a New York!” “Per me, è importante rispettare le regole architettoniche di Zimoun. Per esempio è importante entrare solo in cinque persone alla volta!” “E per finire... devo dire assolutamente una cosa... ovvero che il suono prodotto dalle opere di Zimoun, entra sempre nel mondo della percussione!>” Macrillò Baldassarre Paolo, 2E

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Le elementari alle Ferraris. Il 28 aprile sono venuti i bambini di 5^A della scuola primaria Saliceto Panaro. Il nostro compito è stato quello di mostrare ai bambini la scuola, dividendoci in tre gruppi. Quasi tutti i gruppi gli hanno fatto vedere : la Sala Gradoni, l ‘Aula delle Pa- No ferraris no news - Anno 14 n.3 - Maggio 2017 pag 9 PARODIA DIVINA COMMEDIA A metà del cammino della mia vita incontrai Dora l’esploratrice, role, l’aula delle tastiere, l’ aula di arte, la palestra, l’aula di musica , la falegnameria, l’aula di informatica e infine il laboratorio di scienze. Dopo la fine del tour abbiamo fatto insieme a loro una merenda salutare a base di frutta. mentre scappavo da John Cena. Ah, quanto è DIFFICILE attraversare quell’odiosa selva con lui alle spalle e ancor più DIFFICILE descrivere la sua rabbia contro di me, perché avevo scritto questa orribile Commedia. Carolina Ferrari classe 2^A ORA La soprano ci ha poi cantato, naturalmente in modo diverso dal tenore, un brano molto D’OPERA profondo sempre sul tema dell’ amore. L’attività è proseguita con delle domande: ci hanno infatti chiesto quale fosse la diffe- renza tra le voci, quale quella più acuta … Giovedì 20 aprile noi classe 2A abbiamo Infatti la soprano ha cantato con un tono di assistito all’”Ora d’opera” svoltasi a scuo- voce più acuto, mentre il tenore ha cantato la in Sala Gradoni. con un tono di voce più grave. L’attività consisteva nell’ ascoltare i brani L’attività è proseguita con l’alternarsi del proposti da due cantanti esperti: l’uomo era soprano e del tenore e si è conclusa con un un tenore e la donna una soprano. Abbiamo duetto. Le due esibizioni sono state lunghe poi esposto le nostri impressioni sui pezzi. e molto divertenti, e sono terminate con A iniziare è stato il tenore che, accompa- una marea di applausi… gnato dal pianoforte, ci ha fatto sentire un Tra tanto divertimento e qualche risata brano che trattava il tema dell’ amore. è stata un’esperienza da non dimenticare. Il cantante si è immedesimato nel perso- Non a tutti capita di ascoltare dei cantanti naggio del brano e fingeva di essersi dispe- d’opera dal vivo!!! ratamente innamorato di una ragazza bel- Oltre a questo l’esperienza è stata interes- lissima con la quale però non poteva stare sante e istruttiva. Ci ha fatto capire quante perché la ragazza si stava per sposare con ore di studio e faticoso lavoro ci sono die- un giovane di una nobile famiglia. tro al canto lirico. Consigliamo a tutti i musicisti e aspi- ranti musicisti, che cantano o suonano strumenti, questa meravigliosa espe- rienza, perché non è la stessa cosa ascol- tarli sul cellulare e ascoltarli dal vivo. Costantino Erika e Montorsi Sara 2A Quando mi prese tra le sue braccia fu così doloroso che poco più è morte; ma per parlare del ben che io vi trovai parlerò di Dora che per la strada trovai. Bassa, cicciona, con una scimmia frustrata: questa è Dora peggio dell’Inferno. Ucciso da John, mi trovai nel nulla più assoluto. A fianco a me c’era un uomo. Io gli domandai quale fosse il suo nome e lui mi rispose: Più avanti trovai un cartello con scritto: Loparco_3D

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Giralibro No ferraris no news - Anno 14 n.3 - Maggio 2017 pag 10 raSgtaozrzioa sdiiruianno C’era un ragazzo di nome Jemal, aveva undici anni, era senza genitori e viveva in Siria, dove purtroppo c’era la guerra. Un giorno decise di migrare in Italia per proteggersi: ci sarebbe andato a piedi. Dovette percorrere chilometri e chilometri, dovette addirittura attraversare il mare, ma non si arrese perché era convinto che una volta arrivato avrebbe trovato delle persone che lo avrebbero accolto e un posto in cui stare. Al suo arrivo in Italia, si ritrovò su una spiaggia, non sapeva cosa fare , stava per andarsene quando vide in lontananza un gruppo di ragazzi che giocava, allora si fece coraggio e si avvicinò, pensando che lo avrebbero capito, e disse loro. “Ciao, cosa fate? Io mi chiamo Jemal”. Jemal si accorse che lo stavano guardando in modo strano e sentì che bisbigliavano tra loro. “Ma chi è questo? Cosa ha intenzione di fare? Ma poi è straniero, ha la pelle scura, è diverso da noi!” Sentendo le loro parole, volle raccontare loro tutto quello che aveva passato e disse. “Io vengo dalla Siria, dove c’è la guerra, io non ho genitori, io sono una persona come voi, io in questo momento ho solo bisogno d’aiuto”. Loro lo ignorarono, e continuarono a giocare. Allora Jemal, in cerca di un posto dove stare, dopo che ebbe finito di parlare, prese le sue cose e se ne andò per non tornare mai più. Paola Pascarito 1G Una gita in campeggio Una bella domenica di agosto col sole radioso tre sorelle di nome Giovanna, Priscilla e Francesca, tornate dalla loro lezione di danza, presero la loro attrezzatura da campeggio per poi andare a dormire nel bosco. Ma appena salite in auto tutte eccitate e pronte per partire, quel bel giorno soleggiato si trasformò in ventiquattro ore di puro diluvio. “E adesso cosa faremo?” chiese Priscilla, la più piccola delle tre. “Non lo so proprio, però credo che la cosa migliore da fare sia stare qua e aspettare la prossima settimana” rispose Giovanna. “Giusto! Ma io non voglio aspettare fino a domenica, ci sarà pure un modo per riuscire ad andare!” esclamò Francesca. Le tre ci pensarono un po’ e dopo qualche minuto Giovanna propose: “E se facessimo il campeggio qui in casa?” All’inizio la proposta non piacque molto, ma dopo qualche istante capirono che poi non sarebbe stato male, allora andarono in balcone a prendere piante e fiori, misero all’interno di una stanza un tappeto lungo e verde che sembrava un prato, uno scivolo con dentro dell’acqua che sembrava un ruscello, travestirono il loro gatto da scoiattolo, anche se lui non era proprio entusiasta, e infine riempirono il soffitto di stelle, erano una cinquantina di piccole stelle fosforescenti. La stanza era un piccolo e proprio bosco, misero le loro tende e passarono la notte lì, fuori continuava a piovere senza sosta, ma d’ora in poi questo non sarebbe stato importante, per loro. Sono solo pensieri... Marina Sassi 1G Ricordo che quando avevo quattro anni per me stati anche i pianti e le liti. Jack era un amico speciale, diverso dagli altri, In camera ho ancora appesa una foto di me e alcuni osavano chiamarlo “amico immaginario”, lui giocare in giardino, la mamma diceva che in ma io preferivo sostituire l’aggettivo “immagi- quella fotografia c’ero solo io e che Jack era frutnario” con la parola “unico” perché per me lui to di immaginazione, io credo invece che Jack non era un amico qualsiasi, forse per la sua stra- sia esistito realmente, se no chi dovrebbe essere na capigliatura o forse per il semplice modo in la persona che mi ha cambiato la vita? cui mi ha insegnato a crescere. Be’, grazie a Jack Eravamo inseparabili, fino a quando un giorno, ho imparato tante cose: è perfino riuscito a farmi che ricordo come se fosse oggi, lui mi disse admangiare un piatto intero di spinaci, pazzesco! dio. Quel giorno fece uno dei suoi racconti infiSono tanti i momenti belli che ho passato con niti, ma al contrario delle altre volte, dopo che lui, per esempio quel pigiama party che abbiamo ebbe finito di parlare, prese le sue cose e se ne organizzato in cameretta, o tutte quelle vacanze andò, per non tornare mai più. fatte insieme, in realtà non abbiamo vissuto solo momenti belli noi due, oltre alle risate ci sono Giulia Pattarin 1G Il piccolo bambino nel bosco ne non sarebbe successo nulla. Tanto tempo fa un bambino di dieci anni viveva La tigre comunicò al bambino che non era di- in una foresta con i suoi amici animali, ed era sposta a cuocere il cibo perché i suoi antenati legato soprattutto ad una tigre, la sua migliore avevano sempre mangiato gli animali della fore- amica. sta crudi, e lei non aveva intenzione di cambiare Un giorno il bambino si stufò di vedere la sua le tradizioni della sua stirpe, anche perché per amica mangiare carne cruda, quindi le insegnò una tigre dare la caccia agli animali del bosco ad accendere il fuoco. e mangiarli crudi è una questione di sopravvi- Appena la tigre vide quella enorme fiamma pre- venza. se tanta paura, così il bambino la spense subito. La tigre, dopo che ebbe finito di parlare, prese le La tigre gli disse di non accendere mai più il sue cose e se ne andò, per non tornare mai più. fuoco nella foresta perché c’era il rischio di bruciare tutto. Il bambino rispose che il fuoco era Andrea D’Addario 1G certamente pericoloso, ma se usato con attenzio- Storia di un writer Jackson Rodriguez era un ragazzo come tanti altri : aveva appena compiuto sedici anni e frequentava la terza superiore in un istituto bolognese. A scuola era il più silenzioso: timido e chiuso, parlava solo se interpellato, non aveva molti amici, ma soprattutto, durante la ricreazione, invece che chiacchierare o gironzolare per le classi preferiva stare al suo posto a disegnare. Il suo era un vero talento e le sue opere lasciavano a bocca aperta sia compagni che professori, ma nonostante questo Jackson non se ne vantava. Suonata la campanella, tornava a casa. La sua famiglia non gli stava per niente addosso, perciò era libero di fare ciò che voleva. Arrivato in Italia dalla Colombia da dieci anni, non poteva permettersi lussi, però aveva un hobby, ed era quello del writer. Passava il tempo in garage a creare graffiti e murales, uno più bello dell’altro. Non si azzardava a spruzzare spray fuori da quel luogo: aveva paura di essere giudicato come un delinquente, e non come un artista, perciò teneva segreto il proprio talento. Quando aveva bisogno di riposarsi, Jackson era solito andare in una biblioteca vicino a casa sua, dove leggeva, rifletteva e si dimenticava di tutti i problemi che lo affliggevano: per lui era importantissima, non sapeva farne a meno. Un giorno però trovò sulla sua entrata un avviso dove era scritto che proprio la sua amata biblioteca avrebbe ceduto il posto a un supermercato, e che che sarebbe stata demolita pochi giorni dopo. Jackson non poteva rimanere indifferente, doveva assolutamente fare qualcosa per salvare la sua unica passione…”Anzi no, non è la mia unica passione, ci sono i graffiti!” pensò Jackson. “Se io riuscissi a disegnarne uno enorme e bellissimo, forse rinunceranno ad abbattere l’edificio per salvare il murales, così la biblioteca sarà salva!” La sua idea non faceva una piega, ma cosa avrebbero detto tutti? I suoi genitori si sarebbero pentiti di aver dato alla luce un delinquente? I suoi compagni di classe lo avrebbero guardato storto da quel momento in poi? Lo avrebbero discriminato o, ancora peggio arrestato per quello che avrebbe fatto? Jackson la sera stessa sgattaiolò fuori di casa e si diresse, con tanto di bombolette e scaletta, verso la biblioteca. Doveva iniziare subito se voleva terminare prima del giorno fatidico, perciò si mise subito al lavoro e, incredibilmente, grazie alla sua abilità e alla sua bravura, riuscì a finirlo e a firmarlo prima dell’alba. Avrebbe funzionato? Ormai non gliene importava più di tanto. Aveva fatto, finalmente, quello che aveva sempre sognato, e presto tutti lo avrebbero saputo, ma non aveva paura. Marco Liuzzi 3G

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No ferraris no news - Anno 14 n.3 - Maggio 2017 pag 11 #MILIONI DI PASSI far conoscere a tutti l’importanza di un soccor- Chi fa la scelta di indossare la loro maglietta, ha accettato di voler aiutare le persone che ogni giorno lottano per sopravvivere, che sono costrette a sopportare situazioni difficilissime e che sperano di ricevere aiuto. Stiamo parlando so in alcune zone del pianeta). I Medici Senza Frontiere agiscono in 70 Paesi diversi, anche se usano soprattutto le lingue inglese, francese e spagnolo. Il loro soccorso consiste in un’assistenza medica generale, ma sono altamente specializzati per quanto ri- guarda la malnutrizione, con strumenti innovativi come il braccialetto che viene avvolto intorno al braccio per scoprire la salute del paziente o il plumpynut (alimen- to ricco di componenti nutritivi che fornisce la giusta quantità giornalie- ra di nutrimento). Ovvia- mente non tutti i membri dell’organizzazione sono medici, infatti i volonta- ri possono anche essere infermieri, farmacisti, idraulici, autisti, mecca- dei Medici Senza Frontiere, una delle tante Or- nici, addetti all’ospedale, psicologi o logisti. ganizzazioni non Governative che hanno come Il titolo di questo articolo è ispirato al nome di unico scopo quello di aiutare le persone in dif- un progetto proposto dai Medici Senza Fron- ficoltà. Questa in particolare, si occupa dei Pa- tiere, chiamato appunto #Milioni di Passi: con- esi dove sono avvenute o si stanno svolgendo siste nell’aiutare e fornire soccorso alle milioni catastrofi, guerre, epidemie, terremoti, disastri di persone costrette ad abbandonare la loro cit- naturali, violenze o malnutrizione, seguendo tà natale (sfollati) per scappare e sopravvivere tre principi fondamentali: indipendenza (essen- dai conflitti interni, dalle persecuzioni, dalle do un’Organizzazione non Governativa, non esplosioni e dai massacri che hanno luogo nei dipendono dai Governi chiedendo loro somme loro Paesi. Il nome del progetto ricorda quin- in denaro, ma raccimolano fondi tramite le do- di i milioni di passi che gli sfollati compiono nazioni volontarie da parte di chiunque abbia per raggiungere una vita migliore, cammino voglia di contribuire), imparzialità e neutralità che viene semplificato dai volontari di Medici (in caso di conflitto, l’organizzazione fornisce Senza Frontiera. assistenza a chiunque, senza fare differenze) e denuncia (saper raccontare la realtà dei fatti e MARCO LIUZZI 3G Sette fratelli IL BENSONE Il bensone è un dolce tipico modenese , di forma ovale , che pare sia stato prodotto per la prima volta nel XIII secolo. La procedura per prepararlo è molto semplice e di seguito riporto una delle ricette. Ingredienti: 500g di farina doppio zero - 2 uova e un tuorlo - 150g di burro - 200g di zucchero - scorza di limone - 1 bustina di lievito per dolci - sassolino - latte qb - 1 uovo sbattuto per lucidare l’impasto prima della cottura marmellata o savòr per farcire Su un tagliere disporre la farina a fontana, versare al centro tutti gli ingredienti, amalgamarli con una forchetta e quindi impastare con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Stendere l’impasto su un foglio di carta da forno cercando di dargli all’incirca la forma di un quadrato di e distribuire sopra la farcitura scelta lasciando liberi i bordi. Ripiegate il bensone e girare sottosopra il dolce aiutandosi con la carta da forno in modo da lasciare in basso la giuntura tra le due estremità della pasta (in questo modo si eviterà la fuoriuscita della farcitura). Praticare una leggera incisione centrale con un coltello a lama liscia, lucidare con un uovo sbattuto o un po’ di latte. Spolverare con granella di zucchero e cuocere per circa 35/40 minuti a 180°. Un suggerimento per gustarlo è “pucciarlo” nel caffelatte o nel lambrusco di Modena. Eugenia Saccani 1A Sette fratelli abitavano in una casetta, avvolta da un enorme giardino fiorito, dove andavano ogni giorno a giocare insieme agli animali. Arrivò l’inverno e iniziò a piovere ed a grandina- re, allora i sette fratelli non sapevano che cosa fare. Stavano tutto il giorno sul divano a non fare niente, finché non arrivò un orsetto che chiese ospitalità per qualche giorno. I geni- tori dei ragazzi acconsentirono. A quel punto l’orso chiese ai sette fratelli: “Cosa fate di bello?” Uno rispose: “Niente, fuori piove, quindi non possiamo uscire per giocare”. “Allo- ra giocate dentro casa” disse l’orso. “E a cosa?” chiesero in coro i fratelli. A quel punto l’orsetto prese un cartoncino e ci disegnò sopra delle piccole caselle con colori e pennelli. Poi scrisse alcune frasi sulle caselle, prese un pezzetto di legno, di forma pressoché quadrata, e ci incise sopra dei numeri da 1 a 6. Allora insegnò ai sette fratelli un gioco di società, che noi chiamiamo “Gioco dell’Oca”, e da lì non smisero più di giocare. I ragazzini chiamarono i genitori per insegnare loro il gio- co: fecero una partita dietro l’altra, poi la mamma andò a preparare la cena. I ragazzi, l’orsetto e il padre continua- rono a giocare mentre fuori continuava a piovere senza sosta, ma d’ora in poi questo non sarebbe più stato impor- tante, per loro. Claudia Ranzi 1G Giulia 1A

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No ferraris no news - Anno 14 n.3 - Maggio 2017 pag 12 Ricordi Un saluto da una terzina Un anno è passato. pensavo di essermela scordata, ma poi... ammirare il giardino, il corridoio per la pale- Un altro anno sta per concludersi e io sono “La classe prima Q si può dirigere su per le stra e parte dell’entrata del cancello, dove in qui, con il naso sui libri, a studiare per il mio scale.” quel momento, tanti genitori stavano andando esame. Scoprì che quella figura dai capelli biondi e via. A malincuore lascio questa scuola, ma dentro il rossetto acceso sarebbe stata la mia prof. Così venne la scelta dei posti. di me la voglia di fare nuove esperienze è tan- Mille domande mi sfarfallavano per la mente: Mi misi in fondo con tutti i maschi che cono- ta. «Chissà se sarà una prof gentile. E se è quel scevo, vidi dei miei compagni non conosceva Non voglio scordarmi di questi tre anni, ma so tipo di prof che mangia tutti i suoi alunni appe- nessuno e chi conosceva qualcuno si attaccava che se voglio andare avanti devo chiudere que- na aprono bocca?» a questo. sto capitolo della mia vita. E mentre la preoccupazione mi affliggeva, su Poi la prof dal bell’aspetto si presentò. Però, prima di chiuderlo definitivamente con per le scale mentre le salivamo mi venne la vo- La professoressa Cesaro. un sorriso sulle labbra, voglio rivivere i miei glia di parlare con la ragazzina affianco a me. Prof di matematica e scienze. tre anni. «Ciao! Io sono Isabella, tu sei?» Fu Mi ricordo quando tre anni fa, sotto un sole A volte caldo tra ansia e paure, una me più insicura si aggirava per il giardi- no della scuola. La notte precedente mi ero assicurata che tutto fosse in ordine: il mio zaino nuovo che mi avevano regalo, il mio astuccio colora- to con dentro tutto gli evidenziatori e le penne colorato, i vestiti scelti con l’aiuto di mamma e io che mi fissavo nelle specchio. La mia immagine quella sera era davvero bella. I capelli ricci erano stati accorciati e lisciati, il mio viso era un po’ arrossato e i miei occhi brillavano di luce propria. Tornando al giorno dopo, mi aggiravo nel giardino mentre dentro di me la con- sapevolezza di poter scrive- gen- re una mia storia mi avvolgeva. Giravano tra un mio gruppo di amici a un altro, ma l’unico che mi tenevo stretta era il mio migliore amico. Io e lui eravamo capitati in classe insieme e una persona la conoscevo. In realtà in quella classe ne conoscevo di persone, tra ex compagni di materna a ragazzi della mia ex scuola che vedevo nei corridoi e con cui scambiavo flebili saluti. Poi, arrivo il momento di entrare. Di quel momento mi ricordo poco, ma ricordo perfettamente una figura dai capelli biondi e dal rossetto acceso che tra tutti quei prof risaltava. Mi chiedevo di che classe sarebbe stata prof. E poi l’appello. 1^A, 1^B, 1^C... E il mio cuore batteva forte. Nel mentre cercavo di ricordarmi la lettera della mia classe, ringrazio il fatto di essere un tipo abbastanza socievole. La ragazza affianco a me con un timido sorriso rispose:« Sono Giulia, piacere». Giulia la si riconosceva per i capelli marrone scuro e il neo che aveva in viso. Pensai:” Okay una persona che non conoscevo l’ho conosciuta, ora mancano gli altri”. Finalmente dopo aver attraversato un corridoio arrivano nell’aula. La porta fu aperta e una strana sensazione in me mi pervadeva: per tre anni quella sarebbe stata come una seconda casa. Le scritte sui muri, i banchi color panna con graffi sopra, sedie che di comodo avevano ben poco, una lavagna qualsiasi con sopra un velo di gesso e una libreria con tanti libri, ma la prima cosa che mi sorprese furono le finestre. Da quelle finestre entrava tanta luce e si poteva tile con noi, ci accolse con un caloroso sorriso poi pian piano incominciò a fare l’appello. Facce sconosciute prendevano un nome. Ogni volta che qualcuno si presentava gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Io era la 15º nell’elenco. Fortunatamente rispetto all’elementari non ero tra i primi 4. La prof passò due ore con noi per conoscerci e pian piano capì che quell’anno, nella sua materia che detestavo, avrei capito qualcosa. Poi arrivò la prof d’italiano. La professoressa Carcara. Una donna minuta coi capelli corti e scuri, gli occhi chiari e con tanta voglia d’insegnare. Si presentò, fece l’appello e dopo incominciò a farci fare qualche attività per conoscerci. Tutte e due le prof spiegarono che ci sarebbero andate piano e che appena finita la settimana

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No ferraris no news - Anno 14 n.3 - Maggio 2017 pag 13 avremmo fatto una piccola prova per vedere come eravamo messi. Poi, alla fine, tornammo a casa. Quel giorno fu il mio più dolce ricordo. La settimana passò in fretta. Conobbi l’insegnante di musica che tramite esempi di vita quotidiana cercava di farci capire come funziona a scuola e nella vita, non si presentò subito, ma riuscimmo a scoprire che era la professoressa Ottani. La prof Adamo, l’insegnante d’inglese era un po’ rigida e pensavo fosse una persona severa, mi sbagliavo. La prof Cataldi insegnava spagnolo, ahimè la sua materia non mi piacque fin da subito, ma la prof era abbastanza simpatica. La prof Monduzzi era la tipica prof che tutti gli alunni vorrebbero, tutti avrebbero voluto più ore con lei e non importava se parliamo di religione o di vita con lei tutto era bello. Il prof di ginnastica, il prof Manfredi, era il più simpatico faceva un sacco di battute e con lui fare educazione fisica era divertente. Conobbi anche l’insegnante di geografia e storia, la prof Nicoletti, con lei facemmo un sacco di attività sul conoscerci. Quando quella settimana finì, avevo avuto un primo assaggio di medie. Sapendo che la settimana che entrava avrei avuto delle prove mi sentì in ansia, alle elementari non ero mai stata brava e sapere che avrei deluso di nuovo i miei insegnato mi faceva stare male. Quando feci le prove avevo paura di aver fallito e non volevo avere i risultati. Quando, la settimana successiva arrivarono, mi stupì. Avevo preso dei nove e quei giorni non ci credevo. Una persona come me, prendere nove? C’era qualcosa che davvero non andava. I mesi passarono veloci. Iniziai a conoscere i miei compagni di classe e i miei prof, presi confidenza con la scuola e soprattutto con le finestre della classe. Non so perché, ma quelle finestre sono state la mia salvezza quando non capivo qualcosa bastava che immaginassi di essere fuori e di perdermi in quel cielo. Spesso mi richiama la mia prof di matematica perché mi perdevo, ma tutt’ora lo faccio e tutt’ora la mia prof mi richiama. Ebbene quell’anno passò. Ero più confidente e sicura di me stessa, mamma aveva notato questo cambiamento ed era davvero felice. Era felice nel sapere che ormai non mi scoraggiavo più e che puntavo sempre più in alto. Iniziò il 2º anno. E lì qualcosa cambiò. Divenni più silenziosa e solitaria. A salvarmi fu il campionato di lettura. Leggevo tanto, mi perdevo tra i libri e vivevo avventure non mie. Quell’anno scoprì, o meglio, liberai la mia passione per la lettura. Il secondo anno tutti erano più confidenti coi prof e pronti per un nuovo anno. Alla fine andò abbastanza bene. Io continuavo a perdermi nel guardare la finestra, i miei voti erano ottimi e continuavo ad apprendere. Però dentro di me qualcosa cambiò. Non so cosa fosse, ma di questo cambiamento ne ero a conoscenza. Comunque, finì il 2º anno. E il terzo arrivò impetuoso con un sacco di novità. I nuovi prof, nuova lettera per la sezione, nuova aula e le parole “Esame” e “Scuola Superiore” attanagliavano tutti. I mesi volarono. Tra prima guerra mondiale, i numeri relativi e il romanticismo, arrivammo al giorno dell’iscrizione. Scelsi il liceo linguistico Muratori, con la speranza di diventare un giorno interprete di lingue asiatiche. Alla fine sono stata presa. Ma tra tanta ansia quest’anno non l’ho vissuto al meglio. Mi sono persa i colori dell’autunno, il freddo dell’inverno pungente e il sole brillante della primavera, chissà se mi perderò pure il calore dell’estate. Sono stata presa da sentimenti come l’amarezza e la nostalgia che mi sono dimenticata di vivere il mio ultimo anno al meglio. Ormai è finito. Però posso guardarmi indietro e dire che questi tre anni sono stati davvero belli. I miei prof mi hanno aiutato tanto e so che questo mio saluto non è un addio, ma un semplice e caloroso arrivederci ricolmo di speranze per il futuro. So che i miei compagni presto lo rivedrò finita la scuola. So che non dimenticherò niente. So che con questo mio piccolo ritorno al passato chiuderò definitivamente il capitolo medie e cercherò di far risplendere il mio futuro. Ho avuto un sacco di consigli in questi tre anni, sostegno da un sacco di persone e so che una parola non basta, ma grazie. Grazie con il cuore. Non dimenticherò i muri di mattoni che per tre anni mi hanno aiutato a far crescere i miei sogni con la speranza, non dimenticherò la mia cara e scomoda sedia e non dimenticherò il mio posto vicino alla finestra. Quella finestra che mi ha accompagnato ad alimentare la mia fantasia. Grazie, per tutto. Il mio ultimo consiglio è per tutti coloro che continueranno le medie, o le inizieranno, vivete questi momenti qui, perché in nessun altro posto potrete viverle. Vivete nel presente e non nel futuro e nemmeno nel passato, perderete cose belle che vi circondano. Vivete questi tre anni al meglio, imparate, litigate, sorridere e soprattutto sfamati di conoscenza. Isabella Hernandez 3^I I ricordi sono sopra l’armadio Quella sera non avevo affatto sonno, fissai il muro per un po’, provai a contare le pecore, ma non mi addormentai. Ad un certo punto mi cadde lo sguardo su uno scatolone impolverato che stava lassù in alto, sopra l’ armadio. Mi alzai, trascinai la seggiola fino a pochi centimetri dal mobile, poi mi ci arrampicai sopra e con un po’ di fatica riuscii a portare sul letto la scatola di cartone. La aprii con delicatezza, poi provai a sbirciare all’ interno e vidi un muso conosciuto; presto realizzai che era la mia vecchia scimmietta portafortuna, si chiamava Dudu; quante chiacchierate feci con lei, forse troppe. Il mio piccolo peluche parlante adorava raccontarmi barzellette, gli piaceva farmi ridere a crepapelle. La tirai fuori dalla scatola e immediatamente le chiesi di raccontarmi una delle sue freddure strepitose, ma lei non mi rispose; sembrava fosse morta, non mi fece neanche un sorrisetto. Il mio dubbio è che in realtà non sapesse parlare e neanche fare i sorrisetti. Posai l’essere inanimato sul cuscino, poi immersi la mia piccola manina nella scatola delle meraviglie e tirai fuori una macchinina, posso assicurarvi che quella macchinina era speciale, pur essendo così piccola raggiungeva i 100 km orari. La feci sfrecciare sul pavimento della stanza, ma purtroppo mi accorsi che non andava veloce come sei anni prima, rimasi molto delusa quando vidi che non superava la velocità di una misera formica. Ormai si era fatto tardi, rimisi i ricordi nel contenitore che andai a ficcare sopra l’armadio polveroso; mi avvolsi nelle soffici coperte invernali, chiusi le palpebre e caddi in un sonno profondo. Giulia Pattarin 1G

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No ferraris no news - Anno 14 n.3 - Maggio 2017 pag 14 Racconti COSA SUCCEDEREBBE... SE UN GATTO LEGGESSE ? 1Un giorno una ragazza di dodi- que giorni. Allenò molto il gatto, ci anni, alta, magra e con una che imparava ogni faccia molto attenta stava leggen- giorno di più. do un libro. Il gatto supe- Si chiamava Alessandra e viveva rò sfide dif- in una città chiamata Vesia. A un ficili e piene certo punto il padre interruppe la di impegno, lettura della figlia chiedendole di ma riuscì a aiutarlo a fare la spesa. La ragaz- vincere. Di- za accettò, lasciò il libro e seguì venne l’or- suo padre. goglio della Il gatto della bambina, curioso di f a m i g l i a . quello che stava leggendo Ales- La famiglia sandra, iniziò a sbirciare qualche diventò ric- pagina. Lo faceva da tempo e, ri- ca, felice e cordandosi le lettere dell’alfabeto finalmente che ripeteva ogni giorno Alessan- riuscì a co- dra, iniziò a leggere il libro. municare Il tempo che la bambina stette via con il suo col padre, anche per fare altre fac- adorabile cende, il gatto imparò a parlare, gatto. leggere e scrivere. Quando la ragazzina lo scoprì, Andrea fu fiera e felice per il suo gatto Lonardelli e lo iscrisse a un campionato di 1A Cervelloni che iniziava dopo cin- 2In una campagna viveva tò e il libro le cadde dal letto. una bambina con un gatto. Il gatto si svegliò a causa del La bambina rumore prodotto dal libro caaveva com- duto a terra, andò vicino alle piuto 7 anni pagine e iniziò a guardare le e siccome immagini. Rimase tanto afnon aveva fascinato che a poco a poco i genitori iniziò anche a leggere. Così viveva con da quel momento ogni sera il i nonni che gatto faceva finta di dormire e le fecero un quando la bambina si addorregalo: il mentava iniziava lui a leggesuo primo re il libro. E non lesse solo libro, che si quello, ma anche tutti gli altri intitolava “Il libri che la bambina leggeva. gatto con gli Fino a quando, una sera, la stivali”. Lei bambina lo scoprì e allora lui era felicissi- le raccontò tutta la verità. E ma, tanto che da quel momento decisero di aspettava ogni scrivere e inventare loro due sera per leg- tante storie. Dopo molti anni gerlo e accan- divennero due scrittori famosi to a lei c’era di storie per bambini. sempre rannicchiato il suo gatto. Ma una Alessio Magnano 1A sera la bambina si addormen- COSA SI FA PER AMORE? Cosa vi viene in mente se vi dico la parola rospo? Immagino che tutti voi conosciate i rospi, quei simpatici animaletti verdi che con le loro lunghe zampine saltellano qua e là. Molti di voi penseranno al famosissimo film cartone ‘’La principessa e il Ranocchio’’. E se vi dicessi romantici rospisti? Starete pensando a delle persone che amano i rospi, beh se state pensando a questo siete sulla giusta strada, ma non è un amore intenso proprio come quello della principessa pronta a baciare il suo rospo. I rospisti si occupano di salvare migliaia e migliaia di piccoli rospetti nelle sere piovose. Essi saltellano attraverso pericolose strade nella speranza di trovare la loro anima gemella; per evitare che vadano incontro a morte certa i rospisti, munendosi di giubbotto catarifrangente e guanti di lattice, si buttano in mezzo alla strada per aiutarli a passare. Anche in Italia sono presenti questi animalisti che grazie alla loro organizzazione hanno già salvato oltre 40mila di questi piccoli animaletti. Un’altra domanda è perché scegliere proprio i rospi da proteggere? La risposta è semplice: i rospi si nutrono di insetti, in particolare delle zanzare. A noi fa molto piacere non avere più punture di zanzare sulle braccia e sulle gambe; in più contribuiscono a un certo equilibrio dell’ecosistema. L’ultima domanda che ci poniamo è il perché si chiamino romantici? Beh è vero che non trasformano i rospi in fantastici e affascinanti ragazzi, ma salvarli è più che sufficiente! E adesso una curiosità: almeno 20 bambini dopo l’uscita del film ‘’La principessa e il ranocchio’’ sono stati ricoverati in ospedale per essere stati infettati dalla salmonella dopo aver baciato rospi. Agatha Donini 2^E

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No ferraris no news - Anno 14 n.3 - Maggio 2017 pag 15 La ballerina e il violoncellista Le storie sono fatte per sognare. gio a cambiare melodia, da brano posto iniziò a suonare, ma cenno Vivere momenti magici e imma- a brano, finché quella ragazza con di un sorriso felice sul viso del- Così quella fanciulla prese il vio- ginare cose immaginabili. Ma non una folata di vento scomparve. La la ragazza non c’è n’era neanche loncello e lo passò a quel giovane tutte le storie hanno una bella fine sera arrivò e insoddisfatto tornò l’ombra. che da poco aveva incontrato, ma e la storia che sto per raccontarvi nella sua umile dimora. Quella Per giorni andò avanti la storia tra che la stava rendendo felice. Poi, non fa eccezione. Perciò mettetevi notte la passò insonne. Ripensava il violoncellista e quella giovane quando entrambi furono pronti, le comodi e ascoltate la storia di due a quella ragazza dalla bella pre- triste, però un giorno il ragazzo meraviglia iniziò. persone che cercavano qualcosa di senza, ma dal viso così triste come non venne più. E in quella viuzza In quella stanza che di certo non grande, ma che trovarono altro che se in lei un peso la stesse oppri- la gente ne sentiva la mancanza, aveva un buon odore e che non era mai nacque. mendo. Così armato di un foglio anche Lei ne sentiva la mancan- bellissima la magia accade. Loro In una viuzza stretta di una bellis- e di una penna iniziò a comporre za. Sapeva che ragazzo cercava di due si completavano e lo spettaco- sima Germania del Novecento, un un brano che avrebbe suonato a un fare qualcosa forse di farle provare lo era meraviglioso. giovane con il suo violoncello in- prossimo incontro con la giovane. qualche emozione particolare mol- cantava la gente. Il ragazzo non era Scrisse e scrisse, consumò un sac- to bella,, ma tutte le composizioni Poi alla fine tutto si concluse, due di certo bellissimo, ma ogni volta co di fogli, voleva che la sua opera del giovane per lei erano così tristi sorrisi genuini di due ragazzi da che strofinava le corde del suo vio- fosse la migliore e che brano po- così disperate… com’era lei. E un sentimenti sinceri. loncello, facendo uscire piacevoli tesse raccontare ciò che aveva vi- pensiero le balenò nella testa, pos- suoni, la gente rimaneva affasci- sto negli occhi di quella donna che sibile che un violoncellista avesse Si lasciarono con la promessa, che nata da lui. In quella via centinaia per quella sera lo ossessionò. perfettamente inteso come si sen- lui sarebbe tornato presto nella sua di persone al giorno passavano, Il mattino seguente di buon’ora tiva? via a suonare e che affiancarlo ci troppe prese da altro non poteva di si alzò, troppo emozionato e ca- Nei giorni a seguire il violoncel- sarebbe stata lei. certo ricordarsi di ogni particolare rico iniziò a suonare nella sua lista non tornò più e lei cercò un della strada, ma quel violoncellista solita viuzza. Attirò gente, ma lui modo per ritrovarlo. Alla fine tro- Si fecero questa promessa. nessuno lo dimenticava. aspetta solo Lei: La sua musa dal vò la casa di lui. Si fece portare Però il vento in quella sera se la Quella viuzza diventava il suo viso triste. Aspettò tanto, ma alla nella sua abitazione e quando en- portò via lontana e fu dimenticata. palcoscenico e lui si esibiva fino a fine all’ora di pranzo la rivide. trò, vide solo un letto in cui un gio- Il ragazzo non tornò più in quella che la sera non giungeva è quel- Vide che si fermò davanti a lui e vane dal viso bianco come il latte via, ormai troppo stanco e malato. la stradina veniva spopolata. Lui il giovane deciso a farla sorridere giaceva. Possibile che fosse Lui? Lui aveva reso tante persone felici, rimaneva lì sempre. Perché ri- interruppe il brano suonato e ini- Senza il suo violoncello e sdraia- ma non capiva che la musica non maneva lì? A nessuno di mai ben ziò con la sua composizione di to su quel letto le sembrava così era solo felicità era altro: passione, chiaro, ma una ragione c’era. Il una sera d’ossessione. Era sicuro fragile. Non pensava che uno stru- rabbia, tristezza, nostalgia… solo violoncellista voleva allietare le di potercela fare. Lui non era mai mento potesse essere qualcosa di quella ragazza glielo fece capire, persone con la sua musica, voleva stato bravo a parole, ma il suo così vitale per un musicista. ma era troppo tardi. Troppo tardi renderle felici anche se fosse stato violoncello faceva intendere alle Il ragazzo era scosso da una brut- perché in una sera d’estate il gio- per un istante, perché quel ragazzo persone cose non dette. Era questo tissima tosse. Lei lo chiamò a bas- vane fu portato via dalla sua ma- sapeva bene quanto la gente fos- che lui amava della musica, il fatto sa voce e quando aprì gli occhi le lattia, che ormai lo affliggeva. Fu se infelice e non lo mostrasse. Per che migliaia di parole non potran- regalò un dolce e caloroso sorriso. portato via e trasportato nel cielo questo lui suonava e suonava bra- no mai descrivere la sensazione di Le prese una sedia e si mise af- per essere una tra le stelle più lu- ni diversi, brani conosciuto o brani ascoltare una melodia che incanta. fianco di quel letto. E iniziarono minose. che in quel momento lì venivano Iniziò e con passione si immede- a parlare, anche se lei di lui sapeva In quanto alla ragazza non ci fu in mente per strappare un sorriso a simò, poi alzò lo sguardo e vide molto aveva ascoltato le composi- più nessuna notizia per settimane, delle persone, quando vedeva che dolcezza negli occhi di Lei. Una zioni che prima non le erano state ma poi un giorno su un giornale il funzionava allora lì si sentiva ap- dolcezza che era paragonabile solo dedicate e le sembrava di conosce- suo nome era citato per aver dato pagato, sentiva che ogni suo sfor- al miele. Poi un sorriso pieno di re quel ragazzo da tanto tempo. un’esibizione meravigliosa. Quan- zo fosse stato premiato. Per lui un tristezza sbocciò dalle labbra della Lui aveva colto alcuni messaggi di do tornò in quella via in Germania semplice sorriso era uno dei premi sua musa, il suo viso si illuminò lei, ma non sapeva abbastanza. scoprì che il suo amato violoncel- più grandi che potesse ricevere. E di una luce così strana, una luce La ragazza dopo un’iniziale imba- lista era morto. Con il cuore pe- qualche volta racimolava qualche che di felice aveva ben poco. Lì, razzo gli raccontò di come fosse sante tornò nella sua compagnia moneta, ma a lui non importava, quel giovane violoncellista, capì per lei ballare, di come le piaceva di ballo e ad ogni esibizione dava quel ragazzo viveva per rendere di aver fallito. e di come era felice di aver fatto il meglio per ricordare colui che felici le persone. Non importava La giovane se ne andò e lui con la ballerina. Poi spiegò, che la sua l’aveva aiutata a tornare felice. se qualche sera non mangiava, un un’espressione sconfitta in volto carriera di successi finì con un in- sorriso lo sfamava. continuò a suonare, ma in lui una fortunio anni prima e che da allo- Ora, tra i due poteva nascere un Però arrivò un giorno, in cui sotto voglia nacque. Il suo obbiettivo ra non ballasse più. Il ragazzo la bell’amore durato, ma quando lei un cielo azzurro mare, lui notò una era sempre e solo uno, ma ci sa- guardava ammaliato e capiva la morì i due si rincontrarono e so- ragazza bellissima. Una ragazza rebbe riuscito solo scrivendo varie sua tristezza, se gli avessero tolto pra i cieli del mondo si esibivano che emanava grazia e fierezza. composizioni. Così appena il sole il suo violoncello anche lui sareb- ognuno nella cosa che più amava. Aveva una così bella presenza, ma tramontò e le ombre calarono sulla be stato così. quella giovane fanciulla al suono sua viuzza, il giovanotto tornò nel- “Torna a ballare allora. Non sa- Isabella Hernandez 3^I del violoncello non sorrise. Il gio- la sua casa. E scrisse, scrisse tan- rai perfetta, ma almeno provaci. vane allora rimase un po’ insoddi- to, gli venne male alla mano, ma Anzi, prova fin da subito. Passami sfatto e riprovò con un’al melodia, se era per vedere il sorriso di lei il violoncello e balla per me. Balla ma la ragazza non continuava a andava bene. Il giorno successivo come se fosse la tua unica salvez- sorridere. Passò tutto il pomerig- la ragazza tornò, lui al suo solito za. Balla e sii felice. “

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